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Elevare l’importanza della preghiera

Domanda: Nelle ultime lezioni abbiamo riflettuto su ciò che ci manca per portare contentezza al Creatore e siamo giunti alla conclusione che ci manca l’importanza della preghiera. Come possiamo elevare l’importanza della preghiera in tutto il Kli mondiale?

Risposta: L’importanza della preghiera dipende davvero dall’intero Kli mondiale.
Dobbiamo pensarci, impegnarci per ottenerla e risvegliare continuamente dentro di noi un desiderio ancora più grande di rivolgerci al Creatore e chiedergli di elevarci. Tutto dipende esclusivamente dalla nostra richiesta e dalla Sua risposta.

Domanda: È corretto rivolgersi al Creatore con l’intenzione che solo Lui può concederci la qualità della dazione e dell’amore?

Risposta: Certamente, è esattamente così che accade. Tuttavia, per giungere a una tale supplica al Creatore, dobbiamo prima sentire quanto siamo distanti da Lui e quanto sia incredibile l’azione del Creatore quando ci aiuta a elevarci.

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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 17/11/24, Scritti di Rabash “Abramo si alzò”

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Incorporarsi negli altri

Domanda: Come avviene la transizione dal lavoro interiore individuale al lavoro interiore con la decina?

Risposta: Una persona inizia a sentire di non esistere in modo indipendente. Esiste solo come una particella elementare senza il diritto all’esistenza spirituale, che è al di sopra dell’egoismo.

Essere al di sopra dell’egoismo significa includere se stessi negli altri che sono stati creati specificamente come se fossero al di fuori di se stessi, attraverso la frantumazione del singolo Kli, in modo che una persona possa coltivare dentro di sé la qualità di passare da un io egoistico a qualità altruistiche. Questa è l’essenza del nostro metodo.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 28/08/19, “Domande e risposte”

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I nostri cervelli possono comunicare con i cervelli delle persone che ci circondano senza che ce ne accorgiamo?

Gli scienziati hanno scoperto che quando le persone trascorrono molto tempo insieme, la loro attività cerebrale può diventare straordinariamente simile, a volte quasi identica. In questi casi, i due cervelli cominciano a funzionare in sincronia.

Ad esempio, dopo due settimane di visione degli stessi film, lettura degli stessi libri, esperienze simili nella vita e conversazioni regolari, i soggetti di un esperimento hanno adottato schemi linguistici simili, vissuto emozioni paragonabili e persino allineato le proprie prospettive. Il professor Moran Cerf della Northwestern University di Evanston, Illinois, spiega che le persone a noi vicine plasmano sottilmente la nostra percezione della realtà in modi difficili da rilevare o articolare.

I nostri cervelli interagiscono continuamente con un sistema universale di informazioni, simile a dei modem connessi a una vasta rete. Questo sistema invisibile ci permette di scambiare e ricevere informazioni.

Curiosamente, ciò che percepiamo come comunicazione “diretta” è spesso un’illusione. Ciò che una persona dice e ciò che l’altra persona sente possono differire significativamente. Gli scambi più significativi avvengono spesso attraverso canali più sottili e indiretti.

Per questo motivo incoraggio i miei studenti a studiare all’interno di un quadro unificato, utilizzando le stesse fonti e materiali di studio. Attraverso esperienze condivise, possiamo davvero avvicinarci e comprenderci più profondamente.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

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Imparare le Qualità dei Saggi

Domanda: Come fa il corpo a imparare le qualità del saggio? In che modo possiamo agevolare tale apprendimento?

Risposta: Per aiutare il corpo cerchiamo di unirci e di elevare una preghiera collettiva. In questo modo attiriamo la luce superiore che ci corregge.

Domanda: Possiamo supporre che un piccolo annullamento di noi stessi ci dia la forza per il successivo annullamento un pò più consistente?

Risposta: Sì, succede sempre così. Per questo non ci fermiamo mai, ma continuiamo a chiarire anche i problemi più insignificanti.

Domanda:Come possiamo elevarci al di sopra della mente e della ragione per imparare la qualità dei saggi?

Risposta: Soltanto insieme attraverso una preghiera collettiva al Bore.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 17/11/24, Scritti di Rabash “Abraham si innalzò”

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I frutti nel lavoro spirituale

L’albero che porta frutti è un segno di Kedusha, mentre quello che non porta frutti è un segno di Tuma‘a ed è chiamato “discepolo saggio indecente”.

Questo è quanto è scritto: “Il frutto di un giusto, un albero di vita”. Quali sono i frutti di un giusto? Le mitzvot [precetti] e le buone azioni (Rabash, Note assortite, 883, “L’uomo è l’albero del campo – 1”).

Domanda: Qual è “l’albero da frutto” della decina che porta frutti a tempo debito?

Risposta: È un albero che assorbe molta acqua e, quindi, cresce in un buon terreno e in un buon posto e produce molti frutti pregiati.

Domanda: Come ce ne prendiamo cura per raggiungere il grado corretto?

Risposta: Innaffiando per tempo e tagliando i rami secchi. La cura degli alberi da giardino richiede molto lavoro. Alla fine avrete un albero fruttuoso che vi nutrirà bene.

Domanda: Quali sono i frutti del lavoro spirituale?

Risposta: Le nostre qualità corrette.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabalah del 28/10/24, Scritti di Rabash “L’uomo è l’albero del campo – 1”.

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Risultati degli sforzi

Domanda: Che cosa significa che “il giusto stesso è tenuto a sapere che la sua discendenza deve essere fondata sulle buone azioni”?

Risposta: Devono vedere i risultati dei loro sforzi.

Questi risultati si riflettono nell’unità che emerge grazie agli sforzi di chi è giusto in mezzo a voi e nella sensazione che dobbiate rimanere coesi in queste relazioni.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 28/10/24, Scritti di Rabash “Noè era un uomo giusto”

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Entrare in acque calme

Domanda: Metaforicamente, l’arca è il desiderio di dazione in cui investiamo i nostri sforzi per unirci. Che cosa mettiamo nel suo interno? Come lo plasmiamo nel modo giusto?

Risposta: Portiamo solo le nostre buone connessioni e il nostro atteggiamento corretto verso ciò che dobbiamo rivelare.

Domanda: Lo stato nell’arca durante il diluvio è temporaneo o dobbiamo abituarci all’idea che questo sarà il nostro stato permanente?

Risposta: No, è uno stato che dura poco. Dobbiamo attraversarlo per entrare in acque calme.

Domanda: Come si fa a superare le onde più alte nella decina per raggiungere l’obiettivo?

Risposta: Più le onde sono alte, più ne abbiamo paura; perciò dobbiamo essere più vicini e tenerci stretti l’uno all’altro, così non dovremo temere nessuna prova nel mare.

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Dalla Lezione quotidiana di Cabala del 31/10/24, Scritti di Rabash “Gopher Wood”

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Di cosa dobbiamo prenderci cura nella decina?

Domanda: In che modo una persona distingue tra la luce di Hochma e la luce di Hassadim nel suo lavoro interiore?

Risposta: La differenza sta nel vaso stesso, nel desiderio stesso: o mi sforzo di essere nella luce di Hochma o di essere nella luce di Hassadim. Sono cose opposte: riceviamo la luce di Hochma nei vasi di ricezione, mentre la luce di Hassadim la riceviamo nei vasi di dazione.

Dobbiamo sforzarci di creare un tale stato di connessione tra noi, nel quale sia la luce di Hochma che la luce di Hassadim ci riempiranno e saremo in grado di trattenerle dentro di noi.

Domanda: Cosa significa riempire una persona con la luce di Hassadim?

Risposta: Significa che la allontaniamo dal ricevere in modo che rimanga nella qualità della dazione in ogni momento.

Domanda: Nella decina cerchiamo di donare ai nostri amici e chiediamo al Creatore di concederci questa qualità. A che punto possiamo iniziare a preoccuparci dei vasi di ricezione?

Risposta: Una persona non deve concentrarsi sui propri vasi di ricezione. Dobbiamo preoccuparci solo di come donare ai nostri amici. Nel farlo, ci correggeremo fino al punto in cui i nostri vasi diventeranno interamente vasi di dazione.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 31/10/24, Scritti di Rabash “Gopher Wood”

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Un’anima che discende nel nostro mondo una volta ogni dieci generazioni

Perché è stato detto che un’anima come Baal HaSulam discende nel nostro mondo solo una volta ogni dieci generazioni?

Il fatto è che quest’anima è incredibilmente elevata, e il suo conseguimento richiede sforzi tremendi.

Perciò, scende nel mondo solo una volta ogni poche generazioni, quando ci sono molte anime pronte ad innalzarsi da un grado spirituale all’altro. Grazie al loro sforzo collettivo, possono raggiungere le altezze descritte dal Baal HaSulam.

Attraverso tutti i nostri sforzi nello studio della Saggezza della kabbalah e le nostre azioni verso l’unità, desideriamo includerci nella sua anima e, nella misura in cui riusciamo a raggiungere questa inclusione, possiamo toccare, anche solo leggermente, la sua grandezza. Tutto dipende dal nostro desiderio di elevarci al di sopra del nostro stato attuale e di raggiungere una maggiore unità, attraverso la quale possiamo conseguire la spiritualità.

Raggiunto un certo livello, dobbiamo cercare di rivestirci dell’abito spirituale di Baal HaSulam, che è eccezionalmente alto, sperando che il Creatore abbia pietà di noi e ci permetta di comprendere, sentire e, in qualche modo intravedere, questo stato.

Questo non dipende solo da noi, ma dal desiderio del superiore di rivelarsi in noi e, attraverso di noi, influenzare tutta l’umanità. Non dobbiamo dimenticarlo, affinché insieme possiamo sentire questa immensa responsabilità e impegnarci per avvicinare il mondo intero al Bore.

Il nostro gruppo è il risultato del lavoro dei grandi Kabbalisti che sono vissuti prima di noi, che hanno esteso fino a noi la fine del filo che ci connette al Creatore. Dobbiamo afferrare questo filo e usarlo per ascendere.

Attraverso la vicinanza reciproca, la connessione e la mutua inclusione, saremo in grado di sentire qualità più elevate e stati più alti e, così facendo, obbligheremo il Bore a elevarci a Lui. È un traguardo già vicino, speriamo di riuscire a realizzarlo.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 13/10/24, Giorno della memoria di Baal HaSulam, Rav Yehuda Ashlag

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Raggiungere il Creatore

Domanda: Come possiamo stabilire un dialogo con la decina simile a quello che abbiamo con il Creatore, che includa il mondo intero?

Risposta: Dipende dai tuoi stati all’interno e all’esterno della decina.

Domanda: Che cosa è più importante, il dialogo con la decina o con Lui?

Risposta: Certamente il dialogo con il Creatore è più elevato, ma senza passare attraverso la decina non sarai in grado di raggiungerLo.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 2/10/24, “Rosh Hashanah”

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