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Abbiamo bisogno del terzo elemento: il Creatore


Nel Mondo dell’Infinito, il desiderio perfetto (Kli) si fonde con la Luce Perfetta in un tutt’uno. Da lì discendono uniti in questo mondo, che è il posto più basso dell’universo. Qui il desiderio si percepisce come il corpo dell’uomo e la Luce diminuisce fino a diventare una piccola scintilla che ravviva il corpo. Discendendo, questi due elementi perdono la loro unità e cominciano ad essere opposti. Tutto avviene all’interno dell’uomo ed egli deve riportarli verso l’alto, per connetterli proprio come lo erano prima della loro discesa. In questa ascesa, l’uomo riceve costantemente più desiderio di ricevere piacere, ed in contrapposizione, più Luce. Il suo compito è di unirli, renderli simili.

Per ottenere ciò, l’uomo deve negare a sé stesso di utilizzare il suo desiderio di ricevere e con l’aiuto della Luce, può trasformare il suo desiderio di ricevere in desiderio di dare. Quando il desiderio dell’uomo assomiglia alla Luce, ambedue si fondono.

Però, in seguito si rivela un desiderio ancora più grande all’interno della persona, un ego di tali proporzioni che non avrebbe neppure potuto immaginarlo prima. Ancora una volta, deve attrarre la Luce della Correzione, mediante il gruppo e lo studio, al fine di unire il suo desiderio alla Luce e trovare la somiglianza con Essa. Deve farlo in questa maniera una volta dopo l’altra in tutti i 125 livelli spirituali.

Ogni volta le sembra che abbia superato tutto il suo egoismo, però tutte le decisioni anteriori di essere fedele alla dazione e raggiungere la correzione, crollano quando rivela un grammo aggiuntivo di desiderio. Questo lo fa sprofondare di nuovo nelle tenebre, insieme all’incomprensione, all’odio ed all’incapacità di ottenere qualcosa e tutto accade perché ha ricevuto un insignificante aumento del suo desiderio. Allora deve di nuovo cercare le forze ed i mezzi della correzione e per farlo, ha bisogno di un terzo elemento: il Creatore. Tutto ciò è stato deliberatamente predisposto, affinché, procedendo dal basso verso l’alto e sentendo un’oscurità sempre maggiore all’interno del nostro crescente desiderio, desideriamo correggerci e sentire che necessitiamo l’uno dell’altro, così come il Creatore.

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Il melograno è il simbolo dei desideri dell’anima

laitman_2009-07_0211La domanda che ho ricevuto: Durante una tua lezione hai detto che l’anima di un uomo è fatta di 613 desideri egoistici e che l’uomo deve trasformarli/ correggerli nella dazione richiamando la Luce mentre studia la Kabbalah, arrivando così alla qualità di “ama il prossimo tuo come te stesso”.

Questa correzione dei 613 desideri è chiamata l’osservanza dei 613 comandamenti. Hai anche detto che l’anima è come un melograno che contiene 613 semi nello stesso modo in cui l’anima è fatta di 613 desideri. Ma chi ha fatto questa verifica?

La mia risposta: Hai fatto una descrizione corretta. C’è un articolo sul melograno che riporta un progetto in cui dei ricercatori hanno preso dei melograni da diversi paesi e hanno contato i semi. Ogni melograno aveva un numero diverso di semi- alcuni meno di 613 e altri di più, ma il numero medio era di 613 semi.

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Tutto ciò che è inutile, è dannoso

laitman_2009-05-xx_ny_00121Abbiamo due parti: il corpo fisico e l’anima. Al corpo, in accordo al suo sviluppo sociale, manca il “necessario” per un livello medio di vita. Tutti gli altri sforzi devono concentrarsi sullo sviluppo dell’anima, perché è l’unica ragione della nostra esistenza.

Tutte le attività nel nostro mondo che non abbiano nessuna necessità vitale, di fatto sono dannose, poiché fanno deviare la gente dallo sviluppo spirituale e le impediscono di fare la correzione seguendo il cammino rapido. Complicano la nostra vita, riempiendola di piaceri effimeri, e quanti sforzi ci costa liberarci da tutte queste scorie e cominciare a discernere ciò che realmente è importante per noi!

Comunque, tutto il mondo da un’enorme importanza proprio a queste scorie, incrementando sempre di più la loro importanza e la loro falsa necessità. Il risultato è che tutta l’umanità si dedica ad attività inutili.

Se le persone, incluso quelle che ancora non provano a scoprire il mondo nascosto, ricevessero un’educazione adeguata, questa le condurrebbe allo sviluppo corretto ed il nostro mondo avrebbe un aspetto completamente differente.

Però in realtà, tutte le nostre attività inutili, conducono soltanto il mondo all’attuale stato di crisi …

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A chi chiediamo il perdono nel Giorno dell’Espiazione?


Ho ricevuto una domanda: a chi devo chiedere perdono nel Yom Kippur, se la Kabbalah mi insegna che non esiste niente al di fuori di me?

La mia risposta: anzitutto, dobbiamo chiedere perdono ai nostri amici. Se una persona non ha il perdono di tutti, allora non avrà niente per dirigersi al Creatore. Però, cos’è il perdono nella spiritualità?
Il perdono è la rivelazione del mio stato presente, che posso correggere, in contrasto con i desideri che non potrei neppure approfondire, sistemare e chiedere la loro correzione. Devo discernere i miei desideri gradualmente ed avanzare passo dopo passo.

Il perdono (Slihot) e Yom Kippur (il Giorno del Perdono) sono la rivelazione del vaso rotto (Kli) o l’anima. La verifichiamo e la compariamo con lo stato della correzione totale: Purim. Per questa ragione chiamiamo lo stato opposto, non corretto, che riveliamo Ki-Purim, come Purim.

Per tanto, Yom Kippur simboleggia un momento nel quale la persona chiede veramente perdono per tutti i suoi “peccati”, però non lo desidera soltanto perché è scritto in qualche trattato, ma perché scopre quanto sia opposta al suo stato finale, che ha la capacità di visualizzare. Questo stato è l’unità di tutte le anime per raggiungere l’equivalenza con il Creatore, la forza ed il desiderio di dare e di amare.

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L’attività maggiore si effettua all’interno dei nostri desideri (Avanzato)


Ho ricevuto una domanda: nel nostro mondo, siamo abituati a pensare che il progresso si esprima sempre attraverso azioni proattive. Però le azioni delle quali lei parla assomigliano di più ad una riflessione interiore, ad una meditazione, nella quale, l’unica cosa che dobbiamo fare, è percepire il mondo in maniera diversa. In questo caso, come esprimo una qualche attività?

La mia risposta: la sua attività si esprime all’interno dei suoi desideri. Dopotutto, non esiste nient’altro nell’esistenza oltre ad essi. Il nostro corpo non è altro che un animale che pascola nel campo per sopravvivere. Quante più azioni lei realizza al di là e al di sopra di ciò di cui necessita per la sua sopravvivenza, tanto più si vedranno sminuiti i suoi sforzi interiori per comprendere lei chi è, dove si trova, la ragione della sua esistenza e ciò che accade nel mondo che la circonda. Questo è ciò che la riflessione interiore realmente è.

Se invece di provare ad analizzare sé stesso in questa maniera, trascorrerà il tempo in diverse azioni meccaniche, allora si priverà dei suoi sforzi interiori e come risultato, danneggerà sé stesso ed il mondo. L’unica cosa che deve fare una persona in questo mondo, è realizzare quelle azioni che siano vitali per il suo corpo, mentre consacra il resto del suo tempo al suo sviluppo interiore. Questa è l’esatta maniera in cui si raggiunge l’armonia con la Natura, la quale ci spingerà a conservarla.

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Ci troviamo alla soglia del grado umano

rav_nature11Ho ricevuto una domanda: diciamo che sto realizzando un’azione interiore e non un’azione esteriore meccanica. Qual è la forza interiore che spinge questa azione? E qual è il suo significato?

La mia risposta: tutto il significato delle nostre azioni sta nel rivelare la realtà mediante grandi sforzi. Ciò costituisce il lavoro di una persona nel nostro mondo. L’individuo giunge in esso per prendere coscienza del suo male, il male della sua esistenza. Sono d’accordo che questa presa di coscienza arrivi gradualmente, che sia ad ogni persona individualmente, a nazioni intere o anche a civilizzazioni. Succede a tempo debito, in conformità alla piramide che compone la struttura dell’umanità.

Però alla fine, ogni persona ha bisogno di prendere coscienza del male, cioè di comprendere che l’esistenza materiale dell’umanità non ha valore e che siamo incapaci di correggerla, neppure per riuscire ad essere animali corretti che vivono bene.

Anche se potessimo correggere la nostra esistenza corporea ed ottenere che i nostri corpi si sentano bene, saremmo come vacche in uno sconfinato prato verde. La vacca ha la luce del sole, l’acqua e tutto ciò che può desiderare, però in qualche momento la sua vita giungerà a termine. Un giorno il pascolo finirà, così come sua la vita e questo sarà tutto. Questo pensiero, che la vacca non ha, all’improvviso comincia a tormentare tutti gli individui, una volta arrivati ad un determinato livello di sviluppo.

La maggioranza delle persone non pensano a questo, o meglio cercano di dimenticarlo, però alla fine, la persona si sviluppa a tal punto, da cominciare ad interrogarsi sulla ragione di tutto. Essa si chiede: “Che scopo ha?”. Inoltre se vede una fine inevitabile davanti a lei e la vede chiaramente, tutto il pascolo che la circonda le da fastidio. Non le arreca più nessun piacere, se sa che un giorno tutto avrà fine.

A quel punto, la persona non desidera vivere il momento. Ed è allora che i discernimenti ed una complessa battaglia interiore, cominciano a svilupparsi dentro di lei. Vuole continuare a godere dei piaceri che può ricevere oggi, dimenticandosi del domani, o deve vivere per il futuro ed esistere solo per esso?

Questa è la decisione che la persona deve prendere: vivere al momento e non pensare al futuro, come se non esistesse, o vivere per il futuro e non preoccuparsi del momento presente? È una delle due. Se penso soltanto al presente, vengo definito un animale e se penso al futuro, vengo definito un essere umano. Quando una persona comincia a sperimentare questa sensazione, si dirige verso la scienza della Kabbalah. Lo fa per disperazione, perché non riesce a trovare il significato dello sviluppo materiale dell’umanità. La saggezza della Kabbalah spiega all’individuo la ragione per la quale tutto è stato creato e come può continuare ad avanzare.

Anche le altre scienze confermano che l’attività dell’uomo in questo mondo è intrinsecamente imperfetta e che lo stiamo distruggendo. Dobbiamo prendere dal mondo non più di quanto fanno gli animali. Dopotutto, il nostro corpo è un animale. Il resto dei nostri sforzi dobbiamo consacrarlo allo sviluppo spirituale, con il fine di elevarci al grado “umano”. È verso questa direzione che la Natura ci spinge: a raggiungere il livello umano.

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Il mondo intero è un vaso frantumato

laitman_2009-05-27_8144_w1Ho ricevuto una domanda: cosa può fare una persona normale per accelerare l’avanzamento della società verso la correzione?

La mia risposta: oggi giorno è sempre più evidente che il mondo intero è un vaso unico che si è fatto a pezzi. Qualunque persona di questo mondo, dopo aver ascoltato la spiegazione corretta, sarà d’accordo sul fatto che il mondo debba connettersi in una maniera positiva. Ogni individuo comprenderà che questa è l’unica maniera di ottenere una buona vita.

In altre parole, è imperativo che ci connettiamo al livello dell’anima, per raggiungere la correzione. Il corpo è soltanto il guscio esteriore. Per questo, oggi nessuno può evitare o desiderare di non essere parte di questo processo. In ogni angolo del mondo, la gente ha sentito parlare della crisi e risente delle sue conseguenze in una maniera o nell’altra.

Ci sono persone che sentono la crisi generale, tanto interiormente quanto esteriormente, esse percepiscono che la connessione tra le anime, manca di dazione interiore (non materiale), al di sopra della natura egoistica dell’uomo. Però l’umanità ancora non riflette su questo neanche per un momento, anche se è già più vicina a capire che deve correggere il suo egoismo ed utilizzare sempre di più le forze positive di ogni individuo.

Non ci sono stati cambiamenti significativi nel mondo, però adesso c’è la comprensione generale che prima della crisi, l’umanità avanzava in un senso totalmente opposto a quello spirituale. Il mondo stava cercando di arrivare alla realizzazione massima dell’egoismo, mentre pochi individui con il punto nel cuore (i cabalisti) si elevavano al di sopra di esso e lo utilizzavano per la dazione. Oggi giorno entrambi i processi avanzano nella stessa direzione perché tutto il mondo comincia ad accettare che l’egoismo è cattivo e deve essere corretto.

Certamente stanno pensando alla correzione nel loro livello. Non importa, ciò che importa davvero, è che la direzione adesso sia la stessa. Precedentemente c’erano persone a favore dell’egoismo, altre erano contrarie; adesso tutte gli sono contrarie. Si dice che se non le controlliamo, se non troviamo qualche sorta di regolatore, ci sentiremo male. Tutti stanno parlando di un regolatore. Alcuni parlano di un regolatore a livello materiale ed altri di un altro tipo di regolatore, ad un livello più elevato.

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L’uomo è l’unica cosa nella realtà che necessita di correzione


Ho ricevuto una domanda: negli ultimi anni, i mezzi di comunicazione di massa russi, hanno manipolato diffusamente l’opinione pubblica. Per di più, l’influenza che ha creato il flusso e la densità di queste informazioni oltrepassa le normali esigenze della gente, così come la sua abilità di elaborarle ed assorbirle. Ciò significa che la sua percezione è per definizione distorta, sbagliata e nociva, a prescindere da ciò di cui tratta il loro contenuto. Potrebbe darmi il suo commento al riguardo?

La mia risposta: solo l’educazione e l’istruzione possono compensare questa situazione. Dobbiamo agire nelle condizioni in cui ci troviamo, nella realtà esistente, senza cercare di distruggerla. Esiste solo una cosa nella realtà che deve correggersi, ed è l’uomo.

Il punto di vista della Kabbalah è il seguente: diciamo che abbiamo una pillola che possiamo diluire nelle scorte di acqua di una città e che quando la gente beve quest’acqua, diventa più intelligente, con meno pregiudizi e più buona. Dunque, se avessimo quest’opportunità, per nessun motivo dovremmo sfruttarla. Ciò che è necessario, è una correzione cosciente in tutti i sensi.

Di conseguenza, gradualmente dobbiamo aiutare la gente a sentire la necessità di correggere i suoi attributi. Una persona deve riuscire a prenderne coscienza da sé. Il motivo è che tutto l’abisso fetido dell’egoismo deve rivelarsi per prima cosa. Ci arriva dalla Natura, essa fa nascere intenzionalmente in noi attributi interiori che sono opposti alla spiritualità, affinché ci rendiamo conto che dobbiamo andare al di sopra di questo stato opposto.

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Il livello sociale non ha importanza nella spiritualità

michael-laitman_3412Ho ricevuto una domanda: perché la gente che ha milioni di dollari ed ha apparentemente raggiunto la tranquillità ed il benessere totale, all’improvviso va alla ricerca di un ulteriore milione? Perché, anche in maniera inconscia, la domanda sullo scopo della vita non nasce in queste persone?

La mia risposta: in primo luogo, la domanda sullo scopo della vita non ha alcuna relazione con quanti milioni una persona possa avere. Esistono miliardi di persone in questo mondo, le quali non si interessano nemmeno remotamente di conoscere lo scopo che c’è dietro le loro esistenze, anche se molte di esse si trovano in circostanze molto precarie. Lo stile di vita di una persona non ha niente a che vedere con il risveglio del suo punto nel cuore.

Ognuno di noi ha il suo scopo nella vita. Alcune persone sono nate intelligenti ed altre no. C’è chi riuscirà a diventare presidente e chi pulirà le strade. Un individuo non sceglie la sua professione, né il suo scopo nella vita, né se sarà ricco o povero.

Il punto nel cuore si sveglia nell’individuo nel momento in cui comincia a rivelare il male nella sua normale esistenza. Ciò accade in funzione del suo sviluppo personale. Questa persona comincia a capire che in un determinato momento, in qualche modo morirà e tutti i milioni che ha cercato nella sua esistenza, sono serviti solo per servire la società che gli ha imposto i suoi valori.

Se la società della quale è parte, non lo considera un essere umano, a meno che abbia dieci milioni di dollari sul suo conto in banca, allora ciò lo influenzerà in maniera definitiva. Si sforzerà di realizzare ciò che il suo ambiente gli dice di fare.

Allo stesso modo, se qualcuno va in India e sale su una montagna per meditare, allora non avrà bisogno che di una ciotola di riso al giorno. In questo modo una persona riceve l’influenza della società che la circonda. Nonostante ciò, in ambo i casi, il punto nel cuore può svegliarsi.

Questo dipende dalla funzione che la persona ha nel sistema generale delle anime.

Se è arrivato il momento che si svegli, si deve al fatto che appartiene ad un sottosistema che adesso deve realizzare una correzione nel sistema delle anime. Di conseguenza, comincerà ad ascendere spiritualmente. Il suo livello sociale non ha nessuna relazione con questo.

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Scalando la montagna del nostro egoismo (avanzato)


Ho ricevuto una domanda: sento che si sta rivelando dentro di me un male sempre maggiore, in accordo con il lavoro che realizzo. So che dovrei dare al gruppo, secondo il principio di “ama il tuo prossimo come te stesso”, però sono stupefatto per tutto il male ingiustificato che esiste lì … cosa devo fare?

Non sono stato capace di dare e di adempire alle mie funzioni nel gruppo. Mi sono persino allontanato da esso. Adesso percepisco che sto seguendo il principio “ogni persona giudica secondo la propria carenza”, inoltre non ho più il desiderio di dare perché mi sento insicuro. Non posso separare la mia mente o il mio cuore da questo problema. Cosa fare per continuare?

La mia risposta: lei deve smettere del tutto di criticarli o considerarli come un problema. In realtà è soltanto lei che li percepisce in questo modo. Ognuno di noi ha un desiderio non corretto e quando ci eleviamo al di sopra di esso, raggiungiamo il Mondo dell’Infinito.

Il desiderio, in tutti i cinque mondi non è corretto. Quanto più grande è il suo desiderio, migliore sarà lei una volta che lo avrà corretto. Per ora, deve fare ciò che le si richiede ogni volta. In questa maniera procederà, passo dopo passo, verso la meta, correggendo il suo desiderio. Così scaleremo la montagna.

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