Pubblicato nella 'Torah' Categoria

La correzione alla fine dei giorni

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio 4:29-30):E da lì tu cercherai il Signore tuo Dio e Lo troverai, se Lo cercherai con tutto il tuo cuore e tutta la tua anima. Nella tua angoscia, quando tutte queste cose ti saranno accadute, alla fine dei giorni, farai ritorno al Signore tuo Dio e obbedirai a Lui”.

Oggi siamo solo all’inizio del nostro percorso verso il Creatore. Davanti a noi ci sono molte correzioni.

Domanda: Cosa significa “con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima”?

Risposta: “Con tutto il tuo cuore” significa con tutti i tuoi desideri non corretti. Una volta corretti, insieme ai pensieri ed alle intenzioni, essi saranno chiamati “con tutta la tua anima”. L’anima è il desiderio completamente corretto di una persona, quando egli rivela la percezione del Creatore.

Alla fine dei giorni significa alla fine dell’esistenza dell’egoismo, quando salirai in cima alla scala spirituale attraverso 125 livelli, correggendo l’egoismo e gestendolo in modo appropriato. Allora ti fonderai col Creatore, conseguirai tutti i mondi insieme ed inizierai ad esistere in perfezione ed eternità.

Oggi ci troviamo nello stato chiamato “alla fine dei giorni” che può durare molti anni. Siamo nell’anno 5777, in base al calendario ebraico; restano 223 anni fino alla fine dei 6000 anni.

Comunque noi possiamo accelerare il nostro sviluppo spirituale se attivamente attraiamo più Luce Superiore. A partire dalla nostra generazione in poi, ciò sarà possibile e preferibile per noi ed agli occhi del Creatore.

Il sistema superiore, chiamato Creatore, è progettato in modo tale che noi lo possiamo influenzare per accelerare il nostro sviluppo e la nostra correzione. Per questo motivo ci è stata data la Kabbalah.

Tutto quello che hanno fatto i kabbalisti nel corso della storia dell’umanità, è stato necessario per condurci alla realizzazione del metodo spirituale e così abbreviare il tempo dello sviluppo spirituale.

Quindi è detto “Chi è chiamato Israele? Chiunque abbrevi il tempo del suo sviluppo spirituale”.

Domanda: È possibile superare i 223 anni in un anno?

Risposta: Anche in meno tempo. È scritto ne Il Libro dello Zohar ed in altre fonti kabbalistiche che non vi sono restrizioni in questo senso. Possiamo farlo molto rapidamente. Ci è stato dato tutto: la Kabbalah, il metodo spirituale, il sistema e le istruzioni per la sua realizzazione. Il resto dipende totalmente da noi.
[188460]

Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 03/02/15

Materiale correlato:
Saliamo senza discese
La fine della schiavitù egiziana
L’invidia e la dignità alzano il pigro dal divano

I nuovi desideri della nuova generazione

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, 4:20): “Ma voi l’Eterno vi ha presi, v’ha tratti fuori dalla fornace di ferro, dall’Egitto, perché foste un popolo che gli appartenesse in proprio, come oggi difatti siete”.

In primo luogo Mosè lascia l’Egitto da solo e dopo ritorna per il suo popolo. Tuttavia teme il Faraone: in verità trema davanti a lui!

E il Creatore gli dice “Vieni dal Faraone perché ho indurito il suo cuore”, ovvero, il gioco adesso è semplice e aperto. “Non aver paura, vieni! Ho preparato il Faraone a divorarti ma sono con te!”

Anche se Mosè teme il Faraone, comprende che il popolo è dietro di lui, pertanto non chiede la sua liberazione ma dice “Lascia andare il mio popolo!”

Domanda: Perché Mosè dopo aver portato fuori il popolo dall’Egitto, disse loro nuovamente attraverso cosa erano passati e cosa stava per succedere?

Risposta: Perché la generazione precedente fu rimpiazzata da una nuova ed egli dovette ripetere tutto alla nuova generazione che era nata nel deserto. La ripetizione è un’implementazione del metodo spirituale nel livello successivo, all’ingresso nella terra di Israele.

Domanda: Ma la nuova generazione non passò per la stessa situazione di quella precedente?

Risposta: La nuova generazione è la stessa di quella precedente ma in loro morirono tutti i desideri egoistici che hanno preso dall’Egitto e furono rimpiazzati dai desideri del deserto “essere nella qualità della dazione”, e adesso essi entrano nella qualità dell’amore e recuperano la terra di Israele.

Non hanno bisogno di attraversare nuovamente gli stessi stati. Hanno solo bisogno di sapere attraverso cosa passarono e cos’hanno. Mosè rivela in loro tutte le qualità di cui hanno bisogno nella battaglia per la conquista e lo sfruttamento dei loro desideri, cosicché non sono neutrali ma lavorano nella qualità della dazione. In seguito saranno chiamati “Yashar Kel”, ovvero, “Diretto al Creatore”.

Solo Mosè può farlo, Giosuè non può. Giosuè guiderà il processo stesso.
[188101]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 17/02/16

Materiale correlato:
La generazione del deserto
Il mondo intero è in esilio, tutta la Terra è l’Egitto
Le migliaia di nomi della dazione

Timore del Creatore

Dr. Michael LaitmanTorah, Deuteronomio 4:9 – 4:10: Ma presta attenzione ed abbi cura di non dimenticare le cose che gli occhi tuoi hanno veduto, e che non ti escano dal cuore per tutti i giorni della tua vita e falle conoscere ai tuoi figli ed ai figli dei tuoi figli. Non scordare il giorno che comparisti innanzi al Signore tuo Dio all’Oreb, quando il Signore mi disse: Radunami il popolo ed io farò intendere i miei ordini, affinché imparino a temermi per tutti i giorni che vivranno sulla terra ed insegnino ai loro figli.

Il timore non è paura del Creatore o delle persone ma il timore che io non sarò in grado di fare tutto ciò che mi è richiesto per Lui.

Commento: Allora perché si dice “affinché imparino a temermi per tutti i giorni che vivranno sulla terra”?

Risposta: In questo caso particolare si parla del timore animalesco delle persone. Il modo in cui una persona teme il tuono, il fulmine, le bestie feroci, i ladri ed i nemici è lo stesso col quale teme il Creatore. Ma il timore animalesco non può essere paragonato in alcun modo al timore spirituale, in base al quale fai un calcolo non per te stesso ma relativamente al tuo atteggiamento nei confronti del Creatore.

Una persona che esiste nel mondo spirituale non può permettere a se stessa di non provare timore del Creatore. Semplicemente essa non può avere altro atteggiamento nei confronti di tale grande ideale se non timore.

Il Creatore non è una persona né un qualche tipo di immagine, bensì un modello di dazione, amore e l’abilità di uscire da se stessi.

Commento: Prima di oltrepassare il confine dello spirituale, il Creatore è celato a noi. E dopo averlo oltrepassato, la persona stessa inizia a nascondersi, come Mosè, che è sempre nascosto sotto una roccia. E la gente percepisce ciò come timore del Creatore.

Risposta: Innanzitutto non dovrebbe esserci timore del Creatore. Il fatto è che il Creatore non ci punisce ma ci conduce, ci insegna e ci educa. Dato che è la qualità di dazione assoluta ed amore, la qualità superiore della natura, Egli non intende fare qualcosa di specifico con nessuno di noi ma, con amore ed affetto infiniti, Egli ci mostra costantemente come dobbiamo cambiare.

Se noi capiamo questo, allora avremo una connessione col Creatore molto chiara, diretta e sentita ed ogni volta potremo correggere noi stessi, in modo da giungere sempre a questo stato con una conoscenza migliore della missione superiore, consciamente e non per timore.

Domanda: E’ possibile dire che questo timore è un timore di non amare abbastanza, di non dare abbastanza?

Risposta: Il fatto è che è impossibile descrivere qualità spirituali con le parole. Solo quando una persona le riceve può iniziare a capire di cosa parla la Torah, altrimenti è inutile.
[187690]

Da “I Segreti del Libro Eterno” su Kab TV 10.02.2016

Materiale correlato:
Il timore spirituale non può essere senza amore
“Dopo l’umiltà arriva il timore del Signore”
I comandamenti più importanti

Un esempio di vita felice

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, 4:5-6): “Guardate, io vi ho insegnato leggi e norme, come il Signore, il mio Dio, mi ha ordinato, per applicarle in mezzo al paese in cui state per entrare per prenderne possesso. E voi [le] osserverete e [le] attuerete, perché questa è la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali vorranno ascoltare tutte queste leggi e dire: “Solo questa grande nazione è fatta di persone sagge e intelligenti”.

Questo comandamento suggerisce che se il popolo d’Israele inizia realmente ad eseguire i comandamenti in modo corretto e svolge tutte le sue azioni, non per se stesso, ma per il bene della dazione, per il bene degli altri, e attraverso loro per il Creatore, allora tutte le nazioni del mondo, tutte le proprietà della natura entreranno in armonia tra di loro e il mondo arriverà all’equilibrio universale.

E vedendo l’esempio di vita felice, l’umanità dirà: “Come sono sagge e intelligenti queste grandi persone!”
[187683]

Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 10/02/16

Materiale correlato:
Siamo stati scelti per servire Il Mondo
Il lavoro in concerto con la Luce
I comandamenti più importanti
 

Il destino delle figlie di Selofead

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 36:01-03): “I capostipiti della famiglia dei figli di Galaad, il figlio di Machir, il figlio di Manasse delle famiglie del figlio di Giuseppe si congiunsero e parlarono davanti a Mosè e davanti ai capi, i capostipiti dei figli di Israele. Essi dissero: ‘Il Signore comandò al mio maestro di dare la Terra come un’eredità tramandata ai figli d’Israele, e al nostro maestro fu comandato dal Signore di dare l’eredità di Selofead, nostro fratello, alle sue figlie.

Ora, se sposano un membro di un’altra tribù dei figli di Israele, la loro eredità sarà tolta dall’eredità del nostro padre, e sarà aggiunta all’eredità della tribù in cui si sposano e, quindi, sarà tolta dal totale della nostra eredità’”.

Alle ragazze era vietato sposarsi al di fuori della propria tribù. Tuttavia, se una di esse non fosse riuscita a creare una famiglia all’interno della propria tribù, le sarebbe stato permesso di diventare la moglie di un uomo di un’altra tribù, ma solo per una specifica ragione ed entro certi limiti. Allora la sua parte di eredità della tribù, la dote, veniva trasferita all’altra tribù insieme a lei.

Ed essa era persa per sempre e non sarebbe mai stata restituita, perché ella aveva lì una famiglia, figli ed una casa. In altra parole, era così tanto detratta da un tribù e trasferita ad un’altra che nemmeno la morte dell’alto sacerdote o il raggiungimento del cinquantesimo anno aveva il permesso di ridare nulla indietro.
[182773]

Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 12/08/15

Materiale correlato:
Il modello dei desideri
La gerarchia dei desideri
Una transizione verso una famiglia unita

Nuova Vita n. 706 – Cultura Ebraica: La Luce nella Torah

Dr. Michael Laitman

Nuova Vita n. 706 – Cultura Ebraica: La Luce nella Torah
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riassunto
Rav Laitman racconta la storia della sua vita, di suo nonno, di una sinagoga in Russia e della sua ricerca quando è arrivato in Israele. Il desiderio di sapere cosa c’è dietro ai rituali ebraici lo ha portato alla saggezza della Kabbalah. La Kabbalah ci insegna che nella natura esiste una forza speciale chiamata Torah.

La Torah non è un libro, bensì la forza per la correzione dell’ego dell’uomo. Quando ci connettiamo, insieme possiamo attrarre la forza della Torah che costruirà l’amore tra noi e ci rivelerà il Creatore.

Nel mondo materiale abbiamo simboli diversi che indicano le radici spirituali superiori. La Luce nella Torah è la forza che si trova in natura come altre forze e la possiamo rivelare nella connessione tra di noi. Questa forza non si trova nel libro della Santa Arca scritto su una pergamena. Il libro è solo il simbolo di quella forza. Questa è la ragione per cui dice: “Avrei preferito che avessero abbandonato Me e avessero mantenuto la mia Torah, poiché la Luce in essa riforma”. Dobbiamo prestare attenzione agli altri, nel senso di voler raggiungere uno stato di buone relazioni tra noi, così potremo essere come un solo uomo con un solo cuore.

La Luce ci dà le risposte alle domande esistenziali quali: perché viviamo? E perché non possiamo ricevere tutto?
Tutti comprendo la Torah in base alle proprie capacità, per questo i Kabbalisti non vedono storie nella Torah, bensì fasi di correzione. La Luce è una forza naturale che può essere identificata con il dispositivo adatto e tale dispositivo è la speciale connessione tra di noi.

[179921]

Dalla trasmissione di Kab TV, “Nuova Vita n. 706 – Cultura Ebraica: La Luce nella Torah”, 17/03/16

 

La Rivelazione del Creatore

Dr. Michael LaitmanLa Torah descrive le caratteristiche spirituali, non quelle fisiche dell’uomo. Per esempio, in ognuno esiste la caratteristica di “Mosè”. Persino il Creatore esiste in ognuno di noi. Dopo tutto, l’uomo è un mondo nel quale c’è assolutamente ogni cosa!

Pertanto, la Torah parla di come ognuno può bilanciare il proprio mondo interiore e connetterlo, correggerlo, regolarlo e calibrarlo correttamente.

Solo allora l’uomo lo potrà usare per rivelare il Creatore attraverso la corretta interazione di tutte le sue parti. L’armonia interiore che si è formata dentro l’uomo, gli dà la sensazione dell’esistenza del superiore. Questa è la forza che sistema, bilancia e governa ogni cosa.

Quando tutte le parti si bilanciano e si completano l’una con l’altra dentro di noi, non rimane nulla che possa lavorare in maniera corrotta, così prende forma la caratteristica corretta chiamata il Creatore. Questa è la rivelazione del Creatore.
[181140]

Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” del 12/04/15

Materiale correlato:
Le nozioni descritte nella Torah rappresentano delle azioni spirituali
La perfezione è l’unione della ragione con il cuore
Sul sentiero dorato dell’ascesa spirituale

 

Correggere i rapporti tra di Noi

Dr. Michael LaitmanIl problema del nostro mondo è che non vi è una corretta connessione tra le persone. La corretta connessione è un sistema nel quale tutte le parti si trovano in rapporto di reciprocità tra di loro e sono in armonia, dove tutte si preoccupano del benessere dell’intero sistema e nessuna si preoccupa del proprio. In una situazione del genere il sistema è perfetto.

Quando le persone giungono ad una simile connessione tra di loro, esse iniziano a sentire la natura e non se stesse. La natura che iniziano a percepire è definita “Creatore” poiché scoprono la sua mente, il suo programma ed il suo scopo.

A partire da Abramo, le persone hanno cominciato a conseguire l’armonia della natura nella connessione tra di loro, scoprendo così il Creatore. Gli studenti di Abramo si comportavano in base alle leggi generali del mondo, così scoprirono il Creatore. Questo comportamento giunse ad esprimersi nelle attività quotidiane e nei rapporti con l’ambiente, derivando in modo naturale e diretto dalle loro sensazioni. Le attività, che i membri del gruppo di Abramo facevano, sembravano essere pure azioni meccaniche a coloro che non appartenevano a quel gruppo e non percepivano la natura ed il sistema di connessioni tra le persone.

Una connessione reciproca ed armonica tra le persone è chiamata “amore”, così è detto: “Io ho creato l’inclinazione maligna, Io ho creato la Torah come spezia”. La parola Torah indica la forza del Creatore, ideata per correggere i rapporti tra noi, rapporti di reciproco ed egoistico rifiuto. Essere coinvolti nella correzione della natura egoistica delle persone è definito osservare la Torah, mentre studiare la Torah significa imparare quali sono le modalità di correzione dell’ego.

La Mitzvah (Precetto) generale del Creatore è correggere l’ego fino al livello “E tu amerai il tuo amico come te stesso” (Levitico 19:18). Quando una persona esegue meccanicamente le attività correlate senza correggere se stessa, il suo ego, questo viene definito mantenere le usanze. Sin dai giorni nei quali il popolo di Israele cadde da “E tu amerai il tuo amico come te stesso” al livello di “Odio infondato”, esso si trova nello stato di mantenimento delle usanze.

Nella sua essenza interiore il popolo di Israele è un gruppo di persone che vive in reciproco Arvut (Garanzia) e che anela ad essere “Come un unico uomo con un solo cuore”, pervaso da amore reciproco.
[179543]

Materiale correlato:

Cosa significa studiare ed impegnarsi nella Torah?
Il punto più profondo del nostro essere: l’ “Io”
La Kabbalah è la saggezza della realtà superiore

Nuova Vita 508 – Tutta la verità sulla Forza Superiore

Dr. Michael Laitman

Nuova Vita 508 – Tutta la verità sulla Forza Superiore
Da un conversazione fra il Dott. Michael Laitman, Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riassunto

Esiste un sistema operativo che circonda l’universo ed esistono delle forze diverse che operano nel nostro mondo. Al di sopra di tutte queste forze vi è un’unica forza. Lo scopo dello sviluppo spirituale è quello di arrivare a conoscere la forza superiore al fine di capire che essa opera e parla dentro di noi.

Tutte le fonti sacre ci insegnano come scoprire la forza superiore. La Saggezza della Kabbalah ci dice che noi non dobbiamo credere ciecamente all’esistenza di questa forza, ma dobbiamo esplorarla, studiarla e scoprirla da soli.

I grandi kabbalisti erano persone molto sagge che vissero migliaia di anni fa; essi svilupparono molti livelli e scrissero dei libri nei quali codificarono i segreti nascosti del sistema superiore. Tutti questi libri in realtà, ci insegnano come conseguire la forza superiore.

Oggi la Saggezza della Kabbalah è stata rivelata, invitando ognuno di noi ad imparare come sviluppare la propria anima al fine di conoscere la forza superiore; si tratta della caratteristica dell’amore e della dazione, la forza del buono e benefattore. Gli antichi kabbalisti passarono in questo modo la barriera del tempo e dello spazio e ci trasmisero il messaggio sulla forza superiore dell’amore e della dazione nei libri scritti attraverso “Ama il tuo amico come te stesso”.
[152937]

Dal programma di Kab TV “Nuova Vita 508, Tutta la verità sulla Forza Superiore”, 22/01/15

Nuova Vita 672 Cosa sono realmente la Torah e le Mitzvot (Precetti, Comandamenti)

Nuova Vita 672 – Cosa sono realmente la Torah e le Mitzvot (Precetti, Comandamenti)
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riassunto:

La gente oggi non comprende e non conosce il vero significato della Torah e delle Mitzvot. La Torah e i comandamenti sono il sistema di leggi del mondo superiore che ci controlla, ed è nostro dovere arrivare a conoscerlo.

Abramo spiegò la Torah e le Mitzvot al popolo di Babilonia; loro raggiunsero l’equivalenza di forma con il sistema operativo superiore della natura e così nacque il Giudaismo. Il sistema superiore include una rete di forze che opera secondo la legge fondamentale della reciprocità, della connessione e complementarietà. La natura dell’uomo è totalmente opposta alla legge della natura; egli vuole allontanarsi dagli altri, screditarli e respingerli.

Abramo parlò della misericordia e dell’amore per gli altri come del mezzo per assomigliare al sistema superiore poiché, alla fine, tutte le parti della realtà devono essere completamente connesse. In seguito, gli studenti di Abramo ricevettero un egoismo addizionale, andarono in Egitto e ricevettero la Torah, il metodo di correzione dell’ego, presso il monte Sinai che simboleggia la montagna di odio tra loro. Secondo questo metodo, dovevano lavorare sulla connessione tra loro, sentire la garanzia reciproca dell’uno verso l’altro e aspettare la forza correttrice, ovvero, la Torah.

La Torah è la Luce che si risveglia in noi quando cerchiamo di avvicinarci gli uni agli altri. Rabash ha spiegato che nell’uomo vi sono 613 desideri egoistici e che c’è una speciale Luce di correzione per ciascuno di essi. La Torah fu scritta nel linguaggio dei rami e ci dice come relazionarci a tutti i desideri ai vari livelli della natura: inanimato, vegetale, animato e parlante.

Egli spiega anche che il quadro di questo mondo che l’uomo vede è l’immagine che i suoi desideri dipingono per lui quando sono riflessi contro la luce bianca, e la Torah, che è la Luce correttrice, permette all’uomo di vedere un nuovo mondo invece dell’oscuro mondo egoistico.

La differenza di percezione è espressa nelle relazioni tra noi ed è descritta nella Torah con termini come: Monte Sinai, il Vitello d’oro, il deserto, ecc. La terra d’Israele è l’atteggiamento corretto, il desiderio di amare e di donare, uno stato simile alla forza superiore.

Osservare le 613 Mitzvot significa correggere i 613 desideri egoistici e ogni uomo è obbligata a farlo. Gli studenti di Abramo scoprirono come relazionarsi ai livelli della natura inanimato, vegetale, animato e parlante e lo insegnarono alle generazioni successive. Usarono il linguaggio dei rami e si comportarono nella corporeità come si comportavano nella spiritualità, dato che la vita corporea è solo un’aggiunta alla spiritualità; non la influenza in nessun modo e certamente non la rimpiazza.
[174895]

Dalla trasmissione di Kab TV “Vita Nuova 672, Cosa sono realmente la Torah e le Mitzvot”, 13/01/16