Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

Se i desideri svaniscono

Domanda: C’è un detto classico secondo cui nella vita una persona dovrebbe piantare un albero, costruire una casa e generare un figlio. Supponiamo che abbia costruito la sua casetta, piantato il suo giardino e così via. Qual è il significato di tutto questo? I nipoti corrono in giro odiando il loro nonno; i figli aspettano che finalmente muoia. E alla fine della vita non accade nulla di buono, se non delusione.

Una persona deve necessariamente arrivare alla delusione alla fine della vita?

Risposta: Non devi; non devi essere deluso. Dipende da te. Di regola, le persone che muoiono di morte naturale sono d’accordo sul fatto che devono morire. Semplicemente muoiono per esaurimento.

Domanda: Ma non per gioia, non con un sorriso?

Risposta: No, non direi così, perché è una sorta di liberazione. Una persona non pensa alla morte come a qualcosa di terribile. Le appare come liberazione da vari problemi, specialmente quelli che non possono essere risolti, che sono ancora sospesi su di lei e dei quali è stanca.

Commento: Ho visto molte persone della sua età che hanno rinunciato a se stesse.

La mia risposta: Semplicemente non hanno più nulla. Specialmente quando una persona va in pensione, non le resta altro che continuare la sua esistenza animale finché il suo corpo dura. Allora, naturalmente, non si può fare nulla; si vive involontariamente perché il corpo vive.

Commento: Ma allo stesso tempo non vogliono percepire nulla. È come se si fossero chiusi nel loro piccolo mondo.

La mia risposta: Stanchi! Stanchi.

Commento: Una volta era pronto a tutto. Lei gli spiega…

La mia risposta: Non puoi spiegargli nulla perché dentro di noi opera il desiderio che causa tutte le nostre azioni.
Intorno ai 50 anni e oltre, il desiderio di una persona comincia a svanire. Fino ai 40 vive con gli occhi aperti. Dai 40 ai 50 si comincia a stabilizzarsi, e poi si comincia a declinare nei propri desideri. E quando questi desideri scompaiono completamente, il corpo muore.
I desideri portano la vita, la fioritura o la morte del corpo. Questo è tutto! Il corpo di per sé potrebbe vivere per migliaia di anni. È il desiderio che se ne va.
[350538]

Da KabTV, “Ho ricevuto una chiamata. Lo scopo della vita,” 19/9/10

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Elevarsi al di sopra dell’eternità

Domanda: Come verrà trasformata la società quando la Kabbalah verrà usata correttamente? Come verrà espressa internamente ed esternamente?

Risposta: Innanzitutto, tutti i mass media dovrebbero cambiare direzione con un’unica decisione della maggior parte dei paesi. Tutto dovrebbe essere finalizzato a spiegare alle masse che solo la nostra unità salverà il mondo e ripristinerà l’influenza positiva della natura su di noi.

I mass media sono un sistema che può essere rapidamente modificato a beneficio della comunità globale, invertendo così la direzione del nostro sviluppo.

Vedremo immediatamente degli effetti positivi in ​​ogni ambito: salute, fine del terrore, condizioni meteorologiche,  società e altro ancora. Vedrete improvvisamente che tutto si calmerà, si riequilibrerà e diventerà pacifico: i rapporti dei figli con i genitori, i problemi con le giovani generazioni, tutto si calmerà all’istante in ciascuna di queste manifestazioni. L’enorme egoismo, il grande male e la riluttanza reciproca scompariranno improvvisamente. Non è che gli angeli cammineranno sulla terra, no; le persone stanno cominciando a comprendere questo sistema, ne sono permeate e sentono che possono elevarsi al di sopra della morte.

Questo è ciò che dobbiamo mostrare all’umanità: “Avete l’opportunità di elevarvi al di sopra della morte, di raggiungere un senso di eternità e di perfezione! Questo è ciò che vi viene offerto in aggiunta alla vita su questa terra, che diventerà veramente paradisiaca, invece di uscire di casa senza sapere se tornerete o se domani avrete ancora aria da respirare “.

[351426] 

Dal programma “I Got A Call. Rise above death” di KabTV del 1/10/10

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7 domande e risposte approfondite sul significato delle usanze ebraiche

D: Perché gli Ebrei scrivono da destra a sinistra?
L’ebraico si scrive da destra a sinistra perché il lato destro è considerato il lato spirituale o “quello giusto”, mentre il sinistro non lo è. C’è una radice spirituale nella natura, la qualità della dazione, che è chiamata “la linea giusta”, verso la quale l’uomo è inconsciamente attratto.

D: Perché gli Ebrei onorano il giorno della morte invece di festeggiare i compleanni?
Gli Ebrei non celebrano il giorno della morte, ma lo onorano per i defunti perché è una data importante per loro. La morte di una persona è considerata un’ascesa al mondo superiore e una correzione dell’anima. L’anima è il vaso spirituale che non muore mai, che ascende costantemente e si avvicina al Creatore.

D: Perché il giorno ebraico inizia al tramonto?
Il giorno successivo inizia con il tramonto perché tutto inizia con l’oscurità. La nostra natura, il mondo e lo spazio iniziano con l’oscurità,  il giorno successivo inizia da lì. L’alba (il sorgere del sole) rappresenta la conoscenza dell’uomo e il suo contatto con il mondo e il Creatore.

D: Perché gli Ebrei si coprono il capo (ad esempio, con una kipa) in segno di rispetto per Dio?
Coprirsi il capo è un segno di rispetto. Gli Ebrei osservanti indossano sempre la kippà un velo minimo, per esprimere riverenza verso il Creatore.

D: Perché gli Ebrei festeggiano il Capodanno in autunno mentre altri lo festeggiano in inverno?
Nella Torah è scritto che il Capodanno dovrebbe essere celebrato in autunno. Questa cronologia deriva da Adam HaRishon (il Primo Uomo). Adamo rivelò il Creatore e determinò le date specifiche e la durata delle festività in base al suo livello spirituale.

D: Perché gli Ebrei seppelliscono i morti il ​​più velocemente possibile (lo stesso giorno)?
Gli Ebrei credono di dover seppellire i morti lo stesso giorno del decesso. Questa pratica è imposta da una coscienza superiore che comanda tutto, non hanno il diritto di fare ciò che è più comodo o conveniente per loro. Deporre il corpo nella terra rappresenta il ritorno alla terra (“dalla polvere… alla polvere tornerai”), riflettendo la radice spirituale che li collega alla terra.

D: Perché il Capodanno ebraico inizia con il Giorno del Giudizio (Yom Kippur)?
Questo giorno segna la fine dell’anno precedente. La persona deve valutare le proprie azioni e quindi comparire davanti al giudice per iniziare una nuova vita. Il giudizio viene prima di tutto e si dovrebbe riconoscere la propria colpa.

Basato sul video “7 Domande e risposte illuminanti sul significato delle usanze ebraiche” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman e Semion Vinokur.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Un rimedio per tutti i problemi dell’umanita’

Domanda: Ci sono persone che studiano la Kabbalah che in precedenza hanno provato molte strade, comprese le droghe. Ma quando si avvicinano allo studio della Kabbalah, la maggior parte di loro smette automaticamente di farne uso. Si tratta di un effetto collaterale della Kabbalah? In teoria, cura la tossicodipendenza?

Risposta: Sì, la Kabbalah funziona proprio come effetto collaterale. Dopotutto, ha effetto solo sulla persona che vuole studiarla, che trova uno scopo nella vita, ma allo stesso tempo il suo corpo la spinge verso un appagamento legato alla droga. A quel punto nasce in essa una lotta interiore che la porta ad abbandonare la droga. Ma c’è anche chi non riesce a superarla.

Non tengo traccia dei miei studenti. Sono completamente indifferente a come sia uno studente, a ciò che mi porta. Possono essere persone con qualsiasi inclinazione, con qualsiasi distorsione. Oggi tutto questo è generalmente considerato la norma. Quindi non guardo e non approfondisco. Non mi interessa.
Nella Kabbalah si dice che è un rimedio per tutti i problemi dell’umanità causati dal nostro egoismo. Poiché cura l’egoismo, dovrebbe curare quasi tutto: dalle malattie comuni a tutti i tipi di distorsioni che esistono nel nostro tempo e sono già accettate come la norma.
Insegno la Kabbalah e, nella misura in cui le persone si adattano ad essa e sono in grado di applicarla, essa ha un effetto su di loro.

Ho avuto una grave ulcera e altri problemi. Ho sofferto una morte clinica, con gravi perdite di organi interni, e ho visto come tutto questo viene ripristinato; come più una persona progredisce nella Kabbalah, più diventa giovane, vigorosa, forte e resistente, perché la persona è sostenuta dal fatto che ha a che fare con la forza superiore, con la luce.

Non si tratta solo di una sorta di fede personale, ma di una vera e propria energia superiore. La sento in me stesso. Non ti permette di fare cose sciocche o di lottare per risultati inutili in questa vita per diventare, ad esempio, un grande atleta o qualcos’altro. Ma questa energia ti dà l’opportunità di funzionare giorno dopo giorno per molti anni, per guidare le persone verso qualcosa di elevato.
In altre parole, la Kabbalah è davvero una fonte di grande potere. Penso che studiandola, l’umanità vedrà come viene guarita da tutti i problemi.

Baal HaSulam scrive alla fine dell’“Introduzione al Libro dello Zohar” che tutti i problemi del mondo: omicidi, furti, droghe, terrore, malattie, odio reciproco, tradimenti, discordie familiari, problemi con i figli, in pratica tutto ciò che ci separa dalla perfezione anche di un solo grammo, tutto questo nasce dal nostro egoismo. Solo la Kabbalah è in grado di correggerlo e di portarci alla perfezione assoluta, all’eternità e alla pace.
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Da “I Got A Call. Kabbalah e droghe” 8/27/10

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Può un Kabbalista nuocere ad un’altra persona?

Domanda: Una persona, come risultato dello studio della Kabbalah, può nuocere a qualcun altro? Ad esempio, uccidere intenzionalmente qualcuno a causa di un aumento del desiderio?

Risposta: Assolutamente no. Nemmeno i semplici sensitivi o veggenti possono farlo, figuriamoci un Kabbalista.

Il punto è che un Kabbalista è connesso al Creatore e, in una certa misura, diventa simile a Lui. Questo significa che è incapace di arrecare danno agli altri.

È possibile che altri lo possano percepire come severo o duro con loro. Ma arrecare danno, nel senso in cui comunemente viene inteso, è qualcosa che un Kabbalista non può fare. Ciò contraddice la natura stessa che egli sta acquisendo e incorporando dentro di sé.

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Da KabTV “Ho ricevuto una chiamata. Nuocere agli altri” 31/08/2010

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Ognuno ha la propria realtà

Domanda: Come si può spiegare il fatto che ogni persona vede la propria realtà, ma allo stesso tempo, come dice la Kabbalah, questa in realtà non esiste, esisto solo io con la mia percezione?

Risposta: Sì, ci sei solo tu e nient’altro: niente storia, niente geografia, niente di niente. Tu esisti come un certo punto del desiderio. Oltre al desiderio non c’è nulla, e all’interno di questo desiderio si avvertono delle percezioni o dei riempimenti.

Questi riempimenti si manifestano esattamente nella forma in cui percepisci te stesso attualmente. In altre parole, la sensazione di “sé” si manifesta nel desiderio sotto forma di immagine, e anche la percezione del mondo circostante appare come immagine all’interno del desiderio. In altre parole, senti l’appagamento del desiderio in questa particolare forma.

Domanda: Quando descrivi qualcosa, parli in termini generali, “una persona”, senza rivolgerti a nessuno in particolare. Quindi, tutti gli altri esistono davvero?

Risposta: Una persona, naturalmente, non esiste. Allora come vediamo gli altri e il nostro universo? Niente di tutto ciò esiste. I mondi? Nemmeno loro esistono.
Esiste un solo stato, che convenzionalmente chiamiamo il “Mondo dell’Infinito“, ovvero la creazione colma del Creatore.

Domanda: Ma perché percepisco il mondo da questa angolazione, come complesso, composto da altri elementi, persone e animali?

Risposta: Perché dentro di te c’è un desiderio imperfetto, frantumato, scomposto, non integro. Percepisci la sensazione interiore di questo desiderio come “io e qualcosa intorno a me”, o “molte cose intorno a me”.

Commento: Ma quando dico qualcosa ad altre persone, loro sono d’accordo, sono deliziate da quel pensiero, sembra che esistano davvero in modo indipendente.

La mia risposta: Sì, questi sono i tuoi desideri, che ti appaiono sotto forma di persone separate, che in apparenza esistono oggettivamente a prescindere da te e in contrasto con te.

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Da “Ho ricevuto una chiamata. La realtà della percezione” di KabTV del 20/07/10

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Il Giusto Approccio alla Vita

Commento: Il più delle volte, una persona desidera sentirsi bene. Diciamo che se è malata o ha qualche problema, inconsciamente dice: “Sì, voglio ricevere supporto dalla forza superiore per superare questo ostacolo”, sebbene nel profondo, nella sua anima, pensi a come sentirsi meglio.

La mia risposta: Solo all’inizio, significa che è ancora un desiderio informe.

Poi gradualmente, dal profondo della sofferenza, egli inizia a comprenderne la profondità e la causalità, che non sono destinate a farlo soffrire e che la loro soddisfazione non è fine a se stessa. Dopotutto, qual è allora il senso di questa vita? Soffrire e alleviare la sofferenza? È davvero questo il senso dell’esistenza?!

Il significato dell’esistenza è elevarsi al di sopra di questa vita e usarla come mezzo per raggiungere un livello superiore. Altrimenti cosa? Se mi picchiano, scappo. Vengo picchiato, mi faccio curare. E questo è lo scopo della vita?! Questo è un modo completamente sbagliato di guardare il mondo.

Ecco perché la Kabbalah dice che dobbiamo rivelare la fonte delle nostre sofferenze e perché il Creatore ce le manda, affinché possiamo connetterci a Lui. Altrimenti, non saremo risvegliati a questa connessione con Lui. E in seguito saremo grati.
È possibile senza questo? No, è impossibile.

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Dal programma di KabTV “Ho ricevuto una chiamata. Come chiedere correttamente al Bore” 27/08/2010

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Entrare nel libro dello Zohar

Commento: Dici che Il Libro dello Zohar deve essere compreso, ma è molto difficile! Anche gli israeliani, che in linea di principio…

La mia risposta: Gli israeliani cosa? Che differenza fa se si è israeliani o meno? Non ha importanza! Ciò che conta qui è il raggiungimento. Bisogna entrare in questo libro. Per farlo, devi sentire il mondo che descrive, niente di più.

Domanda: Quindi inizia a funzionare efficacemente solo per una persona che è nella spiritualità?

Risposta: Sì, questa è una condizione naturale e necessaria.

Domanda: Supponiamo che tu distribuisca questo libro in tutto il mondo. Come farà  la gente a percepirlo se non è in quello stato?

Risposta: Con il suo aiuto, inizieranno ad avvicinarsi al mondo superiore e gradualmente vi entreranno attirando su di sé la luce superiore.

Al punto 155 dell’Introduzione a Lo Studio delle Dieci Sefirot è scritto che una persona che, anche senza capire nulla, legge del mondo superiore, della sua struttura, delle sue connessioni, del suo funzionamento, ne attira l’influenza su di sé, perché è già all’interno di quella struttura, anche se in uno stato non ancora nato. Tuttavia, nel farlo, cerca di risvegliarsi, di suscitare l’influenza del sistema su di sé. È così che funziona.

Commento: Fondamentalmente, stai parlando di qualcuno che cerca intenzionalmente di fare questo. Ma ora stai dando molto materiale del Libro dello Zohar a persone che non si occupano di spiritualità, per esempio organizzando congressi ed eventi diversi.

La mia risposta: È esattamente così che dovrebbe essere! Dopo tutto, anche loro hanno bisogno di essere influenzati da questo libro. Altrimenti, come si avvicineranno alla spiritualità? Come si svilupperanno?

Commento: Ma è difficile per le persone. Tu stesso lo vedi.

Risposta: Che differenza fa se è “difficile”?

Se ho un bambino piccolo, gli propongo costantemente dei compiti, cerco di provocarlo con dettagli nuovi e sconosciuti di questo mondo in modo che possa conoscerlo, scoprirlo. Cerco di accendere il suo interesse in modo che sorgano in lui delle domande: “Che cos’è questo? A cosa serve? Perché?”. Solo così una persona si sviluppa.

Perciò, naturalmente, devo mostrare l’ignoto e indicare che è l’ignoto. Guardalo, esploralo; prima trova la domanda e solo dopo cerca la risposta.

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From KabTV’s “I Got A Call. Zohar is Book №1” 7/8/10

 

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Il Campo dell’Amore

Domanda: Ricordo che quando venni a un congresso per la prima volta, provai un forte desiderio di attraversare il Machsom. Fui sopraffatto da una sensazione di una determinata unificazione, come se ci si aggrappasse agli altri e si volesse sentire qualcosa.
Non so se si tratti di una sensazione psicosomatica o di una sensazione inconscia e temporanea di un tutt’uno. È questa la sensazione di cui parli o è solo un’autosuggestione?

Risposta: È anche una sensazione psicologica creata da te insieme agli altri, ma a un livello molto modesto, basso e animato. È qualcosa che si può fare in un qualsiasi gruppo.
Il Bore non vi partecipa, quindi non è spirituale. In essa non è ancora stato percepito un unico campo d’amore.

L’amore non è ciò che immaginiamo nel nostro mondo. L’amore è una qualità di dazione assoluta; è quando i tuoi desideri e quelli degli altri si fondono in un tutt’uno e rimane una sola intenzione: soddisfarli partendo da te stesso, per donare agli altri. Questo è l’amore.

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Da “I Got A Call. Field of Love” di KabTV, 4/7/10

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Un Gioco a costo della Vita

Domanda: Le persone possono letteralmente impazzire quando giocano, perché si lasciano coinvolgere così tanto da questa attività che possono passare giorni interi senza staccarsene. Questo vale in particolare per la generazione attuale, che praticamente vive su Internet.

Come possiamo creare lo stesso livello di coinvolgimento nello sviluppo spirituale? Non forzando se stessi, ma presentandolo come una caramella deliziosa che ti attira verso l’interno.

Risposta: Entra nello sviluppo spirituale e vedrai che è il gioco più affascinante che esista. È il gioco della vita, un gioco con il Creatore! Sei tu a crearlo!

Qualsiasi gioco è una debole imitazione di ciò che la Kabbalah ti offre: la possibilità di creare, cambiare, modellare le cose con le tue mani. È per questo che ci immergiamo così tanto nei giochi. Perché contengono un atto di creazione, anche se si tratta di distruzione, non importa. È comunque creazione: stai dando vita a qualcosa di nuovo. In un certo senso sei tu il padrone, hai il potere tra le mani, la scelta, la tensione, la gioia, la risoluzione, una sorta di estasi.

Tutti questi sono frammenti minuscoli del processo che la Kabbalah ti dona quando acquisisci la capacità di cambiare i mondi dentro di te. È un gioco che nessun computer potrà mai eguagliare!
Io siedo davanti al testo del Libro dello Zohar, da cui voi mi avete appena distratto, e attendo solo una cosa: che vi stanchiate di parlare con me, così posso tornare al testo. E così è per 20 ore al giorno.

Faccio brevi pause per camminare, mangiare, fare qualcosa solo per sostenermi. Ma per tutto il resto del tempo, sono pronto a stare lì. È un processo così affascinante, un cammino avvolgente e inaspettato che niente può sostituire!

Da giovane vivevo a Leningrado ed ero come ogni altro studente: ragazze, Preference (un gioco di carte), feste, canzoni, gite. Lavoravo volontariamente come tecnico del suono per una band rock che si chiamava Nomads. Una volta abbiamo persino vinto il primo premio nella nostra città.

Ma il conseguimento spirituale non si può paragonare a nulla! In un videogioco ti vengono date più possibilità che nella vita reale. Devi andare da qualche parte, strisciare, fare qualcosa. Alla fine è tutto difficile e richiede molto tempo prima di ottenere qualcosa.

Questo non è conforme al nostro egoismo, che vuole tutto subito, immediatamente, il più in fretta possibile, in modo brillante e controllato. È per questo che tutto si è spostato nel mondo virtuale del computer.

Ma qui, nel mondo spirituale, tutto è miliardi di volte più luminoso. E non è un gioco, non è un’illusione: spegni il computer e tutto scompare. Il mondo virtuale è stato creato da qualcuno per guadagnare o perché si diverte a giocarci.

Ma nella spiritualità non stai giocando. Tu costruisci, crei! Sei stato fatto per questo! È il soddisfacimento più naturale, l’esperienza più intensa che si possa avere! Non può essere paragonata a nulla. Il nostro mondo, con tutte le sue attrattive? È solo…

Per questo, dopo tutte le ossessioni con il computer, il livello successivo è soltanto la Kabbalah, solo l’introduzione di una persona nel vero mondo spirituale. Altrimenti annegherà in un mondo irreale, virtuale, e non avrà bisogno di altro che una pillola narcotica per immergersi nel suo computer e basta.
Ed è proprio così che sarà: attraverso il riconoscimento del male, attraverso la consapevolezza dell’inganno di quelle illusioni.

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Da KabTV “Ho ricevuto una telefonata – Un gioco a costo della vita” 29/07/2010

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