La soluzione alla crisi è la ridistribuzione della ricchezza?

Dr. Michael LaitmanDalle notizie (inosmi.ru): “Il mondo non era preparato alla crisi economica grazie alla quale molta gente ha perso il lavoro. In queste circostanze è iniziata la crisi dei rifugiati”.

“La crisi attuale non è un confronto tra gli stati. La crisi attuale è giunta nel momento in cui la comunità internazionale non ha potuto rispondere unita a questo pericolo, alle minacce del terrorismo e del cambiamento climatico. Attualmente come risultato del capitalismo globale, durante il quale la gente non ha il controllo sul denaro, sta aumentando la differenza tra ricchi e poveri. Credo che i politici non debbano promuovere la crescita ma la ridistribuzione della ricchezza”.

Il mio commento: La ridistribuzione della ricchezza da sola non risolve la crisi. Di fatto, in base alla piramide delle necessità, quelle più importanti per l’uomo sono : cibo, sesso e famiglia.
Ma è impossibile dare alle persone solo quello che dà loro prosperità, unione e soddisfazione delle proprie necessità.

Il terrore è ideologico e pertanto il denaro non è stato sconfitto. Una ridistribuzione forzata della ricchezza è una rivoluzione, una guerra civile.
I politici sono occupati con la ridistribuzione della ricchezza, però, d’altra parte, risulta che l’1% della popolazione possieda quasi tutta la ricchezza del mondo.

Cosicché non resta altra soluzione che rieducare l’uomo stesso.
Per paradossale che possa sembrare, è necessario cambiare le persone. Non esiste altra soluzione!
Solo così è possibile risolvere i problemi del mondo.

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In Europa i musulmani si convertono al cristianesimo

Dr. Michael LaitmanDomanda: In Europa parecchi musulmani si convertono al cristianesimo. Lo fanno per essere accettati in Europa e iniziare una nuova vita, o è una sorta di trucco?

Risposta: Quando le nazioni si integrano in questo modo c’è sempre un processo di diffusione e quindi è difficile dire quale sia la ragione di questo comportamento.

Credo che i musulmani si convertiranno al cristianesimo proprio come molti europei si sono convertiti all’Islam, ma non saranno in molti, perché i musulmani hanno un forte senso di mutua garanzia e di responsabilità e, naturalmente, la punizione secondo la loro fede è molto più severa di quanto lo sia secondo qualsiasi altra fede. Quando si convertono al cristianesimo rischiano le loro vite.

Pertanto, non credo che ci sarà un movimento di conversione al cristianesimo. Forse i politici e i politologi occidentali esagerano di proposito, pubblicizzando questo fenomeno al fine di attenuare il processo opposto degli europei che si convertono all’Islam.
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Dalla trasmissione di Kab TV “Notizie con Michael Laitman” 13/04/16

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La responsabilità di un Kabbalista

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nel corso della storia umana, non vi è stato neanche un solo giorno senza guerra nel mondo. Anche ai nostri giorni ci sono molte guerre crudeli. Perché anche uomini evoluti come i Kabbalisti soffrono per questo?

Risposta: I Kabbalisti soffrono ancora di più degli altri perché si sentono responsabili verso tutti. Loro sentono l’enorme massa di sofferenze che la guerra porta con sé. Inoltre, sperimentano anche l’enorme massa di piacere che l’umanità potrebbe ottenere al posto della sofferenza se investisse un po’ di sforzo per correggersi.

Il Kabbalista in relazione all’uomo normale è come un adulto in relazione ad un bambino. Un bambino malato soffre solo a causa della malattia, mentre l’adulto vicino a lui soffre molto di più ed è pronto a prendere su di sé tutto il dolore del bambino.

A proposito di questo è detto: “Chi accresce la conoscenza, accresce il dolore” (Ecclesiaste 1:18). A questo proposito dobbiamo unirci, superare rapidamente questo periodo di sofferenza e di guerra, ed entrare nella sensazione del mondo superiore.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 14/02/16

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Portare il bene al mondo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come ci si può perdonare se sappiamo di esserci comportati in modo terribile, cattivo e basso?

Risposta: Questo non è l’approccio giusto. Non hai fatto nulla di proposito. È il Creatore che ha fatto tutto attraverso di te, poiché “Non esiste nulla tranne Lui”.

Pertanto, non ci si deve incolpare per niente, e nessuno deve incolpare gli altri intorno a sé in quanto non hanno fatto niente di proposito. Il Creatore fa tutto!

Egli porta la bontà nascosta nel mondo, la quale si rivela nel nostro mondo come male. Se ci comporteremo correttamente, ovvero, nel Suo nome, inizieremo a portare all’umanità la bontà rivelata e il mondo diventerà buono.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 14/02/16

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La Rivelazione del Creatore

Dr. Michael LaitmanLa Torah descrive le caratteristiche spirituali, non quelle fisiche dell’uomo. Per esempio, in ognuno esiste la caratteristica di “Mosè”. Persino il Creatore esiste in ognuno di noi. Dopo tutto, l’uomo è un mondo nel quale c’è assolutamente ogni cosa!

Pertanto, la Torah parla di come ognuno può bilanciare il proprio mondo interiore e connetterlo, correggerlo, regolarlo e calibrarlo correttamente.

Solo allora l’uomo lo potrà usare per rivelare il Creatore attraverso la corretta interazione di tutte le sue parti. L’armonia interiore che si è formata dentro l’uomo, gli dà la sensazione dell’esistenza del superiore. Questa è la forza che sistema, bilancia e governa ogni cosa.

Quando tutte le parti si bilanciano e si completano l’una con l’altra dentro di noi, non rimane nulla che possa lavorare in maniera corrotta, così prende forma la caratteristica corretta chiamata il Creatore. Questa è la rivelazione del Creatore.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” del 12/04/15

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Nel percorso della correzione

Dr Michael LaitmanDomanda: Perché l’uomo che inizia il percorso della correzione continua a soffrire? E quindi, qual è la differenza tra il “percorso della Torah” ed il “percorso della sofferenza?”

Risposta: L’uomo nel percorso della correzione deve anche discernere che la sofferenza che ottiene, che lo attira verso la correzione, è chiamata sofferenza d’amore.

Quando si dà ad un bambino un compito, lui non soffre. Queste sono azioni che il bambino deve realizzare, ed in questo modo lui avanza verso uno stato migliore. Se egli percepisce questo correttamente, tutto il percorso diventa un modo per scoprire se stesso.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 14/02/16

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Ynet: “Sembra una forma moderna di diffamazione razziale”

Pubblicato nella mia rubrica settimanale su Ynet: “Sembra una forma moderna di diffamazione razziale”

La difficile storia del popolo d’Israele non ci ha reso esperti nella cura della malattia dell’antisemitismo. Ora che il pericolo è alle porte, ma possiamo ancora scegliere di agire, dobbiamo fare una cura preventiva. Il Dott. Michael Laitman decodifica il meccanismo celato dietro il fenomeno dell’antisemitismo di quei leader e politici che sono contro la nazione di Israele, e ci sfida a fare esperimenti sociali volti a neutralizzare l’odio contro di noi.

Attualmente il canale Channel 10 News sta trasmettendo un documentario a puntate che rivela la portata del boicottaggio contro Israele da parte delle istituzioni accademiche degli Stati Uniti. Quindi non si tratta più solo dell’Unione Europea o del Ministro degli Esteri svedese, ma il veleno e l’odio contro Israele si sono diffusi anche tra i cittadini del nostro miglior amico: gli Stati Uniti d’America. Sempre più uomini di stato, leader politici, accademici e figure chiave in molti settori esprimono liberamente ed apertamente la loro intransigente ostilità nei confronti di Israele.

Esperti di Spicco, Risultati zero

Per poter gestire l’ondata di odio virale, Israele ha ottenuto l’appoggio di ministri dell’informazione, uomini d’affari e rappresentanti da tutto il mondo ed ha lanciato costose campagne via internet.

Comunque, nonostante la significativa assegnazione di risorse, l’immagine di Israele non è migliorata ed il problema permane. Purtroppo aumenta l’antisemitismo, l’opinione pubblica mondiale si è arresa ad una percezione anti israeliana e si rafforza il razzismo contro di noi.

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(Il veleno e l’odio contro Israele sono arrivati ovunque) (Foto: citizenside.com)

 

L’antisemitismo è stato la nostra eredità per anni e non ha mai avuto alcuna spiegazione logica. L’opinione globale è supportata da un forte sentimento interiore, in base al quale Israele e gli ebrei sono da biasimare per tutti i guai e le crisi nel mondo. Sembra che la necessità di condannare Israele, annichilirlo ed eliminarlo, stia nel subconscio delle nazioni del mondo ed in tempi recenti essa viene espressa con forza a livello militare.

Cosa vogliono da noi?

Henry Ford, uno dei maggiori antisemiti, pubblicò una serie di opuscoli intitolata “The International Jew” (l’ebreo internazionale). Tra le varie cose egli scrisse: “L’ebreo è stato troppo a lungo abituato a pensare a se stesso come l’unico a poter rivendicare l’umanitarismo della società; la società ha una grande richiesta nei suoi confronti: che smetta di sentirsi esclusivo, che smetta di sfruttare il mondo, che smetta di creare gruppi ebraici, che smetta con i suoi guadagni e che inizi ad adempiere, in un modo in cui la sua esclusività non gli ha mai permesso di fare, l’antica profezia in base alla quale, tramite lui, tutte le nazioni sulla terra verranno benedette”. Ford è un esempio tra tanti.

Secondo la saggezza della Kabbalah non vi è motivo di sorprendersi. L’antico odio per Israele ha naturalmente radici in ogni persona (1). Inoltre, vi è una connessione diretta tra l’odio per Israele ed il sistema di rapporti tra la gente di Israele. L’origine di questo risale a circa 3500 anni fa, quando decidemmo di seguire le orme di un sacerdote babilonese chiamato Abramo. Abramo insegnò ai babilonesi come difendere l’unione quale massimo valore, nonostante l’ego che divide, che porta le persone all’odio reciproco (2).

Contro la forza che separa si può utilizzare la forza che connette. La sua funzione è quella di collegare le varie parti, connetterle e portare l’unione. Il popolo di Israele, per primo, deve realizzare questo processo. La connessione deve avvenire qui tra di noi, perché noi siamo coloro che per primi applicarono il metodo della connessione chiamato saggezza della Kabbalah (3). Nel momento in cui ci uniremo, in tutto il mondo si diffonderà una forza positiva, una forza capace di operare prodigi (4).

Unirsi Contro l’Antisemitismo che si trova dentro in Noi

Ai piedi del monte Sinai, Israele affrontò un ulteriore dilemma, nel momento in cui fu messo di fronte ad una scelta inequivocabile: responsabilità reciproca o odio infondato, tutto o niente. Con uno sforzo titanico Israele conquistò la montagna d’odio ed i suoi componenti si connessero “Come un unico cuore”. Da lì la strada per la terra di Israele, la costruzione del Tempio e la prosperità, fu breve, finché il veleno dell’odio infondato dilagò di nuovo tra il popolo, il Tempio fu distrutto e noi andammo in esilio (5).

Da allora sono passati 2000 anni e, anche se siamo tornati in quella terra, ci comportiamo ancora come se fossimo in esilio. Tribù e comunità divise si allontanano le une dalle altre, si auto gratificano invece di costruire un’unica comunità, sottolineano e sanciscono le differenze invece di costruire ciò che unisce e siamo davvero separati dalle nostre radici spirituali (6). Il mondo si aspetta che noi siamo “Luce per le nazioni” (Isaia 49:6) e che forniamo il buon esempio della società modello, nella quale tutti vivono in connessione ed amore fraterno al di sopra di tutte le differenze (7).

Siamo stati colpiti da ondate di moderno antisemitismo, tuttavia dobbiamo usarle per ricordarci del ruolo di cui gli ebrei sono investiti: fare unire il mondo “Come un solo uomo con un solo cuore”.

Secondo la Kabbalah l’antisemitismo è una legge della natura che può essere misurata. Sfidiamo noi stessi ed organizziamo uno studio sperimentale a livello nazionale, uno strumento pratico tramite il quale testare su noi stessi l’immensità della forza di connessione. Per un breve periodo di tempo proviamo a creare un’atmosfera calda, comprensiva e di connessione nelle relazioni tra noi, al di sopra dei sentimenti freddi, al di sopra dell’alienazione e dell’indifferenza, così vedremo come un cambiamento di atteggiamento nei confronti degli altri porti ad una riduzione significativa dell’odio nei nostri confronti (e nel mondo migliorano i rapporti politici, produttivi e gli atteggiamenti amichevoli verso di noi) (8).

NOTE:

1. “È un fatto che Israele sia odiato da tutte le nazioni per ragioni religiose, razziali, capitalistiche, comuniste o cosmopolite, ecc. Questo avviene perché l’odio anticipa ogni motivazione ma ciascuno risolve il proprio odio in base alla propria psicologia”. Rav Yehudah Ashlag (Baal HaSulam), The Writings of the Last Generation (gli scritti dell’ultima generazione), prima parte, sezione nove.

2. “Non vi è mai stata benevolenza come con Abramo…. Ed egli portò pace tra un individuo ed il suo simile poiché egli fu il padre di molte nazioni, poiché egli è colui che unisce e porta la pace tra tutte le creature”. Gevurot HaShem, capitolo 6.

3. “Spetta inoltre alla nazione di Israele qualificare se stessa e tutta la gente del mondo, per svilupparsi fino ad assumersi il sublime lavoro dell’amore per gli altri, che è la scala verso lo scopo della Creazione, ovvero, la Dvekut (adesione) a Lui”. Rav Yehudah Ashlag (Baal HaSulam), “The Arvut (Mutual Guarantee)” (l’arvut, garanzia reciproca), sezione 20.

4. “Tramite il popolo d’Israele, che è più preparato di tutti gli altri popoli ad avvicinarsi al Creatore, verrà concessa l’abbondanza a tutti gli altri popoli”. Rav Baruch Shalom HaLevi Ashlag (Rabash), “Letters” (lettere), lettera 18.

5. “La casa fu distrutta a causa dell’odio infondato. I loro cuori si divisero ed essi furono separati e non furono degni di un Tempio che è l’unificazione di Israele”. Il rabbino Israel Segal, “Netzah Israel”, capitolo 4.
Tratto da: http://www.huffingtonpost.com/michael-laitman/when-we-are-united-isis-i_b_8717558.html

6. “Dispiace dovere ammettere che uno dei meriti più preziosi che abbiamo perduto durante l’esilio, ed il più importante, è la consapevolezza della nazionalità, cioè quel sentimento naturale che connette e sostiene ciascuna nazione. I legami di amore che connettono la nazione, così naturali e primitivi in tutte le nazioni, sono degenerati e si sono allontanati dai nostri cuori e si sono dissolti”. Rav Yehudah Ashlag (Baal HaSulam), “The Nation” (la nazione).

7. “Israele porta Luce al mondo, com’è detto (Isaia 60:3): ‘E le nazioni cammineranno alla tua luce’”, Midrash Rabbah, Shir HaShirim, sezione 4, versetto 2.

8. “Quando Israele verrà innalzato secondo la sua vera caratteristica interiore, dando così al mondo una forma nuova e corretta, allora non solo Israele verrà innalzato ma anche il mondo intero. Avrà inizio quindi, una nuova era, nella quale non vi sarà commistione con la corruzione maligna; malvagità e riottosità non vi si opporranno affatto, rabbia e tristezza non potranno dominarvi e le preoccupazioni per l’equilibrio del mondo non troveranno posto nei cuori. Allora la forza brutale verrà eliminata e la spada perderà la sua importanza e cadrà in rovina”. Rav Raiah Kook, “Ein Aya”, Shabbat 2, Gerusalemme 5660, pagine 98-99.

9. H. Ford (1949), The International Jew: the World’s Foremost Problem (l’ebreo internazionale: il principale problema del mondo), , Library of Alexandria, pagine 51-52.
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Il Mare Finale: Yam Suf

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa rappresenta il Mare Finale [Mar Rosso]?

Risposta: Il Mare Finale (in ebraico Yam Suf) è il confine tra l’ego e la liberazione da esso. Non è ancora altruismo, non è amore e dazione, ma l’uscita dall’ego.

Al confine tra l’egoismo e l’altruismo si trova la barriera d’acqua. L’acqua ha due qualità: da un lato la qualità del cosiddetto Gevurot, cioè le leggi severe, le forze rigide, e dall’altro le forze della misericordia e dell’amore.

L’acqua composta di queste due forze rappresenta il confine che divide l’Egitto (il mondo egoistico) e il mondo altruistico. Pertanto, è necessario passare, cioè sfondare la parte dell’acqua che rappresenta la forza rigida che protegge l’Egitto e che non permette di uscirne.

Se l’uomo riesce a passare questo muro d’acqua, entra nel liquido amniotico che inizia a svilupparlo come un feto nel grembo della madre. Ma egli deve odiare l’ego così tanto da essere in grado di sbarazzarsene. E allora le acque si divideranno.
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L’egoismo e le piaghe d’Egitto

Dr. Michael LaitmanDomanda: In che modo l’ego percepisce le piaghe d’Egitto?

Risposta: Le piaghe d’Egitto si percepiscono una volta che l’ego è costruito nella forma di Egitto e nell’uomo viene creato il Faraone, il quale è l’opposto della nazione di Israele e di Mosè. Questi colpi sono necessari per strapparci via dall’ego e per prepararci a staccarci da esso.

Domanda: Non capisco come possiamo salire al di sopra dell’ego e amarlo allo stesso tempo. Siamo abituati a sopprimere il nostro ego per sradicarlo in ogni modo possibile, quindi cosa significa salire al di sopra di esso?

Risposta: Significa che devi concentrare i tuoi desideri a riempire gli altri, e a riceverne piacere.

Domanda: Come posso capire che l’ego è il male, se i gruppi non ne parlano e cercano di offuscarlo giocando ai giochi dell’amore?

Risposta: Dobbiamo parlarne!
[181781]

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La saggezza della Kabbalah non si occupa di miracoli

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nelle diverse religioni ci sono delle persone che affermano di aver raggiunto la santità e la rivelazione dei miracoli, ci sono persone con capacità speciali nella saggezza della Kabbalah?

Risposta: Il kabbalista non si coinvolge nei miracoli. Tutto quello che il kabbalista raggiunge è interiore ed egli non può esibire i suoi conseguimenti davanti a nessuno, non lo farà mai.

Non ha senso forzarlo a mostrare qualche trucco. Non funzionerà. Non esistono i miracoli nel nostro mondo. Se non conosciamo e riconosciamo le leggi della natura, certi fenomeni possono apparirci dei miracoli.

Se accendi un fiammifero di fronte ad un uomo di Neanderthal, vissuto dai 350,000 ai 600,000 anni fa, si domanderà come lo hai fatto e penserà che il fuoco esca dal tuo dito, si inchinerà anche davanti a te pensando che tu sia una creatura di un altro mondo. Tutto dipende dal livello relativo tra due persone.

Commento: Quando gli spagnoli scoprirono l’America, i nativi americani li ricevettero come dei.

Risposta: E gli spagnoli diedero loro pezzi di vetro in cambio di tonnellate di oro.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo del 24/01/16

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