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Incontriamo le persone per caso, o c’è una ragione dietro ogni incontro?

Nulla avviene per caso.  Tutti i nostri incontri sono predeterminati.

Siamo tutti interconnessi e interdipendenti, fin dall’inizio, ognuno di noi si trova in una condizione predeterminata. Se ci incontriamo in qualche modo nella vita come conseguenza della correzione dell’anima comune, allora è già stato determinato secondo i nostri geni spirituali.

Pertanto, nulla di casuale succede nei nostri incontri o nella distanza che ci separa, quindi non dobbiamo preoccuparcene.  Quello di cui dovremmo principalmente occuparci è che in ogni fase del nostro sviluppo, quando incontriamo gli altri, dovremmo essere il più possibile gentili, accoglienti e disponibili. Così, alla fine, non ci smarriremo e manterremo sempre la direzione  della correzione dell’anima. 

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 6 maggio 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Le persone saranno interessate a una piattaforma di social network orientata alla creazione di connessioni significative?

I social network non sono nati con Internet. Esistevano già molto prima e non solo nell’umanità, ma in tutta la natura.

La vita si sviluppa quando gli opposti si connettono. Più gli elementi sono opposti, più complesse sono le loro connessioni. In ogni elemento risiede una forza interiore che lo spinge a connettersi con gli altri. Questa è la volontà di esistere nel bene, di ricevere piacere e godimento. Può anche essere chiamata “la volontà di godere” o “l’ego”. Dal desiderio di appagamento di ciascuna parte, si forma la connessione e si chiarisce l’equilibrio.

In noi esseri umani, l’ego continua a crescere, sviluppando bisogni diversi e spingendoci in direzioni differenti. Da un lato, l’ego desidera rimanere solo. Dall’altro, da solo non ha nulla di cui nutrirsi. Perciò ha bisogno di connettersi con gli altri e di pagarne il prezzo. Da ciò nascono interazioni di dare e ricevere e si formano reti di connessione.

Nel corso del Medioevo, le reti sociali e culturali erano perlopiù appannaggio delle élite. La maggior parte della popolazione era impegnata nella mera sopravvivenza. Poi arrivò la rivoluzione tecnologica e le persone iniziarono a organizzarsi in diverse reti professionali. Nel XX secolo, la radio, la televisione e i mass media conobbero un periodo di grande sviluppo. Successivamente, è arrivato Internet, che ha cambiato completamente le nostre vite.

La connessione è diventata online, bidirezionale e intensissima. Le persone condividono tutto, caricano foto di ogni situazione in cui si trovano, compreso ciò che mangiano, bevono e semplicemente dove sono. Si è sviluppato in loro una sorta di impulso interiore ad esprimersi, a riversare tutto nella rete, osservando al contempo ciò che gli altri stanno vivendo.

Da dove proviene tutto questo? Proviene dallo sviluppo dell’ego, dal desiderio di godere. In ogni fase dello sviluppo, emerge una diversa rete di connessioni. Al culmine del nostro sviluppo, se analizziamo le tendenze, probabilmente saremo completamente connessi gli uni agli altri, come organi in un unico corpo, in equilibrio tra tutti, in una perfetta connessione integrale. Fino ad allora c’è ancora molta strada da fare e Internet oggi può servire da piattaforma di aiuto.

Per un attimo, mettiamo da parte tutte le divisioni, le separazioni e l’odio che attualmente dominano i social network e creano un’atmosfera malsana, e accostiamoci alla seguente visione con mente aperta.

Un gioco, una sfida, un’avventura, qualcosa che ti sollevi dalla grigia routine, dall’incessante inseguimento di chissà cosa, dalle pressioni e tensioni che non ti danno tregua. Qualcosa di emozionante che dia un grande significato, uno scopo più elevato che illumini il tuo cammino, qualcosa di così coinvolgente che ti piacerà sognarlo di notte e correre verso di esso in ogni momento libero.

Benvenuti in un nuovo tipo di social network, una rete che funge da trampolino di lancio per la prossima fase evolutiva.

L’obiettivo di questa rete è elevare la qualità delle nostre connessioni a un livello spirituale, al di là di tutti i limiti della percezione fisica che attualmente sperimentiamo, al di là del tempo, dello spazio e del movimento. Affinché possiamo sentire l’energia interiore di ogni persona, ciò che viene chiamata “l’anima”, così come di coloro che ci hanno già lasciato e di coloro che ancora vi appariranno, per sentire tutto ciò che è stato, è e sarà, tutta la natura, tutta la creazione.

Come si raggiungerà questo obiettivo? Attraverso un nuovo protocollo di connessione, un protocollo integrale. L’architettura del sistema guiderà i partecipanti verso la reciprocità, la connessione e il sostegno vicendevole. Attraverso diversi mezzi, li condurrà a comprendere cosa sia la connessione integrale, cosa sia una connessione appropriata. L’attenzione non sarà rivolta al singolo individuo come unità che cerca di trarre la massima soddisfazione possibile da sé, ma al superamento dei confini personali per instaurare una buona connessione con gli altri.

Ciascuna persona si eleverà al di sopra del proprio ego per unirsi agli altri nell’amore, la connessione condivisa che ne emergerà inizierà ad avere vita propria. Gradualmente, avvolgerà i partecipanti in una sorta di “bolla”, un contenitore sensoriale spirituale capace, per così dire, di elevarsi al di sopra della Terra, viaggiare tra le galassie e condurli in un’altra dimensione.

Durante questo processo di sviluppo, il corpo e la vita fisica continueranno come di consueto, ma il nostro atteggiamento nei loro confronti cambierà. Diventeranno qualcosa che manteniamo per poterci dedicare allo sviluppo della vita spirituale. Passo dopo passo, scopriremo che non stiamo creando nulla di nuovo, ma piuttosto rivelando ciò che è sempre esistito, che la rete perfetta di connessioni esiste nel profondo della natura, ma il nostro egoismo ristretto l’ha celata.

Lo sforzo di superarlo svilupperà in noi una nuova capacità di percezione, attraverso la quale realizzeremo consapevolmente il pieno potenziale che è in noi.

Questo intero percorso di sviluppo viene anche chiamato “via della luce” o “via della consapevolezza”,  è verso questa meta che ci spinge l’evoluzione della rete di connessioni tra individui e società.

Se dunque la rivoluzione di Internet è stata una sorta di preparazione, oggi è sia possibile che necessario passare alla fase successiva. Senza una connessione piena e illimitata, non saremo in grado di sopravvivere alle sfide di un mondo interconnesso, né di dare un senso alla prossima generazione. La sofferenza aumenterà e l’angoscia si intensificherà finché non comprenderemo che lo sviluppo della vita richiede flusso, connessione nell’unità, apertura dei nostri cuori a un amore superiore.

Basato su “Nuova Vita 137 – Il potenziale dei social network” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Internet ci ha avvicinati o ci ha isolati di più?

C’è stato un tempo in cui Internet non esisteva. Oggi, invece, le persone impazziscono se perdono improvvisamente la connessione.

Come quasi ogni cosa, Internet contiene sia aspetti positivi che negativi. La rivoluzione di Internet ha infatti trasformato la nostra percezione, inserendoci in una rete che connette tutti.

Allo stesso tempo, Internet ci permette anche di isolarci dal mondo. Tutto è accessibile, non c’è bisogno di uscire di casa, non c’è bisogno di andare da nessuna parte. Possiamo semplicemente disconnetterci. Da ciò possono derivare solitudine, depressione e angoscia.

Da un lato, Internet offre l’opportunità di arricchirsi con tutte le cose belle del mondo. Dall’altro, può anche intensificare il desiderio di cose negative.

Online è possibile comunicare in modo diretto e autentico. Ma si può anche mentire, assumere una falsa identità o inventare una personalità. Internet ha garantito la libertà, abbattendo le barriere. Oggi tutti hanno la sensazione di vivere in un mondo globalizzato, come se si trovassero in un’unica stanza con tutta l’umanità. Inoltre, Internet ha offerto a ogni individuo una piattaforma per esprimere le proprie opinioni e diventare un mezzo di comunicazione indipendente.

Inoltre, come ben sappiamo, nell’era digitale siamo costantemente oggetto di vendite, inganni e manipolazioni. Il lato positivo è che questo ci spinge a comprendere cosa c’è di imperfetto nelle relazioni umane.

Non c’è dubbio che Internet acceleri lo sviluppo. Velocizza i processi e ci mostra in tutta la sua pienezza tutto ciò che è insito nella natura umana. A un certo punto, ci renderemo conto che è troppo. Non possiamo vivere così. È impossibile vivere sotto costante pressione, in uno stato di perenne difesa, sapendo che tutti cercano di sfruttarci per il proprio tornaconto. È soffocante ed estenuante, non una vita degna di un essere umano.

Viviamo tutti insieme su questo pianeta, interconnessi, interdipendenti e influenti l’uno sull’altro. Pertanto, è tempo di aggiornare il codice della connessione umana. Altrimenti, non avremo un futuro positivo.

Allora decideremo che dobbiamo passare a un diverso tipo di connessione, una rete più avanzata. Così come tutta la natura è unificata, con le sue parti interconnesse in un unico sistema integrale, allo stesso modo dobbiamo imparare a esistere attraverso la connessione tra gli opposti e la reciproca complementarità. Al culmine del nostro sviluppo, saremo “come un solo uomo con un solo cuore”, questo ci aprirà davanti un mondo completamente nuovo e superiore.

Questa sarà la prossima fase di sviluppo nell’evoluzione dell’umanità. Si esprimerà nella sensazione di aver bisogno di una rete interiore di connessione, senza router, cavi, fibre e dispositivi, una connessione diretta tra cuori e menti, attraverso un canale illimitato, da ciascuno a tutti.

Pertanto, Internet come lo conosciamo oggi riassume l’evoluzione dell’umanità fino ad oggi. Ci aiuta a comprendere cosa manca nella connessione umana e ci guida verso la rete di connessione ideale e completa di domani.

Basato su “New Life 136 – La rivoluzione di Internet e la connessione umana” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché così tante relazioni finiscono per essere malsane o insoddisfacenti?

La vita è una sequenza di connessioni tra noi e l’ambiente che ci circonda, tutti i problemi iniziano con una comunicazione inefficace. Sempre più persone non si comprendono a vicenda, i figli non capiscono i genitori e i genitori non si comprendono tra loro. Lo stesso accade sul lavoro, per strada, nella società, all’interno di un Paese e in tutta l’umanità. Quando comprenderemo che questa è la radice della miriade di problemi che incontriamo oggi, saremo in grado di progredire verso un nuovo livello di comunicazione.

Il problema nasce dal fatto che alla base di ogni legame tra persone c’è un calcolo: “In che modo questo legame con quest’altra persona mi appaga?” “Cosa ne ricaverò?”

Ognuno di noi vede l’altro come una fonte di beneficio per sé stesso, quindi questo tipo di comunicazione può essere definito unidirezionale. Porta a scontri, discussioni, conflitti e guerre. È estenuante, deludente e soffocante.

Da qui nasce la sensazione di non avere energie per nessuno, il sogno ultimo diventa un angolo tranquillo, vivere su un’isola isolata senza disturbi.

Tuttavia, non possiamo trovare vera pace, felicità e appagamento in quella direzione. Raggiungere pace, felicità e appagamento richiede un cambiamento nel modo in cui ci relazioniamo con l’ambiente. Perché? Perché è impossibile provare vera soddisfazione e tranquillità da soli. Queste esistono solo come illusione.

Segnali di questo fenomeno si possono riscontrare in tutto ciò che acquistiamo, che si tratti di un nuovo capo d’abbigliamento, una nuova auto, una casa, una carriera, una relazione o qualsiasi altra cosa, persino un buon pasto. In breve tempo, il piacere derivante da ciò che possediamo svanisce come se non fosse mai esistito, e ci sentiamo di nuovo insoddisfatti, solo che ora in misura ancora maggiore.

I saggi, che studiarono a fondo questo fenomeno,  scrissero  a riguardo: “Non si muore con metà dei propri desideri in mano” e “Chi ha cento ne vuole duecento”. Scoprirono che per natura siamo tutti connessi all’interno di un unico sistema e che l’unico modo per ricevere vera realizzazione, soddisfazione e nutrimento è attraverso gli altri. Ciò richiede già un tipo di comunicazione fondamentalmente diverso, una comunicazione complementare.

Se nella comunicazione unidirezionale penso alla mia esistenza e il calcolo è “cosa otterrò da te”, nella comunicazione complementare l’intenzione che mi guida è “cosa otterrai tu da me”. Metto tutto ciò che ho a tuo vantaggio. Ti sento e comprendo ciò che ti manca, mi includo nel tuo desiderio e mi metto al tuo servizio.

Cosa ne ricavo? Chiedetelo a qualsiasi madre che si prende cura del proprio bambino. Quando ha l’opportunità di dare al suo bambino, prova un senso di pura felicità. Perché? Perché, per così dire, ha aggiunto a sé un altro recipiente di accoglienza e, quando lo riempie, si sente appagata molte volte. Certo, per una madre questo avviene in modo naturale, ma suggerisce la direzione di sviluppo desiderata.

La comunicazione complementare, che implica saggezza e un metodo che richiede apprendimento e pratica, si verifica quando una persona si connette a un’altra con amore. Più le persone sono distanti e opposte l’una all’altra, maggiore sarà il divario che le separa; se sviluppano la capacità di connettersi al di sopra di esso, la forza del legame, il piacere e la gioia si moltiplicheranno.

In generale, la comunicazione che intratteniamo attualmente si basa sulla sensazione che ogni persona sia separata dalle altre e questa percezione plasma la nostra visione del mondo. Quando inizieremo a sviluppare una comunicazione basata sulla connessione e sulla complementarietà, scopriremo gradualmente che il mondo intero siamo in realtà noi stessi, che non ci sono estranei intorno a noi, né confini o barriere, né domini separati di “mio” e “tuo”, ma che tutto è un unico dominio. Non esiste altro che una forza, la forza della natura. È la forza più intima, sublime e fondamentale che esista, ed è una forza d’amore completa, eterna e perfetta.

Basato su “Nuova Vita 127 – L’essenza della comunicazione, Parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché la comunicazione tra le persone si interrompe e come si può prevenire o risolvere il problema quando si verifica?

In linea generale, la comunicazione è l’essenza stessa della vita. Il mondo ebbe inizio con una particella di energia che generò due particelle opposte, e da allora tutta l’evoluzione si è svolta attraverso la connessione, varie forme di connessione e gradi di opposizione e distanza tra gli elementi connessi. In ogni caso, tutto ciò è comunicazione.

Nei livelli inanimato, vegetativo, animato e umano, all’aumentare dell’intensità degli opposti, aumenta anche la forza della connessione necessaria allo sviluppo della vita, una nuova modalità di connessione dà origine alla successiva forma di vita.

Anno dopo anno, scopriamo quanto siano interconnesse tutte le componenti della natura, quanto sia elevato il livello di integrazione tra tutti i suoi elementi. Sulla Terra, ad esempio, gli oceani, l’atmosfera, il calore del pianeta, le eruzioni vulcaniche, gli uragani e i venti costituiscono un unico sistema ecologico che tende all’equilibrio tra gli opposti. L’equilibrio richiede forze opposte, ma connesse tra loro. Questo equilibrio si esprime nella creazione di un numero sempre maggiore di forme di connessione, all’interno di sistemi sempre più complessi.

Alla base di ogni comunicazione c’è il bisogno di un dato elemento di appagarsi, che lo spinge a superare i propri limiti. Ogni connessione che si instaura si fonda sul calcolo: “Cosa ci guadagno io?”. Questo vale sia a livello atomico e galattico, sia nelle relazioni umane. Relazioni sentimentali, legami familiari e rapporti d’affari si formano tutti secondo lo stesso calcolo: “Ne vale la pena per me?”.

Tuttavia, oggi ci stiamo avvicinando a una situazione in cui questo programma di comunicazione non funziona più a livello di consapevolezza e percezione umana.

Stiamo scoprendo sempre più di non avere alcun controllo su ciò che sta accadendo. Tutte le forme di connessione umana che abbiamo costruito nel corso della storia sono sull’orlo del collasso. Queste includono il commercio, l’industria, l’economia, la finanza, le relazioni internazionali, il nostro rapporto con l’ambiente, così come l’istruzione, la cultura e i media, persino l’unità fondamentale dell’esistenza, la famiglia.

Non è che le persone non cerchino di comunicare, ma in qualche modo la comunicazione non funziona più. Ad esempio, le coppie decidono di sposarsi e, dopo poco tempo, scoprono che non c’è speranza. Sul lavoro, nella società, all’interno dei singoli Paesi e a livello globale, gli accordi non reggono e le alleanze non durano. La capacità di impegnarsi con gli altri è diventata sempre più difficile, questo rende complicata la pianificazione del futuro e ci espone a una situazione di rischio.

A questo punto, l’evoluzione ci spinge ad andare avanti e a ricercare un nuovo sistema di connessione, radicalmente diverso nella sua natura. Che tipo di sistema di connessione può essere? Non una connessione unilaterale, come lo è stata finora, del tipo “vediamo come posso essere soddisfatto da te e cosa devo dare in cambio”, ma una comunicazione che sia fondamentalmente bidirezionale e complementare.

Che cosa significa? Smetto di vedere l’altro come opposto a me. Al contrario, prendo in considerazione i suoi desideri e bisogni insieme ai miei, ed esamino come possiamo coesistere in una relazione complementare.

Comunicare a questo livello richiede di incorporare l’altro dentro di noi, di accettarlo per quello che è, senza alcuna interferenza del nostro ego, come se noi stessi non esistessimo. Un altro modo di vedere questo concetto è che usciamo da noi stessi, entriamo a vivere nell’altro e agiamo dall’interno di lui, attraverso le sue qualità. Un altro modo ancora per descriverlo è che ci connettiamo a tal punto che non rimane alcuna differenza tra noi.

Questo rappresenta un’evoluzione verso un diverso livello di valori. Ogni persona non esiste più per sé stessa, ma esistiamo per la vita stessa, per la comunicazione tra noi. Smettiamo di pensare a ciò che proviamo e desideriamo e iniziamo a pensare alla formazione di un nuovo livello di vita, come se fossimo partner che insieme danno vita a una terza entità.

L’entità comune che creiamo è una nuova forma di vita, in cui percepiamo l’unica forza della natura, la stessa forza che originariamente creò due forze opposte. È così che chiudiamo il cerchio e, attraverso una comunicazione completa tra di noi, ritorniamo consapevolmente al punto di partenza da cui tutto ebbe inizio.

In questo processo evolutivo, i concetti di tempo, movimento e spazio scompaiono, così come le nozioni di “noi” e “qualcuno al di fuori di noi”. Tutte le distinzioni della nostra attuale percezione terrena della realtà svaniscono e ci eleviamo verso un mondo di informazione, emozione, mente e cuore in forma pura, senza materia fisica. Questo è anche chiamato il mondo dei pensieri e dei desideri. È la prossima fase evolutiva che l’umanità deve raggiungere, la miriade di sviluppi tecnologici odierni non sono altro che una preparazione a tale stadio.

Pertanto, non dobbiamo disperare quando oggi assistiamo a un’interruzione della comunicazione. Ciò indica la necessità di elevarci a una forma di comunicazione ottimale e complementare. Auguro a tutti noi successo in questo percorso.

Basato su “New Life 126 – L’essenza della comunicazione, parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa possono fare le organizzazioni per affrontare le sfide di un mondo professionale complesso e interconnesso?

La realtà ci sta mettendo tutti sulla stessa barca. Man mano che scopriamo quanto siamo dipendenti gli uni dagli altri, le tensioni e le pressioni aumentano. Questo danneggia la nostra salute, il nostro umore e le nostre relazioni, sia in famiglia, sul lavoro e, più in generale, nei nostri paesi di residenza. Quali cambiamenti dovrebbero attuare le organizzazioni per adattarsi alle nuove condizioni?

Partiamo dal punto fondamentale. Se tutti i membri dell’organizzazione sono positivamente connessi attraverso relazioni complementari e integrali, saremo certamente più forti, più efficienti, più di successo, più soddisfatti, più felici e più appagati. Inoltre, tale connessione ci allineerà al sistema generale della natura, al meccanismo globale e integrale in cui tutte le parti completano il tessuto della vita. Questo allineamento irradierà una forza positiva su di noi, sia come individui che come società.

Per ottenere questi benefici, dobbiamo creare all’interno dell’organizzazione un ambiente basato su valori integrali. In altre parole, dovremmo trasformare il nostro luogo di lavoro in un patrimonio condiviso, costruito attraverso la connessione, la cooperazione, la responsabilità e la garanzia reciproca. L’approccio integrale all’educazione ci insegna come fare ciò e può servirci da guida.

L’ambiente positivo che creeremo all’interno dell’organizzazione influenzerà non solo il nostro lavoro, ma anche le nostre famiglie e il nostro tempo libero. L’organizzazione si trasformerà da un luogo in cui ci limitiamo a lavorare in un luogo in cui viviamo insieme sentendoci bene. Anche le nostre famiglie beneficeranno di questo nuovo spirito di unione e di relazioni positive. Gradualmente, l’organizzazione diventerà come una grande famiglia che include tutte le famiglie dei suoi membri e le aiuta ad affrontare le sfide della vita. Organizzeremo insieme picnic, gite, feste, club, campi estivi e workshop. Diventeremo una sorta di tribù accogliente e solidale in cui nessuno si sentirà solo. Ci aiuteremo a vicenda, ci prenderemo cura del benessere reciproco e sentiremo di appartenere veramente a una comunità.

Quindi, come si fa? Da dove si comincia?

L’approccio integrale all’educazione si basa sullo studio della natura umana, della natura del mondo e della direzione integrale dello sviluppo in cui viviamo.

In questo percorso esploreremo insieme come siamo fatti. Ad esempio, la ricerca  dimostra  che le persone preferiscono ricevere uno stipendio inferiore, purché superiore a quello degli altri, piuttosto che uno stipendio più alto se gli altri guadagnano di più. Cosa spinge le persone a prendere tali decisioni? Perché le persone misurano il proprio successo confrontandosi con gli altri?

Oltre a ciò, perché una persona tende a calpestare gli altri pur di raggiungere i propri obiettivi personali?

Qual è la struttura della natura egoistica dell’essere umano? Quali sono i suoi aspetti positivi e quelli dannosi? Cosa perdiamo a causa della competizione distruttiva? Potrebbe esistere un altro tipo di competizione, una che avvantaggi tutti?

Immaginate, anche solo per un istante, che una persona fosse felice del successo di un collega tanto quanto lo è del successo del proprio figlio. Come sarebbero le nostre vite allora? Quanto si amplierebbero i confini della nostra gioia?

Inoltre, riguardo allo sviluppo che viviamo da una generazione all’altra. Cosa distingue le persone delle generazioni precedenti da quelle di oggi? Come si è evoluto il loro ego? Che forme hanno assunto le relazioni tra gli individui e chi li circonda? Cosa è successo alle relazioni tra coniugi, tra genitori e figli, tra lavoratori, tra organizzazioni, tra settori e tra nazioni e società?

Da un lato, la realtà è diventata sempre più interconnessa e l’interdipendenza si è intensificata. Dall’altro, l’ego di ogni individuo è cresciuto enormemente e continua a crescere. Dove ci condurrà tutto ciò in termini di processi, tendenze e minacce?

Inoltre, cosa accade nel mondo naturale che ci circonda? Come fa la forza generale della natura a far sì che gli opposti si completino a vicenda per sostenere lo sviluppo della vita? Perché non guida noi umani allo stesso modo? Perché non siamo programmati istintivamente come gli animali o le piante? Perché tutto ciò che ci riguarda è così complicato?

Attraverso tali esplorazioni giungiamo gradualmente a una comprensione comune. Da un lato, l’ego ha condotto l’umanità a un livello di sviluppo molto elevato, ma dall’altro, oggi deve adattarsi alle nuove condizioni ambientali. Nel mondo interconnesso di oggi, è impossibile pensare solo a se stessi, perché un tale comportamento finirebbe per trascinare tutti verso il basso.

Da questa consapevolezza emerge chiaramente che la migliore linea d’azione è quella di costruire un ambiente integrale all’interno dell’organizzazione, un ambiente positivo che già oggi rifletta i valori del mondo interconnesso verso cui l’umanità si muoverà inevitabilmente domani. Questo ci metterà sulla strada del successo, rendendoci un modello per gli altri e una fonte di ispirazione.

Esistono molti modi per creare un ambiente inclusivo. Il principio guida è lo sforzo comune di pensare al bene di tutti insieme, non al singolo individuo. In ogni momento e in ogni azione, ognuno dovrebbe cercare di dare un esempio positivo. Ad esempio, spegnendo le luci e l’aria condizionata quando non sono necessarie, prendendosi cura delle attrezzature aziendali, sorridendo, facendo complimenti, offrendo occasionalmente piccoli doni ai colleghi e compiendo gesti simili.

È inoltre molto importante impegnarsi per migliorare l’atmosfera generale. Si può diffondere in sottofondo musica piacevole e canzoni che scaldano il cuore. Si può organizzare un breve incontro mattutino in cui, a rotazione, dei “presentatori di connessione” salutano tutti all’inizio della giornata e ricordano che la cosa più importante è mantenere un’atmosfera positiva, buoni rapporti e reciproco aiuto e sostegno, per sentirsi parte di un’unica famiglia. Qualcuno potrebbe arrivare di cattivo umore o incontrare difficoltà durante la giornata, ma siamo tutti qui per sostenerci e incoraggiarci a vicenda, offrendo calore e attenzione. È possibile condividere buone notizie sull’organizzazione o sulla società in generale. Ogni volta si può lodare una persona diversa per il suo contributo all’atmosfera positiva. Si potrebbe anche organizzare un breve workshop sulla connessione. Se un incontro simile si svolge durante la pausa pranzo o alla fine della giornata, è ancora meglio.

Quando l’organizzazione diventerà un ambiente positivo, una tribù accogliente e unita, le persone smetteranno di cercare di ostacolarsi a vicenda per emergere a spese degli altri. Al contrario, tutti si sosterranno a vicenda. Ogni persona si sentirà circondata da calore e attenzione, il che risveglierà il desiderio di realizzare il proprio pieno potenziale a beneficio dell’organizzazione e della società. Non ci sarà spazio per la pigrizia, la noncuranza o il minimo sforzo. Naturalmente, questo si rifletterà anche nei risultati dell’organizzazione, ed è opportuno che essa condivida parte dei profitti crescenti con tutti.

L’organizzazione di successo del mondo futuro sarà integrale e interconnessa.

Basato su “Nuova Vita 119 – I benefici dell’interconnessione” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Che cos’è l’intelligenza collettiva e come può essere utilizzata efficacemente?

Il mondo sta cambiando e il pensiero individuale non è più sufficiente per analizzare i problemi e trovare soluzioni. Il futuro delle organizzazioni dipende dallo sviluppo di emozioni e intelligenza condivise. Questo è ciò che insegna l’approccio integrale all’educazione. Di seguito sono riportati alcuni principi, strumenti ed esercizi.

Innanzitutto, è importante ricordare che l’intero universo si è sviluppato da una piccola scintilla. Da allora, il programma evolutivo ha sviluppato parti della materia in molte direzioni, eppure tutte appartengono a un unico sistema. Pertanto, quando le persone imparano a connettersi tra loro, sviluppano una maggiore capacità di comprendere quella singola forza che ci governa, la forza universale della natura.

Attraverso specifici esercizi di connessione, le persone costruiscono nuovi sentimenti condivisi e una comprensione comune. Passo dopo passo, iniziano a scoprire cosa le governa e le motiva, da dove provengono i loro desideri e pensieri e come possono combinarli per creare un nuovo desiderio comune e una nuova mente condivisa, che non appartiene a un singolo individuo ma a tutti insieme. Attraverso questo processo, possono iniziare a percepire la natura circostante, il sistema più ampio, scoprire cosa desidera e in quale direzione guida il loro sviluppo. Questo diventa uno strumento per prevedere il futuro, comprendere cosa è probabile che accada e prepararsi in anticipo.

Perché è necessario? Il motivo è che la vita ci insegna che in un mondo sempre più globale e integrato, più connesso che mai, gli strumenti di pensiero individuali non sono più sufficienti. È proprio perché ci mancano strumenti di pensiero comuni che, anche in situazioni in cui è evidente a tutti la necessità di unirsi per affrontare le minacce o promuovere il progresso, le persone non riescono comunque a farlo. Questo accade a livello di organizzazioni, imprese, società umane e anche nelle relazioni internazionali.

È qui che entra in gioco l’approccio integrale all’educazione, che offre un metodo per sviluppare relazioni e connessioni integrali tra le persone. La sua applicazione può avvenire sul luogo di lavoro, in famiglia e in tutta la società. Il metodo combina lo studio approfondito della natura umana e della direzione generale dello sviluppo con esercizi e laboratori di connessione.

Esercizi di connessione

Esistono molti giochi ed esercizi pensati per favorire la connessione tra le persone: esercizi che coinvolgono la parola, il contatto visivo, l’ascolto, il movimento e altro ancora. I partecipanti potrebbero chiudere gli occhi e iniziare a parlare con gli occhi chiusi, coprirsi le orecchie guardandosi negli occhi, oppure comunicare messaggi solo attraverso il contatto visivo.

In altri esercizi, i partecipanti seduti in cerchio si passano messaggi a vicenda, assicurandosi che il messaggio rimanga corretto durante tutto il percorso. Anche gli esercizi di pantomima sono molto importanti, in quanto permettono di esprimersi attraverso i movimenti senza l’uso delle parole. L’obiettivo è aiutare la persona a uscire dal proprio isolamento e a iniziare a connettersi con gli altri.

Una volta instaurato un certo legame, i giochi di ruolo possono aiutare i partecipanti ad assumere e abbandonare ruoli diversi al fine di sviluppare ed esprimere atteggiamenti positivi verso gli altri. Le persone hanno bisogno di molta pratica prima di potersi osservare da una prospettiva diversa e di riconoscere la propria natura egoistica da un punto di vista più elevato.

Questi esercizi aiutano le persone a imparare a superare l’ego e a sviluppare l’autocontrollo. Attraverso di essi conduciamo una sorta di ricerca su noi stessi, esaminando come, nonostante un ego forte, possiamo agire nella direzione opposta per costruire legami e sentimenti di affetto verso gli altri, arrivando persino a provare amore per il prossimo.

È così che sviluppiamo quelle che vengono chiamate le “tre linee”. La linea di sinistra rappresenta l’atteggiamento egoistico naturale verso gli altri. La linea di destra rappresenta l’atteggiamento positivo che una persona aspira a sviluppare attraverso gli esercizi. Tra queste due linee emerge una linea centrale, dove la persona gestisce consapevolmente e liberamente il proprio sviluppo.

Il laboratorio sulla connessione

Un laboratorio di connessione si svolge in piccoli gruppi di massimo dieci partecipanti. Il facilitatore propone una domanda di discussione o assegna un compito ai partecipanti, e ognuno interviene a turno. Il seminario prevede regole specifiche che aiutano i partecipanti a creare uno spazio interiore per le opinioni altrui, ad accogliere le diverse prospettive e ad imparare ad apprezzarsi reciprocamente.

Ad esempio, ai partecipanti potrebbe essere chiesto di guardare gli altri e iniziare a lodarli, descrivendo quanto siano importanti, intelligenti e unici. È chiaro che tali elogi potrebbero non rispecchiare necessariamente ciò che pensiamo veramente. Eppure, proprio come i bambini piccoli che giocano a “essere qualcun altro”, facciamo lo stesso. Giochiamo per crescere e svilupparci.

Ad esempio, guardiamo i colleghi seduti accanto a noi in cerchio e li elogiamo: “Voglio dirvi che siete così intelligenti, sensibili, comprensivi, energici e di successo in tutto ciò che fate”. In questo modo, ogni partecipante viene incoraggiato e lodato e, a loro volta, gli altri fanno lo stesso per noi.

Questo esercizio aiuta ciascuno a superare il proprio punto di vista personale e a rendersi conto che possono esistere modi completamente diversi di vedere gli altri, al di là della nostra prospettiva abituale. Allo stesso tempo, l’esercizio avvicina le persone e contribuisce a costruire una capacità emotiva condivisa.

Durante questo esercizio rinunciamo a qualsiasi critica reciproca, a prescindere da chi sia la persona. Magari si tratta di persone non particolarmente brillanti sul lavoro, che commettono spesso errori o addirittura causano seri problemi. Non importa. In quel momento mettiamo da parte tutto e ci concentriamo esclusivamente sulle qualità positive della persona.

È importante comprendere che simili connessioni costruiscono un nuovo livello di esistenza condivisa. Non possiamo progredire o evolverci se continuiamo a guardare tutti negativamente attraverso la lente ristretta dell’ego, sminuendo gli altri solo per accrescere il nostro valore. A questo nuovo livello, il valore di una persona sarà misurato da quanto è in grado di elevare il valore degli altri ai propri occhi, nonostante ciò che l’ego inizialmente le suggerisce.

Si potrebbe dire molto di più sull’approccio integrale all’educazione, sui suoi principi e sui suoi strumenti, ma questa non è la sede per una trattazione completa.

Nel corso della storia, lo sviluppo umano è progredito attraverso cambiamenti nelle relazioni tra le persone: l’era della schiavitù, il feudalesimo, il capitalismo, l’era moderna, l’era postmoderna, e ora ci troviamo di fronte al prossimo cambiamento fondamentale. Una connessione integrale tra tutti e ciascuno, al di là della nostra ristretta natura egoistica. In questo modo ascenderemo a un nuovo livello evolutivo nell’esistenza umana e sociale e scopriremo insieme che il mondo futuro potrà essere solo un mondo interconnesso.

Basato su “Nuova Vita 118 – La Mente Collettiva” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Può la giusta connessione tra le persone risolvere tutti i problemi del mondo?

Guardandoci intorno, si ha la sensazione che il mondo stia per impazzire. I Paesi sono divisi e paralizzati, la scena internazionale è tesa e si intravedono segnali di ulteriori problemi ecologici in arrivo. Anche nella vita privata sembra regnare il caos: la famiglia si sta sgretolando, le persone faticano nelle relazioni, sul lavoro e sulle strade. Nulla sembra funzionare per il verso giusto. Si ha la sensazione che tutto ciò che abbiamo conosciuto finora stia per finire e nessuno sa cosa ci riserverà il futuro. Da dove è venuto tutto questo all’improvviso? Cosa possiamo fare, a partire da oggi, per evitare il collasso?

La sostanza fondamentale di cui siamo fatti è il desiderio di godere. Ciò che distingue i diversi esseri nel sistema della natura è la dimensione, il tipo e la qualità del desiderio che li anima. In base a questo desiderio unico, si delinea la forma specifica di ogni elemento in natura. Questo vale per l’inanimato, il vegetale, l’animato e la società umana.

Nel corso della storia abbiamo attraversato graduali fasi evolutive. Queste possono essere descritte come fasi inanimata, vegetativa e animata dell’evoluzione umana. Oggi stiamo raggiungendo l’evoluzione dell’uomo nell’uomo e questa è la radice delle difficoltà che stiamo incontrando. Semplicemente non sappiamo ancora con chiarezza quale dovrebbe essere la prossima forma dell’essere umano o che aspetto avrà la nuova vita che ci attende.

Allargando la nostra prospettiva, ci rendiamo conto che il mondo si sta muovendo verso una sorta di forma circolare. In tutto il globo osserviamo all’incirca la stessa cultura, musica, film, stelle dello sport, celebrità, istruzione, cibo e smartphone. La rivoluzione di Internet e dei social media ha trasformato l’idea di un villaggio globale in una realtà concreta che le persone percepiscono fin dall’infanzia. Tutto si avvicina e si unifica, tranne le relazioni tra le persone.

Tuttavia, l’aumento del costo della vita e le pressioni economiche ci stanno spingendo sempre più gli uni verso gli altri. Se nella generazione precedente i giovani si affrettavano a lasciare la casa dei genitori, oggi molti vi ritornano per necessità. Se mantenere un’auto privata diventa troppo costoso, le persone viaggiano insieme ad altri o si affidano a treni e autobus. A livello personale e sociale, assistiamo a un numero crescente di iniziative di condivisione delle risorse tra individui, organizzazioni, paesi e nazioni.

Senza chiederci il permesso, la vita stessa sembra costringerci ad adottare una forma più circolare, ovvero più connessa e reciproca. Il problema è che ciò si scontra con il nostro desiderio interiore, con la nostra naturale inclinazione egoistica che aspira al proprio tornaconto a spese degli altri. Questo desiderio continua a crescere dentro di noi e ad ampliare il divario tra la forma del mondo, che diventa sempre più interconnesso, e la natura interiore dell’essere umano, che si sente separato da tutti gli altri e non appartenente a nessuno.

È questo divario a causare la nostra sofferenza e il nostro futuro dipende dall’imparare a superarlo. Dobbiamo imparare a relazionarci correttamente gli uni con gli altri, in un modo che non opprima nessuno, ma che costruisca ponti tra le persone: connessioni armoniose basate sulla considerazione e sulla complementarietà, proprio come tutta la natura funziona come un tutt’uno.

Quando eravamo bambini, i nostri genitori e insegnanti ci hanno educato. Ma ora che siamo adulti, come possiamo adottare nuovi valori e abitudini?

Prima interiorizzeremo l’idea che il mondo futuro sarà solo un mondo interconnesso, più facile sarà per noi sederci insieme e definire un obiettivo condiviso, traguardi, piani d’azione ed esercizi pratici. Attraverso i media, i social network, le istituzioni culturali ed educative, i luoghi di lavoro e altro ancora, dovremo creare un cambiamento di prospettiva, un passaggio dall’era della divisione e dell’egoismo basato sul tornaconto personale a spese degli altri all’era della connessione complementare.

Il metodo integrale può aiutarci in questo. In sostanza, questo metodo si basa sulla comprensione che le forze evolutive spingono l’umanità ad assumere una forma integrale, simile a quella che già esiste naturalmente tra le diverse componenti della natura. Gli opposti complementari sono il codice dello sviluppo della vita. Oggi, quando ci troviamo tutti sulla stessa barca, con una crescente interdipendenza reciproca, abbiamo bisogno di sviluppare un nuovo approccio. L’intero stile di vita egocentrico, con la sua competizione distruttiva, lo sfruttamento degli altri e dell’ambiente e le infinite lotte per il controllo, è una ricetta sicura per l’autodistruzione.

Uno degli strumenti principali per sviluppare una percezione integrale e costruire una connessione armoniosa con gli altri è il laboratorio di connessione. In un seminario di questo tipo, c’è un facilitatore e diversi partecipanti, preferibilmente non più di dieci. Il facilitatore propone una domanda di discussione e ogni partecipante risponde a turno. La discussione potrebbe esplorare le caratteristiche della natura umana, la forte influenza dell’ambiente su una persona, i modi in cui possiamo usare l’immenso potere della società per migliorare la condizione di tutti e argomenti simili. A ciascun partecipante viene concesso un tempo limitato per parlare, ad esempio due minuti. Ma, ed è questo il punto chiave, i workshop di connessione prevedono regole specifiche per parlare e ascoltare. Un esempio è il seguente.

Quando qualcuno nel gruppo parla, gli altri cercano innanzitutto di entrare in sintonia con il pensiero e il sentimento di quella persona, lasciandosi trasportare dalle sue parole come se fossero corrette. Ai fini dell’esercizio, metto da parte le mie critiche e cerco di concordare con chi parla, anche se a mio parere sta dicendo qualcosa di sciocco. Cerco di identificarmi con lui come se non avessi un’opinione contraria o diversa.

Questo esercizio non è facile, perché ognuno ha certamente la propria prospettiva. Devo rispettare l’altro e considerare ogni oratore come un individuo unico. Non c’è nessun altro al mondo esattamente come lui e devo entrare in sintonia con lui in modo autentico. Le idee e i sentimenti che esprime in quel momento non potrebbero essere espressi nello stesso modo da nessun altro, solo da lui.

Esercizi come questi sono essenziali per sviluppare relazioni umane positive. Attraverso di essi iniziamo a comprendere che è possibile percepire il mondo interiore degli altri, osservarli, sentirli e immergerci nella loro esperienza. Ci aiutano a lavorare sulla nostra flessibilità personale e a sviluppare la capacità di comprendere e connetterci veramente con gli altri. Una persona che sa connettersi con gli altri irradia un’atmosfera positiva e, di conseguenza, sarà ben accolta ovunque vada. Non esiste chiave più importante per il successo.

In definitiva, la connessione è il futuro. È il rimedio a tutti i mali; la nostra unica speranza.

Basato su “Nuova Vita 117 – Siamo tutti sulla stessa barca” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Che cos’è la guerra spirituale in corso?

Dall’inizio della creazione fino al suo stato finale, tutta la realtà – ad eccezione dell’unica forza suprema della natura, il Creatore – si fonda sulla lotta degli opposti. Ciò significa che anche nella spiritualità esiste quella che possiamo definire “guerra”.

Tuttavia, questa guerra non è come ce la immaginiamo nel nostro mondo. È una guerra interiore.

Il Creatore è amore assoluto. Lo raggiungiamo attraverso il contrasto, attraverso il riconoscimento e l’annullamento dell’odio, del rifiuto e dell’opposizione che sono in noi. Quando ci eleviamo al di sopra di queste contraddizioni interiori e ci annulliamo davanti agli altri, iniziamo a costruire l’immagine del Creatore dentro di noi. Come è detto, “Tu mi hai creato”. Ovvero, costruiamo dentro di noi questa qualità di amore, di donazione e di connessione.

Pertanto, la guerra spirituale si svolge all’interno della persona. Le guerre esteriori appartengono solo al livello materiale dell’esistenza. Sono una proiezione e una conseguenza di ciò che non correggiamo dentro di noi a livello interiore. Se non riusciamo a svolgere questo lavoro interiore, se non lottiamo tra le forze dell’egoismo e della connessione, allora questa tensione irrisolta si manifesta esteriormente come conflitti, guerre e sofferenza nel mondo.

Pertanto, quando percepiamo guerre nel mondo esterno, dovremmo comprendere che se ci opponessimo interiormente e guidassimo le forze della luce, amore, generosità e connessione , contro le forze dell’oscurità, odio, egocentrismo e separazione, allora orienteremmo il mondo verso una maggiore connessione e vicinanza tra le sue parti contrastanti e opposte. È così che la guerra si trasforma in pace, uno stato in cui gli opposti si completano a formare un grande sistema integrato.

In ebraico, la parola per “pace”, ” Shalom “, condivide la stessa radice linguistica della parola che indica completezza, completezza e complementarità (” Shlemut “). Di conseguenza, la pace non significa assenza di conflitti, bensì l’unificazione ottimale degli opposti.

Se quest’opera rimane incompiuta dentro di noi, allora il conflitto si riversa e si manifesta nella sua forma più bassa, in questo mondo fisico, come guerra esterna.

Pertanto, per fermare le guerre esterne, dobbiamo tornare alla guerra interiore. Dobbiamo impegnarci in essa, perché le guerre esterne esistono solo per spingerci verso la correzione e la connessione interiore.

Cercare di risolvere la guerra dall’esterno, dove una parte vince e l’altra perde, non è una soluzione duratura. Porta solo al conflitto successivo, che di solito è più grave del precedente.

L’unica vera soluzione si trova alla radice, quando le parti opposte si elevano al di sopra di se stesse e immaginano uno stato di unità così forte da non sentire più la separazione, ma solo la loro connessione e complementarità. In tale connessione, rivelano il Creatore, ovvero la fonte della forza positiva della natura che ci ha creati e ci sostiene.

Questo è lo scopo di ogni conflitto: condurci il più rapidamente possibile alla consapevolezza dell’unica forza superiore che precede e trascende ogni cosa e ogni persona.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 14 marzo 2022.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Le piattaforme dei social media danno alle persone un falso senso di connessione?

I social media e le reti online non sono nati per caso. Sono il risultato diretto dello sviluppo del desiderio umano. Man mano che cresce la nostra voglia di provare piacere, veniamo spinti a connetterci sempre di più con gli altri. Per questo motivo ci troviamo in una realtà in cui tutti sono virtualmente connessi, spesso con centinaia, migliaia o anche più contatti, mentre in realtà ne conosciamo a fondo solo una manciata.

Questa situazione riflette un bisogno interiore più profondo che non ha ancora trovato la sua forma ottimale. Siamo alla ricerca di una connessione, ma non sappiamo ancora come realizzarla correttamente. Le piattaforme esistono, ma il contenuto della connessione rimane superficiale. Le persone si scambiano parole, immagini e informazioni, ma non sperimentano una vera vicinanza o appagamento.

Se affrontassimo la questione nel modo giusto, lo scopo di queste reti sarebbe completamente diverso. Invece di semplici comunicazioni occasionali, potrebbero diventare un mezzo per costruire autentiche connessioni umane. Il primo passo sarebbe quello di creare un’atmosfera in cui le persone sentano che gli altri desiderano sinceramente il loro bene. Dovremmo percepire di entrare in uno spazio in cui gli altri si interessano al nostro benessere, dove regnano sincerità, apertura e cura reciproca.

In un ambiente del genere, la discussione si approfondirebbe naturalmente. Le persone inizierebbero a condividere non solo informazioni, ma anche sentimenti. Parlerebbero onestamente, senza nascondersi dietro ruoli o finzioni. Col tempo, chi non fosse pronto a tanta sincerità se ne andrebbe e si formerebbe un nuovo tipo di rete, basata sulla fiducia e sull’autenticità.

All’interno di questo tipo di legame, iniziamo a provare qualcosa di nuovo. Non si tratta della gratificazione che ricaviamo dagli oggetti materiali, ma di un senso di calore, fiducia e appartenenza che nasce dalla considerazione reciproca. Questa sensazione non si può ottenere in nessun altro modo. Nasce solo da un legame genuinamente premuroso, solidale e incoraggiante tra le persone.

Pertanto, i social network possono rivelarsi uno strumento potente, ma solo se utilizzati correttamente. Il loro vero scopo non è l’intrattenimento o lo scambio di informazioni, bensì la preparazione a una forma di connessione più profonda. L’umanità sta entrando in una fase in cui deve diventare integrale, ovvero pienamente interconnessa e interdipendente, proprio come il resto della natura.

Oggi non siamo in sintonia con questo sistema integrale. La nostra natura egoistica ci spinge ad agire solo per il nostro tornaconto, mentre il sistema stesso richiede considerazione reciproca. Questa discrepanza è ciò che genera l’intensificarsi dei problemi che osserviamo in tutti gli ambiti della vita, dalla famiglia all’istruzione, dall’economia all’ecologia.

La soluzione è imparare a connettersi correttamente. Questo è ciò che viene definito educazione integrale. Insegna come relazionarsi con gli altri in un modo che si adatti alla natura interconnessa della realtà. Attraverso semplici esercizi, come discussioni di gruppo e workshop, iniziamo a percepire la forza speciale che si cela dietro le connessioni umane positive.

Questa forza non è immaginaria. È un fenomeno reale che si rivela quando le persone cercano di unirsi al di sopra dei propri istinti egoistici e divisivi. A un certo punto, iniziamo a percepire che all’interno di questa connessione si cela un “qualcosa” più profondo, come una porta nascosta verso una nuova percezione della realtà.

Man mano che sviluppiamo questa connessione, iniziamo a sentire di non essere più limitati dalle nostre prospettive individuali. Sperimentiamo invece una realtà in cui i confini tra le persone iniziano a dissolversi. Questo non significa perdere noi stessi, ma acquisire un senso aggiuntivo, una percezione più elevata che ci permette di comprendere il sistema della vita.

In questo stato, iniziamo a percepire la realtà come un unico insieme interconnesso. Comprendiamo come ogni cosa funziona, come è connessa e dove è diretta. Questo ci dà un senso di controllo, non in senso egoistico, ma come partecipazione a un sistema armonioso in cui tutte le parti sono allineate.

La generazione più giovane, che è la più attiva sui social media, è particolarmente sensibile a questo bisogno. È alla ricerca di un significato, di uno scopo più elevato e di qualcosa che vada oltre le vuote forme di comunicazione che attualmente dominano queste piattaforme. Per questo motivo, spesso si sente confusa, insoddisfatta e attratta da varie forme di evasione.

Se i social media venissero utilizzati per introdurre l’educazione integrale, potrebbero offrire loro esattamente ciò che cercano. Offrirebbero una connessione reale, un senso di scopo e l’accesso a un livello più profondo di realtà.

I social network rappresentano solo una fase transitoria, uno strumento che può aiutarci a passare da connessioni esterne e superficiali a legami interiori significativi. Se usati correttamente, possono diventare una porta d’accesso a un nuovo livello di sviluppo umano, in cui le persone si connettono come un unico sistema. Solo attraverso tale connessione saremo in grado di superare la miriade di problemi che affrontiamo e costruire un mondo armonioso, pacifico e unificato.

Basato su “Social Media e Social Network, Parte 2 di 2 | Jtimes con il Kabbalista Dr. Michael Laitman”.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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