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Svegliarsi da un sogno

Dalla Torah, (Esodo 23:31): “Costituirò il tuo territorio dal Mar Rosso sino al Mar dei Filistei, e dal deserto sino al fiume Eufrate; poiché darò in vostro potere tutti gli abitanti del paese, e tu li scaccerai dal tuo cospetto.”

La terra di Israele, in linea di principio, non è grande, cioè il desiderio egoistico dell’uomo è molto piccolo. Ma a livello spirituale, cresce gradualmente. Quando una persona sale da un piccolo livello spirituale a uno sempre più alto, rivela il mondo intero.

Questo non è il nostro universo, che di per sé non rappresenta un grande volume spirituale; è semplicemente uno zero; non esiste. Nel mondo reale dove noi siamo veramente, non esiste. È come un nostro riflesso.

Noi non conosciamo e non vediamo noi stessi. È come se ora stessimo dormendo, vivendo la nostra vita materiale in un sogno. In questo sogno, ci viene dato l’inizio del lavoro spirituale, che ci aiuta a risvegliarci.

Se noi ci svegliamo con il suo aiuto, cioè entriamo nel mondo spirituale, vediamo che tutto ciò che era dentro di noi prima è solo un’illusione. Abbiamo avuto tutti i tipi di fluttuazioni cerebrali e abbiamo disegnato tutto nella nostra immaginazione. E ora siamo reali, spirituali.

Pertanto, la vita materiale rispetto a quella spirituale è come un sogno. Dopotutto, non facciamo nulla, non compiamo nessuna azione materiale e persino i desideri che presumibilmente utilizziamo non sono desideri: non sono nulla.

Ma appena ti svegli, cioè, non appena sei nato spiritualmente, tu capisci che tutto ciò che è accaduto prima era un sogno.

Ora sorge la domanda: se una persona si sveglia dal sonno e inizia a vivere in un volume spirituale, in un’altra dimensione, come può, mentre compie alcune azioni, apparire improvvisamente in questo sogno e iniziare ad aiutare gli altri ad uscirne? Come fa ad immergersi in questo? In altre parole, ha raggiunto un certo livello spirituale e le viene detto: “Devi restare nel sogno con coloro che sono ancora in esso”.

Domanda: Cioè, un kabbalista, come uno stalker, viene inviato per risvegliare l’umanità dal sonno e portarla in un nuovo stato e questo funziona?

Risposta: Certo! Nella spiritualità, ti viene mostrata questa necessità che diventa tua.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 26/10/2016

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La Terra di Israele: la vita e la morte

Dalla Torah, (Deuteronomio 30:17 – 30:18): “Ma se il tuo cuore si volterà (d’altra parte), e tu non darai ascolto, ma travierai e ti prostrerai ad altri dèi, e presterai loro culto: Io v’annunzio oggi che sarete perduti, né durerete lungo tempo su quel paese, per andare a conquistare il quale tu stai per passare il Giordano.”

Naturalmente, quando si entra nella terra d’Israele, ci sono molti ostacoli perché è a questo punto che si inizia a risvegliare l’egoismo, che deve essere rivolto verso le qualità dell’amore e della dazione, il che significa ricevere per il bene del Donante. Questo è molto più difficile che non ricevere nulla o rifiutare di ricevere del tutto.

Questo è un lavoro molto complesso, interiore e profondo dentro se stessi. Se non puoi affrontarlo, se non puoi correggere te stesso, allora ti senti all’inferno. D’altra parte se ti correggi, allora ti sentirai in paradiso.

Questi sono i due stati che ora appaiono di fronte a te ed entrambi esistono nella terra d’Israele. Tu entri e lavori con loro. E là, nella terra di Israele, si raggiunge un’enorme ascesa o una grande discesa. Sia la vita che la morte sono lì per te.

Domanda: Continui a dire che prima l’umanità deve essere educata. Questo significa che l’umanità dovrebbe cominciare a cercare di salire al di sopra dell’ego?

Risposta: Naturalmente, ma non nello stesso modo in cui i kabbalisti lo hanno attraversato o hanno bisogno di attraversarlo. L’umanità passerà attraverso tutto in modo molto più semplice. L’umanità deve accettare il metodo esattamente così come è, già pronto, e passare semplicemente attraverso questi stati, ripetendoli fino ad un certo punto. Questo non sarà spaventoso per l’umanità poiché sarà semplicemente incluso in qualcosa che è stato preparato in anticipo.

I kabbalisti attraversano questi stati per prepararli per l’umanità. In altre parole, devono sperimentare tutto questo in se stessi e poi offrirlo al mondo come un prodotto finito.

Domanda: Ci saranno nuove istruzioni scritte per l’umanità o saranno le stesse?

Risposta: No. Queste istruzioni sono solo per coloro che hanno un punto nel cuore, per quelli che stanno per conquistare la terra di Israele direttamente.

Essi devono sperimentare tutte le qualità egoistiche dentro di sé e salire sopra ad esse. Il punto nel cuore in una persona è dimostrato dal fatto che aspira, per prima cosa, al compimento ed alla realizzazione delle qualità del deserto, e poi delle qualità della terra d’Israele, entrambe create in lei in modo da poter cambiare per essere a favore dell’amore e della dazione, raggiungendo così la rivelazione del Creatore, cioè la qualità della dazione e dell’amore, in tutti i suoi desideri.

Il Creatore ci appare egoisticamente come il più grande dono. Infatti, è un dono che si rivela solo nei nostri sforzi di amore e di dazione verso il prossimo. Pertanto, se ci sforziamo per il bene del prossimo in questo modo, all’interno di questo sforzo noi troviamo il Creatore.

Se una persona sta pensando solo ai comandamenti e si impegna solo a rispettarli, non ha bisogno di nient’altro; essi sono abbastanza e tutti gli altri comandamenti sono inclusi in questo. In questo caso, tutte le altre qualità egoistiche di una persona vengono corrette lungo il cammino.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 18/01/2017

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Intatto nel tempo

Dalla Torah, (Deuteronomio, 34:7): Mosè aveva quando morì centovent’anni; non si era oscurata la sua vista, né era sparita la sua freschezza.”

Tutte queste sono le qualità di Bina perché non ha connessione con Malchut, dato che si trova più in alto di Malchut. Nessuno stato egoistico ha potere su Bina.

E’ scritto : “Né era sparita la sua freschezza”. Non c’è nessun proccesso che avvenga all’interno di Mosè stesso. Egli si trova in uno stato di dazione assoluta. Ecco perchè non è stato segnato dal tempo.

La morte di Mosè significa che, nel rispetto agli inferiori, egli ha completato la sua missione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 6/02/2017

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“…acceso s’è un fuoco nell’ira Mia”

Dalla Torah, (Deuteronomio 32:22): “Sì, acceso s’è un fuoco nell’ira Mia, ed arde sino al baratro profondo; divora la terra e i suoi prodotti, e mette in fiamme le fondamenta dei monti.”

Tutto quello che una persona fa è basato sul suo ideale egoista, e comparirà in quattro tipi di esecuzione. Il libro dello Zohar descrive questo con termini molto sgradevoli.

È’ scritto che un fuoco “divora la terra e i suoi prodotti”, il che significa che probabilmente non resterà nulla. Adesso pensiamo che l’età dell’oro è davanti a noi, i robot lavoreranno per noi e trascorreremo tutto il giorno sdraiati in spiaggia o facendo festa, e sarà piacevole, ma questo non accadrà.

Al contrario, la gente soffrirà di una profonda depressione, comincerà a consumare droghe e pillole! Odierà se stessa e tutto il mondo intorno a lei; vorrà morire ma non potrà farlo! La vita diventerà peggiore della morte. Questo, di fatto, è un vero inferno.

La persona che soffre di depressione sarebbe contenta di morire, però, cosa può fare se non è capace di uccidersi? Tutta questa vita sarà una completa miseria.

Domanda: Cosa significa “E mette in fiamme le fondamenta dei monti?”.

Risposta:Monte” proviene dalla parola “Hirurim” (dubbi) e significa ogni tipo di disturbo interiore. Vedremo che tutto questo proviene dal Creatore e non possiamo scappare, tutto perché trascuriamo il Suo cammino e non vogliamo elevarci al di sopra del nostro egoismo verso il regno dell’amore e della dazione. Pertanto, sentiremo che Lui è contro di noi in tutto. Non saremo capaci di vivere e non saremo capaci di morire e soffriremo in ogni secondo della nostra vita!

Questo stato forse porterà le persone alla correzione, ma attraverso un lungo e terribile cammino chiamato cammino della sofferenza.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 1/02/2017

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“Radunatisi i capi del popolo, unanimi le tribù d’Israele”

Dalla Torah (Deuteronomio, 33:3 – 33:5): Anzi Egli tiene al Suo seno i popoli; essi tutti, a Lui sacri… Tu li tieni nella Tua mano; ed essi stanno stesi ai Tuoi piedi, per ricevere le Tue parole. La legge imposta a noi da Mosè è ereditaria congrega di Giacobbe. Così Jesciurùn ha un Re; radunatisi i capi del popolo, unanimi le tribù d’Israele.

Si cerca di unire tutte le tribù in una nazione comune. Ogni tribù esiste ancora separata, in accordo alla propria natura e metodologia interna e completa le altre per essere un comune vaso completo. Pertanto, a prescindere dal fatto che ogni tribù è una parte perfetta, la perfezione si raggiunge esattamente nella connessione fra tutte le tribù. Così esse diventano come il Creatore.

Il numero 12 proviene dalle tre linee moltiplicate per il nome del Creatore, che ha quattro lettere (HaVaYaH – Yod-Hey-Vav-Hey) in ogni linea. Ed è per questo che ci sono 12 tribù.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 6/02/2017

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“Questa poi è la benedizione, che Mosè, l’uomo di Dio, diede, avanti di morire, ai figli d’Israele ”

Dalla Torah, (Deuteronomio 33:01): “Questa poi è la benedizione, che Mosè, l’uomo di Dio, diede, avanti di morire, ai figli d’Israele.”

In tutta la storia non esiste persona che sia stata più esaltata o che sia mai arrivata al livello spirituale di Mosè. La benedizione del Creatore passa sempre attraverso di lui. E il Creatore comunica sempre solo attraverso questo livello.

Il Creatore non può rivolgersi direttamente a noi. La Luce superiore non ha una forma particolare. Tuttavia, quando attraversa il grado spirituale chiamato Mosè, acquisisce una forma per mezzo della quale può influenzare le nostre qualità, i nostri desideri.

È scritto che Mosè ha benedetto i figli di Israele prima della sua morte perché è lì che si conclude il suo compito in relazione ai livelli inferiori o alle parti di anime che corregge. Non funziona più, ciò che chiamiamo morte.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 6/02/2017

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“Quando proclamerò il nome del Signore …”

Dalla Torah, (Deuteronomio, 32:03): “Voglio proclamare il nome del Signore: date gloria al nostro Dio!”

Domanda: Perché si deve dire “Amen” dopo la benedizione?

Risposta: “Amen” significa verità, rettitudine. In tutte le lingue si pronuncia Amen, lo si conosce da sempre come il sigillo dopo ogni dichiarazione indiscutibile.

Domanda: Che significa “Quando proclamerò il nome del Signore?

Risposta: Significa che dentro al mio desiderio o anche in una sola parte di esso, posso realizzare un’azione quando tutte le parti del mio desiderio sono raccolte in maniera tale che il Creatore si riveli in esse. Il Creatore non rivela Se stesso se non ce n’è motivo. Lui è la qualità della dazione. Dovrebbe apparire in qualche sostrato, in qualche fatto, su qualche base. Devo preparare questa base a partire dai miei desideri, dalle mie relazioni con gli altri. Se le caratteristiche della dazione assoluta e dell’amore nascono fra di noi, allora il Creatore si manifesterà nelle nostre relazioni interiori. Questo è il Suo nome.

Domanda: Perché si manifestano sempre i diversi nomi del Creatore?

Risposta: I nomi del Creatore sono le qualità di dazione e di amore, che si manifestano in differenti stili e in diversi livelli.

Il Creatore ha molti stili perché il suo nome comune sono le dieci Sefirot, il nome delle quattro lettere HaVaYaH. Ma questo non si esprime in una persona, è solo la Sua manifestazione nelle proprietà della persona che si esprime. Pertanto, ci sono dieci nomi chiamati indelebili, dieci Sefirot, oltre ad altri.

Domanda: Spesso diciamo che Lui è grande, buono, amorevole ecc … possiamo dire che questi sono nomi del Creatore?

Risposta: No, questi sono appellativi, non nomi. Allo stesso modo, posso dire di una persona: “E’ buona, è saggia”, ma questi non sono nomi, sono le sue qualità.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 30/01/2017

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“L’uomo più raffinato tra di voi e più delicato guarderà di malocchio il suo fratello”

Dalla Torah, (Deuteronomio 28:54): “L’uomo più raffinato tra di voi e più delicato guarderà di malocchio il suo fratello e la sua stessa sposa e il resto dei suoi figli che ancora sopravvivono”.

Le persone non sono capaci di controllare il proprio egoismo, e neppure di vivere nell’amore per i propri vicini. Quando le persone che sono delicate, gentili e buone nella vita di tutti i giorni, sentono il desiderio di raggiungere l’amore per il prossimo, all’improvviso scoprono di avere uno spesso strato egoistico interiore ed iniziano ad odiarsi.

E’ come quando si è giovani e innamorati: all’inizio si vive come una coppia di piccioncini. Ma cosa succede dopo? Scandali, aggressioni, divorzi difficili ed avvocati.

Se quelle persone non avessero cercato di avvicinarsi fra loro, sarebbero rimaste buone amiche o amanti. Si sarebbero viste di tanto in tanto, dandosi piacere reciproco, ma senza alcun obbligo. Questa è la cosa più importante. Dopotutto, l’amore per il prossimo ti obbliga, tu sei obbligato ad amarlo e ad andare al di sopra del tuo egoismo per tutto il tempo. Quindi, è per questo che al giorno d’oggi ci sono tanti matrimoni infelici.

Domanda: Come possiamo evitarlo?

Risposta: Una persona deve andare al di sopra di se stessa! Ma è capace di farlo? Può quest’ambiente darle il supporto richiesto? Altrimenti, è meglio lasciar perdere!

Supponiamo che, se io sono già sposato, allora non posso fare nulla, vivo accanto ad un’altra persona involontariamente? Non ho l’opportunità di modulare la distanza fra noi in merito alla mia abilità di controllare me stesso e di salire al di sopra del mio egoismo? Se potessi farlo, andrebbe tutto bene. Se siamo un po’ stanchi l’uno dell’altro, ci allontaniamo e poi ci riavviciniamo, all’infinito, senza mai risolvere questa situazione. Questo è un grande problema.

Questo è esattamente quello che cerchiamo di superare in un gruppo di studio di Kabbalah. Lavoriamo costantemente su questo, per molte ore al giorno, senza andare via o dividerci.

Possiamo obbligare una coppia giovane che non capisce niente di lavoro interiore a fare questo? Bisogna studiare la saggezza della Kabbalah per provare a fare questo, discuterne costantemente, e realizzarlo a livello pratico.
Dove incontri una famiglia così con queste opportunità?

Immagina, in che stato le persone erano, duemila anni fa quando dovevano mettere in pratica tutto questo fra di loro? Quindi, non è una sorpresa che la loro unione spirituale, chiamata il Primo e il Secondo Tempio, sia stata distrutta.

Commento: Oggi, abbiamo raggiunto uno stato dove tanti matrimoni vanno in frantumi. Però prima in qualche modo mantenevamo questo equilibrio.

La mia risposta: Questo avviene perché, precedentemente, la religione teneva buone le persone. Oggi, la religione è cambiata nella sua forma così tanto che ci rimane solo un guscio esteriore. Sebbene le tenga ancora ferme, attraverso un ultimo punto di forza, prende sempre forme nuove.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 21/12/2016

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“Ascoltate, o cieli…..oda la terra le parole della mia bocca!”

Dalla Torah, (Deuteronomio 32:01): “Ascoltate, o cieli: io voglio parlare: oda la terra le parole della mia bocca!”

Mosè portò i figli d’Israele nello stato in cui le due parti opposte Bina e Malchut, due qualità in ognuno di noi e in tutta la creazione, erano unite insieme. La voce che proveniva da Bina poteva raggiungere Malchut, cioè, dal cielo alla terra, e la voce della gente poteva innalzarsi dalla terra (Malchut) al cielo (Bina).

Il collegamento fra Bina e Malchut è la cosa più importante che abbiamo. Da Bina riceviamo la qualità della correzione, la qualità della dazione che viene aggiunta alla qualità di Malchut (ricezione) e noi eseguiamo la ricezione per la dazione.

Da questo momento in poi il popolo d’Israele è già pronto per attraversare il Giordano ed entrare nella terra d’Israele. La terra d’Israele sono quei desideri che necessitano di essere corretti nella ricezione per la dazione. Mosè preparò la gente per questo.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 30/01/2017

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“Tu vedrai il paese davanti a te, ma là… tu non entrerai!”

Dalla Torah, (Deuteronomio, 32:48 – 32:52): “E in quello stesso giorno il Signore disse a Mosè: «Sali su questo monte degli Abarim, sul monte Nebo, che è nel paese di Moab, di fronte a Gerico, e mira il paese di Canaan, che io dò in possesso agli Israeliti. Tu morirai sul monte sul quale stai per salire e sarai riunito ai tuoi antenati, come Aronne tuo fratello è morto sul monte Or ed è stato riunito ai suoi antenati.

Perché siete stati infedeli verso di Me in mezzo agli Israeliti alle acque di Mèriba di Kades nel deserto di Sin, perché non avete manifestato la Mia santità.

Tu vedrai il paese davanti a te, ma là, nel paese che io sto per dare agli Israeliti, tu non entrerai!».

È sorprendente che Mosè, il più grande dei giusti, il più grande uomo fra la gente del tempo, non possa entrare nella terra d’Israele. Eppure, il popolo di Israele che ancora deve compiere parecchie azioni malvagie di accusa e ostilità reciproca, di distruzione e omicidio, può entrare.

Mosè deve stare fuori dalla terra di Israele perché questo è il suo livello. Egli deve accompagnare il suo popolo e guardare la terra di Israele. E la vede. Con ciò, è come se correggesse questa terra con la qualità di Bina. Ora, il popolo di Israele, cioè tutte le altre qualità egoistiche, possono cominciare ad entrarvi, ad esplorare questa terra, questi desideri e a convertirli in dazione per il bene del Creatore.

Domanda: Perché è scritto qui che questa è la terra di Caanan?

Risposta: Diventerà la terra di Israele una volta che tutti i desideri egoistici che non possono essere corretti saranno espulsi da essa, ciò che è chiamato le sette nazioni che vivono lì.

Una volta che il Tempio sarà costruito, che tutta la terra sarà distribuita, che tutto l’egoismo sarà domato e, con esso, che tutti i desideri egoistici saranno soggiogati dalle dodici tribù, dalle qualità e dalle intenzioni per il bene del Creatore, allora la terra di Caanan diverrà la terra di Israele (Isra-El significa diritto al Creatore).

Domanda: Perché Mosè non entra in questa terra? È perché ha peccato con Aronne?

Risposta: È scritto ne Il Libro dello Zohar e in altre fonti kabbalistiche, che presumibilmente Mosè ebbe l’opportunità di agire in modo diverso, per attirare la qualità della dazione dalla qualità della ricezione in un modo differente, ma questo non venne fatto.

Comunque, in linea di principio, Mosè non può entrare nella terra di Israele perché egli rappresenta la qualità completa della dazione e dell’amore, che sarà raggiunta solo alla fine della correzione. La rivelazione di questa qualità dovrebbe verificarsi gradualmente tra i figli di Israele, nei desideri individuali.

Domanda: È scritto: “In Israele non è nato nessun altro profeta come Mosè.” Quindi ci sta aspettando, quando raggiungeremo il suo centoventesimo livello, per salire insieme a noi i rimanenti cinque gradi?

Risposta: Molti giusti ci stanno aspettando lì.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 1/02/2017

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