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I Kabbalisti sul Popolo di Israele e le Nazioni del Mondo, Parte 12

Il Popolo di Israele, deve svolgere la propria Missione

Dall’articolo di Baal HaSulam, “Gli scritti dell’ultima generazione. Aggiunte e bozze, sezione 2, dell’Introduzione:

Ho già presentato l’essenza delle mie opinioni nel 1933. Ho già parlato con i leader della generazione, e a quel tempo le mie parole non venivano accettate, anche se ho strillato come una gru e poi messo in guardia sulla distruzione del mondo; non ha fatto alcuna impressione.

Però ormai, dopo le bombe atomiche e all’idrogeno, penso che il mondo mi crederà che la fine del mondo si avvicina e arriva a passi rapidi; e Israele sarà bruciato prima delle altre nazioni, com’era nella guerra precedente, così oggi è bene risvegliare il mondo ad accettare il suo unico rimedio e continuare a vivere ed esistere.
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La Missione della Nazione israeliana

“Una volta abbiamo chiarito le radici superiori, ora chiariremo i rami in questo mondo. Sappiate che un ramo che si estende dall’interiorità è il popolo d’Israele, il quale è stato scelto come operatore di un obiettivo generale e di correzione. Contiene la preparazione necessaria per la crescita e lo sviluppo finché muove le nazioni del mondo, anche, per raggiungere lo scopo comune.

“Il ramo che si estende dall’esteriorità sono le nazioni del mondo. Non sono state impartite le qualità che le rendono degne di ricevere lo sviluppo dello scopo uno per volta. —Baal HaSulam, “Un’ancella che diventa erede della padrona.”

“Il ruolo della nazione di Israele di qualificare il mondo per una certa purezza, finché tutti non sono degni di prendere su di sé la sua opera, non meno di quanto Israele era degna nel momento in cui ricevette la Torah.” —Baal HaSulam, “L’Arvut,” (Garanzia Reciproca), punto 21.

“Gli ebrei devono presentare ai gentili una novità nella saggezza della religione, nella giustizia e nella pace. Nella maggior parte dei gentili che sono i nostri discepoli e questa saggezza è attribuita solo a noi.” —Baal HaSulam, “L’ultima generazione.”
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Per quanto riguarda il terrorismo, i prezzi che aumentano e l’unificazione della società, Parte 2

Dr. Michael LaitmanSembrerebbe che il costo della vita non è un soggetto che afferra il cuore e lo costringe a battere con forza. Ma in realtà per alcuni questo può anche essere più significativo che un’intifada.

Se mi sveglio una mattina e sono tormentato con il pensiero riguardo cosa posso dare da mangiare ai miei figli, come finire il mese senza un deficit, senza debiti nuovi e addizionali prestiti dalla banca, questo diventa un argomento di grande preoccupazione.

Essenzialmente, la colpa non è della banca né della compagnia che fa lo yogurt per i bambini e che gonfia il prezzo. Nessuno di loro ha la colpa. Perché loro agiscono secondo la loro natura egoistica. Però se vogliamo influenzarli convincendoli a fare un prezzo per il cibo dei bambini quattro volte più basso secondo il prezzo di base di tali prodotti ed essi otterranno ancora un grande profitto, è necessario cambiare il loro fondamentale modo di pensare.

È possibile fare questo tramite l’influenza dell’ambiente; allora venite, cambiamo il nostro ambiente! E facciamo questo non tramite urla, proteste e manifestazioni; piuttosto, verrà fatto attraverso la connessione e l’unità fra noi.

Con l’aiuto della forza della nostra unità, influenzeremo quelli che fanno lo yogurt per i bambini in tal modo che loro stessi vorranno abbassare il prezzo. E la stessa cosa è per il prezzo di appartamenti e altro. Mettiamo a posto tutto tramite la connessione fra noi.

Domanda: Perché una compagnia improvvisamente abbassa il prezzo?

Risposta: Perché la società la influisce tramite la sua opinione singola.

Domanda: Perché non avevamo successo prima quando eravamo uniti in una protesta generale?

Risposta: Non abbiamo avuto successo perché abbiamo voluto schiacciare le imprese e non cercare l’unità generale. Non è la forza uguale che agisce all’interno del sistema della natura. Se volessimo unire e raggiungere rapporti buoni nella società, poi saremmo influenzati da tutti.

Certo non succede immediatamente, per questo non è mirato precisamente verso lo scopo della creazione ma anche se fosse, avremmo visto il beneficio. Se proviamo solo ad annientare qualcuno, poi non c’è nessun messaggio costruttivo in questo e non si riuscirà mai in questo modo.

Noi non ci uniamo per uscire insieme contro qualcuno, ma piuttosto per il bene dell’unità in sé; il ché contribuirà a ridurre il costo della vita. L’unità è il mezzo per correggere la situazione.

E non c’era l’unità nelle proteste generali. I manifestanti volevano distruggere le imprese. Mentre, attraverso l’unità della società, noi vogliamo portarla a un tale buono stato che i prezzi scenderanno da sé. Questa è la differenza tra tutte le manifestazioni e rivoluzioni di prima. Questa è unità non contro qualcuno, ma piuttosto per il bene della forza positiva.

Ognuno vede chiaramente che, se la società fosse stata buona e corretta, questo avrebbe influenzato anche i suoi membri più ricchi. Questo è perché essi sono anche umani e si trovano tra la gente. Tutti i nostri pensieri nel mondo sono connessi e si influenzano reciprocamente, e le persone si influenzano l’un l’altro senza neanche pronunciare una parola, semplicemente tramite l’atmosfera. Ci siamo tutti trovati in un campo unico di pensiero e desiderio.

Domanda: Che cosa deve fare quella donna che non ha abbastanza denaro fino alla prossima busta paga e lei non ha nulla per sfamare i suoi figli?

Risposta: Lei deve capire che solo tramite la connessione e l’unita può influenzare la società intera e se stessa. Pensiamo sempre che possiamo cambiare l’opinione di qualcun altro solo se lo afferriamo e lo convinciamo.

Infatti, è possibile influenzarlo solo se creiamo una grande forza nella società che comincerà a pensare come noi, e poi questo pensiero lo penetrerà.

Venite, facciamo questo, in modo che nella nostra società cominceremo a pensare a dei cambiamenti buoni, di equilibrio nella società e di rapporti calorosi. Con un risultato come questo, i prezzi diminuiranno. Se la nostra società doveva diventare una grande famiglia nella quale, tutti pensano di bilancio, connessione, unità, e uguaglianza, poi il nostro pensiero comincerà ad agire e influenzare tutti i livelli e tutti i settori della popolazione.

E poi questo comincerà a funzionare. Perché la prontezza nella mente e nel cuore apparirà in tutti, rendendo tutto più equilibrato, sociale, e condiviso, come in un unico comune. Da questo, tutti i sistemi diventeranno equilibrati. Il divario fra i ricchi e i poveri sarà ridotto maggiormente, da migliaia di volte solo a un centinaio di volte. Funziona in questo modo; tutto è regolato in questo modo.
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Da una conversazione 13.04.2014

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Per quanto riguarda il terrorismo, i prezzi che aumentano e l’unificazione della società, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Lo stato del mondo oggi suscita tanta preoccupazione: il terrorismo internazionale, la crescita incontrollata di gruppi estremisti terroristici come ISIS, la minaccia di guerra di Gog e Magog che fu descritta dai profeti. E in Israele una nuova intifada è sorta, l’economia e la situazione sociale si stanno deteriorando. Che si può dire di questo?

Risposta: La situazione non ha bisogno di essere spiegata. Anche se, tutti sentono e vedono quel che sta succedendo: antisemitismo, problemi economici, il costo della vita. Questi problemi sono diventati la nostra realtà quotidiana e non scendono dall’ordine del giorno ma solo cambiano di posto; qualche volta questo problema sorge sopra di tutto e qualche volta un altro problema.

Ed è necessario capire che noi, il popolo d’Israele, creiamo quest’immagine in sé e la sua trasformazione da buona a imponente dipende solo da noi.

Dal mio punto di vista, il problema più importante nel nostro tempo è la crescita dell’antisemitismo nel mondo.

Questo è anche più importante dei problemi economici e anche dei problemi di sicurezza all’interno d’Israele. Però gli israeliani non attribuiscono importanza all’antisemitismo nel mondo, non fanno attenzione a questo.

Attraverso la vicinanza tra noi, fra il popolo d’Israele, possiamo cambiare e trasformare la situazione generale per tutto il mondo, anche il rapporto con i vicini arabi che ci circondano e anche con i cittadini arabi all’interno d’Israele. Tutto dipende di noi e possiamo cambiare la situazione. La scelta fra la via buona e la via del male è nelle nostre mani.

La palla è nel nostro campo, siamo noi responsabili per la pace nella nazione e la pace nel mondo, per tutto il male e tutto il bene che si trova in esso. E non abbiamo nessuno da incolpare perché siamo noi che misurano la bontà e la cattiveria del nostro destino comune, secondo il grado della nostra unità o separazione. E la norma è determinata solo dal siamo o non siamo in grado di corrispondere alla natura globale comune.

Solo noi siamo pronti a portare noi stessi e dopo di noi l’umanità intera all’armonia comune. Allora non c’è nessun bisogno di sperare che i cambiamenti verranno da qualche altra persona o dalle risoluzioni delle Nazioni Unite. Tutto dipende solo da noi; determiniamo quale decisione otterranno. Questo perché Israele è il dirigente dell’umanità.

Comprensibilmente, ognuno può dire che non è d’accordo con questo e non lo accetta. Però insieme con questo, lui non ha scelta, e neanche noi. Se il mondo è in crisi, siamo da incolpare; lo abbiamo portato a questo stato.

La cosa principale è capire lo stesso principio: la soluzione a tutti i problemi viene trovata nell’unità e nella connessione, anche per la lotta contro l’intifada e l’aumento dei prezzi. Se ci connettiamo, allora possiamo influenzare le forze della natura, equilibrare la nostra società, ottenere maggior uguaglianza, e poi abbassare i prezzi. Però questo comincia ad essere compreso, anche se non stiamo creando un cerchio così grande e non stiamo andando nel mondo del sistema superiore.

E semplicemente necessario immaginare che se ci connettiamo, vorremo avvicinarci un po’, equalizzarci l’un l’altro, e succederà che troveremo un modo di abbassare i prezzi. In altre parole, è possibile concludere questo da una deduzione logica semplice.

Se usiamo il nostro metodo di discussione in un cerchio, poi grazie a questa patente, a quest’esercizio, è possibile portare le persone più vicine l’una all’altra; e poi ognuno può dare un po’ agli altri e ridurre un po’ la disuguaglianza.

È così che suscitiamo la forza buona nella società, sciogliendo ogni cuore. La cosa principale è che una persona deve capire che la connessione e l’unità influenzano le nostre vite e agiscono per il bene delle nostre tasche, salute, educazione, l’educazione dei nostri figli, e tutto il resto, e questo viene dalla saggezza della Kabbalah.
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Da una conversazione  13.04.2014

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“Chi sei Popolo di Israele?”

Dr. Michael LaitmanIl mio articolo, “Chi sei Popolo di Israele?,”

Chi Sei Popolo di Israele?

Di: Michael Laitman

Sempre più spesso gli Ebrei si sentono perseguitati e terrorizzati. Da Ebreo spesso mi chiedo il motivo di questa sofferenza senza fine.

Alcuni credono che le atrocità della seconda guerra mondiale sarebbero inconcepibili ai giorni nostri. Eppure vediamo con quanta facilità e asprezza si stia ricreando la situazione che ha preceduto l’olocausto; sempre più spesso e sempre più apertamente si sente gridare “Hitler aveva ragione”.

Ma c’è speranza. Possiamo invertire questa tendenza e per questo è necessario prendere coscienza del quadro generale.

Dove ci troviamo e da Dove Veniamo

L’umanità si trova ad un incrocio. La globalizzazione ci ha resi interdipendenti ma, allo stesso tempo, odio e alienazione aumentano tra le persone. Questa situazione, insostenibile e decisamente esplosiva, ci impone di decidere quale direzione dovrà prendere l’umanità. Ma per capire come noi, il popolo Ebraico, siamo coinvolti in tutto questo, dobbiamo tornare al passato, quando tutto ebbe inizio.

Il popolo di Israele si formò circa 4000 anni fa nell’antica Babilonia. Babilonia era una civiltà fiorente e il suo popolo si sentiva interconnesso e unito. Com’è scritto nella Torah “Tutta la terra aveva un medesimo linguaggio e usava le stesse parole” (Genesi 11:1).

Il loro legame si rafforzava sempre più ma al contempo cresceva anche il loro ego. Cominciarono a sfruttarsi l’un l’altro e infine ad odiarsi. Così, mentre i Babilonesi si sentivano connessi, tra di loro aumentò l’alienazione a causa dell’ego crescente.

Di conseguenza i Babilonesi si sentivano tra l’incudine e il martello e cominciarono a cercare una soluzione alla loro difficile situazione.

Due Soluzioni alla Crisi

La ricerca di una soluzione portò a due opinioni contrastanti. La prima, quella di Nimrod, il re di Babilonia, era naturale e istintiva: la dispersione. Il re sosteneva che quando le persone sono lontane tra loro non litigano.

La seconda soluzione era quella di Abramo, un famoso saggio babilonese dell’epoca. Egli sosteneva che, in base alla legge della Natura, la società umana era destinata a unirsi e quindi si impegnò a unire i  Babilonesi, a dispetto e al di sopra dell’ego crescente.

In breve il metodo di Abramo prevedeva l’unione delle persone al di sopra del loro ego. Quando cominciò a divulgare questo suo metodo tra i suoi conterranei “migliaia e decine di migliaia di persone si riunirono intorno a lui, e… instillò questo principio nei loro cuori” scrive Maimònide (Mishneh Torah, Parte 1). Il resto del popolo scelse il metodo di Nimrod, la dispersione, come fanno i vicini litigiosi che cercano di evitarsi a vicenda. Queste persone che si dispersero divennero nel tempo ciò che oggi chiamiamo “la società umana”.

Soltanto ora, dopo circa 4000 anni, cominciamo a capire chi aveva ragione.

Le Radici del Popolo di Israele

Nimrod costrinse Abramo e i suoi discepoli ad abbandonare Babilonia ed essi si stabilirono nella terra che ora conosciamo come “la terra di Israele”.  Essi lavorarono per costruire unione e coesione in base al principio “ama il tuo prossimo come te stesso”, si unirono al di sopra dei loro ego e così scoprirono “la forza dell’unione”, l’energia nascosta della Natura.

Ogni sostanza consiste di due forze opposte, connessione e separazione, e queste forze si equilibrano a vicenda. Ma la società umana si evolve usando solo la forza negativa, l’ego. In base al piano della Natura è necessario che noi, coscientemente, compensiamo la forza negativa con quella positiva, l’unione.

Abramo scoprì la saggezza che porta all’equilibrio, oggi noi la chiamiamo “la saggezza della Kabbalah”.

Israele Significa Diretto al Creatore

I discepoli di Abramo si definirono Ysrael (Israele) per via del loro desiderio di andare Yashar El (diretti a Dio, il Creatore). Cioè essi desideravano scoprire la forza di unione della Natura, in modo da riequilibrare l’ego che si ergeva tra loro. Grazie alla loro armonia si ritrovarono immersi nella forza di unione, la forza superiore, la forza radice della realtà.

Oltre a questa scoperta il popolo di Israele apprese anche che nel corso dello sviluppo umano gli altri Babilonesi, quelli che seguirono il suggerimento di Nimrod, disperdendosi nel mondo, e che sono poi divenuti l’attuale umanità, avrebbero anch’essi dovuto raggiungere l’unione. Questa contraddizione tra il popolo d’Israele, formatosi attraverso l’unione, e il resto dell’umanità, formatasi come conseguenza della separazione, è sentita persino ai nostri giorni.

Esilio

I discepoli di Abramo, cioè il popolo di Israele, attraversarono molte lotte interiori. Ma per quasi 2000 anni la loro unione prevalse e fu il fattore che tenne insieme le persone. Infatti i loro conflitti ebbero un unico scopo, quello di far aumentare l’amore tra loro.

Tuttavia, circa 2000 anni fa, l’ego scoppiò tra loro a una tale intensità che essi non riuscirono a mantenere la loro unione. Odio immotivato ed egoismo proruppero e imposero loro la via dell’esilio. Questo esilio, più che un esilio dalla terra fisica di Israele, è esilio dall’unione. L’alienazione all’interno della nazione di Israele causò la loro dispersione tra le nazioni.

Tornando al presente, oggigiorno l’umanità si trova in uno stato analogo a quello degli antichi Babilonesi: uno stato di interdipendenza, da una parte, odio e alienazione dall’altra. E, visto che siamo completamente interdipendenti in questo nostro “villaggio globale”, il metodo di Nimrod che prevede la divisione non è più praticabile.

Ora è necessario adottare il metodo di Abramo: questo è il motivo per cui gli Ebrei, che applicarono il metodo di Abramo connettendosi, ora devono ritrovare la loro unione e insegnare il metodo della connessione all’intera umanità. E se non lo faremo di nostra spontanea volontà, le nazioni del mondo ci costringeranno a farlo con la forza.

A tale proposito è interessante leggere le parole di Henry Ford, fondatore della casa automobilistica Ford e noto antisemita, nel suo libro The International Jew – The world’s foremost problem (L’ebreo internazionale – Il problema più importante del mondo): “La società ha una grande rivendicazione nei suoi confronti (l’ebreo): che egli… inizi ad adempiere… all’antica profezia per cui per suo tramite tutte le nazioni della terra dovrebbero essere benedette”.

Alla base dell’Anti-Semitismo

Dopo migliaia di anni, passati nel tentativo di costruire una società umana di successo usando il metodo di Nimrod, le nazioni del mondo stanno iniziando a comprendere che la soluzione ai loro problemi non è tecnologica, né economica o militare. Inconsciamente sentono che la soluzione sta nell’unione, che il metodo di connessione esiste tra la gente di Israele e quindi riconoscono che dipendono dagli Ebrei. Per questo biasimano gli Ebrei, perché essi possiedono la chiave della felicità del mondo.

Così, quando la nazione di Israele cadde dall’altezza morale dell’amore per gli altri, tra le nazioni del mondo iniziò l’odio nei confronti di Israele. E così, tramite l’antisemitismo, le nazioni del mondo ci spronano a svelare il metodo della connessione. Rav Kook, il primo rabbino capo di Israele, fece riferimento a questo fatto affermando “Amalek, Hitler e così via ci risvegliano alla redenzione” (Essays of the Raiah – Saggi del Raiah, Vol. 1).

Ma il popolo di Israele non sa di possedere la chiave della felicità del mondo e che la vera origine dell’antisemitismo sta nel fatto che gli Ebrei portano dentro di loro il metodo della connessione, la chiave della felicità, la saggezza della Kabbalah, ma non la rivelano a tutti.

Il Dovere di Svelare la Saggezza

Mentre il mondo geme sotto la pressione di due forze contrapposte, la forza globale di connessione e la forza di repulsione dell’ego, stiamo ripiombando nella stessa situazione esistente nell’antica Babilonia prima della sua rovina. Ma oggi non possiamo separarci gli uni dagli altri per sedare i nostri rispettivi ego. L’unica opzione è lavorare per la nostra connessione, per la nostra unione. Dobbiamo aggiungere la forza positiva nel mondo, la quale bilancerà la forza negativa dell’ego.

Il popolo di Israele, che discende da quegli antichi Babilonesi che seguirono Abramo, deve mettere in pratica la saggezza della connessione, cioè la saggezza della Kabbalah. E’ necessario che esso sia d’esempio per l’intera umanità e quindi diventi una “luce per le nazioni”.

Le leggi della Natura stabiliscono che raggiungeremo tutti uno stato di unione. Ma esistono due vie per raggiungerla: 1) una via lastricata di sofferenze a livello mondiale (guerre, catastrofi, epidemie e disastri naturali) o 2) una via che porti al graduale riequilibrio dell’ego, la via lungo la quale Abramo condusse i suoi discepoli. E quest’ultima è quella che noi suggeriamo.

L’Unione è la Soluzione

É scritto nel Libro dello Zohar “Tutto si basa sull’amore” (Porzione VaEtchanan), dato che “ama il tuo prossimo come te stesso” è la legge fondamentale della Torah ed è anche l’essenza del cambiamento che la saggezza della Kabbalah offre all’umanità. É un dovere per il popolo Ebraico unirsi allo scopo di condividere il metodo di Abramo con l’intera razza umana. Secondo Rav Yehuda Ashlag, autore del commentario Sulam (la scala) del Libro dello Zohar, “È responsabilità della nazione di Israele qualificare se stessa e tutte le persone del mondo… per svilupparsi fino ad assumere la responsabilità del sublime lavoro dell’amore verso gli altri, che è la scala che porta allo scopo della Creazione.” Se facciamo questo, troveremo le soluzioni a tutti i problemi del mondo, incluso l’antisemitismo.

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Per quale motivo vivete?

Domanda: Se non ho la motivazione di essere coinvolto nella divulgazione, nonostante tutto, che cosa mi costringerebbe ad andare e divulgare?

Risposta: Questa sarebbe l’aspirazione della vostra anima. Non si trova dentro di voi. Piuttosto, è nella vostra connessione con gli altri. Comunque, per quale motivo vivete?

Ad oggi, voi esistete come “bestie” Siete nati, vivete su ciò che è destinato a voi, morite. Non avete trovato nulla. Non avete fatto niente. Nessun ricordo rimane di voi. Dopo di che, ancora apparirete in forma bestiale, ancora avrete l’opportunità di realizzarvi, ma ancora una volta,da quello stesso punto, solo in uno stato peggiore perché non avete utilizzato il passato. È necessario recuperare il ritardo, per ripagare il debito.

Per che cosa state studiando? Perché? Dove si trova la tua grandezza del Creatore? Il Creatore è la caratteristica dell’amore e della dazione. Come lo elevate? La grandezza della caratteristica di dazione e amore si esprime in questo: che siete devoti a queste caratteristiche e provate a realizzarle.

Domanda: Tuttavia, se vado a divulgare, anche questo è un calcolo egotistico.

Risposta: Certamente, cominciate a divulgare da un calcolo egotistico, ma quando cominciate a lavorare con la folla, poi i loro desideri e le mancanze penetrano in voi. L’imperativo che essi riusciranno appare dentro di voi perché diventano preziosi e importanti per voi, come i vostri bambini, e già iniziate a chiedere per loro, e sebbene, in principio, anche voi state chiedendo egoisticamente, state domandando per gli altri e non per voi stessi, quindi, iniziate a ricevere un’ascesa.
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Dal congresso in Stoccolama “Joy in Unity” del 31.08.2013, Lezione 4

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Il destino ci ha riuniti ed è irreversibile

Dr. Michael LaitmanDomanda: L’operazione militare “Margine di protezione” e tutti gli eventi ad essa collegati, hanno evocato nella nazione israeliana una sensazione speciale di connessione. La nazione israeliana si unisce ogni volta che incontra una situazione di emergenza, ma questa volta la connessione che si sentiva era straordinaria, particolarmente forte e senza precedenti.

Ha colpito tutti, inclusi i bambini piccoli e gli anziani. C’è l’immagine di un carro armato coperto con disegni di bambini che sono stati inviati ai soldati. Gli sconosciuti hanno visitato i soldati feriti, aiutato le loro famiglie, e mandato pacchetti al fronte. Non c’è mai stata un’espressione di aiuto reciproco di tali dimensioni. Qual è il sentimento speciale che è stato risvegliato nella nazione israeliana durante questa guerra?

Risposta: Vi è una speciale forza nascosta nella nazione israeliana, e anche io ho visto riferimenti ad essa in libri e film di registi che non sono israeliani. C’è una certa preparazione per l’auto-sacrificio nel popolo ebraico. Esso può essere espresso nella loro attitudine per la scienza, in una professione particolare, o in una determinata materia. Una persona sente che deve dedicarsi totalmente ad una certa idea. Anche se questo fenomeno esiste in ogni nazione, è espresso in modo più univoco tra gli ebrei. Essi esprimono la loro lealtà,la loro connessione, nella misura del sacrificio di sé ogni volta che hanno la possibilità di farlo.

Una persona non cerca una qualsiasi ricompensa e non gli importa se gli altri sanno delle sue azioni, parlano di lui, o si ricordano di lui come un eroe. La prontezza al sacrificio di sé che deriva dalla storia del popolo ebraico si risveglia nella persona improvvisamente.

Nel passato eravamo connessi nei giorni del Primo e del Secondo Tempio (i quali rappresentano un vaso intero, un’anima). Questa connessione ha creato una connessione eterna molto profonda che ci nutre e ci riempie fino ai nostri giorni. Invoca in noi il sentimento speciale fra l’individuo e la nazione d’Israele, anche se un individuo dovesse fare tutto quanto in suo potere per staccarsi dalla nazione intera e fuggire in un luogo remoto alle estremità della terra, in modo che nessuno sappia che lui è un ebreo, in modo da dimenticare e di essere come tutti gli altri. Comunque, non può fare questo dato che la connessione fra noi è sopra questo mondo e sul livello del mondo superiore. Così, una persona non potrebbe cessare di essere ebreo, anche se lo volesse.

Questa connessione è espressa anche dopo alcune generazioni quando la persona, lui stesso, non sa che è ebreo. Ho incontrato tante di queste persone. Specialmente in Spagna e Portogallo, tante volte incontro persone che dicono di non essere ebree di nascita, ma sentono che fanno parte della nazione ebraica. Sono discendenti di convertiti che furono forzati a rinunciare alla loro religione ebraica sotto la minaccia dell’espulsione dalla Spagna, però la connessione con il popolo ebraico vive ancora all’interno di loro.

Si tratta di un fenomeno naturale che deriva dal sistema della realtà. La connessione fu creata gradualmente su un livello spirituale molto alto quando tutti erano connessi nello stato di un solo uomo con un solo cuore, in un’anima. La connessione imprime dentro di noi un gene speciale spirituale su un livello più alto rispetto a dove ci troviamo oggi, sul livello umano.

Pertanto, non possiamo rompere questa connessione perché non può essere cambiata, ma può essere solo ricostruita. Così, ci svegliamo oggi come risultato di diversi problemi e difficoltà e torniamo allo stato di connessione interiore.

Non c’è scelta. Siamo connessi, e il destino, il Creatore, ci risveglia. Abbiamo avuto abbastanza pressioni a livello corporeo – dove viviamo sul livello animato – e alla sensazione di una presenza del livello umano si risveglia immediatamente in noi un livello diverso, più alto. Questo è il livello che abbiamo avuto durante la connessione e al quale vogliamo tornare.

La connessione interna esiste fra tutti gli ebrei e anche in tutte le tribù perse dal tempo del Primo Tempio. Ci sono tante persone nel mondo che appartengono a quelle tribù perdute. I corpi non si sono reincarnati, ma l’anima rimane la stessa anima. C’è la stessa connessione fra noi che è nascosta, più interiore, eterna, spirituale, e più sublime.
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Da KabTV “Una nuova vita” 08.12.14

L’addomesticamento dell’ostinato

Domanda: Nel sistema di completezza, si dice che una persona può utilizzare i suoi attributi egoistici per il proprio bene e per quello degli altri. Come possiamo utilizzare attributi come l’invidia, la vanità, l’astuzia e l’ambizione?

Risposta: Solo per ingannare il nostro ego.

Durante lo studio dell’educazione integrale insegniamo come usare correttamente tutti i nostri attributi contro il nostro egoismo.

Ad esempio, è possibile utilizzare la nostra furbizia per ingannare il nostro ego e non un’altra persona. Dopo tutto, portiamo il nostro ego fuori e lo combattiamo, non per ucciderlo, ma per cambiare il modo in cui lo usiamo. L’egoismo in sé può essere un ottimo attributo.

Quando tutto il desiderio egoistico viene applicato a beneficio di tutto il resto, allora si trasforma in altruismo. C’è sempre un rovescio, un’applicazione a specchio.

Prendiamo l’odio come un esempio. Se si inizia a odiare l’ego nella sua manifestazione naturale di inconscio, all’improvviso scoprirai come ti controlla. Insieme a questo, l’odio contro l’ego cresce con tanta forza che sei pronto a tutto pur di trattenerlo. E, infine, cogliere il momento, di mettere una briglia su di esso con una dolce sensazione di vittoria, e stringere sempre di più.

Ma non uccidi l’ego. Quando comincia a soffocarti, accarezzalo dolcemente, addomesticalo, proprio come domeresti un cavallo selvaggio infuriato, oltrepasserà quel punto e comincerà ad obbedirti. Allora potrà essere facilmente utilizzato in modo positivo.
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Un manuale dell’armonia interiore

Un cerchio è la forma di esistenza della società corretta

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa è richiesto per la realizzazione pratica del metodo di connessione?

Risposta: Abbiamo bisogno di studiare e avere esercitazioni pratiche di connessione, workshops, e tavole rotonde che portano all’unificazione del popolo. Dobbiamo sentire che è possibile scoprire la forza tra di noi che ci collega.

L’essenza del metodo è semplice: ci si deve sedere in cerchi e parlare di connessione, riguardo le motivazioni, dell’obiettivo dell’esistenza del nostro popolo, di chi siamo. La connessione ci alza sopra il nostro stato presente. Durante una discussione come questa, improvvisamente scopriamo all’interno del nostro cerchio un tipo di forza, calore, sentimenti condivisi ci appaiono e ci connettono insieme.

All’ improvviso sentiamo di essere vicini l’uno all’altro e dipendiamo gli uni dagli altri, come una famiglia e anche di più. C’è una sorta di filo all’interno che mi connette con te e te con me. E fili come questi sono tesi tra tutti. La rete interiore che fa questa connessione ci dà esperienze eccezionali e la sensazione di una vita nuova nella quale siamo connessi in un tutto unico.

Questa connessione ci alza a uno stato unico elevato. Vogliamo rimanere in quella, a proteggere questo spirito che ci rende possibile superare questa vita. Tutta questa vita acquisisce una nuova forma. La saggezza della Kabbalah ci spiega come ottenere questa unità allo scopo di sentire, nel nostro potere di unificazione, l’elemento superiore che è pronto a cambiare tutto nel nostro mondo.

Se proviamo a scoprire questa forza di unificazione fra noi, poi scopriamo la forza superiore che è pronta a guarire tutta la sgradevolezza e i problemi nella nostra vita individuale e nella società, nell’economia, nella politica, e a mettere ordine nel mondo intero.

Cominciamo a irradiare questa forza di unificazione e il mondo intero cambierà il suo atteggiamento verso di noi. Questo perché specificamente tutte le nazioni del mondo sono rimaste in attesa per questo dal popolo ebraico. Come prova, è possibile portare una moltitudine di affermazioni: sia quelle dei saggi ebrei che quelle degli antisemiti.

Ne consegue che nulla più è necessario oltre l’unificazione. E la saggezza della Kabbalah, che è la saggezza di connessione e unificazione, deve aiutarci con questo. Così è stato rivelato ai nostri giorni.

Allora venite, impariamo come ottenere l’unificazione della società intera. E in pratica questo si riassume nel lavoro in cerchi e con lo studio di domande essenziali come queste: “Chi è un uomo? Che cosa è la connessione? Come avanziamo? Qual è lo scopo della creazione? Qual è la missione del popolo di Israele in relazione al resto dei popoli? Qual è il motivo dell’antisemitismo? Come si fa a guarire l’intero ego collettivo comune e quello che si trova personalmente in ognuno, com’è tutto il male del mondo corretto?”

La gente impara tutto questo nei cerchi; si chiariranno insieme scoprendo il potere di unificazione che guarirà tutto il male. Questo deve diventare il lavoro permanente del popolo d’Israele, la nostra missione internazionale, fino a raggiungere la connessione completa.

Ogni giorno, anche più volte al giorno, per quanto possibile, una persona deve partecipare in una discussione come questa in un cerchio. Ci sono tante persone disoccupate che hanno tempo libero, ed è possibile organizzare discussioni di questo tipo in posti di lavoro, nelle scuole, e in tv per quelli che rimangono a casa.

Il cerchio nel quale la gente discute tutti i propri rapporti diventerà la forma d’esistenza della società corretta: nei nidi, a scuola, a lavoro, fra i pensionati. Tutta la gente imparerà come svolgere i propri obblighi rispetto al resto delle persone: per correggere, per unire loro stessi in un popolo, e dimostrarsi un esempio per tutta l’umanità.

Poi tutta la gente cambierà immediatamente il proprio atteggiamento nei confronti di Israele e verso il popolo ebraico e noi diventeremo veramente una “Luce per la nazione” un “regno di sacerdoti e una nazione santa.” Diventeremo insegnanti per il mondo intero.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 2.09.2014

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Dr. Michael LaitmanNon possiamo capire i moderni processi globali se non capiamo prima lo stato che divenne la base, il motivo vero e il prototipo circa 4.000 anni fa.

Due percezioni della nostra evoluzione si sono formate nell’antica Babilonia durante una crisi simile dell’umanità. Il re di Babilonia Nimrod ha portato la maggior parte della gente lungo il sentiero dell’evoluzione naturale, mentre il sacerdote babilonese saggio Abramo ha chiamato la gente a salire ad un nuovo livello qualitativo.

Domanda: Abramo era un importante ideologo e filosofo e un uomo molto rispettabile, perché aveva bisogno di avviare una rivoluzione?

Risposta: Lui ha cercato un modo e l’ha trovato nello stato che è stato creato nella nazione. Le circostanze li hanno costretti ad unirsi, però la gente non poteva più vivere insieme. Al contrario, l’ego è cresciuto in loro così tanto che hanno cominciato a trovare la colpa tra loro e a odiarsi l’un l’altro.

La soluzione di Nimrod era semplice e corporea: “Dovremmo semplicemente disperderci e vivere separatamente, sotto la mia guida, naturalmente.” È così che i residenti di un appartamento comunale si disperdono in modo da smettere di litigare.

Però Abramo ebbe un’altra idea: “Non dobbiamo disperderci perché la legge della natura è una legge, non possiamo scappare da essa. La terra, comunque, diventerà affollata in futuro. Non dobbiamo inventare nulla. La natura, l’evoluzione richiedono che ci uniamo. Dobbiamo unirci sopra l’ego.”

Pochi, di certo, hanno ascoltato Abramo, diverse decine di migliaia di tre milioni di persone. Dopo di tutto, si tratta di una decisione difficile ed è molto più facile disperdersi. In un modo o nell’altro, i discepoli di Abramo lo seguirono, e uscirono dall’Egitto trasportando l’idea di amare il loro prossimo come se stessi, adempiendo a questa idea tra di loro.

Prima, hanno sentito disperazione; non potevano più vivere con l’egoismo e volevano fare qualcosa con esso, sbarazzarsi di esso. Per questo motivo hanno trovato attraente l’obiettivo che Abramo aveva fissato per loro e non l’idea di vivere semplicemente una vita normale, di smettere semplicemente imprecando e litigando tra loro, ma di salire verso qualcosa di nuovo. È la salita al livello successivo che li ha attratti perché non ha richiesto l’annullamento dell’ego, ma piuttosto esso è stato usato per l’ascesa.

Domanda: Che persone strane. Non volevano vivere nelle loro case, in appartamenti separati, ma hanno preferito invece l’ascesa spirituale. Si scopre che la base della nostra nazione sono questi ragazzi depressi che hanno seguito Abramo?

Risposta: Certo, in realtà la depressione li spinse verso l’alto. Hanno capito la crisi in un modo completamente diverso, e contavano su di essa come aiuto per trovare un significato nella vita, nella loro esistenza.

Gli altri hanno esaminato la crisi in pratica: “Cerchiamo di risolverla e andiamo avanti con la nostra vita normale.”

Alla fine la gente si è divisa molto nettamente in due gruppi e i loro modi erano veramente diversi.
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Da Kab.TV “Babilonia Ieri e Oggi” 27.08.2014

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