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Stiamo ancora evolvendo? In cosa ci evolveremo?

La forza che ci spinge avanti nell’evoluzione sviluppa in noi il desiderio di ricevere: desiderare di più, acquisire, comprendere e conoscere. È così che ci evolviamo di generazione in generazione, anno dopo anno, ovvero attraverso la forza della ricezione. Acquisiamo conoscenze sul nostro mondo, ci integriamo in esso e cerchiamo di controllare ciò che vi accade.

I problemi iniziano quando manca un equilibrio tra l’individuo e l’ambiente. Quando prendiamo costantemente per noi stessi, senza considerazione o limiti, danneggiamo gli altri e la società. Questo crea un mondo squilibrato che manca della forza della dazione, ovvero della forza del dare, del partecipare, e infine dell’amore.

Questa consapevolezza ha cominciato a diffondersi negli anni ’60. Le persone iniziarono a riconoscere i limiti dello sviluppo egoistico. Compresero che non si può continuare a progredire solo con il desiderio di ricevere, dove ognuno vede solo se stesso e ignora ciò che lo circonda. Anche quando diamo, spesso è con l’aspettativa di ottenere qualcosa in cambio.

Contemporaneamente, si è risvegliato il desiderio di sentire la natura in modo più profondo, di penetrare l’essenza dell’esistenza. Le persone hanno iniziato a rendersi conto che per sentire la natura a un livello più profondo sono necessarie qualità che in noi non sono innate.

A quanto pare, ci manca la forza del dare, una forza come quella di Madre Natura, cioè una forza generosa da cui nasce ogni evoluzione. Proprio come agiamo verso i nostri figli, così la natura agisce verso di noi. E come rispondiamo? Riceviamo tutto dalla natura e ne godiamo, ma siamo simili a lei? Assolutamente no. Siamo completamente opposti.

Quando pensiamo a noi stessi, al significato della vita, al processo che stiamo attraversando, sorge spontanea la domanda: esiste uno scopo che dovremmo raggiungere? Sembra che ogni evoluzione in natura abbia uno scopo, quindi che dire di noi, dell’umanità nel suo insieme? Possiamo indagare su questo interrogativo? Se troviamo una risposta, possiamo già iniziare ad allinearci di conseguenza e procedere verso una vita veramente buona.

Ci sono due forze fondamentali in natura: la forza del dare e la forza del ricevere. Nei nostri corpi, nell’intero universo, tutto è forza.

Dall’inizio della creazione, queste due forze si sono sviluppate insieme, hanno interagito in varie combinazioni e creato forme esterne di materia. Le interazioni tra particelle negative e positive, elettroni e protoni, hanno formato atomi, molecole, e poi vari composti nel livello inanimato della natura.

Attraverso una complementarità reciproca, queste forze hanno continuato a evolversi, formando cellule viventi. Nel mondo vegetale  il movimento è divenuto già evidente, cioè l’assorbimento e l’emissione di energia e materia. Più tardi, la combinazione delle forze si è fatta più complessa, dando vita al regno animale, dove gli esseri si muovono autonomamente, cercano cibo e lottano per sopravvivere e riprodursi. Inoltre, ogni essere si adatta ai cambiamenti nell’ambiente.

La natura del dare, che è la forza che sostiene, fornisce e nutre, è più nascosta e interiore. La natura del ricevere è più evidente. Nei regni inanimato, vegetale e animale, l’evoluzione si è svolta secondo un programma interno,  lo stesso è accaduto nell’umanità per centinaia di migliaia di anni. Oggi, però, sentiamo di aver raggiunto un limite. Abbiamo esaurito il nostro sviluppo tramite la forza della ricezione e per progredire abbiamo bisogno di aggiungere la forza del dare, del connettersi e dell’amare.

Come possiamo farlo? Chi ce lo insegnerà?

Finora siamo stati abituati a usare solo la forza della ricezione, che è una forza di separazione. Più eravamo diversi, superiori e dominanti rispetto agli altri, più eravamo considerati di successo. Ora dobbiamo evolverci e imparare a lavorare con la seconda forza della natura: la forza della dazione. Dobbiamo integrarla con la forza della ricezione per elevarci insieme a un nuovo livello di sviluppo.

Un chiaro esempio di queste due forze opposte si vede nei rapporti con la società, tra individuo e collettività. Se costruiamo una società che rifletta i valori della dazione, della connessione e del dare e poi studiamo i nostri rapporti reciproci, potremo raccogliere dati  sulla forza della dazione che dobbiamo acquisire e apprenderla, in contrasto con la forza della ricezione.

Gradualmente, impareremo a usare caratteristiche come invidia, brama e onore in modo speciale per promuovere la dazione. Questo dipende da un cambiamento dei valori sociali in tale direzione. Siamo creature sociali e vogliamo sempre apparire favorevolmente agli occhi di ciò che la società rispetta. Man mano che ci svilupperemo in questa direzione, vedremo come la forza della dazione diventerà la forza dominante che determinerà tutte le nostre azioni, relazioni, pensieri e intenzioni tra di noi.

Cosa ne guadagneremo? Innanzitutto, otterremo una società più sicura, sana ed efficiente, in cui tutti si prenderanno cura di tutti, come in una famiglia sana e funzionale. Questo tipo di relazione cambierà radicalmente le nostre vite e migliorerà ogni ambito del mondo di oggi, ormai compromesso.

Tuttavia, al di là di questo, e questo è il punto cruciale, più acquisiamo la forza della dazione, più iniziamo a sentire e comprendere la natura come nostra madre. Proprio come un neonato che diventa bambino, adolescente e poi adulto, così anche noi, diventando donatori come la natura, iniziamo a percepire le sue forze interiori, le forze che stanno dietro la materia.

Cos’è la materia che vediamo? Se la scomponiamo, troviamo atomi, poi particelle e infine forze. In definitiva, esiste una forza, che è ciò che i fisici osservano negli acceleratori di particelle e in altri strumenti.

Qui acquisiamo le forze fondamentali, la forza della dazione e la forza della ricezione, che sono alla base di tutta la materia. Entriamo nella materia, nella creazione e vediamo come la combinazione di queste due forze costruisce, compone e connette ogni cosa con meravigliosa saggezza. Comprendiamo quindi ancora più profondamente, al di là di queste forze e delle loro azioni, il programma operativo che le sottende.

Acquisire ed equilibrare queste due forze dentro di noi porta alla conoscenza della natura, di Madre Natura, la forza generale che opera, genera la vita e la guida verso uno scopo che potremmo arrivare a scoprire.

Questo ci aiuta a comprendere la vita che stiamo vivendo ora. Iniziamo a vedere ogni cosa in modo trasparente, a penetrare ogni cosa che ci accade, intorno a noi e dentro di noi, vedendo tutto come una combinazione di forze.

Questa non è una conoscenza esteriore come quella che abbiamo acquisito finora attraverso la sola ricezione, ma la combinazione di entrambe le forze e delle nuove qualità che ne ricaviamo ci fornisce strumenti interiori. Non sono strumenti esterni come quelli di fisici, chimici e altri scienziati, ma dentro di noi sentiamo la natura e noi stessi come parti integranti di essa. Iniziamo a vedere, vivere ed essere inclusi in questo grande processo.

Cominciamo anche a percepire noi stessi non a livello di corpi solidi, fatti di carne e ossa, o nei loro aspetti vegetativi e inanimati, ma attraverso le forze che agiscono dentro di noi e il modo in cui esse interagiscono con la natura generale e globale.

Quando scopriamo il sistema interiore, le nostre forze personali, le forze dell’ambiente e le forze della natura nel suo complesso, ci percepiamo come parti integranti di questo intero sistema, connessi ad esso. È così che arriviamo a conoscere profondamente la natura e a percepirne l’eternità e la perfezione.

Questo è, infatti, lo scopo della nostra evoluzione in questa nuova era in cui siamo entrati e negli anni a venire. Dobbiamo semplicemente comprendere che c’è una grande differenza tra questa nuova vita e ciò che è accaduto fino ad ora. Nel corso della storia, siamo progrediti istintivamente, guidati da un’unica forza: il desiderio di ricevere. Ci ha spinto a cercare ovunque come ottenere di più. Ora, abbiamo bisogno di sviluppare sempre più un approccio di considerazione, connessione, complementarietà e integrazione dentro di noi.

Man mano che sviluppiamo la forza della dazione, cresce anche la forza della ricezione, ma in un modo nuovo, cioè in contrasto con la forza del dare. Quindi, queste due forze si completano a vicenda a un livello superiore, dando origine a un’opera creativa. Un ulteriore sviluppo umano avviene quindi attraverso la comprensione, il sentire, il conseguimento, la chiarificazione, la critica e le correzioni che apportiamo nella combinazione e nell’equilibrio tra le due forze. Continuiamo così a evolverci dalla completezza a una completezza ancora maggiore e oltre.

Come risultato di questo intero processo, si sviluppa una nuova consapevolezza di chi siamo e in quale sistema esistiamo veramente. Quando penetriamo nella natura organizzando queste due forze interiori di ricezione e dazione, iniziamo a percepire dimensioni oggi inaccessibili.

Entriamo in un sistema di forze che trascende il tempo, il movimento e lo spazio, raggiungendo traguardi spirituali e appagamento interiore nelle nostre emozioni e nel nostro intelletto, senza alcuna connessione con il nostro corpo fisico. Perché? Perché tutto si espande solo attraverso il conseguimento, attraverso la nuova consapevolezza che acquisiamo. Il nostro corpo si rivela allora come un semplice aspetto delle forze istintive e iniziali che ci sono state donate esclusivamente per consentirci di evolvere verso una dimensione di esperienza superiore.

Viviamo quindi in un’epoca speciale, in uno stato unico, e ci stiamo avvicinando alla fase della nostra nascita come esseri umani che assomigliano al vasto sistema della natura. Davanti a noi si apre uno straordinario sviluppo nella comprensione e nel conseguimento, verso vite sempre migliori, oltre i nostri attuali confini, verso un’esperienza di vita senza limiti.

Basato sull’episodio 12 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 10 gennaio 2012.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come potrebbe essere strutturata una società fondata sull’amore?

La principale differenza tra esseri umani e animali è che gli esseri umani sono in costante cambiamento. In noi si risvegliano continuamente nuovi desideri, l’ego si sviluppa e ci conduce in varie direzioni. Cosa vorremo nel prossimo momento, tra un anno, tra dieci anni? È persino divertente provare a indovinare. Tuttavia, esiste una tendenza generale di sviluppo che vale la pena studiare e comprendere. Questo ci aiuterà a prepararci ai cambiamenti futuri e a ottenere il massimo successo nella vita.

Innanzitutto, dovremmo osservare la struttura dei nostri desideri. In senso ampio, possiamo distinguere tra due tipi di desideri. I primi sono desideri fisici, che anche gli animali possiedono: desideri per il cibo, il sesso, la famiglia, e così via. I secondi sono desideri umani, come il desiderio di ricchezza, onore, controllo e conoscenza.

Nei desideri fisici, come quello per il cibo, vediamo che l’eccesso ci danneggia molto e nuoce alla nostra salute. Facciamo molte cose inutili con il nostro corpo che non hanno alcuna giustificazione. È qui che entra in gioco il consumo equilibrato e razionale, a cui dovremmo tendere.

Allo stesso tempo, dobbiamo spostare la nostra attenzione sullo sviluppo del livello umano dentro di noi. Questo si evolve attraverso connessioni positive con gli altri, relazioni reciproche e complementari, e qui abbiamo molto lavoro da fare.

Sebbene fin dall’infanzia ci venga solitamente insegnato a trattare bene gli altri, il mondo diventa ogni giorno più egoista. Le nuove generazioni vedono ovunque esempi contrari: nei media, nella politica, nei social, negli affari, per strada. Questo crea una visione ristretta che porta le persone a costruire il proprio successo sulla rovina altrui. Ricchezza e felicità vengono misurate in termini comparativi, e la vita diventa una grande competizione distruttiva.

Da una prospettiva più ampia, lo sviluppo che abbiamo attraversato nel corso della storia ha portato il mondo a un punto morto. Ognuno di noi ha un’arma mortale in una mano e un ego smisurato nell’altra. L’economia globale minaccia di scoppiare come una bolla. Abbiamo prosciugato la Terra di quasi tutte le sue risorse, inquinato l’ambiente e, ultimamente, stiamo anche riempiendo lo spazio di rifiuti.

Soprattutto, l’uomo moderno è insoddisfatto della vita. Disperazione e depressione dilagano nel mondo. Le relazioni si spezzano. Le scuole sono diventate focolai di interazioni negative. C’è cattivo comportamento, lotta e guerra ovunque.

Alla fine, deve emergere una decisione, in cui sentiamo di dover smettere di vivere in modo egoistico, e che non abbiamo altra scelta se non cambiare la nostra percezione. Dobbiamo elevare la natura umana in modo da sentirci non separati, ma parte integrante di tutti, condividendo una connessione da cuore a cuore con tutti gli esseri umani. Questo è ciò che sarà considerato autocorrezione, rieducazione, superamento del ristretto egoismo e trasformazione da creatura selvaggia in essere umano.

Il metodo dell’educazione integrale ci guiderà in questo processo. Ci insegnerà cosa fare, perché e come. Più lo applichiamo, più vedremo che salva l’umanità dall’autodistruzione, verso cui ci stiamo dirigendo.

Oltre a salvarci da un pericolo incombente, il metodo integrale ci eleverà anche a un nuovo livello di bontà, armonia e pace. La connessione che si formerà tra noi grazie alla sua guida ci porterà al successivo livello evolutivo, dove entreremo in contatto con il funzionamento interiore della natura. Scopriremo una forza nella natura che guida l’intero processo evolutivo, un pensiero supremo, che è la forza più grande alla base della realtà. Inizieremo a percepirne l’eternità e la perfezione, e ne saremo inclusi, pervasi e vivremo attraverso di essa. Pertanto, l’importanza di questo metodo supera ogni altra saggezza o scienza.

Applicare il metodo integrale porterà le persone a dare esempi positivi le une alle altre. Ognuno influenzerà positivamente gli altri, mostrando come trattare bene gli altri, essere premurosi, amare e donare, e in questo modo formeremo una rete di reciproca influenza positiva.

Questa rete avvolgerà tutti nel calore e nell’amore. I bambini cresceranno in un ambiente positivo, in un cerchio di sostegno in continua espansione. Amore in casa, nella famiglia, poi tra gli amici dell’asilo, poi a scuola, all’università, sul posto di lavoro. In ogni luogo, considerazione reciproca, incoraggiamento e sostegno riempiranno le nostre vite.

Così, il sentimento d’amore accompagnerà ogni persona dall’infanzia tra le braccia della madre fino a percepire l’amore della società come una forza suprema, cioè come la legge generale della natura. Questo condurrà a una sensazione di armonia che permea l’intero sistema naturale, alla scoperta dell’amore attraverso cui la forza generale della natura costruisce il processo evolutivo in cui ci troviamo.

Dobbiamo arrivare a comprendere che il nostro lavoro principale è sviluppare amore per gli altri esseri umani. Facendo questo, raggiungiamo la percezione e la sensazione della forza generale dell’amore che esiste nella natura. Tra l’altro, imparando ad amare gli altri, diventeremo naturalmente buoni verso tutti e proteggeremo anche la natura. Allora prenderemo dai livelli inanimato, vegetale e animale solo ciò che è necessario alla nostra esistenza, e non di più, permettendo alla natura di ritrovare l’equilibrio e rigenerarsi.

Correggere il nostro atteggiamento verso gli altri, passando dall’egoismo all’amore, avviene attraverso pensiero, parola e azione. Tutti e tre devono essere orientati alla costruzione di una nuova società equilibrata e integrale.

A livello di pensiero, dobbiamo chiarire interiormente, sotto l’influenza dell’educazione che riceviamo e degli esempi positivi che ci circondano, che l’obiettivo della vita è raggiungere l’amore universale. A livello di parola, dovremmo prima convincerci di questo e poi spiegarlo agli altri. A livello di azione, dovremmo investire tutte le nostre energie nella costruzione della nuova società, finché non ci sarà più abbandono o emarginazione nel mondo.

L’equilibrio tra gli esseri umani porterà all’equilibrio con la forza generale della natura, cioè con la legge generale che spinge tutte le parti della realtà verso un’integrazione completa. In questo modo, creeremo un sistema circolare e completo, e completeremo l’intero processo evolutivo iniziato con l’emergere della vita. In uno stato di piena armonia, non sentiremo più la pressione della natura e vivremo in modo perfetto.

Diversamente dall’evoluzione nei livelli inanimato, vegetale e animale, che ha richiesto miliardi di anni, da ora in poi il ritmo dell’evoluzione è nelle nostre mani. Tutto dipende dalla costruzione di un buon ambiente che ci faccia avanzare e sviluppi in noi una percezione integrale al posto di quella egoistica.

Se l’enfasi nei desideri personali e fisici era rivolta all’evitamento degli eccessi, nei desideri sociali e umani la direzione è opposta. Dovremmo connetterci il più possibile con gli altri, a partire da quelli più vicini a noi e poi con quelli più lontani, in cerchie sempre più ampie, avanzando insieme dalla considerazione alla responsabilità alla garanzia reciproca, fino a raggiungere un amore eterno, collettivo e inclusivo.

Man mano che ciò accadrà, ci incorporeremo gli uni negli altri, assorbendo emozione e intelletto da tutta l’umanità. La nostra capacità di percepire si espanderà, e si aprirà davanti a noi una realtà completamente nuova. Usciremo dai confini del sé per entrare in un senso collettivo della vita e scopriremo l’apice dello sviluppo che la natura ha preparato per l’essere umano.

Basato sull’episodio 11 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 9 gennaio 2012.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Le persone sono il prodotto del loro ambiente?

Chiudi gli occhi per un momento e prova a ricordare gli eventi principali della tua vita. Guardando indietro, hai la sensazione di aver avuto il controllo su ciò che è accaduto?

Anche osservando l’evoluzione umana nel suo insieme, possiamo vedere che finora essa non ha avuto un vero controllo sulle varie situazioni che ha attraversato. Eppure, tutti noi cerchiamo di cambiare la nostra vita di tanto in tanto e di renderla il più confortevole possibile.

Modifichiamo la società, la vita familiare, l’educazione, la cultura e le nostre relazioni con gli altri, sempre con l’obiettivo di portarci verso uno stato più piacevole e migliore. È una nostra tendenza naturale: tutti desideriamo godere della vita il più possibile. Si tratta di un processo di sviluppo graduale, e a ogni fase utilizziamo i mezzi a nostra disposizione per avanzare.

L’essere umano evolve quando desidera cambiare e migliorare la propria esistenza. Esploriamo la natura, cerchiamo conoscenza e leggi, e così sviluppiamo la scienza. Cerchiamo di organizzare la nostra vita per vivere meglio. È per questo che abbiamo sviluppato diverse tecnologie, dagli elettrodomestici come lavatrici, asciugatrici, forni, stufe, condizionatori e scaldabagni, fino a Internet, i satelliti per le comunicazioni e altre tecnologie avanzate. Cerchiamo di costruirci un ambiente confortevole e di evitare la sofferenza. Vogliamo trarre piacere da ogni situazione perché è nella natura umana.

Abbiamo bisogni primari di cibo, sesso e famiglia, simili a quelli esistenziali degli animali. Oltre a ciò, abbiamo desideri umani di ricchezza, onore, controllo e conoscenza. Abbiamo anche bisogno di cultura, istruzione e simili, che di solito sono altrettanto importanti dei nostri bisogni primari. Alcuni sono persino disposti a ridurre i loro bisogni primari per ottenere più istruzione, cultura e conoscenza. Altri sono pronti a sacrificarsi per ottenere denaro, rispetto, controllo o saggezza, mangiando, dormendo o trascorrendo del tempo con la famiglia a malapena, pur di raggiungere il loro obiettivo.

Ognuno di noi possiede queste aspirazioni in proporzioni diverse e cerca di soddisfarle secondo le proprie inclinazioni naturali e capacità. Tuttavia, anche l’ambiente in cui viviamo e l’educazione che abbiamo ricevuto determinano quanto impegno siamo disposti a investire per raggiungere i nostri obiettivi, e con quali mezzi.

Ognuno di noi possiede queste aspirazioni in proporzioni diverse e cerca di realizzarle secondo le proprie tendenze e capacità naturali. La realizzazione dipende anche dall’ambiente in cui viviamo e dall’educazione che abbiamo ricevuto. Queste determinano quanto sforzo siamo disposti a investire per raggiungere i nostri obiettivi e con quali mezzi.

L’ambiente influisce sullo sviluppo di alcune inclinazioni più di altre. Pensiamo ai nostri figli: se mandiamo un bambino in un ambiente che valorizza la scienza, inizierà ad apprendere quanto la scienza sia importante e rispettata. Anche se non è naturalmente portato per la conoscenza, l’ambiente può aiutarlo a sviluppare quella tendenza. In altre parole, l’ambiente può alterare l’equilibrio delle inclinazioni naturali di un bambino, sviluppandone alcune più di altre.

Lo sviluppo di un bambino dipende dunque dall’ambiente, dai genitori, dalla società in cui vive e dalle opportunità che questa offre. Questi fattori lo plasmano e lo indirizzano in diverse direzioni, creando le basi su cui continuerà la propria vita.

Anche la generazione in cui nasce il bambino influisce sulle sue capacità naturali e sul loro sviluppo. È evidente che i bambini di oggi comprendono il mondo dei dispositivi moderni molto meglio degli adulti. A differenza nostra, sono nati con caratteristiche adatte al nuovo mondo e sono capaci di utilizzare tecnologie come smartphone e computer. Molti adulti hanno bisogno dell’aiuto dei propri figli per usare queste tecnologie, mentre le nuove generazioni vi si adattano con naturalezza.

In ogni caso, lo sviluppo umano è determinato dall’ambiente. Senza di esso, il potenziale che ci portiamo dentro fin dalla nascita non si realizzerebbe. Esistono storie note sulla “Sindrome di Mowgli”, bambini abbandonati per lunghi periodi in foreste o luoghi remoti, che si sono sviluppati in modo simile agli animali che li avevano accolti. Hanno adottato il loro comportamento, contratto le loro malattie, pensato come loro, desiderato le stesse cose e vissuto per un numero di anni simile a quello degli animali circostanti. A volte, queste caratteristiche sono rimaste anche dopo che i bambini sono stati ritrovati e reinseriti nella società umana.

Il ruolo centrale dell’ambiente

Tutti noi dipendiamo e siamo influenzati dall’ambiente in cui viviamo. Infatti, al di là dei tratti innati e dei geni di cui siamo portatori, l’ambiente è il fattore centrale dello sviluppo umano.

Per questo dobbiamo ora concentrarci sulla costruzione di un buon ambiente, negli asili, nelle scuole, nei programmi di arricchimento e così via. È importante che ogni persona abbia un’ampia gamma di possibilità per realizzare il proprio potenziale e fiorire. Anche inclinazioni apparentemente minori dovrebbero essere coltivate, così che il bambino cresca in modo ricco culturalmente, con apprezzamento per la musica, la letteratura, il teatro, e così via.

Inoltre, è fondamentale insegnare ai giovani come costruire una famiglia, come comportarsi correttamente come partner e, un giorno, come crescere i propri figli. È importante che vedano buoni esempi di relazioni con gli altri, affinché imparino a cooperare. Questo li aiuterà a diventare membri integrati e contribuenti delle loro comunità. Il rapporto tra individuo e società, e viceversa, è fondamentale. Questo dovrebbe essere l’obiettivo principale dell’educazione di una persona.

Oltre a ciò, è cruciale anche insegnare alle persone come evitare di danneggiare il proprio corpo. Anche se tendiamo naturalmente a proteggerci, abbiamo comunque tendenze poco sane, come l’alimentazione eccessiva e l’obesità.

Anche la tutela dell’ambiente è estremamente importante. Dobbiamo imparare a relazionarci correttamente con le questioni ecologiche, perché è da questo ambiente che traiamo la vita. Il nostro cibo e tutto ciò di cui abbiamo bisogno provengono dalla natura e dipendono dal clima. I regni animale, vegetale e persino inanimato sono essenziali per la nostra sopravvivenza e devono essere protetti.

Una nuova impostazione educativa

Tutto ciò che è stato detto sull’importanza dell’ambiente nello sviluppo umano è ancora più rilevante oggi. Lo stato del mondo dimostra che ciò che manca maggiormente è un’educazione adeguata ai nostri tempi, un’educazione che offra a giovani e adulti una nuova visione della vita.

Come genitori, comprendiamo la nostra responsabilità nel creare un buon ambiente per i nostri figli. Ma non dimentichiamo che anche noi adulti abbiamo bisogno di un tale ambiente. E poiché il mondo moderno è diventato un grande ambiente condiviso per tutti, non abbiamo altra scelta che investire nella costruzione di un ambiente umano nuovo e migliorato. Questo è il principale obiettivo del metodo dell’educazione integrale.

L’educazione integrale è un nuovo modello sociale concepito per adattare le nostre relazioni interpersonali al mondo globalmente interconnesso in cui viviamo. In altre parole, ci insegna a creare relazioni nuove e positive tra individui, organizzazioni, nazioni e tra l’essere umano e la natura. L’obiettivo di questo sistema educativo-sociale è quello di contribuire alla creazione di vite felici, significative e appaganti nella nuova realtà che si sta aprendo davanti a noi.

Il principio guida centrale dell’educazione integrale è che l’ambiente ha un impatto significativo sull’individuo. Numerosi studi psicologici e di scienze sociali hanno dimostrato inequivocabilmente che l’ambiente determina il sistema di valori di una persona, definisce cosa compreremo, come appariremo, come ci comporteremo e cosa penseremo.

Il concetto di “ambiente” è ampio. Include il nucleo familiare, i media, la televisione, la radio e Internet, nonché i sistemi educativi e culturali, ossia tutto ciò che ci circonda e plasma i nostri modelli di pensiero e comportamento.

La soluzione alle difficoltà e alle crisi odierne inizia con la costruzione di un ambiente migliore. Questo è l’unico strumento attraverso il quale tutto può essere risolto. Dobbiamo prendere in mano questo meraviglioso strumento e costruirlo per noi stessi e per i nostri figli, trasformandolo in una serra con condizioni ottimali per la crescita. In questo modo, anche noi potremo crescere e produrre frutti maturi, belli e dolci.

D’ora in poi, il compito di costruire un ambiente sano dovrà diventare centrale nell’attività umana. Quando inizieremo ad applicarlo, ci renderemo conto che la crisi del nostro tempo non è così negativa come sembra, ma piuttosto è un fondamento positivo. Questa crisi diventerà la base su cui nascerà una nuova umanità.

Possiamo quindi dividere l’intero processo evolutivo umano in due fasi: il periodo fino ai nostri giorni e il periodo da adesso in poi.

Finora, il nostro sviluppo è stato piuttosto casuale. Abbiamo utilizzato l’ambiente come strumento di sviluppo, ma in misura limitata. La prima fase del nostro sviluppo si è ormai conclusa sotto forma di una crisi globale. Si tratta di una crisi globale e integrale che costringe l’umanità a unirsi per sopravvivere. L’unico mezzo per progredire ora è la costruzione di un ambiente adeguato. In questo modo, possiamo dirigerci consapevolmente verso un futuro molto migliore e più armonioso.

Tratto dall’episodio 3 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 28 dicembre 2011.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come può l’educazione cambiare l’attuale crisi mondiale?

Le capacità delle altre creature cambiano pochissimo nel corso di centinaia o addirittura migliaia di anni, mentre gli esseri umani progrediscono in modo significativo di generazione in generazione.

Perché succede questo? Non basterebbe che una generazione sostituisse la precedente, continuando così la vita sulla Terra? Osserviamo che un neonato deve crescere e svilupparsi per vivere una vita piena e produttiva, raggiungere obiettivi, formare una famiglia e avere figli. Questo vale anche per gli animali, ma a differenza loro, noi non ci limitiamo a sopravvivere: noi evolviamo. Quindi sorge la domanda: qual è lo scopo di questo sviluppo?

Forse esiste un parallelismo tra l’umanità e un singolo neonato. Così come un neonato non è ancora pronto per la vita e deve sviluppare saggezza, forza e profondità emotiva per comprendere e strutturare la propria esistenza, lo stesso vale per l’intera umanità? Potrebbe essere che l’evoluzione dell’umanità, nel corso di decine di migliaia di anni, corrisponda alle fasi evolutive di una sola persona, dall’infanzia alla maturità, solo che, nel nostro caso, ogni fase dura diversi anni.

Quando cresciamo i bambini, sappiamo di che tipo di sviluppo hanno bisogno. Sappiamo come fornire loro giocattoli, giochi, strumenti di apprendimento ed esercizi per sostenere la loro crescita. Ma come specie umana collettiva, non riusciamo a capire dove siamo diretti. Di conseguenza, prestiamo poca attenzione al modo in cui l’umanità si evolve.

Si può fare un paragone con i genitori che non hanno idea di cosa fare con i loro figli: come educarli, quali esercizi fare e se integrarli con altri bambini. Un bambino non può svilupparsi solo grazie agli istinti naturali. I genitori devono fornire loro conoscenze, coinvolgimento emotivo, musica, arte e alfabetizzazione, elementi essenziali per la vita. Se non circondassimo i bambini di queste aggiunte educative e non costruissimo un ambiente adatto a loro, crescerebbero come animali e non come esseri umani.

Ma che dire dell’umanità? Mentre si evolve di generazione in generazione, qualcuno si assicura che si sviluppi in modo ottimale? In effetti, guardiamo dove siamo. Da un lato, progrediamo tecnologicamente, scientificamente e in altri settori. Dall’altro lato, le persone sembrano sempre più tristi e smarrite ad ogni generazione successiva. Oggi ci troviamo sempre più spesso a chiederci: “Che cosa abbiamo effettivamente raggiunto? Cosa ci ha dato davvero tutto questo sviluppo? Possiamo fare quasi tutto sulla Terra, ma cosa importa se non sappiamo come renderci felici?”.

Se consideriamo la storia umana come la vita di un singolo neonato, diventa evidente: all’umanità mancano “buoni genitori” che la accudiscano, la guidino e la educhino in una direzione ottimale. Eppure scopriamo che la natura stessa contiene una meravigliosa saggezza, che guida lo sviluppo di ogni individuo.

Lezioni dallo sviluppo della Natura

Per comprendere meglio la nostra situazione, confrontiamola con altri processi naturali. Pensiamo a una mela che cresce su un albero. Nelle fasi iniziali è amara e aspra. Solo dopo la maturazione diventa dolce, bella e commestibile. Prima di allora, è acerba.

Ora pensiamo a un animale appena nato, ad esempio un vitellino, e confrontiamolo con un neonato umano. Il vitello riesce già a stare in piedi, camminare, vedere, mangiare e difendersi entro un giorno. Al contrario, un neonato umano sembra del tutto indifeso e acquisisce le abilità di base solo dopo molti anni. Servono dai quindici ai vent’anni perché un essere umano sia pienamente funzionale e in grado, eventualmente, di trasformare il mondo. Quel vitellino invece matura in fretta e poi rimane praticamente immutato. Vive d’istinto, e non trasforma né se stesso né il mondo.

Quindi forse anche noi siamo come un frutto che deve ancora maturare? Forse anche l’umanità non ha ancora completato il suo sviluppo. Non è ancora “matura”, ed è per questo che le cose ci sembrano così cupe?

La specie umana come lavoro in corso

Guardiamo ancora una volta l’umanità da una prospettiva più elevata. Gli esseri umani sono gli esseri più avanzati in natura. Pertanto, è logico che il nostro sviluppo sia il più lungo, con le fasi più estreme. Solo perché sappiamo come una mela termina la sua crescita, riconosciamo il valore del suo pieno sviluppo. Vediamo come la saggezza della natura l’ha trasformata in qualcosa di delizioso e bello.

Ma come si sviluppa l’uomo? Possiamo imparare dallo sviluppo individuale e applicarne i principi all’intera umanità. Come detto, un bambino non si sviluppa adeguatamente solo grazie all’istinto. Senza stimoli esterni e influenze sociali, crescerebbe come un animale. Ma quando i genitori forniscono asilo, scuola, comunità e guida, il bambino impara abilità sociali, cooperazione ed empatia.

Esistono quindi due forze di sviluppo. Una è una forza di pressione, cioè gli impulsi e gli istinti naturali che spingono il bambino da dietro. L’altra è una forza di attrazione, cioè le influenze positive di un ambiente favorevole che attraggono e accelerano lo sviluppo.

Possiamo applicare questo stesso principio a noi stessi, gli adulti? Forse possiamo creare per noi stessi un ambiente di supporto che ci spinga in avanti, pensando a noi stessi come a un frutto che matura, in modo da passare da condizioni scadenti a condizioni migliori. Questo ci permetterebbe di progredire più facilmente, risparmiandoci la sofferenza di essere “spinti da dietro”.

Lo stato del mondo di oggi mostra come l’umanità non sappia cosa fare di se stessa per far sbocciare i propri figli in adulti felici e soddisfatti. Siamo come bambini in mezzo a una stanza, che si sentono abbandonati e si chiedono: “E io?”. I governanti dell’umanità si riuniscono in innumerevoli vertici per risolvere apparentemente i problemi del mondo, ma non sanno cosa fare. Non hanno un vero piano di recupero.

Quindi, perché non prendiamo in mano la situazione e facciamo un uso intelligente della forza di attrazione? Per i nostri figli abbiamo costruito vasti sistemi di sviluppo: giochi, libri, programmi di arricchimento nello sport, nelle arti, nelle scienze, nella tecnologia e nelle lingue. Ci sono volute generazioni per capire quanto valga la pena investire nella crescita dei bambini, ma ora tutti lo capiscono.

La realtà attuale dimostra chiaramente che dobbiamo investire non solo nei bambini, ma anche nello sviluppo di noi stessi e dell’intera umanità.

Proprio come usiamo le incubatrici per accelerare la schiusa delle uova o le serre per le coltivazioni, possiamo costruire strumenti per uno sviluppo umano ottimale e rapido. Questo ci risparmierebbe molti problemi futuri. Come un bambino che cresce in una famiglia con condizioni ideali in ogni sua tappa, anche noi potremmo evolverci senza interruzioni.

La crisi come segnale e opportunità

L’unicità dello stato cruciale del mondo di oggi è data dal fatto che ci indica la giusta direzione per la crescita e ci offre i mezzi per raggiungerla. Da un lato, è globale e riguarda il mondo intero. Dall’altro, ci connette tutti al suo interno.

Siamo sempre più interdipendenti e interconnessi, ma non riusciamo a comprendere questa connessione in modo positivo. Questo ci obbliga a riconoscere la necessità di un nuovo sistema socio-educativo, un ambiente positivo in cui tutti imparino a relazionarsi positivamente gli uni con gli altri.

Molti in tutto il mondo già comprendono questo percorso evolutivo in cui ci troviamo e possono guidare questo processo socio-educativo. Un mondo globalmente interconnesso richiede un’educazione globale e integrata, sia per i bambini sia per gli adulti.

Se iniziamo ad agire in questa direzione, faremo un uso saggio della forza di attrazione, lasciando che lo sviluppo positivo prenda il volo. Non ha senso aspettare passivamente. Nulla di positivo avverrà da solo. È meglio creare rapidamente un ambiente favorevole per noi stessi, che ci guidi passo dopo passo lungo un percorso più agevole e privo di ostacoli.

I genitori comprendono già il valore di un ambiente di questo tipo. Chi non vorrebbe inserire il proprio figlio in una società in cui i ragazzi siano incoraggiati a relazionarsi, a imparare il rispetto reciproco e a sentirsi al sicuro? In cui non si abbia paura della violenza o dell’umiliazione?

Una società che offre un luogo ospitale e accogliente permette a ogni individuo di aprirsi e di sviluppare tutte le proprie capacità. In queste condizioni, diventiamo capaci di tutto. Un ambiente del genere potrebbe dare a ciascuno di noi il potere di crescere e prosperare, la forza che manca così disperatamente nella società di oggi.

Tratto dalla seconda puntata di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 28 dicembre 2011.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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A che età si sviluppa la vergogna?

Crescendo i bambini incontrano regole ed aspettative sociali. Non possono più avere tutto ciò che desiderano e comprendono che deve esserci reciprocità ed impegno per essere ricompensati. Ed è allora che emerge una nuova consapevolezza, una distinzione tra superiore ed inferiore, tra ciò che è lodato e ciò che è condannato.

Questa consapevolezza va oltre le azioni e tocca la nostra stessa natura. Iniziamo a percepire che ci sono qualità che la società valorizza ed altre che rifiuta. Con il tempo, questo porta a un’analisi di sé sempre più profonda e complessa, in cui arriviamo a misurarci rispetto a uno standard esterno di amore e di dazione.

Tuttavia, un sentimento di vergogna più profondo non nasce da ciò che riceviamo, ma dal riconoscere che la nostra natura di ricezione è contrapposta alla qualità di amore e di dazione. È il momento in cui comprendiamo che siamo controllati da un desiderio egoistico di godere per il solo beneficio personale, mentre esiste una qualità opposta, molto più grande e nobile, che si trova fuori dalla nostra natura: una qualità di amore e di dazione. I Kabbalisti  chiamano questa qualità di amore e di dazione: “il Creatore” e la definiscono come la forza che ci ha creato e che ci dona ogni singolo momento della nostra vita e del nostro sviluppo. Il “riconoscimento del male” indica quello stato di vergogna spirituale che raggiungiamo quando ci sentiamo come se stessimo di fronte al “Creatore”.

In questa fase non ci vergogniamo solo di ricevere, ma di come riceviamo, cioè di come sfruttiamo gli altri e la natura per il nostro beneficio personale. Non si tratta di un giudizio esterno, ma di una presa di coscienza interiore ed è un momento chiave nella nostra trasformazione dal ricevere per il solo beneficio personale al diventare come la forza di amore e di dazione, come il Creatore.

Basato sul video “ Shame – Spiritual States with Kabbalist Dr. Michael Laitman.”

Scritto/modificato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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La vergogna può svolgere un ruolo positivo nella crescita spirituale?

Nella saggezza della Kabbalah apprendiamo che il Creatore, la forza superiore dell’amore e della dazione che ha creato e sostiene la realtà, ha specificamente inserito la vergogna nel sistema della creazione perché spinge le persone alla correzione. “Correzione” significa passare dal nostro egoismo innato, il desiderio di godere solo per il proprio beneficio, a diventare come la qualità altruistica del Creatore, il desiderio di dirigere il beneficio verso gli altri e, in ultima analisi, verso il Creatore. Se non provassimo mai vergogna, non cercheremmo mai questo cambiamento.

Quando ci avviciniamo al progresso spirituale, la vergogna diventa il sentimento più acuto che ci porta verso il Creatore in modo più diretto. Quando sorge la vergogna, emerge una preghiera di correzione. Non chiediamo più cose materiali o guadagni personali, ma piuttosto una trasformazione interiore della nostra stessa natura, affinché non ci vergogniamo più di essa.

La vergogna non è quindi destinata a spezzarci. Al contrario, ha lo scopo di ricostruirci. È una tappa necessaria del nostro progresso spirituale che ci permette di ascendere spiritualmente, dirigendoci verso la dazione e allontanandoci dall’egoismo. Quando riconosciamo che la nostra natura è opposta a quella del Creatore, possiamo finalmente iniziare il processo di correzione che ci fa crescere spiritualmente.

Il metodo della Kabbalah ci insegna a gestire in modo ottimale questo sentimento spirituale di vergogna, a non sopprimerlo o a sfuggirlo, ma a usarlo per sollecitare la nostra trasformazione spirituale. Quando non proviamo più vergogna per la nostra natura egoistica, smettiamo di progredire spiritualmente. Tuttavia, quando proviamo vergogna e raggiungiamo una richiesta genuina di correggere la nostra natura egoistica e acquisire una natura altruistica come quella del Creatore, allora ci si apre la porta di una realtà estesa, bella, eterna e perfetta.

Basato sul video: “Shame – Spiritual States with Kabbalist Dr. Michael Laitman.”

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Se potessimo sperimentare la sofferenza delle persone nelle guerre e nei disastri naturali, saremmo in grado di fare scelte migliori per i nostri futuri percorsi?

L’esperienza della sofferenza per le guerre o i disastri naturali non ci concede la scelta definitiva che dobbiamo compiere: il libero arbitrio. In questi casi, ci sottomettiamo semplicemente ai colpi, il che non è una scelta libera. La natura è specificamente interessata alla nostra scelta consapevole di salire al livello successivo di sviluppo, altrimenti non è affatto una opzione umana.

Il passaggio dal livello inanimato dello sviluppo naturale a quello vegetale e da quest’ultimo a quello animato, avviene sotto la pressione della natura. L’umanità di oggi è il risultato di questo sviluppo evolutivo. Tuttavia, ora dobbiamo compiere il passo successivo in modo consapevole, non istintivo. Dobbiamo ascendere dal livello animato a quello umano in un modo completamente nuovo. È per questo che la saggezza della Kabbalah emerge oggi come sistema di conoscenza. Dopo aver attraversato gli stadi inanimato, vegetale e animale, ora abbiamo una tendenza unica dentro di noi, una spinta ad elevarci al di sopra del nostro io personale, dei nostri desideri egoistici.

Esistiamo in uno stato intermedio. Tra la materia inanimata e quella vegetale troviamo i coralli; tra la vita vegetale e quella animata c’è il cosiddetto “dog of the field” e tra il livello animato e l’uomo (Adam in ebraico, da “Domeh le Elyon” [simile all’altissimo]) troviamo la scimmia. Allo stesso modo, tra il livello umano di questo mondo e il successivo livello umano nel mondo superiore, c’è il Kabbalista.

Un Kabbalista è unico. Da un lato, possiede ancora gli attributi animaleschi di questo mondo, ma dall’altro acquisisce le qualità del livello successivo, superiore. A differenza dei precedenti salti evolutivi, che avvenivano sotto le forze istintive della natura, l’ascesa del Kabbalista avviene consapevolmente. Per questo la Kabbalah ci insegna la libertà di scelta, a lavorare in gruppo e a porci in determinate condizioni che facilitano la trasformazione interiore.

Dobbiamo apparentemente tirarci fuori da uno stato in cui l’ego ci controlla ed elevarci a uno stato superiore in cui bilanciamo l’ego con una neonata forza positiva che è opposta all’ego. Questo crea una nuova esistenza in cui due forze operano in noi: la forza egoistica negativa e la forza altruistica positiva.

La natura del nostro mondo manca di una forza altruistica, quindi dobbiamo attrarla. Quando lo faremo, esisteremo in uno stato di equilibrio tra queste due forze. Chiamiamo questo stato di equilibrio: “La linea di mezzo”. Spero che raggiungeremo questo stato attraverso la libera scelta e che non saremo costretti a farlo attraverso grandi guerre e sofferenze.

Inoltre, possiamo evitare l’apocalisse e persino i disastri naturali facendo la scelta giusta. Anche se solo una piccola parte dell’umanità arriva a capire che l’unico modo per prevenire queste catastrofi è applicare il metodo che ci spiega come e perché funziona la natura, qual è la nostra natura in contrasto con la natura in generale e come possiamo elevarci dalla nostra natura egoistica alla natura altruistica complessiva al di fuori di noi, dobbiamo comunque raggiungere la consapevolezza che non c’è alternativa.

Ma perché l’umanità riceve questi colpi se non portano a un vero sviluppo? L’accumulo di sofferenza alla fine costringe l’umanità a pensare a cosa fare dopo. In altre parole, la sofferenza equilibra l’ego umano.

Pensate a un bambino che si rifiuta di andare a scuola. I genitori, cercando di guidarlo, iniziano a togliergli i suoi momenti di gioia, prima il pallone, poi la bicicletta e così via, finché non ha altra scelta che accettare di andare a scuola. Anche in una situazione del genere, esiste ancora una scelta. Una persona è sempre sottoposta a qualche forma di limitazione e la scelta non richiede una libertà assoluta.

In questo modo, ci viene data l’opportunità di scegliere un’ascesa nei nostri atteggiamenti interiori: da egoisti ad altruisti, da divisivi a positivamente connessi, da indifferenti a premurosi, da odiosi ad amorevoli, e così via. È anche una scelta tra ricompensa e punizione. Dobbiamo arrivare a comprendere le condizioni e le circostanze precise che ci portano allo stato unico chiamato: “Libertà”.

Basato sulla lezione di Kabbalah in russo con il Kabbalist Dr. Michael Laitman del 7 ottobre 2016.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è lo scopo della sofferenza emotiva?

Perché la sofferenza abbia uno scopo, deve portare a un risultato. Altrimenti, la incanaleremo semplicemente nella letteratura, nella musica o in altre espressioni creative. Molte grandi opere d’arte sono nate dalla sofferenza, ma al di là dell’espressione artistica, la sofferenza ci costringe a cambiare il nostro atteggiamento verso il mondo, a ripensare il nostro approccio alla vita e, così facendo, a evolvere.

La sofferenza fa progredire l’umanità. È il motore di tutte le trasformazioni e le scoperte più importanti. Senza la sofferenza, rimarremmo stagnanti, non disposti a mettere in discussione noi stessi, ciò che ci circonda o il nostro scopo.

Possiamo accettare la sofferenza? La maggior parte delle persone lo fa. La sopportano, incapaci di contrastarla, limitandosi ad assecondare le difficoltà che la vita riserva loro.

Tuttavia, ci sono persone che non si limitano a soffrire passivamente. Alcuni si elevano al di sopra della sofferenza per raggiungere un livello superiore di esistenza. Invece di annegare nel dolore, lo usano come catalizzatore per il cambiamento interiore, per l’ascesa spirituale. Questo è il vero scopo della sofferenza: farci interrogare sul suo significato e sui suoi scopi, per poi spingerci oltre i nostri limiti, verso un nuovo grado di comprensione e per vivere in un nuovo livello di esistenza.

Tratto dalla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” in onda su KabTV l’8 giugno 2018.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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I conflitti e i disaccordi possono davvero rafforzare una relazione o sono dannosi?

La formula del progresso umano è molto semplice: le esperienze negative ci spingono verso una trasformazione positiva. Se sentiamo che qualcosa ci ostacola veramente, allora ci spostiamo verso qualcosa di migliore. È la legge della negazione: avanziamo quando incontriamo una resistenza che ci costringe a cercare uno stato migliore.

Questo processo può avvenire anche al contrario? No. È una legge di natura. Se vogliamo evolvere, abbiamo bisogno di attriti. Dobbiamo provocare dibattiti, diverbi e confronti, ma in modo amichevole. “ Parliamone!” Non potete immaginare quanta energia si sprigiona e quanta chiarezza porta. Quando le persone dialogano senza ostilità, iniziano a dirsi cose vere e a percepirsi in modo diverso. Smettono di vedersi come avversari. In un ambiente del genere, le obiezioni e le osservazioni non sono più attacchi ma percorsi di comprensione. Quando c’è cordialità, la difensiva scompare e inizia una comunicazione molto più fruttuosa.

La gente pensa di litigare per questioni banali, ma non è vero. Niente è banale. Ogni discussione è una scintilla che accende tensioni più profonde. Così come le guerre spesso iniziano per piccole dispute, ma la vera causa sono anni di tensioni irrisolte. Lo sport ha una funzione simile. Aiuta a scaricare l’aggressività accumulata. Senza momenti di conflitto, non possiamo progredire verso relazioni migliori. È una legge naturale: senza l’esperienza dell’odio, non possiamo progredire verso un livello superiore di cooperazione. Il bene non può esistere senza il male. È necessario gestirli insieme.

Come impariamo ad apprezzare il male come punto di partenza per il bene? Trattando entrambi allo stesso modo. Possiamo così mantenere l’equilibrio e utilizzare le esperienze positive e negative per progredire. E come possiamo raggiungere questo obiettivo? Elevandoci al di sopra del bene e del male. Questo è possibile in un ambiente che supporta tale ascesa. La saggezza della Kabbalah ci insegna come elevarci al di sopra delle nostre inclinazioni naturali. Con il suo aiuto, possiamo imparare a gestire la nostra natura e a progredire verso un mondo armonioso, pacifico e unificato.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman andata in onda il 25 gennaio 2020.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa vuole il Creatore da noi?

In effetti, cosa vuole il Creatore da noi? Qual è la Sua risposta alle nostre preghiere, alle nostre richieste? La verità è che Lui sta già rispondendo e noi non riusciamo a riconoscere la Sua risposta.

Il Creatore vuole portarci a un livello superiore di esistenza, una realtà al di là della nostra natura egoistica, in cui possiamo veramente godere della vita nel senso più completo, godere attraverso il raggiungimento della nostra somiglianza con il Creatore. Se abbandoniamo la ricerca del tornaconto personale e puntiamo alla connessione, entreremo in questo nuovo stadio di sviluppo. A quel punto, non saremo più guidati da interessi egoistici, ma dal desiderio di stare insieme, di sostenerci ed elevarci a vicenda.

È qui che il Creatore ci sta guidando, verso un mondo in cui l’uguaglianza, l’unità e la considerazione reciproca non siano semplicemente ideali piacevoli da sentire, ma il fondamento stesso della nostra vita. Inoltre, una tale evoluzione si applica all’intera umanità, tra le persone, le società e persino le nazioni. È il prossimo passo dell’evoluzione umana.

Qui sorge la domanda: Perché non vogliamo naturalmente muoverci verso questo mondo ideale? Perché il nostro ego vi si oppone. Il pensiero di prendersi cura degli altri, di vivere veramente per il bene di tutti, è innaturale per la nostra natura egoistica. Il nostro ego dà costantemente la priorità al proprio tornaconto rispetto a quello degli altri. Ogni persona si ritrae istintivamente: “Perché dovrei pensare agli altri? Non voglio e non so nemmeno come fare”.

Ma se ci rivolgiamo sinceramente al Creatore, la qualità stessa della fonte dell’amore e del dono, allora Egli ci concederà questa capacità. Per il momento, ci troviamo su una traiettoria evolutiva in cui questo risveglio del bisogno di entrare in una connessione armoniosa con l’altro emerge da una sofferenza crescente. Quando ci rifiutiamo di cambiare, veniamo spinti sull’orlo del baratro, fino a raggiungere il punto di rottura in cui finalmente gridiamo: “Dacci la capacità di stare insieme!”. Il processo si sta già svolgendo. Passo dopo passo, veniamo portati a questa consapevolezza. La scelta che abbiamo davanti è se lottare volontariamente per l’unità o essere costretti a farlo attraverso il dolore e le crisi, sotto il cosiddetto “rullo compressore evolutivo”.

Il Creatore sta aspettando che prendiamo questa decisione. Quanto prima ci muoviamo in modo consapevole per connetterci positivamente gli uni agli altri con legami di rispetto, sostegno e incoraggiamento reciproci, tanto prima sperimenteremo la nuova realtà che Egli ha preparato per noi: un mondo armonioso e pacifico con  i massimi soddisfacimenti.

Basato sulla trasmissione dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman il giorno 1 settembre 2024.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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