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Chi ha occupato Wall Street, come e perchè

L’opinione di Michael Durfman, scrittore, attivista dei diritti dell’uomo: “Il movimento Occupy Wall Street (“Occupare Wall Street”) ha preso slancio. Il movimento di protesta della sinistra in America è fondato tradizionalmente da una larga coalizione di forze progressiste: studenti, attivisti ed anarchici.

Tutto è fuori dal comune in Occupy Wall Street, vi si sono riunite delle persone indipendenti che rappresentano solo se stesse. Iniziano a prendere forma le manifestazioni non organizzate, malgrado nessuno le abbia mai organizzate. La gente ha cominciato a gridare i loro motti sull’avidità collettiva, sull’ingordigia della classe politica corrotta. Secondo le più alte valutazioni, domenica non ci saranno state più di mille persone. Nelle tende sono rimaste a dormire solo 400-500 persone.

E’ risaputo che le forze dell’ordine possano incoraggiare la sommossa e trovarsi fra la moltitudine come informatori, ciò permette loro di intervenire nel caso si creasse un qualunque pericolo a danno delle “leggi dei diritti consacrati della proprietà “.

Il richiamo ad ” Occupare Wall Street” ha iniziato a conquistare l’immaginario dell’America e del mondo intero. All’inizio l’informazione si è diffusa nelle reti di comunicazione sociali, per mezzo dei media alternativi. In seguito, con una certa difficoltà, si sono unite anche le principali reti di comunicazione. Dopo una settimana si sono riunite a Manhattan quasi diecimila persone.

Ma la maggior parte della gente che arriva è in qualche modo legata agli organi di sinistra.

Arrivano perchè vogliono unirsi al richiamo. Nella seconda settimana si sono messe in moto le forze dell’ordine. In tutti i mezzi di comunicazione sono stati proiettati i video nei quali si sono visti degli agenti sovvertire i manifestanti e  spargere gas lacrimogeno senza nessun motivo.

Oggi tutti hanno apperecchi fotografici e video nei loro telefonini, ciò porta la gente a voler documentare tutto. Sul ponte di Brooklyn più tardi, sono state arrestate 700 persone fra i manifestanti.

Sono apparse molte novità riguardo le intenzioni non genuine delle forze dell’ordine: nell’apice dello scoppio della manifestazione, la polizia di New-York ha ricevuto un contributo di 4.6 milioni di Dollari dalla Banca JPMorgan che è una delle banche colpevole delle disgrazie di milioni di persone ed è la sponsorizzatrice della campagna politica alle elezioni del presidente Obama.

In corrispondenza a ciò è iniziata una identificazione con la protesta. Il sindacato dei mezzi di trasporto pubblicho ha minacciato che non avrebbe trasportato gli arrestati.

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Le opinioni degli scienziati

L’opinione del prof. A. Cthomakov, capo della sezione di filosofia, nell’accademia delle finanze russa: “La globalizzazione è iniziata sin dal periodo delle grandi scoperte. Dal diciannovesimo secolo fino alla metà del ventesimo secolo la globalizzazione ha racchiuso tutti i settori della vita sociale. Il mondo si è chiuso in un unico ed intero sistema politico economico.

Sin dagli anni 80 avviene un mutamento informativo, non è più possibile isolare un solo settore, da allora in poi, il mondo rappresenta un sistema completo, e la finanza è uno dei settori.

Le crisi economiche precedenti, compresa la crisi degli anni 1932-1933, avevano un carattere regionale, mentre ora la crisi è mondiale.

Ma il mondo moderno, che è mutato in un sistema globale, non ha avuto al potere la guida adatta a ciò, questa è la principale contradizione del mondo globale. Nel frattempo non possiamo aspettarci che la questione si risolva in breve tempo, poichè ci manca una morale, comprendente l’intera umanità, la guida internazionale ne è ben lontana e non è meritevole di assumere le funzioni di dirigente del mondo, senza questa qualità morale, non è possibile dirigere.

Il G8 e persino il G20 non sono sufficienti per risolvere questo problema che deve comprendere tutte le nazioni!

Ciò significa che la crisi finanziaria è solo l’inizio di una crisi mondiale del sistema, che può a volte calmarsi, a volte rinforzare ma non potrà finire senza la risoluzione della principale contraddizione della nuova era.”

L’ opinione del prof. V. Coveldin: “La crisi che stiamo attraversando non è finanziaria e neanche economica. Questa è la prima crisi del sistema. Le difficoltà finanziarie ed economiche sono solo la sua espressione. L’attuale crisi economica ha le sue origini nel secolo diciannovesimo.

Era l’inizio della globalizzazione, la cui traduzione si è consolidata solo negli anni 60-90 del ventesimo secolo. La crisi ci ha mostrato che il mondo non può più progredire in tal modo. Ed inizierà a trasformarsi.”

L’opnione del prof. H.Barlibaieb: “Dal punto di vista della teoria della guida del potere, la domanda da porsi è se deve esserci una direzione mondiale oppure no, è una domanda soggettiva. Obiettivamente, i problemi della direzione mondiale si riveleranno come una necessità. Le persone sono costrette a dirigere il mondo senza un rapporto con un loro vero desiderio. Una nazione mondiale nascerà da una necessità, i dirigenti delle varie nazioni certamente non è che desiderino essere diretti da un’autorità mondiale. Ma se non ci sarà un governo mondiale, non ci sarà umanità “.

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Il capitalismo è fallito? – 3

L’opinione del prof. Tim Jakson, l’autore del libro “Prosperità senza crescita economica –l’economia mondiale con risorse limitate”:“Ogni società si adagia sul mito, in ragione del quale vive.

Il nostro mito è lo sviluppo economico. Negli ultimi cinquant’anni la caccia allo sviluppo economico è stato il sostanziale obbiettivo dettato dalla politica mondiale. L’economia globale è cresciuta 5 volte tanto negli ultimi 50 anni, e se dovesse continuare con lo stesso ritmo, crescerà 80 volte tanto nel 2100.

Lo sviluppo incessante dell’attività economica globale si trova nettamente in contrapposizione con le basi delle risorse consumabili ed il delicato equilibrio ecologico, da questo dipende la nostra sopravvivenza.

Ma noi ci ostiniamo sull’ idea che la crescita deve continuare a tutti i costi. In effetti il capitalismo è fondato sulla continua crescita.

Quando lo sviluppo si indebolisce, i politici entrano in panico, per gli affari inizia la lotta alla sopravvivenza, la gente perde il lavoro e spesso anche la loro casa. Coloro che dubitano della neccessità della costante crescita economica sono considerati dei pazzi, idealisti, rivoluzionari.

Ma questo mito ha determinato il nostro fallimento. Il fallimento di due miliardi di persone che vivono ancora con meno di due dollari al giorno. Ha anche distrutto i fragili sistemi ecologici dai quali dipende la nostra sopravviveza.

Ma la crisi economica ci offre una particolare occasione di investire nei cambiamenti.

Oltre alle correzioni da apportare all’economia, dovremo confrontarci con la logica distorta del consumismo: spendere danaro che non abbiamo su cose inutili solo allo scopo di impressionare persone la cui opinione non neccessariamente ci interessa.

Vivere nella prosperità vuol dire sana alimentazione, case rispettabili, accesso a servizi di qualità, solide comunità, occupazioni soddisfacenti.

La prosperità si trova al di là dei confini delle neccessità materiali. Si trova nell’amore per la famiglia, nella solidarietà per gli amici, nella forza della comunità, nella capacità di partecipare pienamente alla vita sociale, nel presentire il senso della vita ed il fine della vita”.

Il mio commento: Vi sono delle persone che non vedono la futura società come l’immagine di una società unita capace di consumare in modo giusto, mentre vi sono persone che già intravedono questo tipo di società futura. Ma una parità materiale potrà verificarsi solo in una società che consuma intelligentemente e se sarà dato a ciascuno una pienezza maggiore tanto da non avere più desideri egoistici come apparire il migliore, il più alto, il più forte, il più ricco, il più intelligente di tutti gli altri.

Questo potrà verificarsi solo mediante un completamento spirituale nel quale l’uomo scoprirà il livello superiore dell’esistenza – il livello d’ “Uomo”. Occorrerà già ora spiegargli tutto ciò anticipatamente, anche se non desidera tanto capire queste cose. Poichè la vita gli rivelerà gradatamente che lo sta conducendo proprio a tutto ciò.
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Come sarà individuato il futuro governo?

L’opinione del futurista Yan Pirson : “Le tecnologie avanzate costringeranno il governo a modificarsi. La diffusione dell’Internet e delle reti sociali hanno sminuito tutto l’apparato dei confini geografici conferendo ai privati cittadini un nuovo potere. I governi stanno scoprendo dovunque la neccessità di dare maggiori resoconti al pubblico. I limiti territoriali della loro giurisdizione si sta manifestando sempre più chiaramente.

Ciò nonstante, si avranno ancora governi geografici, e la comunicazione fra il governo ed il cittadino potrà migliorare. Ma se per loro, fosse veramente importante, ciò che noi pensiamo, avremmo allora tutta la probabilità di riuscire a trasformare la democrazia rendendola maggiormente sensibile all’opinione pubblica. Possiamo creare una base- dati, nella quale ciascun cittadino potrà introdurre in forma anonima le sue preferenze su importanti temi- in questo modo il governo potrà sempre sapere cosa desiderano gli elettori. I referendum saranno immediati.

Nei regimi democratici spesso la costituzione di un governo è il risultato di un compromesso, e non conviene permettere alla democrazia di andare oltre consentendo in questo modo a ciascuno di decidere su ogni cosa.

I governi muteranno in maniera estrema. Saremo costretti ad allargare la cooperazione globale in svariati campi. Può darsi che non si costituisca un governo di unità  nazionale globale, ma varie parti di questo puzzle inizieranno ad unirsi come un unica immagine”.

Il mio commento: Lo sviluppo della società, precisamente come lo sviluppo di ogni parte della natura, si attua secondo le obbiettive leggi della natura . Quindi, non occorre indovinare- la natura ha un preciso e concreto progetto quello di condurci ad un sistema di rapporti integrali e globali. L’internet sarà uno dei mezzi determinanti di questa evoluzione. Certamente la base di tutti i mutamenti sarà il graduale passaggio da un economia di transizione ad un economia di un nuovo mondo.

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Un Giudizio o una Farsa ?

Nelle news della (BBC News): “L’ex primo ministro islandese Geir Haarde si è presentato davanti ad un tribunale speciale, accusato di fallimento nella responsabilità ministeriale durante la sua direzione della crisi finanziaria del 2008”.

“Le tre principali banche del paese hanno collassato nel mezzo della crisi economica”.

Il signor Haarde ha denominato il caso una “farsa” e dice che vuole che sia estromesso.

Il signor Haarde che si è dichiarato innocente, ha detto uscendo dal tribunale: “La mia coscienza è tranquilla …”.

L’opinione pubblica è divisa, ci sono alcune persone che vedono il giudizio del Signor Haarde come una caccia al capro espiatorio ed altri argomentano che la responsabilità pubblica sia stata essenziale dietro il collasso finanziario del paese.

Il mio commento: tutti gli economisti e le banche si sono comportati in questo modo e continuano a farlo oggi perché non possono operare in maniera differente, anche se fossero stati onesti in tutto ed avessero messo da parte la politica e gli interessi personali. Loro non sanno come agire nel mondo delle nuove relazioni economiche integrali che stanno diventando sempre più obbligatorie.

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Bambini, non lottate, giocate amabilmente!

Opinione: (Gerard Schroeder, ex cancelliere tedesco): “La crisi attuale fa si che sia inesorabilmente chiaro che non possiamo avere una zona della moneta comune senza una politica economica, sociale e fiscale comune”, ha detto Schroeder.

Ha aggiunto: “Dovremo rinunciare alla sovranità nazionale”.

“Della Commissione Europea dobbiamo fare un governo che sia supervisionato dal Parlamento Europeo e questo significa gli Stati Uniti D’Europa”.

“Nella crisi si trova una vera opportunità di ottenere un’unione politica in Europa”, ha detto.

Schroeder, il quale afferma che l’Unione Europea può rispondere alla crescente competizione con gli Stati Uniti e l’Asia solo restando totalmente unita, ha sempre segnalato la Gran Bretagna come un ostacolo per una maggiore integrazione dell’Unione Europea.

“La Gran Bretagna causa i problemi maggiori, non in relazione all’euro, ma i britannici, tuttavia, vogliono sempre partecipare quando si tratta di progettare uno spazio economico europeo”, ha detto. “Questo non funziona”.

Il mio commento: Il mondo si confronterà con la scelta tra l’integrazione e la rinascita per mezzo della soppressione degli interessi individuali egoistici o della disintegrazione in parti separate e della preservazione della “propria identità”. Anche se la disintegrazione sarà ovviamente svantaggiosa, si confronterà con l’unità in maniera egoistica, il che richiede che ci eleviamo al di sopra dell’egoismo personale. Così, nei dolori del parto, l’umanità arriverà alla realizzazione del piano della natura, alla sua piena unità.
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I vecchi sistemi non aiuteranno gli Stati Uniti a risolvere i nuovi problemi economici

L’opinione di Oleg Podimenikov, direttore delle valutazioni degli investimenti di ” Banca Linata”:” Gli americani si ostinano a continuare a risolvere i nuovi problemi con i vecchi sistemi: incremento delle spese delle infrastrutture e le operazioni di mercato aperto. La prima soluzione ha aiutato Roosvelt ad far uscire gli Stati Uniti dalla grande crisi, mentre la seconda soluzione può riuscire ad evitarla del tutto. Potranno queste soluzioni aiutare questa volta?

La globalizzazione ha provocato sostanziali cambiamenti nell’economia americana. Dall’inizio del 2008 molta gente e molti organi hanno perso molto danaro. Nello stato le aspettative sono negative sia a breve termine che a medio termine con nessuna speranza che il governo possa superare la crisi. Percio’ la gente usa i guadagni per coprire le perdite o nel risparmio. La tendenza al risparmio è sempre più in aumento, ed è in contrasto con le aspettative dello stato. Di conseguenza , i guadagni degli investimenti nell’economia sono bassi.

Il mio commento: L’unica cosa che può aiutare l’America: non esercitare la sua forza contro nessuno, non riversare i suoi problemi sugli altri, non minacciare nessuno, non esercitare pressione sull’Unione Europea e non usare l’estremo oriente. Cambiare i suoi rapporti con Israele aprirà nuovi problemi dai quali non ne uscirà. Bisogna guardare due passi avanti. Non bisogna andare contro natura, ma occorre studiare la tendenza della piega presa e seguirla! L’umanità sta avviciandosi alla linea del traguardo, all’obbiettivo della creazione.

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Disastro in Giappone

L’opinione di R. Adgmov, blogger con 60.000 lettori: ” Attualmente si scrive molto sul fenomeno sociale giapponese dove si è verificato un disastro naturale fra i più crudeli. In genere, dopo un terremoto, incendi o inndazioni, si verificano saccheggi, razzie, arriva il caos e la sfrenatezza.

Così è stato a New Orleans, ad Haiti ed in Cile. Tutto ciò non è successo in Giappone. I negozianti hanno abassato i prezzi, i cittadini si sono aiutati fra loro, stringendosi attorno ai falo’, distribuedo cibo fra loro nel modo giusto e corretto, cedendo il loro turno nelle file.

I sociologhi spiegano questo comportamento con la natura particolare dei rapporti della società giapponese. I Giapponesi si sentono nella “stessa barca” parte di una sola rete sociale. In Giappone e’ inaccettato mostrare la propria condizione o esibire i propri sentimenti. E’ ovvio il tuo malessere. Tienitelo per te e non mostrarlo.

Il crimine nella nazione è ad un livello basso, la polizia è efficiente, il sistema di penalizzazione è molto umana e tende a restituire alla società colui che ha sbagliato. Se ne occupano le comissioni sociali locali e la società in generale.

Il punto essenziale, naturalmente, è che il popolo è unito, non a parole o per così dire, ma di fatto. Questa è una nazione unita e congiunta che si difende interiormente con l’aiuto dei criteri tradizioali, rapporti comuni e scambievoli ed tanta sensibilità per il prossimo.

Orna Kaland, professore in antropologia sociale, scrive sulla fame sofferta nel Giappone negli anni 1732, allora non si sono verificati episodi di sommosse, i primi a morire furono gli umini, gli ultimi- i bambini. Molto diverso dall’Africa, dove le prime vittime nei disastri e nella fame sono sempre i bambini, mentre gli uomini sopravvivono, perchè sono forti e si preoccupano di loro stessi!”

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L’anno in cui si sono piantati i semi di una trasformazione radicale della consapevolezza

L’opinione di Ghy Rolnix, il redattore capo di The Marker: “Nell’estate del 2011 non ci fu una crisi economica, finanziaria, una guerra o uno sconvolgimento politico-ma l’inizio di un ribaltamento della coscienza israeliana.

La consapevolezza che l’individuo è debole ed è indifeso e deve quindi focalizzarsi come individuo, sul suo sviluppo e sulla sua posizione sociale lasciando i problemi della “società” in mano ai politici oppure alle persone proposte nel campo sociale-tutto ciò si sta frantumando. Gli individui acquisiscono potere quando si riuniscono per far progredire i più ampi fini della società: ma non il loro proprio interesse individuale, il loro settore, la loro cooperazione, la propria società, la loro sezione, ma la collettività più ampia, la parte meno associata quella che non ha voce in capitolo nell’attuale democratica economia israeliana.

La globalizzazione, la rivoluzionaria tecnologia- high-tech, l’Internet ed il potenziamento del libero scambio hanno creato un’intera generazione di gente che avverte che l’ambiente circostante si aspetta da loro il successo- perchè chi non è un vincente, a quanto pare, non è in grado di competere. Nell’ultimo decennio è cresciuto annualmente il numero di famiglie della media borghesia che si ritrova in difficoltà economiche. Ma per pudore molti non lo ammettono.

Poichè vedono in ciò un loro personale fallimento – e non il fallimento del sistema politico economico che qua si è sviluppato. Hanno superato ora il blocco del proprio ritegno e capiranno allora che questo li aveva indeboliti. Hanno attraversato un totale copovolgimento di coscienza.

Anche nella libera e competitiva economia si da peso alla solidarietà sociale ed ai principi basilari del vecchio mondo. Non occorre esssere comunisti, socialisti o appena ingenui per credere nell’importanza di una società solidale, come ricetta per rafforzare elevare la qualità di vita .

I magnati non contribuiscono alla società. Una parte non sono”ricchi” ed una parte cagionano enormi danni all’economia. Fin tanto che i magnati hanno diretto per mezzo della loro stampa ed i canali i temi di dominio pubblico, sono riusciti hanno tratto in errore il pubblico ed i politici facendo loro credere che i ” tycoons” sono dei commercianti che impiantano fabbriche producendo posti di lavoro, modernismo e prosperita’. Hanno impresso nella consapevolezza del pubblico, che colpire i magnati significava colpire l’economia e quindi – i lavoratori.

Ora migliaia di persone iniziano a capire che i tycoons sono degli imprenditori che hanno preso il controllo degli istituti finanziari, delle banche e degli investimenti, facendosi prestare decine di miliardi per comprare i monopoli e oligopoli. In realtà, essi padroneggiano con il danaro del popolo- indeboliscono e spesso distruggono il settore commerciale, il governo e la comunicazione.

L’allontanamento dal controllo sull’economia e la riduzione della loro influenza sull’economia accelererà lo sviluppo, la creazione di nuovi posti di lavoro e l’accrescimento della concorrenza, la produttività e la retribuzione nell’economia.

Vi sono in Israele due popolazioni. Non destra e sinistra, non religiosi e laici, non orientali e ashchenasiti (Ebrei europei)-ma associati e non associati. Gli associati sono coloro che godono degli attuali ordinamenti economici- sono associati ai centri di potere ed ai settori protetti dello stato. Tutti gli altri non vi sono associati.

Coloro che non sono associati hanno capito quest’estate che nella popolazione il loro numero è aumentato terribilmente e che il loro avvenire non è dei più promettenti.

Hanno capito che i dati sullo sviluppo economico di cui si adornano i capi di stato ed i ministri del tesoro nei tempi di crescita economica non assicurano il loro benessere economico e la loro qualità di vita. Non solo, hanno anche capito che- dopo la consapevole rivoluzione dell’estate del 2011, gran parte della popolazione ridifinirà da capo allo stato ed a se stessi il loro successo e la loro prosperità.

Il processo è ancora lungo, si sono fatti i primi passi- ma la direzione indicata promette”.

 

Il presidente della BCE vede i mercati nella loro peggior crisi dalla Seconda Guerra Mondiale

Nelle news (di Yahoo News): “Il presidente della Banca Centrale Europea Martedì ha difeso la decisione della sua istituzione di aiutare a stabilizzare i titoli di Spagna e Italia, però ha indicato che la BCE non si vede come il pompiere principale a lungo termine della zona euro”.

“Questa è la peggior crisi dalla Seconda Guerra Mondiale e potrebbe essere stata la peggior crisi dalla Prima Guerra Mondiale, se i leader non avessero preso decisioni importanti”, ha detto il presidente della BCE, Jean-Claude Trichet.

“Trichet non ha confermato direttamente che la BCE ha comprato i titoli di Italia e Spagna, ha solo detto che le sue banche sono nel mercato secondario dei titoli dell’eurozona”.

“Il capo della BCE ha anche indicato che la sua banca vede ancora che la principale responsabilità nella lotta alla crisi dei debiti è dei governi dell’eurozona e non della banca centrale”.

“Non dirò per quanto tempo la BCE comprerà i titoli del mercato secondario”, ha detto Trichet. “Quello che speriamo è che i governi facciano quello che noi consideriamo essere il loro lavoro”.

“Ha detto che i paesi dell’eurozona hanno dovuto ottimizzare recentemente le decisioni prese per permettere che il loro fondo di riscatto comprasse i titoli di governo nel mercato aperto il più rapidamente possibile”.

Il mio commento: Certamente tutto il mondo capisce che questo si fa per disperazione. Nessuno ha un piano di riscatto. La gente non sente ancora che è vitale ascoltare che la soluzione risiede nella dimensione sociale, nel portare a tutta la società la garanzia mutua, anche in nome della salvezza nazionale. Il programma della natura, però, ha in memoria una gran quantità di metodi di pressione per obbligare l’umanità a cercare l’unità, la somiglianza con la natura globale.
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