Lo studio della Kabbalah non ha limiti

Domanda: A chi è rivolto lo studio della saggezza della Kabbalah?

Risposta: A tutti senza eccezioni, perché tutti coloro che sono nati su questa terra possono raggiungere il proprio stato eterno e rimanerci sfruttando l’opportunità data loro in questa vita materiale.

Domanda: Quale necessità possono avere le persone di studiare questa saggezza elevata?

Risposta: Quella di capire il significato della propria vita e di arrivarci, elevandosi al livello successivo dell’esistenza in questo mondo, ancor prima della morte.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 18/03/2018

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Lo scopo del gioco chiamato “vita”

Domanda: Se la nostra vita è tutta un gioco allora ci dovrebbero essere delle regole. Per favore puoi elencarci queste regole?

Risposta: Lo scopo del gioco chiamato “vita” è quello di connetterci l’un l’altro e riunire così il massimo numero di punti nel cuore. Questa “mossa” è la più importante, sebbene ci siano molte altre azioni specifiche.

Domanda: Cosa c’è di così speciale nella connessione?

Risposta: Nella connessione si sale ad un livello superiore di percezione del mondo. Ogni volta che questo accade, la mente dell’essere umano si espande.

Domanda: Come si possono rivelare tutti gli infiniti stati del Creatore in questo mondo senza perdere la ragione?

Risposta: Non preoccuparti, non potrai arrivare a nulla senza espandere prima i tuoi organi sensoriali e mentali. Pertanto, i tuoi sensi saranno sempre pronti per ciò che provi. Non riceveranno mai più di quello per cui sono capaci e pronti. In questo modo non c’è possibilità di perdere la ragione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’11/03/2018

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New Life n.1019 – Le caratteristiche personali in un mondo connesso


New Life n.1019 – Le caratteristiche personali in un mondo connesso
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riepilogo

Se cerchi di connetterti agli altri e fallisci, allora devi esaminarne il motivo: “Che cosa si aspetta la natura da me?” Ogni essere umano può adattarsi alle tendenze dello sviluppo della natura e imparare a connettersi correttamente agli altri. In futuro sarà necessario sentirsi connessi all’intera umanità proprio come lo si era in passato nei piccoli villaggi. Avremo bisogno di un’educazione speciale per imparare a comunicare con la società, con la natura e a vivere la realtà come un tutt’uno.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1019 – Le caratteristiche personali in un mondo connesso”, 5/06/2018

La fine di tutte le generazioni

Domanda: Qual è la “fine di tutte le generazioni”? È la fine della vita fisica o un particolare stato personale?

Risposta: La fine di tutte le generazioni è la fine dell’ascesa della scala spirituale, quando raggiungiamo la vetta.

Domanda: Cosa significa che ci troviamo nella fase dell’ultima generazione?

Risposta: Significa essere nel livello dell’ultima generazione; vuol dire approcciarsi all’ascesa sulla scala spirituale e salirla con la consapevolezza di essere l’ultima generazione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’11/03/2018

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Medium: “‘La sopravvivenza dei più ricchi’ dipende dal fatto che dovranno cercare di salvare tutti noi”

Medium, portale di informazione online, ha pubblicato il mio ultimo articolo: “‘La sopravvivenza dei più ricchi’ dipende dal fatto che dovranno cercare di salvare tutti noi

Avete mai sentito parlare de “l’evento”?

“Evento” è il nome in codice per la prossima crisi globale che si sta avvicinando all’umanità a grandi passi, un eufemismo usato dagli ultra-ricchi del mondo. Non ci è dato sapere se sarà innescata da una fusione economica oppure da massicci disordini sociali, cambiamenti climatici, esplosioni nucleari, un’epidemia o una guerra cibernetica, ma la cosa certa è che si tradurrà in una catastrofe globale e la “Classe Superiore” vuole essere pronta per il “Giorno del Giudizio”.

Per prepararsi all’inevitabile, i cinque magnati che ne fanno parte, hanno invitato Douglas Rushkoff, per dare loro qualche consiglio, in cambio di un compenso simbolico pari alla metà del suo reddito annuale.

Durante l’incontro, Rushkoff ha subito capito che i super-ricchi avevano una ragione completamente diversa per investire in nuove tecnologie: tutte le nuove tecnologie all’avanguardia, come l’intelligenza artificiale, blockchain, stampa 3D, CRISPR e persino la colonizzazione di Marte, sono viste e sostenute dalle élite del mondo come mezzi per salvarsi da “l’evento”.

Mentre noi andiamo a fare la spesa in supermercati ormai senza più cassieri, guidiamo veicoli automatizzati e rimaniamo senza lavoro perché i robot lo fanno al posto nostro, i super-ricchi pianificano mezzi di protezione contro folle inferocite e guasti sistemici in un futuro non troppo lontano.

In effetti, i pochi super-ricchi e potenti hanno una visione molto più ampia del rischio globale rispetto alla maggior parte della società umana. Eppure, anche tutto quello che possono vedere e prevedere è solo un frammento del quadro generale. La crisi umana, ricca di sfaccettature, nasce da una causa completamente diversa e accade per uno scopo completamente diverso da quello che comprendono, motivo per cui pensano di poterla eludere.

Il vero “evento” è una svolta naturale nell’evoluzione umana, e le sue origini risalgono a non meno di circa 14 miliardi di anni fa con il Big Bang.

Attraverso miliardi di anni, lo sviluppo della materia ha creato gas, polvere, stelle e pianeti, e quindi la vita biologica della flora e della fauna sulla Terra. Ma insieme all’espansione dell’universo, la natura lavora anche per bilanciare tutti i livelli della vita, ovvero, inanimato, vegetale, animale, sino alla vita umana. E il nostro turno è appena arrivato.

Che ce ne rendiamo conto o no, la natura ci sta spingendo ad equilibrarci con lei. E questo significa diventare una parte integrale ed armoniosa del sistema naturale, che richiede l’evoluzione della società umana come specie collettiva in tutto il pianeta. A poco a poco, la natura sta ampliando la nostra sensibilità all’interdipendenza globale, costringendoci a riconoscere la rete umana di cui tutti facciamo parte e trasformando le nostre società di conseguenza.

Nessuna tecnologia può fermare le leggi della natura e nessun bunker può essere talmente sicuro da impedire alla furia della natura di seguire il suo corso. Ma possiamo imparare ad andare avanti seguendo la spinta evolutiva, piuttosto che opponendoci ad essa.

Per evitare di diventare vittime di un brusco crollo della nostra cultura attuale, dobbiamo accettare il nostro futuro e prepararci ad esso, perché ci vedrà inevitabilmente connessi. Le persone devono apprendere le leggi della natura e riconoscere come esse formino un sistema integrale, in cui ogni elemento dipende dalla propria connessione equilibrata con gli altri e da come si integra con loro.

Ma questo è solo l’inizio della trasformazione dell’umanità. Non è un caso che negli ultimi decenni ci sia un crescente numero di ricerche, su più fronti, che confermano che le connessioni umane positive ci rendono più intelligenti e migliori in ogni senso, oltre che più felici e più sani. Gli esseri umani dovranno scoprire e attivare il loro cablaggio intrinseco per la connessione praticandolo consapevolmente.

Più esercitiamo le nostre connessioni positive (personalmente, socialmente e globalmente), più vediamo che stiamo arrivando ad equilibrarci con le leggi della natura, e questa diventerà la nostra nuova fonte di realizzazione.

La trasformazione della società umana richiederà sicuramente una massiccia impresa socio-educativa in tutto il pianeta, e dovremo per forza usare i media e le tecnologie in un modo nuovo e per un nuovo scopo. L’ironia è che proprio le persone come quelle che hanno incontrato Rushkoff hanno tutti i mezzi necessari per far accadere tutto questo. Quello che manca loro è solo la comprensione che l’unico modo che hanno per salvarsi da “l’evento” è quello di salvare anche il resto dell’umanità.

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In una rete comune

Domanda: L’unione delle anime del mondo significa che tutte le anime dei kabbalisti che sono esistiti nel corso della storia sono connesse a noi in questo momento?

Risposta: Non si connettono con noi come fa un modem, bensì siamo tutti costantemente connessi in una rete comune.

Domanda: Una volta ci hai consigliato di fare direttamente le domande. Come possiamo imparare a farle?

Risposta: Tu chiedi e già così comincerai a sviluppare certe sensazioni interiori.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 18/02/2018

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Congresso di Kabbalah in Italia


Dalla mia pagina Facebook Michael Laitman 01/08/2018

Alla fine del mese scorso ho partecipato a Roma ad un riuscitissimo congresso internazionale di Kabbalah. Tre giorni di piacevoli connessioni che hanno riempito di emozione me e centinaia dei miei studenti. Ad ogni modo, prima del volo di ritorno, abbiamo potuto constatare che nella città eterna si vive un’altra realtà.

I ristoranti erano vuoti, i negozi privi di clienti. Il paese a forma di stivale zoppica. La capitale d’Italia, rinomata per la sua affascinante cultura culinaria e per la moda, sta perdendo il suo glamour. I miei studenti italiani mi hanno riferito anche che il bilancio demografico è cambiato. Le coppie prendono in considerazione il matrimonio solo dai trentacinque anni in su, e non sempre. Non si preoccupano di avere bambini perché, secondo loro, è possibile farlo fino a cinquant’anni.

“Tastando il polso” agli italiani se ne ha una diagnosi globale: la cultura umana è sia morta che risorta al tempo stesso. Ciò che era splendente non appare più tale all’ego umano. Le persone stanno diventando indifferenti perché il senso di vuoto cresce dentro di loro e atterra come una nuvola che, coprendo l’orizzonte, costringe tutti a camminare nella nebbia.

Medium: “Il quadro ideale per un’esistenza felice”

Il più importante portale di informazione online, Medium, ha pubblicato il mio ultimo articolo “Il quadro ideale per un’esistenza felice

Com’è che l’essere felici è diventato un algoritmo difficile da decifrare? Stiamo forse usando la formula sbagliata? La realizzazione non dipende da denaro, potere o fortuna, ma da relazioni umane positive. Questo è il principio del corso sulla felicità tenuto nelle Università di Yale e Stanford: corso che è già diventato il più popolare nella storia di entrambe le Università.

Il corso si basa sulla psicologia positiva. Afferma che il nostro livello di gioia nella vita è determinato dalla qualità della nostra interazione con gli altri. In effetti, le persone sono più soddisfatte in un ambiente in cui prevalgono la solidarietà, il sostegno ed il senso di appartenenza. Al contrario, la competizione per dominare ed essere al di sopra degli altri mette una persona sotto costante stress, pressione ed isolamento.

Questo spiega perché le persone che si trovano ad avere a che fare con tutto questo, possono soffrire di depressione grave al punto che alcuni si tolgono la vita. I recenti suicidi della designer americana Kate Spade e del personaggio televisivo Anthony Bourdain rendono alla perfezione l’idea di quale sia la situazione. Come reazione a catena, pochi giorni dopo la loro morte, il numero di chiamate alle linee di crisi negli Stati Uniti è aumentato del 65% ed il volume delle linee di emergenza dedicato agli sms è salito al 116%.

Globalmente, circa 800.000 persone muoiono a causa di suicidi ogni anno, circa una persona ogni 40 secondi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le statistiche mostrano che la mancanza di realizzazione sta raggiungendo proporzioni epidemiche. Attribuire tutto questo a condizioni esterne sarebbe una spiegazione semplicistica. Una persona può vivere nel mezzo di una foresta in una capanna di tronchi e sentirsi felice, oppure possedere un appartamento di lusso in un grattacielo, ma sentirsi miserabile e sola. Qual è il fattore chiave che fa la differenza tra questi stati? È l’influenza dell’ambiente.

Ciò che ci distingue dalle altre specie animali è l’aspetto sociale. Siamo plasmati e influenzati da ciò che ci circonda in ogni momento della nostra vita, attraverso la nostra famiglia, il lavoro e i media. Ognuno di noi può sentirsi oppresso o portato alle stelle dall’ambiente che lo circonda, a seconda di come assorbiamo tale influenza.

Una società egualitaria basata sulla solidarietà, in cui tutti si prendono cura degli altri, riceve quanto ha bisogno e lavora per il bene di tutti; questa è la cornice ideale per un’esistenza felice di tutti gli esseri umani ed il terreno solido per il futuro prospero dei loro figli.

Al contrario, la nostra ricerca egoistica e aggressiva di ricchezza, onore, conoscenza e potere non può essere una fonte di felicità. Questo perché nel momento in cui raggiungiamo quei desideri, un nuovo vuoto appare lasciandoci di nuovo insoddisfatti. Pertanto, la gioia più elevata, può trovarsi solo al di sopra dei singoli obiettivi della felicità, costruendo insieme un tessuto sociale coeso che influenzerà positivamente ogni membro della società.

Come ha scritto il kabbalista Rav Yehuda Ashlag nel quotidiano La Nazione, “È un dovere per ogni nazione essere fortemente unita, così tutti gli individui al suo interno sono legati l’un all’altro da un amore istintivo. Inoltre, ogni individuo dovrebbe sentire che la felicità della nazione è la propria felicità, e che la rovina della nazione è la propria rovina … Significa che, se in una nazione si percepisce armonia, è perché il popolo stesso della nazione ha determinato quella armonia, e la misura della felicità e della sostenibilità della nazione, sono determinate dalle caratteristiche del suo popolo”.

Tuttavia, il nostro attuale sistema educativo e l’ambiente che ci circonda, venerano la concorrenza ed il successo per il guadagno personale, anche se a scapito degli altri. Questa potrebbe essere la scoperta più importante per gli studenti di Yale e Stanford: è ingenuo pensare che qualcosa cambierà, se continuiamo ad essere controllati dalla nostra natura egoistica.

Michael Laitman, Congresso Mondiale di Kabbalah, New Jersey, Maggio 2018.

Pertanto, anche l’istituzione più prestigiosa non può insegnarci come essere felici. La soluzione sarebbe quella di iscrivere l’intera società a corsi di studio della felicità; il problema è che la società è in un certo qual senso a proprio agio nello status quo, che è il messaggio principale a cui è esposta la persona, un prodotto dell’ambiente.

Tuttavia, da un dolore straziate all’altro, da una crisi all’altra, dalla disperazione al dolore, gradualmente l’intera società sarà consapevole del suo pessimo stato attuale. Quindi scoprirà il percorso della Kabbalah, scelto da individui unici “disimpegnati” dai valori subdoli della società per attuare un processo di trasformazione al fine di incoraggiare legami stretti di unione ed amore, in cui, come detto sopra, risiede la felicità.

La Kabbalah è il metodo per costruire una società umana unita e felice. È il metodo che insegna i valori necessari per l’esistenza in un quadro sociale sano e su come relazionarsi agli altri in modo equilibrato. Inoltre, insegna un processo passo-passo su come connettersi positivamente per attirare una forza che dimora nella natura e che può cambiare la natura umana. Quindi, ognuno di noi imparerà a non anelare solo a soddisfare la propria felicità, ma anche quella degli altri. Una società umana armoniosa sarà quindi costruita per assicurare la felicità reciproca.

In una società del genere, il sistema per misurare la felicità sarà semplice: un essere umano la cui felicità e le emozioni positive scoppiano in qualsiasi momento, e vanno da lui agli altri e dagli altri a lui, è felice e soddisfatto. Saremo quindi tutti laureati con lode presso l’Università della vita.

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Chi può essere chiamato giusto?

Domanda: Chi è consapevole del male? E cos’è il “male” nella Kabbalah?

Risposta: Colui che si considera un peccatore è colui che è consapevole del male, ma solo nella misura in cui egli è giusto.

In altre parole, un essere umano che è consapevole del male è chiamato giusto.

Domanda: E chi era lui prima di arrivare a questa consapevolezza?

Risposta: Nessuno. Non capiva nulla e non poteva dire a se stesso: “Prima ero un peccatore“. Solo nella misura in cui un individuo sperimenta se stesso come peccatore è già giusto.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 4/03/2018

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L’amor proprio più elevato

Domanda: Che cosa è l’amor proprio?

Risposta: L’amore più elevato per se stessi è il desiderio che il Creatore “sbrighi delle commissioni in nostra vece.”

Domanda: Quindi gli esseri umani che chiedono qualcosa al Creatore sono gli egoisti peggiori?

Risposta: Assolutamente si. Con il desiderio di essere serviti dal Creatore esprimiamo il nostro disprezzo per Lui.

Pensiamo solo a noi stessi, e non comprendiamo perché il Creatore ci ha dato questo stato. Con le nostre richieste, pretendiamo che il Creatore si adatti alle nostre esigenze. E Lui risponde: “Non funziona così, io sono l’Assoluto non posso cambiare. Voi dovreste cambiare e cominciare a scorgerMi meglio, fino a quando non Mi vedrete buono e amorevole in assoluto. Ciò dipende solo da voi!”

Domanda: Cosa succede nel momento in cui io cambio il mio atteggiamento nei confronti del Creatore? Perché Lui è così? Perché dovremmo cambiare noi e non Lui?

Risposta: Nel momento in cui si cambia passando dall’essere all’opposto all’assomigliare al Creatore, si abbraccia tutto l’Universo, tutto ciò che è stato creato dal Creatore con le Sue qualità dirette e opposte, e si diventa come Lui!

Il Suo desiderio è che diventiamo come Lui, in elevazione, grandezza, capacità, eternità e perfezione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 4/03/2018

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