Dite apertamente la verità o tacete

Commento: Uno studente le chiede: “Voglio capire come posso fare a coesistere con me stesso. Non posso fare a meno di dire la verità alle persone. Mi sento male se tengo nascosto qualcosa e, quindi, danneggio continuamente i rapporti con le altre persone; sono capace solo di dire la verità. Non so cosa fare.” Questo mi sembra un grido disperato…..

La mia risposta: Questo non è un pianto sincero. È un grido di egoismo perché vuole imporre agli altri la propria opinione. Crede di comprendere lo stato degli altri, il loro stato sbagliato, il loro possibile stato corretto, e vuole imporre loro la sua comprensione. Questo è egoismo assoluto che deve essere semplicemente distrutto dentro di sé.

Chi ti dà il diritto di imporre agli altri la tua opinione, i tuoi sentimenti e i tuoi gusti?! Se lo aspettano da te?! Anche se pensi che questo ti renderà migliore, non ti dà ancora il diritto di avvicinarti a loro e iniziare a riempirli con i tuoi ragionamenti, gusti, obiettivi e così via.

Commento: Devo dire che ci sono molte persone che la pensano così.

La mia risposta: Anche questo è un tipo di educazione…

Domanda: C’è, in generale, una determinata verità che deve essere raccontata alle persone?

Risposta: La verità sta solo nel dare alle persone il libero arbitrio in modo che scelgano la propria verità… e questo è tutto. Questa è la cosa più importante nell’educazione dei figli e anche nei rapporti tra adulti.

Domanda: Come possiamo metterla in pratica?

Risposta: Insegna ad ogni persona la tecnica della corretta rivelazione della vita. Se fosse così, allora vivremmo tutti perfettamente, e così sarà un giorno…

Domanda: Cosa succede se una persona crede al 100% di avere ragione e si sente obbligata a comunicarlo agli altri?

Risposta: Allora deve rinchiudersi e tappare la propria bocca per non soffocare nella propria verità!

Lei ha davvero un grande egoismo! Questo egoismo non le permette nemmeno di accorgersene. L’unica cosa che una persona può fare è semplicemente capire quanto è egoista e che ora si sente solo obbligata a influenzare gli altri con la propria opinione.

È orribile! Questo è scritto molto chiaramente: “Il limite più alto della saggezza sta nel silenzio”.

Domanda: Cioè, è meglio stare zitti in questo momento?

Risposta: Sì.

 

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman”, 15/03/2021

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A quel punto non vorremo più distruggere niente

Domanda: L’Unesco ha condotto un sondaggio sui problemi che preoccupano di più gli abitanti del pianeta. Sono state intervistate 15 mila persone in tutto il mondo, il 57% erano giovani al di sotto dei 35 anni.
E’ emerso che il primo problema che affligge l’umanità è il surriscaldamento globale con la conseguente scomparsa di certe specie della fauna e flora terrestri.
Questo è stato dichiarato da circa il 60% degli intervistati.
Il secondo sono i conflitti e la violenza.
Il terzo la discriminazione e la disparità.
Il quarto la mancanza di acqua, cibo e abitazioni.
Secondo il suo parere, qual è il problema principale che l’umanità dovrebbe risolvere?

Risposta: Come coesistere in un’atmosfera affabile, buona, favorevole e rassicurante per noi e i nostri figli.E’ fondamentale capire come possiamo gestire la natura o, perlomeno, noi stessi per avvicinarci di più alla natura.

Domanda: A quel punto io, i miei vicini e i miei cari staremo tutti bene?

Risposta: Certo. La cosa più importante è scoprire la causa degli innumerevoli conflitti che ci sono fra di noi e fra noi e la natura. La causa! E allora diverremo consapevoli di cosa rappresenti per noi il maggiore pericolo e di come comportarci.

Domanda: E qual è la vera causa?

Risposta: L’enorme incongruenza fra noi, il nostro immenso egoismo, che ci divide, ci respinge e ci pone l’uno contro l’altro non permettendoci di unirci e in tal modo di portare noi stessi e tutto il mondo circostante all’equilibrio, ad uno stato buono.

Non esiste nient’altro. L’unica forza che danneggia tutto nel mondo è l’egoismo umano. Cerchiamo di capire in che modo possiamo manovrarlo.

Come potete osservare, quando l’essere umano abbandona un luogo, come ad esempio Chernobyl, tutto immediatamente si calma, non ci sono più problemi, la natura fiorisce.

Ma se riuscissimo a rimuovere l’egoismo dall’uomo, di quest’ultimo non rimarrebbe altro che lo zero assoluto! Quindi non dobbiamo pensare a come eliminarlo, ma a come correggerlo, in modo tale che diventi una forza positiva e non negativa.

Questo è evidente da come la madre si prende cura del suo bambino. Voglio dire che le persone sono capaci di farlo, se provano amore l’una per l’altra, nonostante siano egoiste. Quindi abbiamo solo bisogno di implementare l’amore per il prossimo. Tutto qui.

Non dobbiamo sconfiggere nulla ma, al contrario, dobbiamo aumentare l’amore per il prossimo. Così tutto si aggiusterà. Non avremo nessun desiderio di distruggere nulla.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Michael Laitman”, 12/04/2021

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Le dieci piaghe del Covid

Ultimamente è divenuto chiaro che eravamo all’inizio della quarta ondata di Covid-19 in Israele. Abbiamo pensato di aver battuto il virus, così come la maggior parte del mondo, ma ancora una volta ci stiamo chiudendo dal momento che il numero di nuovi casi sale velocemente. Sebbene circa il sessanta percento della popolazione di Israele sia vaccinata, stiamo ancora perdendo contro il virus e questa volta sta colpendo i bambini, per i quali il rischio di gravi effetti collaterali come la miocardite (infiammazione del tessuto muscolare del cuore) è molto più alto di quanto lo sia per gli adulti.

Come ho avvertito innumerevoli volte in precedenza, noi non ci ammaliamo per il coronavirus, ma siamo malati di arroganza e presunzione. Presunzione ed egoismo sono ricette sicure per il disastro, e ne diamo prova ogni volta che vediamo che i casi di Covid diminuiscono. E c’è di più, il Covid non è un problema locale o nazionale, è il problema del mondo intero, e a meno che  il mondo intero non sia incluso nella soluzione non ce ne libereremo. Il Covid-19 ci insegnerà che siamo insieme in questo, nel bene e nel male, dipendenti gli uni dagli altri. Se non penseremo alla salute gli uni degli altri, noi non staremo bene.

In un certo senso sono contento che il Covid sia qui perché ci insegna la responsabilità mutua. Allo stesso tempo sono ugualmente triste per la nostra ostinazione e riluttanza nell’imparare, poiché ci sta costando vite, milioni di vite. Io stesso ho perduto amici, studenti e membri delle loro famiglie a causa del virus. Nessuno è escluso da questo virus, il che è precisamente il motivo per cui è così efficace nell’insegnarci la responsabilità reciproca.

Proprio come le dieci piaghe d’Egitto inaugurarono una nuova era nella storia del popolo d’Israele, quando essi promisero di unirsi “come un uomo in un cuore”, il Covid-19 sta introducendo il mondo nello stesso identico stato. Le sue piaghe cresceranno in termini via via meno quantitativi, e sempre più qualitativi, cioè conducendoci direttamente verso la comprensione che senza l’impegno a prenderci cura gli uni degli altri non sopravviveremo.

Nel deserto dopo che fuggirono dall’Egitto, gli Israeliti non accettarono volentieri l’impegno all’unione. Anch’essi ebbero a che fare con  il loro ego. Il Talmud scrive (Avoda Zarah 2b) che “Il Signore aveva imposto la montagna sopra Israele come una tomba e aveva detto loro: ‘Se accettate la Legge [della responsabilità reciproca], molto bene, altrimenti, là sarà la vostra tomba.’” Oggi sembra come se il Covid stia assumendo il ruolo di Dio nello spingerci a prendere lo stesso impegno. Spero che non ci ostineremo oltre dal momento che le piaghe che già conosciamo diverranno solo più aspre.

Didascalia foto:
Un giovane riceve una vaccinazione contro il COVID-19 ad Ashkelon, Israele, 6 giugno 2021. 
REUTERS/Amir Cohen

Vivere con il Covid

Per me, le recenti informazioni degli esperti che si stanno rendendo conto che il Covid-19  non sta scomparendo, è una buona notizia.  Fin dall’inizio, ho detto  che se anche ci fosse un vaccino o una medicina in grado di curare il Covid, il virus sarebbe mutato o un altro virus sarebbe apparso per rendere inutili i nostri sforzi.  Come ho detto probabilmente centinaia di volte dall’inizio della pandemia, cercare di vincere la natura con la tecnologia, non funzionerà.  Siamo prodotti della natura, e quindi cercare di essere più furbi del nostro produttore è, a dir poco, imprudente.

Personalmente, sono contento che sia questa la strada per la quale la natura ci sta conducendo.  Non sono per nulla contento che la gente stia soffrendo, ma non è la natura a causare la loro sofferenza, ma la testardaggine dell’umanità, che insiste nell’andare dove la natura non va. Quando sbatti la testa contro il muro della realtà, avrai inevitabilmente un forte mal di testa.  Nel caso dell’umanità, il mal di testa si manifesta in milioni di decessi inutili, e innumerevoli persone che soffrono di sintomi duraturi dovuti alla nostra ostinatezza. 

Piaccia o no, il Covid ci sta dicendo di rallentare. La corsa tecnologica che abbiamo intrapreso ha quasi devastato l’umanità, dobbiamo calmarci e tenerla sotto controllo.  La gente deve smettere di lottare e iniziare a parlare di ciò che realmente conta: le nostre relazioni. 

Dato che non possiamo comunicare tra di noi in maniera positiva nella sfera fisica, la natura ci ha spostati alla sfera virtuale. Se impariamo a comunicare positivamente in questa sfera, vedremo che il Covid mollerà la sua presa, permettendoci di comunicare tra di noi anche a  livello fisico. 

La natura usa il Covid per insegnarci che il nostro sistema immunitario reale non si trova nei nostri corpi ma nei nostri cuori, nelle nostre relazioni tra di noi, e nel modo in cui  ci sentiamo nei confronti degli altri.  Dato che siamo tutti connessi, l’ostilità di una persona filtra a tutte le altre e le nostre emozioni negative si diffondono come un virus e ci fanno ammalare. Le emozioni positive percolano e si diffondono, nello stesso modo, ma sono disperatamente rare, portando dunque allo stato pietoso dell’umanità.

I vaccini aiutano nel tenere la pandemia sotto controllo, ma fino a quando evitiamo di fare i cambiamenti necessari nelle nostre relazioni, il virus continuerà a ritornare sotto varie forme e intensità finché non ci renderemo conto che abbiamo bisogno di un cambiamento più radicale di un vaccino. Il Covid non è una forma di influenza. Il modo per sconfiggerlo non è fisico, ma emotivo.  Solo quando capiremo questo, saremo in grado di guarire, dopo aver curato le nostre relazioni maligne. Allora, non dovremo più continuare a convivere con il Covid.

La legge del boomerang

Domanda: Attualmente ci trattiamo a vicenda in maniera egoistica senza nemmeno rendercene conto?

Risposta: Non capiamo che ci stiamo battendo con questo e, purtroppo, stiamo ricevendo molti più danni rispetto al piacere momentaneo che ne stiamo ricevendo.

Domanda: Perché? Qual è la ragione di questo?

Risposta: L’egoismo chiude i nostri occhi. Pertanto, pensiamo che umiliando e sopprimendo gli altri, ci alziamo e stiamo meglio. Ma non è così.

Improvvisamente, ci viene rivelato un sistema generale, una dipendenza comune l’uno dall’altro. Se reprimo, umilio o inganno gli altri, mi danneggio molte volte di più. Questo mi torna indietro con una perdita molto maggiore di quella che presumibilmente ho guadagnato e goduto quando ho fatto qualcosa di male a qualcun altro.

Il sistema di connessione tra di noi è organizzato in modo che questo mi ritorni. Non immediatamente, non esplicitamente a me. Tuttavia, se vedo l’intero sistema, mi comporterò correttamente. Allora non avrò i dubbi se fare o meno un accordo prematrimoniale. Non farò niente di male nemmeno a qualcuno che è lontano, tanto meno a qualcuno con cui vivo.

Vedrò chiaramente il motivo per cui ci siamo incontrati, e non è un caso, come dobbiamo comunicare tra noi e quale livello di accordo dobbiamo raggiungere.

Domanda: Non ci saranno pensieri sull’usarsi l’un l’altro, sul non fidarsi l’uno dell’altro?

Risposta: Come posso fare questo se sento che tornerà immediatamente tutto a me, che mi influenzerà? Dove posso nascondermi? Comincerò a vedere l’altro come una parte di me ancora più importante di me stesso. Dopotutto, passando attraverso di lui, questo segnale mi tornerà amplificato.

Pertanto, lo stesso sistema di sicurezza che esiste in me, non mi permetterà più di pensare o fare qualcosa di male.

Domanda: Oggi questo sistema di sicurezza funziona in una sola direzione. Come posso isolarmi da questo? Quando inizierà tutto a lavorare verso l’esterno, il vettore cambierà e così pure l’atteggiamento?

Risposta: Sì. Ma solo se vedremo che siamo interconnessi.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Close-up”, 19/08/2009

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UFO o Segnali dalla Forza Superiore?

Alla fine degli anni ‘70,  quando prestavo servizio alla base dell’Aeronautica Militare Israeliana, delle luci lampeggianti erano sospese sopra di noi come fossero lanterne illuminate. Uno potrebbe dire che sono matto, ma non le vidi solo io, molte centinaia e persino migliaia di persone si ricordano di averle viste per diversi giorni e notti. Ricordo come ne parlavamo tra di noi con stupore: Cosa potrebbe essere? Cosa c’è sopra di noi? Che cosa risplende su di noi in quel modo? E nonostante prestassimo servizio presso l’aeronautica militare non abbiamo mai ricevuto una spiegazione per quel fenomeno.

Il Pentagono recentemente ha rilasciato un rapporto dettagliato con documenti di 144 avvistamenti di oggetti volanti non identificati visti negli Stati Uniti durante gli ultimi 17 anni in prossimità di aree militari. In America  e nel mondo la gente è stata in attesa di questo rapporto per mesi, sperando di ricevere una risposta ufficiale: C’è una spiegazione per gli UFO?

Alla fine il Pentagono non riporta alcun successo nella spiegazione dei fenomeni e nemmeno alcuna conferma che qualcosa abbia avuto origine al di fuori della terra. In breve, rimane un mistero.

Nonostante io non abbia letto il rapporto, mi è chiaro che ci sono anche molti fenomeni in natura che noi non capiamo del tutto. Questi oggetti volanti non identificati o UFO sono chiamati in questo modo solo perché la loro origine ed essenza non è riconosciuta da noi. Se vogliamo riconoscere e capire questi o altri eventi misteriosi, dobbiamo imparare come percepiamo la realtà in generale, come il mondo è rappresentato nei nostri occhi.

“Nei nostri occhi “ è di fatto nella nostra mente. La realtà viene afferrata dai nostri cinque sensi, nella nostra immaginazione o esiste fuori di noi indipendentemente dai nostri strumenti percettivi? In generale, ognuno immagina la realtà in modo differente. Non c’è modo di sapere che ciò che una persona percepisce e ciò che un’altra percepisce sono la stessa cosa.

Da una prospettiva più ampia, percepiremmo molte più forme intorno a noi rispetto a quelle osservate con gli occhi ordinari della nostra percezione sensoriale. Persino mentre leggi queste righe accadono molti fenomeni che noi non siamo in grado di percepire. La questione non è se questi fenomeni esistono o no, ma cosa vogliamo ricavare dalla loro conoscenza?

L’umanità è sempre attratta da situazioni che sembrano fuori luogo con la natura, ma siamo attratti da queste in un modo infantile, poco serio e tendiamo a produrre misticismo fantastico intorno a loro. Pertanto, l’umanità non trae alcun beneficio dall’ impegnarsi in questo tipo di attività. Le persone si riferiscono semplicemente al fenomeno come alieni che atterrano da un pianeta lontano, da un’altra civiltà, e non si preoccupano mai di informarsi ulteriormente e di chiedere cosa c’è dietro questi eventi. La società è affascinata dall’immagine di creature aliene di Hollywood con grandi teste ovali e occhi inclinati che arrivano di notte per rapire gli esseri umani. Questa non è altro che un’invenzione creativa degli esseri umani.

La saggezza della Kabbalah parla di forze spirituali che non sono rivestite di materia. Queste forze discendono a noi dalla loro sorgente, dal Potere Supremo, operano in tutto l’universo, al di sopra del tempo, del movimento e dello spazio e possono essere chiamate con il nome di “angeli.” Anche qui, è importante non metterli in relazione con i dipinti fittizi delle leggende di creature alate. Piuttosto si tratta di forze astratte e transitorie di enorme potenza, simili alla forza magnetica, ai campi di radiazione elettrici o a una sorta di campo gravitazionale. Le forze stesse non possono essere viste o sentite, ma sono conosciute solo dalla loro azione. Noi sentiamo la loro manifestazione, ma mai le forze stesse.

Per cogliere la realtà più ampia, comprendere il mistero della vita e scoprire le forze che ci circondano, dobbiamo sforzarci di cominciare a cogliere il quadro generale, il sistema che comprende tutti noi.

Se cambiassimo la nostra percezione della realtà – invece di assorbire la realtà volendo ricevere piacere solo per noi stessi, cosa che blocca e limita i nostri strumenti di assorbimento, agiremmo in un modo inverso, dall’interno del desiderio di dare, in un atteggiamento di dare agli altri, così come funziona la forza superiore della natura.

Da questo punto opposto di percezione, ci renderemmo conto che tutte le piccole rivelazioni e osservazioni sensazionali provengono dalla Forza Superiore che attira la nostra attenzione su qualcosa che non è esattamente all’interno della natura ordinaria. Scopriremmo che questo è per cominciare a porre domande più sostanziali sulla vita e scoprire la vera risposta, la forza che ha dato alla luce, sostiene e sviluppa il mondo.

 

Didascalia foto:

La luna sopra il Centennial Park mentre un aereo passa nell’area il 15 giugno 2021, a Tinley Park. (Armando L. Sanchez/Chicago Tribune/TNS/ABACAPRESS.COM)

Studiare il proprio “Io”

Domanda: Sento qualcosa, incluso in me stesso. Cos’è l’“Io” che sento?

Risposta: L'”Io” è ciò che sento in modo simile al campo che mi circonda. Tutti hanno questa sensazione: la particella più piccola, un atomo, un gatto, un bambino, un uomo. Altrimenti non sarebbero in grado di percepire l’impatto del campo e di sottomettersi ad esso.

Domanda: Ma posso studiare solo ciò che è al di fuori del mio “Io”? Anche se è una parte di me, devo ancora trattare questo oggetto come qualcosa di esterno e quindi posso esplorarlo?

Risposta: Sì. Questo è un prerequisito. Devi necessariamente separarti da te stesso. Pertanto, per studiare veramente un oggetto, c’è un’ascesa preliminare al livello successivo in modo che tu possa staccarti dal tuo precedente “Io”. E poi puoi raggiungerlo. Praticamente, l’intera scienza della Kabbalah è solo lo studio del proprio “Io”.

Domanda: Sto costantemente cambiando, concentrandomi su ciò che mi succede, e quindi ciò che studio è in continua espansione?

Risposta: Sì. E poi, nell’ultima fase, tutto si riunisce e si integra in un unico insieme.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Meetings with Kabbalah”, 03/01/2019

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Le relazioni umane nell’era delle chiusure

 

In un intervento in uno dei miei  post recenti dissi che da una parte, il Covid-19 è venuto per farci rimanere a casa e disconnettere l’uno dall’altro. D’ altra parte dico che è venuto per insegnarci come essere vicino alla natura. Ma dal momento che la natura umana è quella di connettersi con gli altri, dato che noi siamo esseri sociali, c’è una apparente contraddizione in quanto non ci si può connettere se si è bloccati in casa.

In una di poesia ebraica intitolata “Go My Beloved”, un verso recita: “La fine del lavoro è nel pensiero preliminare”. Significa che quando fate qualcosa, dovete pensare al risultato finale che volete ottenere prima di iniziare a lavorare per raggiungerlo. In caso contrario, potete esser certi di andare nella direzione sbagliata.

Lo stesso vale per il Covid e per come l’umanità dovrebbe affrontarlo. È molto vero che gli esseri umani sono esseri sociali. Inoltre, l’intero scopo dell’umanità è quello di connettersi in un modo che dia beneficio sia agli individui che alla società umana. Ma per raggiungere questo obiettivo, abbiamo bisogno di sapere come connetterci in un modo che produca questi benefici. Se ci connettiamo in modo errato, danneggiamo noi stessi, la società umana e il nostro intero pianeta.

Attualmente non vi è dubbio sul fatto che ci connettiamo in modo scorretto. Una rapida scansione delle relazioni umane in tutto il mondo rivela un quadro spaventoso di inimicizia, abusi, uccisioni dilaganti e omicidi tra paesi e all’interno di paesi, sfruttamento finanziario,  corsa agli armamenti militari, ambizione di ottenere armi nucleari, tensioni sociali legate alla razza, depressione, oppressione, aggressione e ogni forma immaginabile di malizia. La società umana è piena di disumanità.

Fino ad ora la natura ci ha lasciato “risolvere le cose a modo nostro”, per così dire, ma durante gli ultimi decenni è risultato chiaro che non abbiamo la volontà o non siamo in grado di cambiare e nei nostri sforzi di distruggerci l’un l’altro distruggeremo il nostro pianeta natale. Quindi, cosa fanno i genitori quanto i loro figli non smettono di litigare e non riescono a risolvere le cose da soli? Li mandano nelle loro stanze separate. Chiaramente i genitori non vorrebbero altro che vedere i loro amati bambini andare d’accordo e diventare migliori amici. Ma se tutti i loro sforzi per fare pace tra i loro figli falliscono, devono interrompere le liti separando del tutto i bambini.  In seguito, quando il litigio è cessato, genitori e figli possono esaminare con calma i loro rapporti e iniziare a connettersi più positivamente. Tuttavia, anche quando è loro permesso di connettersi, i bambini devono sempre ricordare che possono essere rimandati nelle loro stanze se si comportano male nuovamente.

La natura agisce con noi come quei genitori. Non si accontenta più di “punirci” localmente, attraverso disastri naturali o altre crisi locali. Ci ha mandato un colpo globale che ha bloccato le operazioni ostili dell’umanità verso gli altri e verso la natura. Proprio come quei genitori amorevoli dell’esempio, l’idea non è quella di disconnetterci l’uno dall’altro del tutto. Al contrario, l’idea è quella di permetterci di imparare a connetterci positivamente, un passo alla volta.

Non appena cominceremo a volerci connettere positivamente, la natura risponderà positivamente. Non funziona come una persona, ma più come una macchina che risponde a determinati stimoli. Tutto ciò che funziona in modo simile suscita la risposta positiva della natura, e tutto ciò che opera in contrasto con essa suscita una risposta negativa.

Dato che la natura funziona come un sistema armonico e equilibrato, come ho scritto in un post precedente, se costruiamo una società umana equilibrata ed armonica, la natura non imporrà alcuna limitazione o restrizione su di noi. Ma se ci ostiniamo a fare i bulli l’un l’altro, beh, la natura è un bullo più grande di ognuno di noi. Spero per tutti noi che impareremo la lezione della natura prima che essa  dimostri la sua forza.

 

Didascalia della foto:

Una famiglia posa per una foto durante il 45° spettacolo annuale dei fuochi d’artificio di Macy’s del 4 luglio a Gantry State Plaza a Long Island City. La celebrazione di quest’anno è stata programmata per essere più grande e più lunga di 25 minuti rispetto agli anni precedenti, a testimonianza del miglioramento della città rispetto al COVID-19.  A causa della pandemia di coronavirus, lo spettacolo pirotecnico dell’anno scorso è stato distribuito su quattro notti e in più quartieri nel tentativo di limitare i raduni e rallentare la diffusione. (Foto di Ron Adar)

Non imporre i “valori del vecchio mondo”

Domanda: Di solito i genitori cercano di imporre i loro valori ai figli, e i bambini non lo accettano assolutamente. Oggi, ad esempio, non accettano un desiderio eccessivo di conoscenza o di lavoro. È fondamentalmente sbagliato?

Risposta: Ogni generazione ha le proprie aspirazioni. La passata generazione non può in alcun modo imporre la propria comprensione della natura alla generazione più giovane. È sopravvissuta a sua volta e dovrebbe dare loro solo il sostentamento.
E la nuova generazione deve svilupparsi nei propri desideri e aspirazioni. È solo auspicabile che siano corretti e non così aggrovigliati e spezzati come lo sono oggi.

Non dovresti mai imporre i pensieri e i valori della vecchia generazione a quella nuova. Educare solo con l’esempio. Con questo esempio, dimostro che risolvo tutte le domande, i bisogni, i compiti in questo modo: rispettare, calcolare, essere in equilibrio con l’ambiente, con me stesso, con la mia famiglia, ecc. Quindi, secondo il mio esempio, risolveranno anche i propri problemi al proprio livello, con lo stesso atteggiamento nei loro confronti.

Abbiamo solo bisogno di un esempio, senza parole. I bambini capiscono tutto come le scimmie. Ci capiscono meglio di quanto pensiamo.
La cosa principale per noi è correggerci, e poi saremo in grado di influenzarli in questo modo. Inoltre, i nostri desideri e le correzioni interiori sono associati alle loro anime perché provengono da noi.
Se per il loro bene vogliamo creare una società corretta, armoniosa, gentile, che tenga conto di tutti e voglia ottenere il consenso pubblico reciproco, allora lo sentiranno. In essi, comincerà ad agire nonostante e senza alcuna sollecitazione da parte nostra.

Spero davvero che questo sia il catalizzatore, il cuore pulsante, che ci spingerà e ci costringerà a iniziare a correggerci.

Commento: Ma lei dice che la nostra generazione è una generazione di persone viziate e perdute.

La mia risposta: Sì, ma sono le persone viziate che possono iniziare a cambiare per il bene dei loro figli, in modo che almeno in loro possano vedere una certa direzione per il meglio.
Altrimenti, puoi immaginare quanto saranno infelici rispetto a noi! Vedremo una società completamente sfigurata, contorta, incomprensibile, che ristagna nelle convulsioni e non sa sfuggire alla sofferenza. Lo vedremo nei nostri figli e nipoti.

Domanda: E cosa fare?

Risposta: Rivolgiti a te stesso. Non possiamo aggiustarli. Rivolgiti a te stesso, senza guardarli. E improvvisamente vedremo come iniziano a prendere esempio da noi, iniziano ad avvicinarsi a noi e partecipano con noi a nuove relazioni reciproche, alla costruzione di una nuova società.
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Dalla trasmissione di KabTV “Close up”, 19/08/2009

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Lavoro a casa: da obbligatorio a piacevole

Anche se molti uffici hanno riaperto e la maggior parte delle aziende tecnologicamente avanzate hanno richiamato i loro dipendenti, in tanti preferiscono o chiedono di continuare a lavorare da casa. Molti di loro sono disposti a ridurre i loro salari o altri benefici in cambio della comodità di rimanere a casa, trascorrere meno tempo sulla strada e avere un po’ di sollievo  dallo stress di un lavoro a tempo pieno.  In generale, sembra che le persone abbiano perso gran parte della spinta che avrebbero  dovuto raggiungere. Invece, sembrano contente di mantenersi  conducendo uno stile di vita comodo e facile.

È interessante vedere come la cultura di una eccessiva dipendenza lavorativa, iniziata verso la fine della Grande Depressione e che l’Occidente aveva coltivato così strenuamente per quasi un secolo, possa evaporare così rapidamente. Pensavamo che i giovani fossero ambiziosi e motivati, ma a quanto pare quella mentalità è sparita, “eliminata” dal virus.

Oggi, la gente sembra accontentarsi semplicemente di vivere. Infatti, perché no? Fin dall’inizio del consumismo le persone non erano così preoccupate dall’ottenimento di risultati, volevano sostenere se stesse e le loro famiglie e se ci riuscivano erano felici. Cosa c’era che non andava?  Le persone che hanno carriere di successo sono più felici delle altre? Non sono affatto sicuro che lo siano.

Ciò che rende felici le persone è lo sviluppo interiore: quando realizzano il loro potenziale personale e sentono che le loro vite hanno un significato e uno scopo. Se possiamo assicurare la nostra esistenza fisica, allora la nostra felicità dipende dalla realizzazione del nostro potenziale interiore e soprattutto oggi ci rendiamo conto che il potenziale è legato ai nostri legami sociali. Quando le persone sviluppano connessioni sociali positive, quando si aiutano a crescere e si sostengono a vicenda, si sentono felici, soddisfatte e sicure, sono contente di contribuire alla società con le loro capacità e abilità e gli altri membri della società fanno felicemente lo stesso. Insieme, massimizzano il loro potenziale personale, elevano la società a nuove altezze, consentono agli altri di beneficiare dei loro risultati e rendono più facile anche a loro di realizzare il proprio potenziale.

E la cosa più importante è che ottengono ciò senza la fatica di un lavoro esigente e competitivo che li esaurisce al punto da non avere energia per socializzare. Il tempo in cui i lavori e le carriere hanno costretto la gente a diventare sola e triste sta giungendo al termine. Ora che siamo stati spinti a lavorare di meno, a viaggiare di meno e a pensare di più, siamo pronti a capire che dono sia prendersi cura degli altri piuttosto che preoccuparsi solo di noi stessi.