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Qual è la formula più semplice per il successo?

La formula più semplice per il successo è che, in ogni momento di incontro che abbiamo tra di noi come esseri umani, vogliamo che le nostre azioni portino il massimo beneficio a tutti. In tal modo, possiamo comportarci in modo facile e ottimale.

Per riuscirci, dobbiamo svolgere esercizi in cui il beneficio degli altri diventa la nostra motivazione, cioè in cui sentiamo il beneficio altrui come se fosse il nostro.

Pertanto, dobbiamo imparare a integrarci con gli altri, a “rivestirli”, a entrare dentro di loro,  così potremo risolvere i loro problemi.

Perché funziona in questo modo? Perché è conforme alla legge della natura, che è una legge d’amore, di dazione e di connessione positiva. Possiamo vedere un esempio di questo tipo di relazione tra una madre e il suo bambino.

Questo non funziona secondo i nostri desideri egoistici, che aspirano al proprio tornaconto a spese degli altri, e nemmeno secondo l’ego altrui. Questa è un’altra questione, che forse dobbiamo approfondire. Invece, funziona secondo il mondo integrale, in cui dobbiamo adattarci alla natura, che è integrale nella sua forma. È allora certo che non falliremo, perché in ultima analisi siamo guidati dalla natura.

Perché un simile modus operandi è utile per noi a livello personale? Perché possiamo così incorporarci in questa integralità e percepire la forza generale della natura che opera al suo interno. È allora certo che sentiremo la perfezione e l’eternità della natura, lo stato più elevato che possiamo raggiungere.

Basato sull’episodio 1.255 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come affrontare i grandi cambiamenti nella vita?

Dobbiamo comprendere che la natura è al di sopra di noi. In altre parole, al di sopra della nostra percezione e sensazione, che sono egoistiche e agiscono in modo divisivo, esiste una forza generale della natura, che è l’opposto: altruistica,  che opera secondo il principio della dazione, dell’amore e della connessione.

Pertanto, quando attraversiamo cambiamenti nella nostra vita, dovremmo accettarli comprendendo che la natura ci guida nella nostra evoluzione verso una realtà più unificata, interconnessa e interdipendente. È una realtà in cui percepiamo al di fuori della nostra ristretta, transitoria e minuscola visione egoistica del mondo, ed entriamo in una percezione completamente nuova, eterna e completa.

Questo perché l’integrazione è la legge principale della natura. È il principio più elevato della natura: tutto è uno, e tutti i cambiamenti mirano, in ultima analisi, a condurci verso quell’unificazione finale.

Basato sull’episodio 1.251 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Fino a che punto possiamo cambiare la natura umana?

Verso quale direzione si sta evolvendo l’intera natura? Esiste una connessione tra le leggi della natura e le relazioni umane? Quale potenziale evolutivo si cela nel detto: “L’abitudine diventa una seconda natura” e come si collega all’attuale crisi globale?

L’attuale ricerca scientifica dimostra che, dal momento della creazione del Big Bang fino a oggi, l’universo è stato oggetto di un continuo processo di sviluppo e trasformazione e le previsioni indicano che questo continuerà anche in futuro. Gli scienziati affermano che l’universo si sta espandendo, le galassie si stanno allontanando o scontrando, i pianeti si stanno formando e dissolvendo. Assistiamo anche a cambiamenti sulla Terra, come eruzioni vulcaniche, terremoti, tendenze al riscaldamento e al raffreddamento, spostamenti dei poli magnetici e altro ancora.

Osservando la formazione della materia, vediamo che atomi semplici come idrogeno ed elio si sono combinati per formare atomi più complessi, che a loro volta si sono combinati in molecole. Queste molecole si sono unite per formare molecole ancora più complesse con proprietà e funzioni sempre più sofisticate.

La vita sulla Terra ha seguito un percorso simile. La prima cellula vivente si è evoluta in una più complessa, che ha portato agli organismi multicellulari. Da lì, si sono evolute forme di vita più avanzate, efficienti e complesse, sia vegetali che animali, come le conosciamo oggi.

L’influenza dei cambiamenti della Terra su di noi

Gli effetti delle trasformazioni della Terra su di noi sono evidenti. Esseri umani, piante e animali sono influenzati dai cambiamenti geologici ed ecologici. La nostra dipendenza dalla flora e dalla fauna è evidente, ma negli ultimi anni abbiamo scoperto che anche l’umanità influenza i cambiamenti nel nostro mondo.

Il nostro impatto sull’ambiente, come lo strato di ozono o il riscaldamento globale, continua a essere motivo di preoccupazione per molti scienziati. L’urbanizzazione, l’industrializzazione e la deforestazione hanno modificato i livelli di ossigeno atmosferico e alterato radicalmente gli ecosistemi in tutto il mondo. Più che mai, osserviamo la profonda interconnessione e interdipendenza tra tutti gli aspetti della natura.

Un’osservazione più approfondita rivela un’unica regola all’opera nell’evoluzione della natura: le sue parti sono attratte a formare un sistema in cui tutto è interconnesso, reciprocamente influenzato e interdipendente. Le numerose leggi naturali che governano il sistema sembrano tutte servire un’unica legge sovraordinata, che possiamo chiamare “la legge dello sviluppo della natura”.

Perché è importante comprendere la legge dello sviluppo della natura

L’esperienza dimostra che conoscere le leggi naturali ci aiuta a evitare errori e a raggiungere il successo. Questa conoscenza ci permette di evitare i pericoli e di avvicinarci a ciò che ci è utile. Il progresso scientifico ha reso le nostre vite più confortevoli: un agricoltore può ora sfamare migliaia di persone e miglioramenti simili esistono nell’edilizia, nell’abbigliamento e in altri settori.

Allo stesso modo, una profonda comprensione delle leggi evolutive della natura può aiutarci a orientarci meglio nel nostro mondo in continua evoluzione e ad anticipare le tendenze sociali.

Mentre le forme inanimate, vegetali e animali, si evolvono istintivamente con l’ambiente circostante, gli esseri umani hanno la capacità unica di evolversi consapevolmente. Il problema è che  ignoriamo quanto siamo connessi o reciprocamente dipendenti dal resto della natura.

Tuttavia, siamo spinti, volenti o nolenti, verso una maggiore interconnessione. La legge dello sviluppo naturale spinge tutte le persone, le nazioni e le culture a diventare più interconnesse e dipendenti le une dalle altre.

Questo sviluppo ci porterà, in ultima analisi, a sentire che ogni persona  dipende da tutte le altre? Diventeremo come ingranaggi di un’unica macchina? Sebbene questa immagine possa sembrare inverosimile, è esattamente la direzione che l’evoluzione della natura sta rivelando oggi.

La crisi come risveglio

Al momento, questo tipo di connessione ci sembra innaturale e ci opponiamo a tale legge. Ma se potessimo percepire quanto siamo veramente connessi, la preoccupazione per gli altri nascerebbe spontanea. Vorremmo che tutti stessero bene, aspettandoci lo stesso in cambio. In altre parole, dobbiamo ancora sentire interiormente quanto tutto nel mondo sia interconnesso e reciprocamente influente.

Come possiamo raggiungere tale comprensione?

Ed ecco che entra in gioco l’attuale crisi globale. Il suo scopo è di disconnetterci forzatamente dallo stile di vita a cui ci siamo abituati negli ultimi decenni, lavorando troppo, guadagnando e spendendo eccessivamente, cercando “cuscinetti di sicurezza” finanziari e così via.

Ora, tuttavia, questo approccio appare fuorviante. La crisi globale sempre più profonda sta sconvolgendo tutti i nostri piani. Persino i ricchi non riescono a sentirsi veramente al sicuro.

Paradossalmente, la legge naturale dello sviluppo non ci conduce al successo personale, ma al suo contrario. Ci mostra che la vera sicurezza, prosperità e realizzazione risiedono nella reciproca connessione.

Stiamo entrando in una nuova fase in cui un’unica legge ci riguarda tutti, avvolgendo tutti sotto un unico ombrello. Mai prima d’ora così tante nazioni diverse si sono trovate ad affrontare la stessa condizione allarmante. Indipendentemente da cultura, religione o governo, una nube si è abbattuta sul mondo, avvolgendoci tutti in una crisi comune.

Un appello al cambiamento interiore

Questa crisi globale segnala uno squilibrio tra il comportamento umano e la traiettoria evolutiva della natura. Gli esseri umani agiscono egoisticamente, anche a spese degli altri, mentre la natura tende a un sistema connesso e cooperativo. Il nostro disallineamento causa uno squilibrio sistemico e, come in ogni sistema chiuso, genera pressioni che cercano di ristabilire l’equilibrio. Nelle nostre vite, questo si manifesta in guerre, collasso economico, malattie, pandemie e disastri climatici, tra una miriade di altri problemi.

Per vivere meglio, dobbiamo agire in armonia con la legge evolutiva della natura. Come altre leggi naturali immutabili (fisica, chimica e biologia), questa legge non può essere modificata. Può solo essere compresa e seguita.

Quindi, cosa dobbiamo cambiare dentro di noi per allinearci alla natura?

Siamo guidati dal desiderio di vivere, sentirci bene e divertirci. Questi desideri possono essere classificati come desideri primari (cibo, sesso, famiglia, alloggio) e desideri più evoluti (ricchezza, rispetto, potere, conoscenza). Sono tutti essenzialmente forme del desiderio di ricevere piacere.

Per evolvere, dobbiamo affinare il modo in cui utilizziamo questo desiderio, indirizzandolo non solo al guadagno personale, ma anche al beneficio altrui. Perché? Perché, se la natura ci spinge verso un sistema connesso di dipendenza reciproca, dobbiamo iniziare a considerare gli altri come parte del nostro “organismo” comune.

Ma come possiamo riuscirci se la nostra natura è egocentrica?

Prendiamo come ci sentiamo verso i nostri figli. In una famiglia sana, non c’è separazione tra “io” e “loro”, solo “noi”. Dobbiamo estendere questo senso di unità a tutti.

Il ruolo dell’educazione integrale

Per adottare una mentalità così insolita, abbiamo bisogno di un sistema educativo integrato che coltivi l’unità sociale. Uno dei suoi principi fondamentali è: “L’abitudine diventa una seconda natura”.

Dall’esperienza di vita, comprendiamo il potere dell’abitudine. Le azioni ripetute in un ambiente di supporto diventano una seconda natura. Sulla base di questo principio, dobbiamo costruire ambienti educativi e sociali per tutti, coltivando l’interesse reciproco attraverso i mezzi di comunicazione, il dialogo, gli esempi e, per quanto possa sembrare sorprendente, anche il gioco di ruolo.

Dobbiamo agire come se ci prendessimo cura degli altri come ci prendiamo cura di noi stessi. Qual è il vantaggio? Attraverso questo gioco consapevole si formerà un nuovo ambiente positivo, che gradualmente coltiverà un nuovo stile di vita.

I bambini crescono giocando. Costruiscono, falliscono e ricostruiscono. Allo stesso modo, diventiamo più saggi e forti attraverso esperienze diverse. Educatori e psicologi investono molto in giochi adeguati all’età, consapevoli che è così che le persone si evolvono veramente.

Anche lo sport è un tipo di gioco che rafforza la nostra salute fisica attraverso la ripetizione e l’allenamento. Quasi ogni ambito della vita è plasmato dall’abitudine. Anche le persone che vivono insieme sviluppano un’intesa tacita.

Costruire una nuova natura umana

Il principio “l’abitudine diventa una seconda natura” ci permette di sviluppare consapevolmente nuovi comportamenti che contraddicono la nostra natura innata. Questi possono diventare naturali col tempo.

Vediamo la nostra natura originaria nei neonati. È una natura incentrata su se stessi, che esige appagamento dal mondo. Questa spinta permane finché non si affina. Con l’abitudine, possiamo allenarci a prenderci profondamente cura degli altri.

Oggi le persone si sfruttano a vicenda, creando conflitti. Ma da questo stato negativo, diventiamo consapevoli della necessità di cambiare, di creare una società di connessioni positive. Le forze per farlo sono disponibili, ma dobbiamo imparare a usarle consapevolmente.

È tempo di affrontare la contraddizione tra il comportamento umano e la direzione della natura. Per tutta la vita, cerchiamo l’equilibrio tra caldo e freddo, pressione e vuoto. Allo stesso modo, riparando le nostre relazioni, ci allineiamo alla legge dello sviluppo della natura. Questo porta pace e miglioramento in tutti gli ambiti della vita.

Applicazione pratica

Dobbiamo sviluppare processi in cui ogni persona si senta responsabile della pace sociale e comprenda che il proprio benessere dipende dalla società. Allo stesso tempo, la società deve fornire esempi concreti di corrette relazioni umane. Le scienze sociali dimostrano che l’influenza reciproca può favorire notevolmente lo sviluppo umano.

Questo cambiamento deve iniziare dai mezzi di comunicazione, dall’istruzione e dalla cultura. Dobbiamo promuovere dibattiti sulla costruzione di nuove relazioni in televisione, radio, internet, giornali, musica, teatro, cinema, letteratura, arte e altro ancora.

Circondati da un’influenza così ricca e positiva e da esempi concreti, ne saremo tutti influenzati positivamente. La sfida è educarci collettivamente e costruire in modo consapevole la società che desideriamo.

Questo non può essere un processo manipolativo guidato da interessi politici o finanziari. Deve essere una trasformazione dal basso, basata sulla consapevolezza comune della necessità di un cambiamento collettivo.

Insieme, dobbiamo creare il sistema socio-educativo che ci eleverà. Progredendo passo dopo passo, svilupperemo ambienti più raffinati per supportare una responsabilità e una considerazione reciproche più profonde.

Come in ogni gioco, aumentiamo gradualmente la difficoltà per migliorare. Ma questo non è un gioco qualunque. È il “gioco della vita”, un salto quantico nello sviluppo umano. Ogni persona diventa parte attiva della società, creando l’ambiente di supporto di cui gli altri hanno bisogno e crescendo personalmente in questo processo.

È così che usciremo dalla crisi globale per raggiungere un nuovo livello di esistenza: costruendo un mondo degno degli esseri umani.

Basato  sull’episodio 4 di “New Life”  con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché le fiabe piacciono agli adulti?

Molte persone si chiedono perché agli adulti piaccia guardare le favole, anche quando sanno che queste storie non sono vere. Le favole, però, sono più reali della nostra vita quotidiana.

Ciò che rende una fiaba così potente è che riflette una realtà più profonda in cui la giustizia viene premiata, la lealtà paga e il bene alla fine trionfa sul male. Queste storie risuonano con noi perché, nel profondo, sentiamo che le cose sono destinate a essere così.

Il motivo per cui sentiamo un’attrazione per il trionfo del bene sul male è che siamo in un processo di sviluppo che ci porta proprio a quel lieto fine, uno stato in cui ci eleviamo al di sopra della nostra natura egoistica e malvagia per scoprire la forza buona della natura all’interno delle connessioni positive che stabiliamo tra di noi. Durante il percorso, siamo come personaggi che devono attraversare molti colpi di scena, svolte e lotte, attraverso i labirinti oscuri della nostra natura egoistica che richiede costantemente un beneficio personale a spese degli altri. Questo è il nostro processo di correzione e sviluppo, in cui ci sviluppiamo trasformando gradualmente il nostro desiderio egoistico di favorire solo noi stessi in un desiderio di beneficiare gli altri e, così facendo, raggiungiamo il lieto fine di una vita completamente positiva per tutti noi.

Le fiabe sono quindi profezie sotto mentite spoglie. Parlano di ciò che finirà per accadere davvero. Il trionfo del bene sul male è una certezza. Altrimenti, la storia non sarebbe mai iniziata. Una fiaba corretta deve finire bene, non perché l’autore lo voglia, ma perché il buon fine è incorporato nella storia fin dall’inizio. Le fiabe che finiscono male sono incomplete: o l’autore non è riuscito a finirle o qualcosa è rimasto non detto.

Nella vera “favola” che è la nostra vita, la conclusione viene concepita per prima, e la trama, l’introduzione, i conflitti e i momenti culminanti, viene creata per sostenere quel finale. Ci troviamo quindi in quell’arco di sviluppo che è un viaggio educativo e che a volte è pieno di colpe, dolori o delusioni. Noi, come personaggi, attraversiamo confusioni e delusioni di vario tipo. Uno vuole vendicarsi ma non può ottenerlo. Un altro vuole la libertà ma non riesce a fuggire. Due amanti cercano di unirsi ma non ci riescono. Nulla va per il verso giusto e alla fine tutti iniziamo a chiederci chi stia scrivendo questa storia.

È allora che iniziamo a scoprire chi c’è veramente dietro questa trama di cui siamo parte. È la natura stessa. Per natura intendiamo le leggi stesse dell’amore, della dazione e della connessione che guidano la nostra evoluzione. Nella saggezza della Kabbalah, natura è sinonimo di Creatore, espressione che descrive la forza superiore che guida la nostra vita dall’inizio alla fine. Il Creatore è l’autore. Solo quando rinunciamo a cercare di risolvere tutto da soli, ci rendiamo conto che siamo guidati da quella forza superiore. Da quel momento in poi, i pezzi cominciano ad andare al loro posto. Questa forza superiore, questo sistema di governo, ci rivela il percorso e ci guida verso l’unico vero finale, che è assolutamente buono.

Questa favola riguarda il nostro mondo in questo momento. Stiamo vivendo questa storia. Soprattutto nel nostro tempo, la forza superiore ha iniziato a rivelarsi. Il momento in cui l’umanità non trova altre risposte, trovando vicoli ciechi in ogni direzione, è quello in cui inizia a fiorire la consapevolezza di una forza superiore che orchestra tutto. Siamo ora in una fase in cui la natura umana egoistica sta diventando sempre più evidente come l’unico male della realtà e che qualsiasi percorso verso una buona vita richiede la correzione del nostro ego.

Quando ci metteremo in cammino per correggere la nostra natura egoistica verso il suo opposto altruistico, la dura storia che stiamo vivendo inizierà a cambiare. Diventerà più morbida e gentile perché inizierà a indicarci la forza della natura che ha scritto la storia, che l’ha iniziata e sviluppata e che ora ci sta guidando verso il suo compimento.

Dove ci sta portando la natura? A una vita eterna e perfetta, dove proviamo amore completo, connessione positiva, armonia e pace. Questa, però, non è una favola. È la realtà.

Tratto dal programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda l’8 aprile 2025.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Il successo dipende dalla fortuna, dal duro lavoro o da entrambi?

Gli scienziati italiani dell’Università di Catania hanno creato un modello computerizzato di 1.000 individui, hanno osservato i loro progressi nell’arco di 40 anni e hanno concluso che i più ricchi e di successo non sono i più intelligenti, ma i più fortunati.

La Kabbalah insegna che ognuno di noi ha il proprio destino già scritto e che, per controllarlo, è necessario elevarsi al di sopra di esso e scoprire la forza che ci governa.

La Kabbalah chiama il destino predeterminato: “Il sentiero della sofferenza”. Se lo seguiamo ciecamente, ci trascina con sé e sperimentiamo tutto ciò che la vita ci propone. Ma se ci eleviamo al di sopra di questo destino predeterminato, possiamo prendere il controllo della nostra sorte.

Tutto ciò che ci accade si svolge ancora secondo le leggi della natura. Ma quando comprendiamo queste leggi, quando ci connettiamo con esse, otteniamo il controllo. Dirigiamo il nostro destino lavorando con esso, in modo consapevole, cosciente e armonioso.

Tratto dalla trasmissione di KabTV: “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 27 ottobre 2024.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Che cos’e’ l’inferno?

L’inferno non è un luogo di fuoco e zolfo, ma uno stato spirituale interiore che sperimentiamo nel nostro cammino verso il raggiungimento dello scopo del nostro sviluppo: uno stato di completo equilibrio con la natura, che nella saggezza della Kabbalah chiamiamo “adesione al Creatore”.

Nel nostro sviluppo spirituale, l’inferno è la profonda sensazione di vergogna che proviamo quando percepiamo la nostra opposizione, nella forma, all’adesione al Creatore. In altre parole, è la sensazione di essere tagliati fuori dalla qualità dell’amore, della dazione e della connessione che definisce il Creatore.

Quando iniziamo a percepire l’enorme divario tra il nostro desiderio innato di ricevere per il nostro beneficio e la natura del Creatore fatta di puro amore e dazione, una vergogna terribile brucia dentro di noi. Questa vergogna definisce l’inferno. Essa trafigge più a fondo di qualsiasi sofferenza fisica, perché brucia nel punto più interno in cui percepiamo il nostro “io”.

Paradossalmente, però, proprio questa sensazione è necessaria. Senza sentire l’inferno, non possiamo risvegliarci al bisogno di trasformazione, di elevarci al di sopra dei nostri desideri egoistici e acquisire la qualità della dazione. L’inferno, quindi, non è una punizione, ma una forza di correzione che sperimentiamo lungo il cammino che ci porta a uscire dalla percezione egoistica della realtà ed entrare nella percezione dell’amore, della dazione e della connessione, qualità che equivalgono a quella del Creatore. È il modo in cui il Creatore ci invita a diventare come Lui, a trasformare la ricezione in dazione, i nostri impulsi divisivi in impulsi unificanti.

L’inferno è dunque lo stato interiore in cui il nostro desiderio egoistico subisce una profonda correzione. È il luogo dove il desiderio di godere solo per se stessi viene esposto in tutta la sua bruttezza, e da questa consapevolezza nasce il desiderio di somigliare al Creatore. Tale desiderio solleva l’anima dagli abissi dell’inferno verso la luce della vita, verso l’adesione al Creatore, ovvero, in altre parole, verso il Paradiso.

Basato sulla Lezione quotidiana di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman dell’8 dicembre 2003.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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È possibile compiere un atto veramente altruistico o alla fine tutti gli atti sono motivati dall’interesse personale?

A Oscar Wilde viene attribuita la frase: “La sensazione più bella al mondo è fare una buona azione in anonimato e che qualcuno lo scopra.” Vorrei sottolineare “che qualcuno lo scopra”, perché il nostro ego cerca sempre il riconoscimento.

Il nostro mondo è costruito in modo tale che non possiamo compiere atti veramente altruistici? Sì, questa è la nostra natura. Come potremmo agire altrimenti? Siamo fatti per danneggiare, usare, rompere e violare. Questo è il nostro fondamento e non possiamo agire diversamente da soli. Pertanto, dobbiamo concentrarci su come limitarci ragionevolmente, per frenare i nostri impulsi dannosi in modo da causare il minimo disturbo a tutto ciò che ci circonda. Questo è possibile solo attraverso l’educazione.

Una restrizione reciproca e volontaria, accettata da tutti, renderà il nostro pianeta vivibile, non solo per noi, ma anche per le generazioni future. L’aspetto interessante è che molte voci sostengono di volere esattamente questo e interi movimenti si fondano su questa idea, eppure non ottengono nulla. Non si può imporre o ottenere gridando nelle piazze.

Come si può fare? Solo attraverso la rieducazione. I gruppi ambientalisti, gli attivisti e tutto il rumore che fanno non fanno altro che alimentare l’odio e la sfiducia. Non colgono la vera radice del problema e della soluzione: il cuore dell’uomo deve cambiare. In altre parole, senza un cambiamento nel nostro atteggiamento verso gli altri e verso il mondo, in cui intendiamo passare dal vantaggio personale al vantaggio per gli altri e per la natura, saremo sempre bloccati in una spirale discendente guidata dal nostro bisogno di soddisfare costantemente solo noi stessi.

La base di questa rieducazione deve essere la visione dell’umanità come un’unica famiglia e del pianeta come una casa comune. Dobbiamo radicare profondamente questa consapevolezza. È una visione meravigliosa, e anch’io desidero profondamente che si realizzi. Inoltre, la natura ci costringerà a raggiungerla, che ci piaccia o no. Se resistiamo, sopporteremo maggiori sofferenze, forse arriveremo persino a una nuova guerra mondiale, con metà (o più) dell’umanità distrutta. In un modo o nell’altro, la natura riporterà tutto all’equilibrio.

Considerando che la nostra natura egoistica è l’opposto di quella altruistica, è probabile che questo processo richieda molto tempo. Tuttavia, la velocità dipende dall’urgenza che percepiamo e dalla necessità che riconosciamo.

Chi può insegnare in queste scuole, in queste università della vita? Solo coloro che sono riusciti ad elevarsi, anche solo in parte, al di sopra del loro stato egoistico naturale. Solo queste persone possono guidare gli altri nel cammino verso lo sviluppo di un approccio altruistico alla vita, verso una connessione positiva con gli altri e la scoperta di una nuova vita armoniosa, in cui diventiamo un’unica famiglia e viviamo in una casa comune.

Tratto dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 2 dicembre 2021.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come deve cambiare l’umanità per ottenere la pace?

Affinché l’umanità possa vivere in pace,  dobbiamo sentire il bisogno di vivere secondo le leggi della natura, leggi  integrali di  interconnessione e  interdipendenza. In questo momento, l’umanità non ha alcun desiderio di vivere in questo modo. La realtà attuale è che l’umanità vuole apparire giusta mentre sopprime gli altri.

Quando l’umanità chiederà veramente di cambiare? Quando svilupperà un desiderio e una richiesta sincera di vivere in armonia e in pace? Lo farà solo quando sentirà l’innegabile necessità di vivere secondo le leggi della natura. Ma la gente è ancora lontana dal volerlo.

Cosa può portare a una tale trasformazione? È necessario sviluppare in noi stessi una percezione olistica e integrale del mondo. Dobbiamo dirigere la mente, il cuore e tutte le nostre forze verso la percezione della natura e desiderare di armonizzarci con essa. Dobbiamo espandere il nostro mondo ristretto e limitato e aprirlo alla vastità dell’universo. Altrimenti, nulla cambierà. Proprio perché rimaniamo soddisfatti dei nostri piccoli mondi, indifferenti a ciò che accade intorno a noi, anche quando le cose peggiorano, non vediamo emergere alcuna soluzione.

Se il nostro pensiero rimane: “Voglio solo sentirmi bene e per questo vivo”, allora questo pensiero ha già fatto il suo corso. Lo vediamo chiaramente. Il mondo può facilmente trasformarsi in uno scontro selvaggio, in una guerra combattuta in nome della pace.

Sorge allora la domanda: “Ma non è tutto nelle mani della natura? Perché la natura non sistema le nostre vite così come noi le vorremmo già adesso?”. La natura sta facendo esattamente questo. Crea le condizioni, ma noi resistiamo. Ci rifiutiamo ostinatamente. Facciamo volentieri tutto tranne che rinunciare al nostro egoismo, cioè al nostro desiderio di trarre giovamento per noi stessi a spese degli altri, e chiedere veramente.

Come avverrà la svolta? Avverrà gradualmente, partendo dalla totale mancanza di speranza. L’umanità si renderà lentamente conto che la strada che stiamo percorrendo non porta da nessuna parte. La pressione della natura aumenta non per spezzarci, ma per risvegliare in noi il riconoscimento che la soluzione è in opposizione alla nostra stessa natura. E noi dobbiamo scegliere liberamente questo cambiamento, non perché costretti, ma perché lo comprendiamo e lo desideriamo. Dobbiamo elevarci al di sopra di noi stessi. Questa è la via della pace.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 5 gennaio 2023.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché si dice: “Chi umilia pubblicamente il prossimo non ha parte nel mondo a venire”?

È perché così facendo chi umilia infrange la legge più essenziale della natura per quanto riguarda la connessione umana positiva. Quando ci rendiamo più piccoli degli altri, senza volerli dominare ma servendoli, allora lasciamo che la forza positiva che risiede nella natura passi attraverso di noi fino a loro. È così che fluisce l’influenza della forza positiva della natura.

La nostra natura egoistica, tuttavia, desidera controllare e rendere gli altri più piccoli di noi. Ma se parliamo di raggiungere uno stato superiore, in cui il piacere che proviamo non è nei nostri desideri egoistici transitori e ristretti, ma in cui godiamo in un nuovo senso al di sopra del nostro egoismo, che ha una traiettoria uguale alla forza dell’amore, della dazione e della connessione che è nella natura, allora dobbiamo capire che questa correzione dall’egoismo all’altruismo avviene andando contro il nostro ego. Anche logicamente, possiamo ascoltare gli altri solo se ci facciamo più piccoli di loro. Questo è vero in ogni relazione preziosa e duratura. Ci abbassiamo non perché siamo inferiori agli altri, ma perché vogliamo dare.

Quando insegno ogni giorno ai miei studenti, non mi sento al di sopra di loro. Vengo per servire. Come un cameriere apparecchia la tavola, io preparo la “tavola spirituale”. Se appaio al di sopra di loro, è solo per aiutarli ad ascendere. Inoltre, chiunque può andarsene in qualsiasi momento. La saggezza della Kabbalah non obbliga mai a nulla. Alcuni se ne vanno tranquillamente, altri ritornano e io li tratto tutti allo stesso modo. Non si tratta di me. Si tratta del percorso di correzione di noi stessi per raggiungere l’equilibrio con la forza altruistica e integrale della natura, che è lo scopo della nostra creazione.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 28 dicembre 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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L’amore è una forza della natura?

L’amore è la forza più potente della natura. Crea, genera, dà origine a sistemi e sostiene la vita. Ma perché la definiamo la “forza” dell’amore?

Nel nostro mondo, amore significa attrazione. Ci sentiamo attratti da qualcosa che ci dà piacere, soddisfazione o una sorta di appagamento interiore. Questo “qualcosa” può essere un suono, un colore, una forma, cioè non deve essere necessariamente una persona. Ma funziona allo stesso modo con le persone. Siamo attratti da ciò che ci dà piacere.

Molti filosofi disquisiscono su come la natura ci ami. Nella saggezza della Kabbalah, usiamo il termine “natura” in modo intercambiabile con “il Creatore”. Ma cosa significa veramente che la natura ci ama e che noi dovremmo amare la natura a nostra volta?

L’amore è la legge più fondamentale della natura. È la forza di attrazione reciproca che permette la connessione, la continuazione e la vita stessa. È per questo che l’atto della riproduzione, la continuazione della vita, deriva dall’amore. Non è solo un’emozione, ma una funzione che porta all’armonia e all’equilibrio. I sistemi della natura operano attraverso questo desiderio reciproco di dare e ricevere, di sostenersi a vicenda.

Ma quando parliamo di amore umano, di solito parliamo di qualcosa di molto diverso. L’amore umano si basa sull’interesse personale, sul modo in cui ciascuno trae vantaggio dagli altri. Anche se facciamo del bene agli altri, è perché proviamo piacere nel farlo o perché riceviamo qualcosa in cambio. L’amore altruistico puro, in cui si considera solo il benessere dell’altro, è assente dal nostro mondo. Le persone non amano semplicemente senza un motivo. C’è sempre un vantaggio personale, anche se nascosto.

Ecco perché l’amore può trasformarsi in odio molto rapidamente. Se amiamo qualcuno, ci aspettiamo di ricevere qualcosa in cambio: attenzione, lealtà, piacere e conforto. Ma se quella persona ci tradisce, ad esempio ci inganna, allora la stessa fonte da cui ci aspettavamo piacere ora ci provoca dolore. Questo cambiamento genera odio. L’amore scompare perché non era basato sul dare, ma sul ricevere.

Cosa deve cambiare in noi per risvegliare il vero amore incondizionato? Per raggiungere l’amore incondizionato è necessario elevarsi al di sopra di noi stessi. Cioè, a prescindere da come gli altri ci trattano, che sia bene o male, continuiamo a trattarli con gentilezza, attenzione e rispetto. Quando smettiamo di fare calcoli in base a ciò che riceviamo e iniziamo a vivere per dare, l’amore assoluto diventa possibile. Allora, e solo allora, entriamo in contatto con la legge eterna della natura: la forza dell’amore.

Basato sulla trasmissione “Abilità comunicative” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 23 ottobre 2020.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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