Pubblicato nella 'Egoismo' Categoria

Perché si dice: “Non gioire quando il tuo nemico cade”?

Si dice: “Non rallegrarti quando il tuo nemico cade”, perché il tuo nemico è lì per spingerti a correggerti, ad elevarti al di sopra dei tuoi desideri egoistici e ad avvicinarti all’equilibrio con le leggi integrali della natura.

La forza del tuo nemico ti aiuta e la pressione che esercita ti affina.

Più il tuo nemico agisce con forza, maggiore è l’opportunità che hai di elevarti. Non dovresti quindi celebrare la caduta del tuo nemico, ma riconoscere il ruolo che ha avuto nella tua ascesa.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 28 dicembre 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è il significato del detto “Ama coloro che criticano e odia coloro che lodano”?

Potrebbe sembrare masochismo, ma non lo è. Colui che rimprovera ci aiuta scalfendo il nostro ego, permettendo così alla luce di entrare. Per “luce” qui si intende la qualità di amore, dazione e connessione che risiede nella natura, o in altre parole, la qualità del Creatore.

Quando ascoltiamo parole che ridimensionano il nostro orgoglio, possiamo avvicinarci al Creatore.

L’egoismo, il nostro desiderio di trarre piacere a spese degli altri, è il muro e il rimprovero è il martello. Se ci proponiamo di correggere il nostro ego per assomigliare al Creatore, allora non ci rallegreremo dell’umiliazione, ma la useremo.

Un Kabbalista potrebbe sembrare arrabbiato o indignato, ma interiormente è grato. Sa che si tratta di un aiuto, uno strumento per elevare la propria anima verso una maggiore vicinanza con il Creatore.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 28 dicembre 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa significa vera indipendenza?

Oggi, la parola “indipendenza” è onnipresente, in riferimento a paesi indipendenti, repubbliche e media. La sentiamo da tutte le parti in conflitto, da destra e da sinistra, da individui e nazioni. L’indipendenza è diventata un ideale universale. Eppure pochi si rendono conto che il vero significato di indipendenza è l’esatto contrario di quello che il mondo intende.

Che cosa si intende, dunque, per vera indipendenza?

Nel linguaggio comune, indipendenza significa proteggere i propri confini, affermare il proprio diritto a vivere senza interferenze e avere la capacità di costruire il proprio mondo. Ma questa è un’illusione. Nella realtà odierna, ognuno dipende da tutti gli altri. Nessuno può vivere isolato. Se cercassimo l’indipendenza completa, dovremmo rifugiarci nella natura selvaggia e sopravvivere da soli. Ma anche così, ci condanneremmo solo a una vita di stenti.

Anche l’idea che “nessuno mi impone come vivere” crolla sotto esame. Come potremmo creare o mantenere questa indipendenza senza la cooperazione degli altri? È impossibile. Nel mondo moderno, un Paese può prosperare solo se è collegato agli altri da legami positivi e reciprocamente vantaggiosi. Altrimenti, rischia l’isolamento, l’umiliazione e il declino.

Potremmo insistere nel chiedere l’indipendenza, ma la vera richiesta deve essere rivolta all’interno, a noi stessi. Solo se riusciamo a costruire legami umani positivi, pace e assistenza reciproca contrari alla nostra natura egoistica, può nascere una vera indipendenza.

Oggi, ogni legame tra Paesi, ogni alleanza, non si forma per genuina buona volontà, ma per interesse personale. Ciascuna parte cerca di favorire se stessa a spese degli altri. Non possiamo creare nulla di puramente vantaggioso per tutti, rimanendo schiavi del nostro egoismo, il nostro desiderio di trarre beneficio a scapito degli altri.

La saggezza della Kabbalah definisce la vera indipendenza come liberazione dal nostro egoismo. Indipendenza non significa pensare a noi stessi e al nostro tornaconto. Significa elevarsi al di sopra della nostra natura e pensare agli altri. Nella costruzione di relazioni positive con gli altri, nel nostro tentativo di prenderci cura degli altri con tutte le nostre forze, scopriamo la vera indipendenza.

Ma non dobbiamo affatto pensare a noi stessi? No, non dovremmo. Noi esistiamo già come risultato dell’atteggiamento degli altri nei nostri confronti. Il nostro benessere è una conseguenza dei legami che creiamo con gli altri. Il nostro primo pensiero non dovrebbe essere quello su come gli altri ci trattano, ma su come noi possiamo prenderci cura di loro.

Certo, nel mondo di oggi questo sembra impossibile. Se trattiamo bene gli altri, potrebbero sfruttarci, farci a pezzi e lasciarci senza niente. La nostra società, dopotutto, si basa sulla predazione, non sulla cura reciproca. Ecco perché la soluzione a questo dilemma non è semplicemente la buona volontà personale, ma una trasformazione collettiva della natura umana.

Questa visione è realistica? Da sola, no. Gli esseri umani da soli non possono cambiare la loro natura. Ma nel momento in cui ci renderemo conto che non esiste un’altra soluzione, riconoscendo il vicolo cieco del nostro egoismo, risveglieremo una nuova forza all’interno della natura, quella della dazione, della connessione e dell’amore, che potrà elevarci al di sopra di noi stessi.

Se non intraprendiamo questo cambiamento, siamo destinati a una sofferenza sempre maggiore: guerre, devastazioni e declino generazionale. La scelta è se continuare a percorrere la strada della distruzione o aprirci all’aiuto che la natura stessa ci offre.

Alla fine arriveremo a questa comprensione, anche se ci sembrerà di essere scuoiati vivi, perché il superamento del nostro ego è come una morte per esso. Tuttavia, c’è un modo pacifico e consapevole di procedere. Studiando la nostra natura e la forza più grande della natura che può correggerci, possiamo metterci sotto la sua influenza e lasciare che ci trasformi da piccoli e crudeli predatori in esseri grandi e gentili.

Stiamo attualmente procedendo verso questa consapevolezza, ma attraverso difficoltà. Eppure vedo speranza. Oggi, sia le forze positive che quelle negative stanno diventando più chiare. Stanno emergendo opportunità di parlare apertamente, di risvegliare i cuori. Stiamo iniziando, seppur debolmente, a intravedere il sistema di forze che ci governa.

Confido che riusciremo a formalizzare questa conoscenza, a comprenderla e ad agire conseguentemente. Altrimenti, arriveremo ancora alla stessa conclusione, ma solo dopo indicibili sofferenze. Non è necessario immergersi completamente nell’abisso. È sufficiente vederlo da lontano e spaventarsi abbastanza da cambiare rotta. Spero che troveremo la saggezza per farlo.

Tratto dalla trasmissione “News with Michael Laitman” dell’emittente KabTV andata in onda il 5/3/22.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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È possibile compiere un atto veramente altruistico o alla fine tutti gli atti sono motivati dall’interesse personale?

A Oscar Wilde viene attribuita la frase: “La sensazione più bella al mondo è fare una buona azione in anonimato e che qualcuno lo scopra.” Vorrei sottolineare “che qualcuno lo scopra”, perché il nostro ego cerca sempre il riconoscimento.

Il nostro mondo è costruito in modo tale che non possiamo compiere atti veramente altruistici? Sì, questa è la nostra natura. Come potremmo agire altrimenti? Siamo fatti per danneggiare, usare, rompere e violare. Questo è il nostro fondamento e non possiamo agire diversamente da soli. Pertanto, dobbiamo concentrarci su come limitarci ragionevolmente, per frenare i nostri impulsi dannosi in modo da causare il minimo disturbo a tutto ciò che ci circonda. Questo è possibile solo attraverso l’educazione.

Una restrizione reciproca e volontaria, accettata da tutti, renderà il nostro pianeta vivibile, non solo per noi, ma anche per le generazioni future. L’aspetto interessante è che molte voci sostengono di volere esattamente questo e interi movimenti si fondano su questa idea, eppure non ottengono nulla. Non si può imporre o ottenere gridando nelle piazze.

Come si può fare? Solo attraverso la rieducazione. I gruppi ambientalisti, gli attivisti e tutto il rumore che fanno non fanno altro che alimentare l’odio e la sfiducia. Non colgono la vera radice del problema e della soluzione: il cuore dell’uomo deve cambiare. In altre parole, senza un cambiamento nel nostro atteggiamento verso gli altri e verso il mondo, in cui intendiamo passare dal vantaggio personale al vantaggio per gli altri e per la natura, saremo sempre bloccati in una spirale discendente guidata dal nostro bisogno di soddisfare costantemente solo noi stessi.

La base di questa rieducazione deve essere la visione dell’umanità come un’unica famiglia e del pianeta come una casa comune. Dobbiamo radicare profondamente questa consapevolezza. È una visione meravigliosa, e anch’io desidero profondamente che si realizzi. Inoltre, la natura ci costringerà a raggiungerla, che ci piaccia o no. Se resistiamo, sopporteremo maggiori sofferenze, forse arriveremo persino a una nuova guerra mondiale, con metà (o più) dell’umanità distrutta. In un modo o nell’altro, la natura riporterà tutto all’equilibrio.

Considerando che la nostra natura egoistica è l’opposto di quella altruistica, è probabile che questo processo richieda molto tempo. Tuttavia, la velocità dipende dall’urgenza che percepiamo e dalla necessità che riconosciamo.

Chi può insegnare in queste scuole, in queste università della vita? Solo coloro che sono riusciti ad elevarsi, anche solo in parte, al di sopra del loro stato egoistico naturale. Solo queste persone possono guidare gli altri nel cammino verso lo sviluppo di un approccio altruistico alla vita, verso una connessione positiva con gli altri e la scoperta di una nuova vita armoniosa, in cui diventiamo un’unica famiglia e viviamo in una casa comune.

Tratto dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 2 dicembre 2021.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché si dice: “Chi umilia pubblicamente il prossimo non ha parte nel mondo a venire”?

È perché così facendo chi umilia infrange la legge più essenziale della natura per quanto riguarda la connessione umana positiva. Quando ci rendiamo più piccoli degli altri, senza volerli dominare ma servendoli, allora lasciamo che la forza positiva che risiede nella natura passi attraverso di noi fino a loro. È così che fluisce l’influenza della forza positiva della natura.

La nostra natura egoistica, tuttavia, desidera controllare e rendere gli altri più piccoli di noi. Ma se parliamo di raggiungere uno stato superiore, in cui il piacere che proviamo non è nei nostri desideri egoistici transitori e ristretti, ma in cui godiamo in un nuovo senso al di sopra del nostro egoismo, che ha una traiettoria uguale alla forza dell’amore, della dazione e della connessione che è nella natura, allora dobbiamo capire che questa correzione dall’egoismo all’altruismo avviene andando contro il nostro ego. Anche logicamente, possiamo ascoltare gli altri solo se ci facciamo più piccoli di loro. Questo è vero in ogni relazione preziosa e duratura. Ci abbassiamo non perché siamo inferiori agli altri, ma perché vogliamo dare.

Quando insegno ogni giorno ai miei studenti, non mi sento al di sopra di loro. Vengo per servire. Come un cameriere apparecchia la tavola, io preparo la “tavola spirituale”. Se appaio al di sopra di loro, è solo per aiutarli ad ascendere. Inoltre, chiunque può andarsene in qualsiasi momento. La saggezza della Kabbalah non obbliga mai a nulla. Alcuni se ne vanno tranquillamente, altri ritornano e io li tratto tutti allo stesso modo. Non si tratta di me. Si tratta del percorso di correzione di noi stessi per raggiungere l’equilibrio con la forza altruistica e integrale della natura, che è lo scopo della nostra creazione.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 28 dicembre 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è il significato del detto: “Chiunque si senta sicuro in questo mondo è uno straniero in cielo”. E viceversa?

Significa che la nostra natura egoistica ci separa dalla vera realtà, che è amore, dazione e connessione. Il nostro egoismo, il desiderio di godere per il solo beneficio personale, ci dà un falso senso di sicurezza, “falso” perché in realtà ci isola. L’ego non ci permette di incanalare nel mondo la forza positiva dell’amore, della dazione e della connessione che risiede nella natura. Se ci sentiamo sicuri e fiduciosi nel nostro ego individuale, allora blocchiamo il flusso di quella forza superiore.

La soluzione è sentirsi completamente dipendenti dalla forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione. Questa è la vera fiducia. Allora non cediamo al falso senso di fiducia che la nostra natura egoistica fa continuamente emergere in noi, ma sviluppiamo un nuovo senso di fiducia nella nostra connessione con una forza molto più elevata. Quando aderiamo a questa forza, diventiamo più felici e più in pace. Perché? Non perché controlliamo qualcosa, ma perché ci allineiamo con la fonte che ha il controllo totale sulla nostra vita.

Questo mondo è pieno di voci che cercano di insegnare la fiducia in se stessi, ma nessuna di esse la possiede. Vendono ciò che esse stesse cercano. La vera fiducia in se stessi arriva solo quando sappiamo che stiamo facendo ciò che la forza superiore in natura vuole da noi, consapevolmente e volentieri.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 28 dicembre 2019.

Scritto/edito dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è il significato delle parole di Re Salomone: “Ciò che è stato sarà. Ciò che è accaduto accadrà. Non c’è niente di nuovo sotto il sole”?

Significa che l’ego umano si sviluppa attraverso cicli di correzione, in cui i dettagli cambiano, le circostanze si evolvono, ma il nucleo rimane invariato.

Il risultato finale di questo processo di sviluppo è che l’egoismo si trasformi in altruismo, che ci eleviamo al di sopra della nostra natura egoistica e acquisiamo una seconda natura costituita dalle qualità dell’amore, della dazione e della connessione.

Finché non raggiungeremo questo traguardo, rimarremo su questo percorso ripetitivo.

Allora, cosa c’è di nuovo in questo processo? Solo i nostri cambiamenti interiori. Sebbene queste parole di saggezza siano antiche, esse vivono in ogni momento in cui scegliamo l’amore al posto dell’odio, la connessione al posto della separazione, l’altruismo al posto dell’egoismo e l’unità al posto della divisione.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è il significato del detto: “Se non sono per me stesso, chi è per me? Se sono solo per me stesso, cosa sono? Se non ora, quando?

Queste sono parole che chiamano all’azione. Indicano la necessità di assumerci la responsabilità della nostra correzione, cioè di cambiare la nostra natura umana egoistica nel suo opposto altruistico.

Nessun altro può eseguire questa correzione al posto nostro. Se non diventiamo elementi corretti utili in questo mondo, avremo perso il nostro ruolo. Inoltre, se non riusciamo a svolgere questo ruolo ora, quando l’opportunità è nelle nostre mani, quando lo faremo? Non ci sono garanzie su ciò che accadrà domani.

Dovremmo quindi sfruttare l’opportunità che ci si presenta per correggere noi stessi in modo che il mondo si corregga attraverso di noi. Quando ognuno di noi accetta questo ruolo, la forza positiva dell’amore, della dazione e della connessione che risiede nella natura fluisce attraverso di noi nel mondo. È così che la correzione si diffonde: cambiando noi stessi mentre siamo in connessione con gli altri. Diventiamo quindi canali o ponti che collegano gli altri. Questo significa servire il nostro scopo e portarci in equilibrio con la natura.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché col tempo l’amore tende a trasformarsi in odio?

È perché il nostro amore in questo mondo si basa sul desiderio egoistico di ottenere benefici a spese degli altri.  Desideriamo quindi essere appagati dall’oggetto del nostro cosiddetto amore e ciò che all’inizio può sembrare una soddisfazione piacevole finisce col trasformarsi nel suo opposto. Ecco perché un sentimento iniziale di amore si trasforma nel tempo in odio.

Affinché il sentimento di amore vero, incondizionato e assoluto si manifesti in noi, dobbiamo elevarci al di sopra di noi stessi, della nostra natura egoistica, in modo che, indipendentemente da come gli altri ci trattano, noi li tratteremo sempre bene. Allora l’amore assoluto è possibile.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Pensi che l’uguaglianza sia possibile?

Innanzitutto, dovremmo capire perché l’umanità ha difficoltà a comprendere il concetto di uguaglianza. È perché non aspiriamo naturalmente a tale uguaglianza.
La nostra natura egoista, il desiderio di godere per il solo beneficio personale, ha come strumento di misura il livello di superiorità ed inferiorità rispetto agli altri e non considera l’uguaglianza. Misura la superiorità e l’inferiorità. Ci confrontiamo costantemente con gli altri e cerchiamo di elevarci rispetto a loro.

Ecco perché l’uguaglianza è impossibile da realizzare se restiamo vincolati alle nostre forze egoiche. Per rendere possibile tale uguaglianza, abbiamo bisogno di una forza esterna che ci guidi. Se lasciati a noi stessi, il nostro ego ci spingerà sempre a desiderare più degli altri, a ricevere più di quanto diamo.

Pertanto, raggiungere l’uguaglianza è possibile solo se ci impegniamo a sviluppare connessioni positive tra di noi e, così facendo, attraiamo nelle nostre relazioni la forza positiva di connessione che dimora in natura. Questa forza positiva, una forza altruistica opposta alla nostra natura egoista, è il denominatore comune che ha il potere di unire le persone e portare l’uguaglianza nella società umana. Senza di essa, nessun tentativo di uguaglianza potrà mai avere successo.

La storia lo dimostra. Le persone hanno cercato di imporre l’uguaglianza attraverso rivoluzioni, sistemi economici e quadri legislativi, ma senza uno scopo comune superiore, che inviti la forza di connessione positiva della natura nelle relazioni umane, l’uguaglianza diventa o una tirannia o un’illusione.

Quando ci uniamo alla nostra radice, quando riconosciamo che siamo tutti parti di un unico sistema, guidato da una forza superiore di connessione che dimora in natura, possiamo raggiungere l’uguaglianza nella società umana. Questo non significa rendere tutti identici ma, al contrario, con le nostre innumerevoli differenze, attirando la forza positiva della natura nelle nostre relazioni, lasciamo che le differenze fioriscano in un arazzo integrato, rendendo il contributo unico di ciascuno benefico per l’intero sistema.

Basato sul video “Equality – Spiritual States with Kabbalist Dr. Michael Laitman”.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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