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La psicologia in un vicolo cieco

Domanda: Perché Baal HaSulam aveva un rispetto speciale per la psicologia materialistica?

Risposta: Perché a livello del nostro mondo essa spiega tutto correttamente, solo che, insieme al resto dei problemi del nostro mondo, arriva in un vicolo cieco.

Cosa possiamo fare nel mondo con la nostra attuale psicologia? Studiamo l’essere umano con tutti i mezzi possibili, siamo pronti a investire miliardi di risorse e sforzi, e, comunque, non otteniamo alcunché,  perché non ci immaginiamo il mondo interiore di una persona.

La psicologia è come uno strumento che mi permette di aprire una persona, guardarla dentro, scavare, come in un computer o in un motore, e scoprire come funziona, come posso correggerla, modificarla, adattarla a me stesso, capire quali sono i suoi problemi, e così via.

Ma in realtà, la psicologia non mi aiuta in questo. È come cercare di usare un cacciavite e un martello per entrare in un meccanismo moderno composto da ogni sorta di circuiti elettronici per capirne il funzionamento. È impossibile lavorare in questo modo.

Tuttavia, non possiamo agire diversamente perché il nostro egoismo, attraverso cui osserviamo una persona e la studiamo, è molto unilaterale e meschino. Non ci permette di comprendere le loro motivazioni, risorse, cause e problemi. Vediamo che la psicologia non è adatta ai bambini, agli adulti, alle coppie sposate, a nessuno. Non comprendiamo le persone e non riusciamo a capirle.

Questo è il problema principale della nostra società: non sappiamo di cosa abbiamo bisogno.

Naturalmente, la Kabbalah sostituisce completamente la psicologia. La utilizza dove possibile e poi la sviluppa ulteriormente, dato che la psicologia non può svilupparsi da sola. Pertanto accogliamo la psicologia materialistica, ma da lì dobbiamo già avanzare verso il l’area della Kabbalah.

Commento: A proposito, molte persone che hanno studiato psicologia o continuano a studiarla sono interessate alla Kabbalah.

La mia risposta: Naturalmente, sono sicuro che in futuro tutti gli psicologi e i filosofi arriveranno allo studio della Kabbalah perché qui troveranno risposte a domande a cui la psicologia non può rispondere.

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Da “Fondamenti della Kabbalah” di KabTV, * 13/12/18

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Isaac Newton credeva in un Creatore?

Quando Isaac Newton morì nel 1727, i suoi parenti ereditarono la sua vasta collezione di manoscritti e si aspettavano che fossero di grande valore. Acquirenti e studiosi di Cambridge, del British Museum e vari rappresentanti della Chiesa li esaminarono. Tuttavia, molti rimasero sorpresi o addirittura sconcertati dal loro contenuto, poiché gran parte degli scritti inediti di Newton si concentrava su argomenti religiosi, eretici e alchemici piuttosto che sulla scienza, il che rese i manoscritti misteriosi e, per alcuni, inquietanti, causando anni di oblio.

Newton credeva in un unico Creatore. Citava Rambam, rispettava la saggezza dei Kabbalisti e studiava lo sviluppo della conoscenza della forza superiore nel corso della storia. Scrisse che Dio trasmise la comprensione dell’universo ad Adamo, poi a pochi eletti, ad Abramo, e da lì al popolo d’Israele. Credeva che i segreti dell’universo fossero accessibili solo a una manciata di persone, Mosè in testa, e che questi segreti fossero criptati nella struttura del Tempio di Gerusalemme.

Newton si dedicò allo studio del Tempio, convinto che nella sua progettazione risiedesse l’armonia dell’universo. Per lui, ogni misura e proporzione rivelavano un ordine nascosto. Così come aveva scoperto le leggi fisiche, desiderava ardentemente scoprire le leggi spirituali insite nella creazione. Ai suoi occhi, Abramo e Mosè avevano ottenuto un accesso diretto al Creatore, e lui, a modo suo, aspirava allo stesso.

Cosa ci dice questo? Ci dice che dietro il genio scientifico di Newton si celava un desiderio più profondo: scoprire il sistema superiore che governa la realtà. Egli intuiva che la saggezza del Creatore era nascosta nei testi e nelle strutture antiche e che lo scopo dell’umanità era legato a questa saggezza. La resistenza che i suoi scritti incontrarono non fu casuale. L’umanità non era pronta ad accettare che il più grande scienziato della sua epoca ponesse il Tempio e la Torah al centro della conoscenza universale.

Oggi, tuttavia, stiamo giungendo alla stessa conclusione. La scienza ha fatto grandi progressi, ma ora si avvicina ai suoi limiti. Più approfondiamo la ricerca scientifica, più diventa chiaro che la materia e la forza da sole non possono spiegare il significato e lo scopo della vita. Come Newton, dobbiamo tornare a ricercare la fonte dell’esistenza, ovvero le leggi della natura in quanto leggi del Creatore, che sono leggi di amore, dazione e connessione.

L’eredità di Newton non riguarda solo la gravità o l’ottica. È anche la conferma che i segreti dell’esistenza risiedono nella connessione tra l’umanità e la forza superiore. Egli indicò il Tempio non come un edificio di pietra, ma come un codice per la struttura dell’universo, un simbolo di armonia tra il Creatore e la creazione. In questo, ci ha lasciato non solo la scienza, ma una direzione: ricercare quell’unità e realizzarla nelle nostre vite.

Basato sul video “Newton credeva in un Creatore?” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman e Semion Vinokur.

Scritto/montato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è la prova scientifica a favore o contro l’idea che Dio abbia scritto il Suo nome nel nostro DNA?

Il dottor Yeshayahu Rubinstein, uno scienziato israeliano, ha fatto una scoperta interessante sul DNA. Ha trovato che i legami di zolfo tra le coppie di basi del materiale genetico seguono uno schema ripetuto: 10, 5, 6, 5, che corrispondono al valore numerico delle lettere ebraiche Yod-Hey-Vav-Hey, il nome del Creatore. Da ciò, afferma che Dio ha inserito la Sua firma nel nostro DNA.

In effetti, la relazione tra tutti gli aspetti del nostro DNA si manifesta in una matrice che possiamo chiamare “Il Nome del Creatore”. Il dottor Rubinstein ha scoperto una struttura fondamentale incorporata nella natura, che si allinea con lo schema di Yod-Hey-Vav-Hey. Ma questa relazione va oltre il DNA: esiste in tutto. A volte possiamo percepirla, studiarla e documentarla, altre volte no, ma è sempre presente perché è una proprietà fondamentale della natura.

Il DNA è il registro delle informazioni umane che si trovano nelle nostre cellule. Tutto ciò che siamo è costruito da strutture proteiche, che nella Kabbalah corrispondono a quello che chiamiamo “le tre linee”. Esse formano una doppia elica, collegata da ponti, proprio come nei concetti kabbalistici  di equilibrio e interconnessione.

Questa comprensione esiste nella saggezza della Kabbalah da 5.000 a 6.000 anni, se non di più. Ma la domanda è: chi lo sapeva prima e in che modo?

Come possiamo, nel nostro sviluppo fisico, mentale, emotivo e spirituale, non rompere questa spirale ma al contrario rafforzarla? La chiave è la connessione con il Creatore, cioè con la forza dell’amore, della dazione e della connessione che ha creato tutto. Facendo così, ripristiniamo le connessioni rotte dentro di noi. Dobbiamo raggiungere un livello in cui possiamo ricevere dal Creatore quella forza originaria che corregge il nostro DNA, ripristinando l’equilibrio nella natura. Nella Kabbalah questo è chiamato il raggiungimento della “linea di mezzo”.

Capire che il codice del Creatore è scritto nella nostra stessa struttura è davvero utile. Tutto in noi è costituito da questi codici: le nostre cellule, gli organi e l’intero essere. L’impronta del Creatore è dentro di noi e costituisce la registrazione di come siamo stati creati da una forza superiore, un programma più alto.

Tuttavia, quando non riusciamo ad assomigliare al Creatore in un certo modo, il ponte all’interno del DNA si rompe. Questa disconnessione causa problemi, malattie e persino la morte.

Qual è la funzione del Creatore nel DNA umano? Il ruolo del Creatore è quello di garantire l’equilibrio. I due sistemi proteici paralleli del DNA, collegati da ponti, sono come i gradini di una scala. Anche se questa è una descrizione semplificata, il principio di fondo rimane che tutti gli elementi della natura devono entrare in un equilibrio armonioso, ricomponendosi in un’interazione assolutamente altruistica. Quando si raggiunge tale equilibrio, il segnale corretto viene trasmesso tra i due filamenti, garantendo il funzionamento ottimale e la vita.

Come possiamo allora somigliare al Creatore? La risposta è che dobbiamo voler somigliare al Creatore. Il nostro desiderio rimodella la nostra struttura interna. Quando scegliamo attivamente di migliorare noi stessi, cioè di sviluppare un atteggiamento di amore, dazione e connessione positiva con gli altri, simile a come il Creatore si relaziona con noi, il nostro DNA si adatta, la nostra spirale si avvolge in quella direzione, e interagiamo quindi armoniosamente con gli altri.

Come possiamo allora verificare le nostre azioni rispetto a questo sistema? Semplicemente essendo gentili. Cosa significa “essere gentili”? La gentilezza significa mettere gli altri sopra di noi e vivere la nostra vita per portare loro bontà. Quando operiamo di conseguenza, il nostro sistema raggiunge il funzionamento ottimale. L’intero sistema è progettato per operare in modalità di amore, dazione e connessione.

A prima vista sembra un sistema complesso. Ma il suo principio è in realtà abbastanza semplice. La complessità nasce dal fatto che cerchiamo di tradurre le qualità spirituali di amore, dazione e connessione in processi biologici e chimici all’interno della materia vivente. La trasformazione dalla spiritualità al regno materiale la rende intricata. Sono necessarie innumerevoli interazioni e impronte a vari livelli affinché si manifestino nel mondo fisico come interazioni proteiche corrette.

È semplicemente inimmaginabile. Ci sono troppi dettagli da prendere in considerazione. Quando ho riflettuto per la prima volta su questa domanda, mi sono reso conto che, al nostro livello deterministico, non possiamo comprendere, costruire o controllare completamente questi processi. Possiamo, però, regolarci interiormente. Concentrandoci sulla bontà, sull’amore, sulla connessione e sul sostegno reciproco, creiamo le condizioni giuste. Quando le nostre aspirazioni si allineano a questi principi, le interazioni corrette emergono naturalmente dentro di noi. È così che il nostro desiderio interiore si armonizza con i nostri sistemi biologici e spirituali.

Ma ciò non significa che dobbiamo solo desiderare che qualcosa cambi. Dobbiamo, tuttavia, lavorare attivamente su noi stessi, cioè sui nostri pensieri, desideri e interazioni con gli altri. Facendo così, guariamo e miglioriamo la nostra struttura interiore, compreso il nostro DNA.

Il DNA viene spesso definito il materiale di costruzione della vita, in quanto contiene il codice genetico dell’ereditarietà. La domanda che sorge spontanea è: se alla fine dovremo allinearci all’altruismo, perché la nostra natura è egoista? La risposta è che siamo stati creati intenzionalmente come esseri egocentrici, avidi e dannosi, in modo da poterci correggere attivamente.

Abbiamo la possibilità di correggerci, ma dobbiamo muoverci in questa direzione. Per farlo è necessario un insegnante, un gruppo di sostegno e il desiderio iniziale di effettuare questo cambiamento. Abbiamo poi il potere di correggere la nostra struttura fisica, compreso il nostro DNA.

Ad ogni modo, invece di cambiare il nostro DNA, lo correggiamo. Se funzioniamo correttamente a livello umano, interagendo in modo armonioso con chi ci circonda, allora i nostri sistemi interni, compreso il DNA, si regolano di conseguenza. L’equilibrio psicologico, mentale e spirituale influenza l’equilibrio fisico, portando tutto in armonia.

Agire correttamente per lo sviluppo del sistema significa trattare tutti con gentilezza. Al livello più alto, questo porta a raggiungere il Creatore. In questo stato, diventiamo uguali al Creatore nella nostra natura e nelle nostre azioni. Questa capacità non è visibile all’esterno, ma internamente la nostra intera struttura si corregge. Questo è lo stato che desidero per tutte le persone.

Sapendo che il codice dell’altruismo è incorporato dentro di noi, abbiamo il potere di sbloccarlo. Dobbiamo quindi trovare la chiave della nostra struttura interiore e sintonizzarci con essa. Questo è il viaggio che siamo tutti destinati a fare e alla fine ogni persona lo farà.

Basato sulla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il giorno 8 maggio 2024.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Chi è un vero scienziato?

“Per me stesso, sono soltanto un bambino che gioca sulla spiaggia, mentre vasti oceani di verità si trovano inesplorati davanti a me” Isaac Newton

Questo è un fenomeno normale proprio perché Newton esplorava e sentiva il mondo, quindi si considerava un bambino. Il suo atteggiamento era che se avesse trovato qualche semplice sassolino, si sarebbe considerato fortunato, senza lasciare che il suo orgoglio prendesse il sopravvento, poiché gli era stato donato.

Oggi, i metodi di contemplazione interiore che Newton utilizzava per indagare il mondo sono stati sostituiti da metodi tecnici e tecnologici. Ecco perché non ci sono più “Newton”. L’ultimo “Newton” è stato, direi, Lev Landau. Nessuno è stato più così dopo di lui.

Uno scienziato è colui che vuole capire il significato dell’esistenza del nostro mondo. Il campo scientifico in cui si opera non ha importanza, che si tratti di biologia, tecnologia, fisica o altro, ma chi cerca di capire la natura dell’esistenza del nostro mondo è un vero scienziato.

Il tempo degli scienzati del tipo “Newton” è finito. Nessuno scienziato è riuscito ad elevarsi come avrebbe dovuto per natura, perché la vera scienza è in conflitto con gli interessi dei governi. Oggi gli scienziati partecipano a vari seminari e accademie organizzati per loro. Oltre a questo, sono tenuti in silenzio e lavorano per soddisfare le richieste di realizzare varie tecnologie e armi.

Se prendessimo Newton dalla sua epoca e lo portassimo qui, così com’è, senza l’influenza di nessun altro, credo che non risponderebbe positivamente alle istruzioni per costruire bombe nucleari e all’idrogeno e altre armi. Ogni scienziato, in base alla profondità dei suoi risultati, sente contemporaneamente l’ importanza della scienza e non riesce a collegarla con le richieste egoistiche e di mercato che offrono i governi.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.  

Esistono problemi che non possono essere risolti a nessun livello?

Nelle scienze esatte si parla di problema irrisolvibile quando gli scienziati dimostrano che qualcosa non può essere risolto. Per esempio, in astronomia esiste “il problema dei tre corpi” che non può essere risolto in generale, ma solo in casi specifici, oppure esiste il concetto di fermare un problema quando si dimostra che non può essere risolto algoritmicamente. 

Tuttavia, direi che si tratta di compiti che ci prefiggiamo sulla base dei limiti della nostra conoscenza e delle nostre conclusioni. Pertanto, non possiamo dire che la natura sia, in linea di principio, inconoscibile. Possiamo solo dire che noi ancora non la conosciamo.

Non dobbiamo dire però che tale conoscenza sia completamente inaccessibile. In passato si pensava che esistessero determinati confini della conoscenza, poi sono state fatte delle scoperte che hanno allargato questi confini. Abbiamo a disposizione pochi dati per affermare che c’è un chiaro limite alla nostra conoscenza.

Penso che ci impegneremo sempre per la conoscenza e che ci saranno alti, bassi e periodi di sviluppo di ogni tipo, come dimostra la storia dell’umanità ma, in generale, il processo di conoscenza è un processo di arricchimento di noi stessi, ed è senza limiti.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.  

L’ascesa dell’intelligenza artificiale

Domanda: Oggi l’intelligenza artificiale sta sostituendo vasti ambiti dell’attività umana, anche quelli creativi.

Secondo le previsioni, molte professioni semplicemente non saranno necessarie. Una persona non sarà in grado di realizzarsi in nulla. In tal caso, cosa faranno le persone?

Risposta: Autoeducazione, penseranno più profondamente, desidereranno più profondamente e si sintonizzeranno più profondamente per raggiungere gli strati più profondi della natura.

Domanda:  Sam Altman, CEO di Open AI, ha parlato di  Chat GPT e di  GPT-4 in un podcast. In esso ha affermato di “credere che l’AI (Intelligenza Artificiale) possa diventare cosciente, ma definire l’AGI (Intelligenza Artificiale Generale) e la coscienza è complesso”. Egli suggerisce che un’AI cosciente deve mostrare comprensione di sé, avere memoria e possedere la capacità di soffrire. Mentre lavoriamo verso l’AGI, è vitale considerare questi aspetti della coscienza e garantire che i sistemi di AI siano in linea con i valori e le preferenze umane” (medie).

Pensi che l’intelligenza artificiale abbia una coscienza?

Risposta: Il fatto è che dobbiamo prima determinare cos’è l’intelligenza artificiale. L’intelligenza può essere artificiale? Possiamo in qualche modo controllarla, o è solo una specie di giocattolo meccanico per i corpi viventi?

Domanda: Gli scienziati nel campo dell’intelligenza artificiale hanno coniato un termine per descrivere l’ascesa dell’intelligenza artificiale: General Artificial Intelligence Takeoff (decollo dell’Intelligenza Artificiale Generale). Dicono che ad un certo punto ci sarà la completa confisca di tutte le iniziative umane da parte dell’intelligenza artificiale. Sostituirà assolutamente tutto e avrà il controllo di tutto.

Hai qualche paura di un tale stato?

Risposta: Assolutamente no. Non ci credo. Una macchina del genere, un robot del genere può davvero fare molto, ma non potrà mai elevarsi al di sopra dell’uomo. Certo, può confonderci. Ci confondono anche le sciocchezze che inventiamo e creiamo oggi. Ma non abbiamo nulla da temere dalla rivolta delle macchine.

 

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Da “Kabbalah nel moderno mondo turbolento” di KabTV 8/3/23

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Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Cosa è nato prima: la Scienza o la Kabbalah?

La scienza deriva dalla Kabbalah, scoperta da Adamo più di cinquemilasettecento anni fa. Dopo Adamo, i kabbalisti apparvero venti generazioni prima di Abramo, cioè prima dell’epoca dell’antica Babilonia, e altri apparvero dopo Abramo.

La Kabbalah ci ha dato un sistema. La filosofia è emersa dalla Kabbalah. Esistono diverse fonti, documenti e scritti di filosofi antichi e di filosofi e scienziati del Medioevo, a partire da Platone e Aristotele, fino a Newton, Reuchlin, Leibniz e altri, che descrivono come i primi filosofi studiassero con i kabbalisti, dai quali traevano le loro conoscenze. Hanno sviluppato queste conoscenze in filosofie e queste filosofie sono diventate le fondamenta delle scienze.

A quei tempi, aspiravamo a conoscere la natura generale che era al di fuori della nostra percezione. In altre parole, avevamo un legame più stretto con la natura ed eravamo interessati a conoscere il significato della nostra vita.

Oggi potrebbe sembrare irreale che un tempo ci siamo interrogati sul significato della nostra vita, ma è a causa della nostra attuale distanza dalla natura che non riusciamo a percepire cosa significasse essere molto più vicini alla natura in quei tempi.

In seguito, l’umanità si è evoluta nei suoi desideri egoistici, attraverso il desiderio di denaro, onore e controllo, e abbiamo sviluppato un approccio alla scienza molto più pragmatico e tecnologico. Oggi, tuttavia, dopo eoni di tale sviluppo, abbiamo raggiunto una posizione simile a quella dei ricercatori del passato del nostro mondo; stiamo tornando a porci la stessa domanda sul significato della nostra vita.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

La Kabbalah come scienza integrale

Commento: Quando ho incontrato la Kabbalah per la prima volta, e ho ascoltato le tue conversazioni, ho sentito che c’è una verità, che null’altro mi aveva aperto gli occhi alla realtà così tanto. L’ho provato davvero su di me.

La mia risposta: Ma non si può dire cosa sia.  Ti è stato rivelato che si tratta, certamente, di una conoscenza molto seria, ma non ancora cosa rappresenta. Hai avuto semplicemente una sensazione di qualcosa che si apre.

Commento: Avevo visto, letto e studiato varie cose prima, ma è stata la Kabbalah a sembrare vera e autentica.  Mi mancano le parole per spiegarlo.

La mia risposta: Ti dirò io da dove arriva. La Kabbalah è una scienza integrale che assorbe ogni cosa. Parla della radice Superiore da cui discendono tutti i rami nel nostro mondo: i sistemi di controllo, di educazione, la natura inanimata, vegetale, animale e umana, sistemi che percepiscono ogni cosa. Ovvero, si tratta di una scienza che spiega il controllo del nostro mondo.

Quindi, qualsiasi cosa si dica sul nostro mondo, la Kabbalah ha la propria opinione molto chiara, a riguardo, con una radice di gestione molto profonda. Riesco sempre a trovare la radice, come avviene, come si è sviluppato in passato, quali qualità ha, il luogo, com’è controllato dall’esterno, e cosa succederà nel futuro- in generale, su ogni cosa.

 

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From KabTV’s “I Got a Call. Kabbalah About Cults” 12/18/13

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Lasceremo le nostre impronte sulle strade polverose di pianeti lontani?

Ci sono stati soltanto una mezza dozzina di eventi veramente importanti  nella saga di quattro miliardi di anni di vita sulla Terra: la vita unicellulare, la vita multicellulare, la differenziazione in piante e animali, lo spostamento degli animali dall’acqua alla terraferma e l’avvento dei mammiferi e della coscienza.

Il prossimo grande passo dovrebbe essere l’idea della vita interplanetaria – un viaggio senza precedenti che ci cambierà e ci arricchirà radicalmente. (Elon Musk).

La mia risposta: non sono per nulla d’accordo con questo. Che cosa ci darà?  Perché le fasi precedenti di sviluppo dovrebbero portarci a quest’ultima fase?  Voleremo da stella a stella? Perdipiù, ci troviamo in una condizione energetica e fisica tale che questi voli ci costeranno centinaia di anni! Perché abbiamo bisogno di volare da un campo all’altro?

Domanda: Egli considera lo sviluppo interplanetario come il prossimo grande passo. Tu cosa pensi sia il prossimo grande passo?

Risposta: Il prossimo grande passo sarà rivelare il significato della vita. Perché è apparsa dal nulla e perché i passi di cui parla  iniziano a svilupparsi da essa?

Domanda: Una persona quindi arriverà alla domanda: “perché vivo?”

Risposta: Sì. Più ci sviluppiamo, più vogliamo sapere qual è la nostra radice, la nostra fonte.  È questo ciò che ci interessa.  Questa è la ricerca del  significato della vita, dato che ogni cosa è racchiusa nella nostra radice.

Oggi quando facciamo qualcosa, sviluppiamo le forze e i dati che si trovano nella nostra fonte.

 

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From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 6/30/22

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Ciò che possiamo e non possiamo scoprire con il nuovo telescopio spaziale

Il mese prossimo il telescopio spaziale James Webb (JWST) sostituirà il telescopio spaziale Hubble, ormai datato, e inizierà a “svelare le prime immagini spaziali di qualità”, secondo space.com. Una notizia di CBS news spiega che Webb è 100 volte più potente di Hubble, e può rilevare le scie di calore di un ape da una distanza lontana quanto la luna.

Per gli scienziati è motivo di festeggiamento. “Webb è stato progettato specificamente per permetterci di vedere le prime galassie formate dopo il Big Bang..è come se avessimo la storia dell’universo di 14 miliardi di anni, ma ci mancasse il primo capitolo” afferma l’astrofisico Amber Straughn in un’intervista per “60 Minutes”.

Non ho dubbi che le immagini saranno stupende e le nuove rivelazioni imminenti. Ma anche se potessimo vedere indietro al momento del Big Bang stesso, non troveremmo le forze che hanno creato l’universo, e di conseguenza, che hanno creato anche noi.

Per quanto siano potenti gli specchi di Webb, non potranno riflettere le forze che hanno creato l’universo. Per scoprire le forze che hanno creato l’universo materiale, abbiamo bisogno di un telescopio di tipo diverso. Proprio come la luce degli specchi viene riflessa al centro del nuovo telescopio, che poi li connette creando un’immagine, le forze che hanno creato l’universo possono essere connesse alla forze che ci uniscono.

Queste forze derivano da una sfera superiore a quella materiale, che è confinata ai limiti dell’auto-interesse. Quando non esiste l’auto-interesse, nulla limita queste forze ed esse possono connettersi in maniera da generare la vita.

Soltanto le forze che sono superiori all’auto-interesse possono creare la vita. Le forze legate da una percezione ego-centrica non possono creare alcuna cosa; possono soltanto assorbire. Proprio come la forza creativa della vita di una mamma è l’amore per suo figlio, che ama ancora prima del concepimento, le forze che creano la vita sono forze di dazione, senza ombra di auto-assorbimento.

Quando formiamo relazioni basate su un approccio che corrisponde alle forze che hanno creato l’universo, le possiamo scoprire. Proprio come un ricevitore di onde radio riceve le onde creando frequenze simili in sé, quando noi creiamo una “frequenza” per trascendere il nostro stesso ego, scopriamo le forze che esistono su quella “lunghezza d’onda” e possiamo studiare la loro natura, comportamento e potere.

Forze tali, che trascendono l’ego, devono avere un oggettivo verso il quale mirare. Questo è il motivo per il quale le scopriamo attraverso il lavoro collaborativo.

Quando riveleremo queste forze, capiremo come correggere gli errori del nostro comportamento e come modificare la nostra vita in accordo con le forze che creano la vita. Allo stesso tempo, saremo in grado di costruire le nostre società in maniera sostenibile, sicura, e soddisfacente per tutti.

Didascalia foto:
Il telescopio Webb della NASA svela il suo specchio gigante
Stati Uniti 08 Gennaio 2022 Credit: NASA GSFC/CIL/Adriana Manrique Gutierrez/immagini di copertina