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Non Seguite Altri Dei

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, 8:17-19): “E dirai a te stesso ‘La mia forza e il potere della mia mano che ha accumulato questa ricchezza per me.” …

E sarà, se dimentichi il Signore tuo Dio e segui altri dei e li adori, e ti prostri davanti a loro, Io testimonio contro di te questo giorno, che tu sicuramente perirai”.

“…dirai a te stesso, ‘La mia forza e il potere della mia mano’” significa che stai già andando da altri dei.

“…sicuramente perirai” significa che comincerai daccapo. Questo è la morte. Ci sarà una distruzione e sebbene non completamente sprecato, tutti i tuoi precedenti sforzi non potranno essere usati nel tuo avanzamento.
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Dalla trasmissione di KabTV, “I Segreti del Libro Eterno” 04/05/16

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Prima e dopo l’entrata nella terra di Israele

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché Mosè ripete sempre al popolo le leggi della Torah?

Risposta: Affinché capiscano tutto il cammino che hanno fatto prima di entrare nella terra di Israele e per prepararli all’entrata nella terra promessa.

Dopotutto, dalla frontiera della terra di Israele in avanti, devono lavorare con lo stesso egoismo, lo stesso vitello d’oro, con la seconda restrizione che ebbe luogo nella mescolanza dell’oro (Malchut), con un ruscello d’acqua (Bina). Adesso è come se dovessero rovistare dappertutto.

Mosè sembra dire al suo popolo: “Durante i quarant’anni che avete vagato nel deserto, a parte la qualità di Malchut che avevate in Egitto, avete acquisito la qualità di Bina. Adesso state cominciando non solo ad interagire con essa, ma a lavorare col fine di dare. Quando coltivate ed arate la terra, ottenete i frutti della terra”. In altre parole, questa adesso è la terra di Israele.

Domanda: È possibile dire che il cammino della Torah sia un cammino passivo?

Risposta: Se non comprendiamo quali azioni dobbiamo compiere dentro di noi, allora si tratta di un cammino passivo, dato che non esiste nulla a parte Lui ed il Creatore fa tutto. Non ho niente da fare, a parte essere d’accordo con quello che Lui fa dentro di me e cercare sempre di muovermi all’unisono con Lui. Tuttavia, quando ho bisogno di muovermi all’unisono con Lui, il mio lavoro diventa molto esigente, completo e complicato.

Il punto di partenza è essere d’accordo. Sono d’accordo col fatto che esiste solo il Creatore, che Lui è il bene che beneficia e che solo Lui fa il bene, ho bisogno di correggermi, di espormi alla Sua influenza, affinché le mie qualità diventino veramente le Sue stesse qualità, in modo che io senta dentro di esse la Sua azione personale e solamente buona.

Questo avviene sia prima che dopo essere entrati nella terra di Israele. La differenza è solo la forza con cui è fatto; è fatto nella qualità della dazione prima di entrare nella terra di Israele o è fatto nella qualità della ricezione dopo l’ingresso. Questo però succede più vicino alla costruzione del Tempio.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 11/05/16

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Se vuoi essere un uomo

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, 7:12): “E avverrà, perciocchè voi avrete udite queste leggi, e le avrete osservate, e messe in opera, che il Signore Iddio vostro vi osserverà il patto e la benignità ch’egli ha giurata a’ vostri padri”.

Commento: La conversazione avviene con l’egoismo umano, il quale dice che tutto sarà giusto se osserverai la legge.

Risposta: Certo, ma dall’altra parte, tutto non è come ci sembra perché non ci sono violazioni fisiche ed egoistiche, punizioni o ricompense. La Torah parla solo della spiritualità umana.

Abbiamo bisogno di comprendere che, da una parte, tutto il sistema dello sviluppo ci guida verso l’ascesa spirituale. Tuttavia, dall’altra parte, l’uomo che inizia a trattare con questo, non può starsene comodamente sul divano.

Egli sente di dover raggiungere l’ascesa spirituale, sebbene nessuno lo forzi. Deve lavorare contro il suo egoismo sebbene al momento non senta alcuna violazione, nessun colpo e punizione.

Egli sente dei colpi morali, l’incapacità di rimanere in questo stato; vuole essere un uomo. E questo è l’avvertimento.

La Torah dice che se vuoi essere un uomo, devi svolgere le sue istruzioni. E se inciampi, sarai punito. Però tutto questo è relativo al mio desiderio di diventare diverso e non un appello a me come “bestia” che sopporta la punizione materiale.

Se farete un errore nella vostra ascesa spirituale, non otterrete ciò che desiderate, e questa è la punizione. Specialmente in questo caso, quando giunge alla nazione d’Israele, la quale si sta muovendo verso la terra d’Israele.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 13/04/16

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Con cosa riempire un desiderio vuoto?

Dr. Michael LaitmanTorah, Deuteronomio 9:209:21: E con Aronne, il Signore era tanto adirato da distruggerlo; così io pregai anche per Aronne in quell’occasione. E presi l’oggetto del Vostro peccato, il vitello che avevate fatto, lo gettai nel fuoco e lo ruppi, frantumandolo bene, fino a ridurlo in polvere e gettai quella polvere nel torrente che scende dal monte.

Quando Mosè salì sul monte Sinai, il suo fedele assistente Aronne dovette scendere a valle perché la gente si lamentava e gridava: “ Dov’è questo Mosè? Fallo venire giù da noi per darci qualcosa a cui pregare. Oppure restituisci l’idolo egiziano, “cioè l’oro, il riempimento del nostro egoismo.”

Non possiamo viver in un egoismo vuoto, esso richiede riempimento. Enormi desideri vuoti nascono in noi e noi vogliamo soddisfarli. Ma con cosa? Come? Sia con attività altruistiche che egoistiche, ma è necessario per il nostro egoismo che non può vivere senza di questo e perciò urla. Visto che l’egoismo, incarnato dal vitello d’oro, può in qualche modo riempire il popolo, Aronne è d’accordo.

Naturalmente, il Creatore fa tutto questo. Dopo tutto, non c’è nulla tranne Lui. Ma perché Egli lo fa? Lo fa in modo che il popolo, una volta fuori dall’Egitto, si sarebbe ritrovato negli stessi enormi desideri egiziani e avrebbe rivissuto l’egoismo necessario alla successiva correzione.

Ovviamente, niente accade senza il volere del Creatore. Possiamo solo accelerare il tempo della nostra maturazione. Ma cadute tali, come i risultati della distruzione del Primo e Secondo Tempio e dell’esilio erano stati registrati in anticipo nella Kabbalah e i kabbalisti li conoscevano.

È impossibile raggiungere la correzione completa e l’adesione con il Creatore senza passare attraverso questi stati.
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Da KabTV “I Segreti de Libro Eterno” 11/05/2016

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“Chi può far fronte ai figli di Anak?”
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“Chi può far fronte ai figli di Anak?”

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, 9: 1-2): “Ascolta, Israele! Oggi tu stai per passare il Giordano, per entrare di nazioni più grandi e più potenti di te, città grandi e fortificate fino al cielo. Un popolo grande e alto di statura, i discendenti degli Anakim che tu conosci, e dei quali hai sentito dire: “Chi può far fronte ai discendenti di Anak?”

Quando l’uomo avanza nello studio della Kabbalah e prova ad avvicinarsi ai suoi amici nel cammino spirituale, per poter realizzare l’unione nella quale il Creatore sarà rivelato, vede davanti a sé degli ostacoli enormi, esteriori ed interiori.

Gli ostacoli interiori si presentano in chi prova ad avvicinarsi reciprocamente, poiché tra loro insorge un tale egoismo che, come si legge ne Il Libro dello Zohar, essi vogliono letteralmente uccidersi e bruciarsi a vicenda.

Dall’altra parte, sono sottoposti a influenze esteriori avverse, poiché chi non partecipa al movimento che va a costituire un cuore comune è un loro avversario.

Gli avversari sono le nazioni del mondo, il popolo d’Israele che non è ancora connesso nel loro movimento, e le così dette moltitudini miste (Erev Rav– i lavoratori del Faraone). Questo significa che tutti gli avversari della Kabbalah, tutti gli avversari del metodo della connessione tra le persone che si collegano in un tutt’uno, sono attualmente i nemici del cammino spirituale.

Anche se lo vediamo, non possiamo fare nulla. Questo è il risultato naturale del nostro avanzamento. Dopotutto è scritto: “Chi può far fronte ai figli di Anak?”

I nostri avversari ci sembrano molto forti, saggi, sicuri di sé e logici. Essi sanno per cosa vivere e ne sono convinti, poiché davanti a loro vi è un mondo egoistico, in cui poter vivere e navigare perfettamente.

Dal loro punto di vista, voi siete delle persone non realistiche, piene di fantasie irreali, che trascinano altre persone lontano dalla vita normale. È proprio come il Faraone che disse a Mosè: “Perché tu e Aronne distraete il popolo dal mio lavoro? Lasciateli lavorare per me, io li pagherò e tutto andrà bene”.

Il Faraone comandò ai suoi servi: “Date loro più lavoro, così non potranno ascoltare questi due. Perché improvvisamente hanno deciso di occuparsi di un qualche tipo di amore?!”

Oggi avviene la stessa cosa. Quelli che odiano ideologicamente la Kabbalah, le moltitudini miste (Erev-Rav), stanno cercando di vincere. In ogni momento vi è una guerra da condurre contro di loro.

Domanda: Ma il popolo d’Israele entra nella terra d’Israele e inizia a svilupparla.

Risposta: Il popolo d’Israele si sta unendo gradualmente ad una manciata di kabbalisti sotto la guida di Mosè e Aronne, che include i loro discepoli e gli antenati delle tribù. In questo modo, guidano gradualmente le persone verso uno stato di connessione mutua chiamata la terra di Israele.

Domanda: Allora i figli di Anak cessano di essere dei giganti?

Risposta: In realtà, nella terra d’Israele non ci sono più giganti Compaiono solo quando avviene un altro disastro.

Ad esempio, prima della distruzione del Primo e del Secondo Tempio, comparirono delle società egoistiche che affermavano di sapere come servire il Creatore, distruggendo così il livello di dazione e amore raggiunto tra le persone. Furono loro a portare i Romani e i Greci in Israele, e a bandire il suo popolo. Da allora, da 2000 anni, viviamo in questo stato.

Anche adesso essi non ci permettono di riunirci e di raggiungere l’integrità, la dazione, l’amore e l’unione tra noi. Ritengono che questo possa minare le fondamenta del loro potere sul popolo e quindi sono fortemente contrari alla saggezza della Kabbalah.

Domanda: Come possiamo non vedere i giganti in loro, cioè persone logiche e ben informate?

Risposta: È molto semplice: “Allontana il tuo sguardo da loro ed essi si trasformeranno in una montagna di ossa”. Dobbiamo unirci, attirare a noi la forza del Creatore e dirigere la nostra energia verso la connessione delle persone.

In questo modo distruggeremo i giganti, perché loro esistono solo per distruggere le persone e per ridurle in pezzi, piccoli filoni, in modo che si uniscano e per farle lavorare solo nell’egoismo.

Pertanto, anche se a volte parlano del principio di “Ama il prossimo come te stesso”, essi non lo hanno compreso.
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Dal programma di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 04/05/16

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L’uomo non vive di solo pane

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa significa “La manna, che tu non conoscevi e nemmeno i tuoi padri avevano conosciuto”? (Torah, “Deuteronomio”, 8:3)

Risposta: I padri non avevano grandi desideri egoistici e non attraversarono lo stato del deserto.

I nostri padri Abramo, Isacco e Giacobbe sono Keter, Hochma e Bina. Loro avevano dei desideri piccoli e leggeri, e pertanto sono chiamati santi padri, dato che la qualità di Bina (dazione) era naturale per quei desideri che si rivelarono in quel momento.

Pertanto, noi dividiamo tutta la storia in padri e figli. I padri sono HBD (Hochma, Bina, e Daat o Keter, Hochma e Bina), cioè la parte della testa del Partzuf (corpo spirituale). I figli sono HGT (Hesed, Gevura e Tifferet). E la parte inferiore del Partzuf, NHY, siamo noi, cioè i figli dei figli.

Commento: Ma i padri provavano ancora dolore, dopotutto Abramo chiese: “E come conquisterò questa terra?”

Risposta: Naturalmente lo stava chiedendo in anticipo, perché la parte della testa sente e crea la base per l’intera correzione futura fino alla correzione finale.

Domanda: Come possiamo spiegare la frase: “L’uomo non vive soltanto di pane, ma vive di tutto quello che procede dalla bocca del Signore”.

Risposta: Ci sono qualità che sono chiamate pura Bina, la luce di Hassadim, la luce della dazione, questo è il pane; e ci sono qualità quando si trova all’interno della luce di Hassadim, la quale diffonde la luce di Hochma. Questa è chiamata dazione completa, ricevere con l’intenzione di dare. Così voi utilizzate i Kelim (vasi) egoistici anche per la dazione.

Poiché questa luce ancora più grande è richiesta dall’alto, essa illuminerà e correggerà i vostri desideri egoistici in altruisti, al di sopra di Bina, a livello di Hochma. Allora usate quell’energia, quella luce che viene direttamente dal Creatore.

E su questo è detto: “Ma vive di tutto quello che procede dalla bocca del Signore”. Questa è la doppia correzione in due fasi. Ma nella qualità di Bina che rappresenta il pane, ci sono tutti i tipi di variazioni.

Per esempio, a Pasqua noi non mangiamo pane. Dato che il pane normale durante l’impasto viene mescolato all’acqua per più di diciotto minuti (cioè nove Sefirot della luce diretta e nove Sefirot della luce riflessa), si considera essere in connessione con Malchut e perciò non possiamo usarlo, perché la connessione con Malchut non ci consente di uscire dall’Egitto.

Pertanto, l’esodo dall’Egitto, cioè la separazione da Malchut, è simboleggiato dal pane azzimo, chiamato Matzah. Questa è una delle varietà della qualità di dazione.

E dopo la Pasqua comincia la festa della ricezione della Torah, la festa di Shavuot, durante la quale si mangiano tutti i latticini, perché il latte è una qualità della dazione e simboleggia la celebrazione del dono della Torah.

Tutte queste azioni sono calcolate nella parte della testa del Partzuf o anima. E dopo questo, arriva la qualità dei figli, tutte quelle qualità che il popolo d’Israele ha acquisito sotto la guida di Mosè. Noi ci troviamo alla fine dello sviluppo e siamo considerati i figli dei figli.
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Il Libero arbitrio sulla via dell’ascesa spirituale

Dr. Michael LaitmanIl capitolo “Eikev” (A Seguire) ci racconta come entrare nella terra di Israele e cosa succederà se le leggi della Torah, che sono state date al popolo dal Creatore, verranno osservate.

In fin dei conti il sistema è uniforme: noi osserviamo le sue leggi e quindi, tramite esso, riceviamo: la Luce superiore che riforma, l’abbondanza, il riempimento e la rivelazione; oppure, se lo risvegliamo in modo incorretto su noi stessi, esso genera oscurità, ogni genere di sentimenti negativi che comunque ci condurranno nello stesso luogo attraverso una via di sviluppo alternativa. Ma in questo caso faremmo come un cerchio e questo cerchio è molto sgradevole.

Domanda: Si tratta di un lungo periodo di preparazione?

Risposta: Sì. Ma in ogni punto del percorso spirituale dall’egoismo, chiamato “Egitto”, al sistema completo di dazione e di amore, chiamato “terra di Israele”, vi è l’opportunità di dirigersi in modo diretto oppure di andare in cerchio e tornare al punto di partenza, fondamentalmente solo per renderci conto di non procedere in maniera corretta e che eravamo spinti dall’egoismo e non dal desiderio di ascesa spirituale, per operare infine questa ascesa.

Commento: Comunque “Non esiste nulla tranne Lui”. Da una parte andiamo in cerchio, dall’altra non siamo noi a decidere questo…

Risposta: No, dall’alto ci viene dato il libero arbitrio. Altrimenti tutta la creazione sarebbe perduta. Senza il libero arbitrio saremmo diventati dei piccoli insetti controllati totalmente dall’alto e non vi sarebbero scopo né significato nella creazione, nelle creature, nell’uomo e nel Creatore stesso, perché il Creatore viene rivelato solo nella relazione con le creature.

L’intero percorso che seguiamo è designato per riunire tutti i nostri liberi sforzi in un tutt’uno e, quando ci avvicineremo al risultato finale ciascuno coi suoi sforzi, con la capacità di analizzare, scegliere, vagliare e testare, creeremo per noi stessi il sistema chiamato “uomo”.

Altrimenti, se tutto fosse stato assolutamente determinato dal Creatore e non ci fosse stato libero arbitrio, non ci sarebbe motivo per la creazione.

Il fatto di giungere allo stato finale non nega la nostra costante possibilità di scegliere liberamente.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” su Kab TV 27/04/16

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Ricompensa e punizione sono entrambe a mio favore

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, “Eikev”, 7:14-15): “Tu sarai benedetto sopra tutti i popoli; ei non vi sarà nel mezzo di te, e del tuo bestiame, né maschio, né femmina sterile. E il Signore rimuoverà da te ogni malattia; e non ti metterà addosso alcuna di quelle funeste infermità di Egitto, delle quali tu hai avuto conoscenza; anzi le getterà addosso a tutti i tuoi nemici.

Tutto ciò che vi sembra cattivo nella vostra vita sono delle percosse dirette all’egoismo e non a voi. Supponiamo che ora mi connetta al mio egoismo e lavori per lui. In seguito comincerò ad allontanarmene gradualmente, e quindi tutte le botte che arriveranno  attraverseranno l’egoismo e non me. Sono contento che il mio egoismo prenda le botte, perché questo mi aiuta ad allontanarmene maggiormente. Pertanto le botte e le punizioni di cui parla la Torah mi aiutano ad avanzare più velocemente.

Esse vengono avvertite da me non sotto forma di punizioni, ma come qualità egoistiche che appaiono dentro di me e che mostrano quanto l’egoismo mi danneggia, quanto dolore sento, le sofferenze e i problemi al suo interno, e quanto lo odio. Attraverso queste punizioni io posso allontanarmi dall’egoismo sempre di più, fino a raggiungere lo stato chiamato “la terra di Israele”. Perciò è scritto: “quelle funeste infermità di Egitto, delle quali tu hai avuto conoscenza; anzi le getterà addosso a tutti i tuoi nemici”, ovvero sul mio egoismo, e io mi allontanerò sempre di più dall’Egitto verso la terra di Israele.

Ne consegue che entrambi i premi e le punizioni siano a mio vantaggio. Se io osservo tutto correttamente, il più e il meno sono entrambi inclusi nel risultato.

La cosa più importante è ciò che enfatizzo con il mio egoismo, il mio “io”, o con quel punto nel cuore che mi conduce alla spiritualità. Abbiamo solo bisogno di mantenere il punto nel cuore che vuole essere al di sopra dell’egoismo e di valutare correttamente i nostri stati. E allora non abbiamo bisogno d’altro.

Anche se l’uomo si indebolisce e improvvisamente si concede alcune cose, lasciatelo fare, però sotto controllo “E adesso mi permetto di rilassarmi per mezz’ora”. Non importa quello che fa, ma lui sa di aver deliberatamente barrato questa mezz’ora dalla sua vita, nel senso che non scompare da sola.

In altre parole, se egli ha un desiderio fastidioso, è meglio arrendersi ad esso per mezz’ora al giorno, in modo da non rovinare le restanti 23 ore e mezza. Tra l’altro gli psicologi consigliano la stessa cosa per sbarazzarsi di un desiderio ossessivo. È la stessa cosa per l’uomo quando è obbligato a mangiare, il corpo lo richiede!

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 13/04/16

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La demolizione dell’altare

Dr. Micahel LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, 7:05-06):Anzi fate loro così: Disfate i loro altari, e spezzate le loro statue, e tagliate i loro boschi, e bruciate col fuoco le loro sculture. Perciocchè tu sei un popolo santo al Signore Iddio tuo; il Signore Iddio tuo ti ha scelto, acciocché tu gli sii un popolo peculiare d’infra tutti i popoli che sono sopra la faccia della terra”.

Deve essere distrutto tutto ciò che riguarda l’intenzione per me stesso e che è un rituale per l’egoismo. Pertanto per bruciare, distruggere, ecc., ci si riferisce ai quattro modi per uccidere l’egoismo che dobbiamo perseguire fino a farlo scomparire.

Non stiamo parlando del desiderio in sé, ma dell’intenzione dietro esso. Il desiderio rimane nella sua forma originale. Solo l’intenzione per me viene distrutta e sostituita con l’intenzione per gli altri e per il Creatore.

L’altare è ciò che faccio per il riempimento egoistico. Tuttavia, ho bisogno di sbarazzarmi di quest’azione, di questa qualità e di questo metodo di riempire l’egoismo. E come posso allontanarmi dall’egoismo? Solo rompendo il metodo per riempirlo. Questa è la demolizione dell’altare. Non può essere trasformato, può essere solo distrutto, nel senso di spargere le pietre, rompere il cuore e ripartire da zero.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 06/04/16

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Non perdete la connessione con il Creatore

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio 7:02-04): “Non farai con esse (le altre nazioni) alleanza né farai loro grazia. Non ti imparenterai con loro, non darai le tue figlie ai loro figli e non prenderai le loro figlie per i tuoi figli, perché allontanerebbero i tuoi figli dal seguire Me, per farli servire a dèi stranieri, e l’ira del Signore si accenderebbe contro di voi e ben presto vi distruggerebbe”.

L’uomo non deve fare nessuna concessione all’egoismo, nessun collegamento e nessuna soluziona parziale. Egli deve uccidere completamente l’egoismo, elevarsi al di sopra di esso, smettere di usarlo nella sua forma naturale e usarlo solo dopo la prima restrizione con lo schermo, con la Luce che Ritorna, per la dazione e l’amore.

Domanda: Cosa significa “e non prenderai le loro figlie per i tuoi figli”?

Risposta: Non lasciare nulla di origine egoistica che alla fine si manifesterà in voi come una vostra qualità corrotta. Allora perderete la connessione con il Creatore e non sarete in grado di continuare a combattere per la purezza della vostra correzione e per elevarvi spiritualmente.
Far sposare un figlio ad una figlia di qualche popolo straniero, significa permettere qualche contatto con l’egoismo in futuro. Non ci può essere il Creatore in questa azione, perciò è detto che questo “allontanerebbero i tuoi figli dal seguire Me, per farli servire a dèi stranieri”.
[190544]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 06/04/16

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