Pubblicato nella 'Creatore' Categoria

Dobbiamo fare qualcosa per cambiare questo mondo o dobbiamo cambiare noi stessi?

La formula del cambiamento è che io cambio e il mio cambiamento equivale al cambiamento del mondo. Ma la domanda più profonda sorge immediatamente: chi o cosa mi cambia? Questo avviene affinché io arrivi gradualmente a riconoscere di essere sotto l’autorità dell’unica forza superiore esistente, una forza di amore e dazione assoluti, che nella Kabbalah chiamiamo “il Creatore”. Questa forza superiore governa il mondo che ha creato, tutto ciò che sperimento è la sua guida. Attraverso i cambiamenti interiori che attraverso, alla fine giungo alla gratitudine per il percorso della mia auto-trasformazione, per gli stati che ho attraversato, per la mano che mi ha guidato.

Tutti prima o poi raggiungeranno questa comprensione. Quando terminiamo la nostra vita, capiamo e ci rendiamo conto dell’intero viaggio. E quando diciamo che “moriamo”, dobbiamo chiarire cosa significhi realmente. Chi è che capisce? Non il corpo. Il corpo può essere sepolto o bruciato, non fa differenza. Chi capisce è la persona nella sua anima.

La vera persona non è l’involucro esteriore. La vera persona è l’anima. Quest’anima non è qualcosa di temporaneo o accidentale. Non è un pezzo di carne. È eterna. L’anima sente tutto, attraversa tutto, accumula ogni esperienza e si avvicina continuamente al Creatore. Solo questo è ciò che esiste veramente.

Il corpo è solo un rivestimento, un indumento per questa parte interiore. Svolge il suo ruolo per un certo periodo e poi viene abbandonato. Ciò che rimane, comprende e riconosce la guida del Creatore attraverso tutti gli stati della vita, è l’anima, cioè la nostra parte più intima.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman dell’8 dicembre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Quando troverò il senso della mia vita?

Arriviamo a comprendere il significato della vita solo quando raggiungiamo uno stato in cui ci rendiamo conto che non possiamo vivere senza di essa.

Tuttavia, non siamo noi a giungere a questo punto estremo. È l’anima che lo fa. L’anima cerca di liberarsi dai vincoli di questa vita, di uscire dalla ristretta cornice dell’esistenza corporea. Si tratta di anime speciali, non sappiamo in anticipo quando questo risveglio avverrà anche per noi. Eppure, gradualmente, sempre più anime si stanno avvicinando a tale stato.

Questa pressione interiore, questo insopportabile bisogno di apprendere il significato, è ciò che chiamiamo “un grido” o “una preghiera”. È un dono dall’alto. Tutto in questo processo è un dono della forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione che chiamiamo “il Creatore” nella saggezza della Kabbalah. Persino i nostri sforzi, il nostro desiderio e la nostra ricerca di raggiungere uno stato superiore alla nostra vita attuale ci vengono donati dall’alto. Questo non accade per caso e non capita a chiunque. Proviene esclusivamente dal Creatore e da coloro che Egli ha designato per questo.

Quando la verità viene rivelata, non è la fine del cammino, ma il suo inizio. Dopo quella rivelazione, sentiamo di nuovo costrizione e difficoltà a respirare e di nuovo qualcosa viene rivelato. Tuttavia, ogni volta è a un livello diverso. La verità stessa è il raggiungimento del Creatore, il raggiungimento dell’universo attraverso il Creatore, la consapevolezza della perfezione delle Sue azioni. Questo è ciò che dobbiamo raggiungere alla fine.

Tutti raggiungeranno quel traguardo, in un modo o nell’altro, prima o poi. Ma non tutti devono passare attraverso la stessa intensità di pressione interiore. Ci sono anime che devono attraversare lo stato del sentire che non possono vivere senza tale traguardo in modo molto acuto, intenso e personale. Dopo queste persone ne seguiranno molte altre che lo attraverseranno più dolcemente, seguendo le orme già tracciate, mentre il percorso verrà spianato per le masse.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 4 dicembre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

 

Tutto si raggiunge nella luce della dazione

Domanda: Perché il cambiamento interiore di una persona nel suo approccio alla realtà, dal ricevere al dare, le conferisce la capacità di raggiungere il presente, il passato e il futuro senza limiti?

Risposta: La luce, la qualità della dazione, rivelata all’interno di una persona include tutto perché è l’unica forza in tutta la natura; è la natura stessa.
La luce governa noi, gli esseri creati, perché nient’altro è stato creato oltre a noi. La sua rivelazione sempre crescente dentro di noi rivela tutto ciò che va oltre il tempo, lo spazio e il movimento.

Pertanto, rivelando la qualità della dazione, una persona arriva a conoscere tutte le Sue azioni (del Creatore) dall’inizio alla fine. “Non c’è Creatore senza un essere creato che Lo riveli”.

La qualità della dazione che agisce sull’essere creato è il Creatore. Quando questa qualità, che mi ha creato, inizia a governare dentro di me, significa che sto rivelando il Creatore. Il dominio del desiderio di dare, l’intenzione di dare, la qualità della dazione dentro di me, è chiamata la rivelazione del Creatore a me.

Questa rivelazione avviene nella misura in cui io stesso divento colui che dà. Ma allora, come posso dire che sto rivelando il Creatore? Chi è questo “io” che ancora Lo rivela? Ne consegue che dentro di me permangono qualità che non hanno ancora rivelato il Creatore..

Ma più tardi, quando rivelerò tutto completamente, non ci sarà più divisione tra “Io” e “Lui”. Esisterà solo la qualità della dazione che regnerà senza limiti dentro di me, e nient’altro.
Alla fine, sostituiamo la forza che ci motiva. Noi stessi vogliamo sostituirla in modo che, invece di pensare costantemente a ricevere, io pensi solo a come dare.

In verità, sono semplicemente abituato a lavorare per ricevere, ma non c’è nulla di buono in questo. È un’abitudine dalla quale non riesco a liberarmi.
Baal HaSulam dice che il passaggio al desiderio di dare è solo una difficoltà psicologica. Perché nel desiderio di dare ci sono possibilità molto maggiori di godere e di svilupparsi. Ma siamo abituati ad agire per ricevere e quindi continuiamo ad agire così.

Pertanto, contro la nostra natura consuetudianria, dobbiamo costringere una forza esterna, la luce circostante, ad agire in modo che sostituisca il programma che ci governa. Questo si chiama: “I miei figli mi hanno sconfitto”.

[5481]

Dalla lezione quotidiana di  Kabbalah 2/11/09, Scritti di Baal HaSulam, “The Essence of the Wisdom of Kabbalah”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Qual è la differenza tra i termini “Dio” e “Creatore”?
Diventa come il Creatore
L’importanza della scienza della Kabbalah

Perché le cose peggiorano notevolmente prima di una svolta nella vita?

Quando ci troviamo di fronte a qualcosa di assoluto, a un destino che non possiamo modificare, a una situazione da cui non possiamo sfuggire, scopriamo improvvisamente il posto in cui il cambiamento è possibile.

Quel posto è dentro di noi.

Da quel momento in poi, intraprendiamo un viaggio interiore per cambiare noi stessi da un momento all’altro, passo dopo passo e respiro dopo respiro. È così che possiamo realizzare la miglior vita possibile in questo mondo.

Dovremmo quindi accogliere con favore i vicoli ciechi. Come potrebbe essere altrimenti? I vicoli ciechi sono punti di svolta, il meccanismo stesso attraverso il quale prendiamo forma come esseri umani.

È una dinamica simile a quella di una macchinina che urta un muro, gira, urta di nuovo e gira ancora finché non trova finalmente una strada libera. Quando ci imbattiamo in situazioni senza speranza, esse ci costringono a ricalibrarci e a cambiare direzione.

Passando da un vicolo cieco all’altro, troveremo davvero una via d’uscita. Tutto è programmato dall’alto. Ogni vicolo cieco è un’istruzione precisa: “Gira qui”.

Pertanto dovremmo elogiare i vicoli ciechi, poiché sono una forza che ci costruisce.

Inoltre, non potremo mai raggiungere la decisione giusta che dobbiamo prendere come umanità senza trovarci in un vicolo cieco. Qual è questa decisione? È quella di annullare noi stessi.

Cosa significa annullarsi? Significa che l’individuo non decide l’obiettivo, non definisce il percorso, non si pone al centro e non impone le proprie idee agli altri.

Al contrario, annulliamo noi stessi di fronte agli altri affinché  possano  raggiungere il loro obiettivo. Se perseguiamo qualsiasi altra cosa, ci poniamo di ostacolo. Se annulliamo noi stessi, li aiutiamo ad avanzare. In uno stato ideale, tutti fanno questo per gli altri. Ognuno di noi aiuta gli altri a raggiungere il proprio obiettivo e questo crea un sistema perfetto e completo.

Cosa succede allora al mio “io”? Questa è la parte più bella. Quando annulliamo il nostro “io” egoistico, scopriamo il nostro vero “io”,  il sé collettivo, comune, l’anima unificata, all’interno della quale scopriamo la forza superiore, il Creatore.

È qui che conduce il cammino. Attraverso vicoli ciechi, separazioni e situazioni senza speranza, giungiamo alla rivelazione dell’unica forza d’amore e di dazione che guida ogni cosa. Ecco perché ogni vicolo cieco non è la fine, ma l’inizio del nostro vero sé.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 15 ottobre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Quali strategie possiamo adottare per affrontare con maggiore facilità gli alti e bassi del nostro percorso?

Dobbiamo percepire i colpi di scena della vita con un certo livello di entusiasmo, come in un gioco.

Simile a quando giochiamo a scacchi: il nostro avversario fa una mossa sulla scacchiera e noi iniziamo a vedere la nostra mossa successiva. Dovremmo rallegrarci di avere una connessione con un tale “giocatore”. Desideriamo, attraverso questa connessione con questo giocatore, scoprire il Creatore, la forza superiore di amore e dazione che è alla base di tutto questo gioco.

Allora, ogni nostra risposta, ogni nostro pensiero, ogni nostra decisione, ogni nostro cambiamento interiore, diventa parte dell’avventura. Questo lavoro interiore è il nostro vero viaggio.

Anche se non sentiamo ancora che dietro queste svolte del destino c’è il Creatore, il desiderio di percepirLo, di comprenderLo attraverso questi movimenti, ci conduce già sulla via più efficace e ottimale.

Questo è esattamente ciò che desideriamo raggiungere: scoprire che dietro ogni mossa della nostra vita c’è Colui che gioca con noi, amorevolmente, saggiamente e con l’unico scopo di avvicinarci a Lui.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 7 novembre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Chi è il creatore della natura?

La natura è il Creatore, e il Creatore è la natura. Sono la stessa cosa.

In Gematria, Elokim (Dio) e HaTeva (Natura) condividono lo stesso valore numerico (86) perché si riferiscono alla stessa forza  superiore governante. Se entriamo in rapporto di equivalenza con questa forza, con il Creatore o con la natura, allora quella forza si relazionerà con noi allo stesso modo.

Riguardo al rapporto egualitario tra il Creatore e la natura, il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam) scrisse nel suo articolo “La Pace”:

 

“HaTeva  [la natura] ha lo stesso valore numerico [in ebraico] di  Elokim  [Dio]: ottantasei. Allora potrò chiamare le leggi di Dio ‘  Mitzvot  [comandamenti] della natura’, o viceversa (le  Mitzvot  di  Elokim  con il nome di ‘leggi della natura’), perché sono la stessa cosa.”

 

Tuttavia, questi comandamenti o leggi di Dio non sono fisica o matematica. Sono le leggi su come un essere umano deve relazionarsi con tutto ciò che è al di fuori di sé: con le altre persone e con i livelli inanimato, vegetale e animato della natura. Un sincero atteggiamento d’amore verso tutti e tutto ciò che è al di fuori di noi è ciò che significa relazionarsi con il Creatore. Pertanto, le leggi della natura, o i comandamenti del Creatore, si riducono a un semplice requisito: amare gli altri come amiamo noi stessi.

Nasciamo con una certa qualità di amor proprio. È il nostro egoismo. In altre parole, la nostra materia prima è il desiderio di godere solo di noi stessi e di usare qualsiasi cosa e chiunque al di fuori di noi per il nostro piacere e guadagno. Al contrario, l’amore per gli altri è inesistente in noi. Non esiste nemmeno parzialmente in una quantità insufficiente, ma semplicemente non esiste in noi. Ecco perché il comandamento principale del Creatore, o in altre parole, la legge generale della natura, è: “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

“Prossimo” significa tutti e tutto ciò che è al di fuori di noi. L’umanità, la natura e il mondo intero. Dobbiamo coltivare dentro di noi un sentimento d’amore che fluisca dal cuore verso l’esterno. Non è un calcolo razionale di dedicarci un po’ a cause caritatevoli e filantropiche, ma un sentimento sincero e autentico. Allo stesso modo, è in realtà la cosa più difficile che possiamo fare, perché nessuno di noi capisce cosa significhi amare con il cuore.

È un processo lungo, e non un interruttore da premere. Amare significa relazionarsi con gli altri esattamente come ci rapportiamo con noi stessi. Non sappiamo come farlo, quindi a volte diciamo, quasi scherzando: mostrate alle persone un film su come amano se stesse, così possono capire come dovrebbero amare gli altri. Il loro costante desiderio di essere nel giusto, a proprio agio, accoglienti e compresi è ciò che devono dare agli altri.

Se potessimo uscire da noi stessi, annullare il nostro assoluto bisogno di avere sempre ragione e dire a un altro: “Hai ragione”, staremmo già procedendo verso l’amore. Questo è un serio lavoro interiore. Ma se riusciamo a farne anche solo una parte, vivremo un’esistenza molto più armoniosa, pacifica e felice.

Questo perché siamo noi esseri umani i principali iniziatori di ogni negatività. La natura risponde solo a noi. Ha affidato il mondo intero nelle nostre mani affinché facciamo ciò che desideriamo. Ma la natura stessa è generosa e prodiga. Ci donerà esattamente nella stessa misura in cui noi doniamo agli altri.

Pertanto, ci troviamo di fronte a una condizione rigorosa: in un modo o nell’altro, dobbiamo entrare in equivalenza di forma con l’atteggiamento amorevole e generoso della natura, o del Creatore. La natura non cederà a questo. Continuerà a tremare, esplodere, bruciare e a pressare l’umanità finché non prenderemo l’unica decisione che ci è richiesta: procedere verso l’amore per i nostri simili e per la natura, o in altre parole, concordare con la legge “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Un tale accordo non è come una delibera in una riunione, dopo la quale tutti tornano a casa e continuano a fare i loro affari come al solito, richiede invece una decisione interiore unanime di tutti.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 28 ottobre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Come possiamo coltivare la pace interiore e vivere una vita più appagante?

Possiamo coltivare la pace interiore e vivere una vita più appagante imparando ad accettare i numerosi colpi di scena del destino come una sorta di gioco, non crudele, ma un’interazione profondamente significativa e giocosa con la forza superiore.

Ogni evento e ogni cambiamento improvviso nella vita sono come una mossa di un grande avversario sulla scacchiera. Lui gioca la Sua mossa, ora tocca a noi. Poi osserviamo, pensiamo e rispondiamo. In questo processo, iniziamo a percepire di essere in un dialogo vivo con la forza stessa che ci ha creato e ci sostiene.

Quindi, ogni nostra risposta, pensiero, sentimento e decisione diventa parte di un avventuroso viaggio di scoperta interiore. Iniziamo a provare entusiasmo e persino gioia, perché ci rendiamo conto che non c’è nulla di caotico nella vita, ma un gioco attentamente organizzato che ha lo scopo di avvicinarci alla comprensione di chi sta giocando con noi.

Anche se al momento non riusciamo a percepire coscientemente la forza superiore che sta dietro a tutto questo, questo stesso desiderio di percepirla risveglia la forza affinché giochi con noi e tale desiderio ci guida nella direzione ottimale. Risveglia una consapevolezza più profonda e trasforma le nostre vite ordinarie in un percorso spirituale.

In definitiva, questo è ciò che desideriamo raggiungere: sentire che ogni svolta del destino, ogni carta giocata, ogni passo compiuto, è un invito ad avvicinarci a Colui che guida il gioco, la forza superiore.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 7 novembre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Dio soffre?

Dio, o il Creatore, soffre molto senza di noi. Ha un desiderio infinito di dare, di elargire, di saturare tutta la creazione di bontà, eppure non c’è nessuno che lo desideri veramente. Sì, noi esseri umani vogliamo essere colmati, ricevere, ma non da Lui. Questa è la tragedia. Ciò a cui assistiamo è quasi come una guerra di nervi: chi sarà il primo a cedere, a confessare il suo amore, a dire sinceramente: “Ti amo”? È un gioco di sfinimento, di attesa che una delle due parti ceda.

La nostra vera identità emerge quando iniziamo a essere complementari al Creatore. Non semplicemente nell’essenza, siamo già potenzialmente necessari a Lui, ma nell’azione, quando ci avviciniamo consapevolmente a Lui, ci uniamo e ci fondiamo con Lui. Così facendo, risvegliamo una pienezza che si diffonde in tutto l’universo: la luce suprema che permea e sostiene ogni cosa. Senza di noi, senza questa partecipazione, l’universo rimane vuoto, freddo e oscuro.

Cosa si aspetta il Creatore da noi? Che accendiamo la luce. Che accendiamo la luce di questo mondo affinché l’universo possa essere riempito della Sua presenza: luce, amore, bontà, unità e perfezione in ogni forma.

Eppure, guardate il nostro mondo attuale, lacerato da guerre e confusione. Non dobbiamo fuggire o disperare. Dobbiamo solo aspettare con calma, con certezza, perché questo accadrà. Eppure, dobbiamo desiderarlo. Dobbiamo chiederlo silenziosamente al Creatore. Questo è tutto ciò che ci viene richiesto, senza rumore, proclami clamorosi, discussioni o resistenze. Semplicemente desiderare, chiedere sinceramente e lasciare che la luce si riveli.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 10 agosto 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Chi è il vero Creatore di tutto?

Cos’è questa forza che chiamiamo: “Il Creatore”? Non dovremmo immaginare un’immagine o una forma, ma piuttosto comprenderla come una forza che abbraccia ogni cosa, contenendo ogni cosa al suo interno. Il Creatore desidera che ci distacchiamo da Lui, cosa che ha già predisposto in una certa misura, affinché possiamo diventare come Lui. E qual è la Sua essenza? È una forza di amore, dazione e connessione.

Quando ci sforziamo di relazionarci gli uni con gli altri attraverso l’amore e la connessione, ci avviciniamo a Lui. Perché? Perché in queste qualità assomigliamo alla Sua stessa natura. Più costruiamo tali relazioni tra di noi, più sentiamo la vicinanza e la presenza del Creatore al nostro fianco.

Questa forza ci protegge, ma la sua protezione dipende dal nostro desiderio e dal nostro sforzo di connetterci attraverso l’amore per gli altri, come per noi stessi. Nella misura in cui viviamo secondo questo principio, avanziamo e la forza del Creatore ci guida e ci protegge.

Basato sul video “Come funziona la forza del Creatore?” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman e Oren Levi.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Cosa determina se una preghiera verrà esaudita o meno?

Se vuoi formulare una preghiera autentica che venga esaudita, devi aprire il tuo cuore e lasciare che essa, già dentro di te, emerga naturalmente. Solo così può essere una vera preghiera, altrimenti non la è.

Per “cuore” non intendo l’organo fisico. Intendo la somma dei tuoi desideri e aspirazioni più profondi e, più precisamente, le tue lamentele sulla vita. Questo è il cuore: tutti i tuoi desideri inappagati, quelli che vorresti presentare al Creatore, chiedendoGli perché non sono stati realizzati.

Ma non tutti i desideri insoddisfatti ricevono una risposta. Solo un tipo di desiderio la riceve: quello che si rivolge specificamente al Creatore per la sua realizzazione. Non si tratta dell’oggetto del desiderio, che si tratti di denaro, felicità, fama o successo, ma della fonte da cui ci si aspetta che venga esaudito.

In definitiva, vuoi che sia il Creatore stesso a colmare il tuo desiderio, solo questo ti soddisferà davvero. Anche se ti desse solo una goccia, sarebbe sufficiente, perché proviene da Lui.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 19 luglio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”