Perché le persone vogliono scalare il Monte Everest, rischiando la propria vita?

Molti aspirano a scalare il Monte Everest, una delle vette più alte della Terra, che raggiunge gli 8.848 metri sul livello del mare. Gli alpinisti e gli scienziati hanno addirittura definito questa altitudine estrema come la “zona della morte”. Ma perché così tante persone cercano di scalare queste vette, mettendo a rischio la propria vita?

È uno sport, un gioco, un modo per dimostrare a se stessi che si può fare, proprio come hanno fatto gli altri. Nel profondo, abbiamo il desiderio di affermarci al di sopra della natura, di dimostrare che possiamo superare i suoi limiti. Questa inclinazione a salire più in alto, a ottenere di più e a dimostrare quanto valiamo si estende anche al di là dei limiti fisici.

La stessa spinta interiore esiste nella nostra ascesa spirituale, cioè nell’innalzamento al di sopra del nostro io individuale fino a una completa connessione positiva con gli altri e con la natura. In generale, desideriamo conquistare le vette, essere al di sopra della natura, elevarci al di sopra di noi stessi e realizzarci al punto più estremo. È una qualità umana fondamentale.

A differenza degli animali, che cercano istintivamente il massimo del benessere e della sicurezza, noi esseri umani non troviamo soddisfazione nella sola comodità. Se rimane un’opportunità per affermarci, la perseguiamo. Questo perché dentro di noi, oltre ai livelli inanimato, vegetativo e animato della natura, esiste qualcosa di ancora più elevato: il livello umano.

Che cos’è questo livello umano che ci fa rischiare e mettere in pericolo la nostra vita? È il desiderio di essere al di sopra della natura. In noi esiste un punto aggiuntivo chiamato “umano”, ma risiede all’interno della natura animalesca. Questo crea un conflitto interiore: quando sviluppiamo questa qualità umana superiore, la parte animalesca inizia a soffrire. Protesta, chiedendosi: “Perché mi trascuri? Perché ti impegni per qualcosa che va al di là di me?”. Si tratta di una lotta: la parte umana aspira a salire, mentre la parte animalesca resiste, temendo la propria svalutazione.

Se ci concentrassimo sull’innalzamento del livello animale che è in noi, non avremmo bisogno di attraversare gli oceani, scalare le montagne più alte o immergerci nelle profondità del mare. Infatti, la più grande ascesa che possiamo compiere come esseri umani, il raggiungimento del significato e dello scopo della vita, non si trova in queste conquiste fisiche, ma nel superamento della nostra natura interiore. La nostra ascesa più significativa non consiste nello sfidare i nostri limiti fisici, ma nell’elevarci al di sopra dell’ego che risiede in noi.

Elevarsi al di sopra della natura significa elevarsi al di sopra della natura egoistica umana, cioè il desiderio di favorire noi stessi a spese degli altri. L’ego umano si manifesta su tre livelli: inanimato, vegetativo e animato. Elevarsi al di sopra di esso significa passare da uno stato di odio verso il prossimo a uno stato di amore. Questa è l’elevazione più significativa che possiamo fare nella nostra vita, che non richiede di scalare montagne o di immergersi in acque profonde, ma piuttosto di raggiungere la vetta più alta dentro di noi: la trasformazione dall’amore egoistico per se stessi all’amore per gli altri.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 agosto 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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