Una felice unione con le festività della Natura
I cambiamenti interiori necessari affinché una persona si connetta con gli altri in una completa adesione , in connessione, in unità e in una condivisione reciproca che ci ristabilisca in equilibrio con la natura, non sono un processo semplice. Le fasi di questo tipo di cambiamenti sono collegate a un ciclo che alla fine si chiude in un punto di partenza.
Spetta a noi a passare attraverso questo intero ciclo, per correggere noi stessi, e trasformarci in una parte utile della natura, non in un tumore all’interno di essa che divora tutto intorno a sé e distrugge il mondo. Una persona deve essere una fonte di salute e conforto per tutto il bene e l’equilibrio della natura.
Ogni anno questi stati ritornano come in una spirale e si ripetono a livelli superiori. In sostanza, un anno è il numero di fasi che dobbiamo attraversare nella nostra connessione e per raggiungere l’obiettivo.
Questo ciclo di fasi di correzione è stato scoperto da Abramo in tempi antichi. Egli istruì i suoi studenti, che divennero la fonte della creazione del popolo ebraico. Pertanto queste fasi sono espresse nel ciclo annuale delle feste ebraiche.
Dobbiamo capire che le festività ebraiche non sono la tradizione di una particolare nazione o di un popolo. Piuttosto, esse sono simboli di stati spirituali unici in cui raggiungiamo la reciproca dazione, l’amore tra di noi su livelli più alti, e una maggiore integrazione in questa connessione nel cuore e nella mente.
Queste non sono celebrazioni di particolari eventi storici sperimentati da alcune persone isolate e non rilevanti per il programma generale della natura. Queste festività riflettono gli stati spirituali delle persone come comunità. Sono già latenti nella natura come particolari livelli della nostra equivalenza di forma con la natura, mentre avanziamo verso stati di equilibrio e armonia.
Se ci identifichiamo come popolo e ci colleghiamo tra di noi in un grado o nell’altro raggiungendo un particolare livello di unità che è latente nella natura, allora noi celebriamo espressamente questo evento. Quando ci eleviamo un po’ più in là, al livello successivo di connessione con la natura e di equivalenza di forma con essa, celebriamo di nuovo questo risultato.
Una persona non stabilisce le festività in base alle proprie decisioni; piuttosto, celebra il raggiungimento di una somiglianza e di un’adesione già esistenti in natura. Quindi, queste festività non possono essere modificate.
Nella nostra condizione odierna siamo completamente in opposizione alla natura integrale. Tutte le parti della natura sono collegate al cento per cento in un sistema unificato. Solo la specie umana si trova in una condizione di totale distruzione e in opposizione all’unità naturale.
Tuttavia, se l’umanità, o almeno una parte di essa, inizierà a trasformarsi diventando simile alla natura, avvicinandosi alla sua forma di unità e totalità, allora raggiungeremo un particolare grado di connessione. Prima di tutto, sta a noi riconoscere che ci odiamo a vicenda. Questa è la natura con cui nasciamo.
Questo è detto “Il riconoscimento del male”, la consapevolezza che la nostra natura opposta non ci permette di raggiungere armonia ed equilibrio con essa. Per questo abbiamo bisogno di un esame interiore e dobbiamo pregare con la modalità Lehitpalel (incriminare – Lehaplil) noi stessi. Questo riconoscimento che precede Rosh Hashanah è detto il “mese di Elul ” .
In questo periodo, esaminiamo attentamente il nostro vero stato in relazione a quello stato di connessione buono e meraviglioso che dobbiamo raggiungere. Ciò significa che scopriamo quello che viene definito lo stato corretto, lo confrontiamo con il nostro stato attuale, vediamo l’immenso divario tra i due e quindi preghiamo con la modalità Mitpalelim (giudica noi stessi).
Comprendiamo di essere dei criminali e cosa dobbiamo fare con noi stessi, quindi iniziamo a organizzare il lavoro per procedere verso la connessione. Il potere che si trova nella natura e che connette tutte le sue parti lo proclamiamo il potere dominante che ci controlla! Questo potere tiene insieme l’intero sistema e diventa il nostro obiettivo. Desideriamo ardentemente assomigliargli. Questo è detto Rosh Hashanah, l’inizio (Rosh) dei nostri cambiamenti (Shinuim) e il nuovo ciclo alla fine del quale vorremo essere come il potere universale che permea la natura.
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Dal programma “Una Nuova Vita” 14.09.2014
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Buongiorno,
Ma perché allora ai tempi di Mosè e anche dopo, gli ebrei disubiddirono ed ebbero spesso dubbi e poca fede in Dio, creatore??
Si fecero un vitello d’oro, mentre Mosè prendeva i comandamenti, seguirono altre divinità (balam) contaminandosi con altri popoli?
Grz
Gentile lettore, nel ringraziarla della sua gradita domanda, desideriamo informarla che, a seguito della imponente quantità di richieste ricevute attraverso un blog che viene tradotto in oltre venti lingue, sono necessari tempi comprensibilmente più estesi, le chiediamo quindi di voler gentilmente pazientare nel ricevere un riscontro.
Rav Michael Laitman avrà cura di inviare personalmente e al più presto una risposta al quesito da lei inoltrato.