Pubblicato nella 'Lavoro spirituale' Categoria

“Questa poi è la benedizione, che Mosè, l’uomo di Dio, diede, avanti di morire, ai figli d’Israele ”

Dalla Torah, (Deuteronomio 33:01): “Questa poi è la benedizione, che Mosè, l’uomo di Dio, diede, avanti di morire, ai figli d’Israele.”

In tutta la storia non esiste persona che sia stata più esaltata o che sia mai arrivata al livello spirituale di Mosè. La benedizione del Creatore passa sempre attraverso di lui. E il Creatore comunica sempre solo attraverso questo livello.

Il Creatore non può rivolgersi direttamente a noi. La Luce superiore non ha una forma particolare. Tuttavia, quando attraversa il grado spirituale chiamato Mosè, acquisisce una forma per mezzo della quale può influenzare le nostre qualità, i nostri desideri.

È scritto che Mosè ha benedetto i figli di Israele prima della sua morte perché è lì che si conclude il suo compito in relazione ai livelli inferiori o alle parti di anime che corregge. Non funziona più, ciò che chiamiamo morte.

[216106]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 6/02/2017

Materiale correlato:
Nuova Vita 741, La vera benedizione
Il mondo è stato creato nella benedizione
“Nella Direzione del Tramonto”

Come si risponde alle false accuse?

Domanda: Come devo reagire davanti ad una menzogna cinica ed insolente di fronte alla quale mi sento completamente impotente? Come devo comportarmi in una situazione come questa?

Risposta: In primo luogo cerco di non avere a che fare con una persona dalla quale ho già ascoltato qualcosa di falso.

Se ci troviamo ad intrattenere relazioni commerciali particolari nel nostro mondo, è preferibile mantenerci lontani da queste persone. Allo stesso modo, non ho bisogno di sentire odio o ostilità verso questa persona o di cercare di vendicarmi di lei.

Mi occupo del Creatore perché è Lui ad aver organizzato questa situazione per me attraverso questa persona. Pertanto, tutte le mie azioni sono dirette ad aggiustare la relazione con il Creatore, affinché Lui non mi invii più dei “regali” come questo.

Domanda: Perché non dovrei continuare la mia relazione con questa persona? Dopotutto il Creatore mi sta parlando di queste cose attraverso questa persona ed io lavoro su di esse.

Risposta: No. Se questo viene fatto attraverso una persona come questa, significa che in accordo alla sua natura, in accordo al suo ruolo nel mondo, questa situazione va affrontata per quello che è.

Domanda: Questo significa che non è una Mitzvà (comandamento) che mi è stata mandata per soffrire?

Risposta: Non dovresti soffrire! Devi cercare immediatamente di chiarire in che modo il Creatore si relaziona con te in ogni momento ed attribuire tutto unicamente a Lui.

Domanda: Allora questo significa che nel nostro mondo dovremmo agire come è d’abitudine, in accordo con le leggi dalle quali è governato? Se qualcuno mi mente e questo è dannoso per i miei affari, per esempio, devo ricorrere ad un avvocato, presentare una querela in tribunale, ecc …?

Risposta: Certamente. Nel livello interiore capisci che questo è il Creatore e che questo è il luogo dove devi lavorare; ma nel mondo esteriore agisci in accordo con ciò che è abituale qui. Questo significa che anche nel livello del nostro mondo stai cercando di correggere queste relazioni reciproche. Allora vai da un avvocato.

Domanda: Portando in tribunale qualcuno che in maniera insolente mi ha mentito e causato danno, lo sto correggendo?

Risposta: In una delle lettere del Baal HaSulam si dice che il Creatore fornì tutte le leggi per il nostro mondo, affinché con questo aiuto ci avvicinassimo alle caratteristiche superiori; e quello che non possiamo correggere internamente, lo perfezioniamo nel nostro mondo attraverso delle azioni esteriori come queste.

[193499]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’1/05/2016

Materiale correlato:
Sofferenze innecessarie
Un volo nello spazio interiore
La legge fondamentale del mondo spirituale

“Quando proclamerò il nome del Signore …”

Dalla Torah, (Deuteronomio, 32:03): “Voglio proclamare il nome del Signore: date gloria al nostro Dio!”

Domanda: Perché si deve dire “Amen” dopo la benedizione?

Risposta: “Amen” significa verità, rettitudine. In tutte le lingue si pronuncia Amen, lo si conosce da sempre come il sigillo dopo ogni dichiarazione indiscutibile.

Domanda: Che significa “Quando proclamerò il nome del Signore?

Risposta: Significa che dentro al mio desiderio o anche in una sola parte di esso, posso realizzare un’azione quando tutte le parti del mio desiderio sono raccolte in maniera tale che il Creatore si riveli in esse. Il Creatore non rivela Se stesso se non ce n’è motivo. Lui è la qualità della dazione. Dovrebbe apparire in qualche sostrato, in qualche fatto, su qualche base. Devo preparare questa base a partire dai miei desideri, dalle mie relazioni con gli altri. Se le caratteristiche della dazione assoluta e dell’amore nascono fra di noi, allora il Creatore si manifesterà nelle nostre relazioni interiori. Questo è il Suo nome.

Domanda: Perché si manifestano sempre i diversi nomi del Creatore?

Risposta: I nomi del Creatore sono le qualità di dazione e di amore, che si manifestano in differenti stili e in diversi livelli.

Il Creatore ha molti stili perché il suo nome comune sono le dieci Sefirot, il nome delle quattro lettere HaVaYaH. Ma questo non si esprime in una persona, è solo la Sua manifestazione nelle proprietà della persona che si esprime. Pertanto, ci sono dieci nomi chiamati indelebili, dieci Sefirot, oltre ad altri.

Domanda: Spesso diciamo che Lui è grande, buono, amorevole ecc … possiamo dire che questi sono nomi del Creatore?

Risposta: No, questi sono appellativi, non nomi. Allo stesso modo, posso dire di una persona: “E’ buona, è saggia”, ma questi non sono nomi, sono le sue qualità.

[214981]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 30/01/2017

Materiale correlato:
Le migliaia di nomi della dazione
Le dieci Sefirot: Le fondamenta della creazione
Il sistema della dazione

Di cosa sta parlando il kabbalista?

Commento: Baal HaSulam ne L’ultima Generazione scrive approssimativamente di trenta milioni di anni di sviluppo della Terra. Tuttavia, questo contraddice tutte le religioni.

Risposta: La saggezza della Kabbalah è una scienza e parla in modo assolutamente chiaro al riguardo. Anche ne Il Libro dello Zohar, scritto duemila anni fa, si afferma che la Terra è rotonda. È un bene che i kabbalisti non furono catturati dagli inquisitori, dopotutto, quindici secoli dopo gli scienziati furono bruciati per simili dichiarazioni. È scritto molto semplicemente riguardo a questo ne Il Libro dello Zohar.

Domanda: Di quali trenta milioni di anni di sviluppo parla il Baal HaSulam?

Risposta: Egli immagina semplicemente questi periodi geologici di sviluppo della Terra. Lui vive in essi! Tuttavia, cosa importa? I kabbalisti non contemplano questo perché questo non si applica al proposito della creazione. Domanda loro cosa sia successo cinque milioni di anni fa, come si formarono il sole, la galassia e i buchi neri, ed essi ti risponderanno.

Un kabbalista sente tutto questo nei suoi desideri. Dopotutto, se lavori sui desideri nel livello di Adam-Uomo, che non è il livello dell’essere umano, ma il livello successivo di unione dei desideri, allora naturalmente puoi considerare il passato e studiarlo. È scritto nella saggezza della Kabbalah che i kabbalisti conoscevano il linguaggio degli animali, il linguaggio dei pesci, ecc …

Queste non sono soltanto belle parole o allegorie. Puoi penetrare e capire l’essenza di tutti i gradi spirituali al di sotto di te. Significa che capisci assolutamente tutto, il modo attraverso il quale capiamo un bebè, almeno ad un determinato livello e in un certo volume, e anche tutto il resto nei livelli animato, vegetale ed inanimato.

[214411]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 16/10/2016

Materiale correlato:
Che cosa significa essere kabbalista?
Chi può dire di essere un kabbalista?
I Kabbalisti sul Linguaggio della Kabbalah, Parte 17

Il giorno in memoria del Rabash

Baruch Shalom Levi Ashlag ha rappresentato il legame più vicino a noi nella catena dei grandi kabbalisti, attraverso il quale la forza superiore è rivelata al mondo e la Torah ci è trasmessa. Egli è il più alto livello e l’unico Partzuf spirituale da cui dipendiamo, e perciò il nostro studio è basato soprattutto sui suoi articoli. Rabash ha fatto di tutto per preparare le basi per la generazione a venire.

Anche se non fu facile, trovò la forza di annullarsi totalmente davanti al suo grande padre e insegnante, Baal HaSulam, senza avere assolutamente nessun rispetto per se stesso. E per questo è salito attraverso tutti i livelli del conseguimento spirituale. Dobbiamo ancora vedere dai suoi scritti quanto in alto è arrivato. I suoi saggi sono scritti in modo molto appassionato, con grande cura per il lettore, lo studente.

Egli aveva un enorme cuore ardente pieno d’amore. Tuttavia, se siamo in grado di cogliere la profondità dei suoi scritti, vedremo che egli era negli stati di GAR di Atzilut o addirittura superiori, cosa che è impossibile da immaginare.

Rabash ci ha spianato la strada scrivendo i suoi articoli e stabilendo le abitudini alle quali noi cerchiamo di attenerci. Ci ha dato il quadro di riferimento in cui un gruppo kabbalistico dovrebbe esistere e noi continuiamo in accordo a questo metodo.

Baal HaSulam era come l’ARI, ha creato il metodo dell’ascesa spirituale, mentre Rabash lo ha portato ad una realizzazione pratica ed in questo assomigliava al Baal Shem Tov. In nessun altro scritto kabbalistico ho mai visto tali descrizioni dettagliate del lavoro spirituale: come una persona si dovrebbe organizzare nel suo ambiente immediatamente circostante, in un ambiente più ampio, nel sistema dei mondi e nel suo rapporto con il Creatore.

Tutti questi sistemi, attraverso i quali una persona deve passare per ottenere l’adesione con la forza superiore, non sono spiegati da nessun’altra parte in una forma così sistematica come negli articoli di Rabash. Una persona può prendere questi articoli e avanzare per mezzo di essi, perché formano dentro di lei la giusta attitudine ed i giusti concetti.

Non ci sono altri libri come questi. Negli articoli di Rabash, non solo abbiamo il commentario, ma anche le istruzioni dettagliate su cosa fare, quale reazione aspettarci e come andare avanti. Egli spiega l’intero processo che dobbiamo completare, la risposta che otteniamo in cambio e gli stati interiori che la nostra anima attraversa.

Ho letto questi articoli molte volte e certamente continuerò a leggerli, e posso testimoniare che essi sono nascosti e non rivelati. Dopo molti anni di studi, comincerai a scoprire in essi una grande profondità.

Vedrai improvvisamente, che Rabash sta scrivendo di qualcosa che non avevi notato prima, non comprendevi e non percepivi. Questi articoli non sono semplici, ma sono piuttosto un “multistrato” che viene rivelato in base al livello di comprensione del lettore. Essi offrono un tale supporto ed un tale aiuto ai principianti del percorso spirituale, che non può essere trovato nemmeno negli scritti di Baal HaSulam.

Baal HaSulam è un kabbalista di calibro più alto, uno scienziato, un ricercatore e Rabash è un allenatore spirituale: gentile e amorevole, che ti prende per mano e ti conduce attraverso tutti gli stati. Solo quando saliamo nella spiritualità possiamo giudicare la sua vera grandezza.
[194537]

Materiale correlato:
Passare avanti la Luce come in una catena
Le tappe della realizzazione spirituale
“Nutriti” dagli insegnamenti di Baal HaSulam e Rabash

“L’uomo più raffinato tra di voi e più delicato guarderà di malocchio il suo fratello”

Dalla Torah, (Deuteronomio 28:54): “L’uomo più raffinato tra di voi e più delicato guarderà di malocchio il suo fratello e la sua stessa sposa e il resto dei suoi figli che ancora sopravvivono”.

Le persone non sono capaci di controllare il proprio egoismo, e neppure di vivere nell’amore per i propri vicini. Quando le persone che sono delicate, gentili e buone nella vita di tutti i giorni, sentono il desiderio di raggiungere l’amore per il prossimo, all’improvviso scoprono di avere uno spesso strato egoistico interiore ed iniziano ad odiarsi.

E’ come quando si è giovani e innamorati: all’inizio si vive come una coppia di piccioncini. Ma cosa succede dopo? Scandali, aggressioni, divorzi difficili ed avvocati.

Se quelle persone non avessero cercato di avvicinarsi fra loro, sarebbero rimaste buone amiche o amanti. Si sarebbero viste di tanto in tanto, dandosi piacere reciproco, ma senza alcun obbligo. Questa è la cosa più importante. Dopotutto, l’amore per il prossimo ti obbliga, tu sei obbligato ad amarlo e ad andare al di sopra del tuo egoismo per tutto il tempo. Quindi, è per questo che al giorno d’oggi ci sono tanti matrimoni infelici.

Domanda: Come possiamo evitarlo?

Risposta: Una persona deve andare al di sopra di se stessa! Ma è capace di farlo? Può quest’ambiente darle il supporto richiesto? Altrimenti, è meglio lasciar perdere!

Supponiamo che, se io sono già sposato, allora non posso fare nulla, vivo accanto ad un’altra persona involontariamente? Non ho l’opportunità di modulare la distanza fra noi in merito alla mia abilità di controllare me stesso e di salire al di sopra del mio egoismo? Se potessi farlo, andrebbe tutto bene. Se siamo un po’ stanchi l’uno dell’altro, ci allontaniamo e poi ci riavviciniamo, all’infinito, senza mai risolvere questa situazione. Questo è un grande problema.

Questo è esattamente quello che cerchiamo di superare in un gruppo di studio di Kabbalah. Lavoriamo costantemente su questo, per molte ore al giorno, senza andare via o dividerci.

Possiamo obbligare una coppia giovane che non capisce niente di lavoro interiore a fare questo? Bisogna studiare la saggezza della Kabbalah per provare a fare questo, discuterne costantemente, e realizzarlo a livello pratico.
Dove incontri una famiglia così con queste opportunità?

Immagina, in che stato le persone erano, duemila anni fa quando dovevano mettere in pratica tutto questo fra di loro? Quindi, non è una sorpresa che la loro unione spirituale, chiamata il Primo e il Secondo Tempio, sia stata distrutta.

Commento: Oggi, abbiamo raggiunto uno stato dove tanti matrimoni vanno in frantumi. Però prima in qualche modo mantenevamo questo equilibrio.

La mia risposta: Questo avviene perché, precedentemente, la religione teneva buone le persone. Oggi, la religione è cambiata nella sua forma così tanto che ci rimane solo un guscio esteriore. Sebbene le tenga ancora ferme, attraverso un ultimo punto di forza, prende sempre forme nuove.

[211504]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 21/12/2016

Materiale correlato:
Con che cosa inizia l’amore ?
Una ricetta per la felicità? Grazie, anzi no!
Che cosa ci guadagniamo nel gioco dell’amore?

Il workshop in cerchio e la Kabbalah pratica – 3’ Parte

La riunione degli amici

Domanda: L’allenamento sportivo è condotto sotto la guida di un allenatore sul campo di calcio o in palestra, lo studio consiste nella lettura di libri di testo, nell’ascoltare le lezioni e prendere appunti. Quali sono le basi del workshop nella saggezza della Kabbalah, si tratta di una conversazione fra le persone?

Risposta: Si, il workshop si basa sulla conversazione fra le persone, ma viene condotto sulle basi dei testi speciali scritti dai kabbalisti. Ogni volta, vengono scelti dei passi estratti in base a un particolare argomento su cui si costruiscono i workshop.

Il workshop non è una discussione semplice perché non è molto importante quello che le persone dicono. La guida può anche chiedere loro di parlare insieme allo stesso tempo. Quello che conta non è quello che dicono, ma ciò che accade ai loro cuori, in che misura vogliono unirsi al gruppo per dare al gruppo, connettersi con gli altri e rivelare il Creatore. Cioè, non sono importanti le parole, ma l’aspirazione interiore di una persona verso la decina.

C’è un tipo speciale di workshop che si chiama “la riunione degli amici”. Comprende non solo la decina, ma un gran numero di persone, come se molte decine fossero collegate insieme. Diciamo che ci sono otto miliardi di persone nel mondo, che sono ottocento milioni di decine. Anche questo è un tipo di workshop, ma più simile ad una riunione.

La riunione degli amici è un’azione più generale che segue le stesse regole del workshop. In una riunione di amici, non ci impegniamo in chiarimenti, ma parliamo di cose positive, come il nostro progresso e i nostri successi, la grandezza degli amici, dell’insegnante e del Creatore, la grandezza del nostro obiettivo e la nostra ascesa.

La riunione degli amici è sempre condotta nella “linea destra”, ovvero senza critiche, in maniera da innalzare lo spirito del gruppo. Di solito la riunione degli amici si tiene in un grande gruppo con molte persone e tutte le decine sono connesse insieme in un cerchio; loro siedono insieme e si sentono come una sola decina.

Domanda: Qual è lo scopo di una simile riunione?

Risposta: Secondo la saggezza della Kabbalah, non c’è niente più che la HaVaYaH, cioè le dieci qualità. Pertanto, qualsiasi numero di persone in relazione all’assemblea generale sarà sempre unito come una decina.

Domanda: Qual è la condizione più importante per il successo di una riunione?

Risposta: La riunione avrà successo se tutti noi vogliamo sentirci connessi. Tuttavia, in tali riunioni non discutiamo le nostre carenze o nessun argomento che ci possa separare o causare una divisione fra noi. Tutto è mirato a rafforzare la grandezza del Creatore e del gruppo.

Se lasciamo un simile incontro pieni del senso della grandezza del gruppo, della saggezza della Kabbalah, dell’insegnante e del Creatore e ci sentiamo più felici, significa che ha avuto successo. Questa non è psicoterapia, noi stiamo veramente raccontando la verità senza dirci bugie.

Noi ci aiutiamo semplicemente l’uno con l’altro a salire all’altezza del gruppo da questa piattaforma che il gruppo crea per noi, come in un ascensore. Non importa a quale livello sia una persona, il gruppo la solleverà comunque. La riunione degli amici è un ascensore, grazie al quale si può salire al “secondo piano”, al “terzo piano” e persino sul “tetto”.

[214926]

Dalla trasmissione di KabTV “New Life”, 20/07/2017

Materiale correlato:
Il workshop in cerchio e la Kabbalah pratica – 2’ Parte
Il workshop in cerchio e la Kabbalah pratica – 1’ Parte
Mediatore Integrale

Il workshop in cerchio e la Kabbalah pratica – 2’ Parte

Domanda: Qual è il significato dei workshop, le discussioni che avvengono in un cerchio, come metodo di lavoro pratico ampiamente utilizzato nella saggezza della Kabbalah?

Risposta: Un “workshop” è un’azione comune di dieci uomini o dieci donne che svolgono esercizi secondo le raccomandazioni fornite nelle fonti kabbalistiche o sotto la guida di un insegnante, come degli atleti sotto la guida di un allenatore. Solo che questi non sono esercizi fisici, come nello sport, ma esercizi interiori basati sullo sforzo di connettersi in modo tale che all’interno di questa connessione il Creatore verrà rivelato.

Sarebbe davvero molto positivo se ciò potesse essere realizzato in un’unica azione. Tuttavia, di solito questo richiede molti esercizi per molti mesi o addirittura anni. Un tale esercizio con l’intento di creare una connessione speciale fra noi, all’interno della quale saremo in grado di sentire la forza superiore di dazione e amore, si chiama “workshop”.

Ci sono molti tipi diversi di workshop, ma come regola essi vengono tenuti come preparazione per le lezioni di Kabbalah. Durante il workshop, noi controlliamo la connessione fra noi, per verificare quanto essa corrisponda alla natura del Creatore, alla dazione e all’amore. Una volta che noi raggiungiamo tale stato di dazione e amore gli uni per gli altri durante il workshop, o viceversa, non possiamo raggiungerlo, ma scopriamo la nostra opposizione reciproca, ci spostiamo a studiare.

Quindi, attraverso lo studio, chiediamo dall’alto la forza di dazione, la Luce che ritorna alla fonte, cioè la forza che esiste nel Creatore. Questo è chiamato lo studio della Torah, ed è scritto: “Ho creato l’inclinazione maligna” che ci separa nelle decine e “in aggiunta ad essa, ho creato la Torah, la Luce che ritorna alla sorgente”.

Ne risulta che se studiamo la Kabbalah nella decina per essere più vicini e connetterci con gli altri, allora noi possiamo usare la forza della Torah. Durante lo studio noi impariamo cosa significa essere connessi, come si costruiscono gli oggetti spirituali (Partzufim) e i mondi, quale è la scala dei gradi spirituali e come tutto questo si connette insieme e ci unisce.

In questo caso, attiriamo a noi una forza speciale chiamata Torah, Luce Circostante o la Luce che ritorna alla sorgente, che ci influenza e ci avvicina gli uni agli altri.

In questo modo, costruiamo una rete di connessioni in cui si rivela quel fenomeno speciale chiamato la manifestazione della forza superiore, la rivelazione del Creatore.

[214910]

Dalla trasmissione di KabTV “New Life”, 20/07/2017

Materiale correlato:
Quanto é efficace il Workshop?
Un cuore che parla a un altro
La Tecnologia della “Saggezza delle Moltitudini”: Un’immagine di unione

Il workshop in cerchio e la Kabbalah pratica – 1’ Parte

Domanda: Il metodo della saggezza della Kabbalah ci permette di cambiare la natura delle persone in modo che inizieranno a prendersi cura degli altri invece che di se stesse. Per attuare questa tecnica vengono utilizzati i workshop in cerchio e le tavole rotonde. Che cosa è la tavola rotonda?

Risposta: La tavola rotonda è un’azione di gruppo a cui partecipano uomini, donne e bambini. La Kabbalah è il metodo per rivelare il Creatore da parte degli esseri creati in questo mondo, e questo è possibile solo quando esiste un’equivalenza delle qualità. Significa che noi dobbiamo acquisire le qualità che sono simili alla forza superiore e allora saremo in grado di rivelarla, come ogni strumento dovrebbe essere pronto per scoprire quei fenomeni per cui è stato progettato.

Ad esempio, un rivelatore di fumo è costruito per reagire al fumo piuttosto che a un sapore dolce, amaro o aspro. Quindi, qui se io voglio rivelare la forza superiore, devo formare l’organo sensoriale dentro di me che è simile alla natura del Creatore che io ancora non ho. Allora sarò in grado di trovare il Creatore, come un segugio che ha trovato il sentiero. Tutto quello che mi serve è il senso dell’olfatto, per scoprire dove Lui si nasconde.

I kabbalisti ci dicono che il Creatore si nasconde tra noi. Se abbiamo rapporti gentili e buoni fra di noi e c’è l’aiuto reciproco e l’amore per gli amici, come se fossimo un solo uomo con un solo cuore, significa che vogliamo davvero sentire noi stessi come un intero.

In questa aspirazione, cominciamo a sentire, come un cane con il suo naso, la presenza del Creatore. Noi non cerchiamo Lui da qualche parte in altri mondi e spazi, ma ci connettiamo sempre di più per trovare dove e come possiamo rivelare il Creatore.

È chiaro che, una volta costruite le relazioni amichevoli fra di noi, riveleremo la forza superiore dentro di loro. La rete di connessioni fra noi, quelle in cui siamo il più gentili possibile, fino a rivelare l’amore, si chiama Shechina (Divinità), perché vogliamo scoprire la presenza del Creatore dentro ad essa (Shochen).

Pertanto, non c’è bisogno di spostarci in un altro spazio; noi abbiamo solo bisogno di correggere la rete di relazioni fra di noi verso l’amore reciproco, verso la dazione, verso un abbraccio e verso l’unione in modo tale che saremo così vicini l’uno all’altro che all’interno di questa connessione verrà rivelato il Creatore. L’unica cosa di cui dobbiamo preoccuparci è la nostra unione, e tutto il resto verrà rivelato all’interno di essa.

Per costruire una connessione così speciale, lavoriamo in un gruppo di dieci persone che vogliono rivelare la forza superiore. Se essi mettono in pratica i consigli dei kabbalisti, riveleranno gradualmente questa forza.

È auspicabile che questa decina si riunisca ogni giorno per studiare la saggezza della Kabbalah e anche per connettersi con tutti gli amici insieme, per parlare dell’unione, leggere gli articoli kabbalistici, ed eseguire tutti i tipi di esercizi.

Tutto questo in modo da costruire tali relazioni fra gli amici all’interno delle quali verrà rivelata la rete di connessioni fra noi. Questa rete esiste già, ma noi dobbiamo tirarla fuori dall’occultamento, come una rete dalle profondità del mare. Come i pescatori trascinano il pesce con la rete, così noi tiriamo fuori anche il Creatore con questa rete, e Lo riveliamo.

Un workshop in un cerchio è un’azione che ci permette di diventare simili alle qualità della forza superiore. Questa è l’intera saggezza pratica della Kabbalah che parla dell’ascesa di una persona dal basso verso l’alto.

C’è una parte della Kabbalah che spiega la struttura dell’universo che discende dal mondo dell’Infinito verso il basso. Le altre sue parti insegnano come da questo mondo possiamo risalire indietro al mondo dell’Infinito e rivelare il Creatore. Questo lavoro è fatto attraverso i workshop in cerchio.

[214705]

Dalla trasmissione di KabTV “New Life”, 20/07/2017

Materiale correlato:
Da un cerchio nel mondo spirituale
Ascoltate le parole dei Kabbalisti!
Risvegliare la terra congelata

Trova il tuo posto nel sistema dell’universo

Domanda: Come facciamo a determinare il nostro posto nel sistema dell’universo e a scoprire il cammino verso il Creatore sulla base delle conoscenze che riceviamo durante le lezioni di Kabbalah?

Risposta: Quando studiamo il materiale, da un lato i sistemi o i mondi sembrano uniformarsi in un’unica immagine. Il sistema può essere visto chiaramente. Ma dove mi trovo io nel sistema? Per conoscere questo devo scoprirlo, vederlo, sentirlo, esistere in esso, ordinarlo nel pieno significato di quella parola.

Per scoprirlo, una persona deve innalzarsi al di sopra della propria natura egoistica, poiché l’intero sistema si basa su forze e principi altruistici. Di conseguenza, un egoista non può scoprirlo, vederlo, raggiungerlo, ordinarlo o esistere in esso. E questo è il vero sistema dei mondi.

Nella sua essenza è diverso dal nostro mondo. Il nostro mondo è illusorio e lo percepiamo nei nostri sensi egoistici o qualità. E’ quello che viene chiamato “Olam HaMedume” o mondo immaginario.

E il mondo reale è quel mondo in cui la forza superiore, la forza gentile chiamata Creatore, viene allo scoperto. E’ proprio in quello stesso mondo che dobbiamo realizzarci e realizzare il nostro libero arbitrio, la capacità di governare il mondo superiore.

Domanda: Tutti saranno in grado di trovare il proprio posto là?

Risposta: Assolutamente tutti! E’ proprio perché il mondo superiore esiste che una persona deve trovarsi là, determinare il suo posto, il suo punto, la sua radice, approfondirli e realizzarsi pienamente.

[214205]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 25/06/2017

Materiale correlato:
Kabbalah pratica: come si fa a sentire il mondo superiore? – Nell’unione del cerchio
Il romanzo della costruzione spirituale
Lo Zohar: Il programma di controllo del “Computer” della creazione