Costruire un Sistema di Sostegno
Quando una persona inizia a percepire la propria natura egoistica come malvagia, non si tratta ancora di un vero riconoscimento del male in relazione al Creatore. Costoro semplicemente, vedono se stessi — in una certa misura — come cattivi rispetto alla luce circostante, agli altri, o a un qualche modello che considerano un esempio di bontà.
Non pensano ancora al danno che arrecano al Creatore; vedono soltanto se stessi sotto questo aspetto. Se si dà loro la possibilità di correggersi e di ritrovare la calma, tutto tornerà al suo posto.
Ma già un primo passo è stato compiuto: la persona percepisce se stessa come sempre peggiore, il che è segno che sta effettivamente progredendo verso la linea di mezzo. Certo, cadono nella disperazione e si sentono impotenti; maledicono ogni cosa e dubitano anche della correttezza del percorso, proprio perché continuano a vedersi come cattivi. Tuttavia, proprio per evitare che abbandonino il campo di battaglia, è necessario che costruiscano un sistema di sostegno, un meccanismo capace di spingerli in avanti.
Si pensi a ciò che accade in questo mondo: per ogni paziente in ospedale, vi sono tre o quattro persone che si prendono cura di lui. Esistono grandi cucine, enormi scorte di medicinali, una banca del sangue, sale operatorie e reparti dotati di ogni sorta di attrezzatura. Un ospedale che accoglie, poniamo, cento pazienti, può richiedere un personale di supporto di cinquecento unità. Ma una volta guarito, il paziente non ha più bisogno di tutto quel sostegno.
Allo stesso modo, dobbiamo costruire una società dotata di meccanismi che si prendano cura di chi è “malato”. Ognuno di noi, a volte, è “malato”. Pertanto, questi sistemi di supporto devono farsi carico della persona, sostenerla e provvedere a tutto ciò di cui ha bisogno.
Ricordo di essermi trovato in condizioni in cui non riuscivo a muovermi, nemmeno per andare in negozio a fare la spesa. È proprio a questo che servono gli amici. Il lavoro per il Creatore non è un cammino semplice.
Una persona che riceve aiuto dagli amici, amici che lei stessa ha saputo conquistare, sta in un certo senso, agendo insieme a loro. Dopotutto, è stata lei stessa a finanziare e a costruire questo “ospedale”, ed è sempre lei a lavorarci quando è in salute. E quando è malata, essi in egual modo si prendono cura di lei.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 26/12/08, Rabash, “Si dovrebbe sempre vendere tutto ciò che si possiede e sposare la figlia di un saggio discepolo”
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