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L’epidemia non è una punizione ma il rimedio

Nel corso della storia, abbiamo ricevuto molti segni di attenzione dal Creatore, il bene che fa il bene. Ma esistendo in qualità egoistiche che sono opposte al Creatore, abbiamo percepito queste manifestazioni di amore e cura come colpi e non come necessità di cambiare.

Questo è il modo in cui i genitori amorevoli costringono il proprio figlio ad imparare mentre lui vorrebbe solo giocare, non li ascolta e pensa che i suoi genitori lo odino.

Questo è esattamente ciò che sta succedendo nel mondo – crisi, guerre, disastri, epidemie – il percorso di sofferenza che l’umanità sta attraversando. E questo perché abbiamo rifiutato di accettare il governo del Creatore come bene assoluto che porta sempre il bene, cioè di adattarci a questo governo.

Volevamo scappare dalle istruzioni del Creatore come bambini che non ascoltano i genitori e si nascondono e lamentano di continuo. Ecco perché la nostra vita è stata così amara fino ad oggi.

Ma ora stiamo vivendo un colpo speciale senza precedenti che è arrivato per calmare il mondo intero, tutta l’umanità, e per renderci un tutt’uno. Proprio come i genitori che perdono la pazienza e dicono ai figli: “Basta, ora calmatevi!”. E adottano misure così rigorose che veramente i figli si calmano.

Il governo superiore discende e si richiude su di noi sempre più, comincia a lavorare con noi da vicino, individualmente e direttamente.

Perché l’umanità ha subito questo duro colpo? Perché il Coronavirus ci spaventa tanto? Siamo abituati a tante persone che muoiono e nascono ogni anno in ogni paese. Perché siamo così spaventati da questo virus?

Sappiamo che in un centinaio di anni l’intera popolazione del mondo cambierà: tutti moriranno e nuove persone nasceranno, ma non ne facciamo una tragedia. Il virus, tuttavia, è un colpo psicologico. Una peste invisibile è tra noi, non la vediamo ne la sentiamo e non sappiamo da dove ci colpirà.

Il virus agisce veramente a nostro beneficio ordinando di allontanarci gli uni dagli altri e di non uscire di casa. È come se mi dicesse: “Se non tratti bene il tuo prossimo, stai a casa! E se apparisse un po’ di bontà, potrai uscire ma mantenendo una distanza di dieci metri”.

Il virus ci mostra le nostre vere relazioni, ossia che siamo incapaci di stare insieme e se ci connettiamo ci trasmettiamo il virus perché siamo egoisti. Questo virus è la rivelazione del governo superiore.

Il virus separa gli individui nella misura del loro egoismo. Li obbliga a stare a casa anziché impegnarsi in ogni sorta di cose inutili ed assurde.
Ci mostra che possiamo avere un tipo di connessione migliore. E non è arrivato per danneggiarci e ucciderci ma per organizzare correttamente le nostre vite. Questa è la mano del Creatore che ci educa con misericordia.

L’epidemia non è una punizione ma il rimedio. Il virus raffredda le nostre relazione alimentate dall’egoismo, dal desiderio di vincere, di avere successo e di sfruttare il prossimo per il proprio tornaconto. Interrompe l’intera corsa.
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Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18/03/2020, Lezione sull’argomento “Pesach (Pasqua)”

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Elevarsi al di sopra dell’egoismo universale

Domanda: Noi vediamo che nella gente aumenta la rabbia, l’indifferenza e la riluttanza nel sentire cosa accade ad un’altra persona. È possibile che qualcuno fermi questo interagendo con loro o facendo loro delle domande?

Risposta: Niente affatto! In nessun modo. Questa è la legge dell’egoismo universale, che ci sviluppa continuamente, diventando più evidente, potente e terribile. Esso continuerà in questo modo fino a quando noi, alla fine, decideremo di non avere altro da fare se non elevarci al di sopra di esso. Diversamente, non sopravviveremo.

È possibile elevarci al di sopra dell’ego solo con l’aiuto della scienza della Kabbalah. Non c’è niente altro che possiamo fare.

Così, dopo tutto, noi dobbiamo padroneggiare la scienza allo scopo di elevarci al di sopra dell’ego, ottenendo una seconda qualità, ovvero l’altruismo, e rivelare il mondo superiore attraverso la corretta interazione tra la qualità positiva e altruistica e quella negativa ed egoistica.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 26/01/2020

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Lo sviluppo delle relazioni tra uomini e donne

Domanda: Come può la Kabbalah aiutare a stabilire una relazione tra uomo e donna?

Risposta: Vediamo che man mano che l’umanità evolve, diventa sempre più difficile. Una volta le relazioni tra uomo e donna erano regolate dalla società: un villaggio, una piccola città, le religioni, le consuetudini, e così via.

Per esempio, l’uomo aveva diritti che la donna non aveva e ogni cosa era regolato a questo modo. Tutto era molto semplice. La donna sapeva qual era il suo ruolo e l’uomo sapeva qual era il suo.

In linea di principio, entrambi avevano capito per cosa esistevano e come dovevano vivere. Non c’erano possibilità, da parte loro, di inventare un nuovo tipo di famiglia, nuovi tipi di collaborazione, come “quid pro quo” e qualcos’altro. Tutto era calmo e chiaro.

La ragazza veniva cresciuta in famiglia, il giovanotto pure. Dalla relazione tra i loro genitori, vedevano cosa voleva dire vivere una vita in famiglia. Crescevano per questo, si sposavano e questo era il modo di esistere.

Tutto questo ha continuato finché l’umanità ha oltrepassato la sua struttura.

Nello sviluppo dell’egoismo ci sono dei gradi: desideri primari come il cibo, il sesso e la famiglia; desideri sociali di salute, onore, potere e sapienza. Fintanto che lo sviluppo dei desideri non supera quelli primari, tutto è tranquillo; una società del genere può esistere normalmente. Non c’è un’elevazione degli impulsi.

Quando la società comincia ad entrare nel grado in cui si inizia ad essere interessati alla salute, al potere, alla conoscenza, sorgono i problemi perché questi desideri, nelle persone, sono molto più forti rispetto al desiderio per il cibo, il sesso e la famiglia.
Perciò un uomo lascia la famiglia per conseguire obiettivi più elevati. In generale, a questo punto arriva la confusione di cui facciamo esperienza nel nostro tempo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 31/12/2018

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La spiritualità è a portata di mano

Domanda: Cosa succede quando le persone passano intere giornate sui giochi per computer o si chiudono in se stesse in altri modi? Come dovremmo reagire e relazionarci con questo?

Risposta: L’attuale generazione vive così. Non ha bisogno di altro.

La generazione precedente sognava abiti alla moda ed oggetti materiali. Oggi la nuova generazione non ha queste necessità. Dai loro un angolo o una stanza tutta per loro, perché non desiderano avere a che fare con gli altri; dai loro un computer o un cellulare con una buona connessione internet, pizza, cola e lasciali soli.

Riesci a immaginare di cosa una persona ha veramente bisogno? Esistono piccoli monolocali dove puoi andare a vivere, distenderti ed avere tutto ciò di cui hai bisogno. Nient’altro è necessario.

Stiamo per essere rimpiazzati da una generazione speciale con un tipo di egoismo speciale. Il loro egoismo è già in sintonia con il mondo spirituale. Non hanno interesse per le grandi dimore e le ricchezze che si vedono nei film degli anni ‘50 e ‘60. Ricordo che quand’ero giovane le persone impazzivano per feticci del genere.

Oggi tutto è differente. I valori sono diventati virtuali, e questo è fantastico. In quest’epoca la spiritualità è a portata di mano.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 12/01/2020

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La linea rossa

L’epidemia di Coronavirus tocca ogni persona del mondo, non importa dove ci si trovi: Italia, Israele, Corea o Russia. Tutto il mondo è preoccupato. Il virus si diffonde senza distinguere i confini e non c’è fine al suo espandersi. Gli esperti prevedono che l’epidemia durerà un anno, fino a che non si troveranno i mezzi più efficaci per combattere il virus.

Il Coronavirus ha cambiato in modo significativo le relazioni fra le persone, nella società umana, facendoci porre delle serie domande. Cosa dobbiamo fare per tornare alla vita normale? Cosa ci sta chiedendo la natura e perché ci ha fatto questa sorpresa? Qual è la soluzione a tutti i problemi che stiamo affrontando nelle nostre vite?

Da un lato questi problemi ci mostrano quanto siamo realmente connessi e dipendenti l’uno dall’altro. Dall’altro lato, la nostra connessione non è benevola e abbiamo bisogno di imparare come cambiarla. Il Coronavirus ha appena cominciato a rivelare la severità della nostra condizione. La situazione non è ancora molto negativa.

Vedremo cosa accadrà quando il Nord e il Sud America così come i paesi Europei chiuderanno i loro confini. L’umanità tornerà alle barriere dei confini.

L’unica soluzione è immaginare totalmente quale deve essere la corretta connessione tra di noi e come costruire queste buone relazioni in modo che nessun virus potrà spezzarle. Il virus è il segno che la nostra connessione reciproca non è corretta.

Il Coronavirus è un problema comune a tutti e, tuttavia, richiede da parte dell’umanità l’unificazione corretta e la garanzia reciproca. Perché attiriamo continuamente nuove disgrazie? Perché la natura colpisce continuamente con una frustra ognuno di noi separatamente e poi tutti insieme?

Perché questi colpi diventano sempre più forti di anno in anno e perché si espandono così tanto da avvolgere tutta l’umanità?

La natura sta cercando di guidarci verso la consapevolezza della mutua garanzia affinché diventiamo come una persona, un sistema.

Ogni persona nel mondo ha bisogno di comprendere che:

– Il Coronavirus non è una coincidenza ma è parte di un processo attraverso il quale le forze della natura guidano la società umana forzandoci ad unirci in un unico sistema.

– In questo unico sistema ci sono le leggi che la natura ci obbliga ad adottare, poiché se non sarà in modo volontario allora sarà “con il bastone”. Il Coronavirus è una delle disgrazie inviate all’umanità per scuoterla e per forzarla attraverso l’introspezione affinché impari a vivere correttamente.

Idealmente, dobbiamo diventare come un solo uomo con un solo cuore in un unico sistema. L’epidemia del Coronavirus è la prima piaga di una catena di colpi che saranno svelati prossimamente. Dopo tutto, quando ci trattiamo con cattiveria, diamo spazio al virus, il quale appare lì dove c’è una mancanza di garanzia reciproca che invece avremmo già dovuto stabilire.

Lo scopo della creazione è portare l’uomo verso la buona connessione con gli altri, ad amare il suo prossimo come se stesso. Se questo non accadrà, si presenteranno diversi problemi come rimedi atti a spingerci tutti verso la connessione.

Noi ci guardiamo e non ci auguriamo il bene. Sguardi scortesi e parole di giudizio si materializzano e passano da persona a persona sotto forma di virus.

Il genere umano dipende moltissimo, più di ogni altro, dall’industria, dal commercio e quant’altro, ma, in ogni caso, le persone non migliorano le proprie relazioni. Le nostre relazioni sono in contraddizione con i crescenti legami fra noi; mi connetto con tutti sulla Terra ma con l’obiettivo di sfruttarli per il mio solo tornaconto. Quando queste connessioni diventano insopportabili, la natura ci colpisce e le spezza.

Immagina se il mondo si staccasse dalla Cina, dal Giappone e dalla Corea del Sud, come questo colpirebbe il settore manifatturiero. Anche se solo la produzione di alcuni piccoli elementi elettronici si fermasse, metà del mondo si fermerebbe. Tutto questo perché non ci organizziamo correttamente a livello umano. Noi non seguiamo la legge della mutua garanzia. Le ultime gocce vengono spremute dalle persone in modo che l’élite possa guadagnare qualche miliardo di dollari in più.

Il virus ha già portato a licenziamenti di massa e non sembra che quest’ondata si calmerà. Sembra che scuoterà tutta l’umanità per farci sentire che abbiamo raggiunto la linea rossa e che la natura non ci lascerà più vivere così.

Per la prima volta nella storia dell’umanità realizzeremo che ciò che sta accadendo è un colpo dall’alto, proprio come i maghi egiziani raccontarono al Faraone che una delle piaghe era per mano di Dio. Ognuno sentirà che è la più alta punizione e che veniamo fermati dall’alto.

Quando io guardo crudelmente un’altra persona, la sto già infettando, le sto già trasmettendo il virus. Dopo tutto, siamo tutti legati in un unico sistema e quando penso a qualcuno in modo malevolo, porto il virus negativo, un segnale negativo nell’intero sistema, rompendo la mutua garanzia. Può sembrare “solo” un pensiero ma siamo tutti interconnessi attraverso i pensieri, le conversazioni e le azioni.

Tuttavia, volenti o nolenti, siamo bloccati dentro una sfera comune. Per questo non è importante come io parlo, scrivo, penso o faccio qualcosa con le mie mani. L’effetto del pensiero è più grande, proprio come è stato detto: “Ogni cosa è risolta nel pensiero”. Dopo tutto, il pensiero si materializza in azioni fisiche.

Le minacce invisibili si estendono tra di noi. Esistiamo in un campo di connessioni. Il livello più alto di connessione è il pensiero, il quale poi discende ai livelli più semplici.
Non possiamo correggere tutti i virus nel pensiero. La mutua garanzia è l’interconnessione corretta tra di noi sul livello del pensiero. Se noi la stabilizziamo non ci sarà bisogno di altro, incluse le medicine.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah, 07/03/2020

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La quarantena è il primo passo verso il superamento della crisi

La responsabilità reciproca globale è la legge per tutti gli elementi collegati in un unico sistema. Questa legge obbliga tutti a sapere come dovrebbero relazionarsi con il sistema per portarlo in equilibrio, per perfezionare le relazioni reciproche tra tutte le parti.

E, naturalmente, non siamo nemmeno in grado di cogliere questa legge, e ancora di più, di rispettarla. Non posso prendere un tale impegno perché se non adempio alla mia funzione nel sistema integrale, allora tutto andrà fuori equilibrio e sarò io ad esserne incolpato.

Tutti sentiranno che hanno violato la perfezione del sistema. Si scopre che ogni elemento è equivalente all’intero sistema in generale, e questa è una terribile responsabilità. Tutti sono responsabili di tutto il mondo. Pertanto, è detto: “È meglio sedersi e non fare nulla”.

Quindi ora è stato chiesto alle persone di mettersi in quarantena, di non andare da nessuna parte, di non volare e di non entrare in contatto con nessuno. Quindi cosa bisogna fare?

Dobbiamo studiare che siamo in un sistema integrale e globale in cui opera la legge della mutua responsabilità, cioè della mutua dipendenza, e di come possiamo invertire questa dipendenza da obbligatoria ad auspicabile. Vogliamo essere connessi, non perché la natura ci obblighi, ma perché noi stessi iniziamo a rivelare quanto sia bello essere in contatto.

È solo la vita celeste: unire insieme in un’unità perfetta ed iniziare a sentire la perfezione della natura. Quindi sentiremo tutte le parti della natura dalle stelle più lontane sino a quelle forme di vita che non conosciamo ora. Un uomo può diventare un esaltato creatore di perfezione.

Il primo passo per superare la crisi è la quarantena, ovvero “sedersi e non fare nulla”, basta imparare. Il problema dell’umanità è che iniziamo ad agire anche prima di capire cosa stiamo facendo. Mentre siamo in quarantena, abbiamo tempo per pensare: in quale mondo esistiamo, chi siamo e qual è il sistema della natura nel quale viviamo, così come dipendiamo dal sistema della natura ed esso dipende su di noi?

In che modo, attraverso le nostre relazioni reciproche, influenziamo il sistema globale della natura: materia inanimata, piante, animali ed esseri umani, e come reagisce la natura alle nostre azioni? Come tali, inizieremo a imparare a costruire una casa meravigliosa per tutti, non solo comoda, ma eterna e perfetta, al di sopra di questa vita e morte biologiche, a un livello superiore.

Correggendo la connessione tra noi, ci eleviamo a un sistema infinito, illimitato nel tempo. Cominciamo a vivere in un mondo in cui la morte non esiste e non ci sono restrizioni, solo realizzazione ed esistenza illimitate. Ora abbiamo l’opportunità di arrivare a una simile vita.

Prima di tutto, dobbiamo studiare il sistema globale della natura e il nostro ruolo in esso e come possiamo organizzarci tra di noi al fine di connetterci a questo sistema globale della natura. Dopo tutto, ognuno di noi è un egoista, l’opposto della natura. E come posso adattarmi al sistema della natura, che è tutto integrale ed esiste secondo la legge della mutua responsabilità, connessione, amore e mutua complementarietà, se sono stato costruito con le qualità esattamente opposte?

È qui che la saggezza della Kabbalah ci viene in aiuto; insegna a noi egoisti come costruire una connessione tra noi simile al sistema integrale della natura. Questo è chiamato la “decina”, nella quale dieci persone si uniscono per stabilire relazioni coerenti con il sistema della natura.

L’ego umano ha sempre cercato di adattare il mondo intero ai suoi bisogni. Ma quel tempo è finito. L’epidemia ha rivoluzionato la coscienza nel mondo e abbiamo iniziato a capire che non potevamo usare tutto solo per il nostro beneficio, ma dovremmo cercare di diventare utili per l’intero sistema.

Dieci persone sono come un piccolo laboratorio in cui proviamo a sviluppare un antivirus accettando di stabilire tra noi le stesse leggi di quelle che operano in una natura perfetta, integrale e globale, cioè in reciproca dazione. Ognuno si abbassa e solleva gli altri sopra di sé, costruendo relazioni che sono più alte dell’egoismo personale di tutti. Questo servirà da vaccino contro il virus.

Pertanto, sorgeranno nuovi gruppi fino a quando tutta l’umanità non riceverà un vaccino anti-virus e restituiremo tutti a comportamenti che corrispondono a una natura sana. Questo sarà un nuovo essere umano, perché percepirà il desiderio dei nove amici come suo e si prenderà cura di loro più che prendersi cura di se stesso.

A tal fine, riceverà sostegno dalla legge integrale della natura, che lo trasformerà nella sua parte integrante. La legge della garanzia reciproca obbliga una persona a connettersi con l’intero sistema al di sopra del suo egoismo.

La natura ha reso l’uomo il più grande egoista di tutte le creature. Ma la natura globale di questa crisi vuole mostrarci che ha già aspettato abbastanza che noi diventassimo sue parti inestricabili. È come se la natura ci stesse dicendo: “Sono pronto ora a includervi dentro di me come elementi integrali”.

E questo nonostante il fatto che ognuno di noi sia stato creato anti-integrale con la sola volontà  di governare e usare gli altri. La natura ci ha creati opposti a lei, in modo da confrontare gli stati negativi e positivi e apprezzare il “vantaggio della luce dalle tenebre”. Saremo quindi in grado di sentire e realizzare lo stato integrale, perfetto e vogliamo raggiungerlo. Altrimenti, non capiremo dove siamo.

Originariamente la natura ha installato in noi un programma egoistico, che ora smette di funzionare. Dobbiamo capire che un programma egoistico è incompatibile con un mondo globale e connesso.

La crisi ci sta spingendo a concordare di connetterci con gli altri e adempiere alla legge integrale della natura. Dobbiamo “installare” in noi stessi un nuovo e migliore programma di garanzia reciproca, l’unico programma esistente in natura.

Questo programma funziona in tutto tranne che nell’essere umano, solo noi non possiamo percepirlo con la nostra mente viziata ed egoista. Giudichiamo il mondo in base alle nostre carenze e, pertanto, lo vediamo viziato. Ma non appena iniziamo a correggerci e vogliamo diventare parte integrante della natura, vedremo un mondo completamente diverso e ci accorgeremo che è sempre stato così, solo che non ce ne siamo mai accorti.

La legge della garanzia reciproca afferma che apparteniamo tutti a un sistema e siamo obbligati a sentirci come ingranaggi di un meccanismo in cui tutti dipendono da tutti. Con questo ci garantiremo una vita eterna, perfetta, bella. Non serve altro e la crisi creata dall’epidemia di Coronavirus ci avvicina a questo. Auguriamo a tutti noi il successo nella sua corretta risoluzione.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1212 — La garanzia reciproca”, 10/03/2020

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Vai oltre il tuo ego

Nota: Lei ha detto che una persona fa esperienza istintiva del primo amore verso i 12 anni o anche prima. Poi si prova per la prima volta amore per i propri figli. Tutto questo per sentire il modello in se stessi, su come relazionarsi correttamente ai nostri vicini, a tutta l’umanità.

Il mio commento: Sì e poi al Creatore.

Domanda: Queste relazioni sono simili?

Risposta: Ogni volta emergono ad un livello differente.

Se parliamo dell’amore dei bambini o dell’amore per i bambini, o dell’amore per la famiglia, allora questo è il naturale amore che esiste in tutti quanti come un germoglio, e ognuno ha bisogno di svilupparlo.

Se parliamo di amore per gli estranei, questo va oltre la struttura del nostro egoismo. Il nostro egoismo include una sorta di campo: “questo è mio, e anche questo e questo…”

Qualunque cosa sia mia, la amo, l’attraggo, l’adoro. Non adoro altro che ciò che persegue lo scopo del mio egoismo. All’opposto, se non mi serve, non voglio vederla vicino a me.

Quindi, lavorare su se stessi, qui è necessario. Qui devo vedere che va oltre il mio egoismo. In pratica, al di fuori di esso c’è il Creatore. Quando comincio a relazionarmi con ciò che esiste oltre il mio egoismo, mi relaziono al Creatore. Quindi, devo determinare la mia attitudine al Creatore e, in base a ciò, relazionarmi ad ogni cosa che si trova fuori dal mio egoismo.

Domanda: Possiamo dire che se una persona ha un grande ego, la sua struttura è limitata? Non sente neppure la famiglia come sua?

Risposta: Sì, ma questo non significa che non possa andare oltre il proprio ego. Forse, al contrario, in questo modo una persona è spinta ad avanzare, dato il riconoscimento del male.

Il nostro avanzamento si basa su contrazioni ed espansioni: inalazione-esalazione, esalazione-inalazione. Quindi, se una persona ha un grande egoismo, e non sente nient’atro che se stessa, sebbene forse, neppure se ne renda conto, questo la muove verso più profondi conseguimenti del Creatore.

I grandi kabbalisti, prima della loro correzione, sono stati veramente molto egoisti.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 01/01/2019

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Domanda: La realizzazione dello stato futuro è possibile, nel presente, perché il futuro esiste già nella spiritualità e sono io a rivelarlo?

Risposta: Nella spiritualità non esistono presente, passato o futuro. Tutto è determinato nel nostro egoismo. Quindi percepiamo questi parametri in noi, nelle nostre qualità e nei nostri desideri.

Nella misura in cui i nostri desideri vengono corretti, noi cominceremo a percepire il mondo corretto, come se lo stessimo scalando. Altrimenti, lo vedremo sprofondare sempre più perché il nostro egoismo è in costante crescita.

Tutto dipende dalla misura in cui corriamo contro il crescente egoismo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/07/2019

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Dove ci porta la saggezza della Kabbalah?

Senza usare mezzi termini, sappiamo che la natura di tutti è quella di usare la vita di tutte le altre creature del mondo per il proprio beneficio. Ogni cosa che la persona dà al vicino è fatta solo forzatamente, per coercizione. (Baal HaSulam, “La Pace nel Mondo”).

Domanda: Baal HaSulam scrive che tutti usano gli altri in diversi modi. Solo il 10% delle persone ha un orientamento altruistico. Tuttavia, come sottolinea Baal HaSulam, sono altruisti egoisti, agiscono cioè per amor proprio.

A che cosa ci vuole condurre la Kabbalah?

Risposta: Prima di tutto la Kabbalah ci insegna com’è la nostra natura: siamo estremamente egoisti a tutti i livelli. Ma non abbiamo bisogno di correggerci ai livelli inanimato, animale e vegetale perché non siamo in grado di farlo.

Abbiamo bisogno di correggerci solo al livello umano, cioè, nella società. Dobbiamo creare una società in cui si sia armoniosamente connessi l’un l’altro, sostituendoci e supportandoci.

Solo in una rete di connessione gli uni con gli altri, nella corretta comunicazione fra noi, possiamo andare al di sopra dell’egoismo. E dopo, tutti gli altri livelli dell’egoismo – inanimato, vegetale e animale, raggiungeranno il livello umano.

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Dalla trasmissione di Kab TV “Concetti di base della Saggezza della Kabbalah”, 03/12/2018

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Un ostacolo all’unione

Baal HaSulam, “Matan Torah” (Il dono della Torah) Articolo 12: ‘Un asino selvaggio deve essere trasformato in uomo’ (Giobbe 11:12), perché quando uno emerge dal seno della Creazione, è completamente sporco e solo, il che significa che una moltitudine di amor proprio è impressa in lui e ogni movimento ruota solo attorno a se stesso, senza uno straccio di dazione per gli altri”.

Domanda: La persona in origine nasce egoista. A quanto ho capito, nella Kabbalah, è la percezione egoistica che deve essere corretta?

Risposta: Questo è un egoismo specifico. Richiede correzione.

Non si tratta di egoismo animale quando tutti istintivamente vogliono assumere una certa postura o fare una sorta di calcolo in modo di stare bene. Questo è un egoismo naturale, non è necessario combatterlo.

I nostri desideri naturali (cibo, sesso, famiglia, ecc.) non sono affatto considerati egoistici. Le persone pensano solo che sia egoismo e che dovremmo combatterlo. Ma questo è sbagliato. Dobbiamo combattere solo contro l’egoismo che non consente la nostra unione, per stare insieme con gli altri in uno stato di amicizia, connessione e amore.

Pertanto, le forze di opposizione che sorgono quando una persona tenta di interagire in qualche modo con altre persone, sono il vero egoismo.

Domanda: Provare piacere a scapito degli altri, usare qualcuno…anche questo è egoismo?

Risposta: Naturalmente, perché queste sono anche le forze che ci impediscono di unirci agli altri.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 03/12/2018

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