Esiste una relazione tra denaro e spiritualità?

Il denaro (“Kesef” in ebraico) rappresenta una copertura (Kisui) sull’egoismo, ovvero il desiderio di godere per il proprio beneficio personale. Esso ci permette di scegliere se soddisfare i nostri desideri egoistici per noi stessi o utilizzarli per il beneficio degli altri. Con il denaro, possiamo decidere di lavorare per il guadagno del nostro ego o contro di esso.
In un mondo interconnesso, il denaro dovrebbe servire per unire le persone. Dovremmo mantenere solo ciò che è necessario per una vita di base e dedicare ogni surplus alla correzione del mondo, affinché l’umanità sviluppi connessioni positive basate su considerazione reciproca, supporto e incoraggiamento.
In un futuro mondo corretto, il denaro scomparirà. La società provvederà ai bisogni di tutti, eliminando il desiderio per l’eccesso. Se nessuno richiede più del necessario per vivere, il denaro diventa irrilevante.
Per regolare gli scambi tra individui, aziende e fabbriche in un sistema globale, emergerà una nuova misura di valore. Questa misura non coinvolgerà denaro cartaceo, ma rifletterà il grado di contributo di ciascuno al benessere degli altri.
Anche in un mondo di dazione, avremo bisogno di una “valuta,” ma misurerà l’unità, non il guadagno materiale. “Quanto hai pagato?” si tradurrà in, “Quanta unità hanno creato le tue azioni?” Al contrario, oggi i nostri pagamenti riflettono quanto prendiamo per noi stessi, approfondendo la divisione tra le persone.
In futuro, il vero valore deriverà dal coltivare connessioni umane positive.
Basato sulla Lezione Quotidiana di Kabbalah del Kabbalista Dr. Michael Laitman del 1 marzo 2011.
Scritto/modificato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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