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Un doppio processore, il gruppo ed io

Domanda: Durante il workshop, come si fa a ricordare la necessità del lavoro interiore? Mi sento come se fossi un computer con due processori e uno di loro si dimentica dell’obiettivo, il lavoro, tutto il tempo. L’altro mi ricorda questo tutto il tempo e mi ricorda l’intero processo che ho attraversato.

Risposta: Non possiamo ricordare l’obiettivo costantemente, il lavoro, e scollegarci da esso tutto il tempo. Questo distacco è necessario per esistere, ma non dobbiamo essere in accordo con esso. E poi sarà utile per la nostra correzione, com’è detto: “Ogni cosa si trova al di fuori.” In altre parole, non si accetta di essere separati.

Siamo separati in modo da poterci connettere di nuovo sul livello successivo. Inoltre, non riesco a tenermi su tale livello alto, tranne solo che per mezzo dell’ambiente.

Qualsiasi circuito elettrico funziona in base a questo principio; ogni elemento trasmette la sua energia all’esterno e prende nuova energia in sé, trasmette poi nuovamente verso l’esterno, e la riceve di nuovo dentro. E’ come una bobina e un cavo che continuamente si scambiano l’energia nei circuiti fra loro; ecco come funzionano reciprocamente.

Non riesco a mantenermi in un buono stato; ho bisogno di un lavoro comune con il gruppo. Ecco come ci alterniamo nel nostro lavoro. Inoltre, ognuno dei miei amici passa attraverso i propri stati. E poi all’interno di questo sistema, il Creatore dispone il tasso con il quale gli stati si alternano in ognuno di noi e tutti insieme.

Dobbiamo sentire che noi non esistiamo in isolamento; anzi, noi apparteniamo ad un unico sistema con due processori, che lavorano alternativamente, qualche volta questo e qualche volta quello. Abbiamo bisogno di mettere in comune la nostra energia in modo da poter caricare se stessi ed essere nutriti con l’energia del lavoro reciproco. Nel gruppo, tutti gli stati che avete attraversato spariscono, tutti i livelli precedenti, tutta la vostra storia. Tutto succede solo dentro il gruppo, all’interno del Kli collettivo, finché in esso raggiungiamo la forma dell’infinito. Solo allora, in un’azione chiamata la fine della correzione, scopriremo tutto quello che abbiamo attraversato.

Tutto questo si trova all’interno del gruppo. Il primo stato spirituale comincia in relazione al gruppo, nella mia abilità a connettermi con esso. E’ così la mia prima e più piccola scoperta dell’inclinazione al male ha occupato un posto, e così via, fino all’ultima inclinazione al male, il grande ego sulla cima della scala di livelli. Pertanto, tutti i risultati del lavoro sono inghiottiti dal gruppo. Il gruppo è Malchut dell’infinito.

Il progresso spirituale viene misurato unicamente e solo in contrasto all’inclinazione maligna che cresce costantemente: cresce con qualsiasi tasso e con qualsiasi potere, da questo il rifiuto di connessione cresce in noi. Il rifiuto e l’oscurità diventano sempre più grandi, più forti, ma noi interpretiamo, capiamo, sentiamo, e riceviamo uno stimolo a lavorare con loro allo scopo di connetterci con il gruppo a fronte di questo buio. Siamo interessati a questo rifiuto; altrimenti, non accetteremmo i nostri “segnali di lavoro.” Il nostro avanzamento viene misurato con questo.

Nel frattempo, noi giudichiamo solo secondo i nostri sentimenti senza una misurazione oggettiva, ma dopo di questo, misureremo i nostri propri stati.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.02.2014)

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La sfera di lamponi

La “sfera di lamponi” significa avere la totale ed assoluta perdita di tutto l’atteggiamento personale verso gli amici. Ci sbarazziamo di tutti i rivestimenti del nostro corpo fisico e delle qualità interiori di tutto ciò che abbiamo ricevuto dalla natura; solamente la scintilla rimane, le Reshimo, innate in tutti, il nucleo spirituale di ognuno, la propria aspirazione all’unità.

Se io mantengono comunque un diverso atteggiamento, delle differenze tra di noi, allora non è un gruppo. Il gruppo si ha quando tutti gli amici sono uguali, quando non vedo alcuna differenza tra di loro. Essi sono tutti Reshimot; ognuno è impegnato a raggiungere l’unione.

Durante la prima fase della presentazione del sostegno reciproco, il Creatore ci porta alla connessione e si tratta più che altro di uno stato teorico. Però, per formare una palla rossa come il colore del lampone, ci dovremmo già connettere attivamente con tutti. Il lavoro con questa sfera di lamponi inizia con gli sforzi di non vedere delle differenze tra gli amici e finisce quando tutti gli amici si uniscono in una persona sola.

Se siamo uniti come un gruppo omogeneo che fa le stesse cose, uguali alle altre connessioni che le persone realizzano in questo mondo, non si tratta ancora di “un solo insieme”. A dire il vero, in una unione fisica di questo genere, tutti vogliono raggiungere uno scopo; ognuno ha il proprio obbiettivo, ed ognuno è pronto ad unirsi per il bene del proprio obbiettivo personale.

Noi non ci comportiamo in questo modo. Qui, ognuno deve cancellare se stesso per il bene dell’unione con gli altri, abbandonando gli obbiettivi personali.

In questo auto-annullamento, non perdiamo il nostro pensiero o le nostre sensazioni ma otteniamo il pensiero dell’intero gruppo che è chiamato “come un uomo solo con un cuore solo”. Il desiderio collettivo viene rivelato e dentro questo desiderio ognuno percepisce le proprie qualità individuali. Come in un sistema di ingranaggi, l’uomo inizia a girare con tutti, senza pressione, e da qui capisce come ruotano e perché. Questo significa “sapere ciò che l’amico ha nel cuore”. Ognuno lo sa in modo differente, in base alle proprie qualità.

In questo modo diventiamo una sfera di lamponi.
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Un canale vivo di collegamento

Si dice: “Un uomo e una donna e la Divinità tra di loro. Chi sono questo uomo e donna? Nel mondo spirituale, tutto dipende da un ruolo specifico: una volta dò, un’altra volta ricevo. Infatti, per dare, devo anche ricevere, e per ricevere, devo anche dare.

Ne consegue che ognuno di noi una volta dà all’ amico e una volta riceve, cioè, esegue sia il ruolo maschile che femminile. Così si realizza: “Un uomo e una donna e la Divinità tra di loro.” Se siamo in questa connessione reciproca, allora il Creatore si rivela tra noi. E’ all’interno di questi canali di trasmissione di ricezione e di dazione che costruiamo l’immagine del Creatore (Borè), che vuole dire “Vieni e Vedi” (Bo-re).

Se costruiamo il rapporto corretto tra di noi secondo la legge dell’ equivalenza della forma, questo canale di collegamento sarà rinato, acquisterà la vitalità. Ci viene richiesto solo di fare uno sforzo per realizzarlo, e all’interno di esso, scopriremo che è vivo.
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(Dalla Prima Parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.01.2014 – Workshop)

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Un cuore che parla a un altro

Quando ascolto un amico che parla durante il workshop sono incorporato nelle sue parole senza dubbi o critiche. Percepisco quello che dice come la più importante opinione e desidero essere incorporato in esso, per collegarlo in modo che in realtà diventa la mia opinione. Voglio che le sue parole tocchino il mio cuore e giochino con esso come su corde. Questo è come mi relaziono a tutti coloro che parlano.

Non critico quello che dicono in alcun modo, ma semplicemente voglio essere inserito nello stesso pensiero. Noi ci apriamo gli uni agli altri e siamo totalmente candidi mentre parliamo da cuore a cuore. Ognuno cerca di annullare completamente le sue critiche in modo che non ci sarà nessuna barriera che blocca le parole degli amici e così penetreranno direttamente il mio cuore, come se le avessi detto io stesso, pienamente fiducioso che sia corretto.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.01.2014, Workshop)

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Un’unica Luce, molte diverse espressioni

L’1% dell’umanità che vuole scoprire il Creatore è costretta a stabilire una connessione con Lui e con tutto il resto degli uomini. Questa è la ragione per cui ci è stato dato questo desiderio. Infatti, lo scopo della creazione è nascosto nel 99% dell’umanità, mentre l’1% è chiamato a comportarsi secondo la diretta volontà del Creatore. Dunque, il nostro unico compito è di servire il 99%.

Domanda: Il loro scopo, quello del 99%, è di avere una buona vita nel mondo fisico usando il metodo del sostegno reciproco e della connessione reciproca, mentre il nostro scopo è il Creatore. Come si possono mettere d’accordo queste due posizioni? Questi due scopi, quello materiale e quello spirituale, come si uniranno alla fine?

Risposta: Per te si tratta di uno scopo spirituale perché tu devi richiamare la Luce e scoprire il Creatore in modo d’avere qualcosa da passare agli altri. Ad ogni modo, tu stai già passando la Luce nella forma che è giusta per loro.

Noi riceviamo la Luce superiore nella forma della nostra Luce che Ritorna, mentre le masse ricevono da noi la forza, la guida, e le soluzioni sotto forma del metodo del sostegno reciproco e della reciproca connessione. Sebbene il loro scopo sia materiale, la Luce che opera dall’interno passa a loro attraverso di noi e allora essi percepiscono i cambiamenti nei loro pensieri e nei loro sentimenti.

Sotto l’influenza della Luce, noi sentiamo che qualcosa è cambiato internamente mentre gli altri non lo percepiscono, sebbene anche loro stiano cambiando con il tempo. Ora, gli uomini stanno cercando un modo per progredire e questa esigenza ha origine da qualche forza interiore. Essa li cambierà, e allora, improvvisamente, essi incominceranno a vedere il mondo in modo diverso e a giudicare ciò che sta succedendo a loro stessi in modo diverso. Questa è la conseguenza dell’influenza della Luce che Corregge.

E’ la Luce e non noi che lo realizza internamente, mentre noi dobbiamo solamente creare la connessione tra il Creatore ed ogni altro uomo. Questa infusione dovrebbe attraversare tutta la creazione seguendo il filo di Einf Sof (l’infinito) che passa da Ein Sof fino al più piccolo ed infimo dei livelli. Infine, se la conoscenza dell’unione arriverà agli uomini da noi, ci porterà necessariamente alla vita, e le cose inizieranno a migliorare.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 01.06.2012 “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah“)

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Unire o di diventare uniti?

Domanda: Con cosa dovrei associarmi: il desiderio di unire tutti o di diventare uniti?

Risposta: Prima di tutto, noi ci associamo con il desiderio di diventare uniti. Certamente! Noi usciamo dal centro verso la periferia.

Devo dire a me stesso che sono il centro del mondo, il centro del gruppo. Questo è affermato negli articoli del Rabash. Cioè, l’azione è mia, ma non conosco le azioni degli altri. Ecco perché devo affermare che tutto dipende da me, e se mi correggo, con questo voglio correggere tutto il mondo. E se io lo conduco in un senso o in un altro, poi dipende da me come cambierà.

Quindi, prima di tutto, viene il mio unirmi a tutti loro, e poi il mio desiderare di unirmi a loro. Cioè, il mio obiettivo è il funzionamento dell’ego. Noi non lo uccidiamo, non corriamo via da lui, ma ci eleviamo al di sopra di esso. Per “elevarci” intendiamo che lo controlliamo. Questo è ciò che una persona possiede e nient’altro.
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(Dalla preparazione al Congresso di Krasnoyarsk, 13.06.2013)

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Una nazione unita da scintille

Domanda: Che cos’è la “Nazione di Israele“?

Risposta: La “Nazione di Israele”, proprio come ogni altra nazione, è un insieme di diverse persone, ma, a differenza delle altre nazioni, queste persone sono unite in base al principio speciale di “Ama il prossimo tuo come te stesso“.

Una volta, gli uomini vivevano in tribù nell’antica Babilonia, e poi si sono divisi e dispersi in differenti direzioni e differenti nazioni, materialmente collegate tra loro, sono state create attraverso i loro desideri materiali.

In quei giorni, Abramo raccolse intorno a sé circa quattro o cinque mila uomini sui molti milioni che componevano l’umanità nell’epoca di Babilonia. Coloro che si unirono ad Abramo erano uomini nei quali ardeva una scintilla per qualcosa d’altro, la scintilla che risveglia gli uomini a porsi al di sopra della natura. Questi uomini lo seguirono con grandi speranze, nell’attesa di trovare il Creatore.

Essi ricevettero da Abramo il metodo per la rivelazione del Creatore che permette ad un uomo di imparare ad amare gli altri al fine di conseguire l’amore per il Creatore grazie a questo.

Questo gruppo lasciò la Babilonia ancor prima della grande diaspora e con il tempo diventò la nazione di Israele. Primo, le scintille non erano unite e tutti avevano dei desideri differenti e non potevano unirsi.

Tuttavia, Abramo iniziò a lavorare con loro e ad unirsi a loro attraverso un’idea comune ed un solo obbiettivo, attraverso la percezione che è al di sopra del desiderio egoistico.

Egli agiva in base al principio che “l’Amore copre tutte le trasgressioni”. Però, gli uomini possono sentire l’amore solamente se il desiderio per il piacere cresce in loro. Essi acquisiscono una sufficiente forza per rifiutare il piacere e quando lo superano, ascendono all’amore. In caso contrario, l’indifferenza e la divisione tra loro può annullare ogni scintilla.

La dinastia dei nostri progenitori, Abramo, Isacco, e Giacobbe inizia qui. Il gruppo adempì la sua misura di iniziale unità, e allora una nuova ondata di ego lo coprì e, di conseguenza, il successo e l’insuccesso dei tentativi di unirsi si trasformarono in una specie di lavoro che noi chiamiamo l’ “esilio in Egitto”.

E’ lo stesso gruppo. Non importa in quale tenda abiti, cosa studi, ed in cosa si impegni, il suo stato attuale è chiamato semplicemente “Egitto”. “Il Faraone” compare tra gli amici, nell’odio reciproco, e nella Torà, e nel metodo con il quale Giuseppe sostiene il gruppo, e poi, in Mosè.

Infine, il “gruppo di studio” raggiunge uno stato insopportabile perché l’ego semplicemente li divide ed essi non sanno cosa farci. Essi vogliono connettersi e realizzare una connessione reciproca tra di loro, ma l’ego li separa così tanto che essi si trovano in un vicolo cieco.

Allora, non solo non capiscono, ma entrano anche in un nuovo stato dove c’è un bisogno essenziale e vitale di scappare dal “re dell’Egitto”, per uscire dall’amore per sé e superarlo.

Immaginate quanto forte dovete essere per odiare l’ego, quanto repulsivo ed insopportabile deve sembrare in modo che possiate “saltare” e porvi al di sopra di esso. Semplicemente non avete la forza per entrare in contatto con esso, e questo odio vi solleva. Questo è il significato di “esodo dall’Egitto”.

Tuttavia, la fuga non è sufficiente. Come ci dovremmo unire adesso? Dobbiamo comunque coesistere con l’ego. In questo stato, i figli di Israele si trovano davanti al “Monte Sinai“, non al di sopra dell’odio, piuttosto, intorno ad esso. Allora, arriva la Luce, e grazie ad essa, i figli di Israele arrivano a capire come potersi unire nel modo corretto, il che significa usare ed in che misura usare l’odio al fine di unirsi al di sopra di esso.

Essi iniziano a lavorare reciprocamente in modi diversi, ed è impossibile farlo senza incorporare la forza negativa. Al fine di ricevere la forza positiva, essi fanno un patto tra di loro,  tra di loro e la Luce, il Creatore. In questo modo, la loro auto-correzione inizia.

Il gruppo è lo stesso gruppo, ma da adesso in poi è una nazione poiché adesso essi sono veramente uniti come ogni altra nazione, ma sono uniti nel desiderio collettivo, nelle scintille della dazione.

La base della loro unione non è il normale desiderio materiale di una bella vita in questo mondo, ma la necessità di vivere nel Creatore, in Colui che è superiore. Infatti, anche i figli di Israele sono attirati dal una “bella vita”, ma dietro a queste parole, c’è già un diverso significato. Il senso di ciò che effettivamente è “bello” cambia.
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(Dalla 3.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 22.02.2013 “Il Sostegno Reciproco”).

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Inseguire la propria coda

Baal HaSulam, “La Pace”: Rabbi Akiva ci racconta che: “Tutto è in deposito”. Questo significa che tutto ciò che Dio ha collocato nella Creazione e che ha dato alle persone, non Lo ha dato licenziosamente, ma ha assicurato se stesso con una garanzia. E vorreste chiedere quale garanzia Egli si è dato?

A questo Egli risponde dicendo: “ed una fortezza si diffonde su tutta la vita”. Questo significa che il Creatore ha sapientemente messo a punto una meravigliosa fortezza diffondendola su tutta l’umanità, così nessuno potrà sfuggire. Tutti gli esseri viventi devono essere catturati in quella fortezza e accettare necessariamente il Suo lavoro, fino a raggiungere la loro sublime meta. Questa è la garanzia con il quale il Creatore ha assicurato se stesso, per garantire che all’atto della Creazione, non venga fatto nessun danno.

“Tutto è in deposito” significa: che io voglia o no, dovrò pagare il mio “debito” nei confronti del Creatore. La vita mi è stata data non perché io lo abbia chiesto e senza il mio consenso,  devo ancora pagare il debito. Non importa che io non lo abbia chiesto. Se ho ricevuto la vita, devo pagare per questo, e posso pagare solo raggiungendo lo scopo della creazione.

Vediamo che le sofferenze che abbiamo vissuto nel corso della storia stanno gradualmente diventando più “spirituali” e “virtuali”, e si distaccano dalla realtà. Oggi molte persone non vogliono vivere anche se hanno tutto. Una volta una persona era felice se possedeva mezzo chilo di pane al giorno ed era soddisfatta di ciò, ma circa cinquant’anni fa è iniziata l’era dello “shopping”. Oggi sta arrivando al termine e non a causa di una carenza di soldi, ma perché le persone non hanno il desiderio di fare shopping. Questo è il problema, il desiderio sta cambiando. Anche se voi offriste ad una persona un milione di dollari, questi non la stimolerebbero come prima; non desidera più niente.

Questa è l’inclinazione naturale della nostra evoluzione che ci porta ad interrogarci sul significato della vita. Quindi, cosa resta nella vita se non il cibo, lo shopping, e la ricreazione? Non c’è niente altro per cui possiamo godere. Non è un caso che il calcio e ogni sorta di distrazioni in questi giorni vengano promossi così tanto. Il procedimento è questo: munire le persone di “tranquillanti” e altre sciocchezze che siano in grado di riempire il loro vuoto interiore. In caso contrario, la gente esprimerebbe la propria rabbia per le strade invece che negli stadi.

Una persona che si sente vuota si chiede sempre di più: “Perché mi è stata data una vita che non ho chiesto io, perché vengo costretto a fare qualcosa che non voglio fare?” Perché? Egli sente come se le mani e i piedi fossero incatenati.

Questo è il motivo per cui oggi abbiamo bisogno di educazione integrale. Grazie ad essa le persone capiranno che siamo tutti connessi e dipendiamo gli uni dagli altri e che utilizzando correttamente questa relazione integrale, saremo in grado di risolvere tutti i nostri problemi.

Delle buone relazioni, in genere, sono la chiave del nostro successo sotto ogni aspetto. Potremmo avere delle macchine che sostituiscono il lavoro fisico in ogni campo e offrono tutto quello che serve. Ma noi non lo vogliamo, dal momento che non è chiaro per che cosa una persona dovrebbe godere allora. Anche ora, la maggior parte delle persone ha già tutto quello che poteva immaginare tranne che per una mancanza. Una persona è assolutamente piena, e allora? Può togliersi la vita o cominciare a uccidere gli altri, altrimenti non sentirà alcun piacere.

Noi godiamo solo quando il piacere riempie una mancanza. Ma il piacere si neutralizza immediatamente. Quindi, come possiamo evitare questo? Dobbiamo rinnovare costantemente il desiderio.

Questo è esattamente ciò che i leader mondiali hanno cercato di ottenere costruendo un’ economia moderna insinuando nella gente nuovi desideri e appagandoli. Ma questo è impossibile, dal momento che il nostro desiderio corporeo sta cambiando in termini di qualità e, infine, non vuole nulla sul livello precedente. Inseguire la nostra stessa coda per comprare una nuova lavatrice e un televisore nuovo ogni anno e per cambiare la carta da parati …? Per quanto tempo ancora possiamo prendere questo? Una persona improvvisamente scopre che i suoi desideri sono andati.

Così è giunta al termine tutta una filosofia dell’evoluzione. Non era solo un modo per fare soldi, ma un modo per rendere felici le persone. Le persone ai vertici hanno pensato di diventare più ricche fornendo tutti i beni di prima necessità e tenendoli in un circuito chiuso in modo che la gente comprasse lampadine che bruciano dopo poco tempo, stampanti con un chip integrato che smette di funzionare dopo un po’, e altri prodotti di bassa qualità. Hanno continuato a fornire incentivi in modo che la gente sentisse che vale la pena lavorare, vivere, e acquistare. Hanno continuato a rinnovare le mancanze in quanto senza una mancanza che riceve piacere, non vi è alcuna sensazione di felicità.

Avevano ragione su questo. È stato davvero un momento di prosperità in Occidente. Gli americani videro che la loro nuova filosofia si legittimava e tutti li seguirono felicemente. Ma nel frattempo il desiderio cresceva, non solo in quantità ma anche in qualità, quindi una persona non ha più bisogno di tutto questo. Non vede alcun senso nell’investire tutta la sua vita in questo. In passato la gente comprava cose senza alcuna pubblicità, ma oggi più della metà del costo di un prodotto è dovuto ai costi di pubblicità. D’altra parte, nei paesi che sono più economicamente sviluppati, la depressione, il suicidio, e l’abuso di droga sono sempre più diffusi.

Allora, dove siamo diretti? Una persona non può continuare a vivere senza sentirsi felice, eccitata, senza l’”estasi” che si sente quando la mancanza incontra il piacere. Ma si neutralizzano immediatamente se non c’è un Masach (uno schermo) tra di loro. Questo è ciò di cui parla la saggezza della Kabbalah, la saggezza di come ricevere correttamente, poiché senza una Masach, la persona scopre solo il buio.

Se le persone che prendono le decisioni fossero un po’ più sagge, accetterebbero questo. Ma nel frattempo, siamo nel mezzo del processo, per cui in ogni caso non c’è altra scelta. La mancanza deve essere in contatto con il piacere, ma solo se non si ferma. In caso contrario, non ne vale la pena. Siamo pronti a rinnovare solo le nostre mancanze animali più e più volte, ma tutto ciò che è al di là di questo è discutibile. Quindi ciò che vediamo in quasi tutti i canali TV di oggi sono principalmente programmi di cottura o di sesso, perché le persone sono di vedute così ristrette…

Speriamo di riuscire a spiegare la necessità di un Masach tra la mancanza e il piacere. Il piacere infinito poi ci darà una sensazione di vita eterna.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.03.2013, “La Pace”)

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L’umanità da cui dipende l’intera Creazione

La calunnia è il disordine, il distacco dalla connessione, e la comunicazione tra gli esseri umani al livello del parlante, ma quel che succede con una persona è proiettato a tutte le altre forme della natura che sono sotto di essa. Quindi il comportamento dell’intero sistema collettivo – compresi i mondi superiori, con tutto quello che è dentro di loro ed il nostro mondo con tutti i livelli sotto il parlante: l’animato, il vegetale e l’inanimato – dipendono solo dall’unica libera scelta che esiste in tutta la realtà. Tutto dipende dalla sola libera scelta. La corretta connessione tra le parti di quel livello che può essere raggiunta secondo la volontà delle sue stesse creature.

Questa connessione non può stabilirsi attraverso le particelle elementari e le molecole e nemmeno tra gli animali che stanno sotto di noi e nemmeno tra gli angeli che sono sopra di noi, il che significa attraverso le forze superiori. La connessione si stabilisce solo al nostro livello, il livello umano; solo questo stabilisce l’intera gerarchia di forze e di forme. Solo gli esseri umani hanno la libera scelta, e la scelta appartiene ed è collegata solo a come stabilire le relazioni corrette tra di loro al posto di quelle iniziali date dalla natura – l’odio naturale e la repulsione egoistica – piuttosto, la relazione corretta chiamata, “Ama il tuo prossimo come te stesso. In questo modo raggiungiamo il funzionamento perfetto di tutte le parti della creazione come un sistema integrale.

L’intera Torà ci parla solo della correzione delle relazioni tra gli uomini perché, attraverso di questo, l’intera natura ritorna allo stato corretto. Oltre a questo non c’è la necessità di correggere nulla.

Come prima cosa, l’umanità deve sviluppare il livello da cui comprendere che è rotta. Poi inizia a sentire che non c’è altra scelta e che deve fare qualcosa in se stessa per correggere la mancanza di coordinamento tra le sue parti separate. Altrimenti semplicemente scomparirà dalla faccia della terra, e poi si scopre il metodo della correzione.

Adesso siamo nel tempo in cui il desiderio umano e le sue caratteristiche è stato cambiato e si è sviluppato attraverso l’evoluzione sino al grado per cui abbiamo già iniziato a sentire che non siamo capaci di aggiustare il mondo, ovvero, di costruire le giuste relazioni tra di noi e, d’altra parte, dobbiamo semplicemente fare questo altrimenti non c’è futuro per noi. E quindi il metodo della correzione è stato rivelato per sistemare la giusta connessione tra gli esseri umani in modo che l’intera umanità si troverà in corrispondenza con la natura, in armonia.

In tutta l’immensità della natura, solo gli esseri umani hanno inserito un difetto nella meravigliosa armonia collettiva ed unità integrale di tutte le parti dove ognuna supporta le altre e si sente un componente di un sistema completo analogico che lavora secondo una completa reciprocità. Oggi abbiamo raggiunto uno sviluppo per cui abbiamo iniziato a comprendere che non c’è altro modo e che dobbiamo diventare consapevoli del sistema della correzione. Altrimenti, non avremo speranze di continuare la storia dell’umanità, il nostro stato è molto pericoloso.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.03.2013, Scritti del Rabash)

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La Nascita è un passo in avanti verso l’uscita dal buio

Se in un gruppo sono tutti connessi all’amore reciproco, allora tutti dovrebbero sentire ciò che sentono gli altri. Allora non ci sarebbe il caso in cui uno si sente bene e un altro si sente male; tutti sentirebbero ciò che sta accadendo in un solo cuore. Chi non condivide la preoccupazione generale non sentirà la gioia generale che segue.

Non sappiamo perché il Creatore crea improvvisamente certe situazioni in cui alcune persone sono più connesse di altre. Dipende da molti fattori e soprattutto dalla preparazione di tutti e in che misura uno sente che questo è il suo gruppo.

In questo caso anche le persone che sono sempre state parte dell’ “Egitto”, il che significa che apparentemente danneggiano i “figli di Israele” i quali soffrono a causa loro, ora hanno la stessa possibilità di avanzare verso la spiritualità. Queste due parti del gruppo hanno la stessa possibilità di avanzare e diventa chiaro che si tratta di due facce della stessa “moneta”, dello stesso stato.

Coloro che non si trovano fisicamente nel buio possono sentire come se effettivamente sperimentano la sofferenza generale, grazie alla loro adesione a coloro che hanno ricevuto il colpo. L’intero gruppo globale non può sentire lo stesso problema fisico, ma tutto dipende dalla nostra adesione, dalla connessione tra gli amici.

Poi ognuno sente un dolore estraneo, come una malattia di una persona cara. L’intero gruppo globale può condividere lo stesso dolore. Anche il mondo intero può farlo, se correggiamo noi stessi, cresciamo più forti, e ci eleviamo. Poi le onde delle nostre preoccupazioni, i diversi tipi di onde, buone e cattive, si diffonderanno in ogni direzione e faranno un “rumore” nel mondo che può essere gioioso o preoccupante. Poi lo stato generale sarà corretto insieme a noi.

La Luce è nata dal buio. Così ci sarà un risultato opposto a tutti i problemi fondamentali. Lo stato successivo è nato nel buio e ogni nascita è l’opposto. È sempre come una svolta ad un vicolo cieco.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 04.04.2013, Shamati 36)

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