Aggrapparsi al Creatore

Dr. Michael LaitmanDal Midrash, “BeShalach”: I giusti nel popolo dissero a gran voce: “Realizziamo la volontà del Creatore con pazienza”; quelli che sono deboli dovrebbero dividersi in quattro gruppi. Ognuno di loro pensa di avere il piano giusto.

I rappresentanti delle tribu di Ruben, Shimon e Issachar si spaventarono e decisero che era meglio gettarsi in mare che combattere con gli Egiziani. Mosè li calmo “Non abbiate paura, state calmi e vedrete che il Creatore vi salverà”

Le tribu di Zabulon, Giuda e Giuseppe urlarono: “Andiamo e combattiamo l’Egitto”. Ma Mose li corresse: “Il Creatore combatterà per voi”. Le tribu di Dan, Gad e Asher suggerirono di invadere l’accampamento degli Egiziani e di provocare il terrore in quei posti. “No,” disse Mosè “State quà ed abbandonate questo piano”.

Questo brano ci parla della divisione di Israele in dodici tribu che anelano il Creatore ma che non possono unirsi in una nazione visto che sono incarnati secondo tre linee: la destra, la sinistra e quella di mezzo. Visto che ci sono quattro fasi di sviluppo in ciascuna linea, tre volte quattro sono le dodici tribù. Non dobbiamo mescolarle visto che esse avanzano secondo un certo ordine, in colonne separate nel deserto.

Tutti i problemi e i disaccordi tra di loro sono necessari per capire che solo il Creatore le può aiutare. Quindi esse devono aderire a Lui e non andare avanti o stare in un posto o attaccare i desideri cercando di distruggerli o di scappare da essi.

In altri termini tutto quello che succede attorno a loro è disposto dal Creatore e succede proprio lì dove sono, “Non c’è nulla tranne Lui”. L’unica cosa che rimane è collegarsi a Lui e Lui risolverà tutto. Tutti i problemi ci sono dati per poter raggiungere l’unità.

Ma allo stesso tempo, tutti i nostri attribùti ed i nostri impulsi ci fanno a pezzi. Abbiamo paura di rimanere nello stato egoistico e non siamo capaci di lasciarlo; e quindi abbiamo paura.

La sola soluzione è di continuare nello stato che è stato inviato dall’alto dal Creatore, realizzando che la paura non è dovuta al timore per gli Egiziani, senza che ci sia un’importanza per la forma con cui questi desideri egoistici si manifestano, ma è paura del Creatore. Questa è già un tipo diverso di paura, la paura della grandezza del Creatore. Se noi abbiamo quella paura, non possiamo avere paura degli Egiziani, del nostro ego.

Inoltre, Mosè continua e dice: “Non abbiate paura siate calmi, il Creatore combatterà per voi, Egli vi salverà”. Quindi tutti i desideri di ciascuno dovrebbero essere connessi al Creatore.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 30.04.2014

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Un GPS sulla strada della vita

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se studio la Kabbalah, saprò delle mie incarnazioni precedenti e il mio futuro in modo da portare ordine nella mia vita? Ora sto vivendo solo per oggi, per questo momento, senza sapere che cosa può accadere domani.

Risposta: Prima di tutto, una persona impara esattamente con quello che gli viene dato, la libertà di scelta, con che cosa sono i suoi limiti e come può influenzare il suo destino. Egli sa di ciò che lo attende in ogni situazione e in ogni passo. Lui vede due strade davanti, e ha la possibilità di scegliere fra una via buona o una via del male.

La via del male è il percorso della sofferenza nel quale il destino ci spinge e ci sprona giorno dopo giorno attraverso colpi e poke. Però noi abbiamo la possibilità di scegliere la via della Luce nella quale possiamo usare le forze della natura che sono nascoste dentro di noi e portarci avanti, anche prima che arrivino i colpi.

La saggezza della Kabbalah ci insegna a desiderare costantemente il prossimo scopo, in tale modo e maniera da avanzare più velocemente rispetto ai colpi che arrivano e stanno rotolando dietro di noi.

Domanda: Una persona è pronta a evitare i colpi del destino?

Risposta: Una persona è preparata per portarsi fuori da sotto un colpo. Questo può essere anche per un popolo intero.

Domanda: È possibile capire quale sia la stazione successiva, è sulla tua via di vita, anche prima di raggiungerla?

Risposta: Certo che è possibile perché la saggezza della Kabbalah apre e rivela davanti a noi il programma intero, e con l’aiuto delle forze spirituali, scopriremo in quale forma dovremo connetterci per avanzare alla prossima fase, per passare attraverso di essa senza intoppi e facilmente.

La saggezza della Kabbalah ci rende possibile avanzare nella vita come se avessimo un GPS che ci dice costantemente qual è il modo migliore, quando andare a destra o a sinistra. Rivela ad una persona l’intera cartina del suo passato e futuro e in generale ogni secondo nella storia dell’umanità, non solo la storia di questo mondo, ma anche fra le incarnazione terrene.

Adesso l’umanità ha raggiunto uno stato unico in tutta la sua storia in quanto si trova in un vicolo cieco. Però questo è in realtà un buono stato alla fine ci obbliga a capire dove siamo e perché questo sta succedendo. Questa situazione critica ci forzerà a chiarire la domanda del significato delle nostre vite. Poi scopriremo quel che abbiamo bisogno di fare e vedremo quale ricompensa riceveremo in cambio.
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Dal Programma di Radio Israeliano 103FM, 15.02.2015

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Accorciare la lunga strada

L’anno del Creatore

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico,” 25:1 – 25:5: E il Signore parlò con Mosè sul Monte Sinai, dicendo, Parla con i figli d’Israele e tu dirai loro: Potete seminare il vostro campo per sei anni, e per sei anni potare il vostro vigneto, e raccogliere il prodotto. Però nel settimo anno, la terra deve avere riposo assoluto, un Sabato in onore del Signore; non seminerai il tuo campo, ne poterai il tuo vigneto. Tu non devi raccogliere dopo la crescita del tuo raccolto, e non devi raccogliere le uve che avevi accantonato [per te stesso], [per] sarà un anno di completo riposo per la terra.

Al primo sguardo sembra che nella sezione settimanale della Torà Ba’har ci vengono date le leggi che ci dicono come lavorare la terra, far crescere le colture, e coltivare la terra. Però se esaminiamo questa sezione dalla prospettiva dei nostri desideri interiori che sono divisi nella natura inanimata, vegetale, animata, e parlante (i quattro livelli del desiderio egoistico), potremo capire come focalizzare noi stessi verso la correzione nel nostro lavoro spirituale.

I desideri sul livello della natura inanimata, per esempio, non si sviluppano o si sviluppano così lentamente che non sentono il loro sviluppo durante la loro esistenza, il che significa durante il ciclo intero della vita. I desideri che si mantengono su un livello fisso appartengono al livello della natura inanimata. Io non voglio cambiarli ma devo fare lo sforzo in modo da ottenere ciò.

Diciamo che devo costantemente amare e prendermi cura dei miei amici. Cioè, il mio livello di interazione con loro è costante e non-vivo perché non lo sviluppo. Però allo stesso tempo, il livello stesso si sviluppa perché costantemente lavoro sulla sua stabilità. Quando rimaniamo sul livello della natura il nostro carattere non cambia, ma saliamo a un livello ancora più alto. Dunque la nostra mutualità, amore, e la nostra incorporazione a vicenda, la comprensione che condividiamo e il supporto, costantemente cambiano.

Domanda: Significa che i rapporti reciproci fra gli amici diventano più forti se salgono ad un livello ancora più alto?

Risposta: Diventano più forti, ma sarà quando metto a fuoco tutte le mie azioni mantenendo la stabilità della natura dei nostri rapporti reciproci. Immaginate in quale misura il livello della natura immobile sia ora vivo poiché appartiene a me e non alla natura esterna che mi circonda.

Domanda: Allora che cosa simbolizza il nostro desiderio vegetale sul livello vegetale? La Torà dice: Puoi seminare il tuo campo per sei anni, e per sei anni puoi potare il tuo vigneto, e raccogliere il suo prodotto.

Risposta: Questo significa che elaboro il processo del livello vegetale del desiderio, che significa che includo tutti i miei pensieri e desideri indipendenti allo scopo di mantenere i rapporti con l’amico in una più forte unità bilaterale, in garanzia reciproca.

Li sviluppo sui successivi livelli quando li innalzo dal livello inanimato al livello vegetale e poi al livello animato ed al livello parlante. Su questi livelli io costantemente assicuro che tutte le mie azioni appartengano alla natura inanimata e questo è il modo in cui mantengo il livello fisso di rapporti reciproci.

Il settimo anno è un’azione molto speciale, nel quale grazie al fatto che ho lavorato su tutti i miei sei parametri (Hesed, Gevura, Tifferet, Netzach, Hod, Yesod), ricevo dall’Alto il prossimo livello di ascesa.

Salto su di esso come un numero nel contattore senza qualsiasi sforzo addizionale da parte mia. Nel settimo anno non faccio nulla, perché tutto mi viene dall’Alto.

In altre parole, il livello della natura inanimata sembra solo come la natura inanimata a noi, poiché ne derivano tutti gli altri livelli. Per avanzare devo lavorare con il primo livello inanimato, il quale è simboleggiato dalla terra.

Poi devo lavorare con il livello del vegetale sulla terra, in modo da produrre frutti per nutrire me stesso. Allo scopo di farlo, aro e semino la terra con l’aiuto di un particolare tipo di livello animato (bestie) che fu creato in modo da poterlo usare allo scopo di svilupparci.

Quando riceviamo i frutti della terra dobbiamo usarli allo scopo di nutrire la terra in forma di concime. Questo viene fatto sia con il livello animato che con il livello vegetale. Poi li cambio in cibo per i livelli vegetale, animato e umano.

Si scopre che il livello immobile della natura nutre l’intero ciclo, e così quando arrivo al settimo anno non lavoro perché Malchut si connette e opera sulla Luce che Ritorna (Ohr Hozer) e tutto ciò che ho fatto irrompe da sotto. Così, quando connetto il lavoro fatto posso venire in contatto con il Creatore.

Questa è la ragione per cui il settimo anno si chiama l’anno del Creatore. Tutto ciò che ho creato dal mio sforzo viene versato in questo anno, ricevendo la potenza della Luce che mi alza al successivo livello. Non posso alzare me stesso. Quando internamente compio tutti gli sforzi sui quattro tipi di desiderio. Completo il lavoro e vado al livello successivo dove la stessa cosa succede ma in una qualità diversa ed io subisco un’esperienza totalmente diversa.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 16.07.2014

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 31.03.2015

Scritti di Rabash, articoli “I gradini della Scala”, articolo 19 (1985)
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Scritti del ARI, “Shaar HaKavanot“, Pesach
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “Esilio e Redenzione”
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Porre fine ai vecchi miti della saggezza della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: I miei conoscenti mi dicono che è pericoloso studiare la saggezza della Kabbalah perché si può diventare matto. È vero che è così pericoloso e che uno si dovrebbe guardarsi dallo studio?

Risposta: Nella “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot,” testo principale per lo studio della saggezza della Kabbalah, è scritto che i Kabbalisti hanno diffuso intenzionalmente la voce che è pericoloso studiare la saggezza della Kabbalah perché non volevano persone che venissero a studiare. Così la saggezza della Kabbalah è stata nascosta dal tempo della distruzione del Beit HaMikdash (Tempio) quasi fino ai nostri giorni.

Doveva succedere così perché l’umanità si è dovuta sviluppare e il popolo d’Israele è dovuto andare in esilio. L’esilio è anche distacco dalla saggezza della Kabbalah, dalla saggezza del sistema, e affondamento nel buio. Così siamo stati nel buio per 2 000 anni e questo mito della saggezza della Kabbalah è esistito fino ad oggi. Però furono divulgati dagli stessi Kabbalisti per tenere le persone lontane dalla saggezza della Kabbalah fino a quando sarebbe arrivato il suo tempo.

E oggi tutto è proprio l’opposto. Proprio come tutto il nostro mondo si è trasformato, così è cambiata anche l’attitudine verso la saggezza della Kabbalah. I Kabbalisti scrivono che ai nostri giorni e oltre, tutti devono scoprire la saggezza della Kabbalah e vedere ciò che dà il popolo d’Israele. Questo è perché non possiamo più risolvere i nostri problemi né esistere senza di essa.

Allora non si deve avere paura di nulla. È possibile aprire il libro e studiare, e ci sono tanti libri che sono adatti ai principianti, uomini e donne.

Domanda: Allora ne consegue che negli anni recenti l’umanità ha raggiunto una fase nella quale la saggezza della Kabbalah deve essere studiata da tutti? In precedenza non era così ed esisteva anche un divieto al suo studio. Però oggi l’umanità si trova in un tale vicolo cieco che l’unica uscita è imparare riguardo alla vita che esiste oltre questi confini.

Risposta: Questa è in particolare la stessa uscita rivelata attraverso lo studio della saggezza della Kabbalah che ci porta fuori dal vicolo cieco nel quale ci troviamo ora.

Domanda: Lei che cosa intende con “oltre i confini della vita”?

Risposta: Cioè oltre i confini della vita della nostra corruzione, una vita in un mondo corretto. Il mondo continua ad agire secondo leggi determinate e nulla è cambiato oltre alla nostra attitudine. La saggezza della Kabbalah ci spiega come possiamo gestire le forze e la rete di connessione fra noi in modo che tutti saranno connessi nel modo giusto.

Raggiungiamo una tale armonia, una tale unità nei rapporti fra noi, che scopriremo una forza unica fra noi che ci aiuta a salire oltre questa vita che sta dentro il corpo e solo per il suo bene. Cominciamo a sentire la vita su un livello più alto, e in questa maniera andiamo fuori oltre i limiti di questo mondo, di questa vita.

Domanda: Uno non deve essere un grande saggio per questo?

Risposta: Questo è accessibile a tutti. In casa nostra c’è un frigorifero, una stufa, un forno a microonde; sai come funzionano? Anche se non lo sai, questo non ti impedisce di usarli.

Nello stesso modo ci sono stati Kabbalisti saggi che hanno creato il metodo, come un microonde. E ci sono persone comuni alle quali basta solo imparare ad usarlo. Ognuno deve imparare in una certa misura, similmente a come dobbiamo conoscere il funzionamento del microonde, in termini di quale bottone premere e come cambiare gli stati.
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Dal programma di radio Israeliano 103FM, 15.02.2015

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Detronizzare il vecchio pazzo Re

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa c’è che non va nelle azioni di dazione che risultano essere per noi stessi?

Risposta: Non c’è nulla di sbagliato da parte della persona, ma solamente dalla parte del Creatore Il Creatore organizza per noi una condizione nella quale a noi può sembrare di stare donando: compiamo delle azioni e pensiamo di stare donando, ma poi scopriamo che si era trattato di un’azione egoistica al fine di ricevere.

Ma io volevo donare con tutto il mio cuore e allo stesso tempo non avevo capito che agivo egoisticamente, al fine di ricevere, allora perché la mia azione non è considerata in base alle mie intenzioni? Viene fatto di proposito, in modo che una persona cresca. Mi deve essere mostrato che il mio ego continua a crescere.

Se vedo che ho fatto qualcosa per me stesso, significa che sono già asceso ad un livello superiore e da lì vedo le mie precedenti azioni e stabilisco che erano al fine di ricevere. Stabilire questo fatto è già un segno di avanzamento.

Il Creatore continua ad innalzare il Faraone dentro di me e mi dà la forza per affrontarlo. E’ una specie di gioco che finisce quando prendo la giusta decisione e sono pronto per il cambiamento nel quale, invece di lasciare che sia il Faraone che mi soddisfa, dovrebbe essere il Creatore che mi riempie totalmente, non lasciandomi alcun modo per ritornare al vecchio io.

Ciò significa che attraverso 49 porte di impurità, scopro che sono totalmente sommerso nel mio ego, e voglio che il suo controllo sia sostituito dal controllo del Creatore. Siamo in schiavitù; siamo semplicemente il desiderio di ricevere che sa solo una cosa: di essere guidato.

Questo è ciò che dobbiamo capire. Oggi, l’umanità deve comprendere attraverso la sofferenza che siamo sotto il dominio della natura e non al di sopra della natura; cioè, è la natura che ci fa funzionare. Possiamo solamente scegliere sotto quale dominio vogliamo essere. Primo, noi amiamo il nostro desiderio di ricevere e vogliamo stare in esso. Facciamo di tutto per questo desiderio e non lo distinguiamo da noi. Per noi è la cosa più preziosa.

Il problema è che io non lo distinguo da me stesso. Cerco di separarlo da me e di vedermi da un lato, come se fossi guidato da una forza aliena; salgo le scale per comprendere l’impurità, passo attraverso le 49 porte dell’impurità. Questa è la cosa più importante.

La Luce di AB-SAG che arriva dall’Alto compie la differenziazione mostrandomi che io non sono il desiderio di ricevere. Sebbene questo desiderio sia in me e controlli la mia mente ed il mio cuore, io mi voglio staccare da esso, separarmene. In questo modo, mi rendo chiaro che attraverso le 49 porte dell’impurità fino a che non percepisco il bisogno di sostituire un dominio con l’altro.

Io voglio essere governato, ma non voglio che sia il dominio egoistico che mi è stato dato dal Creatore dalla nascita, dal “vecchio pazzo re”. Se voglio essere dominato dal Creatore, devo attirarLo verso di me con la forza, per portarLo dentro di me di modo che Egli mi dominerà. Allora, mi aspetterò un’altra lotta rispetto all’acquisizione delle qualità della ricezione al fine di donare.
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Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 01.04.2014, Gli Scritti del Rabash

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Dr. Michael LaitmanL’opinione (David Dubrovsky, Ricercatore, Capo scienziato al Dipartimento della Teoria Cognitiva dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia delle Scienze di Russia, co-presidente dell’Accademia di Russia del Gabinetto Scientifico per la Metodologia dell’Intelligenza Artificiale): “Il costante peggioramento della crisi ecologica e di altri problemi globali mostra che la nostra società consumistica si sta avvicinando ad un punto morto. Molte persone ne parlano e ne scrivono. Ma non si vedono delle azioni decisive al riguardo.

“Per cambiare la pericolosa traiettoria dello sviluppo della civilizzazione del mondo, dobbiamo cambiare la coscienza tradizionale.

“Il concetto di natura umana esprime un complesso di qualità immutabili dell’individuo sociale, che sono riprodotte in tutte le epoche e tra tutti gli uomini, il che mostra che gli uomini sono condizionati dallo loro natura biologica.

“La questione principale è come cambiare le qualità negative della natura umana: sfrenato consumismo, l’aggressività verso i propri compagni esseri umani, propensione agli eccessi egoistici. La fonte dei nostri problemi sociali si trova in queste cose.

“Non abbiamo una risposta precisa. Probabilmente ci sono solamente due opzioni possibili:

  • Dobbiamo o cambiare la natura biologica dell’uomo ricostruendo il genoma, per cambiare la psiche umana e le funzioni vitali;
  • o prendere la strada di trasferire la mente e la personalità di un individuo in un sistema cibernetico non biologico; cioè, attraverso trasformazioni umanoido-tecnologiche, che è il percorso dell’evoluzione trans-umanistica.”

Il mio commento: Lo scienziato, da parte sua, pensa nel modo corretto. Infatti, l’essere umano non può cambiare la sua natura da solo; questo è possibile solamente attraendo la stessa forza che lo ha reato. Ma questa forza non si trova nel nostro genoma. Possiamo riprogrammare le azioni umane non per noi stessi ma per gli altri, considerare gli altri invece di noi stessi in tutte le occasioni. Ma sarebbe comunque un robot (angelo). Ora, noi siamo dei robot (angeli) che agiscono solamente per se stessi.

Ma lo scopo del nostro sviluppo è di portarci ad uno stato in cui diventiamo i padroni delle due forze, dazione e ricezione, e usandole per il bene della società, diventiamo come il Creatore. Questo cambiamento può essere realizzato solamente attirando verso di noi la forza nascosta (che non esiste in noi) della Luce Superiore, la qualità della totale dazione. Questa è l’essenza della saggezza della Kabbalah, il suo metodo.
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Portare il Bene alle persone

Dr. Michael LaitmanLo Zohar, “Commentario del Sulam,” Capitolo “BaHar”: “Vivi nel paese…” “Vivi nel paese”… si riferisce al posto più elevato possibile, Malchut, in quanto non c’è alcun uomo che possa vivere in Malchut finché il bene non si risveglia in essa, Yesod di Zeir Anpin, poiché Malchut senza Yesod è piena di tribunali severi.

Quando un uomo si è risvegliato con le sue buone azioni, sembra che egli l’abbia “corretta” da solo. Allora, si dice, “vivi nel paese”, vivi in esso, cioè in Malchut, e mangia i suoi frutti e sii felice in essa.

Malchut di Atzilut è questa sola, comune e singola anima. Se, inseguendo il bene e l’amore, e augurandoli a tutto ciò che esiste, mi posso connettere a tutte le creature (natura inanimata, vegetativa, animata e umana) in una sola entità, allora sarò compreso in Malchut.

E’ assolutamente possibile che, all’inizio, mi possa unire ad essa con un po’ del mio egoismo, magari con la sua decima parte. Ciò significa che sta in quanto sarò capace di connettermi a Malchut, facendo sì che si sposti al livello successivo, Zeir Anpin, dove c’è la Luce più elevata. Zeir Anpin adempirà la parte che io ho compiuto in Malchut con la sua buona intenzione.

Lo scopo della nostra correzione sta al cento per cento nell’arrivare dentro l’anima complessiva, dentro Malchut. Perciò, se io risveglio nell’anima il comune desiderio per il bene e per l’amore, allora mi prenderò il mio piccolo posto in essa, il mio punto. Poi, la mia motivazione si eleverà e si manifesterà una Luce superiore su questo punto, la Luce che si raccoglie dentro Malchut.

Vale a dire, noi ci eleviamo verso di essa dal basso, e la Luce Superiore discende in Malchut dall’alto che poi viene riempita con i nostri desideri buoni e con la Luce Superiore. Questo mette fine alla nostra esistenza terrena, e diventiamo abitanti del mondo dell’infinito.

Lo scopo di ognuno di noi è di correggerci fino al raggiungimento di questo stato e di elevarci al mondo dell’infinito. Siamo sulla strada di questo scopo, connettendoci a Malchut con tutti i sentimenti, i pensieri, e i desideri, e piano piano attraversare i 125 livelli spirituali perché ci sono 125 passaggi egoistici dentro di noi.

Domanda: Al fine di sollevarci, dobbiamo manifestare una condizione di amore e di gentilezza. Come lo si rapporta all’unione tra di noi?

Risposta: Solamente nell’unione con tutti gli altri e sforzandomi di connettermi al mondo, per portare il bene alle altre persone attraverso me stesso, avrò l’opportunità di entrare in Malchut. Solamente in questo modo sarò in grado di entrare in contatto con la mia anima. In caso contrario, sono solo un egoista, un animale.

Attraverso l’amore per il mio prossimo, mi muovo verso l’amore per il Creatore, e, e nel desiderio di portare il bene agli altri, accelero la ricezione della Luce superiore al fine di passarla agli altri attraverso di me. Solamente in questo caso conquisto una parte della mia anima.

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 18.06.2014

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Un centauro diventa un uomo

Dr. Michael LaitmanDomanda: È possibile spiegare la Saggezza della Kabbalah nel linguaggio della sociologia moderna?

Risposta: Con che cos’altro è coinvolta la saggezza della Kabbalah se non con la sociologia? La sociologia è una scienza che riguarda la struttura della società. Però la saggezza della Kabbalah parla anche di come innalzare la società al prossimo livello.

Noi, come il resto della natura, ci sviluppiamo dal livello inanimato, vegetale, ed animato e raggiungiamo il livello della bestia che somiglia ad un uomo, come un centauro con la testa di un uomo e il corpo di un cavallo. Esistiamo nella forma così. Ma oggi la nostra testa funziona per il corpo.

E dobbiamo trasformare la situazione in modo che il corpo lavorerà per la testa, per il bene di un’idea. Questo è già un altro livello – il livello di Adamo (Uomo), il quale non esiste nel nostro mondo. In altre parole, il corpo, tutta la nostra vita bestiale, deve essere diretto elevando la testa, verso gli ideali e gli obiettivi del livello successivo.

Abbiamo raggiunto uno stato dove il potere della natura che ci muove (il Creatore) ha smesso di spingere l’umanità in avanti. Non ci costringe ad avanzare perché dobbiamo avanzare attraverso i nostri poteri–innalzandoci alla fase successiva. E al livello su cui siamo già, c’è solo un problema: più ci rimaniamo, peggio sarà.

Mentre ci siamo sviluppati, abbiamo sempre preferito qualche forma nuova di sistema sociale. Attraverso la storia dell’umanità, creando forme nuove di questo sistema, gradualmente abbiamo scoperto le sue mancanze, e poi abbiamo cominciato a sentirci come intollerabili, così facciamo rivoluzioni: sia pacifiche, o rivoluzioni psicologiche, o con la forza, e in questo modo avanziamo, nascendo al livello successivo.

Abbiamo fatto tutto questo involontariamente, spinti dalla forza della natura (il Creatore) che ci spinge avanti. Ci ha mostrato sempre la fase successiva. Però adesso questo non sta succedendo. La prossima fase ci sta davanti, ma a noi non è per niente chiaro perché sia completamente diversa; si tratta di una fase altruistica. Si è scoperta come bisogno per una connessione completa, una dipendenza reciproca collettiva tra noi, e per questo non si capisce come fare.

Adesso stiamo gradualmente cominciando a capire l’insignificanza, la distruttività di quanto la nostra situazione sia miserabile e distruttiva – è troppo matura. E se continuiamo a rimanere in essa, aumentiamo solo la sofferenza. E la prossima fase deve essere rivelata in ogni caso. Però quanta sofferenza viene richiesta per raggiungerla? Pertanto, dobbiamo divulgare, altrimenti l’umanità affonderà in sofferenze terribili.

È possibile raggiungere lo stato successivo solo da un grande desiderio comune. Quindi a differenza delle fasi precedenti, deve continuare a svilupparsi consciamente. Spetta a noi capire questo chiaramente.

Allora dobbiamo divulgare, altrimenti il mondo sarà immerso in grandi problemi. Dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre capacità, e vedremo che questo funziona, nonostante siamo in pochi.
[134113]

Dalla lezione quotidiana della Kabbalah 24.04.2014, Domande e Risposte con Dott. Laitman

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Il Cruciverba

Dr. Michael LaitmanIl Creatore crea il nascondimento e ci fa passare piano piano attraverso le Sue sensazioni in modo che capiremo cosa deve esistere al posto del nascondimento: quale immagine del Creatore dev’essere scoperta in quel posto, che genere di immagine di colui che dona? Questo è un genere di gioco in cui dipende da noi inserire i pezzi mancanti ed indovinare cosa ci dovrebbe essere per completare il quadro completo.

E’ come se riempissi un cruciverba e ci inserissi le lettere mancanti per far apparire la parola. Però qui non si tratta di una parola ma di una particolare immagine, un pezzo della realtà della dazione. Dobbiamo completare da noi questo disegno.

Così ci arrivano le fasi del nascondimento. E se invece delle sensazioni negative e del disaccordo circa il nascondimento, ci rapportiamo ad esso nel modo giusto, allora percepiremo il nascondimento come un luogo di lavoro. Il mio compito è di definire la forma della dazione, il mondo corretto, e le corrette relazioni che devono esistere in questo posto dove, al momento, non vedo nulla, non percepisco e non capisco, senza alcuna sensazione o gusto.

Come completerei questo quadro se invece del Creatore fossi io colui che dona ed avessi le Sue qualità? Se una persona si rapporta creativamente agli stati di nascondimento come questo, allora attraverso di esso la persona sviluppa dentro di sé MAN, la richiesta che il Creatore sia rivelato specificamente in questa forma. Significa, “Rendi il tuo desiderio come il Suo desiderio”. (Pirkei Avot 2:4) In questo modo sviluppiamo e costruiamo in noi stessi l’immagine del Creatore (Bore), il “vieni e vedi” (Bo-Re) che è rivelato nei nostri desideri.

Così è scritto, “I miei figli hanno vinto” (Baba Metzia 59b); noi diventiamo i partner del Creatore. A noi è richiesto solamente un mezzo soldo, che è la preghiera, MAN, la forma della dazione, la forma dei rapporti tra noi ed il Creatore che noi vogliamo scoprire invece del nascondimento. Se ci avviciniamo più o meno alla giusta forma, sarà rivelato.

E se non ci avviciniamo, allora le correzioni, che sono destinate ad aiutarci a scoprire la forma che deve essere rivelata dentro il nascondimento, agiranno su di noi dall’alto. Il Creatore compie su di noi tutti i piccoli esercizi possibili, ci dà degli spunti, usa molti mezzi di cui dispone, e alla fine ci porta a scoprire dentro il nascondimento la forma adeguata della rivelazione, che noi domandiamo.

Noi comprendiamo che la forma della rivelazione è diretta verso la connessione, i comportamenti positivi, e adesso siamo alla ricerca che un tale frammento ci venga rivelato invece del nascondimento. Sarà proprio lo stesso pezzo mancante del desiderio ad assomigliare al Creatore che adesso inizierà ad essere rivelato e a donare su di noi sempre di più. Questo è il modo in cui lavoriamo.

Questo è ciò che si chiama, “Fammi vedere, Ti prego, la Tua gloria” (Esodo 33:18), che renderà possibile vedere solamente attraverso un desiderio preparato, che io modulerò su questa frequenza, gli stessi colori, la stessa forma, in ogni senso in cui è possibile scoprire il Creatore, nelle dieci caratteristiche, le dieci Sefirot.

Se il nostro desiderio è pronto e orientato verso le dieci Sefirot del Creatore, allora Egli ci viene rivelato. La Luce Superiore appare dentro le nostre qualità interiori perché noi abbiamo chiesto a Lui di correggerle. Ne consegue che noi stessi abbiamo creato il Creatore.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del . 02.05.2014, Gli Scritti del Rabash

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