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La neutralità della rete non esiste perché la neutralità non esiste

Larry Sanger, il cofondatore di Wikipedia, recentemente ha criticato l’enciclopedia online che ha creato per  mancanza di neutralità. Questa non è stata la prima volta che l’ha fatto. Il 14 maggio 2020 Sanger ha scritto nel suo blog personale: “Wikipedia non ha più  una valida politica neutrale”. Invece, ha dichiarato, “Wikipedia pubblicizza punti di vista controversi sulla politica, religione e scienza.”

Sanger ha ribadito le sue argomentazioni in un  articolo del 16 luglio, che Sanger ha dato a Lockdown TV due giorni prima. Secondo la storia “‘Wikipedia è conosciuta attualmente da tutti per avere molta influenza nel mondo … quindi c’è un gioco molto grande, brutto e complesso  che viene giocato dietro le quinte per far dire agli articoli ciò che qualcuno  vuole che  dicano”, ha detto Sanger, aggiungendo che “il sito ha un pregiudizio liberale”. La parola per riassumere ciò che Wikipedia è diventata, è “propaganda”, ha detto il suo co-fondatore.

Diversi anni fa la neutralità della rete è stata una questione importante. C’è anche una voce estesa al riguardo, avete indovinato, su Wikipedia. Il principio della neutralità della rete esige dai gestori di Internet di non discriminare individui o organizzazioni. Secondo Investopedia, “La neutralità della rete stabilisce che i fornitori di servizi non dovrebbero rallentare né [sic] bloccare il contenuto degli utenti.” Eppure Sanger afferma che la sua creazione non riesce a soddisfare queste disposizioni. 

Per come la vedo io, il problema non è con Wikipedia o con qualsiasi altra piattaforma che non riesce a soddisfare i termini della neutralità della rete. Il problema è che  ci aspettiamo che soddisfino questi termini in primo luogo.  È umanamente impossibile essere neutrali. Formuliamo un’opinione nel momento in cui incontriamo qualsiasi cosa: una persona, un evento o un’idea. 

Siamo tutt’altro che neutrali, quindi come possiamo essere invitati a mantenere imparziali le nostre azioni su Internet? Siamo intrinsecamente egoisti. Non ci piace ammetterlo, ma uno sguardo allo stato del mondo oggi testimonia il livello del nostro egocentrismo. Se questo è il caso, e siamo così profondamente prevenuti che spesso non siamo in grado di vedere la nostra stessa parzialità, come possiamo creare qualcosa di neutro? Anzi, chi se lo aspetterebbe? Quale persona sana di mente penserebbe che le persone possano scrivere una voce su un’enciclopedia senza riflettere le loro opinioni sull’argomento?

Per fortuna, penso che la gente stia cominciando a capire che ci vengono dati in pasto fatti falsi e false “verità”.  Vogliamo ancora consumare media che riflettono le nostre opinioni, che ci fanno sentire che abbiamo ragione, e che soddisfano il nostro ego, ma penso che stiamo cominciando a capire che essere alimentati da false narrazioni non è nel nostro interesse. La domanda è quanto ancora saremo disposti a tollerarlo prima di dire “Basta! Non possiamo più voltare le spalle alla verità.”

Una volta raggiunta questa decisione, capiremo che non c’è neutralità da nessuna parte perché siamo intrinsecamente parziali ed egocentrici  e quindi siamo la ragione per cui non possiamo vedere il mondo per quello che è. Anche se c’è un senso di colpa collettivo e noi  come specie siamo egoisti, c’è anche una responsabilità personale, la constatazione del fatto che tutti siano egoisti non giustifica il mio essere così.

Indipendentemente da tutti gli altri, ho la mia responsabilità di rispondere, soprattutto dal momento che sono consapevole dei miei difetti. Pertanto, dire: “Anche tutti gli altri sono così” non mi esime dall’assumermi la responsabilità di ciò che potevo correggere ma non l’ho fatto.

Una volta che un sufficiente numero di persone si sarà reso conto che il nostro ego ci impedisce di vedere il mondo correttamente e quindi ci fa costruire un mondo contorto, ciò si rifletterà sul resto dell’umanità e il cambiamento inizierà. Non posso dire quante persone ci vorranno per avviare il cambiamento, ma quando raggiungeremo la massa critica, sostituiremo l’attuale senso di autodeterminazione prevalente con un senso di connessione reciproca. Invece di trarre piacere dall’affermare ciò che crediamo sia nostro, godremo nel concedere ciò che possiamo.

Nel momento in cui la società diventerà una società di donatori, un’atmosfera di responsabilità reciproca e di preoccupazione per gli altri si diffonderà nelle comunità e nelle famiglie, e il mondo intorno a noi cambierà in meglio. In quel momento non perseguiremo la neutralità della rete, o qualsiasi neutralità, poiché l’unico motivo per cui la stiamo cercando ora è la nostra disposizione a sfruttare e abusare degli altri. Ma quando il nostro obiettivo sarà incoraggiare e sostenere gli altri, nessuno cercherà la neutralità.

In un mondo oscuro, c’è una via d’uscita

Se ci fosse una parola in grado di rappresentare la sensazione attuale dell’umanità, sarebbe: “Incertezza”. Il mondo intero sta perdendo direzione, le persone vivono senza vedere un futuro chiaro. Non sanno cosa succederà domani, nei mesi a venire, tra un anno. Dalle nuove varianti di coronavirus alle condizioni climatiche estreme, tutto sta diventando sempre più imprevedibile. 

Per quanto cupo possa sembrare, ciò che si nasconde sotto la confusione è la buona intenzione della natura di aprire i nostri occhi per vedere che la nostra infinita ricerca di conquiste materiali è senza senso, futile, e che è giunto il momento di perseguire una più alta e duratura realizzazione nella vita.

L’incertezza è evidente in ogni campo: nei leader dei paesi, nei luoghi di lavoro, nell’economia,  nella società e nelle famiglie.  Siamo arrivati a un vicolo cieco.   C’è un senso di impotenza e disperazione e nessuno sa veramente quale sia la direzione corretta.  

Non sappiamo cosa offrire ai nostri figli.  Ai giovani manca un buon esempio da seguire e le professioni che avrebbero forse scelto in passato, potrebbero presto essere irrilevanti per la realtà attuale, che cambia rapidamente.  In ogni caso, i giovani non hanno la motivazione per passare anni a studiare quando nulla brilla realmente all’orizzonte.   

Se i loro genitori erano spinti a lavorare infinite ore al giorno per crearsi una vita, i figli non vogliono più vivere in quel modo. Sembrano aver imparato la lezione e si rendono conto che questa ricerca costante non ha alcun senso, se non sprecare le energie lasciandoli con un senso di vuoto.

Tanti giovani hanno smesso di rincorrere successi più grandi,  cercano semplicemente di procedere nella vita, passando il tempo connessi a gadget e disconnessi dal loro ambiente.  

In generale, gli impulsi allo sviluppo che avevamo in passato stanno svanendo. Abbiamo iniziato a capire che non c’è null’altro da raggiungere, nessun desiderio di avanzare, nessuna forza che ci spinge.  Questa è la fonte della nostra disperazione, depressione e sensazione di impotenza.  Fino a quando le persone non inizieranno a cercare il significato della vita, espressioni del tipo “preferirei morire piuttosto che vivere” diventeranno sempre più frequenti.

Senza un futuro, o un obiettivo chiaro, una persona non ha le forze per vivere.  Osserviamo questa tendenza in ogni parte del mondo, in misura maggiore o minore a seconda della natura della persona o delle condizioni nelle loro rispettive nazioni.  Ma di certo si tratta di un fenomeno globale.  

E’ la prima volta nella storia che semplicemente nessuno sa cosa sta succedendo.  C’è un senso generale di shock.  Non abbiamo alcuna idea di come controllare ciò che si manifesta, come guidare o essere guidati. 

L’importanza dello sviluppo conquistato negli ambiti scientifici, tecnologici ed economici nelle generazioni sta ora calando poiché ora ci domandiamo se tutto ciò che abbiamo costruito fino ad ora ha un valore reale in grado di renderci felici, realizzati. 

Siamo arrivati a questo momento critico per un motivo.  Questo stato di disperazione si rivela in modo che ci rendiamo conto che non possiamo uscire da questo labirinto con le nostre forze individuali.  Questa situazione ci sta mostrando quanto siamo isolati gli uni dagli altri.  Se non fossimo così in opposizione e divisi, non ci sentiremmo così soli, incerti e ansiosi.  Saremmo molto più resistenti, sicuri e fiduciosi del futuro. 

Quindi, ciò che vediamo come una crisi e un male generale, in realtà non è altro che  la natura all’opera, la forza superiore, totalmente benevole, che ci spinge a correggere la nostra natura egoista e le nostre relazioni dannose per altri, la causa radice di tutte le nostre difficoltà. 

Oggi non possiamo più avere successo nella vita, o sopravvivere,  senza un metodo che ci guida, il metodo della connessione. Questo ci insegna che il vero significato della vita non si trova in questo mondo, nella materia terrestre di breve durata, ma solo al di sopra. Potremo innalzarci a questo stato superiore soltanto se ci uniamo e costruiamo una società fondata veramente sulla base dell’amore verso gli altri, sulla considerazione e sulla reciprocità.  Così riusciremo a creare un terreno fertile per un’esistenza gratificante. 

Durante il percorso dall’amore per se stessi all’amore verso gli altri,  la nostra immagine della realtà verrà sostituita.  I nostri sensi si rinnoveranno, la mente e il cuore cambieranno direzione, dall’interno verso l’esterno, e si rivelerà un mondo opposto. 

Percepiremo improvvisamente un mondo superiore, più ampio, in perfetta connessione con la forza che controlla ed equilibra ogni cosa in natura e raggiungeremo una vita significativa e riempimento eterno. 

La chiusura dell’Europa è troppo poco e troppo tardi

In tutta Europa muri e recinzioni spuntano ai confini tra paesi. Tra Grecia e Bulgaria, Austria e Italia, Ungheria e Serbia, Lituania e Bielorussia e tra molti altri paesi sono sorti muri e recinzioni. A differenza di prima, i paesi non cercano di proteggersi gli uni dagli altri, ma dagli immigrati musulmani che stanno invadendo i loro territori. Purtroppo per l’Europa, né muri né alcun tipo di barriera darà un buon risultato; è troppo tardi per salvare il Vecchio Continente.

Mentre i governi hanno aperto i confini all’immigrazione dai paesi musulmani, non hanno preparato i nuovi arrivati alla nuova cultura che stavano per incontrare, e neppure verificato se fossero disposti ad integrarsi in essa.  Persino ora che il danno di una immigrazione incontrollata è divenuto noto, i politici europei non tentano di fermarla.

L’unico paese che cerca di fermare l’invasione musulmana è l’Austria, ma è sola. Col tempo la pressione dalle altre nazioni europee per aprire le sue frontiere la costringerà ad adattarsi ed anche l’Austria sarà persa. 

Non ci saranno fanfare o lunghi e violenti scontri: l’Europa si è già arresa all’Islam, i giochi sono fatti. Avrebbe dovuto fermarlo tempo fa, ma una volta scelto di non farlo, ha segnato il suo destino. 

Ma l’invasione musulmana in Europa non sarà la fine della storia. Dopo l’Islam, arriverà la Cina con le sue aspirazioni e le due litigheranno sopra la carcassa.

Le due potenze hanno obiettivi molto differenti. L’Islam vuole imporsi al mondo intero. Se le persone l’accetteranno volentieri, bene, se non lo faranno saranno costrette ad accettarlo altrimenti saranno giustiziate.

La Cina, d’altro canto, vuole solo il controllo. Il loro solo unico desiderio è la dominazione del mondo, a loro la religione non interessa. Penso che dopo un po’ e forse dopo qualche litigio, in un modo o nell’altro, si divideranno il mondo.

In mezzo a tutto questo ci saranno gli Ebrei, ovviamente. Sono sempre stati, sempre sono e sempre saranno coinvolti nelle trasformazioni globali.

Tuttavia, penso sia meglio che le cose si sviluppino in questo modo in quanto l’alternativa sarebbe una guerra nucleare mondiale. Se il processo fosse più graduale, ci sarebbe un’opportunità per le persone di  capire in modo più pacifico che dobbiamo cambiare il modo di pensare e di relazionarci. 

Se la gente si rendesse conto che l’egoismo è l’unico dominatore del mondo, ci sarebbe una possibilità che accettasse di iniziare a lavorare su se stessa. Come dimostrano le lotte di potere, non esiste ideologia ma dominio e costrizione, speriamo che le persone si rendano conto che questa è una strada insostenibile per l’umanità. Sarebbe meglio comprenderlo attraverso un processo politico piuttosto che dopo che bombe nucleari e ad idrogeno dimostrino le conseguenze dell’egoismo. 

Quando le persone capiranno che non abbiamo altra scelta se non smettere di essere così egoisti, saremo in grado di cominciare a sviluppare una nuova umanità. Non si tratterà di alcuna ideologia attualmente conosciuta ma della semplice ammissione del fatto che invariabilmente ci influenziamo a vicenda e che la miseria del singolo rende sofferente tutta l’umanità, anche se non conosciamo questa persona. 

Come risultato, costruiremo sistemi che assicureranno il benessere di tutti. La consapevolezza che uno stato d’animo  narcisistico in definitiva è distruttivo per il narcisista ci spingerà fuori da esso. In seguito, quando la nostra mentalità diverrà genuinamente solidale, costruiremo una società che si prenderà cura e supporterà tutti, e rinunceremo al dominio in favore della cooperazione. 

Ad ogni modo, deve avvenire spontaneamente, o non funzionerà. Dobbiamo toccare il fondo per capire che siamo irrimediabilmente maligni e che solo un totale rifiuto della nostra natura ci solleverà dal pantano della crudeltà. Quando finalmente sceglieremo la connessione, ci solleveremo dalla miseria alla beatitudine.

Didascalia della foto:
Migranti aspettano di sbarcare da una nave della guardia costiera spagnola nel porto di Arguineguin, nell’isola di Gran Canaria, Spagna, 1 settembre 2021. REUTERS/Borja Suarez

Un cambiamento umano per il cambiamento climatico

Una volta pensavamo di avere sotto controllo l’ambiente naturale, ma ora, ogni tanto, arriva una calamità naturale e ci mostra quanto siamo deboli e fragili.  Il caldo estremo, sciami di locuste, tempeste turbolente, venti violenti, alluvioni devastanti, ed epidemie di lunga durata che si manifestano sempre più frequentemente e ferocemente.  C’è un modo per garantire completamente la nostra sicurezza futura? 

È abbastanza chiaro che le azioni che facciamo influenzano il contesto ecologico e portano il sistema naturale fuori equilibrio. Ma non è chiaro quali siano le conseguenze di ogni singolo passo.  Non è ovvio da che parte verrà il prossimo colpo e quale natura avrà poiché il sistema è così complesso che non capiamo la miriade di connessioni al suo interno. 

Il nostro intelletto, la nostra emozione e persino la scienza, non sono attualmente in grado di percepire l’integrità della natura e le sue complessità. Inoltre, gli interessi economici delle classi dirigenti definiscono ciò che accade in ogni momento, e, quindi, diversi sistemi e funzioni servono questi interessi, consapevolmente o inconsapevolmente.

Molte organizzazioni lavorano per ridurre il danno umano alla natura, ma tale attività da sola non risolverà lo squilibrio della natura, che è la causa delle catastrofi ambientali. Ciò che distrugge maggiormente l’equilibrio ecologico è la relazione egoistica di interesse personale tra gli esseri umani.

La natura è un sistema composto da connessioni integrali che operano attraverso una gerarchia. Quello che succede a un certo livello del sistema si ripercuote su tutti gli altri livelli.  L’intensità dell’impatto è in linea con la sua classificazione gerarchica.  La razza umana è il livello più sviluppato, quindi la sua influenza sulla natura è la più forte.

La relazione di una persona con i livelli inanimati, vegetativi e animali della natura avviene a gradi specifici, e il sistema di relazioni tra le persone avviene a un grado superiore. La natura delle relazioni umane è determinata dal livello di egoismo che si è sviluppato nell’individuo.   La gelosia, l’odio, il rispetto, la corruzione,  la dominanza, l’umiliazione, la gioia, qualsiasi sentimento che passa da una persona ad un’altra, sia in azione che in pensiero, sconvolge con la massima intensità l’equilibrio di tutta la rete naturale.

Allo stesso tempo, l’essere umano è anche la creatura più delicata del sistema naturale.  Quando il sistema è influenzato in maniera negativa, le persone soffrono le ferite più dolorose. 

Non appena questa immagine di gerarchia diventerà evidente, inizieremo a far fronte alla radice del problema.   

L’intensificazione dell’egoismo umano, caratterizzato dalla preoccupazione per se stessi e dallo sfruttamento dell’ambiente circostante, in un momento in cui il mondo sta diventando così interconnesso, ci pone in uno stato pericoloso. Ci obbliga urgentemente a migliorare la natura umana. In tutto l’ecosistema c’è integrità e reciprocità; non abbiamo altra scelta che comprendere questo principio. Siamo sulla stessa barca, quindi per sopravvivere nel XXI secolo, ognuno deve cambiare la propria natura umana a partire dal suo male innato, sia nel comportamento che nei pensieri. Dobbiamo cambiare i nostri pensieri, le nostre azioni e i nostri desideri, trasformandoli in desideri benefici per gli altri e per l’ambiente. 

Il metodo pratico per imparare a ottenere questa trasformazione imperativa è la saggezza della Kabbalah. Quando impareremo a trascendere tutte le nostre tendenze egoistiche negative e riconosceremo che siamo tutti parti individuali in un unico meccanismo collegato e completamente interdipendente, comprenderemo anche che fare del bene agli altri è anche un bene per me. Allora avremo la mentalità e lo spirito necessari per costruire una rete di considerazione e di garanzia reciproca. 

In questo stato avanzato il nostro effetto su tutto il sistema della natura sarà positivo.  Riporteremo i livelli inanimati, vegetali e animali della natura all’equilibrio generale.  

Come oggi siamo noi a distruggere tutta la natura, così abbiamo anche il potere di ripararla. Il futuro del pianeta dipende da noi.

Crescita non distruzione

Domanda: Possiamo osservare che ogni generazione che viene in questo mondo è più egoista, più rude delle precedenti. Rinnega inoltre i valori delle generazioni passate. Perché?

Risposta: Non è che le rinnega. Ha solo bisogno di nuovi valori. Ci sembra che la successiva generazione dovrebbe smantellare quella precedente. Nel frattempo, però, non si occupa della distruzione del passato ma piuttosto si prende cura di se stessa e ne costruisce uno nuovo.

Mentre i rivoluzionari qua e là volevano distruggere tutto ciò che era vecchio, questo era un male. Se tutto questo non avviene attraverso una rivoluzione, ma attraverso un’evoluzione fine a se stessa, in questo caso è prevedibile una crescita e non la distruzione.

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Dal programma di Kab TV “In primo piano la generazione”

Come compensare le contraddizioni tra generazioni
Per le future generazioni
La generazione della correzione

A quel punto non vorremo più distruggere niente

Domanda: L’Unesco ha condotto un sondaggio sui problemi che preoccupano di più gli abitanti del pianeta. Sono state intervistate 15 mila persone in tutto il mondo, il 57% erano giovani al di sotto dei 35 anni.
E’ emerso che il primo problema che affligge l’umanità è il surriscaldamento globale con la conseguente scomparsa di certe specie della fauna e flora terrestri.
Questo è stato dichiarato da circa il 60% degli intervistati.
Il secondo sono i conflitti e la violenza.
Il terzo la discriminazione e la disparità.
Il quarto la mancanza di acqua, cibo e abitazioni.
Secondo il suo parere, qual è il problema principale che l’umanità dovrebbe risolvere?

Risposta: Come coesistere in un’atmosfera affabile, buona, favorevole e rassicurante per noi e i nostri figli.E’ fondamentale capire come possiamo gestire la natura o, perlomeno, noi stessi per avvicinarci di più alla natura.

Domanda: A quel punto io, i miei vicini e i miei cari staremo tutti bene?

Risposta: Certo. La cosa più importante è scoprire la causa degli innumerevoli conflitti che ci sono fra di noi e fra noi e la natura. La causa! E allora diverremo consapevoli di cosa rappresenti per noi il maggiore pericolo e di come comportarci.

Domanda: E qual è la vera causa?

Risposta: L’enorme incongruenza fra noi, il nostro immenso egoismo, che ci divide, ci respinge e ci pone l’uno contro l’altro non permettendoci di unirci e in tal modo di portare noi stessi e tutto il mondo circostante all’equilibrio, ad uno stato buono.

Non esiste nient’altro. L’unica forza che danneggia tutto nel mondo è l’egoismo umano. Cerchiamo di capire in che modo possiamo manovrarlo.

Come potete osservare, quando l’essere umano abbandona un luogo, come ad esempio Chernobyl, tutto immediatamente si calma, non ci sono più problemi, la natura fiorisce.

Ma se riuscissimo a rimuovere l’egoismo dall’uomo, di quest’ultimo non rimarrebbe altro che lo zero assoluto! Quindi non dobbiamo pensare a come eliminarlo, ma a come correggerlo, in modo tale che diventi una forza positiva e non negativa.

Questo è evidente da come la madre si prende cura del suo bambino. Voglio dire che le persone sono capaci di farlo, se provano amore l’una per l’altra, nonostante siano egoiste. Quindi abbiamo solo bisogno di implementare l’amore per il prossimo. Tutto qui.

Non dobbiamo sconfiggere nulla ma, al contrario, dobbiamo aumentare l’amore per il prossimo. Così tutto si aggiusterà. Non avremo nessun desiderio di distruggere nulla.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Michael Laitman”, 12/04/2021

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Correggere la propria natura interiore

Domanda: Cosa significa correggere la propria natura interiore?

Risposta: Tutti i nostri problemi si basano sul fatto che ci siamo comportati in modo sbagliato durante tutti i cicli della nostra vita.La nostra evoluzione umana è stata viziosa ed è stata guidata dall’egoismo, dal desiderio di usare il nostro ambiente e la natura per un piacere momentaneo e ignorando qualsiasi restrizione.

Ora cominciamo a riconoscere questo come un male. Gradualmente, vedremo cosa dovremmo veramente essere dal punto di vista della natura. E guardando i nostri errori, inizieremo a correggerci. Di conseguenza, avremo qualcosa da correggere: tutti i nostri errori passati. Abbiamo dovuto percorrere questo sentiero verso la piena realizzazione del male. Pertanto, la scienza della Kabbalah è stata tenuta nascosta per millenni.

Stava aspettando che finalmente ci rendessimo conto che eravamo in una situazione di stallo. Dobbiamo fare qualcosa. Ma non sappiamo come. È allora che essa si schiude e si offre a noi. E ora, correggendo il nostro passato – tutto ciò che l’egoismo ha fatto a noi e alla natura – impareremo l’algoritmo della natura, la sua forza superiore, il Creatore. Conosceremo i Suoi desideri, i Suoi pensieri, ciò che la natura vuole da noi e inizieremo a connetterci con questo livello, a sviluppare l'”Uomo” in noi.

L’uomo è qualcosa che crescerà in noi al di sopra del nostro livello egoistico. In ebraico, l’uomo è chiamato Adamo, dalla parola “Domeh”, come il Creatore. Così, la parte che contrapporremo alla natura e che crescerà dentro di noi, corretta dagli errori del passato, sarà chiamata l’umano in noi. Quanto ad oggi, non siamo ancora umani. Perciò è detto: “Il potere ‘dell’uomo’ dentro di lui è molto debole ed è come tutti gli altri animali.”

Domanda: Perché allora gli animali soffrono?

Risposta: La natura inanimata, vegetale e animata soffre solo a causa dell’uomo.
L’uomo, essendo il livello più complesso e composito della creazione, include tutto il resto. E quando lui cade, tutto cade con lui, e quando lui si rialza, tutti si alzano.

Iniziando a correggerci, vedremo improvvisamente come la natura circostante si ripristina, si ravviva.
Ogni anno scompaiono un gran numero di specie diverse di animali e piante. Nelle profondità del mare accade la stessa cosa. E non perché bruciamo foreste o prosciughiamo i bacini idrici. Tutto questo è solo a causa del nostro stato egoistico interiore. Non appena inizieremo a cambiarlo, il mondo tornerà ad essere armonioso a tutti i livelli.
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Dalla trasmissione di KabTV “Close-up”, 19/08/2009

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XXI Secolo: guardare alla radice del problema

Domanda: Il libro di Yuval Noah Harari 21 lezioni per il XXI Secolo parla delle sfide che l’umanità affronterà nei prossimi anni.

L’autore descrive queste sfide come disoccupazione di massa, sfide politiche e ambientali, armi nucleari, un cambio di valori, un’era di sfiducia o un’epoca post-verità, guerre di massa, un cambio dell’istruzione, e costante disorientamento nel futuro.

L’autore ritiene che le precedenti credenze sulle quali il mondo si è basato fino ai tempi recenti, siano già crollate, ma nulla è ancora giunto a sostituirle. Non comprendiamo dove andare, cosa fare, che abilità acquisire. Dove ci condurrà questo?

Risposta: Non considero queste sfide una minaccia diretta all’umanità poiché essa affronta un obiettivo comune, più serio: innalzarsi al di sopra della nostra natura che ci sta continuamente distruggendo.

Nel XX secolo, siamo passati attraverso ogni sorta di rivoluzioni tecniche e tecnologiche e due guerre mondiali, ma questo non ci salva. Abbiamo raggiunto informatizzazione e scoperte tecnologiche, ma persino ciò ci danneggia. Vediamo che il nostro egoismo sta semplicemente uccidendo l’umanità, sviluppando nuove élite, ed esse, come un’idra, divorano tutto intorno a loro.

Perciò dobbiamo guardare alla radice del problema. Possiamo cambiare le tecnologie sociali, politiche, non importa cosa, mille volte, ma dopo una certa speranza in qualche tipo di “panacea” di nuovo ci ritroviamo perdenti perché il nostro egoismo, come un serpente, conquista tutto e ci lascia con niente…

Perciò tutte le tecnologie e i progressi in qualsiasi settore ci porteranno alla delusione nel nostro sviluppo. Ci sembrava di poter rendere felice l’umanità, ricca dei frutti del nostro sviluppo, ma vediamo che, al contrario, essa si sente cadere sempre più in basso, affamata, ingiustamente divisa in paesi, nazioni e classi. Come risultato, ci troviamo di nuovo di fronte a una grande disillusione.

Perciò, dobbiamo cogliere il nostro obiettivo principale, la natura egoistica dell’uomo, e vedere come possiamo correggerla. Senza questo, tutti i principi o le cause delle nostre disgrazie non porteranno a nulla. Dobbiamo guardare esattamente alla radice.

 

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Dalla conversazione sull’argomento  “Challenges of the XXI century. Introduction”, 24/04/2019

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Una vita priva di vero piacere

Domanda: Se parliamo della consapevolezza del male della natura egoistica dell’uomo, partiamo dal presupposto che la nostra natura è malvagia?

Il male si riferisce a un certo tipo di standard. Lo standard è il Bore o la forza superiore, la cui qualità è la dazione. Noi, come creatura, siamo l’opposto di questa forza, quindi la nostra natura è malvagia in relazione ad essa. Cosa si può dire a riguardo?

Risposta: Di solito, non è così che ci arriviamo. In linea di principio, non consideriamo la nostra natura né cattiva né buona. Vediamo solo che per tutta la vita, di generazione in generazione, le persone perdono tempo. Cercano di riempirsi di piccoli piaceri, ma né noi, né i nostri figli, né i nostri nipoti provano un vero piacere dalla vita.

La vita è breve. Inoltre, è imperfetta, infelice e vuota. Pertanto, una vita breve e vuota non ha alcun valore.

Di generazione in generazione, comincia a farsi sentire in noi sempre di più non come un dono, ma come una disgrazia, come qualcosa che ci opprime, una sorta di destino malvagio che ci ha imposto questa esistenza.
Non c’è da stupirsi che si dica che i felici sono quelli che non sono nati rispetto a quelli che sono nati.

Ma tutto questo deriva dal fatto che non vediamo il mondo come potremmo effettivamente organizzarlo. Sulla base di ciò, appaiono varie teorie che ci dicono cosa fare di noi stessi e della nostra vita.
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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 13/5/2019

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L’egoismo è la base della materia

Domanda: Ci sono persone il cui egoismo cresce costantemente. Ci sono persone che non hanno bisogno di nulla e si sentono abbastanza soddisfatte standosene sdraiate sul divano a guardare la TV tutto il giorno. Qual è l’egoismo che cresce e dov’è?

Risposta: L’ego è il desiderio di riempirti. L’ego non è solo in ciascuno di noi, ma anche nella materia di cui sono fatti i livelli immobile, vegetale e animato. Se non fosse per l’egoismo, la materia non esisterebbe.

La materia sente se stessa solo nella misura in cui sente il suo egoismo, nella misura in cui sente il desiderio di godere, di sostenersi e di mantenere la propria esistenza.

Dov’è l’egoismo? L’ego è dentro la materia stessa, ed è anche la sua componente spirituale. Se l’ego cambia, cambia anche la materia. L’egoismo è la forza interna che sostiene la materia; la costringe ad esistere e obbliga i suoi elettroni e i suoi atomi a girare.

Abbiamo tutti studiato a scuola le reazioni chimiche e sappiamo qual è la valenza di un elemento, come si combinano fra loro secondo gli elettroni liberi nell’orbita esterna degli atomi. Questi stati sono indicativi del nostro egoismo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah”, 15/12/2019

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