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In che modo i media influenzano i bambini e i giovani?

Diventare una star dei social media, guadagnare milioni e oltre, è la versione aggiornata del desiderio di fama e onore che anima i bambini e i giovani di oggi. Possiamo incanalare la loro energia in una direzione positiva? E più in generale, dove ci sta portando questa dipendenza collettiva da Internet e dai social network?

In passato, un figlio continuava l’attività del padre e, se nutriva particolari ambizioni, poteva ampliarla leggermente. Oggi, il mondo intero è nelle sue mani. I bambini ammirano chi ha raggiunto fama e riconoscimento, ne sono affascinati. Come genitori, non è certo consigliabile reprimere tali aspirazioni, poiché favoriscono lo sviluppo. Ciò che  è invece opportuno fare è mostrare ai bambini cosa serve realmente per diventare una grande star: forte desiderio, perseveranza, pazienza, voglia di imparare, creatività, impegno e altro ancora.

In base alle inclinazioni naturali dei bambini, è vantaggioso coinvolgerli in diverse attività e corsi che amplino i loro orizzonti, li aiutino a specializzarsi e a sviluppare capacità di espressione, comunicazione e relazione. Anche se non diventeranno famosi, queste esperienze coltiveranno competenze importanti. Inoltre, i media dovrebbero mostrare ai bambini e ai giovani cosa succede dietro le quinte, quanto impegno ed energia hanno effettivamente investito coloro che hanno raggiunto una grande notorietà.

Possiamo prevedere chi saranno le star di domani? In altre parole, in cosa dovremmo investire oggi per ottenere riconoscimento negli anni a venire?

Secondo la tendenza generale dello sviluppo che osserviamo nel mondo, coloro che sanno costruire relazioni umane positive “si accaparreranno tutto”. Perché? Perché la realtà sta diventando sempre più interconnessa e interdipendente, ma le relazioni umane sono in pessime condizioni. Le dinamiche guidate dall’ego minacciano di affondare l’intera imbarcazione e anche nelle relazioni personali la situazione è tutt’altro che semplice.

Creare connessioni umane positive è la prossima grande sfida. Richiederà la comprensione dell’intricata rete di connessioni che esiste tra tutte le componenti della natura e la sua applicazione alla società umana. Chiunque si specializzerà in questo campo e riuscirà a costruire sistemi, processi, metodi e strumenti per promuovere la connessione sarà il più ricercato, il più conosciuto, il più influente e otterrà un ampio riconoscimento.

In quasi ogni forma di contenuto, si può esprimere la tendenza alla connessione. Prendiamo ad esempio un programma di cucina. Può trasformarsi in una festa collettiva, in cui ognuno prepara qualcosa di squisito per deliziare gli altri, esprimendo il desiderio di connettersi e di arricchirsi a vicenda. In questo modo, il buon cibo che sappiamo preparare non diventa fine a se stesso, ma un mezzo per entrare in contatto con gli altri. In tal caso, si assiste a un passaggio dal piacere fisico del successo personale a un godimento più profondo, interiore e “spirituale”.

In generale, più una persona si connette con gli altri, più proverà un senso di appagamento di qualità superiore, aprendo a infinite possibilità di piacere ed entusiasmo. Si tratta, infatti, di un cambiamento fondamentale nella percezione. L’essere umano di domani si relazionerà alla realtà dalla prospettiva di una rete integrale di connessioni.

Da dove nascerà tutto questo? Il desiderio di godere dentro di noi è in continua evoluzione. Ciò che ci soddisfaceva ieri non ci soddisfa più oggi.

La stessa rivoluzione di Internet è stata la conseguenza dello sviluppo del desiderio di connessione. Ha introdotto una varietà infinita, una disponibilità costante, la possibilità di scegliere cosa consumare in qualsiasi momento anziché seguire un palinsesto televisivo, e ha reso la comunicazione bidirezionale e interattiva. Tutto ciò, e molto altro, ha portato a una forte dipendenza dalla rete. Tuttavia, anche questa fase passerà. È una questione di entusiasmo e successivo declino. Proprio come un tempo c’erano solo due canali televisivi, poi mille, oggi molti guardano a malapena la TV, così anche Internet, prima o poi, verrà abbandonato. Annoierà la prossima generazione.

Ci troviamo all’inizio di un’era in cui lo sviluppo del desiderio spingerà bambini, giovani e adulti verso una connessione più profonda e reciproca, una connessione che riempirà l’anima. Poiché i media odierni e Internet non offrono ancora tale appagamento, si diffondono sentimenti di depressione, disperazione e vuoto.  Le persone sentono la mancanza di qualcosa che le appaghi e non sanno dove trovarlo, così inseguono un follower in più, un altro “mi piace”, un altro commento, ma nulla di tutto ciò risolve il vuoto interiore.

Ciò che può promuovere uno sviluppo sano è la creazione di programmi, reti, attività, festival, incontri e workshop che aiutino le persone a connettersi positivamente, ad avvicinarsi, ad aprire i loro cuori e a costruire relazioni sincere.

Per illustrare la direzione da seguire, immaginate qualcosa del genere. Tutti i giovani si riuniscono e costruiscono una nuova vita, un mondo completamente nuovo, con regole che riflettono la natura integrale e reciproca del sistema della natura. Nessuno fa del male agli altri e tutti si sforzano di sostenersi a vicenda, di sentirsi uguali, connessi e persino amorevoli. Gradualmente, si forma una rete di legami profondi. Essa attrae, appaga ed eleva tutti al di sopra di questo mondo. Tutti desiderano rimanere costantemente immersi in questa calda connessione, superando la ristretta percezione di “io e loro” per approdare a una percezione più ampia di “noi tutti insieme”, ovvero una percezione di noi tutti come un’unica entità.

Se i media aiuteranno l’umanità a compiere questa transizione verso una nuova fase evolutiva in modo rapido e pacifico, allora avranno finalmente adempiuto al loro vero ruolo.

Basato su “Nuova Vita 141 – L’influenza dei media su bambini e adolescenti” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come dovrebbe essere un social network migliore?

Ogni volta che navighiamo su Internet, sentiamo il bisogno di trovare una qualche forma di appagamento, di scoprire le novità, di vedere qualcosa di divertente e di fruire di contenuti piacevoli. La rete offre innumerevoli opportunità e noi scegliamo ciò che più ci ispira al momento. In apparenza, sembra fantastico, ma alla fine si scopre che l’era tecnologica ha solo intensificato depressione, vuoto, solitudine, ansia e stress. Cosa implicherebbe, quindi, creare un social network migliore, uno che ci conduca a sentimenti positivi, armoniosi, sereni e felici?

A differenza delle reti odierne, la rete del futuro dovrà avere uno scopo ben preciso: aiutare gli esseri umani a sviluppare connessioni significative con il proprio ambiente. Ciò significa favorire la connessione reciproca in modi sempre più profondi, intimi e aperti. Dovrà essere una connessione in grado di conferire un senso di esistenza a un nuovo livello, illimitato, non vincolato da limiti di tempo, spazio e movimento, una svolta che trascenda i confini della percezione.

Il vuoto che percepiamo oggi deriva dal fatto che i social network non sono in sintonia con lo sviluppo interiore che gli esseri umani hanno attraversato negli ultimi anni. Cosa significa? In generale, ciò che ci spinge dall’interno è la forza del desiderio, il desiderio di ricevere piacere e godimento, la volontà di godere. Lo sviluppo di questo desiderio ha portato all’invenzione di Internet, uno strumento che ci permette di creare diverse connessioni e di trarne appagamento. Tuttavia, da allora, il desiderio ha continuato a evolversi e ora richiede connessioni e appagamenti a livelli più elevati.

Il prossimo salto qualitativo non sarà solo tecnologico, ma innanzitutto una trasformazione dell’essere umano che utilizza la rete. Dovremo studiare a fondo la struttura del desiderio umano, come si sviluppa, perché e verso cosa, e guidare continuamente i suoi utenti verso stati in cui possano connettersi con gli altri in modi più reciprocamente vantaggiosi e positivi.

La rete deve essere intelligente, adattabile e gestita da persone che comprendano che il mondo si sta muovendo verso uno stato di connessione integrale e perfetta tra tutti, in cui l’armonia regna nell’unità dell’umanità e con tutta la natura.

Che lo vogliamo o no, l’evoluzione ci spinge in quella direzione. Chiunque abbia un minimo di buon senso comprende che nel mondo interconnesso e interdipendente che abbiamo creato, siamo tutti sulla stessa barca. Se non impariamo a lavorare insieme, a superare i giochi egoistici e a cooperare, affonderemo. D’altra parte, se troviamo un modo per connetterci veramente, si aprirà davanti a noi un mondo completamente nuovo, fatto di considerazione, reciprocità e sostegno, dove potremo sfruttare le meraviglie della tecnologia a beneficio dell’umanità anziché a suo danno. La connessione integrale che creeremo darà vita a una nuova realtà, ricca di significato, felicità ed entusiasmo.

Lo sviluppo di questa percezione integrale richiederà un processo educativo e culturale, ed è qui che i social network possono trovare la loro prossima fase evolutiva. Dovrebbero insegnarci a connetterci sempre meglio gli uni con gli altri, attraverso il quale riceveremo una maggiore appagamento e un piacere più intenso.

Per illustrare questo concetto: oggi, quando entriamo in rete, ci viene sostanzialmente detto: “Fate quello che volete”. Vaghiamo senza meta, compriamo tutto ciò che ci viene pubblicizzato e sprechiamo tempo, senza realizzare il nostro potenziale o crescere come esseri umani. Questo concetto è superato. Per fidelizzare gli utenti e attrarne molti di più, la rete del futuro deve portare luce nella vita delle persone. Deve offrire sfide, giochi e attività, esperienze diverse che incoraggino gli utenti a connettersi reciprocamente, a trovare legami profondi, calorosi e stimolanti.

Gran parte dei contenuti che incontriamo sui social network dipendono dai loro algoritmi, ovvero dalle impostazioni definite da chi controlla il sistema. In linea generale, l’algoritmo del futuro dovrebbe basarsi sulla ricompensa degli atteggiamenti positivi verso gli altri e viceversa. Ogni interazione che favorisce la connessione e l’amicizia dovrebbe offrire all’utente qualcosa che gli dia un senso di piacere. Man mano che gli utenti progrediscono, il social network dovrebbe alzare l’asticella, affinando la capacità di ciascuno di connettersi con gli altri in modo più profondo e affettuoso.

Come una madre premurosa, la rete dovrebbe cercare costantemente modi per aiutare le persone a crescere come esseri umani, guidandole delicatamente verso connessioni sempre più positive affinché possano avere una visione più ampia della vita. Dovrebbe fornire riscontri e riconoscimenti, connettere gli utenti tra loro a un livello di sviluppo simile e creare progetti condivisi ed esperienze creative per loro. Tutto dovrebbe essere concepito come una grande avventura.

Nell’era in cui sempre più persone saranno escluse dal mondo del lavoro a causa dell’avvento delle tecnologie avanzate, si prospetta una sfida globale in termini di occupazione e scopo. La rete intelligente qui descritta potrebbe coinvolgere tutti, offrendo un’interazione significativa per sviluppare connessioni integrali e costruire una nuova società.

Nel corso di questo processo, scopriremo che una connessione umana armoniosa, felice e pacifica ci permette di ricevere una forma di appagamento che trascende questo mondo, di svelare un’intelligenza collettiva che sottende la natura, un desiderio e una realizzazione universali, una fonte superiore che ci nutre in abbondanza. La connessione con essa è possibile solo insieme, uscendo da noi stessi per aprirci agli altri con amore. Ed è verso questo spazio comune che le ruote dell’evoluzione ci stanno conducendo. Auguro a tutti noi successo in questo cammino.

Basato su “Nuova Vita 138 – Reti Sociali” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Le persone saranno interessate a una piattaforma di social network orientata alla creazione di connessioni significative?

I social network non sono nati con Internet. Esistevano già molto prima e non solo nell’umanità, ma in tutta la natura.

La vita si sviluppa quando gli opposti si connettono. Più gli elementi sono opposti, più complesse sono le loro connessioni. In ogni elemento risiede una forza interiore che lo spinge a connettersi con gli altri. Questa è la volontà di esistere nel bene, di ricevere piacere e godimento. Può anche essere chiamata “la volontà di godere” o “l’ego”. Dal desiderio di appagamento di ciascuna parte, si forma la connessione e si chiarisce l’equilibrio.

In noi esseri umani, l’ego continua a crescere, sviluppando bisogni diversi e spingendoci in direzioni differenti. Da un lato, l’ego desidera rimanere solo. Dall’altro, da solo non ha nulla di cui nutrirsi. Perciò ha bisogno di connettersi con gli altri e di pagarne il prezzo. Da ciò nascono interazioni di dare e ricevere e si formano reti di connessione.

Nel corso del Medioevo, le reti sociali e culturali erano perlopiù appannaggio delle élite. La maggior parte della popolazione era impegnata nella mera sopravvivenza. Poi arrivò la rivoluzione tecnologica e le persone iniziarono a organizzarsi in diverse reti professionali. Nel XX secolo, la radio, la televisione e i mass media conobbero un periodo di grande sviluppo. Successivamente, è arrivato Internet, che ha cambiato completamente le nostre vite.

La connessione è diventata online, bidirezionale e intensissima. Le persone condividono tutto, caricano foto di ogni situazione in cui si trovano, compreso ciò che mangiano, bevono e semplicemente dove sono. Si è sviluppato in loro una sorta di impulso interiore ad esprimersi, a riversare tutto nella rete, osservando al contempo ciò che gli altri stanno vivendo.

Da dove proviene tutto questo? Proviene dallo sviluppo dell’ego, dal desiderio di godere. In ogni fase dello sviluppo, emerge una diversa rete di connessioni. Al culmine del nostro sviluppo, se analizziamo le tendenze, probabilmente saremo completamente connessi gli uni agli altri, come organi in un unico corpo, in equilibrio tra tutti, in una perfetta connessione integrale. Fino ad allora c’è ancora molta strada da fare e Internet oggi può servire da piattaforma di aiuto.

Per un attimo, mettiamo da parte tutte le divisioni, le separazioni e l’odio che attualmente dominano i social network e creano un’atmosfera malsana, e accostiamoci alla seguente visione con mente aperta.

Un gioco, una sfida, un’avventura, qualcosa che ti sollevi dalla grigia routine, dall’incessante inseguimento di chissà cosa, dalle pressioni e tensioni che non ti danno tregua. Qualcosa di emozionante che dia un grande significato, uno scopo più elevato che illumini il tuo cammino, qualcosa di così coinvolgente che ti piacerà sognarlo di notte e correre verso di esso in ogni momento libero.

Benvenuti in un nuovo tipo di social network, una rete che funge da trampolino di lancio per la prossima fase evolutiva.

L’obiettivo di questa rete è elevare la qualità delle nostre connessioni a un livello spirituale, al di là di tutti i limiti della percezione fisica che attualmente sperimentiamo, al di là del tempo, dello spazio e del movimento. Affinché possiamo sentire l’energia interiore di ogni persona, ciò che viene chiamata “l’anima”, così come di coloro che ci hanno già lasciato e di coloro che ancora vi appariranno, per sentire tutto ciò che è stato, è e sarà, tutta la natura, tutta la creazione.

Come si raggiungerà questo obiettivo? Attraverso un nuovo protocollo di connessione, un protocollo integrale. L’architettura del sistema guiderà i partecipanti verso la reciprocità, la connessione e il sostegno vicendevole. Attraverso diversi mezzi, li condurrà a comprendere cosa sia la connessione integrale, cosa sia una connessione appropriata. L’attenzione non sarà rivolta al singolo individuo come unità che cerca di trarre la massima soddisfazione possibile da sé, ma al superamento dei confini personali per instaurare una buona connessione con gli altri.

Ciascuna persona si eleverà al di sopra del proprio ego per unirsi agli altri nell’amore, la connessione condivisa che ne emergerà inizierà ad avere vita propria. Gradualmente, avvolgerà i partecipanti in una sorta di “bolla”, un contenitore sensoriale spirituale capace, per così dire, di elevarsi al di sopra della Terra, viaggiare tra le galassie e condurli in un’altra dimensione.

Durante questo processo di sviluppo, il corpo e la vita fisica continueranno come di consueto, ma il nostro atteggiamento nei loro confronti cambierà. Diventeranno qualcosa che manteniamo per poterci dedicare allo sviluppo della vita spirituale. Passo dopo passo, scopriremo che non stiamo creando nulla di nuovo, ma piuttosto rivelando ciò che è sempre esistito, che la rete perfetta di connessioni esiste nel profondo della natura, ma il nostro egoismo ristretto l’ha celata.

Lo sforzo di superarlo svilupperà in noi una nuova capacità di percezione, attraverso la quale realizzeremo consapevolmente il pieno potenziale che è in noi.

Questo intero percorso di sviluppo viene anche chiamato “via della luce” o “via della consapevolezza”,  è verso questa meta che ci spinge l’evoluzione della rete di connessioni tra individui e società.

Se dunque la rivoluzione di Internet è stata una sorta di preparazione, oggi è sia possibile che necessario passare alla fase successiva. Senza una connessione piena e illimitata, non saremo in grado di sopravvivere alle sfide di un mondo interconnesso, né di dare un senso alla prossima generazione. La sofferenza aumenterà e l’angoscia si intensificherà finché non comprenderemo che lo sviluppo della vita richiede flusso, connessione nell’unità, apertura dei nostri cuori a un amore superiore.

Basato su “Nuova Vita 137 – Il potenziale dei social network” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Internet ci ha avvicinati o ci ha isolati di più?

C’è stato un tempo in cui Internet non esisteva. Oggi, invece, le persone impazziscono se perdono improvvisamente la connessione.

Come quasi ogni cosa, Internet contiene sia aspetti positivi che negativi. La rivoluzione di Internet ha infatti trasformato la nostra percezione, inserendoci in una rete che connette tutti.

Allo stesso tempo, Internet ci permette anche di isolarci dal mondo. Tutto è accessibile, non c’è bisogno di uscire di casa, non c’è bisogno di andare da nessuna parte. Possiamo semplicemente disconnetterci. Da ciò possono derivare solitudine, depressione e angoscia.

Da un lato, Internet offre l’opportunità di arricchirsi con tutte le cose belle del mondo. Dall’altro, può anche intensificare il desiderio di cose negative.

Online è possibile comunicare in modo diretto e autentico. Ma si può anche mentire, assumere una falsa identità o inventare una personalità. Internet ha garantito la libertà, abbattendo le barriere. Oggi tutti hanno la sensazione di vivere in un mondo globalizzato, come se si trovassero in un’unica stanza con tutta l’umanità. Inoltre, Internet ha offerto a ogni individuo una piattaforma per esprimere le proprie opinioni e diventare un mezzo di comunicazione indipendente.

Inoltre, come ben sappiamo, nell’era digitale siamo costantemente oggetto di vendite, inganni e manipolazioni. Il lato positivo è che questo ci spinge a comprendere cosa c’è di imperfetto nelle relazioni umane.

Non c’è dubbio che Internet acceleri lo sviluppo. Velocizza i processi e ci mostra in tutta la sua pienezza tutto ciò che è insito nella natura umana. A un certo punto, ci renderemo conto che è troppo. Non possiamo vivere così. È impossibile vivere sotto costante pressione, in uno stato di perenne difesa, sapendo che tutti cercano di sfruttarci per il proprio tornaconto. È soffocante ed estenuante, non una vita degna di un essere umano.

Viviamo tutti insieme su questo pianeta, interconnessi, interdipendenti e influenti l’uno sull’altro. Pertanto, è tempo di aggiornare il codice della connessione umana. Altrimenti, non avremo un futuro positivo.

Allora decideremo che dobbiamo passare a un diverso tipo di connessione, una rete più avanzata. Così come tutta la natura è unificata, con le sue parti interconnesse in un unico sistema integrale, allo stesso modo dobbiamo imparare a esistere attraverso la connessione tra gli opposti e la reciproca complementarità. Al culmine del nostro sviluppo, saremo “come un solo uomo con un solo cuore”, questo ci aprirà davanti un mondo completamente nuovo e superiore.

Questa sarà la prossima fase di sviluppo nell’evoluzione dell’umanità. Si esprimerà nella sensazione di aver bisogno di una rete interiore di connessione, senza router, cavi, fibre e dispositivi, una connessione diretta tra cuori e menti, attraverso un canale illimitato, da ciascuno a tutti.

Pertanto, Internet come lo conosciamo oggi riassume l’evoluzione dell’umanità fino ad oggi. Ci aiuta a comprendere cosa manca nella connessione umana e ci guida verso la rete di connessione ideale e completa di domani.

Basato su “New Life 136 – La rivoluzione di Internet e la connessione umana” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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I social media rappresentano davvero un’innovazione?

Osservando la rapida diffusione dei social media e delle reti online, potrebbe sembrare un fenomeno puramente tecnologico. Tuttavia, le sue radici affondano molto più in profondità, nella natura umana stessa. I social network sono una naturale conseguenza dell’evoluzione dei desideri umani.

Fin dalle prime fasi dello sviluppo umano, il legame si è instaurato principalmente all’interno della famiglia. Si trattava di una forma di connessione semplice e naturale, basata sulla sopravvivenza e sulla continuità. Le famiglie si sono poi evolute in piccole comunità, villaggi e, infine, città. Queste, a loro volta, si sono sviluppate in nazioni. Per gran parte della storia, una persona ha vissuto all’interno di una cerchia sociale molto ristretta e raramente ha sentito il bisogno di andarci oltre.

Solo pochi eletti, governanti, mercanti o esploratori, stabilirono collegamenti tra luoghi distanti. Questi collegamenti non erano motivati ​​dal desiderio di unità, bensì da bisogni egoistici di commercio, potere, conoscenza e risorse. Con la crescita del desiderio umano di provare piacere, siamo stati spinti ad espandere i nostri legami oltre il nostro ambiente immediato.

Fu così che si svilupparono il commercio, gli scambi culturali e, in seguito, i legami politici. Vennero costruite strade, stabilite rotte commerciali e le persone iniziarono a interagire tra i continenti. Tuttavia, questi collegamenti rimasero esterni e limitati.

Con l’invenzione della stampa si verificò una svolta epocale. Per la prima volta, le idee poterono essere condivise ampiamente senza contatto personale diretto. La conoscenza divenne accessibile alle masse e nacque una nuova forma di connessione virtuale. A questa fece seguito la nascita dei giornali, che contribuirono a creare una consapevolezza condivisa tra vaste fasce della popolazione.

Poi arrivò la radio, che abbatté completamente i limiti della distanza. Le persone potevano ricevere informazioni istantaneamente, senza bisogno di connessione fisica. Ogni progresso tecnologico rifletteva il crescente desiderio umano di connettersi, di conoscere e di essere coinvolti in una realtà più ampia.

Internet è il culmine di questo processo. Non è nato per caso. Inizialmente era uno strumento di collaborazione scientifica che permetteva ai ricercatori di condividere informazioni in modo efficiente. Tuttavia, si è rapidamente espanso in una rete globale utilizzata da tutti. La sua rapida diffusione dimostra che l’umanità era già internamente preparata a una tale connessione.

Oggi Internet, e in particolare i social media, sono diventati una parte centrale delle nostre vite. Tuttavia, li utilizziamo ancora in modo molto primitivo. Ci scambiamo informazioni, opinioni e contenuti infiniti, ma ci rendiamo conto di non riuscire a ricavare da tutta questa attività un appagamento significativo. Sentiamo che ci manca qualcosa.

Il motivo è che la sola connessione esterna non è più sufficiente. L’umanità si avvicina a una nuova fase di sviluppo in cui la connessione deve diventare interna.

Il nostro desiderio continua a crescere. Non si limita più alla ricerca di informazioni o intrattenimento. Ricerca una connessione più profonda e significativa, che vada oltre le parole e le immagini. Vogliamo sentire gli altri direttamente, comprenderli senza sforzo ed essere parte di un sistema unificato.

Ecco perché l’attuale forma dei social network ci sembra limitata. Stiamo ancora “giocando” con la connessione, come bambini che sperimentano con uno strumento potente. Inviamo messaggi, condividiamo contenuti e accumuliamo centinaia o migliaia di “amici”, eppure ci manca una connessione significativa e appagante. Una persona è naturalmente in grado di mantenere relazioni significative solo con un numero ristretto di persone. Il resto è l’espressione di un desiderio interiore che non ha ancora trovato la sua forma ottimale.

Questo desiderio indica la fase successiva dello sviluppo umano, che è una forma spirituale di connessione. In questo stato, la connessione non dipenderà da piattaforme o dispositivi esterni. Sarà invece una rete interiore in cui pensieri e desideri fluiranno liberamente tra le persone. Ci percepiremo a vicenda come parti di un unico sistema, proprio come percepiamo gli organi del nostro stesso corpo.

I social media rappresentano una fase di transizione verso questa connessione più profonda. Ci aiutano ad avvicinarci alla consapevolezza della nostra interconnessione, ma non ci forniscono ancora gli strumenti per viverla appieno. Con l’evoluzione dell’umanità, il bisogno di una connessione più profonda e significativa non farà che aumentare. Gradualmente, ci renderemo conto che le reti esterne non possono soddisfare questo bisogno.

Il passo successivo è imparare a sviluppare una connessione interiore tra le persone, una connessione basata non sul beneficio egoistico, ma sulla comprensione reciproca e sull’unità. Quando ciò accadrà, sperimenteremo un livello di esistenza completamente nuovo, in cui l’umanità funziona come un unico insieme integrato. Questa forma di connessione interiore ci appagherà pienamente e sperimenteremo una nuova armonia, pace e felicità come non ne abbiamo mai provate nella nostra vita attuale.

Basato su “Social Media e Social Network, Parte 1 di 2 – Jtimes con il Kabbalista Dr. Michael Laitman”.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quali sono i possibili metodi per limitare l’accesso dei bambini a Internet mobile?

Bill Gates, cofondatore di Microsoft, ha proibito ai suoi figli di possedere smartphone fino all’età di 14 anni, stabilendo anche delle regole familiari, come il divieto di usare i telefoni a tavola e la definizione di un orario di “tramonto dello schermo” per garantire un corretto orario di sonno. Gates ha spiegato che queste restrizioni avevano lo scopo di bilanciare i benefici della tecnologia, come i compiti a casa e i contatti con gli amici, evitandone l’uso eccessivo.

Anche Evan Williams, cofondatore di Twitter, ha scelto di non dare ai suoi figli iPod o dispositivi simili. La sua casa è invece piena di centinaia di libri cartacei che i suoi figli possono leggere. La famiglia Williams limita l’accesso a Internet per i propri figli, puntando sull’apprendimento attraverso i DVD e non sulla navigazione online illimitata.

Sono pienamente a favore della definizione di limiti chiari, perché gli smartphone riempiono la mente delle persone di sciocchezze, da cui dovremmo proteggere i bambini il più possibile. Se i genitori sentono la necessità e l’importanza di limitare l’accesso a Internet dei bambini, troveranno vari modi per farlo. Ma prima di tutto questa importanza deve essere instillata nei genitori.

È vero che viviamo nell’era degli smartphone, ma tutto dipende dallo scopo e dalla quantità di tempo trascorso davanti ai dispositivi. Quando i bambini passano ore e ore incollati ai dispositivi, questi assorbono la loro mente. Smettono di svilupparsi come veri esseri umani. Dobbiamo comprendere la natura umana: senza limiti, perdiamo semplicemente noi stessi. Pertanto, dobbiamo imporre serie restrizioni all’esposizione del bambino a Internet, consentendo l’accesso solo a spazi molto specifici e accuratamente selezionati, preferibilmente solo per comunicazioni educative e significative.

Se fosse per me, svilupperei programmi educativi e di crescita appositamente pensati per bambini e giovani. Siamo animali per natura e quindi abbiamo bisogno che ci venga mostrato cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa funziona e cosa no. Solo dopo che il bambino ha assorbito questa struttura, possiamo espandere lentamente e con cautela il suo mondo.

Purtroppo, oggi la generazione degli adulti non riesce a coordinare correttamente l’educazione della generazione successiva. Non esiste un piano serio, né un sistema unificato per far diventare i bambini degli esseri umani responsabili e sviluppati. La società lascia che i bambini vadano alla deriva dove la corrente li trascina.

Se guardiamo al quadro più ampio, è evidente che l’umanità dimostra di non prendersi cura di questa generazione. Una piccola parte di genitori cerca ancora di fare qualcosa, ma anche in quei casi si trovano con le mani legate. I genitori si alzano presto, accompagnano i figli a scuola o all’asilo, corrono al lavoro e tornano a casa esausti. Si siedono davanti alla TV mentre i loro figli si isolano nei dispositivi. La maggior parte non sa nemmeno cosa i figli abbiano fatto durante la giornata e questo ciclo si ripete all’infinito. Il sistema stesso intrappola i genitori in queste limitazioni.

Inoltre, sebbene Gates e Williams forniscano esempi di limitazione dell’uso di Internet da parte dei propri figli, non forniscono comunque un vero e proprio esempio completo da seguire. Non credo che i loro figli cresceranno in modo particolarmente diverso. Anche loro vivranno nella stessa società di tutti gli altri. Se i miliardari fossero veramente saggi, capirebbero che non basta isolare i propri figli. Devono invece cambiare il mondo stesso per garantire un futuro diverso ai loro discendenti.

Se non riusciranno a trasformare la società in meglio, i loro sforzi personali crolleranno. I loro figli continueranno ad annegare nella stessa realtà distrutta. Potrebbero guidare auto di lusso o navigare su yacht, ma rimarrebbero comunque intrappolati in un mondo che non offre una reale via di fuga, né un vero appagamento.

Per creare un futuro migliore per i loro figli e nipoti, devono cambiare l’intero ambiente sociale. Il vero ambiente dei loro figli non si limita alle loro case o alle loro scuole, ma è il mondo intero. Per proteggere i loro discendenti, devono lavorare per trasformare il mondo per tutti.

Cambiare il mondo, tuttavia, non significa distribuire denaro o creare nuovi sistemi. Significa concentrarsi su un’educazione autentica, significativa e arricchita di connessioni come priorità assoluta. Solo attraverso un’educazione adeguata possiamo creare un nuovo essere umano, una nuova società e quindi possiamo creare un ambiente più armonioso, pacifico e felice per le generazioni future.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Uno schiavo del proprio ambiente

Domanda: Tu affermi che Internet e i cellulari possono fornire a una persona una simulazione di connessione spirituale continua con noi. Non c’è il rischio di essere trascinati in questo gioco al punto che ci consumerà come una droga?

Risposta: È esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. Non credo che un gioco del genere diventerà una forte dipendenza perché una persona si troverà costantemente di fronte a delle sfide e dovrà risolverle.

Sarà un gioco consapevole, un vero stato dell’essere. Vedrà tutti i suoi problemi, tutti i suoi disallineamenti interiori, tra sé e il gruppo, tra sé e il Creatore. Per questo motivo, non avrà lo stesso potere di presa sul nostro egoismo come hanno altre cose che creano dipendenza.

D’altra parte, lo spirito di competizione, il desiderio di raggiungere lo scopo, l’invidia che gli altri avanzino mentre io no, l’amor proprio, la vanità, il desiderio di potere: tutte queste qualità apparentemente negative devono in realtà aiutarci. Vedremo perché sono state create.

L’egoismo stesso è un aiuto contro di noi: “Ho creato un aiuto contro di te”, fu detto ad Adamo riguardo a Eva. Questo è esattamente il nostro egoismo. In altre parole, tutte le qualità negative in una persona sono necessarie per tirarla fuori dall’egoismo.

I peggiori tratti egoistici, il potere, la fama, i vari impulsi negativi verso gli altri, il desiderio di dominare e controllare, sono in realtà ciò che mi lega al mio ambiente. E qui, ne divento veramente schiavo.

Se non avessi l’invidia, il desiderio di essere superiore agli altri o il bisogno del loro rispetto, li oltrepasserei con la stessa indifferenza di un gatto che passa davanti a un’orchestra sinfonica. Ma poiché voglio sfruttare appieno l’ambiente circostante, ne divento dipendente.

A questo punto, cominciamo a renderci conto di come l’egoismo sia stato progettato in modo meraviglioso, perché dal nostro stato attuale l’unico modo per connetterci con il nostro ambiente è rappresentato dall’egoismo. E così ti viene data questa opportunità, la tua dipendenza dall’ambiente.

Ora l’ambiente detterà le sue condizioni: “Ah! Quindi siamo importanti per te? Vuoi il nostro rispetto? Ci invidi?” E ti imporranno delle condizioni con cui potrai in qualche modo realizzare e soddisfare i tuoi bisogni egoistici.

E le loro condizioni sono severe: dona, ama e sacrifica te stesso per noi. E inizi a capire che queste condizioni sono necessarie per realizzare te stesso e andare avanti. Questo è davvero l’aiuto che esiste dentro di te.
[340723]

Da “Ho ricevuto una chiamata. Comunità virtuale, parte 3” di KabTV 16/05/10

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L’umanità trae più benefici o più danni dai progressi tecnologici?

Cerchiamo di avere una vita migliore e più confortevole, il che è naturale. Ma lo facciamo con la giusta intenzione? Correggiamo l’“essere umano” che è in noi, cioè ci eleviamo al di sopra del nostro livello animale per relazionarci con gli altri attraverso le più elevate qualità umane come l’amore, la cura, il sostegno e l’incoraggiamento?

Se agiamo con l’obiettivo di correggere noi stessi per il bene del mondo, cioè di cambiare la nostra innata intenzione egoistica di trarre vantaggio per noi stessi a spese degli altri con un’intenzione altruistica di portare giovamento agli altri e alla natura, allora possiamo agire liberamente. Altrimenti, le nostre azioni portano problemi, guerre e disastri.

L’umanità progredisce fuggendo la sofferenza. Ogni generazione si spinge in avanti, spinta dalla forza implacabile dell’evoluzione, quella che nella saggezza della Kabbalah chiamiamo “il rullo compressore dell’evoluzione”. Andiamo avanti senza sapere perché, spinti da pressioni invisibili.

Per millenni, questo schema ci ha portato attraverso i primi tre livelli della natura: inanimato, vegetativo e animato. Ora, ci troviamo di fronte al nostro limite evolutivo. Anche se le opportunità tecnologiche abbondano sempre di più, ci sentiamo sempre meno soddisfatti e ci interroghiamo quindi sul loro scopo. La nanotecnologia e Internet offrono molto, ma perché ne abbiamo bisogno?

Internet rivela principalmente il nostro vuoto. Gran parte del suo contenuto è banale, privo di messaggi che ci arricchiscano davvero. Anche la scienza, invece di elevare l’umanità a nuovi livelli di appagamento e felicità, aggiunge a questo vuoto. Questi strumenti mettono in evidenza il fatto che il nostro problema non può essere risolto con mezzi tecnologici.

Sebbene la tecnologia continui a progredire, non riusciamo a progredire nei nostri atteggiamenti reciproci, l’unico ambito in cui possiamo davvero evolverci a un altro livello di esistenza. In fondo, non sentiamo più il bisogno di un progresso tecnologico infinito. Decenni fa, durante l’era hippy, sono emersi dubbi simili. Il progresso sembrava privare la vita di significato, riducendoci a macchine. Nascita, lavoro e morte erano diventati la formula, lasciando molti disillusi.

Senza sviluppare il livello umano dentro di noi, cioè il prossimo livello di esistenza in cui scopriamo connessioni positive tra di noi attraverso la scoperta della forza positiva che risiede nella natura, il progresso tecnologico si blocca. La cultura e l’educazione potrebbero aiutare, ma servono risultati più profondi e sostanziali. Il desiderio inappagato, o Reshimot (dati o registri di natura spirituale ), si agita dentro di noi, esponendo un vuoto che la tecnologia non può colmare.

Perché non riusciamo a risolvere questo problema? La tecnologia crea l’illusione che possiamo migliorare facilmente noi stessi. Ma il vero cambiamento interiore richiede una forza superiore, spirituale. I mezzi terreni non riescono a correggere la natura umana. Finché l’umanità non se ne renderà conto, la situazione rimarrà invariata.

Basato sulla Lezione Quotidiana di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman sull’articolo “Pace nel Mondo” del Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam). 22 dicembre 2010.

Scritto/modificato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come dare un senso ad un mondo caotico

Quasi ogni persona nel mondo occidentale è collegata a fonti di informazione che ci dicono cosa sta succedendo nel mondo e ci aiutano a dargli un senso. In passato, le fonti erano principalmente la televisione, la radio e i giornali. Tuttavia, nell’era di Internet e delle piattaforme dominanti dei social media, le cose sembrano molto diverse.  Un nuovo studio della Gallup/Knight Foundation ha rilevato che il 90% degli Americani segue almeno una figura pubblica su social media come Twitter o Instagram. Possono essere celebrità, giornalisti, esperti accademici, conduttori di programmi, influencer online o leader d’azienda, ma questi personaggi pubblici esprimono le proprie opinioni, piuttosto che quelle di un’agenzia di stampa affermata.

Secondo il rapporto, il motivo del cambiamento non è solo che le informazioni sono più accessibili oggi rispetto a prima di Internet. Piuttosto, è che le persone hanno perso fiducia nei media tradizionali. Di conseguenza, più del 70% degli intervistati nello studio ha dichiarato di seguire gli influencer online per ottenere una prospettiva che non può essere ottenuta dai media tradizionali, e quasi l’80% ha affermato di farlo perché si fida di più di chi segue che dei media tradizionali.

In effetti, la gente non crede più ai media tradizionali perché questi canali non servono più al loro scopo. Invece di fornire informazioni e commenti credibili, anche se tendenti a una parte politica piuttosto che a un’altra, le fonti mediatiche sono ora al servizio dei magnati che le possiedono o del partito che sono stati istruiti a sostenere. Tutto è diviso in schieramenti e i media fanno eco ai messaggi che il loro schieramento vuole trasmettere. L’informazione obiettiva, o anche semplicemente etica, appartiene al passato, non esiste più.

Un altro aspetto del fenomeno è che la gente cerca un contatto più personale. Le persone hanno bisogno non solo di assorbire informazioni, ma anche di comunicare con il commentatore, per poter rispondere e ottenere un riscontro. Dato che non possono ottenerlo dai canali tradizionali, si rivolgono agli influencer sui social e ai loro account personali. 

Tuttavia, alla fine dei conti, credo che sia tutta una questione di indici di ascolto, compresa la connessione con gli influencer dei social.  Non credo che possano realmente aiutare le persone a dare un senso al mondo in cui viviamo.

Un tempo, quando ero molto più giovane, trascorrevo la maggior parte del tempo con il mio insegnante di Kabbalah, RABASH. Ascoltava sempre i notiziari con molta attenzione. Comunque, non appena il telegiornale terminava e i commentatori iniziavano a esprimere le loro opinioni su ciò che stava accadendo, spegneva la radio (non guardava mai la televisione).

Per quanto mi riguarda, ho un televisore e sono connesso a Internet, ma non seguo quasi mai le notizie. So cosa succede nel mondo a grandi linee e ho un paio di analisti di cui seguo sporadicamente i commenti da molti anni, ma niente di più.

Nel corso degli anni sono giunto alla conclusione che seguire i telegiornali, o questo o quel commentatore, non cambierà nulla e non migliorerà la mia comprensione delle cose. Oggi capisco che il nostro mondo non dipende dalle parole di questo o quel politico, ma dalla qualità delle connessioni tra le persone. Orientandoci verso l’empatia o verso l’isolamento, determiniamo il nostro destino molto più di quanto non faccia qualsiasi figura decisionale.

Piuttosto che cercare di dare un senso a un mondo caotico, credo che dovremmo lavorare sulle nostre connessioni, poiché è proprio la nostra disconnessione reciproca a causare tutto il caos del mondo di oggi. Dobbiamo capire che il mondo non avrà senso finché non riorganizzeremo le relazioni tra tutte le persone e costruiremo società in cui le persone si preoccupano l’una dell’altra e si aiutano a vicenda. In un mondo del genere, non cercheremo di dare un senso alla vita, ma semplicemente la godremo.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Qual è il futuro di Internet?

In futuro non avremo più bisogno della connessione via Internet. Sarà sostituita da una connessione sensoriale interiore.

A un certo punto del nostro sviluppo, sentiremo il bisogno di passare dalla connessione virtuale a una connessione più profonda con l’altro. Quando sentiremo un desiderio più intenso di essere in connessione più stretta con l’altro, non virtualmente, ma spiritualmente, allora ci percepiremo a livello telepatico.

Questa è la rete che ci collega e  arriveremo a uno stadio del nostro sviluppo in cui sentiremo questa connessione.

Scopriremo la rete telepatica che sta alla base del nostro legame attraverso un desiderio comune.

Dove possiamo vedere un esempio di questo desiderio nel nostro mondo attuale? È presente in qualche modo nelle madri nei confronti dei loro figli.

Le madri sentono un legame più profondo con i loro figli grazie all’amore che provano naturalmente per loro. A livello animale, le madri condividono una radice comune con i loro figli grazie al periodo della gravidanza e della nascita. Per un certo tempo i figli sono stati dentro di lei e la madre sente questo legame connaturato.

Come si manifesterà allora il desiderio di una connessione più profonda tra tutte le persone?

Emergerà dentro di noi come parte del nostro processo evolutivo.

In confronto agli altri livelli della natura, l’inanimato, il vegetale e l’animale, noi umani ci sviluppiamo verso la scoperta finale della nostra connessione come un unico collettivo. Attualmente sentiamo questa connessione a un livello inferiore di desiderio, nei nostri desideri egoistici, grazie ai quali cerchiamo di trarre vantaggio per noi stessi a spese della rete. Però, in una fase successiva del nostro sviluppo, il nostro desiderio si manifesterà in modo diverso.

Da un lato si tratta di un processo evolutivo, ma dall’altro, questa trasformazione dipenderà molto dalle persone stesse. Se la trasformazione avverrà solo per via evolutiva, senza la nostra partecipazione consapevole, allora la vivremo come forzata e dolorosa, con diverse agonie e tormenti. Per questo motivo, chiamiamo questo processo il “rullo compressore dell’evoluzione”. Questo processo ci sta sviluppando attraverso pressioni e dolori da migliaia di anni.

Se vogliamo progredire più velocemente, con maggiore consapevolezza, fiducia e felicità, allora dobbiamo imparare come funziona questo processo evolutivo. Potremmo così anticipare le pressioni che ci attendono e la nostra maggiore conoscenza ci servirà in modo positivo.

Saremmo allora paragonabili a un bambino intelligente, che capisce le richieste dei genitori e degli insegnanti e che svolge i suoi compiti in anticipo, senza bisogno di punizioni.

Tuttavia, i dolori che sperimentiamo nel nostro sviluppo verso uno stato in cui ci sentiamo come un’entità integralmente connessa non sono punizioni. Sono pungoli che riceviamo per avanzare verso la trasformazione che alla fine dobbiamo compiere.

Quando arriveremo a questo cambiamento, allora sentiremo la nostra connessione più profondamente e scopriremo una nuova esistenza, armoniosa e completa. 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.