Pubblicato nella 'Preghiera e Intenzione' Categoria

“Che egli possa pregare tutto il giorno”

Domanda: Come possiamo raggiungere uno stato in cui una preghiera non sia falsa?

Risposta: Tutte le nostre preghiere sono false. Quando una persona raggiunge il punto in cui non è più in grado di elevare una preghiera, entra nello stato della preghiera autentica. Prima di allora, tutte le sue preghiere sono false.

È scritto che bisogna rimanere sempre in preghiera, come si dice: «Che preghi tutto il giorno». Dobbiamo sforzarci di pregare con tutta serietà, spinti da pensieri profondi. Una volta che tutto questo giunge al termine, arriva il momento della vera preghiera.

Dobbiamo renderci conto di una cosa: tutto ciò che comprendiamo non funziona affatto. Le nostre menti si sentono piene. Immaginate di lasciare questa lezione soddisfatti, avendo compreso tutto, felici di averla compresa e di esservi sentiti appagati. In realtà, provate esattamente l’opposto: tutto è opaco, poco chiaro e, in generale, non avete idea di come percorrere questo sentiero.

Qual è la differenza tra questi due stati, a parte la falsa sensazione interiore? È ingannevole in quanto non sapete perché vi venga data una sensazione del genere.

[356389]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 4/5/26, Rabash, “Che cos’è la pesantezza della testa nel lavoro?”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
MAN: La preghiera che contiene tutto
Per chi facciamo la nostra preghiera?
Che cosa indica il termine “Modeh Ani” in ebraico?

Come si può risvegliare la preghiera del cuore?

Domanda: Come possiamo far sì che le parole di una preghiera risveglino una preghiera dal cuore, preferibilmente dal cuore comune?

Risposta: Questa è davvero una domanda reale. Sembrerebbe che ognuno di noi abbia una sorta di Hisaron (mancanza). Ma cosa manca affinché le nostre sensazioni individuali di esilio in quella disconnessione dal Creatore, possano fondersi in un unico desiderio comune? Non è affatto semplice.

Quali sono i desideri che il gruppo non può soddisfare? Sono desideri che si uniscono ai desideri di altri gruppi e, insieme, rivelano una richiesta più completa e perfetta, a cui il Creatore risponderà sicuramente.

Oltre a questo, non posso spiegare a parole, perché è qualcosa che si sente solo nel cuore. Il problema è che quando parliamo, le parole stesse tendono a cancellare il sentimento che si cela dietro di esse. Il fondamento scompare e le parole diventano morte.

Potresti averle preparate in anticipo, magari anche averci pensato profondamente, ma nel momento in cui le pronunci, improvvisamente senti che non c’è nulla. Sono vuote, completamente vuote. E non c’è nulla in esse che possa davvero scuotere il Creatore.

[347047]

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’11/08/2025, “Prima la domanda e poi chiedi”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Elevare l’importanza della preghiera
La preghiera del cuore
Da cosa inizia la preghiera?

Nel Campo delle Intenzioni

Il campo in cui ci troviamo è un campo di sentimenti, di bene e male, di piaceri e sofferenze, di informazioni e di ogni sorta di relazioni. Al suo interno, si può scoprire che è un campo di intenzione, del nostro rapporto con il Creatore, dalla completa opposizione alla piena equivalenza. Non c’è nient’altro.

Nella misura in cui la tua intenzione assomiglia alla Sua, nella stessa misura ti renderai conto che stai già agendo. In realtà, non ci sono azioni, piuttosto vedi che l’intenzione è ciò che viene realizzato.

Anche nel nostro mondo non esistono azioni reali! Sembra solo che dobbiamo fare qualcosa perché c’è il divario tra intenzione e azione, tra ciò che desideriamo e ciò che è reale.

La più sottile rivelazione che si riceve attraversando il Machsom è che il mondo intero esiste in un certo campo, e ognuno esegue i comandi di questo campo secondo il proprio posto, ognuno secondo il proprio potenziale, la propria anima, in relazione a questo campo. Cambia il tuo posto nel campo e di conseguenza, compirai qualcosa di diverso.

Non ti è mai capitato, a volte, all’improvviso, di dimenticare tutto ciò che hai visto, sentito, ricordato, come se il tuo “computer” fosse stato ripulito e vi fosse rimasta una tabula rasa? Qualche ora o qualche momento dopo, si inserisce qualcosa e ci si “accende” di nuovo, come una marionetta.

Come può succedere questo a una persona? Dopotutto, prima di iniziare a studiare la Kabbalah, non eravamo così! Ricordavamo tutto, avevamo il controllo, sapevamo come muoverci.

Ma una volta iniziato a studiare la Kabbalah, improvvisamente ci sentiamo svuotati e poi riempiti di qualcos’altro. Sorgono in te stati su cui non hai alcun controllo; senti che non sono “te”. Un “disco” viene inserito o rimosso in te, e non sai da dove provenga. Questo accade perché stai cambiando e ti stai muovendo attraverso questo campo da un punto all’altro.

Da solo, sei un Kli (vaso). Cosa significa? Ovunque ti trovi, è di lì che sei riempito. Cambi, ti muovi, e da lì proviene tutta la tua pienezza. Improvvisamente, ti senti svuotato. “Cos’è successo? Dove sono? Dove sono i miei sentimenti, il mio mondo interiore?” Non rimane nulla! A malapena ti riconosci.

Improvvisamente, scopri di essere in uno stato diverso, con un riempimento diverso. Poiché sei un vaso, ciò che ti riempie dipende da dove ti trovi nel campo di luce. Allora capirai che è l’intenzione che ti muove attraverso questo campo e in base a essa sei riempito.

[344448]

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14/05/2025, Scritti di Baal HaSulam “L’Arvut (Garanzia reciproca)”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:

La forza del bene e la forza del male, Parte 1
La forza del bene e la forza del male, Parte 2
Che cos’è il Machsom?

Preparatevi a fare del bene per davvero

Domanda: Oggi molte persone non credono più che valga la pena aiutare gli altri. La gente dice che se aiuti qualcuno e lo tiri fuori dai guai, diventa il tuo peggior nemico. Molti si sentono completamente svuotati dopo aver aiutato qualcuno.

Pensate che forse non dobbiamo  aiutare nessuno? Dobbiamo  lasciare che facciano le loro scelte? Se qualcuno vi facesse questa domanda, cosa rispondereste?

Risposta: Se vuoi aiutare qualcuno, devi essere pronto a dare. Ciò significa che l’aiuto va solo da te verso l’altra persona – uomo, donna, bambino, animale, non importa chi – ma aiuta senza aspettarti nulla in cambio: trattamenti gentili, regali o gratitudine.

Commento: Nemmeno un “grazie”.

Risposta: Sì, esattamente. Niente! Solo così è veramente un aiuto da parte tua.

Commento: È molto nobile non aspettarsi nemmeno un grazie.

Risposta: Una parola, “grazie”,  può valere  miliardi. Non importa cosa sia. Immagina un bambino che sorride alla madre: che ricompensa ed espressione di gratitudine è per lei! Quindi tutto dipende dal fatto che ti  aspetti qualcosa in cambio.

Domanda: Ma è possibile elevarsi fino al punto di non aspettarsi nulla in cambio? È possibile?

Risposta: Questo è il vero dare.

Commento: È bellissimo! E allo stesso tempo sembra impossibile.

Risposta: In caso contrario, stai facendo tutto per amore della gratitudine.

Domanda: E allora non conta che abbiamo fatto qualcosa per qualcuno?

Risposta: Esatto. Verifica quanto del tuo aiuto è realmente disinteressato, quale percentuale e quale parte vengono date perché speri ancora di ricevere qualcosa in cambio: gratitudine, una reazione.

Allora in questo caso non  hai  aspettative.

Commento: E allora non c’è alcuna delusione.

Risposta: Sì, non ci sono aspettative non soddisfatte.

Domanda: Perché dopo aver aiutato qualcuno ci sentiamo così svuotati, come se il nostro cuore fosse stato spezzato?

Risposta: È proprio perché ti aspettavi di ricevere qualcosa in cambio. E se non c’è un ritorno, non c’è energia in cambio, ti senti un buco nero e vuoto.

Commento: Questo è molto kabbalistico

Risposta: È proprio la nostra natura. Cosa possiamo fare? Quindi preparatevi a compiere azioni veramente altruistiche.

Domanda: Quali esercizi possiamo fare per sintonizzarci su questo?

Risposta:Dirigersi verso l’esterno, non verso se stessi, ma solo verso l’altro. Devi avere l’energia e il desiderio di farlo. E certamente non hai ancora questa energia e questo desiderio.

Quindi devi allenarti per essere in grado di farlo, non importa con chi. Se ti importa a chi, a questa o a quella persona, allora questa è già la tua ricompensa.

Commento: Quindi se lo faccio per una persona importante, allora…

Risposta: Per una persona importante, vicina, gentile, buona, bella, rispetto a una persona brutta o sporca, non importa cosa o come.

Domanda: Allora sto già ricevendo una ricompensa?

Risposta: Sì, subito. Devi riflettere su questo in modo molto preciso dentro di te. È molto difficile.

Commento: Stai chiedendo a una persona una cosa quasi impossibile.

Risposta: Non “quasi impossibile”, è impossibile! Ma è la verità. Questo è il calcolo kabbalistico.

Domanda: Prima o poi arriveremo a vivere in questo modo?

Risposta: Sì, la vita ci porta gradualmente a questa psicologia interiore in cui vediamo  chi siamo veramente, quali vili bestie siamo, e come non possiamo elevarci al di sopra di noi stessi, anche se lo vogliamo! E allora grideremo tutti insieme al cielo.

Domanda: “Dammi la forza”, giusto?

Risposta: Sì, perché Lui ci dia la forza, la comprensione, la ragione, come possiamo fare perché tutto questo non torni al mio misero egoismo!

Domanda: Quindi, in realtà,  quando nei tuoi video dici sempre: “Devi imparare a fare del bene o almeno a trasmettere pensieri gentili a un’altra persona”, stai davvero parlando di questo?

Risposta: Parlo esattamente da questo punto di vista.

Domanda: Passo dopo passo? Quindi una persona si avvicina  gradualmente a questo?

Risposta: Sì, tutto accadrà.

Domanda: Davvero?

Risposta: Davvero!

[343496]

From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 4/27/25

 

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

 

Materiale correlato:
Qual è il significato spirituale della separazione del Mar Rosso?
Perché col tempo l’amore tende a trasformarsi in odio?
Dovrei aprirmi di più alle persone?

Come possiamo essere sicuri che la nostra preghiera sia accettata?

Domanda: I Kabbalisti scrivono che se abbiamo compiuto tutte le azioni per rivolgerci al Creatore, dovremmo avere fiducia che la preghiera sia accettata. Ma come possiamo acquisire questa sicurezza?

Risposta: Dipende dal tipo di luce che scende su una persona dal Creatore. È necessario esigere, chiedere e sentire la necessità di questa luce. E gradualmente questa luce arriva a voi come la sensazione che il Creatore è in costante e buona connessione con voi.

Domanda: Come si può passare da uno stato di gratitudine alla preghiera e alla richiesta?

Risposta: Se vogliamo avvicinarci al Creatore, glielo dobbiamo chiedere proprio in quegli stati in cui ci sforziamo di avvicinarci a Lui.

[341400]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 24/2/25, “Continuing the Convention with an Ascent”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:

Il tuo contributo al Gmar Tikkun
Il Cuore è la Radice del Desiderio Egoistico
Che cosa è possibile chiedere al Misericordioso e Benevolo?

Intermediari per tutto il mondo

Domanda: Si dice che il popolo di Israele sia obbligato a preparare se stesso e tutti i popoli del mondo alla spiritualità attraverso lo studio della Torah e dei comandamenti.
Sento che siamo intermediari tra il mondo intero e il Bore. Come possiamo migliorare il nostro lavoro?

Risposta: Ogni giorno dobbiamo trarre forza, una direzione più precisa e un obiettivo più chiaro dal materiale che leggiamo, per non commettere errori e sentire costantemente che stiamo correggendo il nostro progresso da ieri a domani.

Domanda: Noi preghiamo continuamente, ma lo fa anche il mondo intero. Come si collegano queste preghiere? Oppure ci riuniamo e poi tutto il mondo si unirà a noi?

Risposta: No, le preghiere si integrano l’una con l’altra ed elevano lo stato d’animo. Solo la nostra unità aiuta tutte le nazioni del mondo. Noi, come intermediari, portiamo la MAD (Mei Dhurin) alle nazioni del mondo.

[339909]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 1/24/25, Scritti di Baal HaSulam “L’Arvut [Garanzia reciproca]”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Perché nella Torah ci sono 613 comandamenti e nello Zohar solo 14?
“Chi sei Popolo di Israele?”
Non sento di essere distante da voi

Il Cuore è la Radice del Desiderio Egoistico

Una preghiera è un lavoro nel cuore (Rabash, articolo 24, “Tre volte nel lavoro”).

Questo perché il cuore di una persona è la radice del suo desiderio egoistico. Il cuore qui non si riferisce all’organo fisico del corpo, che è semplicemente una pompa.

È proprio il desiderio situato nel cuore che deve essere trasformato in una forma diversa, il cui scopo è dare piuttosto che ricevere. Ciò significa che la direzione delle mie azioni, dei miei desideri e dei miei pensieri deve passare dall’attenzione verso l’interno a quella verso l’esterno.

Ma come è possibile raggiungere questo obiettivo? Non sono in grado di cambiare il mio desiderio egoistico da solo. Tutto quello che posso fare è compiere determinate azioni, che attireranno su di me l’influenza della luce superiore, che mi correggerà e mi farà assumere un atteggiamento diverso nei confronti di tutto ciò che è al di fuori di me.

Sebbene, in precedenza, pensassi che il mondo fuori di me fosse costituito da una natura inanimata, vegetativa e animata e da persone, ora inizio a vedere che in realtà nulla di tutto ciò esiste come entità separata. È tutto un unico Creatore.

Una persona ha quindi un compito importante: trasformare il suo cuore,ossia il suo desiderio. Poiché questo compito è contrario alla sua natura egoistica, non può cambiare se stessa da sola. L’uomo è intrappolato in se stesso, nel suo egoismo. Indipendentemente da come agisce o pensa, le sue azioni e i suoi pensieri rimangono egocentrici. Non può scappare da se stesso.

Baal HaSulam paragona una persona a un verme che vive all’interno di un ravanello, sentendosi come se tutta la sua vita fosse un ravanello amaro senza fine. Solo se il verme riesce a mettere fuori la testa vedrà il sole, il verde, l’erba, l’aria e il canto degli uccelli e si renderà conto che esiste un altro mondo.

Così è anche per noi. Per questo, c’è un grande lavoro da fare per trasformare il proprio desiderio, il proprio cuore. Poiché, questo lavoro va contro la natura individuale dell’uomo, egli deve chiedere l’aiuto del Creatore, cioè deve fare appello ad una forza esterna (e l’unica forza esterna è il Creatore) per aiutarlo a sfuggire alla sua essenza, al suo egoismo, che il Creatore ha deliberatamente creato, e a entrare in quello che viene chiamato uno stato “al di sopra della natura”.

Lo stato al di sopra della nostra natura è chiamato fede, Emunah, che significa dazione. Questo concetto non deve essere confuso con la nozione di fede nel nostro mondo. Nel nostro mondo la fede significa chiudere gli occhi e accettare qualcosa come vero, semplicemente credere nella sua esistenza.

Nella Kabbalah, tuttavia, la fede si riferisce all’acquisizione della qualità della dazione. Non si tratta solo di credere in questa qualità, ma di possederla effettivamente dentro di sé.

 [338765]

Dalla lezione di Kabbalah 5/9/19, Preparazione al Congresso in Moldavia “Turning to the Creator”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Lo sviluppo dell’egoismo è una legge della natura
Possiamo sottrarci al controllo dell’egoismo
Qual è la differenza tra il desiderio di ricevere e l’egoismo?

Integrare il lavoro del Kabbalista

In questioni che sono al di sopra della natura, è impossibile pregare (Rabash, Note Varie, 357, “Abramo generò Isacco”).

Domanda: Quali sono queste cose “al di sopra della natura”?

Risposta: Al di sopra della natura si riferisce a ciò per cui non possiamo pregare, poiché non abbiamo raggiunto quel livello. È al di sopra della nostra comprensione, al di sopra delle nostre preghiere.

Per pregare per la qualità della dazione, che è al di sopra della nostra natura, dobbiamo entrare in uno stato che ci spieghi la situazione in cui si trovava il Kabbalista che ha composto questa preghiera. Solo allora inizieremo a comprendere e a rivelare la preghiera che una persona deve elevare nel proprio stato. È come se integrassimo il suo lavoro.
[337501]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 24/11/24, Scritti di Rabash “Abramo generò Isacco”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:

Risvegliare la terra congelata
Lavorando con il mondo come una garanzia dell’Avanzamento Spirituale
Comprendere Torah e Mitzvot spirituali

Conversazioni sui Gradini della Scala, Parte 10

Conversazioni sui Gradini della Scala, Parte 10

Cosa intende RABASH con “Ci sono persone che non sanno che c’è un Re nel Mondo”?

In questo mondo, ci sono persone che devono ancora ricevere uno sviluppo verso il Creatore. Perché? Perché dentro ogni persona c’è un’anima che si estende da una parte diversa di Adam HaRishon, l’anima collettiva. Alcune parti devono svilupparsi ora, mentre altre dovevano svilupparsi 3.000 anni fa e altre si svilupperanno solo tra altri 200 anni. Non abbiamo alcun controllo sui tempi di sviluppo. Quindi non vale la pena interrogarsi o discuterne. Il piano di sviluppo è al di là della nostra comprensione poiché è stato creato prima che nascessimo, prima che ci separassimo dall’anima collettiva. Il ruolo di una persona è semplicemente quello di eseguire il lavoro, non di completarlo. Ciò significa che dobbiamo, in ogni momento, fare tutto ciò che possiamo.

Pertanto, tutti gli stadi di sviluppo esistono in ogni momento della storia dell’umanità. È sempre stato così e continuerà a esserlo. Dobbiamo agire con comprensione in base a questi stadi. Alcune persone sono pronte per il progresso spirituale e dipendono dal metodo della Kabbalah, mentre altre non hanno ancora tale preparazione, quindi rispondono in modo diverso alla Kabbalah. Altri sono completamente incapaci di comprendere questo concetto e lo rivestiranno sempre in varie forme fisiche. Anche questo è uno stadio che esiste e queste persone dovrebbero essere lasciate in pace. Possiamo imparare un tale approccio dall’esempio di Abramo e di suo padre Terah. Terah era un adoratore di idoli, mentre Abramo adorava il Creatore.

Dalla lezione sull’articolo “Cosa significa mezzo siclo nel lavoro – 1”, 15/05/2002

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Conversazioni sui Gradini della Scala, Parte 7
Conversazioni sui Gradini della Scala, Parte 8
Conversazioni sui Gradini della Scala, Parte 9

 

Conversazioni sui Gradini della Scala, parte 9

Conversazioni sui Gradini della Scala, parte 9

Quando una persona sentirà il contenuto delle parole della preghiera?

Una “parola” è uno stato speciale che include un numero specifico di componenti. Tutti questi componenti sono vasi e luci che insieme creano una sensazione di Divinità in una persona.

Solo attraverso lo studio della Kabbalah e solo dopo molti anni di studio il cuore inizia a funzionare dal “punto nel cuore” in allineamento con ciò che è scritto nei libri, e solo allora comprendiamo il contenuto scritto. Fino ad allora, tutto ciò che leggiamo nel Siddur è compreso in base ai vasi fisici che possediamo. Ad esempio, secondo i vasi fisici, comprendiamo “misericordioso” come compassionevole, “gentile” come perdonante e così via. Interpretiamo in base a ciò che sentiamo nel nostro corpo fisico.

Non appena raggiungiamo le percezioni spirituali e la mente superiore, le parole iniziano ad assumere un nuovo contenuto. Con ogni parola, sentiamo il Bore in base a quella parola; sentiamo l’essenza e il significato della parola. Ogni parola diventa quindi un autentico vaso e luce, che appaiono insieme nella nostra percezione.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Conversazioni sui Gradini della Scala, parte 8
Conversazioni sui Gradini della Scala, parte 7
Conversazioni sui Gradini della Scala, parte 6