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L’influenza dell’intenzione sull’ecologia

Domanda: L’intenzione di un essere umano di fare del male ad un altro individuo, influisce nei livelli inanimato e vegetale della Natura? La Kabbalah dice che uragani e disastri naturali sono una manifestazione delle azioni che avvengono tra di noi; come dobbiamo interpretarlo?

Risposta: Dato che la Natura è completamente integrale e interconnessa, il nostro impatto in una qualsiasi delle sue parti, va a influenzare le altre parti. Tanto più alto è il livello della Natura sulla quale influiamo, per esempio le persone, più vengono influenzati i livelli inferiori, ovvero inanimato, vegetale, animale.

Al contrario, se abbiamo una certa influenza solo verso la natura inanimata, questo avrà un minore impatto sulla natura vegetale, un minor impatto sulla natura animale e un impatto ancora inferiore sugli esseri umani.

Risulta allora che la mia cattiva attitudine verso le altre persone influenza tutta la piramide. Questa è la base di tutti i problemi ecologici e di tutto il resto. Noi stessi siamo la causa degli uragani, dei disastri naturali e di altri problemi.

Un tempo eravamo incapaci di influenzare qualcosa con la nostra intenzione, ma ogni cosa è cambiata dall’inizio del secolo scorso. Guardate cosa abbiamo fatto durante il XX secolo!

I kabbalisti ci dicono che tutto è avvenuto perché l’umanità era entrata in uno stato completamente nuovo.

Agli inizi del XX secolo, la popolazione era di due miliardi di persone, e questo si avvicina a quanto il pianeta può sostenere. Oggi siamo passati a otto miliardi. Questo suggerisce che nei passati cento anni, abbiamo realmente portato fuori asse l’equilibrio del sistema.

Domanda: Vuol dire che due miliardi di persone non possono sopportare l’attuale livello di egoismo e, pertanto, ci devono essere otto miliardi di esseri umani sul pianeta Terra?

Risposta: Se ci sviluppassimo correttamente, non avremmo bisogno di otto miliardi di persone.

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Dalla lezione di kabbalah in lingua russa 25/03/2018.

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Una preghiera all’indirizzo giusto

La preghiera è la mia ultima azione in relazione al Creatore. Come risposta alla preghiera, Lui darà vita ad una correzione. Ecco perchè tutto finisce con una preghiera. Prima, dobbiamo prepararci, cercare veramente cosa si sta chiedendo, in che modo, e per chi.

Le preghiere includono le richieste che le creature innalzano al Creatore. Certo, questo non avviene tutto in una volta sola, non viene espresso da nessuna parola o frase, ma si basa sui chiarimenti, l’uno dopo l’altro, e sulle richieste di aiuto, fino a che si arriva alla preghiera perfetta.

Il Creatore è il pieno HaVaYaH che esiste nel mondo dell’infinito e che contiene assolutamente tutto. Per questo, se vogliamo prendere qualcosa da lì, dobbiamo fare una richiesta ben precisa, così come si fa su un computer: su che indirizzo andare, che password digitare o che comando usare, ecc.

Questa richiesta poi, passa attraverso tutti gli stadi ed entra in Malchut nel mondo dell’infinito, dove ci sono possibilità illimitate. Tutti i Kelim e tutte le Luci sono lì dall’inizio, come è scritto, « La fine dell’azione risiede nel pensiero iniziale ». Quello è lo stato corretto che esiste in tutto il suo splendore.

Se lavoriamo correttamente, ci uniamo a questo sistema. Basandoci sulla nostra richiesta, troviamo lo spazio giusto dentro di esso ed estrapoliamo quello di cui abbiamo bisogno da questa “memoria” dove desiderio e Luce già esistono in unione. Questo ci influenza e ci spinge verso lo stato che abbiamo richiesto nella nostra preghiera.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25/01/2018Gli Scritti di Baal HaSulam – Lettera 56”

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Una vera richiesta al Creatore

Ci sembra che una richiesta al Creatore sia un mezzo per correggere il Kli, il vaso dell’anima, mentre come risultato del nostro lavoro, iniziamo a sentire che la richiesta al Creatore è il Kli stesso e non un mezzo per correggerlo.

E se il mio appello al Creatore, il desiderio che io suscito verso di Lui, è vero, costante e crescente nella sua incessante aspirazione a Lui, allora sentirò questa richiesta come una correzione completa.

Quali sono le correzioni? Gli innalzamenti del desiderio, non la risposta alla preghiera per realizzarli. Alzare il desiderio del Creatore è già la fine del lavoro. Quindi, esprimo il mio atteggiamento verso di Lui. Ricevo qualcosa da Lui? Può darsi che io non ottenga nulla. E cosa dovrei ricevere se mi rivolgo a Lui? Solo il mio appello al Creatore è già in se stesso, tutto. Non ho bisogno di nient’altro.

Se non resto nel Kli, che riceve per se stesso, allora voglio avere solo una richiesta al Creatore. E se in risposta non sento, non capisco, non percepisco e non vedo nulla, prego; è ancora meglio! Ed è così che, nel mio sforzo, nel potere della dazione, sento quanto sono simile al Creatore.

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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12/5/17, “Lavorare con i disturbi”

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Di fronte all’assoluta legge della natura

Domanda: Dobbiamo avere l’intenzione di dar piacere al Creatore, anche ricevendo benefici e piaceri materiali, o ciò si applica solo agli avvenimenti spirituali?

Risposta: In principio, tutto quello che ci succede nella vita, ogni secondo ed ogni sensazione, deve essere preferibilmente e totalmente connesso al Creatore.

Domanda: Allora, come possiamo giustificare le azioni del Creatore?

Risposta: Non hanno bisogno di essere giustificate! Ho solo bisogno di capire che affronto una legge assoluta della natura. Se la realizzo il più possibile, ho un’esistenza soddisfacente e la chiamo ricompensa, anche se nessuno mi ricompensa. Io creo questa esperienza. Se non mi adeguo alle condizioni nelle quali esisto, io stesso creo il castigo per me stesso. Nessuno mi castiga.

Domanda: Allora, da dove ha tirato fuori l’umanità questa attitudine verso il Creatore?

Risposta: La gente ha inventato tutto perché vuole vedere il Creatore come un re, come una specie di immagine divina.

Domanda: Ma questo non proviene anche dal Creatore? Non significa che anche questo è necessario per il nostro sviluppo?

Risposta: E’ necessario per il nostro sviluppo, ma solo fino a quando cominciamo a capire che niente di questo funziona. Vedi quello che sta accadendo nel mondo di oggi, il sorgere delle religioni! Questa è l’ultima esplosione e sta svanendo, come quando il fuoco si intensifica prima di spegnersi.

Domanda: Vuol dire che non c’è nessuno da pregare? C’è una legge e dobbiamo solo obbedirle?

Risposta: Quando preghi, preghi per te stesso. Questo probabilmente aiuta. Però quando preghi il Creatore, devi pensare a quello che chiedi e per chi lo fai.

La preghiera è chiamata manifestazione del desiderio. Se decidi che hai bisogno di conoscere il tuo desiderio, significa che hai bisogno di organizzare la tua preghiera. Se hai bisogno di portare il tuo desiderio ad un particolare scopo, significa che hai bisogno di pregare per una condizione particolare. Al contrario non c’è alcuna ragione per pregare. Per esprimere il tuo desiderio, hai bisogno di riunire i tuoi pensieri, formulare ed organizzare ciò che chiedi e fino ad allora potrai lavorare. Così, la Luce superiore potrà impressionarti in maniera concentrata.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 21/05/2017

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Come possiamo rivolgerci correttamente al Creatore?

Domanda: Come possiamo rivolgerci al Creatore in maniera corretta per limitare il tempo in cui ci troviamo in occultamento?

Risposta: Penso che il punto qui non sia il Creatore, ma gli amici. Più mi avvicino al gruppo, più mi metterò sotto l’influenza della Luce che opera attraverso il centro del gruppo.

E’ solo attraverso il centro del gruppo che io posso rivolgermi alla fonte della Luce, al Creatore e chiedere per l’intero gruppo, non per me stesso. Essendo al centro del gruppo con tutti, riceverò l’influenza positiva della Luce.

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Da una videoconferenza con gli studenti del Learning Center russo, 21/05/17

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Il principale lavoro dell’uomo

Domanda: Qual’è il lavoro che devo fare io e qual’è invece il lavoro che farà la Luce, la forza superiore, il Creatore?

Risposta: Il lavoro che devo fare io è obbligare la Luce superiore a correggermi.

Il mio lavoro si chiama preghiera, richiesta. Ho bisogno davvero di desiderare di compiere questo movimento, che non posso realizzare naturalmente, perché è impossibile dare senza ricevere niente per me, poiché la nostra natura è l’egoismo più assoluto.

Possiamo tuttavia ricevere questa opportunità dall’alto e si chiama Luce superiore, la Luce di Hassadim, però solo se la Luce superiore mi influenza. Io posso convincere la Luce ad influenzarmi, ma questo si può fare solo attraverso il gruppo, nel lavoro con la decina.

Così posso dare senza chiedere per me nessuna ricompensa, né niente in cambio.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 18/12/16

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Il Libro Della Preghiera Kabbalistica

Domanda: Cosa prova un kabbalista quando guarda una lettera? Quale tipo d’informazione racchiude la lettera?

Risposta: In uno dei miei primi libri portai l’esempio di una pagina dal Libro della Preghiera di Rabbi Shalom Sharabi.

E’ possibile vedere cosa ci comunica un libro di preghiere kabbalistiche, perché si tratta del metodo attraverso il quale una persona può influenzare la gestione più elevata, dal basso, così che ne verrà influenzata, in risposta. Questo è ciò che avviene quando leggiamo un libro di preghiere o manuale di istruzioni per la gestione del sistema superiore.

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Da Lezione di Kabbalah in lingua russa del 17/07/16

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Fede Assoluta

Dr Michael LaitmanDomanda: La vita di una persona può essere allungata, se studia la Saggezza della Kabbalah, ed è particolarmente preoccupata di non avere abbastanza tempo per raggiungere la perfezione spirituale nella propria vita?

Risposta: Questo dimostra un’assoluta mancanza di fede!

Innanzitutto, una persona ha la necessità di liberarsi dalle proprie preoccupazioni, perché se è sotto il controllo del Creatore, e oltre a Lui non c’è altra forza, nessuno all’infuori di Lui, e Lui è buono e benevolo, non vi è alcuna ragione per sollevare domande di questo tipo, a proposito di cosa le accadrà nel prossimo minuto o se otterrà qualcosa oppure no.

La condizione, “Non c’è nessun altro all’infuori di Lui” (Deuteronomio 4:35), che è il bene assoluto, impedisce completamente a una persona di avere tutti i tipi di domande egoistiche. Le resta una sola domanda: Come può una persona diventare socia, aiutante, garante del Creatore, per svolgere la Sua volontà in tutto il mondo? La risposta è: Io posso realizzare tutto questo perché sono in questo mondo. Noi abbiamo bisogno di chiedere una sola cosa: che il Creatore ci manifesti i suoi desideri, e noi li porteremo a tutta l’umanità. Questa è la funzione di un Kabbalista o, se vuoi, di un profeta.

Domanda: Che sta a significare, un Kabbalista non può chiedere per la buona salute dei suoi parenti e di sé stesso?

Risposta: Se questo è indispensabile, lui può farlo, ma a che serve se è il Creatore stesso responsabile di questo?

Se il Creatore ha fatto in modo che una persona dovrà chiedere a Lui, allora chiederà. In altre parole, spetta alla persona cercare di capire perché tutto questo sta accadendo e chiedere di essere diretta verso la Luce e la correzione.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 15 Maggio 2016

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L’intenzione più importante

Dr. Michael LaitmanDomanda: L’intenzione più importante in tutto ciò che facciamo è “Non esiste nulla tranne Lui“?

Risposta: Devi aggiungere anche che il Creatore fa tutto, e quindi tutto è corretto e buono per l’uomo. Lo vedrai in modo non corretto in base alla misura della tua incompatibilità con le caratteristiche del Creatore.

Domanda: Se voglio rivelare il Creatore, devo pensare al motivo per cui faccio tutto quello che faccio durante il giorno? Quale dev’essere la risposta a questa domanda?

Risposta: Prima di tutto noi dobbiamo sempre domandarci: “Cosa devo fare e per quale motivo?”. In seguito devo decidere se eseguire l’azione oppure no, e mettere in atto la mia decisione.
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Senza desiderio non c’è preghiera

Dr. Michael LaitmanDomanda: È possibile elevare una preghiera e attrarre la Luce se non sento affatto disperazione e sofferenza?

Risposta: Com’è possibile pregare se non senti alcuna sofferenza? Come puoi chiedere se non hai necessità? La preghiera è la rivelazione del desiderio. Se non hai desiderio allora non c’è nemmeno la preghiera.

Domanda: Io posso pregare solo a partire dal mio proprio desiderio (Chissaron). Come posso pregare dalla mia decina?

Risposta: Non c’è un modo, naturalmente puoi farfugliare qualcosa, ma non ha alcuna influenza. Non puoi annullarti se non esisti in una decina. Non puoi in nessun modo diventare simile al Creatore.

Non puoi pregare dalla decina senza un desiderio comune. Puoi creare l’intenzione comune chiamata preghiera solo insieme agli amici, quando vi unite in un unico insieme.
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Congresso di Mosca, Lezione 3, 02/05/16

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