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La crescita secondaria del terrore, Parte 3

Dr. Michael LaitmanDomanda: Oggi l’ISIS sta attirando un gran numero di giovani provenienti da diverse nazioni, inclusi coloro che non sono musulmani, ma che trasformano improvvisamente tutta la loro vita. Cosa spinge un giovane moderno europeo a partecipare a una strana organizzazione che ha caratteristiche assolutamente diverse?

Potrebbe essere che la sua “forza di attrazione” sia legata al vuoto che abbraccia l’Occidente? A quanto pare, l’ISIS è pronta a fornire una sensazione di calore, unione, fratellanza, famiglia, scopo e soddisfazione.

Con quali mezzi possiamo attirare un giovane a noi? Come potrebbe ai suoi occhi l’unione del mondo far pendere la bilancia verso il nostro lato invece delle idee di questi estremisti orientali?

Risposta: È necessario reclutare lui a un altro esercito, un esercito in cui si lotta per l’uguaglianza, per una vita migliore per tutti, e di unione che include una base comune per il bene. È necessario creare forze speciali, che saranno un’organizzazione che superi l’ISIS su un fronte ideologico.

Questo perché, in realtà, stiamo offrendo alla persona una rivoluzione mondiale, che è la trasformazione del mondo nel giardino dell’Eden, dove tutti sono uguali, felici, e dotati di tutti i bisogni e di sicurezza per oggi e domani. Tutti possono essere di buon umore e pensare a come fare le cose bene e in modo piacevole per gli altri. Ci sarà una linea di equilibrio tra di noi in cui nessuno ha bisogno di essere preoccupato per quello che succederà a se stesso nel presente e nel futuro. Qui, la nostra salute, i bambini, e tutti gli aspetti della nostra vita sono a posto.

Domanda: Ma per il giovane, a volte è necessario qualcosa che vada oltre il pastorale, una possibilità di essere selvaggi, usando la forza, buttando fuori la loro energia.

Risposta: Molto bene, una persona deve combattere, ma invece che combattere i nemici, egli combatte l’ego stesso che non è interessato e non vuole nulla di tutto questo.

Fondamentalmente io non voglio unirmi e connettermi agli altri; non sento una particolare spinta verso questo. Sì, io sono pronto a ricevere i benefici che abbiamo delineato in precedenza, ma a dare qualcosa in cambio, no. Quindi devo lottare contro me stesso per questa unione.

Domanda: Perché l’ISIS ha un tale potere di attrazione?

Risposta: Questo è il potere della sicurezza. In piedi sotto una bandiera nera, una persona è sicura che di avere supporto e uno scopo. Così va a conquistare il mondo con la testa sollevata piena d’orgoglio.

Domanda: Come è possibile creare un simile orgoglio positivo riguardo l’unione?

Risposta: Questo avviene attraverso un processo educativo che dobbiamo attuare. È possibile fare questo.

Esiste la conoscenza e l’istruzione, e questi due metodi devono essere utilizzati qui in parallelo.

Se i terroristi stanno organizzando decine di migliaia di persone per i loro scopi, allora noi, con l’aiuto di vari paesi e istituzioni internazionali, siamo in grado di raggiungerne miliardi, di tenere congressi e metterci al lavoro in tutta Europa, Africa, America, ecc . Dopo tutto, se siamo aperti e le nostre intenzioni sono chiare, possiamo mobilitare ingenti risorse e il sostegno di tutto il mondo per l’attuazione.

In linea di principio, stiamo dicendo a tutti: “Non ci saranno più guerre; non ci saranno più confini. Questa è una famiglia, tranne per i terroristi, tutti. Sono gli unici che dobbiamo frenare in questa fase, fino a scomparire”.

Domanda: C’è una sorta di significato riguardo al fatto che un’unica forza, un nemico, minaccia tutti noi, costringendoci ad unirci contro di esso? Questo sarà utilizzato per cambiare il pensiero globale?

Risposta: Non credo che lo scopo della nostra unione debba essere una guerra contro questa forza. Unirsi contro il male significa imparare alcune delle sue caratteristiche. Certamente l’esercito deve stare contro i terroristi, ma non abbiamo alcuna reale possibilità di fermarli una volta per tutte attraverso questo.

Così, allo stesso tempo noi, i cittadini, dobbiamo prenderci cura di noi stessi e dobbiamo unirci gli uni con gli altri.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 07.09.2014

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Beati quelli seduti in cerchio

Dr. Michael LaitmanDomanda: In quale modo si sta studiando la saggezza della Kabbalah diversa dalla saggezza di connessione?

Risposta: Possiamo parlare alla gente che viene a studiare la saggezza della Kabbalah della Luce di fede, Luce di dazione, del sacrificio di sé, della fede oltre la ragione, di salire oltre la nostra natura egoistica e di respingere la nostra natura, attraversando tutti gli stati della frantumazione.

D’altra parte, quando presentiamo la saggezza della Kabbalah al pubblico, non possiamo avvicinarci parlando di queste idee e concetti. Possiamo dirgli solo quello che può essere rivelato ai vasi di ricezione. Significa che diciamo loro che c’è un metodo che ci permette di ricevere piacere, riempiendo se stessi tramite la connessione con gli altri.

In natura c’è una forza superiore o una forza interiore che ci permette di connetterci e con questo potere di connessione che abbiamo ricevuto, di correggere tutti i problemi. Se vuoi correggere la connessione con i tuoi figli, puoi fare un workshop in cerchio con loro. Scoprirete la forza della connessione e l’unità tra di voi che cambierà e risolverà tutto.

Quando si rivela la forza di connessione, c’è una correzione immediata. Non posso generare questa forza all’interno del nostro cerchio durante il workshop e con quella riparare la mia lavatrice, ma tenendo il workshop, la tua lavatrice non si rompe più se questa dovrebbe essere la tua correzione.

Dobbiamo capire che solo la forza che si rivela nella connessione riparerà tutto. Pertanto, dobbiamo essere in ogni luogo e tenere dibattiti intorno alle tavole rotonde, e dovunque facciamo quello, si sarà corretta la situazione. Così, insegniamo alla gente a evitare problemi, a trovare una benedizione, fortuna.
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Dalla seconda parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 12.06.2014, Scritti del Baal HaSulam

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Scelti per servire il Creatore e le Creature

Dr. Michael LaitmanL’intero grande Kli dell’anima è stato rotto in diversi frammenti, e tra questi ci sono alcuni Kelim (Vasi) puri che sono vicini alle caratteristiche della Luce Superiore. E’ molto facile svegliarli e così quando Abramo li ha chiamati, loro si sono svegliati subito, si sono alzati e l’hanno seguito lasciando Babilonia.

Scelti per servire il Creatore e le Creature

Questa è Israele, che sembra solo la parte più egoista del mondo, perchè ha già attraversato il sentiero dello sviluppo spirituale. Ma essenzialmente, questo è un Kli (vaso) molto raffinato che appartiene ai Kelim di Galgalta ve Eynaim (GE).

Tutto quello che rimane del Kli collettivo appartiene alle nazioni del mondo, e proprio attraverso la loro correzione, otteniamo l’Ohr Hochma (Luce della Saggezza). Essi sono il fine della creazione, metre Israele agisce solo per aiutare verso questa realizzazione, nel ruolo di un adattatore, come un canale.

Domanda: Ne segue forse che il Creatore ha scelto questi Kelim raffinati come dei sacrifici?

Risposta: Da un certo punto di vista noi siamo dei sacrifici, ma d’altra parte Israele è una nazione unica che deve servire tutte le altre. Tutto dipende da come accettiamo questa onorevole missione: Pensi e ricevi il tuo servizio al Creatore ed al mondo come un merito considerevole oppure come una punizione?

Tu sei venuto in questo mondo per servire tutte le nazioni del mondo e attraverso questo servire il Creatore. Questi sono dei vasi (Kelim) raffinati che sono svegliati prima e che sono pronti per connettersi. Essi hanno la preparazione per la correzione per via del fatto che hanno il “merito degli antenati”, ovvero che sono già transitati attraverso gli stati spirituali che sono latenti dentro di loro in una forma nascosta e che possono essere svegliati di nuovo.

Tutto questo è fatto per essere una luce per le nazioni, in modo tale che dentro di loro si realizzi il Pensiero della Creazione. Il fine è raggiungere tutti i Kelim più pesanti. Costoro sono detti “le persone scelte” perché hanno un ruolo unico.

Israele è nel servizio al Creatore ed alle creature, e noi siamo nel mezzo come un canale, come un tubo. E’ essenziale accettare questa missione quando è necessario, atrimenti sarai sempre obbligato da Sopra. Non c’è ragione di contrastare il piano della creazione; più rapidamente Israele capirà che questo deve essere realizzato, più sarà grande il beneficio per noi e per gli altri con una riduzione della sofferenza.
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Dalla quinta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.05.2014, Scritti di Baal HaSulam

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Il criterio per una divulgazione di successo

DomDr. Michael Laitmananda: C’è un criterio universale per un giusto risultato della nostra divulgazione?

Risposta: Come si può determinare il risultato della nostra divulgazione e non essere smentiti? C’è un solo criterio: efficace unità pratica in cui il Creatore si rivela.

Questo perché l’obiettivo finale di tutto ciò che facciamo è la scoperta del Creatore dentro di noi, quella forza comune naturale che ci connette. Finalmente cominciamo a sentire come questo mondo in realtà sparisce e rimaniamo sentendo solo due forze: la ricezione e la dazione, le quali cooperano tra loro, e con questo sistema ci troviamo in piena sintonia.

Nella creazione non c’è null’altro che l’Olam Ein Sof (il mondo dell’infinito). Tutto il resto è già una sensazione immaginaria che ci distrugge.

Allora dobbiamo provare con tutta la nostra forza a misurare la nostra unità: quanto dall’alto del nostro ego, quanto non è mirato verso la ricezione per se stessi, quanto si trova fuori da ognuno di noi, al centro tra noi, e può essere effettivamente simile al Creatore nel suo carattere.

E allora questo cambiamento avrà già la sua pratica realizzazione netta nei dati fisici: “livelli”, “Aviut” (lo spessore del desiderio), “machsom”, “Ohr Hozer” (la luce ritornante). Poi sarà più semplice e facile per noi.

Sarò in grado di vedere secondo i nostri amici e secondo me stesso in quale maniera possiamo dare, come è necessario attirare questo dall’uno all’altro, come ognuno di noi deve agire. In questo modo possiamo misurare la forza di volontà di un altro.
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Dal Congresso di Sochi “Giorno Uno” 13.07.2014, Lezione 1

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Sviluppo sostenibile costruito sulla collaborazione

Opinione: (Rapporto del Prof. Y. Yakovets, Academician of Russian Academy of Natural Sciences all’Assemblea Generale dell’ONU): “Alla fine del 20° secolo il genere umano è entrato in un lungo periodo di sviluppo instabile e di crisi (energetico, ecologico, demografico, tecnologico, geopolitico e socio-culturale). Tutte le componenti della presente civilizzazione sembrano richiedere dei completi aggiornamenti di innovazione. Perché? Perché la civilizzazione del mondo ha compiuto il suo percorso storico e ha bisogno di essere sostituita con una società progressista con una più elevata consapevolezza integrale della civilizzazione del mondo.

“Finora, la strategia predominante è quella di adattare la crescita a dismisura del sistema alle nuove condizioni e di prolungare la sua agonia e di intensificare di conseguenza i conflitti globali. Tuttavia, è essenziale, dopo aver tracciato i confini della futura società, sviluppare e mettere in pratica una strategia destinata a formare un circuito integrale di civilizzazione, la base del quale si sta manifestando davanti ai nostri occhi – e questo ci solleverà dalle tribolazioni del passaggio ad una nuova fase nello sviluppo della nostra civiltà.

“Un gruppo internazionale di scienziati appoggia la seconda posizione: forniscono una base teorica e propongono dei passaggi pratici verso la messa in pratica del passaggio strategico nella nuova società. Deriva dal riconoscimento del fatto che la civilizzazione sta attraversando un cambiamento rivoluzionario – una lenta, agonizzante transizione da essere industriale a diventare un essere globale ed integrale.

“La missione strategica a lungo termine è di incoraggiare e facilitare questa transizione, fornendo progressivamente delle forze che pensano con la chiara comprensione di dove stiamo andando e perché e dei metodi efficaci per raggiungere i traguardi.

“Secondariamente, la strategia deve assicurare lo sviluppo a livello locale, una trasformazione equilibrata in tutte le sfaccettature della vita della società, tutti e sei i maggiori componenti genotipi della civilizzazione: naturale ed ambientale, demografico, tecnologico, economico, geopolitico, e socio-culturale – raggiungendo una maggiore sostenibilità e prevedibilità nelle dinamiche della società.

“Come terzo punto, il principale ruolo guida nella messa in atto della trasformazione strategica a lungo termine della società umana è assegnato alla collaborazione di 12 civilizzazioni locali della quinta generazione – le figure centrali nella fase geo-politica e geo-economica del 21° secolo.

“Come quarto punto, istituzioni specifiche, meccanismi, e programmi di collaborazione delle civilizzazioni globali sono stati proposti per mettere in pratica questa strategia”.

Il mio commento: C’è chiaramente un problema lampante: gli scienziati non se ne occupano fin tanto che coloro che sono al potere possono assicurarsi un futuro sicuro. Dove gli scienziati prestano attenzione, essi non condividono una sola visione e ancor meno capiscono la causa e la ragione della crisi e, perciò, non hanno alcun piano d’azione. Propinano un sacco di parole a vanvera, niente di più.

Questo continuerà fino a quando la saggezza della Kabbalah non riceverà il proprio riconoscimento e li legherà insieme in una comprensione unica dello scopo e dei mezzi. E allora, forse con uno sforzo in cooperazione, influenzando direttamente le autorità e la popolazione in generale tramite internet, potremo sollevare l’opinione pubblica in modo che “coloro che dominano” inizieranno a considerare seriamente la trasformazione della società, vale a dire, creando un’informazione destinata a dare nutrimento alla società verso una nuova civilizzazione integrale del mondo.

In sostanza, qui è dove entrano in scena i Kabbalisti poiché sono loro che devono fare tutti gli sforzi nella rivelazione del metodo della correzione dell’uomo e della nuova civilizzazione integrale.
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Il Popolo di Israele, deve svolgere la propria Missione

Dall’articolo di Baal HaSulam, “Gli scritti dell’ultima generazione. Aggiunte e bozze, sezione 2, dell’Introduzione:

Ho già presentato l’essenza delle mie opinioni nel 1933. Ho già parlato con i leader della generazione, e a quel tempo le mie parole non venivano accettate, anche se ho strillato come una gru e poi messo in guardia sulla distruzione del mondo; non ha fatto alcuna impressione.

Però ormai, dopo le bombe atomiche e all’idrogeno, penso che il mondo mi crederà che la fine del mondo si avvicina e arriva a passi rapidi; e Israele sarà bruciato prima delle altre nazioni, com’era nella guerra precedente, così oggi è bene risvegliare il mondo ad accettare il suo unico rimedio e continuare a vivere ed esistere.
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La Missione della Nazione israeliana

“Una volta abbiamo chiarito le radici superiori, ora chiariremo i rami in questo mondo. Sappiate che un ramo che si estende dall’interiorità è il popolo d’Israele, il quale è stato scelto come operatore di un obiettivo generale e di correzione. Contiene la preparazione necessaria per la crescita e lo sviluppo finché muove le nazioni del mondo, anche, per raggiungere lo scopo comune.

“Il ramo che si estende dall’esteriorità sono le nazioni del mondo. Non sono state impartite le qualità che le rendono degne di ricevere lo sviluppo dello scopo uno per volta. —Baal HaSulam, “Un’ancella che diventa erede della padrona.”

“Il ruolo della nazione di Israele di qualificare il mondo per una certa purezza, finché tutti non sono degni di prendere su di sé la sua opera, non meno di quanto Israele era degna nel momento in cui ricevette la Torah.” —Baal HaSulam, “L’Arvut,” (Garanzia Reciproca), punto 21.

“Gli ebrei devono presentare ai gentili una novità nella saggezza della religione, nella giustizia e nella pace. Nella maggior parte dei gentili che sono i nostri discepoli e questa saggezza è attribuita solo a noi.” —Baal HaSulam, “L’ultima generazione.”
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Per quanto riguarda il terrorismo, i prezzi che aumentano e l’unificazione della società, Parte 2

Dr. Michael LaitmanSembrerebbe che il costo della vita non è un soggetto che afferra il cuore e lo costringe a battere con forza. Ma in realtà per alcuni questo può anche essere più significativo che un’intifada.

Se mi sveglio una mattina e sono tormentato con il pensiero riguardo cosa posso dare da mangiare ai miei figli, come finire il mese senza un deficit, senza debiti nuovi e addizionali prestiti dalla banca, questo diventa un argomento di grande preoccupazione.

Essenzialmente, la colpa non è della banca né della compagnia che fa lo yogurt per i bambini e che gonfia il prezzo. Nessuno di loro ha la colpa. Perché loro agiscono secondo la loro natura egoistica. Però se vogliamo influenzarli convincendoli a fare un prezzo per il cibo dei bambini quattro volte più basso secondo il prezzo di base di tali prodotti ed essi otterranno ancora un grande profitto, è necessario cambiare il loro fondamentale modo di pensare.

È possibile fare questo tramite l’influenza dell’ambiente; allora venite, cambiamo il nostro ambiente! E facciamo questo non tramite urla, proteste e manifestazioni; piuttosto, verrà fatto attraverso la connessione e l’unità fra noi.

Con l’aiuto della forza della nostra unità, influenzeremo quelli che fanno lo yogurt per i bambini in tal modo che loro stessi vorranno abbassare il prezzo. E la stessa cosa è per il prezzo di appartamenti e altro. Mettiamo a posto tutto tramite la connessione fra noi.

Domanda: Perché una compagnia improvvisamente abbassa il prezzo?

Risposta: Perché la società la influisce tramite la sua opinione singola.

Domanda: Perché non avevamo successo prima quando eravamo uniti in una protesta generale?

Risposta: Non abbiamo avuto successo perché abbiamo voluto schiacciare le imprese e non cercare l’unità generale. Non è la forza uguale che agisce all’interno del sistema della natura. Se volessimo unire e raggiungere rapporti buoni nella società, poi saremmo influenzati da tutti.

Certo non succede immediatamente, per questo non è mirato precisamente verso lo scopo della creazione ma anche se fosse, avremmo visto il beneficio. Se proviamo solo ad annientare qualcuno, poi non c’è nessun messaggio costruttivo in questo e non si riuscirà mai in questo modo.

Noi non ci uniamo per uscire insieme contro qualcuno, ma piuttosto per il bene dell’unità in sé; il ché contribuirà a ridurre il costo della vita. L’unità è il mezzo per correggere la situazione.

E non c’era l’unità nelle proteste generali. I manifestanti volevano distruggere le imprese. Mentre, attraverso l’unità della società, noi vogliamo portarla a un tale buono stato che i prezzi scenderanno da sé. Questa è la differenza tra tutte le manifestazioni e rivoluzioni di prima. Questa è unità non contro qualcuno, ma piuttosto per il bene della forza positiva.

Ognuno vede chiaramente che, se la società fosse stata buona e corretta, questo avrebbe influenzato anche i suoi membri più ricchi. Questo è perché essi sono anche umani e si trovano tra la gente. Tutti i nostri pensieri nel mondo sono connessi e si influenzano reciprocamente, e le persone si influenzano l’un l’altro senza neanche pronunciare una parola, semplicemente tramite l’atmosfera. Ci siamo tutti trovati in un campo unico di pensiero e desiderio.

Domanda: Che cosa deve fare quella donna che non ha abbastanza denaro fino alla prossima busta paga e lei non ha nulla per sfamare i suoi figli?

Risposta: Lei deve capire che solo tramite la connessione e l’unita può influenzare la società intera e se stessa. Pensiamo sempre che possiamo cambiare l’opinione di qualcun altro solo se lo afferriamo e lo convinciamo.

Infatti, è possibile influenzarlo solo se creiamo una grande forza nella società che comincerà a pensare come noi, e poi questo pensiero lo penetrerà.

Venite, facciamo questo, in modo che nella nostra società cominceremo a pensare a dei cambiamenti buoni, di equilibrio nella società e di rapporti calorosi. Con un risultato come questo, i prezzi diminuiranno. Se la nostra società doveva diventare una grande famiglia nella quale, tutti pensano di bilancio, connessione, unità, e uguaglianza, poi il nostro pensiero comincerà ad agire e influenzare tutti i livelli e tutti i settori della popolazione.

E poi questo comincerà a funzionare. Perché la prontezza nella mente e nel cuore apparirà in tutti, rendendo tutto più equilibrato, sociale, e condiviso, come in un unico comune. Da questo, tutti i sistemi diventeranno equilibrati. Il divario fra i ricchi e i poveri sarà ridotto maggiormente, da migliaia di volte solo a un centinaio di volte. Funziona in questo modo; tutto è regolato in questo modo.
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Da una conversazione 13.04.2014

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Per quanto riguarda il terrorismo, i prezzi che aumentano e l’unificazione della società, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Lo stato del mondo oggi suscita tanta preoccupazione: il terrorismo internazionale, la crescita incontrollata di gruppi estremisti terroristici come ISIS, la minaccia di guerra di Gog e Magog che fu descritta dai profeti. E in Israele una nuova intifada è sorta, l’economia e la situazione sociale si stanno deteriorando. Che si può dire di questo?

Risposta: La situazione non ha bisogno di essere spiegata. Anche se, tutti sentono e vedono quel che sta succedendo: antisemitismo, problemi economici, il costo della vita. Questi problemi sono diventati la nostra realtà quotidiana e non scendono dall’ordine del giorno ma solo cambiano di posto; qualche volta questo problema sorge sopra di tutto e qualche volta un altro problema.

Ed è necessario capire che noi, il popolo d’Israele, creiamo quest’immagine in sé e la sua trasformazione da buona a imponente dipende solo da noi.

Dal mio punto di vista, il problema più importante nel nostro tempo è la crescita dell’antisemitismo nel mondo.

Questo è anche più importante dei problemi economici e anche dei problemi di sicurezza all’interno d’Israele. Però gli israeliani non attribuiscono importanza all’antisemitismo nel mondo, non fanno attenzione a questo.

Attraverso la vicinanza tra noi, fra il popolo d’Israele, possiamo cambiare e trasformare la situazione generale per tutto il mondo, anche il rapporto con i vicini arabi che ci circondano e anche con i cittadini arabi all’interno d’Israele. Tutto dipende di noi e possiamo cambiare la situazione. La scelta fra la via buona e la via del male è nelle nostre mani.

La palla è nel nostro campo, siamo noi responsabili per la pace nella nazione e la pace nel mondo, per tutto il male e tutto il bene che si trova in esso. E non abbiamo nessuno da incolpare perché siamo noi che misurano la bontà e la cattiveria del nostro destino comune, secondo il grado della nostra unità o separazione. E la norma è determinata solo dal siamo o non siamo in grado di corrispondere alla natura globale comune.

Solo noi siamo pronti a portare noi stessi e dopo di noi l’umanità intera all’armonia comune. Allora non c’è nessun bisogno di sperare che i cambiamenti verranno da qualche altra persona o dalle risoluzioni delle Nazioni Unite. Tutto dipende solo da noi; determiniamo quale decisione otterranno. Questo perché Israele è il dirigente dell’umanità.

Comprensibilmente, ognuno può dire che non è d’accordo con questo e non lo accetta. Però insieme con questo, lui non ha scelta, e neanche noi. Se il mondo è in crisi, siamo da incolpare; lo abbiamo portato a questo stato.

La cosa principale è capire lo stesso principio: la soluzione a tutti i problemi viene trovata nell’unità e nella connessione, anche per la lotta contro l’intifada e l’aumento dei prezzi. Se ci connettiamo, allora possiamo influenzare le forze della natura, equilibrare la nostra società, ottenere maggior uguaglianza, e poi abbassare i prezzi. Però questo comincia ad essere compreso, anche se non stiamo creando un cerchio così grande e non stiamo andando nel mondo del sistema superiore.

E semplicemente necessario immaginare che se ci connettiamo, vorremo avvicinarci un po’, equalizzarci l’un l’altro, e succederà che troveremo un modo di abbassare i prezzi. In altre parole, è possibile concludere questo da una deduzione logica semplice.

Se usiamo il nostro metodo di discussione in un cerchio, poi grazie a questa patente, a quest’esercizio, è possibile portare le persone più vicine l’una all’altra; e poi ognuno può dare un po’ agli altri e ridurre un po’ la disuguaglianza.

È così che suscitiamo la forza buona nella società, sciogliendo ogni cuore. La cosa principale è che una persona deve capire che la connessione e l’unità influenzano le nostre vite e agiscono per il bene delle nostre tasche, salute, educazione, l’educazione dei nostri figli, e tutto il resto, e questo viene dalla saggezza della Kabbalah.
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Da una conversazione  13.04.2014

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“Chi sei Popolo di Israele?”

Dr. Michael LaitmanIl mio articolo, “Chi sei Popolo di Israele?,”

Chi Sei Popolo di Israele?

Di: Michael Laitman

Sempre più spesso gli Ebrei si sentono perseguitati e terrorizzati. Da Ebreo spesso mi chiedo il motivo di questa sofferenza senza fine.

Alcuni credono che le atrocità della seconda guerra mondiale sarebbero inconcepibili ai giorni nostri. Eppure vediamo con quanta facilità e asprezza si stia ricreando la situazione che ha preceduto l’olocausto; sempre più spesso e sempre più apertamente si sente gridare “Hitler aveva ragione”.

Ma c’è speranza. Possiamo invertire questa tendenza e per questo è necessario prendere coscienza del quadro generale.

Dove ci troviamo e da Dove Veniamo

L’umanità si trova ad un incrocio. La globalizzazione ci ha resi interdipendenti ma, allo stesso tempo, odio e alienazione aumentano tra le persone. Questa situazione, insostenibile e decisamente esplosiva, ci impone di decidere quale direzione dovrà prendere l’umanità. Ma per capire come noi, il popolo Ebraico, siamo coinvolti in tutto questo, dobbiamo tornare al passato, quando tutto ebbe inizio.

Il popolo di Israele si formò circa 4000 anni fa nell’antica Babilonia. Babilonia era una civiltà fiorente e il suo popolo si sentiva interconnesso e unito. Com’è scritto nella Torah “Tutta la terra aveva un medesimo linguaggio e usava le stesse parole” (Genesi 11:1).

Il loro legame si rafforzava sempre più ma al contempo cresceva anche il loro ego. Cominciarono a sfruttarsi l’un l’altro e infine ad odiarsi. Così, mentre i Babilonesi si sentivano connessi, tra di loro aumentò l’alienazione a causa dell’ego crescente.

Di conseguenza i Babilonesi si sentivano tra l’incudine e il martello e cominciarono a cercare una soluzione alla loro difficile situazione.

Due Soluzioni alla Crisi

La ricerca di una soluzione portò a due opinioni contrastanti. La prima, quella di Nimrod, il re di Babilonia, era naturale e istintiva: la dispersione. Il re sosteneva che quando le persone sono lontane tra loro non litigano.

La seconda soluzione era quella di Abramo, un famoso saggio babilonese dell’epoca. Egli sosteneva che, in base alla legge della Natura, la società umana era destinata a unirsi e quindi si impegnò a unire i  Babilonesi, a dispetto e al di sopra dell’ego crescente.

In breve il metodo di Abramo prevedeva l’unione delle persone al di sopra del loro ego. Quando cominciò a divulgare questo suo metodo tra i suoi conterranei “migliaia e decine di migliaia di persone si riunirono intorno a lui, e… instillò questo principio nei loro cuori” scrive Maimònide (Mishneh Torah, Parte 1). Il resto del popolo scelse il metodo di Nimrod, la dispersione, come fanno i vicini litigiosi che cercano di evitarsi a vicenda. Queste persone che si dispersero divennero nel tempo ciò che oggi chiamiamo “la società umana”.

Soltanto ora, dopo circa 4000 anni, cominciamo a capire chi aveva ragione.

Le Radici del Popolo di Israele

Nimrod costrinse Abramo e i suoi discepoli ad abbandonare Babilonia ed essi si stabilirono nella terra che ora conosciamo come “la terra di Israele”.  Essi lavorarono per costruire unione e coesione in base al principio “ama il tuo prossimo come te stesso”, si unirono al di sopra dei loro ego e così scoprirono “la forza dell’unione”, l’energia nascosta della Natura.

Ogni sostanza consiste di due forze opposte, connessione e separazione, e queste forze si equilibrano a vicenda. Ma la società umana si evolve usando solo la forza negativa, l’ego. In base al piano della Natura è necessario che noi, coscientemente, compensiamo la forza negativa con quella positiva, l’unione.

Abramo scoprì la saggezza che porta all’equilibrio, oggi noi la chiamiamo “la saggezza della Kabbalah”.

Israele Significa Diretto al Creatore

I discepoli di Abramo si definirono Ysrael (Israele) per via del loro desiderio di andare Yashar El (diretti a Dio, il Creatore). Cioè essi desideravano scoprire la forza di unione della Natura, in modo da riequilibrare l’ego che si ergeva tra loro. Grazie alla loro armonia si ritrovarono immersi nella forza di unione, la forza superiore, la forza radice della realtà.

Oltre a questa scoperta il popolo di Israele apprese anche che nel corso dello sviluppo umano gli altri Babilonesi, quelli che seguirono il suggerimento di Nimrod, disperdendosi nel mondo, e che sono poi divenuti l’attuale umanità, avrebbero anch’essi dovuto raggiungere l’unione. Questa contraddizione tra il popolo d’Israele, formatosi attraverso l’unione, e il resto dell’umanità, formatasi come conseguenza della separazione, è sentita persino ai nostri giorni.

Esilio

I discepoli di Abramo, cioè il popolo di Israele, attraversarono molte lotte interiori. Ma per quasi 2000 anni la loro unione prevalse e fu il fattore che tenne insieme le persone. Infatti i loro conflitti ebbero un unico scopo, quello di far aumentare l’amore tra loro.

Tuttavia, circa 2000 anni fa, l’ego scoppiò tra loro a una tale intensità che essi non riuscirono a mantenere la loro unione. Odio immotivato ed egoismo proruppero e imposero loro la via dell’esilio. Questo esilio, più che un esilio dalla terra fisica di Israele, è esilio dall’unione. L’alienazione all’interno della nazione di Israele causò la loro dispersione tra le nazioni.

Tornando al presente, oggigiorno l’umanità si trova in uno stato analogo a quello degli antichi Babilonesi: uno stato di interdipendenza, da una parte, odio e alienazione dall’altra. E, visto che siamo completamente interdipendenti in questo nostro “villaggio globale”, il metodo di Nimrod che prevede la divisione non è più praticabile.

Ora è necessario adottare il metodo di Abramo: questo è il motivo per cui gli Ebrei, che applicarono il metodo di Abramo connettendosi, ora devono ritrovare la loro unione e insegnare il metodo della connessione all’intera umanità. E se non lo faremo di nostra spontanea volontà, le nazioni del mondo ci costringeranno a farlo con la forza.

A tale proposito è interessante leggere le parole di Henry Ford, fondatore della casa automobilistica Ford e noto antisemita, nel suo libro The International Jew – The world’s foremost problem (L’ebreo internazionale – Il problema più importante del mondo): “La società ha una grande rivendicazione nei suoi confronti (l’ebreo): che egli… inizi ad adempiere… all’antica profezia per cui per suo tramite tutte le nazioni della terra dovrebbero essere benedette”.

Alla base dell’Anti-Semitismo

Dopo migliaia di anni, passati nel tentativo di costruire una società umana di successo usando il metodo di Nimrod, le nazioni del mondo stanno iniziando a comprendere che la soluzione ai loro problemi non è tecnologica, né economica o militare. Inconsciamente sentono che la soluzione sta nell’unione, che il metodo di connessione esiste tra la gente di Israele e quindi riconoscono che dipendono dagli Ebrei. Per questo biasimano gli Ebrei, perché essi possiedono la chiave della felicità del mondo.

Così, quando la nazione di Israele cadde dall’altezza morale dell’amore per gli altri, tra le nazioni del mondo iniziò l’odio nei confronti di Israele. E così, tramite l’antisemitismo, le nazioni del mondo ci spronano a svelare il metodo della connessione. Rav Kook, il primo rabbino capo di Israele, fece riferimento a questo fatto affermando “Amalek, Hitler e così via ci risvegliano alla redenzione” (Essays of the Raiah – Saggi del Raiah, Vol. 1).

Ma il popolo di Israele non sa di possedere la chiave della felicità del mondo e che la vera origine dell’antisemitismo sta nel fatto che gli Ebrei portano dentro di loro il metodo della connessione, la chiave della felicità, la saggezza della Kabbalah, ma non la rivelano a tutti.

Il Dovere di Svelare la Saggezza

Mentre il mondo geme sotto la pressione di due forze contrapposte, la forza globale di connessione e la forza di repulsione dell’ego, stiamo ripiombando nella stessa situazione esistente nell’antica Babilonia prima della sua rovina. Ma oggi non possiamo separarci gli uni dagli altri per sedare i nostri rispettivi ego. L’unica opzione è lavorare per la nostra connessione, per la nostra unione. Dobbiamo aggiungere la forza positiva nel mondo, la quale bilancerà la forza negativa dell’ego.

Il popolo di Israele, che discende da quegli antichi Babilonesi che seguirono Abramo, deve mettere in pratica la saggezza della connessione, cioè la saggezza della Kabbalah. E’ necessario che esso sia d’esempio per l’intera umanità e quindi diventi una “luce per le nazioni”.

Le leggi della Natura stabiliscono che raggiungeremo tutti uno stato di unione. Ma esistono due vie per raggiungerla: 1) una via lastricata di sofferenze a livello mondiale (guerre, catastrofi, epidemie e disastri naturali) o 2) una via che porti al graduale riequilibrio dell’ego, la via lungo la quale Abramo condusse i suoi discepoli. E quest’ultima è quella che noi suggeriamo.

L’Unione è la Soluzione

É scritto nel Libro dello Zohar “Tutto si basa sull’amore” (Porzione VaEtchanan), dato che “ama il tuo prossimo come te stesso” è la legge fondamentale della Torah ed è anche l’essenza del cambiamento che la saggezza della Kabbalah offre all’umanità. É un dovere per il popolo Ebraico unirsi allo scopo di condividere il metodo di Abramo con l’intera razza umana. Secondo Rav Yehuda Ashlag, autore del commentario Sulam (la scala) del Libro dello Zohar, “È responsabilità della nazione di Israele qualificare se stessa e tutte le persone del mondo… per svilupparsi fino ad assumere la responsabilità del sublime lavoro dell’amore verso gli altri, che è la scala che porta allo scopo della Creazione.” Se facciamo questo, troveremo le soluzioni a tutti i problemi del mondo, incluso l’antisemitismo.

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