Come si può aiutare un figlio adulto ad affrontare la sensazione di smarrimento nella vita?

Ho ricevuto questa domanda da una studentessa, Natalia, che ha scritto quanto segue:
“Ho un figlio adulto. Quando era bambino, era felice per tutto. Ogni nuova scoperta lo faceva sorridere di cuore: libri, campeggio, film e musica. Ora che è cresciuto, è come se il mondo si fosse oscurato per lui. Si guarda intorno, ma non vede nulla. Il suo cuore è chiuso, come se avesse perso il gusto della vita. Spesso mi chiedo: dove abbiamo sbagliato come genitori? Forse non gli abbiamo dato abbastanza? Forse ci siamo persi qualcosa di importante? Mi spaventa vedere come mio figlio stia perdendo interesse per questo mondo! Non so come aiutarlo”.
Le nostre vite sono strutturate in modo tale che, a un certo punto, perdiamo il fascino del mondo che ci circonda. È una dinamica naturale, ma pone un problema significativo.
La soluzione sta nell’aiutarlo a capire la struttura del mondo, cosa può cambiarla e come può vederla sotto una nuova luce. I genitori spesso faticano a spiegare questi concetti a un figlio adulto, ma questa è la realtà che dobbiamo affrontare. Ognuno, a modo suo, attraversa una fase in cui mette in discussione il proprio senso e scopo. Alcuni si disinteressano completamente di tale questione, mentre altri cercano di distrarsi cercando ciò che ritengono sia significativo.
Il cambiamento che Natalia osserva in suo figlio deriva probabilmente da una domanda di fondo che si sta risvegliando in lui: “Per cosa vivo?”. Questo è un momento cruciale, perché riflette la mancanza di un significato e di uno scopo più grandi nella vita. Senza una direzione, la gioia e la curiosità naturali che un tempo lo alimentavano sono svanite. Questa trasformazione può avvenire a qualsiasi età, in genere quando ci sembra di avere tutto, ma sentiamo un vuoto dovuto all’assenza di un obiettivo. La natura orchestra questa mancanza in noi non come una punizione, ma per incoraggiare una ricerca consapevole del significato e della connessione con le sue leggi integrali e fondamentali.
I genitori come Natalia e suo marito possono influenzare in modo significativo il percorso di suo figlio. Anche se possono sentirsi impotenti, hanno la capacità di guidarlo in modo sottile, indirizzandolo verso ambienti e idee che stimolino questa ricerca più profonda. Il loro ruolo non è imporre, ma facilitare, aiutandolo a trovare gli strumenti e la saggezza di cui ha bisogno per scoprire il senso della vita da solo. Essere buoni psicologi, comprendere la sua natura e offrire supporto senza pressioni sono elementi chiave.
Il senso di colpa che i genitori provano per le difficoltà dei figli spesso deriva dalla loro stessa mancanza di chiarezza sul significato e sullo scopo della vita. Cercando loro stessi questa comprensione, possono mostrare al figlio un senso di scopo e di direzione. In questo modo le domande interiori del figlio possono stimolare anche i genitori a intraprendere la propria ricerca del significato della vita. Questo modo di procedere non consiste nel correggere il figlio, ma nel compiere un viaggio reciproco verso una scoperta.
L’obiettivo finale è che il figlio si connetta alla fonte della vita, alle leggi della natura: una forza positiva di amore, dazione e connessione che può appagarlo come nessun altro piacere mondano. Stabilendo questa connessione, egli non si sentirà più perso o senza meta. Al contrario, troverà un soddisfacimento continuo approfondendo il suo rapporto con questa fonte, che gli porterà una soddisfazione autentica e duratura.
Basato sulla trasmissione dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” in onda il 1° settembre 2024 con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.
Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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