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A cosa servono i comandamenti?

Domanda: Che posto occupa l’osservanza fisica dei comandamenti nell’opera spirituale?

Risposta: Tutti i comandamenti sono semplicemente espressioni di leggi spirituali nel nostro mondo. Purtroppo, la loro osservanza fisica non produce alcun risultato. Ciò è confermato dal fatto che, nonostante due secoli di osservanza dei comandamenti da parte degli Ebrei, la nostra condizione è solo peggiorata.

Nel codice di leggi, lo Shulchan Aruch, ci sono molte regole che parlano dell’amore per il prossimo, di relazioni corrette e gentili tra le persone. Ma le trascuriamo come se fossero state scritte per i bambini e non per noi.

Riteniamo, ad esempio, che la cosa più importante sia eseguire il rito del lavaggio delle mani. Eppure questo rituale parla di purificare le nostre mani dall’egoismo, dal desiderio di prendere il mondo intero per noi stessi. Lo stesso vale per tutti gli altri comandamenti.

Si dice che “un comandamento senza la corretta intenzione è morto”. Pertanto, se li osserviamo solo nella forma fisica, purtroppo non otterremo alcun risultato positivo, se non un egoismo sempre crescente che divide sempre più l’intera nazione, comprese le persone religiose.

Siamo giunti a uno stato in cui il ritorno alla condizione di connessione tra noi diventa obbligatorio; senza di essa l’umanità si indirizzerà verso la distruzione. E se prendiamo in considerazione i libri dei nostri saggi, vedremo che parlano proprio di questo.
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Da una conferenza pubblica a New York, 20/07/15

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Quali sono i vantaggi di vivere secondo le leggi della Torah?

Innanzitutto, cosa significa vivere secondo le leggi della Torah? Non significa compiere meccanicamente determinate azioni o rituali. Tutto ciò che dovremmo ricevere dalla Torah ha il solo scopo di aiutarci a vivere meglio, il che significa vivere in maggiore sintonia con lo scopo della creazione, in maggiore connessione con gli altri e in maggiore somiglianza con la qualità della dazione e dell’amore.

Quando le persone affermano che la Torah le aiuta perché adempiono ai comandamenti, la vera domanda è: cosa c’è dietro queste azioni? Agiscono per dare, per elevarsi al di sopra del loro egoismo, cioè dei loro innati desideri egoistici? Oppure compiono atti di dazione per ricevere qualcosa in cambio, come onore, sicurezza o ricompensa in questo mondo o nell’altro? Non possiamo discernere immediatamente questo dentro di noi. Dobbiamo progredire ulteriormente. Man mano che avanziamo, mentre approfondiamo il nostro lavoro interiore, iniziamo gradualmente a vedere la nostra vera intenzione. La Torah diventa uno specchio che ci rivela se agiamo per il bene della dazione o per il nostro tornaconto personale.

È possibile raggiungere stati in cui la Torah sembra proteggerci, in cui proviamo gioia, ascesa e sostegno lungo il cammino. Ma dobbiamo capire che non siamo ancora nello stato di correzione finale ( Gmar Tikkun ). Pertanto, non possiamo rimanere costantemente in uno stato ideale di gioia ininterrotta ed elevazione. Il nostro cammino è costruito da ascese e discese. Attraverso di esse, ci avviciniamo gradualmente alla completezza.

Vivere secondo le leggi della Torah significa usarle come mezzo di correzione, affinché, un passo alla volta, attraverso il controllo, l’osservazione interiore e la rivelazione delle nostre intenzioni, ci avviciniamo allo stato di correzione completa.

Basato sulla lezione quotidiana di Kabbalah del 6 marzo 2024 con il Kabbalista Dr. Michael Laitman su “Tutto il lavoro è solo dove ci sono due vie – 1” di Baal HaSulam.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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È importante seguire i comandamenti fisici per la crescita spirituale?

Tutti i comandamenti o  Mitzvot  non sono altro che espressioni di leggi spirituali travestite da azioni del nostro mondo. Di per sé, gli atti fisici non hanno alcun potere indipendente. Quando una persona li esegue solo esteriormente, meccanicamente, senza correzione interiore, non producono alcun risultato spirituale. Lo vediamo chiaramente nel modo in cui, nel corso delle generazioni, le persone hanno osservato i comandamenti nella loro forma esteriore, intensificando nel contempo la loro divisione interiore, l’odio e l’egoismo. Ciò dimostra che manca qualcosa di essenziale.

Prendiamo lo  Shulchan Aruch . Oltre a istruzioni rituali dettagliate, parla ampiamente dell’amore per gli altri, di relazioni corrette e gentili tra le persone. Ma trattiamo queste parti come secondarie, quasi infantili, come se non fossero destinate ad adulti seri. Invece, eleviamo il rituale esteriore al di sopra di tutto il resto. Ad esempio, il rito del lavaggio delle mani. Nel suo significato interiore parla di purificazione dall’egoismo, dal desiderio di appropriarsi di tutto per il proprio beneficio. Non si tratta di acqua in senso fisico, ma di purificazione dell’intenzione. Lo stesso vale per tutti i comandamenti. Ognuno di essi indica una correzione interiore del cuore, cioè dell’intenzione che poniamo nei nostri desideri.

È scritto che “un comandamento senza intenzione è morto”. Intenzione significa l’obiettivo di correggere la nostra natura egoistica e orientarci verso la qualità dell’amore, della dazione e della connessione. Senza questo lavoro interiore, l’osservanza esteriore rimane vuota. Peggio ancora, può persino rafforzare l’egoismo, perché una persona inizia a sentirsi giusta semplicemente compiendo azioni, mentre il suo atteggiamento interiore verso gli altri rimane immutato. Questo non fa che approfondire la separazione e la divisione, anche tra coloro che si considerano religiosi.

Oggi abbiamo raggiunto uno stato critico. Il ritorno alla connessione tra noi è diventato una necessità. Senza ripristinare la responsabilità reciproca, l’amore per gli altri e l’unità al di sopra delle nostre differenze, l’umanità si dirigerà verso la distruzione. Se apriamo i libri dei nostri saggi, come  lo Zohar , gli scritti dell’ARI e quelli del Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), vedremo che parlano principalmente di unità, della correzione del cuore e della rivelazione del Creatore nella connessione tra noi.

I comandamenti sono stati dati come mezzo per trasformare l’egoismo in amore. Se torniamo al loro significato profondo, torneranno a vivere. Altrimenti, il loro involucro esteriore non ci salverà.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è il significato dei Tefillin?

L’atto fisico di indossare i Tefillin  è solo un simbolo della comunicazione spirituale con la forza superiore dell’amore e del dono. I Tefillin  simboleggiano la correzione che subiamo nei nostri desideri e pensieri per entrare in equivalenza di forma con la forza superiore.

Secondo la saggezza della Kabbalah, la nostra materia è un desiderio di ricevere che si divide in 613 desideri, che dobbiamo correggere. “Correggere un desiderio” significa cambiare l’intenzione del desiderio da un beneficio personale a un beneficio per gli altri.

Il contenuto dei Tefillin  è costituito da quattro Parshiot  (sezioni) che corrispondono al nome della forza superiore ( [י-ה-ו-ה]), attraverso cui chiediamo alla forza superiore di aiutarci ad amare gli altri.

Indossare i Tefillin al mattino esprime il desiderio di ricevere la forza per correggersi durante la giornata. È importante notare che l’azione fisica di indossare i Tefillin non apporta correzioni di per sé. La correzione dipende da come lavoriamo con le nostre intenzioni e azioni. Questo è anche il caso di tutte le Mitzvot  (comandamenti); in senso fisico, servono solo a ricordare la necessità di compiere atti interiori di correzione.

A proposito delle correzioni che i Tefillin simboleggiano, è scritto: “E li legherai come segno sulla tua mano” (Deuteronomio 6:8), cioè la mano sinistra simboleggia l’ego che deve essere corretto. Inoltre, “E saranno per i tuoi occhi” (Deuteronomio 6:8) significa che quando correggiamo i nostri desideri e pensieri, raggiungiamo l’equivalenza di forma con la forza superiore.

In breve, i Tefillin simboleggiano la correzione dei nostri desideri e dei nostri pensieri attraverso i quali arriviamo alla rivelazione del Bore, la forza superiore dell’amore e della donazione che risiede nella realtà.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.  

Qual è il comandamento più importante e perché?

È difficile classificare i comandamenti in più o meno importanti, ma Rabbi Akiva ha spiegato che “Ama il tuo prossimo come te stesso” è il più importante di tutti i comandamenti.

Questo poiché “Ama il prossimo come te stesso” comprende tutte le correzioni che dobbiamo subire per cambiare la nostra innata natura egoistica  nella natura superiore dell’amore e della dazione. Questa trasformazione avviene lavorando per relazionarci con gli altri come ci relazioniamo con noi stessi. 

Questa trasformazione da egoista ad altruista ci porta all’adesione con il Creatore, la qualità dell’amore, della dazione e della connessione, che è anche la scoperta dello scopo della creazione, a cui la Torah doveva condurci.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.    

Perchè è arrivato il virus?

Commento: Il mondo attualmente è in subbuglio per una nuova variante del coronavirus. Il mondo non sa quasi nulla su questa nuova variante che sta già causando danni irreparabili al benessere della gente in tutto il mondo.

Li ha privati della sicurezza che il peggio era passato, e questo ha rallentato l’uscita dalla crisi economica, dopo due anni di pandemia.  Ha rubato il mondo di ogni certezza.  Anche se la paura della nuova variante di coronavirus, alla fine, si rivelerà esagerata, il danno ormai è fatto, la speranza che la pandemia fosse finita è stata rimossa.

In principio tutti pensavano: “va bene, soffriamo un po’, e poi inizierà la crescita economica”.

La mia risposta: No!  Non ci sarà alcuna crescita. Pian piano crolleremo, scenderemo, perché psicologicamente, il mondo non ha bisogno di progresso.  Non ha più bisogno di crescita economica. No!  E’ meglio non avere nulla.

Domanda: E allora cosa succederà?  Come farà il mondo a vivere in questo caso?

Risposta: vivrà in maniera silenziosa, silenziosa, e ancora di più silenziosa.  Quello che arriva ci fa bene.

Domanda: Quindi credi che questo virus mostra correttamente l’opposto, che non c‘è alcun bisogno del progresso economico?

Risposta: Sì, ci insegnerà tutto: come relazionarci tra di noi, alla natura, alla società, a tutto. Altrimenti tutto peggiorerà.

 

 

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From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 12/2/21

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La gioia del comandamento

Un comandamento è un’opportunità per fare qualcosa per compiacere il Bore’. E più difficile è la condizione, che nel mio egoismo non percepisco come piacevole, meglio è. Dopotutto, questo significa che non ho una motivazione egoistica in questa azione, ma agisco contro il mio egoismo.

Quindi è davvero chiamato un comandamento, cioè io eseguo le istruzioni del Bore’ per avvicinarmi a Lui nonostante la resistenza del mio egoismo.

La gioia del comandamento è che posso agire contro il mio desiderio di ricevere sempre di più ogni volta. Potrebbe sembrare un piccolo risultato, ma la cosa principale è che dovrebbe riguardare l’unificazione. Tutto ciò di cui ho bisogno è la connessione con gli amici e la lezione quotidiana: questi sono due strumenti per avvicinarmi al Bore’.

Se soddisfi sia la prima che la seconda condizione ogni giorno, la giornata non è andata sprecata. È così che devi considerare la tua vita, che così fluirà in modo significativo e porterà un risultato speciale.

 

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Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17/11/2020 “Work With Faith Above Reason”

 

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Cosa significa rispettare i comandamenti?

Domanda: Cosa significa rispettare i comandamenti?

Risposta: Rispettare i comandamenti significa realizzare le condizioni della nostra interconnessione, cioè la connessione fra noi.

Essere connessi tra di noi nell’unico sistema di Adamo è un comandamento.

Sebbene questo sistema sia costituito da desideri egoistici, costruendo connessioni altruistiche tra le sue parti, esso diventa simile al Creatore, la qualità della dazione. Questa qualità si rivela proprio nel sistema, nella misura in cui diventa dazione, prima di tutto sul livello zero dell’egoismo, poi sul primo, sul secondo, sul terzo, sul quarto e sul quinto livello. Quindi il Creatore appare sotto la luce di Nefesh, Ruach, Neshama, Haya e Yechida.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 25/11/2018

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L’espiazione dei peccati dal punto di vista della saggezza della Kabbalah

Domanda: Esiste nella Kabbalah il concetto di “espiazione dei peccati”? Chi deve essere colpevolizzato, dal momento che il Creatore controlla tutto e ognuno è sotto il Suo comando? Chi può decidere la lunghezza della detenzione per un crimine commesso?

Risposta: Il fatto è che tutto ciò che è scritto nella Torah, ne Il Libro dello Zohar e in altri libri di Kabbalah, parla unicamente dei mondi superiori.

Quando studiavo con Rabash, io gli recitavo un passo del Talmud e lui mi spiegava che coloro che l’hanno scritto l’hanno fatto da un punto di vista spirituale. La cosa interessante è che tutto sembrava completamente diverso: tutto era scritto in un linguaggio con diramazioni del nostro mondo sottintendendo quelle del mondo superiore.

Per esempio le persone che commettevano dei crimini venivano mandate in “esilio” per sei anni. Sebbene il nostro mondo sia apparentemente separato da quello spirituale, i sei anni rappresentano le sei Sefirot di HGT NHY, che ognuno deve attraversare per avanzare da Malchut a Bina nel settimo anno, e i sei anni sono riflessi nel nostro mondo.

Sebbene non si tratti di anni del mondo corporeo, tuttavia, in questi sei anni, la persona deve rimanere isolata per lavorare su se stessa, avanzando attraverso i sei gradi del mondo spirituale. Questa è chiamata “correzione”.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 19/08/2018

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Siamo protetti dall’alto?

Vi sono due livelli di connessione col sistema del governo superiore. Al livello normale una persona non può autonomamente influenzare il sistema superiore in alcun modo; la persona agisce in esso istintivamente. Il sistema dall’alto, invece, opera un’influenza sulla persona ed essa istintivamente reagisce a questa influenza, dato che è connessa al sistema in innumerevoli modi.

Comunque è possibile avere un maggior livello di connessione col sistema del governo superiore ed i kabbalisti l’hanno raggiunto. Non sono necessari alcun oggetto o azione esteriore per questo, poiché questo è un processo interiore, del quale un individuo fa esperienza.

Domanda: Ma la tradizione dell’ebraismo non consiste solo di azioni esteriori; non vi sono forse radici più profonde?

Risposta: I comandamenti hanno radici ma le azioni fisiche non hanno energia spirituale. Non dobbiamo credere che la forza superiore sia contenuta nella mezuzah. La mezuzah rappresenta semplicemente questa forza e ci aiuta a conoscerla. Essa ci mostra che una certa forza chiamata “mezuzah”, che protegge la “dimora”, esiste in natura. E quella che noi chiamiamo “dimora” è l’anima. Così noi comprendiamo che vi è “un’anima” e che all’interno di essa vi è una “mezuzah”. In questo modo veniamo iniziati ai concetti spirituali.

Non vi è divinità nella mezuzah fisica posta sullo stipite della porta d’ingresso. Essa semplicemente indica una forza nel mondo spirituale, uno specifico ruolo del Creatore nei confronti delle anime. Tutta la sua divinità è contenuta in questo concetto. Nel nostro mondo non vi è divinità. La mezuzah è un simbolo che ci mostra che se costruiamo la nostra anima, allora all’interno di essa vi sarà una speciale energia protettiva chiamata “mezuzah”.

Domanda: Cosa significa costruire un’anima?

Risposta: Costruire un’anima significa operare una correzione: la restrizione del nostro desiderio, lo schermo e la Luce di Ritorno. Per fare questo abbiamo bisogno della connessione con gli altri, dobbiamo essere almeno in dieci, “Minyan” (il gruppo di dieci) ed essere nel giusto tipo di connessione tra di noi, così costruiamo l’anima, la “dimora”.

Tutti i comandamenti di questo mondo sono solo simbolici. Prova ne è che Abrahamo distrusse tutti i simboli, perché la gente iniziava ad attribuire loro poteri spirituali ed a venerarli come idoli.

Ma in realtà questi oggetti rappresentano semplicemente azioni spirituali che le persone devono compiere: costruire una connessione con gli altri al di sopra dell’egoismo di ciascuno, per creare all’interno di questa connessione un luogo per la rivelazione della forza superiore della dazione e dell’amore che dimora fra di loro. Questo è lo scopo dell’azione spirituale: connettersi con gli altri al di sopra dell’egoismo personale. Questo è chiamato amore.

Domanda: Se io faccio questa azione, connettendomi con gli altri, attraggo una forza protettiva su di me?

Risposta: Certamente! Ma tu non penserai più a questo perché acquisirai la forza dell’amore e tutti i tuoi obiettivi punteranno ad aiutare gli altri, in modo da “vivere” dentro di loro e fornire loro tutto ciò di cui hanno bisogno. Questo viene detto “ama il prossimo tuo come te stesso”, quando sei disposto a dargli anche l’unico cuscino che hai per dormire. Solo questa forza ci protegge nella vita, non vi è altra protezione.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life #819” 26/01/16