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I batteri hanno ruoli sociali

Nelle notizie (da MIT News): “Molti organismi – mammiferi, uccelli e insetti, per esempio — formano cooperative sociali strutturate che concedono risorse per la difesa che sono suddivise all’interno della popolazione.

«Ma, sorprendentemente, anche i microbi, che si pensava prosperassero solo quando erano in grado di vincere la battaglia per le risorse contro quelli più vicini a loro, hanno una struttura sociale piuttosto sofisticata che si basa sulla cooperazione, secondo gli scienziati del MIT. Questi ricercatori hanno recentemente trovato prove che alcuni microbi oceanici usano armi chimiche che sono innocue per i stretti familiari all’interno della propria popolazione, ma mortali per gli estranei.

“Le armi sono antibiotici naturali prodotti da pochi individui di cui i parenti più stretti portano i geni che li rendono resistenti. I ricercatori ritengono che i pochi produttori di antibiotici agiscono come protettori dei molti, usando gli antibiotici per difendere la popolazione dai concorrenti o attaccare delle popolazioni confinanti. […]

“Questo rende la cooperazione, coinvolgendo gli antibiotici, doppiamente sorprendenti, perché la capacità di produrre antibiotici è un classico esempio di un gene ‘egoistico’ che dovrebbe aumentare la forma — o il tasso riproduttivo — dell’individuo portatore del gene. In un ambiente strettamente competitivo, il microbo utilizzerebbe questo vantaggio contro i suoi parenti più stretti. Ma attualmente sembra che questo concorso sia modulato da interazioni sociali dove gli antibiotici prodotti da pochi individui agiscono come ‘beni pubblici’: elementi a beneficio del gruppo, piuttosto che dei soli individui.

“Questa differenziazione delle popolazioni in individui che producono antibiotici e quelli che sono resistenti è una delle prime dimostrazioni che le popolazioni microbiche sono impegnate in una divisione del lavoro in ruoli sociali. Questa osservazione fornisce anche una spiegazione sul perché molti geni sono distribuiti irregolarmente tra genomi di microbi strettamente correlati. Almeno alcuni di questi geni possono essere responsabili per la creazione di fortissime unità sociali di batteri nel selvaggio.

‘È facile immaginare i batteri nell’ambiente come creature egoistiche capaci solo di riprodursi tanto velocemente quanto le condizioni gli permettono, senza alcuna organizzazione sociale,’ dice Otto Cordero, un post-dottorato CEE che è il primo autore della carta sulla Scienza. ‘Ma questa è la parte mentalmente -spinta: le guerre batteriche sono organizzate lungo le linee delle popolazioni, che sono gruppi di individui strettamente connessi con le attività ecologiche simili.'”

Il mio commento: Questo non sorprende, perché lo sviluppo dell’egoismo rende necessario unirsi per motivi di difesa. Così, a seguito della crisi, troviamo che per sopravvivere abbiamo bisogno di unirci al di sopra e contrariamente al nostro individualistico egoismo.
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I risultati della prima revisione dei conti della Federal Reserve dopo quasi 100 anni di storia

Nelle Notizie (da 12160.info): “Quello che è stato rivelato in questa revisione dei conti è sorprendente: 16,000,000,000,000.00 di dollari sono stati segretamente dati alle banche degli Stati Uniti, a società e banche estere ovunque dalla Francia alla Scozia. Nel periodo fra dicembre 2007 e giugno 2010, la  Federal Reserve aveva segretamente salvato molte delle banche, aziende e governi del mondo. La Federal Reserve ama riferirsi a questi salvataggi segreti come a un programma di prestito all-inclusive, ma praticamente niente di questo denaro è stato restituito e fu ceduto in prestito a 0% di interesse. Perché la  Federal Reserve non ha reso pubblico tutto questo o almeno informato il Congresso degli Stati Uniti circa il salvataggio da 16 trilioni di dollari, è ovvio – il pubblico americano sarebbe stato oltraggiato nello scoprire che la Federal Reserve sta salvando banche estere mentre gli americani stavano lottando per trovare un lavoro.”

Il mio commento: Questo è il modo in cui l’egoismo gestisce la proprietà pubblica “a vantaggio del loro paese e della gente!”
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Nello specchio del mio stesso Ego

Domanda: Gli amici nel gruppo mi hanno detto il perché ho bisogno del mio ego. Perché ho bisogno dell’ego che sento fuori nelle strade?

Risposta: Questa è parte della tua anima! Malchut, l’anima, o l’umanità chiamala come vuoi, tutte sono realmente te stesso. Quindi, chi sono tutti gli altri? Loro sono parti di te, riguardano solo te.

Questo significa che questa è una struttura multi-strato di sette miliardi dove tutte le anime individuali si connettono, e invece di un piano, il risultato è una sfera. Conseguentemente, un cinico, con attitudine irrispettosa verso chiunque in questo mondo, si oppone seriamente al tuo avanzamento spirituale.

Infatti, tu devi raggiungere uno stato dove percepisci tutte le persone nel mondo, quelle totalmente negative e quelle positive, le più vicine, come parti inseparabili di te stesso. Loro in realtà non sono nessuno. Per quanto ti riguarda, loro sono marionette, e operano solo al fine di provvedere al migliore scenario per farti arrivare più vicino al Creatore.

Domanda: Io non sopporto il mio ego. Non ho scelta; è una parte insita in me, ma non posso scappare dall’ego altrui o condurre gli altri altrove?

Risposta: Dove vedi l’ego altrui? Se lo puoi sentire all’interno del tuo ego, come ti senti realmente? E’ il tuo stesso ego. Sembra che il mondo sia diviso in una moltitudine di persone ma, ancora adesso, tu stai parlando con te stesso.
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(Dal Congresso di Kharkov “Uniting to Ascend” 17.08.2012, Lezione 2)

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La mente non da’ istruzioni all’ego

Dobbiamo portare il mondo al momento della verità, alla comprensione del fatto che solo l’uomo stesso richiede la correzione. Dobbiamo cambiare la nostra natura per bilanciare il male dentro di noi. Altrimenti continueremo a distruggere l’ambiente. Oggi questa inclinazione sta diventando illogica: stiamo seminando la morte nelle nostre case. Questa è una conoscenza comune, ormai si scrive continuamente a riguardo di questo, e lo vediamo con i nostri occhi, lo sperimentiamo come colpi di freddo e di caldo, Tsunami e tempeste. E c’è ancora molto in serbo per noi nel futuro.

Ed ancora, come se fossimo in uno stato di incoscienza, continuiamo di volta in volta ad essere sempre indulgenti con il nostro ego. L’ego è capace di sopprimere l’istinto naturale nella voce della ragione dell’uomo. Tanto è vero che l’uomo è bloccato sempre nello stesso vicolo cieco, vincolato continuamente dallo sbarramento dei colpi. Vedendo la situazione da fuori è impossibile comprendere come questa possa esistere.

Eppure, questo è quanto il Creatore ha preparato per noi, una serie di sciagure, sino a che non arriveremo a riconoscere il male, sino a che alla fine inizieremo a porci la domanda: da dove viene tutto questo e perché succede?

Il problema con i leader di oggi consiste nella loro sordità al suono della ragione. Desiderano solo una cosa: continuare la caccia alla ricchezza ed al controllo. E, cosa ancora più importante, non vedono una soluzione possibile. Molti già capiscono che tutto riguarda la natura umana, ma tutti si arrendono disperati quando si confrontano con questo problema. Conoscono solamente due mezzi: la potenza dell’esercito ed i soldi, che gli permettono di mantenersi al potere. Non ci sono altre opzioni percorribili che vengono prese in considerazione.

Io voglio dir loro che è possibile cambiare le persone attraverso l’educazione integrale: entro pochi anni vedrebbero miglioramenti e prosperità. Essi sentono ma non ascoltano. Non possono sentire per via di tutta la loro intelligenza.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.08.2012, Articolo “Esilio e redenzione”)

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Ego, non sono tuo

Domanda: Come possiamo controllare qual è la nostra intenzione mentre leggiamo Lo Zohar?

Risposta: Lo Zohar è la fonte di Luce che viene a noi se vogliamo usarla correttamente. Perciò, mentre studio libri Kabbalistici, io convoco l’illuminazione su di me, ma essa viene in base all’intensità dei miei sforzi e al mio essere pronto. Se io studio per guadagnare qualche cosa di corporale, o di guadagnare il mondo a venire come un privilegio personale, in questo caso la Luce, con la sua influenza, crea per me ancora più oscurità. Io mi allontano dalla comprensione del perché questo sistema mi sia stato dato, cosa devo fare di me stesso, e come dovrei trattare gli altri. Anche quando leggo parole meravigliose di amore e connessione, non sento più il senso di appartenenza, non vedo la connessione e non so come percepire il testo: Se farlo entrare o no nel mio cuore, questo significa che io studio come un pipistrello alimentato dalla notte e che non aspetta l’alba.

Ma se io cerco di connettermi e per questo motivo io imparo il metodo, mantenendo e osservando la condizione di accettarlo al Monte Sinai, anelando insieme a tutti gli altri di essere “un solo uomo in un solo cuore”, entrare nella garanzia mutua, raggiungere amore fraterno e attraverso esso l’amore del Creatore, allora la Luce inizia ad avanzare verso di me. Non è più il percorso ordinario che si supera a fasi, ma io inizio a scoprire gradualmente lo stato frammentato nel quale si trova.

Lo studio egoista nasconde il mio ego, ed io mi vedo come un giusto. Dall’altra parte, nello studio corretto, io scopro di essere immerso nel male. La prima cosa che la Luce rivela sono i miei attributi negativi, ed io devo lavorare di conseguenza. Scoprendo il male, io ho dei sentimenti ancora peggiori di prima. E allora, che posso fare? Dopo tutto, in base alla mia natura, io voglio scappare quando mi sento male.

Forse dovrei smettere di studiare e allontanarmi dal gruppo? Forse dovrei sentirmi disperato? O forse dovrei essere contento che mi sia stato consentito di rivelare il male? Dovrebbe essere una legge per me, un invito: Se io posso elevarmi sopra questa sensazione sgradevole, io anelerò la dazione sopra la ricezione.

Preferisco ricevere un colpo, poiché le sofferenze rivelate nel mio ego mi mostrano che non lavoro per quello. Malgrado io sperimenti delle sensazioni spiacevoli, io le supero e anelo l’unità. Io non scappo per addolcire l’amarezza; io non mi chiudo, non scendo, non smetto di studiare. Per il contrario, io accetto tutti i problemi che arrivano da ogni direzione nel cammino per unirmi agli amici, come inviati dal Creatore e che non c’è nessuno tranne Lui.

Io accetto ogni stato come vantaggioso per il mio avanzamento. Io non li annullo e continuo a studiare per poter neutralizzare la cattiva sensazione. Di fatto io lo voglio lì perchè mi si concentra esattamente come inalzarmi sopra di esso, di essere al di sopra della ragione. Io accetto contento tutti i problemi e le interruzioni, la pressione delle circostanze, lo scherno esteriore, le diverse sofferenze, poiché mi aiutano a mettere a fuoco correttamente sul traguardo, creando tali limiti, tali quadri, che lavorando in esse io senz’altro avanzo in avanti.

Perciò costruendo in me i vasi di dazione sopra i vasi di ricezione. Questi continuano a crescere e a soffrire, mentre io, essendo a un livello superiore da loro, voglio mantenere la connessione con il Creatore finché raggiungerò la fede completa, l’attributo di Binà, iniziando ad usare i miei vasi di ricezione per il bene della dazione.

Ma anche allora non intendo calmarmi, dato che mi sono elevato a tale grado dove non ci dovrebbe essere un pensiero di compiacimento. Per il contrario, io anelo ancora più in alto e sono quasi pronto per ricevere piacere, ma non per soddisfare me stesso, ma per soddisfare il desiderio del Creatore.

Questo è tutto il nostro lavoro. Io ho bisogno di una vera fonte lungo questo percorso, un desiderio egoista che mi fornisce la forza di dazione grazie al superamento dei problemi e delle sofferenze rivelate in esso, e per me è chiaro che tutto proviene dal Creatore.
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(Tratto dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.08.2012, Lo Zohar)

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Ressurrezione dalla morte

Tutta l’umanità esiste in un sistema che assomiglia al nostro corpo, che è compreso di parti interconnesse. Questa connessione esiste già. Il problema è che questo non opera correttamente.

Dopo la rottura dei vasi, ogni frammento cominciò ad operare per il proprio bene. La connessione tra loro è rimasta, solo che questa è diventata opposta a quello che avrebbe dovuto essere perché ognuno voleva solo ricevere per se stesso.

Il sistema si è sviluppato in questo modo dopo la rottura, diventando via via sempre peggio. Poiché il desiderio di ricevere ha cominciato a rivelare se stesso con maggior forza e le persone pensano che, nonostante le loro connessioni siano egoistiche, potrebbero aiutarli a svilupparsi comunque. Gli economisti di oggi credono ancora che la competizione sia buona poiché porta l’umanità alla prosperità e al successo.

Ma questo appare positivo solo in superficie perché una persona si sente confortata nel suo egoismo. Comunque, in sostanza, tutto il nostro sviluppo è disegnato solo per il bene della rivelazione del male contenuta nel nostro egoismo, e noi riveleremo questo alla fine del nostro sviluppo egoistico.

Attraverso il corso della storia, la connessione egoistica tra le persone (o anime rotte) è sempre cresciuta in maniera costante. In mezzo a loro, ci sono alcune anime, che rivelano se stesse qua e là, che non vogliono esistere con le leggi di ricezione e competizione, ma vogliono esistere in dazione mutua e aiutarsi l’una con l’altra. Queste persone stanno rivelando il metodo di una nuova, altruistica connessione che gli permette di elevarsi al di sopra del loro egoismo ad uno stato di dazione.

Dalla propria correzione, queste persone diventano una parte positiva del sistema generale. Questi sono i Kabbalisti, persone speciali che hanno rivelato la forza della dazione, e grazie a loro, affluisce nel corpo generale o dell’anima generale come il sangue fresco. Questo flusso causerà il ritorno in vita e il risveglio dell’anima generale.

Questo intero meccanismo sta cominciando a risvegliarsi dalla morte. Dopo tutto, è stato completamente distrutto, e ora ci sono parti di questo che stanno cominciando a guarire tramite la connessione tra gli uni e gli altri. Queste parti stanno diventando più attive all’interno del sistema e stanno rafforzando la loro connessione tra loro, così risvegliando l’intero sistema e iniettandolo con la forza della dazione attraverso le connessioni naturali che esistono tra tutte le sue parti: le parti rotte, le parti corrette, e quelle nel processo di correzione.

Come risultato, tutte le parti del sistema stanno ricevendo un leggero incremento di energia e ispirazione dalle parti che si stanno già correggendo. Per questa ragione i giusti sono chiamati la fondazione del mondo.

Anche se non divulghiamo ampiamente, il nostro lavoro e i nostri sforzi nell’unità coinvolgono le parti del sistema che non sono in grado di scoprire il metodo della correzione da soli. Dopo tutto, noi esistiamo in un solo campo, un singolo organismo, ma, al fine di accelerare il processo di sviluppo, dobbiamo includere la divulgazione esterna.

Baal Ha Sulam ha scritto riguardo alla necessità di rivelare la scienza della Kabbalah nel suo articolo, “Tempo di Agire”, allo stesso modo nel suo giornale, La Nazione. Questo ha aiutato a risvegliare le persone, che corrisponde ai nostri tempi incredibilmente accelerati.

Questo conferisce ad ogni parte del sistema l’opportunità di risvegliare e vedere che il nostro stato di crisi non è accidentale e noi non siamo stati maledetti al fine di soffrire passivamente le nostre intere vite. La crisi è un segno che noi dobbiamo accettare il metodo della correzione il prima possibile.

La Luce, il potere della correzione, il riempimento e la dazione, entra nel sistema generale solo attraverso le parti corrette. Le parti corrette del sistema sono chiamate Israele (diretto al Creatore), e il loro numero sta crescendo perché molte più parti si stanno risvegliando verso la correzione.

Loro sono chiamate la parte interna dell’anima generale. Le parti restanti che non si stanno ancora correggendo sono chiamate la parte esterna o le nazioni del mondo. Alla fine, ognuno si unirà e raggiungerà la completa correzione.
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(Dalla 1°parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 15.08.2012, Shamati #69)

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Preoccuparti per te stesso: entro un certo limite

Baal HaSulam, il giornale “La Nazione: Perché anche l’amore per il popolo dev’essere inciso in tutti i settori della nazione, non meno dell’amore egoistico individuale dei propri bisogni, in altre parole, in misura sufficiente per preservare l’esistenza della nazione come nazione che è capace di maneggiare se stessa. E con l’aggiunta di questa piccola quantità è possibile dedicarsi al bene dell’umanesimo, per l’umanità generale senza alcuna differenza di nazione e di razza.

Questo presenta un confine esatto per la nazione ebraica, e se le attraversa, se si preoccupa più di se stessa di quanto c’è bisogno per poter servire gli altri, allora questo problema lo danneggia ancora ed entra di nuovo in rottura. Non solamente il bisogno esagerato causa danno, ma  anche l’eccessiva connessione oltre il bisogno.

Domanda: Questo significa per caso che in base alla misura di avanzamento, l’uomo deve determinare dei limiti per se stesso, di preoccuparsi dei bisogni personali, e in seguito iniziare il suo investimento nella società?

Risposta: Intanto, non abbiamo delle basi per calcoli di questo tipo. Oggi tutti noi, in generale, dobbiamo concentrarci unicamente su come raggiungere la connessione tra di noi. E più tardi, quando la connessione sarà scoperta, lavoreremo per rafforzarla, e poi vedremo, e vedremo il confine. È come preoccuparmi per la mia salute per poter servire gli altri in dazione. Ma se mi preoccupo di essere vivo e in salute più di quanto c’è bisogno per poter servire gli altri, allora è già Klipà (guscio), ego.

Mantenendo questo limite, tu “scolpisci” te stesso, fai una forma per te stesso. Mantieni l’intensità e la salute dei tuoi Kelim (desideri/vasi) solo per il bene dell’opportunità di donare. E questo è chiamato ricevere per il bene della dazione.
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(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.08.2012, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Il capitalismo vuole che divorziamo

Nelle Notizie: (Da The Guardian): “Ci piace pensare di essere liberi nel mercato libero, che siamo di là dalle forze della pubblicità e dalle manipolazioni sociali delle forze di mercato. Ma c’è una nuova tendenza, la comparsa della “persona singola” come consumatore modello – che ci presenta un paradosso. Una volta lo pensavamo come radicale – l’essere singolo – adesso può essere reazionario.”

“Le relazioni a lungo termine, come il lavoro per tutta la vita, adesso è deregolamentato a breve termine, gli arrangiamenti temporanei senza promessa d’impegno, come la sociologa Zygmunt Bauman ci ha avvertito da una decade. È molto duro per due persone essere lavoratori autonomi, insieme, senza la promessa di un futuro stabile. Il capitalismo ci vuole singoli.”

“Essere singolo, è visto, dagli anni sessanta, come una scelta radicale, una forma di ribellione contro il conformismo capitalista borghese. Come afferma il sociologo Jean Claude Kaufman, lo spostamento dalla vita familiare a uno stile di vita da singoli è stato un “irresistibile momento d’individualismo” nel ventesimo secolo. Ma questa “libertà” sembra molto meno attraente se vista attraverso la prospettiva di cambiamenti pianificati di consumo.”

“Adesso ha un senso economico convincere la popolazione a vivere da soli. I singoli consumano il 38% in più di prodotto, 42% in più d’imballaggio, il 55% in più di elettricità e il 61% di benzina per capite di quattro abitanti di una casa, in base allo studio di Jianguo Liu dell’Università Statale del Michigan. Negli Stati Uniti, i singoli mai sposati nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni, adesso superano le persone sposate del 46%, secondo il Bureau di Referenze della Popolazione. E il divorzio è un mercato in crescita: una famiglia distrutta significa che due unità familiari dovranno comprare due macchine, due lavatrici, due TV. I giorni di una famiglia unita come modello di consumo sono finiti. […]

“Il consumismo adesso ti vuole singolo, e per questo te lo vende come sexy. L’ironia è che adesso è molto più radicale cercare di essere in una relazione a lungo termine e avere un lavoro a lungo termine, pensare al futuro, forse anche cercare di avere dei figli, che essere singoli. Vita di coppia e connessioni a lungo termine con altre persone in una comunità, adesso sembrano l’unica alternativa radicale alle forze che ci ridurranno a nomadi isolati e alienati, alla ricerca di connessioni temporanee da “aggiustare velocemente” con corpi che portano incorporata in sé la propria obsolescenza percepita.”

Il mio commento: É cosi che il capitalismo vede la società, solo come un consumatore dei suoi prodotti. È un’attitudine di egoismo verso l’umanità e verso la natura che ci conduce verso un confronto con la natura, alla crisi, e adesso vediamo l’inutilità dell’egoismo per la nostra esistenza. Per uscire dalla crisi, abbiamo bisogno di correggere la nostra natura egoista.

Il desiderio di rendere tutti e tutto il mondo schiavi è il desiderio naturale dell’egoismo in noi. Ma la natura ha il suo piano: portarci tutti in equilibrio, in uguaglianza e in unità. Se non riconosciamo questa esigenza, allora questo piano sarà implementato attraverso la crisi. È un vero peccato per le vittime.
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Dichiariamoci in bancarotta e inizamo tutto da capo!

Opinione: (Jim Rogers, Investitore e autore americano, presidente della Rogers Holding e Beeland Interests): “Arriveranno sicuramente ancora delle crisi dall’Europa e dagli Stati Uniti; il mondo si trova in difficoltà. Il mondo ha speso incredibili quantità di denaro che non avrà nelle prossime decadi, e adesso tutti i nodi stanno arrivando al pettine”, ha affermato Rogers alla CNBC. […]

“Il 2002 non era buono, il 2008 è stato ancora peggiore, e il 2012 e 2013 saranno ancora peggio”, ha detto, “state attenti”.

Rogers ha dichiarato alla CNBC che l’unica soluzione alla crisi sarebbe che tutti si dichiarassero in bancarotta.

“Riunitevi tutti in una stanza e dichiarate la bancarotta. Sopravvivrete e noi vi supporteremo. Chiariremo i vostri assegni. I depositi di tutti saranno a posto, il sistema sopravviverà”.[…]

“Il [mondo] starebbe meglio se mettessimo insieme gli euro e riorganizzassimo tutto. Le persone sono in bancarotta, e quando si è in bancarotta si può affrontare la realtà. Riorganizzare le finanze, arriveranno persone competenti e voi potrete ripartire da una base” ha detto Rogers.

Il mio commento: Senz’altro, scuoterebbe il mondo, ma la nuova pagina non sarebbe meglio di quella precedente poiché gli stessi egoisti costruirebbero velocemente il loro mondo terribile; non sarebbero capaci di fare altrimenti.

Soluzione: È per questo che, parallelamente alla dichiarazione di bancarotta (nella Bibbia è una condizione obbligatoria, per l’esistenza della società, dichiarare Yovel, il completo ritorno della proprietà al suo stato originale ogni 50 anni), dobbiamo anche dichiarare la bancarotta delle persone e di tutte le relazioni sociali perché è la causa della bancarotta del sistema economico che loro hanno creato. Una società basata sull’educazione e sulla crescita integrale sarà capace di creare un sistema utile di relazioni sociali, funzionando non per danneggiare, ma per essere di profitto per tutti quanti. La ricompensa di tali sforzi sarà la rivelazione della sensazione del più alto flusso della vita.
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Cosa accadrà al Giappone?

Opinione (Takeshi Fujimaki, ex consigliere del investitore miliardario George Soros): in un’intervista del 14 Giugno il presidente della Fujimaki Japan, una società d’investimento a Tokyo, ha dichiarato che “è probabile che il Giappone subisca un default prima dell’Europa, che potrebbe avvenire nei prossimi cinque anni”. Ha aggiunto che i giapponesi dovrebbero mantenere i prodotti in valuta estera, come quelli denominati in banconote americane, franchi svizzeri, sterlina, dollaro australiano e canadese.

Secondo Fujimaki, in caso di default del governo giapponese, lo yen potrebbe indebolirsi a 400-500 per dollaro, e i rendimenti sulle obbligazioni di riferimento a 10 anni potrebbero salire oltre l’80%. […]

Una stima del Fondo Monetario Internazionale mostra che l’indebitamento pubblico del Giappone, il più grande al mondo, si gonfierà al 245.6% della sua produzione economica annuale nel 2014, rispetto al 67.3% del 1984. […]

“Non c’è via d’uscita dalla crisi del Giappone”, ha detto l’ex consigliere, continuando “l’unica opzione rimasta al Giappone è o il default o stampare moneta in iper-inflazione”.

Il mio commento: Vi è un’uscita dalla crisi di ogni paese e del mondo intero se solo comprendessimo la sua causa—l’iper-egoismo dei dirigenti—se iniziassimo a trasformare la comunità mondiale da antagonistica a fraterna, e se cominciassimo a trasferire l’economia dal sovra-consumo al consumo ragionevole attraverso una riduzione realistica delle infrastrutture. Altrimenti sarà la crisi a portarci a questo, attraverso la distruzione dell’intera infrastruttura.
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