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I figli dell’universo, Parte 9

Dr. Michael LaitmanSiamo molto limitati. Studiamo l’universo intero e noi stessi attraverso i nostri cinque sensi, calcolando i nostri profitti e perdite.

Veramente questo ci limita perché non andiamo oltre a noi stessi e non vediamo ora che cosa c’è fuori. Piuttosto, passiamo tutto attraverso il nostro sistema interno e decidiamo se ci fa sentire bene o male, punto.

Di conseguenza, ci sono tanti fenomeni che non vediamo e non distinguiamo le molte forze nel nostro universo o negli universi paralleli. Perché semplicemente non ci interessa e non influenza il nostro ego, il nostro desiderio di ricevere piacere.

Se potessi identificare la connessione fra qualcosa e il mio successo, certamente lo studierei, e scoprirei un fenomeno nuovo. Se non vedo tale connessione, sono cieco a qualsiasi fenomeno.

Il motivo è che non ho una seconda forza, la forza di dazione. Sono totalmente fatto di forza di ricezione.

Commento: Però ci sono anche fenomeni nei quali vediamo la connessione, ma non li possiamo distinguere. Per esempio, ci piacerebbe molto sapere in anticipo dei disastri naturali in modo da poter proteggere noi stessi da essi.

Risposta: Naturalmente ci sono fenomeni che crediamo esistano, però sono come materia scura. Partiamo dal presupposto che esistono e che sono legati a noi, ma non possiamo identificarli. Però questa è una questione di ricerca su un livello diverso.

Io, da un lato, sto parlando di un difetto fondamentale nella nostra percezione, del fatto che non è nel nostro potere di vedere effettivamente in alcun modo, neanche teoricamente o ipoteticamente.

Se abbiamo acquisito la forza della dazione, la forza di uscire da noi stessi e se potessimo rimuovere la limitazione delle nostre menti e desideri, veramente e oggettivamente studieremmo quel che è esterno a noi. Vorremmo studiare con una mente e un cuore esterno.

Allora potremmo rivelare mondi interi e completare l’immagine distorta e frammentata che vediamo oggi.

Ora ci sembra di vivere in una bolla che è completamente tirata verso l’interno e che crolla su se stessa. Vediamo, sentiamo, e studiamo solo ciò che è percepito dalla gravità egoista. Questo è anche il luogo dove esiste il nostro universo, che sembra così immenso e infinito a noi. È tutto all’interno di questa piccola bolla della nostra percezione.

Se non acquisiamo una seconda forza che ci permetterà di uscire dai confini dei nostri attributi, non scopriremo ciò che è al di fuori.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 2.03.2014

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Come noci in un sacco

Dr. Michael LaitmanDomanda: In che modo possiamo aiutarci a vicenda nello spingere il nostro carro comune in avanti e in anticipo?

Risposta: Tutto ciò che viene detto durante una lezione deve essere interiorizzato nel cuore della persona in modo che essa comincerà a viverlo. Tutto ciò che è rivestito da noi deve entrare nei Kelim, nelle sue emozioni, allo scopo di formattare e organizzare i suoi desideri interiori affinché senta dentro di sé i fenomeni di cui ha sentito.

Ognuno è certamente familiare con il testo che abbiamo già letto molte volte in precedenza. Ma è possibile realizzare l’azione spirituale più semplice solo se si pensa di connettere i nostri Kelim in frantumi. È necessario che ci raffiguriamo il quadro in modo preciso e chiaro: l’involucro egoistico all’interno del quale è avvolta la scintilla spirituale, non ci consente di connetterci.

Anche se dobbiamo cercare più volte di connetterci tra di noi con la giusta intenzione, certamente non siamo pronti per questo. E da questo, in ognuno di noi scoppierà un vero e proprio grido verso il Creatore che ci consentirà e aiuterà a connetterci.

Ognuno è nella sua capsula egoistica o bolla all’interno della quale la scintilla della dazione è tenuta prigioniera. E chiediamo al Creatore che ci aiuti a connetterci, anche se ognuno è avvolto in un guscio (involucro) rigido, esteriore, egoistico come delle noci in un sacco, come ha descritto il Baal HaSulam. E nonostante tutto, le noci con cui possiamo connetterci si trovano all’interno del sacco.

Per questo, dobbiamo scoprire il nostro vero stato e non nasconderci o fuggire da esso. Ciò è dovuto al fatto che è molto sgradevole percepire la nostra vera essenza egoistica, che scopriamo improvvisamente dopo tanti anni di sforzi per raggiungere la dazione. E in questo modo dentro di noi nasce la preghiera.

La Luce Superiore arriva solo se vi è una mancanza per essa. E noi dobbiamo raggiungere questa mancanza, perché è impossibile gridare artificialmente. Quindi è necessario per noi cercare di immaginare la nostra forma corretta e vera, e ci stiamo già avvicinando ad essa.

La divulgazione diffusa è molto utile a questo, in quanto attraverso essa, negli ultimi due mesi siamo avanzati di più rispetto ai precedenti diversi anni.

Solo la preghiera giusta ci aiuterà quando sentiamo che non siamo pronti per la connessione. Questo perché ci aspettiamo di scoprire il Creatore, con la giusta intenzione, nel senso di dare a Lui e non a noi stessi. Per questo, è necessario che accada una rivoluzione radicale, una rivoluzione interiore nei nostri Kelim, che dipende da tutto il nostro grande gruppo mondiale.
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Dalla 1. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.10.2014, Shamati 1

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Non permettere un’altra catastrofe su scala universale, Parte 2

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come possiamo evitare i problemi prima che arrivino, relazionandoci al governo superiore, in considerazione anche del fatto che non esiste nulla a parte Lui?

Risposta: Senza aspettare che i problemi si manifestino, dovremmo trasformarli in conseguimenti di grandezza, misericordia, e rivelazione del governo superiore. L’infelicità è la conseguenza della stessa Luce Superiore che io prendo dentro di me per il bene della dazione e che mi procura sofferenza attraverso l’effetto che ha su di me.

Infatti, se io non la ricevo nella forma corretta, per il bene della dazione, quando entra nel mio desiderio egoistico, provoca una rottura. Questo è ciò che viene percepito come sfortuna, morte, problemi, fame e malattie. E’ tutta la stessa Luce, poiché non c’è nulla a parte la Luce ed il desiderio.

La Luce viene verso di noi perché è spinta a farlo in base al programma della creazione, il piano di sviluppo naturale in base allo scorrere del tempo. Il momento perché si manifesti dentro al desiderio è arrivato e noi dobbiamo essere pronti ad accettare questa Luce per il bene della dazione.

Ma il nostro desiderio non è pronto! Non siete pronti? Nonostante tutto, la Luce entra nel desiderio e provoca una sensazione di oscurità. Noi non siamo in grado di prendere in noi la Luce per il bene della dazione; non abbiamo né la restrizione del nostro ego e nemmeno lo schermo. Questa oscurità si manifesta come catastrofi, guerre, problemi ed epidemie. Queste terribili sciagure si manifesteranno se non saremo capaci di fermarle, e tutto questo a causa della mancanza della correzione dei desideri.

Tutto è fatto dalla Luce Superiore, e per noi può essere sia l’elisir di vita che un fatale veleno. Siamo noi a scegliere cosa sia! Perciò, il popolo di Israele non ha nessuno da rimproverare. Noi stessi siamo stati la causa di quello che ci è successo, soprattutto nel 20° secolo, e non importa quanto doloroso sia parlarne. Io sono cresciuto in una famiglia che ha sofferto enormemente per l’Olocausto.

Ma niente può essere fatto se è una legge di natura. Ed ora, secondo il programma generale di sviluppo, che si realizza in base allo scorrere del tempo in modo naturale, siamo arrivati ad una situazione uguale a quella che esisteva prima dell’Olocausto. Se non ci prepareremo, allora la Luce si avvicinerà ancora di più a noi e troverà di nuovo un vaso non corretto. Un’oscurità terribile sarà rivelata in questo vaso, in questo desiderio, il che provocherà dei problemi terribili nel mondo.

Questa situazione influenzerà ogni persona, ogni nazione, ed ogni parte del mondo e tutte le civiltà, che oggi, in base a varie stime, sono sei o otto. Tutti saranno colpiti nella misura in cui ognuno di noi si sarà già sviluppato, ed è colpa nostra se ancora ci manca lo schermo e la Luce riflessa, che è l’essere pronti per la connessione. Nel linguaggio terreno comune, si parla di mancanza di una buona comunicazione tra le persone. Questo è l’esempio di unione che la nazione di Israele deve mostrare al mondo.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.10.2014, Shamati #1

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I figli dell’universo, Parte 7

Dr. Michael LaitmanL’ampio sviluppo dell’umanità non pone attenzione all’universo, tuttavia è questo il posto dove possiamo trovare le nostre radici. Negli enormi spazi aperti dell’universo, troveremmo la forza, le aggregazioni di altri tipi di materia, l’anti-materia, e così via.

E’ chiaro che gli esseri umani esplorano l’universo, ma non danno alla loro ricerca sufficiente peso perché sono sicuri che il nostro futuro dipenda da chi è più forte, più ricco, o più potente. Il nostro avanzamento non ha come obbiettivo la comprensione della natura nella sua piena rivelazione, e nemmeno incoraggia la presa di coscienza delle nostre carenze.

Io ritengo che l’universo sia totale dazione e che la forza della dazione abbia creato e organizzato tutto ciò che esiste. Infine, attraverso la combinazione di certe forze, la dazione ha dato origine ai livelli inanimato, vegetativo, animato e parlante della natura.

L’universo continua a sviluppare la materia verso un livello speciale e qualitativamente nuovo, nel quale la materia improvvisamente pone a se stessa delle domande sulla forza che l’ha prodotta: “Da dove veniamo? Chi siamo?”

Sappiamo che il pensiero dietro ad ogni azione è il risultato per il quale l’azione era stata pensata. Noi reagiamo al risultato; tuttavia, non poniamo mai sufficiente attenzione, e nemmeno impieghiamo sufficiente energia per chiarirci cos’è che esattamente ci influenza.

D’altra parte, riconosciamo che siamo il risultato dell’attività di questa forza. Mentre esploriamo la natura umana, vediamo chiaramente che non possediamo alcun libero arbitrio e nemmeno ci godiamo la libertà delle azioni. Siamo pre-condizionati dai nostri geni, dall’istinto, dai calcoli sui profitti e sulle perdite usando delle formule primitive.

Qui sta il problema: Come possiamo eventualmente esplorare l’universo, il suo progresso ed i processi che attraversiamo, se dedichiamo tutta la nostra energia ad altre cose?

Uno dei miei studenti lavora presso il Large Hadron Collider in Svizzera. Mi ha detto che all’inizio, ci sono state delle discussioni infinite se fosse bene o no iniziare un progetto così grande e così costoso. Però, il costo del Collider è uguale al costo sostenuto per tenere le truppe americane in Afghanistan per una settimana.

Quindi, è chiaro che non impieghiamo sforzi sufficienti per esplorare la natura. Mi dispiace molto per questo stato delle cose. Se conoscessimo abbastanza bene la natura e ne diffondessimo la conoscenza alle masse meglio di quanto facciamo oggi, riconosceremmo le nostre deficienze. Scopriremmo la mancanza di nuove proprietà: quelle della dazione.

Poi, oltre al desiderio di ricevere che già possediamo, otterremmo anche la forza della dazione che ci permetterebbe di esplorare la natura da una nuova angolazione.
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Dal programma “Una Nuova Vita” 03.02.2014

Presto tutti vorranno il proprio pianeta

Dr. Michael LaitmanPer quanto riguarda il denaro e la questione dell’economia in genere, sono stati scritti innumerevoli libri dai vincitori di Premio Nobel in questo campo. È interessante notare che, nonostante questo, spesso sbagliano.

L’ abilità di beneficiare della connessione con altre persone, per comprare, vendere e creare rapporti speciali con loro cambiano una persona in Adamo (umano). Prima di questo, le persone hanno agito solo attraverso l’uso della forza.

Però oggi, qualsiasi persona con il denaro si trova nella parte superiore della piramide sociale.

Se non ho soldi, non posso ottenere il cibo, creare una famiglia o comprare una casa. In cambio con il denaro compro il potere, rispetto, e tutti i mezzi di comunicazione, perché ogni cosa dipende dall’importo versato. Si scopre che il denaro è una copertura, con esso posso esaudire qualsiasi desiderio.

C’è qualche cosa che non posso comprare, per esempio, la saggezza, o altri tipi di caratteristiche che ricevo dalla natura. Però è possibile acquisirli con il denaro, comprando le persone in possesso di quelle caratteristiche. Per esempio, posso pagare una persona per scrivere un libro che sarà firmato con il mio nome.

Non tanto tempo fa, non vi era alcun sostituto per il denaro. Però negli anni 1960, è apparsa una comunità di persone con un disprezzo in rapporto alla ricchezza. Hanno voluto essere felici con altre cose, essere felici internamente.

E anche se l’ego ha sete di compimento, tanti oggi non sono più d’accordo con una vita di tensione costante. Una persona povera non ha felicità perché non ha soldi, e una persona ricca non ha felicita perché a parte il denaro, lui non ha nulla. E questo non è un problema di soldi, ma un problema della società che ci dà questi valori.

Quando una persona ha la possibilità di ottenere tutto, perde il suo desiderio. In questo senso i poveri hanno più successo dei ricchi. Se ho un bisogno che posso coprire tramite gli sforzi, se mi tira in avanti, se vedo piacere attraverso il lavoro per esso e un futuro che brilla per me da una certa distanza, poi sono felice.

Un esempio meraviglioso di questo bisogno è l’anelito degli amanti di incontrarsi. Questo illumina le loro vite; aspettano per questo incontro e sono pronti a superare tutte le difficoltà per esso.

Se potessimo esistere senza essere dipendenti dalla società, diciamo, su qualche isola deserta, e potessimo educare i nostri figli come desideriamo veramente, li avremmo abituati a un modo di vita semplice. Dopo, loro avrebbero potuto vivere senza tensioni, senza crisi e tragedie.

Oggi il mondo sta vivendo una crisi economica. Però essenzialmente questa è una crisi ideologica. Abbiamo sviluppato desideri artificiali nelle persone, dopo di che, scopriamo che non possiamo soddisfarli. Presto, con i nostri reclami e richieste, tutti vorranno il proprio pianeta. Ma anche in quel momento non si rilasseranno perché immediatamente invidieranno il proprio vicino il cui pianeta è più grande.

Il tempo è arrivato a esaminare come utilizzare il potere della copertura, il potere del denaro. Da un lato, è necessario educare delle persone in modo tale che porteranno i propri bisogni al livello necessario da poter essere soddisfatti.

D’altra parte, è necessario pensare attentamente su come organizzare l’economia in modo da essere pronti a creare tutto il necessario e un sistema di educazione che può muovere una persona verso bisogni razionali e modi di riempire il suo tempo libero.

Segue che nella nuova economia la gente sarà coinvolta con la creazione di coperture di denaro per il bilancio razionale dei desideri fisici, così come per i desideri spirituali più alti che verranno scoperti in loro. Questo è il modo in cui avanzeranno.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 11.10.2012

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Racconti Brevi: Le scuole di Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDal tempo in cui una piccola parte dei Babilonesi si riunì ad Abramo e cominciarono a lavorare insieme sull’unità fra loro, è iniziato il punto di partenza del popolo ebreo.

Anche se non era ancora un popolo formato, il gruppo di discepoli di Abramo, che erano Kabbalisti, ricevettero da lui il metodo di unità con lo scopo di rivelare il Creatore e cominciarono ad andare avanti.

Dal punto di vista Kabbalistico, andare avanti non è la storia del loro trasloco dalla terra di Canaan, la discesa in Egitto e il ritorno alla terra di Israele, ma la crescita del loro egoismo e la loro costante salita sopra esso. Infatti, l’ideologia con cui erano d’accordo nell’antica Babilonia ha continuato a lavorare in loro.

Nel processo di crescita dell’ egoismo, il popolo ha cominciato a cambiare ed è diventato più sofisticato, sia egoisticamente che altruisticamente. La loro unità ha subito metamorfosi varie e ha preso diverse forme.

Pertanto, la scuola di Abramo si è trasformata nella scuola di Isaac, poi in nella scuola di Giacobbe, e, finalmente nella scuola di Mosé. Tutti loro rappresentano una varietà di movimenti del popolo per una rivelazione crescente dell’ego e l’aumento sopra di esso.

La scuola di Isaaco ripresenta il desiderio del popolo di rompere con il suo egoismo e salire certamente sopra esso. Questo è il sacrificio di Isacco, quando una persona è pronta, è pronta a massacrare il suo egoismo. Infatti, prima pensa che questo sia l’unico modo di mantenere il suo movimento in avanti.

Poi la scuola di Giacobbe si è formata, essa crede che uno non debba uccidere l’egoismo, ma bilanciarlo con la proprietà di clemenza, rappresentata da Isaaco (la spietatezza del giudizio), poi essa cambia nella proprietà di Israele, la quale significa diretto al Creatore.

Questo è un movimento serio in avanti, nel quale sia le forze egoistiche che altruistiche, si riuniscono, con l’egoismo che rimane in fondo e l’altruismo che sorge sopra di esse. Così, sorgendo e cadendo in sincrono, si muovono insieme. In questo modo le persone crescono, componendo le due parti della natura al loro interno, e nella simbiosi corretta fra loro, rivelano il Creatore.

Il movimento spirituale d’Israele porta gradualmente il popolo in Egitto. Lo sviluppo in Egitto significa che l’egoismo del popolo sorge anche di più, al livello di Faraone, e ad essi è stato richiesto di salire sopra di esso.

Il Faraone rappresenta l’egoismo, il quale semplicemente non può elevarsi al di sopra e utilizzare. È necessario che venga tirato fuori rapidamente, per correggerlo in piccole porzioni, trasformandolo in altruismo.

Il popolo d’Israele, trovandosi prigioniero in Egitto, cioè in un stato estremamente egoistico, ha scoperto che non poteva seguire l’ideologia di Abramo. Un nuovo leader (guida), il cui nome era Mosé, apparve fra loro. Egli è riuscito ad organizzarli in modo che hanno capito che il progresso doveva essere basato sul distacco dall’egoismo. Questo significava che dovevano scappare dalla prigionia in Egitto, la cattività dell’egoismo, e lentamente cominciare a correggere le sue parti.

Mentre in Egitto, sotto la pressione di un ego enorme, il popolo era nello stesso confronto, come nell’antica Babilonia. Mosè comprese che era necessario fare un altro sforzo, per uscire dall’Egitto e andare alla terra di Canaan, come il gruppo di Abramo una volta uscito da Babilonia.

La terra di Canaan simboleggia lo stato spirituale che dà alla gente l’opportunità di unirsi internamente fra loro, di sorgere sopra l’egoismo e allontanarsi da esso, cioè, lasciare l’Egitto, entrare nel deserto del Sinai e dirigersi verso la terra di Israele.

Questa è l’essenza della scuola di Mosè, il seguace diretto di Abramo. Nella storia dello sviluppo spirituale, non vi è alcuna personalità più luminosa di Mosè. Dopo tutto, il gruppo di Abramo è venuto da Babilonia, dopo essere salito sopra l’egoismo manifestato ed era abbastanza, però ora i suoi seguaci, scappando dall’Egitto, devono non solo salire sopra un ego enorme, ma anche correggerlo gradualmente.

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Da Kab.TV “Racconti Brevi” 22.10.2014

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Le previsioni dei Profeti si sono materializzati?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il mondo potrebbe già cominciare a sentire i nostri stessi pensieri, attraverso la divulgazione esterna, oppure dobbiamo creare una unità interna molto più profonda per questo? In che modo avverrà questo?

Risposta: Non lo so. Mi stai chiedendo di forme che non sono mai state rivestite nella sostanza del nostro mondo, ma per le quali c’è la libera scelta.

Malchut di Ein Sof, attraverso tutti i tipi di emanazioni: Shevirah (rotture), discese, correzioni, si evolve in cinque mondi che scendono verso il nostro mondo. Nel mondo fisico, la natura ha sviluppato con forza questo desiderio egoistico frantumato per esistere fino al nostro tempo. Ma niente in questo processo è mai accaduto secondo il desiderio della persona.

Lo sviluppo della creatura è realizzato in tre fasi: la discesa dall’alto verso il basso, lo sviluppo diretto, e l’ascesa dal basso verso l’alto. Noi ora stiamo cominciando a essere impegnati nel correggere i desideri rotti, che viene effettuato all’interno della “linea di mezzo.” Solo la terza fase prevede la libertà di scelta in cui io voglio sviluppare me stesso più rapidamente di quanto la natura mi avrebbe costretto a farlo.

Attraverso lo sviluppo di un anelito per la correzione attraverso il gruppo, attraverso gli amici, attraverso l’invidia, spingo me stesso in avanti. Gli amici mi aiutano ad avanzare sviluppando in me un sentimento egoistico astuto e crudele di essere soddisfatti e avere successo, e io non lo sono, e questo è ciò che mi aiuta ad avanzare.

Questo significa che nella nostra ascesa dal basso verso l’alto, esiste la possibilità di libertà d’azione in cui noi non ci limitiamo ad affrettare il tempo del nostro sviluppo, ma anche cambiare il suo flusso, il suo carattere, e il modo in cui verrà realizzata la correzione in una forma migliore e più rapida oppure da un lento percorso di sofferenza. Questo dipende unicamente dalla nostra scelta. Per questo ci riuniamo in un gruppo.

Quindi quando mi chiedete cosa ci sarà, o come deve essere un atto, in quale forma possiamo rivestire tutto ciò in futuro, io non lo so. Nessun profeta sa questo. Loro hanno scritto sugli stati futuri e li hanno descritti soltanto nella forma in cui essi ci costringeranno con la forza a uscire fuori dalla nostra natura brutale.

Ma se noi includiamo noi stessi in questo sviluppo e modifichiamo la nostra strada, allora sarà completamente diversa. Quindi non c’è niente da leggere in ciò che i profeti hanno scritto e mettersi a pensare a quando sarà concretizzata la loro profezia, poiché è incerto che sarà come avevano previsto. Abbiamo già fatto molte correzioni appropriate.

In che modo questo sarà veramente realizzato domani, noi ancora non lo sappiamo. Ma dal momento che stiamo andando avanti nella via della dazione, come questo avverrà non dovrebbe riguardarci. Noi vogliamo solo quel risultato dal nostro cammino: che dovrebbe essere la dazione verso il Creatore.

Ma se io chiedo rispetto al futuro, questo è un segno che io sono un egoista.
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Dal Congresso di Sochi  13.07.2014 , Lezione 2

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Tutti i nostri desideri e i nostri pensieri sono diretti in una direzione – come usare il mondo per il proprio vantaggio.

Per il momento, gli esseri umani sono solo degli animali sviluppati, solo leggermente più avanzati degli altri animali.

Non c’è creatura che sia più opposta alla Natura di quanto lo sia l’essere umano. A differenza delle altre creature, egli si fa continuamente del male.

Lo sviluppo umano non si ferma per un minuto: di generazione in generazione, di anno in anno, e di giorno in giorno. L’essere umano è la corona della natura, ma finora solo in potenziale.
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Dr. Michael LaitmanDomanda: L’ego dopo essersi acceso costrinse i Babilonesi a diffondersi sulla faccia della Terra. L’umanità allora si è sviluppata solo sotto la spinta di questa forza negativa?

Risposta: Non è che non esiste alcuna forza positiva nella persona. Questa esiste in ciascun essere umano, ma non è evidente e non ci dirige o spinge in modo diretto.

La differenza tra i discepoli di Abramo e quelli di Nimrod sta nel fatto che quelli di Abramo avano trovato dentro se stessi due forze; l’ego esplicito ed una tendenza implicita a sforzarsi verso qualcosa, la dazione e l’amore. Ma essi non sentivano subito questa cosa, all’inizio erano semplicemente alla ricerca del senso della vita. La seconda forza fu scoperta all’interno del significato della vita, che si trova oltre questo pianeta fisico, al di sopra dell’egoismo.

Secondo questo piano, l’ego ci mostra cosa si può ottenere qui e come è possibile essere soddisfatti e realizzare se stessi. La seconda forza si protende oltre questo piano visto che è costruita sulla connessione, sull’unione. Questo è il prossimo livello.

Si, questa forza esiste in tutti, ma nei discepoli di Nimrod, non era ancora rivelata in modo chiaro. Come conseguenza fecero quello che era per loro possibile nello stato in cui si trovavano. Si dispersero o crearono nuove connessioni, si mescolarono o si misero a combattere, fecero alleanze, matrimoni e l’opposto. Comunque tutto questo avveniva ad un livello fisico.

E solo oggi si inizia a risvegliare dentro di loro il richiamo sul significato della vita. Comunque, visto che non vedono Abramo tra di loro, stanno affondando nelle droghe, in tutti gli eccessi possibili, nelle guerre, ecc. Tutto solo per potersi riempire e colmare il loro vuoto.
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Da KabTV “Babilonia Ieri ed Oggi” 27.08.14, Parte 4

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L’addomesticamento dell’ostinato

Domanda: Nel sistema di completezza, si dice che una persona può utilizzare i suoi attributi egoistici per il proprio bene e per quello degli altri. Come possiamo utilizzare attributi come l’invidia, la vanità, l’astuzia e l’ambizione?

Risposta: Solo per ingannare il nostro ego.

Durante lo studio dell’educazione integrale insegniamo come usare correttamente tutti i nostri attributi contro il nostro egoismo.

Ad esempio, è possibile utilizzare la nostra furbizia per ingannare il nostro ego e non un’altra persona. Dopo tutto, portiamo il nostro ego fuori e lo combattiamo, non per ucciderlo, ma per cambiare il modo in cui lo usiamo. L’egoismo in sé può essere un ottimo attributo.

Quando tutto il desiderio egoistico viene applicato a beneficio di tutto il resto, allora si trasforma in altruismo. C’è sempre un rovescio, un’applicazione a specchio.

Prendiamo l’odio come un esempio. Se si inizia a odiare l’ego nella sua manifestazione naturale di inconscio, all’improvviso scoprirai come ti controlla. Insieme a questo, l’odio contro l’ego cresce con tanta forza che sei pronto a tutto pur di trattenerlo. E, infine, cogliere il momento, di mettere una briglia su di esso con una dolce sensazione di vittoria, e stringere sempre di più.

Ma non uccidi l’ego. Quando comincia a soffocarti, accarezzalo dolcemente, addomesticalo, proprio come domeresti un cavallo selvaggio infuriato, oltrepasserà quel punto e comincerà ad obbedirti. Allora potrà essere facilmente utilizzato in modo positivo.
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