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Come possiamo coltivare la pace interiore e vivere una vita più appagante?

Possiamo coltivare la pace interiore e vivere una vita più appagante imparando ad accettare i numerosi colpi di scena del destino come una sorta di gioco, non crudele, ma un’interazione profondamente significativa e giocosa con la forza superiore.

Ogni evento e ogni cambiamento improvviso nella vita sono come una mossa di un grande avversario sulla scacchiera. Lui gioca la Sua mossa, ora tocca a noi. Poi osserviamo, pensiamo e rispondiamo. In questo processo, iniziamo a percepire di essere in un dialogo vivo con la forza stessa che ci ha creato e ci sostiene.

Quindi, ogni nostra risposta, pensiero, sentimento e decisione diventa parte di un avventuroso viaggio di scoperta interiore. Iniziamo a provare entusiasmo e persino gioia, perché ci rendiamo conto che non c’è nulla di caotico nella vita, ma un gioco attentamente organizzato che ha lo scopo di avvicinarci alla comprensione di chi sta giocando con noi.

Anche se al momento non riusciamo a percepire coscientemente la forza superiore che sta dietro a tutto questo, questo stesso desiderio di percepirla risveglia la forza affinché giochi con noi e tale desiderio ci guida nella direzione ottimale. Risveglia una consapevolezza più profonda e trasforma le nostre vite ordinarie in un percorso spirituale.

In definitiva, questo è ciò che desideriamo raggiungere: sentire che ogni svolta del destino, ogni carta giocata, ogni passo compiuto, è un invito ad avvicinarci a Colui che guida il gioco, la forza superiore.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 7 novembre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Dio soffre?

Dio, o il Creatore, soffre molto senza di noi. Ha un desiderio infinito di dare, di elargire, di saturare tutta la creazione di bontà, eppure non c’è nessuno che lo desideri veramente. Sì, noi esseri umani vogliamo essere colmati, ricevere, ma non da Lui. Questa è la tragedia. Ciò a cui assistiamo è quasi come una guerra di nervi: chi sarà il primo a cedere, a confessare il suo amore, a dire sinceramente: “Ti amo”? È un gioco di sfinimento, di attesa che una delle due parti ceda.

La nostra vera identità emerge quando iniziamo a essere complementari al Creatore. Non semplicemente nell’essenza, siamo già potenzialmente necessari a Lui, ma nell’azione, quando ci avviciniamo consapevolmente a Lui, ci uniamo e ci fondiamo con Lui. Così facendo, risvegliamo una pienezza che si diffonde in tutto l’universo: la luce suprema che permea e sostiene ogni cosa. Senza di noi, senza questa partecipazione, l’universo rimane vuoto, freddo e oscuro.

Cosa si aspetta il Creatore da noi? Che accendiamo la luce. Che accendiamo la luce di questo mondo affinché l’universo possa essere riempito della Sua presenza: luce, amore, bontà, unità e perfezione in ogni forma.

Eppure, guardate il nostro mondo attuale, lacerato da guerre e confusione. Non dobbiamo fuggire o disperare. Dobbiamo solo aspettare con calma, con certezza, perché questo accadrà. Eppure, dobbiamo desiderarlo. Dobbiamo chiederlo silenziosamente al Creatore. Questo è tutto ciò che ci viene richiesto, senza rumore, proclami clamorosi, discussioni o resistenze. Semplicemente desiderare, chiedere sinceramente e lasciare che la luce si riveli.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 10 agosto 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Chi è il vero Creatore di tutto?

Cos’è questa forza che chiamiamo: “Il Creatore”? Non dovremmo immaginare un’immagine o una forma, ma piuttosto comprenderla come una forza che abbraccia ogni cosa, contenendo ogni cosa al suo interno. Il Creatore desidera che ci distacchiamo da Lui, cosa che ha già predisposto in una certa misura, affinché possiamo diventare come Lui. E qual è la Sua essenza? È una forza di amore, dazione e connessione.

Quando ci sforziamo di relazionarci gli uni con gli altri attraverso l’amore e la connessione, ci avviciniamo a Lui. Perché? Perché in queste qualità assomigliamo alla Sua stessa natura. Più costruiamo tali relazioni tra di noi, più sentiamo la vicinanza e la presenza del Creatore al nostro fianco.

Questa forza ci protegge, ma la sua protezione dipende dal nostro desiderio e dal nostro sforzo di connetterci attraverso l’amore per gli altri, come per noi stessi. Nella misura in cui viviamo secondo questo principio, avanziamo e la forza del Creatore ci guida e ci protegge.

Basato sul video “Come funziona la forza del Creatore?” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman e Oren Levi.

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Cosa determina se una preghiera verrà esaudita o meno?

Se vuoi formulare una preghiera autentica che venga esaudita, devi aprire il tuo cuore e lasciare che essa, già dentro di te, emerga naturalmente. Solo così può essere una vera preghiera, altrimenti non la è.

Per “cuore” non intendo l’organo fisico. Intendo la somma dei tuoi desideri e aspirazioni più profondi e, più precisamente, le tue lamentele sulla vita. Questo è il cuore: tutti i tuoi desideri inappagati, quelli che vorresti presentare al Creatore, chiedendoGli perché non sono stati realizzati.

Ma non tutti i desideri insoddisfatti ricevono una risposta. Solo un tipo di desiderio la riceve: quello che si rivolge specificamente al Creatore per la sua realizzazione. Non si tratta dell’oggetto del desiderio, che si tratti di denaro, felicità, fama o successo, ma della fonte da cui ci si aspetta che venga esaudito.

In definitiva, vuoi che sia il Creatore stesso a colmare il tuo desiderio, solo questo ti soddisferà davvero. Anche se ti desse solo una goccia, sarebbe sufficiente, perché proviene da Lui.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 19 luglio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché l’ateismo è in aumento?

In effetti, il numero di atei nel mondo è in aumento. Alcuni stimano che si avvicini al miliardo di persone, e la tendenza sembra in crescita. Tuttavia, questo non sorprende. Riflette un processo più profondo di sviluppo umano.

L’ateismo non è l’assenza di fede. È fede, solo riorientata. Diventa una sorta di religione moderna. I suoi dei sono la ragione, il progresso, la tecnologia, il successo e il denaro, cioè forze su cui le persone fanno affidamento per dare un senso alla vita. In questo senso, l’ateismo è la religione della natura, non l’ateismo. È una fase necessaria della nostra evoluzione.

Man mano che l’ego umano si sviluppa, comincia a rifiutare immagini primitive di una divinità che un tempo erano confortanti. Ma ciò non significa che la ricerca di qualcosa di superiore scompaia. Al contrario, diventa più raffinata. Una persona inizia a cercare qualcosa di reale, dimostrabile, che non richiede fede cieca, ma che può essere sperimentato e verificato interiormente.

Cos’è, dunque, la vera fede? La vera fede, secondo la saggezza della  Kabbalah , non è credere in qualcosa di invisibile o intangibile. È il raggiungimento della forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione in modo chiaro, diretto, esperienziale e consapevole. Possiamo raggiungere la piena connessione con questa forza. Questa forza superiore entra in noi, ci riempie e agisce attraverso di noi, con la nostra completa partecipazione e il nostro consenso.

Questa è l’essenza della Kabbalah: la scienza di rivelare il Creatore, la forza superiore della realtà, attraverso un processo consapevole e volontario di assimilazione ad essa.

Che cos’è questa forza? È una forza di amore e di dazione assoluti. Non contiene immagini, rituali o intermediari. Esiste al di là di tempo, spazio e movimento, senza forma né richieste. È l’offerta costante di connessione e attende che noi la scopriamo.

Ma è  qui sta la sfida. Questa forza è l’opposto completo della natura umana. Noi siamo costruiti per ricevere, proteggerci e servire il nostro io egoistico. Ecco perché, per la maggior parte delle persone, l’idea di amore e dazione assoluti è poco attraente e persino repugnante. Appare innaturale perché minaccia l’ego.

Solo in coloro in cui si risveglia un’autentica aspirazione, cioè un desiderio ardente del senso della vita che oscura tutto il resto, nascerà la volontà di perseguire questa connessione a ogni costo. Se quel desiderio non si è ancora risvegliato, continuiamo a vivere per il bene del corpo, ad esistere al livello animato della vita, anche se ci definiamo umani.

Eppure, questo desiderio si risveglierà in ognuno. Prima o poi, ogni anima dovrà raggiungere lo stato in cui grida: “Qual è lo scopo della mia vita? Perché sono nato?”. Quel grido è l’inizio del cammino spirituale.

La nostra ascesa spirituale non avviene da soli. L’umanità non è separata dalla natura. Mentre ascendiamo, trasciniamo con noi tutti i livelli dell’esistenza: inanimato, vegetativo e animato, nell’unità con la forza superiore.

Quindi sì, noi esseri umani siamo il coronamento della creazione, ma solo se adempiamo al nostro ruolo: scoprire la forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione, assomigliarle ed elevare tutta la natura a quello stesso stato.

Fino ad allora, saremo ancora nel processo evolutivo. Ma la sua fine è già scritta ed è meravigliosa e sublime.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 24 dicembre 2024.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Dio esiste? Puoi spiegare perché Dio potrebbe esistere o non esistere?

Per me non c’è dubbio: il Creatore esiste. Non è una figura astratta tra le nuvole, ma la forza che ha creato ogni cosa, noi compresi. E non solo ci ha creati, ma ha anche instillato in noi uno scopo ben preciso, che dobbiamo realizzare.

Questo scopo è diventare come Lui.

Ecco perché siamo chiamati “esseri umani”, che in ebraico è la parola “Adam”. Essa deriva dal termine ebraico per “simile” (“Domeh”). Un essere umano è chiamato “Adam” perché è destinato a diventare simile al Creatore nelle proprie qualità interiori.

Cosa significa questo? Significa acquisire la qualità della dazione: dare, amare, creare e prendersi cura senza alcun interesse personale. Il Creatore è la fonte di tutta la realtà, la forza che dona senza limiti e che governa tutti i mondi attraverso la dazione assoluta e l’amore. Questo è lo stato che ognuno di noi deve raggiungere. È il significato più pieno dell’essere umani.

Inoltre, tutti hanno bisogno di raggiungere questo stato. Che ne siamo consapevoli o no, che ci crediamo o che ci opponiamo, questo è il nostro cammino. Potrebbe sembrare sconcertante ora, e lo è, ma è l’evoluzione suprema dell’anima.

Alla fine, ci arriveremo. Diventeremo tutti come il Creatore, che lo vogliamo o no.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il kabbalista Dr. Michael Laitman del 19 maggio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Il primo amore lascia sempre un segno indelebile?

Perché il nostro primo amore non si avvera quasi mai? Perché passa come un sogno che non tocca mai davvero terra? È così che lo sogniamo sempre, non la persona, ma il sentimento stesso. Quella sensazione travolgente, quella di una disponibilità totalizzante a donarci completamente per un’altra persona, rimane con noi. È ciò che la forza superiore che ci ha creato e ci sostiene, che nella saggezza della Kabbalah chiamiamo “il Creatore”, “Dio” e “Natura”,  vuole impiantare nei nostri cuori attraverso i primi amori che ci dona.

Se ci connettessimo davvero al nostro primo amore, la piena comprensione e realizzazione di quel sentimento lo spegnerebbe, rendendolo ordinario e comune. Invece, ci viene dato in una forma che non può essere raggiunta fisicamente. Viene posto davanti a noi affinché continuiamo a desiderarlo, a tendere verso di esso. Quel sentimento diventa una bussola che ci indica qualcosa di più elevato.

È un sentimento che si deposita nella nostra memoria, rimanendo nascosto dentro, come una scheggia nel cuore che non se ne va mai e che tutti quanti portiamo con noi.

Ma amiamo davvero la persona che consideriamo il nostro primo amore? No, non la vediamo nemmeno. Non guardiamo la persona in sé, ma una scintilla, qualcosa che è stata messa lì per accenderci. Quella scintilla ci cattura, facendoci desiderare di starle accanto per sempre.

Lo scopo di questa scintilla è farci provare l’esistenza dell’amore e, insieme ad esso, una sensazione di nostalgia, un vuoto doloroso, un dolce dolore, che diventa il nostro primo assaggio di anelito spirituale. 

Di solito, nessuno sposa il suo primo amore perché questa esperienza, che coinvolge i nostri sentimenti, sogni e desideri, è orchestrata dall’unica forza superiore che esiste in natura. La natura è dietro ogni nostro sentimento, gusto e stato d’animo, guidandoci a scoprire, passo dopo passo, la sua qualità d’amore verso di noi.

Raramente accade che le persone si incontrino presto, si innamorino, si sposino, costruiscano una famiglia e invecchino insieme. Ho visto casi simili, ed è molto interessante osservarli. Queste coppie hanno spesso molti figli. Sembrano capirsi profondamente, senza bisogno di parole, di solito sono felici.

Ma questi casi sono estremamente rari. Sono una sorta di dono dall’alto. Un segno.

In definitiva, però, cosa ci viene mostrato? Che dobbiamo ricercare un amore eterno, superiore e vero. Non è amore di coppia o per un partito o per la patria, ma amore per la natura stessa, la qualità stessa dell’amore e della dazione che ci ha creati e ci sostiene.

Come giungiamo a questo amore? Attraverso lo sviluppo dell’amore per gli altri. Amore non solo per coloro per i quali una scintilla mi fa sentire qualcosa di speciale, ma amore per tutti. Attraverso l’amore per gli altri, arriviamo ad amare la natura stessa. Nella saggezza della Kabbalah, questo si chiama “dall’amore per l’uomo all’amore per Dio”, poiché “Dio” e “Natura” nella Kabbalah sono la stessa cosa.

Questa è la verità ultima che si cela dietro la sensazione del nostro primo amore: darci un assaggio che l’amore esiste e che lo stesso tipo di desiderio e brama che applichiamo naturalmente al primo amore, dovremmo applicarlo volontariamente per raggiungere “dall’amore per l’uomo all’amore per Dio”.

Basato su “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 6 luglio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è il segreto dello Zohar?

I Kabbalisti che scrissero Il Libro dello Zohar lo fecero sedendosi e studiando insieme in una grotta, attraverso la quale raggiunsero uno stato in cui poterono esprimersi tramite Lo Zohar.

Vale a dire che  lo  Zohar si manifestò grazie al potere di quei dieci amici che riuscirono a connettersi tra loro così profondamente che nulla li separava.

Di conseguenza, il Creatore, la forza superiore di amore, dazione e connessione, poté dimorare tra loro e rivelarsi a loro.

Il Libro dello Zohar  non è un libro, ma una rivelazione della forza superiore. Ecco perché, per noi, questo libro è una fonte della forza divina destinata a correggere noi e l’intero difetto umano, elevandoci al livello dello scopo della creazione.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Dio, Creatore, o Forza Superiore?

Domanda: Il Dio In cui molti credono esiste davvero?

Risposta: Lui non  esiste.

Commento: Ma c’è un Dio, come sostiene lei, che si chiama…

La mia Risposta: Il Creatore, la forza superiore.

Domanda: E che cos’è veramente?

Risposta: È la forza suprema della  natura, che a sua volta include tutta la natura. Il Creatore è Dio. La Natura è Dio. Non la natura che intendiamo nel nostro mondo, ma quella generale, che possiamo già rivelare al punto in cui possiamo unirci ad essa, con questa natura. Il Creatore desidera che noi arriviamo ad un livello tale da diventare suoi partner.

Domanda: E quando usa la parola  “natura”, a cosa si riferisce?

Risposta: ’Mi riferisco a tutti i mondi. Naturalmente, il nostro mondo non conta niente. Tutti i mondi, cinque in totale, che sono tutti inclusi e governati da un’unica forza, una sola legge, questa legge dell’unità è il Creatore.

Commento: Capisco, ma questo è piuttosto elevato.

La mia Risposta: Non proprio, se stiamo parlando più o meno di una qualche approssimazione alla verità. Ed è per questo che, naturalmente, io sembro…

Commento: Come un ateo, uno che non crede in Dio e così via.

La mia Risposta: Sì

[343957]

Da KabTV’ “Notizie con il  Dr. Michael Laitman,” 9/5/25

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Domanda: Può dire alle persone se esiste un Dio oppure no?

Risposta: Esiste una forza unica in tutta la natura, in tutti i mondi, compreso il nostro mondo immaginario. Questo viene chiamato Olam Amedume — “il mondo immaginario”. La forza superiore che include assolutamente tutto — ovviamente anche noi — viene chiamata il Creatore.

Domanda: E come dobbiamo relazionarci con Lui, con questa natura — come dice Lei — con il Creatore?

Risposta: È proprio questo ciò che insegna la Kabbalah. Lei ha certamente toccato la questione centrale: “Come devo rivolgermi al Creatore? Cosa devo fare? Come Lo trovo? Come regolo il mio stato in relazione a Lui? E comunque… cosa dovrei fare della mia vita? Come dovrei vivere? Ne ricavo qualcosa?”

E qui dobbiamo capire cosa sia il Creatore.
Quindi, cosa fa la Kabbalah? Ti dice come comportarti in modo da non sentirti male.

E perché preghi?  Perché si tratta, in effetti, di sentire il telecomando del mondo — e di iniziare davvero a controllare il tuo destino.
Questo è stato dato all’uomo.
E la forza superiore che conosciamo — il Creatore — vuole che arriviamo a questo.

[344047]

Da KabTV – Notizie con il Dr. Michael Laitman, 12.5.2025

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