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Comprendere un Kabbalista

Dr Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, Ekev, 10:3-5): “Così feci un’arca di legno d’acacia e tagliai due tavole di pietra simili alle prime; poi salii sul monte con le due tavole in mano. E l’Eterno scrisse sulle tavole ciò che aveva scritto la prima volta, cioè i dieci comandamenti che l’Eterno aveva proclamato per voi sul monte, di mezzo al fuoco, il giorno dell’assemblea. Quindi l’Eterno me le consegnò.

Allora mi voltai e discesi dal monte; misi le tavole nell’arca che avevo fatto; e là esse rimangono, come l’Eterno mi aveva ordinato”.

Questo parla degli stessi Dieci Comandamenti ma ad un livello completamente differente. È come dire le stesse parole ad un bambino, ad un adolescente e ad un adulto, tutti capiscono in maniera differente, lo accettano e lo mettono in pratica in modi diversi.

Questi comandamenti sono per una generazione differente, pertanto sono differenti. È proprio il modo in cui questo processo deve accadere e così accadde con i due Templi, quando Rabbi Akiva rise della distruzione del Primo Tempio e disse: “Adesso credo che avverrà esattamente ciò che deve avvenire”.

Domanda: Ma cosa sentì la gente che vide la tragedia, vedendo lui, Il capo della generazione, che rideva nel momento in cui tutti piangevano?

Risposta: Sono due livelli di conseguimento. Il problema è che la gente non capisce i kabbalisti; per comprenderli bisogna elevarsi al loro livello. Non c’è altro modo. Si dice “Chi aumenta la conoscenza, aumenta il dolore” (Ecclesiaste 1:18). Di fatto, il kabbalista si preoccupa più degli altri, ma gioisce anche di più.

Domanda: Se una generazione non comprende il kabbalista, cosa si aspettava Baal HaSulam quando scrisse i suoi articoli?

Risposta: Il fatto è che per la generazione deve esserci qualche informazione, ma non ci fu. Il kabbalista lavora solo quando riceve un determinato compito dall’alto.

Baal HaSulam non servì l’ultima generazione, anche se scrisse un po’ riguardo a questa. Visse in un tempo molto difficile, con la creazione dello stato di Israele, la seconda guerra mondiale, l’olocausto e la morte degli ebrei. Lavorò specificamente per accettare e dare forma spirituale alla gente nell’epoca in cui visse nella terra d’Israele e per mettere le basi per l’ultima generazione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 16/05/16

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La Legge Fondamentale della Natura

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è il senso della divulgazione del metodo dell’unione?

Risposta: Dal momento che il nostro egoismo ha raggiunto il suo completo sviluppo nel processo dell’evoluzione, ci troviamo in crisi con la natura che ci circonda.
La Natura è unica e integrata, mentre noi siamo egoisti, distaccati l’uno dall’altro e divisi, e quindi noi ci troviamo in opposizione alla natura.

Questo ci porta a una crisi in molti aspetti della vita, inclusi l’ecologia e la società. La Natura potrebbe escluderci dal suo sistema se noi non raggiungeremo con lei uno stato di equilibrio. La Saggezza della Kabbalah ce ne parla in un modo molto semplice. Ama il tuo amico come te stesso è la legge principale della natura ed è anche semplice desiderarla per l’unione. Questo è ciò che noi spieghiamo alla gente.
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La saggezza della Kabbalah è stata rivelata al mondo troppo presto?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Secondo lei, la saggezza della Kabbalah è stata rivelata troppo presto? È molto staccata dal mondo moderno. Dopo tutto ci sono metodi più pratici per raggiungere, sia pure temporaneamente, l’armonia con il mondo.

Risposta: Ti sorprenderai, ma in realtà il divieto di rivelare la saggezza della Kabbalah è terminato nel XVI secolo. È stata nascosta dall’inizio del I secolo a. C. fino alla metà del XVI d.C. secolo, quando Il Libro dello Zohar raggiunse le mani del grande scienziato e kabbalista Ari. Da allora la saggezza della Kabbalah ha gradualmente cominciato ad essere accessibile a tutti.

Ma il fatto è che è stata rivelata molto lentamente, perché era necessario. Le persone la evitavano e la temevano perché, per secoli, i kabbalisti si nascosero e la nascosero, creando il mito del divieto di impegnarsi nella Kabbalah, di starle lontani, ecc.

Il successore dell’Ari fu il Baal Shem Tov che visse nell’Europa orientale. Negli ultimi secoli, a partire dall’Ari, la maggior parte dei kabbalisti sono arrivati da quella regione, perciò lo spirito dei loro grandi poteri è rimasto in quei luoghi.

In questo modo la saggezza della Kabbalah è stata rivelata molto tempo fa, ma proprio adesso è necessario diffonderla in modo molto ampio, perché il mondo la richiede urgentemente. Il mondo non può essere ancora informato riguardo ad essa, ma questo non è necessario, si renderà conto della necessità in modo naturale, a causa delle guerre e dei terribili problemi.

È meglio se diffondiamo, pubblicizziamo e parliamo del metodo della Kabbalah sempre più spesso, in modo da poter preparare l’umanità ad usarlo in modo pratico quando la situazione nel mondo diventerà insopportabile.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 17/04/16

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La missione della saggezza della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è la missione della saggezza della Kabbalah?

Risposta: È quella di ricostruire il mondo in modo da rendere il nostro come quello superiore, per cambiare il suo sistema operativo, come cambiare dal capitalismo egoistico al comunismo altruistico.

Tuttavia, dato che tutte le nostre sensazioni e pensieri (la nostra mente e cuore) funzionano dalla nascita secondo un programma di tipo egoistico, riprogrammando in azioni, sensazioni e pensieri altruistici, cominciamo a fare esperienza di un mondo completamente diverso e possiamo vedere ciò era precedentemente invisibile.

Secondo la Kabbalah, nel XXI secolo l’umanità deve iniziare il processo di riprogrammazione e deve diffondere la saggezza della Kabbalah alle persone al fine di renderli capaci di comprendere cosa sta succedendo loro e come alleviare i cambiamenti che stanno subendo.
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Il metodo per connettere il Creatore alla creatura

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa significa che l’AHP del superiore cade nel GE dell’inferiore?

Risposta: AHP sono i vasi di ricezione e GE sono i vasi di dazione, Hafetz Hesed, i quali non desiderano nulla ma sono soddisfatti di ciò che hanno. Keter, Chochma e la parte superiore di Bina sono pura dazione senza ricezione.

È solo da metà Bina in giù che inizia il pensiero di come ripagare il Padrone di casa, Keter, per il piacere che Lui gli ha dato. Per questo motivo Bina sviluppa i vasi di ricezione (Zeir Anpin e Malchut), così da poter ricevere in essi allo scopo di dare.

Questo è motivo per cui vi è solo dazione fino a metà Bina e, al di sotto, la ricezione. Cadere significa che noi non possiamo lavorare con i nostri desideri di ricezione senza avere un Masach (Schermo) sopra di essi allo scopo di dare, e per questo non li usiamo. Solo dopo aver ricevuto la Luce che Riforma, AHP possono elevarsi, però solo a condizione che noi riceviamo una risposta alla preghiera (MAN) dall’inferiore.

Ne consegue che noi possiamo usare i nostri desideri di ricezione solo allo scopo di dare agli altri, agli amici o alla gente in generale. Non saremo mai in grado di usare i nostri AHP per noi stessi, per poter raggiungere lo stato di grandezza. Perché mai dovremmo fare una cosa del genere? Questa situazione semplicemente non può esistere! Noi possiamo ricevere solo in base alla richiesta dell’inferiore.

Questa è l’intera formula di “Dall’amore per le creature all’amore per il Creatore”. È solo perché vogliamo ricevere una richiesta dalle creature e vogliamo dare loro che abbiamo la possibilità di deliziare il Creatore e provare amore per Lui. Questa è una sola azione: la ricezione della preghiera da parte loro, chiamata “amore per le creature”, e la richiesta che è indirizzata verso l’Alto, affinché la preghiera sia esaudita, chiamata “amore per il Creatore”. In base a questa formula, l’azione viene immediatamente soddisfatta.

La gente ci fornisce le sue mancanze per dare. Nonostante essa gridi “dateci il pane!”, noi dobbiamo tradurre questa richiesta in termini di mancanze spirituali. Allo stesso tempo, dobbiamo gradualmente insegnare alla gente e dobbiamo condurla verso le necessità spirituali. Com’è scritto “Perché essi Mi conosceranno dal più piccolo al più grande”. Questo significa che dobbiamo insegnare alle persone che tutte le loro mancanze, infine, devono diventare il desiderio di raggiungere la dazione nei confronti del Creatore. Allora noi riceveremo da loro la giusta richiesta e la eleveremo verso l’Alto. Questo significa che “l’amore per le creature” si connetterà tramite noi a “l’amore per il Creatore”.

Questo è l’intero sistema. Questa è l’unica azione tramite la quale possiamo compiere le correzioni. I componenti necessari in questa formula sono tre. La gente è l’inferiore, noi stiamo nel mezzo ed il superiore è il Creatore. È quindi impossibile studiare solo la Kabbalah e compiere le correzioni. Si può fare solamente insieme o l’alternativa sarà la morte. In ebraico uomo si dice Adam, colui che somiglia al Creatore. Come possiamo assomigliargli?

Dobbiamo credere che il Creatore è una forza buona e benefica, e questo è anche il modo in cui ci dobbiamo rapportare al mondo intero. Noi siamo gli unici a poter aiutare la gente a raggiungere il bene e quindi è nostro compito farlo. Per questo motivo riceviamo le loro mancanze e le eleviamo verso l’Alto.
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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.02.2014, Gli Scritti di Baal HaSulam

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Affinché la qualità prevalga sulla quantità

Dr. Michael LaitmanDomanda: Molti amici coinvolti in attività simili sono sempre alla ricerca di soldi, del numero delle persone. Sono preoccupato che anche noi andremo verso la quantità e non verso la qualità.

Risposta: Se sarai costantemente con noi nelle lezioni allora questo non ti accadrà.

Perciò sono inamovibile su questo punto: tutti, specialmente quelli che sono coinvolti nell’educazione integrale, devono partecipare a tutte le lezioni del mattino, questo è un obbligo!

Senza questo non è chiaro cosa andranno ad insegnare. Devieranno verso la psicologia, la sociologia, il misticismo e chissà cos’altro. Dobbiamo essere cauti su questo. Pertanto, è essenziale la connessione con me attraverso le lezioni.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 11/02/2014

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Un Kabbalista può fermare la guerra?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se l’uomo è diventato un Kabbalista, ha rivelato il mondo superiore e rileva le forze che si celano a tutti gli altri, come fa questo ad influenzare la sua vita quotidiana?

Risposta: Lui, come tutti gli altri, va a lavorare, si prende cura della sua famiglia e alleva i suoi figli. Nella sua vita non cambia niente tranne il fatto che, dal momento in cui diventa un Kabbalista, può rendere il nostro mondo migliore attraverso le sue azioni.

Dopo tutto, egli porta la forza positiva nel mondo contro tutte le forze negative che stanno arrivando dagli altri.

Tutti gli altri sono egoisti e lui è un altruista. Così, inizia a fare dei buoni cambiamenti nel mondo. Ferma le cattive progressioni degli eventi, le guerre, le catastrofi e gli atti di terrorismo. Impegna le sue forze di dazione e quindi inclina la bilancia delle forze verso la parte del bene.

Domanda: Come può fermare un Kabbalista la guerra?

Risposta: Tutto ciò che sta accadendo nel nostro mondo è il risultato dell’interazione tra le forze del bene e del male. Nel nostro mondo agiscono solo queste due forze, divise in molte forze particolari, positive e negative: i 613 desideri, le 613 forze e le 613 Luci.

Tuttavia, il Kabbalista è in grado di equilibrare, come su una bilancia, l’influenza che giunge dall’Alto e di renderla buona. Egli può mettere un peso sul piatto del bene, che sposterà la freccia sul piatto della bilancia dal lato negativo per portarlo al centro dell’equilibrio. Com’è scritto: “Se l’anima così merita, giudica se stessa e l’intero mondo sul piatto della bilancia del merito”.

Domanda: Allora, perché non abbiamo istituito uno squadrone di Kabbalisti in campo militare per fermare gli attentati terroristici e le guerre?

Risposta: È vero! Ma per fare questo dobbiamo prima procurarci molti Kabbalisti. Purtroppo, al momento, non ce ne sono nel mondo. Ci auguriamo che presto potremo portare molti Kabbalisti nella nostra organizzazione, affinchè possono insegnare a tutti, raggiungendo sempre più persone.

Tuttavia oggi, il mondo è a corto di Kabbalisti, ed è evidente da quello che sta accadendo con il popolo di Israele, entro i confini di Israele e oltre, dall’atteggiamento negativo di tutto il mondo verso la nazione. Tutto questo è il risultato del fatto che non possiamo spostare il mondo sul piatto del merito della bilancia, né noi, né il popolo d’Israele, e tanto meno il mondo intero.

Solo il popolo di Israele è capace di fare questo. Solo a noi è stato dato il libero arbitrio, e se non saremo in grado di spostare il piatto della bilancia per il mondo intero e per noi stessi verso il lato del merito, allora riceveremo la reazione negativa che stiamo vedendo oggi.

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Da un programma della radio israeliana 103FM 16/8/2015

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Condividere il dolore degli altri è la chiave per la rivelazione del Creatore

Dr. Michael LaitmanDa “Fruits of Wisdom” (I Frutti della Saggezza) e “He Who Shares the Public’s Grief” (Colui che Condivide il Dolore Altrui) di Baal HaSulam: “L’uomo viene valutato in base alla sua misura” cioè in base alla grandezza dei vasi, in base al contenitore ed alla sua parte interiore. La stessa mancanza verrà sempre colmata, non di più e non di meno.

Quindi, il servo del Signore che non condivide il dolore degli altri ma sente solo la propria mancanza personale, ha un contenitore per l’abbondanza che non è abbastanza grande e quindi non potrà ricevere la rivelazione generale della Divinità nel segreto della consolazione comune, poiché egli non ha preparato un vaso per ricevere questa fase più ampia ma (l’ha preparato ndt) solo per la sua fase privata.

Tuttavia, se egli condivide il dolore altrui e percepisce i problemi generali come fossero propri, allora viene ricompensato con la visione della fase completa della rivelazione della Shechina, cioè la consolazione di tutta Israele, poiché la sua mancanza è una mancanza generale e quindi l’abbondanza della santità è anche generale.

Bisogna dunque comprendere il significato di “I giusti non hanno requie”, che significa che poiché l’abbondanza è benedetta in base al livello di mancanza ed all’intensità dei desideri dei giusti, allo stesso modo, non di più e non di meno, essi si sforzano sempre di approfondire ed ingrandire i loro vasi, perché colui che dona non ha limiti, solo chi riceve li ha. Quindi, il loro unico obiettivo nella vita è quello di rafforzarsi, desiderare ardentemente che in essi si formi un vaso e così arrecare contentezza con l’espansione dei confini della santità.

Il vaso di ricezione è limitato ed il vaso di dazione è illimitato. Tutto dipende dall’uomo. Tanto quanto l’uomo tenta di espandere il proprio vaso di dazione, così riceve aiuto dall’alto. Se l’uomo è davvero interessato alla correzione ed usa tutti i mezzi che ha, potrà sempre ingrandire il proprio vaso, ovvero, aumenterà la propria mancanza per la dazione. La Luce che riforma opera sull’uomo in base a questi sforzi e corregge il suo vaso, lo prepara e lo riempie. È quindi detto “I giusti non hanno requie, né in questo mondo né nel mondo a venire”, cioè né al livello attuale, né al prossimo livello, e saranno sempre in grado di avanzare.

La chiave e la base per l’avanzamento è condividere il dolore altrui, nel senso che le mancanze aggiuntive ed il bisogno di dazione possono essere acquisiti dall’ambiente. Non vi è alcun altro luogo; l’ambiente è l’unico posto dal quale si può attingere illimitatamente e di conseguenza avanzare.

Possiamo dunque stabilire come l’uomo vede il proprio avanzamento nella vita spirituale. Oggigiorno questo riguarda chiunque, sia uomini che donne. Dipende dall’uomo, se si isola e pensa che avanzerà solo grazie allo studio oppure se partecipa alla divulgazione ed alla vita di comunità, connettendosi al gruppo con tutte le sue forze. Se l’uomo non fa questo, non potrà accumulare la mancanza per la dazione, certamente, arrivare ad una preghiera e ricevere un vaso già pronto. La Luce è in abbondanza e riempirà quindi immediatamente il vaso nel momento in cui sarà pronto.

Baal HaSulam scrisse: “L’uomo viene valutato in base alla sua misura”. In fin dei conti può valutare solo quanto ardentemente desidera essere nel vaso di dazione ed essere riempito dalla Luce. Tutto dipende solo da lui, dalla preparazione del suo vaso. Condividere il dolore altrui è la chiave per la rivelazione del Creatore.

Nel suo articolo “The Giving of the Torah” (Il Dono della Torah) Baal HaSulam scrisse che quando i figli di Israele erano in Egitto, divennero una nazione che interamente soffriva la schiavitù ed il duro lavoro nel momento in cui iniziarono a condividere reciprocamente le proprie pene. Il Faraone portò i figli di Israele più vicino al Creatore ed impose loro afflizioni sempre maggiori e, quale risultato, li obbligò a connettersi. Essi si resero conto che solo grazie alla connessione tra di loro potevano essere salvati ed uscire dall’Egitto. In questo modo l’uomo riceve la giusta mancanza.

Ne consegue che abbiamo opportunità illimitate di avanzamento, perché tutto il mondo ha bisogno di correzione. Avremo sempre la possibilità di influenzare la società e di impegnarci maggiormente nella divulgazione, senza limiti; riceveremo le mancanze dalle persone ed avanzeremo prima di loro ogni volta, così saremo i loro insegnanti e li serviremo. In questo modo, avanzeremo verso i vasi di dazione sempre più grandi.

Tutto il dolore deve avere un unico scopo: assorbire mancanze aggiuntive dall’ambiente più prossimo o da un ambiente man mano più ampio, finché tutto il mondo viene incluso nel mio vaso. Questo è lo scopo della rottura dei vasi, cioè l’osservanza dei comandamenti. Solo costruire una mancanza per la dazione può dare appagamento a tutto.

Oggigiorno vediamo che il mondo intero, inclusi noi, è già pronto per la rivelazione della mancanza per la mutua dazione. Così costruiamo il luogo per la rivelazione del Creatore, in modo da arrecargli contentezza. Tutto questo avverrà di fronte ai nostri occhi.

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Dalla Preparazione al Congresso 25/02/2014

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Divulghiamo!

Dr Michael LaitmanDomanda: In che modo la nostra divulgazione sviluppa qualitativamente il nostro desiderio?

Risposta: È grazie alla divulgazione che divento un uomo che dona. Eccetto la divulgazione, non c’è altra azione nel nostro mondo che possa farmi assomigliare al Creatore.

Posso andare da qualche parte alla sera e fare un workshop, una conferenza, parlare alla gente e avvicinarli gradualmente l’uno all’altro, incoraggiandoli a riflettere sul significato della vita e dicendo loro come possiamo migliorare la nostra vita materiale.

La nostra vita materiale è solo un pretesto per partecipare alla dazione reciproca. Dopo tutto, il mondo intero è solo un pretesto, il motivo interno per iniziare a costruire le giuste relazioni sopra di esso. Io dico alla gente come saremo in grado di sbarazzarci di tutti i nostri problemi e della nostra miseria grazie alle giuste relazioni tra noi.

Si preoccupano di cosa accadrà loro in questo mondo. Vogliono farmi disegnare un quadro meraviglioso del futuro per loro e devo disegnare il futuro meraviglioso che avremo se saremo più connessi gli uni agli altri. Non avendo altra scelta, questo è un compromesso per la gente e il mezzo per migliorare il loro futuro materiale, mentre per me la vita materiale è temporanea ed è solo uno stimolo, il pretesto, il motivo per ascendere agli stati spirituali.

Questo significa che i nostri obiettivi e i nostri mezzi sono opposti a quelli del pubblico, ma questa è la differenza tra i livelli: per me questo è lo stato al livello superiore e per loro è diverso al livello inferiore. Tuttavia, percepisco i loro desideri materiali e, per soddisfarli, suggerisco di stabilire delle relazioni migliori tra noi, e la gente inizia già a pensare a come migliorare il rapporto tra loro, poiché senza questo non migliorerà la nostra vita materiale.

Io uso il loro desiderio per correggere i rapporti fra tutti e li innalzo veramente al mio livello. Dal mio livello, ho già innalzato questi desideri al livello dei rapporti tra le persone, il quale appartiene al pensiero della creazione, e chiedo al Creatore di darci la forza per superare gli ostacoli, in modo che la connessione tra di noi guarirà le ferite dolorose dell’umanità. Dopo tutto, il fatto che loro sentano i colpi è segno della mancanza di connessione tra di noi, quindi ognuno raggiunge uno stato di armonia. L’uomo normale raggiunge un certo livello di connessione con gli altri e un riempimento materiale. Ho avuto la possibilità di donare a loro e quindi di donare al Creatore, e il Creatore gioisce! Questo significa che tutti questi tre livelli sono avanzati nella direzione giusta. Così ho intensificato la gloria del Creatore in tutto il mondo.

Quindi divulghiamo! Però prima sottomettiamoci a questa azione e scaviamo nei chiarimenti per capire correttamente:

  • Perché lo facciamo,
  • Cosa vuole la gente,
  • Perché dobbiamo assorbire i loro desideri,
  • Come possiamo essere sicuri di fornire loro una buona vita solo se siamo connessi,
  • Come comincio a sentire di dover portare le persone al giusto riempimento,
  • Perché ho bisogno del gruppo per farlo, dato che altrimenti non sarò in grado di svolgere il mio ruolo nella divulgazione,
  • Perché abbiamo bisogno del Creatore in questa faccenda.

Io esco veramente verso le persone comuni che si lamentano dei loro problemi materiali e, alla fine, sento che senza l’aiuto del Creatore sono completamente perso. La gente forma questa mancanza in me, la necessità del Creatore! Dopo tutto, vedo di non poter dare nulla a loro da solo se il Creatore non mi aiuta.

Quindi, dobbiamo connetterci davvero alla forza superiore dalla parte delle persone e, pertanto, dobbiamo apprezzare realmente il nostro lavoro in divulgazione, dal momento che ci offre realmente l’opportunità per l’ascesa spirituale.
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Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 06/03/2014 “Gli scritti del Baal HaSulam”

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Dr. Michael LaitmanLe argomentazioni di Mosè convinsero Jethro a lasciare i suoi bambini nel campo degli ebrei. I nipoti di Jethro entrarono nella terra d’Israele e, come aveva promesso Mosè, ricevettero le terre fertili di Gerico e dei suoi dintorni.

In definitiva divennero dei maestri importanti della sapienza nella Torah. I discendenti di Jethro divennero famosi come capi del Sinedrio insegnando la Torah a tutta la comunità di Israele (Midrash Mesaper, Parshat Beha’alotcha).

Quelli fra le nazioni del mondo che hanno avuto i più grandi desideri egoistici e che riuscirono a correggerli, divennero i più grandi della generazione. Divennero superiori e maggiori rispetto ai capi delle tribù, come nell’esempio di Rabbi Akiva.

Secondo la sua radice, Israele è Galgalta ve Eynayim, i desideri più facili e più puri che non possono assorbire la luce di Chochma in loro, mentre le nazioni del mondo, quando ricevono questo metodo da Israele e si correggono, scoprono una grande Luce di Chochma.

Quindi è scritto: “Se qualcuno dice che vi è la saggezza tra i gentili, credeteci” (Eicha Rabbah 2,13) perché esiste in una fase di correzione.

Le nazioni del mondo che raggiungono il concetto di “Israele” si uniscono al popolo di Israele per diventare un ponte per la loro gente. Israele stesso non può diventare un ponte del genere, dal momento che, per fare questo, sarebbe dovuto diventare AHP de Aliyah, che è una salita dal basso verso l’alto.

È indispensabile quindi, diffondere la Saggezza della Kabbalah al mondo intero.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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