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La mia intervista con il “Corriere del Ticino” in Italia

Dr. Michael Laitman “La mia intervista con il Corriere del Ticino in Italia, in cui ho spiegato come la saggezza della Kabbalah usa l’ego per l’evoluzione umana piuttosto che provare a sopprimerlo come fanno le religioni; e come la vera ragione dell’antisemitismo è che Israele non sta condividendo la saggezza della Kabbalah con il mondo.”

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La Kabbalah è la saggezza della realtà superiore

Dr. Michael LaitmanDal articolo di Baal HaSulam “La Saggezza della Kabbalah e la sua Essenza”:

Cos’è la saggezza della Kabbalah? In generale, la Kabbalah è la rivelazione del Creatore in ogni modo e in tutte le sue proprietà e manifestazioni. Rivelato nei mondi e che verranno rivelati nel futuro in qualsiasi modo sia possibile applicare per scoprirlo nei mondi al termine di tutte le generazioni.

Esistono diverse definizioni della saggezza della Kabbalah dove si vede che ci insegna come rivelare la forza superiore, un’unica forza della natura. Si chiama superiore perché contiene dentro di se tutto, tutta la natura con tutto l’esistente.

La Kabbalah manifesta all’ uomo il sistema superiore, l’unica forza con tutte le sue manifestazioni ed effetti su ciò che si trova sotto il suo controllo.

Qui questa forza si divide in una parte che si riferisce a noi ed è disponibile per rivelarla. E un’altra parte che non si riferisce a noi. Neanche sappiamo cosa avviene nell’ altra realtà.

La Kabbalah è la saggezza pratica. Come la fisica, la chimica, tutte le scienze naturali. Perciò grazie a essa possiamo scoprire solo ciò che è disponibile per noi. E la realtà che noi non percepiamo non possiamo descriverla con nessuna parola.

Noi riconosciamo una tale possibilità della parte superiore che esiste qualcosa fuori da noi stessi, inaccessibile ai nostri sensi. Ma la nostra comprensione avviene solo dentro i nostri desideri, i nostri sensi, mettendosi nei nostri “vasi” (Kelim).

La Kabbalah sviluppa dentro di noi nuovi organi di percezione oltre ai cinque sensi corporali: vista, udito, olfatto, gusto, tatto. Questi cinque sensi si riferiscono al livello animale, nel quale esiste il nostro corpo fisico.

A parte quelli possiamo sviluppare in aggiunta altri sensi: Keter, Hochma, Binà, Zeir Ampin e Malchut. Questi organi stanno lavorando non per ricevere, non per assorbire informazioni, ma nella forma di dazione.

La forza di dazione non si riferisce a noi, non c’è nella nostra percezione. Tuttavia, si può sviluppare una struttura tale per ottenerla dall’alto. Quindi riceveremo la seconda forza, cioè la forza di dazione in aggiunta alla forza di ricezione.

La forza di dazione, in realtà, è la forza superiore. Noi assumiamo la forza superiore della dazione dal Creatore e riceviamo la possibilità di lavorare con le due forze. Grazie a questa seconda forza possiamo diventare come Lui, e quindi capire, sentire, cominciare a rivelare la realtà nella qualità della dazione. E’ l’obiettivo della Kabbalah.

Quindi ci innalziamo dal livello inanimato, vegetale, animale che abbiamo sviluppato in questo mondo al prossimo livello che si chiama il mondo a venire.

Per quanto l’acquisiamo dalla proprietà della dazione, si ottiene una nuova percezione della realtà nelle proprietà altruistiche, il mondo futuro.

Tale possibilità è prevista per le persone consapevoli di questo desiderio. Ma alla fine, tutta l’umanità dovrà arrivare ad uno stato in cui ognuno vedrà nella sua vita il mondo futuro. E poi la gente sentirà tutto quello che può succedere in ogni realtà perfetta.

Quindi Baal Ha Sulam scrive che “la scienza della Kabbalah – la rivelazione del Creatore” – la forza di dazione che racchiude in sé tutta la natura”, con tutti i mezzi in tutte le sue proprietà e manifestazioni nei mondi. Sono informazioni integrative richieste in futuro, e con tutti i mezzi, che a volte può applicarsi soltanto a scoprirlo nei mondi, alla fine di tutte le generazioni.

Chiunque sente almeno un po’ di voglia di tale rivelazione ha la possibilità di scoprire l’intero universo, in tutti i modi, che può essere solo al di sopra del tempo, movimento, spazio, sopra tutte le limitazioni. Dopo tutto, nella forza di dazione, non ci sono restrizioni.
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Dalla lezione “La saggezza della Kabbalah e la sua essenza“, 12.12.2014

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Tutto ciò non è facile

Baal HaSulam, “L’introduzione al Libro, Panim Meirot uMasbirot,” Punto 1: Chi oserebbe estrarlo dal cuore delle masse e scrutare i loro modi, quando il loro raggiungimento è incompleto in entrambi le parti della Torà chiamate Peshat (letterale) e Drush (interpretazione)? S’intende, a loro avviso, l’ordine delle quattro parti della Torà (PARDESS) che comincia con Peshat, poi Drush, poi Remez (insinuò), e infine Sod (segreto).

Tuttavia, nel libro delle preghiere del Gaon di Vilna è scritto che il raggiungimento comincia con il Sod…”

Infatti, niente è così semplice come sembra. Il raggiungimento della Torà è diviso in quattro parti e anche loro sono disposte in un ordine opposto rispetto a ciò che è accettato dalla gente comune. La gente pensa che stanno imparando Peshat mentre, in realtà, la Torà è nascosta da loro e nella migliore delle ipotesi viene convogliata nella forma di Sod.

Il Gaon di Vilna scrive che cominciamo ad imparare dal Sod perché all’inizio non sappiamo nulla. La Torà descrive la disposizione dei mondi; la loro gestione da parte del Creatore è destinata a rivelare il Creatore alla creatura. Questo è, in essenza, l’obiettivo della Torà, e questo è possibile farlo solo tramite la correzione della creatura alla condizione di “e tu amerai il tuo amico come te stesso.”

La Torà è stata data come mezzo per la realizzazione spirituale e il suo apprendimento è pratico, e in questo modo, la persona va di pari passo secondo l’ordine dei livelli di Sod, Drush, Remez, Peshat.

In altre parole, prima afferro solo alcuni piccoli accenni dal grande segreto, il buio che mi avvolge e che mi impedisce di capire qualcosa.

Poi, il primo filo mi connette con la Luce, con il Creatore, con la gestione superiore, a poi comincio a capire e sentire un po’.

Lo sviluppo passa attraverso quattro fasi con quattro livelli di Aviut, in questo modo, e finché non li abbiamo assorbiti, questo non significa che abbiamo acquisito e capito la Torà, per la Torà veste il Creatore e attraverso di essa la persona coregge se stesso. Per questo, lui abita qui in questa vita, e solo in questo modo continua nella giusta direzione, la via dei quattro livelli per raggiungere il sistema che include i vasi e la Luce.

La gente pensa di stare imparando Peshat, anche se rimane nella “superficialità” del testo e preferisce capirlo “come è” e non andare più in profondità. Tuttavia, in realtà, tutto ciò è l’opposto tramite questo approccio, una persona non capisce nulla di quello che vi è scritto e la verità gli è nascosta.

Peshat simbolizza la rimozione del “rivestimento” della Torà, dal sistema dei mondi, quando li scopro completamente. La loro scoperta significa la rimozione dei Masachim, i rivestimenti, e gli occultamenti.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 5.03.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Risultati pratici della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: A quali risultati pratici ci porta la Kabbalah?

Risposta: Ci chiediamo perché nel mondo “le cose non vanno bene” e non capiamo perché le nostre azioni ci portano a risultati e conseguenze negative.

La Kabbalah ci spiega che la causa di tutti i nostri insuccessi stanno nel fatto che noi non comprendiamo che tutte le nostre azioni passano attraverso lo “Scopo della creazione”.

Le nostre azione e le nostre intenzioni ci danno un segnale, tanto questi segnali vanno d’accordo con il programma della creazione, tanto più avranno un effetto positivo su di noi, d’altra parte, se saranno in disaccordo con lo “Scopo della Creazione” esse eserciteranno degli effetti negativi su di noi.

Fino a quando non impariamo questo sistema di gestione della creazione, avremo incidenti inattesi e spiacevoli, non rendendoci conto che si tratta di una reazione alle nostre azioni.

La saggezza della Kabbalah ci rivela proprio questo sistema di gestione e noi impariamo a lavorare con esso, a correggere le nostre azioni conformemente al suo programma e di sbarazzarci di spiacevoli sorprese.
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Il premio Nobel alla scoperta dell’energia oscura

Messaggio: Il premio Nobel è stato assegnato alla scoperta dell’accelerazione dell’espansione dell’universo per via dell’osservazione di stelle lontane e ultra nuove. Il cambiamento ha fatto scontrare la scienza faccia a faccia con l’energia oscura misteriosa, che compone il 75% della creazione dell’universo.

L’osservazione di questo processo di espansione dell’universo ha cambiato la  comprensione che ne avevamo. Adesso riconosciamo che l’universo, fino al 95%, è composto da oggetti dei quali non sappiamo niente, la cosiddetta materia oscura e energia oscura. Ciò che vediamo è soltanto il 5%. Questa scoperta è fondamentale e molto significativa per la cosmologia, è un grande richiamo per tante generazioni di scienziati.

Il mio commento: Sempre di più capiamo quanto  praticamente ancora non conosciamo niente del nostro mondo e che alziamo la polvere dal granito di un muro soltanto un po’, e questo rappresenta il materiale delle nostra scienza. Ma la scienza si trova in stallo non perché non ci sia un varco, ma perché il varco si può fare soltanto con il cambiamento della nostra propria percezione esterna nella sua forma immutabile, nella qualità della dazione, ma non nella ricezione dentro di sé, come oggi quando l’osservatore, cioè l’uomo, che è limitato dai suoi cinque organi sensoriali (gli strumenti), ne allarga soltanto il loro range, e con la ragione serve i sentimenti.

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L’essenza della scienza della Kabbalah – Una sinossi

La scienza della Kabbalah è l’ordine di discesa delle Forze Superiori dirette alla rivelazione della Forza Superiore di Governo (Creatore) alla persona.

La legge del particolare: Prima della rivelazione comune della Forza Superiore a tutta l’umanità, ci sono alcuni individui scelti che sono capaci di raggiungere questo stato.

La legge della generalità: Alla fine del suo sviluppo, tutta l’umanità dovrà arrivare alla Forza Superiore di Governo, e ottenerla completamente. Studiando il percorso che porta verso il Creatore, la Kabbalah esplora “l’ordine di discesa dei mondi”, dall’alto verso il basso, cioè, dal mondo dell’infinito a questo mondo, cosi come “il raggiungimento della Forza Superiore”, dal basso verso l’alto, salendo dai passi che sono stati formati nella discesa dei mondi.

Il raggiungimento della Forza che Governa è graduale e percepibile nei nostri sentimenti, in base alla correzione dell’egoismo. La Forza Superiore deve essere raggiunta gradualmente in base alle leggi stabilite dalla loro discesa dall’alto verso il basso.

La Kabbalah studia il mondo che non siamo capaci di sentire. Un Kabbalista sente questo mondo e dopo ne prende cognizione. Quelli che non sentono il Mondo Superiore pensano che la Kabbalah studi delle cose astratte e lontane dalla realtà. Ma è l’opposto: La Kabbalah studia soltanto la vera realtà ottenibile.

Tutto è rivelato dall’alto verso il basso in mondi paralleli, e questi mondi differiscono solamente nel materiale, la qualità del desiderio. Tuttavia, gli oggetti e le forme sono gli stessi delle impronte di un timbro. Tutti i dettagli del Mondo Superiore (radici) sono riflessi nel nostro mondo (rami). Una radice controlla il suo ramo in tutto.

Il linguaggio dei rami: Il linguaggio dei rami è stato creato dai Kabbalisti e si basa sulla connessione di ogni ramo nel nostro mondo con la sua radice nel Mondo Superiore. Tuttavia, questo linguaggio può essere compresso soltanto da coloro che sentono la radice. L’aspirazione di raggiungere la Forza Superiore fa sì che la Luce splenda dalla radice al ramo, in questa maniera correggendo il ramo al livello della radice.

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Aspirare ad un punto di equilibrio

Esistiamo nel campo della Luce (la qualità dell’amore e della dazione chiamata Creatore) che riempie tutto lo spazio che noi occupiamo, solo che non possiamo sentire questa Luce. Nella sua influenza su di me, è come un campo fisico, che sia gravitazionale, elettromagnetico o elettrostatico. Se ho un potenziale spirituale (la carica), comincio a muovermi all’interno di questo campo verso un punto di equilibrio con esso.

Allo stesso modo in cui si comporta un elettrone in un campo elettromagnetico, la persona si comporta in un certo luogo: lui o lei aspirano ad uno stato di equilibrio, vivendo nel campo delle loro sensazioni; però anche le sensazioni sono forze! Noi le studiamo nella saggezza della Kabbalah così come altri studiano l’influenza delle forze fisiche, salvo che noi non percepiamo la loro esistenza nel nostro mondo.

Quando il punto nel cuore appare nella persona, lei comincia a muoversi verso un luogo nel quale possa ricevere il riempimento che richiede da questo punto. Queste persone “entrano” nei nostri gruppi o “ci scoprono all’improvviso” su Internet. Tutto questo sembra loro molto inaspettato … ed è così che cominciano a studiare la saggezza della Kabbalah.
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(Dalla 2° lezione del Congresso di Madrid del 3.06.2011)

Un cuore fuso

Una persona deve inviare frecciate d’amore al cuore degli amici nelle loro intenzioni interiori. All’esterno deve mostrare a tutti quanto sia ispirata dalla spiritualità e cercare di motivare gli amici a sentire la stessa cosa; però internamente, una persona deve pensare sempre al modo in cui penetrare nel cuore dell’amico.

Dei regali materiali non li danneggeranno, ma non devono sostituire i loro sforzi interiori ed il loro vero desiderio di connettersi. Dopotutto, il nostro lavoro, risiede nel risvegliare le forze interne, la rete di forze o la realizzazione della sola forza del Creatore. Questa è la forza alla quale ci connettiamo, col fine di penetrare in tutti i cuori e le anime.

I regali materiali possono aiutare nel nostro cammino, ma l’obbiettivo principale è cercare di sintonizzarsi a questo sistema connettivo che ci unisce agli altri. In esso, si rivela la nostra connessione e la penetriamo. Questo è conosciuto come penetrare nel cuore dell’amico.

Quanto più profondo è il mio desiderio di penetrare nel cuore di un amico, più fondo il mio cuore. Nella misura in cui il mio cuore diventa più tenero, comincio a vedere che il cuore dell’amico si rivela sempre di più e sono capace di entrare in lui ed unirmi in un solo cuore.

Quando comincio a lavorare con il cuore dell’amico, penso a lui come ad un estraneo. Tuttavia col tempo, comincio a vedere che lui non è un estraneo ma al contrario un crogiuolo nel quale posso fondere il mio cuore. Relazionandomi a lui e desiderando unirmi, realizzo il lavoro nel mio cuore. In questa connessione non dipendo dall’amico o dal grado della sua apertura verso di me, piuttosto dipendo dal mio cuore, nella misura in cui sono stato capace di intenerirlo per poter entrare nel “cuore estraneo”.

Alla fine di questo lavoro, rivelo che né il mio cuore, né il suo cuore esistono, che c’è un solo cuore ed un solo desiderio e che è stato sempre così; solo che mi sembrava che si trattasse di cuori separati, di cuori che erano estranei e differenti, distanti gli uni dagli altri.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.04.2011, Shamati 86)

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La Kabbalah ha dato luogo a tutte le scienze

Domanda: Mi piacerebbe chiedere degli scienziati che hanno scoperto la Kabbalah attraverso la scienza esterna.

Risposta: Nel corso di migliaia di anni, molti scienziati come Platone ed Aristotele, arrivarono alla Kabbalah. Non possiamo neppure immaginare fino a che punto tutti gli scienziati antichi fossero connessi tra loro e conoscessero la Kabbalah.

Newton imparò l’ ebraico per studiare la Kabbalah, ha intere opere ed articoli basata su di essa. La Kabbalah non è una scienza antica, obsoleta. In verità, è una scienza ben conosciuta, ad eccezione degli ultimi cento anni, quando invece di far fronte alla vera scienza, gli scienziati si sono impegnati nella tecnologia.

Alcuni scienziati raggiunsero la Kabbalah a causa del fatto che studiarono dagli antichi kabbalisti. Ciò è particolarmente vero per quelli che vissero tra l’800 A.C. e l’ era volgare. Durante questi 700-800 anni, molti scienziati “esteriori” andarono dai kabbalisti per studiare. Fu allora che nacquero la filosofia e tutte le altre scienze.

Gli scienziati del Medioevo arrivarono a questa per conto proprio. Loro non avevano la realizzazione pratica della Kabbalah, ma sentirono quello che era in realtà questa saggezza; non avevano nessuno dal quale imparare perché a quel tempo tutto era nascosto. Dal 16° secolo D.C. in avanti, la Kabbalah cominciò ad essere rivelata ancora una volta.

Sappiamo che il Ramchal, un grande kabbalista del 16° secolo, aprì dei centri di Kabbalah in tutta l’ Europa. Parallelamente a lui, un grande kabbalista, Abraham Abulafia, “solcò” letteralmente tutta l’ Europa con la diffusione della Kabbalah e la insegnò anche al Papa romano. Andarono in tutte le direzioni per accelerare il processo della correzione.

Tuttavia, questi scienziati “esteriori” conseguirono tutto in gran parte attraverso i loro sforzi. A loro giudizio la Kabbalah è una fonte di conoscenza generale, ma non più di questo. Anche se nelle loro opere possiamo vedere l’ ammirazione genuina verso la Kabbalah, non sento che l’ hanno realizzata interiormente. Comunque, ciò che hanno fatto è una grande impresa.
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(Dalla 3° lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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