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Consigli dalla Kabbalah

Domanda: Quale elemento adduce informazione spirituale al kabbalista, come avviene con i Quanti in fisica?

Risposta: L’unità elementare nella spiritualità è chiamata Reshimo  (reminiscenza) o gene informativo spirituale sensoriale. Esso ci indica il livello di egoismo con il quale ci stiamo confrontando: 0, 1, 2, 3, 4.

Domanda: Come mai un kabbalista può vedere il potenziale dell’anima di uno studente nonché il suo sviluppo spirituale, ma non prevedere a quale velocità terrestre riuscirà a realizzarlo?

Risposta: L’insegnante vede il potenziale di ogni studente, l’ampiezza della sua anima, ma non può sapere come realizzerà la propria spiritualità perché ciò fa parte del suo libero arbitrio.

Domanda: La relazione tra causa ed effetto è in grado di spiegare le conseguenze di quanto accade nella vita di una persona?

Risposta: No. Possiamo fare tante azioni buone e comunque attraversare la sofferenza. Non vi è relazione tra loro.

Domanda: Come si può imparare a “vedersi dentro”?

Risposta: Osserva i tuoi amici e assapora i tuoi sentimenti guardandoli. Questo è ciò che si chiama “osservarsi”.

Domanda: È scritto: “Chi risparmia la sua verga odia il suo figliuolo” (Proverbi 13:24). Come riprendete i vostri studenti? In che maniera avviene?

Risposta: Io non riprendo nessuno; loro riprendono me. E quando avviene, loro riprendono se stessi. Io provo a dare tutto ciò che posso, e allo stesso modo loro prendono ciò che possono.

Domanda: Come fa uno studente a capire che sta progredendo? Esiste qualche indicatore?

Risposta: Esiste solo la valutazione dell’insegnante e degli amici, quanto più egli comprende le loro necessità.

Domanda: Cosa è bene o male all’interno delle relazioni spirituali? Oppure questi concetti non esistono?

Risposta: Il bene è quando lavori per gli altri. Quando lavori per te stesso a causa di un impulso, questo è il male.

Domanda: La saggezza della Kabbalah può accrescere la creatività?

Risposta: La saggezza della Kabbalah è essa stessa creatività. Se una persona ne è affascinata, allora come risultato le ricerche corporee possono sicuramente essere danneggiate.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 01/04/2018

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L’educazione nella saggezza della Kabbalah

Domanda: Molte volte l’ho sentita parlare della necessità di un’educazione adeguata, cos’è l’educazione secondo la saggezza della Kabbalah? L’egoismo può essere educato oppure abbiamo bisogno di un nuovo egoismo, adeguatamente educato?

Risposta: Un’educazione kabbalistica è istruzione per mezzo della Luce Superiore. L’educazione kabbalistica si realizza quando io, assieme ai miei amici, con l’aiuto di diverse azioni descritte nella metodologia kabbalistica, attraggo la Luce Superiore. La Luce Superiore ci influenza e ci porta ad uno stato di unione nel quale il Creatore si rivela e dove tutti noi diventiamo un tutt’uno. Questo è lo stato che dobbiamo raggiungere.

Si suppone che l’istruzione kabbalistica ci unisca sotto l’influenza della Luce Superiore, rivelando così la Luce, ma a patto che la nostra connessione e la nostra dazione reciproca assomiglino alle sue qualità. In seguito, nell’unione fra noi e la Luce, riveleremo la sua origine, il Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 29/04/2018

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La perfezione

Domanda da Facebook: Che cos’è la perfezione?

Risposta: La perfezione è l’armonia assoluta tra le creature e il Creatore, allorché essi si completano reciprocamente in modo tale che non resti alcuna imperfezione fra di loro.

La perfezione è il Creatore. Ma non si tratta di Lui singolarmente; piuttosto si tratta di come noi Lo definiamo nelle nostre sensazioni.

Domanda: Qual è la persona perfetta?

Risposta: La persona perfetta è quella che è del tutto simile al Creatore. Il Creatore è la perfezione assoluta in natura.

La perfezione è lo stato generale di tutto l’universo, che è in connessione assoluta in tutte le sue manifestazioni. La fonte della perfezione che noi conseguiamo si chiama Creatore.

Domanda: Significa che nel nostro mondo non vi è perfezione?

Risposta: Ovviamente no! Nel nostro mondo tutto è opposto alla perfezione perché ciascuno agisce a scapito degli altri. Il nostro mondo è il più basso, il peggiore dei mondi. Dobbiamo solo elevarci al di sopra di esso. Non vi è nulla di peggio del nostro mondo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 17/04/2018

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Ricchezza e povertà

Domanda: Il denaro governa il mondo. Le persone ambiziose posseggono di più e si approfittano degli altri. Qual è la radice spirituale di questo fenomeno? Inoltre: perché pensiamo che un essere spirituale debba essere povero? Non vedo nessun segno di spiritualità tra le persone povere, al contrario, vedo più invidia, mancanza di cultura e di educazione, ecc…

Risposta: Nella Kabbalah, essere povero ha un significato completamente diverso. Un essere spirituale sente che è povero perché non ha ancora raggiunto l’adesione con il Creatore, né con il mondo superiore, giacché aspira costantemente a realizzare questo.

La nozione di “povertà” in se non deriva dalla mancanza di denaro, bensì dalla religione che induce a idealizzare le persone in una spiritualità povera e privata del superfluo.

Non c’è dubbio che la ricchezza al di sopra delle necessità basilari, schiavizzi le persone. Non possono studiare la saggezza della Kabbalah, giacché sono troppo occupate a curare le proprie ricchezze.

Domanda: Qual è la radice spirituale del denaro?

Risposta: La radice spirituale del denaro è lo schermo. “Denaro (Kesef)” deriva dalla parola “Kisuf” e significa coprire.

Il denaro è un forza che nasconde il nostro egoismo e gli permette di agire al di sopra del desiderio egoistico. Se agissimo correttamente, con l’aiuto del denaro, potremmo fare molte cose utili in questo mondo. Ma generalmente soccombiamo al potere del denaro e finiamo per venderci ad esso.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 1/04/2018

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La semplicità di un kabbalista

Baal HaSulam, Gli scritti dell’ultima generazione: “La gente immagina che l’uomo che ha un contatto con il Creatore, sia una persona … di carattere e che deve avere paura di parlarne, molto più che esserne in vicinanza immediata. È la natura umana, temere qualsiasi cosa che sia al di là della natura della creazione. La gente ha anche timore di tutto quello che è inusuale, come un tono o dei forti rumori.”

Le persone pensano comunemente che si sperimenti una certa ansietà nell’essere vicini ad un kabbalista. Ricordo che quando cominciai a studiare la Kabbalah e cominciai a viaggiare da Rehevot a Gerusalemme, per recarmi dal kabbalista chiamato Isaac Zilberman, mi dissero: “Vai a trovare una persona alla quale è impossibile stare al suo fianco senza tremare”. Non mi successe mai niente di tutto questo.

Un kabbalista non si mette mai in mostra in nessun modo. Al contrario, si comporta semplicemente in maniera naturale. Anche quando c’è in lui un certo splendore, cerca sempre di minimizzarlo, perché gli rende molto difficile il lavoro spirituale. Non c’è niente di soprannaturale in lui che faccia tremare gli altri in sua presenza.

Lo vediamo negli scritti dei kabbalisti. Ad esempio, gli studenti del Baal Shem Tov, andavano in mezzo al popolo e non richiamavano l’attenzione delle masse. Fu allora che furono create delle favole su di loro, ma fondamentalmente essi si comportavano come persone molto semplici. Anche a prescindere dal fatto che sentissero il mondo superiore, il sistema di controllo di tutta la natura, ciò nonostante, si comportavano come persone comuni. Questo non era difficile per loro, perché quanto più grande è una persona, più semplicemente essa si comporta.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 09/10/2017

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L’azione è la ricompensa

Domanda: Se tutto il mondo è dentro di me, allora anche il tempo lo è; lei mi può spiegare in che modo va indirizzato il tempo all’interno dell’essere umano?

Risposta: Immagina che il tempo non esista. Non c’è un momento successivo, come è detto: “Congela il momento, è magnifico!”

Devi agire in questo modo: il tempo non esiste, esiste solo il momento della tua massima adesione al Creatore. Il tempo è un fenomeno psicologico. Nella Kabbalah, il tempo è la frequenza del cambiamento degli stati spirituali, non il tic tac dell’orologio. Quanto più rapidamente cambiano gli stati, tanto più velocemente passa il tempo.

Domanda: Così, se faccio qualcosa ed aspetto che mi si ripaghi un mese o un anno dopo, l’aspettativa si chiama tempo? Però, se ricevo la paga giusta, adesso, nel momento dell’azione, il tempo sembra sparire?

Risposta: Quando la ricompensa avviene nel momento dell’azione, significa che l’azione è la ricompensa, allora non esiste il tempo. Questo è un momento magnifico.

Domanda: Ne risulta che questo momento è il migliore nella vita di un kabbalista? Egli non pensa mai al futuro?

Risposta: Il kabbalista vive in entrambi gli stati simultaneamente: sia nel suo stato personale che in quello collettivo. Deve essere sempre preoccupato per la correzione generale del mondo. Per lui la ricompensa è l’azione diretta verso la correzione del mondo. Se il Creatore gli dà questa opportunità, lo sta ricompensando.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 04/03/2018

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In unione e connessione

“Concetti che sono opposti nella nostra percezione, esistono nel mondo dell’Infinito in semplice unione e connessione”.
(Baal HaSulam, Talmud Eser Sefirot, 1° Parte “Histaklut Pnimit”)

Domanda: Cosa significa che le cose opposte sono unificate? Puoi dare un esempio dalla natura?

Risposta: Einstein ha fornito esempi di dimensioni che emergono al di sopra del tempo e dello spazio. Ad esempio, un nonno e un suo lontano discendente si incontrano centinaia di anni dopo. Entrambi esistono simultaneamente, ma rispetto alle nostre realizzazioni viene tutto vissuto come passato, presente e futuro.

Domanda: Ciò significa che i dinosauri potrebbero vagare intorno a noi e noi semplicemente non li vediamo?

Risposta: I dinosauri non stanno vagando da qualche parte; stanno vagando dentro di te (come accadeva prima, comunque). Non c’è nulla al di fuori di noi. Proiettiamo tutto ciò che percepiamo in modo che sembri al di fuori di noi e lo chiamiamo “Il nostro mondo”. Lo sentiamo solo dentro di noi. Non percepiamo ciò che è al di fuori di noi. È come se alcuni elettrodi fossero collegati a noi e noi immaginassimo di essere in qualche luogo a parlare in mezzo a loro e a vedere gli altri come se fossero su uno schermo.

La domanda sorge spontanea: tutto questo sembra esistere o esiste davvero? Non possiamo dirlo, perché non proviamo nulla al di fuori di noi stessi. Pertanto, l’individuo non può pretendere oggettivamente che qualcosa esista, perché la sua percezione è sempre soggettiva.

Tutto ciò che riveliamo e studiamo è puramente soggettivo, compresa la saggezza della Kabbalah. Non raggiungiamo mai il quadro assoluto poiché sarà rivelato solo dopo la correzione generale, quando tutti noi ci uniremo e i nostri geni informativi spirituali sensoriali (Reshimot) verranno uniti in un unico sensore comune; anche i nostri piccoli desideri privati si uniranno in un unico desiderio comune che si tradurrà in una percezione assoluta, una Luce bianca ed eterna. Allora potremo parlare di ciò che esiste realmente. Questo stato è chiamato Gmar Tikkun (Correzione Finale).

Questo avviene tutto in relazione a noi; non ci sono problemi riguardo al Creatore poiché le Sue proprietà includono tutto. Saremo in grado di raggiungere quello stesso stato quando il nostro desiderio sarà pienamente integrato, inclusi tutti gli opposti in sé. Questo è considerato amare il tuo prossimo come te stesso.

In altre parole, quando accetto tutto ciò che esiste in un’altra persona (ovvero tutte le sue caratteristiche spiacevoli, gli stati negativi, i pensieri cattivi) come fossero miei, come fossero la cosa più preziosa che ho, con amore, allora includerò i desideri di tutte le persone nel mondo e sarò in grado di essere obiettivo, poiché tutti gli opposti dentro di me saranno uniti.

Domanda: È possibile dire che sia l’amore che l’odio esisteranno in me nello stesso momento?

Risposta: Certo. L’uno non annienterà l’altro perché si sosterranno l’un l’altro, così che tra loro io possa sentire l’acutezza del conseguimento. Ecco come funziona.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’08/04/2018

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Sentire l’amore

Domanda: Il mio desiderio è grande abbastanza per dar vita al mio sviluppo spirituale?

Risposta: È più che sufficiente. Normalmente le persone partono da uno stato nel quale non vogliono neppure sentir parlare del Creatore. Che tipo di Creatore è? È una forza che vuole amare?

Ad ogni modo io non credo che Lui ci ami veramente. Fammi mandare un telegramma da Lui e allora crederò nel Suo amore.

Nota: Gli esseri umani non riescono a vedere che il Creatore li ama.

Risposta: È certo che non possono vedere. È tutto strutturato così per dar loro il libero arbitrio.

Immagina di vedere in questo mondo solo le persone che ti amano e ti trattano bene. Non ci sono altre persone e tu esisti solo nel flusso dell’amore. Fai così e sarai come il Creatore. Sei il benvenuto a sperimentarlo. Ti è stato dato questo. Questo è il futuro che noi creiamo da soli.

Domanda: È questo ciò che un kabbalista sente?

Risposta: Sì. Egli sente che tutti lo amano perché ama il Creatore. A questo proposito è scritto: “Io sento l’amore in ogni fibra dell’anima”.

Domanda: Può essere che questa sia una specie di illusione?

Risposta: Si tratta certamente di un’illusione. Ma noi dobbiamo trasformarla in realtà.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 04/03/2018

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I profeti erano kabbalisti?

Domanda: Possiamo dire che i profeti erano dei kabbalisti? E se si, perché quasi tutti i profeti si lamentano?

Risposta: La profezia è uno dei livelli della realizzazione spirituale del Creatore. Il libro del Ramchal, un grande kabbalista del XVII secolo, intitolato La via del Creatore, descrive i livelli spirituali del conseguimento, uno dei quali viene chiamato “il livello della profezia”.

Si tratta di uno dei livelli che i kabbalisti raggiungono e anche tu puoi arrivare a questo stato. L’individuo che si trova su questo livello, è già al di sopra delle restrizioni del tempo, dello spazio e del movimento, ed è per questo che viene chiamato profeta. In altre parole, vede cosa si troverà davanti lungo il cammino e cosa si è lasciato alle spalle; vede questo al di là del tempo e delle azioni.

Domanda: Allora, perchè i profeti si lamentano?

Risposta: Questo accade perché essi provano rammarico per quanto sta accadendo all’umanità, perché vedono che le persone non capiscono che si stanno solo facendo del male. È davvero triste assistere a tutto questo, come quando guardi un bambino e comprendi che si sta rendendo infelice con le sue stesse mani.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 18/03/2018

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Lo scopo del gioco chiamato “vita”

Domanda: Se la nostra vita è tutta un gioco allora ci dovrebbero essere delle regole. Per favore puoi elencarci queste regole?

Risposta: Lo scopo del gioco chiamato “vita” è quello di connetterci l’un l’altro e riunire così il massimo numero di punti nel cuore. Questa “mossa” è la più importante, sebbene ci siano molte altre azioni specifiche.

Domanda: Cosa c’è di così speciale nella connessione?

Risposta: Nella connessione si sale ad un livello superiore di percezione del mondo. Ogni volta che questo accade, la mente dell’essere umano si espande.

Domanda: Come si possono rivelare tutti gli infiniti stati del Creatore in questo mondo senza perdere la ragione?

Risposta: Non preoccuparti, non potrai arrivare a nulla senza espandere prima i tuoi organi sensoriali e mentali. Pertanto, i tuoi sensi saranno sempre pronti per ciò che provi. Non riceveranno mai più di quello per cui sono capaci e pronti. In questo modo non c’è possibilità di perdere la ragione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’11/03/2018

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