Pubblicato nella 'Connessione' Categoria

La natura è soltanto Dio?

Molte persone, quando sentono la parola: “Dio”, immaginano un essere lontano, situato da qualche parte oltre il mondo, che osserva e guida le vicende umane. Tuttavia, la saggezza della Kabbalah descrive Dio in modo molto diverso. Dio non è una figura esterna alla realtà. Dio è la forza generale della natura stessa: una forza di amore, di dazione e di connessione che sostiene e governa l’esistenza.

La parola ebraica per Dio, “Elokim”, ha lo stesso valore numerico della parola che indica la natura, “HaTeva”. I Kabbalisti utilizzano questa corrispondenza come esempio per insegnarci che Dio coincide con la natura: la forza e la legge universale dell’amore e della dazione che operano in tutta la realtà. Tutto esiste all’interno di questa forza. Essa ci circonda, ci permea e dirige l’intero processo della creazione.

Vi è però un elemento della natura che si percepisce separato da questa forza: l’essere umano. Nasciamo con un desiderio egoistico di godere esclusivamente a beneficio di noi stessi, che ci porta a pensare costantemente a noi. Invece di prenderci spontaneamente cura degli altri, valutiamo ogni cosa in funzione del nostro vantaggio personale. Questa qualità ci separa dalla forza della natura e ci impedisce di percepire l’armonia che permea l’intera creazione.

Lo scopo dello sviluppo umano è colmare questo divario.

Per questo impariamo ciò che il Rabbi Akiva definisce «la grande regola»: «Ama il prossimo tuo come te stesso». Questo principio guida il nostro progressivo diventare simili a Dio, cioè alla Natura. Man mano che impariamo a elevarci al di sopra della nostra innata preoccupazione per noi stessi e sviluppiamo una sincera attenzione verso gli altri, acquisiamo gradualmente la stessa qualità di amore e di dazione presente nella natura. Questo processo è chiamato «correzione spirituale». Attraverso questa trasformazione giungiamo a sperimentare una connessione armoniosa e pacifica, un senso di responsabilità reciproca, di eternità e di perfezione. Dio o, se preferiamo, la Natura, agisce costantemente su di noi, guidando il nostro sviluppo verso questo stato. Quando lo raggiungiamo, conseguiamo ciò che viene chiamato «adesione al Creatore» oppure «equilibrio con la natura».

Quando iniziamo a costruire relazioni fondate sulla cura reciproca, scopriamo che proprio nella connessione tra noi cominciamo a percepire quella forza che è sempre stata presente, ma nascosta. Dio o la Natura  non si rivela al di fuori del mondo. Al contrario, la rivelazione di questa forza superiore avviene nelle relazioni corrette tra le persone, nei legami positivi fondati sull’amore e sulla dazione.

Per questo il futuro dell’umanità non dipende dalla tecnologia, dalla politica o dall’economia, bensì dalla nostra capacità di imparare a connetterci positivamente al di sopra delle nostre differenze. Così facendo, riveliamo la forza dell’amore che riempie tutta la realtà e scopriamo il significato e lo scopo della nostra vita.

Basato su “Nuova Vita 157 – Sul tema di Dio” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”

Perché il mondo è così depresso nonostante il tenore di vita sia migliorato così tanto?

Depressione, dipendenze e divorzi derivano tutti da una mancanza di felicità. I nostri nonni avevano una vita materialmente più difficile, eppure sembra che stessero meglio. Che cosa ci è successo nell’epoca dell’abbondanza? Che cosa può ridare colore al grigiore della vita?

Fino a pochi decenni fa, le porte di casa rimanevano aperte. Le persone passavano liberamente a trovare i vicini. Nei fine settimana si apparecchiava una tavolata nel quartiere e ognuno portava qualcosa da mangiare. Le risorse erano limitate, ma l’atmosfera era quella di una grande famiglia.

Poi l’ego si è sviluppato, sia in quantità che in qualità. Di conseguenza, è cambiato il nostro atteggiamento verso ogni cosa. Un ego più grande vede il mondo in modo diverso e, all’improvviso, non abbiamo più voglia di sederci con gli altri a bere un caffè. Ci sentiamo più a nostro agio nel nostro angolo, davanti a uno schermo al plasma che occupa metà della parete.

Anche se non disponiamo di uno strumento che ci mostri quanto il nostro ego sia cresciuto da ieri a oggi, è proprio questo il fattore interiore che provoca ogni genere di cambiamento in noi. L’ego cresce, cambia il nostro punto di vista e mutano anche i nostri valori.

Da qui nasce il bisogno di confrontarci con gli altri. Quanto abbiamo noi? Quanto hanno loro? Come possiamo assicurarci di non avere meno, perché allora soffriamo? Così lavoriamo sempre di più e facciamo grandi sforzi per aumentare i nostri guadagni. Cerchiamo di dimostrare il nostro valore a tutti. È l’epoca della competizione, e ciascuno corre cercando di superare gli altri in un modo o nell’altro.

In passato, gli uomini spesso continuavano, per inerzia, la stessa professione dei loro padri e la loro principale preoccupazione era che moglie e figli fossero sani e ben accuditi. Oggi ci sentiamo a disagio se non facciamo progressi ogni giorno. È come se qualcosa bruciasse dentro di noi, senza lasciarci tregua nemmeno per un momento.

Un frigorifero pieno di cibo? Un conto in banca? Un’assicurazione sanitaria? Una pensione? Un’assicurazione per l’assistenza a lungo termine? Cento o duecento anni fa qualcuno sognava davvero tutto questo? Abbiamo creato sistemi straordinari, eppure le persone non provano soddisfazione per la propria vita. Oggi manca la gioia di vivere e questo vale per tutti gli strati della società, persino per i più ricchi.

Un altro viaggio all’estero, un’altra vacanza, cambiare automobile, cambiare casa. Un tempo queste cose suscitavano grande entusiasmo. Oggi, invece, il piacere svanisce nel giro di poco tempo. Perfino la nascita di un nuovo figlio in famiglia non suscita più lo stesso interesse di una volta. Una sorta di nube di intorpidimento sembra aver avvolto l’intera atmosfera. Così, i tranquillanti sono entrati a far parte della nostra vita. In mezzo a un crescente disagio interiore è difficile vivere senza qualcosa che ci sostenga.

Entro pochi anni, prevedono gli esperti, le tecnologie avanzate sostituiranno le persone in molte professioni e la maggior parte della popolazione mondiale non sarà più necessaria nel mercato del lavoro. Se saremo abbastanza saggi da distribuire correttamente le risorse, potremo garantire facilmente a ogni persona tutto ciò che è necessario per vivere. Tuttavia, questo renderà ancora più pressante la domanda sulla felicità. Da dove verrà la felicità? Da dove verranno il sorriso e la gioia?

Abbiamo pensato che la cultura e l’arte avrebbero colmato il vuoto: opere creative, film, serie televisive, mezzi di comunicazione, social network, innovazioni e invenzioni. Eppure tutto passa, va e viene,  nulla riesce a riempirci al punto da poter dire di stare davvero bene e di goderci la vita con felicità.

Le persone vagano da una parte all’altra, cercando qualcosa che faccia bene all’anima. Abbiamo ormai esplorato tutta la Terra, eppure non lo troviamo da nessuna parte.

Persino i bambini, fin da piccoli, percepiscono che tutta questa corsa è inutile. Intuiscono profondamente il corso della vita e non ne comprendono il senso. Anche molti anziani soffrono di una terribile solitudine e si chiedono quale sia il significato di vivere così a lungo.

A questo punto dobbiamo comprendere che tutto il processo che stiamo vivendo è il risultato del fatto che il nostro ego ha raggiunto un nuovo livello di sviluppo. Esso richiede forme di appagamento di qualità superiore. Denaro, status e successi materiali non bastano più.

A questo livello, tutti gli appagamenti che possiamo ottenere individualmente non saranno più in grado di darci una sensazione di soddisfazione interiore. Gradualmente scopriremo che l’unico modo per sentirci veramente appagati è appagare gli altri.

Una nuova forma di connessione con gli altri porterà calore e reciprocità nelle nostre vite e ci farà provare quella sensazione che avevamo da piccoli tra le braccia di nostra madre, quando ci sentivamo avvolti, protetti e amati.

Comprenderemo allora anche che la crisi della famiglia nel nostro tempo rappresenta soltanto una fase preliminare alla costruzione di una più ampia connessione sociale, una sorta di famiglia universale. Questo sentimento di famiglia ci porterà a prenderci cura gli uni degli altri e sarà la chiave per affrontare le innumerevoli difficoltà della vita.

Se tutti coloro che sentono il desiderio di elevarsi al di sopra di uno stile di vita egoistico e costruire un mondo armoniosamente connesso al di sopra dell’egoismo uniranno i loro sforzi, porranno le basi per rendere possibile quella realtà, potranno guidare la prossima rivoluzione della percezione. In un mondo interconnesso, dove siamo tutti sulla stessa barca, la felicità dipende dall’imparare a funzionare come una buona famiglia. Auguro a tutti noi di avere successo in questa impresa.

Basato su “Nuova Vita 151 – Divari socioeconomici” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”

Incontriamo le persone per caso, o c’è una ragione dietro ogni incontro?

Nulla avviene per caso.  Tutti i nostri incontri sono predeterminati.

Siamo tutti interconnessi e interdipendenti, fin dall’inizio, ognuno di noi si trova in una condizione predeterminata. Se ci incontriamo in qualche modo nella vita come conseguenza della correzione dell’anima comune, allora è già stato determinato secondo i nostri geni spirituali.

Pertanto, nulla di casuale succede nei nostri incontri o nella distanza che ci separa, quindi non dobbiamo preoccuparcene.  Quello di cui dovremmo principalmente occuparci è che in ogni fase del nostro sviluppo, quando incontriamo gli altri, dovremmo essere il più possibile gentili, accoglienti e disponibili. Così, alla fine, non ci smarriremo e manterremo sempre la direzione  della correzione dell’anima. 

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 6 maggio 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”

Perché i tuoi obiettivi potrebbero sembrarti vuoti e privi di significato

L’umanità sta attraversando una transizione interiore molto profonda, anche se esteriormente sembra ancora la stessa. Per generazioni siamo stati guidati da motivazioni chiare: studiare, ottenere risultati, costruire una carriera, guadagnare di più e avere successo sul piano materiale. Questi obiettivi derivavano dalla naturale crescita dell’egoismo umano, cioè dal desiderio di trarre piacere esclusivamente per il proprio beneficio, anche a scapito degli altri.

Oggi, però, sta avvenendo un cambiamento fondamentale. Le stesse pulsioni esistono ancora, ma stanno gradualmente perdendo significato. Cominciamo a percepire, anche se inconsciamente, che tali sforzi non riescono davvero a darci appagamento. Possiamo raggiungere i livelli più alti di ricchezza, prestigio, conoscenza e sentirci comunque vuoti. Questa sensazione segna una tappa importante nell’evoluzione della specie umana.

L’umanità sta iniziando a superare la ricerca di appagamento esterno e viene orientata verso l’interno, verso un diverso tipo di soddisfazione.

Inizialmente le persone cercano ancora di compensare con lo sport, i viaggi, le competizioni e altri successi, ma anche queste attività cominciano a perdere attrattiva, mentre emerge una domanda più profonda: «A che scopo tutto questo?». Questa domanda dissolve gradualmente il valore di tutto ciò che un tempo sembrava essenziale.

Che cosa rimane, allora?

Cominciamo a comprendere che il vero campo della vita non si trova all’esterno, ma nelle nostre relazioni con gli altri e dentro di noi. Non è in ciò che possediamo o otteniamo, ma nel nostro atteggiamento.

La traiettoria futura dell’umanità si dirige verso uno stato in cui saremo principalmente interessati a vivere in una connessione calma, pacifica ed equilibrata. Non vorremo danneggiare gli altri né creare un’atmosfera negativa. Invece di competere, confrontarci e aspirare continuamente a qualcosa di più, cercheremo l’armonia nella vasta rete delle relazioni umane.

La vita materiale non scomparirà, ma diventerà essenziale e sufficiente. Lavoreremo soltanto nella misura necessaria a sostenere noi stessi e la nostra famiglia. Il lavoro non sarà percepito come una pressione o un peso, ma come una partecipazione naturale alla vita.

Inoltre, l’intera definizione di lavoro si sposterà verso l’interiorità. Il nostro vero lavoro diventerà lo sviluppo di un atteggiamento corretto nei confronti degli altri. Quando inizieremo a sentire che gli altri si relazionano a noi con la stessa calma e benevolenza, entreremo in un tipo di esistenza completamente diverso. Sarà come vivere all’interno di un campo di reciproca benevolenza, una rete di connessioni positive.

In quello stato, la realizzazione non deriverà da ciò che riceviamo, ma dalla qualità stessa della connessione.

È qui che avviene un cambiamento fondamentale. Ciò che un tempo sembrava uno sforzo enorme,  superare l’ego umano che divide e separa, diventerà naturale. E non grazie ai nostri sforzi individuali: una forza superiore presente nella natura, una forza di equilibrio e armonia, inizierà ad agire. Quando smetteremo di opporci a essa e ci allineeremo a questo processo, tutto diventerà più semplice, più sereno e quasi privo di sforzo.

Per questo motivo molti dei sistemi che abbiamo costruito, come l’istruzione, le carriere e la competizione continua, passeranno gradualmente in secondo piano nelle nostre vite. Tuttavia, avranno assolto il loro compito: portare l’umanità a riconoscere che non rappresentano il vero obiettivo nel quale vale la pena investire se stessi.

Ciò verso cui l’umanità si sta dirigendo è uno stato di equilibrio interiore, considerazione reciproca e connessione silenziosa.

In quella quiete, in quella calma rete di relazioni, iniziamo a percepire la forza sottostante della natura stessa: una forza di amore, di dazione e di connessione completa.

A quel punto, la vita diventa armoniosa, pacifica e semplice. Avremo ciò di cui abbiamo bisogno, faremo ciò che è necessario e vivremo il resto della nostra esistenza in una connessione armoniosa con gli altri. Non accadrà da un giorno all’altro, ma la direzione è già stata tracciata.

Basato su “Perché i tuoi obiettivi potrebbero sembrare vuoti e privi di significato” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”

Le persone saranno interessate a una piattaforma di social network orientata alla creazione di connessioni significative?

I social network non sono nati con Internet. Esistevano già molto prima e non solo nell’umanità, ma in tutta la natura.

La vita si sviluppa quando gli opposti si connettono. Più gli elementi sono opposti, più complesse sono le loro connessioni. In ogni elemento risiede una forza interiore che lo spinge a connettersi con gli altri. Questa è la volontà di esistere nel bene, di ricevere piacere e godimento. Può anche essere chiamata “la volontà di godere” o “l’ego”. Dal desiderio di appagamento di ciascuna parte, si forma la connessione e si chiarisce l’equilibrio.

In noi esseri umani, l’ego continua a crescere, sviluppando bisogni diversi e spingendoci in direzioni differenti. Da un lato, l’ego desidera rimanere solo. Dall’altro, da solo non ha nulla di cui nutrirsi. Perciò ha bisogno di connettersi con gli altri e di pagarne il prezzo. Da ciò nascono interazioni di dare e ricevere e si formano reti di connessione.

Nel corso del Medioevo, le reti sociali e culturali erano perlopiù appannaggio delle élite. La maggior parte della popolazione era impegnata nella mera sopravvivenza. Poi arrivò la rivoluzione tecnologica e le persone iniziarono a organizzarsi in diverse reti professionali. Nel XX secolo, la radio, la televisione e i mass media conobbero un periodo di grande sviluppo. Successivamente, è arrivato Internet, che ha cambiato completamente le nostre vite.

La connessione è diventata online, bidirezionale e intensissima. Le persone condividono tutto, caricano foto di ogni situazione in cui si trovano, compreso ciò che mangiano, bevono e semplicemente dove sono. Si è sviluppato in loro una sorta di impulso interiore ad esprimersi, a riversare tutto nella rete, osservando al contempo ciò che gli altri stanno vivendo.

Da dove proviene tutto questo? Proviene dallo sviluppo dell’ego, dal desiderio di godere. In ogni fase dello sviluppo, emerge una diversa rete di connessioni. Al culmine del nostro sviluppo, se analizziamo le tendenze, probabilmente saremo completamente connessi gli uni agli altri, come organi in un unico corpo, in equilibrio tra tutti, in una perfetta connessione integrale. Fino ad allora c’è ancora molta strada da fare e Internet oggi può servire da piattaforma di aiuto.

Per un attimo, mettiamo da parte tutte le divisioni, le separazioni e l’odio che attualmente dominano i social network e creano un’atmosfera malsana, e accostiamoci alla seguente visione con mente aperta.

Un gioco, una sfida, un’avventura, qualcosa che ti sollevi dalla grigia routine, dall’incessante inseguimento di chissà cosa, dalle pressioni e tensioni che non ti danno tregua. Qualcosa di emozionante che dia un grande significato, uno scopo più elevato che illumini il tuo cammino, qualcosa di così coinvolgente che ti piacerà sognarlo di notte e correre verso di esso in ogni momento libero.

Benvenuti in un nuovo tipo di social network, una rete che funge da trampolino di lancio per la prossima fase evolutiva.

L’obiettivo di questa rete è elevare la qualità delle nostre connessioni a un livello spirituale, al di là di tutti i limiti della percezione fisica che attualmente sperimentiamo, al di là del tempo, dello spazio e del movimento. Affinché possiamo sentire l’energia interiore di ogni persona, ciò che viene chiamata “l’anima”, così come di coloro che ci hanno già lasciato e di coloro che ancora vi appariranno, per sentire tutto ciò che è stato, è e sarà, tutta la natura, tutta la creazione.

Come si raggiungerà questo obiettivo? Attraverso un nuovo protocollo di connessione, un protocollo integrale. L’architettura del sistema guiderà i partecipanti verso la reciprocità, la connessione e il sostegno vicendevole. Attraverso diversi mezzi, li condurrà a comprendere cosa sia la connessione integrale, cosa sia una connessione appropriata. L’attenzione non sarà rivolta al singolo individuo come unità che cerca di trarre la massima soddisfazione possibile da sé, ma al superamento dei confini personali per instaurare una buona connessione con gli altri.

Ciascuna persona si eleverà al di sopra del proprio ego per unirsi agli altri nell’amore, la connessione condivisa che ne emergerà inizierà ad avere vita propria. Gradualmente, avvolgerà i partecipanti in una sorta di “bolla”, un contenitore sensoriale spirituale capace, per così dire, di elevarsi al di sopra della Terra, viaggiare tra le galassie e condurli in un’altra dimensione.

Durante questo processo di sviluppo, il corpo e la vita fisica continueranno come di consueto, ma il nostro atteggiamento nei loro confronti cambierà. Diventeranno qualcosa che manteniamo per poterci dedicare allo sviluppo della vita spirituale. Passo dopo passo, scopriremo che non stiamo creando nulla di nuovo, ma piuttosto rivelando ciò che è sempre esistito, che la rete perfetta di connessioni esiste nel profondo della natura, ma il nostro egoismo ristretto l’ha celata.

Lo sforzo di superarlo svilupperà in noi una nuova capacità di percezione, attraverso la quale realizzeremo consapevolmente il pieno potenziale che è in noi.

Questo intero percorso di sviluppo viene anche chiamato “via della luce” o “via della consapevolezza”,  è verso questa meta che ci spinge l’evoluzione della rete di connessioni tra individui e società.

Se dunque la rivoluzione di Internet è stata una sorta di preparazione, oggi è sia possibile che necessario passare alla fase successiva. Senza una connessione piena e illimitata, non saremo in grado di sopravvivere alle sfide di un mondo interconnesso, né di dare un senso alla prossima generazione. La sofferenza aumenterà e l’angoscia si intensificherà finché non comprenderemo che lo sviluppo della vita richiede flusso, connessione nell’unità, apertura dei nostri cuori a un amore superiore.

Basato su “Nuova Vita 137 – Il potenziale dei social network” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”

Internet ci ha avvicinati o ci ha isolati di più?

C’è stato un tempo in cui Internet non esisteva. Oggi, invece, le persone impazziscono se perdono improvvisamente la connessione.

Come quasi ogni cosa, Internet contiene sia aspetti positivi che negativi. La rivoluzione di Internet ha infatti trasformato la nostra percezione, inserendoci in una rete che connette tutti.

Allo stesso tempo, Internet ci permette anche di isolarci dal mondo. Tutto è accessibile, non c’è bisogno di uscire di casa, non c’è bisogno di andare da nessuna parte. Possiamo semplicemente disconnetterci. Da ciò possono derivare solitudine, depressione e angoscia.

Da un lato, Internet offre l’opportunità di arricchirsi con tutte le cose belle del mondo. Dall’altro, può anche intensificare il desiderio di cose negative.

Online è possibile comunicare in modo diretto e autentico. Ma si può anche mentire, assumere una falsa identità o inventare una personalità. Internet ha garantito la libertà, abbattendo le barriere. Oggi tutti hanno la sensazione di vivere in un mondo globalizzato, come se si trovassero in un’unica stanza con tutta l’umanità. Inoltre, Internet ha offerto a ogni individuo una piattaforma per esprimere le proprie opinioni e diventare un mezzo di comunicazione indipendente.

Inoltre, come ben sappiamo, nell’era digitale siamo costantemente oggetto di vendite, inganni e manipolazioni. Il lato positivo è che questo ci spinge a comprendere cosa c’è di imperfetto nelle relazioni umane.

Non c’è dubbio che Internet acceleri lo sviluppo. Velocizza i processi e ci mostra in tutta la sua pienezza tutto ciò che è insito nella natura umana. A un certo punto, ci renderemo conto che è troppo. Non possiamo vivere così. È impossibile vivere sotto costante pressione, in uno stato di perenne difesa, sapendo che tutti cercano di sfruttarci per il proprio tornaconto. È soffocante ed estenuante, non una vita degna di un essere umano.

Viviamo tutti insieme su questo pianeta, interconnessi, interdipendenti e influenti l’uno sull’altro. Pertanto, è tempo di aggiornare il codice della connessione umana. Altrimenti, non avremo un futuro positivo.

Allora decideremo che dobbiamo passare a un diverso tipo di connessione, una rete più avanzata. Così come tutta la natura è unificata, con le sue parti interconnesse in un unico sistema integrale, allo stesso modo dobbiamo imparare a esistere attraverso la connessione tra gli opposti e la reciproca complementarità. Al culmine del nostro sviluppo, saremo “come un solo uomo con un solo cuore”, questo ci aprirà davanti un mondo completamente nuovo e superiore.

Questa sarà la prossima fase di sviluppo nell’evoluzione dell’umanità. Si esprimerà nella sensazione di aver bisogno di una rete interiore di connessione, senza router, cavi, fibre e dispositivi, una connessione diretta tra cuori e menti, attraverso un canale illimitato, da ciascuno a tutti.

Pertanto, Internet come lo conosciamo oggi riassume l’evoluzione dell’umanità fino ad oggi. Ci aiuta a comprendere cosa manca nella connessione umana e ci guida verso la rete di connessione ideale e completa di domani.

Basato su “New Life 136 – La rivoluzione di Internet e la connessione umana” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”

In che modo i mass media influenzano i nostri atteggiamenti?

Le piattaforme, i canali e i siti web attraverso cui ci informiamo influenzano profondamente i nostri atteggiamenti e la nostra consapevolezza, c’è un divario enorme tra ciò che pensiamo di noi stessi, della nostra capacità di filtrare e valutare criticamente le informazioni, e ciò che accade realmente.

Partiamo dall’inizio. Se fossimo idealmente connessi gli uni agli altri, non avremmo bisogno di comunicazione, linguaggio o parola. Ad esempio, nel nostro corpo, mano, gamba e cervello sono collegati. Si comprendono a vicenda e sentono di appartenere allo stesso corpo. Ogni organo agisce con la massima efficacia a beneficio del sistema e tutto funziona in armonia.

Nel sistema umano, tuttavia, con l’aumentare dell’egocentrismo e della connessione interiore, è cresciuta anche la necessità di comunicazione esterna. Così abbiamo sviluppato lingue e culture, strumenti di comunicazione, giornali, radio, Internet e social network.

Naturalmente, l’umanità è strutturata come una piramide, ci sono sempre coloro che si trovano in cima, ovvero coloro che vogliono plasmare le opinioni altrui, determinare le politiche e dettare le prospettive. Sono loro a guidare i media e a dettare le agende.

Gli esseri umani si evolvono nel tempo e sentono un bisogno crescente di sapere cosa accade ovunque, in ogni angolo del mondo. Quando consumiamo informazioni dai media, che lo vogliamo o no, queste plasmano la nostra percezione. Le notizie che ci vengono proposte, il modo in cui vengono presentate, l’angolazione che assumono, tutto ciò modella le “cellule” del nostro cervello, i nostri sistemi interni di percezione ed elaborazione e definisce il modo in cui ci relazioniamo con ogni cosa.

In questo modo, la comunicazione plasma la coscienza. Svolge una funzione essenzialmente educativa. Siamo abituati a pensare all’educazione come a qualcosa che appartiene ai bambini e alle scuole, ma anche noi adulti siamo soggetti a processi comunicativo-culturali che influenzano il nostro modo di pensare. Così come le religioni hanno plasmato la visione del mondo dell’umanità in passato, nell’ultimo secolo Hollywood ha fatto lo stesso.

Nessun mezzo di comunicazione o giornalista può fornire informazioni completamente pure e imparziali. Ogni notizia è soggettiva, viziata da pregiudizi fin dall’inizio, consapevolmente o inconsapevolmente. Se accettiamo questo come un dato di fatto, possiamo passare a una domanda più significativa: ciò che i media ci raccontano oggi ci aiuta a soddisfare le nostre esigenze evolutive?

Quali sono, dunque, queste esigenze evolutive? Constatiamo che l’umanità sta diventando sempre più interconnessa e interdipendente. Allo stesso tempo, l’ego di ogni individuo continua a crescere. Le persone amano pensare di avere ragione, di essere intelligenti, di avere il controllo e desiderano che tutti gli altri stiano zitti. Queste sono le due direzioni opposte in cui ci troviamo oggi: quella della crescente interconnessione e quella dell’intensificarsi dell’ego. La collisione tra queste due direzioni potrebbe portare a un collasso sistemico totale.

L’unica speranza di salvezza risiede nel cambiamento dell’essere umano. Nel mondo di domani, sopravviverà solo una persona connessa, ovvero una persona più empatica, integra e capace di entrare in contatto con gli altri, con un approccio più maturo alla vita e una comprensione più profonda di come risolvere i problemi.

Questo è ciò che la comunicazione deve offrire. Deve creare un ambiente di valori integrali per ogni persona. Attraverso film, programmi, serie, reality show, teatro, musica, attraverso tutte le forme di espressione che abbiamo creato e che creeremo, dobbiamo progredire giorno dopo giorno.

Ci troviamo infatti di fronte a un processo di sviluppo senza precedenti, un’evoluzione fondamentale della natura umana.

Nella prima fase, dovremo riconoscere il problema, identificare cosa nelle nostre attuali relazioni e comunicazioni non è in linea con la direzione integrale dello sviluppo mondiale, cosa stiamo già perdendo a causa di ciò e cosa potremmo ancora perdere.

Quando giungiamo a una diagnosi chiara di ciò che deve cambiare e della forma che questo cambiamento dovrebbe assumere, possiamo passare alla costruzione di nuove relazioni e forme di comunicazione. In questa fase, è importante sottolineare i benefici che una connessione armoniosa e la complementarietà ci apporteranno. Ognuno di noi possiede un ego smisurato, che viene anche definito “inclinazione al male”, ma insieme possiamo trovare un metodo per superarlo, verso una connessione reciproca e complementare che si allinei con l’armonia che esiste naturalmente tra tutte le parti del creato. Per noi, in quanto esseri umani, questa connessione deve essere costruita attraverso un esame consapevole, la conoscenza e la scelta.

La prossima fase della nostra evoluzione consisterà nell’adattarci interiormente al mondo interconnesso e interdipendente che si è formato intorno a noi, elevando i nostri atteggiamenti a quelli di reciproca considerazione, sostegno, incoraggiamento e, in definitiva, amore. I mass media possono essere di grande aiuto in questo processo, se utilizzati come strumento educativo per promuovere tali valori in tutta l’umanità. Spero  questo cammino venga da noi intrapreso il prima possibile per potere godere dei frutti di una connessione armoniosa e pacifica tra di noi, invece di dover soffrire a lungo per la nostra incapacità di elevare i nostri atteggiamenti.

Basato su “New Life 131 – Mass Media, Parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”

Perché così tante relazioni finiscono per essere malsane o insoddisfacenti?

La vita è una sequenza di connessioni tra noi e l’ambiente che ci circonda, tutti i problemi iniziano con una comunicazione inefficace. Sempre più persone non si comprendono a vicenda, i figli non capiscono i genitori e i genitori non si comprendono tra loro. Lo stesso accade sul lavoro, per strada, nella società, all’interno di un Paese e in tutta l’umanità. Quando comprenderemo che questa è la radice della miriade di problemi che incontriamo oggi, saremo in grado di progredire verso un nuovo livello di comunicazione.

Il problema nasce dal fatto che alla base di ogni legame tra persone c’è un calcolo: “In che modo questo legame con quest’altra persona mi appaga?” “Cosa ne ricaverò?”

Ognuno di noi vede l’altro come una fonte di beneficio per sé stesso, quindi questo tipo di comunicazione può essere definito unidirezionale. Porta a scontri, discussioni, conflitti e guerre. È estenuante, deludente e soffocante.

Da qui nasce la sensazione di non avere energie per nessuno, il sogno ultimo diventa un angolo tranquillo, vivere su un’isola isolata senza disturbi.

Tuttavia, non possiamo trovare vera pace, felicità e appagamento in quella direzione. Raggiungere pace, felicità e appagamento richiede un cambiamento nel modo in cui ci relazioniamo con l’ambiente. Perché? Perché è impossibile provare vera soddisfazione e tranquillità da soli. Queste esistono solo come illusione.

Segnali di questo fenomeno si possono riscontrare in tutto ciò che acquistiamo, che si tratti di un nuovo capo d’abbigliamento, una nuova auto, una casa, una carriera, una relazione o qualsiasi altra cosa, persino un buon pasto. In breve tempo, il piacere derivante da ciò che possediamo svanisce come se non fosse mai esistito, e ci sentiamo di nuovo insoddisfatti, solo che ora in misura ancora maggiore.

I saggi, che studiarono a fondo questo fenomeno,  scrissero  a riguardo: “Non si muore con metà dei propri desideri in mano” e “Chi ha cento ne vuole duecento”. Scoprirono che per natura siamo tutti connessi all’interno di un unico sistema e che l’unico modo per ricevere vera realizzazione, soddisfazione e nutrimento è attraverso gli altri. Ciò richiede già un tipo di comunicazione fondamentalmente diverso, una comunicazione complementare.

Se nella comunicazione unidirezionale penso alla mia esistenza e il calcolo è “cosa otterrò da te”, nella comunicazione complementare l’intenzione che mi guida è “cosa otterrai tu da me”. Metto tutto ciò che ho a tuo vantaggio. Ti sento e comprendo ciò che ti manca, mi includo nel tuo desiderio e mi metto al tuo servizio.

Cosa ne ricavo? Chiedetelo a qualsiasi madre che si prende cura del proprio bambino. Quando ha l’opportunità di dare al suo bambino, prova un senso di pura felicità. Perché? Perché, per così dire, ha aggiunto a sé un altro recipiente di accoglienza e, quando lo riempie, si sente appagata molte volte. Certo, per una madre questo avviene in modo naturale, ma suggerisce la direzione di sviluppo desiderata.

La comunicazione complementare, che implica saggezza e un metodo che richiede apprendimento e pratica, si verifica quando una persona si connette a un’altra con amore. Più le persone sono distanti e opposte l’una all’altra, maggiore sarà il divario che le separa; se sviluppano la capacità di connettersi al di sopra di esso, la forza del legame, il piacere e la gioia si moltiplicheranno.

In generale, la comunicazione che intratteniamo attualmente si basa sulla sensazione che ogni persona sia separata dalle altre e questa percezione plasma la nostra visione del mondo. Quando inizieremo a sviluppare una comunicazione basata sulla connessione e sulla complementarietà, scopriremo gradualmente che il mondo intero siamo in realtà noi stessi, che non ci sono estranei intorno a noi, né confini o barriere, né domini separati di “mio” e “tuo”, ma che tutto è un unico dominio. Non esiste altro che una forza, la forza della natura. È la forza più intima, sublime e fondamentale che esista, ed è una forza d’amore completa, eterna e perfetta.

Basato su “Nuova Vita 127 – L’essenza della comunicazione, Parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”

Perché la comunicazione tra le persone si interrompe e come si può prevenire o risolvere il problema quando si verifica?

In linea generale, la comunicazione è l’essenza stessa della vita. Il mondo ebbe inizio con una particella di energia che generò due particelle opposte, e da allora tutta l’evoluzione si è svolta attraverso la connessione, varie forme di connessione e gradi di opposizione e distanza tra gli elementi connessi. In ogni caso, tutto ciò è comunicazione.

Nei livelli inanimato, vegetativo, animato e umano, all’aumentare dell’intensità degli opposti, aumenta anche la forza della connessione necessaria allo sviluppo della vita, una nuova modalità di connessione dà origine alla successiva forma di vita.

Anno dopo anno, scopriamo quanto siano interconnesse tutte le componenti della natura, quanto sia elevato il livello di integrazione tra tutti i suoi elementi. Sulla Terra, ad esempio, gli oceani, l’atmosfera, il calore del pianeta, le eruzioni vulcaniche, gli uragani e i venti costituiscono un unico sistema ecologico che tende all’equilibrio tra gli opposti. L’equilibrio richiede forze opposte, ma connesse tra loro. Questo equilibrio si esprime nella creazione di un numero sempre maggiore di forme di connessione, all’interno di sistemi sempre più complessi.

Alla base di ogni comunicazione c’è il bisogno di un dato elemento di appagarsi, che lo spinge a superare i propri limiti. Ogni connessione che si instaura si fonda sul calcolo: “Cosa ci guadagno io?”. Questo vale sia a livello atomico e galattico, sia nelle relazioni umane. Relazioni sentimentali, legami familiari e rapporti d’affari si formano tutti secondo lo stesso calcolo: “Ne vale la pena per me?”.

Tuttavia, oggi ci stiamo avvicinando a una situazione in cui questo programma di comunicazione non funziona più a livello di consapevolezza e percezione umana.

Stiamo scoprendo sempre più di non avere alcun controllo su ciò che sta accadendo. Tutte le forme di connessione umana che abbiamo costruito nel corso della storia sono sull’orlo del collasso. Queste includono il commercio, l’industria, l’economia, la finanza, le relazioni internazionali, il nostro rapporto con l’ambiente, così come l’istruzione, la cultura e i media, persino l’unità fondamentale dell’esistenza, la famiglia.

Non è che le persone non cerchino di comunicare, ma in qualche modo la comunicazione non funziona più. Ad esempio, le coppie decidono di sposarsi e, dopo poco tempo, scoprono che non c’è speranza. Sul lavoro, nella società, all’interno dei singoli Paesi e a livello globale, gli accordi non reggono e le alleanze non durano. La capacità di impegnarsi con gli altri è diventata sempre più difficile, questo rende complicata la pianificazione del futuro e ci espone a una situazione di rischio.

A questo punto, l’evoluzione ci spinge ad andare avanti e a ricercare un nuovo sistema di connessione, radicalmente diverso nella sua natura. Che tipo di sistema di connessione può essere? Non una connessione unilaterale, come lo è stata finora, del tipo “vediamo come posso essere soddisfatto da te e cosa devo dare in cambio”, ma una comunicazione che sia fondamentalmente bidirezionale e complementare.

Che cosa significa? Smetto di vedere l’altro come opposto a me. Al contrario, prendo in considerazione i suoi desideri e bisogni insieme ai miei, ed esamino come possiamo coesistere in una relazione complementare.

Comunicare a questo livello richiede di incorporare l’altro dentro di noi, di accettarlo per quello che è, senza alcuna interferenza del nostro ego, come se noi stessi non esistessimo. Un altro modo di vedere questo concetto è che usciamo da noi stessi, entriamo a vivere nell’altro e agiamo dall’interno di lui, attraverso le sue qualità. Un altro modo ancora per descriverlo è che ci connettiamo a tal punto che non rimane alcuna differenza tra noi.

Questo rappresenta un’evoluzione verso un diverso livello di valori. Ogni persona non esiste più per sé stessa, ma esistiamo per la vita stessa, per la comunicazione tra noi. Smettiamo di pensare a ciò che proviamo e desideriamo e iniziamo a pensare alla formazione di un nuovo livello di vita, come se fossimo partner che insieme danno vita a una terza entità.

L’entità comune che creiamo è una nuova forma di vita, in cui percepiamo l’unica forza della natura, la stessa forza che originariamente creò due forze opposte. È così che chiudiamo il cerchio e, attraverso una comunicazione completa tra di noi, ritorniamo consapevolmente al punto di partenza da cui tutto ebbe inizio.

In questo processo evolutivo, i concetti di tempo, movimento e spazio scompaiono, così come le nozioni di “noi” e “qualcuno al di fuori di noi”. Tutte le distinzioni della nostra attuale percezione terrena della realtà svaniscono e ci eleviamo verso un mondo di informazione, emozione, mente e cuore in forma pura, senza materia fisica. Questo è anche chiamato il mondo dei pensieri e dei desideri. È la prossima fase evolutiva che l’umanità deve raggiungere, la miriade di sviluppi tecnologici odierni non sono altro che una preparazione a tale stadio.

Pertanto, non dobbiamo disperare quando oggi assistiamo a un’interruzione della comunicazione. Ciò indica la necessità di elevarci a una forma di comunicazione ottimale e complementare. Auguro a tutti noi successo in questo percorso.

Basato su “New Life 126 – L’essenza della comunicazione, parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”

Come si sviluppa l’intelligenza collettiva negli ambienti di lavoro che adottano il metodo integrale?

L’approccio integrale allo sviluppo organizzativo mira a trasformare le relazioni all’interno di una struttura organizzata in quelle di una famiglia unita e affettuosa. Perché questo non è solo redditizio, ma anche essenziale? Perché deriva dalla tendenza evolutiva di cui facciamo parte e dalla mente collettiva che emerge attraverso una profonda connessione umana.

Di generazione in generazione, il mondo diventa sempre più interconnesso. Che ci piaccia o no, ci ritroviamo tutti sulla stessa barca. Ci influenziamo e dipendiamo gli uni dagli altri e siamo intrappolati insieme. L’aumento dell’ interconnessione è accompagnato da un ego umano in continua crescita, ovvero dal desiderio di godere a proprio vantaggio a spese degli altri. Ci sentiamo spinti a considerarci nel giusto, più intelligenti e di maggior successo rispetto agli altri, spesso calpestando chi ci circonda per raggiungere il successo personale.

La contraddizione tra queste due direzioni evolutive, un mondo che diventa integrale e interconnesso e una natura umana che si fa più egoistica e ristretta, è alla base di tutte le crisi che osserviamo oggi nelle relazioni. Questo vale a livello internazionale, sociale, aziendale, organizzativo, ma anche nella vita personale, nelle relazioni e nell’educazione dei figli. Gli individui moderni faticano ad andare d’accordo con chi li circonda, e questo è un problema serio.

Prima o poi saremo costretti a imparare a connetterci armoniosamente, come parti di un unico sistema integrato, altrimenti affonderemo tutti. Le organizzazioni che svilupperanno in anticipo questa capacità tra il proprio personale otterranno grandi progressi e risultati rivoluzionari. Il metodo integrale insegna come farlo gradualmente. La sua attuazione richiede di assegnare  fasce orarie fisse negli orari settimanali e giornalieri dei dipendenti, con la guida di esperti. L’obiettivo è costruire e mantenere un’atmosfera integrale, un ambiente connesso che offra a tutti esempi positivi di come relazionarsi gli uni con gli altri.

Fino a pochi decenni fa, nessuno pensava che le organizzazioni avessero bisogno di pianificare picnic, vacanze, giornate ricreative, palestre e altri benefit moderni per i dipendenti. Abbiamo poi capito che tali eventi e attività sono utili perché apportano benefici tangibili e, di conseguenza, i datori di lavoro ne traggono maggior profitto. Lo sviluppo organizzativo integrale è essenzialmente un passo consapevole verso la fase successiva. Non c’è altra scelta che migliorare le relazioni tra le persone all’interno delle strutture organizzate. Quanto più le persone sono emotivamente connesse, tanto più la produttività aumenta in modo drastico. Altrimenti, trascorrono il loro tempo in conflitto, cercando di ostacolarsi a vicenda, e l’organizzazione ne risente gravemente.

Una mente collettiva

Un nuovo tipo di connessione tra i dipendenti crea una mente collettiva, un’intelligenza collettiva all’interno dell’intera organizzazione. Grazie allo sforzo di ciascuno di superare il proprio ego, si raggiunge un nuovo stato comune.

Cosa significa elevarsi al di sopra del proprio ego personale?

Immaginate un tavolo in una tipica sala riunioni. Le persone siedono attorno ad esso discutendo di un determinato argomento. Ognuno è concentrato su se stesso, sui propri interessi, sulla promozione della propria opinione e sulla lotta contro gli altri. È una scena fin troppo comune assistere a urla, litigi, indifferenza e mancanza di rispetto in situazioni del genere. Alla fine raggiungono un determinato risultato, ma a quale prezzo?

Ora immaginate che le persone presenti nella stanza abbiano intrapreso un percorso di sviluppo integrale e instaurato un legame positivo. In tal caso, ognuno non vedrebbe le cose solo dal proprio punto di vista personale, ma da una prospettiva collettiva più ampia. Attorno a quello stesso tavolo, potrebbero raggiungere risultati di livello molto più elevato. Quanto più elevato? Dipende dal livello di connessione, dalla forza del legame tra i partecipanti.

È fondamentale comprendere che, quanto più ci eleviamo al di sopra del ristretto interesse personale, tanto più spazio si crea per la scoperta di nuovi pensieri ed emozioni, e di intuizioni brillanti. Il livello di connessione umana determina il livello di mente collettiva che può emergere tra gli individui. Pertanto, nulla potrà limitarne lo sviluppo. Quando un’organizzazione raggiunge questo nuovo livello di capacità, le organizzazioni non integrate faranno molta fatica a competere con essa.

Un aiuto contro se stesso

Da una prospettiva più ampia, ciò che ha elevato gli esseri umani al di sopra del mondo animale è stata la crescita dell’ego. Essendo egoisti e desiderosi di avere sempre di più, abbiamo sviluppato una capacità intellettuale. Questo ha portato l’umanità a grandi conquiste, ma anche a commettere errori. Perché gli animali non commettono errori? Perché agiscono secondo i loro istinti innati; sono direttamente connessi alla natura.

In questo contesto, il metodo integrale consiste nel riconnettere gli esseri umani con la natura, ma a un livello superiore. Se l’ego ci ha allontanati dalla natura, allora la connessione tra noi al di sopra dell’ego conduce alla scoperta di un livello superiore all’interno della natura stessa. Insieme, ci eleviamo a uno stadio di sviluppo permeato dall’intelligenza della natura, l’intelligenza che connette tutti gli elementi naturali in un unico sistema integrale. Allineare le nostre relazioni con l’integralità della natura ci riempie di emozioni e comprensione più elevate, e smettiamo di commettere errori.

È importante sottolineare che il metodo integrale non annulla, cancella o sopprime l’ego. Piuttosto, ci insegna a usarlo come leva. Questo viene definito nelle fonti come “un aiuto contro di esso”. “L’amore copre tutti i crimini” è la formula generale dello sviluppo. Significa che, man mano che l’ego si manifesta nelle relazioni, crea opportunità per costruire legami integrali ancora più forti. I “crimini”, gli attriti, diventano i mattoni della struttura integrale che creiamo.

Alla fine, impariamo a diventare “come un solo uomo con un solo cuore”, come un gruppo unificato, vivendo nell’amore. Allora comprendiamo perché la natura ci ha allontanati da se stessa attraverso la crescita dell’ego e come possiamo ritornare a una connessione consapevole con essa attraverso relazioni armoniose e pacifiche. I due sistemi della natura egoistica umana e della connessione integrale, che integriamo insieme, ci donano un livello superiore di comprensione e percezione, che ci apre una nuova realtà.

Basato su “New Life 124 – Management and Leadership, Part 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”