Come diventa profeta una persona secondo la Kabbalah?
La saggezza dei profeti deriva dalla loro conoscenza della rete di connessioni che collega tutte le parti della natura. Rabbi Moshe Chaim Luzzatto (il Ramchal), un grande Kabbalista del XVIII secolo, descrive nel suo libro La via di Dio come una persona lavori allo sviluppo dell’amore per gli altri e, attraverso di esso, ascenda a elevati gradi spirituali. Uno di questi gradi è chiamato profezia.
In questo processo di sviluppo, una persona scopre le connessioni tra gli esseri umani e tra gli esseri umani e tutte le altre parti della natura. Vede come ogni dettaglio della natura sia connesso in modo globale e integrale, come un’unica forza circondi e comprenda ogni cosa e come tutto funzioni come un unico sistema chiamato “realtà”.
La persona studia questo sistema e scopre che l’amore le permette di sentire le altre parti del sistema così come sente se stessa, cioè di sentire tutti, di vivere dentro di loro, di scoprire ciò che accade in loro e nella realtà nel suo insieme. Fa questa scoperta rompendo i confini della percezione egoistica, cioè di una percezione basata sul desiderio di godere a spese degli altri e della natura. Dentro di lei si aprono sensi e sensazioni aggiuntivi che le persone comuni non possiedono. Attraverso questi sensi, percepisce la rete generale delle connessioni che unisce tutti gli elementi della realtà e vede come può influenzarla e portarla all’equilibrio.
I profeti percepiscono tutti gli stati che possono esistere all’interno di questa rete. Una volta che si elevano al di sopra della percezione egoistica, non sperimentano più il concetto di “tempo”, bensì quello di “stato”. Vedono che, a determinate condizioni, si verificano determinati eventi, mentre in condizioni diverse si sviluppano eventi differenti.
A noi descrivono queste cose come se dovessero accadere nel futuro, dal punto di vista dello sviluppo della rete. Poi dicono: “Se ci relazioniamo gli uni agli altri in un certo modo, ci sarà una determinata risposta del sistema. Se miglioriamo il nostro atteggiamento reciproco, la risposta sarà diversa”.
Non dicono che qualcosa di specifico accadrà sicuramente, perché ciò dipende dagli esseri umani, cioè dalla misura in cui lavoriamo alla correzione del cuore, alla correzione dell’ego e dal fatto che costruiamo o meno relazioni armoniose tra noi e con tutte le parti della realtà.
A volte i profeti dicono: “Così ho udito”, mentre altre volte dicono: “Così ho visto”. Questi sono due livelli di profezia. L’udire è la profezia al livello di Bina, mentre il vedere è la profezia al livello di Hochma. Al livello di Bina, si comprende ciò che accadrà; al livello di Hochma, si comprende anche perché accadrà. Ciò rappresenta una penetrazione più profonda nella rete.
Il Talmud afferma: “Tutti i profeti profetizzarono soltanto riguardo ai giorni del Messia” (Berachot 34b). I giorni del Messia sono un’epoca in cui le persone sentiranno di aver bisogno di una forza speciale che le faccia uscire dall’egoismo e le conduca all’amore per gli altri e per la società. Ci sarà un autentico senso di necessità di uscire da se stessi e muoversi verso gli altri, perché altrimenti l’umanità e il mondo continueranno a sprofondare verso il collasso.
Oggi possiamo già vedere i segnali di tutto questo. Il mondo sta diventando sempre più interconnesso e interdipendente e allo stesso tempo gli esseri umani stanno diventando sempre più egoisti. Ognuno vede soltanto se stesso e costruisce il proprio successo sulla rovina degli altri. Quando la realtà mette tutti noi sulla stessa barca, significa che siamo tutti in pericolo di affondare.
Assomigliamo ai membri di una famiglia rinchiusi insieme nello stesso appartamento, che tuttavia si odiano a tal punto che da un momento all’altro potrebbe verificarsi una grande esplosione. È impossibile vivere in questo modo.
Se comprendiamo il messaggio dei profeti, cioè un messaggio scritto specificamente per noi, e impariamo il metodo della connessione armoniosa che i saggi hanno preparato per noi, allora saremo in grado di avanzare verso il culmine del nostro sviluppo attraverso un percorso piacevole e costruttivo.
Le nostre relazioni diventeranno sempre più conformi alla rete integrale di connessioni che esiste nella natura. Alla fine, saremo connessi “come un solo uomo con un solo cuore”, nell’amore reciproco e nell’amore per tutta la creazione.
È verso questo stato perfetto che i profeti ci guidano. Possiamo avere successo nel raggiungerlo.
Basato su “Nuova Vita 178 – I Profeti” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.
Scritto e curato dagli allievi del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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