New Life n.1147 – La forza delle madri può cambiare il mondo

New Life n.1147 – La forza delle madri può cambiare il mondo
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riepilogo:

Quando le madri si connettono agli altri, riceviamo il sostegno della forza speciale della natura che proteggerà i bambini da tutti i problemi. Stiamo distruggendo il mondo in cui vivranno i nostri figli e nipoti. Viviamo in un’epoca di indifferenza e malvagità. La preoccupazione per i nostri figli non li proteggerà dagli abusi e dalle ricorrenti esplosioni egoistiche degli insegnanti della scuola dell’infanzia. Solo la forza della connessione reciproca creerà un equilibrio fra tutti noi.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1147 – La forza delle madri può cambiare il mondo”, 01/08/2019

Ama il tuo prossimo

Domanda: Lo scopo della creazione è diventare simili al potere generale della natura, al Creatore, in termini di qualità. La Sua qualità è la dazione.

Baal HaSulam scrive nel suo articolo “Amore per il Creatore e amore per gli esseri creati”, che non si può semplicemente fare un salto per acquisire la proprietà del Creatore perché si può ingannare se stessi.

Per avere la certezza di conseguire questa qualità, fu creata un’immagine del nostro mondo con ogni genere di creazioni: l’inanimato, il vegetale, l’animato e, il più importante, l’umano. Io devo correggere il mio atteggiamento verso le persone.

Tuttavia, com’è scritto in tutte le fonti autentiche, la legge fondamentale è: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Cosa significa? Ognuno comprende questo a modo suo.

Risposta: “Ama il tuo prossimo come te stesso” è la meta che la persona raggiunge se lavora sulla propria correzione. Questo scopo è molto lontano ma all’inizio ci sono altri livelli preliminari di correzione.

“Ama il tuo prossimo come te stesso” significa che proprio come oggi amo me stesso e istintivamente, consciamente e inconsciamente, mi metto a capo di tutto il mondo e solo attraverso me stesso percepisco questo mondo, solo attraverso me stesso guardo il mondo, e solo per il mio caro io lavoro e faccio tutto, devo cambiare me stesso per il mondo intero, lavorare solo per il miglioramento del mondo e provare dolore per lui come se fosse il mio amato bambino.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 7/02/2019

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Aderire al linguaggio dei kabbalisti

Baal HaSulam, “L’essenza della saggezza della Kabbalah”: ‘Ogni persona ragionevole capirà che quando si tratta di questioni spirituali, tanto meno di pietà, non abbiamo parole o lettere con cui contemplare. Questo perché tutto il nostro vocabolario non è altro che combinazioni delle lettere dei nostri sensi e della nostra immaginazione. …

È particolarmente così dove si deve trovare una logica in queste parole per aiutare uno nei negoziati abituali nella ricerca della saggezza. Qui il saggio deve usare definizioni rigorosamente accurate per gli occhi degli osservatori.’

Se esprimessimo con parole tutto ciò che sentiamo, ognuno di noi creerà la propria lingua, la propria enciclopedia, ecc. E non saremmo in grado di comunicare fra noi. Pertanto, ciò che possiamo e dobbiamo fare è prendere le parole, le espressioni e le definizioni basate sulla nostra essenza.

Questo è esattamente ciò che fa la Kabbalah. Dice che una persona consiste nel desiderio che è diviso in cinque tipi: zero, uno, due, tre e quattro. In questi cinque tipi di desideri, sentiamo vari riempimenti positivi e negativi e tutti li hanno. Quindi, tutto consiste solo nel desiderio.

Pertanto, se aderiamo ad un chiaro linguaggio kabbalistico, non andremo fuori strada. Parleremo la stessa lingua. Era così prima della frammentazione nell’antica Babilonia quando tutte le persone parlavano una lingua, l’aramaico, con la quale è stato scritto Il Libro dello Zohar.

La lingua aramaica è buona perché deriva dall’essenza della natura stessa. I cinque livelli del desiderio, dei quali ognuno di noi consiste, generano cinque definizioni. Questa lingua si basa su di loro.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/09/2019

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Rivolgiti al Creatore

Baal HaSulam, Shamati, Articolo 209: Vi sono tre condizioni nella preghiera:

1. Credere che Lui può salvarti. Sebbene uno abbia le peggiori condizioni di tutti i suoi contemporanei, tuttavia, “La mano del Signore sarà troppo corta per salvarlo?” Se non è così, allora “il padrone di casa non può salvare i Suoi vasi.

2. Uno non ha più nessuna scelta perché ha già fatto tutto il possibile, ma non ha trovato alcuna cura per la sua condizione.

3. Se Lui non lo aiuterà, sarà meglio per lui morire che essere vivo.

Questi sono i tre atteggiamenti corretti nei confronti della vita. Tutto è determinato dal Creatore. Non c’è alcun pensiero o sentimento che viene da me, ma solo dal Creatore.

Pertanto, devo trovarmi sempre in un elevato stato di prontezza, analizzando tutto ciò che accade nella mia mente e nei miei sentimenti, rendendomi conto che il Creatore me lo presenta, e chiederGli immediatamente una correzione, per indirizzarmi correttamente ad avere pensieri buoni di amore e dazione verso gli altri, cioè essere accompagnato da buoni sentimenti che sono al di sopra di me stesso per dare agli altri.

Il Creatore rivela solo la mia cattiveria, com’è detto: “Io ho creato il male“. Tuttavia, io afferro questo male a metà strada e Gli chiedo immediatamente di cambiarlo in bene.

Comincio quindi a entrare in una relazione interessante con il Creatore chiamata “una danza”, come un tango: Lui mi guida e io Lo guido. Lui mi influenza e io faccio lo stesso. Pertanto, ci completiamo a vicenda.

Riconoscere il male è fondamentale qui. Una volta capito che è arrivato dal Creatore e che “Non esiste nulla tranne Lui”, rimane solo una cosa da fare: chiederGli di cambiare il male in bene. Questo è tutto ciò che riguarda tutta la nostra vita, tutto il nostro lavoro spirituale.

Domanda: Posso rivolgermi al Creatore senza riconoscere le mie qualità egoistiche e la loro distruttività?

Risposta: No. È come se tu fossi un portiere e il Creatore tira costantemente la palla in porta e tu devi deviare costantemente i Suoi tiri.

Domanda: I kabbalisti rimproverano se stessi?

Risposta: Se tu piangi continuamente perché sei insoddisfatto della tua vita, rimproveri chiunque e commiseri tutto quanto, allora non sei soddisfatto di ciò che il Creatore ti ha dato.

Domanda: Può la Kabbalah considerare in maniera positiva la causa della depravazione umana?

Risposta: E’ il Creatore che ha fatto tutto proprio così, in modo che una persona avesse bisogno del Suo aiuto e quindi potesse salire al Suo livello.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza Kabbalah”, 17/12/2018

Nella schiavitù dell’egoismo

Domanda: Se tutto è predeterminato, incluso il fatto che possiamo scegliere se soffrire più o meno, allora perché abbiamo bisogno della saggezza della Kabbalah?

Risposta: La Kabbalah serve ad elevarci al di sopra del nostro egoismo, in uno stato dove non ubbidiremo più a nulla e a nessuno.

L’egoismo ci rende schiavi, quindi, la scienza che studiamo è chiamata “la scienza della Kabbalah”, la scienza sulla schiavitù del nostro egoismo e sul come elevarci al di sopra di esso ci dà un senso di libertà.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/11/2019

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Il Libro dello Zohar può alleviare la sfortuna?

Domanda: E’ detto dai saggi che lo studio de Il Libro dello Zohar elimina tutte le disgrazie, come può un libro salvare dai problemi ogni persona e tutta l’umanità?

Risposta: Il libro in sé non ci salva da niente. Non posso comprare questo libro ed utilizzarlo come crede la gente comune, cioè come un talismano o un qualche mezzo miracoloso (Segulà). Non funziona così.

Il Libro dello Zohar ci salva se lo utilizziamo in maniera corretta e se con il suo studio cerchiamo di cambiare in accordo ad esso. Se lo conserviamo solo su uno scaffale o lo mettiamo anche vicino al nostro cuore, niente cambierà.

Domanda: Però ci aiuterà psicologicamente?

Risposta: Psicologicamente si.

Non inficio il fatto che l’appoggio psicologico sia molto importante per l’uomo. Per una persona piccola, fragile, debole, nel nostro mondo, è molto importante. Tuttavia, da un punto di vista scientifico, non serve a niente.

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Dalla trasmissione di KabTV, “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 18/12/2018

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New Life n.1141 – L’educazione per la pace

New Life n.1141 – L’educazione per la pace
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo:

Shalom, la parola ebraica che significa “pace”, deriva dalla parola perfezione, “shlemut”. Il mezzo per raggiungere la perfezione nelle nostre vite è la pace, ovvero riconciliare gli opposti. La riconciliazione si realizza andando al di sopra delle proprie opinioni, senza discutere su chi ha ragione o torto: due persone danno vita ad una nuova terza cosa. Educare alla pace significa educare a trascendere la propria natura egoistica tirando fuori da ognuno di noi la forza positiva della natura. Il metodo per farlo è il lavoro nel gruppo con degli esercizi speciali.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1141 – L’educazione per la pace”, 23/07/2019

La Torah è il linguaggio del programma dell’umanità

Il libro dello Zohar, “BeHaalotecha” [Quando monti le candele], articolo 58: Guai a chi dice che la Torah viene a raccontare storie letterali e parole non educate come quelle di Esaù e Labano. Se così fosse, anche oggi possiamo trasformare le parole di una persona non educata in legge, e persino più bella della loro. E se la Torah indica questioni mondane, anche i governanti del mondo condividono tra di loro cose migliori, quindi seguiamole e trasformiamole in legge allo stesso modo. Tuttavia, tutte le parole della Torah hanno un significato più alto.

Il fatto è che si possono scrivere romanzi più affascinanti della Torah. Ma essa presenta una storia completamente diversa, che è codificata.

Ogni lettera, ogni parola, tutto ciò che appare nella Torah dalla prima lettera “Bet – ב” all’ultima lettera “Lamed – ל” è un codice. La parola “lettera” tradotta dall’ebraico significa “segno”. Cioè, ci sono alcuni segni che si susseguono in una sequenza.

La Torah non è divisa in parole. Non ci sono segni di punteggiatura: punti, virgole, trattini, ecc. Essa è rappresentata in una sola frase, dall’inizio alla fine, senza alcuna divisione o intervallo. In questo senso, il linguaggio della Torah è un po’ come il linguaggio del computer. È il linguaggio del programma dell’umanità, che deve essere realizzato.

Ogni lettera della Torah è un segno che una persona deve esprimere in se stessa, nelle sue proprietà. Cosa significa leggere correttamente la Torah? Prendere ogni segno, ogni lettera e formattarsi in base ad essi: un formato, un secondo formato, un terzo.

Successivamente, io attraverso determinati stati. Sono questi gli stati che ho sperimentato dall’inizio della Torah fino alla sua fine e che di me formano un Adamo, un essere umano, che è completamente simile al Creatore.

La Torah è il programma in base al quale ogni persona, che lo legge correttamente, è come se cesellasse ogni lettera nel proprio desiderio egoistico. Quindi questi desideri vengono gradualmente trasformati in proprietà altruistiche, azioni e stati e una persona raggiunge la sua completa somiglianza con il Creatore.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 18/12/2019

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Due forze nell’universo

Domanda: I kabbalisti scrivono che la relazione tra i sessi è alla base dell’universo. Gli esseri umani sono divisi in uomini e donne perché esistono il Creatore e gli esseri creati?

Risposta: Sì. Le due forze dell’universo – la forza della dazione e la forza della ricezione – si manifestano nella materia sotto forma di uomo e donna.

Domanda: Quindi l’essenza maschile è la forza della dazione e l’essenza femminile quella di ricezione?

Risposta: Sì ma questa è una condizione fine a se stessa. In linea di principio, sotto l’aspetto delle forze, questo è sicuro: la forza maschile dà e quella femminile riceve. Tuttavia, quando si tratta di ricevere e dare, non vuol dire che la forza femminile è sintonizzata solo con la qualità egoistica della ricezione e quella maschile con la qualità altruistica della dazione.
In ogni persona esistono entrambe le forze: tanto quella maschile quanto quella femminile.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 31/12/2018

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Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

Riepilogo:

Il mio bisogno di essere amato emerge dall’obbligo morale di essere in buoni rapporti con i fattori importanti per la mia esistenza positiva. L’amore è accogliere tutti nel mio cuore, nonostante le nostre differenze. Lo scopo della vita è l’amore, e quando un sentimento di mancanza è soddisfatto, ci dà la sensazione dell’essenza della vita. Tutte le nostre relazioni si basano su connessione e separazione, impegno o assenza. Alla fine, dobbiamo sentirci connessi come eravamo originariamente, come uno. L’amore spirituale si verifica quando non chiediamo nulla, fino a raggiungere la devozione totale, semplicemente perché è importante amare. Quindi sviluppiamo l’amore per tutta la creazione e anche per le forze superiori che ci hanno creato.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1133 – La necessità di essere amati”, 02/07/2019