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Qualcuno riesce a cogliere il significato più profondo dei Dieci Comandamenti?

In apparenza, le leggi e i principi dei Dieci Comandamenti sembrano chiari, ma celano un significato più profondo. Sono di grande rilevanza per la realtà odierna, interconnessa e interdipendente, in cui siamo tutti sulla stessa barca, e per i problemi che attualmente minacciano il popolo di Israele e l’umanità intera.

I Dieci Comandamenti furono dati sul Monte Sinai dopo l’Esodo dall’Egitto. “Egitto” è un nome simbolico per indicare il dominio dell’ego sulla persona. Ma che cos’è esattamente l’ego? È il desiderio di godere esclusivamente per il proprio vantaggio personale, a spese degli altri. Per questo viene anche chiamato «l’inclinazione al male»: pur cercando di farci stare bene nel nostro ristretto interesse personale, finisce per condurre tutti alla sofferenza su scala più ampia.

È esattamente ciò che osserviamo nel mondo. I giochi dell’ego sono ovunque, in ogni ambito e a ogni livello: nelle relazioni affettive e familiari, nei rapporti di lavoro, nel traffico, nella vita sociale, nelle relazioni internazionali e persino nel rapporto dell’umanità con l’ambiente. Tutto è mosso dall’ego. Per natura desideriamo essere superiori agli altri in un modo o nell’altro. Quando iniziamo a riconoscere che questa è la radice di ogni problema, possiamo avviarci verso il nostro Esodo dall’Egitto, cioè verso la liberazione dalla schiavitù dell’egoismo.

La fase successiva di questo sviluppo è rappresentata dall’evento del Monte Sinai. Esso simboleggia uno stato in cui l’ego radicato nella natura umana si manifesta con ancora maggiore intensità. Fa emergere pensieri di odio tra i membri del popolo d’Israele. Maldicenza, disprezzo e rifiuto reciproco nelle loro relazioni provocano una profonda divisione. Allo stesso tempo, però, nasce la consapevolezza che proprio in quella situazione si trova l’opportunità di elevarsi al di sopra di ogni separazione e costruirsi come una nazione spirituale, cioè una nazione unita da un ideale spirituale: raggiungere l’unità attraverso il principio «Ama il prossimo tuo come te stesso», al di sopra delle divisioni, secondo il principio «L’amore coprirà tutte le trasgressioni», per diventare così un canale attraverso cui questa unità possa diffondersi a tutta l’umanità, ossia essere «una luce per le nazioni».

A differenza degli altri popoli, formatisi sulla base di elementi naturali comuni, come la condivisione di uno stesso territorio, il popolo d’Israele divenne una nazione esclusivamente attraverso uno sforzo comune di unirsi nell’amore al di sopra dell’egoismo e del rifiuto reciproco. In altre parole, si tratta di una nazione fondata su un principio ideale e spirituale, non su un’origine biologica.

La rivelazione sul Monte Sinai fu un assaggio temporaneo di ciò che significa essere veramente connessi, di come la connessione possa elevarci al di sopra dell’esistenza materiale, oltre la semplice percezione della vita fisica. L’unione, l’amore e la responsabilità reciproca generarono la percezione della rivelazione di una forza positiva superiore presente nella natura. Iniziammo a percepire un livello più elevato dell’esistenza, nel quale ogni persona esce da se stessa e vive negli altri, prendendosi cura del loro bene e desiderando colmarli. Il proprio corpo sembra perdere importanza e si comincia a sentire che tra le persone dimora una forza speciale. È così che si scopre che la natura contiene una forza interiore, il fondamento stesso della creazione. Nella Ghematria ebraica, HaTeva («Natura») ed Elohim («Dio») hanno lo stesso valore numerico (86). Questo insegna che tutta la natura costituisce un unico meccanismo, un sistema integrale le cui parti sono unite da una straordinaria armonia.

In quell’evento ci furono dati dieci principi attraverso i quali possiamo rafforzare la nostra connessione reciproca e il nostro legame con questa forza superiore. Queste leggi hanno lo scopo di condurci a una piena consapevolezza della rete di connessioni che unisce tutti i livelli della realtà, inanimato, vegetale, animale e umano, in un unico sistema armonioso. Ogni comandamento ci guida a migliorare il nostro rapporto con tutte le persone e con tutto ciò che esiste al di fuori di noi, fino a percepire la connessione eterna e perfetta che unisce tutte le parti del sistema.

Basato su “New Life 159 – I Dieci Comandamenti, Parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è il tema principale dei Dieci Comandamenti?

In definitiva, tutto ciò che è contenuto nei Dieci Comandamenti si riconduce al principio fondamentale: “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Quando iniziamo ad apprendere il metodo di connessione da cuore a cuore sviluppato dai saggi, un metodo spiegato nella saggezza della Kabbalah, il significato interiore dei Dieci Comandamenti si rivela nella rete di connessioni che costruiamo tra di noi, insieme alla capacità di metterli in pratica.

Passo dopo passo, ci eleveremo insieme in un nuovo livello di esistenza. Scopriremo la Divinità in mezzo a noi come qualità di dazione e amore, e attraverso questo esempio aiuteremo tutta l’umanità a instaurare relazioni di questo tipo.

Osservando ciò che accade nel mondo oggi, appare chiaro che non esiste alternativa. La connessione autentica è l’unica via per la salvezza.

Basato su “New Life 159 – I Dieci Comandamenti, Parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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La natura è soltanto Dio?

Molte persone, quando sentono la parola: “Dio”, immaginano un essere lontano, situato da qualche parte oltre il mondo, che osserva e guida le vicende umane. Tuttavia, la saggezza della Kabbalah descrive Dio in modo molto diverso. Dio non è una figura esterna alla realtà. Dio è la forza generale della natura stessa: una forza di amore, di dazione e di connessione che sostiene e governa l’esistenza.

La parola ebraica per Dio, “Elokim”, ha lo stesso valore numerico della parola che indica la natura, “HaTeva”. I Kabbalisti utilizzano questa corrispondenza come esempio per insegnarci che Dio coincide con la natura: la forza e la legge universale dell’amore e della dazione che operano in tutta la realtà. Tutto esiste all’interno di questa forza. Essa ci circonda, ci permea e dirige l’intero processo della creazione.

Vi è però un elemento della natura che si percepisce separato da questa forza: l’essere umano. Nasciamo con un desiderio egoistico di godere esclusivamente a beneficio di noi stessi, che ci porta a pensare costantemente a noi. Invece di prenderci spontaneamente cura degli altri, valutiamo ogni cosa in funzione del nostro vantaggio personale. Questa qualità ci separa dalla forza della natura e ci impedisce di percepire l’armonia che permea l’intera creazione.

Lo scopo dello sviluppo umano è colmare questo divario.

Per questo impariamo ciò che il Rabbi Akiva definisce «la grande regola»: «Ama il prossimo tuo come te stesso». Questo principio guida il nostro progressivo diventare simili a Dio, cioè alla Natura. Man mano che impariamo a elevarci al di sopra della nostra innata preoccupazione per noi stessi e sviluppiamo una sincera attenzione verso gli altri, acquisiamo gradualmente la stessa qualità di amore e di dazione presente nella natura. Questo processo è chiamato «correzione spirituale». Attraverso questa trasformazione giungiamo a sperimentare una connessione armoniosa e pacifica, un senso di responsabilità reciproca, di eternità e di perfezione. Dio o, se preferiamo, la Natura, agisce costantemente su di noi, guidando il nostro sviluppo verso questo stato. Quando lo raggiungiamo, conseguiamo ciò che viene chiamato «adesione al Creatore» oppure «equilibrio con la natura».

Quando iniziamo a costruire relazioni fondate sulla cura reciproca, scopriamo che proprio nella connessione tra noi cominciamo a percepire quella forza che è sempre stata presente, ma nascosta. Dio o la Natura  non si rivela al di fuori del mondo. Al contrario, la rivelazione di questa forza superiore avviene nelle relazioni corrette tra le persone, nei legami positivi fondati sull’amore e sulla dazione.

Per questo il futuro dell’umanità non dipende dalla tecnologia, dalla politica o dall’economia, bensì dalla nostra capacità di imparare a connetterci positivamente al di sopra delle nostre differenze. Così facendo, riveliamo la forza dell’amore che riempie tutta la realtà e scopriamo il significato e lo scopo della nostra vita.

Basato su “Nuova Vita 157 – Sul tema di Dio” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché il mondo è così depresso nonostante il tenore di vita sia migliorato così tanto?

Depressione, dipendenze e divorzi derivano tutti da una mancanza di felicità. I nostri nonni avevano una vita materialmente più difficile, eppure sembra che stessero meglio. Che cosa ci è successo nell’epoca dell’abbondanza? Che cosa può ridare colore al grigiore della vita?

Fino a pochi decenni fa, le porte di casa rimanevano aperte. Le persone passavano liberamente a trovare i vicini. Nei fine settimana si apparecchiava una tavolata nel quartiere e ognuno portava qualcosa da mangiare. Le risorse erano limitate, ma l’atmosfera era quella di una grande famiglia.

Poi l’ego si è sviluppato, sia in quantità che in qualità. Di conseguenza, è cambiato il nostro atteggiamento verso ogni cosa. Un ego più grande vede il mondo in modo diverso e, all’improvviso, non abbiamo più voglia di sederci con gli altri a bere un caffè. Ci sentiamo più a nostro agio nel nostro angolo, davanti a uno schermo al plasma che occupa metà della parete.

Anche se non disponiamo di uno strumento che ci mostri quanto il nostro ego sia cresciuto da ieri a oggi, è proprio questo il fattore interiore che provoca ogni genere di cambiamento in noi. L’ego cresce, cambia il nostro punto di vista e mutano anche i nostri valori.

Da qui nasce il bisogno di confrontarci con gli altri. Quanto abbiamo noi? Quanto hanno loro? Come possiamo assicurarci di non avere meno, perché allora soffriamo? Così lavoriamo sempre di più e facciamo grandi sforzi per aumentare i nostri guadagni. Cerchiamo di dimostrare il nostro valore a tutti. È l’epoca della competizione, e ciascuno corre cercando di superare gli altri in un modo o nell’altro.

In passato, gli uomini spesso continuavano, per inerzia, la stessa professione dei loro padri e la loro principale preoccupazione era che moglie e figli fossero sani e ben accuditi. Oggi ci sentiamo a disagio se non facciamo progressi ogni giorno. È come se qualcosa bruciasse dentro di noi, senza lasciarci tregua nemmeno per un momento.

Un frigorifero pieno di cibo? Un conto in banca? Un’assicurazione sanitaria? Una pensione? Un’assicurazione per l’assistenza a lungo termine? Cento o duecento anni fa qualcuno sognava davvero tutto questo? Abbiamo creato sistemi straordinari, eppure le persone non provano soddisfazione per la propria vita. Oggi manca la gioia di vivere e questo vale per tutti gli strati della società, persino per i più ricchi.

Un altro viaggio all’estero, un’altra vacanza, cambiare automobile, cambiare casa. Un tempo queste cose suscitavano grande entusiasmo. Oggi, invece, il piacere svanisce nel giro di poco tempo. Perfino la nascita di un nuovo figlio in famiglia non suscita più lo stesso interesse di una volta. Una sorta di nube di intorpidimento sembra aver avvolto l’intera atmosfera. Così, i tranquillanti sono entrati a far parte della nostra vita. In mezzo a un crescente disagio interiore è difficile vivere senza qualcosa che ci sostenga.

Entro pochi anni, prevedono gli esperti, le tecnologie avanzate sostituiranno le persone in molte professioni e la maggior parte della popolazione mondiale non sarà più necessaria nel mercato del lavoro. Se saremo abbastanza saggi da distribuire correttamente le risorse, potremo garantire facilmente a ogni persona tutto ciò che è necessario per vivere. Tuttavia, questo renderà ancora più pressante la domanda sulla felicità. Da dove verrà la felicità? Da dove verranno il sorriso e la gioia?

Abbiamo pensato che la cultura e l’arte avrebbero colmato il vuoto: opere creative, film, serie televisive, mezzi di comunicazione, social network, innovazioni e invenzioni. Eppure tutto passa, va e viene,  nulla riesce a riempirci al punto da poter dire di stare davvero bene e di goderci la vita con felicità.

Le persone vagano da una parte all’altra, cercando qualcosa che faccia bene all’anima. Abbiamo ormai esplorato tutta la Terra, eppure non lo troviamo da nessuna parte.

Persino i bambini, fin da piccoli, percepiscono che tutta questa corsa è inutile. Intuiscono profondamente il corso della vita e non ne comprendono il senso. Anche molti anziani soffrono di una terribile solitudine e si chiedono quale sia il significato di vivere così a lungo.

A questo punto dobbiamo comprendere che tutto il processo che stiamo vivendo è il risultato del fatto che il nostro ego ha raggiunto un nuovo livello di sviluppo. Esso richiede forme di appagamento di qualità superiore. Denaro, status e successi materiali non bastano più.

A questo livello, tutti gli appagamenti che possiamo ottenere individualmente non saranno più in grado di darci una sensazione di soddisfazione interiore. Gradualmente scopriremo che l’unico modo per sentirci veramente appagati è appagare gli altri.

Una nuova forma di connessione con gli altri porterà calore e reciprocità nelle nostre vite e ci farà provare quella sensazione che avevamo da piccoli tra le braccia di nostra madre, quando ci sentivamo avvolti, protetti e amati.

Comprenderemo allora anche che la crisi della famiglia nel nostro tempo rappresenta soltanto una fase preliminare alla costruzione di una più ampia connessione sociale, una sorta di famiglia universale. Questo sentimento di famiglia ci porterà a prenderci cura gli uni degli altri e sarà la chiave per affrontare le innumerevoli difficoltà della vita.

Se tutti coloro che sentono il desiderio di elevarsi al di sopra di uno stile di vita egoistico e costruire un mondo armoniosamente connesso al di sopra dell’egoismo uniranno i loro sforzi, porranno le basi per rendere possibile quella realtà, potranno guidare la prossima rivoluzione della percezione. In un mondo interconnesso, dove siamo tutti sulla stessa barca, la felicità dipende dall’imparare a funzionare come una buona famiglia. Auguro a tutti noi di avere successo in questa impresa.

Basato su “Nuova Vita 151 – Divari socioeconomici” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Dovremmo competere con gli altri o cooperare per vivere la migliore vita possibile?

La società moderna è fondata sull’egoismo, cioè sul desiderio di trarre beneficio personale a spese degli altri. Fin dall’infanzia ci viene insegnato che avere successo significa superare gli altri, elevarsi al di sopra di loro, guadagnare di più, ottenere risultati migliori e assicurarsi una posizione più vantaggiosa rispetto a chiunque altro. Quanto più grande è l’egoismo di una persona, tanto maggiori sembrano essere le sue possibilità di successo.

Eppure questo sistema egoistico sta raggiungendo il suo limite.

L’umanità è giunta a uno stato di esaurimento. Dopo secoli trascorsi a perseguire il profitto personale, il potere, la ricchezza, il prestigio e il successo, ci rendiamo conto che tali soddisfazioni sono effimere e non ci appagano davvero. Per questo motivo, il mondo si è esaurito sotto il peso dell’egoismo. Non può più continuare ad avanzare lungo le stesse direttrici egoistiche che finora hanno definito il successo. I sogni che un tempo motivavano l’umanità stanno gradualmente svanendo e sempre più persone non credono più che maggiore successo, ricchezza o potere possano risolvere i loro problemi.

In una simile condizione, sempre più persone si trovano ad affrontare una domanda fondamentale sulla nostra esistenza: come possiamo continuare a vivere?

La risposta risiede in una direzione di sviluppo completamente nuova. Invece di attribuire valore alla competizione e alla separazione, dobbiamo imparare a dare valore alla connessione. Il futuro dell’umanità dipende non da quanto sapremo competere gli uni contro gli altri, ma da quanto sapremo connetterci tra di noi.

In questa connessione scopriremo nuovi obiettivi, nuove possibilità e persino una nuova percezione della realtà. Quello che oggi appare come un mondo esausto e frammentato si rivelerà essere un sistema vivente di interconnessione e interdipendenza, attraverso il quale potremo scoprire il significato e lo scopo della vita.

Questo principio non riguarda soltanto l’umanità nel suo insieme, ma anche le nostre relazioni personali. Persino la domanda su come conservare un’amicizia per tutta la vita può trovare risposta attraverso un cambiamento fondamentale della nostra percezione.

Dobbiamo comprendere che tutta la negatività che vediamo negli altri riflette un aspetto interiore di noi stessi. Al di fuori di noi non esiste nulla che sia intrinsecamente cattivo. I difetti, le mancanze e le imperfezioni che percepiamo negli altri indicano qualità che richiedono una correzione nella nostra stessa percezione.

Perciò il nostro compito non è mai correggere gli altri. È sempre correggere noi stessi.

Man mano che trasformiamo le nostre qualità interiori, anche il nostro modo di vedere il mondo comincia a cambiare. Ciò che prima appariva ostile inizia a manifestarsi come benevolo. Ciò che sembrava frammentato comincia a rivelare la propria armonia. Ciò che sembrava un mondo popolato di nemici inizia ad apparire come un mondo ricco di opportunità di connessione.

Nella terminologia della Kabbalah, questa trasformazione rappresenta la differenza tra il paradiso e l’inferno.

Il paradiso non è un luogo situato oltre questa vita. È uno stato della percezione. Se trasformiamo la negatività che è dentro di noi, iniziamo a sperimentare la realtà come armoniosa, bella e integra. Scopriamo che il paradiso è sempre stato presente; era soltanto la nostra percezione a impedirci di vederlo.

Al contrario, se non cambiamo le nostre caratteristiche interiori, il mondo continuerà ad apparirci ostile e doloroso. L’inferno che sperimentiamo non è fuori di noi, ma dentro di noi.

Ecco perché giudicare gli altri è improduttivo. Se vediamo l’inferno nelle altre persone, significa che quell’inferno esiste dentro di noi. La soluzione non consiste nel cambiare gli altri, ma nel cambiare noi stessi. Nel momento in cui correggiamo la nostra percezione, iniziamo a vedere una realtà diversa.

La strada che si apre davanti all’umanità consiste nello spostare la nostra attenzione dal correggere  gli altri al correggere di noi stessi, dal competere al connetterci e dal dividerci al trovare unità. Così facendo, scopriremo non solo relazioni migliori, ma un mondo completamente nuovo.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, andato in onda l’8 maggio 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Incontriamo le persone per caso, o c’è una ragione dietro ogni incontro?

Nulla avviene per caso.  Tutti i nostri incontri sono predeterminati.

Siamo tutti interconnessi e interdipendenti, fin dall’inizio, ognuno di noi si trova in una condizione predeterminata. Se ci incontriamo in qualche modo nella vita come conseguenza della correzione dell’anima comune, allora è già stato determinato secondo i nostri geni spirituali.

Pertanto, nulla di casuale succede nei nostri incontri o nella distanza che ci separa, quindi non dobbiamo preoccuparcene.  Quello di cui dovremmo principalmente occuparci è che in ogni fase del nostro sviluppo, quando incontriamo gli altri, dovremmo essere il più possibile gentili, accoglienti e disponibili. Così, alla fine, non ci smarriremo e manterremo sempre la direzione  della correzione dell’anima. 

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 6 maggio 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Le persone saranno interessate a una piattaforma di social network orientata alla creazione di connessioni significative?

I social network non sono nati con Internet. Esistevano già molto prima e non solo nell’umanità, ma in tutta la natura.

La vita si sviluppa quando gli opposti si connettono. Più gli elementi sono opposti, più complesse sono le loro connessioni. In ogni elemento risiede una forza interiore che lo spinge a connettersi con gli altri. Questa è la volontà di esistere nel bene, di ricevere piacere e godimento. Può anche essere chiamata “la volontà di godere” o “l’ego”. Dal desiderio di appagamento di ciascuna parte, si forma la connessione e si chiarisce l’equilibrio.

In noi esseri umani, l’ego continua a crescere, sviluppando bisogni diversi e spingendoci in direzioni differenti. Da un lato, l’ego desidera rimanere solo. Dall’altro, da solo non ha nulla di cui nutrirsi. Perciò ha bisogno di connettersi con gli altri e di pagarne il prezzo. Da ciò nascono interazioni di dare e ricevere e si formano reti di connessione.

Nel corso del Medioevo, le reti sociali e culturali erano perlopiù appannaggio delle élite. La maggior parte della popolazione era impegnata nella mera sopravvivenza. Poi arrivò la rivoluzione tecnologica e le persone iniziarono a organizzarsi in diverse reti professionali. Nel XX secolo, la radio, la televisione e i mass media conobbero un periodo di grande sviluppo. Successivamente, è arrivato Internet, che ha cambiato completamente le nostre vite.

La connessione è diventata online, bidirezionale e intensissima. Le persone condividono tutto, caricano foto di ogni situazione in cui si trovano, compreso ciò che mangiano, bevono e semplicemente dove sono. Si è sviluppato in loro una sorta di impulso interiore ad esprimersi, a riversare tutto nella rete, osservando al contempo ciò che gli altri stanno vivendo.

Da dove proviene tutto questo? Proviene dallo sviluppo dell’ego, dal desiderio di godere. In ogni fase dello sviluppo, emerge una diversa rete di connessioni. Al culmine del nostro sviluppo, se analizziamo le tendenze, probabilmente saremo completamente connessi gli uni agli altri, come organi in un unico corpo, in equilibrio tra tutti, in una perfetta connessione integrale. Fino ad allora c’è ancora molta strada da fare e Internet oggi può servire da piattaforma di aiuto.

Per un attimo, mettiamo da parte tutte le divisioni, le separazioni e l’odio che attualmente dominano i social network e creano un’atmosfera malsana, e accostiamoci alla seguente visione con mente aperta.

Un gioco, una sfida, un’avventura, qualcosa che ti sollevi dalla grigia routine, dall’incessante inseguimento di chissà cosa, dalle pressioni e tensioni che non ti danno tregua. Qualcosa di emozionante che dia un grande significato, uno scopo più elevato che illumini il tuo cammino, qualcosa di così coinvolgente che ti piacerà sognarlo di notte e correre verso di esso in ogni momento libero.

Benvenuti in un nuovo tipo di social network, una rete che funge da trampolino di lancio per la prossima fase evolutiva.

L’obiettivo di questa rete è elevare la qualità delle nostre connessioni a un livello spirituale, al di là di tutti i limiti della percezione fisica che attualmente sperimentiamo, al di là del tempo, dello spazio e del movimento. Affinché possiamo sentire l’energia interiore di ogni persona, ciò che viene chiamata “l’anima”, così come di coloro che ci hanno già lasciato e di coloro che ancora vi appariranno, per sentire tutto ciò che è stato, è e sarà, tutta la natura, tutta la creazione.

Come si raggiungerà questo obiettivo? Attraverso un nuovo protocollo di connessione, un protocollo integrale. L’architettura del sistema guiderà i partecipanti verso la reciprocità, la connessione e il sostegno vicendevole. Attraverso diversi mezzi, li condurrà a comprendere cosa sia la connessione integrale, cosa sia una connessione appropriata. L’attenzione non sarà rivolta al singolo individuo come unità che cerca di trarre la massima soddisfazione possibile da sé, ma al superamento dei confini personali per instaurare una buona connessione con gli altri.

Ciascuna persona si eleverà al di sopra del proprio ego per unirsi agli altri nell’amore, la connessione condivisa che ne emergerà inizierà ad avere vita propria. Gradualmente, avvolgerà i partecipanti in una sorta di “bolla”, un contenitore sensoriale spirituale capace, per così dire, di elevarsi al di sopra della Terra, viaggiare tra le galassie e condurli in un’altra dimensione.

Durante questo processo di sviluppo, il corpo e la vita fisica continueranno come di consueto, ma il nostro atteggiamento nei loro confronti cambierà. Diventeranno qualcosa che manteniamo per poterci dedicare allo sviluppo della vita spirituale. Passo dopo passo, scopriremo che non stiamo creando nulla di nuovo, ma piuttosto rivelando ciò che è sempre esistito, che la rete perfetta di connessioni esiste nel profondo della natura, ma il nostro egoismo ristretto l’ha celata.

Lo sforzo di superarlo svilupperà in noi una nuova capacità di percezione, attraverso la quale realizzeremo consapevolmente il pieno potenziale che è in noi.

Questo intero percorso di sviluppo viene anche chiamato “via della luce” o “via della consapevolezza”,  è verso questa meta che ci spinge l’evoluzione della rete di connessioni tra individui e società.

Se dunque la rivoluzione di Internet è stata una sorta di preparazione, oggi è sia possibile che necessario passare alla fase successiva. Senza una connessione piena e illimitata, non saremo in grado di sopravvivere alle sfide di un mondo interconnesso, né di dare un senso alla prossima generazione. La sofferenza aumenterà e l’angoscia si intensificherà finché non comprenderemo che lo sviluppo della vita richiede flusso, connessione nell’unità, apertura dei nostri cuori a un amore superiore.

Basato su “Nuova Vita 137 – Il potenziale dei social network” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Internet ci ha avvicinati o ci ha isolati di più?

C’è stato un tempo in cui Internet non esisteva. Oggi, invece, le persone impazziscono se perdono improvvisamente la connessione.

Come quasi ogni cosa, Internet contiene sia aspetti positivi che negativi. La rivoluzione di Internet ha infatti trasformato la nostra percezione, inserendoci in una rete che connette tutti.

Allo stesso tempo, Internet ci permette anche di isolarci dal mondo. Tutto è accessibile, non c’è bisogno di uscire di casa, non c’è bisogno di andare da nessuna parte. Possiamo semplicemente disconnetterci. Da ciò possono derivare solitudine, depressione e angoscia.

Da un lato, Internet offre l’opportunità di arricchirsi con tutte le cose belle del mondo. Dall’altro, può anche intensificare il desiderio di cose negative.

Online è possibile comunicare in modo diretto e autentico. Ma si può anche mentire, assumere una falsa identità o inventare una personalità. Internet ha garantito la libertà, abbattendo le barriere. Oggi tutti hanno la sensazione di vivere in un mondo globalizzato, come se si trovassero in un’unica stanza con tutta l’umanità. Inoltre, Internet ha offerto a ogni individuo una piattaforma per esprimere le proprie opinioni e diventare un mezzo di comunicazione indipendente.

Inoltre, come ben sappiamo, nell’era digitale siamo costantemente oggetto di vendite, inganni e manipolazioni. Il lato positivo è che questo ci spinge a comprendere cosa c’è di imperfetto nelle relazioni umane.

Non c’è dubbio che Internet acceleri lo sviluppo. Velocizza i processi e ci mostra in tutta la sua pienezza tutto ciò che è insito nella natura umana. A un certo punto, ci renderemo conto che è troppo. Non possiamo vivere così. È impossibile vivere sotto costante pressione, in uno stato di perenne difesa, sapendo che tutti cercano di sfruttarci per il proprio tornaconto. È soffocante ed estenuante, non una vita degna di un essere umano.

Viviamo tutti insieme su questo pianeta, interconnessi, interdipendenti e influenti l’uno sull’altro. Pertanto, è tempo di aggiornare il codice della connessione umana. Altrimenti, non avremo un futuro positivo.

Allora decideremo che dobbiamo passare a un diverso tipo di connessione, una rete più avanzata. Così come tutta la natura è unificata, con le sue parti interconnesse in un unico sistema integrale, allo stesso modo dobbiamo imparare a esistere attraverso la connessione tra gli opposti e la reciproca complementarità. Al culmine del nostro sviluppo, saremo “come un solo uomo con un solo cuore”, questo ci aprirà davanti un mondo completamente nuovo e superiore.

Questa sarà la prossima fase di sviluppo nell’evoluzione dell’umanità. Si esprimerà nella sensazione di aver bisogno di una rete interiore di connessione, senza router, cavi, fibre e dispositivi, una connessione diretta tra cuori e menti, attraverso un canale illimitato, da ciascuno a tutti.

Pertanto, Internet come lo conosciamo oggi riassume l’evoluzione dell’umanità fino ad oggi. Ci aiuta a comprendere cosa manca nella connessione umana e ci guida verso la rete di connessione ideale e completa di domani.

Basato su “New Life 136 – La rivoluzione di Internet e la connessione umana” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché così tante relazioni finiscono per essere malsane o insoddisfacenti?

La vita è una sequenza di connessioni tra noi e l’ambiente che ci circonda, tutti i problemi iniziano con una comunicazione inefficace. Sempre più persone non si comprendono a vicenda, i figli non capiscono i genitori e i genitori non si comprendono tra loro. Lo stesso accade sul lavoro, per strada, nella società, all’interno di un Paese e in tutta l’umanità. Quando comprenderemo che questa è la radice della miriade di problemi che incontriamo oggi, saremo in grado di progredire verso un nuovo livello di comunicazione.

Il problema nasce dal fatto che alla base di ogni legame tra persone c’è un calcolo: “In che modo questo legame con quest’altra persona mi appaga?” “Cosa ne ricaverò?”

Ognuno di noi vede l’altro come una fonte di beneficio per sé stesso, quindi questo tipo di comunicazione può essere definito unidirezionale. Porta a scontri, discussioni, conflitti e guerre. È estenuante, deludente e soffocante.

Da qui nasce la sensazione di non avere energie per nessuno, il sogno ultimo diventa un angolo tranquillo, vivere su un’isola isolata senza disturbi.

Tuttavia, non possiamo trovare vera pace, felicità e appagamento in quella direzione. Raggiungere pace, felicità e appagamento richiede un cambiamento nel modo in cui ci relazioniamo con l’ambiente. Perché? Perché è impossibile provare vera soddisfazione e tranquillità da soli. Queste esistono solo come illusione.

Segnali di questo fenomeno si possono riscontrare in tutto ciò che acquistiamo, che si tratti di un nuovo capo d’abbigliamento, una nuova auto, una casa, una carriera, una relazione o qualsiasi altra cosa, persino un buon pasto. In breve tempo, il piacere derivante da ciò che possediamo svanisce come se non fosse mai esistito, e ci sentiamo di nuovo insoddisfatti, solo che ora in misura ancora maggiore.

I saggi, che studiarono a fondo questo fenomeno,  scrissero  a riguardo: “Non si muore con metà dei propri desideri in mano” e “Chi ha cento ne vuole duecento”. Scoprirono che per natura siamo tutti connessi all’interno di un unico sistema e che l’unico modo per ricevere vera realizzazione, soddisfazione e nutrimento è attraverso gli altri. Ciò richiede già un tipo di comunicazione fondamentalmente diverso, una comunicazione complementare.

Se nella comunicazione unidirezionale penso alla mia esistenza e il calcolo è “cosa otterrò da te”, nella comunicazione complementare l’intenzione che mi guida è “cosa otterrai tu da me”. Metto tutto ciò che ho a tuo vantaggio. Ti sento e comprendo ciò che ti manca, mi includo nel tuo desiderio e mi metto al tuo servizio.

Cosa ne ricavo? Chiedetelo a qualsiasi madre che si prende cura del proprio bambino. Quando ha l’opportunità di dare al suo bambino, prova un senso di pura felicità. Perché? Perché, per così dire, ha aggiunto a sé un altro recipiente di accoglienza e, quando lo riempie, si sente appagata molte volte. Certo, per una madre questo avviene in modo naturale, ma suggerisce la direzione di sviluppo desiderata.

La comunicazione complementare, che implica saggezza e un metodo che richiede apprendimento e pratica, si verifica quando una persona si connette a un’altra con amore. Più le persone sono distanti e opposte l’una all’altra, maggiore sarà il divario che le separa; se sviluppano la capacità di connettersi al di sopra di esso, la forza del legame, il piacere e la gioia si moltiplicheranno.

In generale, la comunicazione che intratteniamo attualmente si basa sulla sensazione che ogni persona sia separata dalle altre e questa percezione plasma la nostra visione del mondo. Quando inizieremo a sviluppare una comunicazione basata sulla connessione e sulla complementarietà, scopriremo gradualmente che il mondo intero siamo in realtà noi stessi, che non ci sono estranei intorno a noi, né confini o barriere, né domini separati di “mio” e “tuo”, ma che tutto è un unico dominio. Non esiste altro che una forza, la forza della natura. È la forza più intima, sublime e fondamentale che esista, ed è una forza d’amore completa, eterna e perfetta.

Basato su “Nuova Vita 127 – L’essenza della comunicazione, Parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché la comunicazione tra le persone si interrompe e come si può prevenire o risolvere il problema quando si verifica?

In linea generale, la comunicazione è l’essenza stessa della vita. Il mondo ebbe inizio con una particella di energia che generò due particelle opposte, e da allora tutta l’evoluzione si è svolta attraverso la connessione, varie forme di connessione e gradi di opposizione e distanza tra gli elementi connessi. In ogni caso, tutto ciò è comunicazione.

Nei livelli inanimato, vegetativo, animato e umano, all’aumentare dell’intensità degli opposti, aumenta anche la forza della connessione necessaria allo sviluppo della vita, una nuova modalità di connessione dà origine alla successiva forma di vita.

Anno dopo anno, scopriamo quanto siano interconnesse tutte le componenti della natura, quanto sia elevato il livello di integrazione tra tutti i suoi elementi. Sulla Terra, ad esempio, gli oceani, l’atmosfera, il calore del pianeta, le eruzioni vulcaniche, gli uragani e i venti costituiscono un unico sistema ecologico che tende all’equilibrio tra gli opposti. L’equilibrio richiede forze opposte, ma connesse tra loro. Questo equilibrio si esprime nella creazione di un numero sempre maggiore di forme di connessione, all’interno di sistemi sempre più complessi.

Alla base di ogni comunicazione c’è il bisogno di un dato elemento di appagarsi, che lo spinge a superare i propri limiti. Ogni connessione che si instaura si fonda sul calcolo: “Cosa ci guadagno io?”. Questo vale sia a livello atomico e galattico, sia nelle relazioni umane. Relazioni sentimentali, legami familiari e rapporti d’affari si formano tutti secondo lo stesso calcolo: “Ne vale la pena per me?”.

Tuttavia, oggi ci stiamo avvicinando a una situazione in cui questo programma di comunicazione non funziona più a livello di consapevolezza e percezione umana.

Stiamo scoprendo sempre più di non avere alcun controllo su ciò che sta accadendo. Tutte le forme di connessione umana che abbiamo costruito nel corso della storia sono sull’orlo del collasso. Queste includono il commercio, l’industria, l’economia, la finanza, le relazioni internazionali, il nostro rapporto con l’ambiente, così come l’istruzione, la cultura e i media, persino l’unità fondamentale dell’esistenza, la famiglia.

Non è che le persone non cerchino di comunicare, ma in qualche modo la comunicazione non funziona più. Ad esempio, le coppie decidono di sposarsi e, dopo poco tempo, scoprono che non c’è speranza. Sul lavoro, nella società, all’interno dei singoli Paesi e a livello globale, gli accordi non reggono e le alleanze non durano. La capacità di impegnarsi con gli altri è diventata sempre più difficile, questo rende complicata la pianificazione del futuro e ci espone a una situazione di rischio.

A questo punto, l’evoluzione ci spinge ad andare avanti e a ricercare un nuovo sistema di connessione, radicalmente diverso nella sua natura. Che tipo di sistema di connessione può essere? Non una connessione unilaterale, come lo è stata finora, del tipo “vediamo come posso essere soddisfatto da te e cosa devo dare in cambio”, ma una comunicazione che sia fondamentalmente bidirezionale e complementare.

Che cosa significa? Smetto di vedere l’altro come opposto a me. Al contrario, prendo in considerazione i suoi desideri e bisogni insieme ai miei, ed esamino come possiamo coesistere in una relazione complementare.

Comunicare a questo livello richiede di incorporare l’altro dentro di noi, di accettarlo per quello che è, senza alcuna interferenza del nostro ego, come se noi stessi non esistessimo. Un altro modo di vedere questo concetto è che usciamo da noi stessi, entriamo a vivere nell’altro e agiamo dall’interno di lui, attraverso le sue qualità. Un altro modo ancora per descriverlo è che ci connettiamo a tal punto che non rimane alcuna differenza tra noi.

Questo rappresenta un’evoluzione verso un diverso livello di valori. Ogni persona non esiste più per sé stessa, ma esistiamo per la vita stessa, per la comunicazione tra noi. Smettiamo di pensare a ciò che proviamo e desideriamo e iniziamo a pensare alla formazione di un nuovo livello di vita, come se fossimo partner che insieme danno vita a una terza entità.

L’entità comune che creiamo è una nuova forma di vita, in cui percepiamo l’unica forza della natura, la stessa forza che originariamente creò due forze opposte. È così che chiudiamo il cerchio e, attraverso una comunicazione completa tra di noi, ritorniamo consapevolmente al punto di partenza da cui tutto ebbe inizio.

In questo processo evolutivo, i concetti di tempo, movimento e spazio scompaiono, così come le nozioni di “noi” e “qualcuno al di fuori di noi”. Tutte le distinzioni della nostra attuale percezione terrena della realtà svaniscono e ci eleviamo verso un mondo di informazione, emozione, mente e cuore in forma pura, senza materia fisica. Questo è anche chiamato il mondo dei pensieri e dei desideri. È la prossima fase evolutiva che l’umanità deve raggiungere, la miriade di sviluppi tecnologici odierni non sono altro che una preparazione a tale stadio.

Pertanto, non dobbiamo disperare quando oggi assistiamo a un’interruzione della comunicazione. Ciò indica la necessità di elevarci a una forma di comunicazione ottimale e complementare. Auguro a tutti noi successo in questo percorso.

Basato su “New Life 126 – L’essenza della comunicazione, parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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