Pubblicato nella 'Creatore' Categoria

Dove possiamo rivelare il Creatore?

Dr. Michael LaitmanDomanda: La saggezza della Kabbalah ci porta a impegnarci nella rivelazione del Creatore, ma Lui dov’è? Si trova oltre l’universo, cioè al di là dei suoi confini, oppure si trova in un’altra dimensione, cioè all’interno dell’universo ma in uno spazio parallelo?

Risposta: Il Creatore è il campo nel quale esistiamo. Lui evoca in noi sensazioni diverse in modo che possiamo cominciare a percepirLo.

La punizione più grande è quando il Creatore scompare, quando Egli si nasconde a noi. Sentiamo la connessione fra di noi, ma non percepiamo il campo, il Creatore.

La saggezza della Kabbalah è divisa in due parti, una parte è destinata a portare l’uomo a percepire il campo. L’altra parte lo porta a studiare il campo diventando simile ad esso. Quando cambiamo, percepiamo il campo, il Creatore, attraverso i nostri cambiamenti. Il Creatore rimane costante, solo noi cambiamo fino a quando non Lo conseguiamo completamente.
[189559]

Materiale correlato:
Come andare d’ accordo con le leggi della natura?
La Kabbalah è un sistema di leggi della Natura
Non abbiamo altra scelta che obbedire alla legge della Natura

La Rivelazione del Creatore

Dr. Michael LaitmanLa Torah descrive le caratteristiche spirituali, non quelle fisiche dell’uomo. Per esempio, in ognuno esiste la caratteristica di “Mosè”. Persino il Creatore esiste in ognuno di noi. Dopo tutto, l’uomo è un mondo nel quale c’è assolutamente ogni cosa!

Pertanto, la Torah parla di come ognuno può bilanciare il proprio mondo interiore e connetterlo, correggerlo, regolarlo e calibrarlo correttamente.

Solo allora l’uomo lo potrà usare per rivelare il Creatore attraverso la corretta interazione di tutte le sue parti. L’armonia interiore che si è formata dentro l’uomo, gli dà la sensazione dell’esistenza del superiore. Questa è la forza che sistema, bilancia e governa ogni cosa.

Quando tutte le parti si bilanciano e si completano l’una con l’altra dentro di noi, non rimane nulla che possa lavorare in maniera corrotta, così prende forma la caratteristica corretta chiamata il Creatore. Questa è la rivelazione del Creatore.
[181140]

Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” del 12/04/15

Materiale correlato:
Le nozioni descritte nella Torah rappresentano delle azioni spirituali
La perfezione è l’unione della ragione con il cuore
Sul sentiero dorato dell’ascesa spirituale

 

Correggere i rapporti tra di Noi

Dr. Michael LaitmanIl problema del nostro mondo è che non vi è una corretta connessione tra le persone. La corretta connessione è un sistema nel quale tutte le parti si trovano in rapporto di reciprocità tra di loro e sono in armonia, dove tutte si preoccupano del benessere dell’intero sistema e nessuna si preoccupa del proprio. In una situazione del genere il sistema è perfetto.

Quando le persone giungono ad una simile connessione tra di loro, esse iniziano a sentire la natura e non se stesse. La natura che iniziano a percepire è definita “Creatore” poiché scoprono la sua mente, il suo programma ed il suo scopo.

A partire da Abramo, le persone hanno cominciato a conseguire l’armonia della natura nella connessione tra di loro, scoprendo così il Creatore. Gli studenti di Abramo si comportavano in base alle leggi generali del mondo, così scoprirono il Creatore. Questo comportamento giunse ad esprimersi nelle attività quotidiane e nei rapporti con l’ambiente, derivando in modo naturale e diretto dalle loro sensazioni. Le attività, che i membri del gruppo di Abramo facevano, sembravano essere pure azioni meccaniche a coloro che non appartenevano a quel gruppo e non percepivano la natura ed il sistema di connessioni tra le persone.

Una connessione reciproca ed armonica tra le persone è chiamata “amore”, così è detto: “Io ho creato l’inclinazione maligna, Io ho creato la Torah come spezia”. La parola Torah indica la forza del Creatore, ideata per correggere i rapporti tra noi, rapporti di reciproco ed egoistico rifiuto. Essere coinvolti nella correzione della natura egoistica delle persone è definito osservare la Torah, mentre studiare la Torah significa imparare quali sono le modalità di correzione dell’ego.

La Mitzvah (Precetto) generale del Creatore è correggere l’ego fino al livello “E tu amerai il tuo amico come te stesso” (Levitico 19:18). Quando una persona esegue meccanicamente le attività correlate senza correggere se stessa, il suo ego, questo viene definito mantenere le usanze. Sin dai giorni nei quali il popolo di Israele cadde da “E tu amerai il tuo amico come te stesso” al livello di “Odio infondato”, esso si trova nello stato di mantenimento delle usanze.

Nella sua essenza interiore il popolo di Israele è un gruppo di persone che vive in reciproco Arvut (Garanzia) e che anela ad essere “Come un unico uomo con un solo cuore”, pervaso da amore reciproco.
[179543]

Materiale correlato:

Cosa significa studiare ed impegnarsi nella Torah?
Il punto più profondo del nostro essere: l’ “Io”
La Kabbalah è la saggezza della realtà superiore

Quando apriamo il libro dello Zohar

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quando iniziamo a leggere Il Libro dello Zohar perché lei spesso chiede: “Avete qualcosa da chiedere al Creatore?”

Risposta: Certo, altrimenti per quale motivo avete Il Libro dello Zohar? In fin dei conti, perché lo aprite? Per scoprire la verità. La verità viene rivelata solo se risvegliate la linea di destra, che è l’amore. Quando voi la risvegliate, dovete capire, percepire e scoprire che di fatto non vi è amore dentro di voi ma solo odio. E per di più si tratta di un odio tale che non siete in grado di sedere vicino ai vostri amici.

Per non rimanere indifferenti gli uni verso gli altri è necessario chiedere che il Creatore ci riveli tutto questo: l’amore, l’odio, la reciproca collaborazione ed i conflitti tra noi. Ci manca il terzo fattore, cioè rivolgerci (al Creatore ndt) e chiedere! Il Creatore è una forza, una condizione ed un sistema che richiede sempre di rivolgersi a Lui. Finché non si manifesta, dovete fare un gran lavoro. Non possiamo ovviare a questo, dato che è impossibile saltare i livelli.

[165890]

Tratto dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno”, 06/05/2015

Materiale correlato:
Il linguaggio segreto del Creatore
Cosa è possibile chiedere al Misericordioso e Benevolo?
Come catturare la Luce della correzione

 

Preparare il posto per la dazione al regno

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché il Baal HaSulam scrive che l’uomo deve dare contentezza al suo Creatore? Ognuno ha il suo Creatore?

Risposta: A volte diciamo solo “Creatore”, a volte “il tuo Creatore” e altre volte diciamo al plurale “Creatori”. Questo è il modo in cui l’inferiore percepisce il superiore. Ci sono una moltitudine di Partzufim superiori (Israel Saba ve Tvuna, Abba ve Ima), una moltitudine di forze che si prendono cura dei Tachtonim (Inferiori). Tuttavia, tutti loro hanno l’intenzione e lo scopo.

L’uomo non si rivolge ad una forza superiore astratta ma a quel livello al quale è adesso direttamente connesso. In questo modo può chiamare quei livelli superiori con il nome, i Creatori.

Il Creatore non ha un’immagine definita. È proibito in qualsiasi modo o maniera descriverLo come un qualcosa di statico che esiste fuori di noi. Non esiste una cosa del genere, anche se per l’uomo è molto difficile accettare questo fatto. Comunque, questo è un problema che esiste solo nella nostra percezione non corretta.

Sta a noi vederci come una caratteristica di ricezione. Chi sono io? Sono la qualità della ricezione e il Creatore è la qualità della dazione. Non esistono più di queste due caratteristiche, e io voglio diventare come la qualità della dazione.

La caratteristica è un qualcosa di astratto che non ha un’immagine fisica. La caratteristica riceve una forma solo quando è rivestita in qualcosa di concreto. Il modo migliore per proteggere qualcuno dal fare un errore quindi, è il frenarsi dal descrivere la forza superiore come un tipo di forma o immagine permanente. Questo è molto importante per il chiarimento e per il giusto atteggiamento.

Dopo tutto, cos’è l’Elyon (Superiore)? È un qualcosa che si trova in alto e che adesso mi riempie. Il riempimento di ricezione vuole solo ricevere tutto per sentirsi bene, per essere in salute, per conoscere, per capire, per conseguire e per controllare in qualche modo. Tutto questo appartiene alla caratteristica della ricezione che è diretta interamente verso il beneficio per se stessi.

Tuttavia, sopra di me esiste una caratteristica opposta, nel senso che la attribuisco alla spiritualità e la valuto. Si trova sopra di me e voglio conseguirla. Se questa caratteristica superiore mi avesse vestito, smetterei di preoccuparmi di me stesso, agendo solo per il mio beneficio personale. Ma cosa avrei pensato allora? Avrei pensato a qualcosa? Quale tipo di forma avrebbe la mia caratteristica di dazione? In che modo mi riempirebbe invece la caratteristica della ricezione che mi riempie adesso?

Dunque, noi conseguiamo il Kli, la ragione, la preparazione per la caratteristica della dazione, un posto in cui può essere rivestito. Per farlo, dobbiamo preparare l’Arvut (Mutua Garanzia), l’atteggiamento verso il prossimo nel quale è rivestita la dazione.

Questo è molto pratico e sta a noi cercare di portarli nelle nostre sensazioni. Se tutti ci pensassero, se ci fosse un accordo generale, un pensiero generale, se fossimo pronti a prestare attenzione a questo per un lungo periodo, allora saremmo influenzati fortemente l’uno con l’altro nel modo migliore e noi chiariremmo precisamente questo atteggiamento verso il Creatore. Questo è l’unico nostro lavoro: cercare di immaginare più chiaramente la Sua caratteristica e concentrarci sul Creatore.
[128275]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 24/02/2014, Domande e Risposte con il Dott. Laitman

 

Materiale correlato:
Il Comandamento dell’Amore
Un ponte stretto nel dominio del Creatore
Il mondo spirituale-Il mondo delle qualità

Il Creatore precede ogni cosa

Dr. Michael LaitmanPer quale motivo comprendiamo il mondo in cui viviamo? Perché lo percepiamo. Se iniziassimo a sentirlo in un modo diverso allora lo comprenderemmo come qualcos’altro di sentito dentro di noi.

In altre parole, la sensazione deve precedere la comprensione. È impossibile capire una realtà che non percepiamo. Questo non succede. Certe volte è possibile comprendere qualcosa nel nostro mondo in base alla nostra immaginazione poiché abbiamo dei modelli di percezione di oggetti particolari ed è possibile immaginarli in qualche forma. Questo però è un problema.

Siamo pronti, per esempio, ad immaginare il sapore dell’uva con il benzene? Ovvero, sino a che non abbiamo fatto l’esperienza tangibile di qualcosa, i Kelim (Vasi) non si creano dentro di noi, visto che i Kelim sono i desideri, le sensazioni e prima di questo il nostro cervello non ha nulla con cui lavorare.
Il nostro problema con il Creatore allora, è che Egli è l’unica forza e noi abbiamo la possibilità di sentirci in questo mondo separati da Lui, e questa è la cosa più grande che Egli abbia mai fatto. Egli ha creato qualcosa come se esistesse fuori da Lui (Esistenza dall’assenza), e precisamente da questa non esistenza è possibile iniziare a conseguire il Creatore.

Tuttavia, è impossibile comprenderLo con l’intelletto, poiché le Sue caratteristiche, i modi e le attività sono per noi completamente incomprensibili. I livelli di avvicinamento al Creatore sono in base al grado di equivalenza con Lui. Il problema più grande del nostro avvicinarci è che, ad ogni passo verso il Creatore, dobbiamo capire sempre di più, sentire, conoscere ed aggrapparci interiormente al fatto che tutti i nostri movimenti entro i nostri desideri, pensieri, spinte e piani, qualunque essi siano mentre siamo diretti a Lui, e anche tutte le attività opposte quando vogliamo deviare e mentire a noi stessi, in tutto questo il Creatore ci precede.

Non fa differenza come percepiamo noi stessi, in quali desideri, pensieri o azioni, noi Lo scopriamo sempre per primo e, dopo noi stessi. Ed allora io dove sono? Si sta chiarendo che l’“io” di ognuno di noi si trovi proprio nella comprensione che il Creatore è ovunque e che, a questo punto, bisogna aderire a Lui. Allora l’“io” gradualmente, aderirà al Creatore in alcune parti, in alcuni punti, sino a raggiungere la piena equivalenza con Lui. Questa forma è chiamata Adamo (Uomo).

Comunque, per noi è difficile immaginarlo, visto che tutto avviene dentro i nostri desideri, e questo sarà realizzato solo quando inizieremo a spostarci all’interno della nostra analisi interiore verso la scoperta del Creatore in ogni cosa, dentro di noi e intorno a noi, secondo il principio “Non esiste nulla tranne Lui”.

Ciò che sto pensando adesso è il Suo pensiero. La mia reazione a questo pensiero è la mia reazione o la Sua reazione? In che cosa possono essere equivalenti i nostri pensieri? In che cosa posso vedere la differenza tra Lui e me? Se non sono d’accordo con il pensiero che si è acceso dentro di me, significa che questo disaccordo viene da Lui, e qui inizia a chiarirsi il punto in cui la mia forma differisce dalla sua.

Questa è un’analisi molto interessante. All’inizio è faticosa, ma in seguito inizia ad essere interessante. Dopo tutto, è un gioco interiore continuo, infatti aggiunge e apporta un significato interiore alla nostra vita, apporta energia interiore, è una sorgente di movimento. Se l’uomo comincia a cercare il Creatore in tutte le sue pulsioni, sentimenti e pensieri, anche nei movimenti inconsapevoli e nelle reazioni istintive, significa che sta cercando le parti nelle quali è diverso dal Creatore.

Nella natura inanimata, vegetale e animale, il Creatore si manifesta istintivamente. Tutto succede in questi ambiti secondo delle leggi definite. Non ci sono problemi, e tutte le leggi della natura sono seguite in modo preciso.

Allora non possiamo lamentarci contro gli animali, e nemmeno gli animali possono lamentarsi gli uni con gli altri. Tutto è in un equilibrio particolare: chi mangia che cosa, chi esiste alle spese di chi. Ogni cosa è definita dall’inizio. Tutto deve esistere in questo modo. Esiste una trasmissione precisa ed istintiva della Natura. Il Creatore agisce dentro di loro naturalmente e non viene espresso in alcuna forma.

La stessa cosa succede nelle persone nelle quali il Creatore non vuole essere rivelato. Egli lavora istintivamente. Vediamo che tutti i grandi politici, economisti ed in parte anche gli scienziati (ci sono alcuni che sono già consapevoli della loro differenza), senza parlare della gente comune, esistono tutti istintivamente. Il Creatore si è rivelato a loro.

In che modo Egli si è rivelato a noi? Per prima cosa, Egli ci obbliga a cercare la ragione della nostra esistenza, nel senso di iniziare la Sua ricerca, e ci porta a sentire in quali posti e modi stiamo iniziando a crescere sopra il nostro livello animale. Se adesso sono coinvolto in questo, sto cercando di capire in quale posto dentro di me, nei miei pensieri e nei miei sentimenti, posso aggrapparmi al Creatore, dove Egli mi mette costantemente alla prova, mi dirige dall’interno. Questo pensiero è correlato al livello di Adamo. Desidero innalzarmi al di sopra del comportamento istintivo e voglio riconoscere consapevolmente la direzione del Creatore, consapevolmente dal mio punto di vista. Questa è esattamente la direzione verso la quale dobbiamo andare.

Qui iniziamo a staccarci da Lui e a connetterci consapevolmente a Lui, come se precedentemente fossi sotto la direzione istintiva del Creatore. Tutto quello che ho fatto, tutta la mia vita precedente doveva essere esattamente così. Tutto è dovuto a Lui!

Da questo momento in poi, voglio sentire la sua attività in tutti i miei sentimenti e desideri, in tutto quello che mi succede e, dopo questo, decidere se sarò d’accordo con la sua azione, su come posso aderire a Lui consapevolmente.

Devo sentirLo, devo sentire questo è Lui e questo sono io, e che Lui sta facendo qualcosa dentro di me. Sono d’accordo con i Suoi desideri e pensieri con il cuore e con la mente, con quello che sta facendo con me? Se non lo sono, devo connettermi a Lui e aderire a Lui al di sopra dei miei desideri e pensieri. Questo è un lavoro molto grande. Qui inizio a separarmi dal Creatore (questo è chiamato “l’analisi dello stato”) e dopo fare la correzione, connettermi a Lui (e questo è chiamato “Correzione ed adesione”).

La distanza tra Lui e me è determinata dal mio ego, che sto iniziando a scoprire dentro di me, e più lavoro su me stesso, più il mio ego cresce da un meno ad un enorme più, o dal comportamento istintivo alla consapevolezza che Egli è Colui che agisce in questo modo, ma io sono ancora d’accordo con Lui e mi muovo indietro verso di Lui. Questo procede come in un cono, e noi dobbiamo collegare questi due sistemi alla linea di mezzo.

Attraverso la comprensione che senza l’ego non possiamo separarci da Lui, diventare una creatura indipendente, diamo grande soddisfazione al Creatore. Solo allora iniziamo a capire che cosa è l’esistenza dall’assenza, e da lì ci colleghiamo all’”esistenza dall’esistenza”.
[129647]

Dalla Lezione di Kabbalah del 07/02/2014

Materiale correlato:
Assenza precede presenza
Le differenze tra la Luce e il buio
La saggezza che ci indica la Luce

Il pentimento prima di Rosh Hashanah

Dr. Michael LaitmanPer chiedere perdono, bisogna sapere che cos’è l’amore per le persone come te e che cosa significa farsi queste domande “Cos’è che non ho fatto in nome di questo amore? Se è necessario sentire di avere l’amore per altri, che è la principale Mitzvah (Precetto) della Torah, lo sento o non lo sento affatto?”. Molte persone pensano che sia sufficiente fare solo le Mitzvot (Precetti) fisiche.

I Kabbalisti ci consigliano di unirci in gruppi di 10, in modo che insieme possiamo verificare se ci stiamo veramente trattando bene a vicenda. Stanno tutti cercano di prendere le distanze dal proprio ego e si connettono agli altri, si integrano con i desideri di tutti e sentono l’amore tra di noi?

Se ci rendiamo conto che tutto questo non esiste, ci sentiamo da biasimare, quindi chiediamo perdono. Il perdono serve per non uscire dalla condizione principale di “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Oggi, questa condizione è diventata un imperativo per tutto il mondo per poter uscire dalla crisi globale. Ma il popolo di Israele deve essere il primo a realizzarlo, e noi non lo facciamo. Quindi chiediamo la forza che ci aiuti a raggiungere questo amore. Vediamo chiaramente di non essere preparati a svolgere questa condizione da soli, tuttavia, possiamo chiedere aiuto. E concludiamo il Selichot (Perdono) chiedendo di poter compiere la principale Mitzvah e far avvicinare le persone. Attraverso questo, ci avviciniamo sempre più anche noi alla forza superiore, al Creatore.

L’uomo non può realizzarlo da solo, quindi lavoriamo in gruppo, questo è il modo in cui controlliamo se abbiamo raggiunto o meno la reciproca dazione e la connessione. Altrimenti abbiamo bisogno di chiedere la forza per aiutarci a connetterci e per raggiungere l’unione. Questa richiesta comune è chiamata preghiera e deriva dalla nostra connessione, dal centro del nostro cerchio, come una colonna che si erge verso l’alto. Quando esaminiamo la nostra unione, raggiungiamo il Selichot.

Da questo punto, vediamo che senza studiare la Saggezza della Kabbalah è impossibile scoprire cosa chiedere, da cosa dobbiamo essere attratti, lo scopo della Creazione e come la Torah è collegata alle Mitzvot di amore per gli altri e di amore per il Creatore attraverso l’intero ordine della correzione. La Saggezza della Kabbalah ci insegna come realizzare noi stessi secondo ciò che è scritto nella Torah. L’unica Mitzvah è quella di superare il nostro ego e di raggiungere la connessione e l’unione tra tutti. Essa comprende, al suo interno, tutto il resto delle Mitzvot, le quali sono correzioni individuali del nostro ego. Il desiderio egoistico è composto da 613 parti, dobbiamo correggerle tutte a cominciare dalla più semplice fino a quelle sempre più difficili. Così è necessario effettuare le 613 correzioni, chiamate le 613 (Taryag) Mitzvot.

Quando ci aiutiamo l’un l’altro, in ultima analisi, raggiungiamo la redenzione, nel senso che scopriamo la forza superiore, il Creatore, dentro la nostra connessione reciproca corretta della dazione e dall’amore. Questo è il perdono prima di Rosh Hashanah. Ovviamente, è impossibile iniziare un nuovo anno, un nuovo inizio, il livello successivo, verso il quale dobbiamo salire grazie alla nostra correzione, senza chiarire tutto quello che abbiamo passato. E questa è l’essenza del pentimento, chiedere con maggior vigore alla Luce che Riforma di correggerci e di renderci possibile il raggiungere un’unione ancora più forte.

[166.295]

Dalla trasmissione di Kab.TV “Selichot” 17.08.2015

Materiale correlato:

Selichot: Il Tempo del Pentimento
Il cammino verso lo stato di Yom Kippur

La Torah: cambia te stesso per rivelare il Creatore

Dr Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 14:13-16): “Mosè disse al Signore: Ma gli Egiziani hanno sentito che Tu hai portato questa nazione fuori dal loro seno con grande potenza. Diranno agli abitanti di questa terra che avevano sentito che Tu, oh Signore, sei in mezzo a questo popolo; che Tu, Signore, sei apparso a loro faccia a faccia e hai appoggiato una nuvola su di loro. E che Tu andavi davanti a loro con una colonna di nubi di giorno e con una colonna di fuoco di notte, e se Tu uccidi questa nazione come un sol uomo, le nazioni che hanno sentito parlare della Tua reputazione diranno quanto segue: ‘Dal momento che il Signore non ha avuto la capacità di portare questa nazione verso la Terra che Lui giurò loro, li ha massacrati nel deserto'”.

Mosè sembra dire al Creatore: “Potevi educare i tuoi figli in modo appropriato, se non con incentivi allora almeno con le punizioni. Che tipo di educatore sei se Tu punisci semplicemente i tuoi figli e li uccidi?”.

Mosè è il punto più interno del cuore dell’uomo, il posto in cui può essere in contatto con il Creatore. Quando ascende al livello successivo, dal livello di Bina al livello di Chochma, per esempio, subisce un cambiamento interiore. Egli deve dirlo! Non è che Mosè inizia a lamentarsi così improvvisamente: “Come osi comportarti in quel modo?!”. Nel complesso, le persone religiose temono tali pensieri: “E’ possibile pensare in questo modo del Creatore? Dio non voglia! Che ne sarà di me se penso in questo modo?”. D’altra parte, qui la situazione è opposta, dal momento che, dopo tutto, è la natura stessa ad essere stata creata dal Creatore, e ora si ribella contro di Lui dentro di noi, in modo da poter realmente capire che la nostra situazione attuale è opposta alla natura.

Questo significa che quando l’uomo ascende e si avvicina al Creatore, non ha paura di non essere d’accordo con Lui e di maledirLo, anche dal profondo della suo cuore. Lui è contento di questi cambiamenti perché, in realtà, indicano il suo vero stato superiore.

Quello che Mosè dice, quindi, indica che sta per completare il livello con cui ha guidato il popolo nel deserto per 40 anni. Lui ha cambiato l’attributo di ricezione in attributo di dazione, ed ora consegue le ultime correzioni del suo ego. Questo livello è come un missile che ha adempiuto alla sua funzione, si stacca e brucia nell’atmosfera.

Le lamentele di Mosè derivano dallo stato di fine della correzione, dopo aver completato il suo lavoro sul livello attuale. Il livello successivo è totalmente diverso e in questo livello esiste l’adempimento di ricevere con l’intenzione di dare.

È impossibile compiere la missione che il Creatore dà ora alle persone che hanno appena attraversato il deserto e Lo hanno raggiunto. Questa missione non può essere conseguita in questo modo poiché la fase successiva è quella di ricevere con l’intenzione di dare. Nella fase successiva, detta il passaggio della frontiera della Terra di Israele, i cambiamenti nella persona dall’esterno verso l’interno avvengono nei vasi completamente nuovi apparsi in lui, questo è un nuovo metodo di lavoro su se stessi ed è una nuova percezione del mondo. Questa non è solo la sensazione del mondo, ma l’inizio della realizzazione di come lui deve correggere il mondo. Fino ad allora, si è solo preparato ad entrare nella Terra di Israele e a conquistarla, il che significa sconfiggere tutte le nazioni dei giganti che ci vivono e raggiungere un livello tale per cui i frutti giganti che lui ha trasportato dovrebbero diventare luce, poiché può ricevere con l’intenzione di dare.

Pertanto, le lamentele di Mosè avvengono solo perché chiede al Creatore nuove competenze e nuove conoscenze. Egli vuole imparare una nuova correzione e vuole ricevere l’istruzione su come entrare in questa terra e conquistarla. All’interno dell’uomo deve esserci uno sconvolgimento estremo e deve trasformarsi in un uomo diverso.

Domanda: Questo significa che Mosè può lamentarsi con il Creatore?

Risposta: Il discorso tra Mosè e il Creatore è il riconoscimento completo di ciò che dovrebbe succedergli ora: “Ho bisogno di una trasformazione interiore e Tu devi farlo per me”. Se non si lamenta col Creatore per questo, significa che non è ancora pronto alla transizione. Pertanto, tutto ciò che Mosè dice, può sembrare un grave attacco al Creatore, ma in realtà Lui lo desidera. Questo significa che l’uomo comprende la grave trasformazione interiore che deve subire per poter iniziare a lavorare con il suo ego con l’intenzione di dare. Nessuno può immaginarselo.

Commento: Invece di non dire il nome di Dio invano e di non essere arrabbiati con Lui, ecc., tutto avviene esattamente al contrario.

Risposta: Non dobbiamo avere paura di nulla. Il Creatore è la caratteristica della bontà assoluta. Lui è inanimato e senza vita fino a quando tu Lo porti alla vita attraverso i tuoi sentimenti. Proprio come puoi essere arrabbiato come un vulcano che distrugge una determinata regione o puoi temere il sole, la luna o i terremoti quando attribuisci i tuoi sentimenti ad oggetti inanimati, puoi anche relazionarti al Creatore nella stessa maniera, alla caratteristica di dazione e amore assoluti. Non puoi dare in un modo o nell’altro, ma devi semplicemente cambiare te stesso.

Quando cambi te stesso, cambi la tua personale ricezione e quindi il Creatore ti sembra diverso. Ma in realtà, quello che sta cambiando sei tu! Tutta la Torah si basa sulla preghiera, che in ebraico deriva dalla parola radice che significa giudicare se stesso.

Preghiera significa auto-giudizio e chiedere che cosa ho bisogno di cambiare dentro di me per rivelare il Creatore come bene assoluto. Ovviamente, questo è il punto in cui finisce qui il lavoro di Mosè, tuttavia è la preparazione alla fase successiva.
[165.477]

Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2015

Materiale correlato:

Allargare gli orizzonti della dazione
Quando il sole non lascia lo zenith
Il timore spirituale non può essere senza amore

La legge immutabile della Natura

Dr Michael LaitmanIl Creatore è la legge superiore e generale della natura. Nella Torah è descritto come Mosè gridò quando si rivolse al Creatore, ma non c’era nessuno a cui rivolgersi. Com’è scritto “Una voce chiama … nel deserto” (Isaia 40: 3).

Generalmente esprimiamo le nostre immagini, le nostre impressioni e il nostro rapporto reciproco con il Creatore proprio come esprimeremmo la nostra rabbia verso un computer malfunzionante.

Tuttavia, di fatto, la forza superiore è la legge immutabile della natura, e così è scritto: “Egli ha emesso un decreto, che non cambierà” (Salmo 148: 6). Non c’è nessuno quindi, a cui rivolgersi tranne te stesso!

Esiste un programma immutabile dentro il quale ci ritroviamo e dobbiamo lavorarci all’interno. In caso contrario, ci sforziamo e prendiamo i dolori fino a che raggiungiamo la consapevolezza di come continuare ad andare avanti.

Nulla cambierà in meglio se non lavoriamo su noi stessi, al fine di raggiungere una buona connessione con gli altri e, per di più, con tutti quanti! Non ci aiuteranno né i buoni rapporti in famiglia e nemmeno con tutti gli uomini. Le alleanze egoistiche qui non aiuteranno; deve essere tutto assolutamente altruistico.

Abbiamo bisogno di lavorare al di sopra di noi stessi, al di fuori di tutti i calcoli egoistici. Questo è il modo in cui dobbiamo prendere in considerazione tutti, solo con le connessioni altruistiche.

[163.644]

Dalla trasmissione di KabTV “I segreti del Libro Eterno” 25/02/2015

Materiale correlato:

Il popolo d’Israele – Il punto di connessione fra i mondi
Noi dovremmo imparare ad essere una colonna di ferro
Non fuggire dal lavoro ma da te stesso

 

Esiste un Dio?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Esiste un Dio?

Risposta: Io non so cosa intendono le persone quando dicono “Dio”. Se con “Dio” si intende una forza che controlla tutto, allora questa forza è la natura.

Quanto più impariamo sulla natura, vediamo che tutto è razionale, equilibrato, e funziona secondo le proprie leggi. Noi conosciamo alcune di queste leggi, altre non ancora, e per questo motivo la loro essenza è nascosta a noi. Noi crediamo in vari miracoli e azioni che apparentemente possono influenzare il nostro corso delle azioni, e questo è tutto perché ci manca la conoscenza. La scienza della Kabbalah offre la possibilità di imparare queste leggi.

La natura può essere chiamata Dio, se ci ricordiamo che si tratta di una forza assolutamente rigida, che non dimora in nessuno dei nostri desideri. Non è come i nostri genitori dai quali possiamo andare a piangere e loro avranno pietà di noi. Le nostre lacrime non ci aiuteranno. Si tratta di un sistema che agisce secondo le sue leggi precise. Come è scritto, “Ho dato una legge, e non la cambierò.”

Secondo la scienza della Kabbalah, il valore numerico (Gematria) della parola “natura” e “Dio/Creatore” è lo stesso. Quindi, rivolgersi al Creatore è la stessa cosa che rivolgersi alla natura. Tuttavia, è meglio chiamare questa forza natura perché così capiamo subito che stiamo parlando di leggi rigide e supplicarle non ci aiuterà.

Una persona dovrebbe sapere come comportarsi e correggersi in modo che queste leggi diventino benevole per lui. E se non le usa correttamente, allora naturalmente lui riceverà una reazione negativa, come per tutte le leggi fisiche.

Pertanto, non vi è alcun Dio che siamo in grado di addolcire o in qualche modo placare!
[161819]

Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman” 10.06.2015

Materiale correlato:

Il Linguaggio segreto del Creatore
Un piano di costruzione “HaVaYaH”