L’impenetrabile cuore di pietra

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché si dice che la Luce di Chochma a capo di Arich Anpin è bloccata?

Risposta: Il mondo di Atzilut è chiamato il mondo della correzione perché appare subito dopo la frantumazione.

Pertanto, esso è costruito in modo che non possono essere fatti più errori. Ha già l’esperienza della frantumazione, ne è stato testimone ed è il residuo delle parti frantumate. Questa è la ragione per cui costruisce se stesso affinchè la frantumazione non si ripeterà e quindi la luce di GAR di Chochma è bloccata. Il mondo di Atzilut non consente alla Luce di GAR di Chochma di brillare fino all’inferiore poiché questo è stato il motivo della loro distruzione. Non possono ricevere una Luce così grande con l’intenzione di dare fino alla fine della correzione.

È impossibile annullare il desiderio di ricevere al quarto livello e superare il cuore di pietra. Adesso non abbiamo la forza di superare il nostro ego. Tuttavia, anche se prendessimo tutta la forza possibile dalla Luce, non saremmo ancora in grado di ricevere la forza che possa superare il cuore di pietra. Non esiste una tale forza nel mondo, perché esso è stato creato come un qualcosa dal nulla.

E così, alla luce di nessuna forza ciò potrebbe comporre questo “nulla”. Ma proprio perché possediamo qualcosa di molto personale, avulso dal mondo, siamo in grado di esistere e di essere indipendenti. Questo è un punto molto importante.

Il cuore di pietra è stato creato proprio affinché potessimo essere separati dal Creatore. Il nostro “Osso Luz” *(parola ebraica che indica il piccolo osso nella parte superiore della colonna vertebrale, detto anche Osso della resurrezione), il nostro fondamento, è stato creato dal nulla e questo è il motivo per cui nella Luce non c’è forza per correggere il nulla. Ma possiamo esistere ed essere indipendenti proprio perché abbiamo qualcosa di nostro, indipendente dalla Luce. Questo è un discernimento molto importante.
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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 13/02/14, Il Libro dello Zohar

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I virus benefici

Dr. Michael LaitmanDomanda: Non è pericoloso unirsi agli altri? Possono trasmettermi malesseri e sentimenti negativi?

Risposta: Nella vita ci scontriamo ed interagiamo con altre persone e durante la vita, ogni tipo di germi e virus passano dall’uno all’altro. Ma proprio per questo diventiamo più forti e sviluppiamo l’immunità.

La stessa cosa accade anche quando applichiamo il metodo dell’unione. Quando lavoriamo sull’ego separatamente è pericoloso, ma quando cominciamo a lavorare insieme e ci eleviamo al di sopra di esso scopriamo quanto sia utile. Viene dato come aiuto contro di noi. Questo è il metodo della correzione che dobbiamo studiare.

Dobbiamo essere grati al nostro egoismo perché, con il suo aiuto, saliamo la scala spirituale di 125 livelli.

I virus benefici

Quanto più in alto saliamo sulla scala, tanto più il nostro egoismo cresce e si sviluppa.

È un processo stupefacente in cui più l’uomo sale, più diventa egoista e, nello stesso tempo, diventa più spirituale. In questo senso la Saggezza della Kabbalah differisce da tutti gli altri metodi, perché noi usiamo tutte le forze della natura inclusa la forza egoistica. Nulla viene lasciato fuori dalla mia correzione, assorbo tutte le forze positive e negative e le unisco in una simbiosi, un legame speciale, grazie al quale salgo la scala spirituale.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 15/11/15

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La dazione altruistica

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come possiamo essere sicuri di mettere il Creatore al primo posto dal momento che il nostro gruppo è cresciuto di numero? Dov’è la garanzia che non diventeremo idolatri e che avanzeremo proprio verso il Creatore? Com’è possibile controllare questo?

Risposta: Mettere il Creatore al primo posto vuol dire che nel mondo non c’è nessuno e nient’altro al di fuori della forza della dazione e dell’amore. È una forza! È una caratteristica! È l’unica cosa che determina e gestisce tutto. E adesso tu la innalzi al di sopra di tutti e la metti al primo posto.

Questo indica che ora comprendi che il mondo intero è soggetto a questa unica forza ed esiste al suo interno. Ed è solo Lui che la gestisce e la conduce dovunque voglia. Se tu vuoi essere armoniosamente legato a Lui, devi cercare di ottenere questa caratteristica.

Domanda: Che cos’è questa “dazione altruistica”? Dopo tutto, non siamo consapevoli di amore solo attraverso il nostro desiderio di ricevere?

Risposta: La “dazione altruistica” è quando, in relazione al mio ego, io do qualcosa senza sapere cosa e a chi. Potete immaginarvi quanto questo sia staccato da quello?

Supponi che io sia un milionario e abbia donato un milione di dollari per aiutare l’Africa, ma nessuno al mondo sa di questo. Ma io lo so e ne sono lieto. Questa non è la dazione disinteressata perché io so di aver donato, e da qualche parte inconsciamente il pensiero che sta girando è: “E il Creatore sa che l’ho fatto per il bene del mondo”.

Questa non è dazione altruistica. Vuol dire che io so a chi, quanto e cosa ho dato. Quindi qui c’è una connessione con me. Ma se tu tagli fuori tutte e tre le connessioni in modo che non si sappia che cosa, a chi e quanto hai dato, e in più il Creatore non sa nulla di questo, allora questa sarà dazione disinteressata.

Man mano che ti avvicini a questo, ti viene rivelato il mondo spirituale. Il tuo stato è chiamato Hafetz Hesed (pietà assoluta o non desiderare nulla per se stesso).
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 10/02/14

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Nuova Vita # 673 – Torah e Mitzvot: non sono quello che pensi

Nuova Vita # 673 – Torah e Mitzvot: non sono quello che pensi

Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riassunto

L’umanità vive nel suo mondo senza essere cosciente del sistema che lo gestisce, e quindi prende le bastonate. Questo sistema è ciò che noi chiamiamo “Torah”.

La Torah descrive le 613 forze che gestiscono l’uomo ed i 613 desideri che sono desiderabili come corretta reazione alle forze attive. La situazione è come l’uomo che si trova in una stanza buia con un tesoro, che ha fame ed è triste non vedendo nulla. Egli potrà correggere i suoi desideri e scoprire la Luce solo se attua la Torah e le Mitzvot (Precetti) secondo la definizione di Mitzvot della Saggezza della Kabbalah.

Il declino delle generazioni cominciò nel periodo della distruzione del primo Beit HaMikdash (Tempio), e l’ignoranza sulla comprensione della Torah e delle Mitzvot si diffuse tra il popolo di Israele.

I figli di Israele caduti sotto il controllo dell’ego smisero di vedere la vita in modo spirituale e l’atteggiamento verso la Torah e le Mitzvot divenne una formalità.

Loro adempirono le Mitzvot nel senso letterale, come scritte nella Torah nella forma esteriore, senza cercare di raggiungere “E amerai il tuo amico come te stesso” (Levitico 19:18) e la connessione con la Luce che Riforma per correggere l’anima scomparve.

Se noi tornassimo all’adempimento interiore e corretto della Torah e delle Mitzvot, si aprirebbe a noi un altro mondo e scopriremmo la forza superiore che è la forza generale della natura, e noi comprenderemmo come agisce su di noi e verso cosa ci sta portando.

La reazione corretta dell’uomo a questa forza lo rende simile ad essa fino a diventare una solo cosa.

Il nostro obbligo oggi è quello di insegnare all’umanità qual è il significato corretto della Torah e delle Mitzvot; in caso contrario, la vita semplicemente continuerà fino al momento in cui sarà possibile conseguire l’eternità. Secondo la percezione religiosa, l’uomo si aspetta una ricompensa, un paradiso nel mondo a venire, mentre la Saggezza della Kabbalah ci insegna che tutto dipende dall’uomo che consegue “Vedrete il vostro mondo nel tempo della vostra vita” (Berachot 17a), e se sviluppiamo l’amore per l’altro, scopriremo il mondo superiore.

In passato, abbiamo conseguito il mondo superiore dal quale abbiamo capito come mettere in relazione tutto ciò che esiste in tutti i livelli dell’esistenza: inanimato, vegetale, animato e parlante. Nel corso del tempo, è scomparsa la sensazione del mondo superiore e siamo rimasti solo con le azioni meccaniche, senza alcuna correzione del cuore.

L’ego umano è in costante sviluppo; il mondo continua a diventare più difficile, pieno di cose futili e l’umanità non sa come soddisfarsi.

Le urla saranno terribili fino a che, alla fine, ognuno arriverà alla domanda: Per cosa viviamo? E allora davanti a noi si aprirà un nuovo mondo.

Con l’aiuto della Luce che Riforma, correggiamo i 613 desideri dentro di noi, dall’egoismo all’amore. Ognuno di noi è connesso ad altri 613 fili; nella nostra natura egoistica vogliamo sfruttarci l’un l’altro, e la correzione è voler connettersi e voler dare a tutti la bontà.

Dalla trasmissione di Kab TV “Nuova Vita # 673, Torah e Mitzvot: non sono quello che pensi” 07/01/16

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Guardare il mondo con occhi nuovi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come possiamo scoprire il Creatore in ogni azione che compiamo? Dopo tutto, abbiamo desideri personali, sociali e di gruppo. Come possiamo focalizzarci di nuovo ogni volta?

Risposta: Quando comincio a studiare la Saggezza della Kabbalah, questo mondo ancora mi domina. I giri in macchina o in autobus, le faccende domestiche, andare in banca o all’ufficio postale, vedere persone diverse, i posti, le notizie, la TV, Internet con tutta la sua confusione: sono completamente assorbito da questo mondo.

La Kabbalah porta con sé diversi problemi che hanno lo scopo di costruire in noi uno spazio vuoto, di fare posto, di scuoterci e creare in noi una parte che non appartiene a questo mondo. Anche quando sono ancora confuso in questo mondo e non ci vado d’accordo, alla fine in qualche modo mi distacco da esso.

Non è che io non dipenda da esso ma che non ne sono dominato automaticamente. Qui, questo mondo, non mi domina e non ha il potere di dominare tutti nel mondo. Nella nostra vita ordinaria tutto è collegato: una persona nata e cresciuta nella giungla si comporta secondo le leggi della giungla. La stessa cosa accade per la giungla urbana, in ogni caso il mondo domina l’uomo e lo struttura dall’infanzia. Per darmi l’opportunità di guardare le cose in modo più obiettivo e indipendente quindi, devo essere scosso per fare posto dentro di me ad una nuova prospettiva, e questo richiede molto tempo. Io posso accorciare il tempo connettendomi al gruppo.

Se sono fortemente connesso agli amici, mi possono essere inviati più colpi, più sconvolgimenti, e allora avanzo più velocemente. Tuttavia, questi non sono colpi e problemi normali, ma colpi nella relazione che cerco di rendere più forte.

Se invece di rafforzare la mia connessione col mondo, rafforzo la mia connessione con gli amici del gruppo e mi concentro su questa, sentirò più colpi a questo riguardo e questo è il punto in cui voglio avere più discernimenti e più esperienza.

In questo modo posso accorciare i tempi: trasformando i colpi e i problemi esterni in quelli interni, rendendoli così più qualitativi. È impossibile farlo senza colpi, ma qui essi diventano intenzionali.

Comincio a preoccuparmi del gruppo e a prendermene cura nella mia connessione agli amici, nel mio atteggiamento verso lo studio e la divulgazione, e questa diventa la cosa più importante per me. Ora comincio a guardare il mondo in modo più obiettivo o almeno da un lato, non secondo i miei precedenti discernimenti sul mondo ma con nuovi discernimenti. Ora comincio a vedere tutto ciò che accade attraverso il principio: “Non esiste nulla tranne Lui”, attraverso i discernimenti del gruppo, e vedo tutto in maniera opposta.

Questo però succede molto lentamente. Prima faccio pendere la bilancia ogni volta un po’ a favore di questo mondo, che significa guardare tutto con occhi diversi: la famiglia, la casa, lo studio, gli amici, il mio mondo, la banca e le altre istituzioni come l’ufficio postale, l’assistenza medica, la sicurezza sociale, il sistema educativo, ecc. Sento tutto questo come un unico insieme chiamato il mio mondo, che si è chiarito nei miei vasi, nei miei desideri, ma devo ancora vedere l’unica leadership superiore che mi richiede lo stesso unico atteggiamento verso tutto. Così l’intera immagine diventa un luogo d’incontro tra il Creatore e me. Lui decide tutto e io Lo rivelo in ogni singolo dettaglio di questo mondo.

Questo è un ottimo discernimento e dovremmo raggiungerlo il più presto possibile in modo che da ora in poi inizieremo a prenderci cura della fase dell’Ibur (Concepimento).
[127405]

Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13/02/14, Il Libro dello Zohar

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