Pubblicato nella 'Egoismo' Categoria

Qual è il segreto dell’immortalità?

In primo luogo, l’immortalità non riguarda la conservazione del corpo fisico, perché il corpo fisico in realtà non esiste. Esiste solo nella nostra immaginazione, proprio come tutto ciò che percepiamo in questo mondo. È per questo che il mondo è chiamato “Olam” in ebraico, dalla parola “Ne’elam” (nascosto) e “Alama” (occultamento). La nostra esistenza attuale è solo uno stato d’ombra, una realtà nascosta in cui non ci siamo ancora risvegliati alla vera vita.

Come possiamo quindi superare queste illusioni, scoprire la vita reale e raggiungere l’immortalità? Attraverso la trasformazione, non del corpo, ma della percezione. L’immortalità non consiste nell’aggrapparsi alla forma temporanea del nostro corpo fisico, ma nello spostare il nostro senso di sé dall’interno. È la resurrezione di una nuova consapevolezza.

Iniziamo questo processo quando non vediamo più la vita solo in noi stessi, ma negli altri, quando iniziamo a sentire noi stessi attraverso gli altri. Più ci stacchiamo dalla preoccupazione per noi stessi e ci risvegliamo a una realtà che va oltre il nostro ego, più ci eleviamo al di sopra dell’illusione della vita e della morte. Questo è il segreto dell’immortalità: elevarsi al di sopra dell’io, fondersi con la qualità eterna della dazione e risvegliarsi a una vita senza fine.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 settembre 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa significa essere spiritualmente morti?

Essere spiritualmente morti significa non avere spirito. Lo spirito si riferisce alla qualità del dare agli altri, non alla qualità del ricevere dagli altri.

La nostra vita terrena si basa sul desiderio di ricevere da tutto ciò che ci circonda, in ogni forma, sui livelli minerale, vegetale, animale e umano.

La vita spirituale, invece, è quando non prendiamo dall’esterno, ma diamo dall’interno, quando cerchiamo di condividere, aiutare e irradiare verso l’esterno.

Se scambiamo una vita con l’altra, scopriremo cosa significa essere spiritualmente vivi.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 settembre 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è un esempio di miracolo?

Un esempio di miracolo si verifica quando persone naturalmente distanti tra loro, che si rifiutano, si oppongono e persino si odiano, si elevano al di sopra delle loro differenze. Nonostante i loro sentimenti e il modo in cui potrebbero trattarsi, scelgono di connettersi. Come è scritto, “l’amore copre tutti i crimini”. Non è un processo facile. È una lotta contro la nostra natura egoistica, il desiderio di trarre vantaggio solo per il proprio tornaconto. Ma quando facciamo questo sforzo, attiriamo la forza positiva della connessione che risiede nella natura per aiutarci in questa ascesa.

Nelle stesse tenebre che un tempo riempivano la nostra vita e le nostre relazioni, iniziamo a percepire una nuova luminosità. Questo è il miracolo: la stessa realtà, che un tempo sembrava tetra e senza speranza, inizia a brillare di luce.

Dov’è il nostro miracolo personale in questo quadro? È proprio in questa trasformazione, nel momento in cui sentiamo che la nostra vita comincia a illuminarsi, quando il peso della negatività viene tolto.

Il miracolo avviene anche quando trattiamo gli altri con gentilezza, al di sopra della nostra natura egoistica. Quando agiamo in modo da assomigliare alla forza positiva di connessione che risiede in natura, cioè quando miriamo ad amare, a prenderci cura e a connetterci al meglio con gli altri, attiriamo su di noi la forza positiva di connessione della natura. Più ci allineiamo con essa, più sperimentiamo la sua influenza armoniosa.

E se il miracolo che cerchiamo fosse quello di migliorare la nostra vita, ad esempio sul lavoro o in famiglia? Vedremo come tutto comincia a funzionare, non perché lo controlliamo direttamente, ma perché cambiando il nostro stato interiore, muovendoci in direzione di una connessione positiva con gli altri, invitiamo la forza positiva di connessione della natura nella nostra vita.

Cosa dobbiamo fare, dunque, per sperimentare i miracoli nella nostra vita personale? Non possiamo ottenere miracoli in modo isolato, ad esempio all’interno di una singola famiglia, aspettandoci risultati immediati. Ma se decidiamo collettivamente di averne abbastanza delle divisioni sociali e dell’odio e ci proponiamo di trattarci bene, percepiremo immediatamente un cambiamento. Il mondo stesso inizierà a cambiare.

È la natura stessa a realizzare questi miracoli. In questo momento, la percepiamo come oscurità perché siamo opposti ad essa. Nella natura, prima e al di là di tutte le forze fisiche che percepiamo, c’è una forza d’amore, di dazione e di connessione. Questa forza ci porta un senso comune di felicità e di abbondanza quando siamo in equilibrio con essa. Questa qualità manca alla nostra natura umana egoistica. Ma se ci eleviamo al di sopra del nostro istintivo rifiuto dell’altro e ci muoviamo per connetterci, per agire con senso di responsabilità, bontà e considerazione, allora sentiremo gradualmente la forza positiva della natura entrare nelle nostre vite. Ci porterà felicità, fiducia e abbondanza. Ecco cos’è un miracolo: la nostra trasformazione per raggiungere il giusto “click” tra di noi e la rivelazione della forza positiva della connessione che risiede nella natura, riempiendo lo spazio tra di noi.

Basato sul video “What Is a Miracle? Kabbalist Responds” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quale complimento pensi che le persone dovrebbero sentire oggi?

Viviamo in un mondo in cui le persone sono molto prese dai propri affari, dimenticando per lo più di accorgersi degli altri. Una parola gentile, un’espressione sincera di apprezzamento possono sembrare piccole cose, eppure hanno un impatto sulle persone. Ma perché è così importante per noi ricevere complimenti?

Perché siamo egoisti. L’egoismo è nella natura umana. Tutti desideriamo sentir parlare bene di noi stessi perché ci fa piacere, rafforza la nostra autostima e aumenta il nostro senso di importanza. Al contrario, quando sentiamo qualcosa di negativo su di noi, questo colpisce il nostro ego e ci ferisce.

Un complimento è una forma di ricompensa. Quando ne riceviamo uno, possiamo sentirci portati a rispondere gentilmente: ad essere più aperti, a ricambiare e ad agire in modo cortese. Questo è semplicemente il modo in cui opera il nostro egoismo.

Tuttavia, se abbiamo un obiettivo più alto nella vita, che siamo sicuri di raggiungere e per il quale ci impegniamo pienamente, il fatto che gli altri parlino bene o male di noi non ha alcun impatto. La nostra direzione è stabilita e le opinioni esterne non ci influenzano. Cerchiamo quindi qualcosa di molto più elevato dell’approvazione altrui.

Nel mondo di oggi, caratterizzato da un ego umano smisurato, la maggior parte dei complimenti sono poco autentici e finalizzati a una logica di transazione, con un’aspettativa di contraccambio. Fanno parte dello scambio egoistico che regola le relazioni umane.

Invece di fare complimenti per il gusto di compiacere gli altri, sarebbe più saggio concentrarsi sull’ispirare le persone verso uno scopo più elevato. Se vogliamo fare veramente del bene a qualcuno, non lo facciamo con vuote parole di elogio, ma aiutandolo a progredire verso il significato e lo scopo della vita: elevarsi al di sopra dell’egoismo ed entrare in equilibrio con le leggi naturali dell’amore, della dazione e della connessione. Non c’è nulla di male nel fare complimenti agli altri, ma perché abbiano un valore molto più significativo di un semplice incoraggiamento temporaneo all’ego della persona, dovremmo porgerli  in modo da incentivare il progresso di chi li riceve verso l’obiettivo fondamentale dell’esistenza.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 27 giugno 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quali misure si possono adottare per prevenire i casi di abuso sui minori da parte di chi assiste i malati?

Noi, come società umana in generale, abbiamo bisogno di accudimento, di lavoro e di un’educazione che arricchisca la nostra connessione e che ci permetta di capire la tendenza egoistica che agisce costantemente su di noi, come essa causi la miriade di problemi, di stress, di odio e di abusi che abbondano nel mondo e di imparare ad elevarci al di sopra di questa natura.

Prima di diventare operatore o badante, è necessario che l’ individuo sia educato e questo non viene fatto. Pertanto, non biasimo i prestatori di cure né le persone che manifestano varie tendenze sadiche o abusive, perché non lavorano su queste tendenze, né la società fornisce loro un ambiente educativo, di sostegno e di incoraggiamento che permetta loro di prendere coscienza della radice delle loro tendenze negative e di lavorarci sopra.

Più cresce l’egoismo umano, più si indeboliscono i fattori di contenimento dei nostri impulsi interiori. Continuiamo a cercare di educare le persone con metodi obsoleti per fronteggiare l’egoismo smisurato di oggi e il risultato è che si verificano sempre più spesso fenomeni negativi come l’abuso di minori. La paura della punizione, ad esempio, è diventata un incentivo sempre più debole per trattenere le tendenze abusive.

Ciò che deve nascere è un ambiente sociale in cui i suoi membri si impegnino a connettersi positivamente gli uni con gli altri, fornendo esempi di sostegno, incoraggiamento e cura proprio in opposizione ai desideri egoistici esagerati di ciascuno. Con una crescente consapevolezza di come, seguendo ciecamente i nostri impulsi interiori, non otteniamo alcun risultato positivo né per noi stessi né per gli altri, possiamo imparare a godere di una connessione positiva con gli altri in tutta la società, come un’emulazione di un mondo perfetto.

Poi, col tempo, più emuliamo un’atmosfera sociale positiva, più questa crescerà fino a diventare una nuova seconda natura in cui una forma molto più grande di appagamento, godimento, significato e felicità riempirà la nostra vita. In questo stato, correggeremo alla radice le tendenze che generano fenomeni negativi come l’abuso di minori e altre tendenze che portano sofferenza in molti modi. Fino a quando non raggiungeremo questa soluzione definitiva, ci potranno essere molti tipi di proposte e di azioni, che però agiranno come soluzioni di facciata, mentre il problema di fondo continuerà a svilupparsi.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 7 agosto 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa significa uscire da noi stessi?

Uscire da noi stessi significa uscire dalla nostra natura egoistica, distaccarsi dal nostro io fisico e trovare il nostro io spirituale.

Come funziona? Sentiamo il mondo corporeo, fisico, nella nostra natura egoistica umana, dove desideriamo trarre beneficio per noi stessi a spese degli altri e della natura in ogni momento. Possiamo percepire un mondo spirituale molto più ampio attraverso una qualità opposta al nostro egoismo, l’altruismo, che è anche chiamato “la qualità della dazione”.

L’uscita dalla qualità egoistica di ricezione e l’ingresso nella qualità altruistica della dazione porta a una sensazione di un nuovo mondo. È uno stato che esiste, ma che non possiamo vedere prima di adattare i nostri sensi a percepirlo. Si rivela quando cambiamo il nostro punto di vista, passando dal desiderio di assorbire l’appagamento in noi stessi  al desiderio di donare l’appagamento agli altri e alla natura.

Basato sulla lezione di Kabbalah in russo tenuta dal Kabbalista Dr. Michael Laitman il 21 febbraio 2016.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cos’è il sesto senso e come si sviluppa?

In questo momento percepiamo la realtà attraverso il nostro ego, che filtra tutto in base ai nostri desideri e interessi personali. Questa percezione egocentrica modella la nostra visione del mondo, rendendola un’esperienza orientata verso l’ interno.

Per sviluppare un sesto senso, un modo completamente nuovo di percepire, dobbiamo coltivare un senso opposto, diretto verso l’esterno piuttosto che verso l’interno. Questo richiede lo sviluppo di connessioni positive con gli altri, lavorando insieme per costruire un contenitore comune di percezione che emerga dal nostro desiderio collettivo di elevarci al di sopra degli interessi egoistici e di unirci, in modo simile alla forma unificata, interconnessa e interdipendente della natura stessa.

Attraverso il nostro desiderio di unità, costruiamo un nuovo senso altruistico, il sesto senso, una percezione reciproca che appartiene a tutti noi. È attraverso questo senso comune che iniziamo a percepire la realtà al di là di noi stessi. La nuova immagine che vediamo attraverso questa consapevolezza espansa è ciò che chiamiamo “il mondo superiore”, una percezione della realtà non limitata dall’ego, ma illuminata dalla forza unificante positiva che risiede nella natura.

Questo cambiamento si ottiene attraverso le nostre mozioni di unirsi al di sopra dei nostri desideri egoistici per sentire la realtà completa, interconnessa e interdipendente in cui esistiamo. Non appena raggiungeremo questo nuovo senso, la nostra percezione si sposterà, permettendoci di sperimentare l’esistenza in un modo completamente nuovo, molto più ampio, completo ed eterno.

Basato sulla trasmissione dell’emittente KabTV “The Meeting of Worlds” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman andata in onda il 20 giugno 2014.

Scritto/editato da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cos’è il pensiero corretto?

Il pensiero corretto è quello che riguarda l’ascesa al di sopra della nostra natura umana egoistica, cioè il desiderio di trarre benefici per noi stessi a spese degli altri.

Perché questo pensiero è considerato “corretto”? Perché al di sopra della nostra natura egoistica c’è la natura altruistica, illimitata, interconnessa e interdipendente, che è eterna e perfetta. La nostra natura egoistica umana è transitoria, incompleta e causa di tutti i problemi che incontriamo nella vita.

Inoltre, non sto parlando di comportamento appropriato o di moralità, ma della nostra capacità di elevarci al di sopra della nostra natura egoistica per iniziare a sentire la sconfinata natura altruistica. Questo ci garantisce l’indipendenza dalla vita e dalla morte del nostro corpo e l’accesso a percepire l’interezza della natura e le forze che operano in essa. Questo è ciò che dobbiamo raggiungere.

Basato sulla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 14 aprile 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché le persone vogliono scalare il Monte Everest, rischiando la propria vita?

Molti aspirano a scalare il Monte Everest, una delle vette più alte della Terra, che raggiunge gli 8.848 metri sul livello del mare. Gli alpinisti e gli scienziati hanno addirittura definito questa altitudine estrema come la “zona della morte”. Ma perché così tante persone cercano di scalare queste vette, mettendo a rischio la propria vita?

È uno sport, un gioco, un modo per dimostrare a se stessi che si può fare, proprio come hanno fatto gli altri. Nel profondo, abbiamo il desiderio di affermarci al di sopra della natura, di dimostrare che possiamo superare i suoi limiti. Questa inclinazione a salire più in alto, a ottenere di più e a dimostrare quanto valiamo si estende anche al di là dei limiti fisici.

La stessa spinta interiore esiste nella nostra ascesa spirituale, cioè nell’innalzamento al di sopra del nostro io individuale fino a una completa connessione positiva con gli altri e con la natura. In generale, desideriamo conquistare le vette, essere al di sopra della natura, elevarci al di sopra di noi stessi e realizzarci al punto più estremo. È una qualità umana fondamentale.

A differenza degli animali, che cercano istintivamente il massimo del benessere e della sicurezza, noi esseri umani non troviamo soddisfazione nella sola comodità. Se rimane un’opportunità per affermarci, la perseguiamo. Questo perché dentro di noi, oltre ai livelli inanimato, vegetativo e animato della natura, esiste qualcosa di ancora più elevato: il livello umano.

Che cos’è questo livello umano che ci fa rischiare e mettere in pericolo la nostra vita? È il desiderio di essere al di sopra della natura. In noi esiste un punto aggiuntivo chiamato “umano”, ma risiede all’interno della natura animalesca. Questo crea un conflitto interiore: quando sviluppiamo questa qualità umana superiore, la parte animalesca inizia a soffrire. Protesta, chiedendosi: “Perché mi trascuri? Perché ti impegni per qualcosa che va al di là di me?”. Si tratta di una lotta: la parte umana aspira a salire, mentre la parte animalesca resiste, temendo la propria svalutazione.

Se ci concentrassimo sull’innalzamento del livello animale che è in noi, non avremmo bisogno di attraversare gli oceani, scalare le montagne più alte o immergerci nelle profondità del mare. Infatti, la più grande ascesa che possiamo compiere come esseri umani, il raggiungimento del significato e dello scopo della vita, non si trova in queste conquiste fisiche, ma nel superamento della nostra natura interiore. La nostra ascesa più significativa non consiste nello sfidare i nostri limiti fisici, ma nell’elevarci al di sopra dell’ego che risiede in noi.

Elevarsi al di sopra della natura significa elevarsi al di sopra della natura egoistica umana, cioè il desiderio di favorire noi stessi a spese degli altri. L’ego umano si manifesta su tre livelli: inanimato, vegetativo e animato. Elevarsi al di sopra di esso significa passare da uno stato di odio verso il prossimo a uno stato di amore. Questa è l’elevazione più significativa che possiamo fare nella nostra vita, che non richiede di scalare montagne o di immergersi in acque profonde, ma piuttosto di raggiungere la vetta più alta dentro di noi: la trasformazione dall’amore egoistico per se stessi all’amore per gli altri.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 agosto 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quando ci si può fidare completamente di qualcuno?

La fiducia completa può nascere quando ci rendiamo conto che viviamo tutti in un unico sistema integrale, interconnesso e interdipendente.

Abbiamo raggiunto una fase della nostra evoluzione in cui il mondo è integrale, e in un sistema integrale il particolare e il generale sono uguali. Pertanto, la fiducia completa in una persona, anche tra una coppia che desidera costruire la propria relazione su un certo livello di fiducia, richiede innanzitutto la comprensione che siamo membri di una società umana più ampia, e che questa società esercita un’influenza integrale sulle nostre relazioni reciproche.

Per questo motivo stiamo vivendo un’era di disgregazione generale delle relazioni a tutti i livelli.

Il punto di svolta da questa direzione distruttiva a una positiva e costruttiva avverrà con la comprensione della nostra natura egoistica come causa di ogni carenza nelle relazioni, e insieme a tale comprensione, un sentimento profondamente radicato che si tratta di una qualità negativa che lavora a nostro discapito, e che dobbiamo correggere verso il suo opposto altruistico.

La svolta da questa direzione distruttiva a una positiva e costruttiva avverrà con la presa di coscienza della nostra natura egoistica come causa di ogni carenza relazionale e, insieme a questa presa di coscienza, con la sensazione profondamente radicata che si tratta di una qualità negativa che opera a nostro danno e che dobbiamo correggere nel suo opposto altruistico.

Il raggiungimento della consapevolezza che la nostra natura egoistica è dannosa per noi dipende dalla diffusione capillare di materiale educativo che ci insegni come la natura funziona come un insieme interconnesso e interdipendente, come la natura umana lavora in opposizione a questa natura e la necessità di uno spostamento della coscienza umana da egoistica ad altruistica, affinché l’umanità possa entrare in equilibrio con la natura più ampia. Altrimenti, continueremo a dirigerci in una direzione negativa e distruttiva, accumulando sempre più rotture di relazioni e una miriade di altre forme di sofferenza, fino a quando non ci renderemo conto della necessità di compiere questo fatidico cambiamento.

Basato su “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il kabbalista Dr. Michael Laitman il 28 maggio 2023.

Scritto/redatto da studenti del kabbalista Dr. Michael Laitman.

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