Egoismo: Un’ opera da mezzo centesimo

Dr. Michael LaitmanRabash, Dargot HaSulam, articolo 798, “Il valore di quello piccolo”. Quando l’uomo riceve tutto ciò che è dato, il Creatore diventa suo debitore.

Esempio: Un padre ha dato al suo piccolo figlio un centesimo ogni giorno. Poi l’amore per il figlio si risveglia nel padre, e lui gli da cinque centesimi.

Come il piccolo figlio vede che oggi ha ricevuto un regalo più grande dal padre, lui si ispira per ringraziare suo padre per questo. Però più tardi, quando il padre torna a dargli un centesimo come di solito, il figlio diventa pieno di rabbia verso il padre, a causa della perdita subita.

Si scopre che invece di portare il figlio più vicino al padre, l’addizione che ieri ha ricevuto lo spinge via. Questo perché ora il padre è il suo debitore, e il piccolo figlio vuole che il padre continui ad aggiungere ogni giorno. E se il padre non lo fa, poi tutti i suoi doni non valgono nulla.

L’uomo muore quando riceve, senza aver raggiunto neanche la metà di quanto desidera.

Non è facile combinare giustamente il desiderio per il piacere e l’intenzione di dare. Da questo esempio vediamo che non capiamo il Creatore. L’egoismo non tollera le aggiunte di una volta. Egli percepisce ogni addizione come una nuova norma, e diventa adirato quando non continua a riceverla.

Non capiamo che quando il Creatore sottrae, Lui ci da di più, non di meno! Non è per il desiderio a ricevere piacere, ma per noi ad acquisire l’intenzione di dare. Tuttavia, l’egoismo vede la perdita: un centesimo invece di cinque che aveva ieri.

Il figlio non ha capito che lui stesso deve completare i quattro centesimi rimanenti con la sua fede,l’intenzione, e la consapevolezza della grandezza del Donatore. Poi, invece di una perdita, egli acquisirà un guadagno meraviglioso: la somiglianza con il Creatore.

L’iniziale, desiderio base era creato dal Creatore nella forma di un punto nero in mezzo alla Luce Superiore. E rimarrà un punto nero. Svolgiamo tutto il resto, includendo il grado più alto dell’infinito, da soli attraverso l’uso di un solo metodo: elevando il Donatore ai suoi occhi.

Il punto nel mio cuore non cresce da solo. Potrà solo crescere quando è connesso a un amico, solo attraverso la dazione, con la quale riesco a permeare il mio punto. Non ha nient’altro su cui poter crescere.

La Luce Superiore continua a influenzarci più forte, ma non capiamo ancora che lo sviluppo non è limitato con il compimento del desiderio. Ci sviluppiamo in una Luce che si incrementa man mano che ritorniamo attraverso le fasi di HaVaYaH.

In questo viaggio, gradualmente gli stadi si sostituiscono l’un l’altro. Comunque, dobbiamo solo continuare ad aspettare per le nuove porzioni di Luce senza capire che è già arrivato il tempo di sostituire la ricezione con la dazione. E anche se la Luce aumenta, la percepiamo come una cosa negativa, come buio.

La Luce in realtà è buona, però in modo da riceverla come buona, abbiamo bisogno di diventare un vaso come essa. Alla fine essa fa pressioni su di noi, finché almeno in qualche modo siamo in accordo con l’ordine del giorno e prendiamo un altro passo verso la dazione.

Questo è il motivo per cui, invece di lavorare direttamente con il desiderio, abbiamo bisogno di cambiare la nostra attitudine verso il Donatore. Lo sviluppo non è un processo quantitativo, ma qualitativo. Andiamo avanti più velocemente se ricordiamo questo.
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Da una lezione del 03.12.2010, Gli scritti di Rabash

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I parassiti o le vittime della Società?

Notizie (da DailyLife): “Se ultimamente avete fatto attenzione ai magnati dell’Australia, a chi cerca una casa in affitto e ai dirigenti della bolla economica, potreste aver incominciato ad avvertire un crescente senso di panico.

“Il mercato del lavoro dell’Australia è inondato da una nuova generazione di lavoratori improduttivi[...]

“‘ I lavoratori della generazione Y hanno un proprio diploma, secondo 300 boss della finanza australiana sondati dall’agente di collocamento Robert Half. Si dice che i lavoratori sotto i 30 anni hanno un’ingigantita e spesso disillusa percezione del valore che possono aggiungere ad una organizzazione’.[...]

“La generazione Y è un incubo sul mercato del lavoro – sembra che non facciano mai quello che vuoi, hanno sempre un piede fuori dalla porta, sono intriganti ed ambizioni invece che sostenitori dai colletti bianchi delle società che hanno fatto funzionare le economie dell’occidente – e adesso sempre più di frequente – le economie dell’oriente”.

Il mio commento: Questa è una conseguenza della crisi dell‘egoismo che in passato desiderava il successo e che oggi è “stanco”. Ed è percepita nei gruppi di ogni età. Non c’è alcuna motivazione; gli uomini hanno bisogno di una nuova motivazione per vivere. La si può imparare dalla natura: è percepita solamente nelle relazioni correttamente connesse.

Competizione, paura, pressione, ecc non possono più dare energia da un uomo. Solo le emozioni positive della connessione, della dazione, e dell’amore possono dare energia. Per il momento, non è visibile, ma presto sarà scoperta come la sola sorgente di vita.
[117276]

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Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 1

Estratti dal libro di prossima pubblicazione, Il Segreto Essenziale Degli Ebrei, di Michael Brushtein.

Quasi 4,000 mila anni fa il popolo ebraico ha fatto ciò che era assolutamente impossibile. In un modo incomprensibile hanno  improvvisamente deciso che si deve, e sono in grado di implementare l’idea “E tu amerai il tuo amico come te stesso.”

Perché menzioniamo questo oggi, nel ventunesimo secolo? Perché ogni giorno siamo più convinti che senza un buon rapporto reciproco fra le persone semplicemente non sopravvivremo.

Cosa dobbiamo fare quando i valori umani svalutano davanti ai nostri occhi e diventano polvere, quando ciò che era considerato tabù nel passato è diventato una norma, quando qualcuno che in precedenza era un fratello è diventato il nemico più crudele, quando nessuno può essere sicuro di nulla.

Finalmente il tempo è venuto ad esaminare come e da dove è apparso questo ideale irraggiungibile del popolo ebraico, “E tu amerai il tuo amico come te stesso.” Poi, magari, ci riusciremo a capire come fermare il deterioramento incessante della nostra civilizzazione ovunque. […]

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 24.07.2014

Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”, 42
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “La Pace”
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Questioni logiche del governo superiore

C’è una differenza fra come la forza superiore controlla la parte in noi denominata “Israele” e l’altra nostra parte denominata “nazioni del mondo”? In che modo la forza superiore riguarda e influenza queste due parti? Non è soltanto un “più” o un “meno”, ma le azioni piuttosto complesse e diversificate nella loro forma diretta e inversa.

E’ obbligatorio che nel nostro egoismo, la parte che appartiene alle nazioni del mondo, debba passare attraverso le sfortune, mentre quando diventiamo “Israele”, si senta bene? Può essere l’opposto, e abitualmente funziona così.

Dopo tutto, la parte in me che appartiene a “Israele” deve essere elevata e portata ad un livello ancora più alto. Per questo, ho bisogno di sentire le difficoltà e i problemi nella parte di Israele dentro di me. Se ricevo supporto in questa parte, allora sentirei soltanto i benefici egoistici e così non sarei mai cresciuto. Per avanzare nella parte di Israele in noi, dobbiamo sentire una pressione crescente. E’ per questo che la guerra di Gog e Magog è la pressione che precede l’arrivo del Messia, deve essere molto potente e forte, senza precedenti nella storia.

Allo stesso tempo, la parte di me che appartiene alle nazioni del mondo deve sperimentare gioia invece che sofferenza. Dopo tutto, se questa parte ha una sensazione di gioia, saremmo permanentemente confusi e non ci sarebbe nessuna possibilità di conoscere la differenza fra giusto e sbagliato, come nella città di Shushan, la capitale del regno babilonese, dove non potevano decidere chi aveva ragione, Mordechai o Haman.

Allora significa che il governo del Creatore sopra coloro che aspirano a progredire è totalmente illogico. E’ per questo che il nostro filosofo interiore non può smettere di fare le sue obbiezioni. Anche Rabbi Shimon continua a fare domande. A questo livello, non ci sono filosofi, in quanto i filosofi non capiscono questa tappa. Soltanto le persone che sono coinvolte con il lavoro spirituale possono essere interessate a queste domande.

I filosofi spiegano tutto in modo molto semplice, poiché sono motivati da profitti nelle loro tasche, stomaco, e mente… Agiscono dentro un desiderio di ricevere. A questo punto emergono altre domande: in che modo il governo superiore si pronuncia su una persona che è coinvolta nello sviluppo spirituale? Si scopre che il governo superiore agisce totalmente opposto a tutti i nostri desideri (sia di ricezione che di dazione) ed è in contrasto con entrambi: le nazioni del mondo e Israele dentro di noi. E’ così “irrazionale” che non possiamo renderci conto di quanto sia diverso. Costantemente abbiamo la tendenza a giudicare questi fenomeni direttamente perché i nostri desideri non sono ancora corretti.

Mi sento di aver fallito completamente nei miei desideri di dazione, mentre nei miei desideri di ricezione mi sento così bene. Mi sento in questo modo dato che il mio livello è ancora corrotto, e per questo mi sembra che ne valga la pena stare con i miei desideri egoistici e non valga la pena di seguire i miei desideri di dazione. Nei desideri di dazione sento costantemente un fallimento completo; allo stesso tempo quando sono dentro i miei desideri di ricezione, sento che posso vincere.

Questo è ciò che il nostro giudice interiore vede, perché “si giudica secondo quanto gli occhi possono vedere”. Soltanto quando si sveglia il nostro punto nel cuore possiamo collegarlo al nostro ambiente, realizzando così la nostra libera volontà e aggrappandoci a nuovi valori di dazione. Poi possiamo andare più profondamente all’interno di noi e correttamente scrutare e chiarificare i nostri desideri, le nostre intenzioni e i nostri pensieri. Questo è un lavoro continuo.
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Dalla 2a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 08.18.2013, Lo Zohar

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Una tripla gerarchia della correzione

Dr. Michael LaitmanRabbi Kalonymus Kalman Halevi Epstein, Maor va Shemesh (Luce del Sole), Capitolo “VaYakhel” (Ed Egli ha riunito): C’è un grande vantaggio nella connessione delle persone semplici ai giusti della generazione per via del fatto che le persone semplici non hanno un cuore pronto a comprendere come veramente adorare il Creatore e come fare qualunque cosa in modo chiaro, in modo che le loro azioni illuminino il Creatore.

Solamente connettendosi con i giusti della generazione ed incitando i loro cuori con l’entusiasmo attraverso le sante parole dei giusti essi possono comprendere come veramente adorare il Creatore.

Attraverso la connessione ai giusti di una generazione, il cui lavoro è chiaro e illuminante in tutti i mondi, si illuminano anche le anime di Israele che lasceranno tutte le loro occupazioni ed innalzeranno un profumo di incenso verso il Creatore.

La natura della Luce e del vaso, l’essere che è stato creato dalla Luce, è un cerchio nel quale all’inizio non c’è differenza tra tutte le sue componenti, ma se parliamo della correzione, allora possiamo scorgere una gerarchia.

La prima restrizione è compiuta in modo uguale su tutti i lati attraverso il punto centrale, ma successivamente attraverso il lavoro con il Masach (schermo) dell’essere creato, che desidera egli stesso assomigliare alla Luce, il cerchio non può rimanere più a lungo. Infatti l’essere creato cerca di assomigliare ogni volta alla luce su ciascun livello di Aviut (rudezza) del desiderio – ovvero il livello radice, il primo, il secondo, il terzo ed il quarto –. Allora, raggiungiamo la forma del quadrato visto che gli angoli del quadrato originano dagli attributi di ciascuna fase (uno, due, tre e quattro).

Dopo la restrizione quando non è più possibile lavorare con la sola Malchut, ma solo con la Malchut addolcita in Bina, il quadrato diventa un triangolo, e una stella di davide si viene a formare con questi due triangoli, l’inferiore ed il superiore.

Ecco come l’inferiore crea la gerarchia per ottenere il superiore, e come vengono a formarsi le differenze tra le anime. Tutto per via del fatto che prima della frammentazione, le anime sono su diversi livelli di Aviut, e colui che è più grande del suo amico, ha un desiderio addirittura più grande, ma risulta superiore visto che possiede un Masach.

Comunque, dopo la frantumazione e la perdita del Masach, coloro che avevano un ego più grande sono caduti più in basso degli altri, dall’alto della montagna giù nell’abisso. Questo è il modo con cui si determina la gerarchia della correzione, dai più leggeri ai più gravi. Ed allora appaiono i livelli di patriarchi, figli, saggi, profeti, re e kabbalisti e così via, dal tempo del secondo Tempio sino ai nostri tempi.

Ne conseguono le correzioni. Esse continuano in una catena dal desiderio più puro sino a quello più grezzo, e così la Luce è trasmessa dall’alto al basso, il che significa secondo la purezza dei vasi che si conseguono attraverso la dimensione del Masach. Prima di tutto, dipende dalle Reshimot (reminiscenze) che sono lasciate nel vaso frantumato. Sono loro in realtà a determinare quando è giunto il momento per una persona di essere corretta.

Non dipende dalla persona, la quale ha la sola possibilità di partecipare alla correzione della Reshimot attraverso l’organizzazione del giusto ambiente. Dai tempi di Mosè sino al ricevimento della Torà, siamo costantemente attirati dalle elevate anime che stanno danvanti a noi, cercando di aderire a loro. Questo per via del fatto che attraverso di loro riceviamo la Luce superiore e sempre attraverso di loro innalziamo la nostra preghiera, MAN e quindi correggiamo noi stessi.
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Dalla Preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah  del 23.06.2014

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Marx aveva ragione?

Dr. Michael LaitmanOpinione  (Umair Haque, consulente e autore londinese, direttore di Havas Media Labs):

  • “L’impoverimento. Marx sosteneva che il capitalismo rende i lavoratori poveri: voleva dire che il loro lavoro sarebbe stato ‘sfruttato’ – non solo in senso puramente etico, ma in uno più stretto economico: perché i salari reali sarebbero stati ridotti e le condizioni di lavoro peggiorate. Come ha fatto Marx a pronosticare questo? Direi facendo una media: i salari in molte economie avanzate – particolarmente nel capitalismo più puro, hanno un senso finanziarizzato – e hanno fallito nel tenere il passo con la produttività; non per anni, ma per decenni. (Il salario medio americano è stato stagnante per circa 40 anni.) In termini macro, la quota del reddito dei lavoratori è crollata, mentre la parte del leone di crescita è maturata per quelli in cima.
  • La crisi. Siccome i lavoratori sarebbero stati pagati sempre meno, il capitalismo sarebbe stato incline a croniche, perpetue crisi di sovrapproduzione – e loro non avrebbero avuto i mezzi per acquistare o investire in beni sufficienti soldi per mantenere l’economia ronzio. Quindi Marx aveva previsto, si sarebbe arrivato a una specie di ‘povertà in mezzo all’abbondanza.’ [...]
  • “La stagnazione. Ecco la più controversa – e più curiosa – previsione di Marx. Come tutte le economie di stagnazione, i tassi reali di profitto scenderanno. Come fare per tirarli su? Al primo sguardo, sembrano essere stati completamente screditati: i profitti aziendali stanno sfondato il tetto fino a livelli stratosferici. Ma pensateci di nuovo, in termini economici: la previsione di Marx interessa il ‘profitto reale,’ non solo numeri di misteriosa carne servita dai contatori di fagioli, e masticata con gusto da ‘analisti’. [...]
  • “L’alienazione. Se i lavoratori vengono separati dal risultato del loro lavoro, sostiene Marx, il loro senso di autodeterminazione diminuisce, alienandoli dal senso del suo significato, scopo e riempimento. Cosa sta facendo Marx a questo punto? Direi abbastanza bene: la maggior parte dei luoghi di lavoro moderni umani, anche se autoproclamati per tutte le loro comodità, sono bastioni di noia spaccaossa e succhiatori mediocri di anime, pieni di squallidi incontri, attività lugubri, e obiettivi inutili che sono un bel po’ ‘alienanti. [...]
  • “Feticismo dei prodotti. Un oggetto feticcio è più che un simbolo: si crede di avere in realtà il potere del simbolo rappresentativo (come un idolo, o un totem con proprietà magiche). Marx sosteneva che in base alle regole dell’epoca industriale del capitalismo, le materie prime saranno diventate talismani venerati, adorati attraverso scambi transazionali, intrise di poteri mistici che danno loro valore intrinseco – e oscurando il loro valore reale e delle stesse persone che hanno lavorato su di loro, in primo luogo. E’ uno dei concetti e sfumature più sottili di Marx. Ha retto? Ancora una volta, io posso solo indicare una società in furiosa ricerca per il di più, il più grande, più veloce, più economico, più perverso, ora, che si tratti di templi al dettaglio di mega-centri commerciali dell’America, o rivoltosi di Londra che vanno a rubare, non il pane, ma i videogiochi. “

Il mio commento: Marx aveva ragione nel fatto che egli credeva che solo l’educazione umana e l’istruzione possono portare una persona alla trasformazione del sistema capitalistico in un vero socialista, e se succede violentemente, da pressioni esterne (una rivoluzione), e non dal libero arbitrio delle persone corrette, ci sarà un altro nazismo tedesco oppure in stile sovietico.
[139494]

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Un lavoro sottile

Dr. Michael LaitmanLe persone che sono appassionate dall’ascesa spirituale e che credono e pensano che questo sia il motivo per cui viviamo, si riuniscono insieme e si prendono gli obblighi del sostegno reciproco: aiutarsi a vicenda ed essere in contatto a vicenda.

Essi sono incorporati gli uni negli altri, lavorano insieme, si spronano a vicenda per apprezzare la grandezza dell’obbiettivo, e cercano di connettersi nell’amore e nella dazione assomigliando al Creatore.

Lavorando sulla grandezza dell’obbiettivo, essi percepiscono la loro natura meschina e, allo stesso tempo, questo non li fa demordere, invece, essi fanno lo sforzo per annullarsi senza sopprimere il loro ego, ma restringendone l’uso.

E’ richiesto un lavoro molto fine: non disprezzare la natura meschina di una persona, non uccidere questa natura, perché è necessaria come resistenza alla natura superiore, poiché l’intensità dell’anima è costruita sulla frattura, sulla tensione, sul delta, tra di esse.

Rispetto a questo il mondo spirituale non è assoluto. E’ assoluto rispetto ad un’altra cosa: tutto ciò che è stato creato ha il suo proprio significato ed il suo proprio diritto ad esistere. Anche le cose che sembrano le più dannose per noi non possono essere distrutte in nessun modo.

Un grosso problema si viene a creare di conseguenza: come lavoriamo con questa cosa? Da una parte, sei pronto per distruggere alcune qualità negative in modo che non facciano più parte di questo mondo, e dall’altra, non lo puoi fare poiché hanno ragione di esistere.

E’ detto nella Torà: “Se qualcuno ha intenzione di ucciderti, tu dovresti ucciderlo per primo”, ma questa espressione non si riferisce ad una distruzione fisica, ma ad “ucciderlo dentro di te”, in modo che questa qualità non avrà più voce in te. Deve esistere ma in una forma spenta o morta.

Nel nostro mondo morire significa scomparire. Ma nel mondo spirituale non significa scomparire, ma essere spenti per sempre. La Torà ci insegna che dovremmo solamente annullare le qualità egoistiche in modo che siano inattive.

Questa linea sottile stabilisce la filosofia della nostra vita nel suo complesso. E’ questa la differenza tra la saggezza della Kabbalah e tutte le altre saggezze.

Perciò, in molti casi il comportamento di un Kabbalista sembra strano. Mi ricordo come non riuscivo ad essere d’accordo con il mio insegnante: “Come può essere che io sopprima questa qualità adesso!” E lui rispondeva: “Non devi! Lasciala fino a quando non appassisce e muore”. Ma questa qualità spenta o annullata deve esistere.

Domanda: Cosa intendiamo quando diciamo che dobbiamo odiare il nostro ego?

Risposta: Odiare significa smettere di usare completamente l’ego!

Non si può distruggere una qualità egoistica. Compare in noi e noi dobbiamo decidere se usarla oppure no. Se non la usiamo, significa che la uccidiamo. Non possiamo fare niente più di questo. Poi questa qualità potrà ricomparire nel momento più inaspettato.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 12.02.2014

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