Qual è la forma di vita più importante?

Domanda: Perché consideriamo la vita di alcune persone più importante di quella di altri?

Risposta: Perché non riusciamo a vedere l’intero quadro, il meccanismo generale, il sistema comune della nostra globalizzazione. Apparteniamo ad un unico sistema, siamo tutti, in effetti, un solo corpo.

Ognuno di noi è come una cellula di un singolo corpo che deve aver cura del benessere dell’intero organismo. Se riuscissimo a vedere che tutta l’umanità, in fin dei conti, è una sola persona con determinati organi e parti del corpo, allora capiremmo sicuramente che ogni essere umano è importante.

Anche quando una cellula del corpo diventa cancerogena e questo, in sostanza, rappresenta la qualità specifica dell’egoismo, ossia la cellula diventata cancerogena inizia a inghiottire le altre. A questo punto tutti noi assomigliano a cellule tumorali. Questo è ciò che ci viene rivelato adesso, ovvero tutti noi esistiamo nel sistema umano universale malato di una forma globale di cancro.

Se riveliamo questo, comprenderemo certamente che ognuno deve essere sano, cioè rinunciare al proprio egoismo, rinunciare ad usare e inghiottire gli altri ed iniziare a donare a tutti.

Dopo aver scoperto questo, vedremo che la vita consiste solo nel far avanzare tutti nel proprio sviluppo spirituale, nel proprio contributo alla società. Se incoraggeremo la società a dare a tutti i valori che sono diretti solo a questo, staremo, naturalmente, obbligando le persone ad essere utili alla società umana. Allora tutti saranno uguali. La vita di un essere umano, inoltre, non deve mai essere più importante di quella di qualunque altro.
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Dalla Tavola Rotonda delle Opinioni Indipendenti, Berlino, 09/09/2006

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La cultura del XXI secolo: i cani sostituiscono i bambini

Nelle news (CNBC.com): “Le aziende offrono congedi parentali ai nuovi proprietari di animali da compagnia”

“… una società di marketing nel Minnesota concede il congedo parentale a tutte le nuove mamme e papà di animali da compagnia”.

“La politica fa parte di una tendenza crescente nelle politiche “pet-friendly” sul posto di lavoro e un modo per offrire flessibilità ai lavoratori che non la potrebbero avere in altro modo”.

“Un certo numero di aziende offre già uffici a misura di animali domestici. Presso la sede centrale di Amazon, a Seattle, l’azienda afferma che oltre 6.000 cani condividono lo spazio di lavoro con i dipendenti. I cani hanno a loro disposizione ambienti con un pavimento progettato per il gioco degli animali domestici in uno degli edifici della compagnia e l’azienda ha persino inaugurato uno speciale parco per cani che è anche aperto alla comunità”.

“Presso la società di marketing Nina Hale di Minneapolis, il congedo parentale consente ai nuovi proprietari di animali domestici di lavorare a distanza per una settimana dopo l’adozione di un animale. Tale politica offre ai genitori di animali domestici l’opportunità di legare con i loro amici pelosi mentre si adattano a nuovi ambienti”.

Steven Feldman, direttore esecutivo presso l’Human Animal Bond Research Institute (HABRI), racconta parlando alla Società per la Gestione delle Risorse Umane che: “I benefici per gli amanti degli animali come il congedo parentale, il lutto per la loro perdita e l’assicurazione sanitaria per gli animali domestici stanno crescendo in popolarità” e aggiunge: “È il segnale che si presta attenzione all’intera famiglia del dipendente”. “È anche un modo per andare incontro ai giovani lavoratori, la più grande generazione di possessori di animali da compagnia”.

Commento: Hanno passeggini per animali domestici, tinte per animali domestici, terapie per cani, aromaterapia per cani, chiese per cani e piscine per cani. Sembra che ci stiamo spostando verso una cultura in cui i cani sostituiscono i bambini.

Il mio commento: Sì. Tuttavia si tratta solo del sintomo che l’umanità non ha smesso di sentire il bisogno di prendersi cura di qualcuno. Ti ricordi il giocattolo Tamagotchi? Doveva essere costantemente nutrito e curato, proprio come un vero animaletto.

Dobbiamo capire che la natura umana vuole affetto. Gli esseri umani sono ancora legati inconsapevolmente al proprio appartamento, agli odori, a tutto! Lo vedo come un enorme desiderio interiore, ma non ancora consapevole, di comunicazione tra le persone, che, sfortunatamente, non riceve la sua espressione normale, la sua liberazione.

Sostituiamo quindi le persone con gli animali. In realtà, tutto questo non è poi così distante da ciò che dovrebbe accadere. Le persone sentono che i loro cani sono degli amici, e i cani vedono degli amici e dei padroni nei loro umani, e così ci affezioniamo reciprocamente.

Praticamente, sappiamo di persone che hanno animali domestici che mangiano con loro nello stesso piatto. Non sentono alcuna differenza fra loro perché tale contatto avviene a livello animale. Gli animali non hanno bisogno di espressioni importanti, conquiste, sforzi emozionali e partecipazione. Gli esseri umani si abbassano al livello degli animali; si mettono in comunicazione con loro ed essi rispondono, e così sono tutti contenti.

Speriamo che questo periodo passi, e sicuramente passerà perché l’umanità si sta evolvendo e dovremo arrivare a instaurare rapporti tra persone. Allora tutto quel contatto con gli animali sparirà. Alla fine si estinguerà come ogni altra parte dell’evoluzione e del movimento verso i livelli inferiori. Non avremo più molto interesse per gatti, cani, pappagalli, criceti, ecc.

Domanda: Avremo un simile desiderio gli uni per gli altri? Lo scopriremo e lo riveleremo?

Risposta: Capiremo che abbiamo davvero bisogno della comunicazione. Telefoni, comunicazioni virtuali, cani, appartamenti isolati, panchine vuote nei parchi pubblici, e così via, tutto scomparirà perché stiamo cambiando, che ci piaccia o no. Lasciamo che il tempo faccia il suo corso.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 27/08/2018

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New Life n.1054 – Il pensiero scientifico nella saggezza della Kabbalah – 1° Parte

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Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo

Per natura l’essere umano è un piccolo animale egoista che non vede al di là dei limiti della propria percezione. Solo quando trascendiamo la nostra natura ed acquisiamo la natura amorevole del Creatore possiamo sperimentare la Sua provvidenza su di noi.

La saggezza della Kabbalah si basa sugli esperimenti che l’essere umano fa dentro di sé, finché non trascende la propria natura egoistica. Egli investiga il mondo nascosto che non viene percepito dai nostri cinque sensi; deve quindi prepararsi a vivere simultaneamente sia nella forza della dazione che nella forza della ricezione, per avere successo nello sperimentare. Egli studia la propria natura opposta alla natura del Creatore, che è una forza suprema o una forza di dazione e benevolenza. La domanda principale è: “Come scopro la forza superiore al massimo, in ogni momento della mia vita?”.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1054 – Il pensiero scientifico nella saggezza della Kabbalah – 1° Parte”, 04/09/2018

Ricercatori ed esperti scientifici

Domanda: Lo scopo della creazione è quello di dare piacere alle creature, all’essere umano. Questo è il punto di partenza del lavoro spirituale. Perché è così importante ricordarsi di questo per avanzare nel cammino spirituale?

Risposta: Devi capire che il gruppo è più importante per il Creatore di quanto lo sia tu, che la tua missione è spingere il gruppo, portarlo all’adesione al Creatore. Come qualsiasi ricercatore, tu devi addentrarti nell’ignoto. Fa sì che il lavoro in gruppo sia il tuo scopo e tutto si rileverà davanti ai tuoi occhi.

Per un  individuo comune è apparentemente chiaro. Gioca coi giocattoli come un bambino. Mentre per noi nulla è chiaro, riveliamo continuamente nuove profondità, spazi vuoti dentro di noi, come risultato della nostra introspezione, e quindi cerchiamo di chiarire la creazione, la sua essenza, il suo sistema di forze. Questo è il livello più alto del lavoro.

Vi sono due tipi di scienziati: gli esperti scientifici ed i ricercatori. Gli esperti scientifici conoscono le leggi e cercano di applicarle in vari campi. Essi fanno un grande lavoro che è utile per l’umanità ma non si spingono nell’ignoto. Ma è esattamente lì che si trova il più grande lavoro dell’uomo, il livello più alto nel quale uno scienziato può trovarsi.

Come hanno fatto le grandi menti come Einstein e Newton a fare delle scoperte? Essi non sapevano cosa avrebbero scoperto finché, come si suole dire, “una mela non è caduta sulle loro teste”.

Quando arriviamo ad un simile stato con i nostri sforzi, quello cioè nel quale riceviamo “un colpo in testa”, allora tutto appare chiaro davanti ai nostri occhi.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 22/03/2018

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Raggiungere l’obiettivo desiderato

Tutto dipende dalla meta

Domanda: “Non esiste nulla tranne Lui” è un mantra religioso ricorrente. Ma qual è la differenza tra l’impegno di una persona che non ha il punto nel cuore e quello di un kabbalista per rivelare la forza superiore in ogni azione, per amarla e rimanerle sempre connesso?

Risposta: Tutto dipende da ciò che vogliamo raggiungere, ovvero se si tratta del nostro piacere personale, oppure della dazione e dell’amore per il Creatore che si manifesta negli esseri creati.

La domanda è: cosa vogliamo dallo studio e dalla realizzazione della Kabbalah? Perché il “ricevere per noi stessi” non ci porterà a nulla in questo caso. Se questo è il nostro scopo, allora dedichiamoci ad altre tecniche spirituali, alla meditazione, e impariamo a sentirci meglio. Non c’è nulla di tutto questo nella Kabbalah.

Nello studio della Kaballah è necessario un grande sforzo, occorre sudare e addirittura soffrire fino a che non si impara come autogestirsi attirando la Luce circostante.
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Dalle lezioni di Kabbalah in lingua russa, 13/05/2018

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I desideri corretti

Domanda: Ogni cosa si manifesta nel desiderio. I malati vogliono guarire, ma non possono. I poveri desiderano diventare ricchi, ma non ci riescono. Cosa significa desiderare?

Risposta: Significa che desidero trovare soddisfazione in ciò che ora percepisco come una mancanza.

Domanda: Quali desideri diventano realtà?

Risposta: Tutti i desideri corretti vanno a buon fine. Inclusi quei desideri che non arrecano danno a nessuno e che possono essere usati per soddisfare gli altri in maniera positiva.
Tutti gli altri desideri servono solo per imparare a capire cosa siano i desideri corretti.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 13/05/2018

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New Life n.1046 – La scienza e la saggezza della Kabbalah

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Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo

La saggezza della Kabbalah è la radice di tutte le scienze. È lo studio di tutto il mondo e ci fornisce gli strumenti per esplorare la realtà, indipendentemente da chi la osserva. La nostra struttura interiore determina cosa noi percepiamo come realtà. Nella normale ricerca, un individuo indaga il mondo tramite i propri cinque sensi ed altri strumenti che espandono il campo della sua percezione egoistica. Questo genere di studio scientifico è basato sul desiderio di ricevere.
La saggezza della Kabbalah, tuttavia, affronta lo studio da un nuovo punto di vista, cioè il desiderio di dare. Noi percepiamo il potere della dazione, o “natura”, in base al livello del nostro sviluppo interiore del desiderio per la dazione. In altre parole, per poter esplorare il potere della dazione, l’individuo deve costruire dentro di sé una forza di dazione simile a quella che esiste in natura.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1046 – La scienza e la saggezza della Kabbalah”, 14/08/2018

Cosa dà vita a un desiderio?

Domanda: Come può un desiderio darne alla luce un altro? Può farmi un esempio pratico del nostro mondo?

Risposta: La Luce fa nascere un desiderio. Lo studiamo nelle quattro fasi della Luce diretta. La Luce agisce sul desiderio originale e inizia a svilupparlo dall’inanimato al vegetale, poi passa al livello animale e arriva all’umano, che dà il suo desiderio di donare.

La qualità della dazione, dell’unione e dell’amore, aiuta il desiderio a diversificarsi e a connettersi nello stesso tempo. Questo è il motivo per cui appaiono gli atomi, le molecole e tutte le sostanze chimiche che formano la natura vegetale e che si sviluppano sotto l’influenza del sole, della fotosintesi clorofilliana e di altri fenomeni.

In seguito appare la natura animale nella quale hanno luogo il complesso polipeptidico e altri processi. Quindi, infine, arriva la natura umana; ma questo non avviene nella materia, bensì nel livello superiore a quello della materia, perché i desideri e i pensieri dell’uomo sono ciò che lo distingue dagli animali.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 13/05/2018

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Qual è la libertà di scelta delle persone?

Domanda: Cosa rappresenta la libertà di scelta per la gente comune? Come può scegliere se non ha conoscenza, né potere o consapevolezza? Su quale base è in grado di fare una scelta libera? L’occhio fisico vede tutto al contrario: il più forte dei cani guida il gregge di pecore.

Risposta: Giusto. Ma il fatto è che le pecore, dopo tutto, possono unirsi in un gruppo e alla fine insegnano al cane come controllarle.

Il comportamento dei cani che sorvegliano le greggi è molto interessante. Siedono per ore a fianco al gregge e lo guardano solo per assicurarsi che tutto vada bene. Non corrono qua e là tutto il tempo e, apparentemente, sembra che non facciano nulla. Solo una volta ricevuto un segnale dal pastore corrono e ristabiliscono l’ordine.

C’è una connessione chiarissima tra pecore e cane. Le pecore sono totalmente al sicuro sotto la supervisione del cane e sentono un controllo chiaro e positivo. Non vi è attrito fra loro e il cane; semplicemente la forza che manca alla pecora è presente nel cane. Quindi hanno bisogno le une dell’altro.

Speriamo che il nostro pastore ci guidi correttamente così che noi cominceremo a raggrupparci nella giusta maniera.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 03/06/2018

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Le splendenti Sefirot

La Sefira è il desiderio di ricevere piacere che si restringe e si riapre per dare ad un amico, cioè possiede uno schermo e una Luce riflessa, un calcolo per dare. Nella misura in cui esso è in dazione si considera splendente e, pertanto, si chiama Sefira. Il desiderio si divide allora in dieci Sefirot che desiderano splendere, donarsi l’un l’altro, e quindi si uniscono per dare al Creatore. In questa connessione il Creatore splende su di loro. Allora cominciano a brillare e si chiamano le dieci Sefirot.

Possiamo lavorare con queste dieci Sefirot a molti livelli, tanto quanto riusciamo ad elevarci al di sopra del nostro desiderio e trasformarlo in splendore, una fonte di Luce.

Ovviamente, non possiamo essere la fonte della Luce, ma quanto più vorremo essere in dazione, tanto più la Luce inizierà ad apparire in noi per portarci la forza della dazione. Così ci convertiremo nel canale per dirigere la Luce superiore sugli altri. Tutti dobbiamo diventare un canale di questo tipo, connettendo il Creatore con gli altri. Così si ricostruirà il sistema frammentato di Adam HaRishón, l’anima comune dell’umanità.

Facciamo parte dell’ultima generazione che ha un enorme desiderio di ricevere piacere, che è molto difficile da correggere. Pertanto, noi facciamo molta resistenza a questa correzione e allunghiamo i tempi.
Dall’altra parte questo è un processo così lungo e difficile perché stiamo realizzando una correzione collettiva. Molto tempo fa, una sola persona o un piccolo gruppo di persone erano sufficienti per avvicinarsi al Creatore, rivelare la forza superiore e riuscire nella correzione giacché esse stesse si stavano correggendo. Tuttavia oggi, siamo all’inizio del processo della correzione collettiva e, pertanto, esiste la necessità di costruire un adattatore di transizione di noi stessi per l’umanità nel suo insieme. Per tutte le anime.

È per questo che la nostra correzione è così ampia e vasta, a differenza di qualsiasi altra nella storia. Ed è per questo motivo che c’è bisogno di realizzare grandi sforzi, incluso quello per raggiungere il primo gradino del mondo spirituale.

Accelerare lo sviluppo è possibile soltanto attraverso la connessione tra di noi. Inoltre è importante sapere perché abbiamo bisogno di questa connessione, come è scritto: “La fine dell’atto sta nel pensiero iniziale”. Noi viviamo nell’era della correzione finale (Gmar Tikkun). Pertanto, dobbiamo avanzare verso questo stato desiderato e da lì iniziare “a girare la ruota” per sapere cosa dovremmo fare oggi. In ogni caso, sin dal principio dobbiamo comunque puntare all’obbiettivo finale. 1

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27/09/2018, lezione sul tema “Sukkot”, 1 minuto 35:22

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