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Lo sviluppo dei sentimenti

Commento: Tu dici che una persona studia la Kabbalah non per ottenere la saggezza, ma per sviluppare la capacità di percepire la dimensione successiva.

Risposta: Certo, perché noi viviamo attraverso i sentimenti. Quando si sviluppano in noi, possiamo analizzarli: se è caldo, leggero, tiepido, e così via.

Ho cinque sensi, che posso esplorare e sviluppare in base alla mia percezione. Questa esplorazione crea la scienza. In altre parole, tutte le nostre scienze sono dati raccolti dai nostri sensi e dai dispositivi che vi aggiungiamo, come microscopi, telescopi, ecc.

Ciò significa che per prima cosa, usiamo la materia della creazione, il desiderio. Poi, sentiamo tutto ciò che accade in questo desiderio, tutti i tipi di disturbi e fluttuazioni; li esaminiamo, li registriamo, li mettiamo in ordine, da questo nasce la nostra scienza.

Quando misuro qualcosa, lo faccio in relazione alle mie qualità. Ma non posso nemmeno immaginare di esplorare ogni cosa rispetto a me stesso. Se altre creature fossero al nostro posto, vedrebbero e misurerebbero tutto in modo completamente diverso. Noi non capiamo quanto siamo connessi e agiamo solo dall’interno di questa scatola, dal nostro corpo.

Pertanto, quando una persona entra nella sensazione del mondo superiore, la prima cosa che capisce è quanto fossero soggettive tutte le sue precedenti conoscenze, sensazioni ed esperienze. Ma la comprensione di questo è possibile solo quando si acquisisce un ulteriore sistema.
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Da KabTV “I Got A Call. The Development of feeling” 28/5/10

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Creare il proprio grande successo nella vita

Domanda: Un film britannico intitolato Before We Disappear [Prima che noi scompariamo] cambia in modo dinamico le scene e le trame in base al riscontro del pubblico. Utilizza la tecnologia per analizzare le reazioni del pubblico e adatta la storia in base al coinvolgimento emotivo degli spettatori.

Se potessimo programmare la trama delle nostre vite come vogliamo, invece di essere dettati dalle circostanze, potrebbe esserci uno sviluppo interessante degli eventi?

Risposta: Solo una persona molto egoista penserebbe di controllare il mondo in questo modo. Dopotutto, vivo in un mondo in cui esistono miliardi di altre persone. Se volessi cambiare me stesso, la mia esistenza, il mio percorso di vita, influenzerei inevitabilmente il destino di tutti gli altri. Non posso agire esclusivamente in base a ciò che voglio senza influenzare gli altri.

Pensarci è ovviamente possibile, ma è assolutamente irrealistico e non funzionerà mai! Ciò che potrebbe funzionare è questo: se desidero il bene di tutti, penso e agisco sempre in modo da essere di beneficio per tutti e so cosa significa veramente “bene” senza commettere errori, allora posso influenzare positivamente il mondo.

Domanda: E se non fosse solo una persona, ma tutti a voler fare del bene in modo che tutti ne traggano beneficio?

Risposta: Affinché ciò accada, dobbiamo rivelare il quadro più ampio, il fatto che siamo tutti interconnessi, siamo parte di un’unica rete e non possiamo sfuggire gli uni dagli altri!

Se anche nei miei pensieri desidero qualcosa di negativo per gli altri, anche solo un po’, sto già distorcendo l’intero sistema delle nostre connessioni. Il sistema allora si rivolge a me, che ho causato questa distorsione e mi costringe a correggerla. Mi piega e mi rimette a posto. Ecco perché siamo tutti così infelici.

Tutti cerchiamo di piegare l’altro alla nostra volontà, ma il sistema funziona in modo diverso, ci piega perché ognuno di noi crea connessioni difettose.

Domanda: Quale percentuale di persone dovrebbe desiderare di sviluppare uno scenario di attenzione e accudimento affinché questo sistema cambi?

Risposta: Dipende, stiamo parlando di un paese specifico o del mondo nel suo complesso? Comunque, in linea di principio, è possibile. Anche in una particolare regione o gruppo di persone, se lo desiderano veramente. Tuttavia, questo richiede il cambiamento dell’individuo. E una persona può essere cambiata solo attraverso l’educazione. Senza un serio sistema educativo e un approccio ponderato alle persone, questo non potrà accadere.

Come puoi anche solo avvicinare le persone a questo? Innanzitutto è necessario che ne abbiano il desiderio. Oggi, tali desideri si stanno lentamente formando.

Solo allora puoi avvicinare le persone e condividere ciò che hai. E cosa ho io? Ho la chiave della felicità, non una felicità qualsiasi, ma una felicità eterna, perfetta! A questo punto, le persone rimangono sconcertate: “Quale felicità eterna e perfetta? Non voglio nemmeno aprire gli occhi al mattino”.

Domanda: Una persona può desiderare questo da sola?

Risposta: Per farlo dovrebbe passare attraverso prove molto serie.

Commento: Questo porta a uno scenario molto pessimista.

La mia risposta: Non sono pessimista perché il programma della natura esiste e ci condurrà a questo risultato. Desidero solo ammorbidirne il corso. Questo è tutto! Non c’è affatto pessimismo in me. Agisco, credo, nella misura più ampia possibile.

Commento: È il lavoro di una vita. Quando le persone si dedicano al lavoro della loro vita, traggono una motivazione inesauribile dal processo stesso.

La mia risposta: Potresti pensare che un Kabbalista abbia un’energia infinita, che il suo vulcano interiore sia costantemente in ebollizione eruttando vapore attraverso la sua sommità.

Domanda: Quindi qual è la forza motrice costante per un Kabbalista?

Risposta: Solo una cosa: la connessione diretta con il Creatore che governa ogni cosa e con il quale devi costantemente sentire un’azione reciproca, un rapporto di collaborazione.
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Da “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV 6/8/18

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Cos’è il sesto senso e come si sviluppa?

In questo momento percepiamo la realtà attraverso il nostro ego, che filtra tutto in base ai nostri desideri e interessi personali. Questa percezione egocentrica modella la nostra visione del mondo, rendendola un’esperienza orientata verso l’ interno.

Per sviluppare un sesto senso, un modo completamente nuovo di percepire, dobbiamo coltivare un senso opposto, diretto verso l’esterno piuttosto che verso l’interno. Questo richiede lo sviluppo di connessioni positive con gli altri, lavorando insieme per costruire un contenitore comune di percezione che emerga dal nostro desiderio collettivo di elevarci al di sopra degli interessi egoistici e di unirci, in modo simile alla forma unificata, interconnessa e interdipendente della natura stessa.

Attraverso il nostro desiderio di unità, costruiamo un nuovo senso altruistico, il sesto senso, una percezione reciproca che appartiene a tutti noi. È attraverso questo senso comune che iniziamo a percepire la realtà al di là di noi stessi. La nuova immagine che vediamo attraverso questa consapevolezza espansa è ciò che chiamiamo “il mondo superiore”, una percezione della realtà non limitata dall’ego, ma illuminata dalla forza unificante positiva che risiede nella natura.

Questo cambiamento si ottiene attraverso le nostre mozioni di unirsi al di sopra dei nostri desideri egoistici per sentire la realtà completa, interconnessa e interdipendente in cui esistiamo. Non appena raggiungeremo questo nuovo senso, la nostra percezione si sposterà, permettendoci di sperimentare l’esistenza in un modo completamente nuovo, molto più ampio, completo ed eterno.

Basato sulla trasmissione dell’emittente KabTV “The Meeting of Worlds” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman andata in onda il 20 giugno 2014.

Scritto/editato da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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L’influenza del Libro dello Zohar

Domanda: Tu affermi che quando si legge Il libro dello Zohar, non percepiamo come le forze spirituali ci influenzano o quante correzioni avvengono durante il suo studio. Se una persona non sente nulla, significa che non sta accadendo nulla?

Risposta: Certamente! Sentiamo cosa sta accadendo nei nostri corpi? Sentiamo solo una milionesima parte di ciò che accade, e tutto il resto passa attraverso i nostri sensi e pensieri. Non cogliamo nulla, e non abbiamo tempo per elaborare nulla.

Domanda: Di solito riesco a giudicare qualcosa quando sento qualcosa. Tu dici che se non sento, allora non sta accadendo nulla. Quindi studiare Il libro dello Zohar influenza le persone?

Risposta: Il fatto è che, da un lato, il mondo integrale in cui mi trovo effettivamente è vitale per me e non quello che sembra a me. Voglio conoscere il quadro completo del mondo e come mi influenza. E ciò che non sento oggi, posso sentirlo domani. Quindi, prima di tutto, ho bisogno di sperimentare questo mondo. In secondo luogo, lavoro nella parte del mondo che sento.

Ci sono due mondi: rivelato e nascosto. Devo scoprire tutto ciò che mi circonda e connettermi completamente con l’universo.

La Kabbalah serve a questo. Per questo si chiama scienza del ricevere. La ricezione, cioè la rivelazione dell’universo universale completo, in modo da sentirmi  non all’interno della struttura del nostro mondo, non all’interno della struttura del mio corpo, ma nella perfezione, nell’eternità, in completa armonia con tutta la natura, mi sento parte integrante di essa, eterno come lei.

Domanda: Diciamo che un individuo comune inizia a studiare Il Libro dello Zohar. Anche solo leggere un brano ha un effetto su di lui?

Risposta: Sì, anche se ascolta soltanto e non capisce. È comunque collegato, perché tutto ciò che accade nel nostro mondo è una sorta di contatto attraverso la materia del nostro mondo, che è il desiderio.

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From KabTV’s “I Got a Call. The Hidden Influence of The Book of Zohar” 3/7/10

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Dove esisto oggettivamente?

Domanda: In sostanza, devo necessariamente recepire tutto il mondo?

Risposta: È già in te. Supponiamo che in questo momento tu sia seduto davanti al tuo computer. In esso puoi vedere il mondo intero. Se lo vedi sullo schermo, significa che è nel tuo sistema informatico; altrimenti non lo vedresti.

Ma il problema è se c’è qualcosa al di fuori di te. Forse no. Vedo ciò che affiora nei miei sentimenti. Ma cosa c’è dietro questi sentimenti? Non lo so. Forse sono in una specie di matrice che mi proietta immagini e sensazioni e mi dà suggerimenti. Non ho altro che le mie sensazioni.

Da dove vengono? Forse ora sono in uno stato di incoscienza e tutto questo mondo si manifesta nella mia immaginazione malata: Sto parlando con te, esisto, e così via.
Ma in realtà manca un altro stato in relazione al quale si potrebbe misurare tutto questo.

Commento: Una volta hai fatto l’esempio di un sistema informatico che comprende il processore stesso e uno schermo su cui vengono proiettati tutti i processi che avvengono nel computer. Ci sembra di vedere qualcosa. In realtà, non percepiamo i processi stessi.

La mia risposta: È per questo che dobbiamo arrivare a questo processore, a tutte le sue parti interne. Sono il nostro sistema, solo che ci sono nascoste.
Quando le raggiungerò, scoprirò perché tutto questo esiste e allo stesso tempo scoprirò che è stato creato per il mio bene. A questo punto troverò il mio stato eterno e perfetto, sarò in grado di controllarmi e non essere controllato.

Oggi reagisco automaticamente quando qualcuno evoca in me determinati sentimenti e pensieri. Io stesso sono questo schermo, questa guida, non ho la possibilità di entrare in uno stato oggettivo. Dopotutto, il fatto che ora sto parlando e sono in contatto con voi è una sorta di reazione a ciò che ho davanti.

Dove esisto davvero separatamente e oggettivamente?

Questo è ciò che non possediamo. Questo è ciò che dobbiamo raggiungere.

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Da KabTV“I Got a Call. Swallow the Whole World” 10/4/10

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Devi amare prima te stesso?

Domanda: Io non mi piaccio, ma tu dici: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Forse è necessario amare prima se stessi? Ma come?

Risposta: Comincia ad amare gli altri e poi vedrai quanto ami te stesso. Solo allora una persona comincia a capire che in realtà è un terribile egoista!

Domanda: Di solito questa frase viene tradotta così: “Prima amo me stesso e poi mi occuperò degli altri”. Ma tu la dici in modo diverso. Sforzati di andare verso gli altri, ama gli altri e poi vedrai quanto ami te stesso.
Quindi una persona deve forzatamente fare questo sforzo e iniziare a cercare di amare le persone. Allora apparirà un po’ di amarezza in lui? Cosa apparirà in lui?

Risposta: Vedrà che è diviso in una parte esterna e una interna, e che in realtà ama solo se stesso e solo per questo è pronto a esistere.
E poi, se capirà che deve ricostruire se stesso, avrà già bisogno di una qualche metodologia di correzione.

Domanda: E sono queste le persone che ci trovano?

Risposta: Sì
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Da  KabTV “News with Dr. Michael Laitman” 4/1/24

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Trovare la realtà che sembra fantasia

Domanda: Prima di rendermi conto chiaramente che tutto ciò che vedo fuori di me è in me, posso sentire qualcosa come parte di me stesso?

Risposta: Forse in un film. In Matrix e in altri film, forse si è cercato di rappresentare in qualche modo questo aspetto. Io non guardo questi film, sono molto primitivi.

Ma per suggerire in qualche modo alle persone quale sia la percezione della realtà, dobbiamo inventarci qualcosa. La corretta percezione della realtà è spiegata nell’Introduzione al Libro dello Zohar e da molti kabbalisti in generale. Hanno scritto di questo molto prima di Einstein e di altri scienziati, perché hanno scoperto per esperienza personale che tutto ciò che vediamo all’esterno è in realtà dentro di noi, e non esiste un mondo esterno.

Non c’è nulla di esterno, tutto è dentro! Non esiste un “fuori di me”. Io sono tutto! E voi? E voi siete in me!

Commento: Ma spesso si dice che tutto questo è una fantasia.

Risposta: Certo, è una fantasia! Finché non l’abbiamo rivelato chiaramente, è una fantasia.
Vi parlo di questa fantasia ora perché possiate iniziare a percepirla un po’, anche se non avete ancora alcuna proprietà a riguardo. Ma con la mente potete spingervi verso di essa. Quando avrete anche solo dei piccoli germogli di nuove proprietà, potrete svilupparle con la mente, accelerando così il vostro sviluppo.

Se non avessimo una mente e avessimo solo sensazioni, non direi niente a nessuno, perché sarebbe impossibile affrettare il cammino dello sviluppo: arriverà a suo tempo. Ma poiché abbiamo una mente attraverso la quale possiamo sforzarci di comprendere questa immagine, avvicinarci a sentirla, possiamo dirigere i nostri sensori per sentirla in qualche modo e confrontare i vari frammenti; ecco perché ne parlo.
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Da “I Got a Call” di KabTV. Il mondo come non lo conosciamo” 12/01/12

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Anima Universale

Domanda: Come si può spiegare a qualcuno cosa sia il mondo superiore?

Risposta: È impossibile da spiegare. Posso solo dire una cosa: ciò che stai sentendo in questo momento, lo stai sentendo nei tuoi desideri. I tuoi desideri attuali sono molto, molto piccoli.
È possibile percepire il mondo superiore solo espandendo i propri desideri attraverso la connessione con gli altri. Cioè, unisci tutti i cuori e tutte le menti del mondo accanto ai desideri dentro di te per realizzarli. E così fa ognuno.

Poi ciascuno, avendo raccolto l’intero mondo dentro di sé, si connette con gli altri. E poi, moltiplicando l’unione al quadrato, ciascuno si connette nuovamente con tutti. Questo è già il terzo grado spirituale. E ci sono 125 di questi gradi. In altre parole, è l’incorporazione multipla delle anime l’una nell’altra.

Immagina che potente sensazione si raggiunge quando semplicemente assorbi tutto ciò che il mondo può assorbire, tutti i cuori e tutte le menti. E poi tutto questo aumenta al quadrato, alla quarta potenza, e così via.
Così, si forma una coscienza collettiva: l’anima comune, Adamo. E la sua potenza non ha espressione quantitativa.
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Da KabTV “Ho ricevuto una chiamata. Sensazione del Creatore” 2/2/12

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Il potere dell’immaginazione

Domanda: Nella saggezza della Kabbalah, sentiamo spesso l’espressione “immagina a te stesso”. Che tipo di creatura è una persona se può cambiare i propri stati con l’immaginazione? Quando immaginiamo qualcosa di buono, in un certo senso, cambiamo il nostro stato. Dove avviene questo in noi?

Risposta: Una persona è come se fosse composta da due sistemi. In un sistema, sente; nell’altro, può immaginare qualcosa, anche se è opposto ai suoi sentimenti. Pertanto, quando leggiamo le spiegazioni dei kabbalisti, desideriamo sentire ciò che descrivono. Facciamo proprio questo.

Gradualmente, sintonizzandoci su diverse comprensioni, sensazioni e concessioni, il nostro cervello passerà dalle sensazioni ai sentimenti, in modo che i sentimenti operino nella mente.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 13/3/24, Scritti di Baal HaSulam “La Torah e il Creatore sono uno”.

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Come noi possiamo influenzare il sistema?

Siamo tutti parti di un unico sistema spirituale e ognuno di noi si avvicina a questo sistema dal suo unico punto di percezione.

La percezione di questa unità è diversa per ognuno. Ad esempio, ci sono alcuni che ancora non lo vedono ma lo sentono in un certo modo, mentre altri lo sentono e lo vedono chiaramente.

È un sistema sensoriale, che esiste dentro di noi, ed è lì che lo sentiamo. Possiamo influenzarlo solo nella misura in cui pensiamo e agiamo con gentilezza, e solo al livello in cui viviamo con le nostre forze corrette e altruistiche.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.