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Qual è il significato spirituale dell’inaugurazione di una casa?

Congratulazioni, avete acquistato una casa. Una casa per la vostra famiglia. Come potete trasformarla in un luogo di benedizione? Questo riguarda il significato spirituale della “casa” e dell'”inaugurazione della casa”, nonché il modo di costruire una connessione armoniosa tra la persona e l’ambiente in cui vive.

Un proverbio inglese dice: «La mia casa è il mio castello.» Ma da una prospettiva spirituale la casa assume un significato completamente diverso. La casa non è destinata a essere un luogo in cui ci si isola dal mondo. Al contrario, è il luogo in cui sviluppiamo la capacità di connetterci con tutti attraverso l’amore, aprendo il nostro cuore a ogni persona.

La casa è l’unità fondamentale della comunità, attraverso la quale una persona diventa parte integrante dell’ambiente in cui vive. La cerimonia della posa della prima pietra e quella dell’inaugurazione della casa simboleggiano il legame della persona con la terra, con il luogo in cui desidera vivere in sicurezza.

Dal punto di vista emotivo, associamo la casa a una sensazione di protezione. Ma, riflettendo più a fondo, scopriamo che il più grande senso di sicurezza non deriva dal possedere un appartamento o una casa indipendente. Nasce piuttosto dall’essere circondati da persone che ci vogliono bene e desiderano sinceramente il nostro bene.

Conosciamo tutti persone che abitano in splendide dimore e che, nonostante ciò, conducono una vita infelice, piena di ansia, stress, depressione e disperazione.

Il vero senso della casa si costruisce in proporzione alla vicinanza che riusciamo a creare con gli altri. Se saremo abbastanza saggi da promuovere percorsi educativi e culturali che favoriscano relazioni calorose e un senso di responsabilità reciproca tra le persone, allora ogni membro di una simile società si sentirà protetto. Ovunque ci troviamo e qualunque siano le circostanze, ci sentiremo al sicuro.

Nelle fonti della tradizione questa connessione viene descritta con espressioni come: «Tutto Israele è composto da amici», «Siamo responsabili gli uni degli altri» e «Siamo tutti fratelli.»

È il profondo legame reciproco, e non le mura private dietro cui una persona si nasconde, a creare il vero senso di casa e una sicurezza autentica.

Possiamo paragonarlo a un neonato che riposa tra le braccia amorevoli della madre. Il suo calore lo rassicura e gli permette di crescere e svilupparsi nel modo migliore. Il bambino non ha bisogno di fingere né di nascondersi dietro delle barriere. Per lui il mondo intero è casa.

Da questa prospettiva nasce un consiglio per chi entra in una nuova abitazione. Oltre alla tradizionale festa di inaugurazione con familiari e parenti, vale la pena fare qualcosa per conoscere i nuovi vicini.

L’incontro può svolgersi nel cortile del condominio o nell’atrio dell’edificio, a seconda delle circostanze. Fate sapere a tutti che sareste felici di conoscerli. Preparate un piccolo rinfresco e chiedete ad alcuni amici di aiutarvi a creare un’atmosfera calorosa e accogliente.

Quando i vicini si riuniscono, alzate un bicchiere e dite loro quanto siete felici di entrare a far parte della comunità e quanto desideriate essere dei buoni vicini. Come dice il proverbio: «Un buon vicino vale più di un fratello lontano.» Fate sapere che farete del vostro meglio per contribuire alla vita della comunità ogni volta che ne avrete l’opportunità.

Un’altra possibilità è organizzare un’attività dedicata ai bambini del quartiere. Naturalmente, insieme a loro arriveranno anche alcuni genitori.

Qualunque sia la forma dell’incontro, il messaggio è semplice: «Buongiorno, siamo venuti ad abitare qui e saremo felici di costruire buoni rapporti con tutti voi.»

Con il tempo potranno nascere attività condivise: iniziative per i bambini, progetti di mutuo aiuto, incontri di quartiere e molte altre occasioni di collaborazione.

Nella tradizione ebraica, durante l’inaugurazione di una casa si fissa una mezuzah allo stipite della porta. La mezuzah simboleggia il legame con la Forza Superiore, dalla quale auspichiamo protezione quando entriamo e usciamo di casa, sicurezza e custodia.

Affinché questo simbolismo diventi una realtà vissuta, è importante comprendere il significato più profondo di queste usanze e dei loro simboli.

Secondo i saggi che hanno raggiunto tale comprensione, la Forza Superiore, che è una forza di amore assoluto e di dazione, dimora nei legami di amore reciproco tra le persone. Per questo motivo le fonti insegnano che l’essenza della Torah è: «Non fare al tuo prossimo ciò che è odioso per te» e «Ama il prossimo tuo come te stesso.»

Così come ai piedi del Monte Sinai il popolo si trovò «come un solo uomo con un solo cuore», meritando in questo modo il contatto con la Forza Superiore, allo stesso modo questa rimane ancora oggi la formula per far entrare tale forza nella nostra vita.

La mezuzah contiene la dichiarazione: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno.» Essa simboleggia sia l’unità tra di noi sia l’unità con l’unica forza universale della natura.

Se ogni volta che entro o esco di casa mi ricordo di orientare la mia vita in modo da rimanere unito agli altri, senza costruire barriere o divisioni tra noi, allora mi sentirò a casa ovunque mi trovi.

E se tutti noi ci comportassimo in questo modo, vivremmo sempre come se abitassimo in una sola grande casa, protetti dall’unica Forza.

Un ultimo consiglio per chi possiede una casa.

Il concetto di casa, in definitiva, rimanda alla famiglia, a una coppia che costruisce tra sé un legame d’amore. Un tale legame si costruisce attraverso concessioni reciproche, attraverso lo sforzo di elevarsi al di sopra del proprio ego personale e fare spazio nel proprio cuore all’altra persona.

Senza reciprocità e sostegno non ci sarà alcuno spirito vitale all’interno della casa, che finirà per essere soltanto un luogo dove dormire.

Per questo motivo, nella tradizione ebraica si benedice una coppia dicendo: «Possiate meritare di edificare una casa fedele in Israele.» Questa benedizione ci richiama alle fondamenta stesse della nazione.

Abramo insegnò la bontà e l’amore verso il prossimo; perciò l’esistenza stessa del popolo d’Israele dipende dalla nostra capacità di costruirci come un’unica grande famiglia. Ogni coppia dovrebbe diventare una cellula sana dell’intero organismo della società e, attraverso questa connessione, ricevere nutrimento spirituale e vitalità al livello più elevato.

Che tutti noi possiamo riuscirci.

Basato su “Nuova Vita 168 – Il Rituale di Inaugurazione della Casa” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli allievi del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è il significato interiore degli eventi che si svolgono durante un matrimonio ebraico?

In un matrimonio ebraico, gli sposi si uniscono in matrimonio sotto il baldacchino nuziale (Chuppah). Questo baldacchino simboleggia l’unione tra lo sposo e la sposa. L’unica copertura sopra di loro, insieme agli altri elementi della cerimonia, rappresenta l’aspirazione all’unità.

La rottura del bicchiere allude al fatto che, inizialmente, non possediamo un recipiente comune, perché per natura siamo ciascuno frammentato, egoista e connesso soltanto a noi stessi. Eppure desideriamo crescere. Desideriamo elevarci insieme al di sopra dei limiti dell’egoismo e costruire un legame reciproco fondato sull’amore.

Lungo il cammino sorgeranno certamente delle difficoltà, ma ci impegniamo a coprire tutto con l’amore, come è scritto: «L’amore copre ogni colpa» (Proverbi 10:12).

Sotto  il baldacchino nuziale, la Chuppah, viene recitato il versetto: «Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra», a indicare che l’unione tra lo sposo e la sposa simboleggia l’unità del popolo. Il nostro desiderio è ricongiungere il popolo d’Israele nella Terra d’Israele e fare di Gerusalemme la capitale dell’amore.

Il significato interiore di tutto questo è che desideriamo unire tutte le persone che custodiscono il desiderio che la forza dell’amore e della dazione dimori nella società; che esse si connettano attraverso questo desiderio comune e che lo trasformino nel canale attraverso il quale la forza superiore dell’amore e della dazione possa entrare nelle relazioni umane. Ciò dipende dalla nostra capacità di costruire, tra i nostri cuori, un luogo in cui possa rivelarsi la forza interiore della natura, le cui qualità sono l’amore, la dazione e la connessione. Questo è il significato del detto: «Quando un uomo e una donna sono meritevoli, la Presenza Divina dimora tra loro.»

La più grande benedizione per una giovane coppia è imparare a cedere l’uno all’altra. Due egoisti sono come l’olio e l’acqua: per natura si respingono. Solo quando ciascuno è disposto a fare un passo indietro, almeno in parte, per il bene dell’altro, possono realmente unirsi.

Una famiglia si costruisce attraverso la reciproca capacità di cedere. Ognuno deve imparare a fare spazio nel proprio cuore all’altro. Solo così è possibile entrare gradualmente sempre più profondamente nel mondo dell’altro, creando uno spazio comune nel quale i due diventano veramente uno.

Questo processo è tuttavia molto complesso, come dimostra chiaramente il crescente numero di divorzi. Non ci viene insegnato che cosa significhi realmente connettersi, che cosa voglia dire cedere, perché sia necessario e quali benefici possa offrire una relazione sana. Inoltre, le giovani coppie ricevono spesso un sostegno molto limitato da parte della società, sia prima sia dopo il matrimonio.

In un modo o nell’altro, arriveremo infine a comprendere che non abbiamo altra scelta se non imparare a connetterci positivamente gli uni con gli altri: nel matrimonio, nella società e nell’intera umanità. In un mondo sempre più interconnesso siamo tutti sulla stessa barca e, se non impareremo a creare relazioni armoniose, correremo il rischio di affondare insieme.

Basato su “Nuova Vita 167 – Cerimonie – Matrimoni” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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In che modo i matrimoni contribuiscono a creare un senso di comunità e di festa?

Come possiamo trasformare un matrimonio in un evento che crei una vera connessione, che riscaldi il cuore di tutti gli invitati e dia alla giovane coppia la forza di costruire il proprio rapporto su basi solide?

«Vi invitiamo a un evento speciale dedicato alla connessione.» Qualcosa di simile dovrebbe comparire già nell’invito. «Consideriamo il nostro matrimonio un’opportunità per costruire un legame profondo tra tutte le persone a noi care e speriamo di creare insieme un cerchio di connessione che sostenga tutti noi.»

L’obiettivo è suscitare la sensazione che apparteniamo tutti a un’unica famiglia. Per questo motivo, il tema centrale che dovrebbe guidare l’intero evento è «la connessione nel cerchio».

Vale la pena organizzare i posti a sedere in modo da formare un grande cerchio, affinché tutti possano vedersi e sentirsi come se fossero riuniti attorno a un’unica tavola. È opportuno favorire attività che avvicinino le persone: giochi che coinvolgano tutti, canti eseguiti insieme e amici preparati in anticipo a invitare gli ospiti a partecipare a danze in cerchio. Persone anziane, giovani, bambini: tutti insieme. Tutti dovrebbero condividere la gioia.

Tutto ciò che contribuisce ad avvicinare le persone è prezioso. Naturalmente, deve essere fatto in modo adatto ai partecipanti, con attività semplici e spontanee che scaldino il cuore e risveglino sentimenti di connessione, di casa e di famiglia. Ciò che invece è certamente superfluo sono gli allestimenti sfarzosi, gli spettacoli grandiosi, tre abiti da sposa e simili. Un matrimonio non è uno spettacolo.

Le benedizioni e gli auguri dovrebbero concentrarsi sulla connessione tra gli sposi e sul legame della nuova coppia con l’intera società. La famiglia è l’unità fondamentale della società e tutti noi siamo felici che una nuova coppia entri a farne parte. Ogni matrimonio rappresenta una nuova apertura, l’inizio di una nuova vita per tutti noi. Il legame tra gli sposi ci riguarda direttamente: quanto più essi avranno successo, tanto più ne beneficeremo tutti.

Per questo, in questa sera desideriamo avvicinarci gli uni agli altri. Che ci conosciamo oppure no, siamo un unico popolo il cui fondamento e il cui futuro dipendono esclusivamente dall’unità. Da questo momento in poi condividiamo tutti la stessa missione: essere responsabili affinché questo matrimonio sia benedetto, affinché gli sposi riescano a diventare una sola cosa e costruiscano una splendida famiglia che contribuisca con le proprie qualità uniche al bene dell’intera società.

Con questa intenzione rafforziamo i nostri legami, all’interno di ogni coppia e tra tutti noi come comunità, e poi accompagniamo gli sposi durante la cerimonia nuziale.

Da una prospettiva più ampia, un matrimonio non è semplicemente un evento al quale si arriva, si consegna una busta, si offre un abbraccio e un bacio, si mangia, si beve e poi si torna a casa. Un matrimonio è una dichiarazione. È l’impegno della società a sostenere la giovane coppia ed è, allo stesso tempo, l’impegno della coppia a diventare una cellula sana all’interno di una società che aspira a essere come un’unica famiglia.

Se cominceremo a vivere i matrimoni in questo modo e costruiremo processi educativi e sociali che diffondano questa visione, allora ogni matrimonio diventerà un rinnovamento per tutti noi, la nascita di un nuovo grado di connessione: tra di noi e con la forza dell’amore che costituisce il fondamento della creazione.

Basato su “Nuova Vita 167 – Cerimonie – Matrimoni” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come saranno le famiglie in futuro?

La famiglia del futuro non si costruisce sullo sforzo costante di “costruire” qualcosa, ma sulla compagnia. È una relazione in cui marito e moglie si sentono profondamente. Quando sentiamo di poter fare qualcosa di piacevole per il nostro partner, ci avviciniamo naturalmente. Quando percepiamo che potrebbero sorgere tensioni o difficoltà, sappiamo come fare un passo indietro, dare spazio e non insistere. Questa vicinanza e distanza selettiva crea equilibrio e in tale equilibrio tutto può andare per il meglio.

Questo non significa fuggire l’uno dall’altro. Significa smettere di ossessionarci con il progetto di “costruire una famiglia”. Piuttosto, viviamo con attenzione. Sentiamo dove possiamo aiutare il nostro partner e dove è meglio non interferire. Questa sensibilità reciproca, questo tatto interiore, è ciò che chiamo compagnia. È calda, familiare e profondamente umana, ed è di fondamentale importanza nel matrimonio. Quando esiste, tutto il resto si sistema naturalmente.

Per quanto riguarda l’amore, dobbiamo essere precisi. L’amore naturale esiste tra una madre e suo figlio. È un legame naturale, che nasce incondizionatamente, senza calcoli o accordi. Ecco perché può essere chiamato amore.

Tra un uomo e una donna, tuttavia, non esiste un legame così naturale. Anche se comprendono l’importanza reciproca, anche se cercano di completarsi a vicenda e di prendersi cura l’uno dell’altra, ciò che creano non è amore in senso assoluto. È un legame reciproco stretto e affettuoso, ma è pur sempre compagnia. Questa non è una mancanza. Al contrario, la compagnia è esattamente ciò di cui un matrimonio stabile e sano ha bisogno.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 12 dicembre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa conta di più in una relazione: la chimica o gli obiettivi di vita condivisi?

C’è un fenomeno ben noto, secondo il quale un ragazzo entra in una stanza e gli vengono presentate una serie di provette, ciascuna contenente un profumo diverso. Lui sceglie quella che lo attrae di più e poi gli viene detto: “Questo profumo corrisponde a una ragazza in particolare”. Allo stesso modo, la ragazza in questione seleziona la provetta che corrisponde al profumo di quel ragazzo in particolare. Sembra creativo, persino romantico in un certo senso.

L’olfatto come fattore per scegliere un partner è un fenomeno antico e naturale, negli ultimi anni c’è stato un crescente supporto scientifico all’idea che gli esseri umani siano biologicamente “abbinati” o attratti dai partner anche in base all’odore.

Il senso dell’olfatto è profondamente radicato in noi. Le aree del cervello responsabili dell’elaborazione degli odori sono vaste. L’olfatto ci influenza in modo potente, anche a livello inconscio. Siamo attratti o respinti dalle persone anche in base a questo. Profumi e chimica del corpo giocano un ruolo, ma, per quanto importante, l’odore non dovrebbe determinare la scelta di un partner per la vita.

Il vero criterio per la scelta di un partner non è l’odore, l’aspetto, lo status o gli hobby condivisi, che sono tutti aspetti esteriori. Il vero incontro avviene a un livello più profondo, quando due persone si allineano nella loro intenzione verso lo scopo della creazione.

Se le persone si impegnassero sinceramente per raggiungere quell’obiettivo comune e nobile, capire perché siamo qui e per cosa viviamo. sarebbe molto più facile trovare un partner. Perché allora, in fondo, non saremmo così diversi. Quell’unico scopo ci unirebbe.

Sembra un’esagerazione. Parlare ai giovani dello scopo della creazione potrebbe sembrare fuori luogo. Ma quale alternativa hanno? Cosa ottengono invece? Solo un amore fugace e transitorio che svanisce rapidamente. Questo è ciò che accade quando non c’è un fondamento più profondo.

Quindi, cosa dovrebbero capire veramente i giovani? Prima di chiedersi: “Con chi voglio stare?”, chiedetevi: “Perché mi sposo?”. Se non riuscite a rispondere a questa domanda, come può la relazione durare? Oggi le persone si incontrano, hanno figli e poi si separano. Non c’è un punto fermo o un percorso comune.

Solo un legame reciproco verso uno scopo più alto può davvero unire due persone. Senza di esso, anche la connessione emotiva o fisica più intensa svanirà.

Il matrimonio non è solo amore o attrazione. È un passo consapevole verso un obiettivo più grande: raggiungere insieme lo scopo della creazione. Questo include non solo il partner, ma anche l’ambiente che ci circonda, gli amici che ci sostengono in questa stessa direzione.

Qual è lo scopo ultimo? È scoprire la forza superiore che governa le nostre vite, comprendere il sistema in cui esistiamo, il significato della nostra esistenza e la fonte che ci guida.

Se questa sete di scoperta, di significato spirituale, è presente in entrambi i partner, allora hanno la possibilità di costruire qualcosa di duraturo. Insieme, possono aiutarsi a vicenda a raggiungere questo obiettivo. Questo è ciò che caratterizza una vera collaborazione di coppia.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 4 giugno 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Esistono suggerimenti per rafforzare a lungo termine i legami emotivi con il proprio partner?

Qual è il significato della relazione di coppia nella nostra vita? Perché si è indebolita? Come possiamo affrontare la sfiducia che potrebbe sorgere?

Dal punto di vista naturale, siamo fatti in modo tale da aver bisogno di partner. La relazione di coppia esiste in natura come fondamento della connessione umana. A differenza degli animali che si incontrano, si accoppiano, si separano dopo un po’ e la loro prole si disperde, noi umani viviamo in nuclei familiari.

Il legame familiare continua di generazione in generazione, sia per tutta la vita che dopo la dipartita di una persona da questo mondo. Conserviamo i nostri cari nella memoria e a volte possiamo conservare un lungo albero genealogico. Inoltre, possiamo essere orgogliosi della nostra famiglia quando è in buone condizioni e possiamo contare su chi ci è vicino.

Il punto è che abbiamo bisogno di una connessione interiore, di un senso di calore, di legame e di appartenenza, di qualcosa in comune con gli altri. La famiglia è simbolo di un legame profondo, ed è anche per questo che diciamo: “Siamo come una famiglia” quando desideriamo esprimere la nostra vicinanza a qualcuno.

Le coppie, soprattutto quando hanno figli, sono legate da un vincolo di sangue, che è molto importante. Tuttavia, allo stesso tempo, siamo testimoni del più alto tasso di divorzi mai registrato nella storia.

Perché sta succedendo questo?

Alcuni attribuiscono ciò al fatto che la vita si è allungata. Una volta le persone vivevano trent’anni o quaranta, oggi ottanta o anche novanta. Avevano meno tempo per litigare…  Inoltre, le condizioni di vita erano diverse. Le persone erano contadini, falegnami e fabbri, ovvero professioni tramandate di generazione in generazione, da genitori a figli, attività di famiglia. Se qualcuno si ammalava, i familiari si prendevano cura di lui. Cucinare, lavare i panni e pulire tutto si svolgeva in casa. La sopravvivenza era dura senza famiglia e figli. Oggi tutto è più semplice. I genitori non tramandano le proprie professioni ai figli, le giovani generazioni trovano la propria strada e non sentono alcun legame speciale con la famiglia. Il collante familiare si sta sgretolando, così come il rapporto di coppia.

Quando si viveva all’interno della famiglia allargata, le coppie in difficoltà ricevevano aiuto dai parenti, che contribuivano a ristabilire la pace in casa. Generalmente, avevano molti figli e la loro crescita richiedeva molti anni. Nella società occidentale odierna, le persone hanno per lo più uno o due figli e vivono in condomini, chiusi tra quattro mura, soli con i propri problemi. Inoltre, le esperienze e le interazioni sul posto di lavoro fanno sì che entrambi i componenti della coppia abbiano il proprio mondo privato.

Potremmo elencare molti altri motivi di divorzio e la realtà odierna li comprende tutti: oggi le persone perdono sempre più il bisogno di una relazione di coppia e divorziano molto rapidamente.

La sfiducia è un problema comune che le coppie si trovano ad affrontare. Ecco un caso concreto e alcuni consigli.

Una donna disse al marito che sarebbe andata a sedersi da qualche parte con alcuni colleghe di lavoro. Col senno di poi, lui scoprì da un’altra fonte che a quell’incontro c’erano anche uomini e che si ballava, ma sua moglie non ne aveva parlato. Da allora, è in ansia e continua a mandare messaggi alla moglie senza sosta. Anche se le crede quando lei dice che non è successo niente, la questione continua a suscitargli ansia per quello che potrebbe succedere. A quanto pare, perché durante la sua infanzia c’è stato un caso di infedeltà tra i suoi genitori, che alla fine ha portato al divorzio.

La donna, da parte sua, non sa cosa fare del fatto che lui continui a chiamarla. La cosa la turba. Dal suo punto di vista,  lui sta facendo di una sciocchezza una tragedia, perché in realtà avevano programmato una serata tra ragazze, ma, a sorpresa, due di loro hanno portato i rispettivi partner e lì si è tenuta una festa. Lei, che non lo sapeva in anticipo,  si è seduta in disparte a chiacchierare con un’amica per tutta la sera. Quando è tornata a casa era molto stanca, così quando suo marito le ha chiesto: “Com’è andata?”, ha risposto: “Bene” e si è dimenticata di entrare nei dettagli.

Questo è il caso. Cosa si può fare per migliorare la situazione?

In generale, se un componente della coppia dimentica di aggiornare l’altro su dettagli che per lui sono molto importanti, allora dovrebbe dimostrare all’altro di essere dispiaciuto e di comprendere i suoi sentimenti. Dovrebbe immedesimarsi nello stato d’animo del compagno, entrare in sintonia con lui, rafforzare il legame di coppia e così crescere insieme.

Nella nostra storia, la donna può inviare un messaggio al marito prima che lui lo faccia a lei e invitarlo a cena, al cinema o a un’altra attività che entrambi apprezzano. È importante dimostrargli che desidera trascorrere ogni momento libero con lui, che non c’è niente di più importante nella sua vita e che tutto il suo piacere e la sua gioia derivano da lui, praticamente è come se respirasse attraverso di lui.

Inoltre, è consigliabile fare una passeggiata, camminare mano nella mano. Ciò suscita un senso di amicizia e uguaglianza. Anche una visita ai familiari cari al marito può rafforzare il legame familiare e aggiungere calore.

Un’altra idea è quella di provare a organizzare per il marito un incontro simile a quello che lei ha organizzato con le amiche. Magari nello stesso posto, magari da qualche altra parte, magari un incontro informale, magari un evento programmato come un compleanno. Qualunque cosa sia, l’obiettivo è che il marito incontri le amiche di lavoro, magari anche i loro partner, per percepire l’atmosfera del posto e immaginare meno scenari. Questo potrebbe calmarlo e dargli tranquillità.

Quanto al marito, vale la pena dare una possibilità a tutto questo iter, per assecondare la moglie. Gradualmente si calmerà e scoprirà di avere una moglie amorevole, devota e fedele.

Un’ultima parola, più importante di tutte le altre, è ricordare ciò che è scritto: “L’amore copre ogni colpa” (Proverbi 10:12). In poche parole, senza aspettare crisi, situazioni di sfiducia o altri problemi, vale la pena dimostrare sempre amore al proprio compagno. Più investiamo in questo e più i nostri partner percepiscono il nostro calore, più desidereranno il meglio per noi. Sei uscita con le amiche? Ti sei divertita? Anche lui sarà felice. Perché? Perché quando amiamo qualcuno e sentiamo un legame profondo con lui, si crea un flusso speciale tra i cuori.

Basato sull’episodio 22 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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In che modo la consapevolezza di sé influenza le relazioni sentimentali?

Per avere successo in una relazione, dobbiamo conoscere noi stessi, capire cosa ci guida e identificare la causa dei cambiamenti che attraversiamo.

La forza fondamentale che ci muove è l’ego, il desiderio di provare piacere. Si tratta di un’aspirazione naturale e basilare: voler sempre stare bene. Ciò che differenzia le persone tra loro è il tipo di desiderio che emerge, ovvero ciò da cui vogliamo trarre piacere in ogni momento e anche l’intensità di questo desiderio.

Noi esseri umani ci distinguiamo dalle altre creature della natura per la nostra capacità di inventare sempre nuove fonti di piacere, per questo siamo in costante evoluzione. Il nostro ego si sviluppa, di conseguenza cerchiamo continuamente nuovi modi per appagarlo. È così che avanziamo nella vita.

Col tempo, i nostri desideri cambiano, vengono sostituiti e espressi in modo diverso. Poiché la mia definizione di “ciò che voglio” cambia e cambiamenti simili avvengono anche nei nostri partner, si sviluppa gradualmente un problema di compatibilità. La vita ci mostra che questa è la fonte di molti problemi nelle coppie: uno vuole evolversi in una direzione, mentre l’altro pensa in tutt’altra. Ognuno sviluppa desideri differenti.

Cosa possiamo fare in queste situazioni?

Nella vita condivisa, dovremmo distinguere tra due ambiti: uno è quello in cui possiamo connetterci, completarci a vicenda ed essere un tutt’uno e un altro che raggruppa tutti gli aspetti in cui ciascuno si sviluppa individualmente, come desidera.

Basato sull’episodio 23 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché sempre più matrimoni finiscono con il divorzio?

Se una persona decide di sposarsi, quali sono le probabilità che non divorzi? Cosa ci dice questo del livello di comprensione odierno riguardo a relazioni, famiglia e legami? Come siamo arrivati a una situazione in cui le persone sono infelici nella loro vita personale, molte persino sofferenti ed estremamente irritabili? Siamo arrivati a un punto in cui dobbiamo capire dove inizia il fallimento coniugale. In seguito, forse, potremo anche riflettere insieme su cosa valga la pena rinnovare.

Nel ventesimo secolo abbiamo vissuto cambiamenti molto significativi. La famiglia, che nel corso della storia era stata il nido in cui gli esseri umani crescevano, iniziò a perdere il suo status. Fino ad allora, una persona non avrebbe potuto sopravvivere senza una famiglia. Cibo, casa, reddito, salute, istruzione, supporto in caso di malattia o difficoltà, tutto proveniva dalla famiglia. Improvvisamente, nacquero sempre più sistemi che permettevano alle persone di vivere da sole, dai supermercati, ai forni a microonde e alle lavatrici, fino ai fondi sanitari, all’assicurazione nazionale e alle pensioni.

Allo stesso tempo, ci sono stati cambiamenti nel mondo del lavoro. Se in passato le donne stavano a casa e gli uomini lavoravano, nella nuova realtà entrambi escono per guadagnarsi da vivere. Così al mattino si alzano presto, portano i bambini all’asilo prima di andare al lavoro, nel pomeriggio devono gestire le attività extrascolastiche e, alla sera, tornano a casa esausti, tra cucina, piatti e bucato. Ognuno ha il proprio mondo nello smartphone e solo di notte, a volte, si incontrano a letto, sfiniti.

Dov’è il calore? Dov’è la sensazione di casa? Dov’è il piacere della relazione sentimentale e della vita familiare?

A quanto pare, c’erano persone per le quali era conveniente costruire per noi questo stile di vita. Che ne fossero consapevoli o meno, in fin dei conti, le norme sociali sono una sorta di imposizione. La nostra consapevolezza è plasmata da ciò che riempie le tasche dei ricchi. In un certo senso, non siamo altro che un meccanismo per generare profitto a nostre spese. Dopotutto, se una coppia viveva insieme e ora vive separata, deve immediatamente raddoppiare i propri consumi, ognuno con il proprio appartamento, più mobili e così via.

Così hanno promosso una cultura che incoraggia a vivere da soli. Il divorzio un tempo era raro, oggi è diventato la norma. Un tempo il matrimonio era scontato, mentre oggi è una questione di preferenza. Un tempo i figli si facevano con gioia, mentre oggi ci si chiede se valga la pena rimandare la carriera. In generale, non è chiaro se in un mondo così difficile valga la pena coinvolgere qualcun altro oltre a sé stessi. 

Abbiamo una lunga lista di dipartimenti governativi, tra cui quelli per la salute, la cultura e l’istruzione, e abbiamo psicologia, sociologia e intere facoltà di scienze sociali, ma dov’è la persona che è veramente felice?

In apparenza, tutto contribuisce a farci crescere in modo piacevole, ma in realtà, vediamo davvero così tanti sorrisi intorno a noi ultimamente? Viviamo nell’era dei tranquillanti.

È anche importante ricordare che l’ego umano è in continua crescita e oggi ha già raggiunto proporzioni tali che non c’è più spazio per nessun altro.

Ancora più importante, anziché continuare a descrivere i fattori che hanno portato alla distruzione del matrimonio e della famiglia, dovremmo giungere a una semplice consapevolezza: senza una rivoluzione nel modo in cui concepiamo le relazioni sentimentali e familiari, non c’è alcuna possibilità di miglioramento in questo ambito. L’uomo moderno non vede la necessità di tali relazioni nella loro forma attuale e, finché non scopriremo un nuovo obiettivo per le nostre relazioni, un significato più elevato, e non ci convinceremo che valga la pena perseguirlo, non ci sarà futuro né speranza in questo ambito.

Basato sull’episodio 27 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché provo solitudine nel mio matrimonio?

Molte persone si sentono sole nelle loro relazioni sentimentali. Hanno un partner, eppure si sentono sole. La domanda più pratica è: come si può colmare il vuoto in una situazione del genere?

Prendiamo il caso di studio di una coppia sulla trentina. I primi anni del matrimonio sono andati relativamente bene. La sera, dopo il lavoro, mangiavano insieme e chiacchieravano un po’. Dopo, il marito si sedeva sul divano davanti alla televisione e la moglie si occupava principalmente delle faccende domestiche. In seguito, hanno avuto due gemelli, ora di due anni. Dalla loro nascita, la madre è rimasta a casa. Da un lato, ha una quantità estenuante di lavoro, dall’altro si sente terribilmente sola. Non c’è nessuno con cui parlare, nessuno che la capisca. Non importa quanto si sforzi di convincere il marito a prestarle più attenzione, a prendersi cura di lei, semplicemente non funziona.

Purtroppo, questa storia non è particolarmente insolita. In generale, molti dei problemi nelle relazioni sentimentali e familiari odierne derivano dal fatto che fin dall’infanzia non ci viene insegnato come costruire relazioni basate sulla comprensione della nostra natura e di quella degli altri.

Per sua natura, la nascita dei figli cambia la realtà della coppia. Per la donna, diventano il suo mondo intero. Li ha portati in grembo, li ha partoriti, li ha allattati, e da quel momento in poi sono per sempre una parte inseparabile di lei, la carne della sua carne. Per l’uomo, sono i suoi figli, il suo seme, prezioso e importante per lui, ma è anche impegnato in altre questioni. Bisogna anche ricordare che originariamente proveniamo dal mondo animale. Lì, il maschio si avvicina alla femmina, fa la sua parte, e il gioco è fatto. Lei rimane con la prole e la cresce. Qualcosa di questo è inciso nella percezione di base del maschile e del femminile, anche negli esseri umani, e non importa come la si interpreti, il padre non è la madre.

In questo caso, l’uomo racconta di tornare a casa con la testa che scoppia, cerca di aiutare come può, cambia un pannolino ogni tanto, dà una mano alla moglie quando fa loro il bagno, ma non può fare di più. La donna, da parte sua, sente che ciò che le manca di più è un legame con lui. Vuole che lui parli con lei, che le racconti cosa sta passando e che si interessi a quello che sta passando lei, che parli della loro relazione, di ciò che provano entrambi.

Innanzitutto, per sua natura, un uomo fatica a capire perché ci sia così tanto bisogno di discutere della relazione. Per lui, le cose sono molto semplici. “Cosa vuoi sentirti dire? Che ti amo? Allora sì, ti amo. Ora andiamo avanti”.

In secondo luogo, la donna farebbe bene a riflettere su come evitare che i figli rappresentino una barriera tra lei e il marito. Cosa significa? Prima lui era al centro dell’attenzione, ma ora le cose sono cambiate. Lei parla sempre e solo dei figli, di ciò di cui hanno bisogno e di come lui dovrebbe aiutarla a prendersi cura di loro. Potrebbe benissimo essere che questo lo allontani. Pertanto, deve fargli sentire che è ancora il suo “principe”, ovvero che sta tornando a quella scena originale, quando erano solo una coppia innamorata, prima del colpo di scena.

In terzo luogo, a nessuno piace essere avvicinato con richieste. Una richiesta è una pressione, e la pressione fa chiudere una persona. Non apre, ma respinge, raffredda, allontana invece di avvicinare. Infatti, poiché siamo tutti egoisti, vogliamo che gli altri si adattino a noi. Ma per mantenere una relazione amorosa è essenziale la concessione reciproca. Dobbiamo quindi cercare di elevarci un po’ al di sopra dell’ego per fare spazio dentro di noi al compagno.

Sulla base di queste utili informazioni, ecco alcuni suggerimenti pratici per affrontare la solitudine emersa.

Dopo aver messo a letto i bambini, la moglie può far sentire al marito che è il centro della sua vita. Se lui è sul divano a guardare la partita, allora può sedersi accanto a lui. Con delicatezza, dolcezza, affetto, può portargli qualcosa di buono da mangiare, da bere, magari abbracciarlo. Dargli la sensazione di condividere qualcosa con lui, di essere felice quando sta bene. Se non ha voglia di guardare la partita, allora può leggere un libro accanto a lui, o qualcosa di simile. Il punto chiave è che lui senta che lei gli è accanto, in contatto con lui. Dopo la fine della partita, probabilmente la vicinanza che si è creata porterà a una conversazione, a un legame.

Una relazione strutturata è molto importante. Pertanto, vale la pena stabilire orari fissi per diversi tipi di connessione. Ad esempio, è utile che un marito si abitui a chiamare la moglie due volte al giorno, a orari fissi e comodi, e a chiederle brevemente come sta. Inoltre, possono dedicare una sera a settimana a momenti di qualità, in cui dedicare tutta l’attenzione possibile l’uno all’altra. Una cena premurosa, un’uscita, romanticismo e amore. Anche una gita nella natura, con escursioni e passeggiate, può rafforzare il legame. Naturalmente, potrebbero sorgere innumerevoli altre idee, ma l’importante è comprenderne la direzione e l’intento.

Pertanto, possiamo dissolvere la solitudine e il vuoto solo sviluppando una connessione tra i cuori. Possiamo creare questo legame in una relazione di coppia quando ognuno di noi cerca di sentire l’altro, di percepire ciò che vuole e di dedicarsi a soddisfarlo. Questo è “ama il prossimo come se stessi” nella sua versione romantica. Crea un flusso continuo di energia calda e positiva all’interno della coppia e, in fin dei conti, non c’è niente di più appagante di questo.

Basato sull’episodio 26 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Un matrimonio può sopravvivere senza amore?

L’abitudine prende il posto della felicità. Se diamo continuamente al nostro partner, se investiamo ogni giorno nella relazione, allora ci diventa caro. L’essere umano è un piccolo egoista, la cui natura è un desiderio egoistico di piacere. L’amore significa ricevere appagamento. Se non c’è appagamento, non c’è amore.

L’amore cresce attraverso atti quotidiani di dazione, fino a quando entrambi i partner non possono più vivere senza donarsi reciprocamente gioia. Proprio come una madre prova felicità quando il suo bambino sorride dopo aver mangiato un cucchiaio del suo cibo, così si costruisce l’amore.

La saggezza deriva dalla comprensione della natura umana. Siamo egoisti. Cambiamo da un momento all’altro. Siamo incoerenti, per quanto vorremmo esserlo.

La vita familiare si fonda su concessioni reciproche. Possiamo concedere qualcosa al nostro coniuge non perché siamo nobili, ma perché riconosciamo di non poter controllare completamente la natura umana.

Se superiamo insieme questa natura, possiamo costruire una relazione duratura e forte. Fino ad allora, dobbiamo mantenere con pazienza e compassione il legame che abbiamo e continuare a costruirlo.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 2 febbraio 2020.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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