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Perché gli esseri umani hanno desideri?

I desideri sono la materia interiore di cui siamo fatti. Più precisamente, è il desiderio di esistere nel bene, noto anche come desiderio di ricevere piacere e diletto o desiderio di godere. Questo desiderio si sviluppa costantemente, di generazione in generazione, da un momento all’altro e ci pone costantemente nuovi obiettivi, facendoci pensare che se raggiungiamo questo o quell’obiettivo, ci sentiremo bene.

Inoltre, il desiderio di ricevere confronta ciò che si ha rispetto agli altri e si allinea ai valori sociali. Investiamo molto impegno nel raggiungere obiettivi che la società ci impone. Poi, una volta raggiunti questi obiettivi, cosa succede? Per quanto tempo godiamo di quei traguardi, medaglie o premi?

Quando osserviamo questa dinamica ripetitiva, a un certo punto emerge la consapevolezza del limite del desiderio di ricevere in questa forma. A quel punto, nasce il bisogno di qualcos’altro che sarà infinito e rinnovabile, come una riserva in continua crescita.

Qui possiamo iniziare il viaggio di apprendimento su noi stessi, sulla nostra natura, sul meccanismo interiore che ci muove, sul grande sistema della natura che opera su di noi e sul processo evolutivo che ci pone sulla soglia di una svolta verso una nuova realtà. Se comprendiamo sempre di più in questo apprendimento, l’obiettivo a cui dovremmo aspirare diventerà sempre più chiaro.

Pertanto, il desiderio di ricevere non guida solo noi esseri umani, ma anche i livelli inanimato, vegetativo e animato della natura. È la forza che sostiene la natura. Possiamo vedere come opera nelle particelle più piccole a livello inanimato, bilanciando le forze di repulsione e di attrazione. Il desiderio di esistere nel bene genera una miriade di forme e modalità di connessione, che portano alla creazione delle sostanze fondamentali della vita.

L’evoluzione continua ha portato a un desiderio di ricevere più complesso e ha portato le sostanze a unirsi in modi più sofisticati. Questo è definito il livello vegetativo della natura. A questo livello, osserviamo movimenti, connessioni e separazioni, l’assorbimento interiore di ciò che è benefico e l’emissione esteriore di ciò che è dannoso. Il livello vegetativo ha una forza di discernimento più evoluta. Si dirige verso fonti di energia come la luce solare e l’acqua e considera le stagioni dell’anno. Da un lato, la sua esistenza dipende maggiormente dalle condizioni ambientali. Dall’altro, consente un’evoluzione più qualitativa e superiore. Per inciso, si scopre che le piante comunicano tra loro, percepiscono i fenomeni che le circondano e identificano ciò che le danneggia.

Al livello animato, il desiderio di ricevere è ancora più grande e non è più sufficiente essere vincolati a un solo luogo. Gli animali si spostano continuamente, alla ricerca di cibo e altre condizioni di vita. Scelgono un compagno, costruiscono abitazioni e si prendono cura della prole.

Poi arriva il livello umano. Il desiderio di ricevere dell’essere umano non è più soddisfatto dalla sola preoccupazione per il cibo e la riproduzione. Noi, tuttavia, dobbiamo crescere in modo diverso. Sviluppiamo scienza e tecnologia, cultura, istruzione, economia e commercio. A differenza degli animali, che sono completamente guidati dall’istinto, siamo guidati dai valori che il nostro ambiente ci fornisce e quindi dipendiamo dal nostro ambiente sociale.

Nel corso dell’evoluzione umana, il nostro desiderio di ricevere diventa sempre più egoistico. Ci porta a costruire il nostro successo sulla rovina altrui, sfruttando chiunque possiamo per il nostro tornaconto personale. La sua preoccupazione più importante è il sentirsi superiori a tutti. Oltre a sfruttare gli altri a tal fine, sfruttiamo anche l’ambiente naturale che ci circonda senza alcuna considerazione. Tale condotta oggi è già diventata pericolosa.

Verso la fine di questo processo evolutivo c’è una fase di ricerca interiore, chiamata “riconoscimento del male”. Iniziamo a renderci conto che non siamo molto diversi da un coniglio che insegue una carota. L’unica differenza è che corriamo in giro per circa settant’ anni, eseguendo i comandi inviatici dal nostro ego, parallelamente ai dettami della società, governata dai ricchi e dai potenti, finché non ci stanchiamo, ci indeboliamo e chiudiamo bottega.

È questa la nostra vita? C’è un modo per liberarci da questo controllo su di noi?

Queste domande fondamentali ci conducono infine alla saggezza che spiega come possiamo svilupparci come esseri umani e scoprire la forza generale e unica della natura, che è posta alla base della realtà. È un motore interiore che muove tutti, anche noi. Possiamo scoprirlo, comprenderlo, sentirlo e identificarci con esso. Così facendo, ci eleviamo al suo livello e la realtà diventa nostra.

Svolgiamo questo viaggio interiore secondo un metodo speciale, in un piccolo gruppo di circa dieci partecipanti. Ogni incontro è caratterizzato da studio e pratica esperienziale. Condividiamo impressioni, ispirazioni, difficoltà e domande, che diventano forze che ci danno vigore per continuare a marciare in questo cammino.

Apriamo la nostra percezione, la nostra visione e la nostra mente analitica e impariamo a elevarci sempre di più al di sopra di noi stessi, come scalare una montagna. Salire in cima significa abbandonare il nostro desiderio individuale e dirigerci verso l’amore per gli altri. Perché? Perché farlo ci rende simili all’unica forza della natura. La sua qualità è amore, puro dono e dazione, e la sua scoperta significa prima sviluppare una qualità simile dentro di noi.

A ogni tappa di questa ascesa dobbiamo cambiare noi stessi, espandendo i nostri sensi e il sistema con cui vediamo, esaminiamo e calcoliamo ogni cosa. Gradualmente, impariamo a uscire da noi stessi, a includerci nella “decina”, cioè i dieci amici del nostro piccolo e devoto gruppo e li assorbiamo nei nostri cuori. Così espandiamo sempre di più la nostra cerchia fino a sentire tutti come parti inseparabili di noi stessi, simili a cellule e organi di un unico corpo.

“La decina”, questo piccolo gruppo con cui lavoriamo per accrescere la nostra connessione positiva attraverso i fili comuni dell’amore e della dazione, diventa un laboratorio per lo sviluppo interiore e spirituale. In questo gruppo, acquisiamo una nuova natura di amore per gli altri, attraverso la quale penetriamo nelle profondità della natura, fino all’unica radice generale di tutta la creazione e della natura.

Non esiste viaggio più interessante e potente di questo, che ci porta a connetterci con l’eterna e perfetta totalità della natura.

Basato su “New Life 74 – Denaro e qualità della vita, parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché il mondo sembra così instabile in questo momento?

Una caratteristica fondamentale della nostra epoca è la mancanza di orientamento, l’incertezza e la perdita di controllo. Persino i più ricchi tra noi non sanno cosa ci riserva il futuro. Il collasso potrebbe iniziare in un lampo. In una realtà così instabile, abbiamo bisogno di una nuova percezione per sopravvivere e vivere in sicurezza.

Che lo vogliamo o no, il nostro mondo sta cambiando. Senza che ce lo chiediamo, sta diventando completamente diverso da quello che è stato fino ad oggi. C’è sempre stata una chiara piramide di potere in cui denaro, eserciti e controllo delle risorse naturali erano aspetti determinanti per chi deteneva il potere. Oggi, invece, viviamo in un’epoca di crescente interdipendenza e interconnessione a livello globale, che confonde ogni formula che apparentemente funzionava per noi in passato. A tutto questo si aggiungono il cambiamento climatico e le crisi ecologiche, che minacciano anch’essi di stravolgere tutto.

Il mondo sta diventando una grande rete, e ogni singolo movimento influenza l’intera umanità. È impossibile isolarci, pensando che questo ci proteggerà dalla forte interconnessione che ci avvolge. La vita ci ha rinchiusi come pesci in una rete, e la rete sta iniziando a emergere dall’acqua in modo sempre più evidente.

La gente comune potrebbe ignorare questa tendenza, ma chi si trova al vertice della piramide deve analizzarla e iniziare ad apportare modifiche ora.

Di seguito sono riportati alcuni principi e indicazioni per l’azione.

In generale, ci troviamo nel mezzo di una nuova fase dell’evoluzione umana. Stiamo passando da uno stato di esistenza lineare ed egoistica, in cui ognuno di noi mira a svilupparsi a spese degli altri al meglio delle proprie capacità, a uno stato di esistenza circolare e integrale, come le cellule di un organismo. Il codice dell’esistenza integrale si basa su connessione, reciprocità e complementarietà. Tutte le parti insieme formano un sistema equilibrato e sano.

In un meccanismo integrale, non può essere che qualcuno danneggi gli altri e ne tragga beneficio, perché siamo tutti sullo stesso piatto. Questo principio ci diventerà sempre più chiaro, non solo all’interno dei confini di una società o di uno Stato, ma a livello dell’umanità nel suo complesso. Quando consideriamo l’essenza delle cose, comprendiamo che adattarsi alla realtà che si rivela davanti ai nostri occhi significa sostituire completamente la nostra mentalità, tutti fondamenti della percezione dell’individuo e della società.

Il mondo di domani non potrà che essere un mondo connesso, e per gestirlo al meglio avremo bisogno di una rivoluzione socio-educativa e culturale generale. Il suo scopo sarà quello di costruire in noi la percezione di un cerchio, di un sistema integrale, e di conseguenza anche una mente integrale e una visione circolare. Questa nuova percezione dovrebbe renderci capaci di percepire ogni cosa come parti di un’unica immagine e di prenderci cura dell’armonia e del flusso di quel sistema interconnesso.

I media, che attualmente operano secondo il principio del “dividi et impera”, pieni di pettegolezzi e calunnie, e che ci propinano continuamente cattivi esempi di comportamenti violenti, possono diventare uno strumento essenziale per sviluppare una nuova percezione di connessione. Attraverso i media, può diventare possibile offrire a ogni persona un’educazione integrale, una sorta di università aperta, combinata con esempi di connessione al di sopra delle differenze ed esercizi di reciproca complementarietà e connessione positiva.

Per quanto riguarda i proprietari di organizzazioni e aziende nell’economia, saranno loro i più rapidi a comprendere la suddetta traiettoria evolutiva e potranno agire di conseguenza all’interno dei loro circoli di controllo.

Vale la pena considerare che la situazione ecologica non ci permetterà di inquinare continuamente il pianeta con attività industriali inutili e che sarà necessario ridurre tutti i consumi non essenziali. Pertanto, è necessario individuare quali dei nostri prodotti e servizi rientrano nella categoria non essenziale e prendere una decisione strategica per eliminarli. Se non lo faremo consapevolmente, la natura stessa ci farà questo in modi inaspettati, e diventerà molto più difficile per noi affrontare questi cambiamenti quando ci colpiranno inaspettatamente.

In questo processo è importante tenere a mente un principio guida: siamo tutti connessi gli uni agli altri e quindi desideriamo relazionarci con considerazione, cura e supporto. Come in una famiglia, è importante per noi portare tutti i dipendenti delle nostre organizzazioni a questo sentire, perché è lì che ci conduce l’evoluzione. Pertanto, vale la pena dedicare momenti esclusivi allo sviluppo della percezione integrale all’interno dell’organizzazione. Esiste un intero metodo di connessione che è possibile attuare per raggiungere tale adattamento, dovremo studiarlo e praticarlo.

Se decidiamo di chiudere determinati prodotti o servizi, cercheremo di trovare altre occupazioni per i dipendenti che lavoravano in quelle aree all’interno della nostra organizzazione. Potrebbero esserci diverse idee in questa direzione, di tipo familiare. Una, ad esempio, è la combinazione della necessità di dedicare tempo allo sviluppo della percezione integrale con l’esigenza di trovare un impiego e un sostentamento per tutti. Possiamo decidere insieme, essendo questa una preoccupazione generale, di modificare la struttura del lavoro nella nostra organizzazione come segue: lavorare per due terzi della giornata, distribuire i compiti tra tutti e dedicare un terzo della giornata all’apprendimento e allo sviluppo della percezione integrale. Inoltre, se necessario, ridurremo gli stipendi all’interno dell’organizzazione di una certa percentuale.

Allo stesso modo, organizzazioni e aziende dovrebbero anche aspirare ad abbassare il più possibile i prezzi al consumatore. Naturalmente, ciò non dovrebbe essere fatto in modi che danneggino l’organizzazione, ma principalmente accorciando la lunga catena che intercorre tra l’organizzazione e il consumatore finale. Non è necessario che così tante persone lungo la catena di produzione aumentino i profitti, aumentando considerevolmente il prezzo finale.

Sviluppare una percezione integrata all’interno dell’organizzazione porterà a un senso di connessione profonda e positiva, reciprocità e complementarietà. Vedremo come malfunzionamenti e litigi diminuiranno e come l’atmosfera tra le persone diventerà più calorosa. Cooperazione, efficienza, creatività, innovazione e fluidità aumenteranno.

Parteciperemo così tutti insieme alla creazione di un’unità che ci allineerà all’unità del grande sistema della natura. Gradualmente, sentiremo di ricevere una benedizione in ogni cosa, mentre una forza integrale, unificante e vitale si rivelerà tra noi come una sorgente, portando nuova energia, intelligenza e sensibilità.

Proveremo soddisfazione nelle nostre azioni, sicurezza e gioia, e sentiremo di aver colto l’onda giusta, la formula stessa della natura per la crescita e la prosperità: la connessione tra i cuori.

Basato su “New Life 70 – Denaro e Controllo, Parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quale impatto avranno sulla disoccupazione la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale e dell’automazione nel mondo del lavoro?

Il costo della vita, il livello di reddito, la preoccupazione per il sostentamento, l’autostima, molto è influenzato da quanti soldi abbiamo o non abbiamo. Quando il sogno americano va in frantumi, quando le persone lottano per soddisfare i bisogni primari e anche quando molti che li possiedono in abbondanza vivono di antidepressivi, iniziamo a chiederci dove ci sta portando la vita.

Tutto inizia e finisce con i valori. Viviamo in un mondo modellato da poche famiglie benestanti che hanno voluto arricchirsi sempre di più a spese di tutti gli altri, generazione dopo generazione. Tirano le fila, incoronano leader e stabiliscono i limiti del discorso mediatico. Hanno inventato la cultura del consumo. Così corriamo avanti e lavoriamo sodo per soddisfare tutti gli status symbol  necessari per dimostrare che anche noi siamo di successo, realizzati e produttivi.

Tuttavia, negli ultimi tempi, inizia a farsi strada la sensazione che questo non possa continuare, che sia necessario un cambiamento radicale nel nostro atteggiamento verso la vita. Questa sensazione emerge da più direzioni.

In primo luogo, la natura ci pone un limite. Le risorse della Terra sono limitate e bisogna porre fine al consumo eccessivo, all’industria, all’arricchimento e all’avidità che portano alla distruzione dell’ambiente. Quando non avremo più abbastanza aria pulita, acqua e cibo, quando non potremo più sopravvivere a causa delle ondate di calore, quando le batoste naturali ci colpiranno quasi ogni giorno, sarà già troppo tardi.

In secondo luogo, la natura interiore dell’uomo si sviluppa. La sua espressione si trova nei desideri umani, in ciò che ci piace e ci interessa. Siamo fatti di un desiderio di piacere e questo desiderio diventa più raffinato e sofisticato in ogni generazione successiva. Se un tempo ci sentivamo bene se avevamo del cibo da portare a casa, oggi anche coloro che raggiungono grandi successi si sentono vuoti dentro. Ogni piacere svanisce e le emozioni si affievoliscono. Emerge un’era di astinenza, depressione e disperazione. Niente ci riempie veramente dello spirito della vita.

In terzo luogo, gli esperti affermano che entro pochi anni la maggior parte della popolazione mondiale non sarà più necessaria nel mercato del lavoro e che gran parte del lavoro che svolgiamo sarà sostituito da computer e robot. Ciò significa che dovremo inventare nuovi modelli per soddisfare i bisogni esistenziali di ogni persona e famiglia, e anche per fornire alle persone un’occupazione. Se la popolazione rimane inattiva, senza interesse per nulla, raggiungeremo molto rapidamente un collasso totale del nucleo familiare, della società e dello Stato.

Se a questo quadro aggiungiamo l’intensificazione dell’ego in ogni persona, insieme alla crescente connettività e dipendenza tra tutti, otterremo una ricetta sicura per un’esplosione. A livello globale, questo potrebbe innescare una guerra mondiale, nucleare e informatica e chissà cos’altro si sta preparando in giro per il mondo.

Tuttavia, proprio da questa grande oscurità che avanza a passi da gigante, può nascere anche l’alba di un nuovo giorno. Dipende dalla nostra capacità di comprendere verso dove sono dirette le forze evolutive e di adattarci per tempo a tale direzione evolutiva. Come è detto: il saggio ha gli occhi nella sua testa.

La natura che ci circonda funziona come un sistema integrale, con interconnessione e interdipendenza tra le sue parti, completando l’arazzo della vita in una meravigliosa reciprocità. Anche l’evoluzione dell’uomo e del mondo deve continuare in modo analogo. Se fino ad oggi abbiamo santificato il successo personale, le nuove condizioni ci costringeranno ad aumentare il valore del successo collettivo.

L’essere umano di domani potrà essere solo un essere connesso che si sente parte di un unico corpo e agisce in armonia con gli altri organi. Da qui deriveranno calore, sostegno, vitalità, gioia, sviluppo spirituale e felicità nell’anima. Anche il denaro acquisirà una definizione nuova e appropriata e sarà definito come la capacità di soddisfare i nostri desideri e quelli della società. L’espansione degli stretti confini della percezione ci renderà tutti ricchi, perché ci sarà un flusso tra noi e l’adattamento al codice integrale della natura porterà equilibrio e calma.

Perciò, il nostro prossimo compito come specie umana è costruire una connessione profonda tra tutti, fino al livello di “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Questo è il campo di ricerca e sviluppo più importante, in esso c’è lavoro a tempo pieno per ciascuno di noi. La sfida è immensa ed è l’ordine del giorno. Speriamo di avere il cuore e la mente per cogliere questo quadro.

Basato su “New Life 63 – The New Money” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché le persone rincorrono il denaro quando in realtà non possono comprare la felicità?

È comunemente accettato che il denaro non sia un fine, ma un mezzo, cioè una possibilità di ottenere ogni sorta di cose che desideriamo, per divertirci e realizzare le nostre aspirazioni attraverso il denaro che guadagniamo. I problemi iniziano quando ci accorgiamo di un semplice calcolo: corriamo dietro al denaro molto più di quanto effettivamente riusciamo a goderne.

Sommando la quantità di sforzi, pressioni e ansie alla quantità di piaceri, emozioni e gioie, ci renderemo conto che viviamo in deficit. Questo è evidente nella diffusa depressione riscontrata tra così tante persone benestanti.

In origine, il denaro è nato per aiutarci a gestire le nostre interazioni. Prima dell’invenzione del denaro, la nostra forza era misurata dalla potenza fisica e dalla quantità e qualità dei prodotti posseduti, come il grano. Il denaro ha introdotto il metro di misura definitivo. Potremmo essere vecchi o fisicamente deboli, ma se abbiamo molto denaro in banca, allora siamo considerati potenti.

In sostanza, il denaro significa capacità di provvedere. Attraverso il denaro, possiamo soddisfare diversi desideri che nascono in noi e realizzarli. A parte le questioni del destino che sono al di fuori del controllo umano, come malattie, incidenti e disastri, consideriamo il denaro una sorta di signore supremo delle nostre vite. Pertanto, nel corso della storia, la ricchezza è diventata molto importante per noi.

Tuttavia, negli anni ’60 iniziò una tendenza evolutiva differente. I figli dei fiori, stanchi della corsa perpetua al denaro, dichiararono che ne avevano abbastanza, e che la felicità poteva essere trovata altrove. Anche nella nostra generazione le persone hanno certamente bisogno di denaro per vivere comodamente, ma non riescono più ad accettare una vita di competizione distruttiva contro tutti e l’ansia e lo stress costanti su cosa accadrà al loro denaro.

Più ci sentiamo esausti a causa della nostra ricerca di status symbol, saldi e pubblicità che ci spingono a comprare, più ci chiediamo se dovremmo vivere una vita più semplice. Come è possibile che dedichiamo così tanta energia e attenzione a qualche zero in più sui nostri conti in banca? È chiaro che dobbiamo prenderci cura del nostro sostentamento a un livello ragionevole, ma come siamo diventati così ossessionati dall’aggiungere sempre più numeri in nostro possesso, al punto da definire gran parte della nostra vita di conseguenza?

Tali interrogativi segnano una svolta imminente nell’evoluzione dell’umanità che stiamo vivendo oggi. In un momento come questo, vediamo sempre più persone sprofondare nella depressione, affidarsi ai farmaci e riuscire a malapena a sopravvivere da un giorno all’altro.

Per uscire da questo momento di svolta più forti, più consapevoli e più felici di quando ci siamo entrati, dovremo affrontare una sfida importante: pur aspirando costantemente a goderci la vita, come possiamo trovare una vera soddisfazione? Dopo tutto, abbiamo bisogno di piacere per vivere. Quali desideri vale la pena coltivare dentro di noi, che ci permetteranno di sentirci completi, felici e appagati? Il denaro in sé non è mai un obiettivo, ma un mezzo per acquisire piacere, divertimento, appagamento, felicità e fiducia in un modo o nell’altro.

In questo processo di introspezione, dovremo imparare a distinguere tra due livelli fondamentali della nostra vita: il soddisfacimento delle necessità essenziali della nostra esistenza e, accanto a esso, lo sviluppo dello spirito umano dentro di noi.

Ogni persona ragionevole comprende che l’attuale progresso tecnologico sta conducendo l’umanità alla possibilità di garantire a ogni individuo del mondo i mezzi per vivere con dignità. Il problema risiede soltanto nelle relazioni umane negative, che ci bloccano e risucchiano le nostre risorse in innumerevoli conflitti e guerre. Questo è vero non solo a livello macro, ma anche nelle relazioni individuali. Quante coppie oggi vivono felici? L’ego crescente ci rende intolleranti verso chiunque al di fuori di noi stessi.

Il nostro futuro dipende dallo sviluppo della capacità di connetterci in modo armonioso, integrale e reciproco, e vi è un metodo di connessione che deve ancora rivelarsi al mondo. Quando computer e robot espelleranno miliardi di persone dal mercato del lavoro, la necessità di una connessione positiva diventerà l’attività centrale alla quale potremo dedicarci.

L’essere umano di domani troverà godimento in nuove connessioni tra i cuori. Energie, realizzazioni e piaceri scorreranno tra noi. Non ci sarà fine a tutto ciò, perché una connessione integrale ci eleverà in uno spazio di rinnovamento costante, gioia e delizia. La forza della vita scorrerà tra noi come tra le cellule di un corpo. Ma, a differenza di ogni sistema naturale in cui gli individui si connettono naturalmente in modo integrale, per noi ciò avverrà attraverso introspezione, scelta e consapevolezza. Di conseguenza, la specie umana salirà al livello evolutivo successivo, nel quale il concetto di denaro acquisirà un significato più elevato. Il denaro diventerà la capacità di sostenerci l’un l’altro per amore, di appagare gli altri attraverso sé stessi.

Dopo una lunga storia egoistica giunta a un punto morto, ci stiamo già preparando a iniziare questa ascesa. Dalla materia allo spirito. Che possiamo avere successo in questo cammino.

Basato su “New Life 62 – Il potere del denaro” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa pensi che Israele dovrebbe fare per difendersi?

Possiamo neutralizzare i pensieri malvagi dei nostri nemici prima ancora che li spingano ad agire contro di noi? Cosa saremmo disposti a dare per un’arma del genere, che ci risparmierebbe dolore e perdite?

Iniziamo dalla fine. In natura esistono forze di connessione che possono cambiare la realtà. Queste forze si rivelano quando le persone imparano ad elevarsi al di sopra della natura egoistica umana e a generare tra loro una forza di dazione, cioè una forza che dona abbondanza, amore e altruismo puro. In uno stato simile, è possibile penetrare in un livello più profondo della natura, dove si trova il sistema operativo generale della realtà, e da lì avviare cambiamenti essenziali.

Ora torniamo all’inizio. Siamo abituati a convivere con le forze egoistiche che agiscono tra noi. Anche se esistono legami tra le persone, essi si basano, in un modo o nell’altro, sugli interessi personali. Ogni gesto di generosità che osserviamo è in fondo motivato dal piacere che esso procura a chi lo compie. Anche nei momenti di difficoltà collettiva, come in guerra, ci uniamo per difenderci meglio. Questo ci rafforza e migliora l’umore nazionale. Tuttavia, tutto ciò avviene sotto l’influenza della forza egoistica, la forza della ricezione.

La natura opera attraverso la forza della ricezione. L’inanimato mantiene la propria forma grazie a questa forza; il vegetale assorbe ciò che gli è utile ed espelle ciò che è dannoso; l’animale si sposta in cerca di cibo e partner riproduttivi. Ogni creatura si orienta per ricevere il meglio per la propria esistenza, e la forza generale della natura equilibra tutto. Solo tra noi esseri umani inizia il disordine.

In effetti, ci siamo sviluppati più di tutti gli altri grazie a una forza di ricezione intensificata, la forza egoistica umana che ha sviluppato il nostro intelletto, ma le enormi conquiste della scienza e della tecnologia si sono anche ritorte contro di noi. Ci facciamo del male a vicenda, ci piace umiliarci, calpestare la testa degli altri sulla via del successo. I giochi dell’ego e l’orgoglio dominano ogni angolo, e abbiamo raggiunto uno stato in cui, premendo un pulsante, possiamo distruggere la Terra.

La forza di dazione non esiste, in origine, nella nostra realtà. Se impariamo a generarla tra noi, al punto che ognuno voglia dare se stesso per il bene degli altri e della società, anche senza provare piacere ma per puro amore, allora disporremo di abbastanza forza di dazione per accedere a quel sistema operativo superiore. Con questa forza, possiamo operare cambiamenti positivi al livello più alto.

Come funziona? I nostri pensieri e la nostra volontà hanno potere. Questo deriva dal fatto che siamo tutti connessi in una rete interna, che fa parte del sistema operativo generale. Tutte le menti e i cuori sono connessi e ognuno trasmette onde a questa rete. Finché le onde sono egoistiche, il mondo si deteriora nelle varie crisi che viviamo. Ma nel momento in cui qualcuno sviluppa la capacità di trasmettere onde della forza di dazione alla rete, trasmette cariche positive ai cuori e alle menti degli altri senza parole o azioni, ma con il potere del pensiero e della volontà.

Non c’è dubbio che, di fronte alla volontà e ai pensieri dei nostri nemici di cancellarci dalla faccia della Terra, dobbiamo prepararci militarmente con tutte le nostre forze. Tuttavia, se sappiamo aggiungere alla preparazione militare anche la forza della dazione a livello di volontà e pensiero, allora spostiamo la guerra sulla rete interna, sul sistema operativo. Quanto più questa qualità si sviluppa nel popolo di Israele, tanto più possiamo calmare la forza egoistica che ci si oppone, fino a neutralizzarla del tutto.

Questo scenario può sembrare irrealistico, come un film di fantascienza, ma io dico: cosa abbiamo da perdere nel provarci? Possiamo tentare e vedere se funziona davvero. Le fonti del nostro popolo affermano che è così che è strutturata la realtà, quindi forse possiamo dare un po’ di credito ai saggi d’Israele?

Inoltre, non serve investire in altro che nelle nostre emozioni. Non c’è bisogno di destinare risorse o bilanci, ma solo di dedicare più tempo e attenzione all’apprendimento e alla pratica del metodo che insegna come elevarsi sopra la natura egoistica e relazionarsi agli altri con la forza della dazione.

È piuttosto chiaro che un tale processo porterà a un miglioramento delle condizioni nel paese, a una maggiore resilienza interna, e anche a una preparazione militare più efficace. Aiuterà anche a risolvere problemi sociali che oggi sembrano senza speranza. E inoltre, purificherà i pensieri e i desideri negativi dalle menti e dai cuori dei nostri nemici, un’azione preventiva su un livello completamente nuovo.

Il popolo di Israele, nella sua definizione originaria ormai dimenticata, è la forza pionieristica per la correzione del mondo. È un piccolo gruppo formatosi non su base biologica, ma ideologica, con il potenziale di offrire un modello di vita in armonia con l’unità della natura. Infatti, da duemila anni l’odio ci sta distruggendo, ma quando riscopriremo il codice di vita dei nostri antenati, basato sulla forza della dazione, esso fluirà immediatamente attraverso di noi all’umanità. In un mondo sempre più interconnesso, con una crescente interdipendenza e un ego in continua esplosione che distrugge ogni cosa buona, abbiamo bisogno di questa unità come dell’aria che respiriamo.

La forza della dazione eleverà l’umanità al prossimo livello evolutivo. Sentiremo la società come un corpo unico: ogni individuo funzionerà come una cellula del corpo, ricevendo e trasmettendo emozioni, pensieri ed energie. Nei percorsi interiori che scopriremo tra di noi, comincerà a fluire una forza comune: l’unica forza di dazione che dimora nella natura. Questa è una potenza ineguagliabile, come se una cellula fosse stata scollegata dal corpo e ora si riconnettesse ad esso. Riguardo a questa funzione del popolo di Israele come canale unificatore per il mondo, il Rav Abraham Kook scrisse: “In Israele dimora il segreto dell’unità del mondo” (Orot Kodesh).

Basato sull’episodio 57 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Pensi che l’elevata competizione nel mondo odierno sia sana?

Un tempo la competizione era costruttiva e portatrice di sviluppo, ma oggi porta soprattutto distruzione e rovina. Un tempo c’era la preoccupazione di prevenire le malattie, ma oggi l’industria farmaceutica produce molti farmaci inutili solo per aumentare le vendite, e il sistema sanitario ha i suoi interessi particolari. In che tipo di mondo stiamo facendo crescere i nostri figli? In che tipo di società? Queste domande ci portano a riflettere sulla natura dello sviluppo egoistico umano e su cosa potrebbe equilibrarlo.

Le ruote dell’evoluzione non possono tornare indietro. Il processo che stiamo attraversando non può essere fermato. Tutto ciò che possiamo fare è esaminare ciò che è accaduto fino a oggi, ciò che sta accadendo ora e se non ci stiamo artificialmente impedendo di progredire verso il livello che dovremmo raggiungere, come individui e come società.

Dal punto di vista naturale, l’ego è un motore di crescita. Il desiderio di progredire, di fare qualcosa, di massimizzare il piacere con il minimo sforzo, è la nostra natura, ed è anche la forza che guida ogni singola cellula. Un fiore, un gatto e un cane sono tutti guidati da un istinto simile, persino l’inanimato cerca sempre le condizioni ottimali per un’esistenza il più sicura possibile.

Non abbiamo quindi altro che ego, l’intero processo che attraversiamo è essenzialmente l’evoluzione dell’ego all’interno degli esseri umani. Quando il capitalismo ebbe inizio, era chiaro che se ognuno avesse agito secondo il proprio ego individuale e ci fosse stata competizione tra tutti, la società ne avrebbe beneficiato, sarebbe progredita e ogni persona avrebbe percepito un miglioramento nella propria qualità di vita. Molte cose positive furono create in questo modo e la sensazione generale era di prosperità.

Poi, a un certo punto, è iniziata una sorta di distorsione evolutiva. L’ego ha raggiunto un livello tale che la spinta al profitto privato a tutti i costi ha iniziato a produrre mutazioni. Ad esempio, nello sviluppo delle lampadine elettriche, si è trovata la possibilità di produrre lampadine con una durata molto lunga, ma non era redditizia. Così, la loro durata fu deliberatamente accorciata per aumentare le vendite.

Con l’intensificarsi dell’egoismo cieco, la competizione è passata dall’essere libera e sana a diventare una celebrazione della manipolazione, piena di menzogne e intrighi, favoritismi e restrizioni. Ad esempio, qualcuno può essere bloccato con il pretesto della legalità solo per permettere a qualcun altro di continuare a esercitare il controllo. Vengono emanate leggi che costringono il pubblico ad acquistare qualcosa solo perché qualcuno vuole trarre profitto sulle loro spalle, e così via.

Perciò, i bellissimi risultati ottenuti nell’industria e nel commercio, nell’economia e nella società, nella scienza e nella tecnologia, hanno iniziato a svanire. Al loro posto sono apparse bolle, finzioni e regolamentazioni artificiali che hanno favorito i potenti ma danneggiato la persona comune e la società nel suo insieme. Abbiamo persino distrutto la natura circostante nella corsa all’aumento del capitale, senza considerare che le future generazioni dovranno mangiare, bere e respirare.

A differenza di noi, in ogni sistema naturale la vita si sviluppa in equilibrio tra le sue parti. La natura colloca ogni elemento al suo posto e la connessione integrale crea armonia, come cellule e organi in un corpo sano e funzionante. Quando una cellula inizia a consumare l’ambiente circostante, diventa cancerosa. “Vede” solo se stessa, diventando indifferente a tutto ciò che la circonda. Il suo aumento porta infine al collasso del corpo, così come alla sua stessa morte. Ma non può fermarsi.

Sembra che stiamo andando verso questo stato pericoloso a livello dell’umanità: l’intensificarsi dell’ego all’interno di ogni persona minaccia di seppellirci tutti insieme. Guerre nucleari, carestie che porteranno le masse nelle strade, malattie, pandemie e disastri ecologici… chi può sapere cosa arriverà per primo. Il vicolo cieco verso cui ci stiamo dirigendo ci obbliga a ricalcolare la rotta. Dobbiamo esaminare profondamente cosa ci è utile e cosa ci danneggia nel nostro ego.

Alla fine, arriveremo a comprendere che l’uso corretto dell’ego si verifica quando c’è allineamento tra il beneficio dell’individuo e il beneficio della società. Poiché un tale approccio è in contrasto con la natura egoistica, abbiamo bisogno di un profondo processo educativo, culturale e sociale per risvegliare in noi la consapevolezza di essere parti integranti della società. Dobbiamo sviluppare rapidamente la comprensione e la consapevolezza di essere parti inseparabili di un corpo più grande, ricevendo ogni vita e vitalità attraverso connessioni reciproche. Con tale consapevolezza, inizieremo a prenderci cura degli altri come ci prendiamo cura di noi stessi. Quando tutti penseranno costantemente a come fare del bene a tutti, raggiungeremo insieme la fase successiva della nostra evoluzione come specie umana.

Da dove possiamo cominciare?

Proprio qui, dove vivo. Noi, popolo d’Israele, possiamo creare il modello pilota per un nuovo modello umano di connessione e complementarietà, equilibrio e armonia, connessione integrale tra tutti e ciascuno. Perché? Perché la connessione è nelle radici antichissime della nazione.

Fu Abramo il babilonese a scoprire che tutta la natura è una forza unica. Egli insegnò a chiunque fosse disposto ad ascoltare che l’unità tra persone diverse porta all’allineamento con essa, ovvero: attraverso l’unità tra le persone, raggiungiamo l’unità con la natura e questo è lo stato più sano, sicuro e felice che possiamo raggiungere come esseri umani. Dai migliaia che si radunarono attorno alla sua idea, si formò in seguito una nazione. I suoi valori fondamentali erano valori unificanti, come è scritto: “Ama il prossimo tuo come te stesso”, “Tutti gli Israeliti sono amici”, e “Come un solo uomo con un solo cuore”.

Queste impostazioni sono impresse dentro di noi. Tuttavia, sono state coperte da duemila anni di distruzione. Possiamo riportarle in vita per salvare la società dal collasso e mostrare al mondo una nuova via. Ciò attirerà simpatia verso di noi e calmerà anche l’odio crescente che ci viene rivolto nel mondo. In fondo, sotto la superficie e appena sotto la soglia della consapevolezza, quell’odio nasce da un senso profondo che il popolo di Israele sia responsabile di ogni male, che possediamo qualcosa di estremamente importante e che lo nascondiamo a tutti.

Il mondo di domani potrà essere solo un mondo più connesso. Su questo non ci sono dubbi. Ciò che non è ancora noto è se saremo abbastanza saggi da comprendere questa direzione e intraprendere un processo educativo e culturale per costruire una connessione integrale in tutta la società, oppure se sarà solo attraverso sofferenze terribili che la nostra consapevolezza si espanderà.

Basato sull’episodio 51 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Pensi che le strutture familiari tradizionali abbiano ancora rilevanza nelle odierne società occidentali in rapida evoluzione?

Gli animali non hanno consulenti di coppia, né consulenti matrimoniali, né terapisti familiari. Non hanno nemmeno difficoltà a scegliere il compagno adatto. Identificano i partner ottimali attraverso l’olfatto o altri controlli fisici. Solo con noi esiste il caos.

Oggi, l’ego ha raggiunto proporzioni così esagerate che il nucleo familiare sta andando in pezzi, per non parlare dello stato delle relazioni sentimentali. Sempre più persone si chiedono:  “Perché dovrei complicarmi la vita?” Ma in natura non ci sono errori. Se fin dall’inizio sono stati creati due generi, maschile e femminile, allora l’attuale collasso è probabilmente una fase in corso verso un tipo di connessione completamente diverso.

Se condensassimo un’intera saggezza in poche frasi, diremmo che esiste la natura umana, la natura del mondo, le leggi che operano e una tendenza evolutiva nel sistema. Vediamo che il mondo sta diventando sempre più interconnesso e, al contrario, la natura umana è diventata più egoista e ristretta. È come se fossimo tutti sulla stessa barca, ma incapaci di andare d’accordo con nessuno, a casa, al lavoro, per strada, in campagna, con l’umanità in generale e con l’intero ambiente. Le difficoltà si intensificano ogni giorno e, alla fine, tutto convergerà verso un bivio: o impariamo a vivere in connessione e completezza o semplicemente non sopravvivremo.

Da questa prospettiva, l’approccio educativo integrale considera la relazione di coppia come un laboratorio domestico per sviluppare la capacità di connettersi in modo ottimale con gli altri, fino a raggiungere il livello dell’amore. In un contesto di gruppo, le coppie imparano ad aiutarsi a vicenda a superare i limiti della nostra percezione ristretta, a irrompere insieme in una nuova realtà, con emozioni e piaceri di livello molto più elevato. L’apprendimento include l’esplorazione della natura, laboratori che chiariscano diverse questioni, esercizi di connessione speciali e altro ancora. I partecipanti creano un legame stretto e si aiutano a vicenda nel progredire nel processo.

Uno dei temi affrontati da un approccio educativo integrale è perché in natura esistano due generi che devono completarsi a vicenda per continuare la vita. Cosa significa? Dove porta? Non c’è nulla di superfluo in natura e, se qualcosa si è sviluppato in un certo modo, è probabilmente perché l’evoluzione lo richiede. Qual è il problema?

In che modo i diversi generi dovrebbero completarsi a vicenda? Cosa esiste nella natura maschile che non esiste in quella femminile, e viceversa? Cosa succederebbe se non ci completassimo a vicenda? Dove esattamente rimarremmo carenti? In che modo le nostre vite non sarebbero complete?

Se un partner completa l’altro, dà qualcosa che l’altro prima non aveva? Inoltre, cosa succede al partner che si è donato all’altro? Ora gli manca ciò che aveva donato? O forse proprio in quel dare, si è anche completato?

Supponiamo inoltre che una coppia si completi in modo ideale, che ogni spigolo dell’uno colmi la mancanza dell’altro e viceversa. Dove li porta questo?

Perché la complementarità reciproca trasforma due in uno? Cosa ottengono nella complementarità che nessuno ha da solo? Perché è così speciale? E cosa trasmettono questi partner ai loro figli? Come questo influenzerà le loro vite nel tempo?

Domande come queste e altre vengono chiarite nel processo di gruppo e aiutano i partecipanti a sviluppare una nuova visione delle relazioni e dell’unità familiare. Uno degli argomenti trattati è l’apprendimento della natura maschile e femminile. Ecco un esempio di un esercizio utile in questo senso.

Si prende una piccola bambola a forma di donna e la si mette sul tavolo come rappresentazione del genere femminile nel suo insieme. Ora si chiede alle donne di descrivere il suo mondo interiore. Cosa desidera? Di cosa ha paura? Cosa si aspetta? Quali sono le sue speranze e aspirazioni? Cosa la stressa? Cosa la infastidisce? Le donne devono rispondere a queste domande in relazione agli uomini, alla famiglia, alla carriera, e alla vita in generale. Tutto ciò che emerge è prezioso e viene annotato su una pagina. La fase successiva dell’esercizio consiste nel categorizzare, dare priorità e valutare i dati raccolti.

Lo scopo dell’esercizio è aiutare gli uomini a familiarizzare con la natura femminile. Ovviamente, un esercizio simile viene svolto con una bambola a forma di uomo.

A uno stadio più avanzato, un esercizio simile può essere svolto anche a casa. Le bambole aiuteranno la coppia a parlare di sé in terza persona, a esaminare le proprie pulsioni, a chiarire le proprie esigenze reciproche e personali e come possono aiutarsi e completarsi a vicenda.

Le forze evolutive ci spingono a sviluppare la capacità di percepire l’altro come noi stessi. La relazione di coppia può fungere da laboratorio domestico per realizzare questo aggiornamento. Da lì deriverà la sua importanza futura. La connessione integrale con gli altri aprirà una nuova profondità nella percezione della natura, una dimensione superiore e un diverso livello di esistenza. Sviluppare le nostre connessioni in questo modo ci porta a scoprire la perfezione e l’unità della natura e il nostro equilibrio con essa. Sono fenomeni meravigliosi, completamente al di là della nostra comprensione attuale.

In conclusione, il mondo di domani non può che essere un mondo connesso. L’unica domanda è: quanto velocemente comprenderemo il nostro bisogno di connetterci positivamente e inizieremo a prepararci.

Basato sull’episodio 37 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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In che modo la natura umana influenza la nostra capacità di risolvere i problemi nelle relazioni e nella società? È possibile risolvere questi problemi e, in tal caso, come?

Gli occhi del saggio sono nella sua testa, dicevano i saggi. Dove ci sta portando il caos odierno? I prezzi stanno aumentando, le minacce si stanno intensificando, ci sono grandi difficoltà nelle relazioni e i disastri naturali colpiscono sempre più ampie fasce di persone. Perché improvvisamente subiamo pressioni da ogni direzione? Dove ci stanno conducendo le forze che agiscono su di noi? Che tipo di futuro vale la pena iniziare a costruire già ora, per allinearsi ai cambiamenti che stanno prendendo forma?

Innanzitutto, un promemoria. Noi esseri umani siamo parte della natura. Il sistema umano esiste all’interno del sistema generale della natura. Questi due sistemi si influenzano a vicenda. Ci sentiremo nello stato più confortevole e armonioso quando ci sarà equilibrio tra umanità e natura.

Alla fine, raggiungeremo un equilibrio, sia tra persona e persona, sia, di conseguenza, anche con la natura. Non c’è alcun dubbio su questo. Ciò che non sappiamo è se questo processo avverrà attraverso l’esplorazione, la consapevolezza e uno sviluppo cosciente, oppure se dovremo subire colpi duri, dopo i quali capiremo i nostri errori.

L’approccio integrale all’educazione insegna che nel sistema naturale esistono leggi di sviluppo che agiscono sulla specie umana e sui livelli inanimato, vegetativo e animato della natura. Inoltre, agiscono su ogni singolo individuo e su tutti gli esseri umani nel loro insieme, in quanto società umana.

Fino al XX secolo, il nostro sviluppo si è svolto attraverso un processo umano lineare ed egoistico. L’ego umano ci spingeva ad avanzare in una sola direzione: ottenere il massimo con il minimo investimento. Questa è la legge dello sviluppo egoistico. Improvvisamente, il sistema umano subì un rallentamento, sotto forma della Grande Depressione degli anni ’30. Poi arrivò la Seconda Guerra Mondiale, che rimescolò le carte e in seguito tutti si impegnarono nella riparazione dei danni. Negli anni ’60 tornò di nuovo la sensazione di collasso.

In sostanza, ciò che è emerso è stata una contraddizione tra noi e la natura. Forze integrali hanno iniziato ad agire su di noi da ogni parte, racchiudendoci sempre più in un’unica rete, ma abbiamo continuato ad agire egoisticamente, con ognuno che si preoccupava solo di sé stesso, agendo per il proprio tornaconto a spese degli altri, ogni Paese che operava a spese degli altri e così via.

Così, si è creato un mondo in cui, da un lato, la forza egoistica cresceva in ogni individuo e, dall’altro, la forza integrale continuava a legare tutti insieme. Abbiamo così costruito il commercio internazionale, istituzioni internazionali come l’ONU e connessioni su scala globale in campi come l’economia, la scienza e la cultura. Abbiamo attinto il più possibile a queste due forze e abbiamo ottenuto un meccanismo egoistico internazionale.  La forza integrale mirava a una connessione umana più profonda, da cuore a cuore, ma noi abbiamo preferito la direzione egoistica. Di conseguenza, ogni connessione che abbiamo costruito non ha portato a un rinnovamento autentico.

Ad esempio, possiamo considerare l’Unione Europea come un caso di studio. Il bisogno di collaborazione tra le nazioni europee ha portato alla costruzione di un’unione, ma con un pensiero egoistico. Un paese ha pensato al denaro, un altro allo status, un terzo alla libertà di movimento e così via. Non hanno costruito percorsi educativi e culturali per migliorare i legami umani, la vicinanza emotiva tra le nazioni. Oggi sono passati decenni e qual è il risultato? Gli europei si sentono davvero uniti, come un’unica entità?

Tuttavia, la forza integrale continua ad agire e l’evoluzione prosegue. Allo stesso modo, la contraddizione tra la natura egoistica umana e la natura interconnessa e interdipendente del mondo aumenta. Da qui derivano ogni difficoltà e crisi nelle relazioni umane. Pertanto, la vita stessa ci mostra dove stiamo sbagliando e cosa dobbiamo riparare.

La natura che ci circonda funziona come un unico meccanismo integrale. Tutte le sue parti si completano a vicenda in meravigliosa armonia,  solo noi stiamo sviluppando una forma di connessione sempre più opposta. Non esiste altra creatura in natura che tragga piacere dalla sofferenza altrui, vivendo di orgoglio e arroganza. Anche in relazione all’ambiente ecologico, ci comportiamo in modo simile, prendendo molto più di quanto ci serva per esistere e non considerando nulla, rovinando tutto mentre calpestiamo pesantemente il terreno, dando priorità ai nostri interessi personali rispetto a qualsiasi cosa o a chiunque altro.

Cosa può dunque aiutarci a evitare un collasso totale? Una rivoluzione nella percezione, ovvero un cambiamento fondamentale nella definizione dei legami tra individuo, società e ambiente. Il mezzo: un percorso educativo-culturale, sociale e collettivo, che crei un senso di connessione integrale tra tutti, una connessione profonda e calorosa che nasce dalla comprensione che l’evoluzione ci obbliga a muoverci in questa direzione.

Man mano che costruiamo e immaginiamo sempre più una connessione umana integrale, saremo in grado di affrontare i problemi in tutti gli ambiti della vita su un livello completamente diverso.

A lungo termine, un approccio integrale alle relazioni umane ci permetterà di affrontare una realtà in cui le tecnologie intelligenti sostituiranno le persone in molte professioni e la maggior parte della popolazione perderà il lavoro. Dovremo comunque garantire a ogni persona e famiglia i bisogni essenziali e anche organizzare sfide e attività per le persone.

Nell’immediato futuro, possiamo agire insieme in diversi ambiti. Ad esempio, possiamo migliorare la qualità della vita nei nostri condomini, nelle nostre strade, nei nostri quartieri, nelle nostre città e nelle nostre comunità. Di seguito alcune idee per dare un quadro generale.

Sulla base della buona volontà, del tempo libero, dello spirito di volontariato e del grande apprezzamento da parte della società, senza denaro, compensi o spese ingenti, possiamo creare una rete sociale in cui tutti fanno qualcosa per il bene comune e hanno il diritto di beneficiare dei contributi degli altri.

Ad esempio, una rete di questo tipo potrebbe includere l’organizzazione di un mercato di articoli di seconda mano, corsi per bambini e adulti, laboratori, formazione professionale, piccole riparazioni domestiche, consulenza di esperti, attività sportive e ricreative, escursioni e picnic, feste ed eventi culturali, acquisti di gruppo a prezzi scontati e magari anche l’assunzione della responsabilità di pulire e prendersi cura di alcune aree in cambio di una riduzione delle tasse locali.

In sostanza, grazie alla nostra connessione possiamo risparmiare molto, migliorare la qualità della vita e, soprattutto, sentirci parte di un’unica grande famiglia. Quando iniziamo a sentirci circondati da persone il cui cuore è aperto a noi e che sono felici di darci una mano con amore, allora ci apriamo allo spirito della vita che fluirà tra noi. Allora, sperimenteremo una soddisfazione superiore a qualsiasi piacere individuale che chiunque abbia mai provato. Inoltre, il nostro allineamento con l’integrità della natura ripristinerà l’equilibrio nell’ambiente e ci porterà abbondanza. In altre parole, attireremo una grande benedizione su noi stessi.

Basato sull’episodio 48 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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In che modo la consapevolezza di sé influenza le relazioni sentimentali?

Per avere successo in una relazione, dobbiamo conoscere noi stessi, capire cosa ci guida e identificare la causa dei cambiamenti che attraversiamo.

La forza fondamentale che ci muove è l’ego, il desiderio di provare piacere. Si tratta di un’aspirazione naturale e basilare: voler sempre stare bene. Ciò che differenzia le persone tra loro è il tipo di desiderio che emerge, ovvero ciò da cui vogliamo trarre piacere in ogni momento e anche l’intensità di questo desiderio.

Noi esseri umani ci distinguiamo dalle altre creature della natura per la nostra capacità di inventare sempre nuove fonti di piacere, per questo siamo in costante evoluzione. Il nostro ego si sviluppa, di conseguenza cerchiamo continuamente nuovi modi per appagarlo. È così che avanziamo nella vita.

Col tempo, i nostri desideri cambiano, vengono sostituiti e espressi in modo diverso. Poiché la mia definizione di “ciò che voglio” cambia e cambiamenti simili avvengono anche nei nostri partner, si sviluppa gradualmente un problema di compatibilità. La vita ci mostra che questa è la fonte di molti problemi nelle coppie: uno vuole evolversi in una direzione, mentre l’altro pensa in tutt’altra. Ognuno sviluppa desideri differenti.

Cosa possiamo fare in queste situazioni?

Nella vita condivisa, dovremmo distinguere tra due ambiti: uno è quello in cui possiamo connetterci, completarci a vicenda ed essere un tutt’uno e un altro che raggruppa tutti gli aspetti in cui ciascuno si sviluppa individualmente, come desidera.

Basato sull’episodio 23 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come possono gli imprenditori promuovere l’interdipendenza sul posto di lavoro?

Gli imprenditori dovranno intraprendere un cambiamento di percezione per conformarsi alla direzione evolutiva generale della natura verso stati sempre più unificati. Pertanto, dovrebbero tenere conto della legge integrale della natura e della direzione dello sviluppo, affinché questa legge operi nelle loro menti, determinando un cambiamento di percezione in direzione di una maggiore integralità. Il successo di domani richiederà che tutti, imprenditori compresi, considerino il beneficio dell’umanità nel suo complesso, la definizione di impresa cambierà di conseguenza.

In cosa consiste questo cambiamento di percezione, in pratica, per gli imprenditori? Gestire la propria attività con la massima attenzione a tutti i membri dell’intera filiera. Ad esempio, si dovrebbe tenere sotto controllo tutto ciò che accade nel settore, individuare chi è più bravo e chi è meno bravo nei vari aspetti e fare concessioni a chi è il migliore nei rispettivi settori. Prendiamo ad esempio un’azienda che produce matite. Sappiamo che qualcuno produce matite nel miglior modo possibile, quindi desideriamo supportare queste persone perché ci preoccupiamo di offrire al consumatore le migliori matite possibili. In altre parole, l’imprenditore dovrebbe preoccuparsi del bene dell’umanità e non del proprio portafoglio.

Pertanto, alla fine raggiungeremo una comprensione comune del fatto che il successo aziendale dipende dalle relazioni positive tra i suoi membri e non da tecnicismi o competenze. Ci renderemo sempre più conto di come la competenza sia insufficiente e subordinata alle relazioni umane. Grazie a queste relazioni umane positive, inizieremo a percepire e comprendere come l’azienda possa avere successo. Inizieremo a scoprire come costruire noi stessi per diventare un’azienda di vero successo, che dipende esclusivamente dalle nostre relazioni positive.

 

Basato sull’episodio 1.254 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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