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Due canali per percepire la realtà

Dr. Michael LaitmanSe il nostro intelletto e le nostre emozioni fossero strutturate in un modo un pochino diverso, allora tutta la realtà che percepiamo oggi ci sembrerebbe completamente diversa. Potremmo passare attraverso i muri che ci sembrano così spessi…

Diventerebbero all’improvviso come aria, e ciò che era aria, al contrario, diventerebbe solido. Verrebbero scoperte le proprietà della materia in natura che oggi ci sono sconosciute.

Domanda: Riesci veramente a passare attraverso i muri?

Risposta: Certamente no. L’idea è che una persona che studia la saggezza della Kabbalah scopre i fenomeni nascosti della natura e vede un diverso quadro del mondo. Inizia a viverci con un’aggiunta alla sua normale esistenza in questo mondo. Si trova contemporaneamente in due canali di percezione della realtà. E’ come se ci fossero due canali nella nostra televisione. Il primo canale è ciò che percepiamo attraverso i nostri sensi fisici. Ed il secondo canale è ciò che percepiamo attraverso i nostri sensi spirituali, chiamati Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin, e Malchut.

Uguali ai sensi che abbiamo nel nostro corpo: vista, udito, olfatto, gusto e tatto, abbiamo anche cinque tipi di sensazioni che appartengono all’anima: Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin, e Malchut.

Domanda: E che cosa vediamo sul secondo canale?

Risposta: Sul secondo canale vediamo un altro mondo nel quale c’è una rete di forze che governano il nostro mondo, che è quello trasmesso dal primo canale. Se vogliamo scoprire come funziona questo mondo, cosa lo muove, quali forze che lo gestiscono, dove si trova il suo punto di controllo, da dove escono tutte le decisioni, tutto questo si trova nel mondo spirituale.

La saggezza della Kabbalah ci insegna come entrarci, al fine di ricevere veramente l’occasione di gestire la nostra situazione, la nostra vita. Ci svegliamo così dal sogno nel quale abbiamo vissuto tutta la nostra vita. Poiché, infatti, riusciamo a guardare noi stessi come se fossimo di lato e comprendiamo in quale genere di sogno ci troveremmo se non raggiungessimo il mondo superiore.

Domanda: Se stiamo dormendo e non vediamo la vita reale, perché non c’è qualche sveglia che ci riporti alla realtà, come la sveglia che ci fa saltare in piedi ogni mattina?

Risposta: C’è un risveglio come questo nel momento della morte. La morte interrompe il nostro sogno e noi smettiamo di avere il sogno di questa vita. Il mondo che noi vediamo adesso è il mondo più basso di tutti i mondi; non c’è nulla di inferiore ad esso. Tuttavia, nonostante questo, ci dà qualche senso della vita, anche se è molto limitato e ci può portare fuori strada. E’ possibile chiarire ed analizzare questa sensazione per vederne la falsità. Con l’aiuto della saggezza della Kabbalah impariamo ad accendere i nostri nuovi sensi come se fossero rivolti verso tutte le direzioni: in senso antiorario o orario. In questo modo creiamo tutte le possibili combinazioni e possiamo vedere le forme degli altri mondi, mondi che sono a livelli diversi di percezione della realtà. Per farlo serve soltanto imparare a gestire la nostra natura, i nostri desideri.
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Dal Progamma di Radio Israeli 103FM 01.02.2015

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La Kabbalah è la saggezza della realtà superiore

Dr. Michael LaitmanDal articolo di Baal HaSulam “La Saggezza della Kabbalah e la sua Essenza”:

Cos’è la saggezza della Kabbalah? In generale, la Kabbalah è la rivelazione del Creatore in ogni modo e in tutte le sue proprietà e manifestazioni. Rivelato nei mondi e che verranno rivelati nel futuro in qualsiasi modo sia possibile applicare per scoprirlo nei mondi al termine di tutte le generazioni.

Esistono diverse definizioni della saggezza della Kabbalah dove si vede che ci insegna come rivelare la forza superiore, un’unica forza della natura. Si chiama superiore perché contiene dentro di se tutto, tutta la natura con tutto l’esistente.

La Kabbalah manifesta all’ uomo il sistema superiore, l’unica forza con tutte le sue manifestazioni ed effetti su ciò che si trova sotto il suo controllo.

Qui questa forza si divide in una parte che si riferisce a noi ed è disponibile per rivelarla. E un’altra parte che non si riferisce a noi. Neanche sappiamo cosa avviene nell’ altra realtà.

La Kabbalah è la saggezza pratica. Come la fisica, la chimica, tutte le scienze naturali. Perciò grazie a essa possiamo scoprire solo ciò che è disponibile per noi. E la realtà che noi non percepiamo non possiamo descriverla con nessuna parola.

Noi riconosciamo una tale possibilità della parte superiore che esiste qualcosa fuori da noi stessi, inaccessibile ai nostri sensi. Ma la nostra comprensione avviene solo dentro i nostri desideri, i nostri sensi, mettendosi nei nostri “vasi” (Kelim).

La Kabbalah sviluppa dentro di noi nuovi organi di percezione oltre ai cinque sensi corporali: vista, udito, olfatto, gusto, tatto. Questi cinque sensi si riferiscono al livello animale, nel quale esiste il nostro corpo fisico.

A parte quelli possiamo sviluppare in aggiunta altri sensi: Keter, Hochma, Binà, Zeir Ampin e Malchut. Questi organi stanno lavorando non per ricevere, non per assorbire informazioni, ma nella forma di dazione.

La forza di dazione non si riferisce a noi, non c’è nella nostra percezione. Tuttavia, si può sviluppare una struttura tale per ottenerla dall’alto. Quindi riceveremo la seconda forza, cioè la forza di dazione in aggiunta alla forza di ricezione.

La forza di dazione, in realtà, è la forza superiore. Noi assumiamo la forza superiore della dazione dal Creatore e riceviamo la possibilità di lavorare con le due forze. Grazie a questa seconda forza possiamo diventare come Lui, e quindi capire, sentire, cominciare a rivelare la realtà nella qualità della dazione. E’ l’obiettivo della Kabbalah.

Quindi ci innalziamo dal livello inanimato, vegetale, animale che abbiamo sviluppato in questo mondo al prossimo livello che si chiama il mondo a venire.

Per quanto l’acquisiamo dalla proprietà della dazione, si ottiene una nuova percezione della realtà nelle proprietà altruistiche, il mondo futuro.

Tale possibilità è prevista per le persone consapevoli di questo desiderio. Ma alla fine, tutta l’umanità dovrà arrivare ad uno stato in cui ognuno vedrà nella sua vita il mondo futuro. E poi la gente sentirà tutto quello che può succedere in ogni realtà perfetta.

Quindi Baal Ha Sulam scrive che “la scienza della Kabbalah – la rivelazione del Creatore” – la forza di dazione che racchiude in sé tutta la natura”, con tutti i mezzi in tutte le sue proprietà e manifestazioni nei mondi. Sono informazioni integrative richieste in futuro, e con tutti i mezzi, che a volte può applicarsi soltanto a scoprirlo nei mondi, alla fine di tutte le generazioni.

Chiunque sente almeno un po’ di voglia di tale rivelazione ha la possibilità di scoprire l’intero universo, in tutti i modi, che può essere solo al di sopra del tempo, movimento, spazio, sopra tutte le limitazioni. Dopo tutto, nella forza di dazione, non ci sono restrizioni.
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Dalla lezione “La saggezza della Kabbalah e la sua essenza“, 12.12.2014

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La percezione della realtà all’interno di una luce semplice

Dr. Michael LaitmanLa Luce Superiore è a riposo assoluto, e il Creatore è buono e benefattore. Significa che siamo sempre in presenza della Luce, del bene assoluto che non cambia mai. Siamo gli unici che cambiano.

È possibile solo pregare per la mia correzione. Chiedere al Creatore di cambiare non ha valore perché Lui è buono e assoluto con tutti, senza esenzione, senza eccezione, e non può essere diversamente.

La corretta percezione della realtà è la comprensione che non può esserci cambiamento nella Luce e neanche in noi, ma solo in me. Questo perché il modo in cui sento ognuno nel mondo e tutti i cambiamenti che ognuno subisce sono determinati solo da come io stesso sono cambiato. Invece di chiedere che tutti gli altri cambino, attraverso la cooperazione reciproca con loro, devo evocare un cambiamento in me, e poi il mondo intero verrà cambiato.

Da tempo le persone sagge hanno capito dalle loro esperienze di vita che non ha senso provare a cambiare gli altri. Nessuno sta cambiando e tutto dipende da me. La saggezza della Kabbalah porta una persona alla percezione semplice della realtà e spiega che ognuno deve correggere solo se stesso e non gli altri.

Però allo scopo di convincere me stesso a cambiare, io necessito di un ambiente. Influenzando la società, influisco me stesso. Sembra che voglio migliorare l’ambiente, ma alla fine l’ambiente mi influisce e mi cambia.

Gioco con il Creatore e con l’ambiente ma questo avviene per influenzarmi. Ultimamente cambio me stesso in questo modo, divento simile al Creatore. Poi ottengo una percezione vera della realtà e lì vedrò come si vede dal lato della Luce, dal lato del Creatore.

Il Creatore ci ha dato questa opportunità di cambiare noi stessi gradualmente, per produrre costantemente cambiamenti all’interno di noi stessi e per diventare più come Lui, attraverso l’ambiente. Se percepisco il mondo intero e tutti gli amici come perfetti e solo me stesso come colui che richiede correzione, per adattare me stesso a loro, mi troverò in un lavoro costante che mi porta più vicino al livello del Creatore.

E in verità, non importa cosa succede nell’ambiente, chi ha ragione e chi ha torto. Percepisco tutto ciò come il gioco del Creatore con me. Lui è l’unico che organizza tutto questo teatro che mi circonda per aiutarmi ad adattare me stesso a Lui. Perché se non c’è nulla tranne Lui e Lui è il buono che fa bene, poi ogni altra immagine che non viene dalla sola forza buona, testimonia la mia corruzione interiore che devo correggere.

Allora devo essere nel processo di scrutare me stesso tutto il tempo, in un dialogo interno con il Creatore che esamina che cosa mi sta dando per vedere, sentire, gustare, toccare, pensare, e immaginare. Quali memorie galleggiano su di me, quali pensieri girano al mio interno?

Il Creatore crea un mondo intero intorno a me in modo che non dimentico, anche per un momento, che tutto questo è fatto da Lui, che sto conducendo un dialogo incessante con Lui, che voglio scoprirlo, e capire! Questo è come un’infante a cui viene detto qualcosa, però lui non capisce nulla, e guarda solo con eccitazione a bocca aperta. Questo è come dobbiamo capire in ogni momento quello che il Creatore vuole dirci tramite questo intero mondo che Lui ci mostra.

Essenzialmente ci sono solo un desiderio molto piccolo per il piacere di ricevere, che sente se stesso come se esiste in un corpo fisico con mani e piedi, e intorno ci sono altre forme, altri corpi, un mondo intero. Questo mondo immenso sta cambiando tutto il tempo, ogni cosa che fa in giro, all’interno. Tutto ciò esiste solo nella mia percezione interiore, nel mio desiderio di ricevere che viene rappresentato all’interno della mia immaginazione, ma in realtà non esiste.

Viviamo in un mondo immaginario come questo. Tutte le sue immagini vengono formate all’interno del nostro ego in modo da poterle interpretare in modo corretto. Se accettiamo l’intenzione di dazione al di sopra del nostro desiderio di ricevere, dopo, invece di tutte le forme di questo mondo, sentiamo la Luce Superiore che riempie tutta la realtà. Dobbiamo raggiungere tale forma finale di percezione.

Tutto il lavoro è nel correggere la nostra percezione interiore, per essere liberati dall’immaginazione patologica nella quale esistiamo adesso, questo mondo immaginario, e arrivare alla semplice Luce Superiore. Attraverso il lavoro con l’ambiente, immaginiamo noi stessi come ancora più vicini alla Luce Superiore, che significa dazione, “Ama il prossimo tuo come te stesso,” possiamo cambiare la nostra percezione; e invece di questo mondo, sentire il Mondo Superiore.

Questa percezione distorta che rappresenta questo mondo fisico per noi scomparirà e al suo posto sentiremo il Creatore unico, e vedremo che accanto a Lui, non c’è nulla. E noi esistiamo in Lui e tutto è immerso in un oceano di Luce bianca. Questa sarà la percezione vera, e non la realtà immaginaria nella quale viviamo ora.
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Dal Congresso in Chile “Primo Giorno” 30.07.14, Lezione 2

Oltre il tempo

Domanda: Chi ha creato il Creatore?

Risposta: Noi esistiamo in un mondo che ha un inizio, una fine, tempo, limiti, e espansione, vale a dire, cambiamenti. E il mondo spirituale, anche il livello più basso, è la completezza. L’interezza non può essere cambiata, ma non può essere che qualcosa del tutto abbia un inizio e una fine. Pertanto, la questione su ciò che accade nel mondo spirituale, per non parlare del Creatore, è illogica. Perché, vedete, lì non cambia nulla.

Solo nel nostro mondo tutto cambia, ed è modificato solo dal primo punto all’ultimo punto, dallo stato infinito in cui siamo come un embrione, a quello stato nel mondo infinito in cui siamo completamente corretti. In tutta la trasformazione spirituale solo il frammento più piccolo in questo modo – il nostro mondo – subisce cambiamenti. E non ci sono cambiamenti in tutto il resto; lì regna l’eternità e la completezza, il tempo è assente.

I fisici e gli psicologi hanno già parlato riguardo a questo. Pertanto, non vi è alcun motivo di discutere di chi ha creato il Creatore,se c’era qualcosa prima di Lui o no.

Mi auguro che in un prossimo futuro faremo lo sforzo necessario e sentirai cosa c’è “oltre il tempo” che impariamo a conoscere nel Libro dello Zohar nell “Introduzione al Libro dello Zohar“. Questo è stato descritto più di duemila anni fa. Già allora, i Kabbalisti hanno scritto apertamente che il tempo non esiste, che il mondo spirituale si trova al di là del tempo, e che l’attuale comprensione della nostra realtà è falsa. In sostanza, il mondo si trova in un “matrix”, in una dimensione completamente diversa, dove non c’è tempo, spazio e movimento.

Quello che mi sembra al di fuori di me essenzialmente si trova dentro di me. Cresceremo e vedremo tutto questo.
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(Dal pasto prima del Congresso Europeo in Germania, 23.03.2013)

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L’uomo che aspira a conseguire la spiritualità inizia a vedere che il mondo intero è un unico sistema. E’ un continuo lavoro nella gioia, e ci si fa l’abitudine piano piano. Diventa un necessità. Esistiamo già a questo livello.

Tutti gli altri livelli sono piatti, uni-dimensionali, ed è impossibile considerarli come prima. Un uomo incomincia ad abituarsi a pensare nello spazio n-dimensionale che viene compresso in un’unica forza ed in un unico scopo; perciò, non è difficile percepire il mondo intero connesso ad un unico traguardo, ad un unico pensiero, ad un’unica forza, fino al punto in cui guarderai al cielo stellato e vedrai cosa connette tutte le stelle.

Tutto questo solleva delle domande molto interessanti, del tipo, “Come facevano gli antichi astrologi a collegare le stelle nelle costellazioni?” Infatti, se guardo le stelle non sono in grado di unirle in tutti i segni dello zodiaco, Orione, il Grande Carro e gli altri. Non ho quella grande immaginazione che avevano gli astrologi greci e babilonesi perché le stelle sono lontanissime tra loro e su diversi livelli.

Diciamo che una stella è centinaia di milioni di anni più vicina alla Terra, e un’altra è milioni di anni più lontana. Ma essi le vedevano connesse tra loro come se fossero state su un solo livello. Di cosa si tratta: primitive rappresentazioni o fantasia umana? Dove c’è un orso con quattro o cinque stelle che formano un quadrato con una coda? Come fa un uomo ad immaginarlo?

E’ una cosa molto interessante: l’idea che lega le stelle dei segni dello zodiaco è conseguita dall’uomo attraverso la propria influenza su di esso.

Gli antichi astrologi avevano la percezione della connessione esistente tra queste stelle. A causa dello sviluppo dell’egoismo, ci siamo staccati dall’universo, dalla percezione dello stesso come un solo insieme, ma questi astrologi avevano la percezione della connessione relativa perché essi percepivano l’universo come un banchetto degli dei, delle forze superiori dalle quali venivano influenzati. E questo avveniva non perché erano poveri e primitivi; si trattava semplicemente di una percezione umana non contorta o grossolana, con un sacco di filtri, come abbiamo oggi. Vale a dire, essi avevano una percezione di molto maggiore della Luce. Se oggi incominciassimo a correggere il nostro egoismo, percepiremmo la Luce molte più volte di quanto accadeva a loro, perché siamo molto più rozzi di quanto erano loro.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 04.02.2013)

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Irrompere nella realtà multidimensionale

Domanda: Al seminario della Domenica lei ha detto che il centro del gruppo non esisteva prima della rottura dei vasi, perché le tre linee ancora non esistevano, e ora le stiamo formando. Che cosa significa?

Risposta: Abbiamo una collezione di dati, ma dobbiamo raccoglierli insieme in un unico “noi stessi”.

Faccio un esempio. Supponiamo che solitamente utilizziamo l’immagine di un mosaico raffigurante il sole, le nuvole, un prato, e diversi animali e le persone su di esso. E’ una bella immagine. Allora questa foto è stata spezzata in più parti e le parti sono state mescolate.

Ora dovete mettere l’immagine di nuovo insieme, ma non sarà la stessa come quella precedente. Questo perché si sta aggiungendo una componente personalizzata ad esso, la differenza tra ciò che è stato creato dall’esistenza e ciò che è stato creato dall’assenza. In altre parole, la differenza tra il Creatore e la creatura è incorporata nel mosaico, e l’immagine si trasforma da piatta a multidimensionale.

Nella Kabbalah questo viene designato come 620 volte oltre. Tuttavia, questo non sta parlando di un’aggiunta quantitativa, ma di nuovi dettagli nella percezione della realtà.
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(Dalla 1a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.05.2012)

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L’uomo non discende dalla scimmia – Lo è ancora

Opinione (А. Markov, dottore in scienze biologiche, paleontologo): L’interesse delle persone verso sé stessi ha una radice evolutiva molto profonda. Questo interesse è stato utile ai nostri antenati, perché la comprensione di sé stessi aiuta a capire anche gli altri, e la comprensione degli altri è un vantaggio per il successo nella società dei primati. Ma questo interesse ha delle conseguenze non positive: l’ inclinazione verso un eccessivo auto apprezzamento, all’allontanamento dagli altri, e quindi alla differenziazione dell’uomo dagli animali (non pensanti, primitivi, pelosi).

Si possono sapere tante cose sull’uomo, quando si riferisce a “noi” alla base dei nostri atteggiamenti stanno non la logica ma le emozioni. “Noi animali” suona offensivo, “Noi scimmie” incita alla sfida.

Probabilmente l’uomo proviene dalla scimmia, perché dal punto di vista della classificazione biologica l’uomo, come era una scimmia, cosi è rimasto!

L’evoluzione ha portato solo in un caso, quello dell’uomo, l’apparizione di una specie con il cervello grande. Dopotutto, questo organo va a costare caro agli animali: utilizza molte calorie, quindi necessita più cibo, un grande cervello appesantisce il parto (i nostri antenati avevano una grande mortalità durante i parti, in cui morivano sia i bambini che le madri). Si può benissimo vivere senza un grande cervello, come tutta la natura intorno a noi.

Il mio commento: Perché la natura ha dovuto sviluppare una certa specie con un ingiustificato cervello grande, che questa specie utilizza per il suo stesso male? A questa domanda dobbiamo dare una risposta proprio nei nostri tempi – noi abbiamo bisogno di un grande cervello per poter assimilare il livello superiore della natura. Dopotutto, per la nostra esistenza quotidiana noi utilizziamo soltanto alcune percentuali della sua potenza, l’altra parte è per il suo utilizzo futuro!
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L’elettrone è inesauribile!

Opinione (P. Davies, articolo “Superforce”): E’ stata scoperta la frammentazione del protone, cosa che fino a tempi recenti si presentava difficoltosa, però proprio questo dato di fatto dimostra che tutto lo spazio circostante, includendo il vacuum e la materia, è in grado di cambiare e prendere altre forme. Tutto è pieno di virtualità, ogni particella della materia è attaccata alle simmetrie, all’energia, con un anello solido di iterazioni, particelle inquiete, le azioni delle quali sono molto complicate da valutare fino alla fine.

Per entrare nel protone stesso, nella sua struttura, sono necessari degli strumenti paragonabili alle dimensioni delle galassie, e quindi esclude definitivamente le possibilità ai fisici di arrivare fino alle proprietà dove è possibile dire: “Abbiamo conosciuto il mondo!”

Il mio commento: Tutta la materia si manifesterà come un insieme di forze, e poi come un’unica forza. Si manifesterà così “rispetto all’osservatore”, cioè il fisico-osservatore riconosce che le sue conclusioni dipendono dalle sue stesse qualità. Riconoscerà che la conoscenza non si consegue solo analizzando la materia, dividendola in particelle, ma la si consegue in sintesi, in generalizzazione, conoscendo l’unica forza di controllo. Ma per questo lui dovrà fare degli esperimenti su di sé, cambiando non la materia al di fuori di sé stesso , ma le sue caratteristiche interiori.
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Il miracolo è la rivoluzione della percezione

Domanda: Che cos’è il miracolo che la festa di Hanukkah festeggia nel lavoro interiore?

Risposta: Nel lavoro interiore accadono diversi miracoli. Il primo è l’esodo dall’Egitto, il secondo miracolo accade durante Hanukkah e il terzo a Purim.

Il miracolo è la rivoluzione nella propria percezione della realtà. Quella in cui mi trovo è immutabile, è il mondo dell’infinito. Questi cambiamenti rivoluzionari che avvengono dentro di me mi fanno avere una nuova percezione, una nuova natura, un cambiamento così drastico che vedo il mondo in una maniera totalmente diversa.

È come quando un neonato esce dalla madre e si ritrova in un mondo vasto e leggero, dovuto alla sua nascita, e questo è un miracolo poiché non è la semplice continuazione della regolare crescita del feto, ma è una rivoluzione totale ed è l’uscita verso un nuovo livello di percezione. Questa trasformazione può avvenire solo in virtù dell’influenza della Luce su di noi.

Quando la Luce finisce di elevare i miei desideri alle prime dieci Sefirot, nasco in un nuovo livello nelle nuove dieci Sefirot, nel nuovo livello.

Ci sono molte rivoluzioni come questa: la prima è quando passo dal periodo di preparazione verso il nuovo mondo, attraverso il Machsom, e inizio a lavorare nel piccolo livello spirituale. Dopo, dopo questo miracolo dell’uscita dall’Egitto, c’è un’ascesa graduale, lo stato del Monte Sinai e la rivelazione della forza superiore, il miracolo di Hanukkah. Tutto questo sembra essere un solo processo, iniziando dal passaggio del Mar Rosso in poi. Una rivoluzione ha luogo nella percezione della realtà dell’uomo, e tutto questo accade in virtù del cambiamento nei suoi desideri sotto l’influenza della Luce.

Un miracolo è quando i miei desideri precedenti attraversano un cambiamento istantaneo, una totale rivoluzione.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.12.2011, Gli scritti di Rabash)

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Il premio Nobel alla scoperta dell’energia oscura

Messaggio: Il premio Nobel è stato assegnato alla scoperta dell’accelerazione dell’espansione dell’universo per via dell’osservazione di stelle lontane e ultra nuove. Il cambiamento ha fatto scontrare la scienza faccia a faccia con l’energia oscura misteriosa, che compone il 75% della creazione dell’universo.

L’osservazione di questo processo di espansione dell’universo ha cambiato la  comprensione che ne avevamo. Adesso riconosciamo che l’universo, fino al 95%, è composto da oggetti dei quali non sappiamo niente, la cosiddetta materia oscura e energia oscura. Ciò che vediamo è soltanto il 5%. Questa scoperta è fondamentale e molto significativa per la cosmologia, è un grande richiamo per tante generazioni di scienziati.

Il mio commento: Sempre di più capiamo quanto  praticamente ancora non conosciamo niente del nostro mondo e che alziamo la polvere dal granito di un muro soltanto un po’, e questo rappresenta il materiale delle nostra scienza. Ma la scienza si trova in stallo non perché non ci sia un varco, ma perché il varco si può fare soltanto con il cambiamento della nostra propria percezione esterna nella sua forma immutabile, nella qualità della dazione, ma non nella ricezione dentro di sé, come oggi quando l’osservatore, cioè l’uomo, che è limitato dai suoi cinque organi sensoriali (gli strumenti), ne allarga soltanto il loro range, e con la ragione serve i sentimenti.

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