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Perché le persone desiderano avere figli? Come possono affermare che avere figli è la gioia più grande della vita, quando così tanti genitori in realtà si pentono di averli avuti?

Un tempo avere un figlio apportava una gioia spontanea. Era una continuazione di sé, un futuro che potevamo tenere tra le braccia. Quella gioia derivava dal vedere la nostra discendenza perpetuarsi, biologicamente, emotivamente e spiritualmente. Dava una direzione e un significato alla vita.

In effetti, è proprio così che dovrebbe essere.

I bambini sono destinati a nascere. Le famiglie sono destinate a crescere. Sono un’estensione organica della vita. Oggi, tuttavia, sempre più persone ritengono che i figli siano un peso. Qualcosa di facoltativo, nella migliore delle ipotesi,  spesso da evitare.

Perché? Perché l’ego umano si è evoluto, dividendoci, isolandoci e rinchiudendoci ciascuno nel proprio mondo ristretto. È esattamente così che funziona l’egoismo, un meccanismo egoistico. Più ci disconnettiamo gli uni dagli altri, più alimentiamo l’ego.

Così, ora, persino i bambini possono iniziare a essere percepiti come una minaccia alla nostra autonomia, sconvolgendo la nostra zona di comfort. Non vediamo più il nostro futuro negli altri. Vediamo il nostro “futuro” come la nostra esistenza ininterrotta, da soli.

L’ego umano è un parassita. Ci convince a servire solo se stesso, ma non ci ricambia mai. Eppure, gli obbediamo, anche quando ci rende infelici. Diciamo che avere un figlio è un peso, quando in realtà è l’ego stesso a essere diventato un peso. Ci impedisce di scoprire il nostro vero “bambino”, il nostro sé più profondo, il punto interiore che cerca connessione, amore e il significato della vita.

Questo ego umano in crescita ci conduce continuamente a un vicolo cieco, un luogo in cui ognuno si siede nel suo angolino, isolato, incapace di parlare con nessuno. Il mondo si riduce a uno schermo, uno spuntino e un clic.

Alla fine, sentiremo questo tipo di esistenza come insopportabile, come se non stessimo vivendo la vita. Allora, al culmine di questa situazione di stallo interiore, l’umanità inizierà a porsi le domande giuste, quelle esistenziali: perché siamo qui? Perché ci sentiamo così vuoti, anche quando non ci manca nulla?

È allora che inizia il risveglio. Le persone ricorderanno una frase che hanno sentito una volta da un Kabbalista e, da quel ricordo, inizieranno a muoversi verso la fase successiva dell’evoluzione umana: una connessione umana positiva al di sopra del nostro egoismo e delle nostre pulsioni divisive.

Chiunque si sia già risvegliato a questo processo deve preparare il terreno fin da ora, per diffondere questi messaggi in vari formati, che siano libri, video, audio e testi online, anche se oggi nessuno li ascolta. Questo perché, prima o poi, le persone cercheranno il significato ultimo della vita, al di là degli effimeri obiettivi di piacere che essa ci presenta. Quando lo faranno, dovranno trovare una strada che li attende.

È come insegnare a un bambino piccolo: ci ripetiamo, con gentilezza e pazienza, perché sappiamo che il bambino crescerà. Il bambino deve ascoltare la verità, anche se la dimentica cento volte. Questo è il ruolo di chi custodisce il metodo della connessione umana positiva: avanzare in questa unificazione e continuare a indicare la via finché il mondo non sarà pronto a percorrere quel cammino decisivo.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 3 luglio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché l’ateismo è in aumento?

In effetti, il numero di atei nel mondo è in aumento. Alcuni stimano che si avvicini al miliardo di persone, e la tendenza sembra in crescita. Tuttavia, questo non sorprende. Riflette un processo più profondo di sviluppo umano.

L’ateismo non è l’assenza di fede. È fede, solo riorientata. Diventa una sorta di religione moderna. I suoi dei sono la ragione, il progresso, la tecnologia, il successo e il denaro, cioè forze su cui le persone fanno affidamento per dare un senso alla vita. In questo senso, l’ateismo è la religione della natura, non l’ateismo. È una fase necessaria della nostra evoluzione.

Man mano che l’ego umano si sviluppa, comincia a rifiutare immagini primitive di una divinità che un tempo erano confortanti. Ma ciò non significa che la ricerca di qualcosa di superiore scompaia. Al contrario, diventa più raffinata. Una persona inizia a cercare qualcosa di reale, dimostrabile, che non richiede fede cieca, ma che può essere sperimentato e verificato interiormente.

Cos’è, dunque, la vera fede? La vera fede, secondo la saggezza della  Kabbalah , non è credere in qualcosa di invisibile o intangibile. È il raggiungimento della forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione in modo chiaro, diretto, esperienziale e consapevole. Possiamo raggiungere la piena connessione con questa forza. Questa forza superiore entra in noi, ci riempie e agisce attraverso di noi, con la nostra completa partecipazione e il nostro consenso.

Questa è l’essenza della Kabbalah: la scienza di rivelare il Creatore, la forza superiore della realtà, attraverso un processo consapevole e volontario di assimilazione ad essa.

Che cos’è questa forza? È una forza di amore e di dazione assoluti. Non contiene immagini, rituali o intermediari. Esiste al di là di tempo, spazio e movimento, senza forma né richieste. È l’offerta costante di connessione e attende che noi la scopriamo.

Ma è  qui sta la sfida. Questa forza è l’opposto completo della natura umana. Noi siamo costruiti per ricevere, proteggerci e servire il nostro io egoistico. Ecco perché, per la maggior parte delle persone, l’idea di amore e dazione assoluti è poco attraente e persino repugnante. Appare innaturale perché minaccia l’ego.

Solo in coloro in cui si risveglia un’autentica aspirazione, cioè un desiderio ardente del senso della vita che oscura tutto il resto, nascerà la volontà di perseguire questa connessione a ogni costo. Se quel desiderio non si è ancora risvegliato, continuiamo a vivere per il bene del corpo, ad esistere al livello animato della vita, anche se ci definiamo umani.

Eppure, questo desiderio si risveglierà in ognuno. Prima o poi, ogni anima dovrà raggiungere lo stato in cui grida: “Qual è lo scopo della mia vita? Perché sono nato?”. Quel grido è l’inizio del cammino spirituale.

La nostra ascesa spirituale non avviene da soli. L’umanità non è separata dalla natura. Mentre ascendiamo, trasciniamo con noi tutti i livelli dell’esistenza: inanimato, vegetativo e animato, nell’unità con la forza superiore.

Quindi sì, noi esseri umani siamo il coronamento della creazione, ma solo se adempiamo al nostro ruolo: scoprire la forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione, assomigliarle ed elevare tutta la natura a quello stesso stato.

Fino ad allora, saremo ancora nel processo evolutivo. Ma la sua fine è già scritta ed è meravigliosa e sublime.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 24 dicembre 2024.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come cambierà l’umanità quando tutti i nostri pensieri potranno essere letti dagli altri?

Oggi gli scienziati si vantano di nuove tecnologie in grado di leggere i pensieri umani ed esprimerli attraverso la sintesi vocale o il testo scritto. Alcuni immaginano un futuro in cui un’unica macchina ci collega tutti, fondendo i nostri pensieri in un’unica rete comune, la cosiddetta “coscienza di massa”. Per molti, tuttavia, questo suona come un incubo distopico in cui il libero arbitrio e l’individualità raggiungono la loro fine.

Eppure, siamo già immersi in questo processo. I media, le piattaforme social e le correnti culturali ci plasmano molto più di quanto immaginiamo. Viviamo sotto un’influenza costante, solo che ora è ancora rozza, rumorosa e frammentata. Presto, sarà fluida e silenziosa. Le persone siederanno in silenzio, con gli occhi incollati agli schermi, e lo chiameranno “pensiero”. Ma non saranno loro a pensare. Sarà la macchina a pensare per loro.

Potreste dire: “Ma ho bisogno di sentire di esistere, di aver preso una decisione”. Non preoccupatevi. Anche questa illusione verrà fornita. Vi sentirete come se aveste scelto, anche quando non l’avete fatto. Scopriremo che possiamo ricevere un impianto che ci dà la sensazione di non esistere. Ci può succedere di tutto. La vita, così come la viviamo attualmente, è una lunga, tragicomica illusione.

Quindi, cos’è il nostro “io”?

 Il “sé” non è ciò con cui siamo nati. Non esiste un “sé” indipendente nella nostra natura. Ciò che chiamiamo “io” o “me” è semplicemente un insieme di desideri e istinti controllati dall’ego e influenzati dall’ambiente. Il vero “sé” inizia quando ci eleviamo al di sopra di questa natura, quando acquisiamo una scintilla della qualità stessa della dazione che appartiene alla natura.

Questa scintilla non può essere generata dalla tecnologia, né dall’isolamento. Nasce solo nella connessione. La connessione è dunque la chiave. L’individualità non sta nella separazione dagli altri, ma nell’unità consapevole; in altre parole, non ci perdiamo in un collettivo, ma scopriamo il nostro sé superiore attraverso l’amore per gli altri.

Ecco perché la grande regola della Kabbalah è: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Non è una semplice gentilezza morale. È piuttosto il metodo con cui ci connettiamo al sistema superiore, al campo eterno di intelligenza, amore e scopo che governa la realtà. Quando ci connettiamo in modo ottimale, otteniamo accesso a questo sistema. Cominciamo a governare consapevolmente le nostre vite. Come è scritto: “I miei figli mi hanno vinto”, il che significa che coloro che raggiungono uno stato di connessione spirituale conseguono un livello più alto dell’ occultamento della forza positiva di amore e di dazione che dimora nella natura.

Questa è la via verso il vero “sé”. Fino ad allora, siamo sotto controllo. Siamo burattini e nemmeno lo sappiamo.  Quindi cosa dovremmo fare?

Dovremmo iniziare dalla connessione. Vale a dire, sforzi interiori per elevarci al di sopra della nostra natura egoistica, e farlo insieme. Gli egoisti possono relazionarsi bene gli uni con gli altri? No. Ed è proprio questo il punto. Proviamo, falliamo, e riproviamo. Attraverso questo riconoscimento comune della nostra incapacità di connetterci, iniziamo a chiederci: “Chi siamo? Perché siamo così?”

Poi, giungiamo a una richiesta, a una supplica sincera. Chiediamo a gran voce un cambiamento in noi stessi.

Questa è tutta la saggezza della Kabbalah: attrarre la forza positiva della natura che può cambiarci. Non possiamo cambiare noi stessi, ma possiamo desiderare di cambiare e possiamo chiedere.

Quando la richiesta è autentica, la risposta, la luce e la forza superiore vengono e agiscono su di noi.

Poi, gradualmente, vediamo un mondo nuovo, un mondo che il nostro ego non distorce. È un mondo che è sempre stato lì, ma nascosto dietro la nostra percezione egocentrica. Iniziamo a vederlo alla luce della dazione. Tale è la trasformazione della percezione che possiamo sperimentare.

Lì vive il vero “sé”, nel cuore risvegliato che sceglie l’amore al posto del controllo dell’ego e l’unità al posto della separazione.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 26 marzo 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Alcuni proverbi giapponesi sulla vita

L’anima giapponese è davvero un fenomeno unico. È molto diversa dalla mentalità europea. I saggi giapponesi possiedono una certa misura, chiarezza e saggezza poetica che riflette una profonda comprensione culturale della vita. I loro proverbi esprimono una visione del mondo che spesso si allinea a principi spirituali, seppur in modo molto raffinato e discreto.

Prendiamo ad esempio questo detto:

 “È meglio essere il nemico di una persona buona che l’amico di una cattiva.”

Sono completamente d’accordo. Anche come nemico, puoi comunque imparare e crescere dall’esempio di una persona buona. Ma stare vicino a qualcuno corrotto, a qualcuno dalle qualità negative, non può che danneggiarti. Non c’è nulla da guadagnare.

Un altro recita:

“Chiunque voglia fortemente salire in alto inventa una scala.”

Sì, assolutamente. Il desiderio crea i mezzi. Se qualcuno vuole davvero crescere, elevarsi al di sopra del proprio stato attuale, troverà gli strumenti. È il desiderio a generare la soluzione.

Uno, carico di saggezza emotiva:

“Marito e moglie dovrebbero essere come la mano e gli occhi: quando la mano fa male, gli occhi piangono, e quando gli occhi piangono, le mani asciugano le lacrime.”

Questa è un’immagine bellissima. La cura reciproca e la sensibilità sono il fondamento di una connessione profonda, armoniosa e pacifica tra le persone.

Ora consideriamo questo, più filosofico:

“Il sole non conosce i giusti. Il sole non conosce gli ingiusti. Il sole non splende per riscaldare qualcuno.”

Dipende dal punto di vista. Da una certa prospettiva, sì, il sole splende indipendentemente da chi sei. Ma se parliamo spiritualmente, del calore che proviene dalla forza positiva dell’amore, della dazione e della connessione che dimora nella natura, che chiamiamo “il Creatore”, allora no, non è casuale. Tutto è predisposto secondo uno scopo. Dall’obiettivo finale, c’è una disposizione della miriade di stati intermedi per guidarci al risultato finale. Tutto è calcolato.

“Anche se una spada ti serve solo una volta nella vita, devi portarla sempre con te.”

È vero. Il punto non è la frequenza d’uso, ma la tua prontezza. Se porti con te la spada, che sia conoscenza, consapevolezza o forza interiore, sarai pronto quando la vita lo richiederà.

E questo:

“Il dolore, come un abito strappato, dovrebbe essere lasciato a casa.”

Ciò riflette una forza culturale, una dignità stoica. Non significa reprimere il dolore, ma comportarsi con stabilità, non crollare di fronte al mondo. Questo atteggiamento dimostra disciplina interiore.

“Quando c’è amore, le cicatrici del vaiolo sono belle come le fossette sulle guance.”

Assolutamente. L’amore non si limita ad accettare i difetti, ma li trasforma. Come è scritto nella nostra saggezza: “L’amore copre ogni trasgressione”. Il vero amore eleva ogni cosa.

“Nessuno inciampa stando sdraiato a letto.”

In effetti, il modo più sicuro per non cadere è non muoversi. Ma questa non è vita. Eppure, c’è una certa arguzia in questa espressione. Riconosce la tensione tra comfort e crescita.

“Cedi la strada agli sciocchi e ai pazzi.”

Sì, sempre. Perché non puoi ragionare con loro, e il confronto non porterà mai alla comprensione. È più saggio lasciarli passare.

E infine:

“Quando i genitori lavorano e i figli si godono la vita, i nipoti chiederanno l’elemosina.”

È la verità. Ai figli non si deve mai consegnare la vita su un piatto d’argento. Amarli significa prepararli alla vita, spingerli a crescere, a prendersi responsabilità. Solo così diventeranno persone capaci e autosufficienti. Se diamo loro tutto senza sforzo, li roviniamo e i loro figli ne pagheranno il prezzo.

Vedete, questi detti potrebbero sembrare semplici, ma riflettono una comprensione della natura umana, della responsabilità e dello sviluppo interiore. Quando li esaminiamo attraverso la lente della Kabbalah, vediamo come indichino principi spirituali senza tempo.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 24 gennaio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché alcune persone sembrano pensare che i problemi del mondo siano irrisolvibili?

Per comprendere la situazione pericolosa in cui ci troviamo, dobbiamo fare un passo indietro.

Tutta la realtà è un unico sistema. Un’unica forza generale opera in tutta la natura e noi esistiamo sotto la sua supervisione.

Se noi siamo saggi, quella forza è molto più saggia di noi. Inoltre, se sappiamo come fare progetti, quella forza li conosceva già. Non conteniamo nulla oltre a ciò che originariamente ha impiantato in noi, perché siamo il suo risultato, i suoi figli. A quella singola forza vengono dati molti nomi, tra cui: “Dio”, “Creatore” e “Natura”.

Questa prospettiva sulla realtà come sistema integrale è essenziale per approfondire la nostra comprensione di tutto ciò che ci accade.

Esiste quindi una forza che crea e organizza la natura dall’inizio dell’evoluzione che noi conosciamo, e forse anche da prima. Tutto funziona secondo delle leggi, secondo un programma operativo globale. Possiamo chiamarla evoluzione o piano divino, ma i nomi che le diamo non hanno importanza. Ciò che conta è trovare il modo di scoprire quella forza superiore. Questo è l’oggetto della saggezza della Kabbalah, la nostra saggezza interiore che indaga i fondamenti della realtà.

Più scopriamo la forza superiore e il percorso evolutivo complessivo che essa ci fa attraversare, più comprendiamo perché ci arrivano determinati stati e cosa dobbiamo fare per evolverci in modo ottimale, non attraverso colpi e spinte da dietro, ma con un progresso attento, con introspezione e consapevolezza.

La scoperta della forza superiore avviene secondo una legge chiamata “equivalenza di forma”. Questa legge afferma che la percezione di qualsiasi fenomeno richiede l’emergere di una forma simile dentro di noi. Un ricevitore radio funziona in questo modo. Per ricevere un’onda trasmessa da una specifica stazione radio, il ricevitore deve generare al suo interno la frequenza di quell’onda.

La natura della forza superiore è la dazione, ossia amore puro e altruismo. Per scoprirla, dobbiamo creare tra noi un legame simile, una connessione profonda fino al livello dell’amore. Inoltre, dobbiamo farlo al di sopra delle nostre differenze di opinione e di ogni tipo di rifiuto che emerge, cioè al di sopra di ogni ego e odio.

Pertanto, la legge generale è:  “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Questa non è semplicemente una piacevole raccomandazione morale, ma la definizione dell’unico codice di connessione attraverso il quale possiamo scoprire la singolare forza superiore della natura. Raggiungendo lo stato di “Ama il prossimo tuo come te stesso”, accediamo al sistema operativo che governa tutto ciò che accade a noi e all’intera creazione. Più impariamo a connetterci in modo ottimale, per il quale la saggezza della Kabbalah descrive un metodo completo, più ci avviciniamo a questa forza superiore. Allora, e solo allora, possiamo anche percepire la sua influenza benevola su di noi.

Non esiste un modo per risolvere in maniera fondamentale i problemi odierni senza avvicinarci alla forza superiore. I nostri innumerevoli problemi indicano un solo punto rotto: la relazione egoistica tra noi. Ed è proprio questo punto che deve essere corretto.

Abramo fu il primo a parlare dell’unità di tutti i popoli. Insegnò come connettersi attraverso un comune atteggiamento d’amore. Una comunità di migliaia di studenti provenienti da tutte le nazioni e tribù della zona si riunì attorno ad Abramo e a questa idea da lui insegnata. Come spiega Maimonide nel  Libro della Conoscenza , la nostra nazione si formò in seguito da queste persone.

Da allora, abbiamo una missione all’interno di questo puzzle universale: raggiungere uno stato di unità (“Ama il prossimo tuo come te stesso”) al di sopra delle nostre differenze e divisioni (“L’amore coprirà ogni colpa”), per presentare un esempio di vita nella connessione e nell’amore, cioè una vita allineata con l’unica forza superiore e con la sua rivelazione tangibile all’interno della nazione (diventare “una luce per le nazioni”). Abbiamo attraversato diversi momenti di ascesa e discesa rispetto a questa missione, finché l’odio distrusse la nostra connessione e ci mandò in esilio circa duemila anni fa.

Dopo un lungo esilio, siamo stati riportati qui, nella Terra d’Israele, e non per caso. Il mondo in cui viviamo è diventato interconnesso e interdipendente, connettendo tutti a tutti, ma i giochi dell’ego minacciano di distruggere tutto ciò che l’umanità ha costruito. Gli esseri umani hanno bisogno di un nuovo stile di vita, di accesso alla forza superiore che unirà tutti. Questa è la ragione profonda dell’attenzione apparentemente sproporzionata dell’umanità su questo piccolo pezzo di terra chiamato “Israele”.

I colpi che riceviamo, sia dall’interno che dall’esterno, indicano che siamo in ritardo. Non riusciamo a soddisfare le richieste dei tempi. Nulla ci aiuterà se non la consapevolezza di trovarci di fronte a una forza superiore. È essa che ci “combatte” attraverso i molti personaggi e situazioni che ci invia. Dobbiamo accettare la natura e allinearci ad essa connettendoci armoniosamente tra noi, al di sopra di ogni differenza.

Riceveremo forza, intelletto ed emozione, o mente e cuore, da questa forza superiore, se vorremo avvicinarci ad essa. Questa mente e questo cuore saranno nuovi e integri, capaci di percepire la realtà come un unico meccanismo e di considerare sempre il bene di tutti. Un tale approccio ci organizzerà dall’interno, ed è ciò che brillerà da qui in tutto il mondo. Calmerà persino tutti coloro che ci odiano, trasformandoli in sostenitori. Gradualmente, l’umanità imparerà a vivere come un unico collettivo e raggiungeremo il prossimo livello di esistenza come corona della creazione.

Questa è la mappa evolutiva scoperta dai grandi saggi della nazione di Israele, come spiegato nella saggezza della Kabbalah. Non ci resta che aiutarci a vicenda ad assorbire interiormente questa visione.

Basato sull’episodio 58 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa ci sarà di migliore nel futuro?

Attualmente possiamo osservare come il mondo stia peggiorando e iniziamo ad accettare l’idea che non ci sia un buon futuro in nessun ambito. Le persone abbassano lo sguardo sconsolate, senza speranza che ci sia qualcosa di positivo all’orizzonte. Ciò che era buono in passato non lo è più e sembra esserci un tacito consenso nella società sul fatto che la prossima generazione starà molto peggio della nostra.

Quindi, cosa ci sarà di meglio nel futuro?

La nostra epoca è in realtà simile alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX, quando ci trovavamo al culmine del materialismo. Da allora, siamo in lento declino,  da questa discesa non possiamo aspettarci nulla di buono. È per questo che vediamo una miriade di problemi diffondersi a livello personale, sociale, economico, ecologico e globale: depressione, solitudine, ansia, stress, abuso di droghe e suicidi, fino al crescente scoppio di guerre, terrorismo, povertà e ansia nucleare. Sempre più persone guardano i propri figli con dispiacere per averli portati in un mondo così degradato.

In questa situazione critica, dobbiamo impegnarci nell’insegnamento e nella condivisione di saggezza che possa aiutarci a diagnosticare accuratamente la causa principale di ogni nostro problema e a capire come apportare correzioni per progredire verso un futuro migliore. Dobbiamo avanzare verso una comprensione e una consapevolezza delle forze che governano e guidano le nostre vite. Se comprendiamo che tutto, nella realtà, ci guida verso uno stato futuro positivo e che dobbiamo trarre forze positive dall’apprendimento del nostro sviluppo, raggiungeremo rapidamente un obiettivo armonioso, equilibrato e pacifico. Altrimenti, continueremo a sprofondare lungo il cammino in sempre maggiori disperazioni personali, conflitti sociali e internazionali e crisi ecologiche.

Pertanto, vale davvero la pena di apprendere rapidamente ciò che ci aspetta. I Kabbalisti scrissero molto tempo fa che sarebbe saggio accelerare il nostro progresso in questa fase attuale del nostro sviluppo, e ci hanno lasciato la saggezza e il metodo per farlo.

Quindi, dobbiamo avere la forza e la saggezza di aprire i libri della Kabbalah e scoprire come sarà il nostro futuro, perché altrimenti ci arriveremo comunque, ma attraverso un lungo cammino di sofferenza. Questa è semplicemente la saggezza di cui il mondo ha bisogno oggi.

In sostanza, questa saggezza si riduce alla consapevolezza della necessità di avvicinarci gli uni agli altri e di abbattere i muri che ci separano. Quanto più saremo disposti a connetterci positivamente gli uni con gli altri, al di sopra delle nostre pulsioni divisive, tanto prima potremo raggiungere l’esperienza di un futuro migliore. Non ci resta altro da fare che eliminare i confini che si frappongono tra la nostra reciproca connessione positiva.

Basato sulla lezione quotidiana di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 26 ottobre 2021.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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L´importanza degli scritti dell’ARI

Domanda: L’ARI visse 500 anni fa. A quel tempo, ci fu un certo risveglio. Anche oggi si sta verificando un risveglio, poiché molti stanno iniziando a studiare la Kabbalah. Cosa c’è di speciale nel nostro tempo, 500 anni dopo?

Risposta: Ai tempi dell’ARI, i suoi libri fecero il loro lavoro e attirarono molte persone. Poi Baal HaSulam si affrettò ad andare incontro alle persone con i commentari che aveva scritto sui libri dell’ARI.
Oggi è lo stesso. Possiamo andare fra la gente e sentire come i libri dell’ARI siano diventati un uso quotidiano, li studiano.

In sostanza, non c’è nulla di nuovo qui. L’unica cosa che vogliamo è che l’atteggiamento dell’ARI verso la saggezza della Kabbalah, verso il raggiungimento del Creatore, verso l’ascesa dei gradini della scala spirituale, possa essere da noi compreso e attuato.

Ecco perché studiamo le condizioni attraverso le quali dobbiamo avvicinarci al Creatore.
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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29/07/2025, “Giorno della Memoria per l’ARI”

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Possiamo vivere senza alcuna delusione?

Quando ci muoviamo verso l’obiettivo finale della vita, non possiamo mai essere delusi, né oggi, né domani, né mai, perché è l’unico obiettivo autentico, eterno e perfetto che abbiamo nella vita. Con questa chiarezza, possiamo andare avanti nella vita con costanza e fiducia.

Naturalmente, lungo il cammino emergono domande, sia da dentro di noi che dall’ambiente circostante, ma hanno una funzione precisa: ci riportano continuamente verso la nostra meta. Se continuiamo ad aggiustare il nostro percorso, allora tutto andrà per il meglio.

Ne parlo da Kabbalista, cioè da colui che comprende e si rende conto che lo scopo della vita è raggiungere l’adesione con la forza sorgente della nostra vita che ci ha creato e ci sostiene. Tuttavia, anche una persona comune oggi deve iniziare a capire che questo è lo scopo della vita.

L’obiettivo è lo stesso per tutti. Non cambia da una persona all’altra. Ma chi di noi conosce veramente questo obiettivo? Se lo conoscessimo, se riconoscessimo che tutti condividiamo lo stesso scopo, raggiungeremmo naturalmente un grande accordo reciproco. Cercheremmo insieme e uniremmo i nostri sforzi per raggiungerlo.

Invece, la nostra natura egoistica, con le sue pulsioni divisorie, ci fa a pezzi. Ci acceca, facendo sì che ognuno di noi senta di dover inseguire il proprio percorso individuale con obiettivi personali, che differiscono da persona a persona. Questa separazione ci impedisce di sentire l’unità che altrimenti ci guiderebbe insieme.

Dobbiamo arrivare a capire che l’obiettivo della vita è raggiungere il senso della vita, che significa conoscere, sentire e vivere il suo significato.

Quando arriviamo a comprendere il  senso della vita, ci sentiamo assolutamente appagati. Sappiamo perché esistiamo, chi ci guida, a chi ci rivolgiamo, cosa realizziamo in ogni momento della nostra esistenza e dove siamo diretti. Nuovi orizzonti si aprono davanti a noi. Ci sentiamo come bambini che entrano a Disneyland per la prima volta. Tutto diventa abbagliante e vibrante, come una favola meravigliosa. Questa è la sensazione che proviamo quando scopriamo il piano e il programma della natura.

D’altro canto, però, ciascuno sperimenta il significato e lo scopo della vita in modo individuale, perché ogni anima è unica. Tuttavia, quando intraprendiamo il cammino verso il significato della vita e lo scopriamo, comprendiamo che la nostra felicità e appagamento più profondi derivano dalla connessione con gli altri. Si tratta di scoprire sempre di più i legami integrali che ci uniscono.

La “Disneyland” del nuovo mondo che scopriamo si rivela proprio attraverso queste connessioni. È attraverso di esse che raggiungiamo la vera realtà che ci aspetta da sempre.

Tratto dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 2 febbraio 2020.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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C’è qualcosa che determina il valore dei diamanti e dell’oro oltre alla rarità?

I diamanti e l’oro hanno valore solo perché le persone accettano di considerarli preziosi. Danno un senso di sicurezza, la sensazione di possedere un tesoro, ma il tesoro esiste solo nella nostra percezione, non nella realtà.

Pensate a Leningrado assediata in tempo di guerra. Un pezzo di pane diventava il tesoro più grande. Questo è un valore reale, qualcosa di legato alla vita stessa. Al contrario, i nostri gingilli luccicanti servono solo a gonfiare artificialmente il senso dell’importanza della vita. Alla fine perderanno ogni significato.

Confido nel fatto che raggiungeremo uno stato in cui emergeranno valori completamente diversi. Il vero tesoro è l’intenzione di donare agli altri e alla natura un bene che possiamo raggiungere superando il nostro innato desiderio di ricevere per il solo beneficio personale.

L’intenzione di dare appartiene a chiunque la ottenga per sempre. Non può essere rubata, venduta e nemmeno trasferita. È l’unica a infondere un senso alla nostra vita. Soprattutto, apre la porta alla vita eterna e perfetta che esiste al di là della nostra vita corporea transitoria.

Quando l’umanità inizierà a elevarsi spiritualmente e a scoprire la realtà eterna e perfetta al di là della nostra esistenza fisica, gli oggetti della nostra ricchezza materiale perderanno immediatamente il loro valore e una nuova “moneta spirituale” li sostituirà.

Che cos’è la moneta spirituale? La parola ebraica per “denaro”, “ Kesef”, deriva dalla parola per “copertura”, “Kisuf”. Proprio come il denaro e la ricchezza nella nostra vita materiale coprono i nostri desideri con la capacità di provvedere in qualche modo ad essi, nella nostra vita spirituale i nostri desideri di benessere acquisiscono la copertura di un’intenzione di donare, che nella Kabbalah è chiamata “schermo e luce riflessa” (Masach e Ohr Hozer). Attraverso l’intenzione di donare, otteniamo la capacità di coprire e dirigere il nostro desiderio verso traguardi spirituali sempre più elevati.

Ogni persona possiede individualmente questa moneta spirituale della copertura dell’intenzione di dare rispetto ai propri desideri e, quindi, la misura in base alla propria applicazione e al proprio conseguimento. Non possiamo scambiarla, comprarla o venderla, ma possiamo coltivarla in una crescente interazione con la forza sorgente dell’amore, della dazione e della connessione presente nella natura superiore alla nostra, che la Kabbalah chiama “il Creatore”.

Allora diventiamo ricchi spiritualmente nella misura in cui riusciamo a connettere gli altri a noi stessi, a coinvolgerli e a completarli. Questa è la vera ricchezza: la connessione con gli altri e il loro appagamento.

Lo scrigno del nostro tesoro spirituale vive all’interno di tutti gli altri. È eterno, perfetto e non scomparirà mai. Lo acquisiamo e lo facciamo nostro attraverso i legami che creiamo con gli altri.

Quindi, i nostri “diamanti e oro” sono le qualità con cui appaghiamo gli altri, che nella Kabbalah sono chiamate “le luci di  Nefesh, Ruach, Neshama, Haya e Yechida”. Non soddisfiamo noi stessi, ma esistiamo solo per dare e per diventare il tramite per soddisfare gli altri. Diventa l’esperienza più grande e affascinante.

Nel nostro mondo, i diamanti, l’oro e la ricchezza materiale in generale sono simboli di potere. Rappresentano il nostro potere sugli altri. Ma se ci troviamo soli in un deserto, nessun diamante, oro o ricchezza materiale ci salverà. Il potere sugli altri è ricchezza nel mondo fisico, ma nel mondo spirituale la ricchezza è il potere su noi stessi, sui nostri desideri egoistici. Diventiamo ricchi spiritualmente quando dominiamo la nostra natura egoistica e usiamo questa forza per entrare sempre più in contatto con gli altri e con la natura. Allora scopriamo una ricchezza di eternità e di perfezione.

Basato sulla trasmissione televisiva dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 26 agosto 2024.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa ci sarà dopo la morte?

Oggi stiamo raggiungendo un punto di radicale rivalutazione dei valori. Ciò che un tempo sembrava prezioso, per il quale abbiamo combattuto, vissuto e trovato la morte, che abbiamo cercato di preservare e trasmettere alle generazioni future, sta perdendo il suo significato e sembra sempre più privo di significato.

Che cosa, allora, avrà veramente valore?

Solo il pensiero.

All’inizio potrebbe sembrare un concetto troppo astratto per una persona. Ma se ci pensiamo bene, cosa non è astratto nella nostra vita?

Il pensiero è ciò che rimane con noi. Non perisce con il corpo. I desideri, le paure e i beni del corpo svaniscono, ma il pensiero rimane.

Qual è dunque il genere di pensiero che dovremmo sviluppare? È un atteggiamento positivo nei confronti degli altri e del mondo. Questo pensiero non scompare mai. Rimane sempre con noi perché è al di fuori del raggio d’azione ristretto e passeggero del nostro egoismo, cioè del nostro desiderio di godere per il solo beneficio personale. Questo egoismo muore e si decompone con il corpo. Il pensiero di un atteggiamento positivo verso gli altri e verso il mondo vive invece nella qualità altruistica opposta all’egoismo, cioè nelle qualità positive che riusciamo ad acquisire nel corso della nostra vita. Queste qualità, come la gentilezza, l’amore e la premura, ci portano in un altro mondo, quello delle forze positive dell’amore, della dazione e della connessione che vanno oltre la nostra esistenza materiale.

Esistiamo proprio per accumulare emozioni, pensieri, desideri e aspirazioni positive che derivano dall’atteggiamento costruttivo che esercitiamo nei confronti degli altri e della natura. Questo è ciò che portiamo con noi.

Quando lasceremo questo mondo, vorremo aver trasmesso, per quanto possibile, un atteggiamento positivo nei confronti della vita, del mondo, delle persone, dei nostri figli, dei nostri nipoti e letteralmente di chiunque altro.

Questa è la mia missione e non solo la mia, ma di tutti noi. È così che i Kabbalisti di tutte le generazioni hanno inteso il nostro scopo. Oggi vediamo orrori, odio e divisioni ovunque e capiamo che questa oscurità ci spinge a riconoscere ciò che dobbiamo coltivare e trasmettere. Veniamo allontanati dall’oscurità per passare a un pensiero positivo, armonioso e pacifico di connessione.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 15 giugno 2020.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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