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Tutta la creazione è un gioco del Creatore

Domanda: Cos’è il gioco del Creatore con la persona e quale è il suo obbiettivo?

Risposta: tutta la creazione è un gioco, come è scritto. Il Creatore formò l’universo e la persona in esso affinché la persona si sviluppasse e raggiungesse la somiglianza con il Creatore attraverso la connessione corretta tra la persona e l’universo.

Questo sviluppo si chiama gioco perché, sviluppandomi, cresco e mi elevo ad un gradino più elevato dello sviluppo, e non accumulo semplicemente conoscenze. Adesso noi dobbiamo elevarci al primo gradino spirituale. Non lo vediamo. È come un gioco: non sai cosa succede, la fine del gioco è sconosciuta.

Lo stesso processo avviene nello sviluppo delle piante e degli animali. Tutto si sviluppa nella forma del gioco. Ciò significa che mi trovo in un certo gradino e non posso discernere il gradino seguente; però applico sforzi di ogni tipo per raggiungerlo.

Lo stesso avviene con i bambini che giocano tutto il tempo. A causa di questi giochi, all’improvviso diventano più intelligenti, cominciano a parlare e comprendere. Essi non studiano le lingue, né le scienze, come noi. Essi assorbono in loro il mondo circostante attraverso il desiderio di comprenderlo.

Così siamo noi rispetto al mondo materiale. Abbiamo bisogno soltanto del desiderio di sentirlo e dopo la sensazione, dobbiamo comprenderlo e percepirlo dentro.

All’improvviso il mondo spirituale si manifesta dentro e lo sento, poiché rappresentiamo il vaso della sensazione, il desiderio. La comprensione e la ragione arrivano dopo il desiderio.

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Lo scrivano della Torà

Dal libro Shamati: Il libro, l’autore, il racconto. Il libro è lo stato prima della Creazione (l’idea).

L’autore è il padrone del libro. L’unione dell’autore e del libro si scopre come “racconto”.

È necessario “ricevere il racconto”, ossia la Torà insieme al Datore della Torà.

Percepiamo noi stessi in qualche realtà e dobbiamo scoprire cosa significa?

È un’illusione oppure la verità?

In me si sviluppa qualche programma in una catena di causa ed effetto, ma chi è il suo autore? Potrò conoscere l’autore della storia che sto leggendo dentro di me?

Lo stesso libro (tutta questa realtà) già esisteva prima che lo cominciassi a leggere e scoprire; però tutte le scoperte sono in me, dipendono da come leggo questa storia, da come passo attraverso questo libro dal principio alla fine e dalle mie impressioni.

All’interno di questo racconto, nella misura della mia conoscenza ed inclusione in esso, scopro l’autore del libro.

Entro all’interno di questo libro, la sua storia comincia a costruirmi e mi prepara inoltre per essere il suo autore (lo scrivano).

La storia è la Torà, che ci porta alla scoperta completa di tutto il libro, nel quale ci troviamo insieme al Datore della Torà.

Ognuno di noi scopre il libro di nuovo, individualmente, ma necessita del maestro che lo aiuta a leggere.

Nel nostro mondo, l’adulto legge il libro al bambino fino a quando questi impara a leggerlo da solo.

Allo stesso modo nella scienza della Kabbalah, l’adulto (spiritualmente) deve aiutare il bambino, perché è impossibile scoprirlo da solo. Ciò si produce unicamente attraverso la trasmissione dal maestro all’alunno.

Così, ognuno di noi, impara a leggere questo libro ed attraversa tutta la storia per scoprire in esso il suo autore.

Fino a che non imparo a leggere da solo e non termino tutto questo cammino, non scoprirò il libro ed il suo autore, poiché è possibile solo nella somiglianza con Lui.

Poco a poco io stesso divento l’autore perché scrivo la Torà nel materiale del mio desiderio, che ogni volta acquisisce le nuove forme delle lettere.

Anche se il libro è già scritto dal suo Autore, io stesso divento il suo autore. Attraversando questo racconto dal principio alla fine, mi comparo e mi unisco al libro, al suo autore ed alla storia.

Nota: in ebraico esiste la parola Sofer che significa scrittore (autore) e scrivano.

Si considera che l’autore è solo il Creatore, il quale ha scritto un unico libro che include tutto: la Torà.

Noi la copiamo soltanto (la scopriamo), ognuno dentro di sé.

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Richiedere l’Unità

connect_thumbDomanda: Continuo a leggere che bisogna rivelare l’amore del Creatore, però al posto di questo scopro l’odio. Cosa fare?

Risposta: Questa è una scoperta notevole. Tuttavia, non vi ha fatto piangere, la situazione ancora non sembra insopportabile. Forse a volte si dimostrano quanto sei bravo, e talvolta l’odio verso gli altri ti fa odiare te stesso. Qui manca ancora la consapevolezza del fatto che da questo dipende tutto il tuo buon futuro . Manca la sensazione che il Creatore si cela nel rapporto tra di noi.

Creatore parlò a Mosè: «Andiamo dal Faraone.” – Ciò significa che devo parlare contro il loro male iniziale (il faraone) e costringerlo a rispettare il buon inizio (il Creatore). Dopo tutto, dopo essere stato liberato dal suo proprio egoismo (da Egitto), ci troviamo, a rivelare il Creatore, con la necessità di diventare come una persona sola, con un cuore solo, per unirsi – ciò vuol dire che si è attorno al monte Sinai (odio reciproco), unirsi e rivelare nella nostra unione il Creatore, la più alta dimensione.

E ora, devi andare dal tuo Faraone – ed esigere che dia il permesso di unirsi con gli altri, perché solo nell’unione tu scopri il Creatore.

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Non c’è nulla al di fuori dell’uomo

changing-the-world-starts-with-changing-our-intentions1Quando leggiamo un testo Kabbalistico, è importante comprendere che in esso si parla solo di processi spirituali che avvengono in un uomo, piuttosto che di diversi personaggi o di diverse situazioni esterne. Ogni cosa che è descritta in un testo Kabbalistico è dentro l’uomo.

Per esempio, tutta la Torah parla solo di come un uomo discerne desideri e qualità differenti dentro di sé: quali appartengono alla dazione e quali – alla ricezione, quali sono adatti e pronti per la correzione e quali no; e come un uomo fa esperienza di un mondo interiore attraverso queste qualità, il quale è il solo mondo che esiste davvero. Un uomo scopre allora di percepire anche il nostro mondo dentro di sé, e che non c’è proprio nulla al di fuori.

Il modo per entrare nel nuovo mondo avviene attraverso l’espansione della nostra percezione dei desideri e delle qualità che sono interiori e curandoci di farne un uso che sia per il bene della dazione. Questo è il modo in cui uomo si realizza pienamente.

Un uomo contiene tutti i personaggi della Torah – tutto il mondo nella sua completezza è dentro di lui. La Kabbalah spiega come un uomo può usare l’intera somma dei suoi desideri interiori, e di conseguenza rivelare un nuovo mondo.

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Incontrate il regista del teatro della vita

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Al di fuori di noi esiste una sola Forza, Il Creatore, come è scritto: “Non c’è niente al di fuori di Lui”. Tuttavia ci sembra che nel mondo agiscano una moltitudine di forze e qualità distinte: le persone, la natura e noi stessi.

Tutto il mondo è un teatro,  nel quale le scene delle nostre vite sono recitate da oggetti inanimati e vegetali, animali e persone. Siamo tutti attori di questo teatro, non conosciamo ancora il copione, l’autore ed il direttore che controlla tutto.

Questo è ciò che significa raggiungere il Mondo Superiore: è quando tu riveli la sola forza, la volontà e la mente che dirige  i livelli inanimato, vegetale, animato ed umano, sul palcoscenico di questo teatro che chiamiamo vita. Quando raggiungi questa forza, ottieni la completa conoscenza di tutto. Capisci come cambiare la tua vita ed il tuo destino, ma ancora più importante, stabilisci una connessione con il Direttore.

La gente è ancora disillusa dal cercare di migliorare questo mondo, questo spettacolo per conto suo. Sta diventando evidente che senza avere una connessione con il Direttore, senza conoscere il copione dello spettacolo, tutti i nostri tentativi porteranno soltanto più male.

Ecco perché le nostre speranze di ottenere la felicità sono sempre state frustrate dal principio alla fine dei millenni della storia umana, e adesso la scienza della Kabbalah si sta rivelando a tutto il mondo, col fine di spiegare che il nostro scopo in questo mondo, è di arrivare a conoscere il Solo che dirige il tutto.

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Siamo come un paziente incosciente che ritorna alla consapevolezza

heavenDomanda: perché il Creatore non è felice che le persone gioiscano della vita materiale e ne siano contenti?

Risposta: il Creatore non è felice di questo, perché non è il piacere che Lui ha intenzione di darci. Fin dall’inizio il Creatore ha creato lo stato nel quale siamo riempiti completamente di Luce, però non ce ne accorgiamo perché siamo incoscienti.

Tutti i mondi spirituali sono gradi di occultamento di questo stato e noi ci troviamo nello stato più basso, nel massimo occultamento. Il Mondo dell’Infinito si trova qui e noi siamo al suo interno, ma siamo separati da esso da molteplici strati, che sono come veli che ci nascondono lo stato nel quale esistiamo.

Siamo come una persona che resta in stato di incoscienza. Esistiamo in questo mondo in uno stato che può essere chiamato vita, però i nostri sentimenti non percepiscono niente. Questo è il nostro stato attuale. Per questo il Creatore non può lasciarci in questo stato incosciente, con solo una scintilla di Luce che ci mantiene vivi, però noi non lo capiamo e siamo disposti ad uniformarci alla corporalità.

Tuttavia, è molto difficile che una persona recuperi la coscienza. Anche coloro che la circondano hanno difficoltà a restituirgliela, ma è chiaro che il piano della creazione deve compiersi. Non abbiamo nessuna scelta in questo senso, la nostra unica scelta è solo se lo faremo attraverso il cammino della sofferenza oppure, consciamente, attraverso quello della Luce. Possiamo scegliere tra uno dei due.

Cominciamo a progredire per evitare i colpi, ma dopo, una volta che abbiamo acquisito un po’ di coscienza, continuiamo lungo il cammino volontariamente, perché cominciamo a valorizzare lo scopo al di sopra di tutto.

Fa della tua vita un dialogo con il Creatore

razdumye_100_wp1Tutti i pensieri e desideri di una persona provengono dal Creatore. Perciò, se questa desidera avvicinarsi al Creatore, significa che il Creatore desidera la stessa cosa ed infonde questo desiderio nel suo cuore e nella sua mente.

Tuttavia, se la persona non ha un desiderio per il Creatore, ciò significa che neanche il Creatore la desidera e le sta inviando desideri e pensieri che vanno contro di Lui. Nonostante ciò, insieme a quello che la persona riceve dall’Alto in ogni momento, occasionalmente ha un’opportunità (un punto) per contemplarsi da lontano. Questo tipo di ricerca è possibile anche durante il periodo nel quale si sta avvicinando allo sviluppo spirituale.

Quando una persona fa questo, la sua vita diventa un dialogo con il Creatore: essa ringrazia il Creatore per tutte le cose buone e cattive che le capitano e l’unica cosa che chiede è di avanzare. Così, riceve una nuova mentalità, nuove sensazioni ed una nuova realtà.

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La divulgazione è in relazione con il Creatore

adjacentHo sempre ripetuto che per avere successo nello studio della kabbalah, dobbiamo divulgarla. Tuttavia, sento che “divulgazione” non è una buona parola perchè mi rende forte come un commesso o un agente di assicurazioni che sta spingendo per vendere a chiunque le sue polizze. Quando parliamo di divulgazione della kabbalah, sembra come se noi imponiamo qualcosa agli altri.

Oggi il termine “divulgazione” è associato al commercio e alla distribuzione di beni. Quando noi parliamo della divulgazione della kabbalah, quelli a cui la parola è sconosciuta pensano che riguardi il commercio o gli affari, che noi vendiamo qualcosa per trarne profitto. In altri termini, la parola è male interpretabile.

Ma attualmente, la nostra intera vita si basa sulla divulgazione, perchè il reale significato di questo termine è di avvicinarsi più al Creatore, di diffondere, espandere, rivelare e raggiungere. Tutta la creazione inizia con la dissiminazione. C’è da dire che essa parte come un piccolo punto, dove all’improvviso, dal nulla qualcosa che esiste già nasce – Yesh Mi Ain, e poi si procede nella divulgazione attraversi i 4 stadi della Luce Diretta, producendo tutti i mondi giù fino al nostro.

L’ultimo grado spirituale scoppia nel nostro mondo con una singola, minuscola carica spirituale. Tutta la materia del nostro mondo, l’intero universo è nato da questa scintilla nel processo del Bing Bang e più avanti la divulgazione. Tutto si è sviluppato in questo modo, il sistema solare, il globo terrestre ed ogni cosa che esiste qui.

Tutto questo è pertinente con la divulgazione del Creatore sopra gli esseri viventi per portare la creazione all’equivalenza della forma con Lui. Questo accade sotto l’influenza della Luce, La sua Qualità di dazione. In verità, ogni nascita e sviluppo costituisce divulgazione. In altri termini, la vera, profonda qualità della divulgazione è la relazione con il Creatore. Significa aiutare la scoperta del Creatore e rivelare la Sua idea nel mondo agendo insieme con Lui.

Abbiamo bisogno del terzo elemento: il Creatore

vdochnovenie_100_wpNel Mondo dell’Infinito, il desiderio perfetto (Kli) si fonde con la Luce Perfetta in un tutt’uno. Da lì discendono uniti in questo mondo, che è il posto più basso dell’universo. Qui il desiderio si percepisce come il corpo dell’uomo e la Luce diminuisce fino a diventare una piccola scintilla che ravviva il corpo. Discendendo, questi due elementi perdono la loro unità e cominciano ad essere opposti. Tutto avviene all’interno dell’uomo ed egli deve riportarli verso l’alto, per connetterli proprio come lo erano prima della loro discesa. In questa ascesa, l’uomo riceve costantemente più desiderio di ricevere piacere, ed in contrapposizione, più Luce. Il suo compito è di unirli, renderli simili.

Per ottenere ciò, l’uomo deve negare a sé stesso di utilizzare il suo desiderio di ricevere e con l’aiuto della Luce, può trasformare il suo desiderio di ricevere in desiderio di dare. Quando il desiderio dell’uomo assomiglia alla Luce, ambedue si fondono.

Però, in seguito si rivela un desiderio ancora più grande all’interno della persona, un ego di tali proporzioni che non avrebbe neppure potuto immaginarlo prima. Ancora una volta, deve attrarre la Luce della Correzione, mediante il gruppo e lo studio, al fine di unire il suo desiderio alla Luce e trovare la somiglianza con Essa. Deve farlo in questa maniera una volta dopo l’altra in tutti i 125 livelli spirituali.

Ogni volta le sembra che abbia superato tutto il suo egoismo, però tutte le decisioni anteriori di essere fedele alla dazione e raggiungere la correzione, crollano quando rivela un grammo aggiuntivo di desiderio. Questo lo fa sprofondare di nuovo nelle tenebre, insieme all’incomprensione, all’odio ed all’incapacità di ottenere qualcosa e tutto accade perché ha ricevuto un insignificante aumento del suo desiderio. Allora deve di nuovo cercare le forze ed i mezzi della correzione e per farlo, ha bisogno di un terzo elemento: il Creatore. Tutto ciò è stato deliberatamente predisposto, affinché, procedendo dal basso verso l’alto e sentendo un’oscurità sempre maggiore all’interno del nostro crescente desiderio, desideriamo correggerci e sentire che necessitiamo l’uno dell’altro, così come il Creatore.

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Conoscere le regole del gioco del Creatore

how-longPer raggiungere il Creatore, la creazione necessita di combinare due forze opposte dentro di sé, poiché in altro modo, non sentirà altro che sé stessa, proprio come gli oggetti dei livelli inanimato, vegetale o animato.

Tuttavia, l’essere umano è diverso, perché sente il suo prossimo. All’inizio vede soltanto la possibilità di sfruttarlo, ma con il tempo, si sviluppa e comincia a capire che il prossimo è sé stesso.

Ci sembra che gli altri stiano contro di noi, perché il nostro ego li allontana e ce li fa odiare, tuttavia, se superiamo questo rifiuto e li uniamo a noi, allora recupereremo la parte perduta e raggiungeremo la Forza che ci separa, il Creatore.

Se riporto il sistema delle anime allo stato corretto, nel quale si uniscono tramite il lavoro comune, allora raggiungerò la Forza Iniziale che ha creato l’Anima Unica che dopo, Lui ruppe, per affidarci il compito di unire i pezzi come prima. Ogni persona è come un bambino che, unendo tutti i pezzi, riesce a diventare grande, raggiunge la mente del Creatore.

Il Creatore mantiene deliberatamente le parti lontane, separandole mediante l’odio e l’egoismo. Egli è come un adulto che ha disfatto tutto il gioco ed ha mescolato tutte le sue parti, dando al bambino la possibilità di svilupparsi poco a poco, acquisire intelligenza e chiedere la correzione degli attributi, per ritornare a ricomporre il gioco più tardi.

Il bambino deve cercare la forma futura dell’Anima e chiedere gli esempi all’Adulto. Deve obbligare il Creatore a correggere la rottura insieme a lui, come un bambino chiede all’adulto di aiutarlo a costruire una casa con i blocchi. Così, giocando con l’Adulto, il bambino comprenderà da dove viene il gioco, a cosa serve, per quale motivo è stato creato con quella forma, e cosa vuole il Creatore da lui. Allora diventerà come Lui.

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