Che cosa simboleggia la storia del Giardino dell’Eden?
La maggior parte di noi ha incontrato per la prima volta la storia della Genesi all’asilo e l’ha poi risentita a scuola. Alcuni la considerano una sorta di leggenda, mentre altri credono che sia accaduta esattamente come viene descritta. In ogni caso, sotto la superficie si cela una spiegazione delle forze di cui siamo costituiti.
Alla base della natura esiste un’unica forza: il desiderio di dare, di elargire bontà. Questa forza genera e pone di fronte a sé una seconda forza: il desiderio di ricevere. Lo sviluppo ha inizio dall’interazione tra queste due forze. Possiamo chiamarle «cielo e terra», «luce e oscurità», oppure semplicemente più e meno.
Le particelle elementari all’interno dell’atomo, le molecole e tutto ciò che esiste, vive e si sviluppa sono costruiti sulla contrapposizione tra queste due forze e sulla connessione che si forma al di sopra della loro opposizione. Le forze positiva e negativa si combinano dando origine a forme sempre più complesse. Emergono i livelli inanimato, vegetale e animale della natura. Il sistema si sviluppa attraverso la reciproca complementarità, funzionando come un unico meccanismo, le cui parti dipendono le une dalle altre e sono armoniosamente connesse.
Si potrebbe definire questo stato «il Giardino dell’Eden», ma è ancora incompleto. Che cosa manca in questo quadro apparentemente completo? Manca il fatto che una simile connessione dovrebbe nascere attraverso la consapevolezza di sé, l’esame, la comprensione e il libero arbitrio.
In senso generale, la direzione dello sviluppo consiste nel creare un essere indipendente e completo. L’armonia esisteva già, ma l’indipendenza no, a nessun livello dell’esistenza. Pertanto, l’essere umano, la «corona della creazione», viene separato dal sistema nel quale era stato originariamente formato. Nel linguaggio biblico, viene espulso dal Giardino dell’Eden.
Questa separazione gli offre l’opportunità di esaminare, sentire, investigare e comprendere di essere opposto all’armonia che esiste nell’intero sistema. Il sistema stesso gli serve da esempio. Attraverso i suoi sforzi per agire correttamente, riceve dalla natura le forze che gli permettono di scoprire lo scopo dell’esistenza e di realizzarlo.
Nella storia della Creazione, l’umanità viene creata per ultima. Questo insegna che, come tutti gli esseri creati che l’hanno preceduta, anche gli esseri umani sono costruiti a partire dalle stesse due forze opposte, che si sono sviluppate gradualmente attraverso ciò che viene simbolicamente descritto come il primo, il secondo, il terzo, il quarto, il quinto e il sesto giorno.
Nel processo evolutivo, esseri umani e scimmie hanno condiviso un antenato comune. Forse esistevano molti tipi di antiche creature simili alle scimmie e agli esseri umani, ma un particolare tipo iniziò a svilupparsi in modo unico. In esso emerse un desiderio sempre più intenso di ricevere, acquisire, consumare, dominare, controllare, diventare padrone del mondo e sentirsi superiore a tutti gli altri.
Questo desiderio egoistico iniziò a trasformare quella creatura vivente in ciò che chiamiamo essere umano, cioè una creatura dotata sia di istinto sia di intelletto, capace di creare strumenti speciali, formare società di cacciatori-raccoglitori, sviluppare l’agricoltura, addomesticare gli animali per il proprio utilizzo e così via. Da tutto ciò è scaturito l’intero percorso della civiltà umana: il linguaggio, l’arte, la cultura, l’educazione, la scienza e la tecnologia.
Eppure sorse un problema.
La forza della ricezione, che continua a crescere negli esseri umani, è entrata in squilibrio con la forza della dazione. Di conseguenza, l’umanità vive in uno stato di disarmonia: non solo con la natura nel suo insieme, non solo con gli altri esseri umani, ma persino con se stessa.
Gli esseri umani sono diventati creature squilibrate, prive di completezza. La forza egoistica, cioè il desiderio di godere per il proprio beneficio a spese degli altri, continua a intensificarsi dentro di noi, spingendoci a una lotta costante con tutti coloro che ci circondano. Anno dopo anno cresce il timore che, alla fine, potremmo distruggere noi stessi e il mondo.
Il versetto biblico afferma:
«E Dio creò l’uomo a sua immagine.»
Che cosa significa? Come abbiamo detto, la forza predominante della natura è una forza di amore e di elargizione. Gli esseri umani sono costruiti come la sua ombra, cioè in una forma opposta.
Quando raggiungiamo uno stadio di sviluppo in cui ci rendiamo conto che tutti i nostri sforzi per raggiungere la felicità non riescono a portarci una soddisfazione duratura, che ogni vetta che conquistiamo alla fine ci annoia, iniziamo a comprendere che c’è qualcosa che non funziona nel nostro sistema operativo. Ci rendiamo conto che non saremo mai in grado di colmare il nostro vuoto interiore se continuiamo a cercare di ricevere il massimo da tutti coloro che ci circondano, sfruttando ogni cosa a nostro vantaggio, direttamente o indirettamente.
Il fatto che tutti agiscano in questo modo, consapevolmente o inconsapevolmente, impedisce a chiunque di raggiungere una vera pace, gioia, tranquillità o appagamento.
Questa consapevolezza conduce alla comprensione che il senso di completezza dipende dal raggiungimento di un equilibrio con il nostro ambiente.
A quel punto, dentro di noi si sviluppa il desiderio di raggiungere una forza equilibratrice: la forza del dare. La ricerca di questa forza conduce infine alla scoperta della forza positiva che si trova alla base della creazione.
Il metodo pratico per portare questa forza nelle nostre vite è qualcosa che deve essere studiato ulteriormente. Attraverso di esso, l’umanità può assumere la forma di una famiglia sana.
In una famiglia che funziona bene, tutti sono uguali. Nessuno viene considerato superiore o inferiore. Ognuno dipende dall’altro, si assume la responsabilità reciproca e si sente e funziona come un unico organo in un solo corpo.
Proseguendo in questo viaggio, scopriamo che l’equilibrio tra le persone non è la fine del percorso, ma soltanto l’inizio. Nella misura in cui ci connettiamo gli uni agli altri attraverso l’amore, insieme faremo irruzione in un nuovo livello dell’esistenza, un livello che trascende i limiti del tempo, dello spazio e del movimento. Questo sarà un ritorno al Giardino dell’Eden, ma questa volta arricchito dall’indipendenza, dalla comprensione e dal libero arbitrio.
È così che si realizzerà lo scopo della creazione e raggiungeremo l’obiettivo ultimo per il quale ogni cosa è stata creata fin dall’inizio: appagamento, delizia e piacere senza fine.
Auguro che il nostro viaggio abbia successo.
Basato su “Nuova Vita 190 – Ritorno al Giardino dell’Eden” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.
Scritto e curato dagli allievi del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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