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Trovare il contatto con il gruppo

Una persona è come un seme: finché non sente il contatto con la terra, rimane senza vita. Baal HaSulam fa questo esempio nei suoi scritti. Non appena si pianta un seme nel terreno e questo trova il contatto con esso, ossia con l’ambiente, con il gruppo, tutto ha inizio. Inizia a crescere.

Si risvegliano forze interiori che il seme stesso prima non conosceva. Non aveva mai pensato di poter crescere e diventare un genitore. Dopo tutto, è solo una conseguenza di uno stadio precedente: qualcuno lo ha creato, qualcuno lo ha fatto nascere, qualcuno lo ha coltivato.

Diciamo che un chicco di grano cade da uno stelo di grano nel terreno e inizia a germogliare: significa che inizia un percorso completamente nuovo, un nuovo ciclo di vita. Quando inizia questo ciclo? Quando avviene il contatto con l’ambiente circostante, quello adatto al tuo sviluppo, alla Reshimo che è in te.

Il contatto con l’ambiente attiva la tua Reshimo, che a sua volta scatena su di te influenze secondarie: aria, calore, luce solare e così via.

Ma per stabilire un contatto con l’ambiente, devi, ad esempio, entrare nel terreno per renderti conto di essere al suo interno. Non puoi introdurti in esso, qualcosa ti colloca lì, ma devi trovare il contatto con esso, ossia la connessione con il gruppo. E poi tutto andrà avanti.

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Da  KabTV’s “I Got A Call. Virtual Community, Part 2” 5/16/10

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Tutti Dipendono l’Uno dall’Altro

Baal HaSulam scrive nell’articolo La Garanzia Reciproca che tutti coloro che aspirano al Creatore costituiscono un’unica nazione in cui ognuno è responsabile l’uno dell’altro, il che si chiama garanzia reciproca (Arvut).

La Torah (la luce della correzione) fu data a questa nazione solo dopo che a ogni individuo fu chiesto se era disposto ad accettare il precetto di amare il prossimo come se stesso, come è scritto: “Ama il tuo prossimo come te stesso”, ossia a prendersi cura degli altri non meno di quanto la nostra natura ci costringa a prenderci cura di noi stessi.

Questa è la condizione necessaria per attrarre la luce della correzione. Solo quando riveliamo un autentico desiderio di unirci in questo modo, la luce arriverà e correggerà il nostro vaso spirituale.
La garanzia reciproca si realizza quando formiamo già un unico corpo, un unico organismo, in cui tutti dipendono l’uno dall’altro, dopo essere andati al di sopra dei propri desideri personali. A tal fine, ciascuno deve possedere uno schermo anti-egoistico ed essere sul grado spirituale della dazione (Hafetz Hesed), considerando la propria vita materiale solo come una base necessaria per l’ascesa spirituale.

Ogni individuo riempie gli altri e comprende che deve essere connesso a loro, poiché tutta la sua vita è dedicata a questo scopo, proprio come le cellule di un corpo. Ogni cellula e ogni organo del corpo vive per adempiere alla propria funzione a beneficio dell’intero organismo.

Il significato della sua vita è amore e dazione. Quando sentiamo una tale connessione tra di noi, questo si chiama vita spirituale. Se desideriamo connetterci in questo modo, riceveremo la forza per realizzarlo!
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 18/05/2010, Scritti di Baal HaSulam – La Garanzia Reciproca

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Intermediari per tutto il mondo

Domanda: Si dice che il popolo di Israele sia obbligato a preparare se stesso e tutti i popoli del mondo alla spiritualità attraverso lo studio della Torah e dei comandamenti.
Sento che siamo intermediari tra il mondo intero e il Bore. Come possiamo migliorare il nostro lavoro?

Risposta: Ogni giorno dobbiamo trarre forza, una direzione più precisa e un obiettivo più chiaro dal materiale che leggiamo, per non commettere errori e sentire costantemente che stiamo correggendo il nostro progresso da ieri a domani.

Domanda: Noi preghiamo continuamente, ma lo fa anche il mondo intero. Come si collegano queste preghiere? Oppure ci riuniamo e poi tutto il mondo si unirà a noi?

Risposta: No, le preghiere si integrano l’una con l’altra ed elevano lo stato d’animo. Solo la nostra unità aiuta tutte le nazioni del mondo. Noi, come intermediari, portiamo la MAD (Mei Dhurin) alle nazioni del mondo.

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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 1/24/25, Scritti di Baal HaSulam “L’Arvut [Garanzia reciproca]”

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Domanda: Cos’è la dazione?

Risposta: La dazione è la sequenza di azioni in cui per prima cosa annulli completamente i tuoi desideri e le tue opinioni, ti immergi nei desideri di un’altra persona e poi applichi tutte le tue capacità per riempire o soddisfare i suoi desideri.

Ad esempio, supponiamo che tu voglia acquistare un nuovo iPhone, ma che tua madre non capisca perché vuoi spendere così tanti soldi per un altro “giocattolo”. Inizi allora a spiegarle quanto sia fantastico questo telefono, elencandone tutte le funzionalità: Internet, video e foto.

In sostanza, stai cercando di farla entrare in contatto con i tuoi desideri, di farle provare ciò che tu provi e di portarla ad ammirare questo nuovo “giocattolo”.

Tu vuoi che lei condivida così tanto il tuo desiderio per questo nuovo telefono, che ne sia “illuminata” e che desideri regalarlo al suo amato figlio. Questo si chiama “amore per il prossimo”. Allo stesso modo, devo sentire il desiderio dell’amico e sentirmi obbligato a soddisfarlo con tutte le mie capacità, anche prima di soddisfare i miei desideri. È come se i miei desideri personali non esistessero più dentro di me!

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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 24/04/11, Scritti di Baal HaSulam “Introduzione al libro Panim Meirot uMasbirot”

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Il lavoro con le decine deriva da Rabbi Shimon. Secondo la Kabbalah, ebbe inizio con Abramo, ma ciononostante ha avuto la sua manifestazione principale a partire dall’Ari, quando la Kabbalah divenne una vera scienza pratica.

Rabash lo ha descritto in modo molto dettagliato. Altri Kabbalisti ne avevano scritto prima di lui. La Torah afferma ovunque che deve esserci unità tra le persone, perché solo nell’unità possiamo riunire l’anima frammentata di Adamo.

Anche due persone sono sufficienti per iniziare a percepire stati spirituali, perché di fronte a te deve esserci un altro egoista come te, con il tuo stesso obiettivo.

Il nostro lavoro si basa solo sulla ricerca di una forma di connessione reciproca che ci sia vantaggiosa, simile al Creatore, che possa iniziare ad aprirsi tra noi, in questo sentiremo il Suo avvicinamento.

Più ci avviciniamo l’uno all’altro nella Decina, più ci eleviamo al di sopra dell’egoismo e costruiamo un tramezzo tra due piani: l’odio in basso e l’amore al di sopra di esso, o l’indifferenza in basso e almeno un qualche tipo di connessione in alto. E in questo tramezzo tra la proprietà egoistica e la proprietà della dazione, riveliamo il Creatore come la fonte di entrambe le proprietà.
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Dalla lezione di Kabbalah del giorno 3/9/19, Scritti di Baal HaSulam “ Non esiste nulla tranne Lui”

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La frammentazione della struttura di Adamo.

Domanda: Mentre lavoriamo su noi stessi, cominciamo a sentire un senso di responsabilità, quando ci rendiamo conto del valore della linea sinistra e impariamo a coprirla con la destra. Quando nasce questo momento di responsabilità?

Risposta: La consapevolezza di tale responsabilità e la capacità di agire su di essa arrivano gradualmente.

È una delle tappe del nostro sviluppo quando capiamo che il superamento dell’egoismo che ci separa dai nostri amici del gruppo attira una maggiore illuminazione della luce superiore o, in altre parole, porta il Creatore più vicino. Pertanto, tutto il lavoro consiste nel raggiungere l’avvicinamento.

È per questo che il Creatore ha frammentato l’immenso vaso (Kli) che ha creato, che è l’anima chiamata “Adamo”, dalla parola “Domeh” (simile al Creatore). Questa struttura si è rotta in innumerevoli frammenti.

Immaginate un pezzo di pasta gettato in un secchio d’acqua. Gradualmente, la pasta assorbe l’acqua e l’acqua riempie i suoi pori. L’acqua, che riempie gli spazi tra i frammenti di pasta, rappresenta l’egoismo che ci allontana.

Inizialmente eravamo tutti riuniti in un piccolo pezzo, ideato dal Creatore. Poi la Sua forza di dazione e di amore, la luce superiore, si è riversata su questo piccolo desiderio e lo ha frammentato in pezzi.
Ora dobbiamo riassemblare questi pezzi insieme all’acqua che li separa. Così facendo, raggiungeremo uno stato superiore rispetto a quello originale, poiché l’acqua che ha espanso i pezzi ora contribuirà alla loro unità e ci permetterà di sentire il Creatore dentro di noi.

L’acqua rappresenta l’attributo del Creatore e noi dobbiamo unirci ad essa. La stessa forza che ora ci divide deve essere trasformata in una forza di connessione. Questo processo è chiamato la graduale rivelazione del Creatore dentro di noi. È il nostro scopo e l’essenza del nostro sviluppo.
Quindi, l’egoismo è essenziale; dobbiamo solo usarlo correttamente.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 3/9/19 Scritti di Baal HaSulam “Non c’è nessuno tranne Lui ”

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Aspirare solo al Bene

Domanda: Come riveliamo la nostra inclinazione al male? È un processo individuale o avviene insieme alla decina?

Risposta: Non è necessario rivelare l’inclinazione al male. Essa si rivelerà nella misura in cui saremo in grado di lavorare con essa.
Dobbiamo aspirare solo al bene: alla buona inclinazione, alle buone radici, alle buone azioni. L’inclinazione al male si manifesterà in noi in base alla nostra forza di superarla e correggerla.

Domanda: Dunque non si rivela più di quanto possiamo superare?

Risposta: Sì, esatto.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 25/11/24, Scritti di Rabash “Generazioni”

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Uscire dal guscio dell’egoismo

Domanda: Spesso sentiamo la frase: “Un solo uomo con un solo cuore”. Se il cuore è un desiderio, l’intero Kli mondiale non vuole forse rivelare il Creatore? Cosa ci manca ancora per diventare un solo uomo con un solo cuore con un solo desiderio di raggiungere il Creatore?

Risposta: Ci manca solo il lavoro corretto nel cuore: aprirlo verso gli amici, connettere tutti nel nostro cuore e raggiungere la connessione con il Creatore.

Domanda: Non siamo abbastanza maturi per questo, siamo pigri o non dobbiamo ancora rivelarlo?

Risposta: Forse non siete ancora abbastanza maturi. Ma soprattutto, siete frenati da una particolare inerzia, a causa della quale non riuscite a convincervi ad elevarvi al di sopra di voi stessi.

Domanda: Io posso giudicare per me stesso: mi sento molto a mio agio nella nostra comunità; è così bella, così amata, apre davvero il cuore. E all’interno di questo bozzolo d’amore, sorge il pensiero: “Perché andare oltre?” Cosa dovremmo fare a riguardo?

Risposta: Questo è un problema. Il punto è che devi rompere con forza il guscio (Klipa) in cui sei rinchiuso e cercare di emergere all’aria aperta. Inoltre, tutti devono farlo insieme.

Elevatevi al di sopra di voi stessi, a un nuovo livello. Sentite che a questo livello siete davvero in uno stato di elevazione, e da questo stato, iniziate a connettervi l’uno con l’altro, e dirigete questa connessione verso il Creatore.

Domanda: È possibile farlo se non vedo che ciò è rilevante per la decina adesso?

Risposta: Non è possibile! È esattamente ciò su cui dovete lavorare. Diventerà rilevante solo attraverso il vostro sforzo simultaneo quando ogni persona “uscirà da sé stessa”, si connetterà con i propri amici e, in un desiderio comune, si connetterà con il Creatore.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 13/10/24, Giorno della Memoria di Baal HaSulam, Rav Yehuda Ashlag

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Per cosa devo pregare?

Domanda: Per cosa possiamo e dobbiamo pregare?

Risposta: Dobbiamo pregare per ogni cosa e rivolgerci solo al Bore, perché è Lui la fonte di tutto ciò che ci accade. Non c’è nulla che non provenga direttamente da Lui.

Il Bore è il campo di forza che ci tiene uniti. Noi esistiamo in questo campo e quando preghiamo, con i nostri desideri risvegliamo il desiderio di questo campo e delle sue forze fisiche, che per noi sono ancora sfuggenti perché lavorano per la dazione.

Noi egoisti lavoriamo per ricevere, mentre questo campo è spirituale; lavora per dare e quindi non lo sentiamo. Ma nel momento in cui cominciamo a chiedere l’unificazione e ad elevarci al di sopra dell’egoismo, diventiamo in qualche modo simili al campo di forza del Bore.

Allora lo influenziamo e lui ci influenza. Queste sono le leggi della fisica. Non c’è nulla di soprannaturale.

Perciò possiamo chiedere qualsiasi cosa, qualsiasi piccola cosa, dal lavoro di una singola cellula all’intero organismo, all’interazione con i familiari,  gli amici e il mondo, con qualsiasi cosa e con chiunque.

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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 8/28/19, “Domande e risposte”.

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La Correlazione tra Connessione e Divulgazione

Domanda: Qual è la correlazione tra connessione e divulgazione?

Risposta: Prima di tutto, bisogna impegnarsi nella connessione. In secondo luogo, è necessario impegnarsi nella divulgazione affinché questa aiuti la connessione, perché la connessione è la cosa più importante.

D’altro canto, non vi potete unire se non divulgate, poiché stando insieme ci si indirizza verso un unico obiettivo. Non puoi pensare a te stesso senza pensare al mondo, poiché esisti in modo tale che attraverso di te la forza della connessione arriverà al mondo.

Quindi, non sperare affatto di trovare l’unità senza lavorare con il mondo. Sei obbligato a lavorare con esso, non solo per attirare le persone ai campus [alle lezioni di Kabbalah], ma per far conoscere loro la necessità della connessione.

In questo modo, quando ti ascolteranno almeno una volta, saranno inclusi automaticamente nel tuo messaggio anche se non lo conoscono. Se hai un contatto con loro, ecco che questo campo che tu hai risvegliato passa anche attraverso di loro.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 28/08/19, “Domande e Risposte”

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