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Perché molte persone vogliono essere distratte dai loro pensieri da cose come i social, la musica e la televisione?

Uno dei miei studenti mi ha fatto questa domanda dopo aver riassunto l’anno passato in termini di eventi, tendenze e avvenimenti globali. Le persone hanno cercato, seguito e si sono impegnate in tematiche che, in apparenza, possono sembrare significative: la politica, le elezioni e le Olimpiadi, considerate tra gli argomenti più discussi in tutto il mondo nell’ultimo anno. 

Allo stesso tempo, masse di persone sono state affascinate da un ippopotamo pigmeo di nome Mu Deng, nato in Thailandia. L’hanno osservata mentre faceva il bagno, sorrideva e semplicemente esisteva. Hanno seguito la faida rap tra Kendrick Lamar e Drake, due artisti che un tempo convivevano pacificamente ma che all’improvviso si sono scagliati l’uno contro l’altro, riversando la loro rivalità nella loro musica. E la gente l’ha ingurgitata, desiderosa di assistere a ogni insulto e a ogni reazione.

Poi ci sono stati i progressi di SpaceX, perché la gente sogna ancora di fuggire dalla Terra. Anche il cioccolato di Dubai, tra tutte le cose, ha catturato l’attenzione globale, con una combinazione di cioccolato al latte e pistacchio che ha ottenuto miliardi di visualizzazioni. Nel frattempo, le guerre infuriavano, sia qui che in Europa, ma l’interesse del mondo per tali questioni sembrava minimo. Scoperte scientifiche, premi Nobel e momenti storici? Quasi del tutto trascurati.

Come riassumere l’anno appena trascorso? Francamente, è ora di chiudere tutto.

Non lo dico in senso pessimistico, ma semplicemente non vedo nulla di solido su cui basare l’ottimismo. Tutto si sta deteriorando. Le persone sono attratte dalle distrazioni perché non hanno altro a cui rivolgersi. I loro problemi personali fanno passare in secondo piano le crisi del mondo. Quando ci si porta dietro abbastanza dolore personale, la sofferenza degli altri viene a malapena percepita.

E così, l’intrattenimento domina. Lo sport, la musica e le tendenze di Internet sono delle fughe. Ma anche in questo caso c’è un potenziale punto di svolta. A un certo punto, dopo aver guardato un numero sufficiente di contenuti senza senso, una persona potrebbe iniziare a chiedersi: “Perché lo sto guardando? Cosa sto cercando davvero?”.

La domanda sulla ricerca del significato è la chiave. Tutto questo alla fine condurrà le persone a raggiungere tale obiettivo. Ma oggi non vedo l’umanità su questa soglia. Le persone in generale non stanno valutando la loro vita, la loro missione o il loro scopo in modo tale da chiedere una risposta alla domanda sul significato e sullo scopo della vita, per cogliere il quadro completo della creazione. L’umanità ha perso se stessa.

Questa è la mia diagnosi. Molti potrebbero obiettare, indicando vari sviluppi o successi, sostenendo che le cose non sono così desolanti come le faccio sembrare. Ma aspettate e vedrete. Non importa cosa si aggiunga alla miscela, alla fine si dissolverà nella stessa palude impraticabile.

Se potessi indirizzare l’umanità a concentrarsi su una cosa, sarebbe sul significato della vita. Questa è l’unica vera domanda. Tutto il resto è solo rumore. Mi affido completamente al Creatore, credo in Lui senza riserve. E non vedo altre opzioni. Al Creatore dobbiamo dare ciò che è Suo. E all’umanità, ciò che rimane dopo che Lui è preso il Suo.

Basato sulla trasmissione televisiva di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 16 dicembre 2024.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quale complimento pensi che le persone dovrebbero sentire oggi?

Viviamo in un mondo in cui le persone sono molto prese dai propri affari, dimenticando per lo più di accorgersi degli altri. Una parola gentile, un’espressione sincera di apprezzamento possono sembrare piccole cose, eppure hanno un impatto sulle persone. Ma perché è così importante per noi ricevere complimenti?

Perché siamo egoisti. L’egoismo è nella natura umana. Tutti desideriamo sentir parlare bene di noi stessi perché ci fa piacere, rafforza la nostra autostima e aumenta il nostro senso di importanza. Al contrario, quando sentiamo qualcosa di negativo su di noi, questo colpisce il nostro ego e ci ferisce.

Un complimento è una forma di ricompensa. Quando ne riceviamo uno, possiamo sentirci portati a rispondere gentilmente: ad essere più aperti, a ricambiare e ad agire in modo cortese. Questo è semplicemente il modo in cui opera il nostro egoismo.

Tuttavia, se abbiamo un obiettivo più alto nella vita, che siamo sicuri di raggiungere e per il quale ci impegniamo pienamente, il fatto che gli altri parlino bene o male di noi non ha alcun impatto. La nostra direzione è stabilita e le opinioni esterne non ci influenzano. Cerchiamo quindi qualcosa di molto più elevato dell’approvazione altrui.

Nel mondo di oggi, caratterizzato da un ego umano smisurato, la maggior parte dei complimenti sono poco autentici e finalizzati a una logica di transazione, con un’aspettativa di contraccambio. Fanno parte dello scambio egoistico che regola le relazioni umane.

Invece di fare complimenti per il gusto di compiacere gli altri, sarebbe più saggio concentrarsi sull’ispirare le persone verso uno scopo più elevato. Se vogliamo fare veramente del bene a qualcuno, non lo facciamo con vuote parole di elogio, ma aiutandolo a progredire verso il significato e lo scopo della vita: elevarsi al di sopra dell’egoismo ed entrare in equilibrio con le leggi naturali dell’amore, della dazione e della connessione. Non c’è nulla di male nel fare complimenti agli altri, ma perché abbiano un valore molto più significativo di un semplice incoraggiamento temporaneo all’ego della persona, dovremmo porgerli  in modo da incentivare il progresso di chi li riceve verso l’obiettivo fondamentale dell’esistenza.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 27 giugno 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Raggiungere il livello successivo dell’universo

Commento: Hai detto una volta che lo scopo dell’uomo sulla Terra non è solo lo sviluppo, ma lo sviluppo spirituale.

La mia risposta: Sì, lo scopo dell’uomo è ascendere al livello successivo dell’esistenza, entrare in una nuova matrice, in una nuova dimensione.

Domanda: L’umanità ha perso la sua strada? O era tutto intenzionale?

Risposta: Certo che era intenzionale, per darci l’opportunità di compiere questa ascesa in modo indipendente.

Innalzandoci in modo indipendente, dal nostro mondo al mondo superiore, pur vivendo ancora in questo mondo e in questo corpo, iniziamo a comprendere chi è il Creatore, il Suo livello, e diventiamo uguali a Lui. Arriviamo a capire ciò che ha fatto e perché ha creato il nostro mondo dal mondo superiore in questo modo specifico. Attraverso questo processo, conosciamo Lui.

Il Creatore ha ideato un quadro completo, poi lo ha smontato e frammentato, e ora spetta a me ricomporlo. Assemblando questo quadro, inizio a capire cosa sono questi pezzi, come si incastrano tra loro, perché sono fatti in questo modo e perché Lui, dopo aver creato il quadro, lo ha rotto appositamente per me. In questo modo, raggiungo la Sua mente e le Sue intenzioni nei miei confronti.

Di conseguenza, divento simile a Lui.
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Da KabTV, “Ho ricevuto una chiamata. Lo scopo dell’uomo” – 19/04/10

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La futilità della vita
Che cosa deve succedere o cambiare perché l’umanità possa evolversi?

Quanto è dannoso trascorrere la vita senza un progetto?

Dipende da quale progetto si segue. Se si abbandonano i propri progetti e ci si allinea a un disegno superiore, il disegno stesso della natura, allora non si è affatto senza direzione. Anzi, si vive secondo l’unico vero piano che esiste.

Cosa significa vivere secondo il piano della natura? Vivere secondo il piano della natura significa desiderare unicamente di essere in stretto contatto con essa, cioè di essere così generosi, amorevoli e positivamente connessi con gli altri come lo è la forma di amore, dazione e interconnessione propria della natura. A quel punto, qualsiasi cosa accada e in qualsiasi modo si svolga la vita è secondaria. Dovete concentrarvi solo su questa connessione e lasciare che il disegno della natura si manifesti in voi.

Questo non significa che dobbiate conoscere in anticipo il piano della natura. Significa semplicemente che vi abbandonate completamente ad essa.

All’inizio potrebbe sembrare spaventoso. Per esempio, cosa succede se il piano della natura prevede qualcosa per cui non siete pronti? Tuttavia, non sta a voi controllare o mettere in discussione. Qualsiasi cosa la natura abbia pianificato è l’unico vero percorso di vita che esiste.

Vivere in questo modo significa annullarsi di fronte alla natura, consegnarsi completamente al disegno della natura. Non si tratta di una mancanza di direzione. È piuttosto il percorso più diretto verso lo scopo della vostra vita.

Basato sul programma dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman trasmesso il 1° settembre 2024.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché le persone vogliono scalare il Monte Everest, rischiando la propria vita?

Molti aspirano a scalare il Monte Everest, una delle vette più alte della Terra, che raggiunge gli 8.848 metri sul livello del mare. Gli alpinisti e gli scienziati hanno addirittura definito questa altitudine estrema come la “zona della morte”. Ma perché così tante persone cercano di scalare queste vette, mettendo a rischio la propria vita?

È uno sport, un gioco, un modo per dimostrare a se stessi che si può fare, proprio come hanno fatto gli altri. Nel profondo, abbiamo il desiderio di affermarci al di sopra della natura, di dimostrare che possiamo superare i suoi limiti. Questa inclinazione a salire più in alto, a ottenere di più e a dimostrare quanto valiamo si estende anche al di là dei limiti fisici.

La stessa spinta interiore esiste nella nostra ascesa spirituale, cioè nell’innalzamento al di sopra del nostro io individuale fino a una completa connessione positiva con gli altri e con la natura. In generale, desideriamo conquistare le vette, essere al di sopra della natura, elevarci al di sopra di noi stessi e realizzarci al punto più estremo. È una qualità umana fondamentale.

A differenza degli animali, che cercano istintivamente il massimo del benessere e della sicurezza, noi esseri umani non troviamo soddisfazione nella sola comodità. Se rimane un’opportunità per affermarci, la perseguiamo. Questo perché dentro di noi, oltre ai livelli inanimato, vegetativo e animato della natura, esiste qualcosa di ancora più elevato: il livello umano.

Che cos’è questo livello umano che ci fa rischiare e mettere in pericolo la nostra vita? È il desiderio di essere al di sopra della natura. In noi esiste un punto aggiuntivo chiamato “umano”, ma risiede all’interno della natura animalesca. Questo crea un conflitto interiore: quando sviluppiamo questa qualità umana superiore, la parte animalesca inizia a soffrire. Protesta, chiedendosi: “Perché mi trascuri? Perché ti impegni per qualcosa che va al di là di me?”. Si tratta di una lotta: la parte umana aspira a salire, mentre la parte animalesca resiste, temendo la propria svalutazione.

Se ci concentrassimo sull’innalzamento del livello animale che è in noi, non avremmo bisogno di attraversare gli oceani, scalare le montagne più alte o immergerci nelle profondità del mare. Infatti, la più grande ascesa che possiamo compiere come esseri umani, il raggiungimento del significato e dello scopo della vita, non si trova in queste conquiste fisiche, ma nel superamento della nostra natura interiore. La nostra ascesa più significativa non consiste nello sfidare i nostri limiti fisici, ma nell’elevarci al di sopra dell’ego che risiede in noi.

Elevarsi al di sopra della natura significa elevarsi al di sopra della natura egoistica umana, cioè il desiderio di favorire noi stessi a spese degli altri. L’ego umano si manifesta su tre livelli: inanimato, vegetativo e animato. Elevarsi al di sopra di esso significa passare da uno stato di odio verso il prossimo a uno stato di amore. Questa è l’elevazione più significativa che possiamo fare nella nostra vita, che non richiede di scalare montagne o di immergersi in acque profonde, ma piuttosto di raggiungere la vetta più alta dentro di noi: la trasformazione dall’amore egoistico per se stessi all’amore per gli altri.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 agosto 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si può aiutare un figlio adulto ad affrontare la sensazione di smarrimento nella vita?

Ho ricevuto questa domanda da una studentessa, Natalia, che ha scritto quanto segue:

“Ho un figlio adulto. Quando era bambino, era felice per tutto. Ogni nuova scoperta lo faceva sorridere di cuore: libri, campeggio, film e musica. Ora che è cresciuto, è come se il mondo si fosse oscurato per lui. Si guarda intorno, ma non vede nulla. Il suo cuore è chiuso, come se avesse perso il gusto della vita. Spesso mi chiedo: dove abbiamo sbagliato come genitori? Forse non gli abbiamo dato abbastanza? Forse ci siamo persi qualcosa di importante? Mi spaventa vedere come mio figlio stia perdendo interesse per questo mondo! Non so come aiutarlo”.

Le nostre vite sono strutturate in modo tale che, a un certo punto, perdiamo il fascino del mondo che ci circonda. È una dinamica naturale, ma pone un problema significativo.

La soluzione sta nell’aiutarlo a capire la struttura del mondo, cosa può cambiarla e come può vederla sotto una nuova luce. I genitori spesso faticano a spiegare questi concetti a un figlio adulto, ma questa è la realtà che dobbiamo affrontare. Ognuno, a modo suo, attraversa una fase in cui mette in discussione il proprio senso e scopo. Alcuni si disinteressano completamente di tale questione, mentre altri cercano di distrarsi cercando ciò che ritengono sia significativo.

Il cambiamento che Natalia osserva in suo figlio deriva probabilmente da una domanda di fondo che si sta risvegliando in lui: “Per cosa vivo?”. Questo è un momento cruciale, perché riflette la mancanza di un significato e di uno scopo più grandi nella vita. Senza una direzione, la gioia e la curiosità naturali che un tempo lo alimentavano sono svanite. Questa trasformazione può avvenire a qualsiasi età, in genere quando ci sembra di avere tutto, ma sentiamo un vuoto dovuto all’assenza di un obiettivo. La natura orchestra questa mancanza in noi non come una punizione, ma per incoraggiare una ricerca consapevole del significato e della connessione con le sue leggi integrali e fondamentali.

I genitori come Natalia e suo marito possono influenzare in modo significativo il percorso di suo figlio. Anche se possono sentirsi impotenti, hanno la capacità di guidarlo in modo sottile, indirizzandolo verso ambienti e idee che stimolino questa ricerca più profonda. Il loro ruolo non è imporre, ma facilitare, aiutandolo a trovare gli strumenti e la saggezza di cui ha bisogno per scoprire il senso della vita da solo. Essere buoni psicologi, comprendere la sua natura e offrire supporto senza pressioni sono elementi chiave.

Il senso di colpa che i genitori provano per le difficoltà dei figli spesso deriva dalla loro stessa mancanza di chiarezza sul significato e sullo scopo della vita. Cercando loro stessi questa comprensione, possono mostrare al figlio un senso di scopo e di direzione. In questo modo le domande interiori del figlio possono stimolare anche i genitori a intraprendere la propria ricerca del significato della vita. Questo modo di procedere non consiste nel correggere il figlio, ma nel compiere un viaggio reciproco verso una scoperta.

L’obiettivo finale è che il figlio si connetta alla fonte della vita, alle leggi della natura: una forza positiva di amore, dazione e connessione che può appagarlo come nessun altro piacere mondano. Stabilendo questa connessione, egli non si sentirà più perso o senza meta. Al contrario, troverà un soddisfacimento continuo approfondendo il suo rapporto con questa fonte, che gli porterà una soddisfazione autentica e duratura.

Basato sulla trasmissione dell’emittente KabTV  “News with Dr. Michael Laitman” in onda il 1° settembre 2024 con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Dove è diretto il treno espresso della nostra vita?

Commento: Gli scienziati dicono che la digitalizzazione sta accelerando, ma il problema è che non sappiamo esattamente dove sia diretto questo treno espresso. Comprendiamo che molti processi andranno più velocemente e questo cambierà le nostre vite. Non sappiamo nulla tranne la velocità con cui ci stiamo muovendo.

La mia risposta: Ci siamo sempre sviluppati in questo modo. L’umanità ha mai ordinato un programma per il suo sviluppo? I Bolscevichi volevano costruire il comunismo. Cosa ne è venuto fuori? I Socialisti con il socialismo, e i Capitalisti con il capitalismo. Cosa ne è venuto fuori?

L’umanità non ha mai fatto piani propri, li ha approvati quando ha votato e, poi, una volta attuati, tutto ha funzionato. Non è mai successo nella mia vita o attraverso la storia. E ora stiamo facendo la stessa cosa. Solo che il tempo sta accelerando, nient’altro.

Commento: Se una persona avesse tutto l’arsenale di strumenti, e conoscesse la strada, ci sarebbe sempre qualche tipo di errore alla fine?

La mia risposta: Quale errore? Al contrario, tutto funziona! L’errore è esattamente il contrario.

Domanda: Perché ciò non porta a una distruzione ancora maggiore?

Risposta: Ci sono forze protettive della natura che ci fanno inciampare, noi sciocchi, e deviano il treno espresso della storia giusto in tempo. Ci mettono su un altro binario, affinché non cadiamo completamente nell’abisso.

Domanda: Quindi, inizialmente stiamo percorrendo la strada sbagliata?

Risposta: Stiamo ancora seguendo il cammino che la natura ci indica. Il fatto che siamo d’accordo o meno con esso riguarda solo la comodità di questo viaggio. Stai viaggiando in una carrozza imbottita o sugli ammortizzatori tra i vagoni o sul tetto.

Commento: A un certo punto, il destino ti indirizzerà in una certa direzione?

La mia risposta: Non ti indirizzerà da nessuna parte. Ti conduce dove devi andare.

Commento: I ricercatori dicono che molte persone temono di perdere il lavoro in questo mondo caotico, quando, con lo sviluppo della tecnologia, le loro professioni non saranno più richieste.

La mia risposta: Questo accadrà comunque.

Commento: Questa paura genera tendenze pericolose nella società, che non possono essere soppresse con la forza. Alcuni esperti dicono che le persone non dovrebbero solo essere riqualificate e adibite a un’altra professione per sostituire quella obsoleta; dovrebbero essere integrate in un sistema di educazione continua per tutta la vita.

La mia risposta: Esatto. Questo è ciò che la scienza della Kabbalah dice da molti anni. Dobbiamo educare le persone e creare grandi imprese per rieducare le masse. Ci saranno corsi nelle arti applicate, musica, danza, giochi di ogni tipo, psicologia, di tutto.

La cosa più importante è che seguiranno tutti un principio: la connessione tra le persone, una connessione positiva. Questo è tutto e nulla di più è necessario.

Commento: Gli scienziati dicono che la disponibilità interiore di ognuno a cambiare dipende dal fatto che possiamo offrire alle persone una qualche prospettiva.

La mia risposta: Questa è la prospettiva. Quando siamo connessi tra noi, in questa connessione, cominceremo a percepire nuovi eventi della nostra vita, nuove tappe della nostra esistenza, una vita completamente nuova, una vita che ci innalzerà al di sopra del tempo, al di sopra dei nostri stati fisiologici. Entreremo in un campo completamente diverso.

Commento: Dicono anche che dobbiamo mostrare una prospettiva, ma non sappiamo cosa sia.

La mia risposta: L’eternità, la perfezione, la bontà, i grandi traguardi, le realizzazioni e l’entrata in un nuovo spazio—tutto questo deve essere dato alle persone. Devono essere mostrati questi aspetti: per cosa l’uomo è stato creato, cosa dovrebbe raggiungere, cosa dovrebbe iniziare a sentire, perché questo è davanti a lui, e come può ottenerlo—proprio attraverso la connessione corretta tra le persone.

Nella connessione tra le persone, nel “Ama il tuo prossimo come te stesso”, quando inizi a esistere in un contatto buono e corretto con gli altri, all’interno di questo contatto trovi l’entrata nel mondo davanti a noi.
Commento: Quindi il mondo sta semplicemente collassando da ogni lato.

La mia risposta: Niente sta crollando! Al contrario, stiamo entrando nel prossimo grado. Non stiamo distruggendo nulla.

Domanda: Alexander Asmolov, direttore di Politica Umanitaria in una grande università della Russia, dice: “Il nostro problema è che insegniamo alle persone ad adattarsi. Non a cambiare con il mondo, ma solo ad adattarsi alle condizioni attuali. Questo ostacola la nostra prontezza ad affrontare le sfide che non si sono ancora presentate”.

Come possiamo aiutare una persona a cambiare piuttosto che ad adattarsi?

Risposta: Non abbiamo nulla a cui adattarci. Il nostro mondo sta diventando tale che, adattandosi costantemente ad esso, ci troviamo in un vicolo cieco. Allora cadiamo con il mondo. Ma dobbiamo separarci, dobbiamo iniziare ad innalzarci. Dipende solo dalla nostra buona connessione reciproca. Questo è tutto.
Pertanto, il risultato corretto del nostro impegno con la società, con questa generazione, dovrebbe essere che essa sia in grado di unirsi e cominciare a sentire il prossimo livello dell’universo in questa connessione.

Commento: Gli scienziati affermano anche che la nostra psiche è in grado di lavorare in condizioni di costante cambiamento, che ogni persona ha opportunità uniche di riflessione, di comprensione critica del mondo e di cambiamento degli stereotipi. Secondo loro, la cosa più importante è che abbiamo una tolleranza per l’incertezza. Sembra quindi che le persone siano interiormente pronte per questo nuovo stato. Cosa lo scatenerà?

La mia risposta: La via d’uscita è rivelare al mondo la scienza della Kabbalah. Nient’altro, perché non c’è nessun altro metodo che si avvicini ad essa. Questo è il primo punto. In secondo luogo, le persone devono raggiungere un punto in cui sono disposte ad ascoltare.

Commento: Cosa possiamo augurare a una persona che ha già pronta tutta la sua struttura interiore, che ha un potenziale e deve solo fare un passo avanti?

Risposta: Che si ponga chiaramente la domanda: “Qual è il senso della mia vita?”.
Il senso della vita sta nella comprensione del suo scopo. E lo scopo non è all’interno della vita stessa. Il senso della vita è al di sopra di questo corpo. Questo è ciò che dobbiamo raggiungere.
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Da “Notizie con il Dr. Michael Laitman” di KabTV del 2/4/19

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L’epidemia della paura

Commento: Il mondo è afflitto da un’epidemia di paura. Le persone stanno perdendo fiducia e non si ascoltano più a vicenda. Di conseguenza, non sono spinte dall’avidità, come in passato quando volevamo ottenere qualcosa, ma dalla paura, che ha cause reali. Come possiamo liberarcene? Dopotutto, ci stiamo attivamente muovendo verso un vicolo cieco.

La mia risposta: Penso che questo sia molto buono. Questo non è un vicolo cieco. Quando ti avvicini a un vicolo cieco, improvvisamente vedi che c’è una porta e che questa porta conduce al mondo successivo. Una volta questo era coperto dalla fede. Una persona credeva in vari dei, non importa quali, ed era più facile per lei. Oggi, questa fede sta scomparendo, non viene sostenuta, quindi un individuo non può compensare le sue paure, le sue ansietà e i vari sentimenti problematici. Non riesce a metterli in relazione con il desiderio e con il governo della parte superiore, con la forza superiore, e tutto ricade su di lui. Questo è duro per lui!
La paura blocca una persona. Vorrebbe chiudere gli occhi e strisciare sotto una coperta come un bambino piccolo, come se nulla stesse accadendo.

Domanda: Come può uscire da lì?

Risposta: Deve essere educato. Ma non attraverso giocattoli meccanici, come stanno cercando di fare gli scienziati.

Commento: Gli scienziati stanno ancora ponendo delle domande.

La mia risposta: Porre delle domande è positivo. Ma questo è collegato al significato della vita. Tali domande sono già al di là della nostra comprensione. Come esistiamo? Per quale scopo? Cos’è la vita? Come inizia e come finisce? Qual è il significato dell’esistenza della natura stessa?

Ma riferire semplicemente tutto a Dio non calma una persona moderna. Questo andava bene prima dell’età dell’Illuminismo, ma dal XVII e XVIII secolo in poi, questo approccio non funziona più.

Una persona sarà comunque costretta a vedere che si trova di fronte alla domanda sul senso dell’esistenza: a cosa serve, perché, qual è il suo significato?

La paura è alla base della nostra vita perché, se non fosse per la paura, perché vivere? Perché ho bisogno di tutto questo? Se si scorresse lungo l’intera vita futura di una persona, esiste già, non c’è nient’altro, essa non vorrebbe più vivere.

Se vede quello che sta vivendo, tutto questo per godere di qualcosa e subito cadere nella depressione o nella sofferenza e per giunta lavorando duramente. Ha due settimane di vacanza all’anno, se le trascorre bene, figli che si approfittano di lui, una moglie che non lo lascia divertire, la squadra di calcio preferita che perde, la pesca che non esiste più perché questi posti non esistono più, e così via…

Anche nelle fonti antiche è scritto che se un uomo potesse vedere la sua vita in anticipo, allora naturalmente non vorrebbe nascere e vivere.
Dimentichiamo noi stessi, quindi, tutta la nostra vita è costruita su questo oblio. Guarda cosa stiamo facendo con le nostre vite oggi! Stiamo cercando di rincretinirci, sempre di più, sempre di più. Pubblicità, competizione… Per cosa?

Dopo tutto, se lasci una persona sola con i suoi pensieri, diventerà un terrorista, un assassino, si suiciderà, o inizierà a fare uso di droghe, che è la stessa cosa.

Domanda: Ma dicono che una persona deve avere uno scopo e che lottando per raggiungerlo, può superare qualsiasi difficoltà. Qual è lo scopo giusto per una persona?

Risposta: Questa domanda non dovrebbe essere sollevata nelle persone. Prima devi prepararti bene per questo. È scritto che se metti un ostacolo davanti a un cieco, commetti un crimine terribile. Se metti una pietra o un albero davanti a un cieco, inciamperà e cadrà. Come è possibile? E le persone sono tutte cieche. Come puoi parlare con loro del senso della vita?
Non hanno una risposta a questo ed entreranno solo in depressione.

Pertanto, rivelando gradualmente la domanda sul significato della vita, devi sapere in anticipo come fornire la risposta corretta che possa essere accettabile e desiderabile per loro. Allora vedranno espandersi orizzonti gioiosi, e non oscurità.

Commento: Ne risulta che sin dalla nascita, l’educazione dovrebbe essere gradualmente integrata nella comunicazione.

La mia risposta: Questo riguarda l’educazione. Tutto il resto riempie una persona di informazioni completamente superflue.

Domanda: Come può una persona adulta, che ha vissuto la sua vita, arrivare alla domanda sul significato della vita?

Risposta: Se ha vissuto la sua vita, non è questo il punto . Se, durante questa vita riceve informazioni sul suo senso e inizia a cambiare la sua vita in base al significato che ha appreso, allora si eleva a un nuovo livello di esistenza. Diventa un umano nella misura in cui può rispondere alla domanda sul significato della sua vita.

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Da “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV 2/6/18

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Depressione sorridente

Commento: È stato individuato un nuovo tipo di depressione chiamata: “depressione sorridente”. Si tratta di mostrare un’apparenza felice e di nascondere i sintomi depressivi. Questo sta diventando un fenomeno sempre più diffuso.

Le persone sono impegnate nella vita, hanno una professione, dei figli, una famiglia, degli hobby, e allo stesso tempo sono in costante depressione. All’esterno sorridono e mostrano un’apparenza felice, ma all’interno hanno una grande instabilità.

La mia risposta: Mi sembra che questo fenomeno riguardi gran parte dell’umanità di oggi: le masse.

Viviamo in un mondo in cui il nostro egoismo è in continuo sviluppo e ciò che ci andava bene e ci soddisfaceva 1.000 anni fa, ha smesso di soddisfarci 500 anni fa. E oggi non ci soddisfa affatto.

All’inizio del XX secolo, quando una persona aveva qualcosa da mangiare, qualcosa da indossare e un posto dove dormire, la persona media era felice, ma oggi questo non è un indicatore del fatto che la persona sia in uno stato di benessere. Questo accade perché il nostro egoismo cresce e pretende un appagamento molto più grande, anche quello che la persona stessa non conosce.

Mi sento male e sono vuoto! Ho mangiato? Credo di aver mangiato. Ho dormito? Ho dormito. Ho un posto dove dormire? Sì. Ho qualcosa da mangiare? Sì. Qualcosa da indossare? Ho anche quello. Ho un lavoro e tutto il resto. Cosa mi manca? Io stesso non lo so.

Domanda: E cosa manca a una persona?

Risposta: La sensazione del riempimento, la sensazione della felicità. Ecco cosa manca. Potrei avere tutto, ma mi sento vuoto.

“Cosa ti manca? Dimmi cos’è. Lo scriverò e prometto di fornirtelo.”

“Non puoi darmelo. Devo riempirmi di qualcosa. C’è un vuoto dentro di me che non posso riempire in alcun modo, né bevendo, né mangiando, né altro. Puoi farmi il solletico, e io non riderò. Non ho questo riempimento!”

Domanda: Come può un individuo trovarlo?

Risposta: Non c’è modo. C’è una sensazione di mancanza dentro di lui, una sensazione di vuoto interiore che non può essere colmata da nulla nel nostro mondo.

Puoi portarlo, come un bambino, su una giostra, a fare passeggiate, in viaggio, mostrargli qualche film, qualsiasi cosa, lui rimarrà lo stesso. Guarderà qualcosa, lo distrarrà un po’, ma continuerà a sentire che questa è solo una via di fuga dal vuoto. Cioè, c’è il vuoto, e lui si innalza per un po’ al di sopra di esso, ma non lo abbandona.

Domanda: Il famoso psichiatra e neurologo austriaco Viktor Frankl scrisse che la pietra angolare di una buona salute mentale è uno scopo nella vita. È necessario trovare il significato della vita?

Risposta: Ai giorni nostri, sì. In passato, il significato della vita era semplicemente quello di sopravvivere.

Un tempo vivevo in Lituania. Le persone che vivevano lì prima del regime sovietico mi raccontavano come fosse organizzata la vita.

La mattina andavi a lavorare da qualche parte. Il lavoro, di solito, non era fisso, perché era un paese piccolo. Se eri fortunato, trovavi un lavoro, ti pagavano per la giornata, tornavi a casa, mangiavi qualcosa per te, per la tua famiglia, e così via. E così vivevano le persone comuni che non erano ricche. Questo è il modo in cui vivevano. Cioè, se una persona guadagnava qualche soldo in quella giornata e aveva qualcosa per nutrire se stesso e la sua famiglia, era felice.

Sono passati 50 anni. Un tale stile di vita può essere considerato di successo oggi per un individuo, che la mattina non sa dove guadagnerà i soldi e la sera non sa come sfamerà se stesso e la propria famiglia? No, una persona ha bisogno di molte cose.

Il suo egoismo è diventato molto più grande e profondo. Ha bisogno di sapere quanto guadagnerà, quando riceverà il suo stipendio, cosa comprerà con esso, dove andrà in vacanza per divertirsi, dove studieranno i suoi figli, quale sarà la sua pensione, e in generale,
davvero tutto!

Domanda: Quindi ora deve prendersi cura di questo da solo?

Risposta: I suoi bisogni sono cresciuti così tanto, e lui non può farci nulla; è il suo egoismo interiore che si è sviluppato così tanto, non che sia viziato al punto da non riuscire a essere felice oggi ricevendo una minima parte del riempimento necessario.

Non sa nemmeno che tipo di riempimento desidera, anche se ha tutto. Del resto, questa depressione colpisce praticamente tutte le classi della società.

Domanda: Qual è la via d’uscita da questo labirinto della vita?

Risposta: Non lo so. Ma ricordo che ero così nella mia generazione, ed era difficile per me. Per tutta la mia infanzia e giovinezza, sono stato in uno stato semi-depressivo finché non ho trovato la mia occupazione seria: la Kabbalah.

Non sapevo come riempirmi e perché esistevo. Tutto sembrava in qualche modo inverosimile, dovevo sopportare questo peso della vita a tutti i costi. Perché?! A che scopo?! Questa è la cosa più terribile! Cioè, quando ti alzi la mattina e ti chiedi: “Perché mi sono alzato? Perché mi sono svegliato?”
E questi stati sono costanti nelle persone che sono spiritualmente elevate o che devono essere elevate spiritualmente, anche in un Kabbalista, perché in loro compaiono nuove richieste, che riconoscono, e che li spingono a salire i gradini spirituali per raggiungere una realtà superiore.

Ma quando questo vuoto, che richiede di essere riempito, si rivela in te e tu ancora non sai che tipo di riempimento desideri, allora sei in uno stato che, in generale, è definito come depressione, anche se non è depressione.

Per i kabbalisti, questa non è depressione; loro amano questi stati perché sanno in anticipo che li riempiranno, che in questo vuoto raggiungeranno la sensazione del mondo superiore.

Siamo in una nuova generazione, in cui le persone moderne manifestano questo vuoto, queste richieste e questi enormi desideri. Ma nel nostro mondo non possiamo trovare alcun riempimento per loro. Devono ricevere questo riempimento dal livello successivo.

Domanda: Non stiamo parlando di depressione clinica, che è una malattia mentale. Qual è la ricetta per la felicità o una via d’uscita da questa “depressione sorridente”, o semplicemente dal cattivo umore?

Risposta: Un fuoco scaccia l’altro. Non c’è altra via. Dobbiamo necessariamente trovare un riempimento per questa richiesta interiore di vuoto. E questo riempimento si trova nel significato della vita.

Le persone, in linea di principio, si pongono questa domanda. Ma anche se non se la pongono, questa domanda esiste in loro. È una domanda che li tormenta, e hanno paura di farla. Una persona ha paura di ammettere a se stessa di non sapere per cosa vive, e proprio questo è ciò che non le dà l’energia per vivere.

Domanda: Perché ha paura?

Risposta: Perché non c’è una risposta. E trovarsi di fronte al vuoto.

Commento: Fa paura.

La mia risposta: Non è che fa paura; praticamente mi distrugge come essere razionale che esiste razionalmente e sa perché esiste. Se dico a me stesso che non so perché esisto, allora sono, in linea di principio, niente. E questo mi fa sentire ancora peggio. Per questo motivo mi sdraierò e non mi alzerò.

Domanda: Allora qual è il significato della vita per una persona?

Risposta: Il significato della vita è rivelare la nostra radice spirituale in cui esistiamo eternamente e immergerci nel nostro mondo terreno temporaneamente per poi elevarci ancora più in alto grazie ad essa. Cioè, bisogna vedere tutto questo sistema e parteciparvi.

Allora una persona inizia a lavorare su se stessa spiritualmente. Rivela il mondo superiore, il sistema di controllo, il sistema dell’universo, e vede cosa deve fare per sentire se stessa realizzare un grande piano ogni minuto!

Domanda: Cosa guadagna una persona rivelando questo mondo?

Risposta: Rivela, vede con tutti i suoi sensi, con tutte le sue fibre, assorbe l’intero universo, si sente direttamente parte di esso, e interagisce con esso. Influisce sul mondo, e il mondo influisce su di lui.
E poi inizia il suo grande gioco, come un bambino con i suoi giocattoli. Lo affascina. Certo, non è facile e non succede subito, ma, in linea di massima, se comincia a capire che questo è destinato a lui, è già un grande sviluppo.

La cosa più importante è sentirsi davanti alla porta, avvicinarsi ad essa, e poi si aprirà.
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Da KabTV “News with Dr. Michael Laitman” 6/12/19

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In quale Era ci troviamo?

Stiamo vivendo in un’era di transizione caratterizzata dal passaggio da uno stato di letargo all’aspirazione verso l’armonia, l’equilibrio e la pace con le leggi della natura, ossia alla scoperta del significato della vita. Anche la scoperta del senso della vita è un processo di transizione che si esprime nel bisogno di elevarsi al nuovo stato successivo.

Questo cambiamento inizia quando siamo sempre più assillati da domande esistenziali. Cominciamo a sentire che, per quanto ci sforziamo nella vita, e in effetti ci sforziamo molto, finiamo per non vedere la luce alla fine del tunnel, che le nostre vite sono prive di senso e inutili. Di conseguenza, viviamo in un’epoca in cui sempre più persone scelgono l’uso di droghe come mezzo per provare una forma più diretta di piacere, il mezzo più universale per calmarsi e trasformarsi in una specie di vegetale. In altre parole, sempre più persone sentono il bisogno di staccare la spina dalla crescente sofferenza in cui si trovano.

Tuttavia, poiché esistiamo all’interno del piano della natura, scopriremo che fuggire dalla vita con l’aiuto delle droghe alla fine non sarà utile. In ogni caso, l’umanità sta ancora cercando di calmarsi in qualche modo con i mezzi a sua disposizione.

Allo stesso tempo, assistiamo a importanti trasformazioni relative allo spostamento delle popolazione nelle nazioni; l’esempio più evidente è l’Europa, che si è riempita di rifugiati. Non si tratta della stessa migrazione che avvenne mille anni fa, quando i popoli dell’Asia cominciarono a spostarsi in l’Europa. Il processo migratorio odierno è molto più serio, un vero e proprio mescolamento che ci spinge a confrontarci con la domanda sul significato e lo scopo della vita. Inoltre, al livello attuale della nostra intelligenza e delle nostre emozioni, non siamo in grado di rispondere a questa domanda in modo ampio, dimostrabile e definitivo. 

Proprio per questo motivo il più famoso kabbalista del XX secolo, Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), così come Il Libro dello Zohar, ha indicato la nostra epoca attuale come quella in cui la Kabbalah sarebbe emersa come un insegnamento molto necessario: per spiegare che il senso della vita sta nella transizione verso il raggiungimento del livello dell’essere umano. La saggezza della Kabbalah fornisce un metodo per questo conseguimento. “Umano“ in ebraico, “”, deriva dalla parola ‘simile’ (”“), che deriva dal detto “ ” (”simile all’Altissimo”). In altre parole, i kabbalisti spiegano come lo scopo della vita sia quello di innalzarci dal nostro grado attuale al grado in cui raggiungeremo la somiglianza con le leggi della natura – leggi d’amore, di dazione e di connessione.

Oggi, siamo sulla soglia del nostro prossimo livello di evoluzione per conseguire ciò che realmente significa essere un umano. Questo livello deve  manifestarsi in noi,  se non in questa vita, allora nella prossima. Ora ci troviamo in un processo in cui sentiamo una crescente pressione che ci sta indicando la nostra strada verso questo ottenimento e la Saggezza della Kabbalah ci permette di farlo con maggiore consapevolezza, comprensione e piacere rispetto a se non utilizzassimo la sua metodologia. 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

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