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Dove e quando c’è tempo per la felicità?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Negli ultimi decenni, il tema della ricerca della felicità, in Israele e nel mondo è diventato una moda. C’è un gran numero di libri, corsi, e workshops che sono comparsi riguardo a questo argomento. Nel libro dell’Ecclesiaste del Re Salomone, la ricerca della felicità và di pari passo con la ricerca della verità. Di che verità sta parlando?

Risposta: La verità cambia continuamente. Ogni generazione determina le regole generali per se stessa secondo quello che è detta la verità e la falsità, bene e male, piacere e dolore. Cento o duecento anni addietro la felicità era avere un lavoro, un posto dove vivere, una famiglia e dei bambini.

Se una persona poteva dare un tetto e del cibo alla sua famiglia allora era felice. Non voleva nulla tranne questo. Se aveva un vestito in più rispetto a quello di tutti giorni era una cosa fantastica! E poi sono giunti a interi guardaroba che prima era piccole dimensioni. Ed adesso tutti hanno una stanza dedicata a se stessi nell’appartamento con un proprio armadio. Ma anche questo non è abbastanza; Abbiamo bisogno di una cabina armadio per i nostri vestiti!

Abbiamo raggiunto la saturazione ma siamo ancora coinvolti nei consumi. Le nostre vite sono diventate una corsa. Dove troviamo piacere? Io vivo in un’area dove la popolazione appartiene ad una forte classe media. Alle sette del mattino il mio vicino corre verso la sua macchina con un bimbo in una mano e una tazza di caffè nell’altra. Mette giù il caffè, sistema il bimbo e lo porta al nido e poi va al lavoro.

Non torna a casa prima delle otto o nove della sera. Quando sente la felicità? Forse il giorno della settimana in cui esce con gli amici? O quella volta all’anno in cui si fa una settimana di vacanza all’estero? Dov’è veramente il piacere? Egli guarda le altre persone e dice: “Tutti fanno questo e quindi lo faccio anch’io”.

Domanda: Allora non c’è felicità nel mondo?

Risposta: La felicità, nella “Vanità delle vanità” (Ecclesiaste 1:2), è la dazione agli altri! Se diamo gli uni agli altri e costruiamo una vita dove tutti sono connessi in un modo positivo alla società allora ci realizziamo gli uni con gli altri, non con le cose ma con la felicità. Al momento voglio avere la sensazione della felicità attraverso l’acquisizione di un oggetto che ho comprato e di cui poi godo. Quanto posso guardarlo e goderne?

La felicità deve essere rinnovata continuamente. La felicità per una nuova macchina dura per un mese, per una casa per un anno. Come posso organizzare la vita in modo che il mio desiderio di essere felice tutto il tempo sia sempre rinnovato e che il suo rifornimento sia sempre nuovo? E’ quel che succede quando ci si sveglia tutti i giorni come un bimbo con gli occhi ben spalancati!

Durante l’infanzia vivevo in una casa con un grosso cortile. Nel cortile crescevano alberi e fiori; avevamo un cane. La sera già immaginavo a quando sarei saltato fuori dal letto il mattino correndo in cortile per incontrare gli amici. Voglio vivere con questo tipo di umore!

Domanda: Nel libro dell’Ecclesiaste di Re Salomone c’è una stessa frase ripetuta due volte “Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole.” (Ecclesiaste 1:9). Questa è una scoperta molto triste.

Risposta: Se vuoi solo godere del mondo allora ottieni solo futilità.

Domanda: E’ davvero necessario arrivare allo stato di assoluta mancanza di piacere per capire la necessità del rinnovamento? Non si può ottenere piacere sia dalle cose che dalla connessione con le persone?

Risposta: Una non interferisce con l’altra, ma io non penso che una persona possa stare in due mondi. Se sei diviso in due, allora nessuno dei due desideri sarà ritenuto completamente soddisfatto. Alla fine dobbiamo mostrare a noi stessi ed agli altri dove si trova la vera sorgente della felicità. Il rinnovamento delle relazioni tra di noi ci porterà un sentimento di felicità e questo sarà sempre un identico soffio vitale che gonfierà le nostre vele nel progresso verso stati migliori.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 23.05.13

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Esau e Giacobbe: Una battaglia per il comando

Dr. Michael LaitmanDomanda: La Torà dice che Giacobbe seguì il consiglio della madre e finse di essere suo fratello Esau. In questo modo, ricevette con l’inganno la benedizione di Giacobbe. Di cosa tratta questa storia?

Risposta: Isacco rappresenta la linea di sinistra. Esau e Giacobbe rappresentano le due linee che derivano da lui. Nessuna di queste linee può esistere senza le altre.

Giacobbe era colui che doveva ricevere la benedizione, poiché era stato scelto per indicare e mettere in pratica l’intero processo di correzione. Egli è colui che ha fatto avere tutto quello che serve per raggiungere lo stato corretto alla fine del processo.

Però, Isacco aveva dato la vita anche ad Easu perché è assolutamente impossibile avanzare senza la sua linea. In sostanza, la linea di Esau è la linea del desiderio, del vuoto, del bisogno e della pretesa di essere appagati. In altre parole, Esau rappresenta la sensazione di vuoto, di sofferenza, e di inseguimento.

Ecco perché Esau andava nei campi (il campo della vita), che stanno ad indicare il fondamento dell’esistenza umana nella capacità di essere dei soggetti relativamente liberi. Senza questa base, la vita umana non ha alcun senso. Senza la qualità che si chiama Esau, una persona non può oltrepassare lo stato chiamato Adam (Uomo), e così rimane allo stato animato. Ciò spiega perché Esau è stato il primogenito di Isacco al quale egli doveva trasferire tutto quello che aveva.

Al contrario, per Rebecca, la moglie di Isacco, non fu così perché il programma della creazione era stato originariamente inserito in Giacobbe e non in Esau. In sostanza, Giacobbe non è un discendente di Isacco, lo è invece di Abramo. Egli è il figlio di Isacco, ma non è il suo primogenito.

Questa disposizione dimostra chiaramente che il programma della creazione è un fattore ausiliario, mentre la questione della creazione è la cosa basilare. Lo stesso si applica alla natura. Anche se Israele (“la direzione per me” – לי ראש) è la direzione dell’umanità, sebbene l’umanità sia la materia basilare del desiderio che condurre all’unità, all’adesione al Creatore.

Domanda: Ciò significa che Esau (un desiderio vuoto che richiede appagamento) rappresenta il mondo contemporaneo?

Risposta: Le forze più oscure e più forti si devono trasformare nelle più leggere. Il popolo ebraico è obbligato a portare le masse a fondersi con il Creatore. Il Creatore sta aspettando Esau, mentre a Giacobbe è assegnato di adempiere il suo ruolo.

E’ una battaglia per il comando, chi tra loro ne sente di più l’importanza. Si tratta di una suddivisione delle funzioni e dell’identificazione di quale tipo di connessione con il Creatore ognuna di queste funzioni comporta. La lotta continuerà fino all’ultimissimo stato, momento in cui la competizione tra loro si trasformerà in connessione e riempimento l’uno nell’altro. L’egoismo non può raggiungere questo risultato da solo.

Infatti, Giacobbe non capiva proprio perché fosse coinvolto in questo problema. Era il cocco di mamma; non aveva dei desideri immensi, e nemmeno bisogni senza fondo come invece aveva Esau.

Dall’altra parte, Esau era enorme, forte e maestoso, ma allo stesso tempo era infelice e vuoto. Dobbiamo comprendere questo ruolo non invidiabile. Se guardiamo all’umanità misera, infelice e sofferente che guadagna miliardi di dollari senza avere nessuna indicazione di cosa farsene, è molto difficile provare dell’invidia. Esau rappresenta le masse generali che devono essere rimesse in ordine.

Esau pretende una risposta da Giacobbe. Uno dei principali anti-Semiti, come Henry Ford, aveva capito questo fatto e ne aveva scritto. Nonostante questo, gli Ebrei vogliono ancora scappare in America e confondersi lì. Farebbero qualsiasi cosa pur di non essere identificati come Ebrei.

Domanda: Anche Giacobbe fece dei piccoli sforzi per resistere alla sua missione, ma sua madre lo forzò a seguirla. Infatti, chi è “la madre”? Chi spinge il popolo Ebraico ad agire come Giacobbe?

Risposta: La madre è la qualità di Bina. E’ la qualità della dazione e dell’amore che realizza in modo chiaro questo programma il quale, in caso contrario, non sarebbe mai messo in pratica rispetto a tutta l’umanità.

Questa particolare madre ha due figli, i quali sono entrambi nati dall’amore chiamato Bina. Essi si distinguono solamente in base all’intenzione di mostrare all’umanità il modo di unire le qualità di Esau e le qualità di Giacobbe, e di dimostrare all’umanità come direzionare correttamente queste qualità. La qualità chiamata Giacobbe deve intenzionalmente coprire le qualità di Esau. Se questo succede, allora tutto funziona bene.

In generale nessuno dei due fratelli può essere rimproverato per nulla. Solamente acquisendo un genuino libero arbitrio lo possiamo mettere in pratica nella nostra vita. Io direi che attualmente stiamo attraversando questo stato. Sebbene non sia attuale di per sé, infatti, è iniziato al tempo dell’Ari, nel 16° secolo.

Nonostante questo, siamo molto indietro. Guardate a quello che sta succedendo nel mondo! Dobbiamo realizzare la missione di Giacobbe il più presto possibile. In caso contrario, Esau ci farà una pressione ancora più forte. La cosa più impostante in assoluto è di renderci conto che siamo noi che innestiamo la pressione, non facendo niente.
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Da Kab.TV “Porzione Settimanale della Torà” 14.11.2014

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Connettersi al livello superiore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Una persona sa quando deve “bussare alla porta” che è l’ascesa al successivo livello spirituale?

Risposta: No. Il punto è che quando lui è ad un certo livello, non riesce a capire la domanda del livello successivo, proprio come un cane non può capire il rimprovero del suo padrone. Non abbiamo alcun controllo su di lui.

Non possiamo raggiungere il livello successivo a meno che non abbiamo i sensi adatti per questo, che ci permettono di capire quali permessi, divieti e restrizioni morali ci possono essere a quel livello. Quindi noi non possiamo descrivere il livello successivo a tutti dato che tutto il nostro mondo è fondamentalmente ciò che si riflette nei nostri desideri, nella nostra coscienza. E’ formato dai nostri cinque sensi, e i nostri sensi e le nostre emozioni operano nei desideri.

Se io uso i cinque livelli del mio desiderio (vista, udito, gusto, olfatto e tatto), al fine di dare, vuol dire che ho completato il mio lavoro a livello del nostro mondo e là c’è un interruttore in me che mi porta ad un nuovo livello. Comincio a sentire una parte superiore della creazione.

Ho bisogno di connettermi ad esso, per studiarlo, e formattarmi così che sarò in grado di utilizzare tutto ciò che mi è stato rivelato oggi nel miglior modo possibile con i miei cinque nuovi sensi. Loro mi hanno già portato nuovi messaggi e nuove esigenze aprendomi e scoprendomi dentro di me una nuova parte della creazione. Allo stesso tempo, le richieste sono focalizzate solo sulla dazione, fuori da me stesso. Così, dopo il livello del nostro mondo, comincio a sentire il livello superiore, il mondo superiore esterno, perché mi sono già preparato per questo, al fine di dare.

Correggendo gli attributi egoistici in attributi di dazione nella gamma di frequenze che si rivelano a me, comincio a prendere il controllo del nuovo livello che è chiamato la terra di Israele (il desiderio di dare). Controllandolo e acquisendolo, io raggiungo ciò che entra nei miei cinque sensi, il che significa che comincio a esistere in questa terra e sento i suoi attributi.

Il fatto interessante è che in un primo momento comincio a sentire la parte inanimata in esso, e poi il vegetativo, animato, parlante, e, infine, la radice di tutto, il Creatore. Poi avanzo ancora e sento ogni nuovo livello, come un nuovo mondo.

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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 19.03.2014

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Tutto ciò non è facile

Baal HaSulam, “L’introduzione al Libro, Panim Meirot uMasbirot,” Punto 1: Chi oserebbe estrarlo dal cuore delle masse e scrutare i loro modi, quando il loro raggiungimento è incompleto in entrambi le parti della Torà chiamate Peshat (letterale) e Drush (interpretazione)? S’intende, a loro avviso, l’ordine delle quattro parti della Torà (PARDESS) che comincia con Peshat, poi Drush, poi Remez (insinuò), e infine Sod (segreto).

Tuttavia, nel libro delle preghiere del Gaon di Vilna è scritto che il raggiungimento comincia con il Sod…”

Infatti, niente è così semplice come sembra. Il raggiungimento della Torà è diviso in quattro parti e anche loro sono disposte in un ordine opposto rispetto a ciò che è accettato dalla gente comune. La gente pensa che stanno imparando Peshat mentre, in realtà, la Torà è nascosta da loro e nella migliore delle ipotesi viene convogliata nella forma di Sod.

Il Gaon di Vilna scrive che cominciamo ad imparare dal Sod perché all’inizio non sappiamo nulla. La Torà descrive la disposizione dei mondi; la loro gestione da parte del Creatore è destinata a rivelare il Creatore alla creatura. Questo è, in essenza, l’obiettivo della Torà, e questo è possibile farlo solo tramite la correzione della creatura alla condizione di “e tu amerai il tuo amico come te stesso.”

La Torà è stata data come mezzo per la realizzazione spirituale e il suo apprendimento è pratico, e in questo modo, la persona va di pari passo secondo l’ordine dei livelli di Sod, Drush, Remez, Peshat.

In altre parole, prima afferro solo alcuni piccoli accenni dal grande segreto, il buio che mi avvolge e che mi impedisce di capire qualcosa.

Poi, il primo filo mi connette con la Luce, con il Creatore, con la gestione superiore, a poi comincio a capire e sentire un po’.

Lo sviluppo passa attraverso quattro fasi con quattro livelli di Aviut, in questo modo, e finché non li abbiamo assorbiti, questo non significa che abbiamo acquisito e capito la Torà, per la Torà veste il Creatore e attraverso di essa la persona coregge se stesso. Per questo, lui abita qui in questa vita, e solo in questo modo continua nella giusta direzione, la via dei quattro livelli per raggiungere il sistema che include i vasi e la Luce.

La gente pensa di stare imparando Peshat, anche se rimane nella “superficialità” del testo e preferisce capirlo “come è” e non andare più in profondità. Tuttavia, in realtà, tutto ciò è l’opposto tramite questo approccio, una persona non capisce nulla di quello che vi è scritto e la verità gli è nascosta.

Peshat simbolizza la rimozione del “rivestimento” della Torà, dal sistema dei mondi, quando li scopro completamente. La loro scoperta significa la rimozione dei Masachim, i rivestimenti, e gli occultamenti.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 5.03.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Racconti Brevi: Davvero è accaduto il diluvio?

Dr. Michael LaitmanTutto ciò che scrive la Torà succede a livello spirituale, però i suoi personaggi erano Kabbalisti ed esistevano veramente. La Torà parla solo dell’entrata di una persona nel mondo spirituale. Non descrive fenomeni o eventi nella vita fisica, piuttosto solo il sentiero interno di una persona verso il raggiungimento del Creatore.

In questo senso, Adamo e Noè erano persone vere che una volta vivevano sulla terra, insegnavano alla gente nelle loro scuole Kabbalistiche, e chiamavano i loro figli o discendenti.

Poiché gli eventi descritti nella Torà sono accaduti a livello spirituale, è impossibile dire che tutto è accaduto nella vita fisica.

Per esempio, ci fu veramente un diluvio? Per migliaia di anni di sviluppo umano certamente ci sono stati tutti i tipi di disastri naturali. Però il racconto del diluvio parla di due caratteristiche del grande potere dell’acqua, della caratteristica buona di dazione che l’acqua simbolizza (il lato destro) e del potere cattivo dell’acqua che affoga, distrugge, causa tsunami e simili (il lato sinistro).

Il racconto di Noè è in particolare su questo e non su qualche disastro naturale globale nel nostro mondo.

La Torà parla di come la persona capisce in quale maniera deve salire sopra la caratteristica di giudizio, il potere che esiste nell’ acqua, e attraverso qualche tipo di rapporto con questo potere, può realizzare correttamente se stesso. Lui deve costruire l’arca, l’ambiente giusto chiuso, nel quale le caratteristiche dell’ acqua saranno un bene per lui, e non spietate e letali.

Sul suo livello contemporaneo di sapienza del sistema di gestione, Noè ha fatto una scoperta tremenda per le generazioni future di Kabbalisti che hanno chiarito come sia possibile passare attraverso rozze, potenti forze più minacciose verso quelle buone e utili.

Questo perché prima di Noè, la gente era senza potere, come i bambini piccoli. E questo metodo rendeva possibile il domare la potenza minacciosa della natura. Allora il livello di Noè era necessario sulla via dell’umanità verso il raggiungimento e il controllo del sistema intero di gestione.
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Da Kab.TV “Racconti brevi” 15.10.2014

La nudità di tuo padre

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico,” 18:7: La nudità di tuo padre, e la nudità di tua madre, tu non la scoprirai: lei è tua madre; non scoprire la sua nudità.

“La nudità di tuo padre e la nudità di tua madre, non la devi scoprire,” si riferisce al divieto di ricevere la Luce diretta dal sistema spirituale di AVI (Aba ve Ima – Padre e Madre). La luce che scende costantemente dall’alto è solo nel rivestimento che corrisponde ad essa.

Nel nostro mondo, per esempio, posso trasmettere una certa frequenza a lunga distanza, ma in uno spazio vuoto, la mia trasmissione puo’ essere in grado di diffondersi su una distanza di un chilometro o giù di lì.

Se voglio trasmettere il suono ad una distanza di 500 km, o nello spazio, devo aumentare la frequenza ordinaria rivestendola in una frequenza più alta. Quando una frequenza viaggia su un altra, io adopero la modulazione, e quindi il segnale viene trasmesso senza problemi.

In altre parole, la frequenza del suono viaggia sulla frequenza maggiore del mio generatore. Così, ho trasmetto il suono. Allo stesso tempo, la forma del mio suono è su un elevata frequenza, e il trasmettitore che trasmette attraverso un filtro la rimuove, lasciando solo la frequenza della voce che entra nel diffusore, attraverso cui il suono viene emesso.

Quindi il suono, dal trasmettitore al ricevitore è in alta frequenza e subisce la modulazione e il filtraggio. Questo si realizza secondo il modello del passaggio della Luce Superiore. Le leggi fisiche nel nostro mondo sono il risultato degli attributi della Luce Superiore. Se vogliamo trasmettere qualcosa a grande distanza, dobbiamo sempre trasmetterlo attraverso qualche ambiente o in sella ad un alta frequenza.

E’ lo stesso nel mondo spirituale. Se c’è un segnale dal basso, deve essere rivestito in qualche tipo di luce, un’altra frequenza. L’abbigliamento è la Luce di Hassadim, la luce di Hesed, la Luce della dazione che deve venire dalla sorgente al ricevitore. Il ricevitore deve avere l’attributo opposto per ricevere questo attributo e poter separare l’attributo interno della dazione dalla ricezione effettiva.

La dazione che discende dal sistema di Padre e dal sistema di Madre (la Luce di Hochma e la Luce di Hassadim ) sono sempre rivestite di qualche tipo di indumenti. Quando scendono, possiamo collegarla soltanto in blocchi che sono simili tra loro. Pertanto, vi è la restrizione di “la nudità di tuo padre … tu non la scoprirai”, che significa che è vietato scoprire la Luce di Hochma che non è rivestita con la Luce di Hassadim.
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Da Kab.TV  “I Segreti del Libro Eterno”19.03.2014

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Un nuovo Abramo

Dr. Michael LaitmanLa Torà, Levitico,” 18:1-5: Ed il SIGNORE disse a Mosè: “Parla ai figli di Israele e dì loro: Io sono il SIGNORE vostro Dio. Non comportatevi secondo i costumi d’Egitto, dove avete abitato; e non comportatevi secondo i costumi della terra di Canaan, dove vi conduco; e non comportatevi secondo le loro leggi. Metterete in pratica i Miei precetti e osservarete le Mie leggi, seguendole: Io sono il SIGNORE vostro Dio. Osserverete le Mie leggi e i Miei precetti, se un uomo lo farà, egli vivrà: Io sono il SIGNORE.”

In nessun caso dovremmo usare i desideri egoistici che abbiamo tirato fuori da Babilonia, dall’Egitto, o dalla terra di Canaan, alla quale presto dovremo ritornare. Se useremo adeguatamente tutti i nostri desideri correggendoli piano piano e ascendendo al livello precedente di Canaan, incominceremo a trasformare questa terra nella terra di Israele, il che significa concentrare tutti i nostri desideri sul Creatore e sulla dazione.

Domanda: Il moderno mondo materiale vive principalmente in base alle leggi dell’Egitto, di Babilonia e di Canaan ma non in base alla leggi spirituali di Israele. Perché la rivelazione spirituale in Israele è intesa solo per delle persone e non per tutta l’umanità?

Risposta: No! L’umanità rivela l’abisso egoistico in cui siamo tutti così come l’incapacità di ritornare ai bei tempi del passato. Ma la condizione per questa bella vita era che l’ego fosse più piccolo. Perciò noi diciamo i “bei vecchi tempi” quando pensiamo con nostalgia al passato.

Infatti, se ritornassimo indietro di 50 anni, vedremmo che allora eravamo meno egoisti. Gli uomini erano soddisfatti con molto meno e vivevano molto più felicemente. Comunicavano di più tra di loro e non si sedevano dietro lo schermo dei loro computer e non avevano i problemi o i gas velenosi del marcio che è tipico dei nostri tempi. Tutto era molto più semplice.

Non si può ritornare a quei tempi e non c’è bisogno di farlo! Dobbiamo andare avanti. La cosa principale è di imparare ad arrivare alla radice dei problemi che sentiamo e capire che originano dall’ego dell’uomo e da nessun’altra fonte. Perciò, dobbiamo riconoscere che l’ego è il male.

Commento: Ma il mondo che è uscito da Babilonia e dall’Egitto era alla rovescia e ci è ritornato, visto che oggi viviamo seguendo le stesse leggi.

Domanda: Il mondo non è andato da nessuna parte. L’umanità che si è dispersa da Babilonia in tutto il mondo, ha creato la stessa Babilonia ovunque. Oggi siamo ritornati alla piccola Babilonia, ma su scala globale. Ancora una volta abbiamo di fronte l’enorme ed egoistica Torre di Babele che ci fa pressione, ci uccide e ci distrugge, e noi non sappiamo cosa fare.

E’ adesso che Abramo dovrebbe manifestarsi e chiamare tutti a sé: “Tutti coloro che non accettano il nuovo stato, vengano a me! Abbandoniamo questo stato. Non stiamo andando da nessuna parte, ma ascenderemo moralmente e spiritualmente al di sopra di questo terribile stato di odio ed incominceremo a costruire una terra completamente diversa con un nuovo cielo sopra di noi.”

Spero che questa persona arriverà. Dobbiamo preparare il terreno a questa persona più che possiamo. Siamo ad un punto storico molto interessante nel quale è come se fossimo accerchiati ed intrappolati. In questo stato, dobbiamo concimare il suolo per la prossima generazione. Vede questa cosa come la mia missione, senza la quale non ha senso vivere.

Domanda: A dire il vero, ad ogni passaggio egoistico della storia c’è sempre stata una guida che è emersa ed ha guidato le nazioni. Deve arrivarne una anche adesso?

Risposta: Penso di sì. Spero che i miei studenti saranno in grado di manifestarsi insieme come una sola guida. Non penso che si tratterà di una persona. Potrebbe esserlo in un certo senso, ma nell’insieme deve essere qualcosa di più grande e di collettivo. Vedo la nuova guida come un gruppo di persone, e penso che sarà il gruppo dei miei studenti.

La situazione sta cambiando ed il mondo sta cambiando, compreso il suo atteggiamento verso se stesso e su come vivere. Vediamo in quale misura oggi tutto sia il risultato della pubblicità. Tutti lo capiscono che questo mondo è basato su una bugia e che è impossibile trovarci dentro la verità. Nessuno ha ragione e nessuno è da incolpare, poiché semplicemente la nostra natura ci manipola in un modo tale che anneghiamo un questa “fiera delle vanità”.

Quando finalmente ci renderemo conto che sotto la pressione delle circostanze esterne, di cui noi siamo la somma, la Luce Superiore rivelerà in noi i veri problemi egoistici interni e da qui vedremo che non c’è via d’uscita. Allora incominceremo a correre in cerchio e non riusciremo a ritrovarci in nessun modo, come è detto, “alla sera aspetterai che arrivi il mattino e al mattino aspetterai che arrivi la sera.” Ma questo succederà probabilmente dopo di noi, e adesso dobbiamo lavorarci.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 03.06.2014

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Azioni interiori e la loro espressione esteriore

Dr. Michael LaitmanLa Parashat Hashavua (Porzione settimanale) (Dopo la morte) ci dice cosa succede dopo la morte dei figli di Aronne, Nadav e Avihu. Essi commisero un grave peccato, furono perciò condannati, e la terra li inghiottì.

Noi sappiamo che la Torà parla solamente delle qualità interiori di una persona che devono essere corrette. Tra queste qualità ce ne sono alcune che sono tagliate e divorate successivamente, e altre qualità (e desideri) che sono bruciate, annegate, seppellite e soffocate.

In altre parole, ci sono un migliaio di modi per combattere i desideri egoistici di una persona che vengono espressi apparentemente in azioni esteriori che sono veramente spaventose. Ma di fatto, sono tutte azioni interiori che si esprimono in pratica in questo modo.

Come per Aronne, i suoi figli sono le nostre qualità interiori più elevate, i figli di Aronne sono più grandi di Aronne poiché un figlio è il livello successivo più elevato. Per esempio, vediamo continuamente Rabbi Elazar, che è il figlio di Rabbi Shimon, accanto a Rabbi Shimon a scrivere il Libro dello Zohar.

Così, se la qualità di Rabbi Shimon si riferisce alla correzione di una persona, la qualità di Elazar, essendo un livello più elevato, si riferisce alla correzione del mondo intero.

Aronne è il livello più elevato di amore e di dazione e questa è la ragione per cui è chiamato sacerdote. Due rami hanno origine da lui, i suoi due figli, Nadav e Avihu. I due rami che si connettono in una persona credono di potere elevare un incenso speciale, nel senso di compiere la correzione e di ascendere al livello più alto possibile con il loro fuoco. Ma tutto questo è impossibile fino alla fine della correzione. Perciò, la qualità di Nadav e Avihu in una persona devono per intanto essere messe a morte, nascoste e non è permesso che siano utilizzate.

Entrare con il loro fuoco significa che una persona può operare da sola sulla qualità della dazione, il che significa ricevere al fine di donare e di cooperare reciprocamente con la Luce di Hochma. Una persona può anche riflettere la Luce da sé; ma questo è impossibile prima che sia entrata nella terra di Israele.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 03.06.2014

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Lo Shabbat

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché la questione dello Shabbat è stata sollevata di nuovo nella Parashat HaShavua (la porzione settimanale della Torà), “Dopo la Morte,” dopo la descrizione del montone mandato nel deserto e l’altro montone offerto come sacrificio? Dopo di tutto, è stato già menzionato nell’esodo dall’Egitto.

Risposta: A prima vista la referenza allo Shabbat sembra essere ridondante e superflua. Però il punto è che tutte le azioni che facciamo sono solo allo scopo di portarci allo stato della fine della correzione che si chiama Shabbat. Lo Shabbat simbolizza la fine di tutto il lavoro quando tutto è corretto e non occorre più fare nulla. Così, gli stati che sono corretti gradualmente sono aggiunti a stati già corretti e sono accumulati in un conto generale, il quale è espresso eventualmente nello stato di Shabbat.

Però dopo ogni azione, ogni livello termina anche nello stesso stato poiché se mi vengono dati 20 chili di desiderio allo scopo di correggerli in amore e dazione e raggiungo la fine della correzione di questa parte, entro in uno stato temporaneo di Shabbat. Quando ho completamente corretto la mia anima, raggiungo lo stato finale del Grande Shabbat.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 06.03.2014

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Quando non sentite alcun gusto nella Spiritualità…

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico” (Metzora), 14:8: “La persona che si purifica immergerà le sue vesti, raderà tutti i suoi peli, e [egli stesso] si immergerà nell’acqua, e sarà puro. Dopo di che, potrà rientrare nell’ accampamento, ma resterà fuori dalla sua tenda per sette giorni.”

Questo passaggio parla dei metodi di purificazione dei desideri facendo piano piano un maggiore lavoro interiore.

La peluria (Se’arot) simboleggia i desideri inappagati di una persona e perciò deriva dalla parola Ebraica “Sauer” (tempestoso), cioè, una persona sente come una tempesta interiore per l’incapacità di appagare se stesso con la dazione.

Rasarsi i propri peli significa sbarazzarsi di questi desideri e decidersi a non usarli. Infatti, questi sono i desideri più grandi e gli impulsi più forti che una persona ha.

La Torà, “Levitico” (Metzora), 14:9: “Il settimo giorno si rada di nuovo i peli, i capelli, la barba, le sopracciglia, si raderà insomma tutti i peli, laverà le vesti ed il proprio corpo con l’acqua, poi sarà puro”.

I sette giorni di purificazione aiutano una persona a sbarazzarsi totalmente del precedente livello nel quale i suoi impulsi egoistici sono stati rivelati.

L’uomo corregge i desideri egoistici che sono rimasti per sette giorni (sette Sefirot) e quando si purifica da questi desideri egli è pronto per la dazione.

Commento: Solitamente esaminiamo le porzioni della Torà andando un po’ più a fondo…

Risposta: Se ci trovassimo in un conseguimento spirituale, avremmo molto di cui parlare. Ci sono molti esempi, ci sono un’infinità di ore sul cibo su tutti i canali della Televisione. Si tratta degli spettacoli più popolari…

Mi ricordo quando il libro About Tasty Healthy Food fu pubblicato da Stalin. Gli uomini avevano fame e questo libro riproduceva delle bellissime ed eleganti fotografie di diversi piatti; le persone lo compravano e se si sentivamo un po’ sazi. Si è trattata di una vera e propria campagna di relazioni pubbliche sul movimento molto tempo prima che arrivassero Hollywood e l’America con le sue campagne pubblicitarie. Psicologicamente ha funzionato al 150%.

Ho visto qualcosa di simile a questo non molto tempo fa negli USA quando sono stato a far visita al nostro editore. Sua moglie è di origini russe e si occupa di diamanti. Hanno pubblicato un libro sui diamanti che ha avuto una richiesta mai vista negli USA e in Canada, soprattutto in posti dove nessuno aveva mai visto diamanti del genere.

Le persone che non li hanno si godono la sensazione di vederli: quanto luccicano e cambiano colore, e come vengono lucidati, ecc. Per questo persone è come possedere tutta questa ricchezza. E’ un grande trucco psicologico.

In altre parole, possiamo parlare all’infinito di cibo e di diamanti perché ne sentiamo il gusto, li vogliamo, e sappiamo di cosa si tratta. Considerate quanti piatti si possono preparare con gli stessi ingredienti. Le persone hanno gusti diversi e diverse sensazioni, mentre quando si tratta della spiritualità non sentono al momento alcun gusto.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2014

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