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L’evoluzione dei desideri – 6′ Parte

L’orientamento egoistico dei desideri

Domanda: Tutti i desideri hanno un orientamento egoistico?

Risposta: Assolutamente si! Faccio tutto solo per il bene del mio amato me stesso. E anche se faccio qualcosa per il bene di qualcun altro, è solo perché lui o lei mi è caro o è importante per me.

Domanda: Quindi i nostri desideri hanno una certa intenzione, che ha lo scopo di soddisfare questi desideri in una persona? Il programma dei nostri desideri, come affermano i kabbalisti, è il massimo piacere con il minimo sforzo.

Risposta: Questa è una legge della Natura. In altre parole, l’ottimizzazione si verifica quando voglio provare il massimo piacere con un minimo sforzo, e così via ad ogni livello.

Guarda come ci sediamo o come facciamo qualsiasi cosa. Qualsiasi movimento, mentale o fisico, non importa ciò che pensiamo o facciamo, viene eseguito in modo tale da offrirci il massimo beneficio, divertimento e appagamento. Forse, allo stesso tempo, spendiamo un’enorme quantità di energia, ad esempio, come quando si gioca a calcio, non importa. La cosa principale è che cerchiamo sempre di ottimizzare i nostri sforzi a nostro vantaggio.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza Kabbalah”, 03/12/2018

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È possibile bilanciare i nostri desideri?

Domanda: Si dice che i nostri desideri possano essere bilanciati, com’è consuetudine nelle tecniche orientali. Cosa dovremmo fare per desiderare molto poco? Dopotutto, meno vuoi, meno soffri.

Risposta: È vero, ma solo se comincio a valutare i miei desideri in termini di piacere o sofferenza. Quindi posso giungere alla conclusione che dovrei essere disposto a soffrire meno. Questo è un esercizio volontario col quale raggiungere uno stato più confortevole.

Domanda: Per cui come controllo questi desideri?

Risposta: In linea di principio non li controlli, ma il desiderio di godere o soffrire meno controlla e stabilisce quanto puoi ridurre i tuoi desideri.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”,03/12/2018

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Un doppio problema

Osservazione: Per ciò che riguarda i nostri desideri, la piena soddisfazione viene percepita solo per un breve periodo, dopodiché scompare. Questo è un vero problema.

Il mio commento: L’appagamento non scompare, è semplicemente represso da altri desideri perché questi cambiano in noi in ogni momento.

Dato che abbiamo un gran numero di desideri e che essi sono in relazione fra loro, questa loro costante correlazione non ci dà pace.

Quindi dimentichiamo il passato e pensiamo già al futuro. La sensazione scompare. Anche se desideriamo tornare ad essa, non ne siamo più in grado.

Domanda: Cioè il riempimento non è permanente?

Risposta: No! Il riempimento esiste nel desiderio. I desideri cambiano e traboccano di continuo l’uno dall’altro in ogni tipo di combinazione. Dopotutto una persona ha un gran numero di desideri. Perciò sentiamo continui cambiamenti in noi stessi.

Domanda: Perché quando il riempimento scompare ci sentiamo doppiamente vuoti?

Risposta: Se non ci fosse riempimento, avvertiremmo la sua mancanza. Dato che il riempimento è già avvenuto e passato, noi sentiamo la sua assenza e la mancanza di questo spazio come riempimento, il che significa che sentiamo una doppia mancanza.

Supponiamo che io sia al livello zero, avverto una certa mancanza, come un vuoto e quindi mi viene dato il riempimento, diciamo, per due milioni, dopodiché questo riempimento sparisce ed io sento la mancanza di riempimento per due milioni in più di ciò che avevo, ossia di ciò che ho perso. Non mi sento solo al livello zero, ma “zero meno due milioni”.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 03/12/2018

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Nella gabbia del tuo egoismo

Domanda: Un uomo, a differenza di un animale, può calcolare un certo tipo di piacere nel futuro, valutare i passi da fare per raggiungerlo, rinunciando al godimento delle fasi intermedie.

Perché, con un intelletto così grande, non può valutare razionalmente lo stato di equilibrio con la natura? Perché tutti i suoi tentativi razionali di costruire una società equilibrata falliscono costantemente?

Risposta: Perché si trova dentro la propria natura egoistica, quindi non può valutare nulla.

Quando fa il confronto fra un tipo di egoismo ed un altro e valuta ciò che gli conviene di più fare, egli si trova ancora nel proprio egoismo. Non è libero. Non ha il secondo livello del libero arbitrio. Ciò che considera libertà è l’illusione di rimanere sotto l’influenza di una forza coercitiva esterna.

Domanda: Non può valutare: “Se io uso il mio egoismo, mi sentirò male?”

Risposta: È questo il modo in cui cerchiamo sempre di sfuggire ai problemi. Ma questo non significa che siamo liberi. Io scappo costantemente dai colpi egoistici: schivo un colpo qui e un colpo là, ed è così che mi muovo dalla mattina alla sera.

Guarda cosa succede sulle strade, negli autobus, nella metropolitana, negli uffici, ovunque. Guarda tutto questo formicaio umano! Dove possiamo parlare di libertà?

Non c’è alcuna libertà. Al massimo è possibile scegliere, in qualsiasi momento, quello che sembra a me che sia lo stato più confortevole di tutte le possibilità. Questo è tutto.

Scelgo in base a ciò che mi viene dato, ma ho sempre dei limiti. Il Creatore splende su di me attraverso lo stato corretto, ma io non sono ancora corretto. Naturalmente non capisco affatto la Sua influenza su di me. Dove mi sta guidando? Cosa vuole da me in ogni momento? Se non lo so, che tipo di libero arbitrio può esserci qui?

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 12/05/2019

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L’evoluzione dei desideri – 2′ Parte

Periodi storici e sviluppo dei desideri

Domanda: Da un punto di vista storico, possiamo suddividere l’evoluzione dei desideri umani in base ai periodi storici. Presumibilmente dal 35.000 a.C. al 4.000 a.C. si sviluppò il livello inanimato dei desideri umani. Erano desideri di base come cibo, sesso e famiglia.

In seguito, 4.000 anni fa, a partire dal crescente egoismo in Babilonia ed approssimativamente fino al V secolo, ebbe luogo lo sviluppo del livello vegetale dei desideri, principalmente desideri di ricchezza.
Dal V secolo al XV secolo, in un solo migliaio di anni, si sviluppò il livello animato del desiderio, quello per il potere, e dal XV al XX secolo avvenne lo sviluppo del livello umano dei desideri, quello per la conoscenza.

L’inizio del XX secolo fu segnato dallo sviluppo sia dell’individualismo delle persone che dal desiderio spirituale, perché le persone hanno iniziato ad avere il desiderio di raggiungere le loro radici.
In che modo tutti questi desideri sono divisi in inanimato, vegetale e animale, in ogni persona?

Risposta: Dipende dalla natura di ogni persona, da quale livello di egoismo prevale in lui o in lei. Dopotutto, tutti questi desideri appartengono ai vari livelli egoistici: inanimato, vegetale, animale, umano. A seconda della forza dell’egoismo in ognuna di queste componenti, una persona è più incline alla soddisfazione del livello animale o vegetale, oppure a quella dei livelli inanimato o umano.

Domanda: Osserviamo come, nel corso della storia, i nostri desideri sono in costante crescita. I desideri crescono sia in una persona che in tutta l’umanità. Per quale motivo?

Risposta: Questo è dovuto al fatto che dobbiamo raggiungere la massima qualità e quantità di desideri nella loro più ampia varietà. Dobbiamo valutare, soppesare e trovare il loro scopo in noi, come funzionano, perché si manifestano, per che cosa ci saranno utili.

Tutto questo serve per non essere meri esecutori di questi desideri ma di essere in grado di controllarli e di prenderne possesso, governare su noi stessi, raggiungere un livello più alto di noi stessi, in modo che controllando i nostri desideri otterremo la massima libertà da essi e la capacità di controllarli, secondo una sorta di decisione più alta e ragionevole.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di basse della saggezza della Kabbalah”, 03/12/2018

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I quattro livelli del desiderio

Domanda: L’intera storia dell’umanità è il processo di sviluppo del desiderio dell’uomo. Baal HaSulam scrive nei suoi articoli che sia in natura che all’interno dell’individuo ci sono quattro livelli di desiderio: inanimato, vegetale, animale e umano. Per questo motivo percepiamo questi quattro livelli al di fuori di noi.

Cosa sono questi desideri e quanti ce ne sono, in quantità e qualità?

Risposta: Fondamentalmente il desiderio di ricevere è comune a tutti i livelli della natura. Ma con cosa vuole essere soddisfatto, dipende dalla mancanza che il desiderio prova e da cosa gli darà la sensazione di riempimento e piacere.

Se questo desiderio si trova al livello inanimato, allora vuole realizzarsi così com’è, e allo stesso tempo non è in grado di aggiungere o sottrarre nulla dal proprio desiderio, ma agisce solo nello stesso modo in cui esiste. Questo desiderio è chiamato inanimato. Non può svilupparsi, ma vuole soltanto impossessarsi di qualsiasi cosa che sente mancargli, ossia avvicinarsi a qualcosa o allontanarsene. Funziona così.

Poi il desiderio si sviluppa dal livello inanimato a quello vegetale.

Qui già ci sono cambiamenti nel desiderio stesso. Cresce, cambia di forma, crea ogni tipo di desiderio ausiliario e gli strumenti per la loro realizzazione. Così si sviluppa in lunghezza, larghezza, cresce, si muove verso il sole, l’aria e l’acqua. Acquisisce la capacità di controllare il proprio desiderio iniziale al fine di realizzarsi. Questo desiderio è chiamato vegetale.

Tuttavia non può spostarsi da dove si trova, come una pianta che cresce esattamente nel luogo dove è stata piantata. Si può estendere da lì ma le sue radici iniziali restano dove sono state piantate dalla forza superiore, cioè da qualcosa o da qualcuno di esterno a lui, e continua a svilupparsi da questo stadio.

Comunque, questo tipo di desiderio può riprodursi, influenzare l’ambiente ed esserne influenzato. Accade come per le piante che interagiscono con le quattro stagioni della natura: inverno, primavera, estate e autunno. Il livello inanimato non ha invece questa capacità.

Il desiderio vegetale differisce da quello inanimato per il fatto che si estende, ma anch’esso, comunque, rimane sempre lì dove è nato.

Il successivo desiderio è quello animale. Questo già può spostarsi da un luogo ad un altro, cioè ha libertà di movimento. Ovviamente, la sua riproduzione è molto più complicata e non avviene come per le piante perché richiede connessione con gli altri.

Nel desiderio animale ci sono individui maschi e femmine che si spostano, costruiscono famiglie tra loro, cercano attivamente sostentamento e così via. A questo livello già si litiga per la conquista di un proprio spazio, di una femmina o per la sopravvivenza della specie. Ciò significa che questo desiderio possiede tutti gli strumenti per realizzarsi in modo ottimale.

Il livello successivo del desiderio è quello umano che racchiude tutti i desideri precedenti. In più, ha la libertà di scelta nella sua realizzazione e può spostarsi, organizzarsi, allontanarsi, avvicinarsi e cambiare il suo obiettivo rispetto a cosa o a come può svilupparsi.

L’essere umano non è limitato nei suoi desideri e nel loro riempimento, tutto dipende solo da lui. Quindi, i suoi desideri: inanimato, vegetale, animale e umano gli danno piena libertà. Egli è il leader, egli è il re della natura.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 03/12/2018

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La struttura familiare sopravviverà?

Domanda: Cosa c’è in serbo quest’anno per la struttura della famiglia? Come possiamo salvarla, rafforzarla ed equilibrarla? Come può la Kabbalah aiutarci in questo?

Risposta: Penso che quest’anno la struttura della famiglia, insieme ad altre istituzioni sociali, dovrà affrontare sfide molto serie. Continueremo a vedere problemi in famiglia, divisioni fra genitori e figli e separazioni fra genitori, divisioni tra diverse famiglie e generazioni: genitori e figli, nonni e nipoti. Questo perché le persone non sentono più alcun senso di appartenenza l’una all’altra: “Si tu mi hai dato alla luce, mi hai cresciuto, ma ora me ne vado”.

Di conseguenza, raggiungeremo uno stato in cui nessuno dovrà nulla a nessuno, nessuno potrà chiedere nulla all’altro: “Lasciami in pace. Cosa mi importa di tutti voi e perché vi preoccupate per me?”

Dopo di questo, insieme al riconoscimento generale del male, fornitoci dal nostro egoismo, inizieremo finalmente a capire che non resta altro da fare che provare a correggerlo. La vita diventerà così insopportabile (non solo nella famiglia, ma in tutti i suoi ambiti), che le persone non avranno più speranza per il presente o per il futuro.

Si inizierà davvero a capire che il sentirsi soli in mezzo alla gente è peggio dello stare da soli nella giungla, dove non si sa dove appoggiare i piedi, o dove siamo in preda alla continua paura di essere punti da un insetto o attaccati dall’alto.

Le persone si sentiranno minacciate dall’ambiente, perché anche se staremo in mezzo alla folla, saremo in realtà in una giungla urbana, dove non si può arrivare al market o tornare a casa dal lavoro, anche se si corre, senza sentirsi minacciati. Sentiremo davvero che nessuno potrà o sarà disposto ad aiutarci.

Spero che tutto questo sarà sufficiente per farci capire che dobbiamo lavorare sulla nostra natura di esseri umani. Allora, ci accorgeremo e ascolteremo che esiste un metodo che corregge la nostra natura ed è pronto. Tutto dipende solo dalle persone stesse. Forse, allora, quelle persone, verranno da noi.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 13/01/2019

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Qual è la differenza tra il desiderio di ricevere e l’egoismo?

Domanda: Qual è la differenza tra il desiderio di ricevere e l’egoismo?

Risposta: Il desiderio di ricevere è un desiderio naturale, mentre l’egoismo identifica un piacere raggiunto a spese di altri. Ad esempio se un leone affamato uccide una pecora per cibarsene si tratta di desiderio.

Ogni individuo è portato ad umiliare il prossimo, ad approfittarne, a ricevere un vantaggio a spese degli altri. Non prova piacere nel fatto stesso di ricevere, ma piuttosto nel fatto che sovrasta gli altri. Questo è l‘egoismo.

In altre parole vi è un naturale desiderio di riempimento, di sazietà, e vi è un desiderio egoistico. Se io voglio semplicemente ricevere piacere, questa è una necessità basilare di vita. Se, invece, io desidero ricevere qualcosa a spese di altri, contro di loro, per essere superiore a loro, allora si tratta di egoismo.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/09/2018

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Qual è la forma di vita più importante?

Domanda: Perché consideriamo la vita di alcune persone più importante di quella di altri?

Risposta: Perché non riusciamo a vedere l’intero quadro, il meccanismo generale, il sistema comune della nostra globalizzazione. Apparteniamo ad un unico sistema, siamo tutti, in effetti, un solo corpo.

Ognuno di noi è come una cellula di un singolo corpo che deve aver cura del benessere dell’intero organismo. Se riuscissimo a vedere che tutta l’umanità, in fin dei conti, è una sola persona con determinati organi e parti del corpo, allora capiremmo sicuramente che ogni essere umano è importante.

Anche quando una cellula del corpo diventa cancerogena e questo, in sostanza, rappresenta la qualità specifica dell’egoismo, ossia la cellula diventata cancerogena inizia a inghiottire le altre. A questo punto tutti noi assomigliano a cellule tumorali. Questo è ciò che ci viene rivelato adesso, ovvero tutti noi esistiamo nel sistema umano universale malato di una forma globale di cancro.

Se riveliamo questo, comprenderemo certamente che ognuno deve essere sano, cioè rinunciare al proprio egoismo, rinunciare ad usare e inghiottire gli altri ed iniziare a donare a tutti.

Dopo aver scoperto questo, vedremo che la vita consiste solo nel far avanzare tutti nel proprio sviluppo spirituale, nel proprio contributo alla società. Se incoraggeremo la società a dare a tutti i valori che sono diretti solo a questo, staremo, naturalmente, obbligando le persone ad essere utili alla società umana. Allora tutti saranno uguali. La vita di un essere umano, inoltre, non deve mai essere più importante di quella di qualunque altro.
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Dalla Tavola Rotonda delle Opinioni Indipendenti, Berlino, 09/09/2006

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La cultura del XXI secolo: i cani sostituiscono i bambini

Nelle news (CNBC.com): “Le aziende offrono congedi parentali ai nuovi proprietari di animali da compagnia”

“… una società di marketing nel Minnesota concede il congedo parentale a tutte le nuove mamme e papà di animali da compagnia”.

“La politica fa parte di una tendenza crescente nelle politiche “pet-friendly” sul posto di lavoro e un modo per offrire flessibilità ai lavoratori che non la potrebbero avere in altro modo”.

“Un certo numero di aziende offre già uffici a misura di animali domestici. Presso la sede centrale di Amazon, a Seattle, l’azienda afferma che oltre 6.000 cani condividono lo spazio di lavoro con i dipendenti. I cani hanno a loro disposizione ambienti con un pavimento progettato per il gioco degli animali domestici in uno degli edifici della compagnia e l’azienda ha persino inaugurato uno speciale parco per cani che è anche aperto alla comunità”.

“Presso la società di marketing Nina Hale di Minneapolis, il congedo parentale consente ai nuovi proprietari di animali domestici di lavorare a distanza per una settimana dopo l’adozione di un animale. Tale politica offre ai genitori di animali domestici l’opportunità di legare con i loro amici pelosi mentre si adattano a nuovi ambienti”.

Steven Feldman, direttore esecutivo presso l’Human Animal Bond Research Institute (HABRI), racconta parlando alla Società per la Gestione delle Risorse Umane che: “I benefici per gli amanti degli animali come il congedo parentale, il lutto per la loro perdita e l’assicurazione sanitaria per gli animali domestici stanno crescendo in popolarità” e aggiunge: “È il segnale che si presta attenzione all’intera famiglia del dipendente”. “È anche un modo per andare incontro ai giovani lavoratori, la più grande generazione di possessori di animali da compagnia”.

Commento: Hanno passeggini per animali domestici, tinte per animali domestici, terapie per cani, aromaterapia per cani, chiese per cani e piscine per cani. Sembra che ci stiamo spostando verso una cultura in cui i cani sostituiscono i bambini.

Il mio commento: Sì. Tuttavia si tratta solo del sintomo che l’umanità non ha smesso di sentire il bisogno di prendersi cura di qualcuno. Ti ricordi il giocattolo Tamagotchi? Doveva essere costantemente nutrito e curato, proprio come un vero animaletto.

Dobbiamo capire che la natura umana vuole affetto. Gli esseri umani sono ancora legati inconsapevolmente al proprio appartamento, agli odori, a tutto! Lo vedo come un enorme desiderio interiore, ma non ancora consapevole, di comunicazione tra le persone, che, sfortunatamente, non riceve la sua espressione normale, la sua liberazione.

Sostituiamo quindi le persone con gli animali. In realtà, tutto questo non è poi così distante da ciò che dovrebbe accadere. Le persone sentono che i loro cani sono degli amici, e i cani vedono degli amici e dei padroni nei loro umani, e così ci affezioniamo reciprocamente.

Praticamente, sappiamo di persone che hanno animali domestici che mangiano con loro nello stesso piatto. Non sentono alcuna differenza fra loro perché tale contatto avviene a livello animale. Gli animali non hanno bisogno di espressioni importanti, conquiste, sforzi emozionali e partecipazione. Gli esseri umani si abbassano al livello degli animali; si mettono in comunicazione con loro ed essi rispondono, e così sono tutti contenti.

Speriamo che questo periodo passi, e sicuramente passerà perché l’umanità si sta evolvendo e dovremo arrivare a instaurare rapporti tra persone. Allora tutto quel contatto con gli animali sparirà. Alla fine si estinguerà come ogni altra parte dell’evoluzione e del movimento verso i livelli inferiori. Non avremo più molto interesse per gatti, cani, pappagalli, criceti, ecc.

Domanda: Avremo un simile desiderio gli uni per gli altri? Lo scopriremo e lo riveleremo?

Risposta: Capiremo che abbiamo davvero bisogno della comunicazione. Telefoni, comunicazioni virtuali, cani, appartamenti isolati, panchine vuote nei parchi pubblici, e così via, tutto scomparirà perché stiamo cambiando, che ci piaccia o no. Lasciamo che il tempo faccia il suo corso.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 27/08/2018

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