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In che modo i media influenzano i bambini e i giovani?

Diventare una star dei social media, guadagnare milioni e oltre, è la versione aggiornata del desiderio di fama e onore che anima i bambini e i giovani di oggi. Possiamo incanalare la loro energia in una direzione positiva? E più in generale, dove ci sta portando questa dipendenza collettiva da Internet e dai social network?

In passato, un figlio continuava l’attività del padre e, se nutriva particolari ambizioni, poteva ampliarla leggermente. Oggi, il mondo intero è nelle sue mani. I bambini ammirano chi ha raggiunto fama e riconoscimento, ne sono affascinati. Come genitori, non è certo consigliabile reprimere tali aspirazioni, poiché favoriscono lo sviluppo. Ciò che  è invece opportuno fare è mostrare ai bambini cosa serve realmente per diventare una grande star: forte desiderio, perseveranza, pazienza, voglia di imparare, creatività, impegno e altro ancora.

In base alle inclinazioni naturali dei bambini, è vantaggioso coinvolgerli in diverse attività e corsi che amplino i loro orizzonti, li aiutino a specializzarsi e a sviluppare capacità di espressione, comunicazione e relazione. Anche se non diventeranno famosi, queste esperienze coltiveranno competenze importanti. Inoltre, i media dovrebbero mostrare ai bambini e ai giovani cosa succede dietro le quinte, quanto impegno ed energia hanno effettivamente investito coloro che hanno raggiunto una grande notorietà.

Possiamo prevedere chi saranno le star di domani? In altre parole, in cosa dovremmo investire oggi per ottenere riconoscimento negli anni a venire?

Secondo la tendenza generale dello sviluppo che osserviamo nel mondo, coloro che sanno costruire relazioni umane positive “si accaparreranno tutto”. Perché? Perché la realtà sta diventando sempre più interconnessa e interdipendente, ma le relazioni umane sono in pessime condizioni. Le dinamiche guidate dall’ego minacciano di affondare l’intera imbarcazione e anche nelle relazioni personali la situazione è tutt’altro che semplice.

Creare connessioni umane positive è la prossima grande sfida. Richiederà la comprensione dell’intricata rete di connessioni che esiste tra tutte le componenti della natura e la sua applicazione alla società umana. Chiunque si specializzerà in questo campo e riuscirà a costruire sistemi, processi, metodi e strumenti per promuovere la connessione sarà il più ricercato, il più conosciuto, il più influente e otterrà un ampio riconoscimento.

In quasi ogni forma di contenuto, si può esprimere la tendenza alla connessione. Prendiamo ad esempio un programma di cucina. Può trasformarsi in una festa collettiva, in cui ognuno prepara qualcosa di squisito per deliziare gli altri, esprimendo il desiderio di connettersi e di arricchirsi a vicenda. In questo modo, il buon cibo che sappiamo preparare non diventa fine a se stesso, ma un mezzo per entrare in contatto con gli altri. In tal caso, si assiste a un passaggio dal piacere fisico del successo personale a un godimento più profondo, interiore e “spirituale”.

In generale, più una persona si connette con gli altri, più proverà un senso di appagamento di qualità superiore, aprendo a infinite possibilità di piacere ed entusiasmo. Si tratta, infatti, di un cambiamento fondamentale nella percezione. L’essere umano di domani si relazionerà alla realtà dalla prospettiva di una rete integrale di connessioni.

Da dove nascerà tutto questo? Il desiderio di godere dentro di noi è in continua evoluzione. Ciò che ci soddisfaceva ieri non ci soddisfa più oggi.

La stessa rivoluzione di Internet è stata la conseguenza dello sviluppo del desiderio di connessione. Ha introdotto una varietà infinita, una disponibilità costante, la possibilità di scegliere cosa consumare in qualsiasi momento anziché seguire un palinsesto televisivo, e ha reso la comunicazione bidirezionale e interattiva. Tutto ciò, e molto altro, ha portato a una forte dipendenza dalla rete. Tuttavia, anche questa fase passerà. È una questione di entusiasmo e successivo declino. Proprio come un tempo c’erano solo due canali televisivi, poi mille, oggi molti guardano a malapena la TV, così anche Internet, prima o poi, verrà abbandonato. Annoierà la prossima generazione.

Ci troviamo all’inizio di un’era in cui lo sviluppo del desiderio spingerà bambini, giovani e adulti verso una connessione più profonda e reciproca, una connessione che riempirà l’anima. Poiché i media odierni e Internet non offrono ancora tale appagamento, si diffondono sentimenti di depressione, disperazione e vuoto.  Le persone sentono la mancanza di qualcosa che le appaghi e non sanno dove trovarlo, così inseguono un follower in più, un altro “mi piace”, un altro commento, ma nulla di tutto ciò risolve il vuoto interiore.

Ciò che può promuovere uno sviluppo sano è la creazione di programmi, reti, attività, festival, incontri e workshop che aiutino le persone a connettersi positivamente, ad avvicinarsi, ad aprire i loro cuori e a costruire relazioni sincere.

Per illustrare la direzione da seguire, immaginate qualcosa del genere. Tutti i giovani si riuniscono e costruiscono una nuova vita, un mondo completamente nuovo, con regole che riflettono la natura integrale e reciproca del sistema della natura. Nessuno fa del male agli altri e tutti si sforzano di sostenersi a vicenda, di sentirsi uguali, connessi e persino amorevoli. Gradualmente, si forma una rete di legami profondi. Essa attrae, appaga ed eleva tutti al di sopra di questo mondo. Tutti desiderano rimanere costantemente immersi in questa calda connessione, superando la ristretta percezione di “io e loro” per approdare a una percezione più ampia di “noi tutti insieme”, ovvero una percezione di noi tutti come un’unica entità.

Se i media aiuteranno l’umanità a compiere questa transizione verso una nuova fase evolutiva in modo rapido e pacifico, allora avranno finalmente adempiuto al loro vero ruolo.

Basato su “Nuova Vita 141 – L’influenza dei media su bambini e adolescenti” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Il bambino nell’utero è influenzato dai pensieri della madre?

Proprio come il feto si sviluppa nel grembo materno, così tutti noi ci sviluppiamo nel grembo della natura: gli esseri inanimati, quelli vegetativi, quelli animati e gli esseri umani. Impariamo a costruire connessioni sempre più complesse e raffinate tra di noi, fino a diventare un unico sistema, un sistema che opera in reciprocità, complementarietà e piena integrazione.

Al culmine del nostro sviluppo, funzioneremo come cellule diverse all’interno di un unico corpo e questo ci aprirà le porte a una nuova realtà, a una dimensione percettiva superiore. Certo, al momento potrebbe non essere chiaro che questa sia la direzione verso cui si sta muovendo l’evoluzione della specie umana, ma nemmeno il feto nell’utero materno possiede gli strumenti per identificare con precisione cosa lo attende al di fuori.

Comunque sia, quello stesso feto che si sviluppa da una goccia di seme nel corpo della donna inizia ad avanzare verso quell’alto obiettivo. Cellule e meccanismi si accumulano al suo interno, entrando già a far parte di una sorta di piccolo sistema integrato.

E se io, come madre, desidero che cresca dentro di me nel miglior modo possibile, che tutte le fasi della gravidanza e del parto si svolgano senza intoppi, allora vale la pena per me pensare a quel grande sistema integrale, visualizzare un’umanità connessa, perfetta, meravigliosa, in armonia con tutta la natura, con l’intero ambiente. Come è scritto, «il fine dell’azione sta nel pensiero iniziale».

Desidero che il bambino che nascerà da me venga al mondo connesso, integrato e integro, per questo motivo devo nutrirlo fin da ora con una visione integrale dello sviluppo del creato. Il mio atteggiamento verso gli altri e verso la realtà nel suo insieme influenza non solo l’approccio alla vita che il bambino avrà, ma plasma anche la natura delle connessioni che si formeranno nel suo cervello e in altri meccanismi corporei.

Si pensa erroneamente che il feto nell’utero non abbia alcuna reazione, ma in realtà reagisce e allo stesso tempo apprende e acquisisce molta saggezza. Non a caso le fonti affermano che il feto nel grembo materno vede e osserva il mondo da un capo all’altro. Infatti, nell’utero riceve le basi del “software” della vita. Quando nasce, non è un corpo vuoto di carne e sangue, ma contiene già molte cose di cui avrà bisogno per svilupparsi.

Il neonato crescerà e diventerà un bambino e un adolescente che entrerà in un ambiente sempre più ampio e dovrà imparare a convivere armoniosamente con una miriade di forze contrastanti. L’influenza integrale che il feto ha assorbito fin dal grembo materno e l’educazione integrale che ne conseguirà, contribuiranno a uno sviluppo ottimale della persona, rendendola connessa, capace di creare legami armoniosi, di essere parte attiva del sistema, di comprenderlo, di percepire il proprio posto al suo interno e di trovare un punto di incontro tra sé e la società nel suo complesso.

I futuri genitori, che hanno una visione d’insieme così ampia, dovrebbero anche prestare attenzione all’ambiente in cui il bambino sta per nascere. Che tipo di atmosfera si respirerà nelle relazioni domestiche, in famiglia, all’asilo, a scuola, sui social network, nella comunicazione e nei media? Quali valori ed esempi desiderano che il loro bambino veda in ogni momento?

In definitiva, non si può sfuggire alla grande regola “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Questa è la definizione di integrità completa e le forze della natura ci spingono verso la sua realizzazione. In un mondo così interconnesso, con una così alta dipendenza reciproca e armi da guerra in grado di distruggere il pianeta con la semplice pressione di un pulsante, l’amore per il prossimo non è più un semplice consiglio piacevole. Non saremo in grado di sopravvivere nel mondo di domani senza sviluppare la profonda consapevolezza che siamo tutti un’unica famiglia.

Pertanto, vale la pena riflettere su questi concetti durante tutto il periodo della gravidanza. Naturalmente, sorgono molti interrogativi e c’è molto da chiarire, e tutto viene approfondito nell’ambito di un approccio educativo integrale all’interno di un piccolo gruppo.

In prossimità del parto, è fondamentale che l’uomo offra alla donna un sostegno completo, la sensazione di essere al suo fianco, pronto a integrare tutti i suoi sforzi, a proteggerla, grato che lei stia dando alla luce un figlio.

È inoltre opportuno sottolineare l’alto obiettivo verso cui si stanno ora avvicinando. Nella nascita di una nuova vita, essi sono partner della forza vitale universale che è alla base della creazione, la forza che ci evolve tutti verso la percezione di una realtà superiore. Quanto più la donna si sente parte della grande natura, tanto più facile sarà per lei portare a termine la sua speciale missione e i dolori del parto saranno meno dolorosi.

Quella che segue è un’affermazione che una donna in attesa può utilizzare per organizzare i propri pensieri nella direzione indicata:

“Ho il ruolo più importante nella creazione. Sono il centro del mondo, il centro della realtà, e sto sviluppando l’anima proprio ora. Sto portando il feto fuori da dentro di me e, insieme a esso, sto emergendo a un nuovo livello di esistenza, rinascendo a un livello di percezione superiore.”

Auguriamo a tutte un parto sereno.

Basato su “Nuova Vita 102 – Gravidanza e Parto: Preparazione al Parto” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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La felicità è una cura per tutte le malattie

Domanda: Sembrerebbe che maggiore è il numero di persone con cui si entra in contatto, maggiore è il rischio di contrarre qualcosa e ammalarsi. Eppure gli studi dimostrano che una persona che vive isolata dagli altri ha molte più probabilità di morire per una malattia. Perché si verifica questa contraddizione?

Risposta: Ci sono stati periodi nella storia dell’umanità in cui terribili epidemie hanno imperversato in Europa. Dato che le città erano densamente abitate, queste epidemie hanno portato a vere e proprie catastrofi e hanno causato milioni di vittime. Se una persona viveva in un villaggio remoto, aveva maggiori possibilità di sfuggire all’epidemia.

Ma oggi l’umanità ha già superato questa era di grandi epidemie. Studi recenti dimostrano che ai nostri giorni il senso di connessione e di felicità ha un potere tale da poter superare tutti i problemi e le malattie. Dopotutto, viviamo in un’era diversa.

Ho letto di uno studio condotto in un’università su tre adolescenti affetti da forme estremamente gravi di cancro. È stato chiesto loro cosa desiderassero nella vita e gli è stato promesso che qualsiasi desiderio sarebbe stato esaudito. Un ragazzo voleva volare su un aereo nella cabina di pilotaggio e una ragazza voleva diventare regina. Tutti questi desideri sono stati esauditi.

Per la ragazza è stato organizzato un ricevimento reale all’università. Gli studenti vestiti con costumi storici le hanno reso onori reali. In seguito, si scoprì che le condizioni dei pazienti erano migliorate dell’80%.

Naturalmente, è impossibile curare tutte le malattie solo in questo modo. Esistono malattie di diversi livelli: inanimato, vegetativo, animale e umano, a seconda dei sistemi del corpo che sono colpiti. Ma il cancro, in particolare, è molto sensibile a tale influenza e regredisce di fronte a una sensazione di felicità. La felicità guarisce anche nelle condizioni più disperate.

In questi casi i medici consigliano ai pazienti di fare ciò che piace loro: viaggiare, bere vino, godersi la vita. E la cosa più curativa è il sostegno di chi li circonda: amore, aiuto e protezione. Il problema è che spesso le persone agiscono esattamente al contrario e iniziano a compatire il malato e a piangere insieme a lui. Così facendo, lo seppelliscono immediatamente.

Più ci sviluppiamo e raggiungiamo la connessione con la forza che sostiene tutta la nostra vita, l’intero universo e tutti i livelli della nostra esistenza, meglio impareremo a guarire tutti i problemi attraverso la sensazione di felicità. E capiremo che la felicità si ottiene solo all’interno della connessione.

Cioè, prima di tutto abbiamo bisogno di unità. Unendoci riveliamo la connessione tra di noi, all’interno della quale sentiamo la forza che ci lega e ci dà una sensazione di felicità. E attraverso questa sensazione di felicità guariamo tutti i problemi.

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From KabTv s https://laitman.com/2023/05/new-life-242-happiness-and-social-ties-part-1/ 10/17/13

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La codardia è solo un difetto o può avere anche un lato positivo?

La codardia è solitamente considerata un tratto negativo, eppure questo atteggiamento è superficiale. La codardia è un sentimento molto forte e profondamente umano. Inoltre, ci protegge dal fare del male a noi stessi, al prossimo e dall’agire in modo avventato.

Non considero negativamente le persone che ammettono di essere codarde. Al contrario, tale onestà dimostra già un certo grado di consapevolezza di sé. Ciò che serve non è sradicare la codardia, ma la capacità di bilanciarla, ovvero di usarla come forza protettiva nella misura necessaria.

Non c’è coraggio senza codardia. Se una persona mostra impavidità senza alcun freno interiore, si tratta di una condizione patologica e non di coraggio. Gli animali non attaccano alla cieca. Osservano, testano, girano intorno, valutano la situazione e solo allora, se non c’è alternativa, agiscono. Quando questo meccanismo è assente, come nel caso di un animale rabbioso, lo riconosciamo come una malattia. Lo stesso vale per gli esseri umani. La pura temerarietà non è coraggio; è un difetto.

Questa comprensione è particolarmente importante nell’educazione. Quando diciamo a un bambino: “Non essere un codardo, sii coraggioso”, di solito gli facciamo più male che bene. Ciò che dovremmo insegnare invece è il discernimento. Dovremmo dire al bambino di soppesare tutto, di esaminare tutti i pro e i contro. Solo se si è convinti che non ci sia altra scelta si dovrebbe agire con decisione. Sì, questo significa rivolgersi al bambino come a qualcuno capace di saggezza. Ma che scelta abbiamo? Lo stesso principio vale anche per gli adulti.

L’educazione è proprio questo: insegnare un atteggiamento equilibrato verso il mondo. Un bambino ne è capace, anche i bambini molto piccoli, a partire dai tre anni circa, possono iniziare ad apprenderla. A quell’età, la cautela, persino quella che potremmo chiamare codardia, può essere di grande aiuto. Rapportarsi a un bambino in questo modo significa che il genitore non sta insegnando la paura, ma l’equilibrio, ovvero come vivere responsabilmente e in armonia con la realtà.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 12 maggio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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I nostri pregiudizi bestiali

Commento: Dividere il mondo in “buoni-noi” e “cattivi-loro” è radicato nella natura umana ed è la fonte di molti conflitti.

Alcune ricerche hanno scoperto che le scimmie giudicano altri membri della propria specie con lo stesso grado di pregiudizio con cui le persone giudicano i “nuovi arrivati”. Le popolazioni di scimmie formano varie comunità sociali all’interno della loro specie. Dopo essersi trasferite in nuove comunità, le scimmie sembravano giudicare i membri della loro specie come estranei alla loro comunità con un grado di pregiudizio simile ai pregiudizi umani verso gli “estranei”.

Sembra che la natura del pregiudizio sia più antica della storia della civiltà e della cultura, quindi è impossibile liberarsi del pensiero prevenuto appellandosi alla cultura umana! La vera ragione dell’intolleranza si trova al di fuori dei problemi di differenze culturali (nazionali, religiose, politiche, ecc.), ma è molto più profonda, e non è una conseguenza dell’evoluzione culturale.

Risposta: Nessun problema della società può essere risolto al nostro livello, ma solo ascendendo al prossimo livello del nostro sviluppo, possibile solo attraverso un’educazione integrale, perché provoca la più alta energia di sviluppo (luce, Ohr Makif) dal nostro futuro livello di “uomo” al nostro attuale livello di “animale”.

Solo un’ascesa al prossimo livello del nostro sviluppo ci libererà da tutti i pregiudizi animali, tutti gli altri tentativi di raggiungere comprensione, accordo o uguaglianza sono inutili. È meglio guardare a noi stessi con mente lucida, amici.

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Da KabTV “Evolution Beyond Darwin’s Theory” 3/2/12

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La scuola del futuro

Dalle notizie (CNBC): Elon Musk, il miliardario CEO di Tesla e SpaceX, non è d’accordo con il modo in cui si insegna ai ragazzi negli Stati Uniti oggi. E dice che c’è una domanda semplice che può aiutare: “Perché?”
‘Il perché delle cose è estremamente importante, in quanto il nostro cervello si è evoluto per scartare le informazioni che ritiene non rilevanti’, afferma Musk.

Ad esempio, semplicemente elencare gli strumenti necessari per smontare un motore non basta per imparare come costruirlo. È necessario provarci personalmente, suggerisce.

‘Smontando e rimontando il motore’, dice, ‘impari a conoscere chiavi inglesi, cacciaviti e tutti gli strumenti di cui hai bisogno.’ Di conseguenza, capisci l’ importanza delle diverse parti.’

E ha ragione. Uno studio del 2015 dell’Università di Chicago ha scoperto che la comprensione da parte degli studenti di concetti scientifici come il momento angolare e la coppia era notevolmente facilitata dall’esperienza fisica di tali forze. Gli studenti hanno ottenuto punteggi più alti nei quiz di scienze proprio grazie al fatto di aver provato le cose in prima persona.

Elon Musk ritiene che ‘risolvere problemi e equazioni matematiche astratte non porti alcun beneficio concreto: gli studenti non capiscono perché sia necessario’. Invece, suggerisce che gli studenti ‘studino i concetti di matematica e fisica in modo pratico, ad esempio smontando motori o costruendo un satellite’.
Secondo lui, ‘progettare satelliti e smontare motori fornirà una comprensione sufficiente della matematica e della fisica, mentre la capacità di usare una chiave inglese e un cacciavite avrà un’utilità pratica.’”

La mia risposta: È vero. Sono completamente d’accordo con lui. Lo studio teorico, da solo, non dà nulla.
Commento: Ma noi abbiamo studiato tutto in modo teorico.

Risposta: E a cosa è servito? Ho studiato la resistenza dei materiali, la scienza dei metalli, e così via… e allora? Se non si applica nella pratica, non ha senso. Penso che altrimenti non si possa davvero padroneggiare la tecnologia. La teoria è teoria. La matematica, per esempio, è teoria: non è davvero una scienza, è un linguaggio. Credo che sia assolutamente necessario dare agli studenti dei compiti, farli pensare, lavorare insieme, organizzare attività di gruppo, questo è ottimo. Così inizieranno ad andare in profondità in ogni argomento. Oggi sanno già come aprire Google e tutto il resto, come acquisire conoscenza da Internet.

Domanda: Perché pensi che questo debba avvenire in gruppo? Musk non ne parla.

Risposta: Il lavoro di gruppo è assolutamente necessario; oggi tutto funziona solo così, perché il mondo è arrivato a uno stato in cui deve unirsi. Una persona da sola non riuscirà, non solo a fare nulla, ma nemmeno a gestire, è un modo di pensare e un approccio sbagliato.

Domanda: I partecipanti al lavoro di gruppo uniranno le loro capacità e i loro talenti?

Risposta: Dovranno trovare un contatto tra loro e, in questo modo, comporre un insieme dalle loro diverse qualità. Ricordo che, anche da studenti, per finire un esperimento di laboratorio più velocemente, lavoravamo in gruppo. Qualcuno scriveva il rapporto, che dovevamo consegnare entro due ore, qualcun altro cercava le fonti, io montavo la macchina, i fili. Per me era facile. Ed era sorprendente quanto bene funzionasse! E ognuno al proprio posto; era eccellente, un vero team.

Domanda: Quindi potrebbero esserci scuole del presente e del futuro proprio così?
Risposta: Sì, penso che sia una cosa molto positiva. In fondo, non stiamo insegnando ai bambini a fare scoperte, ma a comprendere ciò che esiste nella vita. Pertanto dobbiamo deliberatamente metterli in contatto con macchine, strumenti, qualsiasi cosa che permetta loro di conoscere gli elementi della natura attraverso l’esperienza.
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Da KabTV – Notizie con il Dr. Michael Laitman, 10 dicembre 2024

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Amare ed essere amati

Domanda: Perché è così importante per una persona sentirsi amata?

Risposta: Questo avviene perché una persona è un essere sociale e proveniamo tutti da un sistema chiamato Adam HaRishon, in cui esistevamo come un solo uomo con un solo cuore, tutti uniti in un unico desiderio. Eravamo connessi gli uni agli altri e anche dopo esserci allontanati l’uno dall’altro, attraverso il processo evolutivo, siamo ancora legati da una forza interiore.

Questa influenza così forte dell’ambiente sulla persona, da dove proviene? È perché nella nostra radice, nel profondo della nostra natura, siamo strettamente connessi tra di noi in un’unica fonte, in un unico stato, in un unico desiderio, sebbene fisicamente ci troviamo distanti.

Sono fatto così per natura e quindi per me è molto importante ciò che gli altri pensano e dicono di me. Questo vale anche per i bambini piccoli.

Domanda: Il desiderio di sentirsi amati è la cosa più importante per una persona nella vita. Perché?

Risposta: Perché l’influenza dell‘ambiente su una persona è davvero molto potente. Per natura, a livello animale, non ho bisogno di molto, un po’ di cibo e un riparo per la mia famiglia e i miei figli. Ma per ottenere tutto il resto, oltre a ciò che è necessario per l’esistenza, distruggo la mia vita solo per ricevere riconoscimento agli occhi della società, per essere amato, rispettato, ricco e intelligente.

Ho lavorato per anni per comprare una grande casa, un’auto speciale. E perché ho bisogno di tutto questo? Perché questo viene considerato con rispetto da chi vive nel mondo che mi circonda. In altre parole, sono schiavo del mio ambiente.

Domanda: Quando una persona ama qualcuno, questo la appaga veramente tanto. Non esiste sentimento più forte che penetri così profondamente in una persona. Perché si sente bene quando prova amore per qualcuno? Perché siamo fatti così?

Risposta: La domanda può essere posta in modo diverso: perché ho sia il bisogno di essere amato che il bisogno di amare qualcuno? Questo deriva dalla nostra natura, dal fatto che dentro di noi c’è il desiderio di sentire le nostre relazioni con l’ambiente, di ricevere amore da esso e di dare amore.

Domanda: Perché è importante per me che anch’io li ami?

Risposta: Questo deriva dalla radice superiore. Siamo creati in questo modo e riceviamo un’impronta dalla forza superiore della natura, quella che ci fa nascere e che ci nutre, e così pure dalla casa, dai genitori, dalla famiglia. Ecco perché anch’io ho il desiderio di amare qualcuno.

Questo è il mio atteggiamento verso il mondo, perché altrimenti mi sento come se vivessi in mezzo a persone che mi odiano e che io stesso odio. Ci sono persone che non sentono amore nemmeno nelle loro case, vediamo come crescono male e in modo improprio. La mancanza d’amore che non sentono dai genitori, dalla famiglia e dall’ambiente li rende esseri umani corrotti.

Questo deriva dalla natura. Non siamo creature che possono vivere isolate. Vediamo che anche gli animali da piccoli hanno bisogno dell’amore materno e dell’aiuto del loro branco.

Domanda: Una persona che non ha mai provato amore, può dare amore agli altri?

Risposta: No, non sarà in grado né di dare amore né di riceverlo. Una persona del genere è un essere molto infelice e incompleto, per il quale è difficile esistere.

Domanda: Immaginiamo che tra cento anni nasca un bambino da genitori robot. Si prenderanno cura di lui e gli forniranno tutto il possibile, come se si trovasse in un palazzo reale, tranne il sentimento dell’amore. Cosa gli mancherà?

Risposta: Tutto! Sentirà di non essere riempito da niente. Gli mancherà la disposizione mentale, perché proveniamo da un sistema chiamato Adamo, e lì, in quel sistema, siamo tutti interiormente connessi gli uni agli altri come un unico corpo. Se non sentiamo alcuna connessione tra noi, allora siamo perduti. La natura non ci sosterrà e non saremo in grado di esistere.

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Dalla 692a conversazione Nuova Vita  692 “Cos’è l’amore?” 16/02/16

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Le scuole dovrebbero iniziare a insegnare agli studenti come essere felici in futuro?

In effetti, dovrebbero. Oggi, le scuole non insegnano ai bambini come essere felici. Invece, mostrano che la noia, l’obbedienza e la soppressione della felicità sono condizioni normali. Ma il vero slogan dell’educazione dovrebbe essere: “Dobbiamo insegnare ai bambini a essere felici”. Dobbiamo crescere persone che diventino esseri umani felici.

Abbiamo bisogno di una scuola che insegni il giusto atteggiamento verso il mondo, la vita, gli amici, gli insegnanti e i genitori. Questo non richiede voti dagli altri, ma autovalutazione: quando un bambino impara a valutare il proprio sforzo e progresso. Anche un bambino piccolo può essere educato a fare questo. Può dire: “Oggi non ero in forma, avrei dovuto leggere questo, lavorare di più su quello”. Questa è una buona direzione

La scuola dovrebbe anche insegnare che gli errori non sono solo inevitabili, ma necessari. Un errore non è un disastro; è un’opportunità per imparare ancora più che da un successo senza difetti. La vita stessa è un processo di errori e correzioni, ripetuti più e più volte. I bambini non dovrebbero avere paura degli errori.

Allo stesso tempo, dobbiamo affrontare la crudeltà dei compagni di classe, le provocazioni e le prese in giro che spesso derivano dal modo in cui gli insegnanti espongono i bambini al ridicolo. A un bambino va insegnato a comprendere la natura umana, che le persone istintivamente vogliono elevarsi al di sopra degli altri, spesso a loro spese. Questa è la natura umana che dobbiamo accettare, perdonare e imparare a gestire correttamente. Dobbiamo anche riconoscere che condividiamo la stessa natura. È per questo che dico che i concetti di natura umana ed egoismo dovrebbero essere insegnati fin dalla prima elementare, se non prima.

I compiti sono un altro problema. Di solito causano disgusto e odio verso la scuola. Penso che i compiti non siano necessari. Un bambino dovrebbe tornare a casa libero da pesi, con tempo per scegliere ciò che gli interessa. Quando ero giovane, avevamo centri comunitari con molte lezioni gratuite, dalla radio e fotografia fino al modellismo e molte altre materie. Andavamo, imparavamo, e gli insegnanti ci trattavano con calore. Oggi, tali opportunità sono rare, ed è un peccato.

Si può anche dire che la scuola non ci prepara alla vita adulta. Nulla ci prepara davvero. Semplicemente ci buttiamo nella vita come in un vortice e poi ognuno nuota a modo suo. Tuttavia, la scuola può almeno creare situazioni realistiche, che dovremmo discutere: “Cosa faresti se…?” In questo modo, i bambini potrebbero esercitarsi ad agire e comunicare nella vita.

La materia principale insegnata a scuola dovrebbe essere imparare a comprendersi a vicenda.

La capacità di comunicare positivamente e connettersi con gli altri è l’abilità più importante che possiamo avere nella vita e più questa abilità si diffonde nella popolazione, più saremo in grado di vivere vite felici insieme. Questa è la conoscenza di cui abbiamo davvero bisogno.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 13 agosto 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come posso essere un buon amico per mio figlio?

Quando cerchi di “comprare” tuo figlio con scarpe da ginnastica, tablet o giocattoli, ti perdi il vero acquisto. “Compri” un bambino dimostrandogli che sei suo amico, che sei al suo livello. Per farlo, devi reinventarti, cambiare te stesso, spesso in modi che non avresti mai immaginato. Essere amici di un bambino significa capirlo, essere pronti ad aiutarlo e sostenerlo. Soprattutto, significa capirlo veramente.

Non sovraccaricateli con corsi di formazione, club o continue attività extracurriculari. Lasciate che vivano la loro infanzia in modo naturale. Questo significa lasciarli fare ciò che vogliono, pur entro limiti ragionevoli. Naturalmente, i loro desideri e le loro opinioni deriveranno in gran parte dagli amici, quindi non saranno del tutto loro. Ma è comunque importante incoraggiarli.

Io stesso sono cresciuto circondato da compositori e musica. Non mi ha dato nulla di particolarmente speciale, anche se sì, forse ho sviluppato un certo orecchio per la musica. Eppure, nonostante tutto, credo che un bambino debba avere libertà di scelta.

Quando si tratta di promesse, mantieni la parola data. Dilla una volta, poi falla. Non evitare di promettere solo per proteggerti dal fallimento; se vuoi crescere bene un figlio, devi sia promettere che mantenere la parola data.

Lasciate che il bambino commetta errori, ma non lodate l’errore in sé. Piuttosto, identificatelo, correggetelo e fatelo senza biasimarlo. Non è un’accusa, ma una guida.

Quanto all'”amare troppo” un bambino, in effetti, l’amore può essere d’intralcio. Un amore eccessivo, mostrato nel posto sbagliato o nella misura sbagliata, può danneggiare tanto quanto aiutare. Tutto nell’educazione deve essere misurato, equilibrato e allineato alla miglior crescita possibile del bambino.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 1° agosto 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come posso preparare mio figlio al futuro?

La neurobiologa e psicolinguista Dott.ssa Tatyana Chernigovskaya ha recentemente osservato che “il futuro è già qui. È un mondo diverso, non quello in cui vivevamo solo cinque anni fa”. Insiste sul fatto che i bambini di oggi devono essere educati a memorizzare in modo efficiente, filtrare e classificare le informazioni, distinguere il vero dal falso e vivere sotto stress costante e sotto pressione temporale.

In un certo senso, non ha torto. Questo è il mondo che abbiamo creato. Ma è proprio questo il problema.

Perché dovremmo accettare questo mondo corrotto come lo standard a cui i nostri figli devono adattarsi? Perché addestrarli a sopravvivere in una giungla oscura, invece di insegnare loro a costruire un giardino? Dobbiamo educarli a vivere nella tensione, nella sfiducia e nell’ansia solo perché lo abbiamo accettato come la norma?

No. Io dico il contrario. Dobbiamo preparare i bambini a un futuro luminoso e interconnesso, e non abbandonarli alla fredda logica di un mondo egoista. Non dovrebbero limitarsi ad affrontare il caos che abbiamo ereditato, ma imparare a trasformarlo.

Questa trasformazione è possibile. La saggezza della Kabbalah spiega come.

Quando insegniamo ai bambini come superare l’egoismo e costruire il giusto tipo di connessione, considerazione reciproca, responsabilità e vicinanza interiore, risvegliamo forze potenti nella natura. Sono forze che oggi comprendiamo a malapena, ma che lavorano a nostro favore quando agiamo in sintonia con esse.

Attraverso la connessione, scopriamo una forza gentile insita nella natura, una forza che corregge, equilibra e porta gioia. Sarebbe quindi saggio concentrare l’educazione sulla creazione di un ambiente in cui i bambini percepiscano calore, sicurezza, fiducia, sicurezza e amore,  in cui vedano la connessione umana positiva come fonte di forza, imparando che plasmano la realtà unendosi agli altri.

Altrimenti, cosa alleviamo? Persone emotivamente chiuse, stressate e sospettose, pronte al combattimento e alla solitudine, non alla vita. Potrebbero diventare abili sopravvissuti, ma saranno private della gioia di essere umane.

Tuttavia, se diamo loro la visione di un futuro positivo e unificato, attiviamo il loro potenziale interiore. Iniziano a provare speranza, uno scopo e amore per gli altri. Non si adatteranno a questo mondo, ma lo ricreeranno. Questo perché il mondo non è una forza esterna che si abbatte su di noi. È piuttosto la somma totale delle nostre relazioni. Pertanto, se cambiamo le relazioni umane, cambiamo tutto.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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