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Pensiamo tutti insieme

Gli studi dimostrano che gran parte della nuova generazione teme il futuro per via del cambiamento climatico, che sta già diventando catastrofico.  La questione più sconcertante è se abbiamo già oltrepassato la linea rossa di catastrofe ambientale oltre la quale non c’è ritorno o no?

Posso rassicurarti che non esiste una linea rossa oltre la quale sarebbe impossibile aggiustare ogni cosa.  Ma il fatto è che ci sembra che abbiamo esaurito ogni mezzo disponibile, e ora il riscaldamento globale, i buchi nell’ozono, e altri problemi climatici inevitabilmente aumenteranno.

Il problema non si trova affatto nelle nostre azioni di proteggere l’ambiente, ma nel fatto che non ci occupiamo di qualcos’altro, la forza più potente ed elevata della natura: le relazioni tra le persone.  Correggendo le relazioni tra la gente, ci consentirebbe di cambiare il clima a livello globale ed eliminare i problemi ambientali più terribili e temuti.

E’ necessario renderci conto che il pensiero umano è la forza più grande che l’umanità possa avere a sua disposizione.  E con l’aiuto del pensiero possiamo cambiare la natura.  Dobbiamo solo capire in quale direzione questo pensiero dovrebbe dirigersi, e cosa dovrebbe essere, a quale stato dovremmo ambire e chiedere che venga realizzato.

Il rimedio più efficace che possa guarire il globo è il riavvicinamento tra le persone e il pensiero globale che il nostro pianeta non si surriscaldi o si rovini come avviene oggi.  Se i bambini sono preoccupati per il futuro del pianeta, allora lasciamo che mettano i genitori sotto pressione e li incoraggino a pensarci insieme.

I giovani, di solito, prendono il problema dell’inquinamento della natura molto seriamente e dividono meticolosamente le immondizie per permettere il loro riutilizzo.  Allo stesso tempo, nulla aiuta, dato che la cosa principale è il potere del pensiero.  Pensiamo tutti insieme a come, tramite la connessione, possiamo proteggere la natura dalla distruzione.

La cosa principale è farlo insieme in modo che ci siano persone intorno a me catturate da questa preoccupazione comune, senza panico ma solo in maniera continua, in ogni momento, giorno dopo giorno, con l’intera famiglia, l’intero paese, l’intero mondo.

Quando ci uniamo in questo modo, e ci preoccupiamo per gli altri, arriviamo a uno stato puro, organico, completamente circolare e interconnesso. E allora, certamente, tutte le forze negative semplicemente scompariranno dal mondo. Se le persone iniziano a pensare in maniera gentile gli uni verso gli altri, allora il clima sul globo si stabilizzerà.  Dopotutto, il nostro pensiero è la forza più potente disponibile in natura.

Sono i nostri pensieri maligni che distruggono il pianeta oggigiorno.  E quindi, nonostante i nostri sforzi di proteggere l’ambiente, nulla aiuterà fino a quando non comprenderemo che solo correggendo le relazioni tra di noi possiamo preservare la natura e correggere le condizioni ecologiche.

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From KabTV’s “Insider Look” 6/13/22

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Cosa fare quando si è bullizzati

Commento: Oggi la parola “bullizzare” è ben conosciuta.  Si tratta di una persona sfortunata che viene bullizzata o tormentata a scuola, nelle istituzioni o su internet.

In Francia, una nuova legge multerà i colpevoli di bullismo, 45000 euro e li condannerà a tre anni di galera. Insegnanti o studenti che siano.

E se viene provato che la vittima ha saltato scuola per via delle molestie subite, la condanna sarà aumentata a otto anni.  Nel caso di tentato suicidio, o suicido commesso di conseguenza al bullismo, la multa arriverà a 150000 euro e la condanna sarà fino a dieci anni.

La legge è stata approvata dal parlamento, con la speranza che una legge così severa possa porre fine al bullismo.

La mia risposta: Quali relazioni possono esistere nelle scuole, per portare alla necessità di adoperare leggi tali? La Francia! La fonte mondiale dell’umanesimo, della libertà e della rivoluzione!

Domanda: Credi che delle misure così severe e rigide possano aiutare?

Risposta: Per non so quale motivo, in ogni parte del mondo, si pensa che la punizione, l’isolamento dalla società per molti anni, possa correggere la società, correggere la persona.  Alla fine, vogliamo che il criminale migliori e che la società possa in qualche modo correggere non solo il criminale, ma anche il difetto inflitto su di lui.

Ma non lo capisco! Tanti vengono incarcerati, per diversi anni, in ogni paese del mondo. Controlliamo le statistiche: nei paesi dove abbiamo il maggior numero di i carcerati,  abbiamo società migliori?

Al contrario. Secondo la legge biblica, non esiste il concetto di “essere in prigione”. Non si tratta di una punizione.  Facendo ciò si toglie alla persona l’opportunità di imparare e in qualche modo migliorare.  La prigione non è un sistema di correzione, nessuno esce dalla prigione riabilitato.

Domanda: Non insegnerà agli altri a non umiliare e uccidere il prossimo?  Non  insegnerà né  li correggerà?  E il denaro non aiuta?  Se si pagano multe salate, questo non aiuterà?

Risposta: forse il denaro sì, potrebbe scuotere un pochino, i suoi genitori (se stiamo parlando della scuola). Ma no, non aiuterà.

Domanda: E quindi qual è la via di uscita?

Risposta: la risposta è di educare le persone fin dalla tenera età, e persino i genitori, prima di partorire.  Bisogna educare i genitori in modo che siano in grado di crescere i propri figli.

La gente dovrebbe avere il permesso dalla società per far nascere e crescere un figlio.

Domanda: e quale tipo di autorizzazione dovrebbe ricevere la scuola?

Risposta: Nello stesso modo, tutto dovrebbe essere indirizzato all’assicurarsi che le persone che partoriamo, produciamo, ed educhiamo, crescano proprio come membri corretti della società.  Sto parlando a livello sociale, non spirituale.

Domanda: Di solito dici “nelle buone relazioni tra di noi, nell’amore tra di noi”.  E’ questa la strada verso lo spirituale?

Risposta: Sì. Anche se non lo sanno, non importa.  Non devono pensare allo spirituale.  Devono pensare alla correzione reciproca corretta.  E in questo riveleranno lo spirituale.

Domanda: Quindi la società dovrebbe esaminare se stessa e non il criminale?

Risposta: La società dovrebbe osservare se stessa.  La società deve coltivare l’atteggiamento corretto verso gli altri.  E nelle relazioni corrette, inizierà improvvisamente a scoprire, proprio in quelle relazioni, delle relazioni completamente diverse, più elevate, che chiamerà il mondo superiore.  Ed è tutto qui, nulla di più.

Oggigiorno, le persone arrivano a questo punto perché vogliono percepire il mondo superiore, e quindi, per necessità iniziano a studiare come trattare gli altri, in maniera positiva, se necessario, per poter percepire il mondo superiore, per comprendere il nostro destino.  Non è una cosa che ci piace, ma è il piano della natura, è il suo significato.  Quindi obbedisco.  Chino la testa e studio queste leggi della gentilezza, l’interazione corretta, e persino le leggi dell’amore.

Quindi, coloro che arrivano alle lezioni di Kabbalah sono gli egoisti più grandi.

Domanda: E quando avviene il loro cambiamento?

Risposta: dopo molti anni.  Stiamo preparando le loro relazioni esterne, la base interna per questo.  Ma è difficile.  Non vogliono, all’inizio, amare il prossimo.

Le persone con un ego molto basso, lasciano il percorso per intraprendere altre pratiche spirituali. Quelle orientali e così via.  Non gli interessa altro.

Ma noi siamo sull’orlo dell’illuminismo, quello vero.

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From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 12/6/22

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Anche il bullo è una vittima

Uno dei fenomeni sociali più dolorosi, ma spesso non rilevato, tra i bambini è l’ostracismo. Di solito avviene quando il capo di un gruppo sociale, come una classe o una squadra sportiva, sceglie un ragazzo come obiettivo da escludere e spinge il resto del gruppo contro la vittima.  Per il ragazzo è un’ esperienza orribile che può segnare la sua giovane anima per il resto della vita. Cosa ancora più grave è che il bullo si sente incoraggiato in questo comportamento, che quindi ripeterà nei confronti della vittima o verso altri giovani. Per curare questo disturbo dobbiamo capire perché i bulli si comportano in questa maniera e come possiamo aiutarli ad adottare modelli comportamentali più positivi.

I bulli prendono di mira ragazzi che ritengono deboli, che non riescono a tenere testa a loro oppure che sono socialmente isolati. Lo scopo del bullo non è tanto far star male il ragazzo quanto di sentirsi bene lui stesso o lei stessa.

Spesso i bulli provengono da famiglie nelle quali hanno sviluppato un senso di insicurezza. Spesso patiscono abusi fisici ed emotivi e si sentono calpestati in famiglia. Per compensare il senso di inferiorità in casa hanno bisogno di sentirsi superiori altrove e cioè in un contesto nel quale sono partecipi, come la scuola o una squadra sportiva. Il problema dell’esclusione, rispetto ad altre forme di bullismo, risiede nel fatto che il bullo “recluta” il resto del gruppo e lo porta a  schierarsi contro la vittima, lasciandola così  socialmente isolata, senza supporto di tipo emotivo. Per un ragazzo o una ragazza, una situazione di questo genere può essere devastante.

Per contrastare questo fenomeno non è sufficiente punire il bullo. Una punizione potrebbe impedirgli di continuare a molestare quella specifica vittima ma non gli impedirà di cercare altre vittime; insomma la sua necessità di vessare qualcuno non passerà. Anzi questo potrebbe indurlo a perseverare la molestia in forma più subdola e minacciosa.

Dunque è essenziale comprendere perché il bullo si comporta in questa maniera e provvedere a compensare le sue mancanze in modo più costruttivo. Ossia, la società dovrebbe compensare le mancanze emotive del bullo, impedendo così che lui  provveda da solo, nuocendo ad altri.

Per natura abbiamo la necessità di stare bene con noi stessi. Se si viene a creare una situazione nella quale ci sentiamo inferiori, non avremo pace fino a quando non saremo risarciti in qualche modo. Quindi se una persona si sente amata e supportata, lui o lei non svilupperà una sensazione di inferiorità e dunque non avrà mai l’esigenza di far sentire gli altri esclusi o  non amati.

Dunque la soluzione al problema del bullismo e soprattutto dell’ostracismo risiede nelle mani della società, bisogna creare un ambiente caldo ed amorevole per tutti i ragazzi in modo che essi possano crescere ed esprimere le proprie qualità uniche in modo socievole e costruttivo, a beneficio dell’intera società.

Se i ragazzi lavorano assieme a progetti che richiedono le capacità di ciascuno, essi impareranno a far affidamento gli uni sugli altri, a fidarsi e a compiacersi dei reciproci talenti. Cosa più importante, impareranno a prendersi cura del gruppo. Anziché sviluppare un senso di invidia, la loro interdipendenza li porterà a sostenersi in quanto riconosceranno che l’abilità di ciascuno giova all’intero gruppo. Quando i ragazzi operano in questa maniera, formano una società armonica dove ciascun individuo è pienamente soddisfatto e capace di prendersi cura di tutti gli altri membri del gruppo.

Educazione. Abbiamo bisogno di ricostruire qualcosa di meglio

Gli ultimi due anni sono stati snervanti per i bambini, i genitori e l’intero sistema educativo. I ricorrenti isolamenti e chiusure non solo hanno influenzato le relazioni sociali dei bambini, ma hanno anche lasciato tutti incerti sul futuro. È chiaro che le cose non saranno come erano fino all’inizio del decennio, ma non è chiaro come saranno. In ogni caso, dato che siamo destinati a fare la spola tra connessioni fisiche e virtuali, tanto vale imparare a creare connessioni significative in entrambi gli ambiti.

La situazione attuale ci ha già spostato dalla nostra precedente visione delle connessioni, ma non ne ha ancora stabilite di nuove in noi. È ancora difficile vedere come sarà il nostro nuovo modo di connetterci, dato che non siamo macchine; ci vuole tempo per crescere in un nuovo modo di operare.

In ogni modo, la natura non guarda mai indietro, ma solo in avanti, quindi una cosa è chiara: ciò che era non tornerà mai più.

Qualsiasi forma assumeremo,  saremo non solo connessi in nuovi modi, ma anche in maniera più positiva di prima.  L’evoluzione della natura avanza sempre verso l’aumento della complessità e dell’integrazione.  Tutto sta diventando più interdipendente, non meno,  questo è vero anche per l’intera umanità.

Eppure, mentre ogni altra specie accetta ciò che la natura detta, senza porsi domande, gli umani sono disconnessi dalla natura e hanno il loro libero arbitrio. La natura ci costringe ancora ad andare per la sua strada, ma ci ha anche dato la nostra volontà, che cresce nella direzione opposta: mentre la natura ci spinge all’incorporazione, noi cerchiamo la separazione. È per questo che gli animali accettano ciò che la natura dà loro e si adattano, mentre noi soffriamo e resistiamo, ma senza successo.

La sofferenza che proviamo è un chiaro svantaggio rispetto al resto del mondo animale, ma gli esseri umani hanno un vantaggio che nessun altro essere vivente ha: invece di essere costretti alla connessione, possiamo pensarci, confrontarla con la separazione e infine sceglierla.  Anche se non abbiamo scelta se non quella di scegliere, alla fine, la connessione, poiché questo è il corso di tutta la creazione, sceglierlo di nostra volontà significa che comprendiamo la logica che c’è dietro, il “pensiero della creazione”, se volete.

Non c’è paragone tra il piacere e la profondità che proviamo quando scegliamo di fare qualcosa rispetto al farlo istintivamente. Questo è il nostro unico vantaggio, il privilegio degli esseri umani sopra ogni altro essere. 

Tutti i colpi che abbiamo subito dall’inizio dei tempi ci hanno portato ad evolverci da cacciatori-raccoglitori a clan, città, paesi, imperi e infine a un villaggio globale. La crescente incorporazione avviene sempre contro la nostra volontà e al costo di innumerevoli vite e sofferenze indescrivibili, ma non è necessario che sia così.  Se capiamo dove stiamo andando e cosa siamo destinati ad acquisire alla fine della strada, possiamo andarci di nostra volontà e aiutarci a vicenda a trascendere la nostra individualità per formare un’umanità consapevole e unita.

I nostri sistemi educativi dovrebbero concentrarsi sull’instillare in noi questa consapevolezza. Questa educazione dovrebbe essere rivolta a tutte le età, nazioni e culture. Se la nostra priorità diventa l’unione, inizieremo a vedere le differenze tra noi come diversità ben accette e le nostre diverse prospettive come un arricchimento della nostra conoscenza. Se non vogliamo più soffrire, ma goderci la strada che stiamo percorrendo, dobbiamo ricostruire il nostro sistema educativo in sincronia con l’intera natura. verso la connessione, la coesione e l’integrazione. 

I bambini segnati dalla guerra

Qualsiasi guerra è orribile, ma una guerra che coinvolge vittime civili lo è molto di più. Tra questi civili, i bambini sono i più vulnerabili. La guerra in Ucraina segnerà i bambini e li cambierà per sempre. Tuttavia, credo che radicherà in loro la convinzione che la guerra non porta nulla di buono, e non c’è modo di giustificare il danno e il dolore che infligge.

In passato, le guerre implicavano l’occupazione, il saccheggio dei beni e la riduzione in schiavitù dei prigionieri. Oggi conquistare un altro paese non ha alcun vantaggio. Cosa farete una volta conquistata la capitale? Dovrete ricostruirla dopo averla rovinata voi stessi.

Il progresso della tecnologia, del mercato internazionale e dell’industria ha reso la guerra irrilevante come mezzo per ottenere rifornimenti e ricchezza. Oggi la guerra è semplicemente superflua, e credo che i bambini di oggi lo percepiscano molto profondamente attraverso i loro genitori e attraverso tutto ciò che essi stessi stanno vivendo. Le esplosioni, il sangue e i cadaveri per strada, il freddo pungente, la paura e l’incertezza stanno ferendo le loro anime, e trasmetteranno le cicatrici che portano ai loro figli e ai figli dei loro figli.

Anche i bambini che non sono sotto la minaccia immediata di razzi e bombe percepiscono ciò che sta accadendo. L’umanità è un unico corpo; quando gli organi di quel corpo combattono l’uno contro l’altro, l’intero corpo soffre, e l’intero corpo impara le lezioni. Perciò spero che le lezioni che i bambini della guerra stanno imparando attraverso il dolore affondino nella coscienza di tutta l’umanità, e che tutti, in tutto il mondo, capiscano e sentano l’inutilità della guerra.

La prossima generazione sentirà che invece di combattere, sarebbe meglio integrare i bisogni dell’altro con il commercio. Sapranno che solo attraverso la cooperazione possono avere successo in questo mondo.

Le conoscenze che i bambini di oggi stanno acquisendo sono inestimabili. Il mio unico rammarico è che le stanno acquisendo attraverso il dolore. Vorrei che potessimo insegnarglielo attraverso una semplice educazione, ma la vita ha scelto per loro un altro modo di insegnare.

Tuttavia, se riusciamo a capire ciò che la realtà ci sta insegnando, che la forza bruta non porta più alla vittoria, ma piuttosto alla collaborazione e alla integrazione reciproca, senza sperimentare la forza bruta in prima persona, questo ci aiuterà a passare a un nuovo stato mentale in cui la guerra non fa parte del paradigma. Ci aiuterà, e aiuterà ancora di più i nostri figli.

 

Didascalia della foto:
Bambini guardano dal finestrino di un autobus dopo essere fuggiti dall’Ucraina in Romania, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, al passaggio di frontiera di Siret, Romania, 12 marzo 2022. REUTERS/Clodagh Kilcoyne

Pubblicizzare il cambio di sesso ai bambini nelle scuole? Assolutamente no!

Mi è stata chiesta la mia posizione riguardo alla divulgazione della legittimità dell’iter dei bambini che stanno cambiando sesso. In Nord America, mi è stato detto, questo è uno degli argomenti più controversi. Quindi, in breve, so che alcune persone si sentono a disagio nel loro corpo e possono sentirsi meglio se cambiano il loro sesso. Ma propagare l’idea ai bambini, che sono suscettibili a qualsiasi nozione che noi adulti installiamo in loro? Assolutamente no! Il fatto che possa essere giusto per alcune persone non significa che dobbiamo renderlo dominante e persino alla moda. Il modo auspicabile è vivere come la natura ci ha fatto: maschio e femmina.

Ho incontrato persone che sentivano di appartenere ad un corpo diverso da quello in cui erano nate. Ho parlato con loro e le capisco. Succede, come succede qualsiasi stranezza. 

Tuttavia, è molto raro e non dovrebbe essere considerato come routine o ordinario. Mi rendo conto che oggi bisogna essere audaci o considerati strani se si ha il coraggio di dire la verità, ma le tendenze che vanno e vengono secondo i capricci egoistici della gente, non cambiano la natura. La natura ci ha creato maschio e femmina e questo è ciò che dovremmo rimanere.

Non c’è una linea chiara tra maschi e femmine. I maschi hanno qualità femminili, così come le femmine hanno tratti maschili. Eppure, ogni persona ha un genere biologico e quel genere è quello dominante, tranne, come ho detto, in casi molto rari.

Quando gli adulti sentono che stanno vivendo nel corpo sbagliato, possono scegliere di eseguire qualsiasi procedura vogliano su se stessi. Ma finché non siamo adulti, dovremmo crescere nel modo in cui la natura ci ha creato. 

L’ambiente sociale ha un’influenza critica sui bambini. Quando sono giovani, si può far loro pensare e fare tutto ciò che si vuole. I nazisti, per esempio, educavano i bambini tedeschi a credere di essere superiori a tutti gli altri, non solo agli ebrei, e che il resto del mondo doveva servirli o essere distrutto. Hanno fatto il lavaggio del cervello ai bambini, attraverso libri, lezioni e film, affinché credessero di essere la razza superiore.

In questo modo è possibile installare qualsiasi nozione nella mente dei bambini, se usiamo il sistema educativo e i social media per facilitarlo.

Tuttavia, i risultati possono essere disastrosi. Se si diffonde l’idea che il cambio di sesso è normale, persino “alla moda”, può portare i bambini, che inizialmente non hanno problemi con il loro genere, a pensare che ci sia qualcosa di sbagliato in loro. Potrebbe spingerli a voler fare qualcosa a cui non potranno rimediare, semplicemente perché vogliono essere come tutti gli altri e sentono che tutti stanno andando in questa direzione.

Sappiamo che essere popolare significa tutto per i bambini, specialmente per gli adolescenti. Di conseguenza, potrebbero fare cose di cui si pentiranno in seguito, ma che non saranno mai in grado di invertire o riparare. Se i genitori non impediscono ai bambini di fare tali errori, questo può rovinare la loro vita per sempre. È terribile ed è sbagliato.

Penso che invece di rendere l’anormalità una moda, dovremmo incoraggiare le persone ad essere ciò che sono e a realizzare il potenziale con il quale sono nate. Se le persone ricevono un riconoscimento per quello che sono, la società le premia e le rispetta per aver contribuito con le loro capacità e i loro sforzi al bene comune, non si sentiranno insoddisfatte di se stesse. Allo stesso tempo, gli adulti che sentono di vivere nel corpo sbagliato dovrebbero avere accesso all’utilizzo delle possibilità che la medicina moderna offre per farli sentire più a loro agio con il loro genere.

Insegniamo ai bambini che ogni persona è un elemento importante nel sistema globale.

Domanda: Hai detto più volte che siamo in una fase transitoria dell’ultima generazione di sviluppo egoistico e che l’intero sistema educativo è costruito in questo modo. Come vedi il sistema educativo Kabbalistico?

Risposta: Dovrebbe essere realizzato via Internet. Da centri mondiali seri dove si trovano educatori Kabbalistici che insegnano tutto ciò di cui si occupa la Kabbalah: la metodologia di cambiamento di una persona, la percezione della realtà, il libero arbitrio, il sistema dell’universo, l’interazione e la connessione tra le persone, il sistema interno della nostra comunicazione e così via. La Kabbalah si occupa della meccanica strutturale dell’intero universo.

Inoltre, gli esperti dovrebbero insegnare correttamente ai bambini tutto ciò che riguarda le scienze naturali, che vengono insegnate sulla base della rivelazione del sistema globale dell’universo.

Ad una persona viene data, costantemente, un’immagine dell’intero quadro dei mondi come un unico mondo: dov’è il suo posto, qual è il suo scopo. Quando questo viene rivelato al bambino, egli inizia a sentirlo e a lavorare con le forze della natura e della società.

Un piccolo uomo (l’anima non ha età) inizia a vedere quanto egli sia una parte importante nel sistema globale, ha qualcuno da cui prendere esempio e vede la realizzazione di se stesso.

In giovane età, cinque, sei o anche dieci anni, quando tutto gli viene spiegato, questo lo affascina. Non c’è un sistema di punizione o ricompensa. La rivelazione stessa del vero mondo in cui ci troviamo, affascina tutti. E’ così che siamo fatti. E quindi, il sistema diventa generale, globale e gentile. Spero che presto arriveremo a tale necessità di crearlo.
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Da  KabTV “Close-Up. Generation Lady Gaga” 3/10/10

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Che cosa cambia la scala dei valori?

Commento: Il mio scopo, come persona, è rivelare un livello di esistenza totalmente diverso, non ciò che attualmente vedo. Devo esistere nel mio corpo animale e servirlo, ma farlo come mezzo per ottenere qualcosa di più elevato.

Un’educazione tale, in principio, cambia l’intero approccio alla vita. Ovvero, la mia vita diventa solo un mezzo per ottenere un obiettivo superiore.

La mia risposta: Questo approccio cambia l’intera scala dei valori. Se ho un obiettivo superiore e posso realizzarlo, oggi, ora, immediatamente, allora certamente il mio atteggiamento verso la vita cambia, vedo tutto come un mezzo per realizzare questo obiettivo.

Ora misuro ciò che esiste intorno a me solo secondo questo obiettivo: dovrei occuparmene o no, ne ho bisogno o no? Se trattassimo la nostra vita in questo modo, prenderemmo solo il minimo necessario da essa.

Prendo le cose necessarie per me e indirizzo ogni altra mia risorsa, la mia forza, e le aspirazioni, solo all’ottenimento della meta, poiché posso ottenere l’eternità e la perfezione, oggi.

Allo stesso tempo, non devo morire fisicamente. Devo solo sviluppare un organo sensoriale dentro di me, per portarmi alla rivelazione del mondo superiore, che la Kabbalah fornisce.

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Da KabTV “Close-up. Generation” 24/08/09

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Gestire la rabbia nella maniera corretta

Domanda: In Israele siamo irascibili, e questo causa conflitti di desideri e intensifica la rabbia.  Qual è il modo giusto di gestire la rabbia?

Risposta: Questo avviene per mancanza di educazione.  Le persone semplicemente non hanno pazienza e non riescono a controllarsi.  Sono viziati poiché lasciamo che i nostri figli facciano ciò che vogliono, cosa che sarebbe proibita.

Dobbiamo insegnare ed educare i nostri figli come gestire diverse difficoltà nella vita, fin dalla tenera età.

Domanda: Vogliamo educare la nostra gioventù a rispondere correttamente alla rabbia.  Che cosa dovremmo insegnare loro?

Risposta:  Dobbiamo insegnargli come fermare la rabbia.

Domanda: E’ meglio fuggire, piuttosto che rispondere alla persona che ho davanti?

Risposta: Certo che è meglio, ma sappiamo quanto sia difficile.

Domande: molti consulenti di coppia affermano che è importante saper litigare. Come si fa a litigare correttamente?

Risposta: E’ corretto.  Non esiste un avvicinamento, o pace, senza liti, ma queste due cose devono essere collegate. Dobbiamo imparare come essere d’esempio l’uno verso l’altro.

Io posso essere un esempio sforzandomi ad andare al di sopra di me stesso, e anche se sono arrabbiato, mi relaziono all’altro con amore.  “L’amore coprirà ogni crimine”.

Domanda: E’ possibile relazionarci al nostro compagno con amore quando litighiamo?

Risposta: si tratta di abitudine.

Domanda: Da dove arriva l’amore quando siamo arrabbiati e ci odiamo?

Risposta: E’ semplice, copriamo la rabbia e il furore con amore, ma l’amore è dentro e quindi è una questione di equilibrio tra i due.

Più riesco a giocare con ogni elemento, e più devo costantemente giocarci. Non devo totalmente identificarmi con la sensazione di rabbia oppure amore, ma solo lasciare che le due sensazioni operino in me in modo da poter controllare queste due sensazioni insieme.

 

From KabTV’s “Conversation with Journalists” 12/12/21

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Come salvare i bambini dal suicidio?

Domanda: Uno scrittore chiede: Per favore,  ci parli del suicidio tra i bambini. Come posso spiegare loro che è sbagliato e che uno non dovrebbe avere tali pensieri? In una scuola del quartiere una ragazza ha fatto un salto da un edificio in costruzione. Ci sono due versioni sul perchè accade: la prima è un amore non corrisposto, la seconda è l’influenza di Internet, che l’ha condotta a questo. Come dobbiamo parlare a un adolescente?  Come possiamo prevenire che accada? Oppure è il fato di una persona?

Risposta: Dobbiamo comprendere che un teenager non è ancora un adulto. Egli consegue il mondo gradualmente. Proprio come quando siamo nati. Per prima cosa siamo completamente all’interno di nostra madre, poi mettiamo fuori la nostra testa. Cominciamo a  comprendere un po’, dentro al nostro lettino, alla nostra stanza, all’appartamento, e così via.

Un bambino oggi, nonostante cominci a camminare e possa solo raggiungere qualcosa gattonando intorno a una piccola area, è vulnerabile  di fronte a un grande mondo intorno a lui.  Viene messo in macchina, portato in giro, spinto in un passeggino, i genitori accendono la TV, la musica, i video, qualunque cosa. Viene sommerso da ogni genere di giocattoli complicati.

In breve, i confini del mondo gli sono stati aperti mentre non è ancora pronto. La Natura non lo ha ancora preparato. Per questo è confuso e non sa cosa fare. Tuttavia, egli è sotto pressione per così tanti stimoli e per i quali non è ancora pronto.  E questo è il problema.

Quindi, molti bambini non possono comprenderlo. Non hanno abbastanza forza  dentro di loro. Tutte queste percezioni esterne  li influenzano in tal modo che essi perdono il controllo.  Quando sono esposti a films vietati o a qualcosa di simile essi li percepiscono come reali e prendono facilmente in considerazione il suicidio.

Noi dobbiamo proibire tutto questo e limitarli. Per i primi due anni non devo esporre un bambino a sollecitazioni esterne. Solo visioni sulla natura che può vedere e sentire attorno a lui, questo è ciò che gli deve essere mostrato.  I suoni e le immagini che lo circondano, ogni cosa che è lì gli fa vedere tutto, ma nessuno schermo, niente computer o TV.

Domanda: Quindi, sei un grande fautore di una responsabile e graduale esposizione dei bambini a questa vita?

Risposta: Io voglio un bambino per dargli l’opportunità di sviluppare in lui una mente sana all’altezza del mondo nel quale esiste. Qualsiasi cosa egli possa raggiungere, questo è ciò  che deve essere confortevole per lui.

Il resto è per le tappe successive. Fino a  quel momento tutti i tipi di sistemi sono a posto. Noi possiamo già spiegargli alcune cose, parlargli, dargli  nozioni di letteratura e mostrargli altre cose.  Subito dopo si può iniziare con la storia, la geografia e la geologia, piuttosto che questi terribili programmi per bambini  costruiti interamente sulla fiction e che causano loro una terribile distorsione della realtà. Essi mostrano violenza e rabbia. E’ davvero incredibile!

Le trasmissioni per i bambini sono le più violente. Un bambino  le guarda e pensa che sia la realtà, il mondo. Così, perché non saltare dal decimo piano? Egli vede questi salti alla TV ogni  giorno nei programmi  a lui dedicati.

Significa che non abbiamo idea di quale immagine distorta della realtà noi portiamo nel loro mondo. Quindi, cosa dobbiamo aspettarci? Abbiamo bisogno di rimuovere tutto questo. Completamente.

Domanda: Sei favorevole a misure così drastiche?

Risposta: Io sono per elevare una sana generazione.

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Dalla trasmissione Kab TV “News with Dr. Michael Laitman” 11/2/21

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