Pubblicato nella 'Creatore' Categoria

È Incredibile!

Domanda: Per te, Dio esiste?

Risposta: Per me esiste un Creatore. È Colui che ha creato tutto, incluso te, e desidera che tu realizzi il tuo scopo.

Domanda: Qual è questo scopo?

Risposta: Il tuo scopo è raggiungere il Suo livello, diventare simile a Lui. È per questo che l’uomo è chiamato “Adamo”, dalla parola “Domeh” – “simile” al Creatore.

Domanda: Di nuovo, simile a cosa?

Risposta: Al Creatore.

Domanda: E cosa significa questo? Qual è questa qualità?

Risposta: È la qualità della dazione, la qualità della creazione, la qualità che governa tutti i mondi. Questo è lo stato che una persona deve raggiungere.

Domanda: Chiunque, nel nostro mondo?

Risposta: Assolutamente tutti!

Commento: È incredibile!

La mia risposta: Ma ci arriverai, che tu lo voglia o no.

[344352]

Da KabTV “Notizie con il Dr. Michael Laitman”, 19/05/2025

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:

Lo scopo della creazione e lo sviluppo del desiderio
La caratteristica della dazione: la Forza che ravviva tutto
Diventa come il Creatore

Perché le fiabe piacciono agli adulti?

Molte persone si chiedono perché agli adulti piaccia guardare le favole, anche quando sanno che queste storie non sono vere. Le favole, però, sono più reali della nostra vita quotidiana.

Ciò che rende una fiaba così potente è che riflette una realtà più profonda in cui la giustizia viene premiata, la lealtà paga e il bene alla fine trionfa sul male. Queste storie risuonano con noi perché, nel profondo, sentiamo che le cose sono destinate a essere così.

Il motivo per cui sentiamo un’attrazione per il trionfo del bene sul male è che siamo in un processo di sviluppo che ci porta proprio a quel lieto fine, uno stato in cui ci eleviamo al di sopra della nostra natura egoistica e malvagia per scoprire la forza buona della natura all’interno delle connessioni positive che stabiliamo tra di noi. Durante il percorso, siamo come personaggi che devono attraversare molti colpi di scena, svolte e lotte, attraverso i labirinti oscuri della nostra natura egoistica che richiede costantemente un beneficio personale a spese degli altri. Questo è il nostro processo di correzione e sviluppo, in cui ci sviluppiamo trasformando gradualmente il nostro desiderio egoistico di favorire solo noi stessi in un desiderio di beneficiare gli altri e, così facendo, raggiungiamo il lieto fine di una vita completamente positiva per tutti noi.

Le fiabe sono quindi profezie sotto mentite spoglie. Parlano di ciò che finirà per accadere davvero. Il trionfo del bene sul male è una certezza. Altrimenti, la storia non sarebbe mai iniziata. Una fiaba corretta deve finire bene, non perché l’autore lo voglia, ma perché il buon fine è incorporato nella storia fin dall’inizio. Le fiabe che finiscono male sono incomplete: o l’autore non è riuscito a finirle o qualcosa è rimasto non detto.

Nella vera “favola” che è la nostra vita, la conclusione viene concepita per prima, e la trama, l’introduzione, i conflitti e i momenti culminanti, viene creata per sostenere quel finale. Ci troviamo quindi in quell’arco di sviluppo che è un viaggio educativo e che a volte è pieno di colpe, dolori o delusioni. Noi, come personaggi, attraversiamo confusioni e delusioni di vario tipo. Uno vuole vendicarsi ma non può ottenerlo. Un altro vuole la libertà ma non riesce a fuggire. Due amanti cercano di unirsi ma non ci riescono. Nulla va per il verso giusto e alla fine tutti iniziamo a chiederci chi stia scrivendo questa storia.

È allora che iniziamo a scoprire chi c’è veramente dietro questa trama di cui siamo parte. È la natura stessa. Per natura intendiamo le leggi stesse dell’amore, della dazione e della connessione che guidano la nostra evoluzione. Nella saggezza della Kabbalah, natura è sinonimo di Creatore, espressione che descrive la forza superiore che guida la nostra vita dall’inizio alla fine. Il Creatore è l’autore. Solo quando rinunciamo a cercare di risolvere tutto da soli, ci rendiamo conto che siamo guidati da quella forza superiore. Da quel momento in poi, i pezzi cominciano ad andare al loro posto. Questa forza superiore, questo sistema di governo, ci rivela il percorso e ci guida verso l’unico vero finale, che è assolutamente buono.

Questa favola riguarda il nostro mondo in questo momento. Stiamo vivendo questa storia. Soprattutto nel nostro tempo, la forza superiore ha iniziato a rivelarsi. Il momento in cui l’umanità non trova altre risposte, trovando vicoli ciechi in ogni direzione, è quello in cui inizia a fiorire la consapevolezza di una forza superiore che orchestra tutto. Siamo ora in una fase in cui la natura umana egoistica sta diventando sempre più evidente come l’unico male della realtà e che qualsiasi percorso verso una buona vita richiede la correzione del nostro ego.

Quando ci metteremo in cammino per correggere la nostra natura egoistica verso il suo opposto altruistico, la dura storia che stiamo vivendo inizierà a cambiare. Diventerà più morbida e gentile perché inizierà a indicarci la forza della natura che ha scritto la storia, che l’ha iniziata e sviluppata e che ora ci sta guidando verso il suo compimento.

Dove ci sta portando la natura? A una vita eterna e perfetta, dove proviamo amore completo, connessione positiva, armonia e pace. Questa, però, non è una favola. È la realtà.

Tratto dal programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda l’8 aprile 2025.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Giungeremo a uno stato di felicità

La forza che oggi ci sta trasformando e che sta sconvolgendo l’intera umanità: che cos’è? Che cos’è questo piccolo programma?

La forza intrinseca di questo programma è la forza superiore della natura. Essa si manifesta in modo specifico nell’essere umano, che rappresenta il livello più elevato nello sviluppo della natura. Questa forza lo cambia; è diretta specificamente a lui.

Quanto più velocemente riusciremo a realizzare un’interazione integrale tra tutte le parti della natura, tanto più rapidamente comprenderemo che essa costituisce un sistema integrale basato su relazioni reciproche, sostegno mutuo e interconnessione. Di conseguenza, giungeremo più velocemente a uno stato di felicità, appagamento ed eternità! Non più verso la morte, come accade oggi, ma verso l’eternità e la perfezione.

Tutto ciò diventerà chiaramente manifesto tra di noi. Lo vedremo davanti ai nostri occhi.

[343216]

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman”” su KabTV del 17/04/25

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:

“Lezioni di felicità da una scienza nuova”
Quali sono i tuoi pensieri e i tuoi bisogni per essere felice?
Cos’è la Verità Assoluta?

Si può misurare la spiritualità?

Possiamo misurare la spiritualità in base all’importanza che le attribuiamo. Nel mondo materiale, misuriamo tutto attraverso parametri fisici come volume, distanza e peso, ma nel mondo spirituale questi parametri non esistono. Tutto si misura invece in base al significato emotivo e percettivo che gli assegniamo. Questo significa che il peso o la grandezza di un oggetto spirituale è determinato esclusivamente dall’importanza che gli attribuiamo.

Una persona che raggiunge la spiritualità, un Kabbalista, non gode dei doni che riceve, ma piuttosto del significato di colui che li elargisce. L’esperienza della spiritualità non risiede nell’oggetto o nel piacere in sé, ma nel riconoscimento della sua fonte. Per esempio, se qualcuno riceve una semplice tazza di caffè, il suo valore non è nel caffè stesso, ma in chi l’ha preparato e nell’intenzione con la quale è stato offerto. Se a porgerlo è una grande persona, il caffè assume improvvisamente un significato immenso. Lo stesso vale per il Creatore: quando ci rendiamo conto che tutto ciò che riceviamo proviene dal Creatore, la forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione, allora la nostra esperienza si sposta dall’attenzione all’oggetto alla grandezza del Donatore, il Creatore.

Ecco perché la spiritualità inizia con lo sviluppo del senso dell’importanza del Donatore. Più attribuiamo valore al Creatore, più ci eleviamo al di sopra della percezione materiale ed entriamo in una nuova dimensione dell’esistenza. Quando iniziamo a riconoscere il significato della fonte della nostra vita, passiamo dal mondo materiale al mondo spirituale. Nella spiritualità, invece di misurare le esperienze in termini materiali, costruiamo il nostro mondo interiore sulla base della grandezza del Donatore.

Ci deve essere però una scintilla iniziale, un piacere minimo, un cosiddetto “grammo di luce”, che entri nella nostra percezione. Questo è il fondamento su cui costruiamo la nostra consapevolezza dell’importanza del Creatore. Nel nostro mondo, tutto ciò che sperimentiamo, che sia un momento di gioia, di amore, di successo o anche un semplice atto di gentilezza, non è che un minuscolo frammento di luce proveniente dalla fonte. Il nostro compito è quello di determinare l’origine e di spostare la nostra attenzione dal piacere in sé a Colui che lo ha procurato.

Il metodo per sviluppare questa consapevolezza esiste all’interno di un quadro strutturato: il gruppo kabbalistico, detto “decina”. Quando le persone si riuniscono con l’intenzione di cercare la fonte della propria vita, si aiutano a vicenda a sviluppare la percezione necessaria per rivelare la presenza del Creatore, ossia la presenza della forza superiore di amore, dazione e connessione. Proprio come una donna in stato interessante inizia improvvisamente a notare carrozzine per bambini dappertutto o una persona che sta cercando di acquistare una particolare auto inizia a vederla più spesso, la nostra percezione è guidata dai nostri desideri. Se desideriamo conoscere e sentire il Creatore, iniziamo a notare la Sua presenza in ogni aspetto della nostra vita. 

Il motivo per cui la maggior parte delle persone non percepisce il Creatore è che non Gli riconosce alcun valore. Danno valore solo a ciò che le avvantaggia direttamente. Per tale ragione, nel corso della storia, le persone hanno venerato il guadagno materiale, in cerca di benedizioni per la ricchezza, la salute e il successo. Tuttavia, la spiritualità non consiste nel pregare per ricevere qualcosa. Si tratta invece di sviluppare la qualità dell’amore e della dazione. Se coltiviamo l’amore e la dazione agli altri, inizieremo gradualmente a percepire il Creatore, in quanto Egli è l’incarnazione ultima di queste qualità.

Il Creatore non si è posto direttamente davanti a noi, ma ci ha circondato di altre persone, offrendoci un “campo da gioco” in cui sviluppare la nostra capacità di amare e connetterci. Trattando gli altri con cura e rispetto, ci alleniamo a relazionarci allo stesso modo con il Creatore. È per questo che la saggezza della Kabbalah insegna che l’amore per il Creatore comincia con l’amore per il prossimo.

Tuttavia, questo cambiamento non è facile. Richiede un radicale riassetto dal valore dei beni materiali al valore delle relazioni e delle intenzioni. Immaginate un matrimonio sontuoso, gremito di personaggi illustri, ma i bambini che girano intorno a loro non si accorgono della loro importanza. Allo stesso modo, ogni giorno passiamo accanto a innumerevoli persone senza riconoscerne il valore. Lo sviluppo spirituale richiede la capacità di apprezzare non le cose materiali, ma le relazioni tra le persone e, in ultima analisi, il nostro rapporto con il Creatore.

Basato sul video: “The Importance of Spirituality – Spiritual States with Kabbalist Dr. Michael Laitman.”

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Cosa significa essere simili a Dio in questo mondo?

In primo luogo, dobbiamo capire che la qualità di Dio, la forza superiore, è assoluta bontà, amore e dazione. Dio è la fonte di tutto, proprio come un genitore nei confronti di un figlio. Indipendentemente da ciò che il figlio fa, un genitore amorevole non lo rifiuta. Analogamente, Dio ama le sue creazioni così come sono, perché le ha fatte in quel modo.

Se vogliamo diventare come Dio, dobbiamo amare tutte le persone incondizionatamente. Non per chi sono o per cosa fanno, ma perché esistono. La loro stessa esistenza è un progetto del Creatore.

Allo stesso tempo, la creazione è un percorso. Dio ha creato le persone in uno stato imperfetto, non perché sia imperfetto, ma perché vuole che riconosciamo i nostri limiti e impariamo chi siamo. Poi arriviamo a vedere i nostri difetti, a lottare contro di loro e, attraverso la loro correzione, a raggiungere un nuovo stato. In seguito, con il senno di poi, ci rendiamo conto che il Creatore ci ha guidati attraverso l’intero viaggio dall’imperfezione alla completezza, affinché potessimo apprezzare veramente il bene.

Possiamo capire il bene solo in contrasto con il male. Senza le tenebre, non possiamo apprezzare la luce. Senza la sofferenza, non possiamo conoscere veramente la gioia. Sperimentando entrambi i lati dell’esistenza, assorbiamo sia gli stati negativi che quelli positivi e acquisiamo saggezza. Raggiungiamo una percezione più profonda della realtà, una comprensione del fatto che tutte le forze della natura, il bene e il male, la gentilezza e il tradimento, la lealtà e l’inganno, non sono destinate a essere eliminate, ma equilibrate.

E questo è lo scopo del gioco: non creare semplicemente un’illusione di felicità, come un bambino che fa un gioco per sentirsi bene, ma cercare la verità ultima. La verità sta nell’integrazione di tutti gli elementi della realtà, dove nulla è superfluo o da cancellare e dove tutto ha uno scopo.

Se cerchiamo questo equilibrio, raggiungiamo la vera comprensione. Tutti devono raggiungere questo stato in cui siamo completamente identici al Creatore. È l’obiettivo dell’esistenza umana, il significato del nome “Adamo”, che in ebraico significa “umano” e che deriva dalla parola “Adameh le Elyon”, che in ebraico significa “simile all’Altissimo”. In altre parole, per diventare veramente umani occorre diventare come Dio.

Tratto dalla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 ottobre 2018.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Cosa vuole il Creatore da noi?

In effetti, cosa vuole il Creatore da noi? Qual è la Sua risposta alle nostre preghiere, alle nostre richieste? La verità è che Lui sta già rispondendo e noi non riusciamo a riconoscere la Sua risposta.

Il Creatore vuole portarci a un livello superiore di esistenza, una realtà al di là della nostra natura egoistica, in cui possiamo veramente godere della vita nel senso più completo, godere attraverso il raggiungimento della nostra somiglianza con il Creatore. Se abbandoniamo la ricerca del tornaconto personale e puntiamo alla connessione, entreremo in questo nuovo stadio di sviluppo. A quel punto, non saremo più guidati da interessi egoistici, ma dal desiderio di stare insieme, di sostenerci ed elevarci a vicenda.

È qui che il Creatore ci sta guidando, verso un mondo in cui l’uguaglianza, l’unità e la considerazione reciproca non siano semplicemente ideali piacevoli da sentire, ma il fondamento stesso della nostra vita. Inoltre, una tale evoluzione si applica all’intera umanità, tra le persone, le società e persino le nazioni. È il prossimo passo dell’evoluzione umana.

Qui sorge la domanda: Perché non vogliamo naturalmente muoverci verso questo mondo ideale? Perché il nostro ego vi si oppone. Il pensiero di prendersi cura degli altri, di vivere veramente per il bene di tutti, è innaturale per la nostra natura egoistica. Il nostro ego dà costantemente la priorità al proprio tornaconto rispetto a quello degli altri. Ogni persona si ritrae istintivamente: “Perché dovrei pensare agli altri? Non voglio e non so nemmeno come fare”.

Ma se ci rivolgiamo sinceramente al Creatore, la qualità stessa della fonte dell’amore e del dono, allora Egli ci concederà questa capacità. Per il momento, ci troviamo su una traiettoria evolutiva in cui questo risveglio del bisogno di entrare in una connessione armoniosa con l’altro emerge da una sofferenza crescente. Quando ci rifiutiamo di cambiare, veniamo spinti sull’orlo del baratro, fino a raggiungere il punto di rottura in cui finalmente gridiamo: “Dacci la capacità di stare insieme!”. Il processo si sta già svolgendo. Passo dopo passo, veniamo portati a questa consapevolezza. La scelta che abbiamo davanti è se lottare volontariamente per l’unità o essere costretti a farlo attraverso il dolore e le crisi, sotto il cosiddetto “rullo compressore evolutivo”.

Il Creatore sta aspettando che prendiamo questa decisione. Quanto prima ci muoviamo in modo consapevole per connetterci positivamente gli uni agli altri con legami di rispetto, sostegno e incoraggiamento reciproci, tanto prima sperimenteremo la nuova realtà che Egli ha preparato per noi: un mondo armonioso e pacifico con  i massimi soddisfacimenti.

Basato sulla trasmissione dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman il giorno 1 settembre 2024.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Due concetti: “Atzmuto” e “Creatore”

Non sappiamo cosa sia il Creatore perché noi stessi non Lo possiamo definire. Possiamo definire qualcosa solo in relazione alle nostre sensazioni.

Pertanto Lo chiamiamo Creatore perché iniziamo a prenderne coscienza e a definirlo solo dallo stato in cui ci dà la vita e definisce Se stesso come il nostro Creatore, solo da quel momento, ma non prima.

Distinguiamo questi stati: uno nel quale non ci viene data alcuna sensazione, Atzmuto, che significa esistente di per Sé, e lo stato in cui iniziamo a sentirLo, cioè Gli diamo alcune delle nostre definizioni, designazioni e descrizioni. E queste descrizioni sono ad esempio ciò che entra nelle mie caratteristiche, con cui posso lavorare, ricordare e trasmettere agli altri.

Da ciò che sappiamo e possiamo determinare, possiamo dire che il Creatore ha creato un’anima a Sua somiglianza, cioè uguale a Lui ma opposta a Lui. Pertanto, possiamo parlare di questo come di una “creazione”.

La creazione è ciò che non è nel Creatore. Di per sé è un’azione incomprensibile, ma questo è esattamente ciò che viene chiamato “creazione”. E colui che compie questa azione è chiamato Creatore.
[332395]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 24/02/20, “Preparazione per il Congresso”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

 

Materiale correlato:
Perché non possiamo sentire l’essenza del Creatore?
L’importanza della scienza della Kabbalah
Le Azioni Altruistiche

 

È possibile raggiungere l’essenza del Creatore?

Domanda: Siamo una creazione, ma in ognuno di noi c’è un punto nel cuore, una particella della natura del Creatore.
È possibile raggiungere l’essenza del Creatore, la natura del Creatore, e in un certo senso diventare il Creatore?

Risposta: Non si può avere il desiderio di raggiungere l’essenza del Creatore. Si può solo avere il desiderio di essere simili a Lui. Non possiamo saltare al di sopra della nostra natura.

Alcuni gradi ci sono stati rivelati come gradi di conseguimento più elevati rispetto alle semplici qualità della dazione. Ma non siamo ancora arrivati a questo punto.

Dobbiamo pensare a come diventare simili al Creatore. È grazie a questa somiglianza che potremo comprenderLo.
[331399]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 23/2/20, “Preparazione per il Congresso”

Materiale correlato:
Come si scopre il proprio vero sé?
I tre principi della Kabbalah
Più vicino alla gioia, più vicino al Creatore

Cosa significa essere come il Creatore?

Essere come il Creatore significa essere come la forza  singola dell’amore, dell’elargizione e della connessione, che governa la realtà e ci conduce verso l’obiettivo che ha stabilito per noi, che è quello di godere attraverso la somiglianza e l’identificazione con quella forza.

La saggezza della Kabbalah si occupa proprio di come passare dal nostro stato di esistenza animata innata, in cui siamo opposti al Creatore, a uno stato di esistenza in cui diventiamo come il Creatore. Si tratta di conoscere le due nature opposte, la nostra natura egoistica e la natura altruistica del Creatore, e di capire come attrarre e lavorare con la natura altruistica superiore fino ad assomigliarle completamente.

Questa transizione è considerata un passaggio dal livello animato a quello umano dell’esistenza. La parola “umano” in ebraico (“Adamo”) deriva dalla parola “simile” (“Domeh”) perché il concetto di diventare umano significa che diventiamo simili al Creatore (“simili all’altissimo” [“Domeh le Elyon”]).

“Qual è lo scopo per cui il Creatore ha creato questo  destino? In effetti, è per elevarlo a un grado più alto e più importante, per sentire il suo Dio come la sensazione umana, che gli è già data”. Il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), “L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza”.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Qual è la differenza tra i termini “Dio” e “Creatore”?

Le parole “Dio” e “Creatore” evocano sentimenti diversi.

Le religioni, le credenze e le persone in generale si riferiscono più facilmente alla parola “Dio” come a un certo potere che riempie il vuoto intorno a noi, esistente al di fuori di noi.

Il Creatore, tuttavia, crea il mondo, noi e tutto in noi in ogni momento, il che evoca la necessità per noi di reagire a tale influenza momento per momento. Calibrando le nostre reazioni in un certo modo, possiamo giungere a percepire che siamo la creazione del Creatore e che il Creatore è un’unica, eterna e perfetta forza donatrice che ci ha creati per uno scopo specifico.

In ebraico, la parola per il Creatore è “Boreh”, che è una combinazione di due parole, “Bo” (“vieni”) e “Reh” (“vedi”). Cioè, il Creatore è un nome esteso che implica la nostra partecipazione dinamica per raggiungere la rivelazione del Creatore.

Pertanto, “Creatore” è un termine più obbligatorio di “Dio”. Il Creatore si aspetta qualcosa da noi. Cosa si aspetta il Creatore da noi?

È che scopriamo la nostra completa dipendenza dal Creatore, che solo il Creatore può renderci uguali a Lui, e che inizieremo a esigere correzioni da Lui, per invertire la nostra natura egoistica nella Sua natura generosa.

Possiamo chiedere al Creatore di fare qualcosa e Lui lo fa. Cioè, da un lato, siamo impotenti come personaggi nel copione del Creatore, ma dall’altro abbiamo il controllo: che senza la nostra rivendicazione e richiesta, non potremmo mai raggiungere una rivelazione dell’eternità e della perfezione del Creatore.

Come possiamo chiedere al Creatore di fare qualcosa?

È come il modo in cui i bambini piccoli chiedono qualcosa ai loro genitori, si attengono ostinatamente alla loro richiesta, non importa quante volte i genitori dicano loro “no”. Questa continua richiesta al Creatore ci porta a uno stato che i Kabbalisti chiamano: “I miei figli mi hanno sconfitto”. Cominciamo allora a sentire che siamo Suoi figli e che ci ha creati proprio per sviluppare una tale relazione con Lui.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.