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Otto miliardi sono io

Domanda: Lei parla spesso di come crescere la nuova generazione. Tutti si considerano buoni ed educati. Come faranno le persone a capire che hanno bisogno di istruzione e cambiamento?

Risposta: Solo attraverso i colpi. In quale altro modo? Se le persone si considerano così buone, perché il mondo è così cattivo?

Commento: Gli altri sono cattivi, quindi il mondo è cattivo. Ecco come la pensano le persone.

La mia risposta: E continueremo in questo modo finché qualcosa di così pesante non cadrà sulle nostre teste e nessuno penserà più a niente.

Domanda: Possiamo dire che in questo modo stiamo provocando guai anche a noi stessi?

Risposta: Naturalmente. Invece di correggerci, cercando di fare qualcosa, ci calmiamo. Questo sta portando il mondo al disastro.

Domanda: La vera educazione significa che comincio a guardare a come sono io?

Risposta: Sì, quando guardo me stesso, quello che sono. Quando guardo cosa devo fare per gli altri, quando sono l’unico che non viene corretto, è tutto ciò che esiste è in me: un bugiardo, un ladro, un ingannatore, una persona che prova odio. Non so quali altri epiteti inventare. Sono tutto io.

E tutti gli altri no. Tutti gli altri non esistono affatto. Tutti gli altri sono il riflesso di me stesso che vedo intorno a me. Cioè, guardo intorno a me molte persone, ognuna di loro ritrae un me negativo. In questa forma e in quella e anche in questa.

Ci sono otto miliardi di persone nel mondo e ognuna di loro rappresenta una mia qualità negativa. Otto miliardi! Questo sono io. Ecco come è progettato il nostro mondo. Ed è così che lo vedo.

Domanda: Cosa faccio quando vedo il male, oppure una persona malvagia?

Risposta: Se correggo me stesso, comincio a vedere il mondo più connesso, più aspirante alla dazione, all’amore, all’unità. Di conseguenza, capisco che tutto questo è un sistema, questa è una persona, chiamata Adam. E questo Adamo sono io perché l’ho assemblato in questo modo con le mie azioni, pensieri e ogni sorta di correzione.

Domanda: Significa che sto assorbendo il mondo in me stesso? Divento questa singola anima, Adam?

Risposta: Sì.

Domanda: E’ questa la verità?

Risposta: Questa è la verità.

Domanda: E quello che vediamo è una bugia?

Risposta: No, vediamo anche la verità, ma è una verità parziale, lacerata dal nostro egoismo interno.

Domanda: Significa che la vediamo come se non passassimo per l’egoismo? Non guardiamo attraverso l’egoismo.

Risposta: Sì. Se raccolgo tutti gli altri insieme in un’unica immagine, allora sono io. Questo è il nostro compito: riunire il mondo intero e dire: “Questo sono io”, e questo mondo dipende da me.

Domanda: Sono responsabile di tutti e di tutto?

Risposta: Assolutamente per tutto ciò che è qui.

Domanda: Ogni persona, la persona più semplice e ordinaria, è responsabile del mondo, di tutto ciò che accade in questo mondo terribile?

Risposta: Sì, nella misura in cui si trova in questo mondo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman”,  28/12/2020

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Verso le persone

Domanda: Il senso della vita scompare quando penso che ho bisogno di fondermi con tutte le persone in qualche coscienza comune. Sì, voglio interagire con le persone ma non voglio perdere me stesso e la mia individualità. C’è qualcosa di sbagliato in me? Dopotutto, mi sento bene senza interagire con le persone.

Risposta: Tutto questo verrà superato. Tu non hai nulla da perdere in te stesso e nel tuo benessere. Non hai idea di che benessere raggiungi quando ti connetti con tutti e inizi a sentire un mondo infinito e perfetto, al di sopra di tempo, movimento e spazio.

E tu, come un bambino, ti aggrappi a un piccolo giocattolo ed hai paura di perderlo.

Domanda: Significa che vale comunque la pena di avvicinarsi alle persone, verso di loro?

Risposta: Certo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Ask a Kabbalist”, 31/12/2018

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Come non assecondare i pregiudizi?

Domanda: Il nostro cervello classifica tutto ciò che sente. Da questo classificare cresce quello che è noto come pregiudizio. Cioè, una persona pensa in maniera schematica e spesso prende decisioni che erano originariamente radicate in lei. A volte queste decisioni possono essere sbagliate, ingiuste.
Gli scienziati dicono che uno dei metodi per prevenire il pregiudizio è fermare una persona in tempo e porle le domande appropriate.
Basicamente farla soffermare così che chieda a se stessa, “Che convinzioni ho? Cosa mi influenza per prendere la decisione giusta?”

Siamo soggetti al pregiudizio sin dalla nascita. Cosa posso fare al riguardo? Come posso non soccombere a esso?

Risposta: Credo che nulla aiuterà eccetto il giusto ambiente che influenzerà una persona. Se un individuo inizia a interrogarsi, a ricordare alcuni dei suoi schemi, abitudini e modelli impiantati in lei dall’infanzia, non avrà nessun risultato. L’unico rimedio è essere costantemente sotto l’influenza forte del giusto ambiente.

Emerge che puoi lottare contro il pregiudizio solo cambiandolo per un altro. Cioè una persona inizialmente è sotto l’influenza di una società che forma qualcosa in lei. Successivamente va sotto un’altra influenza e forma qualcosa di nuovo in se stessa.
Nulla può essere fatto altrimenti.

Così ci sarà una terza società, una quarta e così via che la influenzeranno più e più. In ogni caso da ogni ambiente riceverà ciò che esso le infonde. In questo modo inizierà a comprendere tutto meglio e salire i livelli.
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Dalla trasmissione di KabTV “Kabbalah Express”, 12/01/2021

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Verso una percezione illimitata

Domanda: Si dice che il mondo superiore non può rivelarsi a una singola persona. Ciò significa che essa non è perfetta, ma che il mondo spirituale lo è. Qual è la contraddizione?

Risposta: No, questa non è una contraddizione. Il fatto è che il mondo spirituale si rivela solo nella percezione corretta di una persona. Nel nostro mondo, la sensazione di una persona è egoistica, chiusa e limitata. Pertanto, semplicemente non siamo in grado di assorbire l’intero, enorme quadro della natura.

Dobbiamo rendere illimitata la nostra percezione e per questo dobbiamo imparare a uscire da noi stessi. L’uscita da se stessi si attua in un gruppo in cui ognuno può unirsi agli altri e creare così in se stesso un desiderio illimitato di realizzarsi, in combinazione con gli altri.

Quando una persona, attraverso l’unificazione con gli altri, può espandere i suoi desideri e le sue capacità a loro spese, diventa allo stesso tempo un vero e proprio organo di percezione dello spazio spirituale, dal momento che tale spazio non è limitato in nessun arco temporale triassiale. Cioè, è uno spazio completamente n-dimensionale. Ma come si inizia a percepirlo? Per fare questo, bisogna adattarsi, cambiare.

Qui sorge un problema. Dobbiamo lavorare su noi stessi per creare un senso di percezione dell’ambiente che non introduca errori da parte della persona che percepisce ma che sia assolutamente sintonizzato in modo corretto sulle sue sensazioni: l’oggetto e ciò che egli percepisce.

In altre parole, dobbiamo raggiungere un tale livello di percezione in cui la nostra sensazione e la sensazione del mondo che ci circonda saranno le stesse, uguali. Per questo bisogna lavorare molto duramente sul proprio egoismo, uscirne e superarlo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Ask a Kabbalist”,  20/03/2019

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Come resistere all’influenza del tempo?

Domanda: Una volta lei ha detto che il tempo uccide tutto. Come resistiamo all’influenza del tempo?

Risposta: Dobbiamo elevarci al di sopra di esso, perché, di fatto, noi esistiamo al di fuori del tempo.

Il tempo è una specie di idea illusoria in cui tutte le azioni in cui mi trovo consistono in un inizio, una metà e una fine. Ma devo percepire la realtà come l’esistenza in cui mi trovo in un movimento eterno, perfetto, senza fine. E in quale misura influenzo questa eternità e perfezione dipende da te. E devo farlo al meglio delle mie capacità.

Ma io comprendo che la connessione corretta al movimento eterno e perfetto dell’intero sistema dell’universo è la più elevata. Quando mi connetto a qualcosa di più alto, mi muovo in esso come se nuotassi.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Kabbalah Express”, 27/09/2020

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Avremo bisogno del mondo fisico?

Domanda: Negli ultimi decenni, abbiamo visto che la tecnologia è al di sopra dei nostri standard morali. Perché la natura ci permette di sviluppare la tecnologia più velocemente di quanto crescano i nostri valori morali?

Risposta: Per riconoscere il male della natura umana e iniziare a correggerlo.

Domanda: Un numero crescente di giovani preferisce vivere nella realtà virtuale. Non crede che sia possibile che nel futuro prossimo non avremo più bisogno del mondo fisico?

Risposta: No, ne avremo bisogno. Non possiamo premere un pulsante e dire che stiamo cancellando questo mondo fisico. Anche se lo volessimo, non saremmo in grado di farlo. Dovremmo comunque mantenere la nostra esistenza fisica in qualche modo.

In linea di principio, tutti i nostri pensieri possono essere concentrati nel mondo virtuale. Tuttavia, questo richiederà solo un breve lasso di tempo nel processo di riconoscimento del male della nostra natura e per capire dove ci ha portato. Usciremo da questo stato e arriveremo alla forma corretta.
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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 07/10/2020

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La gioia può essere eterna?

Domanda: In quale stato una persona prova maggiormente gioia: dal passato, dal presente o dal futuro?

Risposta: Dal presente, naturalmente. Questa sensazione è la più forte. Quanto al futuro, è l’anticipazione della gioia. Potrebbe durare più a lungo. E la gioia del passato lascia una certa impressione e si trasforma in conoscenza, in quello che chiamiamo Reshimo (registrazione dell’informazione).

Domanda: La gioia è una conseguenza della soddisfazione dei nostri desideri. Ma l’appagamento dei desideri li spegne e si scopre che la gioia scompare. Come si può fare in modo che la gioia duri per sempre?

Risposta: È necessario separare l’emozione della gioia stessa dall’oggetto che l’ha causata. Ad esempio, se provi gioia per i successi di tuo figlio che è in costante sviluppo, allora questa gioia non scompare. E se invece sei felice di alcuni dei tuoi risultati, questa sensazione svanisce molto rapidamente.

In altre parole, quando la gioia giunge da una causa esterna, può essere di lunga durata, quasi infinita.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 7/08/2020

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Cosa è il cervello?

Domanda: Che cosa è il cervello umano?

Risposta: Il cervello umano non è niente di più che un dispositivo di memoria, un semplice computer che non si trova nella nostra testa, ma nello spazio circostante, quello col quale ci troviamo in contatto.

Perciò, in effetti, non c’è nulla nel nostro cervello, solo un modem, un meccanismo per connetterci con il grande cervello comune.

Domanda: Chi lo controlla?

Risposta: La natura, la mente comune. L’uomo è una conseguenza del suo controllo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Kabbalah Express”, 1/09/2020

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Illusione o realtà?

Domanda: Cosa rimane dopo la morte?

Risposta: Nulla scompare nell’universo. Semplicemente smettiamo di percepirci come esistenti nel corpo fisico e iniziamo a percepire una forma diversa.

Domanda: Cos’è il nostro mondo, un’illusione o una realtà?

Risposta: Qual è la differenza? Un’illusione è qualcosa che prima pensavamo fosse reale e poi all’improvviso si è rivelato l’opposto, qualcosa di immaginario. Ma può anche avvenire il contrario. Non c’è differenza. Non possiamo distinguere l’uno dall’altro; non abbiamo niente con cui confrontarli.

Domanda: Quindi non c’è l’obiettività?

Risposta: Certo che no. Non possiamo elevarci al di sopra di noi stessi e iniziare a sentire l’universo. Pertanto, non possiamo parlare di cose che accadono al di fuori del corpo, al di fuori della vita e della morte.
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Dalla trasmissione di KabTV “Kabbalah Express”, 01/09/2020

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Il rapporto dell’uomo con la natura e con se stesso

Domanda: Nella classificazione delle relazioni interpersonali, il fattore principale è considerato il contatto tra l’uomo e la natura. Qual è il principio fondamentale della connessione tra l’uomo e la natura superiore?

Risposta: Il principio è molto semplice: una persona deve portarsi alla convergenza con la natura superiore. La natura superiore o interiore si basa sulla qualità della dazione, dell’amore e dell’assistenza reciproca. In questo, è l’opposto di una persona che è nell’amore egoistico per se stessa. Se ci sintonizziamo correttamente con i sentimenti della natura, la scopriremo.

Domanda: Una persona come dovrebbe relazionarsi con se stessa, con il suo “io”?

Risposta: Come ad un determinato rivelatore, un dispositivo ricettivo, che si trova in determinate condizioni e deve utilizzare se stesso e queste condizioni per rivelare l’essenza di tutto ciò che sta accadendo, la vera natura del nostro mondo.

Domanda: La maggior parte delle volte una persona parla a se stessa, conduce un dialogo interno. Sebbene ciò avvenga inconsciamente, esiste un modo per controllare di cosa dovrebbe riguardare questo dialogo?

Risposta: Nella Kabbalah, c’è tutta una tecnica sul dialogo interiore di una persona con se stessa, con gli amici, con un gruppo, con il mondo e con il Creatore. A questo proposito, dobbiamo sempre trovarci nel flusso continuo di informazioni.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 30/07/2020

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