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La Torre di Babele è una narrazione letterale o simbolica?

La Torre di Babele è un esempio dell’ego umano che cresce a tal punto da tapparci le orecchie, rendendoci incapaci di comprenderci a vicenda. Proprio come accade in quel racconto, una situazione del genere può ancora una volta portare il mondo sull’orlo della guerra. “Metà del mondo là cadde di spada”, afferma il Midrash. Con tutte le armi potenti e sofisticate che abbiamo sviluppato da allora, chissà cosa potrebbe accadere oggi. Ciò che può salvarci da noi stessi è la saggezza della connessione, radicata nel cuore del popolo d’Israele.

Nel puzzle dell’umanità, ogni persona e nazione ha il proprio ruolo. Il popolo di Israele, fin dal momento della sua formazione, porta con sé un metodo per vivere in connessione, al di sopra delle differenze e del rifiuto che emerge tra le persone. Abbiamo compreso questo metodo ai piedi del Monte Sinai, è l’essenza profonda della Torah. La parola ebraica per “monte” (” Har “) significa pensieri (” Hirhurim “) e “Sinai” deriva dalla parola per odio (” Sinah “). “Torah” si collega a due parole, ” Ohr ” (luce) e ” Hora’ah ” (istruzione), ovvero contiene istruzioni provenienti dalla luce, la forza superiore dell’amore, del dono e della connessione, un metodo per elevarsi al di sopra delle differenze e delle divisioni e per ricoprire tali caratteristiche con l’amore.

“Ricevete la Torah”, ci è stato detto, “o questa sarà la vostra sepoltura”. In altre parole, o imparate a connettervi positivamente, attingendo la forza dell’amore e della dazione nelle vostre relazioni, o il vostro ego vi seppellirà. I nostri antenati concordarono di connettersi “come un solo uomo con un solo cuore”, per essere garanti l’uno dell’altro, di conseguenza ricevettero un metodo di connessione che avrebbero dovuto mettere in pratica nelle situazioni che si sarebbero poi rivelate.

Tra queste situazioni c’è quella attuale, in cui vediamo l’umanità avvicinarsi a un punto cruciale e decisivo: o impariamo a connetterci positivamente o affonderemo tutti insieme. Pertanto, la nostra era odierna è matura per l’estensione del metodo di connessione con l’umanità. Man mano che l’umanità diventa sempre più connessa superficialmente, attraverso mezzi tecnologici ed economici, senza migliorare il proprio atteggiamento interiore verso tale connessione, diventa sempre più urgente la nostra connessione interiore positiva con gli altri, soprattutto a causa di tutte le armi sempre più avanzate che sviluppiamo continuamente.

Quando l’odio infondato si impadronì di noi, arrivò la rovina. La Terra d’Israele ci sputò fuori e andammo in esilio tra le nazioni del mondo. Duemila anni dopo, siamo stati riportati qui, nella Terra d’Israele, affinché potessimo costruire una società modello che illuminasse il mondo.

Pertanto, finché non forniremo un esempio di come vivere in una connessione armoniosa, con l’amore al di sopra di ogni disaccordo e del profondo rifiuto che proviamo l’uno dall’altro, non ci sarà permesso di vivere tranquillamente qui. Il mondo si solleverà contro di noi con sempre maggiore ferocia, desiderando cancellarci dalla mappa. Se riconosciamo il nostro ruolo originale e utilizziamo il metodo di connessione da tempo scomparso, allora possiamo guidare l’umanità a esistere come un tutto unico, come un’unica famiglia, come organi di un unico corpo. È qui che le forze evolutive stanno spingendo, come la realtà interconnessa dimostra giorno dopo giorno.

La saggezza della Kabbalah, che è l’essenza profonda della Torah, descrive questo processo in dettaglio. È stata nascosta per generazioni, tramandata tra pochi individui eletti, ma oggi si sta aprendo a tutti, invitando letteralmente chiunque senta il desiderio di usarla, cioè di scoprire il significato della vita e un rimedio alle forze egoistiche che ci logorano la vita.

Il primo a scoprire pubblicamente la saggezza della Kabbalah fu Abramo, un saggio ricercatore babilonese che cercò di comprendere cosa stesse accadendo agli esseri umani. Nella sua epoca, l’ego subì un’impennata significativa, come suggerisce la storia della Torre di Babele. Gli uomini volevano elevarsi al cielo, per governare tutto il creato.

Quando tra loro sorsero attriti, incomprensioni e rumori di guerra, Abramo cercò di spiegare che questo era un percorso di sviluppo sbagliato. La natura è un meccanismo integrale e unificato, e anche noi dobbiamo imparare a vivere in integrazione, unità e complementarietà. La maggior parte delle persone ignorò Abramo e il suo insegnamento, ma c’era chi percepiva la verità nelle sue parole. Abramo insegnò loro un metodo per elevarsi al di sopra della natura egoistica umana, per costruire se stessi come un unico sistema unificato e, attraverso tale connessione, scoprire la sola, unica e unificata forza della natura.

La sua comunità di studenti contava migliaia di persone, che erano chiamate “il popolo della casa di Abramo”. Da loro si formò in seguito il popolo di Israele, come descrive Maimonide nel  Sefer HaMada  ( Il Libro della Conoscenza ). Pertanto, siamo una nazione diversa dalle altre. Non possediamo radici biologiche, ma condividiamo un fondamento ideologico comune. Inizialmente, eravamo un gruppo di stranieri provenienti da varie nazioni e tribù che vivevano in Mesopotamia, la culla dell’umanità a quei tempi. Ci siamo riuniti come gruppo ideologico, con lo scopo di vivere secondo il principio “ama il prossimo tuo come te stesso”, per connetterci all’unica forza della natura, la cui qualità è amore assoluto e dazione.

Nei nostri tempi attuali, il cerchio si sta avvicinando alla sua conclusione. L’umanità si ritrova di nuovo come confinata in un unico luogo. L’ego dell’umanità è alle stelle, impedendoci di connetterci positivamente gli uni con gli altri, cioè di “comprenderci a vicenda”. L’unica forza che può impedire la distruzione di questo pianeta è proprio quella forza nascosta della natura. A livello inanimato, vegetale e animato della natura, questa forza opera automaticamente, bilanciando più e meno, caldo e freddo, ecc. in modo istintivo e naturale. Tuttavia, nella società umana, deve essere risvegliata attraverso l’azione, l’esame, la consapevolezza e il riconoscimento. Questo è ciò che differenzia gli umani dagli animali.

Il metodo per farlo è descritto dettagliatamente nella saggezza della connessione, ovvero la saggezza della Kabbalah, ed è giunto il momento di metterla in pratica. Israele, un Paese che viene esaminato in ogni momento con un pettine a denti fini, è il posto che deve fornire l’esempio di vita in piena integrazione, in connessione al di sopra dell’ego massiccio, nella forza dell’amore. Da qui si diffonderà rapidamente e aiuterà l’umanità a elevarsi al suo prossimo livello di esistenza, un mondo in cui vivremo nel reciproco sostegno, incoraggiamento, considerazione e amore: un mondo superiore, illuminato e meraviglioso, al di là dei nostri attuali ristretti limiti di percezione.

Quindi, c’è speranza, lavoro e un metodo. Che tutti possiamo avere successo.

Basato su “New Life 85 – A Talk On Emergency Situations, Part 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Trent’anni fa è mancato il mio Maestro

In una sera fredda e piovosa del febbraio 1979, mentre io e Chaim Malka, il mio compagno di studi di allora, stavamo per iniziare a studiare i nostri soliti libri di Kabbalah antica, mi sono improvvisamente stancato della ricerca infinita e apparentemente futile della verità. “Andiamo a cercare un insegnante”, dissi a Chaim.  “Cerchiamo un maestro”, dissi a Chaim.  “Dove?” chiese lui.  “Andiamo a Bnei Brak” risposi io, “ non abbiamo mai cercato lì”. A Chaim non piaceva molto l’idea di guidare con quel tempo e tanto meno di andare in una città di Ebrei Ortodossi affollata con stradine strette e semi-pavimentate, dove era improbabile trovare dei Kabbalisti.  Nonostante ciò riuscii a convincerlo e lui, con riluttanza, accettò. 

Arrivati a Bnei Brak,  in tarda serata, non c’era nessuno per le strade. Erano vuote, bagnate e fredde. A un incrocio, improvvisamente vidi un uomo che stava per attraversare la strada. In fretta, abbassai il finestrino e gridai verso di lui: “Dove si studia la Kabbalah da queste parti?” 

Era una domanda molto insolita. A quei tempi, nessuno parlava di Kabbalah, e tra gli Ebrei Ortodossi, l’argomento era un tabù. Ancora più insolita fu la risposta dell’uomo: mi guardò con calma e rispose subito, come se stesse aspettando proprio questo: “ Gira a destra, vai fino alla fine della strada dove inizia il frutteto” mi disse “a sinistra vedrai una casa. E’ lì che si studia la Kabbalah”, concluse e continuò per la sua strada. 

Seguimmo le indicazioni dell’uomo e in effetti arrivammo alla casa.  Scendemmo dalla macchina e bussammo alla porta, ma nessuno rispose.  La casa era quasi del tutto al buio. Cercammo di aprire la porta, era aperta.  Entrammo,  non c’era nessuno, tranne una stanza che era illuminata e da cui provenivano delle voci. Entrammo con esitazione e lì trovammo cinque o sei uomini anziani che leggevano Lo Zohar mormorando parole in una lingua che non conoscevo (era Yiddish).  Il più anziano ci indicò di sederci,  ci sedemmo vicino agli uomini, sulle panche intorno al vecchio tavolo in legno dove studiavano.

Il più anziano tra loro, che ci invitò ad unirci a loro ed era chiaramente il maestro, si rivelò essere Rav Baruch Shalom Ashlag (RABASH), il figlio primogenito e successore di Rav Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), il più grande kabbalista del XX secolo e autore dell’acclamato commento Sulam [Scala] al Libro dello Zohar. Finalmente, dopo anni di ricerca, avevo trovato il mio maestro.

Per i successivi dodici anni, fino al suo ultimo respiro, sono rimasto con RABASH, assistendolo in tutto ciò che potevo e imparando da lui tutto ciò che poteva dare, e lui mi aveva dato più di quanto avrei mai potuto immaginare che qualcuno potesse dare. Trent’anni fa, in questo giorno , è morto tra le mie braccia, lasciandomi il suo quaderno dove scriveva tutto quello che aveva imparato dal suo gigantesco padre e con un’eredità: raccontare al mondo il vero significato di questa grande saggezza e mostrare loro un cammino di luce in un presente oscuro e un futuro inquietante.

Scrissi i miei primi tre libri sotto la guida di RABASH.  Seguendo i suoi insegnamenti, scrissi un altro libro, e la gente iniziò ad arrivare in cerca di un maestro.  Non avevo alcun desiderio di insegnare.  Volevo isolarmi con i libri e la saggezza appresa da RABASH.  Ma  continuarono ad arrivare e mi resi conto che i tempi stavano cambiando, e le porte della saggezza della Kabbalah si stavano aprendo. 

Insieme ai miei primi studenti abbiamo fondato il primo gruppo di studio ed è nato Bnei Baruch [Figli di Baruch], un gruppo di studenti che si sforzano di camminare sulle orme del mio maestro e di tutti i kabbalisti prima di lui.

Trent’anni dopo, Bnei Baruch, non è più un gruppo. Oggi è un movimento mondiale che si sforza di aiutare il mondo a unirsi nell’amore al di sopra di tutte le differenze.  Grazie ai miei studenti, gli insegnamenti di RABASH vengono appresi e amati in ogni parte del mondo.  Questi studenti stanno  realizzando il sogno del mio maestro.  Quindi, oggi sono sicuro che con l’aiuto del mio maestro e la dedizione dei miei studenti e amici, gli insegnamenti dell’uomo di luce, il cui amore si irradiava da ogni singola parola,  si diffonderanno in ogni luogo e illumineranno le nostre vite.  

I molti volti della Torah

Domanda: Quando apriamo la Torah, troviamo una raccolta di storie con molti personaggi. Come dovremmo relazionarci correttamente con loro?

Risposta: Se la Torah non provenisse da una fonte speciale ma fosse scritta come un normale libro, supponiamo da una persona vissuta nel Medioevo, sarebbe solo un interessante romanzo storico.

Ma la Torah è presentata in un linguaggio molto interessante e quando inizi a leggerla, non puoi fermarti, perché ti affascina. C’è qualcosa che non ti stanca mai.

Io ne parlo come fossi un normale lettore, che non ha nulla a che fare con l’origine di questo libro, e neppure con la religione, la storia, la geografia o con qualsiasi altra cosa. Ritengo semplicemente che sia scritta in uno stile interessante.

Alcuni percepiscono la Torah come un documento storico, altri come finzione o, forse, come una raccolta di istruzioni o documenti legali. Contiene molte informazioni sull’interazione di persone e nazioni nei tempi antichi, sulla loro visione del mondo.

In generale, la Torah è un libro molto interessante. Vediamo qualcosa di simile negli scritti di Giuseppe Flavio, se è possibile confrontare la Torah con le sue opere. In una certa misura, egli racconta di nuovo la Torah e la descrive in veste di storico.

Giuseppe Flavio è uno storico davvero straordinario con una visione ampia e una profonda conoscenza dei fatti storici. Ha scritto le sue opere in esilio a Roma, dove è stato creato un grande istituto appositamente per lui, e dove centinaia di persone hanno lavorato per lui.

Tuttavia, ciò che egli ha scritto non può essere paragonato alla Torah stessa.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah” 18/12/2018

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Nel mondo quantistico il futuro influenza il passato

Dr. Michael LaitmanNotizie di stampa (Hi-news.ru): “Un nuovo studio dice che adesso noi conosciamo tutto sulle particelle quantistiche, ma non le possiamo misurare con precisione. Nel complesso possiamo calcolare la probabilità statistica dei possibili risultati. Questo fatto non è un calcolo-non accurato in se stesso, ma la registrazione di un fenomeno naturale.

“Non solo non conosciamo lo stato delle particelle quantistiche, ma fino a quando non le misuriamo, sono del tutto indefinite e non chiare. Il diretto processo di misurazione costringe le particelle a cambiare approssimativamente il loro stato.

“Non tanto tempo fa, gli scienziati studiavano le qualità delle particelle solo attraverso degli esperimenti teorici, mentre una diretta osservazione ha forzato i soggetti studiati a nascondere le loro qualità quantistiche.

“Negli anni ’80 gli scienziati hanno predisposto degli strumenti speciali che misurano con molto attenzione questi sistemi sensibili, senza portarli a collassare. Gli strumenti hanno permesso agli scienziati di prevedere lo stato futuro con un’approssimazione vicina quasi al 90%, il che significa che sono riusciti a realizzare il processo in nove casi su dieci.

“La teoria quantistica suggerisce che nel mondo quantistico, il tempo cambia in due direzioni mentre secondo la fisica classica, proprio come nel mondo classico, tutto scorre solamente in una direzione. Il risultato dell’esperimento ha stabilito la simmetria del tempo.

“Le informazioni che sono state raccolte indicano che lo stato quantistico del sistema mette insieme le informazioni del passato e del futuro. L’illustrazione grafica del tempo nel mondo quantistico dovrebbe essere indicata con una freccia con due teste”

Il mio commento: E’ strabiliante come tutte le qualità tipiche della natura quantistica siano state descritte dalla saggezza della Kabbalah 5776 anni fa dal primo Kabbalista che scoprì il mondo dell’al di là, che si trova al di là del mondo fisico ed egoistico. Adamo (il primo uomo) ne scrisse nel suo libro L’Angelo Raziel (La forza nascosta), che si riferisce alla forza generale di connessione, che consiste nell’amore e nella dazione.
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Porre fine ai vecchi miti della saggezza della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: I miei conoscenti mi dicono che è pericoloso studiare la saggezza della Kabbalah perché si può diventare matto. È vero che è così pericoloso e che uno si dovrebbe guardarsi dallo studio?

Risposta: Nella “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot,” testo principale per lo studio della saggezza della Kabbalah, è scritto che i Kabbalisti hanno diffuso intenzionalmente la voce che è pericoloso studiare la saggezza della Kabbalah perché non volevano persone che venissero a studiare. Così la saggezza della Kabbalah è stata nascosta dal tempo della distruzione del Beit HaMikdash (Tempio) quasi fino ai nostri giorni.

Doveva succedere così perché l’umanità si è dovuta sviluppare e il popolo d’Israele è dovuto andare in esilio. L’esilio è anche distacco dalla saggezza della Kabbalah, dalla saggezza del sistema, e affondamento nel buio. Così siamo stati nel buio per 2 000 anni e questo mito della saggezza della Kabbalah è esistito fino ad oggi. Però furono divulgati dagli stessi Kabbalisti per tenere le persone lontane dalla saggezza della Kabbalah fino a quando sarebbe arrivato il suo tempo.

E oggi tutto è proprio l’opposto. Proprio come tutto il nostro mondo si è trasformato, così è cambiata anche l’attitudine verso la saggezza della Kabbalah. I Kabbalisti scrivono che ai nostri giorni e oltre, tutti devono scoprire la saggezza della Kabbalah e vedere ciò che dà il popolo d’Israele. Questo è perché non possiamo più risolvere i nostri problemi né esistere senza di essa.

Allora non si deve avere paura di nulla. È possibile aprire il libro e studiare, e ci sono tanti libri che sono adatti ai principianti, uomini e donne.

Domanda: Allora ne consegue che negli anni recenti l’umanità ha raggiunto una fase nella quale la saggezza della Kabbalah deve essere studiata da tutti? In precedenza non era così ed esisteva anche un divieto al suo studio. Però oggi l’umanità si trova in un tale vicolo cieco che l’unica uscita è imparare riguardo alla vita che esiste oltre questi confini.

Risposta: Questa è in particolare la stessa uscita rivelata attraverso lo studio della saggezza della Kabbalah che ci porta fuori dal vicolo cieco nel quale ci troviamo ora.

Domanda: Lei che cosa intende con “oltre i confini della vita”?

Risposta: Cioè oltre i confini della vita della nostra corruzione, una vita in un mondo corretto. Il mondo continua ad agire secondo leggi determinate e nulla è cambiato oltre alla nostra attitudine. La saggezza della Kabbalah ci spiega come possiamo gestire le forze e la rete di connessione fra noi in modo che tutti saranno connessi nel modo giusto.

Raggiungiamo una tale armonia, una tale unità nei rapporti fra noi, che scopriremo una forza unica fra noi che ci aiuta a salire oltre questa vita che sta dentro il corpo e solo per il suo bene. Cominciamo a sentire la vita su un livello più alto, e in questa maniera andiamo fuori oltre i limiti di questo mondo, di questa vita.

Domanda: Uno non deve essere un grande saggio per questo?

Risposta: Questo è accessibile a tutti. In casa nostra c’è un frigorifero, una stufa, un forno a microonde; sai come funzionano? Anche se non lo sai, questo non ti impedisce di usarli.

Nello stesso modo ci sono stati Kabbalisti saggi che hanno creato il metodo, come un microonde. E ci sono persone comuni alle quali basta solo imparare ad usarlo. Ognuno deve imparare in una certa misura, similmente a come dobbiamo conoscere il funzionamento del microonde, in termini di quale bottone premere e come cambiare gli stati.
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Dal programma di radio Israeliano 103FM, 15.02.2015

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La Nazione d’Israele è obbligata a compiere la sua missione

In una generazione nella quale i figli di Israele devono affrontare e correggere se stessi e il mondo ma non svolgere la loro missione, i distruttori della gente del mondo alzano la testa e generalmente desiderano distruggere i figli di Israele. Come è scritto nel Talmud, “Tutte le sofferenze nel mondo provengono solo da Israele” perché, come indicato nel “Tikkun Zohar,” le loro azioni causano la fame, la povertà, la violenza, l’umiliazione, l’uccisione e i saccheggi in tutto il mondo.

Dopo aver trascurato la nostra missione nel passato siamo diventati testimoni di questa previsione nello Zohar: abbiamo perso sei milioni di persone. E ora siamo gli unici che sono responsabili della relazione di tutti riguardo il metodo di correggere una persona, la Kabbalah.
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Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”

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…E anche l’interiorità del mondo, che è Israele, sorgerà in tutti i loro meriti e virtù sopra l’esteriorità del mondo, che sono le nazioni. Poi, tutte le nazioni del mondo riconosceranno e accetteranno il merito di Israele su di loro.

Ed essi devono seguire le parole: (Isaia 14, 2) “E i popoli li prenderanno, e li porteranno al loro posto: e la casa d’Israele li possiederà nella terra del Signore.” E anche (Isaia 49, 22): “Ed essi porteranno i tuoi figli in braccio, e le tue figlie saranno portate sulle spalle.”

Questo è ciò che è scritto nello Zohar (Nasoh, p 124b), “attraverso questa composizione, ”che è il libro dello Zohar, “essi saranno consegnati dall’esilio con misericordia.” Amen, vorrei che fosse così.”
Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Punto 71

…la benedizione della pace nel mondo intero precede la forza, cioè la redenzione, perché “Dio non ha trovato un vaso per contenere la benedizione per Israele, se non la pace”.
Baal HaSulam, “La Pace”
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La Missione della Nazione israeliana

“Però la fine di correzione del mondo sarà solo di portare tutte le persone del mondo sotto il Suo lavoro…

Però il ruolo d’Israele verso il resto del mondo assomiglia al ruolo dei nostri Santi Padri verso la nazione di Israele … “

“Così, ogni Mitzvà che ogni persona da Israele esegue allo scopo di portare compiacimento al proprio Creatore, e non per qualsiasi auto-gratificazione, aiuta in una certa misura lo sviluppo di tutte le persone nel mondo. Questo perché non è fatto in una sola volta ma con uno sviluppo lento, graduale fino che aumenta a tal punto che può portare tutte le persone nel mondo alla purezza desiderata.” – Baal HaSulam, “L’Arvut” (Garanzia reciproca), Punto 20.
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Baal HaSulam, “L’Arvut” (Garanzia reciproca), Punto 20

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La Missione della Nazione israeliana

“Una volta abbiamo chiarito le radici superiori, ora chiariremo i rami in questo mondo. Sappiate che un ramo che si estende dall’interiorità è il popolo d’Israele, il quale è stato scelto come operatore di un obiettivo generale e di correzione. Contiene la preparazione necessaria per la crescita e lo sviluppo finché muove le nazioni del mondo, anche, per raggiungere lo scopo comune.

“Il ramo che si estende dall’esteriorità sono le nazioni del mondo. Non sono state impartite le qualità che le rendono degne di ricevere lo sviluppo dello scopo uno per volta. —Baal HaSulam, “Un’ancella che diventa erede della padrona.”

“Il ruolo della nazione di Israele di qualificare il mondo per una certa purezza, finché tutti non sono degni di prendere su di sé la sua opera, non meno di quanto Israele era degna nel momento in cui ricevette la Torah.” —Baal HaSulam, “L’Arvut,” (Garanzia Reciproca), punto 21.

“Gli ebrei devono presentare ai gentili una novità nella saggezza della religione, nella giustizia e nella pace. Nella maggior parte dei gentili che sono i nostri discepoli e questa saggezza è attribuita solo a noi.” —Baal HaSulam, “L’ultima generazione.”
[146453]

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La Missione del Popolo di Israele

Quando i figli di Israele saranno perfezionati, con la completa conoscenza delle sorgenti della saggezza e della conoscenza essi accresceranno oltre il confine di Israele ed irrigheranno tutte le nazioni del mondo, come è scritto (Isaia 11) “Poiché la terra si colmerà della conoscenza del Creatore” e come è scritto “e verranno in moltitudine verso il Creatore e la Sua Bontà”.
Baal HaSulam, “Introduzione al Libro Panim Mairot uMasbirot” Punto 4

In più la nazione di Israele ha il mandato attraverso l’impegno nella Torà e nei precetti di Lishmà, di consentire a se stessi e a tutte le persone del mondo di evolvere fino a ricevere questo sublime Lavoro dell’amore per il prossimo, che è la scala per raggiungere la Meta della Creazione cioè l’adesione a Lui, come è stato spiegato.
Baal HaSulam, “L’Arvut (La Garanzia Spirituale),” Punto 20

…la nazione Israeliana fu corretta e preparata per essere una specie di passaggio, poichè tramite loro (i suoi membri) le scintille della purificazione affluissero a tutta la specie umana nell’intero mondo. Questo (succederà) in tal modo che codeste scintille di purificazione si moltiplicheranno ogni giorno come chi devolve tesori, fino al punto che si colmeranno nella misura desiderata, cioè fino a che essi si svilupperanno e giungeranno al punto che potranno capire il piacere e la quiete che si trova nel fulcro dell’amore per il prossimo. Giacché allora capiranno (la necessità) di determinare il piatto della bilancia dalla parte del merito e s’inseriranno sotto il Suo Giogo, che Egli sia benedetto, ed il piatto della bilancia del debito sarà dissipato dal mondo.
Baal HaSulam, “L’Arvut (La Garanzia Spirituale),” Punto 24

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