Pubblicato nella 'Lavoro di gruppo' Categoria

Risultati degli sforzi

Domanda: Che cosa significa che “il giusto stesso è tenuto a sapere che la sua discendenza deve essere fondata sulle buone azioni”?

Risposta: Devono vedere i risultati dei loro sforzi.

Questi risultati si riflettono nell’unità che emerge grazie agli sforzi di chi è giusto in mezzo a voi e nella sensazione che dobbiate rimanere coesi in queste relazioni.

[336366]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 28/10/24, Scritti di Rabash “Noè era un uomo giusto”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Cosa fare quando prevale la separazione
L’amore che la scienza non può spiegare
Incontrare il Creatore sui gradini della scala

Entrare in acque calme

Domanda: Metaforicamente, l’arca è il desiderio di dazione in cui investiamo i nostri sforzi per unirci. Che cosa mettiamo nel suo interno? Come lo plasmiamo nel modo giusto?

Risposta: Portiamo solo le nostre buone connessioni e il nostro atteggiamento corretto verso ciò che dobbiamo rivelare.

Domanda: Lo stato nell’arca durante il diluvio è temporaneo o dobbiamo abituarci all’idea che questo sarà il nostro stato permanente?

Risposta: No, è uno stato che dura poco. Dobbiamo attraversarlo per entrare in acque calme.

Domanda: Come si fa a superare le onde più alte nella decina per raggiungere l’obiettivo?

Risposta: Più le onde sono alte, più ne abbiamo paura; perciò dobbiamo essere più vicini e tenerci stretti l’uno all’altro, così non dovremo temere nessuna prova nel mare.

[336634]

Dalla Lezione quotidiana di Cabala del 31/10/24, Scritti di Rabash “Gopher Wood”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Chiedi una giustificazione, chiedi clemenza
Il Gruppo è l’Arca di Noè della salvezza
Tre Generazioni, Tre Livelli

Di cosa dobbiamo prenderci cura nella decina?

Domanda: In che modo una persona distingue tra la luce di Hochma e la luce di Hassadim nel suo lavoro interiore?

Risposta: La differenza sta nel vaso stesso, nel desiderio stesso: o mi sforzo di essere nella luce di Hochma o di essere nella luce di Hassadim. Sono cose opposte: riceviamo la luce di Hochma nei vasi di ricezione, mentre la luce di Hassadim la riceviamo nei vasi di dazione.

Dobbiamo sforzarci di creare un tale stato di connessione tra noi, nel quale sia la luce di Hochma che la luce di Hassadim ci riempiranno e saremo in grado di trattenerle dentro di noi.

Domanda: Cosa significa riempire una persona con la luce di Hassadim?

Risposta: Significa che la allontaniamo dal ricevere in modo che rimanga nella qualità della dazione in ogni momento.

Domanda: Nella decina cerchiamo di donare ai nostri amici e chiediamo al Creatore di concederci questa qualità. A che punto possiamo iniziare a preoccuparci dei vasi di ricezione?

Risposta: Una persona non deve concentrarsi sui propri vasi di ricezione. Dobbiamo preoccuparci solo di come donare ai nostri amici. Nel farlo, ci correggeremo fino al punto in cui i nostri vasi diventeranno interamente vasi di dazione.

[336507]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 31/10/24, Scritti di Rabash “Gopher Wood”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
La struttura del desiderio spirituale
L’uomo non vive di solo pane
Riforgiare l’egoismo in dazione

 

Un’anima che discende nel nostro mondo una volta ogni dieci generazioni

Perché è stato detto che un’anima come Baal HaSulam discende nel nostro mondo solo una volta ogni dieci generazioni?

Il fatto è che quest’anima è incredibilmente elevata, e il suo conseguimento richiede sforzi tremendi.

Perciò, scende nel mondo solo una volta ogni poche generazioni, quando ci sono molte anime pronte ad innalzarsi da un grado spirituale all’altro. Grazie al loro sforzo collettivo, possono raggiungere le altezze descritte dal Baal HaSulam.

Attraverso tutti i nostri sforzi nello studio della Saggezza della kabbalah e le nostre azioni verso l’unità, desideriamo includerci nella sua anima e, nella misura in cui riusciamo a raggiungere questa inclusione, possiamo toccare, anche solo leggermente, la sua grandezza. Tutto dipende dal nostro desiderio di elevarci al di sopra del nostro stato attuale e di raggiungere una maggiore unità, attraverso la quale possiamo conseguire la spiritualità.

Raggiunto un certo livello, dobbiamo cercare di rivestirci dell’abito spirituale di Baal HaSulam, che è eccezionalmente alto, sperando che il Creatore abbia pietà di noi e ci permetta di comprendere, sentire e, in qualche modo intravedere, questo stato.

Questo non dipende solo da noi, ma dal desiderio del superiore di rivelarsi in noi e, attraverso di noi, influenzare tutta l’umanità. Non dobbiamo dimenticarlo, affinché insieme possiamo sentire questa immensa responsabilità e impegnarci per avvicinare il mondo intero al Bore.

Il nostro gruppo è il risultato del lavoro dei grandi Kabbalisti che sono vissuti prima di noi, che hanno esteso fino a noi la fine del filo che ci connette al Creatore. Dobbiamo afferrare questo filo e usarlo per ascendere.

Attraverso la vicinanza reciproca, la connessione e la mutua inclusione, saremo in grado di sentire qualità più elevate e stati più alti e, così facendo, obbligheremo il Bore a elevarci a Lui. È un traguardo già vicino, speriamo di riuscire a realizzarlo.
[335780]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 13/10/24, Giorno della memoria di Baal HaSulam, Rav Yehuda Ashlag

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Baal HaSulam e il comandamento: “Ama il tuo prossimo come te stesso”
L’Esperienza impressa nelle anime
L’avvertenza di Baal HaSulam

Raggiungere il Creatore

Domanda: Come possiamo stabilire un dialogo con la decina simile a quello che abbiamo con il Creatore, che includa il mondo intero?

Risposta: Dipende dai tuoi stati all’interno e all’esterno della decina.

Domanda: Che cosa è più importante, il dialogo con la decina o con Lui?

Risposta: Certamente il dialogo con il Creatore è più elevato, ma senza passare attraverso la decina non sarai in grado di raggiungerLo.
[335420]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 2/10/24, “Rosh Hashanah”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Cosa potrei chiedere al mio Creatore se mi rispondesse?
Come sentiamo il Creatore nella Decina?
Capire chi sei

Trasformare il punto nel cuore in uno schermo

Domanda: Per un cabalista, qual è il campo magnetico che aiuta il punto nel cuore e l’egoismo a esistere?

Risposta: Il nostro cuore è un organo che attrae tutto ciò che gli piace e rifiuta tutto ciò che non gli piace. Dobbiamo mettere uno schermo davanti al nostro cuore e impegnarci non con ciò che ci piace, ma con ciò che può distruggere il nostro egoismo e connetterci con il Creatore. In altre parole, dobbiamo connetterci con i nostri amici attraverso il nostro cuore, e così, ci avvicineremo a questo.

Domanda: In che modo il punto nel cuore si trasforma in uno schermo (Masach)?

Risposta: Avviene sotto l’influenza della luce superiore. Se, in unità e preghiera, ti rivolgi al Creatore, attirerai la luce che riforma (la luce che ritorna alla fonte), e inizierà a correggerti.
[334921]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 9/9/24, Rabash, appunti assortiti, 940, “Il punto nel cuore”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Di cosa ha bisogno il punto nel cuore?
Lo schermo è molto semplice…
Tutto arriva dalla forza superiore

Verso la guarigione spirituale

Un uomo saggio venne e gli diede una cura che lo aiutò. In seguito, quando si recò dai medici per fare degli esami per la sua malattia, questi stabilirono che stava completamente bene e che non c’era nulla di sbagliato in lui. È chiaro che in quel momento è felicissimo e non può dire di non avere nulla da cui trarre vitalità. Al contrario, la sua gioia è immensa (Rabash, Note varie, 137, “La mancanza è il Kli [”vaso“]”).

Cosa sono i veri piaceri spirituali? Questi sono i piaceri di essere connessi e di potersi aiutare reciprocamente; è passare dai nostri problemi personali a quelli comuni, necessari per la guarigione collettiva. In questo caso, chiediamo aiuto al Bore, che ci assiste volentieri.

Il nostro problema è scoprire la causa reale della nostra sofferenza e chiedere al Bore di liberarci da essa.

Domanda: Quale mancanza fa nascere il vero piacere spirituale?

Risposta: Il desiderio di essere spiritualmente sani.

Domanda: Qual è il tipo di fede nella sofferenza che può operare per la dazione solo con l’aiuto del Bore?

Risposta: È una qualità speciale: la fede di una persona che, prima di tutto, non cerca di guarire, ma di capire la radice della guarigione, la sua origine. Allora, una persona trova il metodo di guarigione.

Questa fede nasce sempre dalla presa di coscienza della propria impotenza, in modo che una persona trovi nel Bore la causa di tutto ciò che le accade.

L’intensità della richiesta al Bore dipende dalla comprensione della ragione della nostra condizione, ovvero che tutto proviene da Lui. Pertanto, dobbiamo chiedere al Bore di avvicinarci a Lui per rivelare la vera essenza di tutta l’esistenza. In questo modo, possiamo avanzare verso la guarigione.
[335283]

Dalla Lezione Quotidiana di Kabbalah del 27/9/24, Scritti di Rabash “La mancanza è il Kli (”vaso“)”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:

Il piacere della realizzazione spirituale
La preghiera degli otto miliardi
Su quali forze lavora la Kabbalah?

Il percorso sarà svelato gradualmente

Se praticate la Torah Lo Lishma da più di tre anni, come dice Rabbi Yosi, e da cinque anni, come dice il Tana Kama, allora il Braita vi avverte che non vedrete un buon segno in questo percorso che state percorrendo! (Baal HaSulam, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot).

Domanda: È corretto legare lo studio della Kabbalah a un periodo specifico?

Risposta: Il gruppo ( la “decina”) è obbligato a fissare determinati obiettivi per il suo sviluppo. Pertanto, indipendentemente dai tempi indicati dai kabbalisti, che ci vogliano tre anni, dieci anni, cinque anni o quindici anni, dovete comunque sentire dove siete.

Domanda: Come dobbiamo definire questo obiettivo per noi stessi?

Risposta: Come è scritto, la cosa migliore è vedere un buon riscontro nel lavoro entro tre o al massimo cinque anni. Se facciamo tutto ciò che ci viene richiesto, in questo lasso di tempo raggiungeremo nella decina la rivelazione della Torah, del Creatore e del percorso spirituale.

Domanda: Come possiamo sapere se la nostra decina ha raggiunto questo punto?

Risposta: Inizierete a percepirlo man mano che avanzerete. Come quando si guida un’auto, la strada si apre davanti a noi, così anche il cammino si rivelerà gradualmente.
[335229]

Dalla Lezione Quotidiana di Kabbalah del 28/9/24, Scritti di Baal HaSulam “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Quanti anni si impiegano per diventare un Kabbalista?
Cambiare il vostro appartamento al piano terra con un appartamento al primo piano
Raggiungere obiettivi individuali e di gruppo

Capire chi sei

Domanda: Dopo la rivelazione del Creatore, una persona può dire che ora è come il Creatore?

Risposta: No, la rivelazione del Bore mette in realtà una persona al proprio posto. La persona accetta questo posto e capisce chi è veramente.

Domanda: Compiendo l’opera del Creatore, lo stiamo essenzialmente sostituendo in tutte le sue azioni?

Risposta: No, questo non è mai accaduto, non accade e non accadrà mai.

Domanda: Quali azioni può fare una decina per spingere il Creatore a rivelarsi?

Risposta: Spingerlo con un desiderio forte e sano.
[335066]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 9/23/24, Gli Scritti di Rabash, “Sulla Shechina [Divinità]”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Illusione E Realtà Secondo La Kabbalah
La vita che giace dietro il velo dello Tzimtzum
Un moderno modello di Dio

In Gratitudine verso il Creatore

Domanda: La gratitudine è qualcosa che viene dall’alto o dobbiamo acquisirla come una certa abilità quando, nonostante tutto e in contrasto a tutto, siamo nella gioia e nella gratitudine?

Risposta: Il problema più importante del nostro mondo è l’egoismo, che ci separa gli uni dagli altri. Nei congressi ci impegniamo in qualcosa di comune e facciamo ogni sorta di movimento gli uni verso gli altri, forse anche artificialmente. Non c’è amore naturale tra di noi. Noi siamo uguali a tutte le creature terrene.

Pertanto, sforzandoci e unendoci, abbiamo causato un grande flusso di gentilezza dall’alto da parte del Creatore. Ora dobbiamo prendere questo beneficio in noi stessi, digerirlo e andare avanti.

Domanda: Perché è così importante per i cabalisti essere grati al Creatore?

Risposta: Il Creatore sente la nostra reazione alle Sue azioni. Se reagiamo correttamente al fatto che Lui ci riunisce, ci avvicina e forma un desiderio comune da parte nostra, allora riconoscendo il Suo atteggiamento nei nostri confronti, eleviamo la Sua grandezza, il Suo ruolo e il Suo valore ai nostri occhi. In questo modo meritiamo ancora di più di essere trattati con gentilezza.

[334768]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 14/9/24, “Continuare il Congresso con un’ascesa”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Più vicino alla gioia, più vicino al Creatore
Le caratteristiche del Creatore
La realizzazione nelle tue sensazioni