Pubblicato nella 'Torah' Categoria

C’è un limite alla pazienza natura

Dr. Michael LaitmanDomanda: С’è una causa comune a tutti i nostri problemi?

Risposta: Se noi abbiamo un conflitto con la moglie, con i bambini, con i vicini, al lavoro e anche con noi stessi, questo significa che su di noi governa l’egoismo. Si chiama faraone.

Domanda: Ma la schiavitù d’Egitto, della quale racconta la Torà, che esisteva nei tempi antichi, è finita tempo fa?

Risposta: Il Faraone governa su di noi sempre, anche ora. Eventi che sono descritti nella Torà non sono legati ad un momento specifico, non è un racconto storico. Ci troviamo ancora sotto il dominio dell’ego, la nostra natura egoistica, che non ci permette di vivere normalmente.

Oggi viviamo in un mondo speciale, in un’epoca speciale. Siamo tutti interconnessi in un’unica rete con il mondo integrale, l’economia integrale, e dipendiamo l’uno dall’altro. Se la comunità internazionale impone sanzioni contro un qualsiasi paese, taglia la connessione, come per esempio con l’Iran, allora quel paese cade. Perché tutto dipende da tutti.

Questo ci dimostra in quale mondo integrale ci troviamo, dove siamo tutti interconnessi. Se non ci comportiamo bene con gli altri facciamo danno a noi stessi.

Perciò, se non riusciamo a costruire i rapporti tra di noi: tutti i popoli, tutti gli stati, tutti partono dal paese, allora ci distruggeremo . Non ci aiuta più niente. Perché saremo in conflitto con la legge della natura.

Domanda: Di fatto non troviamo nessun accordo tra di noi, però viviamo lo stesso.

Risposta: C’è un limite a quello scontro: fino a quale dimensione può crescere, e fino a quando può continuare. La causa di questo scontro è la nostra natura, che ci obbliga a pensare a noi stessi.

Egli non capisce che il suo bene dipende da tutti. Il nostro stupido ego agisce in modo così primitivo. L’uomo non è in grado di capire che se si collega agli altri, solo tramite i buoni rapporti, vincerà.

Domanda: Sembrava il contrario, nelle società primitive antiche c’erano legami più forti tra gli uomini. Durante il nostro sviluppo ci siamo dissociati di più?

Risposta: Non pensare che le società antiche siano state più primitive. Loro capivano che dipendevano l’uno dall’altro, connessi e che senza questi legami non si può sopravvivere.

Il problema del mondo moderno è che attraverso lo sviluppo della tecnologia abbiamo raggiunto un tale livello che ci sembra di poter vivere in modo indipendente. Perciò ognuno si chiude nella la sua casa con il suo cellulare e il pc e non vuole vedere nessuno. È importante che non lo disturbino.

La mancanza di comunicazione tra noi, o i legami negativi si chiamano il Faraone, cioè il nostro egoismo. Noi non vogliamo prendere in considerazione gli altri e non capiamo che siamo interconnessi, siamo legati da una rete, soprattutto il popolo d’Israele. Ci dobbiamo considerare solo su questa scala: quanto siamo contro o per gli altri.

Tutta la Torà racconta solo dell’amore per il prossimo come per se stesso, è una grande regola della Torà. Questa regola include tutto. Non c’è altro, a parte rivelare la connessione corretta.

Dal Programma radiofonico 103FM. 15.03.2015

Materiale correlato:

Prepararsi ad incontrare la Luce
Il prossimo mondo per il faraone

 

O verso la Terra o verso il Cielo…

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico,” 25:14 – 25:15: Quando vendete qualcosa al vostro prossimo o quando acquistate qualcosa dal vostro prossimo, nessuno faccia torto al fratello.

Regolerai l’acquisto che farai dal tuo prossimo in base al numero degli anni trascorsi dopo l’ultimo giubileo: egli venderà a te in base agli anni di raccolto.

Domanda: Dice “voi non vi fate torto a vicenda…”Qual è il significato di fare torto”?

Risposta: Prima di tutto un uomo fa torto a se stesso. Se potessimo sentire in ogni azione che facciamo che tutto è temporaneo e che non vediamo le nostre azioni e le nostre relazioni come elementi eterni, se ci rendessimo conto in che misura le azioni e le relazioni sono condizionate e fragili, tutto sarebbe molto più facile e più semplice.

Ma ogni volta ci attacchiamo al nostro desiderio, alle nostre opinioni, ai nostri insignificanti umori passeggeri, e crediamo che si tratti della cosa principale poiché questo è ciò che mi mette in moto in un certo momento e che mi riempie, e questo è il mio piccolo mondo.

Ma se, allo stesso tempo, riuscissi ad includere il mondo intero dentro di me, una sfera più grande e mi comportassi di conseguenza, nonostante il fatto che sono sotto il dominio del mio piccolo desiderio, avrei un certo rapporto con il livello superiore e allora potrei certamente percepire e accordarmi in un modo completamente diverso.

Un uomo non ha niente di suo. Il mio stato migliore è quando sento che il mio corpo non è mio, per non parlare delle cose esterne.

Io ho solamente un punto interiore che adoro. Ciò significa che voglio attaccarlo al Creatore dalla mia posizione personale, aderire alla mia terra, al mio piccolo spazio che è la combinazione di tutte le mie qualità interiori, la combinazione della linea di destra e di sinistra.

E’ la mia parte, una minuscola cellula nel corpo complessivo, e connettendomi ad esso ritorno alla mia origine, al mio posto. Questo è lo stato perfetto in assoluto, la fine di tutte le correzioni.

Tuttavia, per arrivarci devo percepire il corpo in generale nel suo complesso. Solamente allora, riuscirò a trovare il mio spazio rispetto a tutti gli altri punti, a tutti gli altri minuscoli quadratini come me, che sono fatti ad immagine del Creatore. Di fatto questa immagine non esiste, ma noi la mettiamo insieme raggruppando i nostri desideri corretti in un’immagine, una forma che ha volume, e adattandoci gli uni agli altri.

Se riuscissimo a comprendere che questo è lo scopo e l’obbiettivo dell’esistenza di una persona nel mondo, compiremmo tutte le nostre azioni con una diversa intenzione. Perciò, da una parte, tutte le nostre azioni avrebbero un peso totalmente diverso mentre, dall’altra parte, le concentreremmo sul conseguimento dello stato spirituale e perderebbero il loro significato temporaneo ed acquisirebbero un significato eterno.

Abbandoneremmo l’insignificante vantaggio momentaneo per il bene di una causa eterna e più grande e ci comporteremmo in un modo totalmente diverso usando ogni momento non per afferrare velocemente qualcosa, ma per compiere un altro passo verso il nostro punto eterno di connessione con il Creatore.

Domanda: Allo stesso tempo, i concetti come la casa, il mio lavoro, il mio territorio, e “è necessario trasferire ai figli”…scompariranno…

Risposta: Ci sono delle leggi per tutto questo, le leggi della Torà, che spiegano ogni azione che io compio: come mi dovrei lavare, vestire, camminare e comunicare con le persone e con gli animali, con tutto e con tutti.

E questo perché io non devo essere compatibile con cosa voglio o con cosa immagino al momento, ma con l’eterno stato perfetto che dovrei raggiungere. Sebbene non lo conosca veramente al momento e non lo veda e non lo capisca, questa è la ragione per cui mi sono state date le istruzioni della Torà, di modo che io possa avanzare lungo il giusto cammino che è stato predeterminato, anche se non capisco le cose.

E’ come volare in un aereo in base a cosa mostrano gli strumenti senza vedere nulla al di là di questo. Io mi concentro sullo scopo in base agli strumenti, in contrasto a ciò che sento nello stato attuale, il che significa che ci sono stati dati due stati che guidano una persona: uno stato temporaneo ed uno stato eterno, ed essi sono considerati come l’adempimento delle leggi della Torà.

Il problema è che io divento totalmente devoto allo stato temporaneo e credo che sia la parte principale. Sprofondo in esso di testa e mi ci perdo. Semplicemente mi risucchia.

Per uscirne ho bisogno di poteri speciali che arrivano dall’alto, che gradualmente mi tirano fuori un pochino e mi permettono di decidere. Io sono nel mezzo, sul punto decisivo: ritornare in direzione della terra o avanzare verso il paradiso?
[155608]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 13.08.2014

Materiale correlato:

Il declino di Babilonia, Parte 3
L’ inclinazione al male ed il seme dell’ anima

Da un giubileo all’altro

Dr. Michael LaitmanInizia un nuovo ciclo di vendita della terra dopo il giubileo. Posso venderla a qualcuno per 10 anni, a qualcun altro per 20 anni, e così avanti, fino all’anno del giubileo quando la terra ritornerà ad essere mia un’altra volta ancora.

Non la potrò rivendere poiché questa terra non può diventare proprietà di qualcun altro fino all’anno del giubileo. Un uomo sente di essere un estraneo, uno straniero sulla terra e che la terra non è sua ma che appartiene al Creatore che gliel’aveva soltanto prestata. La ragione è che la terra simboleggia il nostro desiderio.

Domanda: Cosa significa questo concetto ad un livello più profondo di comprensione? Come posso vendere il mio desiderio?

Risposta: Puoi farci quello che vuoi con il tuo desiderio al fine di raccoglierne il meglio, ma dovresti sapere che alla fine dovrai restituire al Creatore il desiderio corretto nella forma della dazione. Il giubileo simboleggia la completa compatibilità con il Creatore. Il giubileo è comune e condiviso dall’intera nazione. Tutti lo conoscono; non si può imbrogliare nessuno, e non c’è bisogno di presentare alcun documento. Questo è il modo in cui il conteggio della terra è sempre stato fatto: da un giubileo all’altro e in quale momento tutto ritorna all’inizio.

Commento: Questo discorso è sentito come un argomento molto profondo e tutto è molto complicato. Per noi, che esistiamo in questa dimensione, è difficile da comprendere.

Risposta: Se sei connesso al Creatore, la forza generale della natura, e sai di essere sottomesso a Lui, niente è complicato o difficile.

Oggi, iniziamo a sentire in modo molto pressante di essere governati dalla natura e di non avere alcuna scelta. Non controlliamo le cose e tutte le nostre ingenue nozioni secondo le quali noi guidiamo la natura e possiamo prenderci tutto quello che vogliamo da essa con la forza stanno piano piano svanendo.

Siamo come dei bambini piccoli i quali, senza mamma e papà, incominciano a rendersi conto di essere stati lasciati soli in un gigantesco recinto di sabbia senza sapere cosa fare dopo e abbiamo talmente rovinato questo recinto che giocarci dentro è diventato impossibile. Tutti i giochi da bambini sono finiti; è ora di crescere.
[155613]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 13.08.2014

Materiale correlato:

L’anno del Creatore
Le qualità del Sommo Sacerdote, Parte 2

Aggrapparsi al Creatore

Dr. Michael LaitmanDal Midrash, “BeShalach”: I giusti nel popolo dissero a gran voce: “Realizziamo la volontà del Creatore con pazienza”; quelli che sono deboli dovrebbero dividersi in quattro gruppi. Ognuno di loro pensa di avere il piano giusto.

I rappresentanti delle tribu di Ruben, Shimon e Issachar si spaventarono e decisero che era meglio gettarsi in mare che combattere con gli Egiziani. Mosè li calmo “Non abbiate paura, state calmi e vedrete che il Creatore vi salverà”

Le tribu di Zabulon, Giuda e Giuseppe urlarono: “Andiamo e combattiamo l’Egitto”. Ma Mose li corresse: “Il Creatore combatterà per voi”. Le tribu di Dan, Gad e Asher suggerirono di invadere l’accampamento degli Egiziani e di provocare il terrore in quei posti. “No,” disse Mosè “State quà ed abbandonate questo piano”.

Questo brano ci parla della divisione di Israele in dodici tribu che anelano il Creatore ma che non possono unirsi in una nazione visto che sono incarnati secondo tre linee: la destra, la sinistra e quella di mezzo. Visto che ci sono quattro fasi di sviluppo in ciascuna linea, tre volte quattro sono le dodici tribù. Non dobbiamo mescolarle visto che esse avanzano secondo un certo ordine, in colonne separate nel deserto.

Tutti i problemi e i disaccordi tra di loro sono necessari per capire che solo il Creatore le può aiutare. Quindi esse devono aderire a Lui e non andare avanti o stare in un posto o attaccare i desideri cercando di distruggerli o di scappare da essi.

In altri termini tutto quello che succede attorno a loro è disposto dal Creatore e succede proprio lì dove sono, “Non c’è nulla tranne Lui”. L’unica cosa che rimane è collegarsi a Lui e Lui risolverà tutto. Tutti i problemi ci sono dati per poter raggiungere l’unità.

Ma allo stesso tempo, tutti i nostri attribùti ed i nostri impulsi ci fanno a pezzi. Abbiamo paura di rimanere nello stato egoistico e non siamo capaci di lasciarlo; e quindi abbiamo paura.

La sola soluzione è di continuare nello stato che è stato inviato dall’alto dal Creatore, realizzando che la paura non è dovuta al timore per gli Egiziani, senza che ci sia un’importanza per la forma con cui questi desideri egoistici si manifestano, ma è paura del Creatore. Questa è già un tipo diverso di paura, la paura della grandezza del Creatore. Se noi abbiamo quella paura, non possiamo avere paura degli Egiziani, del nostro ego.

Inoltre, Mosè continua e dice: “Non abbiate paura siate calmi, il Creatore combatterà per voi, Egli vi salverà”. Quindi tutti i desideri di ciascuno dovrebbero essere connessi al Creatore.
[152230]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 30.04.2014

Materiale correlato:

Le radici dell’antisemitismo, Parte 2
Le piaghe d’ Egitto senza disastri esterni

L’anno del Creatore

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico,” 25:1 – 25:5: E il Signore parlò con Mosè sul Monte Sinai, dicendo, Parla con i figli d’Israele e tu dirai loro: Potete seminare il vostro campo per sei anni, e per sei anni potare il vostro vigneto, e raccogliere il prodotto. Però nel settimo anno, la terra deve avere riposo assoluto, un Sabato in onore del Signore; non seminerai il tuo campo, ne poterai il tuo vigneto. Tu non devi raccogliere dopo la crescita del tuo raccolto, e non devi raccogliere le uve che avevi accantonato [per te stesso], [per] sarà un anno di completo riposo per la terra.

Al primo sguardo sembra che nella sezione settimanale della Torà Ba’har ci vengono date le leggi che ci dicono come lavorare la terra, far crescere le colture, e coltivare la terra. Però se esaminiamo questa sezione dalla prospettiva dei nostri desideri interiori che sono divisi nella natura inanimata, vegetale, animata, e parlante (i quattro livelli del desiderio egoistico), potremo capire come focalizzare noi stessi verso la correzione nel nostro lavoro spirituale.

I desideri sul livello della natura inanimata, per esempio, non si sviluppano o si sviluppano così lentamente che non sentono il loro sviluppo durante la loro esistenza, il che significa durante il ciclo intero della vita. I desideri che si mantengono su un livello fisso appartengono al livello della natura inanimata. Io non voglio cambiarli ma devo fare lo sforzo in modo da ottenere ciò.

Diciamo che devo costantemente amare e prendermi cura dei miei amici. Cioè, il mio livello di interazione con loro è costante e non-vivo perché non lo sviluppo. Però allo stesso tempo, il livello stesso si sviluppa perché costantemente lavoro sulla sua stabilità. Quando rimaniamo sul livello della natura il nostro carattere non cambia, ma saliamo a un livello ancora più alto. Dunque la nostra mutualità, amore, e la nostra incorporazione a vicenda, la comprensione che condividiamo e il supporto, costantemente cambiano.

Domanda: Significa che i rapporti reciproci fra gli amici diventano più forti se salgono ad un livello ancora più alto?

Risposta: Diventano più forti, ma sarà quando metto a fuoco tutte le mie azioni mantenendo la stabilità della natura dei nostri rapporti reciproci. Immaginate in quale misura il livello della natura immobile sia ora vivo poiché appartiene a me e non alla natura esterna che mi circonda.

Domanda: Allora che cosa simbolizza il nostro desiderio vegetale sul livello vegetale? La Torà dice: Puoi seminare il tuo campo per sei anni, e per sei anni puoi potare il tuo vigneto, e raccogliere il suo prodotto.

Risposta: Questo significa che elaboro il processo del livello vegetale del desiderio, che significa che includo tutti i miei pensieri e desideri indipendenti allo scopo di mantenere i rapporti con l’amico in una più forte unità bilaterale, in garanzia reciproca.

Li sviluppo sui successivi livelli quando li innalzo dal livello inanimato al livello vegetale e poi al livello animato ed al livello parlante. Su questi livelli io costantemente assicuro che tutte le mie azioni appartengano alla natura inanimata e questo è il modo in cui mantengo il livello fisso di rapporti reciproci.

Il settimo anno è un’azione molto speciale, nel quale grazie al fatto che ho lavorato su tutti i miei sei parametri (Hesed, Gevura, Tifferet, Netzach, Hod, Yesod), ricevo dall’Alto il prossimo livello di ascesa.

Salto su di esso come un numero nel contattore senza qualsiasi sforzo addizionale da parte mia. Nel settimo anno non faccio nulla, perché tutto mi viene dall’Alto.

In altre parole, il livello della natura inanimata sembra solo come la natura inanimata a noi, poiché ne derivano tutti gli altri livelli. Per avanzare devo lavorare con il primo livello inanimato, il quale è simboleggiato dalla terra.

Poi devo lavorare con il livello del vegetale sulla terra, in modo da produrre frutti per nutrire me stesso. Allo scopo di farlo, aro e semino la terra con l’aiuto di un particolare tipo di livello animato (bestie) che fu creato in modo da poterlo usare allo scopo di svilupparci.

Quando riceviamo i frutti della terra dobbiamo usarli allo scopo di nutrire la terra in forma di concime. Questo viene fatto sia con il livello animato che con il livello vegetale. Poi li cambio in cibo per i livelli vegetale, animato e umano.

Si scopre che il livello immobile della natura nutre l’intero ciclo, e così quando arrivo al settimo anno non lavoro perché Malchut si connette e opera sulla Luce che Ritorna (Ohr Hozer) e tutto ciò che ho fatto irrompe da sotto. Così, quando connetto il lavoro fatto posso venire in contatto con il Creatore.

Questa è la ragione per cui il settimo anno si chiama l’anno del Creatore. Tutto ciò che ho creato dal mio sforzo viene versato in questo anno, ricevendo la potenza della Luce che mi alza al successivo livello. Non posso alzare me stesso. Quando internamente compio tutti gli sforzi sui quattro tipi di desiderio. Completo il lavoro e vado al livello successivo dove la stessa cosa succede ma in una qualità diversa ed io subisco un’esperienza totalmente diversa.
[155165]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 16.07.2014

Materiale correlato:

Nefesh, Ruach, Neshamah
Assenza precede presenza

Portare il Bene alle persone

Dr. Michael LaitmanLo Zohar, “Commentario del Sulam,” Capitolo “BaHar”: “Vivi nel paese…” “Vivi nel paese”… si riferisce al posto più elevato possibile, Malchut, in quanto non c’è alcun uomo che possa vivere in Malchut finché il bene non si risveglia in essa, Yesod di Zeir Anpin, poiché Malchut senza Yesod è piena di tribunali severi.

Quando un uomo si è risvegliato con le sue buone azioni, sembra che egli l’abbia “corretta” da solo. Allora, si dice, “vivi nel paese”, vivi in esso, cioè in Malchut, e mangia i suoi frutti e sii felice in essa.

Malchut di Atzilut è questa sola, comune e singola anima. Se, inseguendo il bene e l’amore, e augurandoli a tutto ciò che esiste, mi posso connettere a tutte le creature (natura inanimata, vegetativa, animata e umana) in una sola entità, allora sarò compreso in Malchut.

E’ assolutamente possibile che, all’inizio, mi possa unire ad essa con un po’ del mio egoismo, magari con la sua decima parte. Ciò significa che sta in quanto sarò capace di connettermi a Malchut, facendo sì che si sposti al livello successivo, Zeir Anpin, dove c’è la Luce più elevata. Zeir Anpin adempirà la parte che io ho compiuto in Malchut con la sua buona intenzione.

Lo scopo della nostra correzione sta al cento per cento nell’arrivare dentro l’anima complessiva, dentro Malchut. Perciò, se io risveglio nell’anima il comune desiderio per il bene e per l’amore, allora mi prenderò il mio piccolo posto in essa, il mio punto. Poi, la mia motivazione si eleverà e si manifesterà una Luce superiore su questo punto, la Luce che si raccoglie dentro Malchut.

Vale a dire, noi ci eleviamo verso di essa dal basso, e la Luce Superiore discende in Malchut dall’alto che poi viene riempita con i nostri desideri buoni e con la Luce Superiore. Questo mette fine alla nostra esistenza terrena, e diventiamo abitanti del mondo dell’infinito.

Lo scopo di ognuno di noi è di correggerci fino al raggiungimento di questo stato e di elevarci al mondo dell’infinito. Siamo sulla strada di questo scopo, connettendoci a Malchut con tutti i sentimenti, i pensieri, e i desideri, e piano piano attraversare i 125 livelli spirituali perché ci sono 125 passaggi egoistici dentro di noi.

Domanda: Al fine di sollevarci, dobbiamo manifestare una condizione di amore e di gentilezza. Come lo si rapporta all’unione tra di noi?

Risposta: Solamente nell’unione con tutti gli altri e sforzandomi di connettermi al mondo, per portare il bene alle altre persone attraverso me stesso, avrò l’opportunità di entrare in Malchut. Solamente in questo modo sarò in grado di entrare in contatto con la mia anima. In caso contrario, sono solo un egoista, un animale.

Attraverso l’amore per il mio prossimo, mi muovo verso l’amore per il Creatore, e, e nel desiderio di portare il bene agli altri, accelero la ricezione della Luce superiore al fine di passarla agli altri attraverso di me. Solamente in questo caso conquisto una parte della mia anima.

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 18.06.2014

Materiale correlato:

Nel campo di forza della misericordia
Purificare i nostri desideri

 

Il pensiero della creazione attraverso le figure della Torà

Dr. Michael LaitmanAdam HaRishon (Il primo uomo) è la struttura dell’unica anima creata, la quale ha subito grandi cambiamenti dopo la frammentazione. Primo, esisteva nello stato di Hafetz Hesed, e non ha ricevuto nulla e non voleva niente per sé.

Questo stato si chiama il Giardino dell’ Eden (paradiso) o un angelo.

Un angelo è una forza che non ha niente di egoistico . Egli esegue tutto il lavoro che è necessario per la forza generale della natura. Si dice che un angelo è parte del Creatore.

Egli è gestito dalla forza superiore che opererà e che opera e fa avanzare tutto il creato verso la meta, verso l’ottenimento dell’attributo di amore e dazione.

Domanda: C’è una Reshimo (reminiscenza) in noi dello stato di Adamo HaRishon?

Risposta: Ci sono Reshimot, geni spirituali, di tutti i nostri stati. Perché siamo discesi nel nostro mondo dal livello spirituale della totalità assoluta, e ora dobbiamo risalire di nuovo da soli usando le Reshimot predisposte in noi, ma dobbiamo farlo, consapevolmente attraverso il disegno della forza superiore e correggendo noi stessi rispetto ad essa. Questa forza si chiama la Torà, dalla parola Ebrea, “Ohr” (Luce).

Gradualmente accettiamo la Luce Superiore perché arriva a poco a poco, secondo la nostra salita. Il sistema superiore dell’illuminazione ci forma e ci influenza, ci solleva, e ci corregge reintegrando tutti in una struttura generale cioè la stessa anima comune che era creata inizialmente.

Questo riassume tutta la storia della nostra discesa dall’alto in basso e della nostra salita dal basso in alto. La salita dal basso in su è iniziata quando l’anima comune chiamata Adamo è stata frantumata e ha scoperto di essere assolutamente egoista, e che non era pronta per il contatto con la Luce, con il Creatore. Questo è stato chiamato il peccato dell’Adam HaRishon e l’espulsione dal Giardino dell’Eden.

La sensazione del Creatore e’ scomparsa dalle persone, ed esse sono state lasciate vagare sulla terra nel buio corporeo. Questa è la ragione per cui siamo tutti totalmente frammentati, separati e distanti gli uni dagli altri in questo mondo.

Venti generazioni di Kabbalisti dopo Adamo hanno provato a correggere questa situazione, ma le prime dieci generazioni hanno capito i loro problemi e che non potevano fare nulla fino a quando è apparso Noè. Noè si è salvato durante il diluvio, mentre la maggior parte delle persone sono morte.

Questa non era morte e perdita ma purificazione perché non c’è morte reale. Le persone che sono morte rappresentano i desideri egoistici che non possiamo utilizzare in un determinato momento.

Questo è il motivo per cui sono considerati morti. Comunque, più tardi, sono tornarti alla vita nella giusta forma e, così, apparentemente appaiono nelle prossime generazioni.

Sono gli stessi desideri che hanno subito le fasi di purificazione attraverso la morte nella loro forma precedente egoistica. Così, le dieci generazioni che hanno seguito Noè sono già generazioni più vicine ad Abramo, per il riconoscimento del diritto di progresso spirituale.

L’ultimo livello prima di Abramo era suo padre Terach. Terach è la sensazione dell’ego che vogliamo usare e godere, mentre Abramo è il riconoscimento che questo ego è il male, il che significa che è il suo lato opposto.

Abramo e Terach sono un tutto unico, ma la parte chiamata Terach vuole lavorare con l’ego e la parte chiamata Abramo già capisce che è vietato lavorare con l’ego e che ciò significa la morte.

E’ per questo che si rompono in pezzi. Abramo cambia la sua attitudine verso la vita, verso il mondo chiamato Terach e diventa Abrhamo, che significa padre della nazione in ebraico. Significa che lui è diventato il padre di tutti i desideri che eventualmente saranno corretti.
[154969]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 18.06.2014

Materiale correlato:

Verso il vento!
Le percezioni si raggiungono prima o dopo il Machsom?

Riguardo alla bellezza interiore

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico,” 21:16-21:18: E il Signore parlò a Mosè, dicendo: Parla ad Aronne e digli: Ogni uomo tra la tua stirpe di generazione in generazione che ha un difetto, non si avvicinerà per offrire cibo al suo Dio. Ogni uomo che ha un difetto non dovrebbe avvicinarsi: Un cieco o uno zoppo, o uno con il naso affondato o con arti disadatti;

Da un punto di vista spirituale, un’imperfezione fisica è un difetto, una corruzione interiore di una persona, un difetto nel suo anelito spirituale per la connessione e unità.

Domanda: Come viene determinato un difetto interiore di una persona?

Risposta: E’ impossibile determinarlo esternamente dal momento che è occultato anche alla persona stessa fino a quando non lo scopre dentro di lui da solo. Questa è chiamata la saggezza occultata o la conoscenza nascosta. Solo nella misura in cui una persona può rivelare il proprio difetto interiore e dirigerlo, lui può realizzarlo correttamente.

Il difetto è totalmente impercettibile e non può essere visto dall’esterno dal momento che nessuno sa quali sono le intenzioni di una persona. Egli può eseguire azioni che possono sembrare assolutamente stupide e anche dannose, totalmente insipide ed egoiste, dall’esterno, ma in realtà tutto è completamente diverso, perché il carattere e la qualità dell’azione determina l’intenzione.

Commento: Ma nel nostro mondo tutto è opposto alla Torà, che si riferisce solo alle intenzioni quando parla di una persona.

Risposta: Queste limitazioni non si riferiscono all’aspetto esteriore di una persona, naturalmente. Mosè, per esempio è descritto come molto bello, alto, e di costituzione forte. Può una persona di 120 anni davvero apparire in quel modo? Questa è solo sulla sua bellezza interiore e purezza.

Ho capito per la prima volta questo quando studiavo con Rabash. Mi ha chiesto di aiutare a trovare un marito ad una certa ragazza e ho deciso di presentarla ad un ragazzo che ha studiato con noi. La ragazza era molto intelligente, veramente intelligente, e aveva talento nella pittura e più tardi ha donato uno dei suoi dipinti come regalo a Rabash. Ho invitato il ragazzo e la ragazza a pranzo a casa mia e hanno parlato e poi sono andato a fare una passeggiata e due ore più tardi lui è venuto alla lezione e mi ha detto che non gli piaceva il modo in cui lei lo guardava. Ho passato questa informazione a Rabash poiché il futuro di quella ragazza era molto importante per lui. In un primo momento lui non capiva quello che era successo, ma quando glielo ho spiegato lui mi ha chiesto: “quindi lui ha guardato solo alla sua esteriorità ?!” Il ragazzo non è riuscito a salire sopra la sua ragione, e un eventuale vita insieme non avrebbe funzionato per lui o per la ragazza. Lui si sposò ed ebbe cinque figli, ma poi divorziò dopo un po’. Anche lei si è sposata e ha avuto un figlio e poi ha divorziato da suo marito.

Rabash ha sempre detto semplicemente: “L’amore è una sorta di animale che viene costruito da concessioni reciproche”
[154161]

Da Kab.TV di “I Segreti del Libro Eterno” 28.02.2014

Materiale correlato:

I crescenti livelli di correzione
Raggiungendo la Terra di Israele

Un giuramento che non può essere rotto

Dr. Michael LaitmanLa  Torà, “Levitico,” 23:24 – 23:25: …Nel settimo mese, il primo giorno del mese sarà per voi il giorno di Shabbat, di riposo assoluto, una proclamazione (di Israele attraverso) fatta a suon di tromba, una santa convocazione. Non farete alcun lavoro servile e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore.

L’uomo è il desiderio di ricevere, di godere. Non c’è niente in lui tranne che il desiderio egoistico. Ciò significa che egli si deve limitare in qualche modo e scarificare il suo ego. Io, per esempio, ho smesso di fumare, se può contare come sacrificio di un certo piacere.

Effettivamente non è un sacrificio, ma un semplice calcolo: voglio che la mia salute vada meglio, ciò significa che sotto l’influenza dell’ambiente una persona calcola cos’è più vantaggioso e l’ambiente fa aumentare i benefici di questa specifica azione. Il che è ciò che è successo quando ho smesso di fumare. Mi sono ritrovato con un paio di amici e ci siamo giurati a vicenda che avremmo smesso di fumare. Ognuno di noi ha buttato per terra il proprio pacchetto di sigarette e ha giurato agli altri che si sarebbe impegnato a mantenere il giuramento.

In altre parole, se ho promesso davanti ai miei amici, devo mantenere la promessa poiché è stato con un’azione spirituale che sono arrivato a questa decisione di comune di compiere qualcosa con i miei amici. Io volevo stabilire una connessione ancora più grande con loro attraverso questa azione, che è la preparazione della percezione della rivelazione del Creatore, e quindi io la vedo come un’azione spirituale.

Non c’è tradimento più grande che rompere una promessa, perché abbiamo il cambiamento di uno stato con un altro quando eleviamo una decisione terrena al livello spirituale. Generalmente parlando, con un tale desiderio per l’unione, possiamo impegnarci su tutto e tutto sarà raggiunto. Il che dipende già dalle persone.

Domanda: Perché talvolta gli uomini rompono le loro promesse?

Risposta: Se un uomo si separa dal cerchio di amicizie, ci sono due atteggiamenti che egli dovrebbe continuamente rinnovare dentro di sé e anche coltivare: Primo, egli si basa sulla considerazione che adesso egli è più che completo, perfetto, più puro e più elevato rispetto allo stato in cui si trovava precedentemente quando fumava, per esempio, ed in questo modo raggiunge un nuovo livello. Secondo, egli deve continuamente sentire di essere davanti ai suoi amici e che non può tradirli, poiché il Creatore è testimone di questo giuramento.

Se continuo a rallegrarmi con me stesso di essere ad un livello superiore rispetto a quello in cui ero prima, o che davanti ai miei amici prometto loro (in effetti non a loro, ma a me stesso) che non fumerò mai più un’altra sigaretta, questa cosa mi dà forza e allora sento che niente è troppo difficile. So che potrei soffrire terribilmente se non fosse per gli amici, poiché la fisiologia di una persona non cambia. Ma in sostanza è così, perché immagino di essermi impegnato con gli amici e che non avrò problemi.

Per noi è stata la rievocazione di Israele. Ci siamo resi conto che ci siamo raggruppati non solo per smettere di fumare, ma anche per poter usare questo strumento (il gruppo) per purificarci o per capire che era possibile, con l’aiuto della saggezza della Kabbalah, fare dei passi in avanti.

Domanda: A cosa si riferisce il suono dello Shofar in questo caso?

Risposta: Il suono dello Shofar si riferisce a qualcosa che non può essere espresso, che origina dal cuore, non da quello di un individuo ma da quello di tutti insieme. Il suono dello Shofar simboleggia questo stato, che origina da Malchut che vuole che il Creatore si manifesti per compiere una connessione spirituale e dar vita al livello successivo.
[154725]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 11.06.2014

Materiale correlato:

Nel calore della battaglia con i mulini a vento
Non abbiate paura di fare il prossimo passo

La forza distruttiva o la forza creativa

Dr. Michael LaitmanE’ scritto nello Zohar: Fintanto che il Tabernacolo non è stato fondato, c’erano ostilità, invidia, conflitti, contese e polemiche nel mondo…
Se due forze opposte agiscono sulla stessa sostanza condividono lo stesso spazio, allora quando si incontrano tra di loro creano stati di odio, inimicizia, rivalità, conflitti e polemiche.

Questo vuol dire parlare di stati che esistono tra due differenti opinioni, azioni, direzioni e obiettivi. In questo caso è in corso una guerra tra gli opposti.

… Infatti dal momento che il Tabernacolo è stato fondato, l’amore, la simpatia, la connessione, la giustizia e il sostegno sono stati garantiti al mondo.

Sopra le due forze opposte sorge una terza forza, che diventa la loro riconciliazione. Essa utilizza tutte le situazioni negative che si creano tra le caratteristiche contrastanti, in una maniera opposta ovvero, per la connessione ed il raggiungimento di una nuova caratteristica di questa connessione.

E’ possibile raggiungere l’amore, la connessione, la gentilezza, e l’accordo solo e unicamente se questi sono preceduti dall’individuazione delle caratteristiche opposte tra le due forze, contrapponendogli stati come l’odio, l’invidia, la competitività e così via. Solo dopo è possibile correggere la loro connessione.

Le forze stesse rimangono. Noi non li correggiamo perché loro sono opposti nella loro natura, come plus-minus, elettrone-positrone. Non solo non possiamo fare nulla, ma noi non abbiamo nemmeno il diritto di cercare di cambiarli. E noi possiamo davvero influenzare la loro cooperazione e creare ogni genere di cose tra di loro.

Ad esempio, qual è la base per ogni arma? Due caratteristiche opposte e la loro distruzione reciproca; dalla spaccatura tra di loro che viene riunita.

E viceversa, la creazione si basa sul corretto uso del più e del meno dove noi mettiamo un qualche tipo di dispositivo tra di loro in modo che le due forze si completeranno a vicenda, il completamento diventa amore, giustizia, e accordo.

Quando due forze opposte non si urtano l’un l’altra, ma lavorano in uno sforzo comune, loro diventano una forza creativa, una forza costruttiva.
[134459]

Da Kab.TV di “I Segreti del Libro Eterno” 12.6.2013

Materiale correlato:

Svegliati nel mondo spirituale
Dove comincia l’ essere umano?