Dovremmo competere con gli altri o cooperare per vivere la migliore vita possibile?
La società moderna è fondata sull’egoismo, cioè sul desiderio di trarre beneficio personale a spese degli altri. Fin dall’infanzia ci viene insegnato che avere successo significa superare gli altri, elevarsi al di sopra di loro, guadagnare di più, ottenere risultati migliori e assicurarsi una posizione più vantaggiosa rispetto a chiunque altro. Quanto più grande è l’egoismo di una persona, tanto maggiori sembrano essere le sue possibilità di successo.
Eppure questo sistema egoistico sta raggiungendo il suo limite.
L’umanità è giunta a uno stato di esaurimento. Dopo secoli trascorsi a perseguire il profitto personale, il potere, la ricchezza, il prestigio e il successo, ci rendiamo conto che tali soddisfazioni sono effimere e non ci appagano davvero. Per questo motivo, il mondo si è esaurito sotto il peso dell’egoismo. Non può più continuare ad avanzare lungo le stesse direttrici egoistiche che finora hanno definito il successo. I sogni che un tempo motivavano l’umanità stanno gradualmente svanendo e sempre più persone non credono più che maggiore successo, ricchezza o potere possano risolvere i loro problemi.
In una simile condizione, sempre più persone si trovano ad affrontare una domanda fondamentale sulla nostra esistenza: come possiamo continuare a vivere?
La risposta risiede in una direzione di sviluppo completamente nuova. Invece di attribuire valore alla competizione e alla separazione, dobbiamo imparare a dare valore alla connessione. Il futuro dell’umanità dipende non da quanto sapremo competere gli uni contro gli altri, ma da quanto sapremo connetterci tra di noi.
In questa connessione scopriremo nuovi obiettivi, nuove possibilità e persino una nuova percezione della realtà. Quello che oggi appare come un mondo esausto e frammentato si rivelerà essere un sistema vivente di interconnessione e interdipendenza, attraverso il quale potremo scoprire il significato e lo scopo della vita.
Questo principio non riguarda soltanto l’umanità nel suo insieme, ma anche le nostre relazioni personali. Persino la domanda su come conservare un’amicizia per tutta la vita può trovare risposta attraverso un cambiamento fondamentale della nostra percezione.
Dobbiamo comprendere che tutta la negatività che vediamo negli altri riflette un aspetto interiore di noi stessi. Al di fuori di noi non esiste nulla che sia intrinsecamente cattivo. I difetti, le mancanze e le imperfezioni che percepiamo negli altri indicano qualità che richiedono una correzione nella nostra stessa percezione.
Perciò il nostro compito non è mai correggere gli altri. È sempre correggere noi stessi.
Man mano che trasformiamo le nostre qualità interiori, anche il nostro modo di vedere il mondo comincia a cambiare. Ciò che prima appariva ostile inizia a manifestarsi come benevolo. Ciò che sembrava frammentato comincia a rivelare la propria armonia. Ciò che sembrava un mondo popolato di nemici inizia ad apparire come un mondo ricco di opportunità di connessione.
Nella terminologia della Kabbalah, questa trasformazione rappresenta la differenza tra il paradiso e l’inferno.
Il paradiso non è un luogo situato oltre questa vita. È uno stato della percezione. Se trasformiamo la negatività che è dentro di noi, iniziamo a sperimentare la realtà come armoniosa, bella e integra. Scopriamo che il paradiso è sempre stato presente; era soltanto la nostra percezione a impedirci di vederlo.
Al contrario, se non cambiamo le nostre caratteristiche interiori, il mondo continuerà ad apparirci ostile e doloroso. L’inferno che sperimentiamo non è fuori di noi, ma dentro di noi.
Ecco perché giudicare gli altri è improduttivo. Se vediamo l’inferno nelle altre persone, significa che quell’inferno esiste dentro di noi. La soluzione non consiste nel cambiare gli altri, ma nel cambiare noi stessi. Nel momento in cui correggiamo la nostra percezione, iniziamo a vedere una realtà diversa.
La strada che si apre davanti all’umanità consiste nello spostare la nostra attenzione dal correggere gli altri al correggere di noi stessi, dal competere al connetterci e dal dividerci al trovare unità. Così facendo, scopriremo non solo relazioni migliori, ma un mondo completamente nuovo.
Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, andato in onda l’8 maggio 2026.
Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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