Lezione quotidiana di Kabbalah – 03.08.2015

Scritti di Rabash, articoli “I gradini della scala”, articolo “L’agenda dell’Assamblea – 2″ (1986)
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Scritti di Baal HaSulam, TES, volume 6, parte 16
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati 3, “Riguardo la realizzazione spirituale”
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Il terzo tempio e una soluzione al problema globale

Dr. Michael LaitmanVagare nel deserto è uno stato interno molto difficile attraverso il quale una persona cresce gradualmente.

Il deserto cambia una perosna da essere schiavo del desiderio egoistico ad essere il maestro dell’ego. Questo accade durante i 40 anni di pellegrinaggio nel deserto. Una persona sale gradualmente al di sopra del suo ego, passo dopo passo e lo cambia nell’attributo di dazione.

Non è facile attraversare il deserto; questo è un problema dell’ uomo, e deve essere superato. Questo è il motivo per cui la Torà finisce con la traversata del deserto e l’entrata nella terra d’Israele. Questo è tutto! Questo è tutto quello che ci serve. Otteniamo la forza con la quale possiamo avanzare correttamente.

Però, perché la Torà non ci dice come lottare e conquistare la terra di Israele. Dopo tutto, le spie hanno detto che sette nazioni vivono lì. È perché è inutile combattere contro di loro. Oggi viviamo nello stesso modo.

Ci è stato dato un metodo che ci dice come assorbire la luce della correzione, ma nulla di più. Si scopre che se si mette se stessi nel paese d’Israele, sembra che dopo si viene lasciati soli, perché a questo punto si passa direttamente verso la conquista della terra di Israele, che significa il superamento del proprio desiderio egoistico vero. Prima di questo era solo preparazione. Adesso vi inserite nel vostro cuore egoistico e cominciate a conquistarlo, a digerire, per elaborare l’attributo dell’amore e della dazione.

In passato abbiamo costruito il Primo e il Secondo Tempio, che sono stati distrutti. Adesso dopo queste due distruzioni, dobbiamo costruire il Terzo Tempio sulle fondamenta dei primi due. Però non possiamo costruirlo da soli, non la nazione di Israele da sola. Deve essere costruito dal mondo intero. Questo è il motivo per cui è così potente ed eterno. Il Terzo Tempio è la correzione del desiderio globale egoistico creato dal Creatore. Il mondo intero deve prenderne parte. Come ha detto il profeta Ezechiele: “Le nazioni del mondo porteranno i figli di Israele a Gerusalemme” significa che li porteranno alla necessità di costruire il Terzo Tempio.

Domanda: Questo significa che il Terzo Tempio non sarà più ebraico ma internazionale?

Risposta: Sì. Oggi il mondo comincia già a sentire che tutti i problemi si riducono a una rete intricata, a qualcosa che tutti condividono: se si tira lo spago, tutto cade in pezzi proprio come un castello di carte. Se c’è un piccolo problema in qualche parte del globo, si espande immediatamente come un eco in tutto il mondo.

Il mondo diventa reciprocamente più connesso ogni giorno in modo che cominciamo a comprendere che dobbiamo trovare una soluzione globale al problema e non siamo preparati per questo. Il nostro ruolo è quello di portare l’ umanità alla comprensione di come essere pronti ad affrontare questa nuova situazione.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 28.01.2015

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Il dolore per tutta l’umanità

Dr. Michael LaitmanGli Scritti dell’Ultima generazione è un’articolo molto interessante perché Baal HaSulam non parla ai suoi studenti o ai Kabbalisti contemporanei, ma a persone normali. Egli si pone loro da una prospettiva pragmatica e paragona tutta l’umanità ai passeggeri di un treno che sta accelerando verso un ponte, ma al posto del ponte c’è un pendio scivoloso, e allora consiglia come e cosa fare per non caderci dentro.

Da questi scritti percepiamo quanto sia preoccupato per intera l’umanità, perché sa che potrebbe essere annientata. C’è un piano della Creazione che si deve adempiere a qualunque costo. Ma prima di arrivare al miglior stato possibile, l’umanità avrà sul suo percorso terribili sofferenze. Così, Baal HaSulam spiega cosa deve fare l’umanità per essere risparmiata da tali afflizioni.

L’articolo “Gli Scritti dell’Ultima generazione” è stato un grande lavoro con moltissime note, con l’intenzione di poterlo subito divulgare, ma poi comprese che la missione non era per la sua generazione, ma per la nostra. E per lui di certo non fu facile. Non possiamo lontanamente immaginare il travaglio interiore di un uomo che percepì tutte le persone del mondo come e più dei suoi figli, perché li amò spiritualmente sapendo ciò che li attendeva. L’amore corporale è egoistico, mentre l’amore spirituale è libero dall’amore di sé e pertanto è miliardi di volte più potente.
[160910]

Da Kab.TV “Sulla Nostra Vita” 18.05.2015

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Siamo tutti matti

Dr. Michael LaitmanOpinione (Umberto Eco, semiologo, saggista, filosofo, critico letterario, e romanziere italiano):“Nelle scorse settimane abbiamo assistito a indubbi atti di follia. Folle certamente il pilota tedesco che ha trascinato a morte tutti i passeggeri affidati alle sue cure, senza dubbio disturbato l’imprenditore milanese che ha commesso una strage a palazzo di giustizia, e preoccupante un pilota (a cui era stato affidato il presidente della Repubblica) che si mette a sparare in casa, la polizia che ha istigato un massacro, fino a un minuto prima erano agenti normali. Tutti vengono raffigurati come persone completamente normali prima di questi eventi. Che frenesia gli ha preso, dopo, per scatenarli in quel modo? “

In ogni essere umano c’è una dose di follia, che per molti resta latente per tutta la vita, ma per altri esplode a tratti, in forma non letale e talora produttiva in coloro che consideriamo geni, precursori, utopisti, ma in altri si manifesta in azioni che ci fanno gridare alla follia criminale. I tagliagole dell’ISIS sono probabilmente, in certe ore della loro vita quotidiana, mariti fedeli e padri amorevoli, percepiscono regolare stipendio e hanno la mensa gratis, come il ragioniere che abita sopra di noi. Poi si alzano alle otto di mattina, si mettono il kalashnikov a tracolla, forse la moglie gli prepara un panino con la frittata, e vanno a decapitare qualcuno o a mitragliare un centinaio di bambini. Anche il più efferato degli assassini, a sentire sua madre, fino al giorno prima era un ragazzo modello, al massimo appariva un poco malinconico.

Se è così, dovremmo vivere in uno stato di sfiducia continuo, temendo a ogni istante che nostra moglie o nostro marito, nostro figlio o nostra figlia, il ragioniere del piano di sopra o il nostro miglior amico, improvvisamente impugnino un’accetta e ci fendano il cranio, o ci mettano l’arsenico nella minestra. Ma allora la nostra vita diventerebbe impossibile e, non potendoci fidare più di nessuno, vivremmo come paranoici. Per sopravvivere quindi, dobbiamo almeno fidarci e avere fiducia in qualcuno. Tutto ciò che rimane è di accettare che non esiste la fede assoluta.”

Il mio commento: Come risultato del nostro malsano comportamento, arriviamo alla conclusione che solo l’Arvut (garanzia reciproca) può mantenere le persone nella giusta intenzione riguardo al prossimo. Solo l’influenza positiva dell’ambiente giusto su ognuno di noi può renderci membri fedeli della società. Altrimenti, andremo gradualmente verso l’isolamento reciproco (vivere soli, divorzi, e così via), e questo non ci aiuterà mantenere equilibrato il nostro comportamento.

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Il peccato di Adamo e la correzione dell’anima

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Numeri” 1:20 – 1:27: Ed i figli di Ruben, il primogenito di Israele, i loro discendenti, le loro famiglie e il casato dei loro padri, contando tutti i maschi uno per uno, dai vent’anni in su, quanti potevano essere arruolati nell’esercito; coloro che furono contati, della tribù di Ruben, erano 46500.

Dei figli di Simeone, i loro discendenti, le loro famiglie e il casato dei loro padri, contando tutti i maschi uno per uno dai vent’anni in su, quanti potevano essere arruolati nell’esercito; coloro che furono contati, della tribù di Simeone, furono 59300.

Dei figli di Gad, i loro discendenti, le loro famiglie e il casato dei loro padri, contando tutti i maschi uno per uno dai vent’anni in su, quanti potevano essere arruolati nell’esercito; coloro che furono contati, della tribù di Simeone, furono 45650.

Dei figli di Giuda, i loro discendenti, le loro famiglie e il casato dei loro padri, contando tutti i maschi uno per uno dai vent’anni in su, quanti potevano essere arruolati nell’esercito; coloro che furono contati, della tribù di Simeone, furono 74600.

Si tratta delle particelle frantumate dell’anima che si assembla in un’unica anima generale.

La Luce Superiore entra nella minuscola particella spirituale e ci porta dentro tutto il suo potere e la sua energia che comprende l’universo intero, tutti i mondi, tutto ciò che il Creatore ha dato all’essere creato, e poi lo fa a pezzi. La frantumazione simboleggia la rivelazione del grande egoismo che c’è in essa, che è chiamato il peccato di Adamo.

Ora, un grande desiderio egoistico è stato rivelato nella minuscola particella che è esplosa in miliardi di parti, che è uguale all’infinita Luce Superiore. Quando la Luce entra nella particella, ci trasferisce tutta la sua grandezza in una forma opposta, nella forma di un aiuto che va contro. Ora, noi dobbiamo cambiare tutte le grandi qualità egoistiche nella qualità della Luce in base alla nostra connessione ed unione.

Ma non ritorniamo alla minuscola particella; piuttosto, ci connettiamo alla Luce Superiore e ne siamo coperti. E’ come se ci vestissimo di questa particella come un serpente che si veste della sua preda.

Dobbiamo capire che tutte le qualità, tutte le reciproche connessioni, tutto ciò che dobbiamo scoprire, è separato in una maniera assolutamente accurata e tutto ha il proprio posto. Queste sono le chiare e precise leggi che si basano sulla correlazione tra la Luce ed il desiderio, tra il Creatore e la qualità che è opposta a Lui. Tutto deve essere osservato in modo perfettamente accurato, e perciò è detto: verificate se calcolate tutto correttamente, se affrontate certi stati, se siete su un preciso livello spirituale, e se lo avete percepito internamente.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 17.12.2014

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Scritti di Baal HaSulam, articolo “L’amore per il Creatore e l’amore per gli esseri creati”, titolo: “Perché è stata la Torà data a Israele?”
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Esiste un Dio?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Esiste un Dio?

Risposta: Io non so cosa intendono le persone quando dicono “Dio”. Se con “Dio” si intende una forza che controlla tutto, allora questa forza è la natura.

Quanto più impariamo sulla natura, vediamo che tutto è razionale, equilibrato, e funziona secondo le proprie leggi. Noi conosciamo alcune di queste leggi, altre non ancora, e per questo motivo la loro essenza è nascosta a noi. Noi crediamo in vari miracoli e azioni che apparentemente possono influenzare il nostro corso delle azioni, e questo è tutto perché ci manca la conoscenza. La scienza della Kabbalah offre la possibilità di imparare queste leggi.

La natura può essere chiamata Dio, se ci ricordiamo che si tratta di una forza assolutamente rigida, che non dimora in nessuno dei nostri desideri. Non è come i nostri genitori dai quali possiamo andare a piangere e loro avranno pietà di noi. Le nostre lacrime non ci aiuteranno. Si tratta di un sistema che agisce secondo le sue leggi precise. Come è scritto, “Ho dato una legge, e non la cambierò.”

Secondo la scienza della Kabbalah, il valore numerico (Gematria) della parola “natura” e “Dio/Creatore” è lo stesso. Quindi, rivolgersi al Creatore è la stessa cosa che rivolgersi alla natura. Tuttavia, è meglio chiamare questa forza natura perché così capiamo subito che stiamo parlando di leggi rigide e supplicarle non ci aiuterà.

Una persona dovrebbe sapere come comportarsi e correggersi in modo che queste leggi diventino benevole per lui. E se non le usa correttamente, allora naturalmente lui riceverà una reazione negativa, come per tutte le leggi fisiche.

Pertanto, non vi è alcun Dio che siamo in grado di addolcire o in qualche modo placare!
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Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman” 10.06.2015

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Scritti di Baal HaSulam, articolo “L’amore per il Creatore e l’amore per gli esseri creati”, titolo “tutto Israele sono responsabili gli uni degli altri”
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Solo un giorno di unità, Parte 2 — Non ci sono opzioni senza unità

Dr. Michael LaitmanDomanda: Recentemente Israele ha celebrato la Giornata dell’Unità. Il governo lo ha annunciato e quindi la gente è uscita nelle strade, si sono seduti in cerchio e hanno discusso lo stato attuale della nazione. Queste discussioni circolari si sono svolte nelle università, in varie organizzazioni e nelle piazze delle città. Sembra che stiamo lavorando nella giusta direzione, quindi qual è il problema?

Risposta: Il problema è che l’unità non dovrebbe durare solo un giorno. L’unità deve essere il nostro stato costante. Abbiamo bisogno di una vera unità interna quando le persone si sentono vicine l’una all’altra e calorosamente connesse. Dovremo lavorare molto sul nostro egoismo, perché senza questo non saremo in grado di vivere come una nazione, anche senza il boicottaggio internazionale. Possiamo vivere su questa terra solo se realizziamo la nostra vera essenza, come nazione di Israele.

Se cediamo alla pressione esterna e accettiamo le richieste imposte su di noi, il risultato è predeterminato. Dopo tutto, tutti coloro che le hanno avviate, fondamentalmente vogliono distruggere lo stato e la nazione e mandarci via in qualsiasi modo per prendere in consegna lo spazio che sarà lasciato libero qui. Tenendo conto di ciò, la Giornata dell’Unità è certamente meglio di niente, ma può anche avere implicazioni negative se si confonde la gente e li si porta a credere che hanno già fatto tutto e che non vi è alcuna necessità di unirci ulteriormente, dopo tutto, hanno trascorso un giorno intero in questo.

D’altra parte, abbiamo semplicemente lucidato il nostro orgoglio per il momento, dimostrando una nobile iniziativa. Purtroppo, io non sento alcuna unità e non sento che la nostra nazione è salda come un tutto unico. Al contrario, le persone sono sommerse nell’alienazione, allontanandosi l’una dall’altra, odiandosi a vicenda. Non abbiamo bisogno di un giorno in un anno, ma di un intero sistema educativo che si occupi di questo. Dobbiamo considerare il nostro stato diviso come un problema nazionale. Dobbiamo utilizzare tutti i canali mediatici per guidare la nazione nella giusta direzione e per mostrare alla gente come realmente unirsi.

Anche se non abbiamo aspirazioni spirituali, stiamo cercando di assomigliare al mondo spirituale attraverso la nostra unità. Ma prima di tutto, la gente deve capire che noi non sopravvivremo se non siamo uniti.
[161236]

Da Kab.TV “A proposito sul Boicottaggio di Israele” 03.06.2015

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