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Il bambino nell’utero è influenzato dai pensieri della madre?

Proprio come il feto si sviluppa nel grembo materno, così tutti noi ci sviluppiamo nel grembo della natura: gli esseri inanimati, quelli vegetativi, quelli animati e gli esseri umani. Impariamo a costruire connessioni sempre più complesse e raffinate tra di noi, fino a diventare un unico sistema, un sistema che opera in reciprocità, complementarietà e piena integrazione.

Al culmine del nostro sviluppo, funzioneremo come cellule diverse all’interno di un unico corpo e questo ci aprirà le porte a una nuova realtà, a una dimensione percettiva superiore. Certo, al momento potrebbe non essere chiaro che questa sia la direzione verso cui si sta muovendo l’evoluzione della specie umana, ma nemmeno il feto nell’utero materno possiede gli strumenti per identificare con precisione cosa lo attende al di fuori.

Comunque sia, quello stesso feto che si sviluppa da una goccia di seme nel corpo della donna inizia ad avanzare verso quell’alto obiettivo. Cellule e meccanismi si accumulano al suo interno, entrando già a far parte di una sorta di piccolo sistema integrato.

E se io, come madre, desidero che cresca dentro di me nel miglior modo possibile, che tutte le fasi della gravidanza e del parto si svolgano senza intoppi, allora vale la pena per me pensare a quel grande sistema integrale, visualizzare un’umanità connessa, perfetta, meravigliosa, in armonia con tutta la natura, con l’intero ambiente. Come è scritto, «il fine dell’azione sta nel pensiero iniziale».

Desidero che il bambino che nascerà da me venga al mondo connesso, integrato e integro, per questo motivo devo nutrirlo fin da ora con una visione integrale dello sviluppo del creato. Il mio atteggiamento verso gli altri e verso la realtà nel suo insieme influenza non solo l’approccio alla vita che il bambino avrà, ma plasma anche la natura delle connessioni che si formeranno nel suo cervello e in altri meccanismi corporei.

Si pensa erroneamente che il feto nell’utero non abbia alcuna reazione, ma in realtà reagisce e allo stesso tempo apprende e acquisisce molta saggezza. Non a caso le fonti affermano che il feto nel grembo materno vede e osserva il mondo da un capo all’altro. Infatti, nell’utero riceve le basi del “software” della vita. Quando nasce, non è un corpo vuoto di carne e sangue, ma contiene già molte cose di cui avrà bisogno per svilupparsi.

Il neonato crescerà e diventerà un bambino e un adolescente che entrerà in un ambiente sempre più ampio e dovrà imparare a convivere armoniosamente con una miriade di forze contrastanti. L’influenza integrale che il feto ha assorbito fin dal grembo materno e l’educazione integrale che ne conseguirà, contribuiranno a uno sviluppo ottimale della persona, rendendola connessa, capace di creare legami armoniosi, di essere parte attiva del sistema, di comprenderlo, di percepire il proprio posto al suo interno e di trovare un punto di incontro tra sé e la società nel suo complesso.

I futuri genitori, che hanno una visione d’insieme così ampia, dovrebbero anche prestare attenzione all’ambiente in cui il bambino sta per nascere. Che tipo di atmosfera si respirerà nelle relazioni domestiche, in famiglia, all’asilo, a scuola, sui social network, nella comunicazione e nei media? Quali valori ed esempi desiderano che il loro bambino veda in ogni momento?

In definitiva, non si può sfuggire alla grande regola “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Questa è la definizione di integrità completa e le forze della natura ci spingono verso la sua realizzazione. In un mondo così interconnesso, con una così alta dipendenza reciproca e armi da guerra in grado di distruggere il pianeta con la semplice pressione di un pulsante, l’amore per il prossimo non è più un semplice consiglio piacevole. Non saremo in grado di sopravvivere nel mondo di domani senza sviluppare la profonda consapevolezza che siamo tutti un’unica famiglia.

Pertanto, vale la pena riflettere su questi concetti durante tutto il periodo della gravidanza. Naturalmente, sorgono molti interrogativi e c’è molto da chiarire, e tutto viene approfondito nell’ambito di un approccio educativo integrale all’interno di un piccolo gruppo.

In prossimità del parto, è fondamentale che l’uomo offra alla donna un sostegno completo, la sensazione di essere al suo fianco, pronto a integrare tutti i suoi sforzi, a proteggerla, grato che lei stia dando alla luce un figlio.

È inoltre opportuno sottolineare l’alto obiettivo verso cui si stanno ora avvicinando. Nella nascita di una nuova vita, essi sono partner della forza vitale universale che è alla base della creazione, la forza che ci evolve tutti verso la percezione di una realtà superiore. Quanto più la donna si sente parte della grande natura, tanto più facile sarà per lei portare a termine la sua speciale missione e i dolori del parto saranno meno dolorosi.

Quella che segue è un’affermazione che una donna in attesa può utilizzare per organizzare i propri pensieri nella direzione indicata:

“Ho il ruolo più importante nella creazione. Sono il centro del mondo, il centro della realtà, e sto sviluppando l’anima proprio ora. Sto portando il feto fuori da dentro di me e, insieme a esso, sto emergendo a un nuovo livello di esistenza, rinascendo a un livello di percezione superiore.”

Auguriamo a tutte un parto sereno.

Basato su “Nuova Vita 102 – Gravidanza e Parto: Preparazione al Parto” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa possiamo imparare dai lupi nelle relazioni?

Un lupo sceglie una lupa per la vita e le resta fedele. Non cambia compagna, anche se uno dei due muore durante una battuta di caccia, il sopravvissuto di solito non cerca un sostituto, ma rimane solo per il resto della sua esistenza. Osservando questo, ci rendiamo conto di quanto noi umani siamo ancora lontani da una simile costanza. Per molti aspetti, abbiamo ancora molto da imparare.

Per i lupi, questo comportamento è semplicemente naturale. È istinto. Ma per un essere umano, le cose sono diverse. La nostra natura egoistica ci disturba costantemente, ci spinge a cercare qualcosa di nuovo, migliore e più vantaggioso per noi stessi. Pertanto, quando decidiamo di rimanere con un partner per tutta la vita, significa già che stiamo contrastando il nostro egoismo. Lo freniamo, lo limitiamo e restiamo fermi sulla nostra decisione.

Idealmente, dovrebbe essere così. Una persona dovrebbe scegliere una volta sola e rimanere fedele a quella scelta. Tuttavia, vediamo quanto sia difficile per noi, perché il nostro egoismo non ci permette facilmente una tale stabilità.

Un altro esempio tratto dalla vita dei lupi è il seguente: quando il maschio è in pericolo, la lupa può coprirgli il collo con il proprio corpo, pur sapendo che ciò può essere pericoloso anche per lei. Non calcola il rischio, ma lo protegge semplicemente. Nella vita umana, ovviamente, non possiamo parlare di questo istinto nello stesso modo, ma il principio rimane comprensibile.

Per un essere umano, una moglie che protegge il marito comprende che la stabilità della famiglia dipende anche da lui. Finché è vivo e forte, può proteggere lei e i figli. Perciò lo sostiene, gli sta accanto e condivide con lui le responsabilità.

Una moglie che ama veramente suo marito è colei che, se gli accade qualcosa di difficile, è pronta a condividerlo con lui senza esitazione. Non si tira indietro nei momenti di difficoltà, ma gli resta accanto in qualunque circostanza la vita le riservi.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, condotto dal Kabbalista Dr. Michael Laitman il 27 dicembre 2025.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Il dolore emotivo è un aspetto comune a tutte le relazioni?

È impossibile che le relazioni tra le persone esistano solo in condizioni armoniose. La vera connessione si costruisce sempre sulle rovine di ciò che è stato distrutto. Solo sperimentando sia l’ascesa che la discesa, la gioia e il dolore, una persona può apprezzare veramente l’amore, l’amicizia e la vicinanza. Se non attraversiamo mai queste tempeste interiori, non apprezzeremo ciò che abbiamo.

La distruzione è una parte necessaria dello sviluppo. Quando le relazioni crollano o sembrano sgretolarsi, si risveglia in noi la consapevolezza di quanto sia fragile e prezioso il legame. Questi sentimenti servono da protezione. Ci ricordano di custodire con cura le nostre relazioni, di non darle mai per scontate.

Dopotutto, siamo due egoisti uno di fronte all’altro. Possiamo semplicemente eliminare il nostro egoismo e diventare esseri innocui e ingenui? Certo che no. Ci scontriamo, ci feriamo a vicenda e, attraverso la disperazione, arriviamo a comprendere cosa significhi veramente aspirare al bene. Con il tempo e l’esperienza, non abbiamo più bisogno degli alti e bassi che hanno caratterizzato la nostra giovinezza, ma scegliamo consapevolmente pace, comprensione e amore.

Tale maturità arriva solo dopo aver attraversato molti contrasti. Dobbiamo accumulare un ampio spettro di sentimenti: dolore, rabbia, desiderio e tenerezza; potremo superarli solo con la consapevolezza di come evitare ciò che un tempo ci ha causato sofferenza. È così che costruiamo relazioni sane e durature.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 14 agosto 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa succede quando l’ego si intromette in una relazione?

Se vogliamo che le relazioni durino anni e rimangano piene di passione, soddisfazione e significato, dobbiamo rinnovarle costantemente, altrimenti, se diventano una routine, diventano stantie.

La sfida principale per le coppie è cercare costantemente il modo di affascinare, apparire nuovi e coinvolgersi reciprocamente nella relazione. In questo senso, ci sono delle basi che derivano dalla natura e che possono essere d’aiuto.

Parliamo un attimo di ego. Sappiamo tutti che i giochi dell’ego e le lotte di potere possono rovinare qualsiasi cosa positiva. Osserviamo tali fenomeni non solo nelle relazioni, ma anche nella vita sociale. Nell’era dell’ego ipertrofico, proprio quando la realtà diventa sempre più interconnessa e richiede considerazione reciproca, nessuno riesce a guardare oltre se stesso.

L’ego è un aiuto “contro” il nostro stato molto migliore e più armonioso di connessione. È un’inclinazione che può sì distruggere, ma anche costruire e farci crescere. Tutto dipende da come impariamo a gestirlo in modo equilibrato, trasformandolo in una leva. Le coppie che sanno farlo diventano compagni in un processo unico di sviluppo che genera rinnovamento continuo.

Nell’approccio educativo integrale, l’apprendimento avviene in un contesto di gruppo e le coppie si sostengono a vicenda. La relazione diventa una sorta di laboratorio domestico in cui si esplora la natura umana e si sviluppa la capacità di connettersi con l’altro a un livello completamente nuovo. Questa capacità li aiuterà ad avere successo non solo nella relazione di coppia, ma in ogni loro legame sociale.

Nel percorso di connessione, le coppie sono come due cerchi che imparano a entrare l’uno nell’altro. Ognuno cede parte del proprio spazio per far posto all’altro. Allo stesso tempo, il desiderio egoistico di entrambi cresce e cambia costantemente, generando nuove resistenze. Tuttavia, se la coppia non si arrende, vive questo sforzo comune come un gioco a cui giocare insieme.

Come in ogni gioco, anche qui ci sono fasi di sviluppo e livelli di difficoltà crescenti. In ogni fase, inizialmente i due sono attratti l’uno dall’altro e desiderano stare insieme. Poi, si risveglia un nuovo ego e ciascuno viene spinto nel proprio angolo. A questo punto, nonostante la difficoltà, la distanza e la mancanza di attrazione, devono ricostruire con forza la connessione tra loro. Lo sforzo di agire al di sopra del rifiuto e della resistenza reciproca genera tra loro un’alternanza di scontri e passione.

Attraverso l’alternanza tra vicinanza e distanza, la coppia dà origine a cambiamenti di stato nella relazione. I nuovi sentimenti che emergono da questo processo offrono un rinnovamento interiore a tutti i livelli del rapporto, incluso quello sessuale. Dal successo nel riavvicinamento emotivo nasce un’attrazione nuova che porta naturalmente a una nuova intimità fisica.

Uno degli esercizi utili per costruire la connessione di coppia è risvegliare l’immagine positiva dell’altro. Cosa significa? Possiamo decidere insieme che, da questo momento in poi, ci faremo costantemente dei complimenti.

“Che donna meravigliosa ho accanto, davvero un dono che la vita mi ha fatto. Saggia, sensibile, amorevole. Semplicemente perfetta.” Vale la pena dire parole di questo tipo, anche se inizialmente possono sembrare poco autentiche.

“Sei così speciale. Hai qualità uniche, una personalità profonda e saggia, ti apprezzo davvero!”. Dalla sensazione di soddisfazione che riceve da questa descrizione, l’uomo sarà spinto a dimostrare di essere davvero così.

Perché questo esercizio è importante? Perché nessuno può dire con certezza cosa sia immaginazione e cosa realtà. Ognuno ha il proprio ego che gli dipinge una visione soggettiva del mondo. Se entrambi ne siamo consapevoli, e decidiamo insieme di disegnare un’immagine più bella della realtà che percepiamo oggi, allora il gioco di oggi diventerà la realtà di domani.

Le difficoltà arriveranno comunque, e dovremo aiutarci a vicenda a rialzarci. I migliori aiuti sono gli esempi positivi e il principio guida è: “L’amore copre ogni mancanza.” Ogni separazione, distanza o litigio che si presenta è in realtà un invito ad aumentare l’amore.

Il gioco della vita, allora, è un gioco di connessione al di sopra del rifiuto, di contrasto e completamento. Le coppie che lo affrontano insieme si rinnovano costantemente. In uno stato del genere, nessun altro potrà attrarli, perché sentiranno che proprio con quel compagno ricevono il massimo appagamento, entusiasmo e connessione con la sorgente della vita.

Basato sull’episodio 45 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Pensi che le strutture familiari tradizionali abbiano ancora rilevanza nelle odierne società occidentali in rapida evoluzione?

Gli animali non hanno consulenti di coppia, né consulenti matrimoniali, né terapisti familiari. Non hanno nemmeno difficoltà a scegliere il compagno adatto. Identificano i partner ottimali attraverso l’olfatto o altri controlli fisici. Solo con noi esiste il caos.

Oggi, l’ego ha raggiunto proporzioni così esagerate che il nucleo familiare sta andando in pezzi, per non parlare dello stato delle relazioni sentimentali. Sempre più persone si chiedono:  “Perché dovrei complicarmi la vita?” Ma in natura non ci sono errori. Se fin dall’inizio sono stati creati due generi, maschile e femminile, allora l’attuale collasso è probabilmente una fase in corso verso un tipo di connessione completamente diverso.

Se condensassimo un’intera saggezza in poche frasi, diremmo che esiste la natura umana, la natura del mondo, le leggi che operano e una tendenza evolutiva nel sistema. Vediamo che il mondo sta diventando sempre più interconnesso e, al contrario, la natura umana è diventata più egoista e ristretta. È come se fossimo tutti sulla stessa barca, ma incapaci di andare d’accordo con nessuno, a casa, al lavoro, per strada, in campagna, con l’umanità in generale e con l’intero ambiente. Le difficoltà si intensificano ogni giorno e, alla fine, tutto convergerà verso un bivio: o impariamo a vivere in connessione e completezza o semplicemente non sopravvivremo.

Da questa prospettiva, l’approccio educativo integrale considera la relazione di coppia come un laboratorio domestico per sviluppare la capacità di connettersi in modo ottimale con gli altri, fino a raggiungere il livello dell’amore. In un contesto di gruppo, le coppie imparano ad aiutarsi a vicenda a superare i limiti della nostra percezione ristretta, a irrompere insieme in una nuova realtà, con emozioni e piaceri di livello molto più elevato. L’apprendimento include l’esplorazione della natura, laboratori che chiariscano diverse questioni, esercizi di connessione speciali e altro ancora. I partecipanti creano un legame stretto e si aiutano a vicenda nel progredire nel processo.

Uno dei temi affrontati da un approccio educativo integrale è perché in natura esistano due generi che devono completarsi a vicenda per continuare la vita. Cosa significa? Dove porta? Non c’è nulla di superfluo in natura e, se qualcosa si è sviluppato in un certo modo, è probabilmente perché l’evoluzione lo richiede. Qual è il problema?

In che modo i diversi generi dovrebbero completarsi a vicenda? Cosa esiste nella natura maschile che non esiste in quella femminile, e viceversa? Cosa succederebbe se non ci completassimo a vicenda? Dove esattamente rimarremmo carenti? In che modo le nostre vite non sarebbero complete?

Se un partner completa l’altro, dà qualcosa che l’altro prima non aveva? Inoltre, cosa succede al partner che si è donato all’altro? Ora gli manca ciò che aveva donato? O forse proprio in quel dare, si è anche completato?

Supponiamo inoltre che una coppia si completi in modo ideale, che ogni spigolo dell’uno colmi la mancanza dell’altro e viceversa. Dove li porta questo?

Perché la complementarità reciproca trasforma due in uno? Cosa ottengono nella complementarità che nessuno ha da solo? Perché è così speciale? E cosa trasmettono questi partner ai loro figli? Come questo influenzerà le loro vite nel tempo?

Domande come queste e altre vengono chiarite nel processo di gruppo e aiutano i partecipanti a sviluppare una nuova visione delle relazioni e dell’unità familiare. Uno degli argomenti trattati è l’apprendimento della natura maschile e femminile. Ecco un esempio di un esercizio utile in questo senso.

Si prende una piccola bambola a forma di donna e la si mette sul tavolo come rappresentazione del genere femminile nel suo insieme. Ora si chiede alle donne di descrivere il suo mondo interiore. Cosa desidera? Di cosa ha paura? Cosa si aspetta? Quali sono le sue speranze e aspirazioni? Cosa la stressa? Cosa la infastidisce? Le donne devono rispondere a queste domande in relazione agli uomini, alla famiglia, alla carriera, e alla vita in generale. Tutto ciò che emerge è prezioso e viene annotato su una pagina. La fase successiva dell’esercizio consiste nel categorizzare, dare priorità e valutare i dati raccolti.

Lo scopo dell’esercizio è aiutare gli uomini a familiarizzare con la natura femminile. Ovviamente, un esercizio simile viene svolto con una bambola a forma di uomo.

A uno stadio più avanzato, un esercizio simile può essere svolto anche a casa. Le bambole aiuteranno la coppia a parlare di sé in terza persona, a esaminare le proprie pulsioni, a chiarire le proprie esigenze reciproche e personali e come possono aiutarsi e completarsi a vicenda.

Le forze evolutive ci spingono a sviluppare la capacità di percepire l’altro come noi stessi. La relazione di coppia può fungere da laboratorio domestico per realizzare questo aggiornamento. Da lì deriverà la sua importanza futura. La connessione integrale con gli altri aprirà una nuova profondità nella percezione della natura, una dimensione superiore e un diverso livello di esistenza. Sviluppare le nostre connessioni in questo modo ci porta a scoprire la perfezione e l’unità della natura e il nostro equilibrio con essa. Sono fenomeni meravigliosi, completamente al di là della nostra comprensione attuale.

In conclusione, il mondo di domani non può che essere un mondo connesso. L’unica domanda è: quanto velocemente comprenderemo il nostro bisogno di connetterci positivamente e inizieremo a prepararci.

Basato sull’episodio 37 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si può gestire l’ego in una relazione?

Tutta la nostra vita è fatta di relazioni. Partner, figli, amici. Sul lavoro, nel paese, nel mondo, le relazioni sono ovunque. Inoltre, nell’era dell’ego ipertrofico, quando la pazienza diminuisce e le difficoltà aumentano, c’è un bisogno urgente di un metodo per una connessione positiva.

Cominciamo con una definizione di base. Per natura, siamo fatti di un desiderio di godere, di ricevere piacere e diletto. Persino gli oggetti inanimati desiderano esistere in buone condizioni, e piante e animali desiderano crescere e prosperare. Ma non troviamo nulla di paragonabile al desiderio dell’essere umano. È un desiderio che si sviluppa a un ritmo accelerato e vuole consumare tutto per sé. Di conseguenza, cambiamo costantemente e sorgono molte esigenze dentro di noi, così come molte aspettative da parte di chi ci circonda.

Gli animali agiscono secondo impulsi istintivi. I bambini piccoli di solito agiscono così. Ma per noi, vale la pena imparare a essere i nostri psicologi, conoscere i nostri impulsi interiori, i nostri schemi comportamentali e reazioni naturali. È importante capire che ciò che emerge naturalmente nella nostra personalità non è ancora il nostro vero “io”, ma piuttosto “l’animale” che è in noi.

Cosa significa? L’“umano” in noi deve essere costruito con le nostre stesse mani. Come? Dividendo noi stessi in due parti: una parte è l’essere umano che osserva ed esamina, e l’altra è l’“animale” in noi con tutti i suoi impulsi naturali. Non c’è motivo di vergognarsene. Dopo aver fatto questa distinzione, dobbiamo iniziare a diventare padroni e proprietari di questo animale che vive dentro di noi. Ciò richiede un’attenta osservazione di noi stessi: esaminare la nostra natura, sviluppare la consapevolezza dei nostri impulsi e criticarci da un punto di vista esterno.

La prima condizione per mantenere una relazione è la concessione. Siamo tutti egoisti, vogliamo solo godere, ed è per questo che si dice che l’amore è un animale domestico che alleviamo attraverso concessioni reciproche. La seconda condizione è un sorriso, anche se è artificiale e non nasce veramente da dentro.

Perché questi due aspetti sono importanti? Perché l’atmosfera machista di oggi trasmette il messaggio “Mostra a tutti quanto vali, ostenta la tua forza, sii potente”, il che porta con sé una miriade di problemi nella vita. Con l’aggressività, non si ottiene nulla se non nemici e odiatori. Anche se abbiamo sconfitto qualcuno, questa persona sarà costantemente impegnata a cercare di farci cadere, per dimostrare che non valiamo nulla.

La concessione e un sorriso, d’altra parte, offrono agli altri intorno a noi un esempio di atteggiamento positivo, esprimono la volontà di collaborare, di raggiungere la comprensione e di risolvere insieme i problemi. “Le azioni attraggono i cuori”, dicevano i saggi, e se proviamo a concedere e sorridere agli altri, sentiremo improvvisamente che dal profondo del nostro cuore nascono emozioni calde verso di loro.

L’atteggiamento genera atteggiamento e, pertanto, se perseveriamo, di solito vedremo cambiamenti anche dall’altra parte.

Costruire una relazione sentimentale è quindi un processo di connessione tra due egoisti. Fin dall’inizio, ognuno è racchiuso nel proprio guscio duro,  sperimentiamo l’attrito come tra due noci. Per connetterci, dobbiamo essere morbidi e flessibili.

Una condizione di relazione significa che siamo entrati l’uno nell’altro, almeno in una certa misura. Proprio come nell’accoppiamento fisico, dove il maschio entra nella femmina, così deve accadere anche nell’unione interiore, cioè nella connessione tra i nostri desideri. Ognuno deve funzionare sia come maschio che come femmina, dare e ricevere, finché non diventiamo reciprocamente inclusi l’uno nell’altro.

Il concetto di “inclusione” significa che ciascun partner ha creato uno spazio al proprio interno per l’altro.

C’è poi il principio del tango, secondo cui i partner possono sentirsi connessi solo se c’è movimento tra loro. Una connessione sana tra due persone esiste esclusivamente sulla base del cambiamento. Come nel tango, quando uno si muove, anche il partner si muove. Uno va avanti, l’altro torna indietro; uno torna indietro, l’altro va avanti. Senza movimento, non c’è danza.

Abbiamo bisogno di comprensione e sensibilità emotiva per vedere come gli stati cambiano costantemente. Come in natura, deve esserci sia un senso di fame che un senso di sazietà. Senza l’amaro, non noteremo il dolce. Contrasti e cambiamenti fanno parte della vita, ma dobbiamo sapere come controllare i diversi stati. Soprattutto, è importante ricordare sempre il principio del tango: camminiamo sempre insieme.

Il piacere reciproco nella relazione deve essere il fondamento della relazione di coppia. Dobbiamo entrambi godere ugualmente della connessione. Cioè, dobbiamo essere abbastanza sensibili da sentire come il nostro partner gode di noi e agire in base a quel sentimento e il nostro partner deve fare lo stesso nei nostri confronti. Ognuno deve cercare di considerare i desideri dell’altro e usare le proprie capacità per il bene dell’altro.

Solo quando ogni parte sente l’altra e la prende in considerazione possiamo dire che stiamo ballando e divertendoci insieme. Quando siamo sensibili ai cambiamenti in noi stessi e attenti a tutti i cambiamenti che avvengono in noi, allora possiamo dire che stiamo iniziando a ballare il tango.

Uno degli strumenti che aiuta a costruire la connessione reciproca è il “Laboratorio di Connessione”. Le regole del laboratorio sono semplici: ascoltiamo sinceramente gli altri, non critichiamo né respingiamo, aggiungiamo i nostri pensieri a quanto detto, e soprattutto, ci presentiamo aperti, come se tenessimo in mano una pipa della pace e il desiderio di costruire relazioni calorose.

Un esercizio per il laboratorio di coppia consiste nel provare a immaginare di essere una coppia da sogno. Che la nostra relazione sia la migliore possibile. Possiamo prenderci uno o due minuti per riflettere su questo,  poi condividere con il partner che aspetto ha una relazione del genere. Cosa include?

Dovremmo quindi cercare quante più parole, emozioni e descrizioni possibili, dando forma, sapore e colore alla relazione perfetta. Inoltre, dovremmo cercare di mantenere viva l’immagine che formiamo insieme. Viverla come in una fiaba magica, come bambini immersi in un gioco d’avventura.

In senso più ampio, tuttavia, è probabile che i consigli qui menzionati non possano reggere senza un ambiente di supporto. Per una singola coppia, sarà molto difficile perseverare nel lavoro di costruzione di un legame.

L’atmosfera sociale odierna non incoraggia legami profondi. Al contrario, è il motivo per cui l’unità familiare sta collassando e le relazioni si stanno disgregando. Lo stesso processo è evidente su scala globale: un ego sempre più forte divide e paralizza le persone e, con la creazione e l’accumulo di armi, crea un crescente senso di ansia. La competizione e la devastazione umana, che ci portano a ricercare sempre più potere, guadagni e denaro, hanno portato alla corruzione della natura.

Col tempo, tuttavia, crescerà la consapevolezza che, per natura, siamo tutti un’unica famiglia e che, per sopravvivere, abbiamo bisogno di connessione, considerazione reciproca e complementarietà. Allora intraprenderemo insieme un percorso socio-educativo-culturale collettivo che definirà le connessioni umane positive come massima priorità. In tale contesto, la relazione sentimentale diventerà un piccolo laboratorio domestico in cui lavoreremo per sviluppare la capacità di amare gli altri come noi stessi. Un metodo educativo integrale che dia priorità alle connessioni umane positive in tutta la società ci insegnerà come far nascere una nuova persona e una nuova umanità dal profondo di noi stessi. Spero che riusciremo in questa decisiva transizione da un mondo sempre più caotico a uno armonioso e pacifico.

Basato sull’episodio 25 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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