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Il destino ci ha riuniti ed è irreversibile

Dr. Michael LaitmanDomanda: L’operazione militare “Margine di protezione” e tutti gli eventi ad essa collegati, hanno evocato nella nazione israeliana una sensazione speciale di connessione. La nazione israeliana si unisce ogni volta che incontra una situazione di emergenza, ma questa volta la connessione che si sentiva era straordinaria, particolarmente forte e senza precedenti.

Ha colpito tutti, inclusi i bambini piccoli e gli anziani. C’è l’immagine di un carro armato coperto con disegni di bambini che sono stati inviati ai soldati. Gli sconosciuti hanno visitato i soldati feriti, aiutato le loro famiglie, e mandato pacchetti al fronte. Non c’è mai stata un’espressione di aiuto reciproco di tali dimensioni. Qual è il sentimento speciale che è stato risvegliato nella nazione israeliana durante questa guerra?

Risposta: Vi è una speciale forza nascosta nella nazione israeliana, e anche io ho visto riferimenti ad essa in libri e film di registi che non sono israeliani. C’è una certa preparazione per l’auto-sacrificio nel popolo ebraico. Esso può essere espresso nella loro attitudine per la scienza, in una professione particolare, o in una determinata materia. Una persona sente che deve dedicarsi totalmente ad una certa idea. Anche se questo fenomeno esiste in ogni nazione, è espresso in modo più univoco tra gli ebrei. Essi esprimono la loro lealtà,la loro connessione, nella misura del sacrificio di sé ogni volta che hanno la possibilità di farlo.

Una persona non cerca una qualsiasi ricompensa e non gli importa se gli altri sanno delle sue azioni, parlano di lui, o si ricordano di lui come un eroe. La prontezza al sacrificio di sé che deriva dalla storia del popolo ebraico si risveglia nella persona improvvisamente.

Nel passato eravamo connessi nei giorni del Primo e del Secondo Tempio (i quali rappresentano un vaso intero, un’anima). Questa connessione ha creato una connessione eterna molto profonda che ci nutre e ci riempie fino ai nostri giorni. Invoca in noi il sentimento speciale fra l’individuo e la nazione d’Israele, anche se un individuo dovesse fare tutto quanto in suo potere per staccarsi dalla nazione intera e fuggire in un luogo remoto alle estremità della terra, in modo che nessuno sappia che lui è un ebreo, in modo da dimenticare e di essere come tutti gli altri. Comunque, non può fare questo dato che la connessione fra noi è sopra questo mondo e sul livello del mondo superiore. Così, una persona non potrebbe cessare di essere ebreo, anche se lo volesse.

Questa connessione è espressa anche dopo alcune generazioni quando la persona, lui stesso, non sa che è ebreo. Ho incontrato tante di queste persone. Specialmente in Spagna e Portogallo, tante volte incontro persone che dicono di non essere ebree di nascita, ma sentono che fanno parte della nazione ebraica. Sono discendenti di convertiti che furono forzati a rinunciare alla loro religione ebraica sotto la minaccia dell’espulsione dalla Spagna, però la connessione con il popolo ebraico vive ancora all’interno di loro.

Si tratta di un fenomeno naturale che deriva dal sistema della realtà. La connessione fu creata gradualmente su un livello spirituale molto alto quando tutti erano connessi nello stato di un solo uomo con un solo cuore, in un’anima. La connessione imprime dentro di noi un gene speciale spirituale su un livello più alto rispetto a dove ci troviamo oggi, sul livello umano.

Pertanto, non possiamo rompere questa connessione perché non può essere cambiata, ma può essere solo ricostruita. Così, ci svegliamo oggi come risultato di diversi problemi e difficoltà e torniamo allo stato di connessione interiore.

Non c’è scelta. Siamo connessi, e il destino, il Creatore, ci risveglia. Abbiamo avuto abbastanza pressioni a livello corporeo – dove viviamo sul livello animato – e alla sensazione di una presenza del livello umano si risveglia immediatamente in noi un livello diverso, più alto. Questo è il livello che abbiamo avuto durante la connessione e al quale vogliamo tornare.

La connessione interna esiste fra tutti gli ebrei e anche in tutte le tribù perse dal tempo del Primo Tempio. Ci sono tante persone nel mondo che appartengono a quelle tribù perdute. I corpi non si sono reincarnati, ma l’anima rimane la stessa anima. C’è la stessa connessione fra noi che è nascosta, più interiore, eterna, spirituale, e più sublime.
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Da KabTV “Una nuova vita” 08.12.14

L’addomesticamento dell’ostinato

Domanda: Nel sistema di completezza, si dice che una persona può utilizzare i suoi attributi egoistici per il proprio bene e per quello degli altri. Come possiamo utilizzare attributi come l’invidia, la vanità, l’astuzia e l’ambizione?

Risposta: Solo per ingannare il nostro ego.

Durante lo studio dell’educazione integrale insegniamo come usare correttamente tutti i nostri attributi contro il nostro egoismo.

Ad esempio, è possibile utilizzare la nostra furbizia per ingannare il nostro ego e non un’altra persona. Dopo tutto, portiamo il nostro ego fuori e lo combattiamo, non per ucciderlo, ma per cambiare il modo in cui lo usiamo. L’egoismo in sé può essere un ottimo attributo.

Quando tutto il desiderio egoistico viene applicato a beneficio di tutto il resto, allora si trasforma in altruismo. C’è sempre un rovescio, un’applicazione a specchio.

Prendiamo l’odio come un esempio. Se si inizia a odiare l’ego nella sua manifestazione naturale di inconscio, all’improvviso scoprirai come ti controlla. Insieme a questo, l’odio contro l’ego cresce con tanta forza che sei pronto a tutto pur di trattenerlo. E, infine, cogliere il momento, di mettere una briglia su di esso con una dolce sensazione di vittoria, e stringere sempre di più.

Ma non uccidi l’ego. Quando comincia a soffocarti, accarezzalo dolcemente, addomesticalo, proprio come domeresti un cavallo selvaggio infuriato, oltrepasserà quel punto e comincerà ad obbedirti. Allora potrà essere facilmente utilizzato in modo positivo.
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Un cerchio è la forma di esistenza della società corretta

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa è richiesto per la realizzazione pratica del metodo di connessione?

Risposta: Abbiamo bisogno di studiare e avere esercitazioni pratiche di connessione, workshops, e tavole rotonde che portano all’unificazione del popolo. Dobbiamo sentire che è possibile scoprire la forza tra di noi che ci collega.

L’essenza del metodo è semplice: ci si deve sedere in cerchi e parlare di connessione, riguardo le motivazioni, dell’obiettivo dell’esistenza del nostro popolo, di chi siamo. La connessione ci alza sopra il nostro stato presente. Durante una discussione come questa, improvvisamente scopriamo all’interno del nostro cerchio un tipo di forza, calore, sentimenti condivisi ci appaiono e ci connettono insieme.

All’ improvviso sentiamo di essere vicini l’uno all’altro e dipendiamo gli uni dagli altri, come una famiglia e anche di più. C’è una sorta di filo all’interno che mi connette con te e te con me. E fili come questi sono tesi tra tutti. La rete interiore che fa questa connessione ci dà esperienze eccezionali e la sensazione di una vita nuova nella quale siamo connessi in un tutto unico.

Questa connessione ci alza a uno stato unico elevato. Vogliamo rimanere in quella, a proteggere questo spirito che ci rende possibile superare questa vita. Tutta questa vita acquisisce una nuova forma. La saggezza della Kabbalah ci spiega come ottenere questa unità allo scopo di sentire, nel nostro potere di unificazione, l’elemento superiore che è pronto a cambiare tutto nel nostro mondo.

Se proviamo a scoprire questa forza di unificazione fra noi, poi scopriamo la forza superiore che è pronta a guarire tutta la sgradevolezza e i problemi nella nostra vita individuale e nella società, nell’economia, nella politica, e a mettere ordine nel mondo intero.

Cominciamo a irradiare questa forza di unificazione e il mondo intero cambierà il suo atteggiamento verso di noi. Questo perché specificamente tutte le nazioni del mondo sono rimaste in attesa per questo dal popolo ebraico. Come prova, è possibile portare una moltitudine di affermazioni: sia quelle dei saggi ebrei che quelle degli antisemiti.

Ne consegue che nulla più è necessario oltre l’unificazione. E la saggezza della Kabbalah, che è la saggezza di connessione e unificazione, deve aiutarci con questo. Così è stato rivelato ai nostri giorni.

Allora venite, impariamo come ottenere l’unificazione della società intera. E in pratica questo si riassume nel lavoro in cerchi e con lo studio di domande essenziali come queste: “Chi è un uomo? Che cosa è la connessione? Come avanziamo? Qual è lo scopo della creazione? Qual è la missione del popolo di Israele in relazione al resto dei popoli? Qual è il motivo dell’antisemitismo? Come si fa a guarire l’intero ego collettivo comune e quello che si trova personalmente in ognuno, com’è tutto il male del mondo corretto?”

La gente impara tutto questo nei cerchi; si chiariranno insieme scoprendo il potere di unificazione che guarirà tutto il male. Questo deve diventare il lavoro permanente del popolo d’Israele, la nostra missione internazionale, fino a raggiungere la connessione completa.

Ogni giorno, anche più volte al giorno, per quanto possibile, una persona deve partecipare in una discussione come questa in un cerchio. Ci sono tante persone disoccupate che hanno tempo libero, ed è possibile organizzare discussioni di questo tipo in posti di lavoro, nelle scuole, e in tv per quelli che rimangono a casa.

Il cerchio nel quale la gente discute tutti i propri rapporti diventerà la forma d’esistenza della società corretta: nei nidi, a scuola, a lavoro, fra i pensionati. Tutta la gente imparerà come svolgere i propri obblighi rispetto al resto delle persone: per correggere, per unire loro stessi in un popolo, e dimostrarsi un esempio per tutta l’umanità.

Poi tutta la gente cambierà immediatamente il proprio atteggiamento nei confronti di Israele e verso il popolo ebraico e noi diventeremo veramente una “Luce per la nazione” un “regno di sacerdoti e una nazione santa.” Diventeremo insegnanti per il mondo intero.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 2.09.2014

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Dr. Michael LaitmanNon possiamo capire i moderni processi globali se non capiamo prima lo stato che divenne la base, il motivo vero e il prototipo circa 4.000 anni fa.

Due percezioni della nostra evoluzione si sono formate nell’antica Babilonia durante una crisi simile dell’umanità. Il re di Babilonia Nimrod ha portato la maggior parte della gente lungo il sentiero dell’evoluzione naturale, mentre il sacerdote babilonese saggio Abramo ha chiamato la gente a salire ad un nuovo livello qualitativo.

Domanda: Abramo era un importante ideologo e filosofo e un uomo molto rispettabile, perché aveva bisogno di avviare una rivoluzione?

Risposta: Lui ha cercato un modo e l’ha trovato nello stato che è stato creato nella nazione. Le circostanze li hanno costretti ad unirsi, però la gente non poteva più vivere insieme. Al contrario, l’ego è cresciuto in loro così tanto che hanno cominciato a trovare la colpa tra loro e a odiarsi l’un l’altro.

La soluzione di Nimrod era semplice e corporea: “Dovremmo semplicemente disperderci e vivere separatamente, sotto la mia guida, naturalmente.” È così che i residenti di un appartamento comunale si disperdono in modo da smettere di litigare.

Però Abramo ebbe un’altra idea: “Non dobbiamo disperderci perché la legge della natura è una legge, non possiamo scappare da essa. La terra, comunque, diventerà affollata in futuro. Non dobbiamo inventare nulla. La natura, l’evoluzione richiedono che ci uniamo. Dobbiamo unirci sopra l’ego.”

Pochi, di certo, hanno ascoltato Abramo, diverse decine di migliaia di tre milioni di persone. Dopo di tutto, si tratta di una decisione difficile ed è molto più facile disperdersi. In un modo o nell’altro, i discepoli di Abramo lo seguirono, e uscirono dall’Egitto trasportando l’idea di amare il loro prossimo come se stessi, adempiendo a questa idea tra di loro.

Prima, hanno sentito disperazione; non potevano più vivere con l’egoismo e volevano fare qualcosa con esso, sbarazzarsi di esso. Per questo motivo hanno trovato attraente l’obiettivo che Abramo aveva fissato per loro e non l’idea di vivere semplicemente una vita normale, di smettere semplicemente imprecando e litigando tra loro, ma di salire verso qualcosa di nuovo. È la salita al livello successivo che li ha attratti perché non ha richiesto l’annullamento dell’ego, ma piuttosto esso è stato usato per l’ascesa.

Domanda: Che persone strane. Non volevano vivere nelle loro case, in appartamenti separati, ma hanno preferito invece l’ascesa spirituale. Si scopre che la base della nostra nazione sono questi ragazzi depressi che hanno seguito Abramo?

Risposta: Certo, in realtà la depressione li spinse verso l’alto. Hanno capito la crisi in un modo completamente diverso, e contavano su di essa come aiuto per trovare un significato nella vita, nella loro esistenza.

Gli altri hanno esaminato la crisi in pratica: “Cerchiamo di risolverla e andiamo avanti con la nostra vita normale.”

Alla fine la gente si è divisa molto nettamente in due gruppi e i loro modi erano veramente diversi.
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Da Kab.TV “Babilonia Ieri e Oggi” 27.08.2014

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Dr. Michael LaitmanL’antica Babilonia è svanita nelle profondità della storia, ma si riflette ancora nel nostro tempo. Tutto il suo corso è un unico processo, legato dall’inizio alla fine e dalla fine all’inizio.

Ecco perché quando vediamo come la storia si ripete, ma su un altro livello, dobbiamo trarre le giuste conclusioni da ciò che è accaduto e sta accadendo.

Così, in Babilonia, che era governata dal Re Nimrod, si formò il gruppo di Abramo, che ha sfidato il programma “ufficiale” di sviluppo con un proprio programma. Nimrod diceva che l’odio e la separazione che dilagava tra le persone doveva essere superate in un modo egoistico naturale: stabilirsi in luoghi diversi allo scopo di avere meno contatto con l’altro, in termini moderni, passare da sistemazioni condivise a sistemazioni individuali.

Il parere di Abramo era diverso: non possiamo farlo; dobbiamo connetterci. E ora dobbiamo perseguire non la divisione, ma l’unione.

Come risultato, tre milioni seguirono Nimrod, e solo cinquemila seguirono Abramo. Questo piccolo gruppo di persone in difficoltà, che non erano soddisfatte del concetto generale del popolo, si chiama “Israele” e lasciò Babilonia. “Accumulando” anni, secoli, e millenni di sofferenza, ha seguito la sua strada fino ai giorni nostri.

Domanda: Il gruppo fu “cacciato” da Babilonia e forzato a cominciare il proprio movimento?

Risposta: Non direi che è stato “cacciato”. La pressione è cominciata più tardi, ma non all’inizio.

In quei giorni, Abramo era un grande sacerdote e saggio babilonese. Le persone che si riunirono intorno a lui si resero conto che il suo metodo di correzione, o il metodo di una nuova vita, li attirava per mezzo del suo significato interiore, che non è solo un “divorzio”, una separazione egoistica, spargendosi in luoghi diversi, ma il movimento all’interno. Il messaggio corrispondente, la richiesta dell’anima, fu risvegliato in loro, ed diventarono pronti per questo.

Dopo tutto, l’umanità non si evolve solo tecnicamente; cambia forma nel corso della storia: la schiavitù, il feudalesimo, il capitalismo, il socialismo, ecc. In altre parole, cambia la sua forma, cambia il suo contenuto. La crescita quantitativa dell’egoismo acquisisce anche una nuova qualità.

Così, i seguaci di Abramo sentivano che non potevano svilupparsi solo egoisticamente; avevano bisogno di raggiungere un livello completamente diverso, “saltare” al livello successivo. Così hanno aderito ad Abramo, che soddisfaceva la loro domanda interna.
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La connessione con la Luce

Ci sono due fasi nello sviluppo umano: la più alta e la più bassa. Inoltre, noi (NOI) rappresentiamo la fase più elevata perché abbiamo il punto nel cuore (•). Ci preoccupiamo dello sviluppo; sentiamo e capiamo la sua importanza; ce ne prendiamo cura; non ne siamo indifferenti; abbiamo una connessione con la Luce, che non conosciamo da noi.

Invece, l’umanità non ha alcun contatto diretto con la Luce, e gli uomini vivono sullo schema della nostra civiltà, prendendosi cura delle necessità comuni per il cibo, il sesso, la famiglia, il denaro, l’onore, il potere e la conoscenza. Gli uomini non hanno bisogno di niente altro.

Tuttavia, oggi c’è una situazione speciale: il mondo sta sprofondando nella crisi. Praticamente, tutti la sentono e non possono farci niente. Qui, noi dovremmo capire che questa crisi è provocata dal fermo approccio della Luce, che si manifesta in noi, svalutando l’istituzione della famiglia, distruggendo l’educazione dei bambini, negandoci l’empatia nelle relazioni tra le persone, ed indebolendoci. In generale, i molti aspetti della crisi ci portano ad un punto in cui il precedente benessere e le vecchie abitudini sembrano “scivolarci tra le mani come acqua”. Questo succede perché non siamo capaci di entrare in contatto, in connessione, con la Luce che viene rivelata sempre di più.

Quindi, abbiamo una ragione per metterci in contatto con gli uomini e spiegare loro perché si sentono male. Baal HaSulam a questo riguardo scrive che dobbiamo diventare un “regno di sacerdoti”, per entrare in contatto con gli uomini e per dire loro come correggere la situazione, come fronteggiare la crisi. Infatti, l’uscita dalla crisi è nell’unione (Σ) attraverso il metodo dell’educazione integrale(∫).

Se ci uniremo, la crisi scomparirà perché nella nostra unione incominceremo a rivelare la Luce. Spetta a noi, adesso, ma non ce la facciamo; è sempre più occultata, e di conseguenza, percepiamo una crescente oscurità. Se eguagliamo la Luce, allora la manifestiamo nella sua qualità originale, illuminiamo la vita con il bene, che costruisce tutte le connessioni tra di noi e ci appaga.

In questo modo, abbiamo solamente due semplici opportunità:

  • O ci uniamo, diventando uguali alla Luce, di modo che venga rivelata in noi;
  • o non ci uniamo, e allora la Luce sarà rivelata comunque, ma a suo tempo, lungo il cammino del dolore e della sofferenza, che sono la causa della nostra crescente divergenza tra la Luce e noi.

Tuttavia, la stessa umanità non riesce a comprendere il metodo della correzione e non riesce a percepire qualcosa perché non possiede la cosa più importante, il punto nel cuore. Quindi, dipende da noi: grazie al punto nel cuore, abbiamo una connessione con la Luce. Quindi, per l’appunto, dobbiamo diventare un punto di connessione tra la Luce e l’umanità intera.

Inoltre, in tutte le generazioni da Adamo fino ad ora, i Kabbalisti hanno creato solamente specifici gruppi, oggi, ma non è abbastanza. In passato, il potere spirituale del gruppo era sufficiente per rivelare la Luce. Ci sono stati vari periodi in cui i gruppi erano composti da alcuni uomini solamente, e poi dozzine, e centinaia, e migliaia. Ad ogni modo, noi dobbiamo integrare i nostri piccoli gruppi in tutti gli altri uomini.

Noi, il nostro gruppo, non possiamo ottenere la connessione con la Luce se non prendiamo in considerazione tutta l’umanità. Abbiamo un grande desiderio e tuttavia non siamo in grado di realizzarlo. Gli anni passano e noi siamo apparentemente “inattivi”. Inseriti nei nostri gruppi, siamo come un cane che corre su se stesso per prendersi la coda. Mettiamo in campo sforzi giganteschi e riscuotiamo piccoli effetti.

Perché? Perché ci manca il bisogno, la sensazione della necessità. Non abbiamo la grande mancanza con la quale potremmo raggiungere la Luce. Non l’ avremo, non importa quanto duramente lavoriamo.

Questa è la ragione per cui i gruppi “stanno a galla” da anni. I gruppi devono avere tutta l’umanità connessa ad essi, non miliardi di persone tutte insieme, ma è necessario iniziare a lavorare in questa direzione. I gruppi devono “rivolgersi alle masse” e connetterle a noi.

Allora in risposta, avremo un grande desiderio, un grande bisogno. Sì, si tratta solamente di un semplice bisogno naturale “terreno” che si basa sulle necessità ordinarie; in questo modo, trasformeremo il tutto in un impulso spirituale e chiederemo al Creatore l’appagamento spirituale. Noi eleviamo il loro desiderio e chiediamo: “Dacci la Luce! Dacci l’unione!”. Questo desiderio spirituale risveglia la Luce che in risposta ci influenza, viene rivelata in noi, e noi la portiamo agli uomini.

Così facendo, questa Luce risolverà tutti i problemi. Nel nostro mondo non ci manca niente se non la connessione tra le persone. Attraverso la corretta interconnessione, saremo in grado di gestire tutto. La sola cosa che ci serve è di costruire correttamente le relazioni tra di noi.
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Dal Congresso virtuale  “One America”  16.11.2013, Lezione 1

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Sulla soglia di un grande evento

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa facciamo quando la sensazione dell’unità comincia ad abbassarsi?

Risposta: Avviso tutti ad impegnarsi seriamente in una più grande unità. Inoltre dovrebbe essere distintamente finalizzato a creare un desiderio singolo diretto alla connessione, dove il Creatore apparirà.

Dovreste sviluppare questo pensiero in voi stessi, cercalo costantemente, analizzare, raccogliere, processare e raffinarlo. Deve costantemente agitarsi dentro di voi e dovreste “succhiarlo” come una caramella dura.

Sforzatevi di sostenervi reciprocamente e trattarvi l’uno l’altro con grande sensibilità. Non distrarre l’un l’altro da pensieri di spiritualità. Leggere di nuovo quello che hanno scritto i Kabbalisti delle condizioni di unione al Monte Sinai allo scopo di “essere come un uomo con un solo cuore”. Queste sono le condizioni per rivelare il Creatore.

Il gruppo del mondo intero sta sulla soglia di questo evento. Cosa ci è richiesto per arrivare a questo? Trovate materiale riguardo a come stare ai piedi del Monte Sinai e leggerli, provando a non percepire le lingue delle fonti come religiose.

Costantemente rimanere in un’intenzione più precisa, puntata, comune, reciproca, e intrecciata in modo che tutte le vostre intenzioni si collegheranno tra di voi creando un tutto unico tramite il quale il Creatore sarà rivelato. Potreste raggiungere questo.

Non confondere questo obiettivo molto importante con l’uscire all’ampio pubblico. Uscendo fra la gente significa solo “stringersi” un po’ di più, per darvi bisogni spirituali addizionali.
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Dal Congresso in Sochi “Giorno Due” 14.07.2014, Lezione 6

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Il tempo della correzione Babilonese

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come dovremmo relazionarci al nostro stato attuale?

Risposta: Oggi, “partendo” da Babilonia 3500 anni fa, ancora una volta ci sentiamo di nuovo nello stesso luogo, nell’antica Babilonia. Ecco perché il nostro tempo è il tempo della correzione babilonese; abbiamo cercato di fuggire da Babilonia, ma questo non è successo perché Babilonia (vale a dire, la nostra società egoista) deve essere corretta!

Quindi, dobbiamo guardare alla storia nel suo complesso, ed è irrilevante che sia stata 3.500 anni fa da quando Abramo ha tentato di creare una società unificata. Questi eventi riflettono sul destino dell’umanità. Questi eventi vengono trasformati, trasportati, e concentrati in una aspirazione: raggiungere l’unità. Finora, noi continuiamo a rivelare la nostra opposizione ad esso.

Dobbiamo essere collegati con il Creatore nei nostri studi e le attività. Il Creatore, la forza della Luce, la proprietà della dazione, che ci corregge e senza il quale non siamo in grado di far fronte al compito, deve essere implicito in tutto ciò che facciamo.
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Che cosa ci sta succedendo?

Dr. Michael LaitmanOggi, la gente ha bisogno di sapere che cosa le sta accadendo, per quale motivo sta accadendo e in che modo possono cambiare la situazione.

Osserviamo giorno dopo giorno l’accelerazione degli eventi che ci avvicinano a nuovi stati più rapidamente. Possiamo solo rilevare questa sequenza in cui un imperativo punire è apparentemente inerente.

Dappertutto nel mondo stiamo osservando un crescente antisemitismo, lo scoppio di odio verso gli ebrei, gli attacchi contro lo Stato di Israele e varie dimostrazioni. I vari media stanno cercando di falsare i fatti, creando notizie e analisi quotidiane in uno spirito anti-Israele.

Vediamo come il mondo intero scopre in questo una forza comune, uno spirito che permea l’atmosfera di odio verso gli ebrei e Israele.

Quando la gente riconosce questa tendenza generale, che in un paio di settimane ha conquistato il mondo, si chiede naturalmente: come sia possibile – subito dappertutto una così potente reazione nei confronti di una così piccola guerra in confronto con le centinaia di migliaia di persone che vengono uccise in Siria, in Iraq, in Ucraina, in Africa , in Afghanistan, ecc?

Qui veramente si nasconde il destino supremo, e solo la saggezza segreta, la saggezza della Kabbalah è in grado di spiegarci che cosa ci sta accadendo e come comportarsi nella maniera giusta in questa situazione [...]
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Risultati dall’America

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come si fa a riassumere i risultati del vostro viaggio nel continente Americano?

Risposta: E’ stato un buon viaggio. Abbiamo incontrato i nostri gruppi, con i nostri buoni e fedeli amici in Colombia, Ecuador, Cile, Messico, Stati Uniti e Canada.

I gruppi sono cresciuti e sono avanzati molto, moltissimo. Sono diventati più fedeli, sensibili, hanno acquisito una maggiore comprensione; studiano insieme con noi e si connettano con noi in tutte le attività, grazie alla connessione virtuale. L’Internet veramente sta connettendo il mondo tremendamente a livello dell’inanimato.

In Messico abbiamo organizzato un congresso grande e importante. Tutti i gruppi locali e gli individui sono venuti e hanno creato un’atmosfera calorosa e amichevole senza precedenti. E’ stato creato un gruppo forte e unito e spero che con il nostro aiuto continueranno a lavorare in quella direzione.

Al congresso negli Stati Uniti c’era anche un inaudito impulso di connessione, unità, un senso di comprensione. Era veramente qualcosa di molto speciale, qualcosa che nemmeno mi aspettavo. Tutti i nostri amici lì sono più vicini l’uno all’altro. Questa era una correzione molto grande e sono pieno di speranza che ora continueranno insieme.

Adesso c’è un congresso a San Pietroburgo davanti a noi, sulla quale via dobbiamo consolidare internamente fra noi la divulgazione in tutto il mondo. Non c’è un congresso dedicato solo a connessione e unificazione fra gli amici e con il Creatore; ogni evento deve integrare la sua intera altezza nel processo nel quale attiviamo tre livelli: l’inferiore, il superiore, e il livello sopra il superiore. E noi che ci siamo trovati nel mezzo dobbiamo lavorare sui nostri rapporti reciproci con il livello adiacente.

Spero vivamente che stiamo accelerando il nostro sviluppo e ce la faremo.
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Dalla lezione dell’importanza della divulgazione, 12.08.2014

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