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Una soluzione facile

C’è una soluzione facile: Cominciate a divulgare. Quando vi impegnate nella divulgazione, vi dimenticate di voi stessi. Anche le persone che non sono connesse tra loro cominciano a stabilire un contatto. Quanta più conoscenza sull’unità sarà generata nel mondo, tanto più avanzerete. Dimenticatevi di tutto quello che succede nella sfera personale, ad eccezione delle necessità basilari. Rivolgete tutto il resto all’esterno, questo impedirà la frizione e la discordia tra di voi.

È come quando i coniugi si dedicano al problema del loro figlio malato, si dimenticano di se stessi. La loro attenzione si sposta all’esterno ed è lì che si concentrano tutti i loro sforzi; questo problema comune vi unisce. Pertanto, cominciate ad aver cura del vostro “figlio malato”, del mondo.

Questo raffredderà i problemi tra di voi. Non ha senso sistemare la relazione in maniera diretta. Girate l’interruttore del tutto verso l’esterno, immergetevi davvero nel lavoro pratico ed allora, all’improvviso, vedrete il modo di organizzare le cose dentro di voi. L’attenzione sui fatti interni del gruppo, funzionerà solamente se è necessario lavorare con il mondo esterno. Solo allora organizzerete tutto e tutti. Che sia solo la necessità della divulgazione esterna a definire chi siamo e cosa facciamo. Allora lavoreremo realmente per dare.

Prendiamo l’esempio di Binà: la sua metà superiore è destinata a dare al Creatore, la sua metà inferiore è destinata a dare al mondo e lei stessa è il terzo medio di Tifferet, semplicemente la decisione di dividere se stessa in due parti. Pertanto, così dovete percepire voi stessi, ognuno di noi ed ogni gruppo.
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(Dalla lezione 7, del Congresso di Toronto del 18.09.2011 )

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Capovolgere un albero secco nell’albero della vita

Il rapporto con l’ambiente si può costruire in vari modi. Puo darsi che un uomo investa nell’ambiente in modo quantitativo ma può anche in maniera qualitativa su di lui. Può darsi che egli non abbia investito molto sull’ambiente, mentre l’ambiente lo abbia molto influenzato. Egli, in effetti, non si è sufficientemente aperto verso gli altri, tuttavia l’ambiente suscita in lui interesse e riesce a stimolarlo. In questo caso, egli dovrà in seguito completare con la sua Yeghia (duro lavoro) per reintegrare l’ambiente.

Questo principio si esprime con la frase che per cosi’ dire il Creatore dice: “Mi sia prestato e rimborserò “. Possiamo ricevere ” a credito” le forze neccessarie per progredire, ma poi il debito sarà restituito impartendo a nostra volta agli altri.

Questo è chiaro entro la struttura dello stesso sistema, nel quale nessuno può progredire con la sua propria “forza motrice”. Possiamo immaginare questo sistema come ” l’albero della vita”, una specie di struttura gerarchica a forma piramidale: se non ricevo una spinta da coloro che si trovano sotto di me in questa specie di catena, non potro’ risveggliarmi da me.

In definitiva , devo investire sugli altri, sull’ambiente, sul gruppo. E mediante ciò divento più grande. E tutti quelli che si trovano sotto di me , mi risvegliano con le loro mancanze, e quindi evolvo attraverso le stesse mancanze da loro ricevute.

Ma queste mancanze sono iscritte sul mio conto, perche’ sono io quello che le ha sollecitate.
Vi sono inoltre delle mancanze, che non ho neanche stimolato, ma fanno sorgere questa preghiera (MAN) inducendomi ad avanzare e raggiungere quello che desiderano, analogamente ai bambini quando pressano i genitori. In questo modo ricevo un ulteriore sollecitazione, la quale dovrò poi sopperire con la mia Yeghia (duro lavoro). Poichè il mio risveglio lo devo a tutti coloro che si trovano nel sistema sotto di me.

In un sistema integrale esistono numerosi rapporti, dove tutti dipendiamo da tutti. Completiamo sempre la Yeghia reciprocamente, fino al punto che ciascuno è integrato con gli altri tanto da potere sollecitare tutti ed essere a sua volta sollecitato da tutti.

In questo modo egli riceve il contibuto da tutti! Ed è così per ciascuno.

A nessuno più mancherà qualcosa. Fino a tal punto il completamento è perfetto. Questo in definitiva è la compiutezza dell’assolutaYeghiia’, quando ciascuno ha dato la sua Yeghiià ricevendo in cambio l’intera pienezza, come nel detto: ” Ho lavorato ho trovato- credi!”.

(Dalla lezione sull’articolo di Baal Hasulam dal libro “Shamati”)

I principi del Lavoro Spirituale del 9 Settembre 2011

Una collezione di consigli e principi del lavoro spirituale che sono stati studiati durante la lezione del mattino.

La verità nasce solo attraverso un lavoro difficile.

Il lavoro spirituale consiste nel preferire la verità al di sopra di tutto il resto: la menzogna e la dolcezza in contrapposizione all’amarezza. Quando mi aggrappo a questa verità, comincio a raggiungere la perfezione e l’eternità che prima non conoscevo. Quando metto la verità al di sopra di tutto il resto, senza preferire nient’altro, in ultima istanza apprendo che non c’era nient’altro che questa.

Quando il desiderio di ricevere piacere si eleva al di sopra del proprio punto della creazione, questo si include nel pensiero superiore, dove ancora non esisteva realmente, ma solo potenzialmente. Questo scompare nel superiore in maniera tale che comincia a percepire l’eternità. Tutti i passi che facciamo per ritornare alle nostre radici restano in noi.

Quando li ascendiamo, li raccogliamo e li includiamo dentro di noi. Questa è la ragione di tutto questo processo, di tutta la nostra storia, che diventa la parte interna della nostra esistenza. Sperimentiamo nel nostro cammino tutti gli stati descritti nei libri di Kabbalah. Li includiamo dentro di noi e ci sentiamo in unità con le anime di tutti i Kabbalisti che hanno già completato il cammino completo del ritorno al mondo dell’Infinito.

Non esiste nient’altro che il desiderio. Il luogo del mondo spirituale è il desiderio che è simile al desiderio del Creatore. Il luogo del mondo fisico è il desiderio che è opposto al Creatore.

Quando la persona vuole raggiungere il Creatore ha tutti i mezzi necessari per farlo: l’ambiente, i libri ed il maestro. Loro possono aiutare ad analizzare la forza del loro desiderio reale di arrivare al Creatore.

La mia libera scelta costante è di determinare quanta importanza io considero che abbiano questi paragonati a me, cioè se sono più importanti di me o sono io più importante di loro. Ho davvero un’opportunità per valutarlo. Se il Creatore mi si è rivelato, io avrei potuto cancellarmi completamente davanti a Lui. Sarei come uno schiavo, come una macchina e non realizzerei la mia esistenza. Arriverei ad esistere nel livello del Creatore stesso.

Quando uno da, si rivela all’improvviso la fonte del piacere infinito in base alla misura del suo desiderio per essa. Appare una forza infinita, una ragione infinita, dei sentimenti infiniti e lui li riempie tutti. Questa è conosciuta come l’accettazione della forma del Creatore, la forma di qualcosa di eterno che non era conosciuto fino ad allora. Quando uno comincia ad agire in questa maniera verso gli altri, comincia a percepire Lui.

Io sento il dolore del mondo e la sofferenza in base alla misura in cui lo riempio ed allora riempio i suoi desideri. Alla fine, faccio una preparazione e facilito il progresso spirituale degli altri. Ricevo da loro i Kelim (vasi) e dal Creatore ricevo la Luce e questo mi da un riempimento sempre maggiore, tutto il cammino verso l’Infinito.

La divulgazione locale è molto importante. Tu vuoi avere una relazione con qualcuno, influire su di lui e tutte le Luci passano attraverso di te.

L’anima è il desiderio di ricevere piacere che ha assunto l’intenzione di dare, la quale può connetterti con il tuo prossimo per il suo bene. L’amore è dare al tuo prossimo quello che desidera, invece di dargli ciò che tu desideri. Quando sei in uno stato di dazione, anche la carenza di riempimento si percepisce come una ragione per riempire.

Preparazione alla lezione

Lo Zohar è un libro speciale che descrive uno stato speciale, nel quale la persona che riceve il riempimento dall’Alto, passa la forza spirituale agli altri. Questo libro descrive come si sente la persona quando si rivela una nuova realtà.

Certamente, non capiamo questi stati perchè non esistiamo in essi. Tuttavia, se desideriamo esserci, cominciamo ad avvicinarci ad essi. Gli scritti in questo libro ci influenzano e ci avvicinano ad essi.

La gente

L’economia è un modello del nostro egoismo. Siamo connessi attraverso differenti relazioni e vogliamo pesarle, valutarle e regolarle. Stabiliamo differenti tipi di connessioni tra di noi per provvedere a noi stessi, e queste connessioni si misurano con una scienza conosciuta come “economia”.

La base dell’economia consiste nel valutare le relazioni tra di noi. Abbiamo bisogno di capire in che modo fornire i mezzi dell’esistenza a noi ed agli altri, in che modo connetterci per “riempirci” a vicenda per il bene del nostro stesso riempimento ed in che modo si allaccia la rete della nostra interconnessione. I loro segnali di espansione di un vizio grande, egoista, si manifesteranno presto in essa e dovremo correggerlo.

C’è una connessione tra di noi ed oggigiorno stiamo cominciando a rivelare che si tratta di una connessione cattiva, rotta. Questo tipo di connessione ci uccide e ci distrugge. La ragione per tutto il nostro lavoro è solo tra di noi; come un mondo vecchio e rotto è il risultato di una connessione egoistica, un mondo nuovo, corretto, sarà il risultato di una dazione reciproca.

La nostra unica correzione è unirci, diventare la “Luce per le nazioni” e mostrare il cammino della correzione a tutto il mondo. Oggi il mondo è indifeso, le sue menti più grandi non sanno cosa fare. Il nostro tempo è arrivato; una volta che faremo quello che dobbiamo fare, meriteremo il rispetto e la gratitudine del mondo.

Per questo dobbiamo divulgare di più, spiegare di più, ed essere quelli che danno l’esempio corretto. Stiamo entrando nel momento della Kabbalah pratica, nella quale il suo unico proposito è la correzione dell’uomo.
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Costruire un ponte al di sopra dell’odio

Domanda: Esiste una differenza tra il lavoro interno personale ed il lavoro nel gruppo?

Risposta: Nella spiritualità, non c’è lavoro personale e di gruppo separatamente, è tutto un unico lavoro. Se esisto solo sotto un’autorità, sotto il completo governo del mio egoismo, non si può fare niente. Questa realtà è chiamata questo mondo ed in questo stato, non ho l’opportunità di cambiare il mio ego.

Cambiare il mio stato significa cambiare “un luogo”, cioè devo costruire un nuovo luogo, una nuova mente e delle nuove sensazioni spirituali. Questo è possibile solo per mezzo della connessione.

Il mio lavoro personale è di applicare uno sforzo per connettermi agli altri e per questa ragione, seleziono le persone che possono aiutarmi, loro sono chiamate gruppo. Da qui, ha luogo tanto il mio lavoro personale, quanto quello di gruppo, ma in essenza questo è solo un lavoro generale, perché non posso esistere senza di loro e loro non possono esistere senza di me. Questa è la maniera in cui siamo organizzati dal principio.

Non esiste altro lavoro a parte connettere e sentire i nuovi fenomeni spirituali all’interno della connessione. In base al grado in cui voglio annettere a me il loro desiderio interno, correggo il mio desiderio. In realtà, il mio vaso spirituale esiste al di là del mio “io”, in tutti gli altri.

Devo connettere quello che sembra separato e remoto da me alla mia coscienza oscurata da una barriera del mio egoismo, dall’invidia, dall’odio e l’ambizione, ovvero dal mio desiderio di dominare gli altri, di non aver considerazione di nessuno, di comandare ed usarli.

Così, il mio ego mi mostra appositamente delle forme differenti della mia trascuratezza e della mia lontananza dal mio simile, affinché io costruisca il ponte dell’amore verso di lui. Quanto più avanzo, più forte sentirò che disprezzo gli altri, li rifiuto e voglio usarli per il mio bene.

Faccio questo con piacere, oppure vedo che semplicemente è necessario e soffro se non uso il prossimo. Stiamo attraversando questi stati e siamo messi davanti alla necessità di usare il prossimo e di non prenderlo in considerazione per salvarci dai problemi. Intanto, devo rendermi conto che tutto questo è solo un esercizio o uno scherzo sul quale devo elevarmi per superarlo e connettermi agli altri proprio al di sopra di questo.

La forza egoista mi porta ad uno stato di totale impotenza: “Guarda, se non danneggi gli altri, non sarai capace di esistere!”. Tutto il nostro lavoro consiste nell’elevarci al di sopra di questo. È per questo che questo principio viene espresso in parole così generali: “Ama il tuo prossimo come te stesso”, al di sopra dell’invidia e dell’odio, al di sopra del desiderio di usare gli altri.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.08.2011, Shamati 121)

È facile che ritorniamo

Tenendo conto dello stato attuale del mondo, il nostro avanzamento sarà rapido. Potete vedere nelle news quanto si accelerano le cose; attraverseremo questo periodo rapidamente, poiché anche il mondo ha bisogno di noi per avanzare. Per questo dobbiamo mettere tutti i nostri sforzi per mantenerci nel nostro cammino e non uscirne.

Oggi il lavoro che facciamo localmente e la divulgazione di massa sono estremamente importanti. Se stabilisci una connessione con qualcuno col fine di dargli, tutte le fasi necessarie scorreranno rapidamente attraverso di te. Mi rivolgo a tutti i nostri gruppi in Israele e raccomando fortemente a tutti di partecipare al lavoro della divulgazione. Di questo scrivono Baal HaSulam e tutti i kabbalisti, in aggiunta, senza di essa, vediamo che non esiste altro modo. Questa è l’unica maniera attraverso la quale potremo rivelare la realtà superiore.

La correzione dei 613 desideri dalla ricezione alla dazione è il nostro lavoro. Tutto il resto è una maschera, dei costumi che furono necessari nel periodo dell’esilio. Tuttavia, il metodo reale che applicammo inizialmente era quello della correzione interiore. Lo abbiamo applicato fin quando siamo caduti dal grado dell’amore fraterno all’odio infondato dei tempi di Rabbi Akiva. Abbiamo le Reshimot, i geni spirituali che sono rimasti in noi da quei tempi ed è facile che noi ritorneremo.

Per questa ragione ci si presentano delle esigenze, per questo tutto il mondo ci sta pressando. Loro ancora non sanno cosa sia, ma sentono che il problema risiede precisamente all’interno di ognuno di noi. Pertanto, dobbiamo agire il più presto possibile, poiché in questo modo possiamo evitare tutti i mali che ci arrivano. I nostri vicini verranno in nostro aiuto invece di bombardarci con dei proiettili. È così che stanno esattamente le cose ed i kabbalisti scrivono riguardo a questo. In essenza i nostri nemici combaciano nell’aiutarci, pressandoci affinché riflettiamo sulla vita.

Dobbiamo ricordare che tutto proviene da una Forza, che non esiste nessuno a parte Lui, e dobbiamo reagire a quello che sta succedendo in accordo a questo. Perché usare le grida e le lotte? Dove è la correzione in questo? La nostra unica correzione è di unirci e diventare la “Luce per le nazioni”, di illuminare il cammino di tutto il mondo verso la correzione.

Oggi tutto il mondo è indifeso e le menti più brillanti non sanno cosa fare; vuol dire che oggi è arrivato il nostro momento. Terminando il nostro lavoro, meritiamo la gratitudine ed il rispetto universale. Pertanto, dobbiamo divulgare di più, spiegare di più e predicare con l’esempio. Stiamo entrando in un periodo di Kabbalah pratica, la cui essenza totale è la correzione dell’umanità.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.09. 2011, “La Nazione”)

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Amare il prossimo? Questo è facile!

Domanda: Dove il mondo superiore e quello inferiore entrano in contatto l’uno con altro?

Risposta: Il nostro mondo e quello superiore entrano in contatto nei desideri delle altre persone. Questi desideri posso connetterli ai miei desideri, affinché essi diventino simili ai miei. Per questo, esiste la condizione di “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

Il mio desiderio primario è solamente un punto. Non posso ricevere niente dentro di esso. Questo punto non ha volume. Se posso connettere a me un desiderio di un’altra persona, accettarlo come mio, allora agisco in una maniera molto interessante: col fine di riempire questo desiderio, chiedo che mi diano la Luce. Questa arriva, passa attraverso di me ed io riempio questo desiderio. Se in questo modo connetto a me un desiderio più grande e dopo, altri desideri sempre più grandi, allora raggiungo il mondo dell’Infinito.

Il mondo dell’Infinito è costituito da tutti punti in tutti i cuori. In questo caso, tutta la Luce dell’Infinito passa attraverso di me e la percepisco in tutti i desideri che sembravano estranei. Questo avviene dato che li ho connessi a me e loro sono diventati i miei stessi desideri.

Questo chiarisce la massima “Ama il tuo prossimo come te stesso”: “tu” (un egoista) “ama il tuo prossimo” (tutti gli altri, affinché loro diventino i prossimi per te) “come te stesso” (connetti i loro desideri a te stesso).

Allora, una persona lascerà passare la Luce Superiore attraverso si sé. La riceverà all’interno dei desideri che ha connesso a se stessa, poiché adesso sono i suoi stessi desideri. Così raggiungeremo l’eternità, la perfezione ed il mondo dell’Infinito. Questa è l’essenza del nostro lavoro.
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(Dalla serie di lezioni virtuali di Domenica 4.09.2011)

L’indifferenza uccide silenziosamente, come un astuto serpente

La forza dell’inerzia ci evita costantemente di fare dei cambiamenti per nostra iniziativa, di svegliarci ed avvicinarci al Creatore invece della pressione della sofferenza e colloca una nube su di noi chiamata “Amalek. In generale, lavora contro l’importanza dello scopo ed è la causa di tutti i fallimenti.

Non sembra fare niente in particolare. Debilita semplicemente la persona, le toglie il suo desiderio e la tranquillizza, suggerendole che non c’è niente da temere: “Continua soltanto e tutto andrà bene”. È molto pronta ed è pertanto la più forte; ci infetta con l’indifferenza e pertanto questa forza “Amalek” è considerata il nostro principale nemico in questo cammino.

Vediamo che tutti gli altri nemici che vogliono impedirtelo, gridano, si mostrano e rivelano le loro qualità, interferiscono, ma Amalek non è così: lui vive agli argini, come un astuto serpente. Esistono persone così, loro sanno in che modo essere invisibili, ma non si dimenticano mai di se stesse ed operano sempre segretamente, di nascosto, per portare tutto a loro vantaggio. Queste persone sono quelle che fanno più danni.

È detto che dobbiamo cancellare anche la memoria di Amalek. Questo è il lavoro dell’importanza della rivelazione del Creatore rispetto alle azioni che stiamo realizzando a questo scopo e rispetto alle nostre speranze che questo succeda dall’Alto.

Siamo nel mondo delle azioni e quindi, finché non possiamo realizzare delle azioni nella pratica, non succederà niente. Sembrerebbe che le azioni non decidano niente perché la cosa principale è l’intenzione; però l’autentica intenzione è in Alto, nella Luce e noi siamo nel desiderio.

È per questo che, fintanto che non si è presentata dal basso l’opportunità di compiere delle azioni di connessione o avvicinamento reciproco, la saggezza della Kabbalah non è stata rivelata e non è uscita dall’occultamento. Dopotutto, non si poteva fare niente prima che ci fosse stata l’opportunità di compiere qualche correzione nella pratica.

Le nostre intenzioni sono sempre egoistiche, ma le cose potrebbero portare a dei cambiamenti, come è detto: il cuore segue le opere. È per questo che quando il mondo cambia tanto perché il Creatore si avvicina a noi, possiamo realizzare le stesse azioni andando verso di Lui e anche se queste azioni non hanno l’intenzione corretta, anche così cambieranno e purificheranno i nostri desideri, cioè saranno di aiuto.

Pertanto, la saggezza della Kabbalah si sta rivelando e possiamo lavorare e produrre dei cambiamenti in noi attraverso le nostre intenzioni di unirci e per mezzo della divulgazione di questo messaggio in tutto il mondo. Spieghiamo il futuro al quale deve arrivare l’umanità e che ci aspetta tutti. Spieghiamo in che modo dobbiamo agire affinché la rivelazione del Creatore sia gentile e non la evitiamo in tutte le manieri possibili, ma desideriamo vivere in accordo a questo nuovo approccio.

Una nuova organizzazione, un nuovo potere si è stabilito nel mondo: una nuova rete di forze che adesso governa il mondo è stata rivelata e dobbiamo capirla e sentirla, arrivare ad essere in obbedienza verso di essa. Se facciamo tutto il possibile per riuscirci, cancelliamo la memoria di Amalek, perché Amalek lavora principalmente per abbassare l’importanza del Creatore, la proprietà della dazione reciproca che è la completa essenza della nuova amministrazione, del nuovo governo che sta arrivando sulla nostra Terra e ci sta coprendo come una nube.

La ragione della crisi è che il Creatore si sta avvicinando; la sua qualità della dazione sta arrivando a noi e cominciamo a sentirla tra di noi sempre più forte. “Cancelliamo la memoria di Amalek” con le nostre spiegazioni nella pratica, in questo mondo, dal basso, ed allora il Creatore, la forza superiore, finirà quest’azione dall’Alto, con la Luce che Riforma.

Se cerchiamo di realizzare queste azioni anche nella nostra antica natura egoista, ma nell’insieme, con tutto il mondo, in qualsiasi luogo possibile, spiegando ed attraendo le persone all’avvicinamento al Creatore, attraiamo la Luce della correzione e cominciamo a cambiare. Cioè, per prima cosa cancelliamo la memoria di Amalek in basso ed in accordo a questo, il Creatore più tardi cancella la sua memoria in Alto.

Così diventeremo suoi alleati, lottando contro un nemico che si frappone tra di noi e ci separa dal Creatore e da noi stessi. In questa misura, la nube nebbiosa diventa un potente campo di connessione, nel quale scopriamo il nostro nuovo vaso (desiderio) e lì scopriamo la proprietà della dazione, che è chiamata rivelazione del Creatore agli esseri creati.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 2.09.2011, Scritti del Rabash)

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Le tre parti dell’umanità

La Luce genera il desiderio e lo controlla. Inizialmente il desiderio non ha un movimento indipendente che non sia spinto dalla Luce; però se questo è il caso, come posso io presentare qualsiasi iniziativa, quello che viene chiamato “risveglio dal basso” (Itaruta de Letata) che si esige da me?

Questo risveglio è possibile perché la Luce si sforza di portare il desiderio di autocoscienza ed il comportamento cosciente, affinché il desiderio si senta autonomo ed indipendente dalla Luce. Allora, una volta che è in sé e libero dalla Luce, il desiderio può decidere cosa vuole ed esigere dalla Luce un cambiamento.

Questa richiesta può essere egoista, quando il desiderio vuole riempirsi in ragione della sua natura originale. Tuttavia, con l’aiuto della Luce, è possibile che il desiderio raggiunga uno stato nel quale vuole un cambiamento reale e chieda il riempimento non per il suo bene, ma per il bene della Luce, del Creatore e degli altri.

Le persone che desiderano ottenere questo tipo di richiesta e chiedono il bene degli altri, si chiamano “Israel” (dall’ebraico “Iashar Kel”, diretto al Creatore); mentre tutti gli altri che desiderano semplicemente riempirsi senza nessuna connessione con la Luce, si chiamano “secolari”. Se una persona pensa che la Luce possa aiutarla a riempirsi, è chiamata “religiosa”. Tutta l’umanità si divide in queste tre parti.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.05.2011, Shamati 5)

HaVaYaH: Le fasi della crescita della mente e del cuore

Tutte le differenze e tutte le parti della creazione in generale sono contenute nella divisione in quattro livelli: inanimato, vegetale, animato ed umano. Questa divisione deriva dalle quattro fasi dell’espansione della Luce Diretta, HaVaYaH, l’apice della lettera “Yud” e “Yud, Hey, Vav, Hey”, le fasi dello sviluppo del desiderio, chiamate Keter, Chokhmà, Bina, Zeir Anpin e Malchut.

Quando lo sviluppo arriva all’ultimo passo, a Malchut, essa comincia a reagire di fronte a tutti gli stati localizzati davanti ad essa. Se Malchut non sente niente e non prende coscienza di niente, allora quello che succede viene chiamata tappa zero, nella quale riceve soltanto e comincia a percepire che consiste interamente del desiderio di ricevere. È la prima tappa, il livello inanimato.

Se essa sente che è nel desiderio di ricevere, ma non è d’accordo con ciò, questo è già il livello vegetale. Una pianta ha già la sua scelta, sta superando qualcosa, vuole vivere la sua vita; però non può ancora realizzare i suoi movimenti e non capisce i suoi impulsi interni.

Quando comincia a realizzare dei movimenti in relazione all’ambiente, cercando di non dipendere da esso e di svilupparsi in una direzione, in accordo al suo carattere individuale, questo è già chiamato livello animato. Questa persona differisce molto dal suo ambiente.

Il livello successivo si ha quando comincia ad usare attivamente il suo desiderio di ricevere ed allora vuole essere individualista, come se il livello vegetale non fosse semplicemente d’accordo ad obbedire agli ordini della sua natura e cerca qualcosa di più nella vita. Vuole uscire dal governo dell’ambiente e liberarsi da esso, come nel livello animato; inoltre vuole uscire dal controllo del Creatore ed arriva ad essere simile a Lui. Allora significa che è arrivato al livello umano.

Tuttavia, è possibile vedere lo sviluppo delle fasi di HaVaYaH da un altro punto di vista, dalla forma nella quale il governo superiore viene rivelato alla persona al di sopra di lei.

Se una persona è sotto il completo controllo del Creatore, significa che sta dando completamente, solo che non se ne accorge. Ogni persona del mondo sta lavorando al 100% per la dazione e sta lavorando per il Creatore. Non è opposta a niente e non sa neppure che può esistere, sta agendo sotto il controllo del Creatore, cioè è nella dazione completa.

Dopo, il suo egoismo cresce e comincia a prendere coscienza di questo ed allora capisce che è opposta al Creatore; e quanto più la persona si sviluppa, più cresce il suo egoismo, è come se fosse uscita dal controllo del Creatore e comincia ad essere in disaccordo con Lui. Certamente, sta ancora realizzando tutti gli ordini dall’alto, ma il fatto è: quanto capisce di questo, di quanto si rende conto e quanto è d’accordo.

Risulta che tutto il nostro gioco non sta nelle azioni in sé e nemmeno nella maniera in cui disponiamo le nostre vite, ma da quanto siamo d’accordo oppure no con le azioni dell’Anfitrione al di sopra di noi.

Quanto più disaccordo si risveglia nella persona, quanti più reclami ha per il Creatore riguardo al suo governo, più grande è la crescita dell’egoismo e simultaneamente, essendole stata rivelata questa opposizione, ha bisogno di volersi correggere per essere d’accordo con Lui ancora una volta.

È per questo che “quanto più grande è la persona, più grande è il suo egoismo”. D’altra parte, sta già realizzando le azioni di una persona matura e si dirige alla similitudine con il Creatore e verso l’accordo con Lui, dandosi completamente al controllo del Creatore, a prescindere da ogni resistenza del suo egoismo.

Queste fasi dello sviluppo possono essere viste nel nostro desiderio di ricevere e nel desiderio di dare: l’HaVaYaH diretto e quello opposto, cioè nel desiderio e nell’intenzione, nella mente e nel cuore. È così che i livelli dello sviluppo si sviluppano in una persona.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.08.2011, Shamati)

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Sull’importanza delle nostre riunioni

Domanda: All’inizio di Settembre avremo un congresso nel Nord di Israele. Oggi, con tutti i nostri sforzi diretti alla divulgazione esterna, qual è l’importanza di queste riunioni “interne”?

Risposta: L’una non esclude l’altra. Come gruppo, noi studiamo la scienza della Kabbalah: le radici della creazione, la loro correzione e le azioni spirituali che sono dietro le azioni materiali della persona. Nella sua interazione con gli altri, che lo voglia oppure no, la persona attiva un enorme meccanismo con il quale non ha familiarità. Noi studiamo questo meccanismo ed impariamo a capire ed operare le nostre azioni interne per mezzo delle azioni esterne. In essenza questo è il proposito del nostro studio.

Noi stiamo studiando il sistema e troviamo i punti nei quali siamo connessi ad esso, dove termina il sistema spirituale dandone la forma ad uno materiale, ovvero i corpi e le forze del nostro mondo. La connessione di questi due sistemi si trova nel mio desiderio: se io lo cancello in relazione all’altro, lo vedo nella spiritualità. Se io abbasso la testa davanti all’altro, lui o lei comincia ad essere il mio Kli spirituale (vaso). In questo modo io ascendo alla spiritualità.

L’essere umano è al di sopra del mio attuale “io”, al di là del Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità). Se io lo tratto allo stesso modo in cui tratto me stesso, ascendo al suo livello e cominciamo ad essere un tutt’uno. In questo modo io attraverso il Machsom.

Io trasferisco all’altro mondo dei nuovi pezzi della mia inclinazione al male, che ho quaggiù, in questo mondo. Per prima cosa, impregno la mia attitudine verso di esso con la dazione per il bene della dazione, correggendo quelli che chiamiamo “errori”. Più tardi cambio per correggere le “trasgressioni”. In questo modo io muovo il mio punto nel cuore verso l’alto, rivelando l’inclinazione al male in me. Come risultato, per mezzo di un’adeguata connessione con gli altri, mi elevo ad un grado superiore.

“Gli altri” sono l’umanità. La regola di amare il prossimo come se stessi si applica alla gente comune. Sembra come se mi fosse stato dato un esercizio: cambiare la mia attitudine verso di loro. Senza la sua conoscenza, sto trasferendo il mio “io” nel mondo spirituale, realizzando la tappa di passaggio. La scienza della Kabbalah spiega questo usando dei termini speciali, ma per metterla semplicemente: in questo modo noi acquisiamo una vita buona e sicura per noi ed i nostri figli.

Ritornando alla domanda, il beneficio dei nostri congressi sta nello studio e la cosa più importante, nella connessione interna e l’unità. Solamente quando siamo connessi, quando ci avviciniamo sempre di più, quando ci annulliamo l’uno di fronte all’altro, solo allora abbiamo qualcosa con cui dirigerci al mondo.

In primo luogo, noi stiamo portando lo spirito dell’unità. È per questo che abbiamo bisogno degli eventi di unità, nei quali gli amici si riuniscono per alcuni giorni. Noi stiamo pianificando di realizzare una grande riunione internazionale a Dicembre. Senza questo, non avremo il potere dell’unità per trasmetterla.

Io spero che il nostro congresso di Dicembre si realizzi in un nuovo livello. Allora, tutti gli amici di tutto il mondo avranno tanta forza da poter dirigere la divulgazione della Kabbalah mondialmente così come tutti gli eventi che stanno avendo luogo adesso in Israele e che con il tempo avranno luogo in altri paesi. Ci sarà la necessità del metodo, anche inconsciamente, la disperazione che opprimerà le persone farà aprire i loro cuori all’unità.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.08.2011, “La nazione”)

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