Pubblicato nella 'Divulgazione' Categoria

Lo spirito malvagio (Impuro)

Domanda: La divulgazione richiede delle azioni fisiche o i pensieri interiori di una persona sono sufficienti?

Risposta: Coloro che pensano soltanto senza agire sono chiamati gli spiriti impuri. Nel mondo spirituale, ci sono delle forze, ogni genere di spiriti e demoni; ci sono dei pensieri che non sono accompagnati da alcuna azione.

Quando un uomo realizza una restrizione ed ottiene lo schermo, la Luce riflessa lavora praticamente con i vasi spirituali dell’uomo. In questo caso, l’uomo è capace di azioni spirituali senza essere coinvolto nella materialità. Però, dipende dalla situazione; sappiamo che Baal HaSulam viaggiò verso la Polonia per incontrare i lavoratori che partecipavano alla dimostrazione del primo maggio. Pubblicò il giornale La Nazione in Israele, che provocò delle enormi reazioni opposte fino agli ultimi giorni della sua vita.

Il nostro mondo è il mondo delle azioni. Se non fate nulla in questa realtà, non potete nemmeno fantasticarne. Infatti, la messa in pratica effettiva è la conferma dei nostri pensieri, e cioè che noi siamo veramente in questa azione.

Quindi, se già avete degli schermi e potete lavorarci, potete farlo senza la materialità. Tuttavia, in questo caso, un uomo cercherà senza dubbio ogni occasione per connettersi con tutte le persone in generale e cercherà la correzione attraverso questa azione. Infatti, l’uomo capisce che “il Creatore abita tra la Sua gente”, al livello più basso, e che da qui potete iniziate la vostra correzione.

La sola cosa che potrebbe fermare tutti voi è l’oggettiva valutazione che chiaramente dimostra come l’avvicinarsi a tutta la gente in generale potrebbe danneggiare la divulgazione della saggezza della Kabbalah e la correzione del mondo nel suo complesso. In questo caso un uomo si dovrebbe fermare ed aspettare. Tuttavia, questa situazione non vale più oggi, perché tutto è già aperto. Siamo in un mondo che ha bisogno di una correzione da veramente molto tempo.

Non potete lavorare solamente su internet e ritenere che sia abbastanza. Anche se il vostro gruppo decide che servite in questo o in quello specifico campo di lavoro, dovete comunque prendere parte alle azioni fisiche e al lavoro comune. Senza le attività fisiche che coinvolgono le persone reali, non correggeremo mai le loro anime. Punto!
[130675]

(Dalla preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah del 18.03.2014)

Materiale correlato:

Il leone feroce ed il suo tesoro
Realizzare il vostro destino

Lezione quotidiana di Kabbalah – 10.04.2014

Conversazione riguardo l’ importanza della Divulgazione
Audio
Video

Domande e Risposte con Rav riguardo la Divulgazione
Audio
Video

Una missione condivisa

Domanda: Perché abbiamo bisogno di andare fuori alla gente? Non sono loro che hanno bisogno di venire a noi?

Risposta: Come fanno a sapere se non siamo coinvolti con la divulgazione? Se non avessi aperto il sito Internet nel 1996 che parlava della saggezza della Kabbalah, chi avrebbe saputo di esso?

E più tardi, quando il gruppo era già stato creato, abbiamo organizzato un viaggio negli Stati Uniti e abbiamo effettuato delle letture in undici città principali. Da qui hanno cominciato tutti i nostri gruppi in America che esistono ancora oggi.

Se non usciamo al pubblico comune, come fa a sapere la gente della scienza della Kabbalah e che è aperta all’apprendimento? Se non diffondi il tuo prodotto bene, poi chi verrà a sapere di esso a parte te? La divulgazione è la cosa più essenziale.

Se non c’è divulgazione, poi è come se il sangue non esce dal cuore verso il resto degli organi. È precisamente tramite questo che si esce dalla sorgente sempre, dal centro, divulgando a cerchi esterni c’è una reazione che ritorna. E se tu ti siedi semplicemente ad aspettare poi non accadrà mai nulla.

Tutti i mestieri sono basati su questo: se non fai pubblicità del tuo prodotto, nessuno lo comprerà. Dal 50 al 70% del prezzo del prodotto viene speso in pubblicità. Oggi, non ci sono problemi producendo qualsiasi prodotto; oggi questo costa pochi centesimi. Però la cosa principale è di venderlo con successo: per convincere che questo prodotto vale i soldi pagati. E il 70% di ciò che viene pagato è stato sprecato in pubblicità.

Se semplicemente sono rimasto a casa, nessuno avrebbe saputo di me. Dapprima ho pensato di fare questo; ho pensato che mi sarei seduto a scrivere libri. Però non c’era scelta, il tempo era convincente. Non è mio uso viaggiare ovunque ed esibirmi, ma cosa si può fare? Vediamo dalla Torah che entrambi Abramo e Mosè da prima non volevano accettare la loro missione. Ogni uno di loro ha detto direttamente che lui non voleva questo e ha respinto la missione con tutta la sua forza, ma senza una scelta, furono costretti ad accettarlo.

Così dobbiamo prendere esempio da loro. Nessuno ha mai voluto una missione come questa perché non si ha intenzione di pubblicizzare qualcosa di utile e buono per l’ego e si ottiene solo umiliazione, bastonate, e problemi da esso. Basta soltanto guadare alla descrizione della vita di Mosè, e questo era, anche se lui era il condottiero del popolo. È possibile dire la stessa cosa del Re Davide, tutta la sua vita fu coinvolta in guerre.

Non c’è scelta. Dobbiamo portare avanti la nostra missione ma oggi tutti noi possiamo salire la strada regia insieme.
[130425]

(Dalla seconda parte della Lezione di quotidiana di Kabbalah del 20.03.2014, Lo Zohar)

Materiale correlato:

Educazione Integrale delle Masse
Introduzione alla Saggezza della Kabbalah

Trovare la pazienza quando stai cucinando la minestra

Baal HaSulam scrive in “L’ultima generazione”: La gente non capisce come essere attenta e guadare tutto per vedere se è completamente cotta. E anche se la cosa è utile e vera secondo il piano, c’è un maggior approfondimento che potrebbe essere fatto della materia, se è pienamente cotta, se i ricevitori sono già maturati al grado sufficiente, affinché possano digerirlo nelle viscere, e quando mancano il tempo per lo sviluppo, infatti, la verità e il beneficio si trasformano in falso e dannoso.

Chiaramente questo si vede dall’esperienza, quanto non siamo d’accordo con gli stadi del nostro avanzamento. Noi siamo all’interno della minestra: veniamo cucinati, non siamo in accordo con questo processo. All’improvviso tutti i tipi di emozioni spariscono da noi, e andiamo avanti così per qualche mese. Dopo un po’ di tempo ci svegliamo di nuovo e di nuovo cadiamo.

Il problema è che viviamo all’interno della nostra emozione e non siamo pronti a vedere l’avanzamento mentre soltanto metà della materia è fatta. E qui la cosa principale è di arrenderci e pazientemente continuare. Dobbiamo dare a noi stessi il tempo di essere pienamente cotti, perché siamo in un processo di sviluppo lungo e graduale.
[130021]

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.03.2014)

Materiale correlato:

Conoscenza, non ordini
Chi è l’ umano che è dentro di noi?

Domanda proibita

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” Paragrafo 67: Quando un uomo di Israele migliora e dà dignità alla propria interiorità, che è Israele in quell’uomo, rispetto all’esteriorità, che sono le nazioni del mondo in lui, cioè, quando un uomo stabilisce la maggior parte dei propri sforzi per migliorare ed esaltare la propria interiorità, per fare del bene alla propria anima, ed effonde minori sforzi, quelli proprio necessari, per sostenere le nazioni del mondo in lui, vale a dire le necessità del corpo, come è scritto (Avot, 1), “Rendi la tua Torà permanente e il tuo lavoro temporaneo”, così facendo, un uomo fa sì che i figli di Israele si elevino sia nell’interno che nell’esterno del mondo, e le nazioni del mondo, che sono l’esteriorità, si renderanno conto e riconosceranno il valore dei figli di Israele.

Domanda: C’è interiorità e c’è esteriorità. Per me è chiaro. Tuttavia, non capisco cosa preferire una rispetto all’altra significhi.

Risposta: C’è l’anima e c’è il corpo. Qui “corpo” non è usato nel senso fisico della parola. A livello della parola, il corpo è il desiderio di ricevere. Cos’è innanzitutto un essere umano?

Non è il corpo fisico. Anche una scimmia ha delle mani e un gallo ha le gambe. Gli esseri umani si trovano al di sopra del livello animato perché hanno la capacità di arrivare al Creatore. Anche se gli esseri umani appartengono al livello animato, hanno comunque una potenzialità aggiuntiva: il desiderio di cercare il Creatore.

Noi siamo degli “strani esemplari di scimmia” che hanno degli orizzonti di sviluppo illimitati.

“Cosa stai cercando nella nostra foresta?” chiedono gli esemplari di scimmia; “Hai perso qualcosa?”

“Sto cercando i miei fratelli. Voglio trovare nostro padre.”

“Tuo padre è qui, non lo vedi?”

“No. Sto cercando la fonte della vita. Manca qualcosa nella mia vita. Voglio sapere perché vivo. Non c’è nient’altro a parte le banane là fuori? E’ difficile per me stare alle regole senza cercare”.

“Senza cosa…?”

“Non conosco ancora me stesso, ma devo trovare un senso nella vita. La mia esistenza è insipida e non sa di niente.”
“Prova queste meravigliose banane!”

“Non servirà! Ho sempre un desiderio che va al di là dell’avere soltanto il cibo quotidiano.”
Questo desiderio in più è chiamato “un Uomo” (Adam). La nostra ricerca interiore si dirige verso un’aspirazione a diventare simili (Domeh) al Creatore, alle Sue qualità e alla Sua natura.

Una scimmia inizia a cercare senza aver alcun riferimento affatto. Fino a questo punto, la ricerca è racchiusa in uno sviluppo egoistico.
Lo sviluppo è rigidamente orientato a guadagnare più soldi, ad avere più successo, e a costruire di più. Questo processo va avanti da centinaia di migliaia di anni: c’è stata l’agricoltura, poi è apparsa l’industria, delle interazioni sociali complicate, infinite conquiste umane, e ancora la scimmia non è mai completamente felice o soddisfatta.

Dentro al groviglio dei desideri delle scimmie è latente una forte pressione a percepire il Creatore. Ma questa aspirazione è disarticolata, implicita, come se fosse nascosta sotto molti strati di vestiti, di altri desideri. Nuove inesplorate terre e continenti sembrano così attraenti alle scimmie! Le scimmie si sforzano di esplorare il mondo e le sue leggi: “Cosa c’è lassù nei cieli? Cosa c’è nella profondità della Terra? Cosa c’è nella mente e nei cuori dei nostri amici?” Gli esemplari di scimmia sviluppano le scienze e le tecnologie che rappresentano le pietre miliari evolutive nel linguaggio che le scimmie comprendono.

In sostanza, nella profondità delle loro menti, dietro a tutti gli sforzi possibili nella scienza, nella filosofia e nelle ultimissime tecnologie, gli esemplari di scimmia aspirano alla rivelazione della fonte della realtà.

Con il tempo, gli esemplari di scimmia diventano molto più forti e iniziamo a chiamarsi “esseri umani”. Questa situazione continua fino a quando un desiderio, una volta nascosto, non si manifesta più chiaramente. Allora, gli esemplari di scimmia iniziano a cercare alcune forze naturali; si impegnano nel misticismo e nell’astrologia, iniziamo a cercare i sacramenti, notano i “segni” che sono intorno e dentro di loro. Riconoscono misteriose qualità a diverse cose e fenomeni e creano innumerevoli teorie. Ne consegue che ancora non trovano nulla.

Tuttavia, il desiderio più profondo degli esemplari di scimmia piano piano si manifesta e si manifesta ancora di più. All’improvviso, tra migliaia di esemplari di scimmia grandemente sviluppati ne salta fuori uno di nome “Adamo“. Non è stato per caso che i suoi genitori gli hanno dato questo nome particolare. Questo enorme desiderio creatosi tutto nuovo, alla fine, diffonde la forza superiore che ha messo in moto la realtà intera con tutto quello che sia mai esistito.

Quest’uomo è chiamato “il primo uomo” (Adam Ha-Rishon) poiché egli è colui che ha acquisito una forma umana: l’uguaglianza con la forza superiore. In questo modo, egli ha rivelato il Creatore.

Egli è stato seguito da molti altri nel corso di venti generazioni prima di Abramo. Alcuni di loro hanno cercato di conseguire il livello umano.
Di conseguenza, la sete di rivelare la forza superiore è costruita su questo stereotipo di scimmia. Fino a qui, il loro egoismo li stava solamente accompagnando verso questa forza. Essi cerano di costruire una vita migliore e provano vari rimedi poiché il loro richiamo interiore è ancora nascosto.

Allora stesso modo, noi “induciamo” i nostri figli ad impegnarsi in attività vantaggiose mettendo in campo delle cose che si presentino bene e che siano buone per loro, in modo che piano piano si muovano verso la direzione desiderata. Lo stesso vale per gli esemplari di scimmia, che lentamente si avvicinano alla domanda sul significato della loro vita che è sollecitata da numerose sfide, delusioni, e conquiste. Questo è il modo in cui ogni avanzamento avviene.

Nell’antica Babilonia, c’erano enormi controversie tra gli uomini. Essi non avevano idea di come risolverle. La situazione divenne così acuta che essi iniziarono ad urlare: “Vogliamo conoscere il nostro Re!”. Questo era un modo di pensare avanzato, da esemplari di scimmia progrediti. A loro sembrava che fossero passati centinaia di migliaia di anni durante i quali proclamavano di voler “familiarizzare” con la forza superiore. Essi non erano che dei primitivi adoratori di idoli, essi costruirono ziggurat. Con la loro torre che raggiungeva i cieli, in sostanza, essi erano impegnati in azioni spirituali in rapporto alle forze della natura, sebbene egoisticamente.

In breve, questo è il momento in cui è iniziato il desiderio degli esemplari di scimmia di rivelare la forza superiore. Tuttavia, essi non sapevano come raggiungerla. Essi avevano una tendenza lunga di molti millenni di progresso sociale e tecnico alle loro spalle, così decisero di continuare su questa strada ma si imbatterono in una crisi poiché è impossibile raggiungere il Creatore in questo modo.

Dobbiamo capire che essi vivevano alquanto modestamente, avevano abbastanza da mangiare, e tutti i loro sforzi erano diretti a conseguire la forza superiore.

Al tempo della Babilonia, gli esemplari di scimmia si avvicinarono allo stato umano fino ad un certo livello. Qualcosa cambiò in loro. Essi iniziarono ad aspirare alla fonte, alla forza superiore.

Da allora in poi, lo sviluppo di una nuova metodologia di conseguimento ebbe inizio. Questa metodologia ci rivela la verità. Non ha importanza se la verità è piacevole o comoda. Io non sto cercando la comodità; invece, io voglio sapere.

Possiamo continuare su questo cammino di conseguimento soltanto acquisendo un livello di egoismo ancora più grande. Ciò significa che ci dobbiamo spostare al livello successivo.

L’egoismo Babilonese “aggiuntivo” permise ad una piccola parte ( approssimativamente cinque mila uomini su tre milioni) di prevalere, elevarsi al di sopra del proprio egoismo, diventare Galgalta ve Eynaim ed unirsi al gruppo di Abramo. La maggioranza non fu in grado di far fronte al proprio egoismo e si dimenticarono dello scopo della loro vita, “la torre verso i cieli”, cioè, la ricerca della forza superiore. Essi caddero sotto il peso dell’amore per se stessi e furono dispersi per il mondo e continuarono a costruire la loro esistenza materialistica.

L’egoismo ingigantito li divise in due parti: interno ed esterno. Questo processo continua fino ad oggi: una piccola parte, la casa di Abramo, Israele, si sviluppa e si corregge, mentre la parte più grande (AHP) dovrebbe solamente arrivare alla disponibilità a correggersi, ma non è in grado di farlo da sola ed è corretta solamente attraverso Galgalta ve Eynaim. Questo piega perché anche il mondo intero deve attraversare una grande crisi e molte delusioni in modo che, alla fine, essi si connettono con Galgalta ve Eynaim e lo sostengono.

Come ha detto il profeta Yeshayahu (Isaia) , “le nazioni del mondo” reggeranno “i figli di Israele” sulle loro spalle verso il Tempio. Essi sono in grado di farlo sebbene non siano in grado di correggersi esse stesse. Galgalta ve Eynaim è un punto di passaggio tra l’AHP, le “nazioni del mondo,” e la forza superiore.

Dunque, insieme, entrambe le parti, conseguiranno la correzione completa.

Perché gli esemplari di scimmia preferiscono l’interiorità all’esteriorità? Essi si fanno una domanda sullo scopo della vita: “Perché non faccio le cose dopotutto? Per cosa vivo? Perché sviluppo l’industria, le scienze, la cultura, l’educazione, ed i sistemi politici? Perché scopro nuove terre? Perché conquisto il mondo?”

Oggigiorno, almeno metà del mondo attraversa diversi livelli di diseguaglianza. Un enorme numero di persone prendono degli anti-depressivi, droghe leggere o alcool. Questi sono i segni della debolezza e della disperazione. Nessuno ha una risposta alla domanda più profonda mai fatta: “Perché sono qui?”

Gli uomini non se ne rendono conto, ma sentono il vuoto e la devastazione. Se fossero privati della televisione o di altri mezzi di comunicazione che li confondono sempre di più, se fossero liberati di tutto ciò che “inghiottono” con forza dall’alba al tramonto, con cosa resterebbero?

Gli uomini sono costretti a lavorare duro, ma non è necessario. Lavorando duro, essi sono di proposito distolti dalla domanda più grande evocata per natura. Oggi, questa domanda diventa molto pericolosa. E’ come uno scontro che può innescare un fuoco grandissimo.

Nessuno vuole ascoltare questa domanda. Gli uomini hanno paura del dolore che si portano dentro. Quando un uomo si fa questa domanda, l’intera vita di un uomo si trasforma in grande spasmo doloroso. Chi lo vuole? Gli uomini stanno cercando di trovare un po’ di gioia; essi non vogliono essere sommersi da una totale disperazione.

Gli uomini sono pronti ad uccidere quando le domande sul significato della loro vita provocano un dolore che non può essere curato da una qualsiasi medicina che si conosca.

Il genere umano fa tutto quello che può per evitare la sofferenza: turismo, moda, cinema, TV, intrattenimento; non c’è fine alle “alternative”. Fate tutto quello che volete, ma non svegliate l’angoscia che non ha soluzione.

Nonostante tutto, la domanda sul senso della vita risveglia senza riguardo dei politici o di altre figure professionali che sanno come capovolgere questa domanda. I loro sforzi non hanno successo perché contraddicono lo scopo della creazione.

Tuttavia, gli uomini hanno bisogno di “cucinare” e “maturare” internamente. In tutti i modi, questo processo dipende dall’opportunità di avere un ampio accesso alla metodologia della correzione che comporta un rimedio bell’e fatto, una bellissima vita satura di senso di eternità e di perfezione così come un’ascesa infinta per tutti, invece delle malattie o dell’assurdità della nostra attuale esistenza.

Da una parte, la metodologia della correzione presenta una chiara spiegazione della situazione in cui ci troviamo in questo momento. Spiega il perché questa situazione ci è accaduta e come correggerla. Dall’altra parte, ci fa avere una forte tecnica pratica di correzione che ci mostra degli immediati risultati positivi.
[129005]

(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dello 03.03.2014, Gli scritti di Baal HaSulam)

Materiale correlato:

La correzione inizia con coloro che si sono risvegliati
Conduttori elettrici spirituali

Accorciare la lunga strada

L’evoluzione dell’uomo in tutta la storia del suo sviluppo ha come scopo quello di trovare piacere nelle nostre vite, riempimento, possibilmente eterno ed assoluto. Ma alla fine, arriviamo sempre ad un “punto morto” perché il piacere è momentaneo, transitorio ed imperfetto.

Quando una persona comincia a capire questo, allora è pronta a parlare con noi. Altrimenti è inutile, non ci ascolterebbe.

Domanda: Ma le persone che studiano Kabbalah e hanno familiarità con i suoi principi attraversano questo percorso abbastanza rapidamente. Quando vedi il sistema, allora non c’è bisogno di correre dietro ai piaceri del momento.

Risposta: Le persone che giungono alla saggezza della Kabbalah non hanno ancora risolto molti dei loro problemi. Gli sembra di poter risolvere i problemi con l’aiuto di questa saggezza, e poi in seguito restano delusi, lasciano, e poi tornano nella prossima reincarnazione, o se il tempo lo permette, tornano in questa vita.

Domanda: Ma questa saggezza accorcia notevolmente la strada.

Risposta: No! La conoscenza non aiuterà mai contro le sensazioni. Tu puoi dire ad una persona tutto quello che vuoi, ma essa farà, in ogni caso, quello che vuole e non quello che sa.

Siamo stati creati dal desiderio di ricevere. Il nostro cervello è progettato solo per mostrarci dove è possibile ricevere questi desideri il più in fretta possibile. Siamo come dei cani che cercano i piaceri secondo il senso dell’olfatto. I nostri desideri ci guidano, quindi non vi è alcuna possibilità di accorciare il percorso.

5.000 anni fa , in tutti i libri kabbalistici, si diceva che alla fine del 20° secolo l’umanità avrebbe cominciato a essere scoraggiata dal suo sviluppo egoistico e che poi la scoperta della saggezza della Kabbalah sarebbe diventata possibile. E fino ad allora, era proibito per i Kabbalisti parlarne, e tutti pensavano che fosse una specie di segno, che riguardasse il misticismo, la chiromanzia, la magia ei miracoli. Solo ai giorni nostri la scienza della Kabbalah è stata scoperta. Molti ancora non lo vogliono capire perché non sono ancora sfuggiti dalle vecchie idee su questo.

Fino ai nostri tempi abbiamo dovuto percorrere la via della sofferenza e delle delusioni all’interno dello sviluppo egoistico. Ma dai nostri giorni in poi, una volta raggiunto il punto di delusione totale, è possibile avanzare in avanti. E qui abbiamo una scelta: continuare per la via della sofferenza oppure preferire la via della saggezza della Kabbalah. Ma andare attraverso la via della Kabbalah significa iniziare immediatamente a salire al livello superiore successivo. Questo significa creare un secondo livello, parallelo al piano inferiore.
[125235]

(Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman, 27.09.2013)

Materiale correlato:

Una guerra mondiale o una garanzia mondiale?
Il punto di svolta dello sviluppo

L’abbondanza materiale a spese del totale vuoto interiore

Domanda: Se un controllo superiore opera su tutto, perché è detto che la saggezza della Kabbalah è stata rivelata prima del suo tempo?

Risposta: I Kabbalisti del passato hanno lasciato che le nazioni del mondo imparassero la saggezza della Kabbalah ed ottenessero tutta la conoscenza che volevano ottenere, in modo che potessero sviluppare la scienza e la saggezza di questo mondo.

Seguendo questa strada, il mondo ha potuto svilupparsi in un modo egoistico e ha potuto arrivare a riconoscere il male. Ma la saggezza della Kabbalah era nascosta al popolo di Israele; in caso contrario, questa situazione non sarebbe stata percepita come un esilio. Un piccolo coinvolgimento nella saggezza della Kabbalah diede alle nazioni del mondo anche qualche illuminazione.

Quindi, da una parte i Kabbalisti rivelarono una saggezza esteriore a tutte le nazioni del mondo, e dall’altra, essi nascosero la saggezza interiore. Ne consegue che la saggezza esteriore fu rivelata sempre di più, e la saggezza interiore fu occultata sempre di più.

Questi processi si sono avvicinati a vicenda: la spiritualità è andata indietro e ha perso importanza ed il materialismo ha continuato a crescere. Alla fine, siamo arrivati ad un tale stato che oggi abbiamo un’abbondanza di materialismo; si può fare quello che si vuole! Ma non c’è alcuna soddisfazione da questa vita.
[130012]

(Dalla 3.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.03.2014, Gli Scritti di Baal HaSulam)

Materiale correlato:

La saggezza di rivelare il Mondo
Una nazione unita da scintille

L’avvertimento dei nostri Saggi

Baal HaSulam, “Introduzione al libro Panim Meirot uMasbirot,” Punto 3: E’ noto che la forza benevola e quella che dannosa vanno a braccetto. Ovvero, fino a che qualcosa porta un beneficio può anche causare un danno. E quindi visto che la forza di un essere umano è maggiore di quella di tutti gli animali e piante di tutti i tempi, allora anche la forza dannosa di quella persona è più forte di tutto questo.

E quindi, sino a che uno non avrà meritato il proprio grado in modo che la propria forza non sia usata solo per fare il bene, bisogna stare attenti affinche costui non acquisisca una maggior quantità del livello umano, che è saggezza e scienza.

Per questa ragione, i primi saggi hanno nascosto la saggezza dalle masse per la paura di prendere dei discepoli inadeguati che avrebbero usato la forza della saggezza per fare del male e dei danni. Questi avrebbero distrutto l’intera popolazione con la loro lussuria e ferocia bestiale, usando i grandi poteri dell’uomo.

Dotatare l’umanità di poteri troppo grandi rispetto alla sua ragione è pericoloso. E’ come un bambino cresciuto a due metri di altezza e 200 chili che però è rimasto mentalmente non sviluppato e quindi capace di azioni pericolose.

E’ proprio quello che succede con l’umanità che ha ricevuto le bombe nucleari che ed è equipaggiata con quantità immense delle armi più moderne. Le armi sono il bene più comune, popolare e redditizio di oggi.

Comunque sfortunatamente, il cervello umano non sta dietro al progresso tecnologico. I nostri leader stanno diventando più superficiali e difficilmente hanno un’idea riguardo a questo mondo e a dove è diretto. Il problema è che abbiamo usato delle tecnologie molto avanzate per sviluppare degli utensili che hanno conferito potere solo al nostro ego, il desiderio egoistico di ricevere, invece che ridurlo. Così ci siamo portati in una posizione dove il nostro ego è stato armato sino al punto di non sapere come potercene liberare, e questo è un problema reale.

Questo è il motivo per cui i nostril saggi ci hanno messo in guardia sul fatto che la saggezza non deve essere rivelata a tutti perchè alcuni potrebbero usarla per danneggiare tutti gli altri. Quindi l’hanno nascosta dalle masse. Comunque oggi le cose sono cambiate e tutti possono andare all’università, studiare qualsiasi cosa e poi utilizzarla secondo il loro desiderio egoistico. Oggi puoi andare su internet e trovare le istruzioni per costruire una buoma nucleare fatta in casa. Puoi imparare a fare qualunque cosa.

Ma la cosa cambia quando si giunge alla saggezza della Kabbalah. I Kabalisti si sono frenati dall’aprire la saggezza della Kabbalah ed hanno aspettato siano a che le persone hanno iniziato a disperarsi per via dell’avanzamento dell’ego in questo mondo. Solo allora divenne possibile trasmettere questa saggezza a loro e solo in questo modo li potrà aiutare a realizzare la correzzione. Altrimenti è impossibile usarla.

Non è possibile usarla per far male a te stesso ed agli altri. C’è una condizione della saggezza per cui non puoi usare i suoi poteri a meno che tu non acquisica il Masach (schermo) e la Luce di ritorno, i vasi della dazione, l’amore per gli altri e la connessione con gli altrui. Voi non avete queste caratteristiche ma se le avete e le usate male, questi poteri spariscono immediatamente.
[129529]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 9.03.2014, Scritti di Baal HaSulam)

Materiale correlato:

Solo un Saggio può riconoscere un Saggio
Come Baal HaSulam ha contribuito al Sistema Spirituale

Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 9

In Preparazione al Congresso Integrale: gli Educatori Integrali

Scopriamo che siamo destinati non a mantenere il nostro legame con il Creatore e che non abbiamo bisogno di un vasto pubblico per mantenere la “sfera di lamponi“, invece dobbiamo avere questa sfera per servire un più vasto numero di persone. E soprattutto attraverso questa scoperta ci avviciniamo alla fine della correzione.

Il che ci rende possibile di vedere l’integralità, i legami, e l’Arvut (la garanzia mutua) in natura. Iniziamo a stabilire il nostro rapporto con un numero più vasto di persone: quanto ne abbiamo bisogno, perché senza non possiamo dare contentezza al Creatore, e quanto il Creatore vuole l’umanità e non noi.

Questo è il modo in cui conseguiamo il nostro destino e scompariamo. Una “nazione di sacerdoti” si ha quando non esistete. Servite sempre più persone, servite tutta l’umanità, e servite il Creatore. Ed in questo vedrete il vostro ruolo anonimo. Non avete alcuna parte o diritto in niente, in sostanza voi siete il legame di collegamento, un canale, un elemento di trasmissione. E questo è un bene perché in tutto questo possiamo veramente essere più vicini alla natura del Creatore.

Dobbiamo presentare e dare un esempio al mondo, e attraverso questo esempio trasmettere al mondo la condizione spirituale che abbiamo conseguito. Anche se nel frattempo questa è la parte opposta dello stato spirituale, se ce la facciamo a far girare il volto del mondo verso di noi, noi possiamo girare il nostro volto verso il Creatore. Rivolgendoci al mondo con amore, possiamo rivolgerci con amore verso di Lui. A questo riguardo è detto: “Dall’amore delle creature all’amore del Creatore”.

E per far girare il volto del mondo verso di noi, è necessario risvegliare gli uomini alla giusta comprensione della solidarietà con loro. Per questo è necessario trasmettere la tensione interiore nelle parole. Le parole devono essere molto chiare e profonde. Solamente in questo modo possiamo essere integrati nel cerchio più esterno, connettendoci veramente con loro. E allora riceviamo quel qualcosa in più che serve e che ci aiuterà ad elevarci e ad entrare in un livello superiore.

Il corretto educatore integrale per lo sviluppo spirituale deve risvegliare questo sviluppo in uno studente. Se ce la facciamo a raggiungere i cuori degli uomini, allora, soprattutto queste esperienze ed impressioni che risvegliamo in un numero maggiore di persone farà sì che riusciremo a far crescere la palla dal color del lampone, migliorando e rafforzando il punto di contatto con il Creatore e così percependoLo.

E’ detto: “Ho imparato da tutti i miei studenti”. Comprenderemo allora perché attraverso la connessione con gli studenti una persona può imparare di più che dagli insegnanti.
[126698]

Materiale correlato:

Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 6
Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 7

Un Duetto: Il Creatore e il Creato su un violino

Domanda: Oggi, tanti dei nostri amici escono per incontrare il pubblico che ascolterà per la prima volta parlare sulla saggezza della Kabbalah. Come possiamo acquisire la fede tramite il pubblico?

Risposta: La fede proviene dal Creatore e la mancanza per esso proviene dal pubblico. Noi, d’altra parte, dobbiamo essere nel mezzo come i coordinatori, come un collegamento. Raggiungiamo il pubblico con le nostre intenzioni di dare piacere al Creatore poiché loro sono i vasi generali della nostra anima che è davanti a noi, e vogliamo farli unire in modo che il Creatore possa essere rivelato in essi affinché noi possiamo dare piacere a Lui.

Uscendo per andare al pubblico, dobbiamo sentire che siamo i rappresentanti del Creatore, che abbiamo ricevuto un’opportunità meravigliosa per dare piacere a Lui. Dimostriamo al pubblico che abbiamo una tale buona volontà e un cuore aperto, senza alcun auto-beneficio o domanda, ma soltanto con l’inclinazione per far loro del bene.

Se raggiungiamo il pubblico con questa intenzione, avremo successo. Siamo nello stato di Hafetz Hesed per quanto riguarda il pubblico e per quanto riguarda il Creatore, significa che riceviamo le dieci Sefirot di Hassadim, il livello dei sacerdoti (Cohanim). La cosa principale è di prepararsi nel modo giusto, proprio come i musicisti che sintonizzano i loro strumenti. Questo è effettivamente il modo in cui dovremmo calibrarci, come avvicinare l’arco sulle corde di uno violino avanti e indietro, così controllando le inclinazioni interiori con le quali usciamo al pubblico e l’inclinazione interiore con la quale ci rivolgiamo al Creatore. Questa via, quest’abbondanza, la Luce, fluirà attraverso di noi al pubblico senza alcuna interruzione da parte nostra. Le mancanze del pubblico salgono dal basso e la Luce scende dall’ Alto, i desideri dal basso e la Luce dall’ Alto.

Provate a sintonizzare voi stessi in questo modo, e all’improvviso sentirete che venite gestiti totalmente su un lato dal pubblico e sull’altro dal Creatore.
[129249]

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5.03.2014, Scritti di Baal Ha Sulam)

Materiale correlato:

Fino a che l’ombra non scomparirà
La condizione della libertà assoluta