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Percepire il futuro insieme

Dr. Michael LaitmanDomanda: Gli animali sentono la natura come un sistema nel quale tutto è connesso?

Risposta: Sì, la sentono al loro livello.

Domanda: Possono sentire il futuro, proprio per questa ragione?

Risposta: Gli animali possono sentire solo qualche tipo di minaccia alla loro vita, ma non sono in grado di salire sopra la preoccupazione della loro esistenza regolare. Questo si chiama istinto.

Gli animali sentono la connessione al sistema generale, ma a loro provvede solo l’informazione a livello dell’animato. Gli animali sanno cosa accadrà, così sono più attenti degli uomini e il loro comportamento è più logico.

Gli animali non fanno errori! Hanno tutta l’informazione richiesta per esistere, che si chiama istinto naturale. L’uomo manca di questo.

Domanda: Se avessi un tale istinto, sarebbe possibile che la mia vita fosse migliore? Forse non vorrei avere uno scoperto in banca, non avrei delle ulcere, e non vivrei con una tensione costante.

Risposta: Questa è una buona domanda. Che cosa è preferibile? Poiché se hai tale istinto, poi saresti un animale e non un uomo. Gli animali hanno tutta l’informazione per una vita buona, per esempio, la sensazione di connessione con l’obiettivo della creazione. E l’uomo non ha affatto questo. Perché? Perché a livello parlante uno non riceve la connessione automaticamente allo scopo della creazione, ma deve ottenerla attraverso l’auto-sviluppo.

Ogni persona ha questo potenziale, ma uno ha bisogno di avanzare gradualmente. Non si può prendere il passante occasionale, e iniziare a convincerlo che lui ha bisogno di fare questo. Una persona ha bisogno di essere pronta per questo. Se lui sente che deve conoscere il futuro, allora posso insegnargli come fare questo.

Commento: Sono pronto per l’apprendimento! Devo veramente conoscere il futuro perché risolverà tutti i problemi per me, e mi spiegherà come comportarmi verso i miei figli e mia moglie e quale professione scegliere.

Risposta: Saprete tutto! Se hai una tale domanda ardente che ti porta alla disperazione e richiede una risposta, questo allora è un segno che si può fare ciò.

Alla fine del corso per l’educazione integrale (la saggezza della connessione), si arriva alla sensazione che tutte le persone sono parte inseparabile dello stesso sistema, senza alcuna differenza fra loro, includendo te stesso. E all’inizio, basta raggiungere questa sensazione verso un’ estraneo, non verso un membro della famiglia.

Domanda: ciò significa che, se mi sento verso un’ estraneo come mi sento verso me stesso, poi in base a ciò creerò dentro di me l’abilita di vedere il futuro?

Risposta: Sì. Sentirai la sensazione integrale, l’uscita dal tuo ego, e la mia percezione, per esempio. Se sei in grado di sentire qualcosa fuori di te come te stesso, poi la realtà intera si apre davanti a te. Apre i tuoi sensi e puoi vedere tutto ciò che ti circonda in un modo vero.

Domanda: Perché non posso imparare il pensiero integrale da solo, con l’aiuto del mio intelletto, senza bisogno di qualcun altro?

Risposta: Per chi, non si esce da soli, se non per qualcun altro? Questa non è filosofia astratta, ma richiede tanta pratica e tante azioni con il cui aiuto si esaminano tutti i “pro” e i “contro”. Non è semplice. Dopo tutto abbiamo bisogno di esistere oltre la sensazione del nostro “io”. Questa è la prima condizione del pensiero integrale.

Quando esco dal mio “io,” comincio a sentire chi sta fuori di me, e nella stessa misura, sento tutto il resto. Apro la portata dei miei sentimenti, dal livello dei miei cinque sensi a una realtà completa.

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Da KabTV “Una Vita Nuova” 23.02.2014

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La passione del Creatore: Fare del bene alle Sue Creature

Dr. Michael LaitmanDomanda: In che modo i nostri sforzi per raggiungere la connessione tra le persone, l’unione, e da esse creare tutto un esercito di educatori e preparatori si pongono in linea con il complessivo processo della correzione?

Risposta: Noi siamo in questo mondo e per prima cosa dobbiamo essere connessi con il Creatore. Per questo ci connettiamo e formiamo un gruppo tra di noi. Ma così è impossibile ascendere alla spiritualità se non lo facciamo per la liberazione di tutte le anime che si trovano nell’ego.

La passione del Creatore: Fare del bene alle Sue Creature

Abbiamo raggiunto uno stato chiamato la redenzione finale. Abbiamo già iniziato a raggiungere questa rivoluzione nel passato quando abbiamo lasciato la Babilonia 1500 anni prima di Cristo fino all’anno 2014.

Domanda: In questo mondo, dov’è Abramo che ha lasciato la città di Babilonia con i suoi studenti?

Risposta: Abramo è in noi, tutto il nostro gruppo che vuole avanzare verso la dazione e la rivelazione del Creatore da sé e che si tira dietro tutto il mondo. La missione di questo gruppo si chiama Abramo.

Pensate che Abramo di cui ci parla la Torà sia il nome di una persona o di un concetto, di una missione, di una scuola, o di un movimento? Vi immaginate Abramo come un uomo vecchio con un bastone, un rivoluzionario che voleva cambiare il mondo?

Abramo è il nome di un’inclinazione, di un movimento, di un’idea, di una filosofia, di una prospettiva, e quindi egli è chiamato il padre della nazione. Grazie a questa conoscenza, a questo approccio, a questa filosofia, gli uomini possono gestire la loro vita in modo diverso – non secondo i desideri dei nostri corpi fisici ma secondo il nostro spirito che desidera ardentemente uscire verso uno spazio più grande. Noi ce lo abbiamo dentro, e dobbiamo scoprirlo e viverlo.

Domanda: Perché ci dovremmo rivolgere alle persone e insegnare loro questa ideologia?

Risposta: E’ impossibile completare la correzione diversamente. Dobbiamo attraversare lo stato in cui ci troviamo tutti nel mondo adesso, dall’anti-amore e dall’anti-dazione all’amore e alla dazione. Acquisiamo i vasi, le mancanze, i desideri, con i quali potremo poi scoprire una diversa realtà.

Domanda: Chi richiede questa correzione? E’ stata una spinta di Abramo?

Risposta: Si tratta della passione del Creatore, Egli vuole la nostra correzione! Il suo desiderio di fare del bene alle Sue creature.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.04.2014, Conversazione sulla Divulgazione: Domande e Risposte con il Dr. Laitman

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Boomerang

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se non ho trovato un compito nella divulgazione che mi sia congeniale, sarebbe possibile occuparsi della “divulgazione interna” invece di quella esterna, il che significa mantenere l’intenzione?

Risposta: No, quello non è un sostituto. Noi non sappiamo qual è la nostra intenzione. Le intenzioni si costruiscono dentro di noi attraverso la Luce che da. Le persone non sono collegate o in controllo della loro intenzione.

Le mie intenzioni sono determinate dalla mia situazione corrente. Non sono capace di creare un’intenzione dentro di me a mio piacimento. Non mi possono nemmeno sedere provare a non pensare ad un elefante bianco e sforzarmi di pensare ad un alligatore verde senza distrarmi.

Tutte le mie intenzioni sono il risultato dello stato in cui mi trovo. Non posso transformarmi in un pulsante per poter accedere o spegnere la mia intenzione, per cambiare intenzione da una parte o dall’altra. Questo è impossibile.

Devo lavorare con l’ambiente, con la disseminazione e lo studio, e grazie alla mia energia ai miei sforzi e impegno la Luce che Riforma arriverà e cambierà la mia intenzione. Non posso controllare la mia intenzione. Solo attraverso i miei sforzi e le mie preghiere posso richiamare una risposta riguardo al mio desiderio di cambiare che tornerà a me come un boomerang e la Luce Superiore mi cambierà.

Non posso costruire me stesso; è come se uno facesse nascere se stesso. E’ solo possibile esercitare un’influenza che renderà possibile questa nascita. Ma quell’influenza è tutto il mio lavoro. Come posso svegliare la Luce in modo tale che produca l’intenzione corretta dentro di me?

La mia preghiera, la mia MAN (Mayin Nuvkin – acque femminili) lavora con i miei desideri. Allora ho bisogno del contatto con il gruppo, con il lavoro reciproco,l’invidia, la lussuria e l’onore verso gli amici e l’ammirazione per quello che loro apprezzano o non apprezzano. In questo modo acquisisco almeno una qualche manzanza per la dazione, anche se siamo egoisti nel frattempo, Lo Lishma (non nel suo Nome).

Ma io non posso cambiare la mia interiorità da solo, non posso darmi la direzione verso determinati pensieri ed intenzioni. Non ho questo sistema di controllo in modo da potermi calibrare nel modo corretto.
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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 3.04.2014, Domande e Risposte con il Dr. Laitman

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Vai alla tua terra

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, “L’eredità della terra”, Israele non ritorna alla propria terra finché tutti non diventano come un fascio.

La terra (Eretz) si riferisce al desiderio (Ratzon). Vogliamo acquisire la “terra d’Israele” la quale è un desiderio speciale che deve essere mirato al Creatore, Yashar-El (diretto al Creatore). Significa che dobbiamo focalizzare il nostro desiderio sul Creatore, allo scopo di dare e questo viene espresso quando focalizziamo noi stessi sull’amore per gli altri.

Com’è tutto ciò che concerne la locazione geografica dello Stato d’Israele? È in merito ai rami e radici? La nazione ebraica può vivere sulla propria terra solo se compatibile con le leggi che operano fra la nazione e la terra spirituale d’Israele.

Significa che quando i miei desideri sono focalizzati sul dare piacere al Creatore, viene espresso in dare piacere all’altro secondo il principio che tutto Israele sono amici e hanno la responsabilità reciproca l’uno per l’altro; e di non fare agli altri quello che è odioso a te; amare il tuo amico come te stesso; come un uomo con un cuore, ecc.

Se sono attratto da questo, significa che correggo tutti i miei desideri con l’aiuto della Luce Superiore, e allora essi cambiano da desideri stranieri a desideri interni; cambiano da una terra secca al desiderio per Yashar El. Poi, come entrano nella terra spirituale d’Israele nella spiritualità, io sono attratto alla terra d’Israele nella corporeità.

Questo è il motivo per cui il Creatore ha mandato Abramo in Babilonia alla terra, la quale in quei tempi era la terra di Canaan, in modo che potesse correggere se stesso, e sentire la vera natura di Yashar El. Si tratta sia di lavoro interno che di azioni in merito corporali. Le famiglie degli studenti di Abramo hanno raccolto i loro averi, i loro cammelli, le loro pecore, e capre e hanno viaggiato in quel posto. Questa transizione era secondo il loro lavoro di connessione, secondo quello che Abramo aveva insegnato loro.

La gente nel mondo non capisce la legge di compatibilità fra un ramo e una radice. Però ciò è stato espresso anche in Babilonia, quando la sua gente si sparse in tutto il mondo. Prima erano come una nazione, anche se erano tante tribù e famiglie estese. Poi quando l’ego è scoppiato fra loro e ha cominciato ad espandersi, i segni di separazione apparvero.

Le persone connesse tra loro, si allontanarono uno dall’altro, e poi si divisero in gruppi che alla fine hanno lasciato Babilonia e si sono dispersi in tutto il mondo. Le nazioni del mondo sono state create in questo modo. Si sono formate secondo i desideri egoistici che hanno determinato le loro unicità e che potrebbero andare d’accordo con questi. Conseguentemente, vediamo che oggi ogni nazione ha una sua mentalità unica, costumi, tradizioni, ecc.

In più, il popolo di tutta la Babilonia che aveva un punto nel cuore si è raccolto intorno ad Abramo senza riguardo per le tribù o le famiglie estese delle quali facevano parte. Quando hanno sentito il messaggio diffuso da Abramo, hanno sentito che volevano far parte di quel gruppo, il quale era diretto verso Canaan secondo la legge del ramo e radice.

Il resto del popolo non sapeva perché erano stati attratti da posti diversi. E’ lo stesso oggi: una persona non sente che è il Creatore che gli manda tutto nella vita e che Lui lo guida in una direzione o in un’ altra. Sembra che tutto succeda per caso, senza una causa, anche se nulla è casuale nella natura. I motivi sono semplicemente nascosti a noi.

D’altra parte, il gruppo di Abramo ha ricevuto un ordine chiaro: “Andate alla vostra terra.” In altre parole, gli studenti hanno sentito molto chiaramente la connessione fra la radice spirituale e il ramo corporale. Erano nello stato di Canaan e quindi hanno raggiunto la terra di Canaan.

Più tardi si sono connessi ancora con più forza a vicenda finché hanno raggiunto lo stato della “casa di Giacobbe,” significa l’unità in piccolezza (Katnut). Poi hanno scoperto che mancavano di uno stimolo interiore addizionale, resistenza, o in breve, un’addizione, la materia per il lavoro.

Così, il loro desiderio egoistico ha cominciato a crescere, questo si chiama l’esilio in Egitto. Questo processo interno era accompagnato da un processo esterno: loro sono discesi in Egitto. Sono stati sottoposti a diverse esperienze secondo i loro stati interni: sette anni di sazietà, sette anni di fame, le peste d’Egitto, anche se tutto ha avuto luogo esternamente e non in completa conformità con i loro stati interni.

Non possiamo distinguere questa connessione; non c’è ragione di cercare parallelismi precisi. Nell’esodo spirituale dall’Egitto, per esempio, tutto l’Egitto, il quale significa tutto il desiderio egoistico, cadde. Dopo tutto, i figli d’Israele si staccarono dal grande ego. Esisteva fra di loro e non li lasciava connettere sebbene i loro sforzi, finché hanno avuto la possibilità di innalzarsi sopra di esso. Parlando in generale, questa connessione era possibile solo al di sopra dell’ego e non al suo interno o insieme con esso.

Però qualcosa di diverso è successo nel mondo corporale. L’Egitto non è caduto subito dopo che i figli di Israele lo lasciarono. Dopo tutto, questo mondo esiste anche se non c’è nulla di spirituale su di esso. Questo è da dove deriva la mancanza di correlazione tra la distruzione spirituale dell’Egitto e il ramo spirituale.

Noi stabiliamo la nostra realtà fra noi sul livello spirituale e sul livello corporale, che viene percepito dai nostri cinque sensi, rimanendo lo stesso. Non vi è alcun contenuto spirituale in essa e non deve diventare desolata secondo gli eventi spirituali. Così la differenza tra i livelli si rivela come il corporeo Egitto rimane al suo posto, anche se era stato distrutto nei nostri stati interni.

Si dice che la radice spirituale deve toccare il ramo corporale, ma solo toccarlo. Non è vestito in esso e non opera in esso.
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Dalla quinta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 30.04.2014, Scritti di Baal HaSulam

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L’unione scorre oltre i confini

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è il ruolo della nazione di Israele? E’ quello di essere esperti in connessione e di insegnarlo alle nazioni del mondo, o è quello di connetterci prima tra noi e, quindi, essere un esempio per tutti? Che cos’è più importante?

Risposta: La nostra unione si trova entro i confini di Israele. Questa è la cosa più importante. Questo è il posto da dove gli esempi e il metodo di connessione raggiungeranno gli altri. Inoltre, si attirerà la Luce che Riforma per il mondo intero.

Solo noi possiamo farlo. Se realizziamo la connessione tra noi, anche senza divulgare il nostro messaggio in tutto il mondo, questo porterà già la correzione al mondo intero. Di conseguenza, i nostri gruppi divulgheranno in diversi paesi, in modo che essi saranno in grado di salire, di connettersi, e permettere al Creatore di essere rivelato in loro. Questo, naturalmente, sarà fatto insieme a noi.

Pertanto, se tutti i gruppi del mondo si riuniscono in Israele, sarebbe sufficiente per noi divulgare all’interno di questi confini. Dopo tutto, quando noi divulghiamo, ci uniamo qui, e questo si diffonde in tutto il mondo.

Baal HaSulam dice in “Introduzione al Panim Meirot uMasbirot“,” Quando i figli di Israele saranno integrati con la completa conoscenza, le fontane di intelligenza e conoscenza scorreranno al di là dei confini di Israele e annaffieranno tutte le nazioni del mondo … “

Inoltre, Rabash dice nella Lettera 18, “Il Signore concederà l’abbondanza alle nazioni del mondo da parte della nazione di Israele che è la più capace di tutte le nazioni del mondo di avvicinarsi al Signore.”

Quindi, non possiamo arrivare alle nazioni del mondo con nessun reclamo, non importa come ci trattano. Questa è un’altra cosa. Non vai da chiunque con i tuoi reclami. Sei tu che hai dato vita a Hitler e tutti gli altri nemici dalle tue azioni.

Noi siamo quelli che fanno pendere la bilancia da una parte o dall’altra, ed è una cosa molto seria. Pertanto, il nostro lavoro è solo nella connessione. Se gli ebrei si fossero connessi e uniti, non ci sarebbe stata alcuna persecuzione, e nessuno li avrebbe espulsi dalla Spagna o da altri paesi, e la loro vita avrebbe potuto essere completamente diversa, anche in esilio.

Ogni movimento che una persona fa in questo mondo è come un movimento di una carica elettrica in un campo di forza, o di un tondino di ferro in un campo magnetico. La Luce mi adopera, e, di conseguenza, io gestisco tutto nella mia vita.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la connessione e da questa connessione ritornare al Creatore. Funziona anche in politica, in economia, in ogni settore. Grazie a questo noi porteremo l’ordine in tutto il mondo.

Allora, inizieremo a capire le ragioni dell’antisemitismo e la pressione generale crescente che sentiamo.
Il punto è che non è l’OLP e Hamas, o Teheran. Tutto dipende da noi. Quando noi non rispettiamo la connessione, portiamo queste afflizioni.

Queste forze non sono una punizione ma un aiuto in modo che possiamo migliorare le nostre vie, unirci, connetterci, e operare correttamente. Quindi, dobbiamo giustificarle e usarle il più velocemente possibile, secondo il nostro obiettivo.

Quando cominciamo a connetterci qui, all’interno dei confini di Israele, noi sentiremo come tutte le cose brutte si sciolgono e svaniscono come nubi che scompaiono dal cielo.
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Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 01.05.2014 , Gli scritti di Baal HaSulam

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Un centauro diventa un uomo

Dr. Michael LaitmanDomanda: È possibile spiegare la Saggezza della Kabbalah nel linguaggio della sociologia moderna?

Risposta: Con che cos’altro è coinvolta la saggezza della Kabbalah se non con la sociologia? La sociologia è una scienza che riguarda la struttura della società. Però la saggezza della Kabbalah parla anche di come innalzare la società al prossimo livello.

Noi, come il resto della natura, ci sviluppiamo dal livello inanimato, vegetale, ed animato e raggiungiamo il livello della bestia che somiglia ad un uomo, come un centauro con la testa di un uomo e il corpo di un cavallo. Esistiamo nella forma così. Ma oggi la nostra testa funziona per il corpo.

E dobbiamo trasformare la situazione in modo che il corpo lavorerà per la testa, per il bene di un’idea. Questo è già un altro livello – il livello di Adamo (Uomo), il quale non esiste nel nostro mondo. In altre parole, il corpo, tutta la nostra vita bestiale, deve essere diretto elevando la testa, verso gli ideali e gli obiettivi del livello successivo.

Abbiamo raggiunto uno stato dove il potere della natura che ci muove (il Creatore) ha smesso di spingere l’umanità in avanti. Non ci costringe ad avanzare perché dobbiamo avanzare attraverso i nostri poteri–innalzandoci alla fase successiva. E al livello su cui siamo già, c’è solo un problema: più ci rimaniamo, peggio sarà.

Mentre ci siamo sviluppati, abbiamo sempre preferito qualche forma nuova di sistema sociale. Attraverso la storia dell’umanità, creando forme nuove di questo sistema, gradualmente abbiamo scoperto le sue mancanze, e poi abbiamo cominciato a sentirci come intollerabili, così facciamo rivoluzioni: sia pacifiche, o rivoluzioni psicologiche, o con la forza, e in questo modo avanziamo, nascendo al livello successivo.

Abbiamo fatto tutto questo involontariamente, spinti dalla forza della natura (il Creatore) che ci spinge avanti. Ci ha mostrato sempre la fase successiva. Però adesso questo non sta succedendo. La prossima fase ci sta davanti, ma a noi non è per niente chiaro perché sia completamente diversa; si tratta di una fase altruistica. Si è scoperta come bisogno per una connessione completa, una dipendenza reciproca collettiva tra noi, e per questo non si capisce come fare.

Adesso stiamo gradualmente cominciando a capire l’insignificanza, la distruttività di quanto la nostra situazione sia miserabile e distruttiva – è troppo matura. E se continuiamo a rimanere in essa, aumentiamo solo la sofferenza. E la prossima fase deve essere rivelata in ogni caso. Però quanta sofferenza viene richiesta per raggiungerla? Pertanto, dobbiamo divulgare, altrimenti l’umanità affonderà in sofferenze terribili.

È possibile raggiungere lo stato successivo solo da un grande desiderio comune. Quindi a differenza delle fasi precedenti, deve continuare a svilupparsi consciamente. Spetta a noi capire questo chiaramente.

Allora dobbiamo divulgare, altrimenti il mondo sarà immerso in grandi problemi. Dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre capacità, e vedremo che questo funziona, nonostante siamo in pochi.
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Dalla lezione quotidiana della Kabbalah 24.04.2014, Domande e Risposte con Dott. Laitman

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Senza le interferenze non abbiamo bisogno del Creatore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa dipende da noi?

Risposta: Solamente la costruzione della giusta mancanza dipende da noi; mentre la Luce Superiore è assolutamente ferma, immobile. Solamente nella misura della forza della mancanza e delle sue componenti è possibile vedere la Luce in base alla sua intensità e qualità.

In base a quanti discernimenti ci sono dentro la mancanza, vedremo la Luce semplice, la Luce di Nefesh—che si trova nell’immobilità (Nefisha), senza movimento—o la Luce di Ruach (il vento) che già si muove e che si trova nel movimento. Dopo di questo, scopriamo Ohr Neshama che ci mostra la fonte da cui arriva la Luce. Iniziamo a vedere in essa il desiderio di Colui che è Superiore che è attribuito a noi.

Dopo di questo, arriva la Luce di Haya che ci mostra in che modo, con il nostro desiderio forte, complesso, e versatile, possiamo anche entrare in contatto con la Luce Superiore ed iniziare a lavorare con essa.

Poi arriva l’ultima Luce, la Luce di Yechida, quando tutto è unito attraverso la reciproca dazione.

Domanda: Qual è la differenza tra l’intensità della Luce e la Qualità della Luce?

Risposta: Intensità e qualità sono due componenti dell’intensità della Luce. Nello stesso modo, nell’elettricità, c’è un alimentatore che è determinato in base al numero di voltaggio della corrente. Questo determina quanto si può produrre dall’alimentatore, in altre parole, la capacità di funzionare e di compiere il lavoro richiesto.

La quantità e la qualità sono insieme corrette. Nella Luce Superiore, non c’è alcuna differenza tra la quantità e la qualità. Riguarda soltanto coloro che ricevono. Tutta la sostanza del livello inanimato ha lo stesso valore di quello vegetativo. Ne consegue che una parte vegetativa è grande in qualità, in contrasto all’intera natura del livello inanimato, che è grande in quantità.

Domanda: Allora, che cosa abbiamo bisogno di domandare?

Risposta: Abbiamo bisogno di domandare solamente la mancanza. E’ un bene che adesso stiamo ricevendo una mancanza durante la divulgazione. Non c’è niente che abbia più valore di questo. Sentirci obbligati con il mondo intero è la cosa migliore in assoluto. Questa è la stessa mancanza nella quale scopriamo tutta la realtà, tutti i fenomeni del Creatore.

Questa mancanza ci obbligherà a sentire quanto desideriamo il Creatore. Fino ad oggi, non abbiamo avuto bisogno del Creatore, ma, oggi, Egli è diventato per noi una necessità, come l’aria, non per niente è scritto, “Venga il Faraone!” in quanto, senza il Faraone, non avremmo bisogno del Creatore.

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 25.05.2014

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Colui che dimora, la divinità ed il gruppo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa significa “Io dimoro in mezzo alla mia gente” (Re II 4:13) e come ciò è collegato al nostro lavoro rivolto al pubblico?

Risposta: “Io dimoro in mezzo alla mia gente” significa che noi scopriamo il Creatore nella Divinità, in tutti i desideri che si accumulano al livello parlante e che vogliono somigliare al Creatore. Divinità è il collettivo, la comunità, tutta l’umanità che raccoglie in sé la natura dei livelli inanimato, vegetale e animale e che diventa il sostegno, la sostanza di un desiderio, nel quale il Creatore, la Luce Superiore, viene rivelato.

Attualmente noi agiamo come è indicato nel seguente disegno: in alto il Creatore, nel centro il gruppo e sotto la comunità. Noi usciamo al pubblico, assorbiamo le loro mancanze, le trasformiamo in mancanze nostre e le innalziamo al Creatore. La risposta ci arriva dal Creatore, MAD 1 (la Luce) e così abbiamo qualcosa da trasmettere al pubblico, MAD 2 (nel disegno).

Colui che dimora, la divinità ed il gruppo

Comunque, dopo avere lavorato per un po’, raggiungiamo la fase nella quale il gruppo inizia a lavorare con il Creatore che si trova tra il pubblico. Il vaso, la Divinità (Shechina), questo è il pubblico; e la Luce, la parte interiore del pubblico, è colui che vi dimora (Shochen), il Creatore, che si trova nell’umanità.

Innanzitutto io mi correggo rispetto al gruppo e poi lo devo immaginare nella sua forma perfetta, nel mondo dell’infinito, lo devo vedere come la Divinità. Se esso mi sembra frammentata, ciò è solo il grado della mia frammentazione. Quindi lo devo accettare come corretto e devo continuamente cambiare me stesso, per vedere il gruppo in uno stato sempre più avanzato, elevato, spirituale, sacro ai miei occhi, un luogo dove il Creatore si rivela sempre di più. E quando sono in discesa e guardo il gruppo in modo egoistico, allora mi dico che sono io a determinare tutto questo ed esso cambierà per il mio bene; cioè io non sono al suo servizio, piuttosto è il gruppo ad essere al mio servizio.

E quando ci prendiamo cura del pubblico e tramite esso (dentro il centro del gruppo) raggiungiamo il Creatore, allora il pubblico diventa prezioso per noi. Il Creatore è prezioso per noi ed il pubblico è prezioso. Così noi iniziamo a chiarire il rapporto tra la Luce ed il vaso. Per quanto riguarda il vaso, tutto dipende dal tipo di Luce che noi scopriamo in esso ed il modo in cui sentiamo che stiamo arrecando gioia al Creatore.

In questa Luce noi scopriamo l’identità superiore che viene espressa tramite la natura del mondo. Il Creatore non ha altra forma se non quella che noi Gli attribuiamo. Al momento non Gli attribuiamo alcuna forma, quindi Lui per noi on esiste. E nella misura in cui noi riusciremo a darGli una qualche forma di dazione all’interno del vaso, in quella misura Egli sarà rivelato.

Così è detto “Io dimoro in mezzo alla mia gente”. Al livello successivo il gruppo sarà come il nostro “punto nel cuore” e tutto il nostro lavoro consisterà nel vedere l’umanità come la giusta base per la scoperta definitiva della Luce Superiore.

Questo livello arriverà da sé, in base al nostro grado di avanzamento, ma è necessario capire quanto sia importante la divulgazione oggi. Non facciamo semplicemente qualcosa di buono per la comunità; piuttosto noi lavoriamo col nostro vaso spirituale per scoprire il Creatore.

Ai nostri giorni abbiamo bisogno di un gruppo, una persona non è sufficiente per questo lavoro. C’era un tempo in cui bastavano due persone per scoprire questo rapporto lavorando insieme. Ciascuno lavorava fuori da se stesso, all’interno della connessione, e questo era sufficiente, come è scritto: “Il minimo di molti è due”. (Yerushalmi Yoma 13)

Ma ora neppure un gruppo forte ed avanzato di un migliaio di persone è in grado di scoprire la Forza Superiore. L’inizio della Divinità è qui e quindi bisogna dare sempre più risalto al pubblico. E così scopriremo molto in fretta che il pubblico non è solo Israele ma tutta l’umanità.

Il vaso inizierà a reagire. Tutta l’umanità, all’improvviso, inizierà a reagire in tutto il mondo.
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Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 26.05.2014

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Il paradosso di Livelli

Dr. Michael LaitmanAll’interno della connessione una forza aggiuntiva è nascosta. Tutti e dieci di noi insieme siamo uguali a un’Elyon (l’uno Superiore). È così che la legge dei passi evolutivi e dello sviluppo lavora in natura.

Attraverso la connessione di tutti sul livello inferiore, avviene un salto evolutivo a un livello superiore, e lì la connessione viene fatta ripetutamente, seguita da un salto di sviluppo e una svolta al livello successivo. Ecco com’ è tutto il tempo. È una legge fisica della natura.

Così siamo emersi come esseri umani con tutto il loro potere, l’ intelligenza, con il corpo umano e tutte le sue fibre e cellule–solo attraverso il potere dell’unità, il potere di connessione. Senza di esso, non sarebbe successo niente. Cominciando con il Big Bang in avanti, solo il potere di connessione è stato a lavoro.

Inizia a lavorare con quel che hai, e vedrai che puoi convincere la gente. Non dire che non ti sono stati dati abbastanza strumenti per la correzione del mondo. Non è vero! Nel frattempo, se non senti che tipo di mezzi stai tenendo in mano, comincia a lavorare, e vedrai che questi mezzi esistono. Il pubblico sarà d’accordo con quello che dici, anche prima che tu sia d’accordo con te stesso.

Sì effettivamente imparare da parte del pubblico che questa è la fase successiva. Anche se sei su un livello superiore, nella tua parte inferiore, nel tuo AHP, sei più rozzo delle persone per cui stai andando fuori. Loro sono più raffinati perché si trovano in GE.

Questo è un paradosso, una contraddizione interna. Sei sul loro livello con i tuoi desideri ricettivi (AHP), e loro sono sullo stesso piano con i loro Kelim di dazione (GE). Anche se sono su un livello più basso del tuo, loro scoprono desideri dentro loro stessi che sono più raffinati dei tuoi. Sei più grossolano, ed essenzialmente, un egoista più di quanto lo siano loro. Tuttavia, il fatto è che tu desideri il Creatore e non le cose banali.

Sono d’accordo con quello che dici a loro più rapidamente e più facilmente di quanto tu sia d’accordo con le tue stesse dichiarazioni. Di questo, è stato scritto, Talmud Babyli, “Ta’anit,” 7a: Ho imparato tanto dai miei maestri, più dai miei amici, e ancor più dai miei studenti.” Si riceve indietro da loro esattamente quello che tu stesso dici loro. Ti portano prove, intelligenza ed emozione, e finalmente cominci a capire, sentire ed essere stimolato da quello che hai detto loro.
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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 6.06.2014, Gli scritti di Rabash

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Credere ciò che è scritto

Dr. Michael LaitmanDomanda: In che modo possiamo tenere insieme il gruppo al di fuori di un congresso, se un evento di questo genere richiede degli investimenti materiali molto più ampi di quelli che abbiamo? Come facciamo a far sedere tutti in cerchio?

Risposta: Qualunque cosa facciamo, dobbiamo raccogliere le persone in modo che non avranno bisogno di venire spinte dalla pressione dei problemi e dai colpi della natura, ma lo faranno solamente perché la vita va bene. Come lo si fa? Spremetevi le meningi e cercate. Lo dobbiamo fare. Non abbiamo altra scelta. Dobbiamo cercare il modo per raggiungere le persone quando le cose vanno bene, in modo che i periodi brutti non arriveranno, Dio non voglia.

Non credo che sia necessario fare dei programmi televisivi di intrattenimento con una “caccia al tesoro”. Penso che un modello come questo nasconda solamente la verità invece di attrarre a sé le persone. A me non sembra che possiamo farcela in questo modo. Gli uomini seguiranno solamente il corso della storia e non faranno attenzione al messaggio interiore.

Prima di tutto dobbiamo descrivere la nostra situazione attuale, farla evolvere in uno stato al limite del drammatico, e poi mostrare come sia possibile evitare la sofferenza e, oltre a questo, raggiungere il successo. Questo è il compito della divulgazione.

Per questa necessità, penso che il massimo sia di mettere in circolazione un libretto piccolo e facile da comprendere con delle spiegazioni. Negli ultimi vent’anni la televisione e internet si sono evoluti così velocemente che hanno tolto di mezzo ogni altra cosa, perché vogliamo vedere tutto sui nostri schermi. Ma penso che dopo l’entusiasmo e l’eccitazione iniziali per questo nuovo genere di mezzi di comunicazione, le persone ritorneranno a leggere.

E questo succederà perché con la lettura si può organizzare la mente in una forma che nemmeno una fotografia riesce. Quando leggiamo, otteniamo delle informazioni attraverso le quali possiamo organizzare e cambiare da soli il nostro pensiero, le cellule del nostro cervello, ed il nostro approccio; nel senso che ci formattiamo.

E’ impossibile trasmettere tali informazioni con la lingua perché non diventano nostre in questo modo. Solamente una percentuale molto piccola di persone riesce ad assorbire le informazioni ascoltandole, così come vedendole. In particolare, l’informazione si afferra quando si legge. Le lettere sono qualcosa di cui non ci possiamo sbarazzare. La verità deve essere scritta.
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Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 06.06.2014, Gli Scritti del Rabash

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