Chiedere spiegazioni al Creatore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Diciamo sempre, “Non vi è nessun altro oltre a Lui,” e usiamo questo ovunque come un tappo. Se, per esempio, qualcuno mi ha ferito o mi ha fatto arrabbiare, di conseguenza reagisco, però poi ricordo “Ah, ma questo è venuto dal Creatore. Allora, poiché viene da Lui, allora va bene.”

Come possiamo arrivare a un tale stato quando vorrei reagire all’amico con lo stesso timore come faccio verso il Creatore, “Ah, ma questo è il mio amico!”

Risposta: Questo non è corretto. Non possiamo raggiungere il Creatore, ed è per questo che dici, “Ah va bene,” rassicuri te stesso, concordando con ciò che sta accadendo. Questo è compiacimento, come dicono, “Oppio per le masse.”

In realtà, ci deve essere il raggiungimento dell’assoluto perfetto. Quando capisci veramente, senti, e raggiungi il Creatore, poi il tuo accordo con Lui acquisirà una forza reale.

Fino ad allora, continuerai a consolare te stesso con, “Non c’è niente da fare.. Il Creatore è …” Come scrivono nelle polizze assicurative, “Colpito da un fulmine; niente da fare. Chi incolpiamo? Si tratta di una forza esterna.”

Domanda: Forse qui vi è una mancanza di analisi?

Risposta: È solo una mancanza di raggiungimento! Non è una questione di mente, ma di organi di raggiungimento, i Kelim (vasi). Serve una reazione giusta.

In primo luogo, abbiamo bisogno di chiedere che diventi chiaro esattamente ciò che sta succedendo. La domanda, e non semplicemente il concordare, dato che, attraverso quello, si sorvola tutto ciò che Lui sta facendo con te. Vuole sfidarti a un sentimento reciproco serio, un chiarimento, ma preventivamente d’accordo, “No, no, non c’è bisogno per quello; va tutto bene.”

Chiedi dei chiarimenti al Creatore!

[145170]

Dal Congresso di San Pietroburgo “Terzo Giorno” 21.09.14, Lezione 6

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Il declino di Babilonia, Parte 3

Dr. Michael LaitmanNon ci fu un disaccordo complessivo dei Babilonesi con Abramo; invece essi non sentirono che quello era qualcosa destinato a loro. Solo 5000 persone sentirono che egli era il portatore della Luce per le loro vite, che li portava avanti e che era il loro pastore, il loro leader, la loro guida e che essi avrebbero dovuto seguirlo. Sentirono che stavano andando verso un piccolo raggio di luce, senza alcuna adorazione di idoli, ma seguendolo come un capo.

Egli gli permise di “assaggiare” un poco della forza positiva. Ed essi capirono che se lo avessero seguito avrebbero potuto ottenerla, raggiungerla e scoprirla. Successivamente questa forza sarebbe stata chiamata il “Creatore”.

E nel contempo alcuni si separarono, si divisero da Abramo e seguirono Nimrod, Terah, etc. Per loro rimase solo una cosa, la stessa cattiva situazione, litigi e lotte tra vicini, che in fatti non avevano alcun posto dove andare per separarsi gli uni dagli altri, ma in quel momento non riuscirono a capire la situazione. “Abbiamo delle tasse terribili. E’ necessario andare da qualche parte; è necessario fare qualcosa, noi andiamo là e tu dove vai? Bhe è affar tuo! Detto tra di noi, io non vorrei andare là per nessun motivo al mondo, ma loro ci stanno andando e quindi ci andrò anch’io… o dovrei andare in una direzione diversa?”

Come si dice “Cambiando posto cambia tutto il resto”. Seguendo l’intento di migliorare la loro vita e volendo scappare dai continui litigi, le persone si diffusero andando in direzioni diverse e stabilendosi gradualmente su tutta la faccia della terra. Ma per quanto tempo poteva andare avanti tutto questo? Si diffusero secondo il grado di crescita del loro ego, partendo da grado della moltiplicazione e della riproduzione fisica. Si svilupparono continuamente in questo modo in cerca di posti migliori.

Dobbiamo capire che si cerca di migliorare il posto dove vivere secondo I propri sentimenti, secondo la radice dell’anima. Alla fine le persone si diffusero in quei posti che corrispondevano all’inclinazione della loro anima, ovunque essa li avesse portati.

In termini di principio gli animali operano in un modo simile. Vagano per la foresta, girando di posto in posto, misurando tutto quanto: qui è meglio, là è peggio, qui c’è tanto sole, qui poco, qui il terreno non va bene, e là ci sono molti alberi.

In alter parole, stanno continuamente cercando, presumendo che esista sempre un posto dove ci saranno condizioni migliori per loro, dove il cibo è più facilmente accessibile, dove c’è maggior sicurezza, dove trovare un compagno, dove crescere la prole, e così via. Una quantità enorme di informazioni interne sono processate e dirige tutti i loro movimenti.

La stessa cosa accadde ai 3 milioni di Babilonesi che hanno seguito il concetto di Nimrod. Lo sviluppo dell’ego gli fornì sensazioni simili e le persone improvvisamente hanno capito che l’ego stava attraendoli e muovendoli, uno verso la spiaggia del Mar Nero, uno verso l’Alaska. In questo modo si diffusero su tutta la terra.

E poi ci fu una grande migrazione di popoli. E di nuovo le genti si mossero di posto in posto, ma questo non fu tutto, avveniva piuttosto come un’eruzione di desiderio egoistico che li mosse. Per esempio per soggiogare qualcuno, per imporre delle tasse, etc.. Tutti questi erano però unicamente dei segnali esteriori ed essenzialmente quello che li guidava era un desiderio imperante di essere nutriti altrove, internamente, spiritualmente e mentalmente.

In modo differente, per esempio, i cinesi non si avventurarono per migliaia di anni fuori dal loro “angolo”; i giapponesi non lasciavano che nessuno entrasse o uscisse. Tale era lo stato statico dell’anima. E d’altra parte osservate che culture e che civilizzazione! Tutto si sviluppò unicamente interiormente, con le conseguenti problematiche e conclusioni.

E così le tribù Babilonesi si diffusero e si insediarono, ognuna trovò il suo posto secondo la propria anima. Josephus Flavius ne scrive in dettaglio: Alcuni di loro arrivarono alla terra degli Ashkenazi, altri in Inghilterra, Francia, Spagna, ad Est, in Africa, etc.
[143042]

Da KabTV “Babilonia Ieri ed Oggi” 27.08.14, Quarta Parte

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Il potere del Libro dello Zohar

Domanda: Perché leggiamo Il Libro dello Zohar?

Risposta: Lo usiamo come mezzo di avanzamento spirituale nel gruppo.

Prima di tutto,i desideri che ricevono si manifestano in un certo gruppo di persone. Discreti, i desideri frammentati si considerano reciprocamente nella loro forma fisica; si permette loro di stabilire un contatto primario. Si riuniscono in un gruppo e studiano Il Libro dello Zohar.

Un desiderio frammentato genera “un’aspirazione” verso coloro che sono superiori. Studi comuni e corretta esplorazione congiunta del livello superiore sotto la guida di un insegnante innescano nuovi cambiamenti negli amici. Essi cercano di ottenere i vasi da una linea diretta; poi, la Luce dai vasi circolari sarà pronta per entrarci.

Finora, la Luce viene fuori dai cerchi nel vuoto dei loro desideri da lontano sotto forma di Luce Circostante fino a quando si trasformano in una linea diretta.

Questo, infatti, è lo scopo dei nostri studi. Quando succede, studieremo gli stessi testi e le Luci che fanno una transizione dagli stati esterni a quelli interni e cambiano dai vasi circolari ai vasi di linea diretta nei nostri vasi modificati, vasi corretti.

Così, Il Libro dello Zohar è un rimedio speciale che usiamo senza avere esattamente un’idea chiara di come ci influenza. Comunque, non ha importanza, poiché funziona ancora.

Domanda: Perché Lo Zohar è più potente in questa situazione che la Torà?

Risposta: Il Libro dello Zohar è più forte della Torà perché il suo stile e la forma sono dovuti al periodo che segue la distruzione del Tempio.

Prima, il popolo di Israele era al livello di Mochin de Haya, cioè, al termine della loro personale correzione. Poi, sono caduti da quest’altezza all’occultamento. In seguito, i Kabbalisti erano nello stato frantumato di tutti e nello stesso momento, sono saliti sopra tutti. Essi squarciano questa differenza fra i due “lati” della realtà, fra il mondo dell’infinito e il nostro mondo. I figli di Israele sono caduti in profondità, nell’ egoismo più duro, mentre i Kabbalisti del gruppo di Rabbi Shimon erano in cima. Di conseguenza, il divario fra loro e la gente di Israele si estendeva da meno infinito a più infinito.

Più tardi, durante l’esilio fino alla piena completezza, i vasi del popolo di Israele si dovevano mischiare con le altre nazioni e portare loro le scintille spirituali.

La Torà è diversa. Mosè ha scritto il Pentateuco dal livello della correzione finale. Lui era superiore a tutti gli altri; comunque, in quel tempo il resto della nazione non era nello stesso stato come lui. La gente era appena uscita dall’Egitto; lo stato chiamato “Egitto” non è ancora la frammentazione. In “Egitto” uno semplicemente rivela una piccola tappa, non la distruzione completa durante la quale la santità si mescola con l’impurità, “svuotando”, lasciando così la gente a correggere i propri difetti, e a “gonfiare come lievito”. A causa del fatto che la gente non aveva raggiunto questi stati Mosè non poteva rivelare e spiegare il processo intero di correzione nel Pentateuco. Lui ha rivelato soltanto quello che è successo fino ad allora.

In genere, ogni passo include tutti gli altri. Una parte e un tutto sono uguali. E per questo la Torà, naturalmente, contiene tutto, ma, è presentata in un modo impossibile da utilizzare nella massima misura per la correzione delle anime. Uno non può estrarre la Luce che Riforma suddividendo le anime dal Pentateuco, poiché l’esilio dall’Egitto è accaduto prima della frammentazione. Soltanto una piccola parte è stata rivelata nell’ Antica Babilonia; permettendo di collegare gli “antenati” (GAR), apprendendo nel cuore, e poi dando vita ai “figli” (le tribù d’Israele) dopo che l’esilio dall’Egitto ha avuto luogo. Le epoche dei due Templi e l’ultimo esilio hanno seguito questi eventi.

Cosi, Il Libro dello Zohar è scritto da uno stato polare totalmente diverso con una estrema differenza fra l’altezza di centoventicinque gradini e la frammentazione finale dei figli di Israele. Non entriamo nei dettagli e nelle condizioni spirituali di quell’epoca. Tutto ciò che conta è che il libro completo corrisponde completamente a quello che è integrato in natura.
[123513]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana della Kabblaha 19.12.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Il declino di Babilonia, parte 2

Dr. Michael LaitmanUna persona nasce e si sviluppa come un’egoista. È scritto, “Ho creato l’inclinazione al male [l’egoismo]; ho creato la Torah come spezia, “per la sua correzione, per cui la Torah vi darà la Luce con il cui aiuto è possibile correggere l’ego. Ecco come si formano due linee, le due parti del lavoro interiore: l’ego separato, la parte di sinistra, e la Torah, la parte di destra.

Domanda: Io sono un egoista tale, che dentro di me si trova solo la forza negativa? Inoltre, con un messaggio come questo, è possibile attirare il pubblico verso di noi proprio come fece Abramo?

Risposta: A quanto pare, ha sparse semplicemente dei volantini in tutta l’antica Babilonia. Li stampò rapidamente in un negozio di stampa locale e li distribuì tra tutti i Babilonesi, una popolazione, secondo il mito, che contava tre milioni di abitanti in totale. Così, lessero i volantini e cinquemila persone si riunirono intorno ad Abramo.

Scherzi a parte, Abramo fu un grande leader spirituale, un sacerdote, un grande scienziato di quei tempi. Inoltre, era il figlio del capo ideologo babilonese, suo padre Terah. Così, aveva i mezzi, le conoscenze, il potere, e le connessioni, tutte le possibilità per divulgare il suo messaggio. Tutto questo è obbligatorio nel nostro mondo.

Così, Abramo diffuse la conoscenza e la gente si unì a lui. A lui si unirono coloro che ritenevano di voler lavorare solo con l’ego.

In altre parole, avevano già una nuova sensazione, la consapevolezza del male dell’egoismo; avevano già sviluppato e realizzato che deve essere in equilibrio, e che avevano nostalgia per la seconda forza, che avrebbe potuto essere utilizzata per bilanciare l’egoismo, per creare un “dipolo” di forze positive e negative ed esistere in esso.

Ritenevano di essere stati motivati solo dall’ego. Vivevano solo grazie al suo potere negativo, e sicuramente questo li immerse nella depressione. Dopo tutto, non sentivano alcuna soddisfazione, nessun appagamento, in questa vita, anche se l’antica Babilonia era una civiltà sviluppata. Se una persona capisce che dentro di lei sta lavorando e si sta evolvendo una sola forza negativa, questa si getterà da un ponte o da una torre alta. Nella migliore delle ipotesi, andrebbe a fumare droga.

Un’altra cosa è se, insieme a questa comprensione, gli si rivela la possibilità di acquisire la forza positiva. Poiché il percorso si compone di due punti e un vettore tra di loro, è necessario un secondo punto in modo che, almeno un po’, la Luce ti illuminerà dovunque essa sia. È impossibile vivere senza questa illuminazione, “Non posso stare qui. Allora, che altro c’è da fare, suicidarsi?” Tuttavia, se qualcosa mi illumina a distanza, se, attraverso le nuvole, irrompe un piccolo raggio di luce, non ho più bisogno di niente.
[142963]

Da KabTV di “Babilonia Ieri e Oggi”8/27/14

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L’addomesticamento dell’ostinato

Domanda: Nel sistema di completezza, si dice che una persona può utilizzare i suoi attributi egoistici per il proprio bene e per quello degli altri. Come possiamo utilizzare attributi come l’invidia, la vanità, l’astuzia e l’ambizione?

Risposta: Solo per ingannare il nostro ego.

Durante lo studio dell’educazione integrale insegniamo come usare correttamente tutti i nostri attributi contro il nostro egoismo.

Ad esempio, è possibile utilizzare la nostra furbizia per ingannare il nostro ego e non un’altra persona. Dopo tutto, portiamo il nostro ego fuori e lo combattiamo, non per ucciderlo, ma per cambiare il modo in cui lo usiamo. L’egoismo in sé può essere un ottimo attributo.

Quando tutto il desiderio egoistico viene applicato a beneficio di tutto il resto, allora si trasforma in altruismo. C’è sempre un rovescio, un’applicazione a specchio.

Prendiamo l’odio come un esempio. Se si inizia a odiare l’ego nella sua manifestazione naturale di inconscio, all’improvviso scoprirai come ti controlla. Insieme a questo, l’odio contro l’ego cresce con tanta forza che sei pronto a tutto pur di trattenerlo. E, infine, cogliere il momento, di mettere una briglia su di esso con una dolce sensazione di vittoria, e stringere sempre di più.

Ma non uccidi l’ego. Quando comincia a soffocarti, accarezzalo dolcemente, addomesticalo, proprio come domeresti un cavallo selvaggio infuriato, oltrepasserà quel punto e comincerà ad obbedirti. Allora potrà essere facilmente utilizzato in modo positivo.
[124316]

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Il declino di Babilonia, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Diamo uno sguardo al momento della creazione della nazione ebraica e uniamoci al gruppo di Abramo che lasciò Babilonia e si diresse verso la Terra d’Israele secondo il principio di “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Tutte queste persone si elevarono già al livello spirituale o fu solo il loro capo a raggiungere la spiritualità?

Risposta: L’intera nazione sapeva cosa stava succedendo e percepiva i cambiamenti interiori. Ma nel complesso, la loro connessione reciproca non era ancora ad un livello egoistico così elevato così che la Luce Superiore che porta alla realizzazione interiore potesse essere rivelata in esso. Ebbero solo delle illuminazioni generali.

Possiamo paragonare questo al nostro livello: in che misura una pietra, un fiore, un coniglio, e l’uomo sentono la vita? Tutti sentono una sorta di esistenza. È difficile giudicare il livello della natura inanimata.

Il vegetativo, percepisce la vita in qualche modo. Il livello animato deve muoversi per stabilire uno stato di equilibrio con l’ambiente, e su questo livello, la vita è sentita in misura maggiore. Un essere umano percepisce la vita in modo ancora più forte.

La stessa cosa avviene qui: quando uscirono da Babilonia erano come la natura inanimata della creazione spirituale. Poi, quando si riunirono e scesero in Egitto entrarono nel livello successivo dell’ego, e correggendolo cominciarono a sentire la loro esistenza ad un livello vegetativo.

Ciò significa che la realtà spirituale è già sentita da una persona come la vita o la morte. La rivelazione del Creatore, come il sole dietro le nuvole, e la sua luce è vivificante e mi da’ il giorno che mi attrae. Posso anche cadere nella notte, e sprofondare in uno stato di depressione, ecc…

Oggi, il mondo intero è in uno stato di depressione, il che significa che le persone già iniziano a sentire che manca qualcosa. Saranno in grado di riempire se stesse e sostituire la sensazione di depressione con sentimenti positivi se la luce le illuminerà un po’. La Luce è la rivelazione del Creatore.

Questo è ciò che sentirono gli studenti di Abramo dopo l’esodo dall’Egitto. Sentirono molto chiaramente di dover rivelare il Creatore, poiché senza non sarebbero stati in grado di connettersi. In altre parole, il loro ego crebbe così tanto che solo il Creatore che si rivela tra di loro poteva aiutarli a superarlo. A poco a poco il gruppo di Abramo si trasformò nel gruppo di Mosè, e questo stato crebbe sempre di più in esse.
[142894]

Da KabTV “Babilonia Ieri e Oggi” del 27.08.14

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Il concepimento di una nuova entità

Ci sono due forze egoistiche nel mondo, una negativa e una positiva, e noi siamo nel mezzo, siamo il piccolo animale chiamato uomo (Adamo).

Queste due forze agiscono su di noi spontaneamente. Noi non conosciamo il sistema in base al quale ci guidano in avanti sbattendoci da una parte all’altra, ma nel 21° secolo, abbiamo raggiunto un livello in cui sembra che le abbiamo esaurite.

Ci sentiamo stanchi, alienati, indifferenti, frustrati, senza motivazioni, e depressi. Di fatto questa è la malattia più comune del secolo ed influenza il mondo intero. Gli amministratori di tutte le istituzioni si lamentano dell’indifferenza delle persone; le persone non vogliono lavorare; non hanno alcuna motivazione per farlo. Una persona non riesce a fare niente di se stessa perché queste due forze si sono indebolite dentro noi ed insieme non ci spingono più in avanti.

Quindi adesso incominciamo a percepire e a studiare una nuova entità, un nuovo ordine, una nuova dimensione che viene costituita anche attraverso l’azione di queste due forze.

Nel momento in cui incominciamo a desiderare ardentemente il centro del gruppo, per creare quella che chiamiamo la giusta Babilonia, al fine di diventare un solo insieme, sentiremo immediatamente come ne veniamo respinti.

Ed inoltre, la forza che respinge (P2) è molto più grande della forza che attrae e che è sviluppata da noi (P1).

Se capiamo che dobbiamo raggiungere un risultato in cui una sola forza della connessione sarà rivelata in noi, rimarremo con un’altra forza, la forza della preghiera o la forza della richiesta, gli sforzi che dovremmo fare nel desiderare, di modo che questa forza sarà rivelata in noi. Si chiama preghiera, ma di fatto è il potere del nostro desiderio. Non è una preghiera nel senso usuale.

Vogliamo aggiungere a noi un’altra forza che ci aiuterà a desiderare grandemente la connessione e l’unione tra di noi.

Naturalmente otteniamo una forza molto piccola basata su un certo desiderio egoistico, un vantaggio egoistico, poiché questa è la nostra natura. Ma quando tentiamo di attirare una nuova forza, vogliamo che la forza dell’amore e della dazione risieda tra di noi di modo che perderemo noi stessi, la nostra essenza animale, nella nostra connessione collettiva.

Noi agiamo secondo le istruzioni che i Kabbalisti ci hanno lasciato su come costituire un gruppo e la connessione tra di noi, e su come concentrarci sulla forza segreta, attirarla a noi, e volere che sia rivelata tra di noi come una cosa sola così che ci assomiglieremo tra di noi in base al sistema del sostegno reciproco.

“Amare l’altro” significa sentire i desideri dell’altro e realizzarli quando lui realizza i miei desideri. Questa è la reciproca incorporazione l’uno nell’altro, la connessione reciproca. Quando ci muoviamo in questo modo nel gruppo sommiamo l’influenza della forza superiore su di noi che viene rivelata nella prima fase, sebbene non ancora molto chiaramente, e sentiamo internamente certe nuove emozioni e delle nuove forme della dazione.

Inconsciamente incominciamo a comprendere che il mondo è costruito in modo tale che sia possibile muoversi verso uno stato totalmente nuovo, al livello successivo, nel quale esistiamo in una maniera totalmente nuova, nella reciproca cooperazione tra di noi, come un solo insieme, mentre la nostra intera essenza egoistica rimane in basso. Non se ne andrà, ma la forza egoistica che ci connette tutti ci dominerà.
[120801]

(Dal Congresso in Bulgaria “Alba del Nuovo Mondo” 01.11.2013, lezione 1)

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Nuovi amici nascosti dentro quelli vecchi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come una persona sviluppa un dialogo interiore con la forza superiore gradualmente e scopre il Creatore aderendo al gruppo e al maestro?

Risposta: Forse non mi piace il viso dell’amico ma voglio essere in contatto con lui e vedo che l’essere umano viene nascosto da me, l’inclinazione della verità in lui, l’attitudine speciale. Eseguendo diverse azioni e cambiando me stesso riscopro questi miei amici dal cui aspetto ero stato precedentemente respinto. Ora, comunque, comincio a scoprire la loro forma interiore. Questo è come ci muoviamo da uno stato ad un altro

Più tardi questo stato interiore sembra ordinario e non per nulla speciale e perdo interesse per esso, però continuo a lavorare e scoprire una forma più profonda e sublime. Così si stabilisce il collegamento interno con l’amico. Così si stabilisce la connessione interiore con l’amico.

Domanda: Cosa devo continuare a fare esattamente?

Risposta: Continua a cercare il desiderio interiore dell’amico e non i suoi attributi esterni. Se cerco in questo modo invece di amici vecchi, scopriremo amici nuovi che erano celati al loro interno.

Domanda: Che significa anelare di vedere l’interiorità dell’amico e non la sua esteriorità?

Risposta: Vedere l’amico interiormente significa provare a connettersi con lui ancor più fortemente e giustificarlo. Capisco il Creatore che mi ha mandato questo amico allo scopo di trovare il Creatore tramite la connessione con lui. Pertanto, sono forzato a lavorare con lui, anche se avrei preferito Baal HaSulam come amico.

Domanda: Ero indifferente all’amico ma all’improvviso ho cominciato a sviluppare una nuova attitudine verso di lui. Che cosa è questo cambiamento?

Risposta: La Luce comincia a influenzarti e così si comincia a prestare attenzione a qualcosa di più grande nel tuo amico solo come corpo materiale, questo si chiama “nella Tua Luce vedrai la Luce” Come risultato dell’influenza della Luce tu scopri che vi è anche luce nel tuo amico. Tu non sai o non capisci ancora che si tratta di Luce, però tu hai già cominciato a vedere che c’è qualcosa di prezioso nell’amico.
[144054]

Dalla prima parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 27.08.14, Gli scritti del Baal HaSulam

La benevolenza sotto i raggi X

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il giorno dell’espiazione (Yom Kippur) è il più importante giorno dell’anno per il popolo di Israele. Qual è il significato spirituale di questo giorno speciale? Come dovremmo rapportarci ad esso in modo da corrispondere le sue radici spirituali e trasferire la nostra vita a un nuovo grado?

Risposta: Il giorno dell’espiazione (Yom Kippur) non è semplicemente una tradizione. Riflette uno stato speciale dello sviluppo di una persona. Non dobbiamo vedere questa giornata separatamente, ma come una parte del ciclo dell’intero anno.

Al completamento di un anno, che è cominciato con il ciclo di cambiamenti interni, valutiamo tutto quello che abbiamo attraversato, il quale si chiama “pentimento”. Così si decide che è necessario salire a un nuovo grado, per cominciare l’anno nuovo (Rosh Hashanah), attraversare uno stato nuovo, l’uno più alto, puro, esaltato. In questo modo incoroniamo il Creatore, la forza di dazione ed amore, mettendolo a regnare su di noi come la proprietà più sublime.

Questo è quando cominciamo a giudicare noi stessi: siamo veramente nella proprietà di dazione? Tutte le nostre proprietà sono divise in dieci parti, dieci Sefirot. E stiamo chiarendo quale desiderio in quelle dieci parti può essere corretto, e quale no.

In essenza, l’anima di una persona ha bisogno di essere corretta. E l’anima è tutti i nostri desideri, i quali sono ancora corrotti e hanno bisogno di correzione.

Domanda: Che cosa ha bisogno esattamente di essere corretto: le proprie azioni o l’anima?

Risposta: nel nostro mondo, le azioni sono eseguite con mani e piedi, o attraverso le parole. Però la saggezza della Kabbalah spiega che quella più importante è l‘intenzione corretta, la quale è il desiderio vero di una persona.

Le sole azioni non sono sufficienti, perché io posso eseguirle semplicemente per abitudine. Poi, in realtà è più difficile per me il non farle che farle. E queste possono essere le azioni che altrimenti io non avrei mai fatto in vita mia se non fossi stato abituato a loro dall’infanzia.

In questo caso, non è più l’adempimento di un comandamento ma tradizioni instillate nell’infanzia che sono eseguite automaticamente. Per qualcuno può essere difficile eseguirle, però per qualcun altro, è difficile non farle.

Questo è il motivo per cui non stiamo parlando di un’azione, piuttosto di un’intenzione. Un’azione, dopo tutto, non cambia: Come abbiamo fatto, così continueremo. Però l’intenzione, in un’attitudine di una persona verso l’azione eseguita, c’è sempre cambiamento.

La chiave è l’atteggiamento di una persona verso coloro che lo circondano. Dopo tutto, amore per il proprio vicino come per se stesso è la grande legge della Torah. Questo è il punto di vista dal quale ho bisogno di controllare me stesso allo scopo di vedere quanto sono capace ad amare il mio vicino.

La forza superiore è una forza di dazione ed amore, e il nostro obiettivo è diventare come essa. Per questo dobbiamo raggiungere il grado di uomo, Adam, il quale significa somiglia a (Domeh) il Creatore. Però come posso controllare questo? Dov’è quel medico che m’irradia con un raggio x e mi dice esattamente quanto sono simile al Creatore?

Tale medico non esiste, per questo una persona deve controllare se stesso da solo. Questo tipo di macchina a raggi-x richiede una luce speciale, la quale ci controlla. Questa Luce si chiama la Luce Riformante.

Se sto studiando la Torah vera, vale a dire la saggezza della Kabbalah, poi grazie ad essa, comincio a vedere la verità. Vedo come sono egoista, che cosa c’è dentro di me che è male, da che cosa bisogna essere corretto, come se brillasse un raggio-x su di me.

Ciò è solo visibile a me e gli altri forse non lo notano. E dopo aver visto me stesso sull’immagine raggi-x, mi diventa chiaro quello che ha bisogno di essere corretto. La Torah predispone quest’immagine dove posso vedere solo le intenzioni, e solo al livello di profondità nel quale sono capace di correggere. Tutto il resto non lo vedo, e può rimanere fino all’anno prossimo.

Immediatamente dopo l’inizio dell’anno nuovo, mi trovo in queste sessioni di raggi-x, che sono chiamate i dieci giorni di pentimento. Si irradia il mio cuore, chiarendo le mie intenzioni in ogni azione rispetto a quelli intorno a me, e torna quest’immagine.

La Kabbalah spiega che Malchut ascende a Bina e si confronta con essa. Malchut è il nostro desiderio egoista, il quale sale a Bina, il desiderio per la dazione, chiarendo la misura in cui differisce da essa, quanto siamo lontani nel volere bene ai nostri vicini, da rapporti buoni, e come stiamo pensando solo al nostro bene.

Domanda: Che cosa ci viene mostrato nelle immagini a raggi X?

Risposta: Quest’immagine è in bianco e nero. Mostra quanto bianco c’è in te, cioè, le intenzioni per il bene del tuo vicino. E il colore nero indica le intenzioni per il bene tuo, che si può correggere.

Così, lo scopo del nostro lavoro si rivela a noi. Questo è un lavoro personale cioè che spetta ad ognuno di noi, però esso è finalizzato alla comunanza, alla dazione per tutti, e attraverso loro, al Creatore, che è dall’amore dell’essere creato, per amore del Creatore. Il Creatore è una forza, che integra tutto insieme, e non qualcosa che esiste fuori. È scritto: “Il Creatore risiede tra il suo popolo.”

Così, se mi sforzo di unirmi con tutti e mi voglio cambiare in un tutto uno con loro, poi rivelo il sistema integrale generale che generalizza la nostra unità, la quale si chiama il Creatore. Questo è come si rivela nella nostra percezione.

Pertanto, durante lo Yom Kippur abbiamo bisogno di sforzarci ad amare il nostro vicino quanto più è possibile e più ampiamente, e anche al di là del popolo d’Israele, estendendola a tutta l’umanità. Questo è il motivo per cui, durante lo Yom Kippur si è soliti leggere la storia del profeta Giona, il quale ha incaricato il Creatore di guidare la città di Ninive, che simboleggia il mondo, la correzione.
[144598]

Dal programma TV “La Vita Nuova” #438. del 30.09.2014

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Correzione della famiglia – La chiave per la correzione del mondo

Dr. Michael LaitmanSperiamo che tutti noi scopriremo la necessità per l’unificazione totale con la regola generale “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Prima di tutto, è veramente possibile scoprire e comprendere questo stato.

Nonostante tutto, ci sono persone che capiscono il motivo della grande crisi mondiale. Esso non si è sviluppato da qualche parte. Piuttosto, è stato specificamente all’interno della persona, nel suo ego. Allora, dobbiamo preoccuparci del nostro ego che è cresciuto. Questa è la vera causa di tutti i nostri guai.

Il primo di questi è la mancanza di abilità nel creare una famiglia, la mancanza di una connessione reciproca naturale che è imperativa per la continuazione della vita. Se adattiamo le chiavi a questo problema, poi certamente possiamo correggere tutte le manifestazioni delle crisi che sono derivate da tali cause essenziali. Il recupero della famiglia è un’indicazione da quel centro in cui risolviamo il resto delle crisi aggiungendo sempre più, nuovi circoli sul territorio di influenza sano.

Così, ne consegue che il problema principale è un problema di formazione della persona, un’educazione che la guida a creare una connessione naturale tale e quale esisteva pochi decenni fa. Poi, tutti hanno capito che è necessario sposarsi, dare alla luce bambini, e preservare la famiglia.

Tuttavia, da allora, una transizione molto forte è accaduta verso lo stato opposto che abbiamo oggi. Non c’è più alcun impegno. Le persone divorziano facilmente, non vogliono far nascere bambini, e, in genere, non richiedono relazioni familiari. Questa è la vera crisi, un’inversione polare della natura latente originale nella specie umana.

Senza dubbio, la correzione del mondo deve prima essere concentrata e diretta verso la correzione della connessione familiare reciproca. Senza dubbio, ci sono delle moltitudini di motivi che possono essere riassunti da quell’ imperativo primordiale che una persona richiede una famiglia e vuole continuare l’esistenza della specie.

Se potessimo dare alle persone l’educazione giusta, le abilità a mantenere buoni rapporti – a mantenere un amore reciproco sollevandoli fino a mantenere rapporti sessuali puliti a livello umano, rispetto reciproco tra i membri della coppia e fedeltà l’uno all’altro – poi, certamente vedrebbero che in questo c’è più vantaggio che danno. Ovvero possiamo avere successo e porre un fondamento per la correzione di tutto il mondo.
[144243]

Dal KabTV “Una vita nuova” 22.07.14

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