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Qual è la più grande tragedia dell’umanità?

Tutta la negatività che l’umanità ha sperimentato nel corso della storia, tra tutti i popoli e in tutti i tempi, non era altro che sofferenza derivante dal nostro crescente distacco reciproco. Non siamo riusciti a comprendere che la legge della natura è l’opposto: che dobbiamo avvicinarci, unirci e imparare a connetterci armoniosamente. Oggi, questa sofferenza accumulata sta iniziando a rivelarsi apertamente, incalzandoci da ogni direzione, e non lo fa per distruggerci, ma per sollecitare la nostra connessione.

Quando finalmente inizieremo a muoverci nella giusta direzione, saremo persino grati per tutta la sofferenza, perché ne comprenderemo lo scopo. Vedremo che non si trattava di un dolore insensato, ma di una forza che ci ha guidato verso la correzione della nostra natura: dal suo innato stato egoistico, un desiderio di godere solo per il proprio tornaconto, a uno stato altruistico, in armonia con la forza altruistica della natura. Allora scopriremo che esiste un’unica direzione generale per il nostro sviluppo, un movimento verso una felicità grande e duratura che deriva dal raggiungimento dell’equilibrio con la forza altruistica della natura.

Questo sta già accadendo. Senza eccezioni, tutto ciò che si sta svolgendo oggi fa parte di questo movimento. Potrebbe apparire oscuro, caotico e crudele, ma la sua direzione interiore è unicamente quella di guidarci verso una connessione armoniosa tra noi e, attraverso questa connessione, raggiungere la forma più autentica di felicità, quella dell’eternità e della perfezione.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 1° settembre 2026.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si distingue la vera felicità dal semplice piacere?

La vera felicità nasce dalla vera connessione tra le persone. Ma cos’è la “vera connessione tra le persone”?

Quando parliamo di vera connessione tra le persone, non basta che ognuno di noi arrivi con il proprio “pezzo di argilla” e dica: “Anch’io ho qualcosa, costruiamo una casetta insieme”. Questo non funzionerà. Manca qualcosa di essenziale in quell’argilla. Ciò che manca è la connessione interiore tra tutti i pezzi, cioè tra i cuori di tutte le persone.

Quando si manifesta questa connessione interiore, quando i cuori delle persone si fondono, allora torniamo allo stato chiamato “Adamo”, uno stato di somiglianza (“Adam” dalla parola ” Domeh “, che in ebraico significa “simile”) con la forza superiore della natura, una forza di puro amore e dazione. Questo è lo stato di un’anima singola, onnipresente ed eterna, al di fuori della percezione dello stato di frantumazione che conosciamo come il nostro mondo. La nostra esistenza in questo mondo avviene dopo che ci siamo frantumati e siamo caduti dal nostro stato di anima singola, dividendoci in miliardi di minuscoli frammenti di quell’anima. Raggiungendo una vera connessione, ci riallineiamo con la forza superiore dell’amore e della dazione, partecipando con quella forza originaria alla creazione di un mondo perfetto.

L’intenzione pura, generosa e amorevole della forza superiore è una e, quando condividiamo quella stessa intenzione, ci fondiamo in un’unica anima. Tutte le anime si fondono in una. Quello era il nostro stato originale, in seguito questa unità si è frantumata e i suoi frammenti sono caduti nel nostro mondo. Ora, il nostro compito è tornare a quello stato originale. Questo è ciò che significa “assemblare i pezzi di argilla”. Non si tratta di cooperazione esteriore, ma di fusione interiore, di connessione, unificazione e unione dei cuori in uno.

Questo è il materiale da cui può essere plasmata la felicità. Solo allora appare la vera felicità. Non il piacere fugace che di solito chiamiamo felicità, ma ciò che la forza superiore aveva originariamente previsto per noi. In quell’intenzione originaria per la nostra creazione c’era il desiderio che sperimentassimo la vera felicità.

Nella comprensione della forza superiore, la felicità è la connessione di tutti in un unico desiderio, in cui non esiste alcun senso di separazione o frantumazione tra noi. Quando raggiungiamo questo stato, proviamo la felicità nella sua definizione più autentica.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 14 dicembre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché così tante persone sembrano vivere in uno stato costante di ansia?

Siamo fatti di un desiderio di ricevere piacere e delizia, un desiderio di godere che esiste in vari gradi. Questo desiderio si sviluppa qualitativamente, diventa più sofisticato e ci spinge a cercare nuove forme di appagamento. Se un tempo volevamo solo cibo, sesso e un tetto sopra la testa, in seguito sono sorti desideri per ricchezza, vita sociale, rispetto, controllo, scienza e conoscenza. All’interno di ciascuno di questi desideri si sono sviluppati sapori unici, molteplici distinzioni e un gusto sempre più raffinato.

Man mano che il desiderio di ricevere si sviluppa, si manifesta in due modi principali: piacere e sofferenza. O sentiamo una certa mancanza di piacere, che può arrivare fino a fenomeni terribili che causano grande sofferenza, oppure percepiamo un appagamento relativo fino alla piena soddisfazione. Viviamo tra questa sensazione di mancanza e quella di soddisfazione.

Il desiderio di godere è la nostra sostanza o materia di base. Ossia, ospitiamo dentro di noi un costante senso di mancanza o bisogno che desidera attrarre dentro di sé i piaceri in ogni momento. Questo desiderio è influenzato da tratti innati, dall’educazione che riceviamo, dall’impatto dell’ambiente e dai valori trasmessi dalle nostre famiglie, dalla società, dai media che consumiamo, dall’umore e da molti altri fattori mutevoli.

Ogni nostro movimento, conscio o inconscio, è volto a portare appagamento al nostro desiderio di ricevere. Giorno e notte siamo impegnati a calcolare come ottenere il massimo piacere con il minimo sforzo. Questa è la legge della realizzazione ottimale. Pertanto, l’ansia per la soddisfazione che cerchiamo è uno stato interiore costante. È interessante notare che spesso non siamo consapevoli della portata dell’ansia che ospitiamo costantemente dentro di noi perché ci siamo semplicemente abituati.

Inoltre, possediamo meccanismi che ci aiutano a non desiderare fenomeni troppo grandi per noi, in modo da non rimanere delusi e soffrire. Verifichiamo costantemente ciò che è alla nostra portata e a cui vale la pena puntare e ciò che è troppo per noi e non merita preoccupazione. Tali meccanismi definiscono essenzialmente i confini della nostra ansia.

Pertanto, ansie e preoccupazioni costituiscono uno sfondo costante della nostra vita, non solo di noi esseri umani, ma di ogni creatura in natura. Ognuno e ogni cosa è fatto di un desiderio di autorealizzazione e agisce per provvedere a se stesso. La domanda importante che sorge da questa situazione è: come possiamo raggiungere uno stato di equilibrio, in cui le nostre preoccupazioni e ansie siano a un livello che conduca a un’autorealizzazione ottimale? Il punto di equilibrio è anche il punto di salute. Pertanto, dobbiamo chiarire da cosa dipende l’equilibrio.

Noi esseri umani siamo esseri sociali e l’ambiente ci influenza profondamente. Se riuscissimo a organizzare l’ambiente in modo tale che non diffonda la paura nelle nostre vite, potremmo placare le nostre ansie e preoccupazioni.

Per illustrare questo concetto, dovremmo immaginare una realtà in cui i media che consumiamo non ci bombardano deliberatamente con contenuti minacciosi per catturare attenzione e ascolti. Come vivremmo allora la vita? I canali mediatici odierni con cui interagiamo comunemente sono una delle principali fonti di stress, squilibrio, malattia e dolore, sia mentale che fisico.

Dovremmo anche considerare che, di generazione in generazione, l’atmosfera sociale sta diventando sempre più egoistica. La competizione oggi inizia già all’asilo e diventa rapidamente distruttiva e aggressiva. Bambini e adolescenti spesso portano con sé impressioni negative profonde e durature derivanti da queste esperienze. Anche se non le esprimono esteriormente, i giovani accumulano ansie e paure significative.

L’approccio integrale all’educazione offre una risposta diretta all’ansia, insieme a un processo di guarigione per la società nel suo complesso. La risposta diretta si basa sul lavoro in un piccolo gruppo di circa dieci persone. Sotto la guida di esperti integrali, si costruisce un gruppo che funge da muro protettivo contro le influenze negative della vita. Questo metodo insegna a sviluppare una profonda connessione umana reciproca, legata da fili di calore, supporto e incoraggiamento.

Tra l’altro, l’umorismo aiuta anche ad alleviare la tensione. Quando c’è una scintilla intelligente che collega sorprendentemente due opposti, ci fa ridere e ci libera. Questo perché tocca esattamente la frequenza che ci stressa nella vita, quando noi stessi non riusciamo a districare i nostri nodi. Ecco perché il buon umore può guarire e ridare colore ai nostri volti.

Per quanto riguarda la guarigione su scala globale, vediamo che l’evoluzione dell’umanità ha incluso innumerevoli sforzi per indirizzare lo sviluppo dell’ego verso un percorso buono e benefico per la società, ma invece lo abbiamo indirizzato verso il male. Questo ci pone in una posizione pericolosa, perché il mondo sta diventando sempre più interconnesso, mentre anche l’egoismo ristretto si intensifica. Questa è la radice di tutti i nostri problemi, nelle nostre relazioni sulla scena internazionale, attraverso la divisione che dilaga in tutta la società, fino alla disgregazione del nucleo familiare.

Pertanto, abbiamo una sola speranza: intraprendere una rivoluzione educativa e culturale universale. Insieme dobbiamo liberarci dall’influenza egoistica negativa e iniziare a elevare i valori integrali di connessione, reciprocità, sostegno e considerazione. Proprio come la natura collega le sue innumerevoli parti per formare la rete della vita, così anche noi dobbiamo sviluppare la capacità di connetterci come organi diversi che si completano a vicenda.

Il mondo futuro non potrà che essere un mondo connesso. Allinearsi ad esso significa connettere i nostri cuori. Continueremo a competere in un mondo del genere? Certo, ma sarà una competizione orientata positivamente, ad esempio una competizione su chi contribuisce di più alla società e chi solleva di più l’umore degli altri. Più questo spirito positivo pervade le nostre vite, più inviteremo una nuova forza vitalizzante che ci solleverà alla scoperta di un mondo completamente nuovo, armonioso e pacifico.

Basato su “New Life 86 – Paura e ansia, parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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È giusto vivere solo per se stessi?

Vivere solo per se stessi non risolve nulla. Se ognuno vivesse solo per se stesso, cosa succederebbe? Moriremmo comunque e tutti dimenticheremmo tutti. Questa è la natura di questo mondo. Una generazione ricorda, quella successiva dimentica, dopo non rimane più nulla di una persona.

La conclusione è che non possiamo vivere né per noi stessi né per gli altri, perché siamo tutti mortali e destinati a scomparire. L’unico luogo in cui possiamo davvero vivere è nella nostra connessione con la forza generatrice della nostra vita, la forza stessa di amore, dazione e connessione che ci ha creati e ci sostiene.

Questo è il motivo per cui esistiamo tutti. Non per essere ricordati, per raccogliere lodi o per accumulare un’eredità terrena, ma per usare tutto ciò che ci circonda come mezzo per avvicinarci alla forza originaria della nostra vita.

Pertanto, per elevarci a un altro livello di esistenza in cui possiamo davvero vivere e sentire un senso eterno e perfetto della vita, non dovremmo vivere “negli” altri, ma “attraverso” gli altri, per connetterci con l’eterna e perfetta forza di amore e dazione. Sebbene nostri corpi siano temporanei e anche le persone verso cui sviluppiamo affetto lo siano, l’atto stesso di prendersi cura di loro ci mette in contatto con l’eterno e il perfetto. Gli altri e l’intero mondo ci sono dati come un campo in cui operiamo, e attraverso tale attività ci avviciniamo alla forza eterna e perfetta di amore, dazione e connessione.

Tutto nel nostro mondo è fugace, tranne la vicinanza sempre crescente con la forza originaria delle nostre vite. E cosa significa avvicinarsi a quella forza? Significa entrare in uno stato di costante cura per gli altri, percependo quella reciproca responsabilità, amore e qualità eterne, invece di vivere per noi stessi, dimenticarci di noi e pensare solo agli altri.

Se riusciamo a dimenticarci completamente di noi stessi e a pensare esclusivamente agli altri, senza calcoli o pensieri del tipo: “Cosa ci guadagno?”, allora in quel preciso istante entriamo nell’eternità. La nostra ricompensa è proprio quella sensazione di eternità, sperimentata nell’amore per l’altro.

Questa non è una fantasia. Non possiamo percepire l’eternità quando viviamo dentro noi stessi. Rivolgendoci agli altri, la sensazione dell’eternità si dischiuderà. Sentiremo il tempo dissolversi e  rimarrà solo la sensazione dell’esistenza nell’altro.

Cos’è, dunque, la forza dell’amore, della dazione e della connessione? È una forza di assoluta cura per l’altro, di amore puro e incondizionato. Tutto ciò che ci circonda, comprese le situazioni più tragiche di guerre, malattie e varie forme di sofferenza, è dato per condurci a questa consapevolezza. Senza il contrasto dell’inclinazione al male, cioè il calcolo egoistico di voler vivere solo per sé stessi a spese degli altri e della natura, non potremmo sperimentare il bene. Senza oscurità e sofferenza, non possiamo percepire la luce e il piacere.

Dobbiamo quindi attraversare stati egoistici negativi per percepire la bontà che li sovrasta. Questo è il compito dell’essere umano: elevarsi al di sopra di tutto il male, la sofferenza e l’ego e, così facendo, scoprire la bontà, l’eternità e la perfezione della natura, ovvero della forza sorgente dell’amore, del dono e della connessione.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 27 ottobre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quali strategie possiamo adottare per affrontare con maggiore facilità gli alti e bassi del nostro percorso?

Dobbiamo percepire i colpi di scena della vita con un certo livello di entusiasmo, come in un gioco.

Simile a quando giochiamo a scacchi: il nostro avversario fa una mossa sulla scacchiera e noi iniziamo a vedere la nostra mossa successiva. Dovremmo rallegrarci di avere una connessione con un tale “giocatore”. Desideriamo, attraverso questa connessione con questo giocatore, scoprire il Creatore, la forza superiore di amore e dazione che è alla base di tutto questo gioco.

Allora, ogni nostra risposta, ogni nostro pensiero, ogni nostra decisione, ogni nostro cambiamento interiore, diventa parte dell’avventura. Questo lavoro interiore è il nostro vero viaggio.

Anche se non sentiamo ancora che dietro queste svolte del destino c’è il Creatore, il desiderio di percepirLo, di comprenderLo attraverso questi movimenti, ci conduce già sulla via più efficace e ottimale.

Questo è esattamente ciò che desideriamo raggiungere: scoprire che dietro ogni mossa della nostra vita c’è Colui che gioca con noi, amorevolmente, saggiamente e con l’unico scopo di avvicinarci a Lui.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 7 novembre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si può non essere feriti facilmente dalle parole o dalle azioni degli altri, mantenendo al contempo un atteggiamento e una visione della vita positivi?

Uno dei miei studenti ha sollevato questo argomento in relazione a una citazione da “Un uomo in cerca di significato della vita” di Viktor Frankl  :

“Nessuno ha il diritto di fare del male, nemmeno se gli è stato fatto del male.”

Esiste una legge universale che connette armoniosamente ogni cosa e ogni individuo in un unico insieme. Il nostro intero sviluppo evolutivo è un processo che ci conduce a questo stato finale. Pertanto, in ogni momento, sarebbe saggio trattare tutti come persone che hanno raggiunto il loro scopo superiore.

Ciò è ancora più vero con nemici e odiatori. In questo modo, impariamo a sviluppare atteggiamenti ottimali verso gli altri e verso la vita in generale, a sopravvivere e a progredire verso il nostro scopo ultimo: uno stato di connessione armoniosa e pacifica tra tutti e la natura.

In altre parole, siamo noi stessi a creare questo stato attraverso il nostro atteggiamento corretto verso tutte le persone, compresi, ovviamente, sia i nemici che gli amici.

Così facendo, plasmiamo noi stessi interiormente, ci correggiamo costantemente e ci avviciniamo di conseguenza all’obiettivo finale di una connessione armoniosa e pacifica tra tutti e con la natura, ovvero la forma che tutti, alla fine, devono raggiungere.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 10 aprile 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cos’è la vera amicizia?

La vera amicizia richiede un lavoro interiore. Non esiste un amico senza difetti. Quando guardi un altro e vedi i suoi difetti, in realtà ti stai guardando allo specchio: i suoi difetti sono i tuoi.

Il mondo che ci circonda è un riflesso del nostro stato interiore. Se vedi il male negli altri, è perché esiste anche dentro di te. Cambia te stesso e il mondo cambierà davanti ai tuoi occhi. Allora scoprirai di non essere all’inferno, ma in paradiso.

La maggior parte delle persone fallisce nelle relazioni perché non è mai stato insegnato loro come rapportarsi in modo armonioso e positivo. L’umanità ha glorificato l’egoismo per generazioni, credendo che il successo derivasse dallo sconfiggere gli altri. Ma ora ne vediamo il risultato: il mondo si sta esaurendo a causa dell’egoismo. La via d’uscita da questa situazione è iniziare a dare valore alla nostra connessione, perché in essa troveremo una nuova dimensione, lo scopo stesso della vita.

Per preservare un’amicizia fino alla fine, dobbiamo ricordare che tutto il male che vedi è dentro di te. Sforzati di correggere te stesso finché non vedrai bellezza e bontà ovunque. Allora ti sentirai come se vivessi in paradiso.

Un vero amico non è qualcuno che ti lusinga o ti fa sentire a tuo agio. Un vero amico è qualcuno attraverso cui vedi i tuoi difetti perché ti aiutano a crescere. Chi ti loda ti priva del progresso. Chi ti fa sentire piccolo o imperfetto è colui che ti aiuta a crescere. Ti spinge a superare te stesso, a raggiungere il prossimo livello spirituale.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 12 settembre 2024.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Il dolore emotivo è un aspetto comune a tutte le relazioni?

È impossibile che le relazioni tra le persone esistano solo in condizioni armoniose. La vera connessione si costruisce sempre sulle rovine di ciò che è stato distrutto. Solo sperimentando sia l’ascesa che la discesa, la gioia e il dolore, una persona può apprezzare veramente l’amore, l’amicizia e la vicinanza. Se non attraversiamo mai queste tempeste interiori, non apprezzeremo ciò che abbiamo.

La distruzione è una parte necessaria dello sviluppo. Quando le relazioni crollano o sembrano sgretolarsi, si risveglia in noi la consapevolezza di quanto sia fragile e prezioso il legame. Questi sentimenti servono da protezione. Ci ricordano di custodire con cura le nostre relazioni, di non darle mai per scontate.

Dopotutto, siamo due egoisti uno di fronte all’altro. Possiamo semplicemente eliminare il nostro egoismo e diventare esseri innocui e ingenui? Certo che no. Ci scontriamo, ci feriamo a vicenda e, attraverso la disperazione, arriviamo a comprendere cosa significhi veramente aspirare al bene. Con il tempo e l’esperienza, non abbiamo più bisogno degli alti e bassi che hanno caratterizzato la nostra giovinezza, ma scegliamo consapevolmente pace, comprensione e amore.

Tale maturità arriva solo dopo aver attraversato molti contrasti. Dobbiamo accumulare un ampio spettro di sentimenti: dolore, rabbia, desiderio e tenerezza; potremo superarli solo con la consapevolezza di come evitare ciò che un tempo ci ha causato sofferenza. È così che costruiamo relazioni sane e durature.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 14 agosto 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è la causa principale del cancro? Perché oggi così tante persone ne sono affette?

Qual è la radice del cancro? In che modo le relazioni tra le persone lo influenzano? Saremo mai in grado di eliminarlo dal mondo? L’approccio integrale all’educazione, che considera l’essere umano, la società e la natura come un tutt’uno, offre una prospettiva unica su questo fenomeno.

Il cancro si è sviluppato parallelamente allo sviluppo umano. A partire dal XVI secolo circa, l’umanità ha iniziato a sentirsi connessa all’interno di un unico sistema. È nato il desiderio di scoprire continenti, sviluppare tecnologia, scienza e cultura, ovvero tutto ciò che appartiene alla vita moderna. Allo stesso tempo, si è diffuso anche il cancro.

Con il passare delle generazioni, l’aspettativa di vita è aumentata, dando al cancro più tempo per svilupparsi nel corpo umano. Anche le condizioni di vita, sia esterne che interne, sono diventate tali da favorire la comparsa del cancro. Di conseguenza, il numero di pazienti oggi è enorme. È considerata una malattia difficile e le persone evitano di menzionarne il nome.

Il fondamento del cancro è costituito da cellule che alterano la loro normale funzione e, invece di agire in armonia e mutualità con le altre cellule del corpo, diventano ostili nei loro confronti. Una cellula cancerosa avvia un processo di auto-divisione incontrollata e perde la sua forma e funzione originarie come parte di un tessuto. Questo crea un ammasso di cellule chiamato tumore. Queste cellule sfruttano l’ambiente a proprio vantaggio, in un processo che distrugge il tessuto in cui si trova il tumore e, infine, il resto dei tessuti e degli apparati del corpo.

Da dove nasce tutto questo? Qual è la radice più profonda di questo fenomeno? Il cancro nasce in ultima analisi da una connessione negativa tra gli esseri umani. È una riproduzione delle relazioni squilibrate all’interno della società.

Da un lato, la vita ci chiude sempre più in un unico sistema integrale. Dall’altro, l’ego di ogni persona cresce sempre di più, impedendo qualsiasi considerazione per gli altri. Poiché l’intera natura è un meccanismo chiuso in cui tutte le parti sono connesse, l’inanimato, il vegetale, l’animato e l’umano, le connessioni umane negative, tra individui, gruppi e nazioni, irradiano distorsioni verso i livelli inferiori della natura, comprese quelle stesse cellule. Inizia con la mancanza di una connessione umana positiva, per poi evolversi nell’odio, nel desiderio di dominare, distruggere ed eliminare.

Finché non affronteremo la fonte del problema, le relazioni umane, il cancro continuerà a svilupparsi e a peggiorare. Tutti gli sforzi che investiamo nella cura non porteranno a grandi risultati. Anche se per certi versi sembra che ci riusciamo, altre forme di sofferenza e dolore arriveranno al suo posto.

Non si tratta di una questione personale che può essere risolta individualmente, ma di una questione globale. Dal punto di vista della natura, siamo tutti connessi in un’unica rete, e quando questa è piena di relazioni negative, le malattie insorgono nelle sue varie parti. Perché il cancro colpisce una persona e non un’altra? Non possiamo guardare in profondità nella rete generale di connessioni, e quindi non lo sappiamo. In ogni caso, la guarigione deve essere collettiva.

Quando decidiamo insieme di intraprendere una rivoluzione percettiva, culturale ed educativa volta a costruire considerazione, connessione e complementarietà reciproca, allora la società sarà in grado di guarire se stessa e i suoi membri da ogni malattia. È importante sapere che la vera guarigione parte solo dalla radice, mentre tutto il resto non è altro che un sollievo temporaneo.

Da dove cominciamo, quindi? Con una diagnosi, cioè con la comprensione della causa principale di ogni malattia. L’egoismo umano si oppone a tutta la natura, che funziona come un sistema integrale di equilibrio e complementarietà. Non esiste creatura in natura che desideri nuocere, causare il male e provare piacere nel farlo. Quando diventa chiaro che abbiamo bisogno di un rimedio per il ristretto egoismo umano, scopriremo che esiste un metodo ordinato e comprovato per farlo. È insegnato dalla saggezza della Kabbalah, che sta emergendo sempre di più ai nostri giorni proprio per questo scopo.

Le fonti kabbalistiche spiegano che, nello stato corretto dell’umanità, la società umana funziona come un corpo sano, come un tutt’uno, o come è scritto, “come un solo uomo con un solo cuore”. Una tale connessione integrale tra noi ci eleverà a un nuovo livello di esistenza. Inizieremo a percepire i sistemi nascosti della natura, cioè i sistemi che governano le nostre vite e tutto ciò che vediamo nel nostro mondo, il che ci aiuterà a integrarci nell’armonia di tutta la creazione. Insieme raggiungeremo una dimensione superiore dell’esistenza, oltre i limiti di tempo, spazio e movimento.

In pratica, tutte le malattie e i problemi che sperimentiamo oggi sono venuti per spingerci a riconoscere il male nel nostro stato attuale e per condurci verso un nuovo mondo eterno e perfetto, un mondo di amore.

Basato su “New Life 79 – Cancer” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Di quanti soldi abbiamo bisogno per essere completamente calmi e liberi dall’ansia?

La risposta a questa domanda è molto più complessa di quanto possiamo risolvere con il solo denaro. Più possediamo, più preoccupazioni ci creiamo. Pertanto, se desideriamo avere sicurezza nella nostra vita, dobbiamo capire che questa esiste in altri ambiti, oltre a ciò che possiamo acquisire con il denaro.

La mancanza o l’indisponibilità di denaro è una delle nostre più grandi paure. La verità è che non dipende dalla quantità di denaro che abbiamo sul conto in banca. È piuttosto una questione psicologica.

Se fosse possibile per la società prendersi cura del nostro benessere, circondandoci di calore e amore come una madre e un padre, allora potremmo davvero garantire a ogni persona una vita di calma, serenità, sviluppo e crescita. Dopotutto, siamo creature sociali e siamo fortemente influenzati dall’atmosfera che ci circonda.

Con questo quadro così ambiguo, scendiamo alla dura realtà. Un tempo non esisteva l’assicurazione sanitaria, mentre oggi è la norma. Tutti sono iscritti a un fondo di assicurazione sanitaria e hanno diritto a servizi medici, medicinali e dottori. Allo stesso modo, varrebbe la pena garantire che nessuno soffra la fame, senza pane e altri beni di prima necessità.

Immaginate che ogni persona fosse certa che, qualunque cosa accada, avrà sempre un paniere di generi alimentari di base, qualcosa da mangiare e qualcosa da dare ai propri figli. Come influenzerebbe questo le ansie e le paure?

Se decidessimo insieme di procedere in questa direzione, lo spirito della gente cambierebbe. Sarebbe la prova che, nonostante tutto, sentiamo di appartenere a un’unica famiglia. I divari economici che si riscontrano oggi in questo Paese sono del tutto inadeguati allo spirito del nostro popolo e indicano che ci siamo sviluppati nella direzione sbagliata. Garanzia reciproca, sostegno reciproco e atti di gentilezza sono i valori originari che ci hanno costruito come nazione.

Anche nel settore dell’edilizia abitativa c’è molto da fare, se solo ci fosse la volontà di creare connessioni e complementarietà. Ad esempio, gli appartamenti vuoti, acquistati da persone che potrebbero vivere all’estero per investimento, potrebbero fornire una soluzione temporanea per chi non riesce a pagare l’affitto. Lo Stato si farebbe carico della loro ristrutturazione dopo l’uso, per garantire che quegli appartamenti non perdano valore, e nel frattempo predisporrebbe soluzioni permanenti per le crisi abitative.

Tali misure reciproche in materia di cibo e alloggio porterebbero, come minimo, all’eliminazione dell’ansia di sopravvivenza.

In effetti, un simile approccio rappresenta una rivoluzione nella percezione: una rivoluzione nelle relazioni, nella percezione del legame tra individuo e società.

Quando comprenderemo che non c’è scelta e che dovremo realizzare la cura reciproca in tutta la società, avremo bisogno di un processo preliminare di ampia spiegazione, o più precisamente di sviluppo culturale-educativo nell’intera società. Nei media, nelle istituzioni educative e culturali, nei luoghi di lavoro, nei centri comunitari, nei centri di quartiere e in ogni luogo e angolo, sarà necessario dedicare tempo di qualità allo sviluppo di una nuova percezione delle relazioni. Quotidianamente, come l’attività fisica che è già entrata nella routine. Nuove relazioni a casa, al lavoro, nella società e nello Stato.

Tutto inizia con la comprensione che il mondo di domani può essere solo connesso, e i segni di questo sono visibili ovunque. Da un giorno all’altro, la connettività tra tutti cresce e aumenta anche la dipendenza reciproca. Ogni azione di qualcuno scuote la barca su cui ci troviamo tutti, minacciando di affondarla. In tali condizioni, senza considerazione e cooperazione, non avremo futuro né speranza. Nessuno trarrà beneficio da ciò che ha in banca, quando saremo nell’occhio del ciclone.

La natura che ci circonda funziona come un sistema chiuso, integrale e circolare. I livelli inanimato, vegetativo e animato della natura creano un tessuto meraviglioso, la vita si sviluppa nella connessione e complementarietà tra gli opposti. Nella società umana, al contrario, la natura non crea l’armonia da sola, ma siamo noi stessi a volerla e a costruirla.

Il denaro, per definizione, simboleggia la capacità di coprire i nostri bisogni. In una realtà di dipendenza reciproca, misureremo questa capacità in base al livello di cura reciproca. Una connessione umana positiva consentirà la soddisfazione dei bisogni di tutti, e allora la copertura sarà davvero emotiva e calorosa.

Quanto valgono tutti quei dollari? Qualcuno sa cosa succederà loro domani? E se scoppiasse una grande guerra o se una crisi economica spazzasse via tutto ciò che abbiamo? Siamo costantemente nella paura, la vera sicurezza deriva solo dal sostegno che gli altri ci forniscono.

La sensazione di essere insieme, nello stesso Stato, garanti l’uno dell’altro, proprio come nell’esercito, dà la massima sicurezza.

Immaginate quanto potremmo risparmiare se condividessimo le eccedenze tra di noi, se non dovessimo investire così tanto nella lotta e nella difesa, se tutti sentissero che la società è una famiglia e pensassero costantemente a come migliorare la propria situazione.

Una buona connessione e una garanzia reciproca ci aiuteranno a risparmiare molto, a prevenire gli sprechi e a reperire risorse aggiuntive. Le persone che si sentono connesse inizieranno a prestare maggiore attenzione all’ambiente circostante. Risparmieremo in molti aspetti della nostra vita, dall’energia, all’elettricità e all’acqua, a vari altri servizi. Con il miglioramento delle connessioni umane, anche le spese sanitarie diminuiranno, così come le spese per la polizia, la vigilanza, le forze dell’ordine e altro ancora. In ogni ambito della nostra vita saremo in grado di uscirne vincitori.

Inoltre, al di là di tutto ciò che è stato menzionato, l’unità ha un potere che non è di questo mondo. Ciò deriva dal fatto che quando ci connettiamo cuore a cuore, ci allineiamo con l’unità che è nella natura onnipresente. Allora, nel sistema di connessione integrale che costruiamo tra noi, inizierà a fluire l’unica forza alla base della natura. Questa è una forza che agisce con un’influenza positiva, dando vita a tutta la creazione, rivelando ulteriori fonti di abbondanza ed energia e favorendo la crescita.

Connessione, calore, amore e sostegno sostituiranno il sentimento di paura.

Basato su “New Life 66 – Paure legate al denaro” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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