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Le forze naturali possono influenzare il nostro destino finale, o siamo gli unici responsabili del nostro futuro?

La natura ha un piano per noi e, se sì, come possiamo scoprire dove ci sta conducendo? La risposta è che la natura guida ciascuno di noi verso la consapevolezza che abbiamo la capacità di influenzare e plasmare il nostro futuro.

Il futuro non è già stabilito. Non è qualcosa che semplicemente ci accade. Dipende dalla nostra partecipazione a esso.

La maggior parte delle persone non crede di possedere alcun potere particolare per influenzare il proprio destino. Presume che la vita si svolga secondo circostanze al di fuori del proprio controllo. Eppure, la natura ha dato a ciascuno di noi un’opportunità unica: la capacità di partecipare consapevolmente alla nostra stesso evoluzione.

Per farlo, dobbiamo innanzitutto sviluppare il desiderio di comprendere in che modo le nostre azioni, i nostri pensieri e le nostre intenzioni influenzino il futuro. La natura non ci consegna un quadro già completo. Ci fornisce invece leggi, principi e condizioni, proprio come un insieme di elementi per costruire qualcosa. Attraverso queste leggi, siamo chiamati a costruire da noi stessi il nostro futuro.

La legge fondamentale della natura è in realtà piuttosto semplice. È la legge della corrispondenza con la natura stessa. La natura opera secondo principi di amore, elargizione, connessione e reciproca complementarità. Tutto ciò che esiste nel sistema naturale tende verso una maggiore integrazione e armonia. Lo stato ultimo della creazione è quello in cui tutte le sue parti sono connesse in un insieme perfetto ed equilibrato.

Pertanto, anche la direzione dello sviluppo umano è chiara. Dobbiamo aspirare a una maggiore connessione, a una comprensione reciproca più profonda e a una maggiore partecipazione al sistema comune dell’umanità. Non esiste obiettivo più elevato che allinearci con questa legge fondamentale.

Questo non significa lottare contro il mondo o cercare di costringere gli altri a cambiare. La vera lotta è interiore. Dobbiamo agire contro la nostra stessa natura egoistica, che continuamente ci separa dagli altri e pone i nostri interessi personali al di sopra del bene dell’insieme. Questo «luogo» interiore è il vero campo di battaglia.

Per questo motivo, non ha senso dare la colpa alle circostanze esterne o alle altre persone. Il lavoro inizia e finisce dentro di noi. Cambiando il nostro atteggiamento, le nostre intenzioni e il nostro modo di rapportarci agli altri, ci allineiamo maggiormente con la legge della natura.

Se ciascuno di noi indirizzasse i propri sforzi verso la correzione di se stesso anziché verso la correzione degli altri, l’umanità potrebbe trasformare completamente il proprio futuro. Il futuro non è predeterminato in modo rigido. Nella misura in cui desideriamo cambiare noi stessi e allinearci con il principio di amore e connessione della natura, acquisiamo la capacità di plasmare il mondo nel quale vivremo.

Basato su “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 23 aprile 2026.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché le persone mentono? Perché non essere onesti?

«Non fate torto gli uni agli altri», insegna la Torah, e i saggi spiegano che questo significa che «la bocca e il cuore di una persona devono essere sempre in accordo». Eppure, anno dopo anno, la vita sembra riempirsi sempre di più di inganni e menzogne. Quale cambiamento di prospettiva può condurci verso un mondo di relazioni sane?

Non facciamo mai del male intenzionalmente ai nostri figli. Non abbiamo bisogno di un elenco di regole morali che ci dica cosa possiamo o non possiamo fare nei loro confronti. Il sentimento dell’amore ci unisce a loro, cuore a cuore, e il nostro desiderio di fare loro del bene ci guida naturalmente nello scegliere come comportarci in ogni situazione. Questo è il potere dell’amore.

Se riuscissimo a instillare nel cuore umano l’amore per gli altri, tutto il resto seguirebbe spontaneamente. Fino ad allora, tutti i nostri sforzi saranno in gran parte vani. Le prediche morali, le leggi più severe e l’aumento dei controlli non riescono a fermare l’ego sempre più crescente, che porta le persone a non tenere conto degli altri.

Perché, dunque, le persone mentono?

La natura umana è egoistica, cioè è il desiderio di godere esclusivamente per il proprio beneficio, anche a spese degli altri. Di conseguenza, sentiamo costantemente il bisogno di apparire superiori, più importanti o più forti degli altri. Ci confrontiamo continuamente con chi ci circonda e, se una menzogna può elevare il nostro status o abbassare quello di qualcun altro, spesso vi ricorriamo. Ciò che non vediamo è che, così facendo, provochiamo una frattura nel sistema generale e attiriamo su di noi una reazione negativa.

Che cos’è questo sistema?

L’obiettivo ultimo verso cui si sviluppa l’umanità è uno stato in cui diventiamo completamente uniti, «come un solo uomo con un solo cuore». Per natura esiste una rete invisibile che collega i nostri cuori, le nostre menti, i nostri desideri e i nostri pensieri. Quando qualcuno introduce un elemento falso in questa rete, si genera una reazione a catena di disconnessioni e di squilibri nell’intero sistema.

Per questo motivo, da un lato il mondo diventa sempre più interconnesso e interdipendente, mentre dall’altro i giochi di potere guidati dall’ego raggiungono livelli tali da minacciare l’intera umanità. La rete delle relazioni umane è colma di falsità e negatività. Alla fine, le forze dell’evoluzione ci porteranno a comprendere che siamo tutti sulla stessa barca e che, se non inizieremo a prenderci cura gli uni degli altri, affonderemo insieme.

Quando emergerà la necessità di costruire relazioni umane positive, l’approccio dell’educazione integrale potrà offrire un aiuto concreto. Esso si concentra sulla correzione del cuore e sull’elevare la persona al di sopra dei ristretti calcoli egoistici. Tra persone che si sentono realmente unite non c’è spazio per l’inganno né per la menzogna.

Questo metodo si basa sullo studio della natura umana, della natura del mondo e della direzione generale dello sviluppo dell’umanità. Insegna esercizi specifici per creare connessione e offre un quadro educativo volto a costruire un ambiente positivo, capace di circondare ogni individuo con esempi di relazioni armoniose. «Non fare al tuo prossimo ciò che è odioso per te» e «Ama il prossimo tuo come te stesso» sono principi che tutti conoscono, ma che sempre meno persone mettono realmente in pratica.

Un futuro migliore per il mondo dipende dalla nostra capacità di diventare un’unica grande famiglia. Dobbiamo imparare ad armonizzarci con la rete delle connessioni e con le leggi integrali che la governano.

Quando inizieremo a sentirci reciprocamente nel cuore, la nostra percezione della realtà si espanderà. I nostri pensieri e le nostre intenzioni si integreranno nello stesso sistema e agiranno unicamente per il suo bene. Allora cominceremo a percepire un mondo diverso, un mondo che trascende il tempo, lo spazio e il movimento: un mondo eterno e perfetto, colmo di luce e di amore. Auguro a tutti noi di riuscire a raggiungerlo.

Basato su “Nuova Vita 164 – Relazioni Corrette – Non Mentire né Tradire” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è il ruolo della saggezza della Kabbalah nell’affrontare le attuali problematiche globali e perché sta diventando sempre più rilevante?

L’umanità è costantemente in attesa di cambiamenti positivi provenienti dall’esterno. Speriamo che i governi, le tecnologie, i sistemi economici o le riforme sociali migliorino la nostra vita. Ma stiamo constatando che nessun cambiamento esterno riuscirà a risolvere i nostri problemi. Dobbiamo giungere alla consapevolezza che un vero miglioramento può avvenire solo quando cambiamo noi stessi. Solo allora inizieremo a percepire il mondo in modo diverso e a plasmare la realtà secondo un nuovo atteggiamento interiore.

Il mondo che sperimentiamo oggi è un riflesso della nostra natura egoistica. L’egoismo ha completato il suo sviluppo e ci ha mostrato tutto ciò di cui è capace. Ha costruito la nostra civiltà, ha alimentato il nostro progresso e ha creato la realtà nella quale viviamo oggi. Tuttavia, stiamo scoprendo i suoi limiti: non è più in grado di offrirci un futuro migliore.

Man mano che l’egoismo, il desiderio di ricevere piacere per il proprio vantaggio a scapito degli altri, raggiunge il termine del suo sviluppo, esercita su di noi una pressione sempre maggiore. Le persone provano vuoto, ansia, paura, insoddisfazione e impotenza. Ovunque osserviamo una crescente divisione, conflitto e alienazione. L’umanità ha ormai esaurito tutte le fasi dello sviluppo egoistico. Se continueremo sulla stessa strada, non ci resterà altro che un’escalation dello scontro e della distruzione.

Questa presa di coscienza è necessaria perché ci rivela che non ci sono più correzioni da apportare all’esterno. Il problema non risiede nel mondo in sé, ma nel modo in cui lo percepiamo e ci relazioniamo ad esso. L’egoismo ha assolto il suo compito conducendoci a uno stato di completa delusione. Ci ha mostrato che non possiamo continuare a vivere secondo lo stesso paradigma.

Ciò che viene dopo è una metodologia di sviluppo completamente diversa. Invece di cercare di cambiare direttamente il mondo, dobbiamo cambiare noi stessi. Correggendo la nostra natura, correggiamo il mondo. Questa è la legge fondamentale della realtà.

Che cosa significa cambiare noi stessi? Significa trasformare il nostro atteggiamento verso gli altri e verso la vita stessa. Dobbiamo passare da un rapporto con il mondo basato sullo sfruttamento, sulla manipolazione e sull’egoismo a un rapporto improntato alla bontà, all’altruismo e alla cura reciproca. Dobbiamo sostituire il desiderio di utilizzare gli altri per il nostro vantaggio con il desiderio di connetterci, sostenere e contribuire al bene comune.

Quando questo cambiamento interiore avviene, iniziamo a vedere la realtà in modo diverso. Il mondo stesso ci appare trasformato, perché cominciamo a percepire il sistema superiore che lo governa. Attraverso questa nuova percezione scopriamo una realtà molto più ampia del quadro limitato che ci viene rivelato dai nostri sensi egoistici.

Ma quale piacere rimarrà se abbandoneremo il soddisfacimento egoistico? La risposta è che davanti a noi si aprirà una forma di appagamento completamente nuova. Attraverso la connessione con gli altri e l’armonia con il sistema integrale della natura, inizieremo a conseguire l’eternità e la perfezione. Facciamo esperienza di un livello di esistenza che non può essere percepito attraverso la nostra limitata visione egoistica.

Questo è ciò che attende l’umanità. Viviamo in un momento unico della storia, nel quale è necessario cambiare la fonte del nostro sviluppo. Il nostro futuro non dipenderà più dalla conquista e dalla trasformazione del mondo esterno, ma dalla nostra capacità di trasformare noi stessi. Man mano che lo faremo, il mondo cambierà davanti ai nostri occhi.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 15 maggio 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come possiamo raggiungere il mondo superiore?

Anzitutto, che cos’è il mondo superiore? Il mondo superiore non è un luogo lontano, situato da qualche parte oltre le stelle. È uno stato di percezione, quello di una corretta valutazione di sé. Lo si raggiunge attraverso un profondo esame interiore, nel quale valutiamo i nostri sentimenti, pensieri, intenzioni e azioni dal punto di vista della verità, anziché attraverso le distorsioni dell’egoismo personale, cioè il desiderio di trarre beneficio per sé a spese degli altri.

Quando le persone pensano alla spiritualità, spesso si chiedono se la vita continui dopo la morte. Tuttavia, una domanda ancora più fondamentale non è se il corpo muoia o sopravviva, ma se siamo in grado di separarci dal nostro egoismo.

Finché percepiamo la realtà attraverso desideri egoistici, vediamo soltanto un quadro limitato dell’esistenza. Ogni cosa viene misurata in base al beneficio personale, alla perdita, al piacere o alla sofferenza. Questa prospettiva ristretta è ciò che la Kabbalah definisce “questo mondo”.

Quando però ci eleviamo al di sopra dell’egoismo, emerge una percezione completamente nuova. Non osserviamo più la realtà attraverso il filtro dell’interesse personale. Iniziamo invece a vedere l’esistenza così com’è realmente. Questa percezione è chiamata “il mondo superiore” o “il mondo futuro”.

È importante comprendere che questo mondo superiore non ha nulla a che vedere con un luogo in cui andiamo dopo la morte del corpo fisico. Possiamo raggiungerlo mentre siamo ancora in vita, vivendo in questo mondo e abitando lo stesso corpo fisico. Non esiste alcun ostacolo che renda impossibile tale conseguimento.

La vera difficoltà non consiste nel raggiungere il mondo superiore, ma nel prepararci a esso.

Per percepire la realtà al di là dell’egoismo è necessario uno speciale stato interiore. Dobbiamo sviluppare un corretto atteggiamento nei confronti dei nostri desideri, delle nostre intenzioni e delle nostre forze interiori. Senza questa preparazione, l’esperienza sarebbe troppo intensa. Invece di utilizzare correttamente la rivelazione, la tradurremmo immediatamente in un vantaggio egoistico, trasformandola nell’ennesima fonte di piacere personale.

Per questa ragione, il conseguimento spirituale non ci viene concesso prima che siamo pronti a riceverlo.

La saggezza della Kabbalah spiega che, prima di poter percepire il mondo superiore, la realtà superiore, dobbiamo acquisire ciò che viene chiamato un “masach” (schermo), cioè una forza interiore che ci permette di resistere alla ricezione egoistica. Lo schermo ci consente di rapportarci correttamente alla rivelazione spirituale, senza sfruttarla per un vantaggio personale. Solo quando questa preparazione interiore è presente possiamo rivelare in sicurezza stati più profondi.

Il processo di questo conseguimento assomiglia alla preparazione di un recipiente prima di riempirlo. Quanto maggiore è la luce che deve essere ricevuta, tanto maggiore deve essere la preparazione.

Gli stati spirituali che ci attendono sono condizioni di immenso appagamento, amore, comprensione e armonia, ben oltre qualsiasi cosa sperimentiamo normalmente nella nostra vita corporea. Tuttavia, tali stati possono essere apprezzati e mantenuti solo quando sviluppiamo qualità interiori corrispondenti.

Lo sviluppo spirituale, quindi, non consiste nel fuggire dal mondo o nell’attendere un’esistenza futura. Consiste nel trasformare la nostra percezione mentre viviamo qui e ora. Il mondo superiore diventa accessibile quando ci liberiamo gradualmente dai limiti della percezione egoistica e impariamo a osservare la realtà attraverso una prospettiva più ampia e più veritiera.

Inoltre, ogni persona possiede il potenziale per raggiungere questo stato. L’opportunità è aperta a tutti. L’unico requisito è il desiderio di prepararsi. Se desideriamo sinceramente elevarci al di sopra dell’egoismo e scoprire la realtà così com’è veramente, il cammino è aperto.

Il mondo superiore ci rimane nascosto solo nella misura in cui abbiamo ancora bisogno di acquisire un modo diverso di percepire. Quando sviluppiamo questa nuova percezione, scopriamo che la realtà superiore è sempre stata presente.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, condotto dal Kabbalista Dr. Michael Laitman il 13 maggio 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Dovremmo competere con gli altri o cooperare per vivere la migliore vita possibile?

La società moderna è fondata sull’egoismo, cioè sul desiderio di trarre beneficio personale a spese degli altri. Fin dall’infanzia ci viene insegnato che avere successo significa superare gli altri, elevarsi al di sopra di loro, guadagnare di più, ottenere risultati migliori e assicurarsi una posizione più vantaggiosa rispetto a chiunque altro. Quanto più grande è l’egoismo di una persona, tanto maggiori sembrano essere le sue possibilità di successo.

Eppure questo sistema egoistico sta raggiungendo il suo limite.

L’umanità è giunta a uno stato di esaurimento. Dopo secoli trascorsi a perseguire il profitto personale, il potere, la ricchezza, il prestigio e il successo, ci rendiamo conto che tali soddisfazioni sono effimere e non ci appagano davvero. Per questo motivo, il mondo si è esaurito sotto il peso dell’egoismo. Non può più continuare ad avanzare lungo le stesse direttrici egoistiche che finora hanno definito il successo. I sogni che un tempo motivavano l’umanità stanno gradualmente svanendo e sempre più persone non credono più che maggiore successo, ricchezza o potere possano risolvere i loro problemi.

In una simile condizione, sempre più persone si trovano ad affrontare una domanda fondamentale sulla nostra esistenza: come possiamo continuare a vivere?

La risposta risiede in una direzione di sviluppo completamente nuova. Invece di attribuire valore alla competizione e alla separazione, dobbiamo imparare a dare valore alla connessione. Il futuro dell’umanità dipende non da quanto sapremo competere gli uni contro gli altri, ma da quanto sapremo connetterci tra di noi.

In questa connessione scopriremo nuovi obiettivi, nuove possibilità e persino una nuova percezione della realtà. Quello che oggi appare come un mondo esausto e frammentato si rivelerà essere un sistema vivente di interconnessione e interdipendenza, attraverso il quale potremo scoprire il significato e lo scopo della vita.

Questo principio non riguarda soltanto l’umanità nel suo insieme, ma anche le nostre relazioni personali. Persino la domanda su come conservare un’amicizia per tutta la vita può trovare risposta attraverso un cambiamento fondamentale della nostra percezione.

Dobbiamo comprendere che tutta la negatività che vediamo negli altri riflette un aspetto interiore di noi stessi. Al di fuori di noi non esiste nulla che sia intrinsecamente cattivo. I difetti, le mancanze e le imperfezioni che percepiamo negli altri indicano qualità che richiedono una correzione nella nostra stessa percezione.

Perciò il nostro compito non è mai correggere gli altri. È sempre correggere noi stessi.

Man mano che trasformiamo le nostre qualità interiori, anche il nostro modo di vedere il mondo comincia a cambiare. Ciò che prima appariva ostile inizia a manifestarsi come benevolo. Ciò che sembrava frammentato comincia a rivelare la propria armonia. Ciò che sembrava un mondo popolato di nemici inizia ad apparire come un mondo ricco di opportunità di connessione.

Nella terminologia della Kabbalah, questa trasformazione rappresenta la differenza tra il paradiso e l’inferno.

Il paradiso non è un luogo situato oltre questa vita. È uno stato della percezione. Se trasformiamo la negatività che è dentro di noi, iniziamo a sperimentare la realtà come armoniosa, bella e integra. Scopriamo che il paradiso è sempre stato presente; era soltanto la nostra percezione a impedirci di vederlo.

Al contrario, se non cambiamo le nostre caratteristiche interiori, il mondo continuerà ad apparirci ostile e doloroso. L’inferno che sperimentiamo non è fuori di noi, ma dentro di noi.

Ecco perché giudicare gli altri è improduttivo. Se vediamo l’inferno nelle altre persone, significa che quell’inferno esiste dentro di noi. La soluzione non consiste nel cambiare gli altri, ma nel cambiare noi stessi. Nel momento in cui correggiamo la nostra percezione, iniziamo a vedere una realtà diversa.

La strada che si apre davanti all’umanità consiste nello spostare la nostra attenzione dal correggere  gli altri al correggere di noi stessi, dal competere al connetterci e dal dividerci al trovare unità. Così facendo, scopriremo non solo relazioni migliori, ma un mondo completamente nuovo.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, andato in onda l’8 maggio 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Incontriamo le persone per caso, o c’è una ragione dietro ogni incontro?

Nulla avviene per caso.  Tutti i nostri incontri sono predeterminati.

Siamo tutti interconnessi e interdipendenti, fin dall’inizio, ognuno di noi si trova in una condizione predeterminata. Se ci incontriamo in qualche modo nella vita come conseguenza della correzione dell’anima comune, allora è già stato determinato secondo i nostri geni spirituali.

Pertanto, nulla di casuale succede nei nostri incontri o nella distanza che ci separa, quindi non dobbiamo preoccuparcene.  Quello di cui dovremmo principalmente occuparci è che in ogni fase del nostro sviluppo, quando incontriamo gli altri, dovremmo essere il più possibile gentili, accoglienti e disponibili. Così, alla fine, non ci smarriremo e manterremo sempre la direzione  della correzione dell’anima. 

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 6 maggio 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come posso trasformarmi in ciò che desidero essere?

Le persone spesso guardano con sufficienza all’idea del gioco. Se dici a qualcuno che sta giocando, potrebbe offendersi. «Non sto giocando», dirà con orgoglio, come se il gioco appartenesse solo ai bambini e non avesse alcun posto nella seria vita adulta. Eppure questo atteggiamento rivela un malinteso su ciò che il gioco è davvero.

Che cosa significa giocare? Non significa sfuggire alla realtà o vivere nella fantasia. Giocare significa avere la capacità di aspirare a qualcosa di più grande rispetto al proprio stato attuale. È il coraggio di immaginare una possibilità più elevata e iniziare ad agire come se esistesse già. In questo senso, ogni forma significativa di crescita comincia con il gioco.

I bambini lo comprendono naturalmente. Quando giocano, sperimentano nuove identità e nuove possibilità. Si immaginano più forti, più saggi, più coraggiosi e più capaci. Attraverso il gioco si sviluppano. Diventano qualcosa di più di ciò che erano prima. La tragedia è che gli adulti, per lo più, perdono questa capacità. A un certo punto del loro percorso smettono di giocare.

Quando smettiamo di giocare, la vita perde gradualmente la sua vitalità. Restiamo intrappolati nella routine, schiacciati dalle responsabilità e disconnessi dalle nostre aspirazioni. Allo stesso modo, depressione, apatia e vuoto emergono quando le persone non si sentono più attratte da qualcosa di più elevato rispetto alla loro condizione presente. La vita non le spinge più ad andare oltre se stesse.

In realtà, la vita stessa è una sorta di gioco, ma non un gioco infantile. È un gioco di sviluppo. La domanda è se vi partecipiamo consapevolmente oppure se ci lasciamo semplicemente trascinare dagli eventi. Anche la sofferenza ha un ruolo in questo processo. Le difficoltà e le delusioni possono spingerci a cercare uno stato migliore, a immaginare un modo diverso di vivere e a iniziare a muoverci verso di esso.

L’umanità oggi si trova in un vicolo cieco. Abbiamo raggiunto un progresso tecnologico e materiale senza precedenti, eppure molte persone si sentono smarrite, incerte e disconnesse. Qual è la strada da seguire? Secondo la Kabbalah, la risposta è che dobbiamo iniziare a interpretare, a mettere in pratica, lo stato che desideriamo raggiungere.

Qual è questo stato? Amicizia, amore, cura reciproca e connessione umana positiva.

All’inizio, un’idea del genere potrebbe sembrare ingenua o infantile. Eppure ogni cambiamento significativo nasce dall’immaginazione e dall’impegno. Non aspettiamo di provare spontaneamente amore per gli altri prima di comportarci di conseguenza. Cominciamo ad agire come se tale connessione fosse possibile. Facciamo sforzi consapevoli per crearla, anche quando ancora non esiste dentro di noi. Come attori che provano una parte, gradualmente cresciamo fino a incarnarla.

Questo non significa essere ipocriti. Significa svilupparsi consapevolmente. All’inizio potrei non provare sinceramente calore verso un’altra persona. Tuttavia, se aspiro costantemente a un atteggiamento benevolo, inizio a creare una nuova realtà interiore. Ciò che comincia come uno sforzo finisce per diventare un sentimento. Ciò che nasce come un gioco si trasforma gradualmente nella vita stessa.

Il gioco più importante, dunque, non è la competizione, lo status o il successo. È il gioco di costruire buone relazioni tra le persone. Forse non dovremmo nemmeno chiamarlo amicizia e amore, perché queste parole spesso suonano sentimentali. Più precisamente, si tratta dello sforzo di creare una connessione benevola, un sostegno reciproco e una comprensione comune del fatto che il nostro benessere dipende gli uni dagli altri.

Man mano che questa consapevolezza si sviluppa, emerge una nuova immagine della realtà. Cominciamo a vedere quanto siamo profondamente interconnessi. Il mio benessere fisico ed emotivo dipende dagli altri e il loro dipende da me. Siamo parti di un unico sistema nel quale ogni atteggiamento, pensiero e azione influenza l’insieme.

Questa interdipendenza è una legge della natura. Il modo in cui ci relazioniamo agli altri modella il mondo che sperimentiamo. Se ci avviciniamo al mondo con ostilità, separazione e sospetto, rafforziamo queste qualità nell’ambiente che ci circonda. Se invece coltiviamo cura, comprensione e connessione, scopriamo gradualmente una realtà diversa.

In questo senso, ogni persona dipinge costantemente il mondo in cui vive. I colori provengono dal suo atteggiamento verso gli altri. E se l’umanità deve entrare in una nuova fase del proprio sviluppo, ciò avverrà attraverso questo gioco: imparare a costruire connessioni umane positive fino a quando tali connessioni diventeranno la nostra nuova natura.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, condotto dal Kabbalista Dr. Michael Laitman il 13 maggio 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come faccio a smettere di rimpiangere le decisioni del passato?

Non dovremmo guardare indietro al passato. Non dovremmo tormentare noi stessi né rimproverarci per determinate azioni, così come non dovremmo nemmeno lodarci per ciò che abbiamo fatto.

In altre parole, non dovremmo cercare di fare un bilancio, pensando di aver agito in certi modi e che in alcune situazioni avremmo potuto fare meglio.

La nostra vita, in realtà, non ci appartiene del tutto. Possiamo arrivare a dire che ciò che abbiamo vissuto non è stato veramente vissuto da noi. È passato attraverso di noi, ma non era propriamente “noi”. Eravamo guidati. La nostra vita ci è apparsa come una sorta di sogno. Non eravamo noi a controllarla pienamente; tutto è passato come un sogno. Perciò dobbiamo semplicemente accettarlo, non abbiamo bisogno di altro.

Inoltre, che lo accettiamo oppure no, non fa alcuna differenza. Ciò che deve accaderci accadrà e qualunque cosa sentiremo lungo il cammino, la sentiremo. Non siamo tanto noi a provare le sensazioni; per così dire, siamo noi a essere attraversati da esse, a essere “sentiti”.

In questo senso, il rimpianto perde la sua forza: il passato è già trascorso, e continuare a giudicarlo non cambia ciò che è stato. Possiamo invece rivolgere la nostra attenzione al presente, all’unico momento in cui abbiamo la possibilità di partecipare consapevolmente alla nostra esperienza di vita.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 18 aprile 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Molte persone hanno la sensazione di non vivere veramente, ma di limitarsi a esistere?

La vita non è altro che un momento. Tendiamo a pensare alla vita come a un lungo viaggio che si estende attraverso anni e decenni, ma in realtà tutto ciò che possediamo davvero è il momento presente. La domanda non è quanti momenti ci siano stati concessi, ma se stiamo realmente vivendo quello che abbiamo davanti a noi adesso.

Vivere correttamente un momento non significa semplicemente attraversarlo. Significa piuttosto raggiungerlo pienamente, cercare di comprendere che cosa sia questo momento, chi lo governi, perché ci sia stato dato e che cosa richieda da noi. Dovremmo desiderare di assorbire completamente la vita, di trarre da ogni istante ogni sensazione, intuizione e opportunità che contiene, per sperimentarlo fino in fondo.

Farlo richiede un costante lavoro interiore. In ogni istante possiamo chiederci: «Perché mi è stato dato questo momento? Che cosa dovrei comprendere da esso? Che cosa sono chiamato a fare in questo momento? Ho realizzato il suo scopo oppure mi è sfuggito qualcosa di essenziale?». Domande come queste trasformano la vita da una semplice successione di eventi passeggeri in un processo consapevole di scoperta.

La maggior parte delle persone non vive in questo modo. Passiamo da un giorno all’altro con il pilota automatico inserito, occupati dalle preoccupazioni pratiche e dalle routine quotidiane. Eppure la capacità di vivere diversamente esiste già dentro di noi. Fa parte della natura umana. Nel profondo, ognuno di noi porta con sé il desiderio di comprendere il significato della vita, anche se questo desiderio può restare dormiente per anni.

Secondo la Kabbalah, il Creatore, che è la forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione, nasconde deliberatamente la piena profondità delle domande sulla vita. Se percepissimo costantemente l’enormità di interrogativi come «Perché esisto?» o «Chi governa la realtà?», ne saremmo sopraffatti. Per questo ci viene permesso di svilupparci gradualmente, risvegliandoci a tali domande passo dopo passo.

Lo scopo della vita non è semplicemente ricevere risposte che qualcun altro ha già trovato. Non basta leggere la verità in un libro o ascoltarla da un’altra persona. Ogni individuo deve scoprirla da sé. Dobbiamo scavare nella vita, nel nostro mondo interiore e nella nostra relazione con il Creatore. La ricerca stessa fa parte dello scopo.

Questa ricerca è ciò che può essere definito veramente vita. Senza di essa potremmo esistere, ma non vivere pienamente. Quando iniziamo a cercare il mistero nascosto nella realtà, ogni esperienza assume un nuovo significato. Ogni incontro, sfida, successo e delusione diventa parte di un più ampio processo di rivelazione.

Nessuno può sapere esattamente dove questo cammino condurrà un’altra persona. Ogni individuo possiede un ruolo e una radice unici all’interno della creazione. Ogni anima porta con sé un compito distinto che appartiene soltanto a lei.

Siamo costantemente guidati verso questo scopo, in modo consapevole o inconsapevole. Tuttavia, il risultato non è qualcosa che possa essere previsto. Il viaggio rimane aperto, colmo di possibilità. Solo il Creatore governa il processo, lasciando però a ogni persona la libertà di parteciparvi.

Per questo la preghiera e la voce interiore occupano un posto speciale nello sviluppo spirituale. Una persona può rivolgersi al Creatore e chiedere guida, non domandando ricchezza, successo o conforto, ma la capacità di vivere correttamente, di comprendere lo scopo della vita e di avanzare verso di esso con la propria piena partecipazione.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 18 marzo 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Che cosa è più importante per la crescita: lodi o critiche?

Uno dei compiti più importanti della vita è la correzione di sé. Veniamo al mondo non semplicemente per esistere, raggiungere obiettivi o accumulare esperienze, ma per scoprire gradualmente e correggere le nostre mancanze interiori. Tuttavia, questo è molto più difficile di quanto sembri. La maggior parte di noi riesce facilmente a vedere i difetti degli altri, mentre riconoscere i propri richiede uno sforzo enorme.

Per scoprire anche una sola autentica carenza dentro di noi, spesso dobbiamo attraversare innumerevoli delusioni, errori e difficoltà. Le persone trascorrono anni a imparare lezioni nel modo più duro. Incontrano ostacoli, subiscono fallimenti, prendono decisioni sbagliate e talvolta compromettono completamente il corso della loro vita prima di comprendere finalmente qualcosa di sé che era rimasto nascosto per tutto quel tempo.

Per questo motivo, una persona che è in grado di indicare sinceramente le nostre mancanze potrebbe farci un favore immenso. Una persona del genere può risparmiarci anni di sofferenza. Se siamo capaci di ascoltare ciò che ci dice, di percepirne la verità e di prendere coscienza di qualcosa dentro di noi che necessita di correzione, allora abbiamo ottenuto qualcosa di inestimabile.

La difficoltà è che il nostro ego reagisce diversamente. Invece di provare gratitudine, la natura dell’ego è sentirsi ferita, offesa o umiliata. Finiamo così per considerare chi ci critica come un nemico. Pensiamo: «Mi ha insultato. Ha messo in luce la mia debolezza. Mi ha fatto fare una brutta figura». Ma umiliazione e correzione non sono necessariamente la stessa cosa. Possiamo riconoscere un nostro difetto e, allo stesso tempo, apprezzare chi ce lo ha mostrato.

In molti casi, chi ci riempie costantemente di elogi potrebbe in realtà farci più male che bene. Le lodi possono indurci alla compiacenza. Possono impedirci di esaminarci con onestà. Talvolta le persone ci incoraggiano non perché desiderino la nostra crescita, ma perché per loro è più facile, più conveniente o addirittura vantaggioso che noi rimaniamo come siamo.

Ecco perché la critica, quando è sincera e orientata alla crescita, può essere molto più preziosa della lode. Chi mette in evidenza una nostra debolezza potrebbe essere in realtà più vicino al nostro vero sviluppo rispetto a chi ci dice soltanto ciò che desideriamo sentire.

Naturalmente, questo non significa che ogni critica sia corretta o che ogni critico abbia intenzioni pure. La vera sfida consiste nell’imparare ad ascoltare. Invece di difenderci immediatamente, possiamo chiederci se ci sia qualcosa che dobbiamo vedere: «C’è una verità su me stesso che sto evitando di affrontare?».

Se sviluppiamo un simile atteggiamento, iniziamo a vedere la critica in modo diverso. Invece di considerarla un attacco, la vediamo come un’opportunità. Ogni osservazione, lamentela e interazione difficile diventa un’occasione per imparare qualcosa di nuovo su noi stessi.

Basato sul notiziario “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV del 28 aprile 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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