Pubblicato nella 'Egoismo' Categoria

A che età si sviluppa la vergogna?

Crescendo i bambini incontrano regole ed aspettative sociali. Non possono più avere tutto ciò che desiderano e comprendono che deve esserci reciprocità ed impegno per essere ricompensati. Ed è allora che emerge una nuova consapevolezza, una distinzione tra superiore ed inferiore, tra ciò che è lodato e ciò che è condannato.

Questa consapevolezza va oltre le azioni e tocca la nostra stessa natura. Iniziamo a percepire che ci sono qualità che la società valorizza ed altre che rifiuta. Con il tempo, questo porta a un’analisi di sé sempre più profonda e complessa, in cui arriviamo a misurarci rispetto a uno standard esterno di amore e di dazione.

Tuttavia, un sentimento di vergogna più profondo non nasce da ciò che riceviamo, ma dal riconoscere che la nostra natura di ricezione è contrapposta alla qualità di amore e di dazione. È il momento in cui comprendiamo che siamo controllati da un desiderio egoistico di godere per il solo beneficio personale, mentre esiste una qualità opposta, molto più grande e nobile, che si trova fuori dalla nostra natura: una qualità di amore e di dazione. I Kabbalisti  chiamano questa qualità di amore e di dazione: “il Creatore” e la definiscono come la forza che ci ha creato e che ci dona ogni singolo momento della nostra vita e del nostro sviluppo. Il “riconoscimento del male” indica quello stato di vergogna spirituale che raggiungiamo quando ci sentiamo come se stessimo di fronte al “Creatore”.

In questa fase non ci vergogniamo solo di ricevere, ma di come riceviamo, cioè di come sfruttiamo gli altri e la natura per il nostro beneficio personale. Non si tratta di un giudizio esterno, ma di una presa di coscienza interiore ed è un momento chiave nella nostra trasformazione dal ricevere per il solo beneficio personale al diventare come la forza di amore e di dazione, come il Creatore.

Basato sul video “ Shame – Spiritual States with Kabbalist Dr. Michael Laitman.”

Scritto/modificato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

La vergogna può svolgere un ruolo positivo nella crescita spirituale?

Nella saggezza della Kabbalah apprendiamo che il Creatore, la forza superiore dell’amore e della dazione che ha creato e sostiene la realtà, ha specificamente inserito la vergogna nel sistema della creazione perché spinge le persone alla correzione. “Correzione” significa passare dal nostro egoismo innato, il desiderio di godere solo per il proprio beneficio, a diventare come la qualità altruistica del Creatore, il desiderio di dirigere il beneficio verso gli altri e, in ultima analisi, verso il Creatore. Se non provassimo mai vergogna, non cercheremmo mai questo cambiamento.

Quando ci avviciniamo al progresso spirituale, la vergogna diventa il sentimento più acuto che ci porta verso il Creatore in modo più diretto. Quando sorge la vergogna, emerge una preghiera di correzione. Non chiediamo più cose materiali o guadagni personali, ma piuttosto una trasformazione interiore della nostra stessa natura, affinché non ci vergogniamo più di essa.

La vergogna non è quindi destinata a spezzarci. Al contrario, ha lo scopo di ricostruirci. È una tappa necessaria del nostro progresso spirituale che ci permette di ascendere spiritualmente, dirigendoci verso la dazione e allontanandoci dall’egoismo. Quando riconosciamo che la nostra natura è opposta a quella del Creatore, possiamo finalmente iniziare il processo di correzione che ci fa crescere spiritualmente.

Il metodo della Kabbalah ci insegna a gestire in modo ottimale questo sentimento spirituale di vergogna, a non sopprimerlo o a sfuggirlo, ma a usarlo per sollecitare la nostra trasformazione spirituale. Quando non proviamo più vergogna per la nostra natura egoistica, smettiamo di progredire spiritualmente. Tuttavia, quando proviamo vergogna e raggiungiamo una richiesta genuina di correggere la nostra natura egoistica e acquisire una natura altruistica come quella del Creatore, allora ci si apre la porta di una realtà estesa, bella, eterna e perfetta.

Basato sul video: “Shame – Spiritual States with Kabbalist Dr. Michael Laitman.”

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Quali sono le sfide più significative che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi cinquant’anni?

Gli scienziati prevedono che nei prossimi 50-100 anni l’umanità affronterà sfide importanti, come:

Modificazione  genetica: Entro il 2050, i progressi nell’ingegneria genetica potrebbero consentire alle persone di migliorare se stesse e i propri figli in modi precedentemente immaginati solo nella fantascienza. (Fonte)

. Invecchiamento della popolazione: Si prevede che il numero di centenari aumenti di oltre 50 volte entro il 2100, passando da 500.000 persone oggi a più di 26 milioni. Questo creerà sfide nella cura degli anziani e potrebbe influenzare le politiche sull’immigrazione. (Fonte) 

. Città che scompaiono: L’innalzamento del livello del mare causato dai cambiamenti climatici potrebbe portare alla perdita di parti delle città costiere. Entro il 2050, le coste degli Stati Uniti potrebbero vedere il livello del mare aumentare fino a 30 centimetri (12 pollici). (Fonte)

. Esaurimento delle risorse naturali: Entro il 2050, ci sarà una maggiore pressione sulle risorse naturali a causa della crescita demografica, con una previsione di aumento del 54% della domanda globale di cibo e un incremento del 56% della domanda di energia. (Fonte) 

. Cambiamento climatico: In uno scenario di “business as usual”, la temperatura globale potrebbe aumentare di 3,2°C entro il 2050, portando a un peggioramento dell’inquinamento atmosferico che colpirà 4,9 miliardi di persone in più e a un maggiore stress idrico che influenzerà 2,75 miliardi di persone. (Fonte)

Tuttavia, nulla di tutto ciò accadrà nel modo in cui lo immaginiamo. Il nostro sviluppo attuale ci sta portando direttamente in un vicolo cieco. Potrebbe sembrare che possiamo affrontare questi problemi popolando altri pianeti e trasformando i deserti, tra le altre soluzioni apparenti. Possiamo costruire, distruggere o rivoluzionare il mondo, ma l’ego umano non ci permetterà di farlo in un modo che alla fine  l’umanità sia avvantaggiata.

Invece, il nostro egoismo, il desiderio di star bene a spese degli altri, renderà la vita insostenibile. Porterà a conflitti senza fine, tra membri della famiglia, genitori e figli, vicini, città e nazioni. Non importa dove o su cosa, non riusciremo ad andare d’accordo. Alla fine, diventerà così estremo che correremo per strade deserte solo per comprare del pane, armati e disperati. È a questo che ci porterà l’egoismo.

Nessuna invenzione ci salverà. Useremo ogni scoperta tecnologica per dominare, sfruttare e sottomettere gli altri. Lo vediamo oggi con i nostri progressi tecnologici. Per cosa li usiamo davvero? Per manipolare, trarre profitto e controllare.

Quindi, invece di inseguire sogni vuoti, sarebbe più saggio porsi la vera domanda: Cosa ci impedisce di essere veramente felici?

La felicità non consiste nel colonizzare pianeti senza vita, costruire auto senza conducente o allungare la vita a duecento anni. Settanta o ottanta anni sono sufficienti se vissuti in modo significativo. Non si tratta di quanto a lungo si vive, ma di come si vive. La morte è inevitabile e cercare di allontanarla è una ricerca senza senso.

Ciò di cui abbiamo veramente bisogno è raggiungere un senso di eternità e di perfezione mentre siamo ancora vivi in questo mondo. Questa è la vera soluzione, non perdersi in distrazioni egoistiche che alla fine porteranno tutto alla rovina.

Possiamo dire che oggi siamo più felici di quanto lo fossero cinquant’anni fa? Non avevano i dispositivi elettronici di cui disponiamo oggi, eppure questo non li rendeva meno felici. Anzi, molti studi dimostrano che oggi le persone sono più depresse, sole, ansiose e stressate, fanno più fatica che mai.

Oggi le persone cercano modi per sfuggire alla realtà, attraverso sostanze, distrazioni o un flusso infinito di intrattenimento. Se una persona vivesse per duecento anni in queste condizioni, cosa farebbe del suo tempo extra? Trascorrerebbe cento di questi anni in un sogno narcotico?

Abbiamo bisogno di creare una buona vita qui e ora e la soluzione è semplice: sviluppare relazioni positive e gentili. Se non riusciremo a stabilire questo aggiornamento delle relazioni umane, andremo dritti verso il disastro.

La gente parla di Armageddon, ma sa almeno cosa significa? Il termine deriva dal nome di una piccola montagna in Israele, Har Megiddo, dove migliaia di anni fa si svolsero delle battaglie. Da allora, il termine è diventato un simbolo della fine del mondo. Tuttavia, non dobbiamo aspettare una tale catastrofe. Possiamo scegliere di non spingerci alla sofferenza estrema. Possiamo rendere la vita pacifica, buona e appagante, non tra cinquant’anni, ma oggi.

Soprattutto, attraverso la saggezza della Kabbalah, possiamo iniziare a percepire il prossimo stadio dell’esistenza, il mondo superiore, la transizione da uno stato all’altro, da un ciclo di vita al successivo. Tutto questo è alla nostra portata. Auguro davvero a tutti di scoprire questo stato eterno di crescita e realizzazione, e di farlo al più presto, risparmiandoci molte sofferenze.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 26 ottobre 2017.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Perché, almeno a volte, la felicità sembra arrivare a spese di qualcun altro?

In effetti, nel mondo di oggi sembra che diventiamo felici rendendo gli altri meno felici. Questa è la natura del nostro ego, il nostro desiderio di trarre benessere a spese degli altri, che misura la nostra felicità confrontandola con quella degli altri. Guardando qualcuno che ha meno di noi, possiamo sentirci superiori, il che può darci un senso di appagamento. Inoltre, possiamo vedere questa tendenza riprodursi sulla scena globale attraverso le guerre, la competizione spietata e la divisione sociale.

Poi sorge la domanda: E se creassimo un’illusione in cui tutti credessero di essere superiori agli altri? Se avessimo delle “lenti” che ci facessero sentire di vivere in una bolla di superiorità personale sugli altri, cammineremmo tutti guardando dall’alto verso il basso gli altri, sorridendo di soddisfazione, ignari del fatto che anche gli altri si sentono allo stesso modo. È così che vogliamo sentirci nella nostra natura egoistica, quindi potrebbe davvero essere un eccellente brevetto per il nostro mondo.

Questo senso egoistico della felicità, tuttavia, è ben lontano dal darci la capacità di essere veramente felici. È molto ristretto, transitorio e limitato nella sua portata. Contrariamente a questa visione artificiosa della felicità, che risiede in affitto nella nostra natura egoistica, possiamo invece trovare una felicità autentica e duratura sviluppando l’attenzione per gli altri. Quando ci prefiggiamo di rendere felici gli altri, ci dirigiamo verso un appagamento autentico e duraturo. Se ognuno di noi cercasse di rendere felici gli altri, la felicità si diffonderebbe in modo naturale e ognuno di noi si sentirebbe felice di elevare chi lo circonda.

Il problema è che il nostro ego rifiuta questa idea. Come umanità, non ci stiamo ancora muovendo verso la soluzione di puntare a rendere felici gli altri. Al contrario, ci stiamo dirigendo verso il riconoscimento del male mentre cerchiamo di rendere felici noi stessi. Che cos’è questo “riconoscimento del male”? È la consapevolezza che il nostro attuale approccio egoistico alla vita è sbagliato e incompleto, che viviamo in un paradosso in cui, da un lato, desideriamo renderci più felici, ma dall’altro ci troviamo ad affrontare problemi, crisi e sofferenze crescenti.

I Kabbalisti conoscono la soluzione a questo problema specifico da generazioni e ci hanno lasciato un metodo con cui possiamo elevarci a un altro livello di esistenza sviluppando un intenzione di dare e connetterci positivamente con gli altri e con la natura, andando oltre le nostre ristrette limitazioni egoistiche.

Esiste una seconda natura di amore, dazione e connessione positiva al di fuori della nostra natura egoistica. Quando la scopriremo, vedremo chiaramente che non abbiamo bisogno di nient’altro nella vita. Con questa nuova natura, costruiamo e riveliamo un mondo completamente diverso, che non è guidato dalla competizione e dalla sofferenza, ma dalla considerazione reciproca, dal sostegno, dall’incoraggiamento e dall’appagamento. Scopriremo così la vera felicità nella nostra vita, insieme alla totale armonia e alla pace nel mondo. Non è una fantasia utopica. È lo stato finale dell’evoluzione umana e possiamo facilitare il nostro avanzamento positivo verso questo stato imparando a conoscere come e perché la natura fa evolvere tutti e tutto verso questa perfezione e come possiamo passare dal nostro stato attuale frammentato a questo stato finale desiderabile, armonioso e pacifico.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda in data 18 luglio 2022. Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Come pensi che la società dovrebbe comportarsi con le persone che provano un forte senso di superiorità nei confronti degli altri?

Creiamo costantemente regole di comportamento e buone maniere per gestire le nostre interazioni, proprio come i porcospini che regolano la loro distanza per evitare di pungersi a vicenda. In sostanza, cerchiamo di “ridipingere” il nostro egoismo, ponendo limiti e palliativi, tagliando i nostri aghi, per così dire. Ma il problema è che ricrescono sempre.

Il vero cambiamento richiede più di semplici aggiustamenti temporanei. Dobbiamo correggere la natura egoistica dell’umanità alla sua radice, affinché ogni persona agisca naturalmente per il bene degli altri. Solo allora costruiremo un mondo in cui nessuno dovrà temere di essere ferito, un mondo senza “spine,” dove tutti possano essere certi di trovare gentilezza, cura e rispetto reciproco. Questa è una correzione impegnativa, ma è l’unico modo per creare una società armoniosa e pacifica che eliminerà anche il problema del senso di superiorità che le persone sentono alla sua radice.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 15 aprile 2018.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Qual è il segreto dell’immortalità?

In primo luogo, l’immortalità non riguarda la conservazione del corpo fisico, perché il corpo fisico in realtà non esiste. Esiste solo nella nostra immaginazione, proprio come tutto ciò che percepiamo in questo mondo. È per questo che il mondo è chiamato “Olam” in ebraico, dalla parola “Ne’elam” (nascosto) e “Alama” (occultamento). La nostra esistenza attuale è solo uno stato d’ombra, una realtà nascosta in cui non ci siamo ancora risvegliati alla vera vita.

Come possiamo quindi superare queste illusioni, scoprire la vita reale e raggiungere l’immortalità? Attraverso la trasformazione, non del corpo, ma della percezione. L’immortalità non consiste nell’aggrapparsi alla forma temporanea del nostro corpo fisico, ma nello spostare il nostro senso di sé dall’interno. È la resurrezione di una nuova consapevolezza.

Iniziamo questo processo quando non vediamo più la vita solo in noi stessi, ma negli altri, quando iniziamo a sentire noi stessi attraverso gli altri. Più ci stacchiamo dalla preoccupazione per noi stessi e ci risvegliamo a una realtà che va oltre il nostro ego, più ci eleviamo al di sopra dell’illusione della vita e della morte. Questo è il segreto dell’immortalità: elevarsi al di sopra dell’io, fondersi con la qualità eterna della dazione e risvegliarsi a una vita senza fine.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 settembre 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Cosa significa essere spiritualmente morti?

Essere spiritualmente morti significa non avere spirito. Lo spirito si riferisce alla qualità del dare agli altri, non alla qualità del ricevere dagli altri.

La nostra vita terrena si basa sul desiderio di ricevere da tutto ciò che ci circonda, in ogni forma, sui livelli minerale, vegetale, animale e umano.

La vita spirituale, invece, è quando non prendiamo dall’esterno, ma diamo dall’interno, quando cerchiamo di condividere, aiutare e irradiare verso l’esterno.

Se scambiamo una vita con l’altra, scopriremo cosa significa essere spiritualmente vivi.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 settembre 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Qual è un esempio di miracolo?

Un esempio di miracolo si verifica quando persone naturalmente distanti tra loro, che si rifiutano, si oppongono e persino si odiano, si elevano al di sopra delle loro differenze. Nonostante i loro sentimenti e il modo in cui potrebbero trattarsi, scelgono di connettersi. Come è scritto, “l’amore copre tutti i crimini”. Non è un processo facile. È una lotta contro la nostra natura egoistica, il desiderio di trarre vantaggio solo per il proprio tornaconto. Ma quando facciamo questo sforzo, attiriamo la forza positiva della connessione che risiede nella natura per aiutarci in questa ascesa.

Nelle stesse tenebre che un tempo riempivano la nostra vita e le nostre relazioni, iniziamo a percepire una nuova luminosità. Questo è il miracolo: la stessa realtà, che un tempo sembrava tetra e senza speranza, inizia a brillare di luce.

Dov’è il nostro miracolo personale in questo quadro? È proprio in questa trasformazione, nel momento in cui sentiamo che la nostra vita comincia a illuminarsi, quando il peso della negatività viene tolto.

Il miracolo avviene anche quando trattiamo gli altri con gentilezza, al di sopra della nostra natura egoistica. Quando agiamo in modo da assomigliare alla forza positiva di connessione che risiede in natura, cioè quando miriamo ad amare, a prenderci cura e a connetterci al meglio con gli altri, attiriamo su di noi la forza positiva di connessione della natura. Più ci allineiamo con essa, più sperimentiamo la sua influenza armoniosa.

E se il miracolo che cerchiamo fosse quello di migliorare la nostra vita, ad esempio sul lavoro o in famiglia? Vedremo come tutto comincia a funzionare, non perché lo controlliamo direttamente, ma perché cambiando il nostro stato interiore, muovendoci in direzione di una connessione positiva con gli altri, invitiamo la forza positiva di connessione della natura nella nostra vita.

Cosa dobbiamo fare, dunque, per sperimentare i miracoli nella nostra vita personale? Non possiamo ottenere miracoli in modo isolato, ad esempio all’interno di una singola famiglia, aspettandoci risultati immediati. Ma se decidiamo collettivamente di averne abbastanza delle divisioni sociali e dell’odio e ci proponiamo di trattarci bene, percepiremo immediatamente un cambiamento. Il mondo stesso inizierà a cambiare.

È la natura stessa a realizzare questi miracoli. In questo momento, la percepiamo come oscurità perché siamo opposti ad essa. Nella natura, prima e al di là di tutte le forze fisiche che percepiamo, c’è una forza d’amore, di dazione e di connessione. Questa forza ci porta un senso comune di felicità e di abbondanza quando siamo in equilibrio con essa. Questa qualità manca alla nostra natura umana egoistica. Ma se ci eleviamo al di sopra del nostro istintivo rifiuto dell’altro e ci muoviamo per connetterci, per agire con senso di responsabilità, bontà e considerazione, allora sentiremo gradualmente la forza positiva della natura entrare nelle nostre vite. Ci porterà felicità, fiducia e abbondanza. Ecco cos’è un miracolo: la nostra trasformazione per raggiungere il giusto “click” tra di noi e la rivelazione della forza positiva della connessione che risiede nella natura, riempiendo lo spazio tra di noi.

Basato sul video “What Is a Miracle? Kabbalist Responds” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Quale complimento pensi che le persone dovrebbero sentire oggi?

Viviamo in un mondo in cui le persone sono molto prese dai propri affari, dimenticando per lo più di accorgersi degli altri. Una parola gentile, un’espressione sincera di apprezzamento possono sembrare piccole cose, eppure hanno un impatto sulle persone. Ma perché è così importante per noi ricevere complimenti?

Perché siamo egoisti. L’egoismo è nella natura umana. Tutti desideriamo sentir parlare bene di noi stessi perché ci fa piacere, rafforza la nostra autostima e aumenta il nostro senso di importanza. Al contrario, quando sentiamo qualcosa di negativo su di noi, questo colpisce il nostro ego e ci ferisce.

Un complimento è una forma di ricompensa. Quando ne riceviamo uno, possiamo sentirci portati a rispondere gentilmente: ad essere più aperti, a ricambiare e ad agire in modo cortese. Questo è semplicemente il modo in cui opera il nostro egoismo.

Tuttavia, se abbiamo un obiettivo più alto nella vita, che siamo sicuri di raggiungere e per il quale ci impegniamo pienamente, il fatto che gli altri parlino bene o male di noi non ha alcun impatto. La nostra direzione è stabilita e le opinioni esterne non ci influenzano. Cerchiamo quindi qualcosa di molto più elevato dell’approvazione altrui.

Nel mondo di oggi, caratterizzato da un ego umano smisurato, la maggior parte dei complimenti sono poco autentici e finalizzati a una logica di transazione, con un’aspettativa di contraccambio. Fanno parte dello scambio egoistico che regola le relazioni umane.

Invece di fare complimenti per il gusto di compiacere gli altri, sarebbe più saggio concentrarsi sull’ispirare le persone verso uno scopo più elevato. Se vogliamo fare veramente del bene a qualcuno, non lo facciamo con vuote parole di elogio, ma aiutandolo a progredire verso il significato e lo scopo della vita: elevarsi al di sopra dell’egoismo ed entrare in equilibrio con le leggi naturali dell’amore, della dazione e della connessione. Non c’è nulla di male nel fare complimenti agli altri, ma perché abbiano un valore molto più significativo di un semplice incoraggiamento temporaneo all’ego della persona, dovremmo porgerli  in modo da incentivare il progresso di chi li riceve verso l’obiettivo fondamentale dell’esistenza.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 27 giugno 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Quali misure si possono adottare per prevenire i casi di abuso sui minori da parte di chi assiste i malati?

Noi, come società umana in generale, abbiamo bisogno di accudimento, di lavoro e di un’educazione che arricchisca la nostra connessione e che ci permetta di capire la tendenza egoistica che agisce costantemente su di noi, come essa causi la miriade di problemi, di stress, di odio e di abusi che abbondano nel mondo e di imparare ad elevarci al di sopra di questa natura.

Prima di diventare operatore o badante, è necessario che l’ individuo sia educato e questo non viene fatto. Pertanto, non biasimo i prestatori di cure né le persone che manifestano varie tendenze sadiche o abusive, perché non lavorano su queste tendenze, né la società fornisce loro un ambiente educativo, di sostegno e di incoraggiamento che permetta loro di prendere coscienza della radice delle loro tendenze negative e di lavorarci sopra.

Più cresce l’egoismo umano, più si indeboliscono i fattori di contenimento dei nostri impulsi interiori. Continuiamo a cercare di educare le persone con metodi obsoleti per fronteggiare l’egoismo smisurato di oggi e il risultato è che si verificano sempre più spesso fenomeni negativi come l’abuso di minori. La paura della punizione, ad esempio, è diventata un incentivo sempre più debole per trattenere le tendenze abusive.

Ciò che deve nascere è un ambiente sociale in cui i suoi membri si impegnino a connettersi positivamente gli uni con gli altri, fornendo esempi di sostegno, incoraggiamento e cura proprio in opposizione ai desideri egoistici esagerati di ciascuno. Con una crescente consapevolezza di come, seguendo ciecamente i nostri impulsi interiori, non otteniamo alcun risultato positivo né per noi stessi né per gli altri, possiamo imparare a godere di una connessione positiva con gli altri in tutta la società, come un’emulazione di un mondo perfetto.

Poi, col tempo, più emuliamo un’atmosfera sociale positiva, più questa crescerà fino a diventare una nuova seconda natura in cui una forma molto più grande di appagamento, godimento, significato e felicità riempirà la nostra vita. In questo stato, correggeremo alla radice le tendenze che generano fenomeni negativi come l’abuso di minori e altre tendenze che portano sofferenza in molti modi. Fino a quando non raggiungeremo questa soluzione definitiva, ci potranno essere molti tipi di proposte e di azioni, che però agiranno come soluzioni di facciata, mentre il problema di fondo continuerà a svilupparsi.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 7 agosto 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”